Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 179 del 14 luglio 1972 - Resoconto

OGGETTO N. 179/72 - Discussione generale sulle proposte di leggi statali in materia di elezioni politiche in Valle d'Aosta.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora si apre adesso la discussione generale sui progetti di legge.

Un attimo.

Caveri (U.V.) - L'ordine del giorno non viene votato?

Montesano (P.S.D.I.) - Sì, ma prima.

Caveri (U.V.) - Quando?

Montesano (P.S.D.I.) - Ci sono tre ordini del giorno presentati qui, è un altro pasticcio.

Caveri (U.V.) - Voglio solo sapere quando viene votato.

Montesano (P.S.D.I.) - Viene votato prima della votazione delle leggi, prima delle decisioni qualsiasi, perché poi può essere che la decisione sia quella di sospendere la seduta oppure di rinviarla su questo argomento, io non so cosa il Consiglio deciderà, ma d'altra parte io preannuncio che sono stati presentati tre ordini del giorno: uno che è stato letto dal Consigliere Caveri, l'altro dal Consigliere Dolchi a nome di alcuni Consiglieri comunisti, e del PSIUP. L'ha letto lei?

Caveri (U.V.) - No, bisognerebbe darne lettura.

Montesano (P.S.D.I.) - E l'altro del Consigliere Pollicini.

Allora diamo lettura così come sono stati presentati poi si faranno fare delle copie per...

Manganone (D.C.) - Ordine del giorno firmato dall'Union Valdôtaine e dalla Democrazia Cristiana:

"Tenuto conto che il Consiglio nella seduta del 15 maggio 1972 aveva approvato all'unanimità una mozione nella quale si deliberava di sollecitare nuove elezioni politiche per il Collegio uninominale della Valle d'Aosta e di chiedere altresì la modifica della legge elettorale vigente;

pur constatando che il Presidente della Giunta regionale non è stato invitato ad intervenire alla seduta del Consiglio dei Ministri come sarebbe stato auspicabile,

esprime la sua soddisfazione, il suo ringraziamento al Governo centrale che nella sua prima seduta ha accolto con la sua proposta di legge l'aspirazione viva e profonda del popolo valdostano espressa all'unanimità del Consiglio regionale per indire tempestivamente le elezioni politiche nel Collegio uninominale della Valle d'Aosta modificando altresì la legge onde ovviare alle vacanze dolorosamente sperimentale,

propone che siamo ritirate dai loro presentatori le varie proposte di legge iscritte all'ordine del giorno della presente seduta che rischiano o mirano a ritardare le elezioni predette".

Ordine del giorno del Partito Comunista:

"Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta,

ricordato che ai sensi dell'art. 44 dello Statuto Speciale valdostano, il Presidente della Giunta regionale interviene alle sedute del Consiglio dei Ministri quando si trattano questioni che riguardano particolarmente la Regione,

venuto a conoscenza che alla prima riunione del Consiglio dei Ministri del 4 corrente mese nella quale è stato esaminato un disegno di legge relativo al sistema elettorale per la Valle d'Aosta non è stato convocato il Presidente della Giunta regionale,

deplora la violazione dello Statuto Speciale e l'atteggiamento del Governo nei confronti della Valle d'Aosta e della sua autonomia,

richiede che sia rispettato nella lettera, nello spirito, nella sostanza il dettato costituzionale, garanzia della vita regionale valdostana e del suo civile progredire nell'ambito della nazione".

Ordine del giorno del Consigliere Pollicini:

"Il Consiglio regionale,

informato attraverso la Stampa che in data 4 luglio corrente anno il Consiglio dei Ministri ha esaminato un disegno di legge di iniziativa governativa relativo alle ripetizioni delle elezioni politiche in Valle d'Aosta e alla modificazione della legge elettorale,

informato che il Presidente della Giunta regionale non è stato invitato alla predetta riunione del Consiglio dei Ministri giusto quanto prevede l'ultimo comma dell'articolo 44 dello Statuto Speciale della Valle d'Aosta,

mentre ribadisce la necessità di ripetere sollecitamente le elezioni politiche,

esprime il proprio rammarico e la propria protesta per il mancato rispetto dello Statuto,

richiede che lo Statuto, legge costituzionale dello Stato sia rispettato nello spirito e nella sostanza".

Montesano (P.S.D.I.) - Qui io preciso che gli ordini del giorno saranno votati e, prima di qualsiasi votazione del Consiglio, cioè o alla fine della discussione generale se si vota per le leggi oppure alla fine della discussione generale se si vota per una qualsiasi decisione.

Allora si apre questa discussione con il primo intervento del, io non so incominciare dagli interventi che sono stati richiesti, oppure dai relatori dei diversi progetti di legge. Come dici? No, abbiamo votato contro alla sospensione quindi la sospensione non c'è, va bene. Allora la parola al Consigliere Caveri. Allora, Vice Presidente Fosson.

Fosson (U.V.) - ...Consiglio ha detto che era incerto se doveva dare la parola a chi aveva chiesto la parola o ai relatori delle leggi. Io ritengo che sia da dare la parola ai relatori delle leggi, ai presentatori delle leggi se entriamo nella discussione, mi sembra che...

Montesano (P.S.D.I.) - Certo la prassi regolare è quella, non ci sono altre vie.

Dunque io ho detto che nell'ordine sono state inserite nell'ordine del giorno le proposte secondo l'arrivo alla Presidenza del Consiglio... (voce di Ramera)

Ramera (D.C.) - Una richiesta di sospensiva da parte del Consigliere Pollicini perché ha proposto che le leggi venissero unificate in una... (voce) ...cosa no, l'ho mica detto io questo, se per caso, se lui fa una proposta che facilita i lavori, io ritengo che il Consiglio debba...

Montesano (P.S.D.I.) - Specifichi bene Consigliere Pollicini qual è la sua proposta.

Pollicini (D.P.) - ... questa, l'illustrazione dei singoli progetti di legge in aula consente di trovare i punti di incontro e i punti di differenza, dopo di che in base a questa discussione si cerca, si propone di trovare il modo di unificare in un unico disegno di legge.

Montesano (P.S.D.I.) - Ora, io mi rendo conto che questo è un campo minato e quindi bisogna un po' procedere con circospezione per cercare di andare avanti, vero? Non saltare in aria, quindi usiamo la prassi normale che è quella dell'illustrazione da parte dei presentatori delle diverse leggi.

Quindi la prima legge è quella del Presidente della Giunta, la parola al Presidente della Giunta.

Dujany (D.P.) - Direi che è una proposta di legge così, estremamente semplice nella sua esposizione considerata come legge ordinaria, di modifica della legge elettorale esistente che tende nei suoi principi a dare la possibilità ai Partiti ed ai Movimenti politici di presentarsi alle elezioni in un primo tempo con i propri simboli e con i propri uomini.

Nel caso in cui un Partito con il suo candidato raggiunga la prima elezione la maggioranza assoluta dei voti è giusto che il seggio sia senz'altro assegnato a detto candidato.

Nel caso in cui nessuno dei candidati raggiungessero il 50 più uno dei voti, si prosegue ad una seconda votazione a distanza di 15 giorni per addivenire all'assegnazione del seggio al candidato che abbia conservato volontariamente la candidatura e che abbia riportato maggior numero di voti.

Per essere più semplice non è altro che limitazione delle leggi elettorali esistenti oggi nel territorio francese.

Ci pareva un tipo di legge che rappresenta una innovazione caratterizzante la posizione autonoma della Valle d'Aosta e ci pareva un tipo di legge che consentisse un esercizio di democrazia davanti al popolo diversa dai sistemi elettorali normali.

È una proposta che poniamo a confronto con le altre e che ci dichiariamo disponibili con il Consiglio regionale per verificare se sia accettata o possa essere oggetto di discussione e diffusione con altre proposte.

Montesano (P.S.D.I.) - Vogliamo sentire prima le relazioni delle altre leggi? Allora la parola al Consigliere Dolchi per la sua legge, visto che Andrione è assente, chiamato in Tribunale.

Dolchi (P.C.I.) - Signor Presidente, diventa abbastanza difficile illustrare solamente la legge che abbiamo presentato a nome del gruppo Comunista senza fare dei confronti, dei rilievi, delle osservazioni alle altre leggi, e questo perché dal confronto secondo noi, nasce la conseguenza della validità della nostra proposta e quindi chiedo scusa a Lei e al Consiglio se già anticipando quello che potrà essere un successivo intervento, e quindi facendone uno unico, non solo illustrerò la proposta comunista ma mi permetterò di fare alcuni rilievi sulle altre leggi presentate. Questo per ragioni di tempo, credo per speditezza nella discussione.

Non userò il tono infuocato che paventava .... questa discussione il collega Bordon, mi sembra, visto però che c'è stata una discussione sulla pregiudiziale, sia utile riferirmi a questa discussione per chiarire il nostro punto di vista.

È stato discusso, è stata respinta la pregiudiziale del Consigliere Ramera, direi in base alla considerazione se era utile e o non era utile per la speditezza dell'iter della legge governativa che si discutesse in questa Assemblea una serie di proposte dei vari Consiglieri, dei vari Gruppi.

Ecco, mi sembra che la ricerca di un'espressione da parte del Consiglio regionale sia doverosa, e direi al Consigliere Andrione, glielo dirò poi quando tornerà, ma mi sembra che non si possa fare a meno di sottolineare che senza togliere nulla alla competenza parlamentare non possiamo invocare la favola di Fedro, Rana rupta et bos. Non ci gonfiamo in modo tale da correre il rischio di scoppiare se da parte del Consiglio regionale della Valle d'Aosta rivendichiamo il diritto di applicare una norma costituzionale contenuta nell'art. 121 in cui si dice che il Consiglio regionale può fare proposte di legge alle Camere.

Dirce che ci avvaliamo di un diritto, non facciamo una manifestazione di, per entrare nelle competenze che non sono nostre.

La Costituzione ci dà questo diritto, noi, ritengo che sia doveroso di avvalercene.

Direi proprio in considerazione del fatto che da parte del Governo non si tiene in conto altre norme costituzionali, non si tiene in nessun conto l'articolo 44 dello Statuto Speciale della Valle d'Aosta che prevede l'intervento del Presidente della Giunta regionale alle sedute del Consiglio dei Ministri.

Quindi se il Consiglio dei Ministri si dimentica del dettato costituzionale nei confronti della Valle d'Aosta e impedisce che in quella sede, quando si discutono argomenti della Valle d'Aosta, partecipi per portare la voce della Valle d'Aosta, il Presidente della Giunta regionale, mi sembra doveroso che il Consiglio regionale invece si avvalga di una norma costituzionale per presentare al Parlamento una proposta di legge.

Ecco quindi la ragione del dibattito consiliare, la ragione della nostra opposizione alla pregiudiziale del Consigliere Ramera.

E anche perché nella sostanza e non solo nella forma, noi siamo convinti che il disegno di legge governativo, se noi non ne presentassimo altri, avrebbe, direi, la precedenza, per lo meno la quiescenza del Consiglio regionale della Valle d'Aosta, non attua quello che ci dice il Consigliere Bordon.

Il Consigliere Bordon dice, non presentiamo leggi, perché mi sembra che il suo discorso fosse questo, non discutiamo per non giungere al voto, alla conclusione, e quindi alla proposta di legge regionale perché il Governo ha recepito le nostre aspirazioni in materia di rapide elezioni e poi semmai parliamo del metodo.

Ma questo vorrebbe dire che il Governo si è limitato come chiedeva la legge ritirata del collega Andrione, ripetizione immediata delle elezioni con la legge attuale, con il sistema vigente, con quello che non prevede sostituzione in caso di decesso di candidati e degli eletti.

Ma il Governo non ha fatto così, non ha proposto un disegno di legge come proponeva Andrione, si rifacciano immediatamente le elezioni con la vecchia legge.

Presenta una legge che modifica il metodo, quello che Bordon, riprendendo la mia parola ha definito il metodo, cioè una nuova legge elettorale.

Io ho già detto nel mio primo intervento, ricalca la legge costituzionale unificata governo Chabod e ricalca il progetto di legge costituzionale del Senatore Berthet.

Il Governo cambia proprio il metodo e quindi esclude una ripetizione immediata come voleva Andrione in base alla legge vigente, il Governo cambia il metodo e propone elezioni suppletive, e se voi andate a leggere i verbali dell'Assemblea del Senato che ha già discusso il progetto di legge già unificato allora, Governo Chabod, trovate proprio che la ragione per cui il Senato ha ritenuto che questa legge fosse costituzionale e la Camera che ha diritto di avere pareri diversi ha ritenuto che fosse ordinaria, proprio perché si parlava di elezioni suppletive e le elezioni suppletive non erano previste dall'Ordinamento in materia elettorale vigente in Italia.

Ecco perché ci siam permessi di obiettare, di avere il dubbio che pur cambiando le parole nel disegno di legge del Governo Andreotti, la sostanza essendo quella del testo unificato del 1966 potrebbe riproporsi per il Senato il dubbio della necessità della legge costituzionale, quella che paventa Ramera e che possiamo paventare tutti noi, della doppia lettura e riproporre quel dubbio che già aveva diviso Senato e Camera nel 1966.

Non dimentichiamo che il Senato in aula aveva detto che quel tipo di legge che stabiliva quel metodo delle elezioni suppletive doveva essere considerato una legge costituzionale che la Camera alla prima Commissione, un mese dopo aveva detto che secondo la Camera, secondo la prima Commissione doveva essere legge ordinaria, il tutto è stato poi insabbiato di fronte a questo dubbio amletico e siamo ancora con la legge carente che non prevede subentro in caso di decesso.

Quindi mi sembra che se noi vogliamo dare un contributo alla soluzione di questo problema dobbiamo affrontare la materia con una legge che sia chiaramente ordinaria.

E la nostra, quella che noi abbiamo presentato essendo una semplice modifica della legge ordinaria in materia elettorale strettamente nel quadro delle norme che regolano la materia elettorale per la Repubblica Italiana e cioè uninominalità per il Senato e proporzionalità per la Camera, ebbene, questo nostro progetto ha il pregio di non far nascere dubbi che è una legge ordinaria perché semplicemente una modifica di una legge ordinaria.

E mi sembra che non modifica lo Statuto, non modifica lo Statuto perché lo Statuto dice che la Valle d'Aosta è una circoscrizione elettorale. E quando noi riaffermiamo in una legge ordinaria che è una circoscrizione elettorale e quindi come tale soggetta a tutte le norme, a tutte le disposizioni che regolano la materia elettorale nel resto della Repubblica non alteriamo lo Statuto e non poniamo problemi di carattere costituzionale.

Manteniamo la uninominalità per il Senato proprio perché per il Senato c'è l'articolo della Costituzione che dice: la Valle d'Aosta ha diritto a un Senatore.

Ecco quindi perché noi ci permettiamo di insistere affinché il Consiglio regionale voglia prendere in esame il nostro progetto di legge.

Ho detto, aderente alle norme che regolano la materia elettorale in Italia, aderente al dettato costituzionale che prevede per il Senato un Senatore alla Valle d'Aosta, ma proprio perché non si entri nel terreno, dichiamo così, minato delle elezioni suppletive che ancora non è stato deciso se devono essere considerate materia costituzionale ordinaria, noi non parliamo di elezioni suppletive in caso di decesso o di vacanza dell'eletto o del candidato e proponiamo la designazione da parte degli stessi sottoscrittori che designano il candidato di un subentrante in caso di vacanza.

E proponiamo anche, proprio tenendo conto delle osservazioni che già quando nel mese di maggio si era discusso di questo problema aveva fatto l'Avvocato Caveri, che le cause di ineleggibilità per il subentrante non scattassero nel momento dell'accettazione, della candidatura, ma scattassero solamente nel momento in cui il subentrante dovesse assumere la carica di Senatore.

Per la Camera ho già detto, la nostra proposta prevede proprio in aderenza alla lettera dello Statuto Speciale la circoscrizione elettorale Valle d'Aosta.

Circoscrizione che quindi si adegua alle norme relative alla materia in tutta Italia quindi liste con più candidati eletti in base a voti di preferenza, elezione di quello che avrà avuto il maggior numero di preferenze, resti che confluiscono nel Collegio nazionale ovviamente quanto il simbolo concorrente in Valle d'Aosta abbia riferimento e simboli nel Collegio Unico Nazionale.

In proposito è stato discusso, è stata avanzata la proposta di legge del collega Pedrini, fissa già a due il numero degli eletti o degli eleggibili per la Camera dei Deputati, noi non affrontiamo questo problema, perché dire adesso come dice la legge Pedrini che la Valle d'Aosta ha diritto a due eletti, significherebbe sì porre il problema su un piano costituzionale perché rifare le elezioni subito per coprire la vacanza parlamentare in seguito del decesso di Ollietti e di Marcoz, significherebbe, se questa legge va avanti, impegnare o per lo meno proporre una legge costituzionale che aumenti da 630 a 631 i componenti della Camera dei Deputati, da 315, no, e mantenendo uguali quelli del Senato, ma per la Camera a 631.

La nostra legge invece di rifà alla norma generale e affermato il concetto che la Valle d'Aosta, come dice lo Statuto, è una circoscrizione elettorale, si rimette alla ripartizione dei seggi fra tutte le circoscrizioni elettorali italiane in base al censimento così come prevede la legge nazionale. In base alla popolazione che è insita si vedrà in avvenire se il Consiglio, se la Regione Autonoma della Valle d'Aosta potrà avere due candidati.

Ecco, questo ci permette di non affrontare il problema costituzionale perché automaticamente non impone adesso l'aumento del numero.

Ho già detto l'altra volta e ripeto, se voi vedete i risultati delle elezioni del 7 maggio del 1972 avete almeno cinque circoscrizioni il cui quorum è inferiore alla metà del quorum della Valle d'Aosta.

Il che vuole dire che se noi fossimo stati circoscrizione collegata con tutte le altre e fosse stato fatto in base al censimento la ripartizione fra tutte le circoscrizioni elettorali avremmo potuto per lo meno aspirare a due eletti.

Per quanto riguarda il subentrante, quindi la modifica del metodo attuale è chiaro che il principio della legge proporzionale automaticamente pone il primo escluso della lista, come avviene per il Consiglio regionale, per il Consiglio comunale di Aosta, in condizioni di subentrare in caso di decesso o di vacanza del Deputato eletto.

Queste sono ancora alcune considerazioni che riguardano la nostra proposta di legge che ancora una volta, ripeto, è una legge ordinaria, che in base al deliberato della Giunta delle elezioni come vi ho letto prima, sarà discussa e confrontata con il disegno di legge governativo, è una proposta che si inserisce nei criteri che riguardano, criteri ispiratori in materia elettorale per tutta la Repubblica italiana.

Per quanto riguarda la proposta della Giunta, direi che è una proposta suggestiva, nuova, originale e che aveva, e mi richiamo al mio intervento nella seduta di maggio, e che aveva alettato, però, direi che, rivedendo adesso e dopo un attento studio, un approfondito esame del problema, e i colleghi mi scuseranno che senza nessuna presunzione, io dica che non solamente noi ma parlamentari di primo piano nel nostro Partito hanno affrontato e esaminato e discusso, studiato questa materia.

Ebbene, adesso a un mese e mezzo di distanza, possiamo dire che questa proposta della Giunta pur suggestiva nuova, originale, forse originale lo è fin troppo, perché, perché pone un elemento innovatore nei criteri generali, fondamentali della legislazione italiana in materia elettorale, e poi se mi è consentito, prevede ancora una volta elezioni suppletive e quindi nuove elezioni in caso di decesso con tutte le difficoltà che queste creano, macchinose e costose, ed inoltre non pone nessuna differenza perché li considera alla stessa stregua eleggibili, o eletti alla Camera, eleggibili eletti al Senato, mentre noi se ci richiamiamo al legislatore del 1948 che ha voluto per la Valle d'Aosta scrivere nella Costituzione il diritto della Regione ad avere un Senatore, non ha poi ribadito lo stesso concetto per la Camera dei Deputati quindi ha fatto una distinzione e nello Statuto per la Camera dei Deputati si è limitato a dire che costituisce una circoscrizione elettorale.

Quindi prevede ancora le elezioni suppletive e non fa distinzione fra Camera e Senato.

E poi direi c'è un elemento che possiamo considerare negativo e che certamente renderà perplessi i legislatori a livello nazionale, cioè il Parlamento, quando prevedendo i due turni, metterà nella condizione il Parlamento di stabilire, non per questa prima elezione dove la Valle d'Aosta vota da sola per il subentro ai mancanti Deputato e Senatore, ma nelle elezioni normali porrà il legislatore nella condizione di dover decidere se il primo turno deve essere fatto quindici giorni prima in modo che il secondo turno coincida con le elezioni, con il giorno delle elezioni per tutto il Paese, o se dovrà decidere di far fare alla Valle d'Aosta il primo turno lo stesso giorno di tutti gli altri elettori italiani e rimandare di quindici giorni l'eventuale designazione del Deputato e del Senatore nel caso questi nel primo turno non abbia raggiunto il quorum previsto per essere eletto al primo turno.

Questo farebbe sì che per 15 giorni la Camera non avrebbe il suo plenum.

Per quanto riguarda, non dirò più niente per le leggi presentate dal collega Andrione in quanto non sono più oggetto di discussione in quanto Andrione le ha ritirate.

Però anche se non sono, anche se non è un progetto di legge in esame al Consiglio regionale, proprio perché è stato evocato più volte nella discussione sulla pregiudiziale e proprio perché non possiamo ignorarlo, mi permetterò di dire due parole sul disegno di legge governativo.

Ho già detto prima e ripeto, il disegno di legge governativo non recepisce il concetto che ci aveva illustrato il Consigliere Andrione in quest'aula e ci aveva illustrato in Commissione Affari Generali e Finanze.

Il disegno di legge governativo, e non capisco tanti entusiasmi a proposito di questo disegno, non si limita a stabilire ripetizione immediata delle elezioni in base alla legge vigente, come ho già detto entra nel merito modifica la legge elettorale, stabilisce elezioni suppletive e poi all'articolo 3 si limita a dire che entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge per il caso contingente, scatta la legge stessa e si rifanno le elezioni.

Ma, in sostanza, la legge riaffronta il problema del 1966 quando si parlava di elezioni suppletive.

L'ho già detto e lo ripeto, mi sembra che, pur cambiando le parole, pur avendolo fatto diventare un testo di quattro articoli, mentre quello unificato allora del Governo di Chabod era uno solo, la sostanza è la stessa e quindi mette ancora in dubbio se sia solo legge ordinaria o costituzionale, comunque prevede un iter normale, nel quale iter noi riteniamo debbano essere messi a confronto con il disegno di legge governativo tutte le altre proposte che possono essere avanzate e che può e deve avanzare il Consiglio regionale della Valle d'Aosta.

Ecco, la ragione per cui noi riteniamo che avendo il disegno di legge governativo affrontato la materia, non possiamo chiudere gli occhi e dire, va bene quello che ha fatto il Governo, applaudiamo a quello che fa il Governo anche se calpesta i diritti statutari della Valle d'Aosta.

Proprio perché il Governo pone all'attenzione del Parlamento una sua legge con un suo metodo, e allora noi se vogliamo fare un passo in avanti, nello stesso tempo, con lo stesso iter, possiamo mettere a confronto del Governo un altro progetto di legge che modifichi il metodo e che lo modifichi in modo più democratico e che lo modifichi meglio.

Noi riteniamo che il nostro progetto di legge abbia queste caratteristiche, che le abbia proprio perché è una legge ordinaria, proprio perché quello che sosteneva Andrione della ripetizione immediata senza la modifica del metodo non è stata accettata dal Governo, come non lo era stata accettata nell'ottobre del 1966 quando i Deputati comunisti alla prima Commissione della Camera chiedevano proprio la ripetizione immediata delle elezioni per coprire il posto lasciato vacante da Gex e in quella sede si è detto no, ci vuole una legge che riveda tutta la materia, che riveda tutta la materia.

Dobbiamo dare atto al Governo centrista, di Centro destra se volete, di Andreotti di aver seguito, di aver seguito i passi, di aver seguito la strada tracciata già nel 1966 allora per non far fare le elezioni in Valle d'Aosta e respingendo ancora una volta la tesi della ripetizione immediata, ripone tutto il problema.

Ecco perché, io concludo, chiediamo il voto della nostra proposta.

Avvocato Caveri io penso che ciascuno possa avere le sue opinioni in materia... (voce di Caveri) ...ho capito.

Chiediamo il voto sulla nostra proposta.

Non reputiamo, non reputiamo che sia perfetta, ad esempio, ad esempio ci sembra che in sede il discussione possa essere, noi riteniamo che non ce ne sia bisogno, ma siccome da alcuni c'è stata avanzata questa obiezione, che possa essere necessario così come ha fatto il Governo all'articolo 3 che noi riteniamo pleonastico, ma comunque anche nel nostro progetto di legge potrebbe essere inserita una norma che dice che per la prima volta si fanno le elezioni in Valle d'Aosta subito in base alla presente legge senza il riferimento, senza riferimento al censimento in modo da non correre il rischio di dover discutere se gli abitanti della Valle d'Aosta sono tali da poter mettere in condizioni il Collegio, la circoscrizione valdostana di avere due deputati. Siccome è chiaro che noi adesso vogliamo sostituire un Deputato, forse se nel corso del dibattito io avanzo questa ipotesi perché mi è stata sollevata da chi ha esaminato attentamente il nostro progetto, forse si può anche dire per la prima elezione non si pone il problema del confronto del collegamento con le circoscrizioni nazionali.

Ecco, e concludo dicendo che, proprio per le cose, proprio per le cose che ho detto, mi sembra indispensabile che il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, con il maggior numero di consensi possibili, se non è l'unanimità a cui anche noi aspiriamo che noi auspichiamo, per lo meno con il maggior numero di consensi possibile, il Consiglio regionale approvi una sua proposta di legge.

Ho dimenticato, vorrei dire ancora una cosa così poi non ci ritorno più sulla legge Pedrini.

Ho già detto prima che secondo noi c'è un elemento negativo per la rapidità dell'iter sulla fissazione attuale dei due Deputati che porrebbe necessariamente in discussione il numero di 630. E poi per il Senato, il fatto che anche la legge proposta da Pedrini ripropone elezioni suppletive in caso di decesso del Senatore, mentre noi riteniamo con la nostra proposta che con un piccolo accorgimento, cioè la previsione subentrante si possa nella malaugurata ipotesi senza nuove elezioni avere comunque la rappresentanza parlamentare valdostana al Senato. Grazie.

Pedrini (P.L.I.) - Signor Presidente, sarò velocissimo perché penso che la nostra proposta di legge sia talmente chiara, così ho la presunzione di pensare che i miei colleghi l'abbiano letta per cui non voglio dilungarmi oltre.

Volevo soltanto riprendere un momentino quanto ha detto il Capogruppo del Partito Comunista.

Non concordo con lo stesso su quanto riguarda il Senato perché il fatto del supplente sono cose molto macchinose che lasciano evidentemente anche la possibilità degli strascichi non simpatici.

Però io penso che per quanto riguarda il Senato, il richiamare alle elezioni nuovamente e lasciare così la popolazione valdostana che giudichi sui motivi politici, sulle persone che si presentano al Senato, sia una cosa direi più democratica, se la parola mi è passata.

Per quanto riguarda invece la Camera, siamo stati molto chiari, noi abbiamo detto che vogliamo i due Deputati, perché secondo noi, ed è dimostrato proprio da cinque circoscrizioni elettorali in Italia, noi abbiamo la possibilità di avere questi due Deputati, si tratta soltanto di avere con la possibilità anche la volontà politica.

Noi l'abbiamo fatto proprio espressamente, non già per ritardare le elezioni, perché ho già detto proprio al ragionier Bordon, ho detto pochi minuti fa che noi non abbiamo, non vogliamo eventualmente che questo passo così tamburo battente ecc. noi ci accontenteremmo, parlo di noi Liberali, della nostra parte, ci accontenteremmo che ci diano le elezioni subito ma nello stesso tempo ci si prenda un impegno non a parole ma con dati di fatto, un impegno a che immediatamente si discuta la legge e venga portata avanti la legge e anche la Corte Costituzionale se in caso sia chiamata a dare il suo responso perché noi riteniamo che la nostra Regione abbia diritto a due Deputati.

Mi pare che semplice elementare, una cosa oltremodo facile, sempre che ripeto, si abbia la volontà politica di portarla avanti.

Con questo mi pare che il Partito Liberale ha ancora una volta espresso la sua ferma convinzione di volere le elezioni subito e che non metterà evidentemente il bastone nelle ruote mettendo la questione di due Deputati su sub iudice? Con una volontà proprio, assolutamente.

Noi diciamo soltanto che ci basta l'impegno formale, anche se qualcuno sghignazza sotto i baffi, questa è la realtà di fatto.

Noi desideriamo un impegno, se questo impegno c'è, noi siamo disposti di farle anche domani, le abbiamo fatte da soli alla faccia di chi non ci voleva, alla faccia di chi voleva comandare la Valle d'Aosta, siamo disposti e rifarle nuovamente con la stessa tranquillità d'animo fregandocene altamente dei vecchi capi mafia che ormai è ora che lascino il codino o "les pompons" al berretto.

I tempi mutano, la gente si evolve, diventiamo tutti più dinamici e nello stesso tempo più democratici.

L'ignoranza va leggermente sparendo, rimane soltanto in certi latinisti i quali proprio perché sono tali pensano di poter sempre iugulare il popolo schiavo, in questo caso il popolo valdostano.

È ora che gli unionisti in buona fede nei quali io ho detto alla televisione, e ripeto credo perché vi sono degli ottimi unionisti che capiscano dove il sottoscritto e il Partito Liberale desiderano arrivare.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora iscritti a parlare sono l'Avv. Caveri e Fosson.

Per chiarezza dico che adesso incomincia il diritto da parte dei Consiglieri di due interventi, si incomincia la discussione generale, quindi chi dei due vuol prendere la parola. Vice Presidente Fosson.

Fosson (U.V.) - Io sarò brevissimo perché vorrei solo parlare del primo progetto che è stato illustrato dal Presidente della Giunta.

Sugli altri eventualmente prenderà la parola il Consigliere Caveri.

Progetti di legge se ne possono presentare diversi, tutti possono avere dei pregi e dei difetti e le opinioni, vediamo già qui adesso con questi tre progetti di legge, vediamo che ci sono delle diversità fondamentali, quindi io vorrei solo dire questo, vorrei ribadire una cosa che ho detto prima e dire che per nostro conto quello che più preme è che si arrivi nel minor tempo possibile a fare le elezioni, ed è per quello che riteniamo che il progetto governativo abbia recepito quella che era la volontà del Consiglio espressa in quell'ordine del giorno che ho già citato prima, le due leggi che sono state ritirate dal Consigliere Andrione, praticamente sono completamente incluse in questo progetto di legge perché le due leggi su cui non vogliamo venire adesso ma in un si chiedeva, si era tenuto distinto perché noi avevamo detto in questo Consiglio che la prima cosa era di fare le elezioni con la situazione odierna e poi eventualmente vedere dopo se, chiedere nello stesso tempo la variazione della legge per evitare quello che era successo nel passato.

Quindi, il Consigliere Andrione aveva presentato queste due leggi, queste due leggi sono contenute con l'articolo unico sono contenute tutte e due nella legge governativa.

Ora, come ho detto nel mio primo intervento, si possono avere diverse idee, su questo punto, la legge si può perfezionare, una cosa o l'altra, noi teniamo che se si vuole andare adesso a perfezionare questa lege visto che siamo alla vigilia delle vacanze estive e tutto, praticamente noi non facciamo altro che come risultato pratico quello di ritardare le elezioni.

Questo è il primo punto che noi affermiamo ed è per questo che abbiamo presentato quell'ordine del giorno dicendo che per il momento si può, le variazioni alle leggi si possono sempre fare.

Per quanto concerne la legge presentata dalla Giunta, noi effettivamente, siccome da qualche parte si parla e non è la Giunta forse, ma da qualche parte si dice che le elezioni suppletive sarebbero macchinose perché praticamente bisognerebbe richiamare una seconda volta la popolazione valdostana a delle elezioni, in caso di decesso, in caso di dimissioni, in caso di vacanza del posto dei parlamentari, noi vediamo che con questa legge non solo si chiama una volta a delle elezioni suppletive, ma vedendo bene la situazione della Valle d'Aosta è chiaro che qui si fanno già delle elezioni a quindi giorni sicuramente secondo elezioni e in caso di vacanza si arriverebbe a una terza elezione.

Quindi questo sistema non derime assolutamente questa paura di dover fare delle seconde elezioni.

Questo principio esaminato anche dal punto vista così, politico della Valle d'Aosta, mentre da una parte sembra che dia una maggiore possibilità ai vari movimenti di pensarci da soli, però ha poi tutti gli altri inconvenienti che abbiamo visto che si verificano, e si verificano nelle, proprio dove questa legge è applicata e si verifica in Francia.

Ora, si potranno avere dei pareri a favore o contrari su questo punto, per conto mio e penso diviso anche dagli amici dell'Union Valdôtaine che questo sistema non riteniamo sia il sistema valido per la Valle d'Aosta.

Nel terzo punto si dice quello che è recepito anche nella legge nazionale che sono recepite anche nelle altre, cioè quella di evitare la vacanza e tutto.

Quindi è per queste ragioni, per le due ragioni, una di una possibilità, paura di un ritardo nelle elezioni, un altro che questo sistema non ci pare adatto alle elezioni e alla situazione politica in Valle d'Aosta.

Ora le varie leggi elettorali possono valere in un dato momento, possono non valere in un dato momento, possono piacere a una data, a un dato partito politico, possono piacere meno a un'altra formazione politica, quindi noi diciamo molto chiaramente qual è il nostro pensiero in questo momento su questa legge e sulle altre due eventualmente ne parlerà il Consigliere Caveri.

Caveri (U.V.) - Je ne parlerai pas du projet de loi de la Junte parce que le Conseiller Fosson en a parlé à suffisant.

Et alors, je dirai seulement deux mots du projet libéral et du projet communiste. Alors il y a une remarque à faire qui est commune soit au projet libéral soit au parti communiste parce-que ces deux groupes politiques ont oublié complétement les travaux préparatoires de l'Assemblée constituante pour ce qui concerne le Statut.

J'appartiens au groupe désormais très restreint parce-que la mort a semé largement, je veux dire a fauché largement, j'appartiens au groupe toujours plus restreint des personnes qui en 1946-1947 et 1948 ont, se sont occupées de la préparation du Statut spécial de la Vallée d'Aoste.

Avec le Député Farinet et la Sénateur Page, avec l'ingénieur Fresia, avec l'Assesseur Deffeyes et d'autres personnes nous avons participé aux travaux de la Commission de 18 parce-que l'Assemblée constituante avait formé une "Commission des 75" pour les questions, constitutionnelles et la "Commission des 75" avait formé à son tour une Commission de 18 qui s'est occupé des Statuts spéciaux de la Vallée d'Aoste, du Trentin Haut-Adige, de la Sicile et de la Sardaigne.

Et bien, je me rappelle très bien, et aussi les autres Conseillers régionaux devraient se rappeler, mais évidemment ils ont oublié, nous étions alors tous d'accord de demander que la Vallée d'Aoste soit constituée en Collège uninominal.

Nous étions tous d'accord alors, à présent on dirait que les idées sont changées.

Pourquoi nous avons demandé le Collège uninominal pour la Vallée d'Aoste! Pour une raison très simple, parce que si la Vallée d'Aoste sur le plan électoral avait dû être, comme dire, s'il avait dû tomber dans le "calderone" piémontais, évidemment il n'y aurait pas eu des Députés de la Vallée d'Aoste, il n'y aurait pas eu des Sénateurs de la Vallée d'Aoste pour des raisons très évidentes.

Et alors, nous avons, c'est pour cela que nous avons demandé que la Vallée d'Aoste soit constituée en Collège uninominal. Et la Commission de 18 a accepté notre requête et accueillie la requête de la formation d'un Collège uninominal à travers l'article 47 du Statut Spécial de la Vallée d'Aoste que Monsieur Dolchi pour des raisons de nécessité contingente, interprète à sa façon. Parce ce que quand la Commission de 18 avant et l'Assemblée constituante après ont approuvé ce texte où l'on dit: "agli effetti delle elezioni per la Camera dei Deputati e per il Senato la Valle d'Aosta forma una circoscrizione elettorale", ces organes ont voulu dire, ont voulu parler d'un Collège uninominal, c'est-à-dire formation d'une circonscription électorale à part qui permette à la Vallée d'Aoste d'avoir un Député et Sénateur.

Voilà ceci c'est la première constatation qu'il faut faire et moi je ne vous lis pas les articles de la Constitution qui parlent du Sénat parce qu'il me semble que ce n'est pas très important. En tout cas il faut tenir présent aussi l'article 57 de la Constitution de la République qui entre autre dit: "La Valle d'Aosta ha un solo Senatore", de manière que les deux articles constitutionnels qu'il faut tenir présent qui sont l'article 57 de la Constitution de la République et l'article 47 du Statut spécial de la Vallée d'Aoste.

Toutes les deux des lois constitutionnelle et alors, si l'on veut modifier ces lois constitutionnelles il faut faire une loi constitutionnelle, et il ne sert à rien que aujourd'hui avec une audace digne de meilleure cause, le présentateur de ces deux projets, le Libéral et le Communiste, ont le toupet de dire que leur loi serait une loi ordinaire, tandis qu'ils savent très bien, parce qu'ils savent très bien, que ce sont des lois constitutionnelles; ce sont des projets de loi qui, s'ils étaient présentés, s'ils étaient approuvés seraient évidemment des lois constitutionnelles.

Et pourquoi? Considérons le projet libéral. Je ne lis pas les articles, je ne me pers pas dans les détails; pour le projet libéral il suffit dire une seule chose: que le projet libéral veut porter le nombre des Députés à deux; mais comme l'article 47 du Statut Spécial dit que la Vallée d'Aoste constitue une circonscription électorale, et en disant cela on a voulu dire que la Vallée d'Aoste constitue un collège uninominal, il est évident que, selon le Statut Spécial de la Vallée d'Aoste, on peut avoir un seul député.

On pourrait bien demander deux Députés, trois Députés, quatre Députés si l'on veut et nous ne serons pas contraires, mais pourquoi pas dix Députés pour la Vallée d'Aoste, mais nous sommes très favorables, mais alors si nous voulons présenter une loi du genre, nous devons nous rendre compte que cette loi du genre serait une modification de l'article 47, ce serait la modification du Statut, ce serait la modification de la loi constitutionnelle, et alors il est clair comme bon jour qu'une loi du genre aurait besoin de pour le moins deux années pour être approuvée au Parlement.

Et alors, nous avons la démonstration mathématique que ceux qui ont présenté le projet libéral veulent éloigner "l'amaro calice" des élections, ils ont peur des élections, "la paura fa 90" et voilà pourquoi ils ont présenté la loi constitutionnelle.

Examinons maintenant la loi, le projet de loi comuniste... (voce di Pedrini) ...molto divertente, mi guardo bene dal rispondere al Consigliere Pedrini. Evidentemente ha perso le staffe per molti motivi che preferiscono tacere perché non voglio scendere a quel livello.

Pedrini (P.L.I.) - No, è lei ...

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Pedrini, Lei ha parlato e non è stato interrotto.

Caveri (U.V.) - Consideriamo ora il progetto comunista, ma anche qui io non mi perdo nei particolari e guardo le cose così nell'insieme in modo molto sintetico perché oramai del tempo ne abbiamo perso anche troppo in questa discussione con certe divagazioni e disgressioni che erano veramente fuori tema ma evidentemente quando si vuole ingannare l'opinione pubblica mentendo e sapendo di mentire evidentemente si fanno le lunghissime tirate perché ad un certo momento il pubblico presente nella sala non capisce più niente e non segue il filo dei discorsi.

Noi invece vogliamo che il pubblico, ma non solo il pubblico, vogliamo che la popolazione della Valle d'Aosta comprenda in che termini è questo problema.

Ora se ho ben capito si vuole per la Camera dei Deputati nel progetto comunista, sopprimere il Collegio uninominale, praticamente e si vuole istituire per la Camera dei Deputati un sistema proporzionale.

Io non capisco come si possa cadere intanto in una contraddizione così evidente e cioè di volere il Collegio uninominale per le elezioni del Senatore e il sistema proporzionale per la Camera dei Deputati.

Questo è già mi pare una contraddizione, ma non è questa l'osservazione più importante, l'osservazione più importante è che come ho detto un momento fa, la Commissione dei 18 e l'Assemblea costituente dopo, hanno inteso a chiare note con quella dizione più o meno felice dell'articolo 47 dello Statuto, hanno voluto istituire un Collegio uninominale, per cui non si può parlare di proporzionale per la Valle d'Aosta, per la elezione del Deputato della Valle d'Aosta, non si può parlare. Oh Dio! si potrebbe anche parlare e si potrebbero anche presentare le proposte di legge in quel senso, ma noi dell'Union Valdôtaine, in quanto autonomisti, saremmo e siamo ferocemente contrari a qualunque applicazione di un sistema proporzionale dell'elezione di un Deputato in Valle d'Aosta perché in Valle d'Aosta ci vuole, è necessario, è necessario il sistema del collegio uninominale perché solo così abbiamo delle "chances", abbiamo delle probabilità di avere il Deputato, anzi siamo certi di avere in questo modo il Deputato della Valle d'Aosta.

Comunque, la proposta di legge comunista e questo lo sa molto bene Dolchi anche se dice il contrario, lo sa molto bene Dolchi che la sua legge se approvata sarebbe una legge costituzionale perché istituisce il principio della proporzionalità per l'elezione del Deputato della Valle d'Aosta.

E anche qui è evidente l'intento anche se camuffato e mascherato con grandissima abilità, è chiaro l'intento di allontanare nel tempo queste elezioni di cui si ha una gran paura visto il risultato delle elezioni del 7 e dell'8 maggio.

Questo è il sugo, questa è la sostanza della questione. Detto questo non c'è più niente da aggiungere e tutto quel bla, bla, bla che si fa, è tutto un bla, bla, bla inutile, è un bla, bla, bla volutamente sbrodolato, all'infinito. Non voglio ricordare il Mississipi di Bordognana a memoria ma comunque queste sbrodolature sono fatte per camuffare quello che è il punto centrale ed è la paura delle elezioni, il desiderio di rimandare le elezioni con delle proposte di legge camuffate ma che sono comunque delle proposte di legge di natura costituzionale.

Io dicendo questo mi riferisco al progetto liberale e al progetto comunista.

Volevo dire delle cattiverie ma non le dico più, sarà per un'altra volta.

Voglio in ultimo precisare ancora una volta, siccome vedo che qualcuno da perfetto ipocrita cerca di fare delle speculazioni e attribuire all'Union Valdôtaine delle tesi che noi non abbiamo mai sognato di sostenere, ribadisco ancora una volta che l'Union Valdôtaine disapprova che il Governo centrale non abbia invitato il Presidente della Giunta a partecipare alla seduta dei Consigli dei Ministri, e questo non solo lo diciamo e l'abbiamo detto, ma l'abbiamo anche scritto nel nostro ordine del giorno dove noi diciamo: "Pur constatando che il Presidente della Giunta regionale non è stato invitato a intervenire alla seduta del Consiglio dei Ministri come sarebbe stato auspicabile", come sarebbe stato auspicabile, quindi ha fatto benissimo Dujany di protestare per non essere stato invitato, non è la prima volta perché anche nel 1957 il Presidente della Giunta, se non erro, Bondaz, non è stato invitato a partecipare alla seduta del Consiglio dei Ministri.

Questo è il primo punto, però c'è anche il secondo punto e a voi certamente cari amici Democratici Popolari e anche voi cari amici comunisti, socialisti, psiuppini, avete avuto un grandissimo dolore nel vedere che il Governo centrale nella sua prima seduta del Consiglio dei Ministri si è affrettata ad accogliere l'istanza di quella mozione del Consiglio regionale, si è affrettato nella prima seduta del Consiglio dei Ministri.

Questo per voi è stato un grande dispiacere perché voi volete con mezzi vari rimandare queste infauste, per voi, elezioni politiche e però a noi la notizia ha dato un grandissimo piacere perché diversamente da voi che non volete subito le elezioni ma al più tardi le elezioni politiche, noi le vogliamo subito, noi le vogliamo al più presto ed è per questo che nel nostro ordine del giorno noi esprimiamo la nostra soddisfazione ed esprimiamo persino il nostro ringraziamento al Governo regionale, perché quando il Governo centrale ci dà delle pedate protestiamo, ma quando per una volta il Governo centrale fa un'opera buona, dobbiamo essere soddisfatti e dobbiamo anche ringraziarlo.

Manganoni (P.C.I.) - Potrei anch'io avvalermi del microfono nel farvi dei comizi, io ve ne farò grazia non vi farò dei comizi.

Voglio innanzitutto manifestare il mio stupore per aver sentito da questi banchi esprimere soddisfazione e ringraziamento al Governo centrale perché il Governo centrale ha apertamente violato l'articolo 44 dello Statuto il quale dice che il Presidente della Giunta interviene alle sedute del Consiglio dei Ministri quando si trattano questioni che riguardano particolarmente la Regione.

Ora, ora, se c'è un argomento che riguarda la Valle d'Aosta è precisamente la legge elettorale delle Valle d'Aosta.

È vero che prima si riconosce che il Governo ha violato l'articolo, comunque lo si ringrazia lo stesso e ci si dichiara soddisfatti.

Ebbene, da parte mia io non posso né dichiararmi soddisfatto né ringraziare il Governo perché apertamente ha violato il nostro Statuto, anzi, io intendo elevare tutte le proteste più energetiche perché qualsiasi violazione dello Statuto noi non lo possiamo tollerare perché se incominciamo a dire sì, perché questo in caso particolare ammettiamo le violazioni, noi tutte le volte che il Governo ci darà delle pedate come ha già fatto diverse volte nel passato dovremo dire beh! Abbiamo accettato questa volta e continuiamo ad accettare.

Quindi per noi nessuna soddisfazione nessun ringraziamento.

Anzi, tutte le proteste più energiche che abbiamo manifestato in quell'ordine del giorno che abbiamo presentato.

Secondo, si parla di ritardare le elezioni della Valle d'Aosta, bene, chi è che vuole ritardarle, noi no. E ve lo dimostro, se voi malgrado le vostre affermazioni volete ritardare le elezioni, fatti vostri. E noi protestiamo contro questo... (voci) ...perché noi vi dimostriamo coi fatti, coi fatti che noi vogliamo accelerare le elezioni e non ritardarle.

E veniamo subito ai fatti, subito ai fatti, il progetto di legge presentato dal Governo deve ancora passare alla Camera e al Senato. Allora dovendo ancora passare alla Camera ed al Senato quel progetto di legge presentato dal Governo, se noi oggi, Consiglio regionale approviamo una proposta di legge elettorale e domani lo trasmettiamo a Roma, fra tre giorni, dico tre giorni, comunque in tempo brevissimo questo progetto di legge sarà a Roma con quello governativo con questa differenza che... (voce) ...perché? io innanzitutto penso che i gruppi parlamentari e qui intendo accennare al nostro approverà una proposta di legge fatta dal Consiglio regionale perché dei problemi della Valle d'Aosta ce ne intendiamo certamente di più noi che noi quelli che sono a Roma, per il semplice fatto che loro sono a Roma, noi siamo nati, vissuti e viviamo qui.

Allora, quando noi abbiamo i due progetti di legge quello governativo ed il nostro, il nostro procederà più celermente perché, perché adesso a Roma vi è non un progetto solo, quello governativo, ve ne sono altri progetti.

Ed allora il Parlamento dovrà discutere sui diversi progetti, se invece noi mandiamo a Roma un progetto del Consiglio regionale, ebbene, tutte queste discussioni fra i diversi progetti presentati dal Governo o da altri Gruppi cadranno e noi avremo ancora, noi avremo il Parlamento e il Senato che dovranno discutere di un solo progetto di legge, quello presentato dal Consiglio regionale.

Ed io penso che tutti i Gruppi si adegueranno perché quei Gruppi parlamentari che non dovessero adeguarsi vuol dire che non rispettano le autonomie.

Quindi io vi ho dimostrato brevemente i fatti che vi accelerano le elezioni, cioè le procedure a Roma per giungere alle elezioni, non già rimanendo a quei progetti governativi ma approvando oggi in Consiglio regionale un progetto regionale, una proposta di legge regionale per le elezioni.

Questi sono i fatti, ora, vi è però una differenza, vogliamo, siamo qui per subire le imposizioni di Roma e le violazioni allo Statuto speciale? Ed allora diciamo, vada avanti com'è attualmente il progetto, noi rinunciamo alle nostre prerogative alle cui prerogative in certo casi siamo molto gelosi ed è giusto che sia così, ed invece in certi casi rinunciamo e plaudiamo le violazioni dello Statuto parte del Governo di Roma.

Quindi o il caso è quello e non è il nostro, non so se è il vostro, noi no, noi siamo per la tutela delle prerogative del Consiglio regionale.

Primo, e per accelerare i tempi, brevemente io ve l'ho dimostrato, quindi qui si tratta in questo momento di dimostrare, è qui il banco di prova, con i fatti e non con le chiacchiere, i Consiglieri in questo caso dimostreranno se sono autonomisti, se sono per la tutela delle prerogative del Consiglio regionale o se sono per subire le imposizioni del Governo di Roma che come procedura ve l'ho dimostrato, sarebbero certamente più lunghe che non con il progetto del Consiglio regionale.

Montesano (P.S.D.I.) - Lei Consigliere Caveri ha chiesto la parola, poi ha finito.

Caveri (U.V.) - Parola per fatto personale, specifico perché. Perché il Consigliere regionale Manganoni mi attribuisce questa dichiarazione, di aver espresso soddisfazione e ringraziamento al Governo centrale per non avere invitato il Presidente della Giunta alla seduta del Consiglio dei Ministri, non ho mai detto una corbelleria simile, non ho mai detto una corbelleria simile. Immagino nella migliore delle ipotesi che il Consigliere Manganoni abbia frainteso.

Noi distinguiamo le due questioni che molta gente qui tende a confondere perché come al solito si vuole ingannare l'opinione pubblica e cioè si vuol dire che noi approviamo il fatto del mancato invito al Presidente della Giunta, noi il mancato invito del Presidente della Giunta a quella tale seduta del Consiglio dei Ministri, questo fatto lo disapproviamo e lo diciamo a chiare note nel nostro ordine del giorno. Preghiamo il Consigliere regionale Manganoni di leggere il nostro ordine del giorno, così non farà più confusione.

E ringraziamo il Governo di aver approvato una proposta di legge e di aver così dimostrato la sua volontà di fare subito le elezioni come desiderio del popolo valdostano, mentre invece non è il desiderio di alcuni politici per certi loro calcoli.

Dujany (D.P.) - Ho l'impressione che tutti discutano seriamente facendo un discorso pre-elettorale.

Grazie all'Avv. Caveri di aver rettificato il tiro di quanto ha permesso che fosse pubblicato sul giornale della "Ville d'Aoste", era semplicemente doveroso... (voce di Caveri)...Come? È il suo... (voce di Caveri) ...discussioni.

Caveri (U.V.) - ... sull'argomento, perché anche a proposito di quell'articolo, Lei sta facendo un'indegna speculazione in malafede...

(discussione)

Dujany (D.P.) - Avvocato Caveri, calma, calma.

In merito alla proposta di legge governativa, io mi stupisco tutta questa difesa accanita da parte dell'Avv. Caveri che tende a ributtare colpe di non volontà di elezioni su determinati Gruppi che non siano quelli dell'Union Valdôtaine e della Democrazia Cristiana.

Il Consigliere Fosson si è espresso in modo negativo, credo a nome dell'Union Valdôtaine per la proposta della Giunta che rispettava il principio della uninominalità delle elezioni, del collegio uninominale della Valle d'Aosta.

È una valutazione, naturalmente in termini di legge in metodi di legislazioni ce ne sono di tutti i tipi e di tutti i generi.

Però la parte che non riesco a capire, detta con tanta sicumera - per cortesia non vada via perché è a Lei che mi voglio rivolgere - no, cerco di dare un contributo a Lei e alla popolazione di chiarezza su alcune leggi senza voler fare della demagogia e della confusione.

Allora, mi si diceva che questa legge governativa non è altro che il recepimento delle due proposte di legge proposte da Andrione.

La proposta di legge Andrione non è altro che la copia della proposta di legge elettorale presentato dal Ministro Taviani nel 1966 e ripresentata dal Senatore Berthet nel 1971.

Il Ministro Taviani nel 1966 presentando questa legge nella parte di presentazione dice "Pertanto accogliendo le autorevoli considerazioni ed osservazioni espresse in seno alla prima Commissione permanente del Senato nel corso dell'esame di altri disegni di legge attinenti alla materia in questione è sembrato necessario provvedere al riguardo con un apposito disegno di legge costituzionale".

Il Senatore Berthet che ripresenta questa legge nel 1971, nella relazione della presentazione di questa legge ridice le stesse cose e questa legge presentata dal Senatore Berthet nel 1971 non è altro che la copia alla lettera, ad eccezione di una parola della legge presentata dal Consigliere Andrione.

E anche lui dice "s'impone l'obbligo di provvedere al riguardo con un apposito disegno di legge costituzionale".

Ora, queste, naturalmente sono opinioni che possono essere considerate opinioni soggettive, però questo fa parte della storia, della realtà di una discussione avvenuta in sede al Parlamento e di proposte scritte fatte da Ministri all'Interno democristiani, in quel momento che già hanno presentato questa stessa proposta di legge che recepisce questi stessi concetti e questi stessi principi.

Ora, mi pare veramente, macroscopico, è veramente voler abusare della bontà del Consiglio il voler ributtare la colpa su altri Gruppi consiliari in quali tenterebbero a fare delle leggi di modificazioni costituzionali quando questa proposta non è altro che la copia di precedenti proposte che erano state previste come leggi costituzionali.

Questa è la storia. Naturalmente su questa materia non siamo noi competenti ad intervenire e non credo che sia il momento di fare una disquisizione di carattere giuridico.

La politica ha le sue valutazioni su questi problemi, però è chiaro che in quel momento queste leggi sono state considerate leggi costituzionali.

Ciò non toglie che oggi il Parlamento possa dare una nuova interpretazione però non mi si venga a dire che questa è la legge perfetta che passerà liscia, liscia in quanto è una legge ordinaria che non troverà nessuno scoglio ecc.

Perché i precedenti ci affermano che le cose si sono svolte in un modo diverso.

Andrione (U.V.) - Sarebbe stato necessario nel discorso del Presidente della Giunta, citare anche il fatto che dopo che il Senato, su relazione del Senatore Chabod interessato alla questione aveva dichiarato che ci voleva una legge costituzionale per rifare le elezioni, la Camera ha detto che bastava una legge ordinaria. Comunque, il nostro scopo non è quello di discutere su questo problema, perché proprio ci sembra che qui usciamo dal seminato, noi sottolineiamo ancora una volta che per un principio che non è messo in discussione da nessuno, le maggioranze del Collegio uninominale della Valle d'Aosta hanno il diritto di essere presentate in Parlamento, che questo diritto deve essere esercitato ed esplicato con avvenuta elezione, che in caso di vacanza è nostro interesse, ma non solo, è dovere del Parlamento di reintegrare il plenum e di fare al più presto nuove elezioni.

Noi plaudiamo a quella legge non per la tecnica legislativa, non perché sia perfetta, perché sia più bella di un'altra legge, ma perché secondo, noi, e non credo solo secondo noi, è il mezzo più rapido per rifare le elezioni in Valle d'Aosta.

E smentendo molti profeti ivi compreso Manganoni, io mi permetto di dire che se le elezioni si faranno in autunno sarà sulla base di quel testo di legge approvato dal Governo perché ci sarà stata una volontà politica nella maggioranza che ha fatto passare questa legge.

Ecco il motivo per il quale noi siamo favorevoli, perché siamo convinti che sia necessario di rifare le elezioni al più presto possibile.

Montesano (P.S.D.I.) - Chi altri chiede la parola? Allora, prima al Consigliere Bordon e poi al Consigliere Caveri che ha già parlato due volte, ma una volta per fatto personale, quindi...

Bordon (D.C.) - Non era che volevo la parola adesso, io chiedevo e speravo che Lei avrebbe detto ad un certo momento che sono le ore 12,51...

Montesano (P.S.D.I.) - No, no, no. Io non strozzo la discussione, il Consiglio è sovrano, un attimo.

Bordon (D.C.) - No. È per dire. Io per adesso non chiedevo la parola, volevo solo precisare questo perché sennò andiamo avanti, perché voi capite perfettamente che ne abbiamo fino alle quattro o alle cinque.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora, sì, ma appunto, io sono l'espressione in questa decisione della volontà del Consiglio.

Ora domando, riferendomi alle 12,52 qual è la volontà del Consiglio? Avv. Caveri, Lei ha chiesto la parola. Gliela do nel pomeriggio... (voce di Caveri) ...Va bene, dica la frase, guardi che poi non interviene più. Se la tenga la frase.

Caveri (U.V.) - Vabbè! L'abbiamo fatta grossa di approvare quel Regolamento del Consiglio!

Montesano (P.S.D.I.) - Allora, sia ben preciso che gli ordini del giorno saranno votati alla fine della discussione e prima di una votazione di qualsiasi decisione del Consiglio, votazione di legge, votazione qualsiasi fatta dal Consiglio.

La seduta è sciolta ed è rinviata alle ore 16 e 30.

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La seduta termina alle ore 12,53.