Oggetto del Consiglio n. 205 del 4 aprile 1979 - Verbale
OGGETTO N. 205/79 - Costituzione del diritto di superficie e di servitù di passaggio su un'area di proprietà regionale a favore dell'impresa G. Maddalena S.n.c.. Delega alla Giunta.
La legge regionale 19 gennaio 1979, n. 1, ha abrogato la legge regionale 7 marzo 1973, n. 11, recante norme per il servizio di incenerimento dei rifiuti solidi, e le successive leggi regionali di modificazione 7 maggio 1975, n. 20 e 3 gennaio 1977, n. 8.
Le ragioni per cui il Consiglio regionale ha approvato la predetta legge ripropongono la ricerca di soluzioni più attuali, meno costose e scevre di pericoli per l'ambiente, per risolvere il problema del lo smaltimento dei rifiuti solidi di provenienza domestica, perseguendo l'obiettivo di utilizzarli come fonte di energia o comunque di reinserirli nel ciclo produttivo di una società che rifiuta lo spreco.
La sede di Aosta dell'impresa G. Maddalena, di Maddalena & Rossi, corrente in Rho, via Alessandria 2, si è dichiarata in possesso di una tecnologia di triturazione dei rifiuti, di estremo interesse ed economicità, atta a ridurre sensibilmente il volume del materiale trattato e capace di biodegradare in poco tempo le componenti putrescibili, con la prospettiva di utilizzare ad uso agricolo una cospicua parte delle risultanze.
L'Impresa è disposta a realizzare, a proprie spese, un impianto pilota di buona potenzialità e facilmente ampliabile, che, dopo un indispensabile periodo di sperimentazione, potrebbe concretare un sistema di smaltimento efficiente ed economico.
Offrendo di smaltire i rifiuti solidi urbani dei Comuni, che abbiano problemi impellenti in materia, per il periodo di un anno dall'inizio della sperimentazione e per un quantitativo massimo di 3000 tonnellate, addebitando unicamente i consumi di energia elettrica dell'impianto, l'Impresa chiede la disponibilità di un'area, con la costituzione. del diritto di superficie in suo favore e la realizzazione di una cabina elettrica di trasformazione con potenza di circa 200 KW.
Con atto ricevuto dal notaio dott. Marcello Colombo, in data 29 novembre 1977, la Regione ha acquistato dal Comune di Brissogne un appezzamento di terreno della superficie complessiva di mq. 18336, distinto in catasto del predetto Comune al Foglio n. 2 n.ri 60 (ex n. 60/a e 4 (ex n. 4/a), da destinare alla costruzione di un impianto di incenerimento.
La Giunta regionale ritiene che la costituzione del diritto di superficie a favore dell'impresa G. Maddalena su parte della predetta area, da scorporarsi a Nord-Est per una superficie di mq. 3685, per i fini di cui trattasi, perseguendo gli obiettivi che la Regione si propone, non pregiudichi altre eventuali iniziative in materia sulla rimanente parte e che la costruzione di una cabina elettrica di trasformazione costituisca, in ogni caso, una infrastruttura indispensabile per qualsiasi soluzione di smaltimento.
In attesa delle risultanze dell'attuazione della nuova tecnologia proposta e dell'eventuale ampliamento degli impianti, ove la sperimentazione offra prospettive per una soluzione globale del problema, 1'area non gravata dal diritto di superficie può essere affittata annualmente all'Impresa quale deposito.
Quanto sopra premesso, la Giunta propone che il Consiglio regionale
Deliberi
1) di autorizzare la costituzione del diritto di superficie, per il periodo di anni 9, a favore dell'impresa G. Maddalena s.n.c. su un'area di mq. 3685 circa, da scorporarsi a Nord-Est dell'appezzamento di terreno di proprietà regionale, distinto in Catasto del Comune di Brissogne al Foglio n. 2 n. 60 (ex 60/a), con la costituzione di servitù di passaggio per la larghezza di m 5 lungo tutto il confine Est e con il vincolo di destinazione alla costruzione di impianti per lo smaltimento dei rifiuti solidi.
2) di delegare alla Giunta regionale l'adozione di ogni provvedimento di esecuzione per la costituzione del diritto di superficie e di servitù di passaggio, per la determinazione dei corrispettivi e per il finanziamento della costruzione di una cabina elettrica di trasformazione.
Allegati: una planimetria mappale
Dolchi (P.C.I.) - La parola all'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale, Rollandin, per l'illustrazione dell'oggetto.
Rollandin (U.V.) - Questo provvedimento che si prende a stralcio, praticamente non è che risolva, come chiaramente si capisce dalla relazione, non risolve il problema legato allo smaltimento dei rifiuti solidi, per cui c'è una Commissione che sta lavorando e che ha già lavorato anche su questo documento che adesso viene rappresentato come delibera, però rappresenta naturalmente un momento di questo lavoro. Infatti con questa delibera si vuole dare la possibilità a questa ditta - che qui viene richiamata - di fare una sperimentazione su uno spazio, cioè su un terreno di proprietà regionale di cui si è fatto stralcio come è nella catena legata, per stabilire, vedere, se uno dei mezzi che sembrano i più idonei allo smaltimento possa effettivamente dare dei risultati validi nella realtà nostra, nella realtà della Regione. Questo comporta, naturalmente, per la ditta un aggravio di spese sulle quali naturalmente noi non entreremo nel merito, come non entreremo nel merito della validità della sperimentazione, se non per servircene, naturalmente, per fare le nostre sperimentazioni.
La Commissione attualmente sta valutando tutte le possibilità e le tecniche che sono più aggiornate per risolvere il problema dello smaltimento, tenuto presente che questa competenza, anche se prima non ce l'aveva la Regione, ce l'ha direttamente, in quanto deve dare i diritti su come deve essere impostato il problema. Ho detto che si è riunita anche per valutare questo tipo di impostazione perché c'era il rischio che, dando questa possibilità a questa ditta, si precludesse, un domani...o comunque si volesse dare già dei favori ad una ditta che si troverebbe avvantaggiata un domani all'appalto per una possibile soluzione. Naturalmente questi pericoli sono scongiurati, in quanto con questo si cede solo uno spazio ridottissimo lasciando nell'aria che rimane tutta la possibilità, eventualmente, in un successivo tempo, quando si è stabilito quale è l'indirizzo migliore, ad un'altra ditta che concorra, che potrebbe anche non essere quella di installarsi e quindi di cercare di risolvere, con le metodiche che noi avremmo suggerito, il problema. Per il resto penso che...ripeto: non si è ancora arrivati a lavori conclusivi di questa Commissione; c'è l'impegno anche da parte dei tecnici che partecipano, di dare aggiornamento su quelle che sono le tecnologie più avanzate, per vedere naturalmente dopo che si è abbandonato...anche in una precedente delibera si era preso l'impegno di trovare un'alternativa a quello che è l'incenerimento per tutta una serie di motivi, tra i quali appunto le direttive CEE, quello che è il progetto di legge che verrà presentato molto probabilmente - adesso a parte crisi di Governo - per risolvere, in alternativa, con il recupero di energia, e quindi abbandonando definitivamente quello che è il problema dell'incenerimento; in questa ottica naturalmente sta lavorando la Commissione.
Ripeto: con questo non si vuole risolvere il problema, si cerca solo di dare la possibilità di affrontare una delle metodologie.
Dolchi (P.C.I.) - È aperta la discussione. La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - C'è una prima osservazione da fare: qui arriviamo...credo siano passati 8 anni dalla prima legge varata da questo Consiglio regionale per il problema dei rifiuti; si è recentemente abrogata quella legge, credo che sia stato utile, anche perché il contenuto poi della legge stessa, e cioè l'incenerimento, è oggi messo in discussione. E si era detto in quella fase: però la Regione ci dia al più presto alcune linee, non solo per risolvere il problema da un punto di vista tecnico e scientifico, ma anche da un punto di vista territoriale...mi ricordo che alcuni riferimenti a questo problema ci furono in questa aula. Perché? Perché noi assistiamo oggi, in Valle d'Aosta, ad un solo sistema di smaltimento dei rifiuti, che è quello delle discariche; non credo che ci siano esperimenti di inceneritori - uno a Châtillon, che però poi si è chiuso - e cose di questo tipo, se ricordo bene. E assistiamo alle Comunità Montane ed ai Comuni, che sono, in modo spesso disorganico, alla ricerca di soluzioni le più diverse a volte per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti. Dunque questo momento organizzativo della Regione è estremamente necessario e, ancora una volta, manca. Noi non partecipiamo alla riunione di quella Commissione, per cui non conosciamo che tipo di discussioni e che tipo di materiale è stato prodotto, e non ci è dato di conoscerlo. Tuttavia è grave il fatto che non si arrivi a definire alcune linee di intervento della Regione. Fatta questa premessa, diventa anche difficile valutare la proposta che oggi ci viene prospettata, o perlomeno ci sembra che debbano essere sollevate alcune domande alle quali chiederei, se possibile, delle risposte.
Noi siamo d'accordo su una prima impostazione, la necessità di superare questo metodo delle discariche, più o meno controllate, e di superare anche il problema dell'incenerimento. I motivi li sappiamo ormai tutti: sono problemi di carattere ambientale, c'è il problema che non è giusto buttare via tutto, e perciò sprecare materie prime e risorse che invece possono essere riutilizzate dai rifiuti; c'è anche un campo aperto, credo, ma con esperienze già significative di utilizzo dei rifiuti per generare delle fonti di energia complementare, e anche questo aspetto è per noi estremamente importante. Ecco, siamo d'accordo perciò sulla necessità di superare questi due metodi: l'incenerimento e le discariche.
La prima parte della scarna relazione che accompagna il provvedimento, oggi oggetto, ci trova però...ci trova perciò d'accordo...perché? Questo metodo, questa tecnologia della triturazione può, in un primo tempo, permettere da un parte la scelta tra i rifiuti di materiali, e può essere riutilizzato. Altro aspetto che ci sembra positivo e che va sottolineato: una riduzione del volume, perché il problema grosso oggi è anche in queste immense zone colme di rifiuti. C'è l'aspetto che qui è liquidato, purtroppo, soltanto in una riga: che poi una parte di questi rifiuti può essere utilizzata poi per uso agricolo, trasformandosi in quel "compost", credo che si chiami il procedimento, cioè di trasformazione in materiale concimante per l'agricoltura, che potrebbe avere alcuni utilizzi da vedere. Ecco, questa parte ci trova abbastanza d'accordo sulla necessità di andare verso questo tipo di sperimentazione, noi siamo d'accordo.
Quali sono però poi le perplessità che vogliamo sollevare? Se è vero che è opportuno passare dalla ricerca semplicemente scientifica o, chiamiamola a tavolino, a "sperimentazioni concrete", ed è indubbio che le sperimentazioni concrete possano servire... Noi ci preoccupiamo di una cosa: che queste sperimentazioni servano soprattutto all'ente pubblico per darsi una politica, visto che questa non c'è, per darsi linee. Ci preoccupiamo che questa sperimentazione non serva unicamente a favorire l'iniziativa privata - perché di iniziativa privata si tratta - e ci preoccupiamo che questa iniziativa privata non vada poi ad avere posizione egemoniche all'interno di una zona, all'interno della nostra Regione. Questa è la prima preoccupazione. Dunque, quale è il...la soluzione, o meglio quali sono le misure da mettere in atto. Non sia parla in questa paginetta di alcuna convenzione con la ditta che qui viene proposta, per cui non si capisce bene qual è il rapporto tra la Regione ed il tipo di sperimentazione che lì si fa. Io credo che non possa essere lasciato con questa genericità. È estremamente necessario che la Regione sia a fianco di questa sperimentazione e che nel suo complesso la Commissione, il Consiglio, sappiano valutare tutti gli effetti di questa sperimentazione, e ne sappiano trarre indicazioni positive per poter risolvere il problema nelle altre parti della Regione, per dare indicazioni operative ai Comuni, alle Comunità Montane che stanno lavorando su questi temi.
Dunque il problema di una Convenzione Regione e ditta (ed esperimento) secondo noi è essenziale, anche perché se tutte queste fasi anche tecniche di triturazione...e poi di seguire il processo di biodegradabilità di una parte di questi rifiuti, se c'è a fianco la Regione che attraverso il suo Laboratorio di Igiene e Profilassi fa periodicamente le analisi, e queste analisi ci servono come patrimonio anche nostro, del Consiglio, e non solo dell'imprenditore privato, è un conto se questo non c'è...
Noi siamo estremamente preoccupati, perché crediamo che non sia un metodo giusto quello di favorire soltanto la sperimentazione privata senza averne poi un utilizzo pubblico. Questo non significa, naturalmente, che in questo campo noi siamo perché si vada avanti solo con l'iniziativa pubblica, non abbiamo nessuna difficoltà a che intervengano i privati; anzi, proprio l'altro giorno leggevo un articolo in cui si facevano alcune analisi su quanto costa oggi incenerire ed ho visto, purtroppo - e dico "purtroppo" perché deve preoccuparci -, che questi costi per tonnellata degli impianti di incenerimento sono in genere alti, intanto, sono molto alti, ma sono soprattutto alti là dove ci sono delle municipalizzate che operano. Il dato che io ho colto in quell'articolo era che si passa da 12.000 lire a tonnellata per alcune iniziative private a oltre le 20.000 lire a tonnellate dove invece esistono delle municipalizzate. Può darsi che sia anche più alto. Il costo medio, che ho sempre ricavato in questa pubblicazione...ecco, delle discariche, che sono una cosa da superare, è di 4.000 lire a tonnellata se i dati sono giusti, mentre sarà naturalmente più alto il costo di questo esperimento di scritturazione e di ulteriore elaborazione del rifiuto, ma con quegli aspetti positivi che dicevo prima rispetto all'ambiente, rispetto alle risorse.
Ultimo aspetto che vorrei collegare alla sperimentazione che ci viene proposta e che qui ancora non è chiaro: vorrei che fosse meglio chiarito in una convenzione il problema della trasformazione in energia di una parte di questo rifiuto, processo che, se non sbaglio... il termine credo si chiami "pirolisi". Ecco, è necessario che, se di sperimentazione si tratta, noi dobbiamo avere anche elementi tecnici rispetto a questa possibile utilizzazione che sembra, almeno dalle riviste, sembra che sia il futuro, anche se io alcuni punti interrogativi li metterei...però sembra che sia una cosa che nel futuro avrà un certo sviluppo.
Parlavo prima dei costi...altra preoccupazione nostra. Questa ditta si impegna ad addebitare unicamente i consumi di energia elettrica dell'impianto, un anno, e poi qui è necessario che noi diamo dei terreni in diritto di superficie, permettiamo delle sperimentazioni che devono essere, secondo me, controllate; però poi ci deve essere anche un convenzionamento dei prezzi. Non lascerei in questo caso il rapporto unicamente impresa-Comune; credo che una...un intervento della Regione sia necessario.
Ecco, queste erano le questioni principali che volevo mettere in discussione rispetto alle quali aspetterei alcune risposte, o osservazioni dell'Assessore.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola? La parola al Consigliere Pollicini.
Pollicini (D.P.) - Vedo che il Presidente della Giunta sorride perché dava per scontato il mio intervento su questo argomento...esatto, mi fa piacere questo.
D'altra parte io sono ottimista perché abbiamo all'Assessorato della Sanità un medico, sia pure per animali - ma siamo tutti animali, quindi non è che cambi molto - e mi auguro che questo "medico degli animali" possa guarire una malattia di questa Giunta che è la "malattia da decollo". Non riesce a fare decollare niente, neanche un semplice problema impostato da una legge regionale del 1973, del mese di marzo, con la quale si voleva porre rimedio al grosso problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani! Non solo non ha la fantasia per riuscire ad applicare la legge, perché poi fra l'altro esistono anche questi aspetti del problema: che si fa un bando di concorso, si discute, si dibatte in questo Consiglio a lungo, si fanno dei viaggi addirittura all'estero per verificare esperienze estere, si aggiungono dei risultati di convergenza sugli indirizzi da dare al procedimento di smaltimento, dopo di che si fa questo bando di concorso, si fa una Commissione tecnica, viene esaminata una serie di offerte perché era un bando di appalto-concorso e viene decretato un vincitore...
Noi abbiamo detto parecchie cose, abbiamo espresso parecchie critiche su certi tipi di comportamento, ma va premesso che era stato decretato un vincitore, stranamente la stessa ditta a cui oggi viene affidato l'egemonia dei rifiuti solidi urbani, visto che in questi giorni si parla di "egemonia" in vari campi! C'è una debolezza nei confronti...un complesso nei confronti di questa ditta "Maddalena". Vediamo, non so se come surrogato, la gestione, sia pure sperimentale, e anche qui siamo di nuovo ad un'altra gestione sperimentale della piscina di Pré-Saint-Didier, che quando ad una mia domanda alla Giunta di allora, perché si era scelto questa ditta, e si era scelta questa ditta esperta in smaltimenti di rifiuti soldi urbani, per dare la gestione della piscina di Pré-Saint-Didier mi si è detto che questa ditta ha un'esperienza nella gestione di servizi pubblici. Non capisco però il nesso fra lo smaltimento dei rifiuti solidi e quella che dovrebbe essere la gestione della piscina! Ma l'aspetto che mi lascia preoccupato è questo: sono passati sei anni esatti, marzo 1973, da questa legge per lo smaltimento dei rifiuti solidi, si sono attesi addirittura quasi sei anni per dire "abbiamo sbagliato tutti". Ma attenzione che nel marzo del 1976 si era assegnata ad una ditta la vincita di questa gara di appalto-concorso, quindi con impegni, eccetera. Poi si dice non se ne fa più niente! Non se ne è più parlato dal 1976, sino a qualche mese fa. Adesso si dice che non va più bene niente, che il metodo dell'incenerimento è sbagliato, ecologicamente preoccupante...può anche darsi, noi non siamo dei tecnici, può anche darsi; è evidente che se aspettiamo sempre il giorno dopo perché forse c'è una novità migliore, noi, fra 50 anni, saremo ancora qui a discutere come dovremo smaltire i rifiuti solidi urbani! E allora io mi faccio alcune domande.
Giustamente l'Assessore dice: "non è questo il modo per risolvere il problema, non pensiamo di risolvere il problema con questo metodo; rappresenta un momento del lavoro della Commissione che cerca di mettere a punto il problema dello smaltimento dei rifiuti solidi". E dice che non entreremo nel merito della sperimentazione, però qualcosa bisogna fare, anche perché questo è l'indirizzo di affiancamento dei lavori della Commissione.
Allora io sostengo questo: questa è la relazione che accompagna la proposta di delibera; con molta franchezza non mi dice niente, non solo non è chiara, ma direi che è anche contradditoria, perché quando si dice che sia alla ricerca delle soluzioni più attuali, rischiamo ancora di fare quel discorso di trovare...di aspettare il giorno dopo, perché forse ce n'è un'altra ancora migliore di quella del giorno in cui si parla. Ma la tecnologia della triturazione di cui parla appunto questa relazione e che può avere come valido elemento - dice la relazione - la sua economicità e la prospettiva di utilizzare ad uso agricolo il famoso "compost", se non sbaglio, mi pare che questo tipo di proposta è stato discusso parecchio nell'altro Consiglio e nell'altro ancora, ma si è valutato l'inopportunità di seguire questo metodo, proprio per l'orografia del terreno della Valle d'Aosta; vi immaginate...portare queste ceneri che hanno la capacità di concimare nelle nostre montagne...penso che sia maggiore il costo del trasporto che l'utilizzo in loco di un tipo di concime di questo genere! Quindi, ecco, se questo è l'indirizzo stiamoci attenti, perché è già stato valutato, andiamo a rivedere i motivi e guardiamo in che territorio stiamo operando.
Là dove non siamo molto convinti è quando ci si dice che questo non pregiudica altre soluzioni e non metta in posizione di egemonia o di privilegio la ditta per la quale questa Giunta ha dimostrato, in più occasioni, di avere un debole; perché se questo è vero, un periodo di 9 anni ci sembra troppo lungo per giustificare un fatto di sperimentazione, e far credibile la giustificazione che non pregiudica e le altre ditte e le altre soluzioni. L'arco di tempo è ampio; è vero che per questa Giunta è molto breve, visto che in 6 anni non ha saputo fare niente! Se questo è il metodo certamente questa Giunta ha ragione, però secondo noi una sperimentazione di 9 anni non ha più l'aspetto di una sperimentazione, ma di una definitiva assegnazione ad una ditta, che è già stata dichiarata vincitrice tre anni or sono...si vuol ripiegare in qualche modo su una modificazione a 50 gradi di questa Giunta in ordine al tipo di soluzione da dare al problema dello smaltimento dei rifiuti solidi. Quindi non siamo affatto convinti che questo periodo sia in sintonia con la dichiarata volontà di usare questa prova come una sperimentazione a tempi brevi. E allora vorremmo anche un altro tipo di chiarimento quando, al punto 2 della delibera, si dice di delegare alla Giunta la determinazione dei corrispettivi e per il finanziamento della costituzione di una cabina elettrica di trasformazione. Vorremmo sapere cosa vuol dire questo, cosa costa questo, cosa rappresenta questo, e quali sono i vincoli che la Giunta assumerebbe nei confronti di questa ditta Maddalena per questo tipo di proposta. Comunque il periodo di nove anni è tale da non giustificare la dichiarata volontà di impostare un discorso sulla base sperimentale.
Per adesso gradirei le risposte, dopodiché mi riservo di ritornare in argomento.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola?
La parola al Consigliere Manganone.
Manganone (D.C.) - Brevemente, per dire che il Gruppo della Democrazia Cristiana è favorevole all'approvazione di questa delibera e per dire inoltre, raccomandare alla Giunta che non si veda solo il problema nell'ambito della città di Aosta, dei paesi viciniori, ma si veda il problema in altri settori, e si veda anche il problema di una soluzione diversa da questa...ma di una soluzione a cui ha accennato l'amico Tonino, di pirolisi, che è una soluzione che recupera energia.
Ecco, la nostra raccomandazione è questa: sì, sta bene dare la concessione a questa ditta Maddalena, ma sta altrettanto bene seguire altre impostazioni, o private o anche pubbliche di comunità, per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed in particolar modo per la nostra Bassa Valle, che è diventata soltanto più un centro di depositi di questi rifiuti. Ecco, la mia raccomandazione è questa. Non faccio le altre domande perché il Consigliere Pollicini le ha già richieste in dettaglio. Mi riservo comunque dopo di intervenire.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola, prima di dare la parola all'Assessore Rollandin per i chiarimenti e le risposte? Allora come intervento, per adesso, la parola all'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale, Rollandin, intervento per chiarimenti e precisazioni.
Rollandin (U.V.) - Avevo detto in premessa che naturalmente questo non riguardava un'indicazione di soluzione del problema smaltimento rifiuti solidi e ho detto questo proprio perché...poi le domande naturalmente sono volte più che altro a chiarire questo punto, effettivamente si è perso tanto tempo...cioè un'indicazione precisa deve venire, e allora si dice come mai si porta, qui, una soluzione, cioè si dice "avalliamo una sperimentazione" che tra l'altro, come risulta dalla delibera, non presenta una convenzione diretta tra Regione e ditta che sperimenta per vederne i risultati.
Il problema contingente a cui è legato il fatto di presentare questa delibera è questo: il sistema adottato è quello della discarica "controllata", controllata perché controllata non è proprio da nessuno, in quanto lì c'è una massa, una scarico come purtroppo succede in tutte le zone, sia nella Bassa Valle, nella Media, che nell'Alta Valle, con inconvenienti che tutti sappiamo e quindi non sto ad elencare, cioè incendi, inquinamento, e tutto il resto. Ora, il problema è questo: i Comuni hanno delle convenzioni, dei rapporti con...in altri punti non sono i Comuni, ma è stato fatto tramite le Comunità Montane...si è interessato del problema, soprattutto della raccolta più che dello smaltimento, in quanto lo smaltimento era garantito - almeno per quanto mi risulta - in determinati punti, dalla ditta stessa, che naturalmente si premurava di avere il terreno o i punti dove naturalmente poter avere questa discarica, mentre per la zona di Aosta e circondario la ditta naturalmente ha avuto il terreno fornito direttamente dall'Amministrazione, perché in questo terreno che è indicato nella piantina si è già al punto dove discaricano, cioè si è già al punto in gran parte occupato da questi materiali. Ora, il problema era questo: non si sa più dove mettere questo materiale; dall'altra, con la soluzione si sta lavorando, però non abbiamo ancora detto qual è l'alternativa. Ora, cosa succede? Che se noi...potevamo anche dire di no, non ci interessa, va bene...cosa succedeva? Che praticamente scoppiava questo problema, bisognava trovare un altro terreno dove mettere questo materiale, perché fintanto che non c'è un'altra alternativa la ditta Maddalena & Rossi, che ha la convenzione per la raccolta ed il trasporto di materiali, da qualche posto deve metterli! Si arrangerà, si diceva, però non è un risolvere il problema, cioè rimaneva a carico suo; benissimo, se la sbrogliava la ditta e la Regione non interveniva per nulla.
Ora, nel fare una delibera in questo senso...avevo detto prima, avevo solo accennato che il punto fondamentale era stato quello di non dare l'egemonia, ed è per questo che non si parla, qui, di convenzione: perché nel momento in cui noi diciamo "noi facciamo una convenzione", allora sì che diamo l'egemonia, perché noi avalliamo un sistema, mentre questo è proprio stato il pericolo che non si voleva correre! Noi vogliamo dire: la ditta in questione che risolve, ripeto, un problema solo imminente, e tutti possono sincerarsene della veridicità del fatto...cioè come Aosta, come il fatto che non si sa più come far carico alla discarica, fintanto che noi non diamo soluzioni...poi c'è da tener presente che con la Commissione stiamo lavorando ad un ritmo penso abbastanza sostenuto per arrivare ad un dunque, per evitare che passiamo altri anni solo a discutere ed aspettare la soluzione migliore, cercando non di andare a "fare viaggi", ma di raccogliere la sperimentazione e di vederla, cioè proprio...e mettendo anche dei tecnici; ci sono dei tecnici che valutano queste possibilità e quali sono i pericoli minori di tutte le tecniche possibili per risolvere questo problema. Però nel frattempo cosa succede? Che adesso noi non abbiamo la soluzione...poi bisognerà procedere all'appalto, bisognerà discutere, allora ci sarà la discussione in Consiglio sulla metodica che verrà scelta con la relazione accompagnativa di tutti i metodi.
Sono d'accordo che...per quello concordo sul fatto che la relazione che qui viene accompagnata è scarna, però ripeto perché: perché non si porta qui la soluzione del "problema smaltimento", il quale ha ben altra natura, e nella stessa Commissione noi abbiamo esaminato dei documenti abbastanza sostanziosi su questo argomento in cui si parlava delle varie metodologie che qui non ho allegato...perché? Perché qui, oggi, non discutiamo per avallare il problema triturazione come giustamente Pollicini faceva notare, che ne ha già discusso...io non ho presente, comunque se ne è discusso, e giustamente con tutti i suoi limiti. Ora il problema...cioè si dice: la ditta può sperimentare questo, noi non vogliamo, visto che non abbiamo ancora concluso i lavori, mentre dall'altra c'è l'impellenza di fare qualcosa subito perché altrimenti scotta. Con la situazione abbiamo una riduzione di volume da 5 a 1, cioè una riduzione, i vantaggi effettivi sono essenzialmente questi, primo, e dall'altra naturalmente c'è il vantaggio di ridurre la nocività del materiale, in quanto assume un'inerzia maggiore che non così con una discarica controllata. Naturalmente nelle mire della ditta c'è poi il passaggio di recupero di sperimentare...ma questi sono fatti che al momento, personalmente, non ci devono interessare; non ne ho fatto un problema perché? Con questo, ripeto, si voleva solo ed esclusivamente portare a soluzioni temporanee un problema di Aosta, secondario.
Si richiamava prima al problema generale di tutta la Valle: difatti è quello che si sta studiando con la Commissione, da quanto viene detto qui, cioè qui giustamente si è fatto l'esclusione generale su quello che è il problema dello smaltimento..., l'urgenza che ha di arrivare ad una soluzione, senza - ripeto - andar ancora a vedere, a parte che con quanto se ne è avuto...cioè fare degli...per vedere, poi tra l'altro o vanno altri...cosa vediamo? Cioè o abbiamo dei dati, perché ci fanno vedere, sì, come sono, e che spazio, possiamo renderci conto più o meno della funzionalità...ma appunto, non è che abbiamo dei tecnici; sono i tecnici del Laboratorio, il Medico regionale e naturalmente altri tecnici che sono nella Commissione che devono valutare in base a quelli che sono i referti, per quello che non possiamo dire al momento attuale quale può esser la soluzione migliore. Che naturalmente, a quanto sembra, al momento attuale non risulta la strutturazione tout court perché nell'ottica che qui viene richiamata, cioè di avere un recupero di materiale - ed ecco che qui salta fuori il "come mai", allora sì che bisogna preoccuparsi - cosa ricaviamo? Qual è l'energia che noi ricaviamo? Come possiamo abbinare questo discorso del recupero del materiale di un determinato tipo di materiale? Ad esempio c'è la percentuale del 4% di materiale ferroso, questo 4% sulle 200.000 tonnellate annue fa un determinato quantitativo, naturalmente potrebbe benissimo essere impiegato non so, vedi Cogne, vedi Ilssa Viola, cioè il materiale di recupero...naturalmente se l'indirizzo è dato a livello regionale e quello che si vuole dare, ed è lì che salteranno fuori le linee che vogliamo avere e dare su tutta la Regione, ma non possiamo darlo adesso prima che siano conclusi questi lavori, che si venga a discutere su quello che è l'indirizzo che si valuterà il migliore.
Al momento attuale non aspettiamo; può darsi che venga superato anche questo metodo, però nel momento attuale bisogna dirlo. Ecco, quindi l'indirizzo, ripeto, per quello che è soggetto logicamente a critica perché non vuole essere un metodo...se ci fosse la convenzione, ecco, se ci dicesse questo, allora si avallerebbe un metodo che ci viene proposto, allora sì che daremmo l'egemonia, per quello che dico assolutamente...e anche la limitazione nella...di quella parte di territorio, è...d'accordo, potremmo anche non darglielo, deve cercarsi anche il territorio...cosa facciamo? Rimandiamo tutta la risoluzione del problema che è contingente di Aosta, è secondario, tutto lì, ritardiamo questo...alla fine ci diranno: come mai non ci avete pensato; allora si dirà: benissimo, noi avevamo fatto una proposta, non è stata accettata, non è stata vagliata, qui si vuole proprio solo vedere un momento particolare che è la risultanza di determinati fatti che chiaramente sono antecedenti, che hanno portato a tutta questa impasse che noi stiamo vedendo...però la soluzione finale non è quella, né l'oggetto che è nella parte della delibera non è quello di proporre un metodo di smaltimento, ma è questione di valutare se la soluzione di questo problema temporale...se può essere risolto con questo sistema.
Affiancare alla sperimentazione della ditta, cioè i nostri tecnici...si è parlato naturalmente del Medico regionale...farà dei controlli? Naturalmente quando si faranno le...di aggiudicazione, non di convenzione, perché ripeto, noi, con questo, svincoleremo i Comuni che hanno già una convenzione ad adeguarsi ad una convenzione, mentre noi daremmo le direttive per quello che sarà, secondo noi, il metodo migliore. Si diceva della pirolisi...naturalmente è effettivamente il metodo che al momento attuale serve anche in prospettiva futura, adesso con la pirolisi ci sono determinati recuperi, cioè una volta fatto il primo vaglio materiale con recupero, ad esempio, del materiale ferroso che è...che si aggira sul 4% della carta, che è del 20%...naturalmente però recuperando le percentuali minori, perché si parla di carta globale, mentre si deve fare astrazione da quelli che sono i cartoni materiali di cui si può fare un primo vaglio...
Ora, tutti questi problemi li stiamo valutando per veder effettivamente di avere un vantaggio, di dare una linea che sia la nostra, anche perché adesso noi abbiamo la delega, mentre prima i Comuni praticamente ci dovevano pensare loro, e le indicazioni C.E.E., le direttive C.E.E. sono nelle indicazioni di chi sporca, paga! D'accordo, però allora dobbiamo dirlo, benissimo...nei conteggi cosa dobbiamo fare? Se indichiamo una soluzione dobbiamo tenere presente anche il fatto "costo", cosa vien a costare un processo di pirolisi adeguato e legato a quello che è, come questo da quello naturalmente dell'articolazione. Perché sono metodi in cui, al primo vaglio, c'è una riduzione di volume e situazione...e una prima vagliatura con esclusione di quello che è il materiale ferroso e cartaggio, mentre tutto il materiale organico naturalmente verrebbe integrato in questo procedimento di pirolisi che è di diversa sperimentazione. Ci sono ad esempio pirolisi nelle zone di Milano, dove naturalmente possono avere del materiale che...non so, gomme, resine...dell'industria, chiaramente, allora lì la percentuale che dà nella sperimentazione...non so, di resa di petrolio...si parla addirittura del 18%, però è dovuto al fatto che quello che mettiamo dentro, cioè il materiale di scarto, è già un'alta percentuale di questo materiale, che in origine aveva già la stessa natura. Mentre naturalmente noi dobbiamo tenere presente che nella pirolisi il nostro materiale urbano non è un materiale di... noi non abbiamo industrie, non le abbiamo...che naturalmente danno tutta una serie di fattori; quindi, anche lì, naturalmente dobbiamo fare un vaglio attento, non possiamo fidarci su quello che...per esempio, dobbiamo vedere la natura del materiale che viene, che passa poi a pirolisi, cioè con questo sistema di trattamento per cui alla fine abbiamo una determinata strutturazione. Quindi tutto questo possiamo valutarlo, però con la Commissione.
Ripeto: con questo noi vogliamo dare una soluzione al problema che speriamo sia al più presto, non voglio fare passare anni, non è che anche la Commissione, che si sta riunendo a ritmo abbastanza accelerato per cercare di arrivare ad un dunque, si porta questo...si dice: "al momento attuale la soluzione che noi riteniamo migliore è questa" e sembra l'orientamento...poi ci danno delle linee in cui naturalmente va tutto alla Regione... Questo naturalmente è un avvertimento anche per i Comuni, per le convenzioni successive, perché quando noi diciamo "smaltimento" non diciamo ancora "sistema di raccolta", perché è da lì che ne deriva, ad esempio, il sistema pirolitico per funzionare. Per avere un determinato ricavato dovrà portare su un determinato apporto giornaliero, per creare una resa, perché tutto questo è legato al problema naturalmente dei costi di produzione. Non possiamo impiantare un sistema che poi è deficitario in partenza, in cui noi ci troviamo di nuovo, a livello assistenziale...della Regione che deve intervenire, oppure lo scarichiamo tutto al cittadino che paga tramite il Comune, tramite la bolletta dei...che paga anche questo, perché la rivalsa è lì, cioè non si scappa da quel sistema.
Quindi noi, nella valutazione, dobbiamo tenere presente questi costi, cioè: se adesso smaltire costa 5 o 6.000, domani quanto costa? Quanto viene a ricadere sul cittadino con questo sistema? L'utilizzo, l'abbinamento ad esempio alla piscina (sempre per questo la polemica della piscina aveva un altro significato), però con il recupero di calore che ne può essere, naturalmente in un secondo tempo, con il triturato...e naturalmente con il sistema di pirolisi che può essere affiancato ad esempio alla piscina di Aosta. Come sistema definitivo non di prima istanza, cioè con la riduzione del materiale, perché anche lì ci sono problemi organizzativi di queste strutture che, ripeto, in molte zone ci sono, e naturalmente i risultati li stiamo vagliando, cioè stiamo vedendo quali sono le caratteristiche che, per arrivare...e qualora al momento noi pensassimo che le linee per risolvere il problema...potremmo dire che sono queste, però con questa delibera non si tratta di quello, si tratta di risolvere un problema impellente di quel circondario di Aosta che deve dare la possibilità di fare...quindi di ridurre volume, tutto lì; quindi non è che mancano le linee, le linee così individuate ci sono, si stanno naturalmente preparando, ci si sta preparando a portare una soluzione definitiva che si porterà naturalmente alla votazione del Consiglio, con la discussione di tutti questi problemi.
Ora si diceva: l'agevolazione che qui si porta gente della cabina elettrica...cosa avviene? L'area è abbastanza idonea, un domani, anche per una successiva sperimentazione, la cabina elettrica servirà, è un'agevolazione che possiamo anche non fare...però è di nuovo legato al fatto che, se non interveniamo, se non agevoliamo questo discorso anche verso l'ENEL per farlo, naturalmente lì tagliamo tutti i tempi...arriveremmo a novembre quando il problema scotta, non si saprà più, e allora naturalmente avremmo già perso dei mesi in questo discorso.
Nella proposta che c'è, ad esempio l'affitto del rimanente territorio, annualmente, proprio per essere praticamente svincolati dall'egemonia, in modo che se domani diamo l'appalto, noi dove andiamo con la ditta...noi andiamo lì, il terreno c'è perché, ripeto, su 18.000 noi ne diamo 3.500 con il diritto di superficie seppure novennale. Chiaramente io non voglio agevolare, però uno capisce che nell'impiantare una struttura io non posso dire: "gliela do per un anno", cioè nel chiedere il diritto di superficie - e lì si è detto "novennale" - non posso dire: "la do quest'anno, l'anno prossimo la smantello"...cioè questo è il significato, non nel senso di egemonia, nel senso di difficoltà di impiantarlo, quell'impianto a rischio, questo glielo abbiamo detto a chiare lettere, l'impianto è a rischio, perché se noi domani diciamo, come Commissione, che il sistema adottato che noi sognavamo per la Regione non è quello della situazione...non ci importa nulla degli accordi che lui ha fatto, non ci importa nulla! Mentre se noi avessimo fatto una convenzione, allora sì, gli dicevamo: "il tuo sistema ci sembra migliore". Cosa che noi...conclusioni a cui noi non siamo ancora giunti, per cui non ci sentiamo di convenzionare, né dare tantomeno l'egemonia. Ecco, questi sono i problemi principali per cui naturalmente - ripeto - la relazione è scarna, perché non è la relazione su tutti i sistemi di modo che naturalmente verrebbe valutata facendo tutta la cronistoria, tutti i sistemi, per cui anche il problema che veniva sollevato...ma cioè si diceva: trasformazione energia con pirolisi...poi del compost che cosa ne facciamo, il rimanente dove lo portiamo? Il problema legato a questo...tutto questo naturalmente è legato al metodo, perché se il compost ha valore in agricoltura, tenuto presente che il compost ha un valore se c'è il vaglio precedente, altrimenti naturalmente c'è tutto il sistema...è un mito...il valore radiologico sarà molto inferiore a quello che naturalmente sarà il ricavato di questo materiale organico: più puro è, maggiore sarà la possibilità. È chiaro che in determinate zone, ad esempio in Riviera, questo va benissimo perché viene trattato per esempio per i fiori, come concime per i fiori; naturalmente ha i prezzi elevati dove, da un ricavato che naturalmente è valutato sui costi, diminuisce di molto quelle che sono le spese vive nel mantenimento di questo che poi - come abbiamo detto - in ultima analisi ricade sul cittadino, o sulla Regione che deve intervenire per i cittadini. Quindi è questo il discorso, temporaneo e legato ad un problema contingente, assolutamente non è né per dare egemonia ad una ditta, né per dire: "questa è la soluzione"!
Dolchi (P.C.I.) - Prosegue la discussione generale dopo l'intervento dell'Assessore alla Sanità. Chi si iscrive a parlare? Consideriamo questi interventi come a chiusura della discussione generale. Chiederei chi è interessato ad intervenire, in modo che poi si possa concludere la discussione generale. Allora si iscrivono ancora a parlare i Consiglieri Tonino e poi Pollicini.
Tonino (P.C.I.) - Se si tratta di ovviare ad un problema immediato evidentemente siamo d'accordo, però ridurlo, ridurre questa delibera soltanto di quanto c'è scritto perché qui la zona di Aosta...e credo che sia non rispondente neanche lo spirito di quanto c'è scritto, perché qui si continua a parlare di "sperimentazione che può portare a delle indicazioni" e perciò c'è anche, dietro a questa soluzione immediata del problema, mi sembra l'opportunità di approfittare di questi interventi immediati per avere poi delle indicazioni più precise.
Sul senso della convenzione credo che ci sia stato un fraintendimento da parte dell'Assessore rispetto a quello che intendevo io; non si tratta evidentemente di convenzionare le procedure e le tecniche di smaltimento dei rifiuti o fare delle scelte, quando si dà il diritto di subaffitto di un terreno e si concedono a delle imprese private delle agevolazioni sul tipo della cabina elettrica...credo che l'Ente pubblico lo fa perché vuole ricavarne da parte sua dei vantaggi. Un primo vantaggio è quello di dare una soluzione immediata al problema di questa zona (e fin qui tutti d'accordo); credo che sia giusto ed opportuno però...noi sosteniamo che il vantaggio non deve solo essere quello. Il diritto di superficie presuppone la convenzione, la cessione del diritto di superficie, di per sé presuppone la convenzione - è di quella convenzione di cui io parlavo - e ritengo che in quella convenzione sia necessario che la Regione sia estremamente garantita sulla possibilità di seguire questo processo di sperimentazione, e anche di chiarire in quella convenzione - semmai è necessario - che qui non si tratta, non si deve trattare di interventi egemonizzanti nel settore. Non ho avuto dei dati che prima non ho neanche richiesto, che sarebbero significativi, quanto materiale può essere triturato e perciò trattato da questo impianto, per capire se è effettivamente un'iniziativa che egemonizza oppure no, se questa soddisfa tutte le esigenze del comprensorio, Insomma, qui alcune preoccupazioni possono uscire se questo è il primo intervento limitato che non può essere certamente la soluzione di tutto il comprensorio della zona di Aosta, si tratta evidentemente non di un'iniziativa "egemonizzante", per usare sempre il termine che si era usato prima. Dei dati di quel tipo potrebbero essere utili.
Comunque voglio ribadire un concetto, per quello che ci riguarda, e non si tratta neanche di modificare il deliberato, perché al punto 2 si parla di delegare alla Giunta regionale l'adozione di ogni provvedimento di esecuzione per la costituzione dei diritti di superficie e di servitù di passaggio. Ecco, voglio precisare che secondo noi è opportuno che questo intervento, oltre a risolvere i problemi immediati, non si risolva poi nell'aiuto pubblico ad un'azienda privata per fare una sperimentazione, ma sia di utilità del Consiglio nel suo contesto. Ho sentito sentito parlare di Commissione del Consiglio: qui chiedo solo una precisazione, a meno che non sia una Commissione varata dal precedente Consiglio...non mi ricordo che noi abbiamo nominato delle Commissioni in proposito ed il problema credo che sia importante; si tratta probabilmente di una Commissione di Giunta (non so se solo tecnica o se tecnico-politica)? In ogni modo credo che sia possibile che l'Assessore dia queste illustrazioni e che al più presto si riesca a capire quali sono gli orientamenti che vengono avanti in questa Commissione e quali sono gli orientamenti della Giunta. È comunque preoccupante ed anomalo che oggi si vada avanti in questo modo, perché se è vero che questa non è solo la soluzione di una cosa immediata che va anche collegata all'elaborazione che sta facendo la Commissione della Giunta, come diceva prima l'Assessore, è preoccupante che si arrivi a provvedimenti di questo tipo soltanto sulla spinta di richieste di imprese private, e che non si approfitti magari anche di queste occasioni per fare un ragionamento un po' più approfondito. Io capisco che i tempi possono essere stretti, comunque credo che non sia una giustificazione, per cui chiedo che sia al più presto, ecco, investito il Consiglio di questo problema, in un modo più largo che non attraverso il dibattito in Consiglio, perlomeno attraverso il dibattito alle Commissioni consiliari che sono competenti.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Pollicini.
Pollicini (D.P.) - Mah, alcune colpe l'intervento dell'Assessore le ha chiarite, altre indubbiamente non ci hanno convinto ed altre ancora non sono state chiarite. Comincio a dire quelle che non sono state chiarite: ad esempio, non è stato chiarito se la proposta "cabina di trasformazione da 200 KW" è un tipo di soluzione per una possibile soluzione polivalente del metodo di smaltimento di rifiuti solidi, perché sarebbe assurdo fare una cabina da 200 KW ed ubicarla in un certo posto, e che in una soluzione - che oggi non sappiamo quale sarà - ad esempio rischia di o non utilizzare, o addirittura sottoutilizzare, o addirittura non poterla utilizzare in quanto insufficiente, quella cabina il cui costo io ho chiesto se era possibile conoscere per vedere se il gioco vale la candela, detto molto chiaramente, no! Anche perché è necessario considerare che una spesa per una cabina di trasformazione non è una spesa diciamo, così, a dimensioni limitate, e per di più non è facile poi trasformare una cabina adattandola ad un tipo di soluzione che oggi non sappiamo quale sia; quindi vorremmo anche sapere questa sperimentazione che costo ha per l'Erario regionale.
L'altro aspetto che mi pare altrettanto importante dove non c'è stata una risposta è quello, secondo noi...la sperimentazione, ed il dare in uso una superficie per 9 anni; non va d'accordo col termine di "sperimentazione", che è un termine breve, è una soluzione di transizione quella che ci ha proposto l'Assessore e possiamo capire la soluzione di transizione, però non va d'accordo col periodo. Noi faremo una proposta che la transizione rimanga nell'arco di tempo prevedibile per la soluzione definitiva.
Ora, dai dati che ci ha dato l'Assessore, dai tempi tecnici necessari per elaborare un bando di appalto concorso, dai tempi tecnici necessari per realizzare una soluzione, io penso che se si lavora...certo, non con metodi del passato, ma con un metodo nuovo, un arco di tempo massimo possa essere quello di tre anni per vedere la soluzione definitiva; ecco che allora, rapportato a questo tempo, a questo periodo, il tempo da dare in concessione di diritto di superficie alla ditta nominata prima...e non nove anni, che ci sembrano in contraddizione con questo termine.
L'altro aspetto, ecco, è importante da... anche questo, e cioè che i corrispettivi, quando si dà la delega alla Giunta per la determinazione dei corrispettivi, vorremmo sapere più precisamente che cosa si intende ed a che cosa ammontano questi corrispettivi; ma, proprio perché si tratta di un discorso di transizione, vorremmo che ne fosse investito il Consiglio e non delegata la Giunta, e per questo impegno finanziario, e per queste deleghe che, in effetti, proprio perché deve essere inseguito da tutti perché coinvolge tutto il Consiglio, la Giunta dovrebbe avere una delega esecutiva su indicazione del Consiglio, mentre gli effetti di una delega in bianco, quasi...e il Consiglio è in effetti messo da parte.
Noi siamo contrari alla delega della Giunta, proprio per il fatto sperimentale per cui tutti dovremo seguire, passo passo, questa sperimentazione e come viene impostata, ed il tempo tecnico per noi non può andare oltre tre anni, che è un tempo massimo. Riteniamo che se si vuole impostare un discorso a tempi credibili per poter poi vedere qual è la soluzione definitiva da dare allo smaltimento dei rifiuti solidi e urbani...ecco, queste sono le osservazioni che faccio all'intervento della Giunta.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che intendono prendere la parola in sede di discussione generale? Possiamo considerare chiusa la discussione generale? Allora è chiusa la discussione generale.
La parola all'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale, Rollandin, per le conclusioni.
Rollandin (U.V.) - A proposito di quanto diceva Tonino, cioè sulla convenzione, è chiaro che è una convenzione per quanto riguarda...cioè c'è la delega, cioè io ritenevo un accordo più specifico su quanto riguarda la sperimentazione, non verrà fatta, ed è questo che dicevo, cioè che forse accennavo prima a Pollicini. A proposito della sperimentazione, va bene seguirla, difatti si è già detto nella Commissione che affiancheremo questo, cioè metteremo che una delle condizioni sarà quella di essere seguita dal Medico regionale o dal Laboratorio, che naturalmente dovrà vederla. Però qual è il punto fondamentale? È questo, la sperimentazione deve essere a mio avviso, anche se in questi termini...cioè poi tra l'altro alla Regione cosa viene a costare, ecco, viene a costare quella che è la cabina telefonica, che si aggira sui 15 milioni, cabina che potrà anche essere utilizzata per un'adozione successiva, in quanto in quella localizzazione c'è ancora tutto lo spazio per installare qualsiasi altra ditta che eventualmente possa vincere l'appalto; per quello che prima dicevo: "non egemonia", perché se noi avessimo detto: "vi diamo tutto il terreno", naturalmente non aveva più senso fare una cabina perché aveva l'egemonia, poteva fare il bello ed il cattivo tempo. Mentre con uno spazio - difatti si è visto -, con un sistema di quel tipo, bastano 3.000 metri quadri, 3.500, ora ne rimangono altri 15 mila a disposizione. Questa cabina può benissimo essere un punto di riferimento, d'accordo, sarebbe un'agevolazione per una successiva installazione di chi vincerà l'appalto, del metodo che noi indicheremo. Ecco, è questo che si voleva dire, cioè perché si è ritenuto di dare un avallo a quella che è l'installazione di una cabina di questo tipo: perché potrebbe servire per qualsiasi altra soluzione successiva, sempre in quella località; altrimenti, sono d'accordo, non avrebbe senso portare un provvedimento di questo genere.
Ora, per quanto riguarda la domanda di quanto materiale può essere triturato, c'è questo da dire: che sul metodo che verrà usato ci sono state date indicazioni...che sarebbe in grado di sopportare attualmente, cioè per l'utilizzo, quella che è la portata attuale, cioè: considerato 40 mila, adesso non mi ricordo più qual è la misura, comunque smaltire Aosta e circondario, sono 7 kg. per abitante, considerati su 40.000 abitanti di Aosta, più il circondario, comunque dovrebbe essere in grado di smaltire questa zona attualmente...in grado, cioè con questo sistema si dovrebbe cercare di fare un processo per tutta la Regione. Naturalmente questo ci interessa relativamente.
Il problema che ci interessa è di seguire questa sperimentazione; ora, come seguirla? Naturalmente affiancando quelli che sono i nostri organi di controllo, quale può essere il Medico regionale e la parte di Laboratorio; per quanto riguarda la Commissione, questa è stata formata dalla Giunta e ne fanno parte: Salvadori, Dujany, Borbey, io; naturalmente poi c'è il Medico regionale e Rivolin, il quale è stato chiamato naturalmente per i laboratori, e proprio nell'ultima Commissione che abbiamo fatto c'è stato 1'impegno da parte di Rivolin del Laboratorio, con cui avevamo già fatto una relazione su una fase globale, però puntando su quella che è la soluzione che ci sembrava ottimale, cioè quella della pirolisi. Bisognava vedere, cioè, come era agganciato al discorso strutturazione, perché ci sembra che tra i sette procedimenti che attualmente sono in vigore, sei su sette prevedano una prestrutturazione al passaggio successivo della pirolisi, mentre ce n'è uno che naturalmente scarterebbe, cioè ci sarebbe un passaggio diretto da vaglio iniziale, il passaggio diretto a questo sistema di pirolisi, cioè di combustione di gas e trasformazione di energia. Ora, volevamo avere una dettagliata relazione di questo e naturalmente il...ha preso l'impegno di portarcela al più presto, quindi appena avremo questo materiale noi riuniremo di nuovo la Commissione per stabilire se questo metodo ci sembrerà convincente; ecco che verrà portato subito in Consiglio per discuterne e per dare un'indicazione di quella che è la soluzione possibile. Naturalmente vagliamo tutti gli aspetti a cui facevo riferimento prima.
Per quanto riguarda il resto, penso che per quello che si voleva...mi ero dimenticato prima di dire il costo della cabina...penso che sia stato detto. Ora, sul termine dei nove anni, io non so se poi sia molto valido il fatto di ridurre da tre a sei anni in questo senso...la riduzione che cosa comporterebbe? Di avere la disponibilità di quel terreno per tre anni prima o sei anni prima, cioè se noi lo diamo a nove anni va bene, abbiamo vincolato un terreno, abbiamo agevolato in questo senso per nove anni, però teniamo presente che l'installazione di questo sistema, senza voler avvantaggiare la ditta per...dall'altra parte...sperimentazione, non si chiede altra partita se può essere richiesta tale, di avere una cabina che, come ho detto, può servire anche dopo; quindi non è fine a sé stessa, in questo senso. Quindi non mi sento di dovere...o almeno non vedo così rilevante il fatto di ridurre a tre anni, cioè per dire...ma dopo tre anni, noi dobbiamo sapere se questo vale o non vale, quindi non ha più senso che ci sia quest'area impegnata. È vero, è un discorso che può essere sostenuto, però ritengo che il limitare la disponibilità di quest'area a tre anni anziché nove, ha, sì, un significato come ho detto, però non ha quel significato che...la Regione cosa ne farebbe? Sì, ha di nuovo questo a disposizione, facciamo smantellare entro tre anni, ma allora la ditta...cioè, d'accordo, può interessarsi relativamente, però può anche dire: "non ho tempo di metterla su che già devo sbaraccare"! Ecco, quindi non vedo poi quel grosso vantaggio di ridurlo a tre anni; quindi direi di lasciarlo a nove, anche per quel motivo che ho detto prima: che la sperimentazione non ci costa poi altro.
Dolchi (P.C.I.) - Chiusa la discussione generale. Ci sono dichiarazioni di voto? La parola al Consigliere Pollicini, per la dichiarazione di voto.
Pollicini (D.P.) - Ma sta proprio nell'ultima frase dell'Assessore la scelta della nostra posizione in ordine a questo problema.
L'Assessore dice che non ha significato ridurre da nove a tre anni...invece noi sosteniamo che ha significato, perché nell'ipotesi in cui questa ditta non vinca la gara di appalto, non penso che possa utilizzare quell'area per depositare...non so, i fiori durante il periodo invernale, sotto una veranda; ragion per cui le cose sono collegate: se vince la gara d'appalto il terreno è tutto destinato a quella funzione e quindi tutto rimane come fosse nove o tre anni. Se lo vince, mettere nove anni è quasi mettere un punto di aggancio perché questa ditta abbia, in prospettiva, di utilizzare a tempi lunghi un'area che è in contraddizione con una gara di appalto di cui oggi, almeno noi, minoranza, non sappiamo chi la vincerà...non so se la Giunta lo sa! E allora, il non accettare questa proposta di ridurre a tre anni...il limite è un tempo tecnico, mi pare sufficiente per definire quello che sarà poi il definitivo metodo di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, significherebbe secondo noi il vedere più in là di quello che noi vediamo oggi; cioè il mettere un presupposto perché questa ditta continui per nove anni ad avere un'area che non interessa più in caso di non vincita di questa gara di appalto a concorso...
Se non si accetta la proposta, quindi, evidentemente noi ci asteniamo dalla votazione.
Dolchi (P.C.I.) - Altri per dichiarazione di voto? Allora non avendo nessun altro chiesto la parola per dichiarazione di voto, metto in approvazione l'oggetto n. 9. Chi è accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Grazie. Chi si astiene?
Esito della votazione:
Presenti: ventotto
Votanti: ventisei
Maggioranza: quattordici
Favorevoli: ventisei
Astenuti: due (Lanivi, Pollicini)
Il Consiglio approva.
Il Consiglio
delibera
1) di autorizzare la costituzione del diritto di superficie, per il periodo di anni 9, a favore dell'impresa G. Maddalena s.n.c. su un'area di mq. 3685 circa, da scorporarsi a Nord-Ovest dell'appezzamento di terreno di proprietà regionale, distinto in Catasto del Comune di Brissogne al Foglio n. 2 n. 60 (ex 60/a), con la costituzione di servitù di passaggio per la larghezza di m. 5 lungo tutto il confine Ovest e con il vincolo di destinazione alla costruzione di impianti per lo smaltimento dei rifiuti solidi;
2) di delegare alla Giunta regionale l'adozione di ogni provvedimento di esecuzione per la costituzione del diritto di superficie e di servitù di passaggio, per la determinazione dei corrispettivi e per il finanziamento della costruzione di una cabina elettrica di trasformazione.
Si passa alla trattazione del punto n. 10 dell'ordine del giorno.
