Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 124 del 29 maggio 1972 - Resoconto

OGGETTO N. 124/72 - Finanziamento di spese per concessione di contributi regionali ad imprese industriali a' sensi delle leggi regionali 21 agosto 1962 n. 20 e 11 marzo 1968 n. 8.

Albaney (M.A.V.) - Con questa deliberazione consiliare si tratta di stanziare l'importo di 53 milioni per cinque piccole industrie che hanno iniziato la loro attività nella nostra Regione.

La Commissione Industria e Commercio ha vagliato tutte queste domande, sono stati effettuati dei sopralluoghi da parte della Commissione, abbiamo visto le installazioni industriali ed ha proposto questa, ... quanto viene proposto attualmente dalla Giunta.

Devo far presente inoltre che con questa deliberazione consiliare l'importo di 53 milioni si tratta di somma a residuo dell'anno 1971 e faccio, inoltre, presente che totalmente queste industrie occuperanno n. 96 dipendenti e, quindi, il costo del posto di lavoro è di circa 550 mila lire. Faccio inoltre presente che sono giacenti presso l'Assessorato all'Industria e Commercio altre domande che verranno quanto prima esaminate non appena sarà finita l'istruttoria delle stesse.

Montesano (P.S.D.I.) - Chi chiede la parola? Allora tutti d'accordo? Vice Presidente Fosson.

Fosson (U.V.) - Ho bisogno del Presidente della Giunta, perché c'era una cosa che aveva detto stamattina lui sulla quale io concordavo e volevo dire qualche cosa.

Montesano (P.S.D.I.) - Chiamate il Presidente della Giunta se è libero.

Ecco, c'era il Vice Presidente Fosson che desiderava la sua presenza per chiederle una delucidazione. Allora la parola al Vice Presidente Fosson.

Fosson (U.V.) - No, chiedo scusa al Presidente, ma siccome per una cosa che voglio dire qui e mi riallaccerò a qualche cosa che ha detto stamattina il Presidente e quindi...

Dunque, mi sembra che questi interventi sono in base alla legge regionale quindi niente da dire in linea generale. Ci sono due osservazioni che vorrei fare, una sulla prima, sul primo intervento che non riflette l'intervento in sé finanziario rispetto a quelli che sono i dati che eventualmente la Commissione o l'Assessorato ha visto, ma qui vorrei solo richiamare l'attenzione della Giunta sul potenziamento della Cava di Châtel Argent. Ora, la cava di Châtel Argent è una cava che deturpa, se va avanti, che deturpa enormemente il paesaggio ed è in una zona molto delicata proprio dal punto di vista paesaggistico, quindi, quello che è l'intervento in sé per l'azienda che è stata posta nelle vicinanze niente da dire perché l'azienda lavora anche altri, lavora anche del marmo e tutto, quindi non ha niente, ma siccome si parla anche, almeno visto dall'allegato, che si parla anche del potenziamento della Cava di Châtel Argent, ora qui io vorrei proprio richiamare l'attenzione, perché già molte altre volte abbiamo detto che bisognava vedere se era conveniente lasciare andare avanti lo sfruttamento di questa cava. Tutti voi avete presente dov'è questa cava, avete presente quell'angolo dove c'è la Chiesa e sopra il Castello e via dicendo. Quindi se si continua a andare avanti con questa cava si deturpa il paesaggio in un punto molto bello, questo per il primo quindi che non ha niente a che vedere con quello che è l'intervento in sé però è una questione...

Sul secondo, invece, ed è questo proprio, mi riallacciavo a quanto diceva il Presidente stamattina che diceva: "È conveniente localizzare ancora alcune industrie nella zona di Pont Saint Martin o Donnaz?", per noi c'era questa industria che era a Hône. Hône è una zona che ha necessità di avere una piccola industria, questa piccola industria non risolve eventualmente una grande, non ha una grande occupazione, però oggi noi interveniamo per uno spostamento da Hône a Pont Saint Martin per questa azienda. Quindi, proprio in base a quello che era stato detto stamattina dal Presidente della Giunta è una questione che va vista, va vista perché effettivamente noi avremmo tutto l'interesse che questa Azienda rimanga a Hône, piuttosto che andare a Pont Saint Martin anche se l'occupazione è attualmente di 10 operai e domani potrà essere di una ventina di operai. Ecco, queste due osservazioni volevo fare.

Manganone (D.C.) - ...determinate industrie da Hône a... Pont Saint Martin, quell'industria si sta spostando perché non ha sufficienti locali per poter sviluppare la sua attività e, siccome, stamattina abbiamo deciso di acquistare la SIRCA-DAVIT, perché non si può interpellare quell'industria che c'è a Hône che sta ampliando, di portare dei reparti anche ad Arnaz siccome la conosciamo. È, io penso, la terza o la quarta industria della Regione che non sia indicata per sviluppare la propria attività ad Arnaz.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Io volevo solo far presente al Consigliere Fosson che quando si è aperta la ... di Pont Saint Martin... vi erano 280 domande giacenti presso l'Ufficio dello stabilimento e l'occupazione era solo di 90, quindi questo vuol dire che 200 donne cercavano lavoro in quei paraggi, ora questa industria di cui fa cenno il Consigliere Fosson riguarda in particolare manodopera femminile, quindi viene a colmare un po' questa necessità che... Io non sono tanto d'accordo su quanto, sulla valutazione fatta dal Presidente questa mattina perché in fatto di manodopera femminile, proprio nei Comuni di Donnaz e Pont Saint Martin c'è una necessità di industrie a carattere di manodopera femminile, perché la prova è quella, quando è stato aperto lo stabilimento vi erano 280-290 domande, si può chiedere all'ufficio di collocamento e sono state occupate... (Andrione: ...280 domande erano da Verrès in giù, non erano localizzate a Pont Saint Martin... ) ...No, no, non erano da Verrès in su, perché a Verrès erano occupate presso la Brambilla che non era chiusa allora e la SIRCA-DAVIT non era... Quando si è aperta la ... Eh, no, sono tre anni fa, si è aperta... Volevo solo dire questo, insomma... (Voci)

Montesano (P.S.D.I.) - Allora passiamo ai voti? Siete tutti d'accordo? Va bene. La parola al Presidente della Giunta.

Dujany (D.P.) - Volevo rassicurare il Consigliere Fosson, mi pare che ha messo il punto su una questione estremamente delicata, cioè il problema della Cava di Châtel Argent e non è solo quella cava, è un oggetto che non è strettamente pertinente alla proposta portata in questa sede, però, è giusto affrontare questo discorso, perché le cave dei marmi in moltissime località, sono oggetto veramente di deturpazione del paesaggio.

Solo l'altro ieri si è fatto il decreto di chiusura di una cava che rappresentava un pericolo per una strada di transito. Sul piano della deturpazione del paesaggio abbiamo moltissime cave che sono discutibili, però, non so fino a quale punto noi abbiamo delle competenze in merito a questo argomento. La legislazione è estremamente confusa, distribuisce le competenze al Sindaco e al Prefetto, competenze e direi come si chiama, il Sovraintendente mineralogico è ancora relativamente... i Comuni che danno le concessioni, cioè è una situazione estremamente difficile da valutare quali sono le responsabilità delle... e in parte anche la forestale, l'ufficio minerario, la forestale, cioè una serie di organi che debbono intervenire, però, sono tutti organi naturalmente che hanno dei poteri estremamente limitati e condizionati fra di loro, per cui capita che ognuno fa un po' quello che vuole. Però, questo è un problema generale per cui dovremmo affrontare il problema delle cave che il nostro Statuto non attribuisce a noi, mentre le Regioni a Statuto ordinario... attribuisce alle Regioni a Statuto ordinario, all'Amministrazione regionale, per cui l'Amministrazione regionale possa legiferare in quella materia ed essere chiaramente competente. In base alle leggi nazionali attualmente esistenti, c'è una tale confusione di legislazione per cui non si sanno bene quali sono le competenze e i limiti di potere, comunque sta di fatto che dobbiamo sorvegliare e seguire questo problema.

In questo oggetto, invece, stiamo esaminando la lavorazione della cava e mi pare valido il concetto di favorire lo sviluppo della lavorazione del marmo che è un prodotto tipicamente locale. Se c'è un tipo di lavorazione la cui materia prima insiste in Valle d'Aosta è il marmo, se c'è necessità naturalmente di arrivare al prodotto finito di una attività di questo genere, mi pare che sia quello del marmo, altrimenti rischiamo di essere un povero paese di colonia in cui gli sfruttatori vengono, prendono i marmi, li trasportano all'estero e noi naturalmente assistiamo solo alle speculazioni e assistiamo solo alla deturpazione del paesaggio.

Per quanto riguarda il secondo problema sollevato nei riguardi dell'opportunità di sviluppare l'industrializzazione, direi nella zona più bassa della Bassa Valle, direi dal forte di Bard a Pont Saint Martin, io stamattina mi sono limitato a prospettare il problema all'esame della Commissione Industria e Commercio che esamina e fa i sopralluoghi a questi contributi. Mi sono permesso naturalmente di prospettare questo problema, perché fosse fatta una analisi più dettagliata e più precisa sulla quantità di disoccupazione esistente e sulla qualità di disoccupazione esistente per verificare se sia ancora opportuno contribuire nel futuro a sollecitare l'installazione di altre attività industriali o imprenditoriali di qualunque genere in quella bassa zona, perché ho l'impressione, non ho dati precisi in questo momento da potere essere oggetto di discussione e di valutazione concreta, che ci sia una certa saturazione di industrializzazione in quella zona in quel momento, mentre c'è una vera e propria lacuna nella zona più alta della Bassa Valle, cioè nella zona da Bard, grosso modo da Hône Bard verso Montjovet. Ecco questa era l'unica osservazione che mi permettevo di sottoporre all'attenzione della Commissione Industria e Commercio per evitare naturalmente un eccesso di industrializzazione in certe zone e una lacunosa industrializzazione in altre zone in modo da creare degli squilibri che causano una serie di inconvenienti sia sul piano degli sviluppi dei Comuni, sia sul piano dei servizi che i Comuni devono dare uno sviluppo repentino della loro dimensione territoriale, sia sul piano naturalmente anche della provocazione dell'immigrazione che penso che questo non sia lo scopo del nostro sforzo nei riguardi della industrializzazione.

Albaney (M.A.V.) - Rispondo solo brevemente al Consigliere Fosson. Uno dei motivi che hanno determinato lo spostamento della SID da Hône a Pont Saint Martin è anche questo, poiché la SID effettua stampaggi per conto della Ilssa Viola. Ha effettuato questo trasferimento proprio per avere a portata di mano le lamiere necessarie per lo stampaggio e inoltre come giustamente faceva notare il Consigliere Manganoni, la ristrettezza dei locali di Hône non permettevano più la lavorazione in modo adeguato.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora si passa ai voti. Chi approva la delibera, l'oggetto n. 8... Chi vota a... Vuol parlare lei? E allora prego.

Savioz (P.C.I.) - Riferendomi a quanto è stato detto dal Consigliere Fosson e soprattutto cosa ha risposto il Presidente della Giunta per la faccenda della cava di Châtel Argent e tenuto conto effettivamente della difficoltà che si incontra per prendere determinati provvedimenti, però non va dimenticato un fatto molto importante, cioè questo, che quando viene autorizzata l'apertura di una cava devono pronunciarsi in merito diversi Enti che formano determinate Commissioni e di cui c'è anche di mezzo il Ministero con una rappresentanza a Torino che decidono definitivamente, qualora ci fossero dei ricorsi di termine, quindi una cosa molto complicata, lo so per esperienza personale, ma io vorrei andare un pochettino oltre: è vero che è difficile, però non è detto che sia impossibile e come a un certo punto arriva poi la decisione di chiudere una cava per delle ragioni di carattere paesaggistico oppure per delle ragioni di carattere di sicurezza come è stato testé accennato. Allora, io penso che sia molto meglio prima di indicare il modo dell'apertura e della coltivazione della cava, perché ci sono determinati modi di coltivare una cava senza deturpare enormemente il paesaggio. Non so, faccio un riferimento: quando questa gente la discarica la fa dove gli torna più comodo e non dove dovrebbe essere fatta, lì si parla anche di una strada di accesso, stiamo attenti a che questa strada di accesso venga determinata e realizzata in un modo tale per cui non si debba arrivare allo sbancamento in roccia con la precipitazione di massi eccetera, eccetera, e quindi, io penso che se la Sovraintendenza viene interpellata tempestivamente, tenuto conto che c'è il vecchio maniero sopra e, quindi, zona vincolata a tutti gli effetti dalla Sovraintendenza, si faccia intervenire il Sovraintendente prima, il quale stabilisca le modalità per aprire la cava e a quelle modalità si attenga chi vuole coltivare la cava, di modo che non ci sia prima lo scempio del paesaggio e, poi, il doveroso intervento dell'autorità che deve poi impedire portando dei danni materiali non indifferenti e quando noi arriveremo ad impedire le cose saranno rotte, si saranno guastate, si saranno definitivamente distrutte. Quindi, la mia raccomandazione è quella del buonsenso, cerchiamo di mettere del buonsenso dove le leggi sono un po' lacunose o dove sono troppo ricche di ingranaggi per cui gli uni fermano gli altri.

Montesano (P.S.D.I.) - Nessun altro chiede la parola? Allora si passa ai voti: chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Si passa all'oggetto n. 9.