Oggetto del Consiglio n. 73 del 29 marzo 1972 - Resoconto
OGGETTO N. 73/72 - Corsi di falegnameria presso l'Istituto Professionale di Aosta. (Interpellanza)
Manganoni (P.C.I.) - Nei locali dell'edificio dell'Istituto Professionale ve ne è uno destinato - che almeno era destinato - al corso per falegnami ed ebanisti. È un locale vasto, comodo, munito di macchinari e di attrezzature moderni, che però da un anno è chiuso.
Ora, fanno ancora mostra di sé in questo locale dei magnifici mobili, costruiti secondo lo stile dell'artigianato valdostano. Senonché, pare che quest'anno non si sia potuto aprire per mancanza di iscrizioni, perché non ci sono allievi che si iscrivono.
Ora, qui non si può fare colpa a nessuno naturalmente, però dispiace di vedere questo locale, tutta questa attrezzatura, chiusa, ferma e, noi sappiamo che sul mercato, oggi, i mobili rustici hanno una notevole richiesta.
Ed allora noi, non creando degli ebanisti-falegnami, possiamo correre il rischio che questi mobili, anziché essere costruiti in Valle, vengano poi costruiti altrove ed inviati in Valle - come succede già per certi pezzi dell'artigianato che arrivano dalla Valle (adesso non mi ricordo più).
Comunque, qui, non so, bisognerebbe vedere, certamente nei limiti del possibile, anche se fosse possibile non per la frequenza dell'anno intero, perché magari certi giovani lavorano ecc., ma magari alcuni corsi, per un periodo, serali, per alcuni mesi, non so, cioè questo è l'Assessore che dovrà vedere di esaminare le possibilità perché io capisco che non è facile, perché oggi tutti i giovani sono portati per fare i meccanici e non vogliono più fare i falegnami - ciò che secondo me è sbagliato perché ci vogliono si i meccanici, ma sono necessari anche i falegnami-ebanisti. Anche per la ragione che il falegname-ebanista uno lo può fare anche nel proprio paese, senza bisogno di venire in città.
Giacché sono in argomento, vorrei sentire anche il parere dell'Assessore all'istruzione su un altro fatto.
Oggi all'I.P.R. vi sono 105 allievi che frequentano il corso di congeniatori meccanici e sono dei giovani che, quando escono dalla scuola, con facilità, trovano un'occupazione perché la preparazione che ricevono alla Scuola Professionale è ottima.
Però non sarebbe il caso di istituire, a fianco del corso per congeniatori meccanici, anche quelli di riparatori di autoveicoli?
E mi spiego meglio. Oggi escono di là, con un'esperienza di tornitore, fresatore, saldatore, aggiustatore ma, se noi diamo in mano a questi giovani una macchina, un'automobile, che il motore non va, che si è fermato, ebbene, quelli non sanno dove mettere le mani.
Se noi creassimo - in futuro, naturalmente bisogna esaminare la possibilità, anzi fare 105 congeniatori meccanici - dico 105 perché questo numero è quello di oggi - se dessimo la possibilità ad una parte di questi di fare il riparatore di autoveicoli, nel senso che, quando escono da quella scuola, possono anche aprirsi un garage e ripararsi le macchine, ebbene noi daremmo la possibilità a molti di questi giovani di installarsi nel loro paese. Perché la motorizzazione che c'è oggi, in ogni paese, o almeno, se sono paesi piccoli di montagna, un gruppo di alcuni Comuni, un garage, un'officina di riparazioni di automobili ha del lavoro.
Ed allora noi daremmo la possibilità a questi giovani di aprire nel loro paese, senza bisogno di dover sempre confluire ad Aosta, un'officina meccanica modesta, anche piccola, per la riparazione degli autoveicoli e quindi eviteremmo a questi giovani il fatto di dover abbandonare il loro Comune, almeno per il lavoro, magari alla sera ci possono ritornare, comunque per recarsi a lavorare ad Aosta.
Quindi daremmo la possibilità di un'occupazione in loco.
Lustrissy (D.P.) - Ma, per quanto riguarda l'interpellanza, il contenuto, mi pare che il Consigliere Manganoni abbia già dato una risposta al problema.
In effetti quella scuola di falegnameria esiste dal 1966 e non è che il corso sia stato soppresso. È stato sospeso per la mancanza del numero di iscrizioni.
Noi, tutti gli anni, all'inizio dell'anno scolastico, facciamo dei manifesti per reclamizzare la scuola. Li distribuiamo alle scuole dove si licenziano gli alunni della scuola media, li distribuiamo ai sindaci per l'affissione. Però, malgrado tutto questo, già l'anno scorso abbiamo avuto la sensazione che il corso si stava esaurendo.
Difatti, quest'anno, al 30 novembre, avevamo 3 domande di iscrizione. Al 30 dicembre ne avevamo 5. Abbiamo prorogato ancora la possibilità della richiesta d'iscrizione sino a gennaio ma, visto che non c'erano altre richieste di iscrizione, abbiamo deciso - momentaneamente - di sospendere i corsi.
Effettivamente dispiace perché l'attrezzatura esiste, il locale esiste ed è moderno ed i mobili che sono colà custoditi, evidentemente, non è che siano abbandonati, sono solo depositati ed in custodia presso l'Istituto Professionale a memoria non solo del lavoro fatto, e per la futura ripresa dell'attività dei futuri allievi, ma saranno poi utilizzati, se si dovrà esaurire questa fase, dall'Amministrazione regionale, secondo le esigenze, per mostre mercato o cose del genere.
Ora, il problema che lei ha sollevato è abbastanza importante, perché in effetti è vero quanto dice che manchiamo di operai specializzati nel settore di falegnami-ebanisti. Operai che sono molto richiesti, tra l'altro, anche dalle industrie specializzate di arredamento o altro e, sul mercato della Valle d'Aosta, non si trovano.
Abbiamo, peraltro, un buon gruppo di artigiani che continua questa tradizione e che effettivamente non è riuscito a creare attorno a sé, nei confronti dei giovani, un certo tipo di sensibilità per avviarli a questa professione. Noi abbiamo fatto tutto il possibile per sensibilizzarli e per farlo. Però il risultato è stato quello. Si era pensato, l'anno scorso, proprio prevedendo il rapido esaurimento delle richieste di iscrizione della scuola, di trasferire la scuola in una località diversa da Aosta, cioè inserirla - utilizzando il macchinario - si pensava, in primo luogo, a Morgex perché il Comune aveva acquistato un vecchio edificio della Cogne, attualmente in buono stato, e si pensava di localizzare il macchinario in quella zona perché si pensava che in quella zona vi fossero delle richieste, per lo meno a livello di tendenza, di conseguire una specializzazione di quel tipo.
Però da un'indagine che abbiamo fatto a livello di licenziandi della terza media nella zona, purtroppo il risultato è stato negativo. Allora, prima di affrontare altre spese costose di trasferimento di macchinari, di attrezzatura di locali, abbiamo preferito soprassedere.
E proprio si pensava, in quel locale lasciato libero poi ad Aosta, di insediare un tipo di corso da lei richiamato, cioè quello di riparatori meccanici. Il problema ce lo siamo posto. Io ritengo che dal prossimo anno scolastico si potrà meglio esaminare e riproporre, o a livello di corso professionale di durata varia - che si può conseguire anche al termine dei tre anni di congeniatore meccanico, o un ulteriore anno, se vogliamo chiamarlo di specializzazione nel settore, per avviarli a quelle professioni: elettrauto, riparatore meccanico di autovetture.
Comunque la tendenza è questa anche perché la richiesta del mercato, è vero quanto lei diceva, che l'artigiano riparatore-elettrauto ha la possibilità di inserirsi nel tessuto delle attività economiche con un'attività, diciamo così, indipendente, con la possibilità di un certo tipo di remunerazione.
Tanto io ritengo che il problema sia stato ben posto e meriti poi una risposta adeguata per il prossimo anno scolastico.
Manganoni (P.C.I.) - Do atto delle assicurazioni dell'Assessore e capisco che non dipende solo dalla volontà dell'Assessore ma dipende dalla volontà di quelli che si iscrivono. La difficoltà sta lì.
Comunque che dedichi la sua attività, faccia tutti gli sforzi in modo di avviare in questo modo l'Istituto Professionale.
Fosson (U.V.) - Passiamo al punto 4.
