Oggetto del Consiglio n. 8 del 11 marzo 1954 - Verbale
OGGETTO N. 8/54 - DISTRIBUZIONE DI ZUCCHERO CONTINGENTATO - RICHIESTA DI INFORMAZIONI. (INTERPELLANZA DEL CONSIGLIERE REGIONALE SIG. BREAN GIUSEPPE) - MANCATA DISTRIBUZIONE DI ZUCCHERO CONTINGENTATO - RICHIESTA DI NOMINA DI COMMISSIONE CONSILIARE PER L'ACCERTAMENTO DELLE RESPONSABILITÀ. (INTERPELLANZA DEI CONSIGLIERI REGIONALI SIGNORA RONC-DESAYMONET ANAIDE E SIGNOR MANGANONI CLAUDIO)
Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, dichiara aperta la discussione sulle interpellanze sotto riportate, trasmesse in copia ai Signori Consiglieri, unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:
Interpellanza del Consigliere regionale Sig. BREAN Giuseppe, concernente l'oggetto: "Distribuzione di zucchero contingentato - Richiesta di informazioni".
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Verrès, li 17 dicembre 1953
Al PRESIDENTE del Consiglio regionale
AOSTA
e, p. c.:
All'ASSESSORE all'INDUSTRIA e COMMERCIO
AOSTA
Interpellanza
Prego la S. V. di voler portare all'ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio regionale la seguente interpellanza:
Interpello il Signor Assessore all'Industria e Commercio per conoscere:
1) se rispondono a verità le notizie, apparse anche su giornali locali, riferentisi alla mancata distribuzione di zucchero contingentato;
2) in caso affermativo, quali sono state le cause e quali i provvedimenti adottati per eliminarli.
F.to Giuseppe Bréan
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Interpellanza dei Consiglieri regionali Signora RONC-DESAYMONET Anaide, e Sig. MANGANONI Claudio, concernente l'oggetto: "Mancata distribuzione di zucchero contingentato - Richiesta di nomina di Commissione consiliare per l'accertamento delle responsabilità".
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AL PRESIDENTE
del Consiglio regionale
AOSTA
Prego la S. V. di voler portare sull'ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio regionale la seguente interpellanza:
Interpello l'Assessore interessato per conoscere le ragioni della mancanza dello zucchero contingentato, per cui il consumatore, in possesso dei relativi tagliandi, si sente rispondere dai rivenditori che lo zucchero non c'è.
Chiedo la nomina di una Commissione consiliare per accertare la responsabilità di queste gravi irregolarità.
Aosta, li 19 gennaio 1954.
Firmati: Manganoni Claudio, A. Ronc-Désaymonet
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Il Consigliere Sig. BREAN, ad illustrazione della sua interpellanza, dichiara quanto segue:
Nel mese di novembre e dicembre dello scorso anno si era venuta a creare in Valle una situazione delicatissima per un fenomeno preoccupante che pareva, ad un certo punto, riportare la Valle d'Aosta nell'infausto clima del tesseramento del periodo bellico, con relativa borsa nera dei generi tesserati.
Mentre, in alcune zone, i consumatori non riuscivano a rifornirsi di zucchero con tessera, si sentivano rivolgere, dai dettaglianti, compiacenti e disinteressati consigli di rifornirsi di zucchero a prezzo pieno, che abbondava, adducendo che, data la situazione nazionale e internazionale (in quel periodo fluidissimo per la questione di Trieste), i grossisti non avevano potuto e non avrebbero più potuto importare lo zucchero contingentato che sarebbe venuto a mancare completamente.
Tutti conoscono quali sono state le conseguenze e le reazioni dell'opinione pubblica.
Che tutte le manovre dei rivenditori fossero interessate, ne ho avuto la conferma il giorno stesso che veniva affisso il manifesto predisposto dall'Assessorato all'Industria e Commercio e rassicurante la popolazione che lo zucchero non mancava e che tutti i consumatori dovevano pretenderne la consegna dai dettaglianti, dietro consegna dei relativi bollini. Quel giorno stesso molti rivenditori, che già avevano smaltito a borsa nera tutte le scorte di zucchero hanno immediatamente provveduto a rifornirsi di zucchero per far fronte, alla meno peggio, alle richieste dei consumatori e la situazione si è abbastanza normalizzata.
Per avere notizie precise su quanto stava succedendo, ho presentato, in data 17 dicembre 1953, l'interpellanza per la quale attendo dall'Assessore competente la risposta.
La risposta alla mia prima domanda "Se rispondono a verità le notizie, apparse anche sui giornali locali, riferentisi alla mancata distribuzione di zucchero contingentato" è ovvia in quanto, effettivamente, si sono verificate delle mancanze nella distribuzione di zucchero contingentato. Alla seconda domanda "quali sono state le cause e quali i provvedimenti adottati per eliminarle", attendo dall'Assessore una precisa ed esauriente risposta.
Il Consigliere Signora RONC-DESAYMONET premette che lo scandalo dello zucchero, - se così può definirsi la mancata distribuzione di zucchero contingentato alla popolazione, - mentre è stato molto dolce per quelli che, a quanto si dice, hanno ricavato importanti vantaggi pecuniari, è stato, invece, alquanto amaro per quelli che hanno dovuto sorbire caffè amaro e tisane amare, proprio nel periodo invernale, quando i malanni infieriscono per la rigidità stagionale, e durante le feste di Natale e di Capo d'Anno, nelle quali si usa mangiare dolci in famiglia.
Pone in rilievo che se scandalo c'è stato, cosa che ignora, detto scandalo, come tutti quelli che avvengono nel mondo intero - e constata con rammarico che in questi giorni ve ne sono parecchi in Italia - non soltanto è improntato a disonestà ma ha un carattere che può definirsi disumano, perché ci troviamo di fronte a speculatori che si arricchiscono esosamente con la vendita di zucchero sottratto ad ammalati, a bambini, a vecchi, a donne nonché a tutti i lavoratori in genere, per i quali tutti lo zucchero costituisce un incremento della nutrizione.
Osserva che lo scandalo in questione ha anche acquisito, nel territorio della Valle, un carattere politico perché ha dato la possibilità a molti abitanti della Regione di muovere aspre e dure critiche all'Amministrazione regionale alla quale, fra altro, viene mosso l'appunto di incompetenza, di mancanza di oculatezza, di metodo e di organizzazione, per non dire anche di disonestà.
Propone che si indaghi seriamente per scoprire e individuare i responsabili della sottrazione dello zucchero alla popolazione che lavora e che soffre. Propone, inoltre, che i responsabili siano adeguatamente puniti e messi nell'impossibilità di nuocere, per l'avvenire, alla popolazione.
Esprime il suo profondo disappunto ed il suo dolore di madre di famiglia e di donna per le misere condizioni in cui versano le famiglie dei lavoratori e depreca che alle stesse sia stato sottratto un alimento così prezioso.
Ritiene che la razione mensile pro-capite di zucchero di cui usufruisce attualmente la popolazione debba essere aumentata e che il quantitativo di zucchero occorrente per l'aumento della razione mensile possa essere ottenuto diminuendo le non indifferenti assegnazioni di zucchero alle Ditte che fabbricano prodotti dolciari senza alcun vantaggio per la popolazione; fa presente, infatti, che in Valle d'Aosta i prodotti dolciari vengono immessi al commercio a prezzi non inferiori a quelli praticati in altre Regioni da Ditte che non usufruiscono di zucchero in esenzione fiscale per la fabbricazione dei loro prodotti.
Conclude, insistendo affinché sia aperta una inchiesta per individuare e punire i responsabili.
Il Consigliere Sig. MANGANONI dichiara quanto segue:
Il succedersi in Italia di continui scandali, di corruzioni, di intrighi e di ruberie, felicemente rappresentati nel film "Anni facili", caratterizza la disonestà della attuale classe dirigente e dei governanti che, oggi, sono la vergogna dell'Italia.
Fra i tanti governi succedutisi nel nostro Paese, nessuno si era macchiato di tanto disonore quanto i governi clericali, con relativi satelliti, succedutisi in questi ultimi anni.
Tutti questi scandali vengono soffocati, le più alte personalità governative fanno intervenire il peso delle loro alte cariche, non già perché certi "misteri" vengano chiariti ed i responsabili puniti, - ed in questo caso vedremo dei ministri sul banco degli accusati, - ma per mettere la museruola alla giustizia, per far tacere gli onesti.
Ci confortava il fatto che l'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta, sebbene responsabile di favoreggiamenti e di parzialità nei confronti di certe clientele, non era stata, fino ad oggi, implicata in scandali di grande entità e risonanza.
Purtroppo, e con nostro sommo rincrescimento l'abbiamo appreso, il nostro piccolo governo regionale, forse contagiato dai bacilli che infettano i più alti organismi del governo di Roma, è implicato od almeno responsabile di una speculazione che ha fruttato decine di milioni ad un gruppo di filibustieri a danno della popolazione valdostana.
La radio nazionale, i grandi quotidiani ne parlano.
A nome del gruppo dei Consiglieri social-comunisti non voglio limitarmi a deplorare questa vergogna, voglio scindere le nostre responsabilità da quelle della Giunta regionale.
Da questi banchi, non ci siamo stancati di offrire la nostra collaborazione alla Giunta. È sempre stata respinta.
Da questi banchi, a più riprese abbiamo denunciato il sistema di distribuzione dei generi contingentati, che favorisce gli speculatori ed i grossisti a danno dei consumatori.
Le nostre parole erano oggetto di sorrisi ironici.
Ebbene, oggi questi sorrisi dovrebbero trasformarsi, per voi, per la Giunta, in rimorsi di coscienza, dovrebbero insegnarvi che la rettitudine e la capacità amministrativa non sono un vostro monopolio.
Anziché convocare i Consiglieri regionali ogni cinque mesi e ridurre la loro funzione alla ratifica delle deliberazioni di Giunta, che si sostituisce al Consiglio, riducendo la figura del Consiglio a quella di una semplice comparsa, si dovrebbe convocare più sovente il Consiglio, informandolo ampiamente di tutti i problemi, creando delle apposite Commissioni con il compito di studiare ogni problema, particolarmente i più importanti, in modo che tutti i Consiglieri collaborino affinché l'Amministrazione sia sana e tenga conto degli interessi di tutti e particolarmente dei meno abbienti.
Questa sarebbe la democrazia, cioè lo sforzarsi di far partecipare il maggior numero di persone all'amministrazione della cosa pubblica.
Deplorevole, invece, è sempre stato l'atteggiamento della Giunta; basta dare un'occhiata all'ordine del giorno di questa seduta e, particolarmente, alle deliberazioni prese dalla Giunta e portate al Consiglio per la ratifica.
Lo scandalo dello zucchero è un risultato di questo modo anti-democratico di amministrare.
Di fronte a questo scandalo è giusto che il Consiglio venga minutamente informato di come sono successe queste cose, Perciò chiedo che venga nominata una Commissione consiliare di inchiesta.
Nell'attesa che la Commissione inizi i suoi lavori ed informi il Consiglio dei risultati, sarebbe bene che l'Assessore interessato precisasse le seguenti questioni:
1) - Quantitativi di zucchero frodato.
2) - Nome delle Ditte coinvolte nella questione e quantitativi di zucchero frodato da ognuna di esse.
3) - Provvedimenti presi a carico delle ditte medesime.
4) - Se sia stato richiesto e quando l'intervento della Guardia di Finanza,
5) - Provvedimenti presi per risarcire i danni subiti dai consumatori.
L'Assessore Per. Ind. FOSSON riferisce quanto segue:
"Nell'ultimo trimestre del 1953 si è resa effettivamente evidente una deficienza di zucchero, che ha influito sulla regolare distribuzione alla popolazione delle quantità che le erano assicurate dai normali bollini dell'ultimo trimestre e dal noto supplemento di due chilogrammi. Si debbono, comunque, far rilevare subito due fatti:
a) le assegnazioni alle ditte grossiste erano state effettuate più che tempestivamente, e non si può, in alcun modo, imputare agli organi regionali quanto forse ad arte è stato diffuso, e cioè che lo zucchero mancasse perché non rifornito in tempo dalla "Valle".
b) la mancata regolare distribuzione alla popolazione si è verificata in misura non cosi elevata come potrebbe apparire dal chiasso fatto sull'argomento.
Infatti, il quantitativo di zucchero risultato effettivamente mancante al controllo di fine anno corrisponde, approssimativamente, al quantitativo che avrebbe dovuto costituire la giacenza alla stessa data.
Le cause che hanno portato a tale stato di fatto sono da considerarsi tra le seguenti:
a) accaparramento dello zucchero da parte della popolazione in occasione dei richiami alle armi inerenti ai fatti di Trieste.
b) ritardo nell'arrivo dello zucchero per il bimestre settembre-ottobre, sia a causa della situazione internazionale sia, particolarmente, per il cattivo tempo.
c) irregolare distribuzione da parte dei grossisti nel rifornimento dei dettaglianti per inosservanza a quanto disposto dall'art. 6 del Regolamento.
d) sottrazione di zucchero contingentato da parte di alcune ditte, grossiste e dettaglianti.
Analizzando le singole cause, si può agevolmente rilevare come i fatti di Trieste, ed i conseguenti richiami alle armi, abbiano provocato nella popolazione una psicosi di guerra e, conseguentemente, la ricerca e l'accaparramento dei generi la cui mancanza, già verificatasi in altri tempi, si era fatta particolarmente sentire.
Non solo la vendita dello zucchero, ma quella di molti altri generi, fra cui il sale, l'olio e il sapone, subirono, in tale occasione, un insolito incremento di richiesta, tanto che anche il sale venne a mancare.
Contemporaneamente ebbero a lamentarsi ritardi negli arrivi dello zucchero che, dando l'impressione di carenza di disponibilità della merce, provocarono una specie di panico sulle future possibilità di rifornimento e, di conseguenza, una giustificabile corsa all'accaparramento.
In quell'occasione, accedendo alle richieste dei loro clienti, i dettaglianti esaurirono le scorte senza preoccuparsi del ritiro dei bollini delle tessere (non credo, però, che questo sia stato fatto a scopo filantropico), restando, cosi, scoperti per i quantitativi dovuti ai ritardatari che precedentemente non avevano provveduto o potuto provvedere al tempestivo ritiro delle razioni spettanti per l'ultimo trimestre.
Ciò non giustifica, comunque, né l'operato dei dettaglianti né, tanto meno, quello dei grossisti per l'inosservanza delle disposizioni in materia di distribuzione dei generi contingentati, che avrebbe dovuto avvenire esclusivamente:
- dal dettagliante al consumatore, mediante distacco dei bollini dalla tessera;
- dal grossista al dettagliante, mediante reintegro dei quantitativi giustificati dai bollini versati.
L'irregolarità nella distribuzione da parte dei grossisti è apparsa manifesta ed incontestabile dall'esame dei dati forniti dai grossisti medesimi a chiusura dei conti al 31-12-1953, dai quali sono apparsi "conti deposito" assolutamente sproporzionati alle possibilità di vendita di alcuni dettaglianti interessati.
Da parte dell'Ufficio il grossista è stato, comunque, sempre ritenuto l'unico responsabile della merce e della sua distribuzione.
Negli anni 1950 e 1951, le irregolarità all'art. 6 del regolamento non potevano verificarsi in modo rilevante e, in ogni caso, in modo tale da disturbare la distribuzione dello zucchero alla popolazione, in quanto la disponibilità generale della derrata era contenuta nel limite, già in precedenza fissato come indispensabile ad assicurare un primo rifornimento, in conto deposito, a tutti i dettaglianti della Valle. Tale limite non poteva essere superato poiché l'Ufficio riassegnava lo zucchero ai grossisti esclusivamente a reintegro dei bollini già versati.
Anche se il sistema aveva il difetto di cristallizzare e consolidare le posizioni commerciali già acquisite dai singoli grossisti, era però il più sicuro agli effetti di evitare deroghe al principio, stabilito in regolamento, del reintegro del conto deposito ai dettaglianti nella esatta misura dei bollini versati.
Il sistema era, inoltre, attuabile perché, al massimo, entro una settimana dalla assegnazione la merce poteva essere ritirata dalle raffinerie nazionali e introdotto in Valle anche se in piccole partite.
Le oscillazioni del consumo che notoriamente si acuisce nel periodo stagionale estivo e verso Natale, anche in relazione alla concessione di supplementi, non interferivano sensibilmente sulla regolarità dei rifornimenti.
Nel 1952, per effetto della liberalizzazione degli scambi intraeuropei, il rifornimento dello zucchero si orientò sui mercati esteri, dato il notevole minor costo della derrata.
Come è ovvio, per poter adire a detti mercati nelle migliori condizioni commerciali, era necessario poter stipulare in tempo utile e per partite di una certa entità i relativi contratti di acquisto, nolo di trasporto marittimo, assicurazione sul valore della merce viaggiante ecc.
Ciò indusse l'Ufficio Zona Franca a dare assegnazioni bimestrali, ripartendo il contingente SEMPRE in proporzione ai bollini versati.
Sia detto per inciso:
L'adeguamento del sistema delle assegnazioni alle mutate condizioni di acquisto, e cioè sui mercati esteri anziché nazionali, ha consentito il notevole abbassamento del prezzo al minuto di circa il 40% con grande beneficio della popolazione (da lire 175/180 al Kg. a lire 115/120 al Kg.).
Durante l'anno, e alla chiusura dei conti per l'anno 1952, non erano emersi inconvenienti.
Alla chiusura della gestione si è soprasseduto all'accertamento della consistenza effettiva presso tutti i grossisti e tutti i dettaglianti per i seguenti motivi:
1) - L'effettivo controllo comporta un lungo periodo di sospensione della distribuzione.
2) - Una prima partita del contingente di zucchero relativa al 1953 era già in circolazione al momento della chiusura della gestione del 1952.
Circa il primo motivo è bene far notare come, per effettuare un'efficace controllo, la distribuzione dello zucchero al prezzo di esenzione fiscale debba venire sospesa UFFICIALMENTE per circa venticinque giorni, dei quali: dodici-quindici per il ritiro dei bollini dai dettaglianti ai grossisti e il versamento dai grossisti all'Ufficio Zona Franca, ed altri dieci-dodici per l'effettuazione del controllo delle giacenze reali presso tutti i dettaglianti della Valle, alcuni dei quali si trovano in località comportanti un non indifferente dispendio di tempo per accedervi a piedi.
Non è fuor di luogo notare come,- dovendo il controllo sulle giacenze effettuarsi nel mese di gennaio, dopo scaduta la validità delle tessere -, il citato lasso di tempo indispensabile possa subire procrastinazioni notevoli, per il rallentamento alla rapidità di spostamento dei funzionari causato dall'inclemenza caratteristica della stagione.
Circa il secondo motivo, chiarisco che, a causa di non infondate voci sulla chiusura dei mercati esteri prevista per la fine del 1952 ed, in particolare, di quelli inglesi, nostra più economica fonte di rifornimento, la prima rata di zucchero del contingente 1953 era stata già assegnata ai primi del mese di dicembre per consentire la partenza della merce dai porti di origine entro detto mese.
Per questo fatto, prima della chiusura dei conti relativi all'anno 1952, avvenuta il 15 gennaio 1953, erano già stati sdoganati Q.li 1897 di zucchero ed altre ben più forti partite erano in arrivo. La messa in circolazione di detto zucchero interferiva sulle giacenze effettive in modo tale da rendere qualsiasi controllo praticamente inefficace per la contestabilità dei dati.
Per quanto si riferisce alla gestione 1953 aggiungo che, sin dai primi del mese di ottobre, l'Assessorato e l'Ufficio Zona Franca avevano avuto la sensazione che lo zucchero scarseggiasse, in netto contrasto con le risultanze contabili di chiusura al 30 settembre, le quali davano larga disponibilità di prodotto e lasciavano prevedere una rimanenza attiva, a fine distribuzione 1953 (supplemento compreso), di Q.li 1700/1800 circa, come risulta dal seguente prospetto:
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Situazione alla chiusura al 30 settembre 1953 - Parte accertata. |
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Giacenza in Valle al 1 gennaio 1952 |
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Q.li |
2581,424 |
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Quantità introdotta dal 1-1 al 30-9-1953 |
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Q.li 19808,830 |
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Totale disponibile |
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Q.li |
22390,254 |
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Trasferito ad altri usi (cioccolato e marmellate) |
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Q.li 294,---- |
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Effettivo disponibile per la popolazione |
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Q.li |
22096,254 |
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Scarico per bollini e buoni versati alla chiusura di settembre (30-9) |
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Q.li |
16216,780 |
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Rimanenza disponibile al 30 settembre |
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Q.1i 5879,474 |
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Previsioni per la distribuzione nell'ultimo trimestre 1953. |
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Rimanenza disponibile al 30-9-1953 |
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Q.li |
5879,474 |
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Impegnato per: |
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a) distribuzione normale Kg. 1,600 per 3 mensilità pari a Kg. 4,800 per persona calcolati per 100.000 tessere (distribuite al 30-9 n. 98649, distribuibili fino al 31-12 n. 1351) |
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Q.li |
4.800,- |
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b) per 4 mensilità su circa 2000 tessere Mod. 2 |
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Q.li |
128,- |
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c) per tessere Turisti-Villeggianti non rientrate al 30 settembre |
n. 9851 |
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distribuibili fino al 31-12 |
n. 2140 |
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Totale |
n.12000 x 0,800 |
Q.li |
96,- |
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d) per buoni pubblici esercizi, gelaterie e pasticcerie non rientrati al 30-9 |
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Q.li 293,780 |
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Totale impegnato, secondo le previsioni |
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Q.li 5317,780 |
Q.li |
5317,780 |
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Disponibile in Valle dopo soddisfatti gli impegni |
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Q.li |
561,694 |
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Assegnato ancora da introdurre e disponibilità da assegnare sul contingente |
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Q.li 3162,210 |
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Rimanenza prevista al 31-12 |
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Q.li |
3723,904 |
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Fabbisogno per eventuale supplemento di Kg. 2 a persona per 100.000 tessere |
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Q.li 2000 |
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Giacenza effettiva presunta al 31-12, dopo soddisfatti tutti gli impegni (supplementi compresi) |
Q.li 1723,904 |
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Al riguardo, vennero interpellate le ditte grossiste assegnatarie, le quali informarono che effettivamente non avevano potuto esaurire tutte le richieste dei loro clienti dettaglianti perché lo zucchero, loro assegnato per il bimestre settembre-ottobre, subiva notevole ritardo negli arrivi a causa del maltempo e della situazione internazionale. Per la verità, l'Ufficio poté accertare che lo zucchero in questione, in arrivo dai porti d'Inghilterra e del Belgio, impiegò effettivamente dai 40 ai 45 giorni per giungere ad Aosta, mentre normalmente ne impiega dai 20 ai 25.
Persistendo però lo stato di carenza, in data 3 NOVEMBRE, in occasione del riparto della quota zucchero per il bimestre novembre-dicembre, furono riuniti presso l'Assessorato regionale tutti i grossisti interessati.
Venne fatto loro rilevare che la situazione contabile dello zucchero, con la chiusura del 30 settembre, non giustificava i fatti esposti, ma confermava, invece, le previsioni per cui non si sarebbe dovuto avere alcuna difficoltà nella distribuzione.
I grossisti ribadirono che, a loro parere, i rifornimenti ai dettaglianti avevano subito un certo rallentamento per i motivi più volte ricordati e che, sommati all'azione di accaparramento già segnalata e nota, avevano creato uno sfasamento tra rifornimento e distribuzione.
Fra l'altro, i grossisti dichiararono che una non indifferente mancanza di zucchero si doveva ovviamente verificare presso i dettaglianti, i quali, lamentando una disponibilità insufficiente a soddisfare le richieste della popolazione, continuavano a richiedere zucchero senza peraltro versare i bollini a copertura del già ricevuto.
Non mancai di richiamare i grossisti stessi alla loro responsabilità, affinché la situazione venisse rapidamente normalizzata e riportata, con un sollecito controllo delle contabilità relative, al rispetto del principio del reintegro dei conti-deposito iniziali ai dettaglianti. Alché i grossisti dettero ampia assicurazione.
In tale occasione (3 novembre), resi noto che, per la chiusura della gestione, era già stato disposto per un accertamento della consistenza delle giacenze effettive sia presso i grossisti che presso i dettaglianti e che contro i responsabili di ammanchi sarebbero stati presi gravi provvedimenti.
Nel frattempo, alfine di rassicurare e informare la popolazione, il 12 novembre venne diramato in tutti i Comuni, e fatto affiggere in tutti i negozi al dettaglio, il seguente avviso:
"Si avverte la popolazione che le voci tendenti a denunciare una insufficienza di zucchero da distribuire in esenzione fiscale, sono del tutto infondate.
Tutti i commercianti al dettaglio sono quindi tenuti a soddisfare i consumatori che presentano i bollini validi per l'ultimo trimestre.
Qualora si dovessero verificare mancate consegne di zucchero od aumento di prezzo ingiustificato, si invitano gli interessati a darne tempestiva comunicazione a questo Assessorato per i provvedimenti di competenza".
In data 13 novembre il giornale "Il Monitore Valdostano" denunciava deficienza di zucchero presso i dettaglianti dei Comuni della bassa Valle.
Il medesimo giornale riportava il 20 stesso mese, una nota in proposito della s.r.l. Cidac ed al 4 dicembre una replica dei commercianti al dettaglio, sempre dei Comuni della bassa Valle. Il tutto a sfondo nettamente polemico fra dettaglianti e grossisti.
Al fine di accertarsi che i grossisti avessero dato esecuzione a quanto loro raccomandato nella riunione del 3 novembre, il 7 dicembre, con nota 6872, venne disposta una rilevazione d'urgenza della contabilità dello zucchero presso tutti i grossisti e dettaglianti al 9 dello stesso mese. Per questi ultimi, e singolarmente per tutti i clienti, le ditte grossiste dovettero presentare il saldo di estratto conto a tale data.
Da tale rilevazione contabile risultò che Q.li 900,675 erano presso i grossisti e Q.li 3904,025 avrebbero dovuto essere presso i dettaglianti: in totale Q.li 4794,70 di zucchero costituenti la giacenza denunciata e che, sommata alla poca merce ancora in arrivo, avrebbe assicurato ampiamente la regolare distribuzione, anche dei supplementi a fine anno.
Molte furono le contestazioni che sorsero con quella rilevazione e che non si ritennero accettabili essendo in quel momento la distribuzione in corso.
Immediatamente dopo la raccolta dei dati venne effettuata un'indagine a sondaggio presso vari dettaglianti, nei diversi Comuni della Valle, dalla quale si riscontrò che ai dati di carico denunciati dai grossisti non corrispondeva una giacenza effettiva.
Pertanto, il 23 dicembre fu indetta una nuova riunione di tutte le ditte grossiste nella quale venne ripresa in esame tutta la situazione della distribuzione alla luce delle risultanze della contabilità del 9 dicembre e delle successive indagini.
In merito, le Ditte grossiste furono avvertite che, essendo di loro competenza il movimento di distribuzione ai dettaglianti, ad esse incombeva l'obbligo di assicurare, in ogni caso, l'integrale soddisfacimento del supplemento di due chilogrammi a persona, largamente consentito dalle disponibilità contabili, e ciò senza attendere l'esito del controllo a chiusura della gestione, che avrebbe accertato le responsabilità dei singoli commercianti.
In tale occasione, venne comunicato che, per dar modo di effettuare gli accertamenti preannunciati, occorrevano circa quindici giorni dalla data del versamento dei bollini all'Ufficio Zona Franca e che, pertanto, non sarebbe stato consentito alcun svincolo di zucchero in conto 1954 prima del 25/26 gennaio.
L'Ufficio Zona Franca, intanto, proseguiva la sua opera ed a mezzo dell'Ufficio controllo provvedeva a visitare, specie presso i Comuni principali, i dettaglianti, per accertare l'andamento della distribuzione, intervenendo in merito, sia fra grossista e dettagliante, sia fra dettagliante e consumatore, per ovviare in quanto possibile a tutti gli inconvenienti che, di volta in volta, si rilevavano oppure che venivano segnalati.
La situazione venne seguita anche direttamente dall'Ufficio a mezzo telefono, specie negli ultimi giorni dell'anno.
Le constatazioni dell'Ufficio in quel momento, mentre confermavano le reali deficienze nella distribuzione ad Aosta ed in alcuni Comuni della Valle, dimostravano d'altra parte che il fenomeno era circoscritto.
Infatti, al 30 dicembre la situazione comunicata dagli Uffici comunali dei principali Comuni era la seguente:
- Châtillon, Verrès, Pont St. Martin, Allain, Antey St. André, Ayas, Aymavilles, Nus, St. Christophe, Valtournanche: nessuna lamentela, tutti riforniti;
- Brusson, Challant St. Anselme, Challant St. Victor, Courmayeur, Etroubles, Fénis, Gaby, Gressan, Issime, La Thuile, Morgex, Rhêmes St. Georges, Rhêmes Notre Dame: distribuzione regolare;
- Bard, Hône, Villeneuve, riforniti in questi giorni, possono soddisfare la clientela;
- Arnaz, Donnaz, Gressoney St. Jean, Gressoney La Trinité: qualche difficoltà fino al 29, ora tutto a posto; St. Marcel, St. Pierre, Valpelline: distribuzione soddisfacente;
- Quart, qualche difficoltà;
- La Salle - qualche difficoltà il 28; il 29 l'Ufficio Zona Franca ha interessato il grossista fornitore; il 30 situazione normalizzata;
- Sarre: Ore 16 del giorno 30: difficoltà; ore 11 del giorno 31: zucchero arrivato.
Scaduto il termine del 31 dicembre, - fissato per la cessazione della distribuzione diretta alla popolazione, - veniva dato corso, come di consuetudine ad ogni fine anno, alla chiusura della contabilità della gestione 1953 e veniva posto in atto il controllo generale delle giacenze effettive presso i grossisti e dettaglianti.
Pertanto, come disposto con circolare n. 7061/5 del 18 dicembre 1953 (di cui i Signori Consiglieri hanno ricevuto, come d'abitudine, copia) entro il giorno 5 di gennaio tutti i dettaglianti dovevano consegnare i bollini di cui erano in possesso ai grossisti loro fornitori e questi, entro il giorno 12, dovevano versarli all'Ufficio Zona Franca.
Per il giorno 16 gennaio i grossisti dovettero consegnare, redatti sugli appositi moduli 70 e 73, gli estratti conto a saldo delle citate gestioni, chiusi, per ciascun cliente, alla data di martedì, 12 gennaio.
L'Ufficio Zona Franca provvide immediatamente a riepilogare i dati fondamentali forniti dai singoli grossisti ed iniziò il controllo dei bollini versati, nonché l'accertamento presso ogni singolo commerciante delle giacenze effettive di zucchero contingentato di cui era in possesso.
Nel frattempo, il 16 gennaio 1954 vennero, per la terza volta, riunite tutte le ditte grossiste distributrici di zucchero contingentato.
Manifestai loro il più vivo disappunto per la situazione venutasi a creare perché, malgrado i richiami fatti e le assicurazioni avute, una parte della popolazione era stata al 31 dicembre priva delle razioni di zucchero, come risultava da lagnanze pervenute all'Amministrazione regionale.
Comunicai a tutti i presenti che, in attesa della definizione degli accertamenti in corso, come primo provvedimento, la Giunta regionale, su mia proposta, allo scopo di cautelarsi, aveva determinato che ogni ditta, grossista o dettagliante, per essere ammessa all'assegnazione per il ritiro diretto di generi contingentati, doveva presentare fidejussione bancaria a garanzia dei diritti fiscali per i generi di futura assegnazione e per le giacenze contabili al 1° gennaio 1954. Essendo i grossisti responsabili della merce introdotta in esenzione fiscale, confermai che il provvedimento annunciato non escludeva quegli altri provvedimenti che potessero venire adottati in sede amministrativa, secondo il titolo sesto del regolamento, a carico delle Ditte che non avessero osservato le norme diramate in materia di distribuzione dei generi contingentati, salvo sempre l'eventuale incameramento, totale o parziale, della fidejussione.
L'accertamento delle giacenze presso i dettaglianti e i grossisti ebbe termine il 25 gennaio 1954. Nell'espletamento dell'accertamento stesso, furono impiegati tre funzionari della Divisione Industria e Commercio oltre a quelli dell'Ufficio Zona Franca.
Vennero ispezionate tutte le 19 Ditte grossiste e tutte le 490 Ditte dettaglianti nei 74 Comuni della Valle; per ogni Ditta venne compilato un verbale di accertamento controfirmato dal rappresentante della Ditta interessata.
Confrontata la situazione contabile dello zucchero destinato alla popolazione, ai pubblici esercizi, alle gelaterie e pasticcerie, con quella effettiva, si ebbero le seguenti risultanze:
Situazione contabile a chiusura esercizio 1953
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Giacenza al 1-1-1953 |
Q.li |
2.581,424 |
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Zucchero introdotto nell'anno 1953, per la destinazione di cui sopra |
Q.li 22.510,345 |
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Totale |
Q.li |
2.5091,769 |
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Zucchero distribuito nell'anno 1953 alle categorie precitate (importo buoni e bollini presentati a scarico) |
Q.li 23.283,332 |
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Rimanenza attiva |
Q.li |
1.808,437 |
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Situazione delle rimanenze: |
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Rimanenza contabile |
Q.li |
1.808,437 |
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Rimanenza accertata: |
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Presso i grossisti Q.li 9,170 |
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Presso i dettaglianti Q.li 95,615 |
Q.li 104,785 |
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Differenza complessiva riscontrata mancante |
Q.li 1.703,652 |
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Per contro, la somma dei saldi degli estratti conto, presentati il 16 gennaio 1954 a mezzo dei citati Mod. 70 e 73, denunciava un ammontare di crediti da parte dei grossisti verso i dettaglianti loro clienti di Q.li 1386,212 di zucchero. Crediti in gran parte confermati dai dettaglianti stessi ed in parte contestati.
La Ditta STIGLICH Luciano, di Aosta, alla quale sin dal gennaio 1953 erano state sospese le assegnazioni di zucchero, in quanto non aveva più versato bollini, pur avendo una giacenza considerevole alla chiusura dei conti 1952, non ha presentato alcun estratto conto alla data del 16 gennaio, lasciando del tutto ingiustificata la destinazione della giacenza contabile a suo carico, ammontante a Q.li 553,628.
Analogamente, la Ditta ZAINO Oreste, di Aosta, già sospesa a tempo indeterminato, a partire dal 1° settembre 1953, dall'assegnazione di tutti i generi contingentati con provvedimento in data 10-9-1953,- in seguito a verbale di contrabbando per Q.li 60,50 di zucchero elevato dalla Guardia di Finanza in data 26 agosto 1953, - si è rifiutata di presentare gli estratti conto per giustificare la destinazione della giacenza contabile a suo carico, ammontante a Q.li 440,340.
Per entrambe le Ditte menzionate, che oltre a tutto non hanno presentato la richiesta fidejussione bancaria, in data 12 febbraio venne dato incarico alla Guardia di Finanza di compiere tutti gli accertamenti del caso.
Nel contempo, veniva proposta alla Giunta la sospensione a tempo indeterminato da tutte le assegnazioni dei generi contingentati anche per la Ditta STIGLICH.
Per tutte le Ditte che hanno presentato gli estratti conto è in corso la notifica alle medesime delle risultanze contabili a chiusura della gestione 1953 che, come per i precedenti anni, dovranno essere accettate per concordanza.
Come già precedentemente studiato, per l'attuazione, al primo possibile riscontro, delle giacenze effettive presso i dettaglianti, è stato disposto che tutti i movimenti di zucchero e relativi bollini siano giustificati, dall'inizio del 1954, da apposite bollette di consegna (Mod. 75 e 76 Z.F.) da rimettersi in copia all'Ufficio Zona Franca per le registrazioni e il conseguente controllo della esatta osservanza delle varie disposizioni relative al rifornimento dei negozi al dettaglio.
In tal modo, si ritiene che sarà pressoché impossibile il ripetersi degli inconvenienti lamentati nella gestione 1953.
In base alle risultanze delle contabilità, è in corso fra l'altro, nei confronti dei grossisti, - in quanto responsabili della distribuzione, - un'azione di ricupero delle giacenze contabili sotto forma di giacenze effettive.
L'esito di detta azione è già garantita attraverso le fidejussioni bancarie in possesso dell'Amministrazione regionale.
Per quanto riguarda il campo dei provvedimenti disciplinari, le risultanze delle contabilità sono state presentate, nelle adunanze straordinarie del 20 e del 22 febbraio, alla Giunta regionale, che dopo un approfondito esame degli atti, ha preso le seguenti determinazioni:
1) - denuncia al Procuratore della Repubblica di Aosta nei confronti delle Ditte ZAINO (Aosta) - STIGLICH (Aosta) - CIDAC (Aosta) Soc. per il commercio all'ingrosso droghe alimentari e coloniali - Soc. a responsabilità limitata di QUARELLO Enrico, VIETTI Emilio e CELESIA Pietro - MAROCCO-CANTORE (Aosta) - BERRONE Enrico (Aosta) - ARROBBIO Pietro (St. Pierre) - PARISE Giacomo (Aosta) - DEVOIX Mario (Doues) - DAYNE' Lorenzo (Valsavaranche) - DEANOZ Natalina (Aosta) - DUPONT Pierina e figli gestita dai coniugi DUPONT Ruggero e Gasparina (Villeneuve) - GERARD Giuseppe (Cogne).
2) - Sospensione DEFINITIVA delle assegnazioni di generi contingentati alla Ditta ZAINO, di Aosta e alla Ditta STIGLICH Luciano, di Aosta.
3) - Sospensione PER UN PERIODO DI QUATTRO MESI, a decorrere dal 1 marzo 1954, delle assegnazioni di zucchero contingentato alla Soc. Cidac (Società per il commercio all'ingrosso droghe alimentari e coloniali) di QUARELLO Enrico, VIETTI Emilio e CELESIA Pietro, con sede in Aosta.
4) - Sospensione PER UN PERIODO DI MESI QUATTRO, a decorrere dal 1 marzo 1954, del- le assegnazioni di generi contingentati alle Ditte MAROCCO-CANTORE (Aosta), BERRONE Enrico (Aosta), ARROBBIO Pietro (St. Pierre), PARISE Giacomo (Aosta).
5) - Sospensione (con provvedimenti dell'Assessore all'Industria e Commercio) PER UN PERIODO DI MESI DUE, a decorrere dal 1 marzo 1954, delle assegnazioni di generi contingentati alle Ditte DEVOIX Mario (Doues), DAYNE' Lorenzo (Valsavaranche), DEANOZ Natalina (Aosta), DUPONT Pierina e figli gestita dai coniugi Dupont Ruggero e Gasparina (Villeneuve) e GERARD Giuseppe (Cogne).
Per le altre Ditte sono tuttora in corso gli accertamenti definitivi da parte dell'Ufficio Zona Franca ed i risultati saranno analogamente presentati alla Giunta per quanto di sua competenza".
Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, premette, a proposito di scandali, che egli personalmente e la Giunta regionale sono della teoria che "oportet ut scandala eveniant" e cioè che, se c'è qualcosa che non va, se c'è qualcuno che ha mancato, se c'è del marcio, è bene non cercare di coprirlo con il manto dell'indulgenza, perché è utile che avvenga lo scandalo. Pone in rilievo che gli scandali non avvengono in regime dittatoriale, ma solo in regime di democrazia. Ricorda che sotto il regime fascista succedevano fatti di ogni genere e si mormorava, si sussurrava, ma di esatto non si sapeva mai niente. Ribadisce che, quindi, è un bene che gli scandali si verifichino e fa presente che, per quanto lo concerne, non ha mai avuto timore che avvenissero.
Comunica, a tale riguardo, di aver denunciato, a suo tempo, tre Commissari della Questura ed un Cancelliere del Tribunale; non guardiamo ai risultati ottenuti, egli osserva, perché questi non dipendono da noi.
Comunica poi che la Giunta, circa venti giorni or sono, ha denunciato al Procuratore della Re- pubblica ben quindici persone. Ritiene che gli avvocati difensori delle persone denunciate avranno da ricamare molto e faranno eleganti questioni di diritto. Informa che gli sono state riferite certe chiacchiere e certe risatine compiacenti e di compatimento per l'impostazione giuridica data alla questione, conclusa con una denuncia al Procuratore della Repubblica. Osserva che è di spettanza dell'autorità giudiziaria dichiarare quali reati vi sono nei fatti commessi dalle persone denunciate.
Fa presente che la Giunta regionale, quale autorità amministrativa, ha assunto sanzioni amministrative che sono chiare e molto gravi contro le persone denunciate. Comunica che ritornerà in seguito su tale argomento.
Precisa, per l'esattezza, che si afferma una cosa non vera quando si dichiara che il governo regionale è contagiato da certi bacilli che non sa se vi siano, o no, un po' più a sud o a nord o a ovest. Ai falsi e bugiardi, osserva, io rispondo con calma che noi non abbiamo mai avuto paura che avvenissero degli scandali.
Per quanto riguarda la questione del Cancelliere del Tribunale al quale ho accennato prima, informa di aver scritto di suo pugno una lettera al Ministro dell'Interno, una lettera al Ministro di Grazia e Giustizia ed un'altra lettera al Capo della Polizia spiegando il fatto di cui si era reso colpevole detto Cancelliere.
Osserva di avere, quindi, dimostrato di non avere paura che avvengano scandali né di urtare certe potenti confraternite, pur sapendo che "prete non mangia prete", detto verissimo che si riferisce a tutte le categorie sociali.
Comunica che, per la questione del Cancelliere, ebbe luogo, in Aosta, una vivace discussione fra un Ispettore generale di Pubblica Sicurezza ed un Magistrato della Corte d'Appello di Torino e la conclusione fu che, infine, ricevette dal Ministro di Grazia e Giustizia una lettera con la quale lo si informava che le accuse mosse contro il Cancelliere erano risultate infondate.
Lo so ed è risaputo, dichiara, che anche in Valle d'Aosta vi sono cose che non vanno e che esistono gruppi di autentici gangsters; ma per poter intervenire occorre fornire elementi e prove. Non serve mormorare e gridare, per poi ritirarsi quando si tratta di sottoscrivere una dichiarazione.
Informa di aver letto, con senso di profondo disgusto, un articolo in prima pagina del "Corriere della Valle d'Aosta", nel quale un anonimo articolista, peraltro molto ben individuato (e molto sporco, perché più si è sporchi e più si vuole infangare gli altri) ha avuto il coraggio di dire che gli Assessori regionali non osano attaccare il Presidente della Giunta regionale perché alcuni Assessori hanno la coda di paglia "e noi - riportava il giornale - appiccheremo il fuoco a queste code di paglia".
Lo si faccia, osserva l'Avv. Caveri; ma cos'è questo sistema di ricatto?
Il Presidente della Giunta esprime il suo stupore per il fatto che un giornale, che vuole dare lezioni di morale, osi pubblicare una cosa così immorale. Dichiara di ritenere che fra gli Assessori regionali non vi sia nessuno che abbia la coda di paglia ed aggiunge che se vi fossero delle code di paglia sarebbe egli stesso, Presidente della Giunta, ad appiccarvi il fuoco. Precisa che tale è la sua mentalità, mentalità che forse lo fa considerare come un sorpassato, come un appartenente ad altri tempi, perché certe sensibilità di una volta non esistono più oggigiorno.
Informa di aver denunciato all'Autorità giudiziaria parecchie persone per fatti vari e di averlo fatto senza darne notizia, perché non è suo sistema il fare della "réclame".
Comunica di avere denunciato per irregolarità, fra altri, un Sindaco della Valle dell'Evançon, il quale percepiva, da individui che saccheggiavano le foreste, una percentuale sui proventi della vendita del legname tagliato abusivamente, percentuale che veniva versata su un conto corrente intestato al Comune e che, secondo quanto dichiarato dal Sindaco, veniva impiegata per le necessità del Comune stesso.
Informa che, otto mesi or sono, è stata pure presentata all'Autorità giudiziaria altra denuncia per lo smercio di bollini falsi di zucchero, previo accertamento degli elementi necessari da parte dell'Assessorato all'Industria e Commercio. Osserva che non si conosce ancora l'esito, del procedimento giudiziario, nonostante che nella denuncia siano stati indicati i nominativi delle persone sorprese a vendere i bollini falsi. Ritiene che in detta questione sia, altresì, implicato e compromesso chi ha provveduto alla stampa dei bollini.
Ribadisce che è opportuno che lo scandalo dello zucchero sia avvenuto, perché la Zona Franca è stata chiesta per la popolazione della Valle d'Aosta e non per un gruppo di gangsters disonesti.
Rileva che è strano che ancora oggi tali persone abbiano il coraggio di erigersi a censori e vogliano dare lezioni di morale e di come si amministra la cosa pubblica, dopo che l'Amministrazione regionale ha individuato e denunciato i colpevoli ed ha assunto contro di essi sanzioni amministrative, di cui le più gravi concernono la sospensione, a tempo indeterminato, delle assegnazioni di generi contingentati alle Ditte Zaino e Stiglich Luciano, di Aosta.
Osserva che l'Amministrazione regionale ha fatto quanto nessun'altra Amministrazione ha mai avuto il coraggio di fare e l'ha fatto con coscienza tranquilla.
Informa che, oltre al provvedimento adottato nei confronti delle Ditte Zaino e Stiglich, la Giunta regionale ha pure adottato i seguenti provvedimenti:
- sospensione, per un periodo di quattro mesi, delle assegnazioni di zucchero, contingentato, alla Società C.I.D.A.C.;
- sospensione, per un periodo di quattro mesi, delle assegnazioni di generi contingentati alle Ditte Marocco-Cantore (Aosta), Berrone Enrico (Aosta), Arobbio Pietro (St. Pierre), Parise Giacomo (Aosta);
- sospensione, per un periodo di mesi due, delle assegnazioni di generi contingentati alle Ditte Devoix Mario (Doues), Dayné Lorenzo (Valsavaranche), Déanoz Natalina (Aosta), Dupont Pierina (Villeneuve) e Gerard Giuseppe (Cogne).
Pone in rilievo che la Giunta regionale ha agito con senso di giustizia, in quanto ha colpito i maggiori colpevoli e colpirà tutti coloro nei confronti dei quali saranno accertate responsabilità, denunciandoli al Procuratore della Repubblica e adottando a loro carico sanzioni amministrative.
Comunica che, a tutt'oggi, sono state accertate le mancanze più gravi e ne sono stati puniti i responsabili.
Dichiara di essere nemico delle esagerazioni ed osserva, in proposito, che il Consigliere Signora Ronc-Désaymonet ha esagerato allorchè, illustrando la mozione, ha affermato che nessun vantaggiò deriva alla popolazione dai contingenti in esenzione fiscale. Ritiene che il linguaggio adoperato dal Consigliere Signora Ronc-Désaymonet abbia forse tradito il suo pensiero, perché non si può negare che la popolazione abbia benefici dall'esenzione fiscale, quando un Kg. di zucchero viene venduto in Valle d'Aosta a 115 lire, cioè a un prezzo inferiore al prezzo di vendita di un Kg. di pane, mentre nelle altre Regioni lo zucchero viene venduto a 260 lire al Kg. Aggiunge che l'Amministrazione regionale intende che i benefici dell'esenzione fiscale sullo zucchero vadano a favore della popolazione e non a favore di un gruppo di gangsters.
Fa presente che vi sono delle persone che sono a posto dal punto di vista contabile, ma non lo sono sotto altri punti e se saranno riscontrati elementi a carico di costoro sarà proceduto contro di essi come già contro gli altri, in quanto l'Amministrazione regionale non intende coprire alcuna mancanza.
Informa che l'Assessorato all'Industria e Commercio aveva già iniziato le indagini per l'individuazione dei responsabili dell'ammanco di zucchero ed aveva stabilito di sospendere le assegnazioni alle Ditte sopra menzionate prima che egli si occupasse personalmente della questione. Precisa che, ad un dato momento, egli ha ritenuto opportuno, per accelerare i tempi, di assumere la direzione delle indagini e, dopo avere interrogato, nello spazio di quarantotto ore una ventina di persone, ha concluso proponendo alla Giunta l'adozione, a carico dei responsabili, dei provvedimenti già portati a conoscenza del Consiglio: denuncia al Procuratore della Repubblica di numero quindici persone e sospensione delle assegnazioni per un tempo indeterminato alle Ditte Zaino e Stiglich e per un tempo determinato alle altre Ditte.
Ricorda di aver accennato, in precedenza, alle eleganti questioni di diritto che potranno essere fatte in materia.
Ritiene, però, che siano applicabili, nel presente caso, sia il R.D.L. 22-4-1943, n. 245, che non è stato abrogato, sia il Decreto L. 28-12-1944, n. 4422, poiché il Decreto Leg. C.P.S. 21-10-1947, n. 1250, ha apportato modificazioni al predetto Regio Decreto Legge, che è pure richiamato dalla Legge 18-12-1953, n. 920 e dal Decreto del Presidente della Repubblica 19 dicembre 1952, n. 922, con i quali è stata concessa amnistia per determinati reati.
Osserva che nessun dubbio vi è circa l'esistenza di reati finanziari ed esprime l'augurio che gli organi competenti svolgano le indagini con scrupolosità e serietà.
Pone in rilievo che a carico delle persone denunciate rimangono, comunque, le sanzioni amministrative già adottate, sanzioni che non saranno revocate per nessuna ragione.
Dichiara che i recidivi, se ve ne saranno, verranno puniti in modo esemplare. Ammonisce che vi è la possibilità giuridica di assumere nei loro confronti altri provvedimenti, fra i quali quello di sospendere la loro attività commerciale mediante chiusura del negozio di vendita con apposizione sulla porta dei negozi di un cartello indicante i motivi della chiusura.
Ammonisce, inoltre, che, se certi gruppi di gangsters continuassero nella loro attività, il Consiglio non esiterebbe ad adottare altri provvedimenti più gravi e potrebbe anche creare un apposito ente regionale per la gestione e la distribuzione dei generi contingentati.
Ribadisce che gli Amministratori della Regione non hanno timore di quanto si dirà e si farà contro di loro, come ne fanno prova i provvedimenti già presi e le sanzioni già assunte a carico dei maggiori responsabili.
Precisa che la Giunta regionale ha colpito e denunciato i grossisti ed i dettaglianti a carico dei quali furono raccolti elementi a comprova delle irregolarità commesse e assicura che la Giunta procederà analogamente nei confronti di altri grossisti e dettaglianti che risultassero colpevoli.
Si augura che anche altre Amministrazioni adottino i sistemi dell'Amministrazione regionale, ove si punisce chi manca, senza riguardo per alcuno e ciò sia detto, egli osserva, senza falsa modestia o ipocrisia.
Aggiunge che si potrà dire che presso l'Amministrazione regionale, per quanto concerne la questione dello zucchero, sono stati commessi degli errori e che forse vi sono state delle negligenze, ma non si potrà mai affermare che l'Amministrazione regionale sia contagiata da quei tali bacilli, perché non esistono.
Il Consigliere Sig. MANGANONI dichiara di dover dare atto delle dichiarazioni soddisfacenti fatte dal Presidente della Giunta, Avv. Caveri, dopo la relazione dell'Assessore Per. Ind. Fosson.
Ritiene che tali dichiarazioni contribuiscono a rassicurare la popolazione ed osserva che, se l'Amministrazione regionale proseguirà con serietà per la via intrapresa, il Consiglio regionale e la Giunta - quest'ultima soprattutto - potranno dire di aver compiuto il loro dovere.
Dichiara pure di prendere atto della affermazione del Presidente della Giunta, Avv. Caveri, che l'Amministrazione regionale non è contagiata da quei tali bacilli, cosa di cui si è convinto maggiormente nell'apprendere che l'Amministrazione regionale ha denunciato alla Magistratura i responsabili degli ammanchi di zucchero, ciò che non avviene negli ambienti romani.
Comunica di aver, inoltre, preso atto dell'affermazione che la Giunta non ha paura di colpire e di urtare certe potenti confraternite, cosa di cui si compiace. Invita la Giunta a colpire, senza riguardo, i filibustieri, i gangsters e i ladri ed assicura che, in tal caso, avrà il totale appoggio del gruppo consiliare social-comunista, anche se tale gruppo si trova all'opposizione.
Passando alla relazione fatta dall'Assessore Per. Ind. Fosson, osserva che è stato risposto, in parte, alle domande che aveva formulato e chiede di essere autorizzato a prendere visione presso la Segreteria del Consiglio delle dichiarazioni fatte dall'Assessore stesso e dei dati comunicati.
Rileva che i provvedimenti concernenti le sospensioni delle assegnazioni alle Ditte responsabili degli ammanchi di zucchero sarebbero praticamente inefficaci per fermare l'attività degli speculatori, se i colpevoli non fossero stati denunciati alla Magistratura.
Fa presente che l'ultima delle cinque domande da lui poste all'Assessore all'Industria e Commercio riguardava i provvedimenti presi per risarcire i consumatori del danno subito, poiché, sul finir dell'anno decorso, a molti consumatori che si presentarono ai dettaglianti con la tessera per ritirare lo zucchero fu risposto che non c'era disponibilità di zucchero in esenzione fiscale. Osserva che la popolazione deve essere risarcita dai colpevoli del danno subito e che occorre studiare il modo come ciò può avvenire.
Ricorda che, nella interpellanza e nel suo intervento, ha chiesto che sia nominata una Commissione consiliare di inchiesta. Ritiene che la nomina di detta Commissione non possa urtare la suscettibilità di alcuno. Fa presente che le dichiarazioni fatte dal Presidente della Giunta, Avv. Caveri, confermano la necessità di detta Commissione consiliare di inchiesta, per indagare ed esaminare a fondo tutta la questione della distribuzione dello zucchero. Chiede, quindi, che il Consiglio nomini detta Commissione.
Il Consigliere Sig. BREAN fa la seguente dichiarazione:
Mi compiaccio per il contributo che la mia interpellanza e quella presentata dai colleghi Manganoni e Ronc-Désaymonet hanno portato alla chiarificazione della situazione.
Ringrazio l'Assessore all'Industria e Commercio per le esaurienti e dettagliate risposte date, dalle quali è risultato quale è stata l'opera svolta dal competente ufficio per approvvigionare e distribuire in questi anni lo zucchero contingentato e come, nel giro di brevissimo tempo, attraverso un complesso lavoro di controllo, sia stato individuato e denunciato quel gruppo di persone che hanno approfittato di un periodo contingente delicatissimo, come quello del richiamo alle armi, per attuare le loro losche manovre di facili guadagni a danno della popolazione valdostana.
Mi congratulo con il Signor Presidente della Giunta per la fermezza con la quale, a nome della Giunta, ha agito e intende agire contro i trasgressori.
Non mi associo alle parole del collega Manganoni che ha voluto, con poco buon gusto, collegare questo cosiddetto "scandalo dello zucchero" con altri scandali, addossandone la colpa alla Amministrazione regionale.
Ritengo, in ultimo, ancora necessario insistere perché l'Assessore reprima con fermezza ogni abuso e agisca con altrettanta fermezza contro tutti quelli che vengono meno a imprescindibili doveri di onestà e di rettitudine, perché sia di monito a tutti coloro che, - insensibili al gravissimo danno che arrecano alla Valle d'Aosta e forse rimpiangendo le troppo facili e vergognose speculazioni di molte persone sul tesseramento del periodo bellico, - vorrebbero imitarne e continuarne le gesta, approfittando del transitorio e delicatissimo regime di contingentamento in vigore nella nostra Regione.
Il Consigliere Signora RONC-DESAYMONET ricorda di avere chiesto l'applicazione di sanzioni severissime contro i responsabili della sottrazione dello zucchero. Si dichiara lieta di apprendere che le sanzioni da lei invocate sono state già adottate ed esprime il suo compiacimento.
Per quanto concerne l'interpretazione data ad una sua affermazione dal Presidente della Giunta, Avv. Caveri, chiarisce che tale interpretazione non è esatta, perché non corrisponde a quanto ha inteso affermare.
Opina che tale errata interpretazione possa essere dovuta o al fatto che essa non sia stata sufficientemente chiara nell'esprimersi oppure al fatto, che il Presidente della Giunta, Avv. Caveri, non abbia inteso bene quanto ha voluto dire.
Precisa di aver prospettato l'opportunità di aumentare la razione mensile pro-capite di zucchero alla popolazione e di aver dichiarato che se il quantitativo di zucchero disponibile non fosse sufficiente per far fronte all'aumento della razione, si sarebbe potuto esaminare la possibilità di diminuire le assegnazioni di zucchero a Ditte che fabbricano prodotti (dolciumi) per i quali necessita grande quantità di zucchero, prodotti che vengono venduti in Valle agli stessi prezzi dei prodotti fabbricati fuori Valle dalle Ditte che non usufruiscono di assegnazioni di zucchero in esenzione fiscale. Pone in rilievo che, acquistando tali prodotti, la popolazione non usufruisce del beneficio che avrebbe qualora acquistasse, invece, lo zucchero contingentato che viene assegnato alle Ditte per la fabbricazione dei prodotti stessi.
Il Presidente, Avv. Dott. BONDAZ, fa presente che, secondo la procedura stabilita dal Regolamento interno del Consiglio, affinché il Consiglio possa pronunciarsi sulla proposta di nomina di una Commissione consiliare di inchiesta, è necessario che i Consiglieri Signora Ronc-Désaymonet e Signor Manganoni, firmatari dell'interpellanza in cui tale proposta è formulata, volgano in mozione l'interpellanza stessa.
Il Consigliere Sig. MANGANONI, pur concordando sull'esattezza del rilievo fatto dal Presidente, Avv. Dott. Bondaz, osserva che, in altre adunanze, il Consiglio ha votato su argomenti che non erano stati iscritti precedentemente all'ordine del giorno e che, vi sono precedenti in materia.
Il Presidente, Avv. Dott. BONDAZ, precisa che è suo dovere richiamare l'attenzione dei Signori Consiglieri sulla procedura stabilita dal Regolamento interno del Consiglio ed aggiunge che, peraltro, non è contrario acchè il Consiglio si pronunci sulla predetta proposta fatta dai Consiglieri firmatari della interpellanza.
L'Assessore Per. Ind. FOSSON, comunica di dover fare alcune precisazioni in relazione alle domande poste dal Consigliere Signor Manganoni.
Chiarisce, anzitutto, che la sua relazione è stata quasi esclusivamente una esposizione cronologica di fatti e di dati, in quanto trattavasi di una relazione tecnica, lasciando da parte ogni e qualsiasi considerazione di carattere non pertinente all'ufficio.
Dichiara di condividere quanto detto dal Presidente della Giunta, Avv. Caveri, e ribadisce che la Giunta non ha alcun timore che siano sollevati i veli sulla questione in discussione.
Per quanto concerne le Ditte Zaino e Stiglich di Aosta, precisa che il provvedimento di sospensione delle assegnazioni di generi contingentati assunto a loro carico dalla Giunta non è a tempo indeterminato ma è un provvedimento definitivo, in quanto tali Ditte erano già state escluse in precedenza dalle assegnazioni, per un tempo indeterminato, perché non avevano presentato il rendiconto.
Informa che, dopo eseguito l'accertamento dei conti effettivi dei depositi, si è adottato, per il 1954, un nuovo sistema di controllo dei carichi dei dettaglianti mediante la tenuta da parte delle Ditte grossiste di bollettari che constano di tre parti (madre e due figlie) per il controllo delle consegne dei quantitativi di merci contingentate date dai grossisti, ai dettaglianti.
Precisa che la prima parte di bollettari (la madre) rimane ai grossisti, la seconda viene trasmessa all'Ufficio Zona Franca e l'altra viene consegnata al dettagliante in accompagnamento della merce. Comunica che si sta, quindi, istituendo una contabilità completa anche per le Ditte dettaglianti, limitatamente però ai contingenti di zucchero e di caffè, in quanto vi sarebbe eccessivo lavoro se tale contabilità venisse istituita anche per gli altri generi contingentati.
Per quanto concerne la questione del prospettato risarcimento dei danni patiti dai consumatori, rileva che trattasi di problema la cui soluzione non è facile ed osserva che compete al consumatore, che ha consegnato in tempo utile i bollini al dettagliante previa annotazione sulla tessera, di far valere i suoi diritti nei confronti del dettagliante stesso. Fa presente che il consumatore potrebbe chiedere l'appoggio dell'Ufficio Zona Franca, che in passato è sempre intervenuto ogni qual volta è stato invitato a tutelare i diritti del consumatore.
Rileva che, evidentemente, la questione si presenta molto più complessa per i consumatori che hanno trattenuto le tessere con i relativi bollini in quanto tali bollini non hanno più alcun valore non essendo stati consegnati entro la scadenza stabilita.
Aggiunge che la responsabilità ricade, in alcuni casi, sui consumatori stessi, perché, nei paesi di campagna particolarmente, lasciano le tessere in deposito presso i dettaglianti senza preoccuparsi di far staccare i bollini entro le scadenze stabilite.
Ricorda che la Giunta regionale si è preoccupata ed interessata per il ricupero dei quantitativi di zucchero mancanti.
Comunica, in proposito, che l'azione di ricupero è possibile in quanto l'Amministrazione regionale è garantita dalle fideiussioni bancarie rilasciate dalle Ditte grossiste. L'importo di tali fideiussioni ammonta complessivamente a circa L. 60 milioni ed è stato determinato per ogni singola Ditta in proporzione alle rispettive assegnazioni avute all'inizio dell'anno 1954 e alle giacenze contabili riscontrate alla chiusura dell'anno 1953.
Tale azione di ricupero sarà forse difficile nei confronti delle due Ditte che sono state escluse definitivamente dall'assegnazione.
Per quanto concerne la proposta del Consigliere Signora Ronc-Désaymonet di diminuire le forti assegnazioni di zucchero alle Ditte che fabbricano dolciumi, al fine di aumentare la razione mensile pro-capite di zucchero alla popolazione, fa presente che vi è già una analoga proposta (mozione) in merito presentata dal Consigliere Dr. Dujany, proposta che sarà discussa in sede di trattazione di detta mozione.
Il Presidente, Avv. Dott. BONDAZ, fa presente che vi è contraddizione nelle dichiarazioni dei Consiglieri Signora Ronc-Désaymonet e Signor Manganoni, in quanto gli stessi, pur dichiarandosi soddisfatti dei chiarimenti dati dal Presidente della Giunta, Avv. Caveri, insistono per la nomina di una Commissione consiliare di inchiesta. Rileva la necessità che, a tal fine, l'interpellanza sia volta in mozione.
Il Consigliere Sig. MANGANONI conferma che egli ed il Consigliere Signora Ronc-Désaymonet si sono dichiarati soddisfatti delle dichiarazioni fatte dal Presidente della Giunta nell'adunanza odierna, perché da tali dichiarazioni è risultato che la Giunta ha seguito la via giusta e retta, e di ciò danno atto. Precisa che essi insistono, però, sulla proposta, formulata nell'interpellanza, di nominare una Commissione consiliare di inchiesta.
Il Consigliere Signora RONC-DESAYMONET conferma di essersi, come il Consigliere Signor Manganoni, dichiarata soddisfatta in parte per la relazione dell'Assessore all'Industria e Commercio e pienamente soddisfatta per le dichiarazioni fatte dal Presidente della Giunta, Avv. Caveri, e per i provvedimenti assunti dalla Giunta a tutela dei diritti della popolazione.
Osserva, però, che il Presidente della Giunta ha lasciato trapelare dubbi sulla possibilità di eventuali colpe e ribadisce, quindi, l'opportunità della nomina di una Commissione consiliare, che potrebbe collaborare per indagare più a fondo nella questione, al fine di accertare se vi siano colpe da parte di chicchessia.
L'Assessore, Per. Ind. FOSSON, richiamandosi ad una domanda fatta in precedenza dal Consigliere Sig. Manganoni, dichiara che, per quanto lo concerne, sarebbe molto lieto se tutti i Consiglieri prendessero visione di tutti gli atti e documenti relativi alla questione in discussione.
Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, premesso che nella loro interpellanza i Consiglieri Signora Ronc-Désaymonet e Sig. Manganoni chiedono la nomina di una "Commissione consiliare per accertare le responsabilità di queste gravi irregolarità", osserva che occorre sapere se si intende alludere alla responsabilità dei grossisti e dei dettaglianti o alla responsabilità degli Amministratori.
Per quanto concerne i grossisti ed i dettaglianti, rileva che le responsabilità sono state già accertate dall'organo amministrativo competente a' sensi dello Statuto regionale e dei regolamenti, cioè, dalla Giunta regionale, la quale ha concluso gli accertamenti con la denuncia al Procuratore della Repubblica di quindici commercianti e con l'assunzione a carico degli stessi di sanzioni amministrative (sospensione definitiva delle assegnazioni a due Ditte e sospensione a tempo determinato per le altre Ditte).
Per quanto concerne la responsabilità degli Amministratori e, cioè, dei membri della Giunta regionale, invita chiunque abbia dei dubbi circa eventuali nuove responsabilità a farne denuncia per iscritto al Procuratore della Repubblica.
Il Consigliere Signor MANGANONI comunica che, unitamente al Consigliere Signora Ronc-Désaymonet, intendeva riferirsi, allorchè ha redatto l'interpellanza, alle responsabilità sia degli Amministratori che delle Ditte grossiste e dettaglianti.
Rileva che oggi, dopo le precisazioni chiarificatrici fatte dal Presidente della Giunta, Avv. Caveri, che hanno rassicurato il Consiglio e la popolazione, l'interpellanza è da considerarsi modificata e la responsabilità va riferita solo alle Ditte grossiste e ai dettaglianti.
Osserva che non si può escludere, peraltro, che nella mente di qualche persona sussista qualche dubbio circa eventuali responsabilità dell'Amministrazione regionale. Ritiene, quindi, necessario, nell'interesse dell'Amministrazione stessa, la nomina di una Commissione consiliare incaricata di effettuare un'inchiesta scrupolosa e minuziosa e di riferire al Consiglio sui risultati dell'inchiesta stessa. Fa presente che la nomina di detta Commissione porrebbe in risalto la serietà di intenti e la rettitudine degli Amministratori e servirebbe a rafforzare la posizione assunta dalla Giunta e ad eliminare eventuali sospetti sul suo operato.
Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, osserva che l'Amministrazione regionale, come qualsiasi altra Amministrazione pubblica, esplica la sua attività a mezzo dei suoi organi, le cui competenze e attribuzioni sono stabilite dallo Statuto regionale e dai regolamenti.
Precisa che, nel caso in questione, l'organo competente, per legge, ad espletare gli accertamenti è la Giunta, che è un organo esecutivo, mentre il Consiglio è un organo di controllo della Giunta e, quindi, al Consiglio compete pronunciarsi sull'operato della Giunta.
Ricorda che, a prescindere dalla questione della competenza, è tuttora in carica la apposita Commissione consiliare che ha, a suo tempo, elaborato le norme per l'attuazione della legge sul contingentamento.
Comunica che ritiene ragionevole, logico e giusto che detta Commissione consiliare esamini la questione della gestione del contingentamento dello zucchero, verifichi tutti i documenti contabili e amministrativi relativi alle assegnazioni e alle distribuzioni di zucchero, prenda in esame la procedura seguita per gli accertamenti degli ammanchi e delle responsabilità e ne riferisca al Consiglio formulando i rilievi e le critiche eventuali che riterrà del caso, in quanto ammette che possa esservi qualcosa da perfezionare relativamente a tale servizio.
Rammenta, a questo proposito, che l'Assessore Per. Ind. Fosson ha comunicato che è stato istituito un nuovo sistema di controllo (con bollettari che constano di tre parti) mediante il quale gli inconvenienti riscontrati non dovrebbero più verificarsi.
Rileva che la Giunta non può ammettere il principio della nomina di una Commissione consiliare di inchiesta per l'accertamento delle responsabilità delle Ditte grossiste e dei dettaglianti perché l'organo competente in materia è la Giunta, che non abdica alle sue attribuzioni e competenze.
Aggiunge che se poi la Commissione di cui è proposta la nomina potesse anche indagare sull'operato della Giunta, tutti i giornali quotidiani di domani pubblicherebbero che è stata nominata una Commissione d'inchiesta sull'operato della Giunta e dell'Amministrazione.
Rileva che da parte dei Signori Consiglieri è stato lealmente riconosciuto che non vi è stata negligenza, condiscendenza, né mancanza di polso da parte della Giunta la quale non può, pertanto, accettare il principio della nomina di una Commissione d'inchiesta per le ragioni già illustrate.
Osserva che l'interpellanza dei Consiglieri Signora Ronc-Désaymonet e Signor Manganoni è stata stilata quando mancava lo zucchero e nulla si sapeva delle indagini svolte e dei provvedimenti adottati.
Conclude rilevando che la richiesta di nomina di una Commissione consiliare d'inchiesta è ora da ritenersi superata dopo i chiarimenti forniti nell'adunanza odierna.
Il Consigliere Geom. G. NICCO lamenta, quale membro della Commissione consiliare per la Zona Franca, che l'Assessore all'Industria e Commercio, non abbia messo al corrente la Commissione stessa di tutta la questione dello zucchero, di cui è venuto a conoscenza solo in data d'oggi, per la prima volta.
Fa presente che detta Commissione viene convocata molto di rado, tant'è vero che l'ultima seduta - in cui è stata presa in esame la questione dei carburanti - ha avuto luogo circa sei-sette mesi fa.
Rivolge viva preghiera all'Assessore Per. Ind. Fosson affinché, per l'avvenire, voglia riferire a tempo debito alla Commissione sulle singole questioni concernenti i generi contingentati.
Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, riconosce esatte e ragionevoli le osservazioni formulate dal Consigliere Geom. G. Nicco e comunica che la Giunta è d'accordo che la Commissione per la zona franca sia convocata per l'esame della questione nel suo complesso e nei dettagli e per l'espletamento delle indagini che riterrà opportuno di svolgere.
I Consiglieri Signori MANGANONI e Dott. DUJANY rilevano che la Commissione avrebbe dovuto essere messa al corrente della questione e sentita prima dell'adozione, da parte della Giunta, dei noti provvedimenti a carico delle Ditte grossiste e dettaglianti.
Il Consigliere Sig. BREAN osserva che, quale membro della Commissione consiliare di cui si tratta, si è sempre tenuto in contatto con l'Assessore all'Industria e Commercio.
Il Consigliere Sig. MANGANONI dichiara di non insistere sulla sua proposta, ma rivolge un vivo invito alla Commissione consiliare per la zona franca a prendere in esame tutta la questione, a fare le indagini e gli accertamenti che riterrà del caso, in modo da poter fare una esauriente relazione al Consiglio nella prossima adunanza.
Il Consiglio concorda, unanime, sulla proposta del Consigliere Sig. Manganoni.
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Si dà atto che l'adunanza viene sospesa alle ore tredici e minuti venticinque e rinviata alle ore quindici e trenta.
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