Oggetto del Consiglio n. 160 del 19 marzo 1979 - Verbale

OGGETTO N. 160/79 - Divieto di accesso al gioco presso la Casa da Gioco di Saint-Vincent, ai residenti in Valle d'Aosta. Approvazione di mozione. - Interpellanza del Consigliere Nebbia: "Problemi concernenti l'accesso alle sale da gioco del Casinò di Saint-Vincent".

Mozione

Il Consiglio regionale

Considerato che l'art. 17 della Convenzione Regione-Sitav approvata dal Consiglio regionale il 6/12/1977 vieta "...l'ingresso alle sale da gioco a tutti i cittadini italiani residenti nella circoscrizione territoriale della Regione Valle d'Aosta";

Informato che recentemente la Direzione della Sitav avrebbe autorizzato l'accesso al gioco a cittadini residenti in Valle d'Aosta;

Delibera

di impegnare la Giunta regionale a fare rispettare integralmente l'art. 17 della summenzionata Convenzione.

Aosta, 26 febbraio 1979

F.ti: Dujany Cesare - Maquignaz - Angelo Pollicini

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Interpellanza

- venuto a conoscenza da notizie di stampa dell'apertura delle sale da gioco del Casinò di Saint-Vincent a giocatori residenti in Valle d'Aosta;

- vivamente preoccupato delle conseguenze di una simile iniziativa;

interpello

la Giunta regionale onde conoscere:

- se tali notizie corrispondono alla realtà;

- in caso positivo quali provvedimenti ha assunto od intende assumere la Giunta regionale in proposito;

- in quale misura la convenzione in vigore Regione-SITAV è rispettata dai due contraenti.

Cordiali saluti.

Aosta, 1° marzo 1979

F.to: Giuseppe Nebbia

Dolchi (P.C.I.) - Passiamo all'esame di quest'oggetto, ricordando che è abbinato all'interpellanza iscritta al punto n. 21 dell'ordine del giorno. La parola spetta prima ai presentatori della mozione, dopodiché al Consigliere Nebbia e poi apriremo la discussione. Illustra la mozione il Consigliere Pollicini a cui do la parola.

Pollicini (D.P.) - Passiamo dal sacro - cioè dai rapporti fra Chiesa e Stato - al profano, ossia a quelli tra Casinò e Regione. Dujany ha trattato il sacro giustamente ed a me altrettanto giustamente tocca trattare il profano! Questa Convenzione fra Regione e Casinò è nata male nel modo con cui è stata preparata, con cui è stata elaborata e con cui poi è stata...diciamo, fra virgolette, gestita; perché dico "è nata male"? Perché è nata nella maniera più equivoca possibile nel 1976, ma sarò breve, non farò tutto il discorso della vicenda del rinnovo della Convenzione. In Consiglio è stata formata una Commissione con il compito di esaminare la situazione contrattuale fra Regione e SITAV afferente alla Convenzione stipulata nel 1965 e che scadeva il 31 dicembre 1977. Questa Commissione speciale nominata dal Consiglio ha eletto suo Presidente, in violazione del Regolamento, un Assessore regionale, l'allora...l'Assessore Milanesio e l'articolo 19 del Regolamento vieta esplicitamente che le Commissioni permanenti o speciali scelgano gli organi, cioè il Presidente, il Vice Presidente o il Segretario, fra gli Assessori, ma esclusivamente tra i Consiglieri. Qui abbiamo subito cominciato a partire violando il Regolamento nominando Presidente un Assessore: l'allora Assessore al Turismo, a cui poi è successo alla Presidenza l'Assessore alle Finanze Ramera.

Fra l'altro, questa Commissione speciale aveva il compito di esaminare la situazione contrattuale della Convenzione che andava in scadenza, ma non aveva alcun compito di elaborare una nuova Convenzione: quella che poi è stata presentata in Consiglio il 6 dicembre 1977. In effetti, questa Commissione speciale ha elaborato la nuova Convenzione trattando direttamente con il Casinò e la Giunta ha fatto proprie le conclusioni e la relazione, una corposa relazione della Commissione speciale di cui avevo fatto cenno prima. Questa Convenzione, come ho detto, è nata sotto il segno dell'equivoco e noi riteniamo sia l'unico frutto dell'accordo di fine legislatura effettuato da tutti componenti del Consiglio, ad esclusione del movimento dei D.P., che: primo, non ha voluto partecipare a quella Commissione, perché - e i dati ce lo confermano - eravamo convinti che quella Commissione servisse effettivamente di copertura per proporre una Convenzione a doc che fosse gradita al Casinò; secondo, perché quel tipo di Convenzione, così come era stata impostata, non era certamente nell'interesse della Regione Valle d'Aosta. Ho detto che questo è stato l'unico frutto che ha dato quell'accordo di fine legislatura a cui hanno partecipato anche i comunisti ed è stato talmente provato che tale tipo di Convenzione non ha trovato ancora attuazione oggi. Allora abbiamo dimostrato che sul piano finanziario era più conveniente per la Regione la precedente Convenzione, oggi lo riconfermiamo, vi è di più che la Convenzione del 1965 non è stata rispettata dalla Casa da Gioco, la quale si era assunta l'onere di costruire alcune infrastrutture che sarebbero diventate poi di proprietà regionale: mi riferisco all'impianto di risalita, altre infrastrutture, l'albergo da 200 posti, eccetera. Questa Convenzione, a distanza di circa 1 anno e 3 mesi, non è ancora attuata, anzi dimostra già le sue crepe e diversamente da così non poteva essere in quanto abbiamo visto che non è stata data attuazione a quelli che erano gli impegni bilaterali assunti, cioè le infrastrutture per aumentare la produttività che erano da costruire da parte della SITAV e della Regione; non è stato elaborato, per esempio, quel famoso regolamento delle assunzioni di cui mi pare si parla in una mozione successiva presentata dal P.C.I., che si riferisce all'applicazione dell'articolo 13 della Convenzione stessa, punto n. 2; così come mi pare si stia dando un'altra picconata a questa Convenzione con - mi si passi il termine - l'ultima invenzione: quella di violare un altro articolo della Convenzione stessa, cioè quello riguardante il divieto assoluto per il cittadino italiano residente in Valle d'Aosta di accedere ai tavoli da gioco. La Convenzione evidentemente non solo non è stata applicata, ma questo fatto che è stato abbastanza compiuto in sordina...anzi diremmo anche che vi è stato un accordo fra la Direzione della Casa da Gioco con l'avvallo, e forse anche l'accordo, del Presidente della Giunta a violare questo punto della Convenzione stessa secondo noi importante.

Non è concepito ad esempio...né si possa violare una Convenzione cui soltanto il Consiglio regionale può portare delle modifiche. Perché abbiamo richiamato con questa mozione il rispetto della Convenzione? Per alcuni fatti importanti, abbiamo già detto in altre sedi il problema di carattere morale, quello di carattere diciamo così sostanziale, che sono quelli di mantenere fede a degli impegni bilaterali e non iniziare una violazione che andrebbe a giustificare le precedenti violazioni già operate della Convenzione del 1965. Oggi siamo sulla strada di ripetere la stessa esperienza: la Convenzione del 1965/1977 non è stata rispettata e mantenuta dalla Casa da Gioco, quella che ha vigore dal 1° gennaio 1978 sta nuovamente per non essere rispettata, sono già passati i termini di inizio dei lavori delle opere e non si parla di iniziare...si giustificherebbe ancora una volta il fatto che la Casa da Gioco non faccia quanto è tenuta a fare per contratto.

Abbiamo detto che questa violazione ha le sue parecchie complicanze, alcuni sostengono che è stata una mossa della Casa da Gioco per togliere il dubbio circolante che questi gestori gestissero anche il Casinò di Chamonix; altri sostengono che questo tipo di violazione è la risposta che la Casa da Gioco ha voluto dare alla Regione, quando ormai è abbastanza notorio che quest'ultima non intende mantenere fede ai patti da essa stessa proposti, cioè le sue opere, le infrastrutture previste da costruirsi nella zona della Casa da Gioco, si dice però - qui non ne abbiamo conferma - che la Regione non intenderebbe più costruire il Palazzo dei Congressi, di converso la Casa da Gioco non intenderebbe allora rispettare i suoi obblighi: alberghi, campo di tennis, vedi altri impegni che si era presa con la Convenzione stessa.

Ecco una cosa che ci lascia perplessi: cos'è che ha spinto il Presidente ad accettare questa proposta della Casa da Gioco di aprire i tappeti verdi ai valdostani? È un modo per aumentarne la produttività o è un modo perché la SITAV, o la Regione si prenda una parte di quelli che sono i denari che vengono poi a disposizione poi della Regione e della SITAV. È un modo di iniziare un esperimento per far sì che la Casa da Gioco diventi l'origine...perché anche i valdostani vadano a farsi taglieggiare dalla bisca di Saint-Vincent...sono parecchie le cose, sono inspiegabili...ecco le motivazioni che hanno originato questo tipo di iniziativa del Presidente della Giunta. Da un lato, il Presidente della Giunta concorda con l'iniziativa, dall'altro, l'Assessore Ramera con un duro telegramma, così ho letto su un quotidiano, ha detto: "no sospendere l'esperimento!". Da un lato, risulta che il Presidente della Giunta abbia già informato SITAV, Comune di Saint-Vincent, che non intenderebbe più mantenere fede alla Convenzione, in particolare non intenderebbe più costruire il Palazzo dei Congressi e altre opere; dall'altro lato, in questa sala stessa, il 14 febbraio l'Assessore Ramera ha confermato che la Convenzione sarà totalmente rispettata, perché nulla fa presumere che non si debba rispettare e tutte le opere saranno costruite. Ecco c'è da domandarsi qui questa specie di posizione che ha tale Giunta cosa nasconde? Non credo nasconda un dissidio nel suo interno, s'illude chi pensa questo, io penso piuttosto che essa costituisca un motivo per coprire tutti gli spazi, fare tutto e il contrario di tutto, in modo da potere gestire così con la stessa serietà con cui si è gestita la proposta...di rendere biennale il piano lavoro con un colpo di bacchetta magica che abbiamo assistito la settimana scorsa sferrare dal Consigliere Manganone e accettare subito dalla Giunta insieme...così che è un programma annuale...diventi...di direzione...forme gravissime di quel...finanziamento, purché non si conceda spazio a niente; si accetta che qualsiasi cosa, anche la più irreale, trovi spazio per potere "chiudere" eventuali variazioni di umore, perché si tratta soltanto ed esclusivamente di variazioni di umore all'interno di questa maggioranza. Io allora mi domando che serietà può dare una Giunta che viola una Convenzione che lei stessa ha firmato, ecco perché noi siamo contrari a questa violazione che costituisce...e attenzione noi qui abbiamo votato contro quella Convenzione e i fatti ci danno ragione che non è una Convenzione credibile, non è una Convenzione che aveva la possibilità di essere realizzata proprio perché nella sua fase di formazione...erano altri gli obiettivi che venivano ad essere indicati: erano obiettivi certamente che non hanno...

Nell'interesse della comunità valdostana oggi si tratta di essere estremamente chiari, le opere debbono essere ultimate a norma di Convenzione entro e non oltre il 30 settembre 1981: si tratta di opere complessivamente fra Regione e competenze SITAV al valore di oggi di non meno 30 miliardi, è impossibile che, nell'arco di 3 anni, anzi di 2 anni almeno, si possono realizzare lavori per un complesso di 30 miliardi di lire, allora qui sollecitiamo la Giunta anche a dire cosa vuole fare di questa gestione, come la vuole gestire? Non è l'obbligo...non è serio che il Consiglio sappia dai giornali che si vuole modificare o non rispettare la Convenzione, che si vuole violare un articolo molto importante come quello dell'accesso dei valdostani alle sale da gioco così avremmo anche dei valdostani rovinati da uno strumento che dovrebbe avere il solo obiettivo...se non altro sul piano finanziario la possibilità di creare condizioni migliori di vita nella nostra comunità...eppure altri impegni importanti erano previsti in questa Convenzione e non sono stati rispettati...il modo di regolamentare le assunzioni che oggi sono molto unilaterali e sono molto sensibili a delle raccomandazioni politiche della maggioranza esistente in questo Consiglio... Ho detto in tale occasione che questa Convenzione è stata molto apprezzata dalla Casa da Gioco, però questa è un'ulteriore dimostrazione che non è stata elaborata da tale Consiglio, siamo ancora convinti che essa sia stata elaborata a Saint-Vincent dalla gente di lì coi fini che interessano a Saint-Vincent come Casa da Gioco. Chiediamo il rispetto di tutta la Convenzione e quindi anche dell'articolo 17, domandiamo però alla Giunta con questa occasione di dibattito che ci dica cosa intende fare della Convenzione Regione-SITAV.

Dolchi (P.C.I.) - Il Consigliere Nebbia può svolgere la sua interpellanza, che è stata abbinata alla mozione.

Nebbia (P.S.I.) - Dopo quanto detto da Pollicini, sono poche le cose da aggiungere se non che l'interpellanza è nata sulla spinta di notizie, quando è stata formulata davano per decise certe soluzioni che successivamente, in base ad un telegramma dell'Assessore, sono state poi respinte, ma il problema con la presentazione della mozione da parte dei D.P....il problema è più ampio e riguarda proprio il rispetto della Convenzione fatta tra l'Amministrazione regionale e la SITAV in tutti suoi diversi aspetti e attendo di sentire le risposte della Giunta alle numerose domande che già sono state poste e che non ripeto per potere, successivamente riprendendo la parola, valutare globalmente tutto il problema.

Dolchi (P.C.I.) - Altri che intendono prendere la parola? La parola al Consigliere Péaquin.

Péaquin (P.C.I.) - Non sto certamente a rispondere alle affermazioni effettuate dal Consigliere Pollicini, affermazioni che sono piuttosto d'insinuazione quando dice che l'unico frutto dell'intesa di fine legislatura è stata la votazione, l'approvazione di una Convenzione con la SITAV, ecco sembrerebbe poi quasi che sotto ci stiano delle cose...per conto nostro abbiamo fatto tutto quanto era nelle nostre possibilità per migliorare questa Convenzione, mi pare che siano stati presentati dal nostro partito...ognuno poi potrà darne e ne ha dato il giudizio che ha voluto...34 emendamenti su questa proposta. Certamente come si sta trascinando avanti sembrerebbe poi che non ci sia nessuna volontà di rispettare la Convenzione, della quale se ne è parlato molto e se ne sta parlando ancora tanto, se ne è discusso ancora proprio per il peso della questione SITAV, ma non pensiamo che si possa andar avanti ancora ulteriormente in questa indecisione nel non sapere chiaramente se deve o non deve essere rispettata.

Abbiamo discusso l'interpellanza presentata dal gruppo dei D.P. illustrata dal Consigliere Pollicini - mi pare nell'ultimo Consiglio -, dove si chiedeva quale era la reale volontà della Giunta regionale nell'eseguire le opere...sembra che vengono rimesse in discussione nella zona di Saint-Vincent. Abbiamo sentito anche qui dall'Assessore Ramera che niente era cambiato, invece pare che qualcosa sotto stia cambiando veramente decisamente. Si discuterà poi di un'altra mozione presentata dal nostro gruppo, dal Consigliere Tonino e dal sottoscritto, dove si dice di "nominare la Commissione...", attraverso un filone...abbiamo usato delle parole abbastanza tenere per dire nell'ultima parte che, non facendo questa Commissione, si pone in generale un sospetto di azione clientelare nelle assunzioni, conoscendo la realtà di Saint-Vincent e conoscendo le persone che sono state assunte ultimamente nella sala da gioco, posso dire che non è soltanto un sospetto, ma è una certezza.

Dunque si deve decisamente rispettare questa Convenzione, si potrà dire che ci sono delle difficoltà con il Comune di Saint-Vincent per il piano regolatore - difficoltà che sono state reali e che lo sono tutt'oggi, anche se mi pare che tutto stia andando verso una soluzione positiva -, ma si deve senz'altro rispettare decisamente quella che era la Convenzione fatta a suo tempo. Noi non siamo dei difensori ad oltranza della Casa da Gioco, l'avevamo detto in altre occasioni, infatti non crediamo di potere creare una società diversa, una società socialista diciamo basata sulle Case da Gioco e pertanto - ripeto - non siamo dei difensori estremi, ma vogliamo che la Giunta si impegni nello studio di attività sostitutive sia a livello occupazionale che finanziario per quelle che sono le entrate che la Casa da Gioco da...ecco pertanto la proposta di fare entrare nella Casa da Gioco di Saint-Vincent anche i cittadini della Valle d'Aosta mi pare molto infelice, a questo proposito diciamo decisamente "no" all'ingresso dei valdostani - ma mi sembra che ormai questo sia superato in quanto il telegramma dell'Assessore ha già fatto chiarimento - e chiediamo l'impegno della Giunta, di tutto il Consiglio affinché si studino delle possibilità alternative, perché non si debba soltanto vivere appesi ad una Casa da Gioco che non sappiamo fino a quando potrà dare dei frutti, che comunque sono sempre dei frutti non molto chiari, non molto limpidi.

Dolchi (P.C.I.) - Non c'è più nessuno iscritto a parlare? La parola al Consigliere Fosson.

Fosson (D.C.) - Mi pare che, al riguardo della Casa da Gioco, vi siano due possibili atteggiamenti: uno, quello di Riccarand, è quello di dire: lottiamo per una società senza Case da Gioco, in cui le case da gioco non abbiano posto e può essere anche un atteggiamento logico, ha un pochino il difetto di essere utopistico, quindi mi rifarò all'altro atteggiamento: quello di essere più realista e di prendere le cose così come sono anche nei loro lati negativi. Direi che qui si sono fatti due discorsi questa mattina al riguardo di tale mozione: il discorso del rispetto della Convenzione e il discorso delle assunzioni e, per quello che ci riguarda, noi sosteniamo che la Convenzione va rispettata per quanto riguarda i lavori da eseguire, soprattutto - e qui parlo come Consigliere di Saint-Vincent - perché la Casa da Gioco non venga esasperata nei suoi aspetti riguardanti strettamente il gioco. Intendo dire che l'ampliamento della Casa da Gioco è spiegabile, è giustificabile, è accettabile, perché porta ovviamente nuovi finanziamenti alla Regione, vediamolo da quell'aspetto. Va fatto però insieme a tutta una serie di opere e di lavori che servono direi a non fare "cadere" il tipo di clientela di Saint-Vincent a quella esclusiva della Casa da Gioco, cioè del giocatore vero e proprio: intendo dire la Casa da Gioco va usata come mezzo per portare una clientela differente, una clientela di tipo qualificato mediante congressi di alto livello, mediante manifestazioni di alto e altro livello, perché altrimenti il ridursi esclusivamente alla clientela del giocatore vuole dire fare decadere, come già sta avvenendo, il tessuto sociale di Saint-Vincent o tutta la sua economia.

Per quello che riguarda le assunzioni - ma qui sarà il discorso di un'altra successiva mozione -, pare sia logico arrivare ad una definizione oggettiva della questione, perché qui si dice...prima Péaquin...perché qui ci sono state delle assunzioni, ultimamente io non lo so...non mi pare, io posso soltanto dire che ogni cambio di maggioranza, o perlomeno ogni maggioranza del Consiglio regionale ha avuto le sue infornate di assunzioni, di qualunque colore fossero, quindi questo è sicuramente un aspetto negativo che concordiamo con Péaquin di voler superare. Per quanto concerne l'ingresso dei valdostani al Casinò - che mi pare, fra l'altro, sia già superato da una presa di posizione, da un ordine direi inviato a mezzo telegramma dall'Assessore Ramera: "superato" nel senso che l'ingresso dei valdostani al Casinò è vietato nel rispetto della Convenzione -, noi ci sentiamo di fare alcune considerazioni: è pericolosissimo fare entrare 10, 20 valdostani così come è stato fatto, perché fatalmente, nel giro di uno, due o tre anni, tutti i valdostani sarebbero entrati a giocare a Saint-Vincent. Al di là della questione morale o moralistica, che non intendo fare in questo momento, noi vediamo un aspetto estremamente pratico: quello negativo delle possibili combine che possono avvenire tra gli impiegati della Casa da Gioco e i loro amici residenti valdostani, e qui parlo per esperienza, si veda la gestione del Casinò di San Remo così come funziona con le pesanti perdite negative, tutte le perdite sono negative...con le pesanti perdite che subisce...io, al riguardo di tale mozione, pregherei la Giunta di tenere in considerazione quest'ultimo fatto che ho accennato.

Dolchi (P.C.I.) - Non c'è più nessuno iscritto a parlare? La parola al Presidente della Giunta, Andrione.

Andrione (U.V.) - Una volta Pollicini ci diceva che...era particolarmente presente quando si parlava di sacro, adesso si vede che si è portato verso il profano. Io direi di non drammatizzare un episodio di questo genere, in realtà, che sia un bene o che sia un male, si è giocato sempre da parte di alcuni al Casinò di Saint-Vincent anche se residenti in Valle d'Aosta...non faccio i nomi, perché non ho chiesto il permesso preventivamente, ma insomma potrei farvi una lunga lista e quando mi è stato domandato di fare un esperimento in materia...io personalmente non capisco i divieti di questo genere, perché evidentemente qui è una questione puramente personale, non implica nessuna responsabilità altrui, perché so per esperienza, anche ricevendo rapportini mattinali dei Carabinieri della Questura, che si gioca dappertutto, da tutte le parti e con grande furore, specie nella città di Aosta. Credo di non svelare nessun segreto dicendo che ci sono numerose case private in cui si gioca a poker e ad altri giochi, personalmente non sono un giocatore, tranne che di belote, quindi non sono informato di questo. Questa era la prima questione, alle altre domande per adesso, perché vi sarà discussione in Consiglio, rispondo molto brevemente, vi è stata...

Péaquin ha accennato una difficoltà tecnica di piano regolatore, perché la variante...essendo in corso le opere preventivamente previste, sono in contrasto con il piano vigente e quindi non possono essere licenziate...perché prevede un piano esecutivo, il piano vigente, e la variante è pervenuta a settembre alla Regione malgrado l'enorme carico di lavoro; visto che evidentemente trattava di questioni importanti, sono stati rovesciati i termini dell'esame, che è stato concluso a dicembre con delle varianti importanti e abbiamo già avuto, se ricordo bene, due riunioni con il Comune di Saint-Vincent per discutere le differenti varianti, il cui punto principale è l'articolo 15 della delibera di Giunta...elimina il piano esecutivo e prevede anche...singoli per la famosa zona 1. Da questa possibilità, che è recentissima, può nascere, potrebbe nascere - qui sarà il Consiglio a discutere - una revisione delle differenti opere e del...relativo a queste opere. Sempre in materia di evitare dei progressivi...personalmente sono favorevole a questa variante, sarà il Consiglio a decidere, non è che qui ci si batta per difendere una o l'altra soluzione: si tratta evidentemente di una valutazione puramente economica, di un investimento da parte della Regione e di reddito proporzionale a questo investimento, per scegliere una frase detta da Fosson sull'elevazione del tono della Casa da Gioco, ci credo personalmente molto poco, perché, anche se vi sono dei congressi di medicina a Saint-Vincent, può essere di un certo livello...rimane il fatto che, fino a quando rimane una Casa da Gioco, rimane una Casa da Gioco, lì non ci scappa e la clientela delle case da gioco di questi tempi quando non vanno a chiedere canottiere...si sa di che genere di clientela si tratta...

Per quanto riguarda l'articolo 20 del contratto del 1946, una situazione molto differente, dove allora erano raccolti quelli...e sono stati recepiti i successivi 3 contratti dai quali bisognerà comunque intenderci sul fatto dell'ingresso, perché io non vorrei che domani venisse proibito l'ingresso ad un Consigliere, o un Assessore, o a qualcuno che invece ha diritto di entrare: parlo d'ingresso, le riflessioni moralistiche di non rovinare le famiglie valdostane, eccetera, sono completamente fuori...proprio non c'entrano per niente, direi anche che sono fuori luogo, perché sappiamo tutti...credo che Pollicini lo sappia che alcuni suoi colleghi smettevano rapidissimamente la tuta di lavoro per saltare su una macchina ed andare nell'altra parte, è vero che quello in confronto al nostro era una tombola familiare...comunque si può perdere anche da quella parte. Adesso è rimasto vietato l'ingresso a termini di regolamento; se il Consiglio confermerà questo divieto, lo farà, secondo me, seguendo il ragionamento di Fosson, cioè ancora una volta razionalizzando rispetto alla Casa da Gioco un certo comportamento, perché anche l'allusione alle...non mi si dica che Carème, o Cavaglià, o Borgofranco sono così lontani da non permettere delle amicizie, o altre cose di questo genere...potrebbe essere un'opportunità pratica. Io - ripeto - personalmente ho dei grossi dubbi in materia, ma se questa opportunità pratica vi è dimostrata e viene come dire confermata dal Consiglio, non vedo nessuna difficoltà.

Per quanto riguarda invece la Convenzione in genere e le altre domande, mi riserverei per la prossima mozione di discuterla a fondo e per l'altra questione direi di prendere l'impegno nei confronti di Pollicini di rimandare oltre al 15 di maggio affinché il Consiglio sia investito del complesso della questione...questa in relazione alle date di pubblicazione della variante, che già è in pubblicazione, è già avvenuta...e alla possibilità o meno che su tale variante, in particolare l'articolo 15, si trovi un accordo generale per cui la variante andrebbe...nei giorni successivi questo accordo...e sennò dovrà essere una successiva delibera di Giunta per cui il prolungamento di 20 giorni rispetto a quei termini...se la...singola e la trattativa in corso può avere uno sbocco positivo, con l'inizio dell'estate potrebbero iniziare anche i lavori, perlomeno quei lavori particolarmente urgenti - come l'ampliamento della Casa da Gioco -, che sono richiesti anche dai dipendenti in relazione alle condizioni ambientali di lavoro...e cose di questo genere che provocano numerosi inconvenienti, ecco credo di avere detto tutto, se ho dimenticato qualcosa...

Dolchi (P.C.I.) - Qualche Consigliere intende prendere la parola? Dopo le precisazioni del Presidente della Giunta, la parola al Consigliere Nebbia.

Nebbia (P.S.I.) - Sia ben inteso che quanto ha detto il Presidente della Giunta facendo riferimento ad un'interpellanza che avevo formulato...cioè, in effetti, il Casinò di Saint-Vincent ha iniziato un esperimento su autorizzazione del Presidente della Giunta...con quest'ultimo consenziente. Pur condividendo quanto egli diceva: che il problema fosse in realtà quello di impedire il gioco ai valdostani, questo mi pare non così importante, perché, in realtà, chi vuole giocare gioca egualmente in forma privata in Valle d'Aosta. La cosa è piuttosto grave per due considerazioni: una è stata quella alla quale si era riferito Fosson circa la possibilità - e questa considerazione diciamo è di ordine strumentale - di garantire alla Casa da Gioco un minimo di garanzie espressive sulle modalità del gioco, garanzie che forse altrove non esistono e quindi permetterebbero alla Casa da Gioco di Saint-Vincent di avere maggiore probabilità di...e possibilità di affluenza; il fatto però che mi pare ancora più grave è che, in presenza di un contratto, se di contratto effettivamente si parla, liberamente stipulato dalle due parti, discutibile o meno, una delle due parti contraenti possa pensare su consenso verbale di potere modificare questo contratto liberamente stipulato del Consiglio regionale. Ecco questa è la parte che politicamente mi sembra più importante, perché vorrebbe dire che, se tale procedura si ampliasse ad altri aspetti dello stesso contratto o ad altri contratti formulati e stipulati con altri oggetti, con altre ditte, altre società, allora praticamente quanto delibera il Consiglio regionale è perfettamente inutile, perché ogni contratto può essere stravolto. Su questo punto e per questo motivo assicuro l'assenso alla mozione presentata dai D.P. che secondo...come vuole significare la prevalenza della volontà del Consiglio rispetto alla volontà del Presidente della Giunta, di singoli Assessori.

Per quanto riguarda invece gli altri aspetti del problema, attendo quanto ha garantito il Presidente della Giunta: un'apposita discussione in Consiglio circa le possibilità concrete di realizzare quanto stabilito dalla Convenzione, anche in relazione al piano regolatore di Saint-Vincent, dicendo però che è auspicabile la realizzazione completa di tutto quanto la Convenzione stessa prevede. Essendo un contratto, può essere evidentemente rivisto assieme alla società SITAV, però è necessario che le attrezzature, queste o altre migliori, o altre sostitutive, vengano realizzate, perché, tralasciando valutazioni di ordine moralistico, almeno che il gioco di Saint-Vincent rimanga qualcosa in termini di attrezzature per il Comune e per tutta la Regione. Ritengo opportuno sia necessario approfittare di questa possibilità offerta dall'eccessiva rendita di un particolare tipo di attività chiamiamola industriale per rivolgere tale vendita in settori che siano i più sociali possibili.

Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola? La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Da quando sono all'interno di questo Consiglio, un pochino per volta ho imparato a non stupirmi più di niente, a non stupirmi più di qualsiasi forma di illegalità, di superficialità e di ipocrisia, che avvengono sistematicamente qui dentro...quando il Presidente della Giunta parla dell'esistenza di una Convenzione, che lui ha votato e che lui dovrebbe fare applicare...che non è mai stata rispettata, anzi ultimamente ha dato una mano affinché non fosse rispettata...è un ulteriore esempio di come procedono le cose qui dentro.

Io sono d'accordo sulla mozione dei D.P., voterò a favore, anche se con...estremamente differenti da quelle che sono state...da molti altri Consiglieri. Noi siamo d'accordo che i valdostani non possono giocare al Casinò, perché siamo dell'avviso che nessuno possa giocare al Casinò, è una posizione che ho già espresso su cui prenderemo iniziative concrete anche per...meglio...e per fare vedere che questa è una posizione non utopista come dice il Consigliere Fosson, ma che è attuabile, del resto esistono numerose altre Regioni a statuto speciale in Italia che prosperano e non hanno nessun bisogno di una casa da gioco di azzardo. Sul discorso della Convenzione, noi non l'abbiamo votata, non eravamo presenti in Consiglio, comunque noi non siamo d'accordo con la posizione di rispetto...con la Convenzione...siamo, come ho detto prima, per un'azione che porti, con delle scadenze da prevedere, evidentemente ad una chiusura del Casinò, quindi siamo contrari all'applicazione della Convenzione, siamo contrari al fatto che la Regione faccia 20, 30 o anche solo 1 miliardo di lavori per ampliare il Casinò.

Dolchi (P.C.I.) - Non c'è più nessuno iscritto a parlare, penso che si possa procedere alla votazione della mozione. Ci sono dichiarazioni di voto? Allora metto in approvazione, per alzata di mano, il punto n. 58 dell'ordine del giorno, cioè la mozione dei D.P.. Chi è d'accordo? Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: trentuno

Il Consiglio approva all'unanimità la soprariportata mozione.