Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 295 del 31 ottobre 1972 - Resoconto

OGGETTO N. 295/72 - Aumento del costo della vita. Provvedimenti. (Approvazione di Mozione)

Montesano (P.S.D.I.) - C'è qualcuno che vuole illustrare? La parola al Consigliere Dolchi.

Dolchi (P.C.I.) - Ma penso che il Consiglio sia d'accordo con me che di fronte al vertiginoso aumento dei prezzi e del costo della vita in questi ultimi mesi, l'ente pubblico non debba rimanere insensibile ed anche in Valle d'Aosta il suo Consiglio regionale debba dibattere il problema e suggerire iniziative. Non so se la Giunta e l'Assessore competente hanno già preso iniziative concrete, ce lo diranno semmai nel corso del dibattito, ma se così non fosse penso sia valida e possa riscuotere il consenso dei colleghi la mozione che il gruppo comunista ha presentato e che chiede di promuovere opportune iniziative previo contatto con le Organizzazioni dei lavoratori e degli operatori economici al fine di troncare la pericolosa spirale del continuo aumento dei prezzi e del costo della vita.

Vorrei ricordare ai colleghi che già il Consiglio comunale di Aosta all'unanimità ha adottato un similare provvedimento, pronunciamento e iniziative comuni da parte dei due enti pubblici, cioè l'amministrazione regionale e del comune capoluogo potrebbero risultare positive per ovviare all'aumento dei prezzi e quindi anche a vantaggio di tutta la popolazione di tutta la Valle.

È indubbio che le ragioni degli aumenti sono varie e complesse e che mi si dirà e io anticipo questa obiezione, mi si dirà che non può la Regione valdostana porre rimedi a mali che si manifestano in tutta Italia, direi in tutta Europa, ma noi diciamo che qualche cosa comunque può essere fatta a favore dei consumatori, dei lavoratori a reddito fisso, dei pensionati che sono i più colpiti ed anche qualcosa può essere fatto per venire incontro alla necessità dei piccoli commercianti, dei dettaglianti che sono coinvolti in questa situazione. Qualche rimedio può essere adottato e lo dimostrano le iniziative politiche realizzate da alcuni Comuni, da Amministrazioni provinciali, da Amministrazioni di Regioni a Statuto speciale e a Statuto ordinario.

Ecco non vorrei tediarvi richiamandovi alla lettura di notizie apparse sui quotidiani in questi ultimi due mesi che ci hanno informato come a Roma, Milano, Bologna e in altri Comuni della Repubblica Italiana l'Ente pubblico, l'Amministrazione, la Provincia, la Regione, ha discusso con le categorie interessate il problema, ha cercato di fare in modo che alcuni accorgimenti permettessero di ridurre certi prezzi che incidono notevolmente sulla formazione del prezzo al dettaglio al consumatore, e quindi tralascio proprio per venire incontro alla richiesta, alla giusta richiesta, alla giusta raccomandazione del Presidente del Consiglio che vorrebbe finire questa sera l'ordine del giorno, tralascio di enunciarvi quelle che sono state le iniziative che sono avvenute in altra parte d'Italia e tralascio di fare alcune considerazioni sulle ragioni che hanno portato all'aumento dei prezzi. Non posso fare a meno di ribadire comunque che da parte nostra come ritengo anche da parte vostra non si possa minimamente incolpare o seguire quella corrente di opinione che vorrebbe incolpare i piccoli commercianti, i dettaglianti dell'aumento dei prezzi, delle carni, della frutta e della verdura in genere dei prezzi di prima necessità. Potremmo fare il discorso squisitamente politico relativo alla politica del Governo, alla sua tendenza a favorire l'aumento dei prezzi come già avvenuto per il telefono, per il gas, per i trasporti che sono provvedimenti che sono in contrasto con le esigenze delle grandi masse popolari; tralascio questo per dirvi che per quanto riguarda le iniziative che potremmo prendere in Valle d'Aosta, è chiaro che la Regione può fare qualche cosa.

Noi richiamiamo l'attenzione della Giunta sulla necessità di studiare degli interventi che potrebbero essere l'istituzione di un Ente regionale di consumo democraticamente diretto e gestito, il quale possa disporre di mezzi, di strutture ed attrezzatture, sono i punti di vendita che molti Enti pubblici hanno realizzato in Italia nei vari Comuni e province italiane, e che noi siamo in condizioni di realizzare in Valle d'Aosta, ad esempio, esaminando la possibilità di un'istituzione di un Ente regionale di consumo per l'acquisto all'origine di carni e prodotti ortofrutticoli di grande smercio e necessità.

L'utilizzazione dei Magazzini generali, voi sapete che una delle preoccupazioni che assillano soprattutto i dettaglianti, i piccoli commercianti, sono quelli dell'immagazzinamento per quanto riguarda grossi acquisti che possono quindi scavalcare il grossista e l'intermediario e quindi gli oneri che questo passo, questo trapasso provoca nell'aumento del prezzo.

Noi riteniamo che l'utilizzazione, una migliore utilizzazione dei Magazzini Generali o la messa a disposizione di questi stabili a favore di iniziative associazioniste o cooperativistiche di questo senso possa essere un elemento positivo e caratterizzare l'intervento dell'Amministrazione regionale.

Il potenziamento dell'associazionismo è uno dei dati fondamentali che ha riscosso i maggiori consensi ed è stato uno degli elementi più positivi nelle iniziative che altri Enti pubblici anche molto più piccoli dei nostri hanno realizzato, potrei citare il Comune di Verbania che, avendo messo a disposizione locali per l'immagazzinamento delle merci è stato quello che ha provocato, che ha aiutato, che ha stimolato la creazione di associazioni fra commercianti per acquisti all'ingrosso in Italia ed anche all'estero.

Io non so se qualche cosa in questo settore è già stato fatto, so che l'Amministrazione comunale di Aosta aveva incaricato la Giunta di prendere dei contatti con l'Amministrazione regionale per esprimere quelli che erano anche le preoccupazioni e i suggerimenti che il dibattito in Consiglio comunale aveva messo alla luce.

Io vorrei concludere dicendo che se non è stato ancora fatto l'Amministrazione regionale potrebbe, proprio per il carattere democratico che deve avere una Amministrazione regionale come la nostra, debba prendere delle iniziative sentendo le Organizzazioni dei commercianti, dei dettaglianti, le Organizzazioni sindacali, dimostrare cioè di essere un'Amministrazione pubblica non insensibile a questi grandi fenomeni che interessano la totalità dei cittadini, di non essere insensibile ai grandi fatti che preoccupano la vita degli abitanti della Valle d'Aosta.

Una particolare attenzione alla cooperazione anche nel settore del consumo del dettaglio è un elemento che potrebbe positivamente qualificare la Giunta e il Consiglio regionale della Valle d'Aosta ricordando fra l'altro che la cooperazione è sancita nella Costituzione della Repubblica e per la cooperazione la Costituzione richiama i cittadini ad una particolare attenzione di interesse ed aiuto. Ebbene se proprio da noi questo avvenisse credo che sarebbe un fatto altamente positivo. E concludo chiedendo che in base a questi brevissimi accenni di iniziative che potrebbero essere adottate dall'Amministrazione regionale, rimane importante sentire consumatori e Organizzazioni Sindacali e commercianti perché da loro come già è avvenuto in altre parti d'Italia possono venire delle indicazioni per degli interventi concreti ai quali io ritengo, il Consiglio regionale, la Giunta regionale non possono sottrarsi per fare in modo di schierarsi a fianco di tutti quei cittadini che negativamente sulla propria pelle, sul proprio bilancio familiare sentono l'aumento dei prezzi.

Montesano (P.S.D.I.) - Interventi? Assessore... aspettiamo se ci sono altri interventi in modo che l'Assessore possa rispondere. Nessun altro? Allora la parola all'Assessore Albaney.

Albaney (M.A.V.) - Ritengo di puntualizzare prima di continuare la discussione su questo oggetto molto importante, di sottolineare alcune iniziative che la Giunta ha preso per affrontare questo problema del costo della vita.

Con telegramma in data 10 agosto 1972 il Presidente del Consiglio dei Ministri invitava i Prefetti a convocare i Comitati dei prezzi al fine di esaminare la situazione del prezzo nelle circoscrizioni di sua competenza, di adottare provvedimenti resi necessari per contenere eventuali giustificativi aumenti specie nel settore alimentare e di segnalare utili proposte agli Organi centrali.

In dipendenza di quanto sopra il Presidente della Giunta ha provveduto con urgenza a convocare il Comitato regionale dei prezzi che nella riunione del 30 agosto 1972, alla quale sono stati invitati a partecipare anche i rappresentanti delle Organizzazioni sindacali, dico, in quella riunione è stato esaminato dettagliatamente il problema dei prezzi in relazione al fenomeno del rincaro lamentato negli ultimi tempi e alle ripercussioni segnalate dagli Organi di stampa.

Nel corso di detta riunione è stato innanzitutto rilevato come brusche impennate dei prezzi al dettaglio, soprattutto nel settore che interessi generi alimentari di più largo consumo si verificano in via pressoché sistematica non solo in concomitanza del periodo natalizio ma anche a conclusione del periodo di vacanze estive.

Dopo aver constatato che durante l'anno corrente il fenomeno si è manifestato ancora più in anticipo in relazione alla situazione turbata da fattori, sia di ordine prettamente economico che di natura extra economica, il Comitato ha altresì rilevato come all'origine del fenomeno dell'ascesa dei prezzi vi sia, a parte l'incidenza dei fattori psicologici, una serie di cause che si ricollegano da una lato a tendenze analoghe... sui mercati internazionali o il gioco di particolari congegni comunitari che come nel caso delle carni si traducono in maggiorazione di prezzo all'origine e dall'altro a condizione di struttura e di funzionamento del nostro sistema distributivo e specialmente nella fase al dettaglio appare lacunoso con conseguenze di economie dovute ad un eccessivo numero di punti di vendita e alle dimensioni ridotte degli esercizi commerciali esistenti.

Al riguardo il Comitato ha ancora apposto l'accento sulle carenze non lievi imputabili a settori di servizi posti a monte del settore distributivo. In senso alle opportune revisioni e aggiornamenti e dovuti controlli possono concorrere a creare un clima favorevole alla lievitazione dei prezzi.

I rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali dal canto loro hanno valutato una serie di proposte sull'argomento specifico riservandosi di concretizzare attraverso l'adozione di un documento comune che l'Organizzazione stessa avrebbe stilato e inviato ai nostri Uffici. Nella seduta del 30 agosto il Comitato ha inoltre deciso di diramare una apposita circolare ai Sindaci della nostra Regione, agli Organi di vigilanza per invitarli allo svolgimento di controlli sempre più approfonditi e sistematici in tutti i settori con particolare riferimento a quelli alimentari.

Infatti in data 1° settembre da parte del Presidente della Giunta veniva inviata a tutti i Sindaci della Valle, al Questore della Valle, al Comandante dei Carabinieri, una circolare in cui si invitava di pubblicizzare i prezzi.

Così questo è stato fatto e in seguito il Comitato si è trovato d'accordo sull'opportunità di convocare anche le Organizzazione commerciali per sentire il parere e per ricercare in comune possibili rimedi per frenare l'ascesa dei prezzi attraverso un'azione da svilupparsi in breve tempo.

La riunione di cui trattasi si è tenuta il giorno 4 settembre e adesso hanno partecipato, oltre ai membri del Comitato prezzi, anche i rappresentanti delle categorie del settore alimentare.

I commercianti intervenuti, dopo aver affermato che le cause dei recenti aumenti dei prezzi traggono la loro origine specialmente alla produzione e provano un successivo incremento nel passaggio delle merci dell'ingrosso al minuto, hanno ribadito il loro fermo impegno per un'efficace pubblicità dei prezzi che consenta di indirizzare opportunamente il consumatore impegnandosi altresì a mantenere invariati i prezzi attualmente praticati e a comunicare tempestivamente eventuali ritocchi di prezzi conseguenti a sensibili aumenti che dovessero verificare nelle quotazioni dei prodotti all'origine.

Gli impegni di cui sopra da parte dell'Associazione di categoria sono stati confermati ufficialmente in data 23.9.1972.

Successivamente il Presidente della Giunta convocava in data 12.10.1972 di nuovo i Sindacati e da quella riunione è emersa la necessità di formulare delle proposte concrete onde ovviare a questi inconvenienti.

In aggiunta a quanto aveva detto il Consigliere Dolchi vorrei dire, è stato esaminato con i Sindacati eventuale costituzione di un Ente regionale per l'acquisto collettivo. Questo è stato esaminato, però proposte ancora concrete non ci sono state, si è esaminato anche il problema per quanto concerne i prodotti ortofrutticoli, si è esaminato anche il problema di creare qui nella nostra Regione un mercato all'ingrosso da parte dell'Associazione commercianti. C'è un impegno di mantenere i prezzi alle quotazioni attuali e per quanto riguarda i magazzini generali l'Associazione stessa dei commercianti la quale aveva anche delle azioni nei magazzini generali le ha vendute.

Questo per dire qual è lo spirito associativo che notiamo nei nostri commercianti.

Comunque io non avrei nulla da aggiungere e per quanto concerne altri impegni lascio la parola al Presidente della Giunta.

Dujany (D.P.) - Signori, il problema dei prezzi è un problema estremamente vasto e estremamente complesso.

Io credo che il problema dei prezzi non si risolve se non si rivede tutto il sistema di approvvigionamento e di distribuzione.

Il resto, ritengo che siano dei palliativi gli sforzi validi per contenere un aumento sconsiderato e irresponsabile, ma credo non sia il metodo di soluzione del problema e naturalmente il sistema di approvvigiamento, di distribuzione è un metodo di scelta politica. Quindi il discorso in questi termini è un discorso politico.

Se vogliamo affrontare questo problema, naturalmente lo dobbiamo affrontare a fondo e lo dobbiamo affrontare con questa prospettiva, però non nascondiamoci qual è la realtà del momento che è quella che è e cerchiamo naturalmente di trovare delle situazioni che ci avviano verso una prospettiva di questo tipo che non sono senza dubbio delle soluzioni a breve termine ma sono soluzioni a termini lunghi.

Scusate questo mio intervento che può parere molto qualunquista e pessimistico ma mi pare che è la realtà, che è un discorso anche realistico.

Quindi, mi pare, da una parte continuiamo questa strada del contenimento attraverso un dialogo con le Organizzazioni Sindacali e con le organizzazioni di vendita, però in fondo credo che esista un altro problema in prospettiva, che sia quello della revisione dell'approvvigionamento e della distribuzione.

Dolchi (P.C.I.) - Volevo solo, come presentatore della mozione visto che il dibattito è rimasto così molto limitato, Signor Presidente, mi scusi, solo fare due brevi considerazioni.

Va bene, abbiamo preso atto che l'Assessore e il Presidente della Giunta come Prefetto hanno fatto quello che, prima, il Presidente del Consiglio dei Ministri aveva chiesto, quindi la riunione del 30 agosto, secondo quegli atti burocratici e anche di contatto che ci sono stati descritti dall'Assessore Albaney.

Ecco, la considerazione che ne viene fuori è che oltre ai telegrammi, ai documenti e gli eventuali studi, si poteva e si può fare tempestivamente qualche cosa di più. Ecco, noi riteniamo come forza politica che al di là del discorso politico che investe tutto il problema della politica economica nel quadro del MEC e le scelte politiche del governo Andreotti e Malagodi, per quanto riguarda la vita economica italiana, al di là di queste cose, le popolazioni si aspettano qualche cosa dalle pubbliche amministrazioni, le pubbliche amministrazioni per le popolazioni hanno gli strumenti e la possibilità di concreti interventi, oltre ai telegrammi, ai documenti e agli studi.

Il collega Bordon mi ha mandato un ritaglio di giornale in cui ci sono elencate, poteva fare l'intervento il Consigliere Bordon, credo che mi ha dato questi elementi... (voce di Bordon) ...Questo ritaglio di giornale aggiunge all'elenco di iniziative che io vi avevo accennato di Bologna, di Roma, di Milano, di Verbania, di Omegna, anche iniziative di Alessandria e di Casale per quanto riguarda un settore particolare, quello della carne, dove l'aumento è stato il più marcato, il più sensibile e dove l'Amministrazione comunale in accordo con l'Amministrazione provinciale ha preso dei provvedimenti, per esempio quella della vendita di carne congelata a prezzi concordati, controllati dall'Amministrazione in vendita in un certo numero di macellerie.

Ecco, non dobbiamo essere così pessimisti da dire, va beh! Questo è solo un palliativo e non risolve il problema, ma facciamo almeno qualche cosa, facciamo almeno qualche cosa che dimostri alla popolazione che le assemblee elettive sono al loro fianco quando ci sono dei grossi problemi che interessano a fondo, tutta la popolazione, l'aumento del costo della carne è un elemento tale di sbilancio nel bilancio familiare che merita da parte dell'Assemblea, da parte dell'Ente pubblico un intervento.

Ecco... la nostra concezione dell'Ente pubblico differisce da quella di altri in questo senso, noi riteniamo che l'Ente pubblico debba e possa intervenire. Con provvedimenti limitati, con iniziative settoriali, ma in qualche modo può e deve intervenire, sarà per la carne congelata, sarà per l'acquisto, sarà per modificazione degli orari dei trasporti, sarà con la messa a disposizione degli orari dei mezzi di trasporto per certi generi di tipo deteriorabile e che quindi mediante mezzi di trasporto particolari si possono limitare certi costi di deperimento, ecco mi sembra che in questo settore ci sono molte iniziative pur piccole, pur settoriali che comunque possono essere prese.

La nostra critica, la nostra ricerca, la nostra preoccupazione è che si sono fatti i telegrammi, i documenti, gli studi, si affronta il problema nel suo complesso, ma qualche cosa di concreto, anche piccolo non è stato fatto.

La nostra mozione avevo lo scopo proprio di attirare l'attenzione del Consiglio e della Giunta sulla necessità che in Valle d'Aosta anche qualche iniziativa pur piccola, pur settoriale, è indispensabile che venga attuata dalla Giunta.

Montesano (P.S.D.I.) - Nessun altro chiede la parola? Allora passiamo ai voti. La mozione rimane quella che è e non c'è da modificare nulla, no? Allora chi approva alzi la mano, contrari? Astenuti. Il Consiglio approva.

Si passa all'oggetto 31 con il quale va abbinata l'interpellanza n. 9, per favore Pedrini.