Oggetto del Consiglio n. 178 del 14 luglio 1972 - Resoconto
OGGETTO N. 178/72 - Proposte di leggi statali in materia di elezioni politiche in Valle d'Aosta. - Questione sospensiva.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora passiamo ai punti dal 9 al 13.
Io qui, vorrei dire che ho elencato nell'ordine del giorno queste proposte, secondo l'ordine cronologico di arrivo alla Presidenza del Consiglio.
Ora, il Consiglio deve decidere che cosa vuol fare su questo argomento, se discutere oggetto per oggetto oppure discutere l'argomento all'oggetto stesso che è unico in una discussione globale.
Consigliere Ramera, che cosa...
Ramera (D.C.) - Precisamente chiedo la non discussione dei punti 9-10-11-12 e 13, relativi a disegni di legge elettorali, perché a mio parere sarebbero in contrasto con la mozione che è stata votata all'unanimità in data non so quando, ma recentemente e che tale mozione è già stata recepita pienamente e totalmente dal disegno di legge che il Consiglio dei Ministri presieduto dall'On.le Andreotti, ha fatto come primo provvedimento del suo Governo e che è già stato passato alle Camere e per il quale il Presidente del Senato Fanfani ha già predisposto addirittura che venisse incluso nell'ordine del giorno dei lavori.
Ora che cosa diceva questa mozione. Io vorrei che lei Signor Presidente innanzitutto, mi volesse cortesemente far avere il testo, comunque, nei suoi punti salienti, diceva: che il Consiglio chiedeva al Governo e al Parlamento immediate elezioni.
E successivamente di apportare alla legge elettorale quelle modifiche necessarie viste le carenze dell'attuale legge vigente.
Io credo che i proponenti, io ritengo sempre che i proponenti di qualunque cosa, contrariamente a quanto è accaduto un momento fa, siano sempre in buona fede, e che quindi, dubitando della funzionalità del Governo, hanno diligentemente pensato di provvedere all'eventuale carenza governativa presentando al Consiglio taluni disegni di legge.
Ma di fronte alla legge del Governo, io ritengo che non si debba discutere questi disegni presentati, per due motivi: primo perché l'ho già detto, avendo il Governo, recepito, totalmente quello che era lo spirito, la volontà espressa all'unanimità dal Consiglio regionale, come del resto, poi vediamo, espressi nei due disegni di legge presentati dal Collega Andrione, e secondo perché i vari disegni di legge, almeno tre, sono troppo discordanti tra loro, presentano motivi di carattere costituzionale, per cui si avrebbero le elezioni tra un paio d'anni come minimo, poiché è chiaro che quando le leggi presentano modifiche di carattere costituzionale, occorre la doppia lettura a distanza di tre mesi, nei due rami del Parlamento, per cui non è certo con questo sistema che si dimostra ai valdostani, la volontà di volere elezioni.
Se mai, presentando dei nuovi disegni di legge, in contrasto, addirittura con quello che è presente oggi alla Camera, si dimostra chiaramente la non volontà di fare le elezioni.
Ora, mi sembra che o qui si vuole rimangiare quello che si è detto dei vari gruppi, o altrimenti, qui sì c'è da parlare veramente di malafede.
Perché, o le vogliamo queste elezioni, e allora il disegno del Governo mi sembra che calzi a pennello, perché vuole immediatamente le elezioni in un articolo, nell'altro articolo prevede immediate elezioni in caso di vacanza.
E quindi, era quello che volevamo noi.
Non credo che tutto quello che si è detto in questo Consiglio, oggi non valga più, lo si è detto in questo Consiglio e lo si è detto in campagna elettorale che non si doveva votare per i morti, perché c'era la probabilità che la Valle d'Aosta rimanesse senza parlamentari.
Noi oggi vi chiediamo di votare per i vivi, quindi praticamente con la legge presentata alle Camere, noi vogliamo elezioni immediate, per votare per dei candidati vivi. Io chiedo pertanto, e poi vedremo gli interventi, chiedo pertanto che i proponenti dei vari disegni di legge, ritirino le loro proposte o che il Consiglio voglia discutere in merito alla mia proposta.
Caveri (U.V.) - Je présente l'ordre du jour suivant: qui a été signé par les Conseillers Unionistes et par les Conseillers Démocrétiens:
"Il Consiglio regionale, tenuto conto che il Consiglio nella sua seduta del 15 maggio 1972, aveva approvato all'unanimità una mozione nella quale si deliberava di sollecitare nuove elezioni politiche per il collegio uninominale della Valle d'Aosta, e di chiedere altresì la modifica della legge elettorale vigente;
pur costatando che il Presidente della Giunta regionale non è stato invitato ad intervenire alla seduta del Consiglio dei Ministri, come sarebbe stato auspicabile,
esprime
la sua soddisfazione e il suo ringraziamento al Governo Centrale, che nella sua prima seduta ha accolto con la sua proposta di legge, l'aspirazione viva e profonda del popolo valdostano, espresso all'unanimità dal Consiglio regionale, per indire tempestivamente le elezioni politiche nel collegio uninominale della Valle d'Aosta, modificando altresì la legge onde ovviare (?) le vacanze dolorosamente sperimentate,
propone
che siano ritirate dai loro presentatori le varie proposte di legge iscritte all'ordine del giorno della presente seduta che rischiano o mirano a ritardare le elezioni predette.".
Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Dolchi.
Dolchi (P.C.I.) - Se non vado errato il Consigliere Ramera richiede ai sensi dell'art. 64 del Regolamento, la questione sospensiva e fa una questione pregiudiziale.
Sulla quale il Consiglio è chiamato a votare dopo che un oratore per ogni gruppo si manifesti, esprima il parere contrario o favorevole alla richiesta sospensiva.
Se così è, come mi sembra debba essere considerato l'intervento del Collega Ramera, a nome del Gruppo Comunista, dichiaro che siamo contrari alla questione sospensiva sollevata.
Ed illustro brevemente le ragioni della nostra opposizione alla richiesta del Consigliere Ramera.
È stato ricordato che il Consiglio regionale aveva in un ordine del giorno richiesto che fosse provveduto con urgenza alla ripetizione delle elezioni e al nuovo metodo elettorale per la Valle d'Aosta, viste le carenze fin qui manifestatesi, soprattutto in occasione del decesso di eletti, o di candidati.
Dice il Consigliere Ramera: "Il Consiglio regionale non ha più motivo di discutere iniziative di leggi statali, regionali, di iniziative di leggi statali, da parte della Regione, perché il Governo ha già presentato un suo disegno di legge e ha recepito i desideri del Consiglio regionale della Valle d'Aosta".
Ecco, mi permetto di sentire da queste affermazioni, perché non so se il Collega Ramera ha letto il disegno di legge presentato dal Governo, nel disegno di legge presentato dal Governo, secondo noi, non recepisce quell'ordine del giorno, perlomeno non le recepisce nella prima parte, quando come, anche, dobbiamo discutere una legge in questo senso, al punto 10 del collega Andrione, quando si chiedeva ripetizioni immediate delle elezioni.
Il Governo ha presentato un disegno di legge che rivede la materia.
Quindi una legge ordinaria che seguirà il suo iter normale in Parlamento, per regolamentare con elezioni suppletive, la vacanza eventuale di parlamentari della Valle d'Aosta.
Questo disegno di legge se lo leggiamo attentamente, pur con parole diverse, ricalca il progetto di legge allora unificato e costituzionale del Senatore Chabod e dell'allora Governo, progetto di legge costituzionale, successivamente ripreso e ripresentato dal Senatore Berthet e che non è stato discusso?
Quindi, ci sarebbe come prima cosa da discutere se il disegno di legge governativo, cambiando le parole, ma mantenendo la sostanza, cioè quella delle elezioni suppletive, non ripropone al Parlamento il dilemma "legge costituzionale o legge ordinaria".
Noi riteniamo che da parte del Consiglio regionale della Valle d'Aosta ci debba essere un'iniziativa proprio perché non dobbiamo permettere che non sia presente la voce del Consiglio regionale della Valle d'Aosta cioè della Regione Autonoma, dei Valdostani, i più direttamente interessati a questo problema, anche perché mi rifaccio all'iter del disegno di legge già, ci sono stati dei pronunciamenti, e il primo pronunciamento è quello della Giunta delle elezioni della Camera dei Deputati, che in data 6 luglio ha testualmente deliberato di incaricare il proprio, all'unanimità, di incaricare il proprio Presidente di prospettare al Presidente della Camera l'assoluta urgenza di addivenire ad una soluzione legislativa della questione sulla base del disegno governativo e delle proposte parlamentari presentate sull'argomento.
Quindi alla Camera dei Deputati c'è una decisione dell'aggiunta delle elezioni che dice: che il disegno di legge governativo dovrà essere discusso unitamente a tutti quegli altri progetti di legge parlamentari e in questo caso noi riteniamo anche di iniziativa regionale che saranno presentati sull'argomento.
Ecco perché noi diciamo che la Valle d'Aosta attraverso il suo Consiglio regionale è giusto, è doveroso che faccia una sua proposta.
Una sua proposta non di legge costituzionale per dilazionare la data delle elezioni, una proposta di legge ordinaria come quella del Governo, e quindi possa avere lo stesso iter di quella del Governo, affinché i desiderata della Valle d'Aosta siano per lo meno, confrontati con quelli del Governo raccolti nel disegno di legge presentato.
Per queste ragioni, noi chiediamo che i cinque progetti di legge, presentati oggi all'esame del Consiglio regionale siano presi in esame.
Fosson (D.C.) - Io vorrei solo contestare in parte quanto è stato detto dal Consigliere Dolchi.
Prima di tutto il Consigliere Dolchi, riferendosi al vecchio progetto presentato dal Senatore Chabod e quindi ripreso in un secondo tempo dal Senatore Berthet ha parlato di un progetto di legge costituzionale noi abbiamo sempre negato che questo sia un progetto di legge costituzionale, ma è una legge puramente ordinaria.
Mentre parlando... (Voci) ...Sì, ma siccome noi sappiamo benissimo come sono le vicissitudini politiche, e quando oggi, giustamente si reclama che non è stato sentito il Presidente della Giunta per vedere la legge elettorale, però nessuno, anche coloro che attualmente reclamano su questo punto, hanno reclamato nel 1966 quando noi insistevamo che prima di prendere qualche provvedimento che interessava la Valle d'Aosta doveva essere sentito il Presidente della Giunta e allora praticamente, queste non sono responsabilità vostre, sono responsabilità della Democrazia Cristiana, e del Partito Socialista, che allora, in quel momento, anche il Presidente attuale della Giunta e gli altri Assessori o che, facevano, parte.
Quindi allora non si è sollevata la questione dell'anti-regionalismo per non aver sentito il Presidente della Giunta.
Questo, cari amici, o compagni comunisti, bisogna tenerselo presente anche.
Noi nell'ordine del giorno che abbiamo presentato oggi, diciamo che effettivamente era bene di sentire il Presidente della Giunta, perché riteniamo che sia in base al nostro Statuto e quindi il nostro Statuto debba essere osservato.
Ma io non voglio adesso fare qui una discussione del 1966.
Ho voluto solo dire questo per ricordare certe cose, perché a distanza di anni, si cambiano completamente le cose, secondo su quali banchi si è e con quali alleanze si sta.
Ora, la questione in quel momento. Noi abbiamo reclamato fortemente nel 1966, quando è venuto a mancare il deputato Gex, e abbiamo detto che era una questione completamente abnorma quella di non pensare a sostituire il Deputato Gex e la Giunta delle elezioni, in quel momento, e a me dispiace non avere sotto mano, adesso, quello che ha detto la Giunta delle elezioni, ma la Giunta delle elezioni, nel 1966 non ha detto che era necessario una legge costituzionale, la Giunta delle elezioni nel 1966 ha detto semplicemente che era logico che venendo a mancare il Deputato Gex, bisognava provvedere a delle elezioni suppletive.
Questo nel parere che voi avete, certamente della Giunta delle elezioni del 1966, che non si sia addivenuti a questo, e voi lo sapete i motivi, perché allora in quel momento, l'interesse di tutti gli altri Partiti, era quello di lasciare la Valle d'Aosta senza il suo rappresentante e, alcuni di quei uomini che allora si sono battuti in questo senso, siedono oggi alla Giunta sui banchi della Giunta regionale.
Questo per la precisione.
Adesso desidero dire anche un'altra cosa, perché il Consigliere Dolchi ha parlato di legge costituzionale quella che era una legge ordinaria, e ha parlato che la legge presentata attualmente dal Partito Comunista, invece è una legge puramente ordinaria.
Invece io non sono un giurista, ma andando a vedere a fondo, la legge che è stata presentata dal Partito Comunista, se dovesse essere applicata, effettivamente modificherebbe il dettato costituzionale perché invece di un collegio uninominale come previsto per la Valle d'Aosta e cioè per l'unico deputato, l'unico senatore, si prevede la questione dei resti, si pretende la proporzionalità nella parte per l'elezione della Camera e si prevede che i resti vadano a finire nel collegio nazionale.
Quindi, questa è una modifica radicale di quella che è la legge attuale per la Valle d'Aosta.
E questa, si, che ho tutti i miei dubbi che possa essere una legge ordinaria.
Ora che il Parlamento debba abbinare la discussione della legge presentata dal Governo con quella presentata dal Partito Comunista, in campo nazionale, questo è logico, perché se ci sono due leggi, probabilmente la Commissione o in aula dovranno esaminare tutte e due le leggi, dovranno ad un certo momento decidersi o per l'una o per l'altra.
Questo non lo metto in dubbio. Ora noi riteniamo che con la mozione che avevamo fatto, avevamo chiesto due cose: le avevamo chieste distinte, avevamo chiesto di avere le elezioni immediatamente e avevamo chiesto che fosse modificata la legge attuale in modo da evitare che si ritornasse in quella situazione che ci siamo trovati purtroppo per due volte di seguito, quando è mancato l'On.le Gex e quando è mancato il Sen. Berthet e cosa abbiamo detto noi nella mozione che avevamo presentato e che è stata votata all'unanimità: visti i risultati delle elezioni politiche in Valle d'Aosta in data 7-8 maggio 1972, visto che è necessario ed urgente che la Valle sia rappresentata nei due rami del Parlamento, secondo i dettami costituzionali, delibera di sollecitare nuove elezioni politiche per il Collegio uninominale della Valle d'Aosta e di chiedere altresì la modifica della legge elettorale vigente.
Conferisce il mandato al Presidente del Consiglio regionale e di trasmettere la presente mozione al Presidente della Repubblica, ai Presidenti della Camera e del Senato, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell'interno e ai gruppi parlamentari della Camera e del Senato.
Quindi, se noi esaminiamo l'attuale progetto di legge governativo, mi sembra che ha recepito, esclusivamente quello che noi chiedevamo nella mozione, perché praticamente per quanto concerne di avere delle elezioni immediate, è previsto nell'art. 3, se non sbaglio, per quanto concerne la questione di evitare la vacanza in caso che venisse a mancare uno dei due parlamentari, sono previsti all'art. 1 delle elezioni suppletive.
Quindi, mi sembra che il progetto del Governo ha recepito, completamente quanto noi abbiamo chiesto votando all'unanimità la mozione.
Ora, io mi permetto di dire che analizzando i vari progetti di legge che sono stati presentati, si vede lontano un miglio che coloro che ad un certo momento accusavano noi quando dicevamo di votare per il simbolo e per due candidati che erano morti, ci dicevano la Valle d'Aosta rimarrà 5 anni senza rappresentanze, la Valle d'Aosta ha bisogno di avere immediatamente i suoi rappresentanti a Roma, noi abbiamo l'impressione che la presentazione di un certo numero di progetti di legge tra loro contrattanti, non sia altro, non abbia altro scopo che quello di ritardare delle nuove elezioni politiche in Valle d'Aosta.
Ora, cari signori, bisogna che ognuno si prenda le responsabilità perché non è possibile sempre dire in un senso davanti all'elettorato, dire una cosa, e poi agire in modo diverso, se c'è da vagliare la legge elettorale, in un secondo momento, si vuole arrivare sempre con una legge ordinaria a delle variazioni che siano migliorative; si può sempre fare ma in base a tutto quello che è stato detto durante la campagna elettorale, avete voi stessi la responsabilità di addivenire presto a delle elezioni politiche perché altrimenti non fareste altro che turlupinare tutto l'elettorato.
È certamente che molta gente dice: no, le elezioni questo autunno, ma sarebbe molto meglio abbinare le elezioni con quelle regionali, è meglio rimandare le politiche dopo le regionali.
Questo lo si è detto in tanti posti, le voci sono normali e si sentono benissimo e si sa anche da chi vengono, queste voci.
Io mi permetto solo di dire con questo termino che noi abbiamo presentato un ordine del giorno, riconosciamo e affermiamo che praticamente il Governo avrebbe dovuto sentire il Presidente della Giunta, però su quello che è il fondamento della legge dobbiamo riconoscere che è stato recepito quanto praticamente è stato chiesto nella mozione del Consiglio regionale e quindi mi pare che se non ci sono secondi fini la questione è molto semplice.
E con questo non entro assolutamente nei particolari che prevedono le varie leggi che sono state presentate.
Montesano (P.S.D.I.) - Un attimo, per favore, perché voglio fare un chiarimento.
Sempre nel campo della questione pregiudiziale sollevata da Consigliere Ramera, e puntualizzato per quella che è la procedura dal Consigliere Dolchi.
Quindi, a parte il fatto che tutti potranno parlare su questo argomento, dato che è molto vasto, io ho iscritto a parlare i Consiglieri Andrione, Caveri, Pollicini, però richiamo l'art. 64 nel quale è previsto l'intervento, in questa fase pregiudiziale, intendiamoci bene, l'intervento di un rappresentante per gruppo, però io aggiungerei di più, anche per avere una risposta da parte dei proponenti, alla proposta Ramera io concederei la parola anche ai proponenti delle leggi, per poter sentire da loro quale è la risposta alla proposta Ramera.
Quindi, Consigliere Caveri, io rimando più in là il suo intervento... e dò la parola al Consigliere Andrione.
Andrione (U.V.) - È evidente che i progetti di legge che ho presentato e che sono iscritti ai nn. 10 e 11 dell'ordine del giorno odierno, avevano soltanto il significato di uno stimolo e cioè quello di costringere se non l'avesse fatto di propria autorità il Parlamento a prendere in esame il problema della vacanza dei seggi di Senatore e Deputato, nel collegio uninominale della Valle d'Aosta.
Sarebbe ed è presunzione quella di voler dare lezione ad un Parlamento, sul metodo con il quale questo Parlamento stabilisce le proprie elezioni.
Fino a quando noi ci manteniamo nei limiti corretti di prendere un'iniziativa per richiamare l'attenzione del Parlamento, va sempre bene, ma se vogliamo insegnare ad altri come devono agire nel loro campo, ci avviciniamo a quella favola di Fedro, che mi facevano studiare in seconda media, Rana rutta et bos, perché proprio non siamo noi, e qui siamo fuori campo; che possiamo dire al Parlamento italiano con quale metodo lui stabilisce l'elezione dei propri deputati e dei propri senatori; per cui, a fin di logica, essendo che le mie proposte di legge sono contenute nella legge che ha presentato il Governo, io accedo alla richiesta, anche quella è semplicemente logica del Consigliere Ramera e le mie due proposte di legge devono intendersi ritirate.
Pollicini (D.P.) - Ramera ci dice che l'atteggiamento della maggioranza e comunque l'atteggiamento di quelli che non sono d'accordo con lui, dimostra chiaramente che quei movimenti politici non hanno alcuna volontà di rifare le elezioni.
Ebbene io ritengo che sia opportuno, sarà bene non dimenticare una cosa molto importante e cioè che l'atteggiamento del Governo, il quale in violazione allo Statuto regionale non ha sentito il dovere di chiamare a quella seduta il Presidente della Giunta regionale, è indubbiamente la causa di questa situazione, poiché noi riteniamo che il Presidente della Giunta regionale, quale legale rappresentante del popolo valdostano avrebbe potuto far presente in sede di Consiglio dei Ministri quella che era una voce della popolazione valdostana in ordine alle necessità di riforma della legge elettorale per la Valle d'Aosta.
È evidente che se malafede c'è, c'è da una parte ben definita, tanto è vero che assistiamo al tentativo che fanno oggi la D.C. e l'U.V. di rigettare sugli altri gruppi politici responsabilità che sono soltanto loro; ma è tale e tanta l'incoerenza dell'Union Valdôtaine, la quale mentre da una parte sia attraverso, l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Caveri, a nome della D.C. e dell'Union, sia attraverso l'intervento del Vice Presidente Fosson; il quale dice che riconosciamo e affermiamo che il Governo avrebbe dovuto sentire il Presidente della Giunta, d'altra parte dicevo il settimanale dell'Union "Ville d'Aoste", pubblica, nell'ultima pagina senza commenti alla vecchia maniera, direi tradizionale maniera buttare il sasso, cercare di mettere la cattiva fede quando non c'è, pubblica esattamente un titolo sopra il comunicato del Presidente della Giunta che protestava della violazione costituzionale del Governo. Un titolo dice questo: Dujany cerca di impedire delle nuove elezioni politiche con espedienti ridicoli, ebbene quello che l'ordine del giorno dell'Avv. Caveri dice: quello che ha dichiarato il Vice Presidente Fosson, cioè che era necessario, era giusto che fosse.... il Presidente, sul settimanale ufficiale dell'Union viene detto un espediente ridicolo, quindi, il chiedere il rispetto dello Statuto regionale per l'Union è diventato un semplice espediente, questa è la serietà, ci domandiamo a questo punto che senso abbia ancora l'esistenza dell'Union, se non difende neppure lo Statuto della Regione Autonoma.
Questi sono i fatti non smentibili, tutti li hanno sentiti, i giornali sono in vendita e possono essere consultati.
Ma possiamo andare avanti visto che si vuole gettare da questa parte la responsabilità, ed è proprio richiamandosi all'ordine del giorno del 15 maggio, là dove; il Consiglio unanime, ha chiesto sia la ripetizione delle elezioni, sia la modifica della legge elettorale che era estremamente importante la presenza del Presidente, oltre che prescritta dalla Costituzione art. 44 ultimo comma, Statuto regionale della Valle d'Aosta.
Quindi, noi riteniamo che sotto questo aspetto, si cerchi di scaricare responsabilità su degli altri.
Noi evidentemente le respingiamo queste responsabilità.
D'altra parte, qui vi sono alcuni progetti di legge nulla vieta, anzi è auspicabile, io lo propongo che si cerchi di fondere in un unico progetto di legge che rispecchi la volontà del Consiglio, possibilmente unanime, quindi maggior forza sicuramente e solo attraverso questo metodo riusciremo a far sì che il Governo che non ha sentito il Presidente della Giunta, possa modificare la legge elettorale per la Valle d'Aosta, tendendo conto della volontà dei rappresentanti legali della Valle d'Aosta, del Consiglio regionale. Sotto questo aspetto mi pare importante la proposta di vedere di unificare in un'unica proposta di legge, che avrà indubbiamente lo stesso iter che ha quella governativa.
Quindi non è un problema di doppia lettura o altra cosa, lo stesso iter di quello che la presentazione, in sede governativa, del progetto di legge, del Governo attuale.
Quindi, noi riteniamo che proprio per quel senso di sensibilità autonomistica abbiamo prima ancora che il dovere, prima ancora che il diritto, il dovere di presentare al Governo un progetto di legge della Regione autonoma e non un progetto di legge governativo.
Questo evidentemente noi riteniamo opportuno farlo, mi riservo di presentare un ordine del giorno a proposito del comportamento del Governo, dopo di che, evidentemente è chiaro che noi siamo disponibili per vedere di fondere in un unico progetto di legge i progetti presentati in questo Consiglio.
Montesano (P.S.D.I.) - Rimaniamo sempre nell'ambito della pregiudiziale.
C'è qualche altro proponente di legge, che vuole prendere la parola a questo proposito?
Consigliere Pedrini.
Pedrini (P.L.I.) - Noi, liberali, Signor Presidente e Signori Colleghi siamo stati molto chiari.
Abbiamo presentato, direi per primi, è consentita questa priorità, o se non presentato, almeno dichiarato, in sede di Commissione, per primi, che noi siamo per le elezioni, immediatamente, il più velocemente possibile, però nello stesso tempo, avevamo detto e abbiamo - ripeto - presentato un disegno di legge in cui noi riteniamo che gli interessi della Valle d'Aosta vanno tutelati fino in fondo, e non soltanto, magari pere eccessiva volontà di velocità, non affrontati.
Noi siamo dell'avviso che se veramente è per quanto riguarda il Partito Liberale, io sono qua a disposizione con lettera dell'On.le Malagodi, attualmente Ministro del Tesoro, sono qua a dire per parte del Partito Liberale che noi desideriamo fare le elezioni, ma contemporaneamente se si ha la volontà politica, ripeto di farle subito, si deve avere nello stesso iter la volontà di cambiare questa legge che noi non riteniamo adatta ai tempi attuali per la nostra Regione.
Noi abbiamo chiesto due deputati perché ne abbiamo diritto, è inutile che mi si venga a dire: ma la Corte Costituzionale, il nonno che aveva le ruote, quindi non era il nonno, era la carrozzina, ecc. niente di tutto questo: con la stessa procedura con cui si va avanti, per affrontare immediatamente le elezioni politiche, si può contemporaneamente e questo non lo dice Ennio Pedrini, ma lo dice gente che a Roma e stata interpellata in questo senso, ossia l'ufficio del Partito liberale a ciò preposto, va bene, dice che contemporaneamente, se si ha - ripeto - la volontà politica, si possono fare le elezioni nella maniera in cui noi abbiamo chiesto con la nostra legge.
Fatta questa premessa, tanto per chiarire qual è il nostro pensiero, noi - io non ho sentito l'intervento del Consigliere Ramera, comunque, mi pare così di aver afferrato il concetto.
Va bene, io qua non ritiro niente: la legge l'ho presentata, desidero che mi si dica: no, noi non siamo d'accordo con la sua legge.
Se mi si dice quello allora io posso pensare anche a ritirarla.
Però desidero che - ripeto - non ho sentito l'intervento, quindi non posso inquadrare bene, ma comunque se si vuole far ritirare delle leggi, io sono disposto a ritirarle, a condizione che mi si dica che quella legge non è valida per la Valle d'Aosta, a quelle condizioni, io sono dispostissimo di ritirarla, immediatamente.
C'è da parte del Consigliere Pollicini una proposta che io ho appreso in questo momento, in cui dice: sospendiamo un momento, non so se è così l'impostazione.
Vediamo un momentino, se c'è la possibilità da parte di tutto il Consiglio di trovare una via d'uscita a questa situazione, e trovare una soluzione, per cui tutto il Consiglio possa vedere di trovare una legge, un'indicazione che possa essere approvata da tutti.
Io sono perfettamente d'accordo su questa impostazione, se ci dobbiamo trovare e dobbiamo discutere, discutiamone pure, non ci troveremmo d'accordo, non importa, se non altro sarà ancora una volta un chiarimento necessario non per noi, ma necessario per la nostra Regione.
Io penso che questo si possa fare e se in sede di discussione, riusciremo a trovare quell'accordo, che in questo momento non c'è, io sarei felicissimo della cosa, perché allora si ritirerebbero evidentemente non tutte le leggi così exabrupto, ma veramente con enorme soddisfazione.
Montesano (P.S.D.I.) - C'è qualche altro gruppo che vuole parlare?
Prego.
Pedrini (P.L.I.) - Mi sia consentito di aggiungere una cosa: ho appreso adesso da quello che ha detto Pollicini sulla Valle d'Aosta, Dujany, cerca di impedire delle nuove elezioni politiche con espedienti ridicoli.
Io non faccio sicuramente l'Avv. difensore del Dr. Dujany.
Non he ha bisogno e anche se ne avesse bisogno, non so se gliela darei, perché io sono in una posizione veramente di equilibrio, e quindi non so quale sarebbe l'atteggiamento del Partito Liberale.
Ma evidentemente devo dire ancora una volta che queste pubblicazioni continuano con pervicacia così come ho detto alla televisione, una strada di una mentalità contorta che vuole fare vedere una cosa per l'altra.
Addirittura cancellare con un colpo di spugna, ma io non so, se l'avesse fatto qualcun altro, che cosa non sarebbe successo.
Lo avrebbero accusato di non averlo fatto, di essere contro l'autonomia della Valle, ecc.. ma siccome ad un certo momento non torna comodo, allora, niente.
Noi dobbiamo chinare il capo e cospargerci il capo di cenere, perché a loro non fa comodo, e questo ripeto continua con pervicacia una politica provinciale, bassa di demagogia, terra a terra che si sa perfettamente da dove viene e che continua sempre nella stessa maniera della divisione dei valdostani, creando solo dei presupposti di odio, di invidia di bassezze che veramente in questo Consiglio non ci dovrebbero essere, queste sono le cose che sono capaci a fare determinati individui, in questa aula.
Li conosciamo molto bene e le hanno fatte prima delle elezioni regionali, le fanno oggi e le rifaranno perché è nel loro stile, le hanno fatto nel passato, continueranno a farlo.
Questo è quando dovevo dire su un'altra bassa insinuazione che è stata fatta, che non mi riguarda personalmente, ma che continua una strada che è ora che veramente si smetta di seguire, perché ne abbiamo i fondelli che toccano per terra.
Montesano (P.S.D.I.) - Io leggo l'art. 64, sulla questione sospensiva e pregiudiziale, per favore Pedrini, lei ha parlato, adesso lasci parlare me, per chiarire un po' questa procedura.
La questione sospensiva e la questione pregiudiziale possono essere proposte da ogni Consigliere prima della chiusura della discussione generale, su un progetto di legge del regolamento su un provvedimento amministrativo.
In tal caso la discussione sull'argomento può continuare soltanto dopo che il Presidente ha concesso la parola a un oratore per ciascun gruppo.
Nessun altro ha chiesto la parola?
E la questione ... respinta per alzata di mano.
Quindi, io... Bordon prego.
Bordon (D.C.) - Sono ossequiente a queste norme di regolamento, caso mai, le abbiamo combattute prima quando vennero fuori, abbiamo fatto presente allora che ci avrebbero messo il bavaglio che non avremmo più potuto parlare.
Ma sono state votate le norme, quindi noi ci inchiniamo a questo.
Però mi sembra e vorrei fare osservare al Presidente che non so, non è mica tutto giusto quello... perché Manganone ha fatto una proposta, non ha parlato il Gruppo della Democrazia Cristiana...
Montesano (P.S.D.I.) - ...ma io non le impediscono di parlare... come Gruppo della Democrazia Cristiana, Bordon... c'è qualche esponente di Gruppo che vuole parlare...
Allora però io preciso ancora che si chiude questo e si riapre la discussione, in cui tutti possono ancora parlare.
Ora sulla pregiudiziale Bordon, vuole prendere la parola?
Bordon (D.C.) - Vorrei partire con molta tranquillità. Mi spiace solo forse la prima cartuccia che spendo, poi me ne dai due...
Montesano (P.S.D.I.) - Questa discussione si riferisce alla pregiudiziale ... dopo prenderai le due cartucce e le avrai tutte e due a tua disposizione.
Bordon (D.C.) - Anche se c'è la mozione contro la caccia, lasciatemele spendere ... io vorrei sdrammatizzare un po' la storia e non vorrei fare o meglio non vorrei usare dei paroloni, come abbiamo sentito usare adesso ultimamente, parlando di malafede, parlando di altre cose, parole che vengono fuori, che noi vogliamo giustificare perché sono soltanto portate dalla foga, io penso, perché si capisce che la passione politica ci spinge a questo e io sono convinto che questa foga aumenterà ancora nel futuro, proprio per quel motivo che dicevo io già diversi mesi or sono.
Noi ci avviciniamo a delle scadenze veramente importanti, noi ci avviciniamo alle scadenze delle elezioni regionali e quindi io capisco perfettamente che per diverse persone che siedono in quest'aula, sia una scadenza veramente bruciante e che quindi anche se vogliono partire con una certa calma e con una certa moderazione, a un certo momento devono travalicare questa linea di condotta prefissa, perché sanno che determinate posizioni, determinate situazioni che sono create in questo Consiglio è che hanno creato soltanto della confusione, arriveranno a redde rationem.
Quindi, io non userò; almeno cercherò di non usare dei paroloni, vorrei non aumentare l'incendio che già sta divampando qui dentro e che divamperà ancora di più in futuro, perché io penso che se si va avanti con questo tono e si usano certe espressioni, indubbiamente la controparte risponderà, io invece vorrei tenermi giù a un livello di uomo della strada, se mi consentite a un livello di elettore valdostano che ci ascolta, che ci leggerà attraverso la stampa, e che probabilmente ci leggerà anche attraverso il verbale che noi ci premureremo di far rileggere, come spesso accade.
Quindi io vorrei far e un po' la cronistoria di questo, di questa nostra situazione, di questo nostro dibattito odierno, una cronistoria che quasi tutti abbiamo vissuto in prima persona, ma che in determinati casi, con l'amico Andrione ed altri amici, abbiamo proprio vissuto in prima persona, perché quando nella notte del 24-25 aprile, se ben ricordo purtroppo, si abbatteva quella tragedia, una cosa incredibile, sulla Valle d'Aosta, per cui due nostri candidati sparivano dalla circolazione; morivano in un incidente di macchina, da quel momento noi ci preoccupammo di vedere che cosa sarebbe accaduto, nell'interesse della Valle d'Aosta, non nell'interesse della concentrazione Democratica, o nell'interesse delle due bandiere, e il giorno stesso in cui partiva da qui davanti il funerale di Ollietti e di Marcoz, chi vi parla non aveva la soddisfazione con Andrione e altro di essere qui sul posto e di poterne seguire il feretro e di stendere quelle quattro preghiere che il cuore ci avrebbe dettato perché erano morti per tutti noi e per la Valle d'Aosta, anche tu Manganoni sei perfettamente convinto di quello che dico io, forse le preghiere tue sono un po' diverse dalle mie, ma la tua coscienza di galantuomo che io reputo ancora tale perché in quest'aula e in altra aula noi viviamo la tanto tempo, certamente anche la tua coscienza ti faceva giudicare e ti avrebbe fatto dire quello che dico io adesso.
E allora che cosa abbiamo fatto? Ci siamo presentati immediatamente al Ministero degli Interni a Roma - Ufficio competente in materia per chiedere se ci sarebbero rifatte le elezioni della Valle d'Aosta.
Questa è la cronistoria.
E avremmo voluto che anche altresì, specialmente chi, con la funzione di Presidente della Giunta Prefetto, ne aveva il dovere doppio del nostro, questa strada l'avesse seguita.
Non posso dire se l'ha fatta, se l'ha seguita e no; questa strada, fino a prova contraria non mi risulta, perché da quanto ha poi affermato in seguito il Presidente della Giunta, attraverso quelle lettere amorose, scritte a tutti gli elettori della Valle d'Aosta, delle quali lettere riparleremo dopo, indubbiamente non avrebbe detto quello che ha sempre sostenuto, vale a dire; noi ci siamo informati che queste elezioni, si potevano e si dovevano rifare al più presto possibile, siamo venuti in Valle e questo noi abbiamo affermato sulle pubbliche piazze, di fronte, a tutti quanti, perché questa era la nostra responsabilità e abbiamo detto: Signori, non si può invitare, e non sapevamo quante migliaia erano, perché si dice erano imprevisti quei risultati, non è vero niente, erano imprevisti nel numero insufficiente, perché se erano in vita, i due candidati ne avremmo avuti molti di più voti, ricordatevelo signori, non per pietismo, non per altri motivi, ma per una necessità assoluta, questo sarebbe venuto fuori...
Montesano (P.S.D.I.) - ...lasciate parlare...
Bordon (D.C.) - ... e tu hai da subire il mio, perché vedi in Italia, in questo Consiglio, abbiamo ancora la democrazia che ci protegge, io so che nei Paesi tuoi, tu ci avresti già tolto la parola, e avremmo dovuto dire: si signore, e invece oggi, questo qui, in Italia non lo diciamo, malgrado tutto, malgrado la Democrazia Cristiana, malgrado tutte quelle storie che tu tiri sempre fuori.
E allora non è un comizio, è una cronistoria, perché qui si stanno cambiando le carte in tavola, signori, qui se ci fosse la buona Mina, direbbe che sono effettivamente parole parole, qui si nega, qui si dice che negli anni scorsi si sono cambiati determinati atteggiamenti ma qui nel lasso di due mesi si sono cambiati gli atteggiamenti, perché si sono cambiati, ... lasciar dimostrare, c'è poco da fare.
Quindi che cosa ne è venuto fuori, abbiamo detto le elezioni si rifaranno al più presto e abbiamo sentito dappertutto, naturalmente, logicamente, perché poi diremo anche questo, la nostra controparte, che diceva signori, non votate i morti, che rimarremo senza candidati per cinque anni, e in una lettera che veramente mi aveva colpito il Presidente della Giunta, diceva addirittura come farò io a portare avanti i problemi della Valle d'Aosta senza i Parlamentari, ed è quello che io ho sempre detto che era opportuno che si avesse i Parlamentari per portare avanti i problemi della Valle d'Aosta.
E allora che cosa abbiamo fatto, a un certo momento, avremmo dovuto dire a questi nostri 35-36-37.000, quelli che erano gli elettori, signori, sono mancati i nostri due, facciamo come ha scritto quel giornaluccolo francese, a firma di non so più chi, che naturalmente avrebbe detto: noi pensavamo che su queste due, questi due feretri, si sarebbero stretti tutti la mano, votando per i due candidati Malagutti e il Conte Passerin d'Entrèves, ma qui scherziamo.
Ma ci sono delle impostazioni politiche ideologiche che io non credo che si possano trasportare in un giorno da un settore all'altro.
Ci sono delle impostazioni, almeno per chi ha ancora una certa coscienza, e non fa sempre delle dichiarazioni di sincerità, dichiarazioni di ordine, di non so che cosa come ci sentiamo ogni tanto ammannire qui dentro gratuitamente, ma certe impostazioni noi le abbiamo sempre seguite, le porteremo avanti sempre, non cambieremo oggi per domani e come non cambiamo oggi, perché noi abbiamo detto: Signori le elezioni si rifaranno e bisogna rifare immediatamente le elezioni, e allora, che cosa abbiamo fatto, appena possibile ci siamo messi in quattro, siamo andati a Roma abbiamo cercato di avere queste elezioni, ma che cosa abbiamo fatto a Roma nient'altro che quello che è stato detto qui in Consiglio, abbiamo cercato di accelerare con i nostri Partiti Nazionali quello che tutto il Consiglio voleva.
Perché indubbiamente, oggi si possono venire a fare delle grandi discussioni, si possono venire a fare delle illazioni sul voler scaricare le responsabilità da una parte o dall'altra, ma è altrettanto vero Signori che arrivati ad un certo momento, qui dentro in questo Consiglio e tutti quanti abbiamo detto innanzitutto vogliamo che si rifacciano le elezioni al più presto.
Questo è il punto fermo base successivamente o contemporaneamente meglio se è possibile, si dia alla Valle d'Aosta un metodo elettorale che ci consenta di supplire alle carenze che noi abbiamo notato in molto tempo; questa è la realtà dei fatti, non si può cambiare questo. Questo si vede attraverso a quello che si è sempre detto qui dentro e fuori, quindi oggi che cosa fa ci si viene a dire, ci si viene a dire ma signori - e potrei leggere quei quattro appunti che ho preso - a noi interessa il metodo, bene, l'uomo della strada, l'elettore che aspetta per votare dice, ma scusate, siete rimasti tanti anni con metodo carente, noi siamo del parere che in questo momento si debbano rifare le elezioni nel modo più assoluto e al più presto possibile, se è possibile - e lo ripeterò dieci volte perché se non mi si cambiano le carte in tavola - se è possibile noi portiamo avanti le variazioni di metodo che sono necessarie per avere uno strumento più completo, ma se questo non è possibile signori innanzitutto vogliamo queste elezioni immediatamente.
Ora scusatemi, forse è l'unico punto in cui io ho paura di gettare un po' di benzina sul fuoco.
Montesano (P.S.D.I.) - Ecco la getterai dopo se mai, adesso limitati alla pregiudiziale.
Bordon (D.C.) - Ma adesso sono così bene avviato che poi perdo il filo! Pedrini mi aiuta, dice vai che sei primo e quindi io mi avvio ancora.
Ma è logica la posizione vostra qui dentro, mi fa ridere Pollicini quando si arrabbia tanto, ma vedi se tu sei ancora capace a piangere io penso che sia una gran dote per te! Perché la faccia tua credo che non veda più lacrime da molto tempo, perché se no certe cose che hai fatto e certe cose che hai detto non le avresti dette né fatte.
Pollicini (D.P.) - Io non spendo le preghiere come spendi tu...
Bordon (D.C.) - Tu non devi spendere nessuna preghiera, tu devi soltanto fare le elezioni regionali e sono convinto che il canto del cigno della televisione è stato quello dell'altra volta, perché tu qui dentro certamente non avrai più mamma Democrazia Cristiana che ti porterà i voti, stai tranquillo!
Pollicini (D.P.) - Io questo lo so....
Montesano (P.S.D.I.) - (scampanellata) ...oh io invito Pollicini, Consigliere Pollicini, per favore! Consigliere Pollicini io sospendo la seduta.
(Voce del Consigliere Pollicini)
Bordon (D.C.) - E questo sapendo tu continui e sputare veleno in quel piatto che ti ha dato da mangiare fino a ieri.
Montesano (P.S.D.I.) - Bordon, ti prego di....
Pollicini (D.P.) - Votava me non votava te.
Bordon (D.C.) - Ah, e questo me lo auguro nelle future regionali! Sono proprio convinto, solo che mi sarebbe piaciuto che questa discussione fosse avvenuta prima delle elezioni del 1968, purtroppo il destino questo ci ha tolto e speriamo che ce lo....
Pollicini (D.P.) - ...no, purtroppo ti ha tolto la Presidenza!
Bordon (D.C.) - No, la Presidenza no, lo sai che pubblicamente lo dicevano tutti che la Presidenza ce ne fregavamo perché non potevamo farlo, abbiamo sempre detto che se qualche d'uno ambiva a questo posto glielo davamo, ma ci sono degli amici dell'opposizione.
Montesano (P.S.D.I.) - Voi ve ne fregate di una Presidenza che è questa!
Bordon (D.C.) - Ma Presidente!
Montesano (P.S.D.I.) - Eh no, eh no, voi, Bordon, siccome poi...
Bordon (D.C.) - Io rispondo sempre soltanto a quello che mi si dice, non incomincio mai, ma rispondere posso, posso rispondere... (Voce - Volevo chiedere se sei d'accordo sulla sospensiva o meno) ...La sospensiva è anche per questo, voglio farti un altro discorso per arrivare alla sospensiva; per arrivare alla sospensiva dobbiamo innanzi tutto rendere conto alla situazione che si è creata qui dentro e allora - aspetta un momentino, lasciami andare, vedete come siamo democratici noi, perché noi lasciamo interrompere, vi lasciamo fare, ma cerchiamo di insegnarvi che cos'è la democrazia ma non riusciamo mica sempre, ma pazienza, speriamo di riuscire in futuro, perché la pazienza non manca - e allora continuo dicendovi che arrivati ad un certo momento noi qui che cosa vogliamo? Ma noi vogliamo le elezioni immediatamente, noi vogliamo mantenere fede a quello che abbiamo detto, perché non vogliamo che la Valle d'Aosta rimanga senza parlamentari, naturalmente dice Pedrini, e qui è facile inserirsi nella discussione, ma Pedrini dice: ma non si potrebbe avere uno strumento che fosse più completo per noi altri, ecc.
Ma vedi Pedrini, sei un politico troppo abile perché io possa venire a dire queste cose; ma tu capisci perfettamente che con la variazione di legge che è stata portata in questo momento io penso che non si vada, dicono i legali, ad impingere nella Costituzione, perché è una cosa molto più semplice, perché che cosa si dice: noi vogliamo rifare le elezioni immediatamente, vogliamo due sostituti che evitino quello che è accaduto prima, ma tu capisci, per esempio, se incominciamo a dire: vogliamo due deputati, vogliamo, per esempio, due senatori.
(Voce del Consigliere Pedrini)
Montesano (P.S.D.I.) - Non entriamo nel merito, non entriamo nel merito per favore!
Bordon (D.C.) - Entreremo nel merito dopo.
Montesano (P.S.D.I.) - Dopo entrerete nel merito.
Bordon (D.C.) - E allora io dico, tutte queste cose qui probabilmente non fanno altro che ritardare le elezioni; la nostra preoccupazione è semplicemente questa; noi vi diciamo: signori qui all'unanimità, noi ovviamo all'inconveniente che da tanti anni si ripete, dal 1966 col povero Gex e con Berthet, noi incominciamo a fare immediatamente le elezioni e il Governo ci è venuto incontro e questo plaudire al Governo indubbiamente è una cosa giusta, ma pensate che ancora ieri si stava votando in Senato la fiducia e già il Governo aveva portato avanti questa proposta di Decreto-Legge, per vedere di mandarlo avanti il più presto, quindi in fondo in fondo che cosa si verifica?
Se noi ci opponiamo a questo e chiediamo delle variazioni molto diverse da quelle che sono state date adesso, indubbiamente noi ritarderemo le elezioni, è questo il discorso; ciò non toglie che domani, quando noi avremo fatto le elezioni, avremo i due parlamentari, e questo è l'uomo della strada che lo dice tutti i giorni, indubbiamente i due parlamentari ci aiuteranno a portare avanti le variazioni che noi chiediamo, perché ad un certo momento tu capisci che parlare di elezioni immediatamente e di sostituzione, mentre poi dall'altra parte io chiedo di avere invece di un deputato di averne due, di cambiare completamente il sistema di votazione, di non avere più il collegio uninominale ma di portare i resti in campo nazionale, io non so, non sono un tecnico in materia, ma il buon senso di tutti ci dice che questo non farà altro che ritardare il problema.
E allora ripeto quello che stavo per dire prima: indubbiamente a qualche d'uno, qui dentro, non interessa, non è desiderato da qualche d'uno fare le elezioni subito ed è logico, ecco dove voi mi avete interrotto, dove voi non volete che io vada alla fine del mio dire, ed è la verità, ma è logico, ma il vostro gruppo, il gruppo delle "due bandiere", indubbiamente non ha desiderio di fare subito queste elezioni per tutto un complesso di fattori, perché arrivati ad un certo momento pregiudicherebbe le regionali, perché non ce le dobbiamo dire queste cose? Con la massima sincerità, tanto l'elettore valdostano se qualche volta è creduto da qualche d'uno sprovveduto, ha dimostrato di non essere sprovveduto, ha dimostrato di valutare nel suo giusto peso tutte queste valutazioni, e quindi fa semplicemente ridere.
Allora io sono favorevole a quello che è stato proposto da Ramera, è logico, perché noi vogliamo innanzitutto che si rifacciano subito le elezioni, che si possa votare per i vivi togliendo le ombre dei morti, del pietismo, ecc. che si dia alla Regione i due rappresentanti, che il Parlamento sia completo a Roma nel plenum della Camera e del Senato, nient'altro che questo.
Adesso ci siamo sentiti dire di nuovo - Presidente del Consiglio solo un attimo - la Democrazia Cristiana viene chiamata in ballo sempre, ma è logico che sia così, è dal '45 che porta avanti questa nazione, dove malgrado tutto va abbastanza bene, dove si sarebbe potuto andare meglio se non ci fossero state delle forze contrarie che invece di spingere la carretta hanno sempre messo i bastoni nelle ruote della carretta, e qui potremmo anche fare i nomi, però non li facciamo perché tutti quanti conoscono quali sono queste forze contrarie; e pertanto continuo dicendo che arrivati ad un certo momento è logico che vengano fuori queste situazioni e quindi che cosa si può fare? Noi chiediamo ancora una volta di fare immediatamente le elezioni, di portare avanti questa variazione che il Governo ci ha dato adesso, riservandoci di portare avanti tutte le variazioni che voi credete, ma oggi come oggi se voi avete interesse di fare le elezioni come ne abbiamo noi e come ne ha la Valle d'Aosta voi non potete che accettare questo.
Naturalmente adesso subentra la parte politica, come cittadino.
Montesano (P.S.D.I.) - Bordon dillo dopo, adesso limitiamoci alla pregiudiziale.
Bordon (D.C.) - Dopo non dico più niente, quindi tanto vale che lo dica adesso.
Montesano (P.S.D.I.) - Eh no, no, per favore, altrimenti devo dare a tutti, limitiamoci alla parte pregiudiziale, vediamo un pochino se possiamo aprire la discussione sulle leggi.
Bordon (D.C.) - Quindi io dico soltanto che per me bisogna accogliere questa proposta di Ramera nell'interesse della Valle d'Aosta, perché è assolutamente necessario che si facciano le elezioni subito, perché chiedendo altre cose e di maggiore importanza, magari anche, noi non facciamo altro che ritardare.
Montesano (P.S.D.I.) - Il Presidente della Giunta e poi Tonino, poi abbiamo esaurito, mi pare, un attimo, insomma io non sono ancora riuscito a spiegarmi bene che siamo nella fase pregiudiziale, questa fase pregiudiziale, questa fase pregiudiziale, questa fase pregiudiziale bisogna votarla, cari signori, e poi cominciamo la discussione. Allora la parola al Presidente della Giunta, e poi al Consigliere Tonino. Allora Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Volevo dire questo: io non ho presentato nessun disegno di legge in quanto ho preso visione del disegno di legge presentato dal Gruppo Comunista, di cui ne ho concordato il contenuto.
Naturalmente concordando il contenuto di questo disegno di legge non sono d'accordo sulla proposta fatta dal Consigliere Ramera, il quale chiede di ritirare questo disegno di legge e anche sono d'accordo anche sul contenuto del disegno di legge presentato dal Consigliere Pedrini; sull'ordine del giorno presentato, concordato con la Democrazia Cristiana e l'Union Valdôtaine, naturalmente non sono d'accordo, e oltre a non essere d'accordo, mi sia permesso di dire che mi meraviglio che questo ordine del giorno sia stato concordato e che proprio sia stato letto dall'Avv. Caveri in quanto proprio l'Avv. Caveri in questo Consiglio, giustamente, ogni qualvolta la Valle d'Aosta veniva fatta uso di sopruso da parte degli organi centrali, l'Avv. Caveri protestava energicamente mentre invece questa volta sta ringraziando il Governo di questo sopruso fatto.
Brevemente, a Bordon vorrei soltanto dire questo: quando Lei ha parlato dei due morti, e qui non voglio rientrare in una cosa che è fuori, però debbo rispondere no, io francamente al posto suo avrei ritardato un giorno ad andare a Roma, perché non bruciava tutto, avrei ritardato un giorno e sarei andato ai funerali dei due morti, accompagnarli alla loro ultima dimora.
Montesano (P.S.D.I.) - ...Presidente della Giunta e poi si vota la pregiudiziale proposta dal Consigliere Ramera.
Dujany (P.D.) - In questo Consiglio ci sono anche degli aspetti ameni anche quando si fa parecchia polemica pre-elettorale; qualcuno si diverte a citare Rabut (?) altri si divertono a citare Mina, quindi vedete quanta diversità culturale c'è tra gli appartenenti a questo consesso; qualcun altro si diverte a spendere quelle quattro preghiere dette con un tono di chi non crede a nulla, dette così con molta superficialità e genericità in questo Consiglio, si parla con molta superficialità di decreto legge quando nessuno ha mai, si trova dinanzi a un decreto legge ma bensì ad un disegno di legge di iniziativa governativa e quindi mi pare in tutta queste serie di terminologia e di interventi pieni di approssimazione naturalmente si tende a spargere un certo fuoco e un certo senso di responsabilità ributtando le responsabilità sugli uni che vogliono le elezioni presto, sugli altri che non voglio le elezioni presto.
Sia ben chiaro che siamo tutti per rifare le elezioni, è inutile che stiamo qui a nascondercelo, sia ben chiaro che il contributo del Consiglio regionale è un contributo che è doveroso, sia altrettanto chiaro che la competenza della nuova legge elettorale è una competenza del Parlamento.
Ci troviamo noi dinanzi a quattro proposte di legge di iniziativa consiliare e di iniziativa della Giunta; la Commissione Affari Generali ha ritenuto opportuno di non affrontare la discussione di queste singole proposte ritenendo più valido di rinviare il tutto in sede consiliare, sarebbe stato augurabile un confronto più valido, una discussione approfondita in sede di Commissione così avremmo avuto la possibilità oggi di avere, di poter decidere in un modo più chiaro, in un modo più celere.
Noi come Giunta ci auguriamo che sulla proposta della Giunta ci sia l'unanimità sulla proposta presentata dalla Giunta che è una proposta di legge che tende a caratterizzare la situazione autonoma della Valle d'Aosta studiando un tipo di legislazione che è legge ordinaria che non ha il pericolo di essere legge costituzionale che caratterizzerebbe e qualificherebbe la Valle d'Aosta rispetto al rimanente territorio italiano.
Mi rendo conto che è una proposta di legge che può presentare delle difficoltà e potrebbe essere valida solo nel caso che fosse appoggiata da tutto il Consiglio regionale.
Quindi noi come Giunta abbiamo portato avanti questa proposta come elemento di confronto e di discussione, come elemento di valutazione, però non siamo d'accordo di rinunciare alla discussione ma di passare sic et simpliciter così all'approvazione del precedente ordine del giorno senza proporre nulla da questo Consiglio.
Quanto ritengo che il Consiglio abbia il diritto e il dovere di esprimere qualcosa al Parlamento che è l'Organo competente in questa sede per decidere questo problema.
Vorrei ancora ricordare quanto è stato detto in precedenza, per cortesia, non divertiamoci con lo Statuto, per cortesia non consideriamo espedienti ridicoli la richiesta del rispetto dello Statuto regionale che si riferisce né a Dujany né a Caveri, né a Bordon, né a Fosson, né a Chamonin, ma si riferisce alle funzioni del Presidente della Giunta.
Mi pare che questo comportamento sia poco serio e mi pare poco dignitoso.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora chiusa questa discussione pregiudiziale, per che cosa Ramera...
Ramera (D.C.) - ... formale, perché io ho fatto una richiesta sospensiva, no, alla mia richiesta praticamente si è associata un'altra proposta del Consigliere Pollicini di unificare.
Praticamente qui si è fatta per un'ora e più delle discussioni ma nessuno ha detto perché dobbiamo non sospendere perché questa legge fatta dal Governo e presentata al Parlamento non va bene, perché fino adesso nessuno l'ha detto, tutti hanno detto: il Consiglio regionale deve proporre però nessuno ha il coraggio di dire su che cosa non va bene, perché, dopo, perché se lo dicessimo subito evitiamo, evitiamo le leggi, dopo. Stia tranquillo, dopo, d'accordo, stia tranquillo che non voteremo all'unanimità perché il PCI può adeguarsi perché ha già la legge presentata al Parlamento, no, e quindi può adeguarsi a votare benissimo, tanto non cancella quell'altra presentata già al Parlamento e così noi non voteremo all'unanimità e faremo anche noi la nostra strada.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora votiamo la sospensiva richiesta dal Consigliere Ramera.
Chi è favorevole alla sospensione della discussione perché superata dalla presentazione della proposta di legge governativa, alzi la mano.
Contare, chi è contrario, astenuti, due astenuti il Consigliere Pollicini e il Consigliere Pedrini, non ci sono altri astenuti? Allora per favore il conto.
Risultato della votazione: astenuti dalla votazione due, favorevoli 11, contrari 19, il Consiglio respinge.
