Oggetto del Consiglio n. 21 del 15 marzo 1952 - Verbale

OGGETTO N. 21/52 - ESAME E DISCUSSIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1952.

Esame e discussione del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1952.

L'Assessore alle Finanze, Ing. FRESIA Luigi, riferisce al Consiglio in merito al progetto di bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1952, bilancio di cui copia è stata trasmessa ai Signori Consiglieri - con allegata la seguente relazione illustrativa -, unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del Consiglio regionale:

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In merito al progetto di bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1952, che la Giunta regionale sottopone all'esame ed all'approvazione del Consiglio regionale, si riferisce quanto segue:

ORDINAMENTO FINANZIARIO DELLA REGIONE.

L'ordinamento finanziario definitivo della Regione, previsto dall'articolo 50 (terzo comma) dello Statuto speciale della Regione, non è stato ancora attuato; sono in corso le trattative per la approvazione di tale ordinamento finanziario e per la ripartizione definitiva delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione.

A tali effetti va rilevato che la Giunta regionale, salvo la prevista richiesta di aumento della aliquota percentuale regionale di riparto delle entrate erariali, aveva fatto affidamento sulla conferma dei criteri generali concordati per la applicazione della ripartizione provvisoria delle entrate erariali per l'anno 1950 (approvata con decreto del Presidente della Repubblica n. 1206 del 28 dicembre 1950). Senonché il Ministero del Tesoro ha proposto e intende promuovere la modifica sostanziale dei criteri già concordati per la ripartizione provvisoria delle entrate erariali per l'anno 1950.

Il suddetto Ministero ha, infatti, proposto una riduzione dell'ammontare annuo di entrate erariali assegnate in via definitiva alla Regione e l'istituzione di un sistema di ordinamento finanziario e di riparto che appare ancora più provvisorio del riparto provvisorio dell'anno 1950, in quanto prevede oltre alla suddetta quota di entrate erariali assegnate in via definitiva, l'assegnazione, da approvarsi anno per anno, di una quota percentuale sul gettito dell'imposta generale sull'entrata, sui proventi dei monopoli e delle imposte di fabbricazione sui filati, sul gas e sull'energia elettrica; la quota percentuale sui succitati tributi erariali dovrebbe essere determinata, anno per anno, con decreto del Ministero del Tesoro, di concerto con i Ministri dell'Interno e delle Finanze, d'accordo con il Presidente della Regione e, in caso di disaccordo, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Si renderebbe quindi, necessario, anche per 1'avvenire, condurre annualmente lunghe trattative, previo esame del bilancio della Regione da parte delle Autorità Governative centrali, senza la garanzia di cui al terzo comma dell'art. 50 dello Statuto regionale e con l'inevitabile e dannoso ritardo nell'introito delle quote annue spettanti alla Regione.

Il ritardo nell'introito della quota annua di riparto delle entrate erariali spettanti alla Regione e la differita approvazione dell'ordinamento finanziario definitivo della Regione, pregiudicano gravemente la normale impostazione dei bilanci e la tempestiva attuazione dei programmi di attività, dei lavori pubblici e delle iniziative varie approvati dal Consiglio.

BILANCIO DI PREVISIONE PER IL 1952

La Giunta ha impostato il progetto di bilancio per esercizio finanziario 1952 in base ai criteri già seguiti in sede di approvazione del bilancio per l'esercizio 1951 e tiene conto delle variazioni di entrata e di spesa ritenute necessarie dai vari Assessorati, in relazione ai programmi di attività del 1952, all'avvenuto generale aumento dei prezzi dei materiali e del costo dei servizi ed anche in relazione al fatto che alcune rilevanti nuove spese, finora a carico dello Stato, fanno carico al bilancio della Regione a decorrere dal 1952.

Il bilancio dell'esercizio 1951 pareggiava con una previsione di Lire 1.200.000.000 di entrata per quota annua di ripartizione delle entrate erariali.

Per il 1952, l'ammontare della quota annua suddetta è stato previsto ed iscritto in bilancio in Lire 1.500.000.000 in considerazione delle necessità del bilancio 1952 e delle seguenti maggiori spese accertate rispetto al bilancio del 1951:

-

maggiore spesa per aumento degli assegni al personale insegnante delle scuole elementari e medie e al personale degli uffici regionali

L. 60.000.000

-

maggiore spesa di gestione dei servizi in conseguenza del generale aumento dei prezzi e dei materiali e dei costi in genere

L. 50.000.000

-

spese già statali per sussidiare i lavori per i miglioramenti fondiari a pascoli montani (spese che fino a tutto l'esercizio 1951 erano a carico del bilancio del Ministero dell'Agricoltura e Foreste)

L. 95.000.000

-

spesa per sottoscrizione azioni della Società internazionale per il traforo del Monte Bianco - annualità 1952 (spesa condizionata alla assegnazione alla Regione della quota annua di riparto entrate erariali in misura di L. 1 miliardo e 500 milioni)

L. 150.000.000

Totale

L. 355.000.000

NECESSITA' DEI COMUNI DI MONTAGNA DELLA VALLE D'AOSTA.

La Valle d'Aosta costituisce, purtroppo, e costituirà ancora per parecchi anni, area particolarmente depressa, per le sue caratteristiche di zona di montagna, con molti Comuni tuttora privi di quegli indispensabili mezzi e servizi di pubblica utilità attinenti alle comunicazioni, alla sanità pubblica e all'incremento della produzione. Tale situazione pregiudica gravemente lo sviluppo economico e turistico della Regione, impedendo, altresì, il miglioramento delle condizioni di vita, dal punto di vista economico, igienico-sanitario, e sociale delle laboriose popolazioni di molti Comuni di montagna.

Va rilevato, infatti, che nella maggior parte dei Comuni di montagna della Valle d'Aosta il triste fenomeno dello spopolamento montano si è andato sviluppando in modo impressionante. Lo spopolamento nell'ultimo secolo si esprime in cifre percentuali preoccupanti (Antey e La-Magdeleine 54,4%; Chamois 51,8%; Champorcher 34,1%; Etroubles 36,4%; Issime 31,5%; Ollomont 40,7%; Pont Bozet 30,9%; Rhêmes 44,7%; Torgnon 30%; Valsavaranche 49,2%; ecc.).

La montagna va spopolandosi, molti villaggi e molte case vengono letteralmente abbandonati. Le cause principali sono le seguenti:

scarse risorse produttive, insufficiente reddito e maggiori difficoltà nella coltivazione dei terreni di montagna; eccessivo aggravio tributario; mancanza o deficienza di comunicazioni stradali, di servizi pubblici e di assistenza sanitaria; mancanza o deficienza di idonei mezzi di irrigazione e di lavoro.

Si rende, pertanto, necessario di attuare un programma di importanti lavori di pubblica utilità di carattere straordinario nonché di erogare rilevanti spese annue per un ancor lungo periodo di tempo.

Senonché, i bilanci annuali della Regione non hanno entrate sufficienti a far fronte alle molteplici e rilevanti necessità di carattere straordinario, per cui si rende necessario di provvedere alla attuazione di una parte del programma dei lavori mediante interventi straordinari dello Stato, come previsto dal 3° comma dell'art. 12 dello Statuto speciale della Regione.

AMMONTARE ANNUO E PAREGGIO DELLE ENTRATE E DELLE SPESE PER IL 1952.

Per il 1952, nonostante l'iscrizione a bilancio delle previsioni di entrata spinte al massimo e delle previsioni di spesa ridotte al minimo, risulta necessario un aumento di lire 300 milioni dell'ammontare della quota percentuale regionale sul gettito delle entrate erariali ammesse a ripartizione.

Per assicurare il pareggio del bilancio 1952, occorre, ed è stato previsto, un gettito annuo per quota di riparto delle entrate erariali da assegnarsi alla Regione ammontante a L. 1.500.000.000.

L'ammontare complessivo delle previsioni delle entrate effettive, iscritte nel bilancio 1952, risulta dal seguente elenco riepilogativo:

-

entrate locali ordinarie

L.

138.297.073

-

gettito per provento quota di riparto delle entrate erariali tra lo Stato e la Regione

L.

1.500.000.000

-

provento dei 9/10 dei canoni sulle concessioni idroelettriche

L.

185.000.000

-

provento degli stabilimenti speciali di St. Vincent

L.

870.000.000

Totale entrate effettive

L.

2.693.297.073

Con tali entrate si deve provvedere al finanziamento delle ingenti spese di carattere ordinario e di parte delle spese di carattere straordinario.

L'esecuzione dei lavori pubblici più urgenti (sistemazione di strade, costruzione di nuovi tronchi stradali, di linee telefoniche ed elettriche, di acquedotti, di cimiteri, di scuole, ecc. ecc.) comporta una spesa che è stata necessariamente ridotta a L. 500 milioni a carico del bilancio regionale per il 1952.

Le spese per l'assistenza sono in continuo aumento a causa degli aumenti apportati dagli Istituti di ricovero e ospedalieri alle rette giornaliere di ricovero e di cura delle categorie di persone assistite a' sensi di legge (ciechi, sordomuti, esposti, illegittimi, alienati, tubercolotici, ecc.).

Le previsioni di entrata iscritte in bilancio sono appena sufficienti per il finanziamento delle spese obbligatorie ordinarie e delle spese più urgenti e indilazionabili di carattere straordinario.

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NOTIZIE IN MERITO ALLE PRINCIPALI PREVISIONI DELLE ENTRATE E DELLE SPESE

A) ENTRATE

Le entrate sono costituite dalle seguenti principali previsioni e cifre riassuntive:

ENTRATE PATRIMONIALI: ammontano a Lire 193.981.072 e sono costituite dalle seguenti previsioni:

L.

2.500.000

per fitto di fabbricati e terreni:

tali entrate si riassumono nel fitto di terreni vari, nel fitto dello stabile adibito ad alloggi impiegati, nel fitto del Palazzo Roncas, adibito a Comando e caserma carabinieri, nel fitto del fabbricato del vecchio ospedale Mauriziano di Aosta e nel fitto di immobili e di locali vari.

L.

4.000.000

per interessi su titoli di proprietà:

per eventuali temporanei investimenti, in buoni del Tesoro a breve scadenza, di somme già impegnate per lavori e spese ed in temporanea giacenza di cassa. Gli investimenti sono fatti allo scopo di realizzare un tasso di interesse superiore a quello normalmente corrisposto dal Cassiere regionale a' sensi del cartello bancario.

L.

200.000

per interessi su giacenze di cassa:

interessi corrisposti dal Cassiere sulle somme lasciate in deposito per le normali esigenze di cassa.

L.

1.270.080

per sovracanone dovuto dalla Società S.I.P. per derivazioni idro-elettriche del Torrente Evançon, determinato con decreto Ministeriale 9-3-1934 ed aumentato in base agli aumenti stabiliti dalle disposizioni di legge.

L.

705.440

per sovracanone dovuto dalla Società S.I.P. per derivazioni idro-elettriche del Torrente Lys, determinato con decreto Ministeriale 13-4-1927 ed aumentato in base agli aumenti stabiliti dalle disposizioni di legge.

L.

200.000

quale somma di entrata a calcolo per rimborso spese di istruttoria, collaudi, ecc. per nuove concessioni di derivazioni idroelettriche.

L.

105.552

per sovracanone dovuto dalla Società Anonima Acciaierie e Trafilerie Cravetto per derivazione idroelettrica della Dora Baltea, determinato con decreto Ministeriale 6-10-1948 ed aumentato in base agli aumenti stabiliti dalle disposizioni di legge.

L.

185.000.000

per quota 9/10 dei canoni annuali percepiti dallo Stato per le concessioni di derivazioni di acque pubbliche a scopo idroelettrico, come previsto dall'ultimo comma dell' art. 12 dello Statuto regionale.

L.

193.981.072

Totale

PROVENTI DIVERSI

I proventi diversi sono previsti in bilancio per un ammontare di Lire 27.186.001 e si riferiscono, in particolare, alle seguenti principali previsioni:

L.

1.000.000

per contributi a carico delle famiglie nelle spese di ricovero di dementi, ciechi e sordomuti. I contributi sono determinati in relazione alle condizioni economiche in cui versano le famiglie dei ricoverati assistiti.

L.

600.000

per contributo statale di legge nelle spese di accasermamento dei corpi armati di polizia (carabinieri). La legge pone a carico provinciale (in Valle d'Aosta a carico regionale) le spese dei fitti delle caserme dei carabinieri, salvo rimborso parziale delle spese stesse da parte dello Stato, in base a documentati rendiconti.

L.

3.500.000

per ricuperi vari di indole ordinaria: si tratta del ricupero di quote di spese di riscaldamento di stabili a carico della gestione dei Laboratori di Igiene e Profilassi, dell'Istituto di Assistenza Materna ed Infantile di Aosta e di ricuperi vari di altre voci di spesa per contabilità particolari.

L.

4.000.000

per contributo a carico dei Comuni per le spese di funzionamento dei Laboratori di Igiene e Profilassi. Trattasi di spesa da ripartirsi, a' sensi di legge, in ragione di 1/3 a carico dell'Amministrazione regionale e di 2/3 a carico dei Comuni della Regione.

L.

1.000.000

per proventi di analisi eseguite per conto di privati nei Laboratori regionali di Igiene e Profilassi, in applicazione delle tariffe in vigore.

L.

17.050.000

per provento rette di spedalità di ricoverate nell'Istituto regionale di Assistenza Materna ed Infantile di Aosta (Maternità e Brefotrofio).

L.

36.001

per entrate di piccola entità.

L.

27.186.001

totale.

TASSE, DIRITTI ED IMPOSTE

I gettiti delle tasse, diritti e imposte locali sono stati previsti e iscritti in bilancio per un ammontare di lire 101.860.000. E' stato previsto un incremento di qualche entità soltanto sul provento dell'addizionale sui vari tributi comunali e provinciali di cui all'articolo 7 del D.L.L. 18-2-1946, numero 100.

Le entrate per questa categoria sono le seguenti:

L.

10.507.104

per gettito della sovrimposta provinciale sui terreni, applicata con l'aliquota al terzo limite, pari al 120% dell'imposta erariale.

L.

768.483

per gettito della sovrimposta provinciale sui fabbricati, applicata con l'aliquota al terzo limite, pari al 15% dell'imposta erariale.

L.

2.765.730

per gettito dell'addizionale sui redditi agrari, applicata con l'aliquota del 60% dell'imposta erariale.

L.

25.000.000

per gettito dell'addizionale provinciale all'imposta sulle industrie commerci arti e professioni. Il gettito è stato calcolato sui redditi di R.M. già revisionati dagli Uffici Distrettuali delle Imposte Dirette con l'aliquota dell'1,75 per cento sui redditi di categoria B e dell'1,40 per cento sui redditi di categoria C1.

L.

100.000

per quota (ex provinciale) spettante alla Regione per ripartizione del provento della tassa di circolazione sui veicoli a trazione animale. La ripartizione viene eseguita, a' sensi di legge, fra l'Amministrazione regionale e i Comuni, in relazione alle spese sostenute per la manutenzione ordinaria delle strade.

L.

77.695

per contributo consolidato in sostituzione del soppresso contributo integrativo di utenza stradale.

Il contributo è stato stabilito, a suo tempo, dal Ministero in misura fissa.

L.

56.883

per provento di canoni annuali per concessioni stradali. L'entrata è modesta, anche in relazione alle tariffe in vigore per tali concessioni.

L.

17.000.000

per compartecipazione sui proventi delle tasse sulle automobili. In base all'art. 5 della legge 17 gennaio 1949, n. 6, l'importo dei 4/10 del provento delle tasse di circolazione sugli autoveicoli, motocicli e velocipedi a motore, è devoluto alle Amministrazioni provinciali (in Valle d'Aosta all'Amministrazione regionale). La ripartizione viene effettuata direttamente dal Ministero delle Finanze per metà in proporzione della superficie territoriale delle Provincie e per l'altra metà in proporzione della lunghezza delle strade provinciali di ciascuna Provincia.

L.

20.000.000

per compartecipazione sull'addizionale sui vari tributi erariali, provinciali e comunali. Con l'art. 7 del D.L. 16 febbraio 1946, numero 100, è stata aumentata, da due a cinque centesimi, l'addizionale per ogni lira dei vari tributi erariali, comunali e provinciali, con devoluzione dei tre quinti del provento a favore delle Provincie. Il riparto viene effettuato direttamente dal Ministero delle Finanze - Direzione Generale della Finanza locale.

L.

25.000.000

per gettito dell'imposta camerale sui redditi soggetti ad imposta di R.M. Il provento è stato calcolato sui redditi di R.M. già revisionati dagli Uffici Distrettuali delle Imposte, con applicazione della aliquota dell'1,50%.

L.

584.105

per entrate di altri diritti vari della ex Camera di Commercio e dell'Ufficio Turismo.

L.

101.860.000

Totale

PROVENTO RIPARTIZIONE DELLE ENTRATE ERARIALI - Il provento della quota regionale di ripartizione delle entrate erariali (Lire 1.500.000.000) è stato calcolato ed iscritto in bilancio tenendo conto delle necessità impellenti e di pareggio del bilancio.

ENTRATE STRAORDINARIE - Le entrate straordinarie si concretano nella previsione di Lire 870.270.000, rappresentate per L. 870 milioni dal provento massimo prevedibile dalla gestione degli stabilimenti speciali di St. Vincent, provento di non sicura realizzazione per l'anno 1952.

MOVIMENTI DI CAPITALI - Nelle entrate per movimenti di capitali sono previste:

L.

60.000.000

quale ammontare del mutuo in corso di stipulazione con la Cassa Depositi e Prestiti per la costruzione di un fabbricato da destinarsi ad alloggi impiegati dell'Amministrazione.

L.

400.000.000

per incasso dei Buoni del Tesoro di proprietà, venduti a scadenza nel corso dell'esercizio.

L.

460.000.000

Totale

PARTITE DI GIRO E CONTABILITA' SPECIALI

Nulla di particolare da rilevare per le previsioni delle entrate per partite di giro e contabilità speciali, che trovano esatto riscontro con le corrispondenti previsioni di spesa.

B) SPESE

Gli stanziamenti delle singole previsioni di spesa sono stati determinati, in relazione all'ammontare complessivo delle entrate, con i seguenti criteri:

a) per quanto si riferisce alle spese per il personale, in base al numero degli insegnanti e dei dipendenti in servizio presso le Scuole elementari e medie e presso gli uffici della Amministrazione, nonché in base agli assegni di organico, tenuto conto dei miglioramenti economici previsti da provvedimenti legislativi dello Stato, in corso di emanazione.

b) per le altre spese, in relazione all'attività e ai costi dei vari servizi e in base agli attuali prezzi delle prestazioni, dei materiali e delle forniture, nonché in rapporto alle spese consunte nei precedenti esercizi.

Le spese ordinarie e straordinarie ricorrenti, previste con stretto criterio di economia, non abbisognano di particolare illustrazione, trattandosi di spese obbligatorie, necessarie e inderogabili per lo espletamento dei servizi di istituto. Tali spese sono finanziate con le entrate ordinarie.

Particolare menzione meritano, invece, le spese straordinarie, in maggior parte di carattere obbligatorio, e le spese facoltative, le quali, per mancanza di sufficienti disponibilità di bilancio, sono state necessariamente ridotte e contenute in limiti purtroppo inadeguati alle necessità. Trattasi di spese che - analogamente alle spese per movimenti di capitali - sono finanziate con le entrate straordinarie, stanziate in misura massima prevedibile, degli stabilimenti speciali di St. Vincent (Lire 870.000.000).

Le maggiori spese straordinarie e facoltative sono previste per la Divisione Lavori Pubblici, per la Divisione Agricoltura e Foreste e per la Divisione Turismo, Antichità e Belle Arti; in misura minore per le Divisioni Industria e Commercio e Istruzione Pubblica.

Circa le singole categorie di spese si osserva quanto segue:

ONERI PATRIMONIALI

Gli oneri patrimoniali sono costituiti, quasi essenzialmente, dalle previsioni di spesa per la manutenzione ordinaria e straordinaria dei beni immobili e dalle previsioni di spesa per l'esecuzione dei lavori di sistemazione degli Uffici. Le previsioni di spesa per questa categoria ammontano a Lire 10.950.001 per le spese obbligatorie ordinarie e a L. 5.000.000 per le spese obbligatorie straordinarie.

SPESE GENERALI

Per le previsioni di questa categoria di spesa sono stati tenuti in considerazione gli aumenti per miglioramenti economici in corso di approvazione con leggi dello Stato a favore del personale insegnante delle scuole elementari e medie e del personale degli uffici nonché gli aumenti verificatisi nei prezzi delle forniture dei materiali per i vari servizi.

Da notarsi la previsione di spesa per il contributo dovuto al Comune di St. Vincent a titolo di compartecipazione sui proventi degli stabilimenti speciali di St. Vincent.

E' stata ripetuta la previsione di spesa dell'esercizio 1951 per il fondo liquidazione per il personale, in considerazione delle notevoli spese che l'Amministrazione dovrà sostenere in applicazione delle norme vigenti per il trattamento di quiescenza del personale che lascia il servizio a domanda.

Per le altre previsioni di spesa non vi sono aumenti degni di particolare menzione.

La spesa complessiva per questa categoria ammonta a lire 269.601.069.

SANITA' ED IGIENE

Le previsioni di questa categoria si riassumono nelle spese per il funzionamento dell'Ufficio sanitario regionale, nelle spese per il funzionamento dei Laboratori di Igiene e Profilassi e nelle spese per il Consorzio Antitubercolare della Valle d'Aosta.

Le spese per questa categoria ammontano a complessive Lire 45.420.001.

LAVORI PUBBLICI

Le spese per i lavori pubblici possono essere classificate in due distinte categorie: spese per la manutenzione e sistemazione delle strade e delle opere pubbliche già esistenti e spese per la costruzione di nuove opere.

La Divisione Lavori Pubblici ha predisposto un programma di lavori per nuove opere da finanziarsi nell'esercizio 1952 e in parte, necessariamente, nell'esercizio 1953.

Gli stanziamenti della categoria Lavori pubblici, comprese le spese per il personale tecnico, ammontano a Lire 820.645.000, così ripartite:

-

spese obbligatorie ordinarie

L.

233.594.000

-

spese obbligatorie straordinarie

L.

522.001.000

-

spese facoltative ordinarie

L.

50.000.000

-

spese facoltative straordinarie

L.

15.050.000

Totale

L.

820.645.000

ISTRUZIONE PUBBLICA

Le spese per l'istruzione pubblica sono in continuo aumento a causa dell'aumento del numero delle classi, specie nella Scuola Media Inferiore e nell'istituto Tecnico e anche a causa dei miglioramenti economici previsti dalle leggi generali agli stipendi e alle indennità spettanti agli Insegnanti delle Scuole di ogni ordine e grado.

Pure da notare le spese relative alla Biblioteca regionale di Aosta e le spese per iniziative culturali varie per la preparazione e il perfezionamento culturale di studenti e di insegnanti presso Istituti superiori.

Sono comprese in questa categoria anche le spese relative a sussidi e a Borse di studio, quelle relative alla manutenzione e alla custodia delle palestre ginniche delle varie Scuole e quelle per l'arredamento e la manutenzione delle aule scolastiche.

Le previsioni di spesa per questa categoria possono così riassumersi:

-

Spese per il personale della Sovraintendenza regionale agli studi

L.

6.800.000

-

Spese per le Scuole medie (Scuola media inferiore, Liceo e Ginnasio, Istituto Magistrale, Istituto Tecnico)

L.

81.970.000

-

Spese per le Scuole professionali di avviamento al lavoro

L.

37.700.000

-

Spese per le scuole elementari e parificate

L.

324.850.000

-

Spese culturali (Biblioteca regionale di Aosta, ecc.)

L.

6.500.000

-

Spese per sussidi e Borse di studio

L.

16.720.000

-

Spese per la manutenzione e il riscaldamento di palestre ginniche e per arredamento aule scolastiche

L.

1.500.000

Totale

L.

476.040.000

ASSISTENZA E BENEFICENZA

Le spese di questa categoria comprendono:

-

Spese per il personale

L.

4.000.000

-

Spese per l'assistenza obbligatoria di legge (assistenza infermi di mente, assistenza illegittimi, assistenza ciechi e sordomuti, ecc.)

L.

53.850.000

-

Spese per la gestione dell'Istituto di assistenza materna ed infantile (reparti maternità e brefotrofio)

L.

26.230.000

-

Spese per il funzionamento della locale Federazione O.N.M.I. limitatamente alla spesa per il personale amministrativo facente carico per legge a questa Amministrazione

L.

2.440.000

-

Sussidi e contributi vari ad Enti, a privati, ad istituzioni di beneficenza e colonie estive

L.

29.320.000

Totale

L.

115.840.000

Le spese per l'assistenza tendono costantemente ad aumentare, in conseguenza degli aumenti verificatisi nel costo dei servizi e degli aumenti apportati alle rette di ricovero nei vari Ospedali ed Istituti di ricovero.

AGRICOLTURA

In materia di agricoltura e zootecnia sono state stanziate somme, - purtroppo non in misura adeguata alle grandi necessità -, in relazione al programma di provvedimenti, di lavori e di sussidi elaborato per l'incremento ed il miglioramento della produzione agricola locale, per l'incremento e la tutela del patrimonio zootecnico e per la conservazione e l'incremento del patrimonio forestale.

Sono state stanziate somme in relazione alla avvenuta emanazione di provvide norme tendenti ad attuare la vaccinazione antiaftosa obbligatoria del bestiame bovino. Sono state, altresì, stanziate somme per iniziative tendenti ad agevolare la costruzione e riparazione di canali d'irrigazione, a migliorare l'attrezzatura delle latterie, ad agevolare e ad intensificare la costruzione di nuovi impianti di fertirrigazione e l'acquisto di macchine agricole.

Sono state stanziate somme per l'attuazione di provvedimenti adottati per promuovere e sussidiare i piccoli miglioramenti agricoli e la lotta contro i parassiti dell'agricoltura e contro le malattie delle piante legnose.

Sono stati, inoltre, mantenuti gli stanziamenti necessari per il funzionamento e lo sviluppo dei nuclei di selezione bovina.

Ultimati i lavori di completamento dell'edificio sede della Scuola regionale di Agricoltura di Aosta, la nuova scuola ha iniziato la sua attività nell'ottobre 1951; pertanto, sono stati mantenuti gli stanziamenti delle somme necessarie per il completamento dell'arredamento e dell'attrezzatura della Scuola.

Nel campo forestale sono state stanziate somme in relazione ai programmi approvati ed ai provvedimenti adottati per incrementare la produzione e la messa a dimora di piantine nei vivai forestali e per eseguire vasti lavori di rimboschimento, specie nelle zone aride o maggiormente disboscate e nelle zone danneggiate da alluvioni e da frane.

E' prevista, anche nel corrente esercizio, la costruzione di casermette forestali per l'intensificazione della sorveglianza contro i tagli abusivi di piante e contro le trasgressioni alle norme vigenti in materia di tutela forestale.

Gli stanziamenti della categoria Agricoltura e Foreste possono essere riassunti nelle seguenti previsioni:

-

spese per il personale

L.

7.100.000

-

spese per la vaccinazione antiaftosa obbligatoria del bestiame

L.

28.000.000

-

spese per attività zootecniche ed agricole per piccoli miglioramenti fondiari

L.

104.475.000

-

spese per l'attività forestale

L.

56.000.000

-

spese per rimboschimenti

L.

50.000.000

-

spese per il funzionamento e l'attrezzatura della Scuola di Agricoltura

L.

52.000.000

-

contributo obbligatorio al Parco Nazionale del Gran Paradiso

L.

12.500.000

-

spese per iniziative e per la lotta contro le malattie delle piante e contro i parassiti dell'agricoltura

L.

4.000.000

-

spese per i nuclei di selezione bovina

L.

6.000.000

-

spese per la costruzione e la riparazione di canali di irrigazione

L.

60.000.000

-

spese per la costruzione di casermette forestali

L

24.000.000

-

spese per agevolare e intensificare la costruzione di nuovi impianti di fertirrigazione

L.

20.000.000

-

spese per il miglioramento delle latterie

L.

5.000.000

-

sussidi per l'acquisto di macchine agricole

L.

5.000.000

Totale

L.

434.075.000

INDUSTRIA E COMMERCIO:

Le spese per questa categoria comprendono:

-

spese per il personale

L.

7.200.000

-

spese per il funzionamento dell'ufficio autoveicoli e per gli altri uffici e servizi

L.

6.861.000

-

contributi per il potenziamento dell'attività economica

L.

50.000.000

-

spese per il potenziamento della media e piccola industria

L.

20.000.000

-

spese per la costruzione di magazzini generali

L.

40.000.000

-

spese per l'incremento dell'artigianato locale

L.

10.000.000

-

spese per corsi professionali

L.

5.000.000

Totale

L.

139.061.000

UFFICIO TURISMO E SOVRINTENDENZA ANTICHITA' MONUMENTI E BELLE ARTI

Per quanto riguarda l'Ufficio regionale per il Turismo e l'attività tendente allo sviluppo del turismo, sono stati stanziati fondi per l'incremento della pubblicità e della propaganda turistiche.

Sono state stanziate somme in relazione ai provvedimenti adottati per favorire la costruzione di impianti di seggiovie e il miglioramento dell'attrezzatura alberghiera.

Per quanto riguarda l'attività della Sovrintendenza alle Antichità, Monumenti e Belle Arti, sono state stanziate somme per l'esecuzione di lavori per la protezione e la conservazione dei monumenti romani e medioevali in Valle d'Aosta nonché per la erogazione di sussidi per iniziative tendenti al miglioramento dell'edilizia locale, alla tutela del paesaggio e alla conservazione del patrimonio storico e archivistico.

Le spese di questa categoria possono riassumersi nelle seguenti previsioni:

-

spese per il personale

L.

9.300.000

-

spese d'ufficio

L.

1.750.000

-

spese per la pubblicità turistica

L.

10.000.000

-

spese per la propaganda turistica

L.

20.000.000

-

spese per iniziative turistiche e contributi ai Comitati locali per il Turismo

L.

7.000.000

-

spese per l'invio di giovani alle scuole alberghiere

L.

8.000.000

-

spese per corsi di guide e portatori alpini

L.

1.000.000

-

spese per l'incremento della costruzione di impianti di seggiovie, funivie, teleferiche, ecc.

L.

10.000.000

-

sussidi per il miglioramento dell'attrezzatura alberghiera

L.

30.000.000

-

spese per l'esecuzione di lavori per la conservazione dei monumenti romani e medioevali

L.

16.000.000

-

spese per la costituzione del museo regionale

L.

2.000.000

-

spese per la tutela del paesaggio

L.

10.000.000

-

spese per la tutela e la conservazione del patrimonio archivistico

L.

4.000.000

-

sussidi per iniziative tendenti al miglioramento dell'edilizia locale

L.

15.000.000

-

spese per l'esecuzione di lavori per il risanamento di quartieri popolari, in relazione alla valorizzazione di monumenti romani

L.

30.000.000

-

spese per l'elaborazione di piani regolatori di località di particolare importanza turistica

L.

8.000.000

Totale

L.

182.050.000

SICUREZZA PUBBLICA:

Gli stanziamenti di questa categoria di spesa si riassumono nelle somme previste per i fitti delle caserme dei carabinieri e dei vigili del Fuoco, per un ammontare di spesa annua di lire 4.615.000.

MOVIMENTI DI CAPITALI

Le spese del titolo 2° "Movimenti di Capitali" comprendono:

-

spese per l'acquisto di immobili (stabili e terreni)

L.

40.000.000

-

spese per sottoscrizione di azioni della Società per il traforo del Monte Bianco

L.

150.000.000

-

spesa per la costruzione di un fabbricato, da finanziarsi con la stipulazione di un mutuo (vedi contropartita di entrata) con la Cassa DD.PP.

L.

60.000.000

-

spese per acquisto di titoli di stato (stanziamento uguale a quello di entrata) per investimenti temporanei di somme già impegnate

L.

400.000.000

Totale

L.

650.000.000

Per quanto concerne lo stanziamento relativo alla spesa per il traforo del Monte Bianco di L. 150 milioni, si fa presente che questa Regione si era a suo tempo impegnata a sottoscrivere un apporto di capitale azionario della Società per il traforo del Monte Bianco di lire un miliardo da versarsi in tre esercizi a decorrere dalla data di inizio dei lavori. Tenuto conto che, nei decorsi esercizi, questa Amministrazione ha accantonato a tale scopo la somma di lire 355 milioni, occorre stanziare ancora nei bilanci dei prossimi esercizi finanziari la somma di L. 495 milioni oltre allo stanziamento della somma di lire 150 milioni portato nel presente bilancio.

PARTITE DI GIRO E CONTABILITA' SPECIALI:

Gli stanziamenti per partite di giro e contabilità speciali trovano esatto riscontro con i corrispondenti articoli di entrata.

---

Il progetto di bilancio di previsione dell'esercizio 1952 chiude con le seguenti risultanze finali:

ENTRATE

A) Entrate ordinarie

1)

Rendite patrimoniali

L.

8.981.072

2)

Provento 9/10 dei canoni sulle acque

L.

185.000.000

3)

Proventi diversi

L.

27.186.001

4)

Tasse, diritti e imposte

L.

101.860.000

5)

Provento riparto entrate erariali

L.

1.500.000.000

L.

1.823.027.073

B) Entrate straordinarie

1)

Entrate straordinarie diverse

L.

270.000

2)

Proventi degli stabilimenti speciali di St-Vincent

L.

870.000.000

L.

870.270.000

Totale entrate effettive

L.

2.693.297.073

C) Movimenti di capitali

1)

Mutui passivi

L.

60.000.000

2)

Alienazione titoli di Stato

L.

400.000.000

L.

460.000.000

D) Contabilità speciali

1)

Partite di giro

L.

359.900.000

2)

Contabilità speciali

L.

155.600.000

L.

515.500.000

Totale entrate

L.

3.668.797.073

SPESE EFFETTIVE

A) Spese obbligatorie ordinarie

1)

Oneri patrimoniali

L.

10.950.001

2)

Spese generali

L.

194.610.000

3)

Sanità e Igiene

L.

44.570.001

4)

Lavori pubblici

L.

233.594.000

5)

Istruzione pubblica

L.

439.700.000

6)

Assistenza e Beneficenza

L.

85.520.000

7)

Agricoltura

L.

138.450.000

8)

Industria e Commercio

L.

8.111.000

9)

Turismo e Antichità

L.

47.050.000

10)

Sicurezza pubblica

L.

4.615.000

L.

1.207.170.002

B) Spese obbligatorie straordinarie

1)

Oneri patrimoniali

L.

5.000.000

2)

Spese generali

L.

13.191.069

3)

Sanità e Igiene

L.

600.000

4)

Lavori pubblici

L.

522.001.000

5)

Istruzione pubblica

L.

20.000.000

6)

Assistenza e Beneficenza

L.

1.000.000

7)

Agricoltura

L.

293.500.000

8)

Industria e Commercio

L.

110.900.001

9)

Turismo e Antichità

L.

68.000.000

L.

1.034.192.070

C) Spese facoltative ordinarie

1)

Spese generali

L.

52.700.000

2)

Sanità e Igiene

L.

150.000

3)

Lavori pubblici

L.

5.000.000

4)

Istruzione pubblica

L.

5.140.000

5)

Assistenza e Beneficenza

L.

28.320.000

6)

Agricoltura

L.

1.125.000

7)

Industria e Commercio

L.

15.050.000

8)

Turismo e Antichità

L.

18.000.000

L.

170.485.000

D) Spese facoltative straordinarie

1)

Spese generali

L.

9.100.000

2)

Sanità e Igiene

L.

100.000

3)

Lavori pubblici

L.

15.050.000

4)

Istruzione pubblica

L.

11.200.000

5)

Assistenza e Beneficenza

L.

1.000.000

6)

Agricoltura

L.

1.000.000

7)

Industria e Commercio

L.

5.000.000

8)

Turismo e Antichità

L.

49.000.000

L.

91.450.000

Totale spese effettive

L.

2.503.297.072

MOVIMENTI DI CAPITALI

1)

Quota ammortamento mutui

L.

1

2)

Acquisto di beni e affrancazioni

L.

650.000.000

L.

650.000.001

CONTABILITA' SPECIALI

1)

Partite di giro

L.

359.900.000

2)

Gestioni speciali

L.

155.600.000

L.

515.500.000

Totale uscita

L.

3.668.797.073

------

Facendo riferimento a quanto precisato nella relazione succitata, si propone che

il Consiglio regionale

Ritenuta l'urgente necessità di procedere all'approvazione del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1952;

Considerato che, in relazione al sensibile aumento dei prezzi dei materiali e del costo dei servizi e dei lavori, il gettito della quota di riparto provvisorio delle entrate erariali, già assegnate alla Regione per l'esercizio finanziario 1950 (in esecuzione del Decreto del Presidente della Repubblica n. 1206, in data 28 dicembre 1950), è assolutamente insufficiente al finanziamento delle spese obbligatorie ordinarie e straordinarie ricorrenti, in rapporto alle necessità attuali dei numerosi ed onerosi servizi di istituto per legge devoluti alla Regione;

Preso atto delle rilevanti nuove e maggiori spese che fanno carico al bilancio della Regione nell'esercizio finanziario 1952;

Ritenuto che le entrate locali, ordinarie e straordinarie, sono state iscritte in bilancio nella misura massima prevedibile, mentre le spese previste dai vari Assessorati sono state necessariamente ridotte in misura sensibile per contenerle nei limiti, purtroppo assai ristretti, delle prevedibili entrate, al fine di assicurare il pareggio del bilancio;

Ritenuto che, pur impostando gli stanziamenti passivi del bilancio secondo i criteri di economia e pur prevedendo di finanziare le spese straordinarie mediante i proventi straordinari degli stabilimenti speciali di St-Vincent, iscritti nella misura annua massima prevedibile e di non sicura realizzazione, il gettito annuo della quota di riparto delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione non può essere richiesto e stabilito in misura inferiore a Lire 1 miliardo e 500 milioni;

Considerato che, a' sensi del terzo comma dell'art. 50 dello Statuto regionale, il riparto definitivo delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione e l'ordinamento finanziario definitivo della Regione dovranno essere approvati prossimamente con legge dello Stato, in accordo con la Giunta regionale.

Visto l'art. 29 dello Statuto speciale della Regione,

Deliberi

1) di approvare, in conformità al progetto predisposto dalla Giunta, nei singoli stanziamenti e nel suo complesso, il bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1952, che prevede, nel complesso ed in pareggio, Lire .............. per le entrate e Lire .......... per le uscite, secondo le risultanze finali riassunte nel riepilogo allegato al bilancio;

2) di autorizzare, in sede di previsione e salvo successivo accertamento con eventuale modifica di bilancio, la iscrizione in bilancio - parte entrata - della somma di Lire un miliardo e 500 milioni quale ammontare della quota di spettanza della Regione, per l'anno 1952, a titolo di ripartizione delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione, prevista dagli articoli 12 e 50 dello Statuto speciale della Regione;

3) di autorizzare, per l'anno 1952, l'accertamento e la riscossione, secondo le leggi in vigore, delle entrate e dei tributi locali previsti nella parte entrata del bilancio e di spettanza della Regione e degli Enti ed uffici soppressi, i cui servizi sono stati devoluti e sono gestiti direttamente dall'Amministrazione regionale, ai sensi di legge;

4) di autorizzare, per l'anno 1952, l'applicazione al terzo limite delle sovrimposte provinciali sui terreni e sui fabbricati, secondo le leggi in vigore;

5) di stabilire che gli storni dei fondi fra i vari stanziamenti di bilancio nonché l'approvazione, l'impegno e l'erogazione delle spese non a calcolo saranno approvate nei limiti delle previsioni di bilancio, con deliberazioni del Consiglio o della Giunta, secondo le rispettive competenze di materia approvate con deliberazione consiliare n. 89, in data 28 luglio 1949, e con aumento da lire un milione a lire tre milioni del limite massimo già fissato per le spese di competenza della Giunta;

6) di autorizzare l'Assessore alle Finanze ad ordinare, con ordini di pagamento scritti e motivati, il pagamento delle spese concernenti i salari spettanti a operai e a manovali provvisori addetti a lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria di strade, di stabili e di monumenti, il pagamento delle spese concernenti i salari al personale di fatica a paga oraria o giornaliera addetto ai vari servizi regionali, nonché il pagamento delle spese, anche straordinarie, che siano state preventivamente approvate con autorizzazione esplicita alla liquidazione mediante emissione di ordini di pagamento;

7) di autorizzare, per l'anno 1952, la spesa di Lire ............... per le finalità previste dalla deliberazione consiliare n. 150, in data 29-12-1949, concernente provvedimenti intesi a favorire il miglioramento della edilizia locale, spesa da erogarsi con deliberazioni della Giunta, secondo le modalità previste dalla deliberazione consiliare sopra citata;

8) di autorizzare, per l'anno 1952, la spesa di Lire ........... per le finalità previste dalla deliberazione consiliare n. 65, in data 3 agosto 1951, concernente provvedimenti intesi a favorire l'acquisto di macchinario da parte di artigiani, piccole aziende artigiane e cooperative di artigiani e di lavoratori, spesa da erogarsi con deliberazioni della Giunta, secondo le modalità previste dalla deliberazione consiliare sopra citata;

9) di autorizzare, per l'anno 1952, la spesa di Lire ............ per le finalità previste dalla deliberazione consiliare n. 51, in data 2 agosto 1951, concernente provvedimenti intesi a favorire la costruzione, la ricostruzione, la sistemazione e il riattamento di fabbricati rurali, spesa da erogarsi con deliberazioni della Giunta, secondo le modalità previste dalla deliberazione consiliare sopra citata;

10) di autorizzare, per l'anno 1952, la spesa di Lire ............. per le finalità previste dalla deliberazione consiliare n. 52, in data 2 agosto 1951, concernente provvedimenti intesi a favorire la costruzione di impianti di irrigazione a pioggia e di fertirrigazione, spesa da erogarsi con deliberazioni della Giunta, secondo le modalità previste dalla deliberazione consiliare sopra citata;

11) di autorizzare, per l'anno 1952, la spesa di Lire ........... per le finalità previste dalla deliberazione consiliare n. 82, in data 5 ottobre 1951, concernente provvedimenti intesi a favorire la costruzione ed il riattamento di strade poderali e vicinali, spesa da, erogarsi con deliberazioni della Giunta, secondo le modalità previste dalla deliberazione consiliare sopra citata;

12) di autorizzare, per l'anno 1952, la spesa di Lire ............... per le finalità previste dalla deliberazione consiliare n. 43, in data 12 aprile 9950, concernente provvedimenti intesi a favorire e ad incrementare la costruzione di fabbricati per latterie sociali e turnarie, spesa da erogarsi con deliberazioni della Giunta, secondo le modalità previste dalla deliberazione consiliare sopra citata;

13) di autorizzare, per l'anno 1952, la spesa di Lire ................. per le finalità previste dalla deliberazione consiliare n. 10, in data 3 febbraio 1950, concernente provvedimenti intesi a favorire l'acquisto di macchine e di attrezzi agricoli e a favorire il miglioramento dell'attrezzatura dei caseifici spesa da erogarsi con deliberazioni della Giunta, secondo le modalità previste dalla deliberazione consiliare sopra citata;

14) di autorizzare, per l'anno 1052, la spesa di Lire ............. per le finalità previste dalla deliberazione consiliare n. 162, in data 20 dicembre 1950, concernente provvedimenti intesi alla concessione di premi a favore di agricoltori eccezionalmente meritevoli di aiuto, che abbiano eseguito lavori di miglioramento agricolo, spesa da erogarsi con deliberazioni della Giunta, secondo le modalità previste dalla deliberazione consiliare sopra citata.

---

L'Assessore alle Finanze, Ing. FRESIA, riferendosi alla relazione soprariportata, premette, anzitutto, di essere spiacente di dovere, anche quest'anno, come già lo scorso anno, sottoporre all'esame ed all'approvazione del Consiglio regionale un progetto di bilancio di previsione le cui entrate sono state preventivate in base a previsioni non sicure e che possono, cioè, essere, in realtà, assai inferiori.

Dichiara, pertanto, che il bilancio così come è stato necessariamente redatto non può considerarsi definitivo, perché la aliquota percentuale regionale sul gettito annuo delle entrate erariali da ripartirsi non è ancora stata concordata con le Autorità governative.

Precisa, a questo proposito, che la previsione di un miliardo e cinquecento milioni, iscritta a tale titolo nella parte Entrate, rappresenta il minimo necessario per fare fronte agli impegni ed al programma di lavori della Regione, impegni e lavori mantenuti nei limiti minimi indispensabili per garantire il normale funzionamento dei servizi.

Ricorda che, dopo il rifiuto, da parte dell'on. Bordon, nel gennaio del 1948, di presentare alla Commissione legislativa dei diciotto parlamentari ed alla Costituente le già concordate proposte di ordinamento finanziario della Regione, da inserire nello Statuto regionale, la Assemblea Costituente si limitò ad enunciare nello Statuto regionale il principio che alla Regione avrebbe dovuto essere assegnata, oltre ai nove decimi sui canoni statali di concessione di acque pubbliche ad uso idroelettrico, una quota parte delle entrate erariali e che la Regione avrebbe dovuto promuovere l'incremento del gettito dei tributi erariali (V. articoli 12 e 13 dello Statuto regionale).

Ricorda, altresì, che per gli anni 1949 e 1950 fu concordata una ripartizione annua e provvisoria delle entrate erariali, basata sul bilancio di previsione dell'anno 1947: per tale anno era stata assegnata alla Regione la somma di lire un miliardo e 35 milioni, di cui 585 milioni da liquidarsi alla Regione a carico del bilancio del Ministero del Tesoro ed il rimanente, cioè 450 milioni, a carico del Ministero dei Lavori Pubblici e del Ministero dell'Agricoltura.

Fa presente che, nelle trattative intercorse per il riparto definitivo delle entrate erariali, si era convenuto, in un primo tempo, con i funzionari del Ministero del Tesoro, che il riparto sarebbe stato fatto sulla base di una quota regionale aggirantesi su un ammontare annuo presunto (in base ai gettiti entrate del 1948-1949) di circa lire 750 milioni, corrispondenti alla quota di riparto dell'85%; restava inteso che, in sede di riparto definitivo, la quota di riparto per la Regione sarebbe stata fissata con maggior conoscenza di dati, in base al gettito annuo aggiornato dei tributi erariali ed in relazione alle spese ed alle necessità della Regione.

L'Assessore Ing. Fresia informa che la quota dell'85%, già concordata con i funzionari del Ministero del Tesoro, fu ridotta, successivamente, al 75%, all'atto della firma della lettera di proposte di riparto alla Regione.

Ricorda che il Consiglio ritenne insufficiente tale quota di riparto, per cui fu trasmessa una relazione motivata ai competenti Uffici governativi centrali, richiedendo l'aumento della quota percentuale di riparto. Fa presente che da Roma fu risposto che - in base agli ultimi accertamenti sugli aumentati gettiti annui dei tributi erariali - la quota regionale di riparto doveva essere ulteriormente ridotta dal 75% al 60%.

L'Assessore Ing. Fresia rileva che, in base alla quota del 60% stabilita per la ripartizione provvisoria dell'anno 1950, fu versata, per tale anno, alla Regione la somma di circa lire 850 milioni, oltre lire 135 milioni per quota dei canoni sulle acque.

Rileva che non venne ammesso a riparto il gettito di 40 milioni circa di valori bollati riscossi bensì in Valle, ma versati in Tesoreria a Torino dalla sede dell'Istituto San Paolo.

Fa presente che la Regione, - per il 1951 e anche ai fini degli accordi per l'ordinamento finanziario regionale e per la ripartizione definitiva delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione, - aveva trasmesso ai competenti Uffici governativi centrali, nell'aprile 1951, proposte concrete e documentate, ispirate ai già concordati criteri del riparto provvisorio del 1950, rilevando, peraltro, che le entrate erariali del monopolio dovevano essere ammesse temporaneamente a riparto, fino all'attuazione della zona franca in Valle d'Aosta.

Infatti, con l'attuazione della zona franca, tali entrate dovrebbero cessare (per la parte fiscale delle tasse sui monopoli) e la quota di riparto della Regione dovrebbe, per conseguenza, essere aumentata.

Fa presente che l'Ufficio Regioni non accettò il punto di vista dell'Amministrazione regionale e propose un nuovo sistema di ripartizione annua, cioè provvisoria, delle entrate erariali in contrasto con i precedenti accordi, consistente nella assegnazione alla Regione della quota dei nove decimi su determinati tributi erariali e di una quota, variabile e da stabilirsi di anno in anno, su determinati altri tributi, fra i quali l'imposta generale sull'entrata e il gettito dei monopoli. Rileva che la prima quota fissa del 90% sulle entrate erariali a riparto corrispondeva, - sui gettiti dell'anno 1950, - ad una entrata per la Regione di circa lire 650 milioni, mentre la quota parte variabile era indeterminata, ma si poteva presumere che sarebbe stata molto bassa, cioè dal 4% al 5%, corrispondente ad un'entrata per la Regione di circa cinquanta milioni.

Comunica di avere personalmente fatto presente a Roma che, con simile nuovo sistema, non si sarebbe più trattato di un ordinamento finanziario né di un riparto definitivo di entrate, ma solo di un riparto definitivamente provvisorio, il che era contrario agli intendimenti della Assemblea Costituente e allo spirito dello Statuto regionale, concernenti l'attribuzione alla Regione di una quota percentuale delle entrate erariali, al fine anche di stimolare e di interessare la Regione allo incremento del gettito dei tributi erariali.

L'Assessore Ing. Fresia attira l'attenzione del Consiglio sugli inconvenienti gravi che presenta per la Regione un riparto non definitivo, variabile di anno in anno; precisa che un tale sistema significa, praticamente, dovere ogni anno approvare un bilancio provvisorio, senza dati attendibili e senza poter approvare programmi annui di lavori.

Comunica che, illustrando tali inconvenienti ai funzionari degli Uffici governativi centrali, fu fatto presente che il Consiglio regionale, - attenendosi agli accordi già intercorsi ed ai criteri già seguiti dalla Assemblea Costituente, - chiedeva che si addivenisse ad un ordinamento finanziario regionale definitivo, basato sulla ripartizione definitiva e non annua, delle entrate erariali, in modo da assegnare alla Regione una sola quota fissa prestabilita di tutte le entrate erariali ammesse a partizione.

Comunica che, mentre continuavano le trattative per l'accettazione del punto di vista della Regione, l'Ufficio governativo per le Regioni restò privo di titolare e venne riorganizzato nei suoi servizi, passati in parte ad altro Ufficio governativo, per cui fu necessario rinviare per qualche tempo la continuazione delle trattative.

Riferisce che, nel frattempo, poiché lo Stato non provvedeva a versare i canoni né a concedere una quota di tributi provvisoria, l'Amministrazione regionale ha richiesto il versamento di un acconto per gli anni 1951 e 1952.

Fa presente che, qualora la quota regionale di riparto entrate, prevista in bilancio in lire un miliardo e 200 milioni per l'anno 1951 ed in lire un miliardo e 500 milioni per l'anno 1952, non venisse concessa nella misura richiesta, ma ridotta, ad esempio, all'importo concesso per l'anno 1950, la Regione verrebbe a percepire una somma in meno di quasi un miliardo, con la conseguente chiusura in forte disavanzo di due esercizi finanziari successivi.

In altre parole, egli rileva, gli impegni assunti non potrebbero essere mantenuti, né potrebbero essere finanziati e attuati i programmi di lavori che il Consiglio regionale ha approvati per gli anni 1951 e 1952, non solo, ma si dovrebbero, inoltre, depennare le somme già accantonate per alcune importanti opere, quali il traforo del Monte Bianco, la costruzione del progettato nuovo palazzo consiliare, la costruzione del progettato edificio per l'Istituto Tecnico, ecc. ecc.

Fa presente che, in questa situazione, è indispensabile di procedere con la massima prudenza nell'impegno delle spese, anche se riferite a stanziamenti per lavori già approvati; per cui ritiene, praticamente, inutile, ogni discussione dettagliata dei vari articoli del progetto di bilancio di previsione per l'esercizio finanziario dell'anno 1952, non potendosi conoscere l'ammontare annuo delle entrate, ai fini del finanziamento e del successivo impegno delle spese.

Bisogna, inoltre, tenere presente - prosegue l'Assessore Ing. Fresia - che vi è sempre la possibilità di stornare fondi da uno stanziamento all'altro del bilancio, possibilità che consente di aumentare o di ridurre gli stanziamenti, a seconda delle necessità dei lavori e dei servizi dell'Amministrazione e delle conseguenti decisioni del Consiglio.

Rileva la necessità di evitare di ricorrere a prestiti bancari (ricorda che lo scorso anno si rese necessario di richiedere alla Tesoreria regionale una anticipazione dei fondi di duecento milioni), poiché l'esperienza ha insegnato che difficilmente può essere concesso un rilevante prestito alla Regione se non vi sono entrate di sicura realizzazione e se la Casa da Gioco di St. Vincent non sia ufficialmente riconosciuta dallo Stato.

Rileva che occorre, inoltre, tener conto del grave onere derivante dagli interessi passivi per prestiti o anticipazioni di banca, onere che, incidendo sulle disponibilità finanziarie della Regione, renderebbe necessario di ridurre le spese e, conseguentemente, di limitare l'esecuzione di lavori pubblici.

Fa presente che la Giunta regionale non può impegnare somme per l'esecuzione di opere pubbliche che non siano state approvate precedentemente dal Consiglio, anche se vi sono fondi stanziati in bilancio.

Informa che la Giunta regionale, in parecchie sedute, ha dovuto occuparsi della necessaria riduzione delle spese previste dai vari Assessorati, ai fini del pareggio del bilancio in base alle previste entrate limitate e tenendo presenti i gravi impegni in corso, principalmente l'impegno del concorso regionale nelle spese per il progettato traforo del Monte Bianco.

Ritiene che, nell'attuale situazione finanziaria, non si possano prendere in considerazione richieste di maggiori previsioni di entrata né di maggiori spese straordinarie.

Sottolinea che il progetto di bilancio di previsione per l'anno 1952 è stato redatto con gli stessi criteri di prudenza e di economia seguiti per il bilancio dell'anno scorso e tenendo conto delle modifiche già suggerite per il 1951 dal Consiglio regionale.

Rileva che il Consiglio ha sempre la possibilità di approvare, modificare o respingere le proposte di lavori presentate dalla Giunta, come pure di modificare, in conseguenza, il bilancio di previsione.

Fa presente che i programmi di lavori pubblici sono approvati dal Consiglio, per cui il bilancio di previsione non comporta impegni effettivi di spesa per lavori pubblici da deliberarsi in sede di approvazione dei singoli lavori.

Rileva l'opportunità che il Consiglio regionale per le ragioni sopra esposte approvi il progetto di bilancio di previsione nel suo insieme, quale è stato redatto e senza discussione particolareggiata dei singoli articoli, non essendo certe le complessive previsioni della parte entrata e della parte uscita.

Il Presidente, Avv. Dott. BONDAZ, chiede se qualche Consigliere intenda formulare osservazioni o rilievi in merito alla relazione illustrativa del progetto di bilancio di previsione fatta dall'Assessore alle Finanze, Ing. Fresia.

Monsieur le Conseiller PERRON fait la déclaration suivante:

La relation financière faite par l'Assesseur Fresia m'apparait d'une gravité exceptionnelle, puisque, selon ces déclarations, il est très difficile de discuter le bilan de prévision de la Région pour l'année 1952, parce qu'on ne connaît pas encore le montant des entrées sur lesquelles pourra compter la Vallée. Or, le Statut régional prévoyait la répartition financière définitive entre l'Etat et la Région dans le délai de deux ans après l'élection du Conseil de la Vallée. La Constitution établit, de son côté, que les Régions doivent être en mesure de pourvoir aux dépenses nécessaires pour accomplir leurs fonctions normales. Cela n'étant pas encore advenu, on peut donc dire que, si jusqu'à présent on pouvait supposer que le sabotage de l'autonomie n'était seulement dû qu'à 1'obstructionnisme de la haute bureaucratie romaine, aujourd'hui ce sabotage est dû au gouvernement même qui viole non seulement le Statut régional, mais aussi la Constitution.

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Il Consigliere Signor MANGANONI fa la seguente dichiarazione:

- Ho annotato questo intervento perché desidero risulti integralmente a verbale -.

Da un primo e breve esame del bilancio preventivo per il 1952, si possono trarre molte considerazioni, non certamente positive; vogliamo soffermarci su alcune di queste:

Nell'allegato che accompagna la relazione del bilancio, al punto 6, la Giunta propone un aumento da Lire 1.000.000 a Lire 3.000.000 del limite massimo già fissato per le spese di competenza della Giunta.

Perché quest'aumento? Oggi, che il limite non supera il milione, si convoca il Consiglio regionale dopo cinque mesi; aumentando il limite a tre lo si convocherà ogni quanto? Si cercherà di rimandare persino le due sessioni annuali ordinarie contemplate dallo Statuto?

Se Roma svuota il contenuto dell'Autonomia, la Giunta sta svuotando la funzione di amministratori dei Consiglieri regionali.

E veniamo alla relazione del bilancio, vi leggiamo alla pagina 1: "Il suddetto Ministero (del Tesoro) ha infatti proposto una riduzione dell'ammontare annuo di entrate erariali assegnate in via definitiva alla Regione e l'istituzione di un sistema di ordinamento finanziario e di riparto che appare ancora più provvisorio del riparto provvisorio dell'anno 1950".

Ora, l'articolo 50 dello Statuto, comma 3°, dice: "Entro due anni dall'elezione del Consiglio della Valle, con legge dello Stato, in accordo con la Giunta regionale, sarà stabilito, a modifica degli articoli 12 e 13, un ordinamento finanziario della Regione".

Le elezioni regionali sono avvenute nell'aprile del '49; entro l'aprile del '51, secondo lo Statuto, il riparto doveva essere definitivo, mentre, dice la relazione del bilancio: "è più provvisorio di quello provvisorio del 1950!!!".

Per il Governo di De Gasperi, il nostro Statuto vale quanto il classico "chiffon de papier".

Il Governo di De Gasperi si fa delle beffe del nostro Statuto e dei Valdostani.

A proposito, i nostri due parlamentari, accaniti quanto servili sostenitori di De Gasperi, ufficialmente invitati ad intervenire alle sedute del Consiglio, perché non si degnano di farsi vedere?

L'Onorevole Farinet, prima di essere eletto Deputato, ha partecipato alle nostre sedute; diventato Onorevole, è affaccendato in tutt'altre faccende.

E non ci si racconti che non dispongano di tempo: ad ogni inaugurazione, in Valle, di un palo telefonico, dove proprio loro non ci entrano per niente perché i lavori sono finanziati con i soldi della Regione e non dello Stato, si precipitano in Valle a pronunciare altisonanti discorsi preparati in serie.

Forse, per questi Onorevoli, l'inaugurazione di una "ponteille" è più importante di una seduta del Consiglio regionale.

Perché questi discorsi sull'Autonomia con i qua li deliziano i timpani dei Valdostani, non li pronunciano a Roma alla Camera ed al Senato ove, sono muti come quelle statuette in legno che intagliano i nostri artigiani?

Insomma, questi due Onorevoli sono stati mandati a Roma dai Valdostani per difendere De Gasperi e la sua politica antiautonomistica ed a smaltirsi pranzi luculliani - ove è prescritto l'amore per la poesia ed il buon umore - oppure per tutelare lo Statuto regionale e gli interessi della popolazione valdostana?

Ed ora, veniamo al bilancio:

Dalla relazione dell'Assessore alle Finanze, notiamo delle affermazioni che condividiamo pienamente: lo spaventoso fenomeno dello spopolamento della montagna, causato dalle scarse risorse produttive della montagna, dalle eccessive tasse, dalla mancanza o deficienza di comunicazioni, di servizi pubblici, di assistenza sanitaria, mancanza di scuole, canali di irrigazione, ecc.

Si poteva pensare che gli stanziamenti del bilancio fossero diretti principalmente a migliorare il tenore di vita dei nostri contadini.

Invece, cosa vediamo?

Nelle spese effettive notiamo: Spese facoltative straordinarie:

lavori pubblici

15.000.000

agricoltura

1.000.000

turismo ed antichità

49.000.000

Cioè il Turismo da solo assorbe più della metà dell'importo delle spese facoltative straordinarie ammontanti a L. 91.450.000.

E per l'agricoltura, per i contadini L. 1.000.000.

Ha sempre creduto che il 60% della popolazione della Valle fosse composta da contadini e non da albergatori.

Le parti si sono forse invertite?

Vediamo ancora sulla voce "Turismo" 30 milioni per propaganda e pubblicità turistica.

(Non vedo però stanziamenti per la pubblicità della "fontina" e delle mele renette).

E' forse utile scrivere su tutti giornali e sui cartelli delle strade nazionali ed estere: "Visitate la Valle d'Aosta'', salvo poi a farli scappare questi turisti causa la strada nazionale quasi impraticabile, come lo è attualmente, ed i prezzi esosi degli albergatori che percepiscono lauti sussidi dalla Valle.

Altri 10.000.000 per la "tutela del paesaggio"; i milioni stanziati dalla Giunta per tingere in nero i tetti rossi sono già finiti? Ne occorrono altri?

Non mancano naturalmente 30.000.000 per sussidiare gli albergatori.

E per completare il quadro arriviamo ai 30 milioni per "l'esecuzione di lavori per il risanamento di quartieri popolari". Ma qui, siamo in vena di ironia, di triste ironia!

Sotto questa voce si mascherano le rilevanti somme che da alcuni anni a questa parte si investono per l'acquisto di case destinate alla demolizione nelle vicinanze delle mura romane.

Se volete risanare "i quartieri popolari", degnatevi di una visita al Folliez od alle Casermette di St-Martin de Corléans ove gli scarichi dei gabinetti scorrono in rigagnoli scoperti in mezzo alle case e dove vi giocano dentro i bambini!!!

Già, ma quelli sono i figli degli operai e non degli albergatori, quindi è normale che guazzino nel sudiciume, anche se il tifo li trasformerà in "angioletti", saranno tanti futuri disoccupati in meno!!!

Tirando le somme, si tratta esattamente di cento milioni che dovrebbero essere spesi molto meglio perché, vedete, è infondata l'accusa che ci si rivolge di essere contrari al turismo. Siamo favorevoli al turismo, che costituisce, dopo l'agricoltura e dopo l'industria, uno dei cespiti della nostra economia. Siamo del parere però che queste centinaia di milioni spesi annualmente sotto la voce "turismo", siano spesi meglio, con più utile per la Valle, e non siano riservate solo al "gran turismo" che è necessario ma entro certi limiti. Con queste somme, si sviluppi anche il turismo popolare ai cui benefici partecipino anche i contadini delle Valli di Bionaz, di Rhêmes, di Valsavaranche e degli altri paesi della Valle e non solo gli albergatori di alcune zone della Valle. Vorrei inoltre riesaminare un altro aspetto dell'attività turistica.

Attualmente vi è un notevole afflusso in Valle di macchine americane fuori serie con relativi miliardari nazionali ed esteri, che vengono da noi a trascorrere i loro dorati ozii, rosolando al sole i loro calli e i loro reumatismi, schiacciando magari lungo le nostre strade e mucche e capre e galline e modesti pedoni.

Ma finché vengono da noi a farsi pelare, visto il regime sociale nel quale, purtroppo, viviamo, siano pure i benvenuti.

Supponete domani una complicazione internazionale, con relativa minaccia di conflitto - il conflitto non avverrà perché i popoli oggi sono in grado di difendere la pace - ma siccome questo è lo scopo dei guerrafondai nostrani ed atlantici, supponiamo questa minaccia. I nostri grandi alberghi chi ospiteranno?

I miliardari stranieri se ne staranno nel loro paese, quelli nostrani prenderanno l'aeroplano per raggiungere più presto, in America. i capitali esportati e messi al sicuro ed i grandi alberghi, requisiti, ospiteranno i nuovi oppressori atlantici come, il passato insegni, hanno ospitato sbirri nazisti e fascisti.

E la nostra economia turistica andrà a farsi benedire.

Se invece fosse sviluppato il turismo popolare, i "travet" di Torino, di Milano e di Biella continueranno a venire ad affittarsi una o due stanze, magari per sostituire alla loro mensa, anche solo per quindici giorni, la fontina ai cavoli. Se poi parte di questi milioni turistici fossero destinati al miglioramento dell'esistenza del piccolo contadino, oltre a contribuire allo sviluppo turistico, sarebbe l'investimento migliore.

Nella voce industria e commercio, rileviamo:

- 50.000.000 "contributi per il potenziamento dell'attività economica".

Mi auguro che non siano destinati a coloro che, oggi, detengono le leve della nostra economia: speculatori e grossisti per i quali credo sufficiente la fetta di torta o, per essere più preciso, la quasi totalità della torta rappresentata dal contingentamento.

- 40.000.000 per "la costruzione di magazzini generali".

Ma questa è una burla!

In due anni abbiamo già accantonato altri cinquanta milioni per questi "magazzini generali"; non basta la svalutazione di quelli, vogliamo svalutarne altri 40.000.000, investendoli magari in buoni del tesoro?

C'è almeno un progetto di questi "magazzini"? Prima, elaborate un progetto, poi vedremo per gli stanziamenti.

Destinate questa somma per la costruzione dei depositi e magazzini per i consorzi di prodotti tipici locali, così aiuterete economia agricola.

- 10.000.000 per "l'incremento dell'artigianato locale"; saremmo senz'altro d'accordo, se servissero ad aiutare gli artigiani, ma l'esperienza ci insegna che voi, per "artigianato", intendete esclusivamente quella "bottega'' sotto i portici in piazza Chanoux, per la quale, al punto 27 dell'ordine del giorno, proponete un sussidio di 5.000.000!

Queste le osservazioni di ordine generale; ci riserviamo di intervenire sulle varie voci, nell'esame dettagliato del bilancio.

Notiamo ancora che allegato al bilancio non vi è l'elenco dei residui passivi. Pensiamo trattarsi di una omissione, alla quale l'Assessore alle finanze vorrà rimediare.

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Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, premette che è sua intenzione di richiamare l'attenzione dei Signori Consiglieri su di un punto delle proposte ministeriali illustrate dall'Assessore alle Finanze, Ing. Fresia, e di rispondere ad alcune considerazioni esposte dal Consigliere Sig. Manganoni.

Ricorda che l'Assessore Ing. Fresia ha riferito che l'Ufficio Regioni non ha accettato le proposte di riparto fatte dall'Amministrazione regionale ed ha formulato, dal canto suo, nuove proposte ministeriali, che prevedono la concessione alla Regione della quota fissa dei nove decimi di determinati tributi erariali (circa lire 650 milioni annui) e della quota variabile, da concordarsi di anno in anno, su altri tributi (prevedibili Lire 50 milioni annui circa) per un ammontare annuo di spettanza della Regione di Lire 700 milioni.

Rileva che l'accettazione di un tale sistema non definitivo, ma bensì annuo, di riparto avrebbe significato, fra altro, per la Regione una riduzione annua di entrate di circa 300 milioni, in quanto la quota percentuale (60%) ed il sistema di riparto già approvati per il 1950, assicurerebbero dal 1951 in poi alla Regione una quota di compartecipazione annua sulle entrate erariali di circa lire un miliardo.

Fa presente che, per tale ragione e per le considerazioni già illustrate dall'Assessore Ing. Fresia, la Giunta regionale non ha ritenuto di poter accettare il nuovo sistema di riparto non definitivo, proposto dall'Ufficio Regioni.

Passando, poi, all'esame dei rilievi formulati dal Consigliere Sig. Manganoni osserva che quando si vuole fare un raffronto tra le spese dei vari Assessorati, in relazione ai vari rami dei servizi dell'Amministrazione regionale, non è esatto limitare il raffronto ad alcune voci delle sole spese facoltative straordinarie e sottolineare, come ha fatto il Consigliere signor Manganoni, che si stanziano 49 milioni alla voce "Turismo ed Antichità" e soltanto un milione alla voce "Agricoltura", per trarne poi l'illazione, infondata, che per l'agricoltura regionale si spende un solo milione.

Afferma che non è esatto né serio fare un raffronto con dati parziali e con simile limitato criterio, da cui derivano conclusioni infondate e aberranti dal vero.

Precisa che, in luogo di limitarsi a citare i soli dati riportati al Capo 4 (lettera D: Spese facoltative straordinarie) delle risultanze finali di bilancio della relazione soprariportata, occorre integrare tali dati con quelli riportati al Capo 2 (lettera B: Spese obbligatorie straordinarie) delle stesse risultanze finali di bilancio della citata relazione, in cui si ha un ammontare di spesa complessiva di L. 1.034.192.070, di cui L. 522.000.001 per lavori pubblici e Lire 293.500.000 per l'Agricoltura; rileva che a tali somme occorre aggiungerne altre, per complessive lire 233 milioni, comprese fra quelle stanziate per i vari servizi al Capo 1 (lettera A: Spese obbligatorie) ed al Capo 3 (lettera C: Spese facoltative ordinarie).

Fa presente che, in varie sedute di Giunta, è stato esaminato il progetto di bilancio di previsione, tenuto conto delle necessità dei servizi dei vari Assessorati, con conseguente ripartizione delle spese fra i vari rami o servizi dell'Amministrazione regionale; si è così, ad esempio, concordato di iscrivere in bilancio:

a) - per i lavori pubblici lo stanziamento della somma di lire 755.595.000, di cui lire 233 milioni 594.000 al Capo 1: "Spese obbligatorie ordinarie" e lire 522.001.000 al capo 2: "Spese obbligatorie straordinarie";

b) - per l'agricoltura lo stanziamento della Somma di lire 431.950.000, di cui lire 138.450.000 al Capo 1: "Spese obbligatorie ordinarie" e lire 293.500.000, al Capo 2: "Spese obbligatorie straordinarie".

Informa che la Giunta ha dovuto apportare una forte riduzione agli stanziamenti di spesa previsti dai singoli Assessorati, in relazione alla attuale situazione finanziaria della Regione; precisa che dai vari Assessorati erano state previste e proposte spese per oltre lire 900.000.000 per i lavori pubblici (ridotte poi a L. 830.645.000) e per oltre L. 700 milioni per l'agricoltura (ridotte poi a lire 434 milioni 75.000).

Ritiene che, ai fini di un raffronto obiettivo fra le spese previste in bilancio per i vari rami della Amministrazione regionale, sia evidente di non limitare l'esame alle spese previste in una determinata categoria (ad esempio, quella delle spese facoltative straordinarie), ma di estendere l'esame a tutte le categorie di spesa del progetto di bilancio (spese obbligatorie ordinarie e straordinarie, spese facoltative ordinarie e straordinarie).

Precisa che, da un tale più completo e obiettivo esame delle previsioni di spesa, appare evidente che i maggiori stanziamenti sono quelli destinati ai lavori pubblici ed all'agricoltura, che la spesa prevista per i servizi di assistenza e beneficenza supera i cento milioni e che per l'agricoltura sono previste spese per un importo di 400 milioni, non già come affermato dal Consigliere signor Manganoni, per l'importo di un milione.

Riferendosi, quindi, ai rilievi formulati nell'adunanza del 14 marzo dallo stesso Consigliere signor Manganoni, contro i tagli di legname, si dichiara lieto di constatare che il Consigliere signor Manganoni condivida le preoccupazioni vivissime della Giunta in materia forestale.

Fa presente che la Giunta regionale, in sede di controllo degli atti dei Comuni, svolge efficace azione contro i tagli di piante e a difesa del patrimonio boschivo della Valle d'Aosta, e si è sempre, in tale materia, dimostrata inflessibile, come possono attestare alcuni Consiglieri regionali che hanno fatto interventi presso i membri della Giunta per l'approvazione di certe deliberazioni comunali che riguardavano tagli di piante, il cui provento doveva spesso servire non solo per il finanziamento delle spese straordinarie, ma anche per finanziare spese ordinarie.

Riconosce che il problema del persistente depauperamento delle foreste della Valle d'Aosta è assai grave e richiede uno studio approfondito della questione, per l'esame dei mezzi che possono essere adottati per porre un freno alla sistematica distruzione delle foreste specie da parte di privati proprietari o di consorterie.

Riferendosi, quindi, alle affermazioni del Consigliere signor Manganoni in merito alla proposta di sussidio di lire cinque milioni al Comitato valdostano per la piccola industria e per l'Artigianato locale (oggetto n. 27 dell'ordine del giorno), rileva che le somme erogate a titolo di contributo a favore del suddetto Comitato valdostano sono quasi interamente devolute a beneficio dei piccoli artigianali della Valle.

Fa presente, infatti, che, tolto l'importo occorrente per il pagamento al Comune di Aosta dell'affitto dei locali della Bottega Artigiana di Aosta, e tolte le spese generali le somme erogate sono totalmente impiegate per l'acquisto e la vendita di oggetti fabbricati da piccoli artigiani.

Rileva che, attualmente, la Bottega dell'Artigianato valdostano ha in deposito in magazzino, per la vendita, molti oggetti e prodotti artigiani il cui valore ammonta attualmente ad una cifra assai rilevante.

Dichiara che i contributi erogati dalla Regione al suddetto Comitato valdostano costituiscono una forma necessaria di aiuto e di mecenatismo a favore degli artigiani della Valle d'Aosta.

L'Assessore al Turismo, Prof. DEFFEYES. richiamandosi alle considerazioni già esposte nel 1951 al Consiglio, in sede di esame del progetto di bilancio di previsione dell'esercizio finanziario 1951, fa presente che le spese di competenza dell'Assessorato al Turismo sono molto rilevanti in quanto l'Ufficio Turismo ha dovuto predisporre e ordinare nuovo e costoso materiale di pubblicità e di propaganda turistica; rileva che l'Ufficio Turismo ha giacenze di magazzino costituite dal vecchio e ormai superato materiale riguardante tutte lo località turistiche dell'ex Provincia di Aosta (Valle d'Aosta e Canavese).

Rileva, pertanto, la necessità delle rilevanti spese per l'acquisto del materiale di promozione turistica per la Valle d'Aosta, spese e materiale che sono da considerarsi di primo impianto.

Dichiara che per rinnovare tutto il materiale necessario occorreranno parecchi anni di lavoro e riferisce in merito alle nuove pubblicazioni turistiche sino ad ora realizzate a cura dell'Ufficio regionale del Turismo.

Per quanto concerne la spesa di lire 49 milioni, citata dal Consigliere signor Manganoni ed iscritta nelle spese facoltative straordinarie, rileva che gran parte di tale spesa è prevista per il risanamento di quartieri popolari in Aosta.

Fa presente che le somme stanziate negli scorsi anni dal Consiglio per il Turismo e Antichità, hanno servito in parte per l'acquisto di fabbricati da demolire, per il risanamento e la valorizzazione di zone di importanza archeologica in Aosta, ed in parte per la costruzione del grande fabbricato che sta ora sorgendo lungo il viale che adduce all'Istituto regionale di Assistenza Materna ed Infantile di Aosta.

Riferisce che, analogamente, la succitata somma di lire 49 milioni prevista per il 1952 sarà impiegata per la costruzione di nuovi alloggi destinati ad accogliere le famiglie da sfrattarsi dalle case di cui è prevista la demolizione nei quartieri da risanare.

Rileva che trattasi di programma e di azione esecutiva assai complessi e delicati, che richiedono oculatezza e tempo, dovendosi anche provvedere all'acquisto di immobili sfruttando le possibilità di acquisto a mano a mano che si presentano favorevoli.

Precisa, quindi, che, in effetti, gli stanziamenti per il Turismo ed Antichità servono in maggior parte per il risanamento di quartieri popolari e per la contemporanea valorizzazione, in Aosta, dei monumenti più importanti sia dal lato archeologico-scientifico che dal lato turistico.

Per quanto concerne il problema del risanamento del quartiere cittadino "Folliez", al quale ha accennato il Consigliere signor Manganoni, osserva che l'opera di demolizione e di ricostruzione dei fabbricati di tale quartiere dovrebbe essere intrapresa dal Comune di Aosta e che, comunque, tale opera, richiederebbe disponibilità finanziarie superiori alle attuali possibilità del bilancio regionale.

Rileva che il Consigliere signor Manganoni ha accennato alla necessità di favorire il turismo popolare, e non soltanto l'afflusso in Valle d'Aosta dei turisti ricchi, ed ha alluso alle lussuose macchine americane "fuori-serie" che circolano per la Valle.

Osserva, in proposito, che, nell'interesse della economia generale della Regione, è da augurarsi affluiscano in Valle d'Aosta anche molti turisti stranieri, mentre, purtroppo avviene spesso che questa clientela non si ferma in Valle d'Aosta perché non vi trova, nemmeno negli alberghi classificati di prima categoria, quei servizi moderni e quel "confort" cui è abituata.

Rileva che il turismo in Valle d'Aosta è essenzialmente turismo di tipo popolare e si sviluppa sempre più una forma di turismo domenicale come si constata dall'afflusso festivo periodico al Breuil, a Pila ed in altre zone turistiche più rinomate, di comitive viaggianti su auto-pullman.

Fa presente che, in relazione appunto a tale orientamento del turismo, ha sempre personalmente rilevata la necessità che tutte le strade di maggior transito siano asfaltate.

Dichiara, pertanto, di non approvare l'affermazione del Consigliere signor Manganoni, secondo il quale l'Amministrazione regionale favorirebbe la prima forma di turismo anziché il turismo popolare; ritiene che, invece, si debba prendere atto che, in fatto di turismo e di attrezzatura turistica, la Valle d'Aosta così rinomata per le sue bellezze naturali trovasi ancora arretrata e all'età, per così dire della pietra.

Ritiene, quindi, necessario che l'Amministrazione regionale faccia tutto il possibile per favorire lo sviluppo del turismo in Valle d'Aosta.

Conclude, rilevando che le somme stanziate in bilancio per i servizi "Turismo ed Antichità" sono proporzionate ed in giusto equilibrio con le somme stanziate per gli altri servizi e le altre necessità della Regione.

L'Assessore all'Industria e Commercio, Per. ind. FOSSON. esprime meraviglia per i rilievi formulati dal Consigliere signor Manganoni, rilievi circa gli stanziamenti, ritenuti assai esigui, proposti in bilancio per i servizi "Industria e Commercio".

Ritiene che tali rilievi contrastino con quanto dichiarato in altra adunanza dallo stesso Consigliere, allorché si trattava della proposta di stanziamento di fondi per la costruzione di magazzini generali, necessari anche per favorire l'istituzione di un Consorzio fra produttori agricoli e per promuovere la realizzazione di altre iniziative varie nel campo della produzione e del commercio.

Fa presente che le somme stanziate nel progetto di bilancio servono appunto per la realizzazione delle succitate iniziative.

Passando, quindi, all'esame degli stanziamenti vari, oggetto di rilievi da parte del Consigliere signor Manganoni, osserva che lo stanziamento lire 50 milioni, dell'articolo 168 del progetto di bilancio di previsione, per il potenziamento delle attività economiche in Valle d Aosta e per il Consorzio Produttori, è stato già praticamente ridotto a lire 35 milioni, in quanto tale stanziamento è stato già impegnato con deliberazione consiliare per Lire 15 milioni, da erogarsi in sussidi agli artigiani per l'acquisto dì macchinario.

Informa che, per la maggior parte, le domande di sussidio pervenute sono redatte da artigiani falegnami, residenti nelle varie località della Valle; il che dimostra eloquentemente in quali condizioni sfavorevoli hanno finora lavorato gli artigiani valdostani.

Per quanto concerne gli stanziamenti per il potenziamento delle attività economiche, precisa che nessun sussidio e nemmeno una lira di tali stanziamenti sono stati erogati o saranno erogati a favore di grossisti o di speculatori.

Per quanto concerne l'affermazione, fatta dal Consigliere sig. Manganoni, che una buona fetta di torta o la quasi totalità della torta rappresentata dal contingentamento vada a favore dei grossisti e degli speculatori, dichiara che tale voce deve essere sfatata, in quanto l'assegnazione dei generi in contingentamento, per la distribuzione ai dettaglianti, è stata fatta a tutti coloro che ne hanno fatto richiesta e che ammontano a ben trecento; precisa che nessuna domanda è stata respinta, per cui non può esservi monopolio di sorta.

Per quanto concerne i rilievi circa lo stanziamento della somma di lire 10 milioni per l'incremento dell'artigianato locale, rileva che, al riguardo, ha già risposto il Presidente della Giunta, Avv. Caveri.

Fa, peraltro, riserva, di riferire in merito in sede di trattazione dell'oggetto n. 27 dell'ordine del giorno concernente la proposta di concessione di un sussidio straordinario di lire 5 milioni al Comitato valdostano per le piccole industrie e per l'artigianato locale, per la gestione della Bottega artigiana di Aosta e per iniziative a favore dell'artigianato.

Il Consigliere Dott. DUJANY ritiene che l'attenzione dei signori Consiglieri, anziché concentrarsi sui criteri di ripartizione delle disponibilità finanziarie della Regione fra i singoli servizi o rami dell'Amministrazione, debba convergere sulle fonti di entrata, essendo questo il problema essenziale e basilare.

Fa presente, in proposito, che l'articolo 50 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta stabilisce che: "entro due anni dall'elezione del Consiglio della Valle, con legge dello Stato, in accordo con la Giunta regionale, sarà stabilito, a modifica degli articoli 12 e 13, l'ordinamento finanziario della Regione".

Constata che il Consiglio regionale è ormai al terzo anno del suo mandato, senza che sia stato possibile ottenere l'ordinamento finanziario previsto dalla succitata disposizione legislativa.

Ricorda che il Presidente della Giunta, nella adunanza del giorno precedente, ha riferito ampiamente al Consiglio circa l'esito del colloquio che i rappresentanti della Valle hanno avuto con l'onorevole De Gasperi, colloquio durante il quale sono state esaminate le questioni fondamentali interessanti la Regione ed ancora da definire per la applicazione dello Statuto regionale.

Fa presente, altresì, che il Consiglio ha preso atto, con compiacimento, dell'esito positivo conseguito per quanto attiene la questione del trasferimento dei beni demaniali alla Regione e dell'avvio di trattative per una sollecita definizione della questione concernente il Regolamento organico dei servizi e del personale dell'Amministrazione regionale.

Rileva che di quanto sopra deve essere reso giusto merito al Presidente della Giunta ed alle altre personalità della Valle che si sono attivamente interessate al riguardo.

Ritiene opportuno che il Consiglio dia tutto il suo appoggio morale al Presidente della Giunta ed ai suoi collaboratori per una felice soluzione del problema dell'ordinamento finanziario, che è essenziale e veramente basilare per l'autonomia regionale.

L'Assessore alle Finanze, Ing. FRESIA, riferendosi alle eccezioni, sollevate dal Consigliere signor Manganoni, in merito alla proposta di elevare da lire un milione a lire tre milioni il limite massimo fissato con deliberazione n. 89, in data 28 luglio 1949, per le spese di competenza della Giunta, fa presente che il Consiglio regionale aveva a suo tempo stabilito in lire 500 mila il limite massimo di competenza della Giunta, anziché in lire un milione, come proposto dalla Giunta.

Pone in rilievo il fatto che, dal 1946 ad oggi, l'indice di svalutazione della moneta è stato da 1 a 8 circa mentre la richiesta formulata dalla Giunta è contenuta nei limiti del rapporto da 1 a 6. Aggiunge che la proposta di aumento è fatta per evitare, per quanto possibile, l'assunzione di deliberazioni in via di urgenza per spese e per lavori di piccola entità.

Per quanto concerne l'elenco dei residui attivi e passivi, richiesto dal Consigliere signor Manganoni, l'Assessore Ing. Fresia informa che egli è a disposizione dei Signori Consiglieri che desiderano prendere conoscenza dei dati relativi a tale elenco; comunica che, comunque, le cifre maggiori portate in esso concernono stanziamenti già approvati a suo tempo, quali quello per il traforo del Monte Bianco, per la costruzione del palazzo consiliare, per la Scuola-Convitto, per l'Istituto Tecnico e altri.

Il Consigliere signor MANGANONI precisa che non è sua intenzione di replicare a quanto è stato affermato dal Presidente della Giunta e dagli Assessori, poiché si riserva di ritornare in argomento in sede di discussione dei singoli stanziamenti del progetto di bilancio.

Ritiene, peraltro, di dover fare alcune precisazioni per quanto concerne la questione del turismo popolare, pur non dissentendo interamente su quanto esposto dall'Assessore Prof. Deffeyes.

In primo luogo, egli osserva, per turismo popolare non va inteso solo quel certo numero di persone che si recano con pullman in Valle d'Aosta, nei giorni festivi; tale categoria di turisti rappresenta solo uno dei vari aspetti del turismo popolare.

Ritiene che il turismo popolare interessi piuttosto la massa degli operai e degli impiegati, che affluiscono in Valle nel periodo estivo, per quindici o venti giorni o un mese, con le loro famiglie, e che non hanno mezzi finanziari sufficienti per soggiornare in alberghi: queste persone cercano, quindi, camere d'affitto presso contadini nelle località di minore rinomanza turistica.

Rileva che si verifica, purtroppo, il fatto che i contadini non dispongono di camere in numero sufficiente per soddisfare tutte le richieste e che, d'altra parte, le camere che affittano sono, per lo più, insufficientemente arredate.

Ritiene, pertanto, che l'Amministrazione regionale debba favorire lo sviluppo di questa importante forma di turismo popolare, intervenendo sia con sussidi, sia con prestiti od in altri modi, intesi ad aiutare i contadini a migliorare l'edilizia e l'arredamento delle loro case e metterli in grado di potere affittare camere ai modesti villeggianti nella stagione estiva, ricavandone un certo vantaggio finanziario che contribuisca ad elevare il loro tenore di vita.

Aggiunge che, in tal modo, sarebbe anche data la possibilità ai contadini di ricavare una maggiore entrata mediante la vendita diretta dei loro prodotti (verdure, frutta, latticini) ai villeggianti; rileva che tale beneficio non può essere tratto dal turismo alberghiero in quanto gli albergatori usano rifornirsi direttamente all'ingrosso sui mercati della riviera o della pianura.

Osserva, inoltre, che verrebbero, poi, valorizzati non solo i centri turistici di rinomanza internazionale ma anche gli altri Comuni e le altre località turistiche minori della Regione.

Per quanto concerne lo stanziamento di lire 50 milioni proposto per il potenziamento delle attività economiche, prende atto con compiacimento che, di tale stanziamento, lire quindici milioni sono state già impegnate, come da deliberazione consiliare, per la concessione di sussidi per il potenziamento dell'attrezzatura degli artigiani in Valle di Aosta e che la rimanente somma è destinata per la costruzione dei magazzini generali in Aosta.

Per quanto concerne l'elenco dei residui attivi e passivi prega l'Assessore alle Finanze, Ing. Fresia, di volere disporre che detto elenco sia trasmesso in copia a tutti i Consiglieri, come è stato già fatto lo scorso anno.

Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, in relazione a quanto esposto dal Consigliere Dott. Dujany, il quale ha riconosciuto le difficoltà che la Giunta regionale incontra per addivenire alla definizione del grave problema dell'ordinamento finanziario della Regione, tiene a precisare che il termine di due anni dalla elezione del Consiglio della Valle, stabilito dall'art. 50 dello Statuto speciale, non è un termine perentorio o di scadenza massima, oltre il quale cessi di avere efficacia la norma statutaria.

Dichiara che, se non è stato possibile, finora, raggiungere un accordo con lo Stato e definire la questione dell'ordinamento definitivo finanziario della Regione, ciò si deve al fatto che la Giunta regionale non doveva e non poteva accettare le nuove proposte formulate dal Ministero del Tesoro, in, quanto esse si concretano in un peggioramento notevole delle condizioni già approvate per il riparto provvisorio dell'anno 1950.

Osserva che, in effetti, l'accettazione delle nuove proposte governative significherebbe che, per l'anno 1951, la Regione incasserebbe, quale quota di riparto delle entrate erariali, lire 700 milioni, anziché lire un miliardo circa già incassate nel 1950, con una perdita, quindi, di circa trecento milioni.

Il Consigliere Geom. G. NICCO rileva l'opportunità che sia fatto presente ai funzionari ministeriali che i Valdostani intendono essere leali verso Roma, in tutto e per tutto; ma che è doveroso che Roma lo sia egualmente nei confronti della Regione autonoma della Valle d'Aosta, rispettando lealmente lo Statuto.

Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, informa che l'Amministrazione regionale, in tutti i suoi interventi, sia con memoriali, sia in colloqui a Roma, ha chiesto sempre ed esclusivamente il rispetto dello Statuto speciale della Valle d'Aosta.

Monsieur le Conseiller Perron fait la déclaration suivante:

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"Puisque l'autonomie législative et administrative ne peut être complète sans l'autonomie financière, et comme cela n'est pas, à cause de la mauvaise volonté, pour ne pas dire la mauvaise fois, du Gouvernement de Rome, à l'égard de la Vallée ce qui représente un grand danger pour l'autonomie, je propose que soit examinée l'opportunité d'adresser une énergique protestation au Gouvernement, en l'invitant à revoir son attitude négative qui n'est certainement pas indiquée pour favoriser des rapports normaux avec la Région et que les agissements gouvernementaux soient dénoncés au peuple valdôtain, afin que la population, connaissant la vérité, soit consciente des dangers et des obstacles qui menacent l'autonomie et entravent le libre fonctionnement de l'Administration régionale.

Je demande que ces propositions soient prises en considération. Se taire on demeurer passifs devant les manœuvres anti-régionalistes des milieux gouvernement serait rendre un bien mauvais service à la cause valdôtaine et ne pas tenir compte des liens du passé. Ne pas réagir serait faire jeu des violateurs de nos droits, qui tendent de plus en plus à traiter notre Statut comme un simple "chiffon de papier".

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Il Consigliere Geom. G. NICCO dichiara che i Consiglieri del gruppo social-comunista concordano perfettamente su quanto esposto dal Consigliere signor Perron.

L'Assessore all'Agricoltura e Foreste, Geom. ARBANEY, rileva che non vi sono elementi per poter affermare che il Governo centrale sia in mala fede o saboti l'autonomia della Valle d'Aosta.

Monsieur le Conseiller PERRON déclare qu'il n'a pas l'intention de polémiser avec Mr. l'Assesseur Arbaney ni de soutenir que le Gouvernement est en bonne plutôt qu'en mauvaise foi, qu'il a de la bonne ou de la mauvaise volonté; mais qu'il se demande simplement pourquoi le Gouvernement n'a pas encore appliqué le Statut de la Vallée d'Aoste. Il lui semble évident que si le Gouvernement n'a aucune arrière-pensée et s'il veut appliquer loyalement le Statut, il doit le faire conformément aux dispositions de la Constitution.

Il Consigliere signor MANGANONI dichiara che è un fatto acquisito che il Governo è in malafede e che viola lo Statuto, che è legge costituzionale; e sottolinea che quanto è stato esposto nell'adunanza del 14 marzo e nell'adunanza odierna costituisce una prova più che sufficiente per attestare la malafede ed il sabotaggio da parte del Governo.

Accenna alla questione della zona franca e della Casa da Gioco di Saint Vincent, che a tutt'oggi non ha avuto il riconoscimento ufficiale da parte dello Stato, mentre tale riconoscimento è stato a suo tempo concesso alle Case da Gioco di Venezia, di San Remo e di Campione.

Rileva che dall'esistenza o meno della Casa da Gioco di Saint Vincent, come pure dalla questione del riparto delle entrate erariali, dipende la vita e l'avvenire della Regione, avvenire che può essere pregiudicato, in qualsiasi momento, con la chiusura del Casinò, a beneplacito del Ministro dell'Interno, On. Scelba.

Richiama l'attenzione dei signori Consiglieri sullo stato deplorevole in cui trovasi la linea ferrovia Torino-Aosta, particolarmente nel tratto corrente in Valle, che obbliga i treni a non superare la velocità oraria di quaranta chilometri.

Rileva che il Ministero competente è stato ripetutamente interessato e sollecitato a disporre per l'esecuzione delle opere di rinnovo della succitata linea ferroviaria, lungo la quale nessuna miglioria è stata eseguita dalla data dell'impianto della ferrovia stessa, mentre per contro, nel Trentino si stanno costruendo nuove linee ferroviarie.

Richiama, inoltre, l'attenzione del Consiglio sulla cattiva manutenzione della strada statale corrente in Valle d'Aosta, strada che richiede l'esecuzione di notevoli opere di sistemazione per la loro rimessa in efficienza.

Il Presidente del Consiglio, Avv. Dott. BONDAZ, invita il Consigliere signor Manganoni a rimanere nei limiti dell'argomento in discussione e all'ordine del giorno dell'adunanza.

Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, concorda sulla opportunità che gli interventi dei signori Consiglieri non esulino dall'argomento di discussione (progetto di bilancio di previsione per l'anno 1952).

Accenna, quindi, nuovamente alla questione del riparto delle entrate erariali tra lo Stato e la Regione, problema al quale è strettamente connessa la sicurezza finanziaria della Regione; comunica di essere a conoscenza che, in seguito ad ulteriori passi fatti dagli amministratori della Regione, tre riunioni interministeriali hanno avuto luogo. Si augura, pertanto, che le nuove discussioni possano svolgersi su basi diverse da quelle dell'aprile 1951, basi sulle quali, come già ripetutamente fatto presente, la Regione non può assolutamente concordare.

Informa poi che, da parte di alcuni funzionari dell'Amministrazione centrale dello Stato, è stato riferito che, in base all'esame del bilancio della Regione, gli organi governativi centrali hanno rilevato e riconosciuto che l'Amministrazione regionale svolge una politica di effettivo incremento dell'economia e degli interessi vitali della Valle; è stato, cioè, riconosciuto che i fondi sono spesi non già per l'esecuzione di opere spettacolari, che mirino a colpire la fantasia di chi viene in Valle Aosta, ma per l'esecuzione di opere e di lavori tendenti ad elevare la produzione e il tenore di vita della popolazione.

Fa, altresì, notare che, nel quadro generale della situazione attuale, vanno tenute presenti le luci e le ombre, gli elementi favorevoli oltre che quelli sfavorevoli.

Ritiene, pertanto, che il Consiglio potrà prendere in considerazione l'opportunità di approvare ordini del giorno di protesta come proposto dal Consigliere signor Perron qualora, nel corso delle ulteriori trattative, si dovesse constatare che le necessità della Regione non siano prese nella dovuta considerazione.

Il Presidente del Consiglio, Avv. Dott. BONDAZ, rileva che la discussione di carattere generale sul progetto di bilancio è stata lunga ed esauriente; comunica che, qualora nessun altro Consigliere intenda prendere la parola in merito, si intenderà chiusa la discussione di carattere generale sul progetto di bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 1952 ed aperta la discussione sulle singole voci del progetto stesso, iniziando - come è stato fatto lo scorso anno - dalla parte seconda: "Uscita".

L'Assessore alle Finanze, Ing. FRESIA, richiama le considerazioni già esposte in precedenza e ritiene che, - data la incertezza della cifra prevista per la parte "Entrata" -, la discussione particolareggiata sui singoli articoli della parte "Spesa" del progetto di bilancio sia, in effetti, di nessuna utilità pratica.

Propone, quindi, che il Consiglio approvi il bilancio nel suo complesso, in base alle proposte formulate dalla Giunta regionale.

Dopo breve discussione, alla quale partecipano il Presidente del Consiglio, Avv. Dott. BONDAZ, il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, gli Assessori Geom. ARBANEY, Geom. BIONAZ e prof. DEFFEYES, nonché il Consigliere Geom. G. NICCO, il Consiglio, su proposta del Presidente della Giunta, Avv. Caveri, e dell'Assessore Geom. Arbaney, approva la proposta di procedere all'esame, categoria per categoria, del progetto di bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 1952, ritenendosi per approvate le categorie di spesa in merito alle quali non vi siano opposizioni o rilievi da parte dei Consiglieri.

Il Consigliere Signor MANGANONI richiama l'attenzione del Consiglio - ed in particolare dell'Assessore alle Finanze, Ing. Fresia - sul paragrafo della relazione al bilancio, ove risulta che la Giunta regionale ha predisposto il progetto di bilancio per l'esercizio finanziario 1952, in base ai criteri già seguiti in sede di previsione del bilancio per l'esercizio 1951 e tenendo conto del fatto che alcune rilevanti nuove spese, finora a carico dello Stato, fanno ora carico al bilancio della Regione a decorrere dal 1952.

Richiama, inoltre, l'attenzione su di un altro punto della relazione ove risulta che sono ora a carico della Regione le spese, già a carico dello Stato, per i sussidi ai lavori di miglioramento fondiario a pascoli montani (spese che ammontano a Lire 95 milioni).

Il Consigliere Signor Manganoni chiede chiarimenti in merito ai succitati punti della relazione al bilancio; chiede, in particolare, se, oltre alle spese soprarichiamate, siano state iscritte in bilancio altre spese che erano a carico dello Stato nel precedente esercizio finanziario.

Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, risponde precisando che, per quanto concerne la materia dei sussidi per i miglioramenti agrari e fondiari, a' sensi degli articoli 4 e 2, lettera e) dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta, la spesa di lire 95 milioni, prima a carico del bilancio del Ministero dell'Agricoltura e Foreste, è ora a totale carico della Regione e viene inserita nel bilancio regionale. Aggiunge che nessuna altra spesa, già a carico statale nell'esercizio 1951, è stata iscritta in bilancio a carico della Regione.

Il Consigliere Signor MANGANONI rileva che in passato i sussidi per miglioramenti fondiari a pascoli montani venivano concessi soltanto ad agricoltori proprietari di vaste estensioni oli terreno, restando esclusi dal beneficio dei sussidi i numerosi proprietari di modesti appezzamenti di terreno.

Chiede di conoscere se la Regione abbia erogato i sussidi di cui si tratta secondo le direttive sin qui seguite e se per l'avvenire si intenda di modificare tali direttive, in modo da poter ammettere al beneficio del sussidio anche i proprietari di limitate estensioni di terreno.

L'Assessore all'Agricoltura e Foreste, Geom. ARBANEY, dichiara che non corrisponde al vero la affermazione del Consigliere Manganoni, secondo la quale le disposizioni ministeriali in materia di sussidi per lavori di miglioramento fondiario a pascoli montani escludessero i contadini proprietari di limitati appezzamenti di terreno.

Precisa, infatti, che i sussidi di cui si tratta sono sempre stati corrisposti a prescindere dalla maggiore o minore estensione del pascolo montano bonificato, tanto è vero che tutte le domande presentate sono state accolte.

Aggiunge che la misura dei sussidi è stabilita in rapporto alla superficie del terreno e alle spese necessarie per l'esecuzione di miglioramenti fondiari.

Fa presente che fino a tutto l'esercizio 1951, la spesa dei sussidi per il miglioramento fondiario a pascoli montani era a carico del Ministero dell'Agricoltura e Foreste e che, avendo la Corte dei Conti rifiutato di registrare il decreto relativo allo stanziamento nel bilancio del Ministero dell'Agricoltura e Foreste della somma di lire 95 milioni, per sussidiare i lavori di miglioramento fondiario a pascoli montani della Valle d'Aosta, tale somma è stata passata in gestione, per competenza, all'Amministrazione regionale, la quale eroga i sussidi sotto il controllo e per conto dello Stato.

Precisa che, dopo effettuati i pagamenti dei sussidi, le relative contabilità debbono essere trasmesse al Ministero dell'Agricoltura e Foreste, per l'approvazione da parte della Corte dei Conti.

Comunica che la Giunta, date le continue difficoltà che si incontrano per la registrazione dei decreti di assegnazione alla Valle d'Aosta dei fondi di cui si tratta, è addivenuta nella determinazione di richiedere che le spese per i sussidi di miglioramento fondiario a pascoli montani siano finanziate in sede di ripartizione delle entrate erariali, in modo che la Regione possa provvedere direttamente, e non per delega, alla erogazione dei sussidi stessi, secondo le modalità che riterrà opportuno di stabilire.

Il Consigliere Signor MANGANONI prende atto dei chiarimenti che gli sono stati dati. Richiama, quindi, l'attenzione dell'Assessore alle Finanze, Ing. Fresia, sul punto della relazione ove risulta che la spesa di lire 150 milioni per sottoscrizione di azioni della Società internazionale per il traforo del M. Bianco annualità 1952 è condizionata alla assegnazione alla Regione della quota annua di riparto delle entrate erariali nella misura di lire un miliardo e 500 milioni.

Chiede se la condizione posta sarà mantenuta dalla Giunta regionale.

Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, risponde affermativamente; aggiunge che la Presidenza della Giunta regionale ha ribadito, anche ultimamente, in corrispondenze scambiate a questo riguardo, che il versamento del contributo regionale il traforo del Monte Bianco era condizionato alla assegnazione alla Regione della quota annua di ripartizione delle entrate erariali nella misura richiesta di lire un miliardo e 500 milioni.

Il Consigliere Signor MANGANONI dichiara di approvare pienamente la posizione assunta, in merito alla questione, dalla Giunta regionale.

Rileva, quindi, che, nella relazione e nel progetto di bilancio per il 1952 (Capo 2° - Entrate straordinarie) il provento degli stabilimenti speciali di Saint Vincent è previsto in lire 870 milioni: chiede quale sia stato per il 1951 l'ammontare effettivo dell'incasso dell'Amministrazione regionale del suddetto provento.

L'Assessore alle Finanze, Ing. FRESIA, comunica che l'incasso lordo dell'anno 1951 ammonta a lire un miliardo e 50 milioni circa; precisa che da tale somma devono essere dedotte le spese relative agli stipendi corrisposti al personale di controllo addetto alla Casa da Gioco, nonché le spese per I.G.E., per contributo-concorso regionale nelle manifestazioni extra contrattuali e per contributo annuo da corrispondersi al Comune di Saint Vincent.

Il Consigliere Signor MANGANONI prende atto dei chiarimenti fornitigli e chiede ancora delucidazioni sulla entrata di lire 10.507.104, prevista quale gettito della sovrimposta provinciale sui terreni, applicata con l'aliquota al terzo limite, pari al 120% del tributo erariale.

Rispondono, fornendo i chiarimenti richiesti, il Presidente del Consiglio, Avv. BONDAZ, e l'Assessore all' Agricoltura e Foreste, Geom. ARBANEY.

Il Presidente, Avv. Dott. BONDAZ, constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola in merito alla relazione illustrativa del progetto di bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 1952, invita il Consiglio a procedere, categoria per categoria, all'esame ed alla discussione dei singoli stanziamenti del progetto di bilancio.

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Si dà atto che il Consiglio procede, secondo la classificazione per categorie delle entrate e delle spese, e secondo la numerazione degli articoli del bilancio (Titoli, Capi, Categorie ed Articoli), all'esame delle previsioni della parte Entrata e della parte Uscita.

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Il Presidente della Giunta e gli Assessori competenti per materia danno chiarimenti e notizie in merito ai vari stanziamenti delle previsioni e, in particolar modo, in merito ai seguenti stanziamenti, sui quali i Consiglieri sotto indicati hanno fatto rilievi o hanno chiesto chiarimenti:

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PARTE PRIMA - ENTRATA

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TITOLO I - ENTRATE ORDINARIE

CAPO I - ENTRATE ORDINARIE

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CATEGORIA 1a - RENDITE PATRIMONIALI

Articolo 8 - (Proventi dei nove decimi dei canoni statali per la concessione di derivazioni di acque pubbliche):

Il Consigliere Geom. G. NICCO rileva che la somma di cui si propone lo stanziamento nel bilancio 1952 è di lire 185 milioni, anziché di lire 215 milioni, risultanti dal conto consuntivo 1950 e iscritti nel bilancio di previsione dell'anno 1951. Chiede chiarimenti al riguardo.

L'Assessore alle Finanze, Ing. FRESIA, precisa che la somma di cui si propone lo stanziamento in bilancio corrisponde all'ammontare del provento dei canoni che dallo Stato sono stati effettivamente versati nel 1951 alla Regione. Aggiunge che la differenza in meno di lire 30 milioni, in confronto all'anno 1951, è dovuta al fatto che alcune Società idroelettriche hanno ottenuto dallo Stato l'autorizzazione a dilazionare il pagamento dei canoni dovuti.

Articolo 2 (Interessi su titoli di proprietà):

Chiede e ottiene chiarimenti il Consigliere Signor MANGANONI.

CATEGORIA 2a - PROVENTI DIVERSI

Sì dà atto che nessuna osservazione o rilievo vengono formulati in merito alle previsioni della categoria 2a.

CATEGORIA 3a - IMPOSTE, TASSE e DIRITTI

Articolo 22 - (Addizionale provinciale all'imposta ICAP):

Chiede e ottiene chiarimenti il Consigliere Geom. G. NICCO.

Articolo 30 - (Addizionale sui vari tributi erariali, comunali e provinciali, di cui all'art. 7 D.L. L. 18-2-1946, n. 100)

Chiede ed ottiene chiarimenti il Consigliere Signor MANGANONI.

Articolo 37- (Contributi dovuti all'Ufficio Turismo - Lettera C: Imposta di soggiorno):

Il Consigliere Sig. MANGANONI chiede ed ottiene chiarimenti.

CAPO II - ENTRATE STRAORDINARIE

CATEGORIA 1a - ENTRATE DIVERSE

Articolo 42 - (Provento pene pecuniarie per contravvenzioni forestali):

Il Consigliere Signor MANGANONI chiede chiarimenti circa le ragioni per cui la previsione è stata contenuta nella somma di lire dieci mila, mentre il provento delle pene pecuniarie per contravvenzioni forestali è stato accertato, nel consuntivo del 1950, in lire 73.923.

Raccomanda, in proposito, che l'Assessorato all'Agricoltura e Foreste intervenga energicamente contro i tagli abusivi di legname nei boschi e faccia applicare forti multe a quei commercianti in legname che, nelle operazioni di abbattimento o di trasporto di piante nei boschi, lascino distruggere o danneggiare le piantine.

L'Assessore Geom. ARBANEY risponde che, anzitutto, la previsione dell'art. 42 è stata ridotta per misura prudenziale, trattandosi di previsione di entrata e non di previsione di spesa.

Osserva che i commercianti in legname incorrono nelle multe allorché contravvengono a precise disposizioni di legge in materia forestale; rileva che, nel caso segnalato, i commercianti sono tenuti a risarcire i danni arrecati durante l'abbattimento di piante, ma non sono passibili di multa.

Rileva che vi sono danni che possono essere evitati nell'abbattimento e nel trasporto in discesa delle piante, per cui occorre, in tal caso, molta severità nelle multe e nelle richieste per il risarcimento dei danni; mentre, quando si tratta di danni inevitabili, non è possibile maggiorare con multe la misura dei danni valutati e da risarcire.

Articolo 43 - (Provento gestione stabilimenti speciali di St. Vincent):

Su richiesta del Consigliere Sig. MANGANONI e del Consigliere dott. DUJANY, forniscono chiarimenti il Presidente della Giunta, AVV. CAVERI, e l'Assessore alle Finanze, Ing. FRESIA.

TITOLO II - MOVIMENTO DI CAPITALI

Articolo 44 - (Accensione di un mutuo con la Cassa DD. PP. per costruzione di fabbricati):

Su richiesta del Consigliere Geom. G. NICCO, l'Assessore ai Lavori Pubblici, Geom. BIONAZ, comunica che lo stanziamento di lire 60 milioni corrisponde all'ammontare del mutuo acceso presso la Cassa DD. PP. per la costruzione di un fabbricato che sorgerà nella Regione Saint Etienne, destinato ad alloggi per i dipendenti dell'Amministrazione regionale.

Su richiesta del Consigliere Sig. MANGANONI, precisa, inoltre, che - come è stato ampiamente illustrato a suo tempo al Consiglio - il mutuo di cui si tratta è stato acceso direttamente dall'Amministrazione regionale e non dall'Istituto autonomo per le Case Popolari della Valle d'Aosta, e che il fabbricato che sorgerà in regione St-Etienne sarà di proprietà dell'Amministrazione regionale e non già di proprietà dell'Istituto locale per le Case Popolari.

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TITOLO III - CONTABILITA' SPECIALI

CATEGORIA 1a - PARTITE DI GIRO

Articolo 58 - (Riscossioni per contributi disoccupazione)

Chiede ed ottiene chiarimenti il Consigliere Sig. MANGANONI.

CATEGORIA 2a - CONTABILITA'

GESTIONI SPECIALI

Articolo 63 - (Gestione fondi per operazioni forestali per conto di terzi):

Articolo 64 - (Gestione fondi per le migliorie boschive):

Sugli articoli 63 e 64 chiedono chiarimenti i Consiglieri Geom. G. NICCO e Dott. DUJANY.

Rispondono in merito gli Assessori Ing. FRESIA Geom. ARBANEY, il quale precisa che la previsione di L. 25 milioni, di cui all'art. 64, corrisponde ai depositi per ritenute del 10% che le Amministrazioni comunali sono tenute per legge ad effettuare sui proventi di tagli di legname operati nelle foreste comunali.

Articolo 65 - (Gestione servizio contingentamento e zona franca):

Su richiesta dei Consiglieri Geom. G. NICCO e Sig. MANGANONI, l'Assessore all'Industria e Commercio, Per. ind. FOSSON, fornisce chiarimenti circa l'aumento, da 70 a 100 milioni, della previsione di entrata per l'esercizio in corso.

PARTE SECONDA - USCITA

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TITOLO I - SPESE EFFETTIVE

CAPO I - SPESE OBBLIGATORIE ORDINARIE

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CATEGORIA 1° - ONERI PATRIMONIALI

Articolo 3 - (R.M. Sovracanoni derivazioni idroelettriche):

Chiede ed ottiene chiarimenti il Consigliere Dott. DUJANY.

Articolo 4 - (Manutenzione ordinaria di beni immobili):

Il Consigliere Sig. MANGANONI rileva che la previsione di spesa (lire 8 milioni) supera di lire un milione e 500 mila lire lo stanziamento dello scorso anno.

Rileva che, in futuro, si renderà necessario aumentare ulteriormente lo stanziamento, se l'Amministrazione regionale continuerà ad acquistare altri fabbricati vecchi, che richiedono una manutenzione più onerosa.

Fa presente che sono in corso atti legali per lo sfratto di una povera donna da locali dell'ex-Ospedale Mauriziano, ora di proprietà regionale, e prega la Giunta di volere far sospendere tali atti, in quanto l'interessata ha chiesto all'Istituto Case Popolari di Aosta l'assegnazione di un alloggio, che dovrebbe esserle effettivamente concesso quanto prima.

Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, fa presente che l'azione di sfratto è stata promossa perché la predetta donna è entrata abusivamente e senza autorizzazione nei locali in cui ora abita.

Il Consigliere Sig. MANGANONI prende atto di quanto sopra e insiste affinché sia presa in considerazione la sua richiesta.

CATEGORIA 2a - SPESE GENERALI

Articolo 23 - (Compensi e medaglie di presenza ai Consiglieri regionali):

Il Vice Presidente del Consiglio, Ing. PASQUALI, rileva che le attuali misure dei compensi e delle medaglie di presenza spettanti ai Signori Consiglieri non sono più adeguate ai loro impegni; ritiene, quindi, opportuno che esse siano aggiornate in aumento e prega il Presidente, Avv. Dott. Bondaz, di sottoporre all'approvazione del Consiglio, nella prossima adunanza, proposte concrete al riguardo.

Ritiene opportuno di aumentare, conseguentemente, la previsione di spesa annua da lire tre a lire sei milioni.

Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, dichiara di concordare sulla proposta di aggiornamento della misura delle competenze e delle medaglie di presenza dovute ai Consiglieri regionali.

Ritiene, peraltro, non opportuno di approvare nella adunanza odierna l'aumento, proposto dal Vice Presidente Pasquali, della previsione di spesa all'articolo 23, in mancanza di provvedimento deliberativo concreto di aggiornamento, e propone di lasciare, per ora, invariata la previsione di spesa ad evitare eventuali contestazioni in sede di discussione del progetto di bilancio di previsione con i Funzionari dei Ministeri competenti.

il Vice Presidente del Consiglio, Ing. PASQUALI, dichiara di concordare con il Presidente della Giunta, Avv. Caveri.

Articolo 21 - (Spese per integrazione bilanci E.C.A.):

Il Consigliere Sig. MANGANONI chiede che un elenco dei contributi erogati ad integrazione dei bilanci degli Enti comunali di assistenza sia distribuito ai Consiglieri, affinché essi possano prendere visione dell'ammontare dei contributi e possano essere in grado di fornire precisazioni, se interpellati in merito.

Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, dà assicurazione in proposito.

Articolo 28 - (Servizio automezzi):

Il Consigliere Sig. MANGANONI chiede chiarimenti circa l'aumento dello stanziamento della spesa da lire 4 milioni del 1951 a lire 7 milioni nel bilancio del corrente esercizio.

L'Assessore Geom. BIONAZ ritiene che, in relazione alle necessità dei servizi di alcuni Assessorati (Lavori Pubblici, Agricoltura e Foreste), la previsione di spesa sia contenuta in limiti assai stretti; rileva che, nell'interesse dell'Amministrazione regionale, dovrebbe essere effettuato un maggior numero di visite ai lavori che si eseguono a cura e spese della Regione o che sono sussidiati con contributi regionali.

Il Vice Presidente del Consiglio, Ing. PASQUALI, concordando su quanto esposto dall'Assessore Geom. Bionaz, ritiene che lo stanziamento in oggetto sia contenuto in limite assai modesto, se si tiene conto delle esigenze particolari dei servizi tecnici dell'Assessorato all'Agricoltura e Foreste e dell'Assessorato ai Lavori Pubblici.

Il Consigliere Sig. MANGANONI dichiara di prendere atto di quanto sopra.

Articolo 32 - (Spese per la Commissione di Coordinamento - Lettera C: Rimborso spese e indennità di trasferta):

L'Assessore alla Finanze, Ing. FRESIA, su richiesta del Consigliere signor MANGANONI, fornisce chiarimenti circa la variazione in aumento della previsione, da lire un milione a lire 1.500.000, proposta per l'anno 1952.

CATEGORIA 4a - LAVORI PUBBLICI

Articolo 46 - (Fondo per sgombro ed arginatura frane e valanghe):

I Consiglieri Geom. G. NICCO e Sig. MANGANONI ritengono opportuno e propongono che, in relazione alla necessità di eseguire nuove costose opere di protezione degli abitati minacciati da frane o dalla caduta di valanghe, sia aumentato lo stanziamento in oggetto, previsto nella cifra dello scorso anno (Lire 50 milioni).

L'Assessore ai Lavori Pubblici, Geom. BIONAZ, ritiene che lo stanziamento di lire 50 milioni non sarà assorbito totalmente dalle spese per lavori da eseguirsi durante l'anno 1952; aggiunge, peraltro, che, qualora si rendesse necessario un maggiore stanziamento, si potrà provvedere con storno di fondi da altri stanziamenti.

L'Assessore Geom. ARBANEY ricorda che allo ordine del giorno dell'adunanza odierna è stata inserita, all'oggetto 25, la proposta, di esecuzione di lavori per la sistemazione di opere idrauliche e forestali di zone alluvionate nei Comuni di Donnaz, Pontey e Challant Saint Anselme, per un importo di spesa complessivo di lire 12.861.000. Rileva che - come già esposto dall'Assessore Geom. Bionaz - se nel corso dell'anno lo stanziamento di lire 50 milioni dovesse risultare insufficiente, il Consiglio potrà sempre integrare tale stanziamento mediante storno di fondi da altri stanziamenti di bilancio.

Ritiene, pertanto, non opportuno che la previsione di spesa proposta sia variata, anche in considerazione delle ragioni già esposte dall'Assessore alle Finanze, non essendo da escludersi l'eventualità che le previsioni di spesa del bilancio dell'anno 1952 debbano essere rivedute e ridotte, in sede di approvazione della quota di riparto delle entrate erariali.

Articolo 52 - (Contributi ai Comuni per l'esecuzione di lavori di pubblica utilità):

Il Consigliere Sig. BREAN chiede ed ottiene chiarimenti in merito allo stanziamento di Lire 70 milioni.

CATEGORIA 5a - ISTRUZIONE PUBBLICA

Articolo 58 (Materiale scientifico, didattico, cartografico e bibliografico occorrente alle Scuole medie):

Il Consigliere Geom. G. NICCO fa presente che il materiale scientifico e didattico di cui sono dotate le Scuole medie della Valle è assai scadente e ritiene opportuno di rinnovare tale materiale. Propone, pertanto, che lo stanziamento di lire un milione sia aumentato.

Danno chiarimenti in merito il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, e gli Assessori dott. BERTHET e Geom. BIONAZ.

Articolo 70 - (Spese per le Scuole elementari - Lettera G: Contributi ai Patronati scolastici):

Il Consigliere Signor MANGANONI chiede che sia trasmesso ai signori Consiglieri un elenco delle sovvenzioni che l'Amministrazione regionale eroga ai Patronati scolastici.

L'Assessore alla Pubblica Istruzione, Dott. BERTHET, dà assicurazione in merito.

Articolo 77 - (Spese per corsi di perfezionamento per studenti ed insegnanti presso Istituti superiori):

Su richiesta di chiarimenti dei Consiglieri Sig. MANGANONI e Signora RONC DESAYMONET, l'Assessore Dott. BERTHET informa che la Giunta ha ritenuto opportuno di proporre al Consiglio l'invio in Francia di una cinquantina di insegnanti delle Scuole medie ed elementari a frequentare corsi di perfezionamento di lingua francese. Comunica che è in corso di esame la proposta di schema di apposito bando di concorso.

Articolo 73 - (Spesa per corsi di ricupero a favore di studenti trasferiti in Valle e provenienti da Scuole pubbliche di altre Regioni):

Su richiesta di chiarimenti del Vice Presidente del Consiglio, Ing. PASQUALI, l'Assessore alla Pubblica Istruzione, Dott. BERTHET, comunica che lo stanziamento di lire 10 mila per l'anno 1952 è da considerarsi sufficiente, in quanto gli alunni che frequentano il corso di ricupero sono attualmente quattro, mentre negli scorsi anni erano circa quaranta.

CATEGORIA 6a - ASSISTENZA E BENEFICENZA

Articolo 80 - (Assistenza affetti da parkinsonismo encefalitico):

Chiede ed ottiene chiarimenti il Consigliere Dott. NORAT.

CATEGORIA 7a - AGRICOLTURA

Articolo 88 - (Spesa per la vaccinazione antiaftosa obbligatoria al bestiame):

Il Consigliere Geom. G. NICCO ritiene opportuno dare disposizioni affinché i piccoli contadini, proprietari di non più di due o tre capi di bestiame, siano esentati dal pagamento degli onorari dovuti ai Veterinari per le operazioni di vaccinazione antiaftosa.

L'Assessore all'Agricoltura e Foreste, Geom. ARBANEY, dà chiarimenti in proposito, facendo presente che soltanto le Amministrazioni comunali - competenti a decidere in merito - conoscono le reali condizioni economiche di ciascun abitante e possono, quindi, giudicare quali di essi siano da iscrivere nell'elenco dei poveri agli effetti sia dell'assistenza medica che dell'assistenza veterinaria gratuite.

Segue discussione, alla quale prendono parte il Consigliere Geom. G. NICCO - che ribadisce il proprio punto di vista -, l'Assessore Geom. ARBANEY ed i Consiglieri Signori CHEILLON, MANGANONI, MATHAMEL e PAGE.

Articolo 90 - (Servizi regionali forestali - Lettera F: Spese e contributi per rimboschimenti):

Su richiesta di chiarimenti del Consigliere Sig. MANGANONI, viene precisato che, oltre allo stanziamento di lire 15 milioni del presente articolo, vi è pure lo stanziamento di lire 30 milioni nelle Spese obbligatorie straordinarie (Categoria 7a - Art. 145 - Spese per rimboschimenti).

Articolo 93 - (Sussidi a privati per rimboschimenti volontari):

Il Consigliere Sig. MANGANONI prende atto con compiacimento che la previsione di spesa (Lire 5 milioni) risulta maggiorata di tre milioni in confronto allo stanziamento dello scorso anno (Lire 2 milioni). Chiede chiarimenti sulle modalità di erogazione dei sussidi di cui si tratta.

L'Assessore Geom. ARBANEY fa presente che le modalità di erogazione dei sussidi a privati per rimboschimenti volontari sono state stabilite con legge regionale approvata dal Consiglio con deliberazione n. 57, in data 3 agosto 1951, legge che è stata promulgata dal Presidente della Giunta in data 28 settembre 1951 (n. 3) e pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione nel mese di novembre 1951.

Precisa che la misura di ciascun contributo non può superare i due terzi della spesa totale sostenuta per i lavori di rimboschimento, dedotto il contributo eventualmente concesso dallo Stato per i medesimi lavori.

Il Consigliere Signor MANGANONI fa presente che le sponde di molti torrenti e della stessa Dora sono, per parecchi tratti, soggette a continue erosioni da parte delle acque per mancanza di piante. Rileva che molte piante, in alcuni tratti, sono state tagliate dai contadini, che non si sono preoccupati affatto di sostituirle con nuove piantine.

Prega, quindi, l'Assessore all'Agricoltura e Foreste, Geom. Arbaney, di volere esaminare la possibilità di promuovere la messa a dimora di pioppi lungo gli argini dei torrenti e della Dora, conseguendo, in tal modo, il duplice scopo di contenere le erosioni e di dare un beneficio ai contadini.

Il Consigliere Geom. G. NICCO concorda su quanto esposto dal Consigliere Signor Manganoni; rileva, peraltro, l'opportunità di fare opera di persuasione presso i contadini affinché si rendano conto dei danni che arrecano con i tagli di piante sugli argini dei torrenti, non provvedendo alla messa a dimora di piantine, in sostituzione di quelle tagliate.

L'Assessore Geom. ARBANEY assicura che la Amministrazione regionale ha promosso in ogni modo la messa a dimora di piante anche su terreni di proprietà privata, favorendo, per quanto possibile, i contadini.

Articolo 92 - (Spese per la lotta contro le malattie delle piante):

L'Assessore Geom. ARBANEY, su richiesta del Consigliere Geom. G. NICCO, comunica che, oltre allo stanziamento della somma di lire un milione all'articolo in esame, è stata, altresì, prevista la spesa di lire 3 milioni alla voce "Spese per la lotta contro i parassiti dell'agricoltura" (Categoria 7a - Spese obbligatorie straordinarie).

CATEGORIA 9a - TURISMO E SOVRINTENDENZA ANTICHITA' E BELLE ARTI

Articolo 106 - (Spese per la pubblicità giornalistica, radiofonica, ecc.):

Articolo 107 - (Spese per la propaganda: Opuscoli, manifesti, cataloghi, ecc.):

Il Consigliere Signor MANGANONI rileva che all'articolo 106 è stanziata la somma di lire 5 milioni per spese di pubblicità e all'articolo 107 la somma di lire 10 milioni per spese di propaganda, somme che, addizionate alla previsione delle identiche voci delle Spese straordinarie, comportano un ammontare assai rilevante, come già fatto presente nella sua esposizione in sede di discussione di carattere generale sul progetto di bilancio.

Ricorda, a questo proposito, che, a cura dell'Ufficio regionale del Turismo, è stato pubblicato il dépliant intitolato "La Valle d'Aosta", il cui costo ammonta a parecchi milioni di lire. Lamenta che la spesa relativa al succitato opuscolo, eccedente i limiti di competenza della Giunta regionale, non sia stata previamente sottoposta all'esame ed alla approvazione del Consiglio regionale, ma sia stata, invece, approvata e liquidata, con singole deliberazioni, dalla Giunta stessa.

Chiede se l'Assessorato al Turismo abbia interpellato le Tipografie locali prima di commettere la stampa e la fornitura dell'opuscolo ad una tipografia fuori Valle.

L'Assessore al Turismo, Prof. DEFFEYES, fa presente che non è stato possibile commettere la stampa del dépliant "La Valle d'Aosta" ad una tipografia locale, in quanto nessuna di esse era sufficientemente attrezzata, non disponendo di macchine rotocalco.

Comunica che, dopo avere interpellato varie Ditte, la scelta della Giunta regionale è caduta sull'Istituto Geografico De Agostini, di Novara, che offriva, oltre che il miglior prezzo, anche le maggiori garanzie per la buona esecuzione del lavoro.

Fa presente che l'opuscolo è stato da tutti molto apprezzato.

Rileva, quindi, che, date la complessità e l'originalità del lavoro, non è stato possibile di fare approvare un preventivo di spesa dal Consiglio, per cui le forniture e le singole spese sono state approvate e liquidate, di volta in volta, dalla Giunta regionale, in relazione anche all'urgenza, dovuta al fatto che le ordinazioni di materiale propagandistico devono essere commesse a mano a mano che pervengono le richieste da parte dei numerosi uffici ed Enti turistici nazionali e stranieri.

Osserva che, evidentemente, per ottenere le migliori condizioni dalla Casa editrice, si è acquistato un quantitativo di dépliants superiore alle necessità immediate, quantitativo che costituisce la necessaria dotazione dell'Ufficio turismo.

Riconosce che il rilievo formulato dal Consigliere Signor Manganoni non è fuori luogo, poiché la Giunta regionale ha effettivamente assunto, in un breve periodo di tempo, parecchie deliberazioni in merito all'oggetto in discussione. Rileva che, per le ragioni suesposte, la Giunta si è trovata nella impossibilità di fare diversamente, non potendosi soprassedere all'ordinazione ed alla stampa dell'opuscolo in attesa della convocazione del Consiglio.

Informa che il pubblico e i turisti hanno accolto con largo favore l'opuscolo "La Valle d'Aosta", che è stato anche edito in lingua francese e che quanto prima sarà edito pure in lingua inglese.

Richiama l'attenzione dei Signori Consiglieri sul fatto che la metà circa degli opuscoli sono posti in vendita; prevede che, nella prossima stagione estiva, la vendita degli opuscoli sarà molto incrementata ed aumenterà l'incasso che ha già raggiunto la cifra di lire un milione circa.

Fa presente che l'Ufficio regionale del Turismo ha tuttora in fase di impianto il deposito di dotazione di opuscoli di propaganda turistica e che, benché disponga ora di un certo quantitativo di materiale di propaganda e di illustrazione della Regione in generale, esso manca, però, di pubblicazioni di carattere particolare, quali una Guida aggiornata della Valle d'Aosta e monografie sui castelli e sui monumenti della Valle.

Per quanto concerne la Guida della Valle d'Aosta, precisa, che si deve ricorrere ancora alle vecchie pubblicazioni (Casanova, Gorret, Bich), che non sono più aggiornate e che sono assai rare e difficilmente reperibili presso i librai.

Comunica, in proposito, che l'Ufficio regionale del Turismo sta raccogliendo ed ordinando il materiale occorrente per la pubblicazione di una moderna guida turistica della Valle d'Aosta.

Per quanto concerne le monografie sui castelli valdostani, informa che recentemente è stata stampata una monografia illustrativa del castello di Issogne e che sono in corso di preparazione analoghe pubblicazioni sui castelli di Fénis e di Verres nonché sulla Chiesa di Arnaz e sul Chiostro di Sant'Orso.

Aggiunge che l'Amministrazione regionale concorre nelle spese per i dépliants che vengono stampati a cura delle Aziende locali di soggiorno quali, ad esempio, il dépliant edito a cura dell'Azienda di soggiorno di Gressoney, per un ammontare di spesa di lire un milione.

Conclude facendo presente che le spese sostenute ultimamente per la pubblicazione dell'opuscolo "La Valle d'Aosta" e della monografia sul Castello di Issogne sono state rilevanti, per cui non si è più provveduto all'edizione del manifesto estivo e del manifesto invernale di pubblicità per la Valle d'Aosta, al fine di contenere le spese.

Il Vice Presidente del Consiglio, Ing. PASQUALI, lamenta la mancanza di pubblicazioni sul folklore valdostano, riconosciuto molto interessante. Comunica che, avendo avuto necessità di una documentazione esauriente sul folklore valdostano, ha dovuto ricorrere ad una vecchia pubblicazione che risale all'anno 1912.

Segue discussione alla quale prendono parte la Signora RONC-DESAYMONET, l'Assessore Prof. DEFFEYES e il Consigliere Sig. MANGANONI, il quale ritiene opportuno che l'Ufficio regionale per il Turismo interpelli le tipografie locali prima di connettere la stampa di pubblicazioni a tipografie di altre regioni, anche perché le tipografie locali siano invogliate ad attrezzarsi convenientemente.

Ritiene che al finanziamento delle spese per la pubblicità turistica dovrebbero concorrere gli albergatori, i quali sono, in definitiva, quelli che maggiormente beneficiano della pubblicità stessa.

Articolo 108 - (Spese per manutenzione di sentieri alpini turistici, di rifugi e di cartelli indicatori):

Il Consigliere Geom. G. NICCO sottolinea che tutta la Valle d'Aosta è zona turistica; lamenta che manchino cartelli stradali indicatori delle località in quasi tutte le biforcazioni delle strade e dei sentieri alpini.

Propone che si provveda al collocamento di detti cartelli a cura dell'Ufficio regionale per il Turismo.

L'Assessore al Turismo, Prof. DEFFEYES, assicura che il rilievo e la proposta del Consigliere Geom. G. Nicco saranno presi in considerazione dall'Ufficio Turismo.

Fa presente che le richieste di cartelli indicatori che pervengono all'Ufficio Turismo dalle varie stazioni di soggiorno sono redatte, per la maggior parte, in modo incompleto e impreciso, mentre i dati da apporre sui cartelli debbono essere esatti e chiari per non indurre il turista in errori, che darebbero poi luogo a lagnanze giustificate.

Comunica che vi è, fuori della Valle, una Società di segnaletica amatori della montagna, che fornisce i dati per la zona del Col de la Seigne, del Col Ferret e per il giro del Monte Bianco; auspica che analoga Società di amatori dello sport pedestre alpino sorga in Valle d'Aosta e possa assumersi l'incarico della collaborazione nel campo delle segnalazioni lungo le strade ed i sentieri alpini della Valle d'Aosta.

Per quanto concerne lo stanziamento proposto in bilancio, ritiene che la somma di un milione sia sufficiente per il corrente anno ed aggiunge che, eventualmente, tale stanziamento potrà sempre essere integrato mediante storno di fondi da altro articolo del bilancio.

Articolo 110 - (Lettera F: Spese per acquisto di materiale per il Museo regionale):

Il Consigliere signor MANGANONI chiede informazioni sui criteri sentiti dall'Amministrazione regionale per l'acquisto degli oggetti destinati al Museo e, in particolare, chiede a quali persone sia dato incarico di stimare gli oggetti artistici.

Fa presente che molti oggetti artistici sono acquistati da speculatori presso i contadini e sono poi rivenduti all'Amministrazione regionale. Chiede chiarimenti in merito.

L'Assessore al Turismo, Prof. DEFFEYES, riferisce che, come è noto, la Valle d'Aosta è stata per molto tempo l'Eldorado degli antiquari e degli speculatori nel commercio di oggetti antichi. Rileva che molti mobili antichi e statue di pregio provenienti dalla Valle d'Aosta sono ora a Torino, presso antiquari, ed arricchiscono il valore delle loro collezioni.

Informa che oggetti artistici antichi sono stati acquistati dall'Amministrazione regionale previa assunzione di deliberazioni da parte della Giunta e previo parere di persone competenti in materia.

Comunica che lo scorso anno sono stati acquistati oggetti artistici antichi per l'importo complessivo di circa mezzo milione e si è evitato che tali oggetti fossero trasferiti fuori della Valle d'Aosta.

Fa presente che, essendosi constatato che i documenti antichi, quali pergamene, testamenti, ecc., erano assai ricercati, l'Amministrazione regionale ha acquistato anche un poco di questo materiale, trattando direttamente con le persone che ne erano in possesso.

Aggiunge che il numero degli speculatori in oggetti antichi va ora diminuendo, in quanto i proprietari di oggetti di valore, sapendo che l'Amministrazione regionale acquista, offrono ora direttamente tali oggetti alla Regione, anziché cederli a intermediari, che ne fanno speculazione.

Il Consigliere Geom. G. NICCO chiede se l'Amministrazione regionale abbia acquistato il crocefisso di alto pregio artistico che si trova nella zona di Montjovet e che ha già segnalato all'Assessore al Turismo, Prof. Deffeyes.

L'Assessore Prof. DEFFEYES risponde che, a tutt'oggi, non è stato ancora possibile acquistare il crocefisso di cui si tratta per non scontentare gli abitanti di quella località.

Informa che sono in corso trattative con il Parroco di Montjovet per la cessione di detto crocefisso, che potrebbe essere trasferito nella chiesa monumentale di Arnaz.

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CATEGORIA 10a - PUBBLICA SICUREZZA

Articolo 112 - (Accasermamento corpi armati di polizia):

Su richiesta del Consigliere signor MANGANONI, viene precisato che l'aumento di Lire un milione della previsione di spesa, in confronto allo stanziamento di spesa dello scorso anno, è dovuto all'aumento dei canoni di affitto delle caserme dei Carabinieri.

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Si dà atto che l'adunanza viene sospesa alle ore dodici e minuti quindici e rinviata alle ore quindici.

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