Oggetto del Consiglio n. 56 del 28 febbraio 1972 - Resoconto
OGGETTO N. 56/72 - Visite di controllo per silicotici. (Approvazione di Mozione)
Montesano (P.S.D.I.) - Chi illustra la mozione? Consigliere Savioz.
Savioz (P.C.I.) - ...questo qui vuole andare per conto suo... Il problema dei silicotici credo che molti lo conoscano già, perché non è un problema di oggi e, purtroppo, la nostra Regione è una delle Regioni d'Italia più colpite da questa malattia cattiva e pestifera. In Valle d'Aosta sono circa 5.000 le visite sia per l'ammissione, su richiesta dagli interessati, per il riconoscimento della malattia, ma sia soprattutto poi per quella di controllo annuale, sempre su richiesta degli interessati. Una volta si facevano in Aosta e quindi la cosa poteva andare bene, anzi, andava abbastanza bene, sennonché poi, dopo, per delle ragioni che sfuggono - io non so le ragioni, non so esattamente il perché - queste visite in parte furono continuate in Aosta, ma per la grande maggioranza furono presi questi ammalati di silicosi e mandati a Torino. A Torino si andava a fare queste visite in uno stabile in Via Roma e quindi la cosa era ancora abbastanza potabile, perché si scendeva a Porta Nuova, si facevano 500 metri a piedi e si andava e si trovava questo Palazzo dove facevano le visite. Ora, però, la situazione è cambiata ed è cambiata in peggio, perché le visite non si fanno più in Via Roma, ma bensì si va a finire in Via Zuretti, al Palazzo dell'INAIL, dopo il Palazzo della Esposizioni, dopo naturalmente il Valentino - dopo le Molinette, poi c'è il Palazzo delle Esposizioni - e finalmente si trova questa specie di grattacielo dove si fanno queste visite di controllo. La zona non è servita dai tram e ci sono degli autobus che fanno servizio in quella zona lì, che non sono certamente praticabili per chi non è molto pratico.
Ora, teniamo conto di questo: prima di tutto, i silicotici non sono tutti in Aosta, ce n'è un po' per tutta la Valle, bisogna partire al mattino col treno delle 5,40 per poter essere a Torino alle 9. Arrivati a Porta Nuova uno che non è pratico non può servirsi né di tram, né di pullman, ma deve prendere il taxi e farsi portare fino a destinazione e quindi comporta con sé già una certa spesa, che non vi viene rimborsata. Ma tutto questo ancora è passabile; quello che c'è di grave nella faccenda, è l'altra questione: prima di tutto bisogna arrivare a Torino a digiuno, quindi, non si può andare a stomaco pieno, bisogna andare a stomaco vuoto; seconda cosa, bisogna trovarsi ad Aosta, per chi parte da Aosta, alle 5,25 e naturalmente quelli che vengono dalle altre vallate laterali devono prendere il treno alla loro stazione a un orario di questo genere qui. Quindi pensate l'individuo che, per esempio, io ho trovato uno a Torino che faceva questa visita, veniva da Bosses, ha dovuto venire giù il giorno prima, pernottare in Aosta per poter prendere il treno alle 5,25 del mattino, perché a quell'ora lì non c'è né corriere, né possibilità di scendere, né da Bosses, né da St. Rhémy, né da nessuna parte della vallata, né dalle altre vallate laterali, quindi primo disagio.
Poi, ripeto, si arriva a destinazione con un mezzo che è il taxi. Non dimentichiamoci che il 99,9 % di questa gente è tutta gente che vive o della loro pensione o dalla loro giornata di lavoro; non è gente benestante, sono gente che... sono poveretti, quindi le spese... Va considerato che a Torino, quando tutto va bene, esci a mezzogiorno, ma il più delle volte esci all'una, all'una e mezza. Ora l'INAIL come contributo all'interessato gli passa 1.500 lire, più le spese di viaggio, non quelle che possono essere fatte col taxi o con altri sistemi, ma quelle, le più economiche - la tariffa dice "le più economiche", quindi vedi ferrovia - comunque l'individuo si trova sempre in condizioni di rimetterci sempre di propria tasca. Sempre che tutto vada bene, ci rimette oltre a tutto il tempo che perde. Ci vuole una giornata, poi, per quelli che devono rincasare alla sera per ritornare nei loro villaggi, nei loro paesi, quando arrivano col treno non trovano più corriere, altro taxi o altro pernottamento in Aosta. Quindi è veramente una cosa disumana, teniamo conto che la silicosi, così, apparentemente, sembra una cosa di poco conto, ma badate che è un male tremendo, perché ti colpisce nei vari organi e ti porta delle conseguenze non indifferenti. Quindi noi non è che voglio farne quindi una tragedia, però teniamo conto che a questi individui, che già si trovano menomati, che una volta potevano essere visitati in Aosta e qualcuno aveva sollevato - mi ricordo - a un certo momento, che in Aosta non ci sarebbe l'attrezzatura sufficiente, non ci sarebbero le cose mature per poter fare tutto questo... io non voglio entrare nel merito, perché non è mia competenza, però io dico che non è possibile che, a un certo punto, in Aosta non si possano mettere assieme i macchinari, i medici, gli infermieri, gli addetti, il necessario per questo. Noi abbiamo, in questo caso, la fortuna di avere in Consiglio il Presidente del Consiglio che, in questo ramo, è maestro, in quantochè è stato forse il primo, se non erro, è stato il primo ad inquadrare cosa era la silicosi e a portare dei notevoli vantaggi ai silicotici, grazie ai suoi studi. Ebbene noi... Signor Presidente, dica lei se, eventualmente, c'è un qualche cosa da dire, che possa essere chiarificatore in questa faccenda, ma a nome di tutti i silicotici io vi prego veramente di vedere, di esaminare la possibilità di dare il necessario o all'Istituto regionale, che è l'Ospedale o altri Enti che possono avere le disponibilità per poter fare queste visite, che poi, entre parenthèse, sono poi delle visite che costano molto di più all'INAIL farle fare a Torino, che non a farle fare in Aosta, in quanto che ci sono le spese, il trasporto e il ... di altro genere che indubbiamente gravano sul bilancio dell'INAIL. Ora, qui, il bilancio dell'INAIL mi interessa relativamente, però dico che, oltre a tutto il resto, c'è anche questo, quindi, teniamo conto della situazione e pregherei veramente la Giunta, il Presidente - che penso che sia la persona la più indicata per interessarsi a fondo - di vedere con gli Enti interessati la possibilità di una soluzione del problema.
Siggia (P.C.I.) - Io vorrei aggiungere una o due cose a quelle che ha già detto il compagno Savioz per illustrare la mozione, come era da noi presentata, direi che chiediamo un particolare interessamento da parte della Giunta e, caso strano, per la prima volta chiediamo un interessamento che non comporta spese di bilancio, perché l'INAIL comunque le visite per i silicotici le deve pagare, si tratta di stabilire dove gli individui malati devono essere visitati e io qui mi pongo una domanda: abbiamo ad Aosta l'anti-tubercolosario che, a quanto mi consta, ha anche apparecchiatura idonea, perché penso che a questo punto si può anche obiettare che l'Ente Ospedaliero non ha sufficiente attrezzature per alcune analisi che sono indispensabili per l'aggravamento della silicosi, ma, a quanto ne so, io, l'anti-tubercolosario ne ha, e ne ha una nuovissima di 12 milioni, che è tuttora chiusa in una cassa nelle cantine, perché non trova utilizzazione. Non solo, ma vorrei aggiungere di più: i medici dell'anti-tubercolosario, comunque, sono pagati a forfait, direi che facciano 10 analisi o 300 al mese, sono pagati a contratto nazionale nella stessa misura, hanno gli apparecchi e gli eventuali utili che possono venire all'anti-tubercolosario, costituiscono un vantaggio economico per tutta la Regione, perché possono essere distribuiti senza bisogno di quei sussidi che ci troviamo sul bilancio nostro regionale, per esempio, per particolari cure ai tubercolotici. Tra parentesi, ma lo chiederò un'altra volta, so che l'anti-tubercolosario ha chiesto il cambio di dicitura ma, da due anni, è ferma questa loro richiesta, che ha un valore sì formale, ma anche sostanziale, perché per loro è diverso essere qualificati anti-tubercolosario, è diverso "centro per le malattie polmonari", perché potrebbero più legittimamente esplicare alcune attività che oggi a loro non sono consentite. Comunque, l'anti-tubercolosario è disponibile per un tipo di servizio, direi, che poi, oltretutto, se passa attraverso l'Ente Ospedaliero e attraverso accordi, convenzioni fatte attraverso l'INAIL, abbiamo ad Aosta da utilizzare sia l'immobile, lo stabile, gli apparecchi e i medici che sono disponibili per questo servizio, inutile dirvi, con un vantaggio pratico per gli operai affetti da silicosi.
Quindi, l'intervento che chiediamo alla Giunta è quello di interessarsi affinché l'INAIL faccia queste convenzione, non interessa con chi, con l'Ente Ospedaliero, se ritengono, se ritengono, se non vogliono con il centro tubercolosi, con l'Ente Ospedaliero che farà, a sua volta, convenzioni nei confronti dell'anti-tubercolosario, comunque, direi, abbiamo a nostra disposizione un Ente i cui Medici si dichiarano disponibili a questo tipo di analisi, che va sfruttato al massimo delle sue possibilità, per un vantaggio che è reale per i lavoratori valdostani.
Chantel (P.S.I.) - Sono d'accordo che l'INAIL dovrebbe fare in modo di non mandare lontano, a Torino, una massa di lavoratori, però, visto che conosco, forse, meglio le situazioni, devo fare presente una cosa: ad esempio, l'INAIL ha un apparecchio radiologico che oggi non funziona, perfettamente nuovo, perfettamente in ordine. L'Ospedale ha già un carico tale per i raggi che, se non mi sbaglio, rimanda di diversi giorni i malati per farvi fronte, la difficoltà è di trovare dei tecnici che sono introvabili, perché il tecnico dell'INAIL è rimasto sempre tecnico. Non è tanto la questione di apparecchiatura, non è tanto questione di medici, il quale deve pure avere il suo tempo per leggere i radiogrammi, ecc., è questione di tecnici, i quali, naturalmente, sono quasi introvabili, questa è la realtà.
D'altronde io faccio presente questo: per me, in Ospedale c'è già una deficienza di rapidità - diciamo così - diagnostica, cioè se le attrezzature fossero tali che permettessero la diagnosi i due giorni, noi cominceremo a risparmiare tre o quattro giornate di degenza, che naturalmente vuol dire risparmiare posti letto, risparmiare attrezzature e via di seguito, perciò non credo che palleggiando da uno all'altro Istituto si risolva. Aggiungo qualche cosa di più, che non è solo la lastra radiografica che bisogna fare, bisogna fare della spirometria, bisogna fare tutte le altre ricerche, bisogna fare le analisi del sangue, bisogna fare l'elettrocardiogramma, ecc.. Ora io non credo - siccome è una richiesta che abbiamo già fatto un'immensità di volte - non credo che qui si trova l'Istituto che sia in grado di sopportare il peso dei silicotici in Valle d'Aosta, come attrezzature. Sarei felice anch'io, contento, e credo che tutti saremmo ben contenti che non vadano fuori, cioè che si facciano qui. Guardi, però, che il problema è già stato posto dai Sindacati, dai Patronati ecc., è la soluzione che diventa difficile, molto difficile, per il numero, per il quantitativo di silicotici esistenti in Valle d'Aosta, questo è il fatto pesante. La difficoltà è tutta qui, non è... io questo lo volevo dire, perché il problema è un problema non così semplice da risolvere.
Fosson (U.V.) - Io volevo solo... non vorrei addentrarmi in una discussione particolare perché, effettivamente, non avrei gli elementi per giudicare se è possibile o non è possibile, allo stato attuale, di fare queste, di effettuare queste visite ad Aosta, ma volevo solo dire, a nome del gruppo dell'Union Valdôtaine, che noi siamo d'accordo sulla mozione in sé di insistere e vedere quello che è possibile fare, perché se c'è in questo momento una impossibilità sia per attrezzature o per medici, questo è un altro paio di maniche e tutto, però la questione di vedere, di poter arrivare, in un prosieguo di tempo, a risolvere questo problema in maniera di evitare, di eliminare tutti quegli inconvenienti che sono già stati precisati da chi mi ha preceduto e in modo che il quantitativo dei silicotici in Valle d'Aosta, dei malati di silicosi sono molti ... abbiamo degli ambienti, purtroppo, silicotigeni e sappiamo quali risultati danno e, quindi, dobbiamo effettivamente fare uno sforzo per vedere se è possibile, almeno, noi riteniamo che è possibile, risolvere questo problema, se non immediatamente, almeno in prospettiva.
Quindi, detto questo, noi siamo d'accordo nella mozione, così come è presentata, che dice di affrontare questo problema e di vedere quello che è possibile di fare.
Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola? Appunto, io volevo intervenire, però per correttezza do la parola all'Assessore alla Sanità, il quale è direttamente interessato, per gli studi... Ah, Manganoni, diamo prima la parola a Manganoni, Assessore.
Manganoni (P.C.I.) - Così, a quanto è stato detto, voglio solo aggiungere questo.
Noi in questo Consiglio continuiamo a parlare di grandi problemi, di riforme ospedaliere e, qualche volta, sembrerebbe non so cosa vogliamo risolvere e non riusciamo a risolvere questo problema. Non solo, non a risolvere questo problema, anni, addietro e non molti ... quando non si parlava di riforme ospedaliera, quando non c'era l'Ente Ospedaliero, quando non c'erano tutte quelle belle cose, queste visite si facevano ad Aosta, quindi noi non riuscivamo neanche, non dico ad innovare, a fare delle cose nuove, ma a riportare le cose come erano una volta, quindi andiamo peggio di una volta.
Ora, io mi dico, io sono d'accordo su tutti i grandi problemi della riforma ospedaliera, ma se non riusciamo a risolvere questo problemino - perché questo, in confronto agli altri problemi sollevati qui, della riforma ospedaliera, è un problemino - bene io mi dico, la riforma ospedaliera cosa ci permette di aspettare? Ma io le dico di più Vice Presidente Fosson, fare uno sforzo per vedere se è possibile anche, in prospettiva, e io non sono d'accordo, fare uno sforzo per vedere anche in prospettiva, nell'anno 2000... eh, no! Io vorrei che qualche volta voi andaste a Torino con queste problematiche, ha descritto Savioz la situazione, ma io aggiungo di più a quanto ha detto Savioz: ci sono delle persone che hanno più di 70 anni, anziani, che i familiari li accompagnano al treno qui e quando arrivano a Torino? Devono spicciarsela, cercare un taxi, poi, quando arrivano in quell'Ospedale enorme che non finisce più, corridoi dappertutto, vai alla sala 49bis, quello va a cercare in tutti quei corridoi in quell'immenso palazzo, non so quanti piani, per trovare la sala 27bis, poveretti. Poi, se non escono per l'una, perdono ancora la littorina e allora stai lì fino alle sei. Ma a parte quelle considerazioni di quei poveretti che devono andare giù, e su questo... è una questione di principio che se noi non ci poniamo, con la riforma ospedaliera non ci poniamo queste riforme immediate e piccole, io mi chiedo, allora, piantiamola di parlare di riforme ospedaliere, di riempirci la bocca di grandi parole, se non riusciamo a risolvere questo problema.
Benzo (D.P.) - In merito alla mozione presentata, devo portare a conoscenza del Consiglio che ho interpellato in merito la sede regionale dell'Istituto Nazionale per l'Assicurazione e contro gli Infortuni del Lavoro. La suddetta sede dell'INAIL non ha nessuna difficoltà, in linea di massima, a che gli accertamenti medici, conseguenti alle domande di revisione degli ammalati di silicosi, vengano effettuati in Aosta anziché presso gli Istituti di Medicina del lavoro dell'Università di Torino.
Per provvedere a quanto sopra, è necessario, però, che l'Ente Ospedaliero regionale provveda settimanalmente agli esami e alle visite cliniche di almeno 70 persone. Attualmente, il predetto Ente provvede settimanalmente per gli accertamenti medici parziali di 38 silicotici residenziali in alta valle o in valli laterali, oppure anziani e in non buone condizioni di salute, mentre le visite cliniche vengono effettuate presso l'ambulatorio.
La Direzione dell'INAIL ha fatto presente che, a più riprese, ha interpellato il Direttore sanitario dell'Ente Ospedaliero per ottenere un maggior numero di prestazioni, senza però ottenere alcun risultato positivo. Questo dovuto a causa sia dalla lunga assenza per malattia del Dr. Borney e dal decesso del Dr. Volgiazzo, sia per l'affermata carenza del personale medico ospedaliero. La stessa sede ha precisato, inoltre, che il dipendente gabinetto radiologico non è funzionante, causa la mancanza del Medico radiologo e del tecnico di radiologia. Questi sono i motivi per cui gli ammalati di silicosi debbono, con loro grave disagio, recarsi a Torino per le visite di controllo per l'aggravamento della loro malattia. La Giunta regionale interverrà sia presso la Direzione sanitaria dell'Ente ospedaliero regionale, sia presso la Direzione generale dell'INAIL, perché si cerchi di reperire i medici radiologi e i tecnici di radiologia per ovviare ai disagi dei lavoratori valdostani effetti da silicosi.
Mappelli (D.C.) - Scusate, ma mi pare che questa Giunta, Chantel, abbia detto alcune cose che io non discuto, cioè ... deficienza diagnostica, Istituto ... per portare avanti questo discorso, impossibilità di attrezzature e di medici ... in poche parole, è questo che ha detto Chantel. Invece, l'Assessore alla Sanità ha fatto Ponzio Pilato, cioè quando a un certo momento dice: "Mi sono rivolto all'Ente Ospedaliero e il Presidente del'Ente ecc. ecc."... (Voce) ...Sì, perfetto, chiedo scusa, Benzo ha interpellato l'INAIL, il quale non ha delle difficoltà, l'INAIL, però bisogna vedere con l'Ente Ospedaliero se, a un certo momento, ci sono delle soluzioni in questo senso. È un po' la politica di Ponzio Pilato, che si lavava le mani. Il discorso è un altro e, tanto per essere preciso, un vecchietto di Aosta - se è necessario faccio il nome - che aveva una paralisi, ha ricevuto per l'aggravamento di spostarsi a Torino o a Milano - prima era a Milano poi adesso mi sembra che è a Torino - la Regione stessa non è che si sia preoccupata, Benzo, di metter su a disposizione un mezzo di trasporto ecc. Dunque, vedete che questo sono veramente delle necessità su un piano praticissimo, per cui bisogna venirne fuori. Noi non possiamo aspettare che l'INAIL non abbia le difficoltà, che però l'Ente Ospedaliero le ha. La Regione e pertanto la Giunta, e per esso la Sanità, deve, secondo il mio punto di vista, deve trovare una soluzione, non può andare a dire all'INAIL e l'INAIL sarebbe anche d'accordo non ha delle difficoltà, per l'Ente le ha queste difficoltà, perché guardi, non si può scaricare tutto sull'Ente. Basterebbe citare un fatto: l'Ente Ospedaliero ha chiesto per le attrezzature 50 milioni un anno fa. Cosa è stato risposto? Questa è una domanda che ho fatto in un'altra occasione e dunque non si può dire "Ma l'INAIL è disposta, però l'Ente ecc. ecc.". Occorre un impegno preciso, una volontà politica sul piano così, della volontà di una soluzione, perché sennò ... Io non ho nessuna difficoltà a ripetere, la sua è una posizione di Ponzio Pilato, la quale non risolve altri problemi come questo, in particolare, dei silicotici. Questo è un problema che riguarda - e qui è inutile fare la cronistoria - abbiamo gente che una parte della sua vita ha dedicato per la società, perché chi è silicotico, soltanto coloro che sono silicotici possono rendersi conto di quello che è questo tipo di malattia; questo significa avere un pezzo di vita in meno, per il bene della società e soltanto tutto il resto sono parole, parole parole, di scarica barili - anche se qui non siamo nel porto di Genova, però ci sono ancora gli scarichi barili - per cui bisogna... e io desidererei serenamente, francamente, che la Giunta dicesse "questo è un impegno preciso che ci assumiamo di risolvere questo problema". È chiaro che ci saranno delle difficoltà e nessuno le sottovaluta. Ci sono difficoltà, però la volontà nostra è di risolvere questo tipo di problema, non possiamo, non dobbiamo ancora continuare che questi nostri lavoratori debbano per delle giornate, per delle settimane andare in questi Istituti fuori della Regione ed aspettare, quando loro hanno un ben preciso diritto di riconoscenza che pagano, badate bene, con la loro esistenza. Dunque, per me, la questione delle disponibilità e delle non disponibilità è un discorso che chiaramente non possiamo e non dobbiamo accettare.
Montesano (P.S.D.I.) - Chi altro chiede la parola?
Dunque, io vorrei dire qualche cosa in proposito: il problema esiste, è vero, così come è stato prospettato dal Consigliere Savioz e così come è emerso dagli interventi e dalla risposta che l'Assessore alla Sanità ha dato ai Consiglieri. Questo problema è, a mio giudizio, a due componenti: uno, è quello dell'aumento dei malati di silicosi e, l'altra, è la diminuzione delle possibilità di esaminare questi malati, perché mentre qualche anno fa l'Istituto, l'INAIL, l'Istituto Infortuni, aveva una attrezzatura in proprio per quello che riguarda l'indagine radiologica, oggi non ce l'ha più, anzi, c'è l'attrezzatura senza avere il medico, il radiologo e il tecnico che la possa far funzionare e questo è stato determinato dal momento in cui il radiologo, Dr. Braga, ha lasciato l'INAIL. Dopo il Dr. Braga ha lasciato l'INAIL il tecnico, che ha seguito il Dr. Braga in Ospedale. C'era l'altro punto, a quel tempo, abbastanza positivo, che l'Ospedale faceva in gran parte gli esami di laboratorio e gli esami clinici. Anche questo punto è diventato deficitario, sia per l'immatura scomparsa del Dr. Vogliazzo, il quale si dedicava per parecchie ore al giorno alla visita dei silicotici, e sia per la dolorosa malattia del Dr. Borney, il quale non è stato, se non in parte sostituito, cioè il suo Vice ha preso le funzioni della direzione del reparto cardiologico. Quindi io che sono dell'altra parte della questione, come patronato, in questo caso, devo spiegare perché l'INAIL, nonostante la convenienza da parte dell'INAIL a fare visite qui in loco in modo che - badiamo che le visite in loco, probabilmente, costano la metà di quelle che costano a Torino - non è riuscito ancora a trovare il modo per poter arrivare a questo congiunto desiderio e da parte degli enti pubblici e da parte dell'INAIL, da parte soprattutto degli assistenti. Perché non è riuscito? Per le ragioni che ho detto primo, cioè è fermo all'INAIL un gabinetto radiologico che prima esaminava i silicotici, che si presentavano nella sede di Aosta.
L'ente ospedaliero si rifiuta, per la sua impossibilità organizzativa, a fare una convenzione con l'INAIL, anzi, mi risulta - l'altro giorno me l'hanno detto - che per quello che riguarda gli esami elettro-cardiografici, l'Ente ospedaliero limita questi esami soltanto a sei al giorno, mentre l'INAIL ne aveva richieste molti di più, il doppio.
Ecco perché c'è questa carenza di servizi, c'è la carenza dei servizi che dovrà essere rimediata da parte dell'INAIL, per poter almeno assorbire il numero dei silicotici che sono più in condizioni disagevoli, cioè quelli della media e alta Valle, ecco, per poter non esporli a quei disagi che sono stati lamentati oggi e che sono lamentati quotidianamente.
Quindi, perciò, io credo che l'interesse, l'interessamento dell'Assessore alla Sanità doveva essere indirizzato verso la sollecitazione per la sistemazione di questi servizi e credo che potrebbe fare anche di più per cercare di mettere una sua parola affinché l'ente ospedaliero possa accogliere un maggior numero di esaminandi.
Mi dispiace sentire da Mappelli, quando dice che il paralitico è costretto, ecc., ecco, quello non avviene; noi medici di patronato facciamo presente - e qui c'è anche il collega Chantel - quando ci sono di questi casi, facciamo presente che ci sono dei casi particolari che devono essere visti in Aosta e, qualora sia necessario, farli vedere in Torino, con ricovero ospedaliero, prendiamo cura... E mi risulta che l'INAIL questo non l'ha mai rifiutato, di farli accompagnare in autoambulanza, quindi, perciò, l'importante di questo problema e che sia stato sollevato e che abbia il suo seguito con quegli obbiettivi, cioè l'obbiettivo di attrezzature da far funzionare, pur essendoci, e l'obbiettivo di chiedere all'Ospedale regionale la sua fattiva collaborazione in riflesso a una categoria operaia benemerita e, purtroppo, in condizioni di salute, a causa del lavoro, tutt'altro che da trascurare.
Quindi, perciò, l'ente ospedaliero deve vedere di trovare il modo per poter accogliere il massimo possibile. Io non mi illudo che possa accogliere tutti... (voci) ...si può vedere anche presso l'anti-tubercolare, però bisogna sollecitare questi istituti affinché non pongano un rifiuto all'INAIL per l'espletamento degli esami.
Bisogna cercare di vedere che l'Ente ospedaliero e anche il regolamento dell'anti-tubercolare possano essere idonei, di far fare questi esami, nella gran parte, ad Aosta, se ci sono dei casi speciali, dei casi eccezionali, cominciano a chiedere che se si devono mandare a Torino, o altrove, questi malati, si comincino a mandare quelli più vicini a Torino, cioè la bassa Valle. Il caso che prospettava Savioz, che uno di Bosses debba venire ad Aosta, pernottare per andare e poi ripernottare il giorno dopo, al ritorno, effettivamente dà da pensare anche a noi che siamo qui a rappresentare la popolazione valdostana.
Quindi, io credo che l'Assessore alla Sanità farà tutto il possibile in questo senso, ma soprattutto nel senso che si cerchi di arrivare al funzionamento, all'attrezzatura necessaria in proporzione all'aumento dei silicotici, perché c'è l'aumento dei silicotici e la diminuzione della possibilità tecnica di espletamento di queste visite e questi controlli.
Quindi, perciò, all'Assessore alla Sanità, credo che tutti noi possiamo dare a lui il mandato di avere questi rapporti con l'INAIL, con l'Ente ospedaliero e con l'Antitubercolare, per cercare di risolvere questo grave problema.
La parola alla Vice-Presidente Siggia.
Siggia (P.C.I.) - L'ultima parte del suo intervento, del Presidente del Consiglio, mi esime dal ripetere la mia precedente proposta di interpellare da parte dell'Assessorato alla Sanità l'ente antitubercolosario, perché, per i motivi che avevo sopra espressi, sarebbero in condizione, oggi, di effettuare quel tipo di servizio.
Sappiamo tutti qual è la situazione dell'ente ospedaliero regionale e sappiamo che non possono assorbire anche questo tipo di visite, per mancanza di medici e di attrezzature.
A titolo personale, dico che, tutto sommato, se l'INAIL non può più fare queste visite, è tutto positivo per i lavoratori valdostani, perché è chiaro che è un istituto che usa dei sistemi molto fiscali. Se glieli possiamo portare via e farli fare da altre parti, tanto di guadagnato. Per cui sono estremamente favorevole al fatto che l'Assessore, direi la Giunta, veda di mettere in condizione l'ente ospedaliero, fin dove è possibile, direi, evitando però una cosa: è un periodo che ho il pallino dei problemi dell'ospedale, non facciamo quello che... ve lo dirò anche, si sta facendo in altri casi, si tolgono dei settori ad alcuni già enti e ce li rifilano all'ente ospedaliero, in maniera tale che debba farli funzionare con un carico economico proprio, quando non si provvede parallelamente a dare all'ente ospedaliero i soldi per sopperire a queste mancanze, a mettersi in condizione di far funzionare questi servizi. Vedo dal bilancio che a piè pari gli tolgono quello della maternità, quello, dico, gli tolgono preoccupazioni, se penso che con questo sistema l'ente ospedaliero possa funzionare, e gli facciamo dei fondi... fino adesso non mi pare che abbiamo previsto di darglieli sotto altra forma, però, direi, oltre al fatto di ricordare ancora, di sottolineare l'importanza di chiedere all'anti-tubercolosario, direi, abbiamo anche uno strumento in mano, senza ricorrere poi a vari contributi diversi. Abbiamo addirittura una legge regionale del 1964 che, stranamente, come succede per molte delle nostre leggi, non sono mai state applicate, continuano ad esserci e ce le troviamo poi sul bilancio con la righetta vicino nella voce "finanziamento", perché, per memoria, ma in cui era previsto che l'Amministrazione regionale intervenisse proprio a favore anche dei silicotici, addirittura con esborsi propri, contributi, era anche previsto "Spese a carico della Regione presso idonei istituti", a cui si pagavano medici, lastre, radiografie e apparecchi. Quindi, comunque, semmai uno strumento a nostre mani già l'abbiamo, usiamolo, visto che su questa legge, a questo titolo, soldi fino ad ora non mi risulta che ne siano stati spesi.
Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi? Allora mettiamo ai voti la mozione.
Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva all'unanimità.
Si passa al punto 16 dell'ordine del giorno.
