Oggetto del Consiglio n. 58 del 28 febbraio 1972 - Resoconto
OGGETTO N. 58/72 - Provvedimenti contro lo spopolamento della montagna. (Approvazione di Mozione)
Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Manganoni.
Manganoni (P.C.I.) - Illustrare la crisi che colpisce la nostra agricoltura vorrebbe dire ripetere, per l'ennesima volta, ciò che tutti conoscono, ma nessuno risolve, perché anziché affrontare concretamente il problema, si continua a ricorrere ai soliti palliativi, i pannolini caldi sulla piaga che richiede l'intervento chirurgico.
Le ragioni? Le ragioni sono tante: mercato comune europeo, insufficiente remunerazione per i prodotti agricoli, speculazione dei grossisti e degli accaparratori, eccessivo costo dei prodotti industriali necessari all'agricoltura... e si potrebbe continuare.
Mi sarebbe facile citare le statistiche sull'abbandono dei nostri comuni di montagna, dei villaggi quasi completamente abbandonati, però vi farò grazia e non vi affliggerò con le cifre, mi limiterò a sottolineare alcuni aspetti più allarmanti dell'agricoltura in Valle d'Aosta.
Non si trovano più "bergers" per gli alpeggi. C'è da stupirsi? No, se ci rendiamo conto della loro esistenza, cento giorni negli alpeggi, sappiamo le condizioni di quelle baite -molte sono state costruite nel 1700, con i criteri di allora, uomini ed animali dormono nella medesima stalla - la mattina alle quattro sveglia, mungitura a mano, estremamente faticosa, una frugale colazione poi al pascolo, se piove, tutto il giorno sotto l'acqua, alle 16 ancora mungitura, poi al pascolo sino alle 20, rientro del bestiame, cena, e dalle 23 a dormire, magari su un mucchio di paglia nella stalla. E così per cento giorni, lontani da casa, dalla famiglia, vivi e dormi in mezzo al letame. In settembre, si scende in piano con il bestiame, che viene restituito ai singoli proprietari; naturalmente devi cercati un'occupazione, un lavoro proprio nella stagione cattiva, quando è più difficile procurarselo.
Per il piccolo coltivatore diretto, il tenore di vita non differisce di molto. Tutti i giorni, per nove mesi all'anno, sveglia alle cinque, per la cura del bestiame, che ti assorbe la rimanenza della giornata. Il tempo rimanente, salvo nei mesi invernali, lo deve dedicare ai lavori dei campi nei tre mesi estivi, nel quali non devi accudire al bestiame - perché negli alpeggi, continua ad alzarsi alle cinque del mattino - perché devi falciare, devi arare, quando non devi trascorrere anche parte della notte ad irrigare. 12-14 ore al giorno di fatiche, non solo per il capo famiglia, ma anche per gli altri componenti ed alla fine dell'anno, quando chiudi i conti, a quanto ammonta il tuo guadagno? In genere non raggiunge il minimo di quanto ricava qualsiasi altri cittadino dedito ad altre attività, giornata lavorativa di otto ore, settimana corta, ferie. Il lavoratore della terra ignora completamente queste conquiste, comuni ormai a tutti gli altri cittadini: casa confortevole con riscaldamento centrale ed elettrodomestici, mentre, per gli altri lavoratori, è diventata una rivendicazione di carattere nazionale. Chi pensa alle abitazioni del contadino?
Il contributo del 30%, elargito dalla Regione per le case rurali, può servire per chi dispone dell'altro 70%, ma per gli altri, per i più poveri? Pensioni: 18.000, dopo i 65 anni, perché gli altri cittadini, in pensione, ci vanno a 60 anni, ed alcune categorie anche a 50 o a 40 e non con 18.000 ma con il 50 o 80% della loro retribuzione.
L'Amministrazione regionale ha provveduto ad istituire contributi e sussidi, sotto varie forme, a sostegno dell'agricoltura. Indubbiamente hanno servito e servono a prolungare l'agonia, oggi, nei villaggi di montagna. Sono ormai poche le famiglie dedite all'agricoltura, che non hanno ancora abbandonato le loro case; dobbiamo tentare, fare il possibile per incoraggiarle a restare.
Penso che ci vogliano dei provvedimenti coraggiosi, concreti, urgenti ed innanzitutto l'assistenza medica, farmaceutica ed ospedaliera totalmente gratuita e non sotto forma di rimborso parziale o totale delle spese.
Secondo, la pensione delle attuali 18.000 lire mensili, va portata almeno ai 40 o 50 o 60, nella riforma per la casa (parlo in campo regionale), va inclusa anche la casa per il contadino povero, ma sia chiaro, non degli orrendi condomini come la Cassa del Mezzogiorno ha costruito a Matera per i contadini che abitavano nelle caverne, ma piccole casette per ogni famiglia e provvedimenti economici e finanziari, tendenti a portare la retribuzione degli agricoltori al livello degli altri lavoratori. Si potrebbe esaminare quanto è stato fatto in questo campo nelle Alpi francesi e nelle Alpi svizzere, persino nella lontana Finlandia, ove il contadino viene retribuito perché considerato "giardiniere della natura". Naturalmente, le forme di gestione agricola a carattere cooperativo devono avere la precedenza. Non va dimenticato il contadino operaio, circa il 50% degli operai in Valle d'Aosta sono operai e contadini, e deve essere incoraggiato a non abbandonare il suo paese per la città.
Riferendomi ai punti 1 e 2 che ho citato sopra, penso che dopo i fiumi di parole e valanghe di articoli sui giornali, sulla riforma sanitaria ed assistenziale, potremo incominciare a passare dalle parole ai fatti, realizzando qualcosa di concreto in questo campo.
Non vorrei dare l'impressione di monopolizzare rimedi tendenti ad arginare lo spopolamento della montagna. Sono delle proposte. Altri Consiglieri hanno altre proposte da fare, penso che dobbiamo ascoltarli tutti, poi la Commissione dell'agricoltura e la Giunta regionale li dovranno esaminare, vagliare e proporre sollecitamente al Consiglio provvedimenti atti a soddisfare le necessità dei nostri montanari.
È necessario fare presto, fare prima che quei pochi agricoltori che abitano ancora i nostri villaggi in alta montagna scendano anche loro, perché se aspettiamo ancora, dopo sarà troppo tardi.
Tonino (P.S.I.U.P.) - Molte cose sono già state ampiamente dette e illustrate dal Consigliere Maganoni, che io approvo in pieno. Io vorrei solo aggiungere che, malgrado si fossero varate importanti leggi sull'agricoltura in genere, purtroppo, non si raggiungono gli scopi prefissi dalle stesse leggi in materia.
Riscontriamo sempre più come sia difficile vincere alcune differenze che ci sono all'interno degli stessi agricoltori. Qui la proposta fatta questa mattina dal Consigliere Manganoni, cioè dal Consigliere Andrione, la ritengo una proposta assai utile, quello di fare in modo che l'Assessore cerchi di illustrare maggiormente in mezzo alla categoria degli agricoltori i benefici di alcune importanti leggi e mi riferisco alla legge sulla cooperativizzazione.
In questo modo, naturalmente, con queste diffidenze che si incontrano, malgrado tutta la buona volontà dei responsabili di questo settore, l'agricoltura, specie quella montana, continua a peggiorare, con le conseguenze che il collega Manganoni ha già ampiamente illustrato poco fa. Lo scopo, quindi, di questa nostra mozione, che io ho firmato, è quello di non disarmare e di aggiungere tutto ciò che è possibile fare al fine di garantire la sopravvivenza di una importante componente dell'economia valdostana.
La nostra è una proposta, che deve essere studiata, elaborata, valutata, fidando dei buoni rapporti che sembrano esistere tra la Regione e le Organizzazioni della CEE e, compatibilmente con le possibilità che esistono, vedere qual è il modo migliore per un intervento diretto in questo settore profondamente in crisi, ai fini di evitare tutte quelle conseguenze che ne possono derivare, che vanno dall'aggravamento dell'economia alla distruzione di quegli importanti patrimoni che fanno delle nostra Regione una delle più importanti della nostra natura. Quindi, è una richiesta, la nostra, non ha delle pretese che potrebbero apparire anche demagogiche, viste da alcuni lati, ma semplicemente una proposta che tiene conto di una situazione di fatto, grave, che deve essere valutata in tutta la sua portata e naturalmente studiarne i provvedimenti necessari.
Maquignaz (D.P.) - Tutti conosciamo quali sono le difficoltà che sta attraversando la nostra agricoltura e quanto è stato detto dai Consiglieri Manganoni e Tonino ci trovano consenzienti, perché è una situazione reale e tutti la conosciamo.
Mi soffermerei solo su due aspetti, su due punti che sono stati toccati, in particolare, dal Consigliere Manganoni e cioè il problema degli alpeggi... sul problema degli alpeggi c'è stato un certo ritardo negli interventi dell'Amministrazione regionale per la mancanza di fondi, cioè noi facevamo fronte a queste domande di contributi con la legge della montagna, legge della montagna che è scaduta nel '68 e che, dal '68 in poi, non è stata rinnovata sino a poco tempo fa e per cui non abbiamo ancora avuto nei fondi una assegnazione all'Amministrazione regionale.
Quindi il ritardo e la difficoltà di intervento in questo settore è dovuto al fatto che l'Amministrazione regionale non aveva un suo provvedimento e doveva aspettare, di volta in volta, le assegnazioni dello Stato. Oggi è stata predisposta una legge, una proposta di legge, che è già stata approvata dalla Giunta regionale e che è già inserita anche nel bilancio del 1972 come provvedimento in corso di perfezionamento.
Per quanto riguarda l'assistenza farmaceutica, anche lì abbiamo proposte di legge in corso e, quindi, cercheremo di esaminarle in modo da poter far fronte anche a questa carenza.
Al Consigliere Tonino che aveva ribaltato la necessità di informare, di illustrare i provvedimenti recentemente approvati dall'Amministrazione regionale, ribadisco quanto ho detto stamattina al Consigliere Andrione: che noi aspettiamo l'approvazione ufficiale da Bruxelles, perché, se per caso ci fossero delle modificazioni, si potrebbero anche ingenerare della confusione cercando di divulgare un provvedimento che magari non avrà la sua integrale applicazione. Perciò, appena ci sarà questo visto, appena ci sarà il visto da parte della Commissione di Bruxelles, daremo tutte le informazioni e cercheremo di divulgare in modo che tutti gli agricoltori se ne possano servire.
La mozione in oggetto tratta, in modo particolare, dello spopolamento della montagna. Io vorrei dire due parole a questo riguardo: che cosa si deve intendere e fin dove è accettabile il discorso dell'evitare l'abbandono della montagna.
Una diminuzione della popolazione in montagna, se avviene entro certi limiti, può essere persino opportuna e utile, mentre, uno spopolamento incontrollato può diventare estremamente pericoloso e, infatti, la presenza dell'uomo in montagna deve essere legata alle possibilità di occupazione della zona, alle relative fonti di reddito, alla dotazione dei servizi sociali. In una parola, la popolazione che opera in montagna deve avere condizioni di vita secondo le legittime aspettative, quindi il numero deve essere legato a tutti questi fattori e possibilità. Tutti oggi siamo convinti che la presenza dell'uomo in montagna è la migliore garanzia per la conservazione del paesaggio e dell'ambiente tradizionale montano della nostra Valle, per l'armonico sviluppo delle altre attività economiche, per la conservazione dei nostri villaggi, patrimonio edilizio forse mai sufficientemente valutato e che costerà, comunque, ingenti impegni finanziari all'Ente pubblico nel caso di uno spopolamento incontrollato. Non ritengo, però, opportuno soffermarmi oltre su questa disamina, perché del resto, l'ho già detto prima, approvo quanto è stato detto precedentemente dai Consiglieri e approvo anche la premessa della mozione presentata. Mentre mi sembra, invece, più utile soffermarmi più a lungo su quanto si può fare in concreto per evitare - o comunque rallentare - questo fenomeno negativo. Gli orientamenti da seguire mi sembrano i seguenti: favorire la ristrutturazione delle aziende agricole attraverso l'aumento delle dimensioni stesse, sia mediante l'affitto e sia mediante la conduzione associata di stalle sociali. Sono anche qui d'accordo con il Consigliere Manganoni che il ... nella nostra Regione ha ancora la sua validità e non penso che rappresenti il 50%, ma comunque, ha ancora una parte molto importante e che, grazie forse a questa duplice attività e possibilità di reddito, c'è ancora un abbandono più controllato, soprattutto nelle zone circostanti alle zone industriali. Migliorare e completare le strutture per una valida organizzazione di mercato - oggi esistente solo per la fontina e per la frutta - puntando verso la tipicità dei prodotti e cercando di collocarli sul mercato locale, per quanto possibile, a livello turistico. Ritengo che il provvedimento approvato dal Consiglio regionale l'11 novembre 1971, riguardante gli interventi per le strutture cooperative di produzione e di commercializzazione, si possa considerare uno strumento con cui operare questa ristrutturazione, ormai indispensabile, e qui, naturalmente, preciso ancora che per il momento non possiamo dare attuazione, ma che comunque, appena sarà approvato definitivamente, faremo tutta l'azione necessaria perché sia conosciuto. Però, per poter agire più concretamente nel campo di queste riforme, è a mio avviso fare una intensa azione di informazione, di preparazione, di istruzione e di dimostrazione, che si può attuare meglio attraverso un servizio di assistenza tecnico-economico e sociale il quale consentirebbe di seguire più da vicino gli agricoltori con una équipe di tecnici di cui oggi l'Assessore all'Agricoltura non dispone. Il disegno di legge è già predisposto e perciò si tratta solo di verificare se in Consiglio c'è la volontà politica per mandare avanti questo provvedimento, che io ritengo utile per operare quella preparazione dell'operatore agricolo, senza la quale nessuna riforma darà i risultati sperati e voluti.
In una recente visita a Reggio Emilia, parlando con quelli che sono nel campo della cooperazione all'avanguardia, ho avuto modo di sentire questa frase "Prima bisogna creare i cooperatori e poi fare le cooperative", perché loro proprio hanno riscontrato che, solo se gli agricoltori sono convinti di questa validità, è possibile fare qualcosa; in caso contrario, loro ritengono di poter conferire dei prodotti all'Amministrazione regionale e non si rendono responsabili delle scelte che fanno. Malgrado il lavoro di assistenza, studio di mercato e di collocazione dei prodotti, lo sforzo per giungere alla specializzazione dei prodotti, malgrado le riforme a cui accennavo prima, non dobbiamo dimenticare che in Valle d'Aosta, avuto riguardo alle limitate capacità produttive dei terreni nonché degli altri fattori limitativi, comuni a tutte le zone di montagna, le nostre aziende agricole, ad accezione di alcune del fondo Valle, avranno sempre un reddito piuttosto limitato e, comunque, non sufficiente per trattenere in montagna quella percentuale di popolazione indispensabile per la conservazione del paesaggio e dell'ambiente tradizionale montano e per garantire l'equilibrio idro-geologico. È quindi necessario fare qualcosa di più, seguendo quanto è stato studiato recentemente in Francia, in Svizzera. La Giunta regionale proporrà quanto prima alle Commissioni competenti un nuovo provvedimento avente lo scopo di favorire la difesa del paesaggio e dell'ambiente agricolo montano, nonché della protezione della natura e dell'equilibrio ecologico. Questo avverrà mediante la concessione di contributi ai conduttori di aziende agricole, per compensarli del lavoro che svolgono a favore di tutta la collettività. Il progetto di legge è già pronto e sarà incluso nel bilancio '72 fra i provvedimenti in corso di perfezionamento.
Mi pare, quindi, che la Giunta abbia già provveduto ad effettuare lo studio richiesto nel deliberato della mozione, perciò io inviterei i proponenti a ritirare la loro mozione in quantochè noi non potremmo, oppure sarebbe difficile per noi votare una cosa di cui viene ... e che noi abbiamo già fatto, cioè sarà già incluso nel bilancio, perché prima del bilancio non può passare. Non ho comunque difficoltà, almeno penso che la Giunta non abbia difficoltà, però io chiedevo se era il caso di ritirarla questa mozione, in quantochè lo studio è stato già fatto e nella mozione si chiede precisamente questo: "Di demandare alla Commissione per l'Agricoltura e alla Giunta regionale lo studio di provvedimenti a carattere economico e finanziario tendente a incoraggiare gli abitanti dei nostri villaggi di montagna a non abbandonare le loro case". Siccome tale studio è stato fatto, eventualmente, con opportune modifiche, si può anche approvare la mozione, ma così, com'è, e mi sembrerebbe di approvare un qualche cosa che noi abbiamo già fatto.
Fosson (U.V.) - Qualcuno altro chiede la parola? Ma io avrei qualche cosa da dire ma... C'è qualcun altro che chiede la parola su questo argomento?
Manganoni (P.C.I.) - ... che ha brillato per la sua assenza fino adesso, io penso che, io lo informo che si sta parlando di coltivatori diretti, penso cha abbia qualche cosa da dire. Quando guarda dal balcone gli altri che con la schiena piegata ...
Bordon (D.C.) - Il dit Andrione: "Ne soit pas long ...". Sarò breve, comme il dit. Vu que je suis appelé en cause, moi je suis particulièrement ... io sono particolarmente lieto ... ho sentito l'intervento di Manganoni, anche, addirittura, mi ha emozionato, perchè ha detto tutto bene ... è venuto fuori, ha ricordato quali sono i sacrifici che si devono fare, specialmente allorquando si alzano al mattino alle cinque per dare da mangiare alle mucche, perché finché le mucche mangeranno alle cinque bisognerà per forza alzarsi alle cinque, non si potrà spostare gli orari, né di mungitura, ecc.. Quindi io sono perfettamente d'accordo. Naturalmente, mi veniva, però una preoccupazione. La preoccupazione era questa: a un certo momento, noi facciamo tutti un bell'intervento che ci permette di fare un bellissimo articolo, forse, su un giornale o suo o mio, cosa che io non voglio fare in questo momento e poi leggiamo qui: "Si delibera di demandare alla Commissione per l'Agricoltura, la Giunta regionale lo studio di provvedimenti di carattere economico e finanziario tendenti ad incoraggiare gli abitanti dei nostri villaggi di montagna a non abbandonare le loro case". E chi è che non vota questa mozione, pensate un po'! Ma con questo, però, abbiamo risolto il problema? No, con questo abbiamo detto delle grandi, belle parole, come hai detto tu prima, hai fatto un felice intervento preparatissimo, io non ho niente da dire in contrario... (Manganoni: ...ma se non c'eri...) ...Ma no che c'ero, tesoro, ma io ti sento, guarda ti so dire che cosa, con la voce piena di emozione hai parlato del 50% degli operatori che sono anche agricoltori. Vedi, quando parli tu, io faccio sempre attenzione, perché te lo dicevo prima, mi ha sempre divertito qualche volta sentirti e qualche volta mi sono anche interessato; combinazione, questa volta, mi sono proprio interessato, perché è un problema che ci tocca tutti. Quindi io sono perfettamente d'accordo e mi stupisco che si debba tirare avanti tanto alla lunga così, perché i problemi concreti si sono portati... si è parlato di farmaceutici, di medicina gratuite, vedrete che fra qualche giorno si parlerà di altri problemi. Io mi sono segnato - guarda - quello che diceva il nostro Assessore, il "nostro Assessore" non politicamente, "nostro" come Consiglio regionale: favorire la ristrutturazione delle proprietà, le stalle sociali, l'organizzazione di mercato con tipicità dei prodotti e qui bisognerebbe aggiungere -saggiamente ha detto che cercheremo di fare consumare dai turisti - équipe dei tecnici che non esiste all'Assessorato, ma che bisognerà creare e abbiamo sentito quella famosa frase che abbiamo già sentito tante volte "creare i cooperatori prima di fare le cooperative". Tutto giusto, non abbiamo niente da contestare, niente da dire. Signori, la conclusione è questa: votiamo questa mozione, con l'augurio che, al più presto possibile, si attuino queste cose, che finché si dice semplicemente "demandiamo alla Giunta di studiare il problema", la Giunta se lo prende, ti dice sì e tra sei mesi la ripresentiamo un'altra volta. Invece noi siamo d'accordo di votare questa mozione, perché siamo tutti quanti d'accordo, ma al momento buono, parleremo anche di provvedimenti; insomma, bisogna prendere singolarmente, perché sennò non porti avanti niente.
Quindi, io ti ripeto che ti ho ascoltato con profondo interesse; pensa che sacrificio che ho fatto!
Manganoni (P.C.I.) - Io sono di questa tesi: dice l'Assessore "spopolamento, in parte, diminuzione", sì e sono pienamente d'accordo, ma purtroppo quel livello di diminuzione noi lo stiamo superando adesso, perché adesso stiamo andando nell'abbandono. Ora, dice l'Assessore, che la Giunta ha lo studio o ha già preparato una proposta di legge che tenderebbe a concedere dei contributi ai coltivatori diretti che rimangono nei villaggi di alta montagna. Cioè questo è esattamente ciò che è nello spirito della nostra mozione. Noi avremo potuto dire: "concedete un quid". Per noi... se noi avessimo voluto fare della demagogia, avremmo potuto mettere "concede 100.000 lire, 500.000 lire per ogni abitante che rimane fisso oltre i 1.000 metri", per farvi un esempio, ma dato che la demagogia la si fa qui, in questo Consiglio, ma non dalla nostra parte, ed allora non abbiamo citato delle cifre, ciò che era comodo per noi... citare delle cifre e poi si poteva dire: "Vi danno 10, noi avevamo chiesto 500, quindi noi eravamo i bravi". Non lo abbiamo fatto per questa ragione ed abbiamo detto: "Esami la Commissione, esamini la Giunta questi provvedimenti." Allora, se la Giunta ha già preparato... Ora, io non sono d'accordo su quanto ha detto l'Assessore, specialmente, non facciamoci troppe illusioni sulle cooperative, anche perché, mentre in fondovalle c'è già possibilità di creare queste cooperative di produzione, di vendita, è molto più difficile crearle a quell'altitudine. Comunque, a noi fa piacere che la Giunta già abbia preparato questa legge, ciò che, però, non toglie di poter approvare questa mozione, perché io vi dico questo: se noi avessimo saputo..., a noi assolutamente non risultava che la Giunta già aveva preparato la legge, a noi non risultava, ecco le ragioni per cui abbiamo presentato questa mozione. Ora, io penso, non so, vuole apportare delle modifiche? Bene, ce le suggerisca, noi vediamo, ma non vedo il perché debba respingerla quando, o non respingerla, chiede di ritirarla quando la Giunta stessa è d'accordo ed è tanto d'accordo che ha già preparato la legge.
Fosson (U.V.) - Qualcun altro chiede la parola? Allora, posso dire io due cose in merito, senza dilungarmi?
Comme Union Valdôtaine nous sommes d'accord de voter cette motion et certainement que nous approuvons, en grande partie, aussi, ce qu'a été dit par l'Assesseur Maquignaz. Seulement je voudrais faire quelques observations, parce que dans les déclarations de principe nous sommes certainement d'accord, parce que quand on dit: "Ristrutturazione delle aziende agricole", le problème d'affirmer la "ristrutturazione delle aziende agricole" est très simple. La question, au lieu, d'arriver à "una ristrutturazione" est bien plus compliquée. En tout cas, nous sommes de l'avis qu'il faut faire tout ce qu'il est possible, d'une façon ou de l'autre et pour la question d'améliorer les structures pour la commercialisation, je pense que nous pouvons être d'accord aussi. Il y a eu une petite pointe polémique sur la question de "assistenza tecnica", parce que l'Assesseur à l'Agriculture dit: "Se c'è la volontà politica di creare un servizio di assistenza tecnica", et comme sur ce point de la part de certaines personnes on a fait une certaine spéculation politique contre l'Union Valdôtaine, en certain moments, en disant que nous étions contraires à l'assistance technique, je tiens à déclarer que nous avons toujours dit que nous sommes favorables à l'assistance technique. Tout de même, une assistance technique efficace, parce que ici aussi, comme on dit avant de faire, "di preparare prima i coooperatori prima di fare le cooperative", c'est la même chose ici ... il ne sert pas seulement de mettre des techniciens quelconque à faire l'assistance technique, parce qu'il faut mettre des techniciens qui sentent ce problème et qu'ils ont effectivement une connaissance profonde de toutes les questions qui intéressent la Vallée d'Aoste et qui puissent avoir vraiment un ascendant dessous tous nos campagnards. Sans quoi, au lieu de faire de l'assistance, on fera d'autres bureaux, qui ne feront pas d'autres que être des nouveaux bureaucrates et qui ne feront rien d'autre. Ils ne feront certainement pas de l'assistance qu'il est nécessaire de faire et c'est pour cela que dans les Commissions nous avons toujours dit : "Cherchons les hommes qui peuvent être à travers des preuves de sélection, cherchons les hommes qui peuvent être aptes à développer ce problème et après on peut les mettre à..." et après avoir, dans un deuxième temps, comme dépendent de la Région, parce que si nous nous faisons un concours pour dix places, comme ça, directement, nous aurions peut-être huit sur dix qui ne vont pas et ne servent pas pour l'assistance technique. Alors ceci je tiens à le préciser, parce que nous l'avons précisé dans d'autres circonstances et ce n'est pas le manque de volonté politique de notre part, mais c'est la question, la préoccupation d'avoir effectivement des personnes qui soient capables, des personnes qui soient capables à orienter une agriculture moderne et tout de même qui soient pas simplement des théoriciens, mais qui aient le sens pratique et qu'on puisse faire quelque chose.
Je me permets de dire encore deux choses et c'est la question de l'instruction technique, parce qu'aujourd'hui il est nécessaire d'avoir des agriculteurs qui soient préparés techniquement et c'est pour cela que dès le début nous avons voulu la formation d'une école d'agriculture et nous insistons encore que ceux qui veulent se dédier à l'agriculture, fréquentent cette école parce que, seulement à travers l'acquisition de notions techniques modernes, on peut faire une moderne agriculture et on peut aussi changer certaines mentalités individualistes et on peut aussi s'adresser dans une mentalité coopérativiste.
Encore une dernière chose: ici, dans la motion, on parle d'une aide financière. Nous sommes parfaitement d'accord de l'aide financière, mais ce qui manque aussi aujourd'hui et ce qui faut donner, je retiens, comme fondement à nos agriculteurs, c'est donner une conscience de les faire sortir de ce sens d'infériorité qui sentent bien des fois vis-à-vis des autres catégories de travailleurs qui existent, et alors pratiquement pour ceux-ci c'est une question psychologique, c'est une question psychologique qui ne dépend pas seulement de l'Assessorat à l'Agriculture, de la Junte, mais dépend de tous nous autres, que nous traitons les agriculteurs comme des personnes en leur disant et en leur faisant sentir toute la noblesse d'une activité qui requiert aujourd'hui des notions profondes et des notions techniques profondes qui sont supérieures à ce qui est l'ouvrier qui travaille à une chaîne dans une industrie mécanique. Et c'est cette psychologie qu'il faut chercher de faire changer et faire à travers toute une amélioration des conditions sociales. Mais ici le discours serait très long et je pense que sur ce point nous sommes tous d'accord et alors je termine à ce point et je dis que nous sommes d'accord de voter cette motion. Il faudra examiner à fond s'il y a déjà un projet préparé par la Junte; nous pourrons le discuter dans la Commission, nous pourrons le discuter ici, au Conseil, et nous pourrons, en tout cas, voir et chacun dire dans ce moment tout ce que nous pensons sur les différents problèmes qui intéressent les agriculteurs et notre montagne.
Maquignaz (D.P.) - Vorrei proporre un emendamento. Dunque, allora, la premessa va bene: "Delibera di demandare alla Commissione agricoltura, l'esame del provvedimento predisposto dalla Giunta tendente a mantenere l'attività agricola nella nostra Regione". Siccome qui "tendente ad incoraggiare gli abitanti dei nostri villaggi di montagna a non abbandonare le case", cioè si fa in che modo? Mantenendo anche l'attività agricola. Siccome il provvedimento è richiesto per l'agricoltura, quindi, pensavo di proporre questa modifica: "tendente a mantenere le attività agricole nella nostra Regione".
Fosson (U.V.) - Nessuna osservazione? Chi è favorevole alla mozione alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva all'unanimità.
La seduta è tolta e il Consiglio sarà convocato a domicilio... si vedrà in che data.
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La seduta termina alle ore 19,05.
