Oggetto del Consiglio n. 114 del 14 maggio 1971 - Verbale
OGGETTO N. 114/71 - Approvazione di piani regolatori e di regolamenti edilizi adottati dai Comuni. (Mozione)
Il Presidente, MONTESANO, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione presentata dai Consiglieri regionali Signori Manganoni Claudio, Tonino Aldo, Crétier Egidio, Savioz Fabiano e Macheda Domenico, concernente l'oggetto: "Approvazione di piani regolatori e di regolamenti edilizi adottati dai Comuni", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 28 aprile 1971:
MOZIONE
Il 24.12.1970 i sottoscritti Consiglieri presentavano una mozione tendente ad accelerare la procedura per l'approvazione dei Piani Regolatori e, più in generale, di tutti gli strumenti urbanistici adottati dai Comuni.
Detta mozione veniva discussa nella seduta del Consiglio del 28 gennaio 1971. In detta seduta venivano deplorate le esasperanti lungaggini frapposte dalle Autorità Regionali nell'esame di detti Piani fino al punto che dei 18 Piani Regolatori e di fabbricazione, giacenti negli uffici della Regione da 14-10-8-6 mesi, non uno era stato approvato violando così l'art. 12 della legge 765 che ne prevede l'approvazione entro il termine massimo di 180 giorni, causando danni non indifferenti ai privati ed aggravando la crisi dell'industria edilizia.
Considerato che, malgrado siano trascorsi tre mesi dalle assicurazioni della Giunta di sbloccare tale situazione, a tutt'oggi non un solo Piano è stato approvato,
IL CONSIGLIO REGIONALE
DELIBERA
di impegnare la Giunta a voler accelerare l'approvazione dei Piani Regolatori e dei Regolamenti Edilizi con programma di fabbricazione rispettando i termini stabiliti dalla legge 765.
F.ti: Manganoni Claudio - Tonino Aldo - Crétier Egidio - Savioz Fabiano - Macheda Domenico.
Il Consigliere MANGANONI illustra brevemente la mozione sopra riportata e lamenta che - nonostante l'assicurazione data dalla Giunta nella seduta del 28 gennaio 1971, in cui fu discussa una precedente mozione da essi presentata sullo stesso argomento - i Piani Regolatori a suo tempo inviati dai Comuni all'Amministrazione Regionale non sono ancora stati esaminati ed approvati dalla Giunta Regionale il che, egli osserva, è causa di gravi danni per i privati e contribuisce ad aggravare la crisi dell'industria edilizia in atto in Valle d'Aosta.
Rileva che la legge 6 agosto 1967 n. 765, detta legge ponte, stabilisce che i Piani Regolatori debbono essere approvati dall'autorità competente entro il termine massimo di 180 giorni dalla loro presentazione ed osserva che la Giunta Regionale, non approvando i Piani Regolatori in questione, ha quindi contravvenuto a tale norma di legge.
Accenna alle gravi conseguenze che possono derivare da tale inosservanza, significando fra l'altro che, in mancanza di Piano di fabbricazione, vi è il pericolo che possano essere commesse irregolarità edilizie nei Comuni.
Ribadisce che la mancanza dei Piani Regolatori contribuisce ad aggravare la crisi dell'industria edilizia.
Conclude, chiedendo che la Giunta si impegni ad esaminare e ad approvare entro breve tempo i Piani Regolatori comunali già trasmessi all'Amministrazione Regionale.
Il Consigliere SAVIOZ fa presente che la legge ponte contiene varie lacune che dovrebbero essere eliminate mediante l'approvazione di una legge regionale; accenna, fra l'altro, agli inconvenienti derivanti dai limiti di distanza e di volumetria per i nuovi fabbricati.
Osserva inoltre, che la legge regionale 28 aprile 1960 n. 3 contempla soltanto l'approvazione di Piani Regolatori da parte della Giunta Regionale e non anche l'approvazione di Regolamenti edilizi con annessi programmi di fabbricazione e fa presente, quindi, la necessità di approvare le modificazioni del caso alla legge regionale in questione.
Richiamandosi, infine, a quanto detto dal Consigliere Manganoni, raccomanda che si provveda all'esame e all'approvazione dei Piani Regolatori Comunali giacenti presso l'Amministrazione Regionale.
L'Assessore MILANESIO premette che, se è vero che esiste il problema dei Piani Regolatori, non corrisponde a verità l'affermazione fatta nella mozione e ribadita dal Consigliere Manganoni che la non avvenuta approvazione di piani regolatori sia causa di danni non indifferenti per i privati ed aggravi la crisi dell'industria edilizia locale.
Dichiara che la sua asserzione è avvalorata dalle statistiche elaborate dall'Assessorato dell'Industria e Commercio e pubblicate sul Bollettino Economico della Regione negli anni 1969 e 1970, statistiche di cui dà lettura.
Osserva che non si può quindi parlare di disoccupazione conseguente alla mancata approvazione dei Piani Regolatori.
Informa che i Piani Regolatori comunali pervenuti tutt'oggi all'Amministrazione Regionale sono venti, compresi quello di Aosta e quello di St. Vincent già approvati a suo tempo.
Comunica che i Piani Regolatori ancora da approvare sono quindi 18, di cui dieci con istruttoria ultimata e otto ancora in corso di istruttoria.
Precisa che ultimamente è stato oggetto di esame da parte della Commissione permanente per gli Affari Generali, Finanze, Programmazione e Urbanistica un disegno di legge, di iniziativa della Giunta, recante modificazioni alla legge regionale 28 aprile 1960 n. 3 (legge regionale urbanistica e per la tutela del paesaggio in Valle d'Aosta), disegno di legge che contempla l'approvazione da parte della Giunta Regionale, oltre che dei Piani Regolatori Comunali, anche dei Regolamenti edilizi con annessi programmi di fabbricazione.
Fa presente che tale disegno di legge sarà sottoposto all'esame e approvazione del Consiglio Regionale in una prossima adunanza consiliare.
Riferisce che all'istruttoria dei Piani Regolatori Comunali è addetto un solo Architetto, il quale deve occuparsi pure di tutte le altre incombenze dell'Ufficio e che, pertanto, non deve recare meraviglia se l'istruttoria che deve essere approfondita e ponderata, procede a rilento, tanto più se si tiene conto del fatto che tutti i Piani Regolatori predisposti ed approvati dai Comuni hanno un vizio di fondo e, cioè, sono affetti da gigantismo perché impostati in base ad una previsione esagerata della popolazione futura della Valle d'Aosta che, secondo calcoli approssimativi, verrebbe a raggiungere circa tre milioni di abitanti in base alle attuali previsioni dei Piani Regolatori Comunali.
Risponde quindi al Consigliere Savioz in merito alle distanze previste dalla legge ponte per le nuove costruzioni, fornendo precisazioni in merito.
Passando infine ad esaminare la mozione, pur ribadendo che il problema dei Piani Regolatori esiste effettivamente, dichiara che la Giunta non può concordare sulla parte deliberativa della mozione ("Il Consiglio Regionale delibera di impegnare la Giunta a voler accelerare l'approvazione dei piani regolatori e dei regolamenti edilizi con programma di fabbricazione, rispettando i termini stabiliti dalla legge 765").
Ricorda di avere già detto che i Piani Regolatori sono affetti da gigantismo e che non possono quindi essere approvati così come sono stati elaborati e questo nell'interesse stesso dei Comuni e nell'interesse generale.
Dà quindi lettura del seguente ordine del giorno che propone all'approvazione del Consiglio in alternativa alla mozione che propone ai presentatori di ritirare:
ORDINE DEL GIORNO
Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta
udita la relazione dell'Assessore per il Turismo, dopo ampia e approfondita discussione, prende atto del procedere degli studi del piano urbanistico regionale;
sottolinea la necessità che - compatibilmente con una istruttoria rigorosa e attenta - si dia sollecita evasione agli strumenti urbanistici adottati dai Comuni;
invita, nello spirito della legge regionale n. 3 1960, la Giunta, sentita la Commissione Finanze, Affari Generali, Urbanistica e Programmazione a procedere nell'esame di merito degli strumenti urbanistici presentati e già istruiti dai competenti uffici;
fa voti affinché il piano territoriale regionale in corso di redazione divenga, nel rispetto dei legittimi diritti della classe contadina, strumento efficace della salvaguardia paesistica ed ecologica della Regione esaltando le vocazioni naturali delle singole zone, consentendo insediamenti equilibrati e comunque tali da non compromettere i valori sociologici, culturali e ambientali della civiltà valdostana.
Conclude, facendo appello alla responsabilità dei Signori Consiglieri e riservandosi di prendere la parola successivamente per rispondere ai quesiti che gli verranno posti.
Monsieur le Conseiller CAVERI remarque tout d'abord qu'en Vallée d'Aoste, comme dans plusieurs Provinces d'Italie, on est porté à croire que la défense des valeurs esthétiques en général et du paysage en particulier soit compatible avec l'essor économique, c'est-à-dire on conçoit que l'essor économique ne consiste qu'en des collectifs de 6, 7, 10 étages: ce qui n'est pas du tout vrai, dit-il, parce que à Zermatt, par exemple, où l'on ne peut pas nier que l'essor économique existe, les maisons ne sont pas plus hautes de 4 étages.
C'est avec regret que nous devons constater, déclare-t-il, que la législation italienne de l'urbanisme permet les grandes spéculations des bâtiments, dont nous voyons les conséquences désastreuses à la Riviera Ligurienne, c'est-à-dire à Rapallo, à Chiavari, à Gênes et à S. Remo, où l'on ne voit que des cascades de ciment armé, ainsi qu'à la colline d'Aoste, vers la Région de la Consolata.
Ce n'est pas de cette façon, affirme-t-il, qu'on défend les intérêts généraux de la Vallée d'Aoste et les intérêts économiques des Valdôtains.
Il est à remarquer par contre, ajoute-t-il, qu'il y a une contradiction dans la législation italienne, contradiction qui consiste dans le fait que, tandis que cette législation favorise les grandes spéculations de bâtiments, elle empêche aux petits paysans, aux petits propriétaires de se construire une maison.
A propos des plans d'aménagement, il fait noter avant tout qu'il aurait été mieux et bien plus clair pour les Administrateurs des Communes si la législation italienne, au lieu de parler de rapport de volumétrie, ou "rapporti planovolumetrici", qui ne servent aux auteurs des projets qu'à tromper les Administrateurs des Communes, avait établi le nombre des étages et les distances à observer entre une maison et l'autre.
Il fait noter, toujours à propos des plans d'aménagement, qu'il lui résulte, d'une liste qui est dans ses mains, que les Architectes qui ont eu le mandat de rédiger les plans en question sont groupés en deux trust, dont l'un réalisera environ 70/80 millions de lires et l'autre 60/70 millions de lires, ce qui ne constitue cependant qu'une partie de leurs profits.
En effet, dit-il, aux 60/70 millions du 2ème trust il faut encore ajouter: 23 millions de lires que l'Administration Régionale a payé à deux Architecte pour les projets de deux palais régionaux, plus 10 millions de lires versés à ces deux Architectes par l'entreprise Bidasio, et enfin la somme de 15 millions de lires pour le projet de la route de la Clavalité, ce qui somme en total 118 millions de lires.
En plus, poursuit-il, ces techniciens sont en train de faire des pressions auprès des Syndics afin qu'on leur confie de nouveau la charge de rédiger d'autres projets.
Les signataires se plaignent, continue-t-il, que les plans d'aménagement ne viennent pas approuvés par la Junte, mais il faut savoir que la plupart de ces plans sont des plans pharaoniques comme par exemple, celui de la Commune d'Antey St. André, qui a une population de 625 habitants.
Or -déclare-t-il - les Architectes auteurs du plan d'aménagement ont prévu qu'à l'avenir cette Commune aura une population de 27.000 habitants, ce qui est énorme, et ils ont rédigé sur cette base le plan d'aménagement.
Il n'est donc pas possible que la Junte approuve tambour battant, comme l'on demande dans la motion, des plans d'aménagement si pharaoniques et si mégalomanes.
Les Architecte - conclut-il - ont été invités par la Junte à réexaminer et à vouloir bien modifier ces plans, mais ils sont plutôt sourds et ils demandent aux Syndics de signer de nouvelles conventions pour des "reincarichi".
Voilà pourquoi, ajoute-t-il encore, il faut que la Junte procède "cum judicio" dans cette question.
Il Consigliere SAVIOZ rileva che i Piani Regolatori Comunali sono l'unico strumento che permetta di salvare le bellezze paesaggistiche della Valle d'Aosta ed afferma che occorre, quindi, che i Piani stessi siano esaminati con urgenza e siano modificati, se necessario, affinché possano essere approvati al più presto dalla Giunta.
Il Consigliere PEDRINI, dopo aver premesso di condividere quanto detto dal Consigliere Caveri sull'argomento in discussione, dichiara che i Consiglieri del gruppo liberale sono contrari ai piani esecutivi perché, in rapporto alla superficie, consentono insediamenti eccessivi.
Accennando quindi alle aree verdi previste dai Piani Regolatori, rammenta che le Amministrazioni Comunali hanno cinque anni di tempo per acquistare i terreni vincolati ad aree verdi.
Conclude, rivolgendo un invito alla Giunta di studiare attentamente il problema.
Il Consigliere MANGANONE fa presente che i Piani Regolatori Comunali pervenuti a suo tempo all'Amministrazione Regionale sono stati redatti in base alla cosiddetta legge "Ponte", cioè alla legge 6 agosto 1967 n. 765, recante modifiche e integrazioni alla legge urbanistica 17 agosto 1942 n. 1150; ritiene che la Giunta Regionale non possa approvarli, perché tale legge contiene disposizioni che possono essere applicate nelle altre Regioni d'Italia ma non in Valle d'Aosta e questo per ovvii motivi.
Ricorda, in proposito, che i Consiglieri del gruppo democristiano ebbero a presentare, in data 30 settembre 1970, una proposta di legge recante modificazioni alla legge 28 aprile 1960 n. 3 (legge regionale urbanistica e per la tutela del paesaggio in Valle d'Aosta), proposta di legge che trovasi all'esame della Commissione Affari Generali, Finanze, Programmazione e Urbanistica e che spera sarà portata quanto prima in Consiglio per l'approvazione.
Comunica di avere, a suo tempo, preso visione di vari Piani Regolatori che non sono ancora stati approvati dalla Giunta e di avere constatato come i progettisti, per quanto riguarda le distanze dalle strade dei costruenti fabbricati, anziché attenersi alle disposizioni della legge regionale 11 novembre 1965 n. 18 (Norme per la disciplina delle opere, delle piantagioni e dei depositi di materiali lungo i tratti abitati delle strade regionali), si sono attenuti alle disposizioni del Decreto Ministeriale 1^ aprile 1968, che riguarda le strade statali.
Dichiara che i Consiglieri democristiani sono contrari alla concentrazione in piccole zone di condomini di 6-7-8 piani e che occorre, quindi, esaminare ed approvare, con opportune modificazioni, i Piani Regolatori attualmente giacenti presso l'Amministrazione Regionale, in modo che si possa porre un freno alle speculazioni di certe Imprese industriali e dare, nel contempo, la possibilità al contadino e all'operaio di costruire la propria casetta.
Monsieur le Conseiller MANGANONI déclare que seulement avec les plans d'aménagement les Communes auront la possibilité d'empêcher que le paysage soit abîmé par des constructions monstres.
Il retient qu'il est nécessaire, à cet effet, que dans les plans d'aménagement l'on établisse une limite soit à la hauteur et soit à la longueur des bâtiments à construire, ainsi qu'aux distances à observer.
Il faut défendre, dit-il, les intérêts des travailleurs, ouvriers et agriculteurs et leur donner la possibilité de se construire une petite maison pour leur famille.
Il reconnaît que c'est vrai ce qu'a dit Monsieur le Conseiller Caveri à propos des trusts et des plans d'aménagement pharaoniques, mais il retient, en même temps, que cela n'autorise pas la Junte à laisser dormir dans les tiroirs les plans d'aménagement.
Il affirme que ces plans doivent suivre les cours, c'est-à-dire que la Junte doit les examiner, leur faire apporter les modifications nécessaires et enfin les approuver.
Circa il rilievo dell'Assessore Milanesio, secondo cui non esisterebbe crisi edilizia in Valle d'Aosta, dichiara che purtroppo ciò non corrisponde al vero, perché la crisi edilizia c'è e si potrebbe provarlo citando dati statistici.
Fa presente che, se vi fossero i Piani Regolatori Comunali sarebbe possibile salvaguardare la bellezza del paesaggio, evitando quanto è avvenuto ad esempio nella Conca del Breuil, e tutelare nel tempo stesso gli interessi dei piccoli proprietari.
Il Consigliere PEDRINI accenna gli emolumenti ed onorari che vengono corrisposti ai progettisti dei piani regolatori e comunica di essere a conoscenza che tali progettisti, allorquando vengono invitati e revisionare e a modificare i Piani Regolatori non approvati dalla Giunta Regionale, pretendono per la revisione un ulteriore onorario del 50% dell'importo percepito per la redazione dei Piani stessi.
L'Assessore MILANESIO informa che i tecnici progettisti hanno l'obbligo di prestare la loro assistenza tecnica ai Comuni sino ad avvenuta approvazione definitiva dei Piani Regolatori da essi redatti, senza avere diritto al pagamento di ulteriori emolumenti professionali.
Comunica che i contributi che l'Amministrazione Regionale eroga ai Comuni per la redazione dei Piani Regolatori sono corrisposti in base a quanto stabilito con legge regionale, aggiungendo che l'Amministrazione Regionale ha concordato a suo tempo con l'Ordine degli Ingegneri e degli Architetti le tariffe tipo che essi hanno l'obbligo di applicare per la redazione dei Piani Regolatori.
Informa che sono state a suo tempo diramate istruzioni ai Comuni, con apposita circolare, circa le norme da seguire per le convenzioni da stipulare con i tecnici progettisti e per il pagamento delle parcelle professionali.
M. le Conseiller CAVERI reconnaît que les plans d'aménagement sont nécessaires pour sauvegarder le paysage, mais il fait noter que, si ces plans sont mal faits, on finit pour détruire le paysage, comme il est arrivé pour la région de "La Consolata" et pour la Colline d'Aoste.
Il affirme que l'Administration Régionale a le devoir d'illuminer les Administrateurs communaux et de leur venir en aide en leur envoyant des circulaires par lesquelles ils soient avertis de ne signer aucune convention successive aves les auteurs des projets, afin qu'ils ne puissent prétendre le payement des honoraires supplémentaires.
Monsieur le Conseiller CHAMONIN déclare d'être d'accord sur la plupart des remarques qui ont été faites sur cet argument et surtout sur la nécessité de sauvegarder le territoire de la Vallée d'Aoste de certaines horreurs qui abîmeraient totalement le paysage.
Il informe d'avoir examiné les plans d'aménagement communaux présentés à l'Administration Régionale et d'avoir constaté que la plus grande partie de ces plans a été rédigée en respectant les dispositions actuelles en matière d'urbanisme, dispositions qui doivent être modifiées au plutôt par une loi régionale et si l'on veut éviter les spéculations et donner la possibilité au campagnard et à l'ouvrier de se construire une petite maison.
Il prie donc la Junte de bien vouloir faire tout ce qui est nécessaire, et dans le plus bref délai possible, afin que les plans d'aménagement communaux puissent être modifiés et approuvés par la Junte, dans l'intérêt général de la Vallée d'Aoste.
Il Consigliere MANGANONE comunica che dal tariffario dell'Ordine degli Architetti, di cui è in possesso, risulta fra l'altro che eventuali modificazioni apportate ai progetti di Piani Regolatori "saranno compensate a parte con criterio discrezionale o di analogia col tipo di prestazioni o vacazioni, secondo intesa da stipulare con il committente".
Aggiunge che risulta, inoltre, che competente ad esaminare e a pronunciarsi sulle parcelle è l'Ordine degli Architetti e non già la Giunta Regionale.
Aggiunge ancora che, per quanto gli consta, la convenzione che la Giunta Regionale ha stipulato con l'Ordine degli Architetti non è stata inviata ai Comuni e che, quindi, le relative Amministrazioni applicano gli onorari risultanti dal tariffario nazionale.
Il Consigliere BORDON rileva che è dal 1949/1950 che si parla di Piani Regolatori ma che, dopo oltre vent'anni, ancora se ne discute senza arrivare a nulla di concreto, salvo per quanto riguarda i Piani Regolatori della Città di Aosta e del Comune di St. Vincent.
Raccomanda alla Giunta ed in particolare all'Assessore al Turismo di accelerare per quanto possibile l'esame e l'approvazione dei Piani Regolatori Comunali.
Il Consigliere SAVIOZ ricorda che, allorquando era Assessore al Turismo, teneva riunioni periodiche tra gli Amministratori dei Comuni interessati alla elaborazione dei Piani Regolatori, i tecnici progettisti ed i tecnici dell'Assessorato competenti in materia di Urbanistica e di Antichità e Belle Arti.
Fa presente che tali riunioni si dimostrarono molto utili perché servirono a superare difficoltà non lievi.
Per quanto riguarda gli emolumenti spettanti ai tecnici redattori dei piani regolatori, fa presente che, in sede di Commissione consiliare al Turismo, fu concordato di non corrispondere ai progettisti redattori dei piani regolatori alcun compenso per eventuali modifiche ai Piani Regolatori stessi.
Il Consigliere MANGANONI, a nome dei Consiglieri comunisti, fa la seguente dichiarazione, chiedendo che sia riportata a verbale:
"Noi siamo contrari ai piani regolatori, giustamente definiti dal Consigliere Caveri, faraonici, come siamo pure contrari a tutte le speculazioni.
A tale proposito ricordo che abbiamo proposto che l'altezza dei costruendi fabbricati venisse limitata a tre piani al massimo.
Infine siamo contrari, per le ragioni già esposte, a che i Piani Regolatori Comunali rimangano giacenti nei polverosi cassetti dell'Amministrazione Regionale.
Dichiaro, infine, che siamo disposti a ritirare la nostra mozione che, però, dovrebbe essere sostituita con la presente di cui dò lettura:
"Il 24.12.1970 i sottoscritti Consiglieri presentavano una mozione tendente ad accelerare la procedura per l'approvazione dei Piani Regolatori e più in generale di tutti gli strumenti urbanistici adottati dai Comuni.
Considerato che malgrado siano trascorsi tre mesi dalle assicurazioni della Giunta di sbloccare la situazione nessun passo avanti è stato compiuto;
IL CONSIGLIO REGIONALE
DELIBERA
di impegnare la Giunta a voler rispettare il primo comma dell'art. 12 della legge 6 agosto 1967 n. 765".
Il Consigliere CAVERI rileva che l'argomento in discussione è stato sviscerato in tutti i suoi aspetti e ritiene, quindi, che debba essere posta la parola fine al dibattito, anche in considerazione del fatto che la Giunta ha assunto l'impegno di accelerare al massimo l'iter per l'approvazione dei Piani Regolatori Comunali.
L'Assessore MILANESIO ribadisce l'impegno della Giunta ad accelerare al massimo l'iter procedurale per l'esame e l'approvazione dei Piani Regolatori Comunali, fermo restando che l'esame dei Piani stessi dovrà essere completo e serio.
Il Consiglio prende atto.
