Oggetto del Consiglio n. 46 del 22 marzo 1952 - Verbale
OGGETTO N. 46/52 - CONCESSIONE DI SUSSIDIO STRAORDINARIO DI LIRE 5 MILIONI AL COMITATO VALDOSTANO PER LE PICCOLE INDUSTRIE E L'ARTIGIANATO LOCALE PER LE SPESE DI GESTIONE DELLA "BOTTEGA ARTIGIANA", DI AOSTA, E PER INIZIATIVE A FAVORE DELL'ARTIGIANATO. APPROVAZIONE E LIQUIDAZIONE DI SPESA.
L'Assessore all'Industria e Commercio, Per. ind. FOSSON, riferisce al Consiglio in merito alla proposta di concessione e di liquidazione, al Comitato Valdostano per le piccole industrie e l'artigianato locale, di un sussidio straordinario di lire 5 milioni, per il finanziamento delle spese di gestione della "Bottega artigiana", di Aosta, e di iniziative a favore dell'artigianato; richiama, in proposito, l'attenzione dei Signori Consiglieri sulla seguente relazione, di cui copia è stata trasmessa ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza delli 14 e 15 marzo 1952:
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Com'è noto il Comitato Valdostano per le piccole industrie e l'Artigianato locale attende, tra l'altro, alla gestione di una "Bottega artigiana" in Aosta (Piazza E. Chanoux), che procede all'acquisto ed alla rendita dei prodotti dell'artigianato locale.
Dalla gestione di detta Bottega relativa all'esercizio 1951 si rileva uno sbilancio di Lire 1.400.000 derivante dalla differenza tra le disponibilità liquide di Lire 200.000 e gli impegni diversi contratti per un ammontare di Lire 1.600.000. Tale sbilancio però non rappresenta il deficit della gestione relativa all'esercizio suddetto, raggiungendo questo il mezzo milione e costituendo la risultanza deficitaria di tutto l'andamento amministrativo a partire dall'esercizio 1947.
Inoltre sebbene le vendite dell'Artigianato abbiano nel decorso citato esercizio avuto un maggior movimento superando la somma di Lire 2.500.000, si ritiene che il loro volume potrà notevolmente aumentare se si considera il fatto che le Esposizioni Vendite di Cogne e Courmayeur saranno nella prossima estate tempestivamente aperte ed in piena efficienza essendo attualmente munite di un congruo quantitativo di merce, ciò che purtroppo non ha potuto essere realizzato nell'estate 1951 per motivi di forza maggiore.
All'uopo si reputa opportuno ricordare nuovamente che la "Bottega Artigiana" sia fornita di mezzi atti a costituire la dovuta riserva di merci, che possano formare quella consistenza di magazzino indispensabile per assicurare un conveniente movimento commerciale (giro d'affari).
Analogamente e correlativamente a detto fatto, si può dire della produzione artigiana. Essa ha nel 1951 raggiunto quasi i 5 milioni e potrebbe ancora essere notevolmente aumentata con le provvidenze in corso di attuazione da parte dell'Amministrazione regionale, quali le Scuole Artigianali, i sussidi per l'acquisto di macchinari, ecc...
Ciò dato ed essendo opportuno e necessario incrementare l'attività della "Bottega Artigiana", occorre che il Comitato Valdostano per l'artigianato disponga di adeguati capitali, dovendo il Comitato stesso essere messo in grado di assorbire quasi tutta la produzione degli artigiani locali.
In tal modo si consentirebbe al Comitato di continuare ad assolvere anche ad un importante compito assistenziale col dare la possibilità di occupazione e nello stesso tempo una certa qual sicurezza di guadagno ad una categoria di lavoratori, i quali spesso dalla vendita dei loro prodotti ricavano il maggior cespite di entrata familiare.
Nello svolgimento di tale compito il Comitato ha constatato le difficoltà nelle quali spesso vengono a trovarsi gli artigiani nel rifornirsi localmente della materia prima indispensabile alla produzione dei loro lavori in legno.
Vari e rilevanti sono stati gli inconvenienti che si sono dovuti purtroppo registrare nella produzione a causa dell'impiego nelle lavorazioni di legnami poco selezionati o scarsamente stagionati. Onde ovviare a tali gravi inconvenienti che possono pregiudicare la bontà, la conservazione e l'uso dei prodotti ottenuti e quindi sminuirne il valore commerciale, ed allo scopo anche di offrire agli artigiani ottima merce a prezzi di convenienza o di costo, il Comitato intende conseguentemente destinare una congrua somma per l'acquisto di tronchi di acero, platano, od altro legname idoneo alla fabbricazione degli oggetti in legno. Ciò servirebbe a costituire una adeguata riserva di legname ben stagionato e pertanto idoneo per delicati lavori di tornitura e scultura su legno.
Il Comitato, al fine di poter proseguire nel programma di lavoro finora intrapreso e di soddisfare i propri impegni di bilancio, dovrebbe poter disporre di un congruo contributo.
I mezzi finanziari occorrenti potrebbero essere concessi dall'Amministrazione regionale mediante l'elargizione di un adeguato contributo straordinario.
Si ritiene, pertanto, opportuno di concedere al Comitato Valdostano per le Piccole Industrie e l'Artigianato locale un contributo "una tantum" di Lire 5 milioni da destinarsi nel modo seguente:
Lire 1.500.000 a saldo impegni diversi come si è visto sopra;
Lire 1.000.000 per acquisto legname da assegnare agli artigiani, in rapporto alla produzione realizzata negli anni decorsi;
Lire 2.500.000 per l'assorbimento dell'attuale produzione artigiana e per consentire un giro di affari necessario a far fronte alle spese generali di ordinaria amministrazione aggirantesi, come dimostrato dagli esercizi precedenti, sulle 600.000.
Quanto sopra premesso si propone:
1°) di concedere e di liquidare a favore del Comitato Valdostano per le Piccole Industrie e l'Artigianato locale la somma di Lire 5.000.000 (cinque milioni) a titolo di contributo straordinario "una tantum" nelle spese di gestione della "Bottega Artigiana" di Aosta;
2°) di ordinare l'emissione del relativo mandato di pagamento, con quietanza del Segretario del Comitato, Signor Bertaz Innocenzo, e con imputazione della spesa all'articolo 204 del bilancio corrente esercizio finanziario: "Fondo iniziative per l'incremento dell'Artigianato locale", che presenta sufficiente disponibilità.
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L'Assessore Per. ind. FOSSON illustra la relazione surriportata e rileva che l'Amministrazione regionale ha erogato, dal 1945 in poi, al Comitato valdostano per le piccole industrie e l'artigianato locale contributi nelle spese di gestione della "Bottega artigiana", di Aosta, per l'ammontare complessivo di Lire 6.650.000, somma che è stata investita per l'acquisto di merce costituente l'attuale fondo di magazzino, del valore effettivo di circa Lire 7 milioni e mezzo.
Fa presente che, nello scorso anno, nessun sussidio è stato erogato per la "Bottega artigiana" e che la stessa ha contratto verso gli artigiani un debito di Lire 1.400.000 per oggetti acquistati e non pagati. Precisa, però, che tale somma non corrisponde al deficit della gestione, che è di lire mezzo milione circa e che è da porsi in relazione al fatto che l'importo degli acquisti è stato nettamente superiore all'importo delle vendite.
Informa che ogni sforzo è stato fatto per incrementare il giro degli affari, come la partecipazione ad alcune mostre fuori Valle, fra le quali, la mostra di Firenze; fa presente che, purtroppo, il risultato non è stato quello che si sperava.
Comunica che, alla chiusura della succitata mostra di Firenze, tutto il materiale esposto è stato riportato in Valle, con l'intendimento di porlo in mostra e in vendita a Courmayeur previa installazione, in una zona centrale, del chiosco "châlet" appositamente costruito per la mostra di Firenze.
Informa che l'apertura del "châlet" in Courmayeur non ha potuto avvenire che dopo il 15 agosto, per il fatto che il terreno offerto in un primo tempo dall'Amministrazione comunale di Courmayeur non rispondeva allo scopo, non essendo sito in zona centrale; informa che, soltanto dopo pressioni ed insistenze, si è ottenuto di poter collocare il chiosco nella piazzetta sita davanti al Municipio.
Osserva che l'apertura della mostra è stata tardiva, per cui le vendite degli oggetti esposti sono state assai limitate; informa che altrettanto può dirsi per Cogne, ove era stata pure aperta, in alcuni locali del Municipio, una piccola mostra di pizzi e di oggetti in legno.
Rileva che l'ubicazione della "Bottega artigiana", di Aosta, per quanto sembri in zona centrale, è quanto mai infelice.
Pone in rilievo che la situazione della suddetta Bottega è ora completamente mutata. Precisa, infatti, che, alcuni anni or sono, pochi erano gli artigiani che lavoravano e, quindi, scarsa era la produzione di oggetti in legno, per cui si era ritenuto necessario di incrementare e di potenziare l'artigianato, acquistando tutta la produzione, sia degli oggetti facilmente smerciabili, sia di quelli di fattura scadente, e ciò anche allo scopo di invogliare i giovani alla lavorazione del legno.
Dichiara che un certo risultato è stato conseguito perché, oltre ai vecchi, anche i giovani si sono dedicati a tale lavoro e a St. Nicolas e a Valtournanche molti giovani hanno frequentato le scuole artigiane aperte in quelle località.
Precisa che la Bottega dovrebbe ora seguire il seguente nuovo indirizzo: selezionare la produzione degli artigiani ed acquistare soltanto gli oggetti che possono essere facilmente venduti; intensificare ed aumentare le vendite, curando l'apertura di piccole botteghe nei principali centri di villeggiatura ed, in particolare, nel centro di St. Vincent ove dovrebbe essere installato apposito "châlet".
Per quanto concerne gli altri centri di importanza turistica, ritiene che, per la vendita di oggetti, la Bottega artigiana potrebbe appoggiarsi a quei negozi locali che già smerciano oggetti in legno ora provenienti dalla Val Gardena.
Comunica che, in tal senso, sono state diramate direttive. Non si nasconde che possano sorgere critiche circa l'operato del Comitato direttivo della "Bottega artigiana".
Rileva che non compete all'Assessore all'Industria e Commercio di interessarsi personalmente della parte esecutiva e, cioè, di svolgere trattative con i gerenti delle botteghe nei singoli centri turistici per la vendita della produzione degli artigiani.
Lamenta che alcune critiche vengano formulate, talvolta, oltre che dai rappresentanti degli artigiani, anche da membri del Comitato direttivo e, cioè, proprio da coloro ai quali compete la responsabilità delle decisioni di interesse della "Bottega artigiana".
Ritiene che una migliore organizzazione, su nuove basi, della Bottega artigiana debba formare oggetto di uno studio approfondito da parte del Comitato valdostano per le piccole industrie e l'artigianato locale, dovendosi far sì che la gestione non abbia più ad essere passiva.
Pone in rilievo le difficoltà nelle quali spesso vengono a trovarsi gli artigiani nel rifornirsi localmente della materia prima indispensabile alla produzione dei loro lavori in legno.
Fa presente che, per tale ragione, gli artigiani eseguono sovente le loro lavorazioni adoperando, legname ancora verde o, quanto meno, poco selezionato o scarsamente stagionato, per cui alcuni oggetti, che all'atto della consegna risultano di ottima fattura, in prosieguo di tempo si screpolano e non sono più smerciabili.
Tale fatto ha contribuito, nel passato, ad aumentare la passività della gestione della Bottega, poiché, come già detto, tutta la produzione degli artigiani veniva acquistata, mentre, secondo il nuovo indirizzo che verrà ora seguito, il materiale di fattura imperfetta, o che in prosieguo di tempo si renda difettoso, verrà restituito agli artigiani.
Informa che, al fine di ovviare a tali inconvenienti, che pregiudicano la bontà, la conservazione e l'uso dei prodotti e che ne sminuiscono quindi il valore commerciale, il Comitato ha stabilito di acquistare direttamente partite di legname (tronchi di larice, platano, ecc.), particolarmente idoneo alla fabbricazione degli oggetti in legno e di assegnare ai singoli artigiani i quantitativi occorrenti di legname, previa la necessaria stagionatura, anticipando il capitale occorrente per l'acquisto, capitale che sarà rimborsato alla Bottega mediante trattenuta del relativo importo all'atto del pagamento del prodotto lavorato.
Comunica che la scorta del legname occorrente dovrebbe essere iniziata nel corrente anno, onde poter fornire agli artigiani, fra un anno o due, legname stagionato.
Informa che, per l'attuazione del programma di lavoro intrapreso dal Comitato e per il saldo dei debiti assunti verso gli artigiani, è necessario che l'Amministrazione regionale elargisca al Comitato valdostano un contributo di Lire 5 milioni, di cui lire 1.500.000 per il saldo dei debiti precitati, lire un milione per l'acquisto di legname da assegnare agli artigiani, in proporzione alla produzione realizzata negli anni decorsi, e L. 2.500.000 per l'assorbimento dell'attuale produzione artigiana e per il finanziamento delle spese generali di ordine amministrativo della Bottega artigiana.
Pone in rilievo quanto già detto in precedenza e, cioè, che la Bottega artigiana ha beneficiato a tutt'oggi dall'Amministrazione regionale di sussidi per l'importo complessivo di lire 6.650.000 e che il valore delle merci costituenti il fondo di magazzino, al 31 dicembre 1951, ammonta a lire 7 milioni 435.990. Sottolinea, peraltro, che il deficit risultante alla fine dell'esercizio 1951 è di lire 295 mila, corrispondente alla differenza fra l'ammontare delle vendite e degli acquisti.
Conclude, facendo presente che il Comitato valdostano intende fare ogni sforzo per incrementare e migliorare la produzione degli artigiani nonché per annientare il giro degli affari, migliorando il sistema di organizzazione delle vendite, in modo che la gestione della Bottega non abbia più ad essere passiva e il Comitato valdostano non debba più ricorrere ai contributi dell'Amministrazione regionale per l'attuazione del suo programma.
Mr. le Conseiller PERRON remarque que, ayant eu occasion de visiter la "Bottega artigiana", il a constaté que plusieurs objets sont invendables quoique ils soient de quelque valeur artistique.
Il déclare être d'avis que la production des artisans doit être entièrement vendable, afin que la Boutique ne devienne pas un musée et que - ce qui est plus important - le déficit de gestion puisse être réduit et ensuite annulé, de sorte que le Comité n'ait plus à recourir à l'Administration régionale pour des subventions.
Pour cette raison il affirme qu'on doit limiter la tendance artistique des artisans et les orienter plutôt vers la production en série.
Il Consigliere Sig. MANGANONI osserva che la relazione distribuita ai Signori Consiglieri non contiene elementi esaurienti, mentre sarebbe stato opportuno che alla relazione stessa fosse stato allegato un rendiconto dettagliato di tutti i contributi che sono stati sino ad ora erogati dall'Amministrazione regionale a favore della "Bottega artigiana" di Aosta.
Lamenta che, ogni qual volta sono sottoposte al Consiglio proposte di concessione di contributi a favore della "Bottega artigiana", i Consiglieri del gruppo socialcomunista si trovano nella necessità di dover fare sempre le stesse osservazioni.
Rileva, fra altro, che sugli oggetti esposti nelle vetrine non è indicato il prezzo di vendita, mentre ciò sarebbe necessario affinché l'acquirente sia edotto del costo degli oggetti senza essere costretto ad entrare nel negozio.
Per quanto concerne la merce che costituisce il fondo di magazzino, esprime il timore che, procedendo secondo il sistema sino ad oggi seguito, la Bottega artigiana possa diventare un magazzino o museo di deposito, come accennato dal Consigliere Sig. Perron, in quanto molta merce non sarà mai venduta.
Dichiara che, pur non essendo contrario all'artigianato artistico, ritiene che l'attività degli artigiani debba essere prevalentemente ed essenzialmente indirizzata verso la produzione di oggetti e di attrezzi di prima necessità ed utilità, quali, ad esempio, le gerle, i rastrelli, i panieri, i sabots, che la Bottega artigiana dovrebbe porre in vendita.
Ritornando sulla questione prezzi, constata che gli oggetti vengono posti in vendita ad un prezzo troppo superiore a quello corrisposto agli artigiani.
Informa che i Consiglieri del gruppo social-comunista sono del parere che debba essere cambiato tutto il sistema di gestione della Bottega artigiana e propongono che l'Amministrazione regionale assuma a proprio carico le spese generali della Bottega artigiana, e cioè le spese attinenti all'affitto dei locali, all'illuminazione degli stessi, alla retribuzione del personale addetto alla vendita, ecc.
Rileva che, per contro, la Bottega dovrebbe accettare tutta la produzione degli artigiani e, cioè, sia gli oggetti che hanno un valore artistico sia gli oggetti e gli attrezzi non aventi alcun valore artistico ma che sono di utilità pratica e che dovrebbero essere venduti al pubblico al prezzo fissato dagli artigiani, ai quali, pertanto, dovrebbe essere devoluto l'intero provento delle vendite.
Fa presente che, qualora la Bottega artigiana venga organizzata secondo il sistema sopra esposto, gli artigiani avrebbero la garanzia che nessuna speculazione viene fatta sui loro manufatti.
Il Consigliere Sig. MARCHESE rileva che, secondo quanto dichiarato dall'Assessore Per. ind. Fosson, l'acquisto della produzione degli artigiani va interpretata come una forma di assistenza che viene prestata agli artigiani, in quanto molti di essi, se così non fosse, non riuscirebbero a smerciare i loro prodotti.
Comunica di essere, quindi, favorevole a che il Comitato valdostano continui la sua attività, che si concreta in un aiuto tangibile ai piccoli artigiani.
Il Consigliere Signora RONC-DESAYMONET deplora che la "Bottega artigiana" abbia fondi di magazzino per un importo di così rilevante entità ed esprime il dubbio che la causa sia da attribuirsi, in parte, alla mancanza di originalità nei lavori degli artigiani locali, i quali molto spesso, anziché ispirarsi alle vecchie tradizioni, copiano soggetti pubblicati nelle varie riviste.
Rileva la necessità che gli artigiani locali siano guidati ed indirizzati da persone che possiedano un vero senso artistico.
Comunica di essere stata fra i promotori della rinascita dell'artigianato valdostano e che, in tale sua qualità, ha avuto contatti con personalità di alto rango nonché con molte persone provenienti dalle grandi città e di aver constatato che le stesse preferivano lavori semplici e primitivi, scartando i lavori nei quali non riscontravano alcuna originalità di carattere locale.
Raccomanda, quindi, che le donne artigiane siano indirizzate verso la confezione di pizzi e di merletti e che gli artigiani, nei loro lavori, siano consigliati di ispirarsi a vecchi motivi o a soggetti locali, che abbondano in Valle d'Aosta.
Raccomanda ancora che le donne artigiane siano pure consigliate a confezionare tessuti ed indumenti di stile valdostano.
Osserva che, seguendo l'indirizzo sopra esposto, la produzione degli artigiani verrà senz'altro migliorata dal lato estetico ed, essendo ispirata a motivi e a soggetti locali, sarà più facilmente smerciabile, il che è nell'interesse sia della Bottega che degli artigiani stessi, i quali ne ritrarranno un maggior utile.
Mr. le Conseiller BOTTEL fait ressortir que le Conseil régional, qui se préoccupe toujours de venir en aide aux petits agriculteurs, est aujourd'hui appelé à donner au Comité valdôtain pour l'artisanat une subvention, afin que celui-ci puisse, à son tour, aider les petits artisans, en absorbant leur production.
Il remarque que toute polémique sur la valeur artistique des objets produits par les artisans est donc hors lieu.
Il déclare d'approuver entièrement la proposition qui a été soumise à l'approbation du Conseil, concernant l'allocation de la somme de cinq millions de lires au Comité Valdôtain pour l'artisanat.
Il ajoute qu'il serait même opportun que le montant de l'allocation fut augmentée, parce que les petits artisans, qui habitent dans les Communes les plus éloignées et sans ressources, seront les bénéficiaires de ces subsides.
Mr. le Conseiller CUAZ reconnaît que l'œuvre déployée par l'Assessorat à l'Industrie et au Commerce, en faveur des artisans et de la Boutique de l'artisanat, a été très utile.
Il estime que, cependant, on devrait changer de méthode en ce qui concerne l'organisation de l'achat et de la vente des objets, car il retient que le système actuel ne répond pas aux exigences du commerce moderne.
Il déclare être d'avis, premièrement, que la production doit être débitable et, en outre, qu'il faille augmenter le nombre des boutiques chargées du débit des objets, surtout dans les stations de villégiature, comme Courmayeur, Valtournanche, Gressoney, ou bien qu'il faille s'appuyer pour le débit aux boutiques qui vendent déjà des objets similaires.
Il rappelle qu'autrefois la vente de ces objets était confiée pendant l'été à des institutrices, qui ne percevaient aucune rétribution mais un pourcentage sur les ventes.
Il retient que la réorganisation de la partie commerciale est du ressort exclusif du Comité valdôtain pour l'artisanat, qui doit en prendre la responsabilité.
Mr. le Conseiller PERRON déclare être d'accord avec Mr. le Conseiller Bottel car l'Administration régionale doit venir en aide aux petits artisans.
Il remarque, cependant, qu'il faut absolument changer le système d'organisation de la Boutique et acheter seulement les objets débitables, si on ne veut pas que la Boutique artisane se transforme en musée et que l'Administration régionale se trouve forcée, chaque année, d'allouer des fonds au Comité valdôtain pour l'artisanat.
Mr. l'Assesseur DEFFEYES estime que la polémique soulevée n'a pas raison d'être, car les cinq millions de lires, dont la Junte propose l'allocation, ne sont pas donnés à fonds perdus, mais afin que le Comité puisse acheter, pour les revendre, les objets en bois fabriqués par les artisans de la Vallée, particulièrement par les artisans des Communes de Chamois, Valtournanche, Courmayeur, Cogne, St. Nicolas, Pré St. Didier, Gressoney, etc., et des hameaux éparpillés dans les zones de montagne.
Il est d'avis qu'il y a lieu d'accorder le subside proposé par la Junte et dont le montant n'est pas exagéré.
Il convient qu'en ce moment les fonds de magasin sont assez importants et qu'ils le seront plus encore dans un mois ou deux, car dans cette saison, dans laquelle les ventes sont assez limitées, la Boutique de l'artisanat procède à l'achat de la production hivernale et printanière des artisans.
En ce qui concerne l'orientation des artisans de la Vallée vers une production d'objets en série, dont à la proposition de Mr. le Conseiller Perron, il déclare être d'un avis contraire car, dit-il, tout le monde sait que, lorsqu'on construit en série, l'art disparait, puisque l'art jaillit de combinaisons qui ne sont pas dictées par des directives données du dehors ou d'en haut; il s' en suit que l'artisan doit se tenir dans cette sphère. Il fait encore ressortir que par le seul fait qu'on donne des directives aux artisans on enlève à leur production ce cachet de naïveté et de spontanéité qui constitue l'élément essentiel des objets fabriqués par les artisans.
Il remarque, à ce propos, qu'il n'y a plus d'art dans les objets provenant du Val Gardena depuis que la production y est faite en série.
Il observe que si MM. les Conseillers voulaient aller visiter, en ce moment, la Boutique de l'artisanat d'Aoste, ils pourraient se rendre compte de l'art primitif des artisans de la Vallée d'Aoste.
Il répète qu'il faut laisser faire aux artisans selon leur génie et leur inspiration, si l'on ne vent pas ôter à leurs travaux tout sens artistique.
Il convient qu'on peut soulever des critiques à l'adresse du Comité actuel, mais il est d'avis que, d'autre part, on ne pourra jamais affirmer que le Comité n'ait pas laissé complètement libre les artisans de suivre leur inspiration.
Il remarque qu'en approuvant l'allocation qui a été proposée par la Junte on arrive, pratiquement, à la solution suggérée par Mr. Manganoni, c'est-à-dire de prendre à la charge de l'Administration régionale les frais de fonctionnement de la Boutique de l'artisanat, avec la seule différence, que le fond de magasin reste de propriété de la Boutique.
Il déclare qu'à son avis la seule recommandation que l'on puisse adresser au Comité est celle de mieux organiser le système de vente, afin d'arride l'artisanat, avec la seule différence que le fond de magasin.
Monsieur l'Avocat CAVERI, Président de la Junte, communique au Conseil qu'il a entendu quelquefois affirmer que l'économie de la Vallée d'Aoste aurait deux pilliers fondamentaux, à savoir l'agriculture et l'artisanat.
Il déclare ne pas partager cette opinion, l'artisanat étant réduit, dans le monde moderne, à une fonction secondaire.
Il convient que l'on puisse, pour des raisons d'ordre sentimental, demeurer attachés à ces formes archaïques de production, mais il faut reconnaître, affirme-t-il, que l'industrie moderne, en produisant en série, bat toute concurrence possible de la part de l'artisanat, de manière que celui-ci est devenu une espèce de fleur rare qui ne saurait être conservée que par le mécénatisme, qui protège l'art, ce qui est bien le cas de l'artisanat en Vallée d'Aoste, qui est essentiellement artistique.
Il s'étonne qu'on ait dernièrement soulevé des doutes sur l'art des artisans valdôtains, car, en visitant soit la "Boutique", soit la Foire de St. Ours, ce qui frappe est justement le sens artistique dont ont fait preuve les artisans.
Il reconnaît qu'il y a bien des objets qui peuvent faire soulever des doutes à ce propos, mais il affirme que cela arrive toutes les fois que l'artisan, croyant bien faire, essaie de s'inspirer à l'art moderne ou à certaines formes du passé; lorsque, au contraire, il suit son inspiration, il fait quelque chose qui est vraiment de l'art, d'une spontanéité et d'une naïveté particulière qui en forment l'attrait.
A l'appui de sa thèse, il rappelle que les visiteurs de l'exposition artisanale, qui s'est tenue il y a environ deux ans à Aoste, ont unanimement admiré la naïveté dans l'art des artisans valdôtains.
Ce serait une erreur immense, dit-il, de vouloir donner à cette production le cachet de la production en série, car, en obligeant les artisans à copier, on leur enlèverait toute inspiration.
Il ne partage pas le point de vue de ceux qui doutent de l'art des artisans valdôtains, car les objets qui sont exposés à la "Boutique" démontrent un goût tout à fait artistique, même raffiné, bien que, dans la masse, on voie des objets dont la confection laisse à désirer.
Il lui semble que toute ironie sur ce mot "Boutique" est déplacée, du moment qu'elle sert essentiellement pour venir en aide des artisans et que les fonds alloués servent pour l'achat des objets.
En ce qui concerne l'organisation de la "Boutique", il est d'avis que ce n'est pas le système qui est à modifier en quoi que ce soit, car le problème central est celui de donner la plus grande impulsion possible aux ventes, afin que les stocks constituant le fond de magasin disparaissent.
Il déclare que, par conséquent, il faut augmenter le nombre des magasins de vente, en les situant dans les centres touristiques les plus importants de la Vallée d'Aoste, étant donné que les touristes sont les meilleurs acheteurs.
Il est d'accord, avec Mr. l'Assesseur Deffeyes, que l'art a disparu dans la production des artisans du Val Gardena depuis que leur production a été standardisée.
Il affirme que les produits valdôtains sont, en cela, supérieurs à ceux du Val Gardena et il précise que son affirmation n'est pas dictée par un sentiment de nationalisme régionaliste, mais par la constatation que la production artisanale valdôtaine continue d'avoir une forme d'art primitive.
Il remarque qu'on publie beaucoup d'articles sur l'artisanat, ce qui est très bien, dit-il, mais il s'étonne qu'il faille dépenser encore tellement de mots pour démontrer l'utilité de l'allocation - assez modeste, dans le cadre de l'économie de la Vallée d'Aoste - de la somme de cinq millions de lires en faveur de l'artisanat.
Il estime qu'en effet cette forme secondaire d'activité ne peut être maintenue aujourd'hui que par le mécénatisme et il ajoute que ce rôle de mécénat, à l'égard des artisans de la Vallée d'Aoste, appartient au Conseil régional.
En ce qui concerne la question de la différence existant entre le prix d'achat à l'artisan et le prix de vente au public, il est d'accord avec Monsieur le Conseiller Manganoni dans le sens que cette différence pourrait, à la rigueur, être supprimée; car elle a une importance psychologique bien plus que réelle, par le fait que les artisans, sachant que cette différence existe, s'imaginent qu'il y ait une spéculation de la part de la "Boutique".
Il ajoute qu'on pourrait, tout au plus, établir un "quid" entre les deux prix. [Come da deliberazione consiliare n. 63, del 30 luglio 1952, si approva lo stralcio di n. 15 parole circonscritte in rosso. Il Segretario Attilio Brero].
Il relève encore que l'artisanat n'est pas à même de tenir à la concurrence de l'industrie à cause de la fameuse question du prix de revient.
Il rappelle, à ce propos, que déjà l'abbé Béthaz, dans une de ses publications - toujours très soignées, très fouillées, très bien écrites, comme il était dans la coutume des Valdôtains d'antan - signalait que dans un petit village du Valgrisanche, déjà presque désert de son temps, il y avait, une quarantaine d'années auparavant, douze fabriques de tissus, [come da deliberazione consiliare n. 63, del 30 luglio 1952, si approva la sostituzione di n. 4 parole circoscritte in rosso con le seguenti n. 4 parole "douze femmes qui tissaient". Il Segretario Attilio Brero] ce qui confirme, à son avis, la thèse que l'artisanat, dans la société moderne, est une activité surpassée, sauf que sous la seule forme de vie possible de nos jours, c'est-à-dire l'artisanat artistique, qui existera tant qu'il y aura des amateurs de l'art.
L'Assessore all'Industria e Commercio, Per. Ind. FOSSON, concorda su quanto esposto dal Presidente della Giunta, Avv. Caveri, e dall'Assessore Prof. Deffeyes, e dichiara di dovere esporre alcune considerazioni, in risposta ai rilievi formulati da vari Consiglieri.
Ricorda che la Fiera di S. Orso ha avuto quest'anno notevole successo per l'afflusso di pubblico e per il gran numero di artigiani premiati per la loro produzione concernente sia oggetti artistici, sia attrezzi ed utensili vari.
Per quanto concerne la questione se la produzione degli artigiani debba essere indirizzata verso la lavorazione in serie o piuttosto verso quella artistica, precisa che si tratta di questione dibattuta da molto tempo.
Rileva che la Mostra dell'Artigianato, tenutasi in Aosta due anni or sono, ha riscosso il consenso unanime dei visitatori e ricorda che gli oggetti esposti alla Triennale di Milano ed a Oslo hanno destato l'ammirazione del pubblico, in modo particolare degli artisti, che hanno definito molto interessante la produzione valdostana, avendo riscontrato in essa i caratteri della spontaneità e della genuinità che, invece, sono scomparse nella produzione della Valle Gardena.
Informa, a questo proposito, che è pervenuta notizia, da Milano, che verranno ad Aosta due architetti per la scelta di oggetti destinati ad essere inviati ad una mostra a Parigi.
Ritiene che gli artigiani della Valle d'Aosta debbano continuare nell'indirizzo sinora seguito e, cioè, nella lavorazione artistica degli oggetti; ritiene che ogni sforzo debba essere fatto affinché la loro produzione sia migliorata e incrementata, ciò che è possibile soltanto mercé un'opera di mecenatismo da parte dell'Amministrazione regionale.
Ricorda di avere già in precedenza illustrato al Consiglio la situazione dell'artigianato locale nell'anno 1945; illustra quanto è stato fatto dal Comitato da allora ad oggi per il potenziamento di questa forma d'arte popolare.
Osserva che non si può non riconoscere che l'azione perseguita dal Comitato ha dato risultati veramente significativi, poiché, infatti, nella lavorazione vi è stato un vero progresso dal lato artistico, come ne fanno fede gli unanimi consensi di artisti e come può essere constatato dal raffronto di oggetti (ad esempio grolle) di fabbricazione recente con altri fabbricati quattro o cinque anni or sono.
Per quanto concerne l'opportunità o meno della lavorazione in serie, rileva che trattasi di una questione assai delicata e ritiene che, tuttalpiù, gli artigiani potrebbero essere indirizzati verso la lavorazione di oggetti di maggiore utilità.
Rileva, peraltro, la necessità che il ritmo della produzione sia parallelo a quello delle vendite e, cioè, che gli artigiani siano consigliati ad aumentare la lavorazione degli oggetti di cui maggiore è la vendita e a limitare, invece, la produzione di quegli oggetti dei quali la richiesta è minima.
Fa presente che, purtroppo, data la produzione scadente degli scorsi anni, non si poté inviare fuori Valle - per essere esposti in mostre - oggetti di notevole valore artistico.
Concorda sul rilievo che, per il risanamento della situazione deficitaria della "Bottega artigiana", è indispensabile di aumentare il ritmo delle vendite, aprendo nuovi magazzini nei centri di maggiore importanza turistica ed incaricando della vendita degli oggetti, nei centri di minore importanza, persone di fiducia, corrispondendo alle stesse una determinata percentuale sul provento delle vendite, come è stato già praticato a Cogne ed in altre località.
Per quanto concerne la richiesta del Consigliere Sig. Manganoni, tendente a conoscere la misura della maggiorazione di prezzo praticata per la vendita degli oggetti, assicura che, in relazione alle raccomandazioni formulate lo scorso anno dallo stesso Consigliere Sig. Manganoni, la maggiorazione di prezzo non è stata mai superiore al trenta per cento.
Riferisce in merito alle forti spese alle quali il Comitato ha dovuto fare fronte, comprendenti, oltre alle spese di carattere generale (affitto, luce, riscaldamento, retribuzione personale, ecc., ecc.) anche le imposte di vario genere (R.M., I.G.E., ecc., ecc.), nonché le provvigioni da corrispondersi alle persone incaricate della vendita degli oggetti.
Dichiara di non essere contrario a che gli oggetti siano posti in vendita al prezzo di costo; chiede che il Consiglio voglia, però, dare precise direttive in merito precisando anche se sia o non da includersi l'ammontare dell'Imposta Generale Entrata.
Rileva che, secondo quanto proposto dal Consigliere Sig. Manganoni, il Comitato - per non continuare nella situazione deficitaria attuale - dovrebbe prendere in consegna, o deposito, dagli artigiani i loro prodotti e porli in vendita al loro prezzo di costo.
Esprime parere che tale proposta non sia di facile attuazione, sia perché gli artigiani non possono aspettare di essere pagati dopo che gli oggetti siano stati venduti, sia perché questo sistema comporta complicazioni agli effetti fiscali.
Ritiene che potrebbero essere accolte, invece, le proposte di assunzione delle spese generali a carico dell'Amministrazione regionale e di vendita degli oggetti al loro prezzo di costo senza maggiorazioni, sistema che darebbe luogo alla selezione spontanea della produzione, secondo la legge della domanda e dell'offerta, ed alla conseguente restituzione agli artigiani degli oggetti rimasti invenduti dopo un certo periodo di tempo. Esprime però il timore che tale sistema possa influire in senso negativo su molti artigiani, in particolare sui giovani, che, in questi ultimi anni, hanno frequentato corsi di artigianato e sono ancora suscettibili di miglioramento e di perfezionamento.
Il Presidente ff., Ing. PASQUALI, riconosce che sarebbe ottima cosa addivenire alla vendita degli oggetti al prezzo di costo. Pone, peraltro, in rilievo che il prezzo di costo è dato dal prezzo corrisposto all'artigiano aumentato dell'importo delle spese generali, imposte, tasse, ecc. ecc.
Precisa che, pur essendo l'Amministrazione regionale disposta ad assumere a suo carico le spese generali, dovrebbe, però, essere quanto meno applicata, al prezzo di acquisto degli oggetti, la maggiorazione del dieci per cento per spese di tasse e per anticipazioni di capitale.
Ritiene che il pagamento all'artigiano debba essere effettuato all'atto della consegna degli oggetti, perché il sistema di carico e di scarico di merci prese in deposito comporta molte scritturazioni e anche perché l'artigiano ha necessità di denaro e non può, quindi, aspettare parecchi mesi, e, cioè, fino a quando la merce sia stata venduta.
Il Consigliere Sig. CUAZ dichiara di approvare la proposta formulata dalla Giunta, con la riserva-raccomandazione che il Comitato Valdostano per l'Artigianato incrementi al massimo la vendita degli oggetti in carico.
Il Consigliere Sig. MANGANONI dichiara che era intenzione dei Consiglieri del gruppo social-comunista di votare contro la proposta formulata dalla Giunta, perché i fondi erogati dall'Amministrazione regionale non vanno a beneficio degli artigiani, ma vengono assorbiti dalle spese per la Bottega Artigiana.
Dichiara, però, che, in relazione alle precisazioni fatte dall'Assessore all'Industria e Commercio, Per. Ind. Fosson, i Consiglieri del gruppo socialcomunista si astengono dalla votazione, riservandosi di dare il loro voto favorevole alla erogazione di sussidi a favore del Comitato Valdostano per la piccola industria e per l'artigianato locale, allorquando il Comitato stesso avrà dimostrato di favorire la produzione artigiana, adeguando il sistema di produzione e di vendita alle attuali esigenze del commercio.
L'Assessore all'Industria e Commercio, Per. Ind. FOSSON, esprime il dubbio che la dichiarazione fatta dal Consigliere Sig. Manganoni, a nome dei Consiglieri del gruppo social-comunista, possa essere intesa come rilievo sulla gestione della Bottega, anche perché alla relazione non è stato allegato il rendiconto dei sussidi regionali erogati a tutt'oggi al Comitato stesso.
Informa che tale rendiconto non è stato allegato in quanto non è ancora stato approvato dal Comitato. Precisa, peraltro, che i Signori Consiglieri possono rendersi personalmente conto, in qualsiasi momento, della situazione della gestione, prendendone conoscenza dai documenti contabili ed amministrativi del Comitato.
Il Consigliere Sig. MANGANONI precisa che non ha inteso incolpare il Comitato di cattiva amministrazione della "Bottega" e rileva che la dichiarazione di astensione dei Consiglieri del gruppo social-comunista va posta in relazione al fatto che essi non approvano l'attuale sistema di gestione della Bottega artigiana, che dovrebbe essere impostato nel senso proposto dal Presidente ff., Ing. Pasquali.
L'Assessore Per. Ind. FOSSON prende atto di quanto sopra.
Il Presidente ff., Ing. PASQUALI, pone, quindi, ai voti, per alzata di mano, l'approvazione della proposta formulata dalla Giunta.
IL CONSIGLIO
ritenuta la necessità di contribuire al finanziamento delle spese di gestione della "Bottega Artigiana" di Aosta, in modo da assicurarne il funzionamento regolare e indipendente ai fini del maggior sviluppo dell'attività artigiana, nonché al finanziamento di iniziative a favore dell'artigianato locale;
ad unanimità di voti, con astensione dalla votazione dei Consiglieri Signori Armand Beniamino, Manganoni Claudio e Désaymonet Ronc Anaide;
Delibera
1) di concedere e di liquidare, a favore del Comitato Valdostano per le piccole industrie e l'artigianato locale, la somma di lire 5.000.000 (cinque milioni), a titolo di contributo straordinario "una tantum" dell'Amministrazione regionale nelle spese di gestione della "Bottega Artigiana", di Aosta, e per il finanziamento di iniziative a favore dell'artigianato locale;
2) di approvare la spesa di lire 5.000.000 (cinque milioni), da imputarsi all'art. 204 del bilancio corrente esercizio finanziario ("Spese per iniziative di incremento dell'artigianato locale"), ordinando l'emissione del relativo mandato di pagamento, con quietanza del Segretario del Comitato, Signor Bertaz Innocenzo.
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Si dà atto che il Presidente ff., Ing. PASQUALI, chiede al Consiglio se la trattazione degli oggetti di cui ai numeri 28 e 29 dell'ordine del giorno debba essere rinviata alla prossima adunanza.
Segue breve discussione, alla quale partecipano il Presidente ff., Ing. PASQUALI, l'Assessore Geom. BIONAZ ed il Consigliere Sig. MANGANONI, il quale esprime parere che, data l'ora tarda, la trattazione dei rimanenti oggetti debba essere rinviata alla prossima adunanza del Consiglio.
Il Presidente ff., Ing. PASQUALI, constata che la maggioranza dei Consiglieri è favorevole all'ultimazione della trattazione degli oggetti ed invita, pertanto, il Consiglio a continuare la seduta.
Si fa menzione che il Consigliere Sig. MANGANONI lascia la sala dell'adunanza (ore 19,10).
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