Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 189 del 28 luglio 1972 - Resoconto

OGGETTO N. 189/72 - Deliberazioni della Giunta comunale di Aosta nn. 861 e 862 in data 28 giugno 1972. (Interpellanza)

Bordon (D.C.) - Vorrei sapere quanto tempo ho per illustrarla, vorrei eventualmente che me lo si dica...

Montesano (P.S.D.I.) - Dieci minuti.

Bordon (D.C.) - Quanti?

Montesano (P.S.D.I.) - Dieci, sono le 10,28.

Bordon (D.C.) - Dirò, innanzitutto, che non ho mai avuto il piacere di essere consigliere del Comune di Aosta; forse è anche un vantaggio che hanno avuto gli amministratori di Aosta, gli amministrati di Aosta e, pertanto, in queste notizie che mi sono state fornite, perché il malcontento su questo problema è grosso in Aosta, da parte di molti, potrebbero anche avere delle lacune, delle inesattezze.

Quindi io, pensando alla Giunta come organo di tutela, che la Giunta è anche l'espressione del nostro Consiglio regionale, ho creduto bene di richiamare l'attenzione e del Consiglio regionale e della Giunta che, naturalmente, se ne assumerà tutte le responsabilità, perché l'Organo di tutela è la Giunta, di fornire alcuni elementi che mi sono stati dati e che io riporto qui.

Questa interpellanza denuncia una seria di illegittimità poste in essere dal Sindaco di Aosta e dalla stessa Giunta comunale. Almeno, sembra che sia così.

La gravità degli impegni formali assunti dal Sindaco di Aosta, abusando dei poteri di cui all'art. 151, comma 1, n. 5, del T.U. della legge 1915, n. 148, si spiega facilmente se si pensa che la Giunta comunale di Aosta si regge sul voto determinante del Partito comunista che, unitamente al Partito socialista, ha diretto tramite i suoi noti dirigenti l'Alleanza cooperativa valdostana fusasi con l'unico colosso monopolitico di stampo marxista.

Per documentare punto per punto le violazioni del Sindaco di Aosta, operante in concerto con la Giunta comunale, io vorrei elencarvi alcuni fatti, con la premessa che l'ho fatto prima e che ci potrebbero anche essere delle cose in parte inesatte. Ma questo lo appurerà la Giunta.

La Giunta deve solo apprezzare questa nostra buona volontà di dare questi elementi raccolti che potrebbero, come dico, essere anche molto utili.

Il Comune di Aosta ha stipulato un contratto di locazione all'Alleanza cooperativa valdostana per dei locali, già mercato coperto di Via Chabod, dietro i portici del Municipio di Aosta, all'altezza di via Xavier de Maistre, n. 7, per i magazzini di vendita.

Tale contratto, stipulato in data 8 luglio 1965, durante la Giunta Dolchi, è stato durante la Giunta Dolchi. L'Alleanza cooperativa è, come dicevo, un organismo chiaramente comunista perché, in mezzo, ha sempre avuto un sacco di persone che qui sono elencate; siccome io non voglio fare degli elenchi nominativi, non sto a leggerli; però posso ricordare, per esempio, che sono succeduti a questi che erano qui, determinati amministratori, il Signor Colombi, che è notoriamente comunista, con questo io non ho niente da dire, e Carrello che, fino a prova contraria, è del Partito socialista.

La firma posta sul contratto di locazione, unitamente a quella del Sindaco di Aosta Dolchi è del Segretario reggente Casetta Giuseppe, è quella del Signor Casetta Giuseppe, noto dirigente del Partito comunista.

Il canone annuo, siamo nel 1965, ricordatevelo, era convenuto in un milione e mezzo, da abbuonare a totale scomputo delle opere di sistemazione da eseguirsi a cure spese.

In tale contratto mancava il dies ad quem, vale a dire la data in cui doveva terminare questo rapporto.

E di ciò potremo ancora riparlarne dopo.

Io vorrei limitarmi soltanto a dire che i Sindaci precedenti, Chanoux, Bondaz, Marcoz, ecc., avevano fatto di tutto per resistere alla consegna di questi locali. I locali, siti nel piano terreno di Via Xavier de Maistre, in località di indubbio valore storico ed artistico, comprendono un'area di metri quadri, seicentosettanta, di cui verrebbero utilizzati quattrocentocinquanta per il magazzino, ecc.. Questa superficie per farvi l'idea di quello che è il rapporto con l'affitto.

Ora, che cosa si è fatto? Si è cercato di resistere sempre alla consegna di questi locali perché, a un certo momento, si era capito che era un contratto che non era certamente a vantaggio del Comune di Aosta.

Ora, il Signor De Vecchi ultimamente non si è limitato ad eseguire tale deliberazione, e cioè a consegnare i locali, ma si dice che, a insaputa della Giunta comunale e del Consiglio, ha stipulato un atto di convenzione, di transazione che ha dell'impossibile e che aggiunge il sapone a quel capestro infilato sul Comune di Aosta dal Sindaco Dolchi.

A questo proposito bisogna pur riconoscere che, di fronte a questo nuovo contratto del De Vecchi, il contratto Dolchi salvava almeno il Comune dalle spese di costruzione dell'immobile che, nel secondo contratto, sono invece a totale carico del Comune.

Chi dice trecento milioni per le riparazioni, chi cinquecento; io devo per forza riassumere questo perché se no non ci sto dentro.

Del resto, lo stesso bilancio di previsione del Comune di Aosta, tra le altre cose, non porta nessuna cifra a questo riguardo.

Firmata la convenzione per conto suo, il Sindaco avrebbe cercato di correre ai ripari facendo deliberare la convenzione della Giunta con procedura di urgenza in data 28 giugno 1972. Anche la Giunta comunale ha violato l'articolo 140 del T.U. 1915, sconfinando dalla propria competenza, datosi che l'urgenza non era tale da permettersi la convocazione del Consiglio, convocato infatti pochi giorni dopo il 7 luglio 1972 a cose fatte, e datosi anche che l'urgenza non era dovuta a una causa nuova o posteriore dall'ultima adunanza.

La stessa Giunta avrebbe potuto infatti deliberare, ma non in via d'urgenza.

Che cos'è il nuovo contratto? È inutile dire che una delle clausole del contratto è il prezzo invariato del canone di affitto.

Quindi, il contratto che oggi si stabilisce a partire del '72-'73 e va fino al 1985 porta lo stesso canone di un milione e mezzo fissato nel 1965. Per noi, poi, se qui dentro volessimo divagare ma non ne abbiamo il tempo, pensiamo a quante volte ci siamo sentiti parlare della svalutazione purtroppo reale della Lira, ecc., ma in questo caso lo si dimentica.

Il Sindaco, secondo il parere di molti, non poteva firmare la convenzione se non dopo che la Giunta o il Consiglio avessero deliberato in merito.

La Giunta non poteva deliberare in via d'urgenza; le deliberazioni, in particolare quella della Giunta in data 28 giugno 1972, non indicano nemmeno l'ammontare delle spese e i mezzi per fare fronte.

Il Sindaco si giustifica dicendo che approfitterà per costruire un nuovo salone consiliare e uffici che non sono urgenti, dato che il salone consiliare è modernissimo, è stato appena messo a posto adesso.

L'atto di convenzione e di transazione altro non è che un riconoscimento di concessioni che potevano ancora essere limitate ma che, a un certo momento, sono state ampliate il perché non lo si sa, ma ognuno di noi lo può intuire.

Inoltre l'UNICOP è un'entità giuridica diversa dall'Alleanza cooperativa, per cui si poteva magari anche resistere e non rimanere succubi di quel contratto firmato, in allora, a quelle determinate condizioni che si possono portare avanti ancora oggi.

Si tratta, in effetti, questo di un nuovo contratto e non di una transazione perché invece che comporre...con reciproche concessioni, aggrava pesantissimamente le concessioni fatte nel '65 a detrimento del Comune. Prima fra tutte lo stesso invariato importo, il prezzo e le spese di costruzione a totale carico del Comune.

Al punto terzo della cosiddetta transazione viene fissato il giorno in cui dovrebbe essere finita questa locazione.

Montesano (P.S.D.I.) - Bordon, due minuti ancora.

Bordon (D.C.) - Mi bastano forse. Quando il De Vecchi, per conto del Comune, accetta di riconoscere di non aver adempiuto agli obblighi, egli riconosce un torto che poteva invece, in sede di giudizio, essere attribuito all'Alleanza cooperativa.

Infatti, nel contratto del '65, vi era una gravissima lacuna. Vi si dice che il contratto avrà inizio quando l'Alleanza cooperativa richiederà l'esecuzione di determinati lavori.

In parole povere, il contratto poteva anche essere annullato e non eseguito in quanto erano mancanti.

Conclusione di tutto questo, noi preghiamo, noi riteniamo di aver fatto bene di segnalare queste voci che potrebbero essere anche reali perché, se fosse vero questo, la Giunta, come organo di tutela, io penso che debba curare attentamente questo perché, se questo non dovesse accadere, io penso che questa denuncia da parte di un qualsiasi cittadino potrebbe andare in altra sede per vedere quali sono le responsabilità che anche la stessa Giunta si assume.

Io non ho nient'altro da dire.

Dujany (D.P.) - Questo problema è un problema vecchio, non è sorto qualche mese fa e mi pare che il Consigliere Bordon abbia accennato alla deliberazione del 1965 in cui il Comune di Aosta stipulava un contratto con l'Alleanza cooperativa valdostana per realizzare magazzini di vendita e, il tutto, in esecuzione a una delibera del Consiglio comunale di Aosta del 24 novembre 1964.

Le condizioni di quel contratto erano le seguenti: il Comune cedeva in appalto, per nove anni dalla data di collaudo dei lavori di costruzione dei locali, e non introitava il canone di locazione determinato in Lire 1 milione e mezzo annuo, salvo la proroga dell'affitto per altri anni pari alla durata del supero della spesa rispetto a quello di Lire 13 milioni e mezzo, comunque non oltre 20 milioni e, cioè, praticamente per altri quattro anni.

Era prevista la disdetta da darsi un anno prima con lo scadere dei nove anni e con la rifusione all'Alleanza di 6 milioni e mezzo al massimo annue.

In data 7.11.'69, quindi dal '64 al '65 fino al '69, non è più successo nulla. Nel '69 l'Alleanza cooperativa valdostana minacciava una causa in quanto non erano ancora stati liberati i locali per esecuzione di lavori.

Il Sindaco di Aosta, nel gennaio del '70, rispose che i locali si sarebbero resi liberi nel secondo semestre del '70 ed invitava la parte a prendere contatti con l'Amministrazione comunale.

In data 3.10.'70 venne inviata al Comune di Aosta altra lettera raccomandata di sollecito per la consegna dei locali. La risposta è dilatoria: i locali non sono ancora disponibili in data odierna in quanto i nuovi magazzini acquistati nel frattempo dal Comune di Aosta nella zona di Pont Suaz non sono ancora attrezzati.

In data 29.12.'71, la società cooperativa UNICOP, che ha assorbito l'Alleanza cooperativa valdostana, ha citato il Comune di Aosta per ottenere la disponibilità dei locali e il risarcimento dei danni.

Il Comune delibera di resistere e nomina il suo avvocato difensore, con deliberazione del Comune del 1972.

A questo punto l'Amministrazione comunale esamina la questione e, con la parte avversa, viene sottoscritta dal Sindaco una convenzione, regolamentante i rapporti di transazione della causa da approvarsi dalla Giunta in via d'urgenza, salvo ratifica del Consiglio comunale.

Le delibere di cui oggi è oggetto di discussione sono proprio le delibere 861-862 della Giunta comunale di Aosta del 28 luglio del '72, in cui si approva l'atto di convenzione e di transazione riservandosi di sottoporlo alla ratifica del Consiglio comunale, unitamente ai provvedimenti conseguenti.

La deliberazione di ratifica del Consiglio comunale non è ancora pervenuta agli Uffici regionali.

Le due delibere sono pervenute, sono oggetto di esame e di osservazione da parte della Giunta regionale.

Bordon (D.C.) - Qui non si tratta di rispondere se sono o siamo soddisfatti o meno, perché lascia il tempo che trova. Però, indubbiamente, le cose che avevamo puntualizzate, almeno alcune di quelle puntualizzate, sono confermate dal Presidente della Giunta che, brevemente, dice: il Sindaco firma una convenzione con questa UNICOP in via d'urgenza, poi la si trasmette alla Giunta e, successivamente, viene rinviata al Consiglio regionale.

Questo è l'iter: il Sindaco firma la convenzione poi la sottopone alla Giunta in via d'urgenza e poi la Giunta la passa per la rettifica al Consiglio comunale. Quello che avevo detto io, perché corrisponde al vero.

Ora, se questo è legale noi non abbiamo niente da dire; compito vostro sarà proprio di vedere se questa è una illegalità o meno.

Ma indubbiamente il problema, e qui noi non dobbiamo entrare in questo merito, nel merito della sostanza, perché mi sembra che la Giunta di tutela dovrà proprio esaminare attentamente questo problema, a un certo momento, per evitare un processo che poteva anche essere vinto come poteva anche essere perso perché, probabilmente, inadempienti ce n'erano da una parte e dall'altra, ma che probabilmente potevano costare al Comune di Aosta anche un qualche cosa in caso di perdita del processo. Oggi come oggi è venuta fuori appunto una condizione perché lo stesso affitto del 1965, io lascio giudicare a qualsiasi, cioè non voglio fare della critica, come non la vogliamo fare noi, un locale di quattrocento metri quadrati, più altri spazi liberi, 1 milione e mezzo all'anno di affitto, io credo che sia semplicemente ridicolo, quando si prevede una spesa di trecento-quattrocento milioni, non so quanti, per mettere a posto questo locale. Pensate soltanto l'interesse di questo capitale, non viene neanche contro bilanciato dall'altra parte.

Ma, a me questo non mi interessa; è stato detto in altra sede, si è voluto dare un colore politico che forse ha, in altra sede. Io qui ho voluto portarlo soltanto perché la Giunta lo esamini con molta attenzione e veda perché ci dovrebbero essere delle irregolarità.

Se queste irregolarità non ci saranno, la Giunta avrà fatto benissimo ad approvarlo; se invece la Giunta approverà con le irregolarità, vuol dire che, pur avendo richiamata la sua attenzione, ne risponderà chi di dovere. Quindi noi non c'entriamo niente.