Oggetto del Consiglio n. 76 del 29 marzo 1972 - Resoconto
OGGETTO N. 76/72 - Costruzione di una casa di riposo per pensionati I.N.P.S. (Interpellanza)
Chantel (P.S.I.) - Casa di riposo ONPI - Opera Nazionale Pensionati d'Italia - In parole povere, io ho trovato, in assessorato, nel mio assessorato, questa pratica che risale a diversi anni.
C'è stato tutta una serie di corrispondenze tra la Regione e l'Opera Nazionale per Pensionati d'Italia.
E, naturalmente, si è trattato, prima di tutto, di concordare l'eventuale prezzo dei terreni di Nus che inizialmente partivano sulle 6 mila lire e in ultimo, su una lettera mandata dall'Avvocato Giuseppe Fillietroz, Sindaco di Nus, i proprietari dei terreni, ritenuti idonei per la costruzione indicata in oggetto, dopo alcune riunioni promosse e tenute dal sottoscritto, si sono dichiarati disposti a cedere i terreni medesimi al prezzo di Lire 4000 al mq. che si ritiene equo e congruo.
Infatti tali terreni hanno un valore commerciale, ecc.
Si comunica altresì che questa Amministrazione è in grado di realizzare tutte quelle strutture urbanistiche intese a favorire l'insediamento del complesso in argomento, nonché di istituire tutti quei servizi necessari per il buon funzionamento del complesso stesso, come richiesto dall'ONPI.
C'è poi una lettera del 1971 in cui si scriveva all'ONPI - Istituzione a Presidenza Opera Nazionale Pensionati d'Italia - Servizio Tecnico Patrimoniale - Lungotevere ...76
In risposta alla lettera in data 11.05.1971, riguardante la costruzione di case di riposo Valle d'Aosta a cura di codesta Opera Nazionale, si prende atto che il terreno idoneo è prescelto per la realizzazione dell'opera è quello situato in località Plantey del Comune di Nus (perché erano stati contemporaneamente offerti altri terreni ad un prezzo molto più basso, in altre località della Valle, che, naturalmente, l'Opera Nazionale per Pensionati d'Italia ha scartato).
Si conferma l'impegno per l'intervento finanziario di questa Regione nelle spese per l'acquisto della necessaria aria di terreno mediante la concessione di un contributo regionale nella misura del 50% delle spese stesse sino ad un ammontare massimo di contributo di Lire 42 milioni, come risulta dall'allegata copia di lettera in data 27.10.1970 - prot. 2713 - il Comune di Nus è disposto a realizzare tutte quelle strutture urbanistiche intese a favorire l'insediamento della nuova opera, nonché di istituire i servizi necessari per il buon funzionamento dell'opera stessa.
Codesta Presidenza può quindi prendere i necessari preventivi accordi con il predetto Comune per impostare e definire le varie questioni connesse alla realizzazione della casa di riposo. È possibile il superamento di eventuali difficoltà derivanti dalle prescrizioni urbanistiche vigenti per l'edilizia privata.
Cioè si era fatto presente all'AMPI che avrebbe dovuto ottenere dal Ministero dei Lavori Pubblici - dato che la zona non era zona che rientrava nell'edificazione, avrebbe potuto ottenere la deroga del Ministro dei Lavori Pubblici per poter costruire, dato che si trattava, diciamo così, di un'opera non solo di pubblica utilità, ma un'opera che non aveva fini di lucro.
A questa lettera nessuno ha risposto.
Non hanno risposto perché, probabilmente, pretendevano che pagasse tutto la Valle, perciò praticamente la Valle avrebbe dovuto spendere 84-85 milioni mal contati, anche 90. Poi andare incontro al Sindaco di Nus per tutti gli altri impianti, che tra luce e acquedotto e fognatura e tutto il resto, sarebbe arrivata una cifra molto molto forte.
Questa è la posizione attuale di quest'opera. A questa lettera nessuno ha risposto, Non c'è più stata nessuna risposta di nessun genere, di nessuna specie dall'11 maggio 1971. Questa è la situazione della casa di riposo ONPI - terreni al Comune di Chambave F. 2 - di Nus F. 39.
Mappelli (D.C.) - Io, nel modo più assoluto, sono contento, non tanto della risposta ma dei fatti così come sono andati. Però, se permettete, se il Consiglio gentilmente permette, io ruberei pochi minuti per dire alcune cose su questa iniziativa dell'ONPI.
Sono stupito che a distanza di due anni l'unica cosa che si è fatta è stata quella di avere un impegno da parte dell'Amministrazione di Nus e poi il tutto è rimasto un po' lettera morta.
Ma io vorrei soffermare la vostra attenzione sul problema di fondo di questa casa.
Noi, in Valle d'Aosta, abbiamo una terribile crisi di posti di lavoro. Abbiamo la Provvidenza sociale che, tramite la sua associazione, ci porta in Valle d'Aosta, a sue spese, la costruzione e dunque la gestione di un Istituto per lavoratori di cui poi potremmo senz'altro in parte usufruirne per i nostri pensionati in Valle d'Aosta, in misura da concordarsi e il tutto rimane fermo per circa due anni se non una lettera inviata a una risposta mai ricevuta.
E' chiaro che una casa come quella, in quella ubicazione, che dopo aver passato in rivista tutti i Comuni da Saint-Pierre fino oltre Chambave, in base alle esigenze che vengono confermate dalla lettera da parte del Presidente dell'ONPI, l'On. Cuzzaniti, la quale, questa Commissione che era venuta da Roma, avevano alcuni criteri di valutazione di scelte: quella di avere un centro urbano vicino, quella di avere un'uscita di autostrada per i parenti che sarebbero venuti a trovare i propri congiunti: la stazione ferroviaria per coloro che devono usufruire di questo mezzo di trasporto, il centro urbano a portata di mano, ecc. ecc.
In base a tutte queste valutazioni, eravamo andati fino a Châtillon. Quella Commissione ebbe ad individuare in quella zona la zona migliore, in base a queste infrastrutture, a queste disponibilità.
Prendo atto che gli Enti locali interessati hanno risposto con premura a questa iniziativa.
Purtroppo sono terribilmente amareggiato perché questo ritardo, cari amici, non è questione dei 50 milioni che la Regione potrebbe ad un certo momento impegnare o sospendere per questi acquisti, se poi, anziché 50 potrebbero essere gli 84 gli 95 o 90. É che qui, signori, voi l'avete capito, una casa di questo genere assicurerebbe alle popolazioni di Nus, Fenis, Saint-Marcel in parte, fino soprattutto quella famosa fascia che ha bisogno di rimanere, contro lo spopolamento della montagna cioè la collina di Nus, Verrayes, Saint-Denis, Chambave, circa 150 - per non dire qualche decina di persona in più - avrebbero trovato posto e lavoro in quella zona e pertanto è chiaro che avremmo sollevato l'economia di un bel gruppo di Comuni senza certamente andare incontro a degli investimenti che, ad un dato momento, non ci danno garanzie su quanto venga sviluppato in certi settori.
Sono amareggiato soprattutto per il fatto di non aver interpellato anche la Programmazione su questo problema. La Programmazione avrebbe dovuto dare delle indicazioni in collaborazione con Nus. So che a Nus si sta redigendo un piano regolatore che quasi, non dico per essere varato, ma esposto all'attenzione di tutti i cittadini di Nus. Pertanto quella zona è solo da prevedersi zona di impianti sanitari, ecc.
Dunque non credo che ci sia, io comunque non me ne intendo, ma se sarà necessario andare per delle deroghe alla legge ponte, si dovrà fare anche quello, ma essendo allo studio questo piano regolatore, anzi è già esposto, io ritenevo che almeno sin lì si arrivasse.
Ma purtroppo devo prendere atto che questa pratica, forse involontariamente, anche in buona fede, è rimasta un po' nei cassetti ed è certo che sul piano invece dei posti di lavoro, sul piano sociale è una grave mancanza questo e non può sfuggire a nessuno.
Comunque mi riservo di presentare una mozione in questo senso.
Chantel (P.S.I.) - La dichiarazione fatta da Mappelli pecca solo in un punto. Prima di tutto nessuno ha parlato, né qui esiste in tal senso un accordo, che l'eventuale personale debba essere pigliato in Valle d'Aosta. Queste garanzie nessuno le ha date.
E non sappiamo se gli enti nazionali, sino adesso ne abbiamo tenuto uno solo, nei concorsi locali per i posti, l'Ufficio del Lavoro, diano queste garanzie. Questa è la prima risposta che dò a Mappelli. E poi non mi venga a raccontare che una cosa del genere dia lavoro a 3-4-5-6 Comuni. Ma che? Stiamo raccontando che cosa? Delle storielle per ragioni elettorali? Non è il posto, qui, di fare la propaganda elettorale, Mappelli!
Qui bisogna avere il coraggio di attenersi ai fatti e alla realtà delle cose.
Primo: noi abbiamo offerto 42 milioni, più un qualcosa come forse, forse molto di più per arrivare ai 100 milioni che dice Mappelli, perché lui, probabilmente, delle infrastrutture non ne ha tenuto conto, ma ne teniamo conto noi nel programma lavori e nelle necessità poi di far fronte dove i Comuni non arrivano a compiere le opere, tanto per cominciare.
Perciò l'offerta dei 42 milioni in più delle altre infrastrutture non era un'offerta da non meritare neanche una risposta. Per cominciare.
Perché correttamente ci poteva dire: i 42 milioni sono troppo pochi, vedete se possiamo aggiustarsi sui terreni. Tanto io premetto una cosa: che quando io ho preso la pratica, il prezzo dei terreni era 6000 lire al mq. E naturalmente è stato interpellato il Sindaco, il quale ci ha messo tutta la sua buona volontà, Fillietroz, per riuscire a mettere d'accordo i proprietari.
Secondo: non essendoci il piano regolatore, naturalmente che è soggetto all'autorizzazione della deroga di quello che sono le leggi nazionali. Questo è altrettanto chiaro.
Perciò non riesco a capire questo fatto di venirmi a parlare: davamo del lavoro a 5-6 villaggi o 5-6 Comuni, davamo del lavoro a destra e a sinistra. Quale lavoro?
Io è questo che chiedo. Lo sa, almeno, Mappelli, prima di parlare - e si è informato eventualmente quale sarebbe l'eventuale organico di questa casa di riposo?
Io non ho bisogno di saperlo, caro Mappelli, perché non mi sono mai sognato di aspettarmi che una casa di riposo desse del lavoro a 4/5 comuni, caro Mappelli. Quello è lei che lo ha dichiarato, non io! Per essere preciso.
E quando uno fa queste dichiarazioni, dovrebbe avere il buon senso almeno di arrivare documentato! Mentre lei ha semplicemente fatto una deduzione a modo suo su questo punto. A modo suo! Presenti tutte le mozioni che vuole. Lei si dichiara non soddisfatto d'un carteggio di questo genere? E allora io dichiaro: lei si dichiara non soddisfatto per principio, perché io ho risposto esaurientemente alle sue domande. E se c'è qualcheduno di carente qui dentro è l'ENPI che non ha risposto alle nostre offerte, alle nostre lettere.
Questo è chiaro. Chiaro come il sole.
Naturalmente, per lei, qualunque risposta fosse data, non va bene, perché per principio lei deve dire che non è contento, che non è soddisfatto.
Questo mi sembra un po' una strana politica, perché certe volte, ad esagerare si sbaglia!
(voce... due anni)
Lasci perdere i due anni. Ma come niente! Abbiamo fatto qualcosa meglio di lei che aveva contrattato i terreni a 6 mila lire e li abbiamo già ridotti a 4. Siamo riusciti ad ottenere le infrastrutture e le garanzie delle infrastrutture. Quando io ho trovato la pratica, di queste cose qui era totalmente vuota la pratica, che era lì che dormiva quando io l'ho presa!
E caso mai dei due anni ci sono gli antecedenti, in cui non si è fatto niente, in cui era responsabile lei come Assessore alla Sanità. Perché non l'ha risolto il problema?
Poteva risolverlo subito, non aveva che da risolverlo. Invece l'ha lasciato lì a dormire questo problema e non risolto, caro Mappelli.
E allora, quando uno non ha fatto per conto suo, con quella alacrità necessaria, ritenendo il problema tanto importante, è inutile che venga poi qui a fare le mozioni d'ordine o le richieste di come stanno le pratiche.
La pratica: io le ho dato la risposta che dovevo dare.
La Giunta ha offerto i 42 milioni più le infrastrutture. A questa lettera l'ONPI non ha risposto.
In quanto poi alla storiella di dar del lavoro a... quella è una sciocchezza, un'invenzione palese, chiara, elettorale se si vuole. Ma lei considera quegli elettori tutti alla stessa stregua cioè che non capiscono niente. Guardi che gli elettori dimostreranno di capire molto di più di quello che lei crede. Questo glielo dico io.
Io ho finito il mio intervento.
Fosson (U.V.) - Voglio solo ricordare che è un'interpellanza ma, siccome abbiamo dato ampia libertà di una replica all'Assessore Chantel, lasciamo una replica anche al Consigliere Mappelli.
Replica nel senso di dire se è soddisfatto o non soddisfatto, praticamente.
Mappelli (D.C.) - Un minuto, ma tanto farò una mozione su questo.
Non si può essere soddisfatti, d'altra parte quando l'amico Chantel si scalda, ci fa tutti ridere, perché bisogna pur ridere qualche volta qui dentro.
Comunque, guardi Chantel, Chantel mi dispiace, fin quando...
Fosson (U.V.) - Consigliere Mappelli, chiederei solo di non fare una polemica su questo perché ho ricordato che è un'interpellanza, quindi...
Mappelli (D.C.) - Desidero senz'altro chiudere dicendo alcune cose di questo genere: 1) Chantel non ha detto che l'ONPI chiedeva di mettere a disposizione i terreni - e non i 40 milioni, primo discorso; 2) io ripeto che da due anni a questa parte quella pratica è rimasta chiusa in un cassetto, lo dimostra il fatto che sia per la previsione di organico che lui dovrebbe sapere qual è e non credo che gli inservienti vengano da Roma, Dr. Chantel - e mi stupisce che un Presidente dell'Ordine dei Medici che si intende, un po' anziano se vuole - ma che dica che il personale inserviente venga da fuori Valle. Bisogna esigere, questa sarà una delle condizioni, di mettere a disposizione questi terreni e di chiedere, di esigere che venga assunto personale del posto.
Comunque presenteremo una mozione così tutti quanti, su questo problema sviscereremo, ognuno di noi, le proprie responsabilità.
Fosson (U.V.) - Va bene, va bene. Passiamo al punto 7. All'interpellanza dei Consiglieri Mappelli, Bordon e Manganoni.
