Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 293 del 31 ottobre 1972 - Resoconto

OGGETTO N. 293/72 - Costruzione di una astanteria o infermeria in bassa Valle. (Approvazione di Mozione)

Tonino (P.C.I.) - Penso che sia inutile se non addirittura noioso ripetere tutto quanto è già stato detto in questa aula sui problemi di opere ospedaliere in Bassa Valle. È una richiesta, questa, vecchia di circa otto anni. È inutile ricordare qui quanto sia necessaria la costruzione di un qualche cosa che dia almeno la sensazione agli abitanti della Bassa Valle di essere loro dei cittadini della Valle d'Aosta con uguali diritti di ogni altro cittadino. Dico questo perché, Signori Consiglieri, fino a quando si continua ad ignorare le grandi necessità, le impellenti necessità di un buon quarto della popolazione valdostana, ebbene mi domando se è solo un caso, se è solo un capriccio della popolazione della Bassa Valle quello di indirizzarsi fuori Valle per un qualsiasi fabbisogno.

Abbiamo la vicina città di Ivrea che rispetto alla Valle d'Aosta ci dà la possibilità del ricovero ospedaliero più vicino, abbiamo le scuole che ci danno la possibilità allo studio senza dover fare lunghi viaggi per recarsi alle medesime, però in questo caso niente libri gratuiti, niente sussidi, niente materiale didattico gratuito come per quelli che frequentano la scuola in Valle. Per poter ottenere questo dobbiamo obbligare gli studenti a fargli fare una trentina di chilometri in più per recarsi ad Aosta, eccetto per quelle scuole non esistenti in Valle.

Abbiamo una situazione di mercato che le medesime regioni orientano le popolazioni della Bassa Valle a recarsi per i loro affari, i loro acquisti nella loro città di Ivrea, abbiamo circa 500 giovani operai che per avere un posto di lavoro sono costretti a fare i pendolari perché in loco non esiste mano d'opera e quindi sono fuori casa 12-13 ore al giorno per causa del cattivo servizio dei trasporti. Siamo completamente senza attrezzature sportive e turistiche per cui i nostri paesi da questo lato si trovano all'agonia, mentre vediamo spendere per altre cose centinaia di milioni. L'accesso ai nostri alpeggi e mayens avviene ancora sempre in molti casi con il motore delle proprie gambe. Non abbiamo nessun ufficio informativo che possa indirizzare i nostri cittadini sulle forme di intervento, sulle leggi regionali a favore della comunità valdostana, per cui quando giunge all'orecchio dei nostri cittadini determinate previdenze sovente non ci sono più i fondi perché sono già stati esauriti da quella parte della comunità valdostana più vicina alla città di Aosta e potrei continuare ancora ad elencare tutta una serie di fatti che provano e testimoniano la diversità di trattamento. Non sarà fatto apposta, ma comunque questa diversità di trattamento esiste. Ora tutto questo, la somma di tutti questi fattori, non credete che agli occhi dell'altra comunità vicina a noi, nella comunità del canavesano non ci faccia apparire come una popolazione che sì ha una sua autonomia regionale, che ha sì un suo Statuto speciale, che ha sì un Casino de la Vallée che ci dà un certo reddito, ma che però per ottenere certe prestazioni dobbiamo sloggiare fuori dalla nostra Valle per andare al vicino ospedale di Ivrea per chiedere di essere ricoverati, di andare dagli industriali fuori dalla Valle per chiedere un posto di lavoro, di andare nelle sedi, di chiedere in affitto il campo sportivo di Quincinetto per fare una partita di calcio e presto chiederemo anche al Comune di Quincinetto il permesso di transito sulla sua strada che porta già nei suoi alpeggi per arrivare in quelli di Donnaz?

Questa è l'amara situazione in cui si trova la Bassa Valle. I Sindaci fanno la spola dalla Bassa Valle ad Aosta e ritornano con qualche briciola, delibere che stanno inspiegabilmente dei mesi negli uffici della Regione e ritardano così anche quei pochi lavori che potrebbero andare a soluzione, piani di lavoro che continuano a riportare sempre le medesime voci, sempre di anno in anno, non c'è nessuna prospettiva indicativa di scelta generale e in avvenire per cui ogni comune si aggira... come può e venendo al contenuto della mozione, ho detto che è da otto anni che esiste una tale richiesta da parte di tutti i sindaci della Bassa Valle e precisamente dal mese di dicembre del 1966. In quella riunione tutti d'accordo, Sindaci, Consiglieri regionali della Bassa Valle tra cui ricordo il Consigliere Pedrini e Barone e quest'ultimo denunciava già fin d'allora il pericolo di una eventuale costruzione di un ospedale a St. Vincent per i nababbi e che avremmo avuto delle serie difficoltà per la nostra richiesta.

Ricordo anche la presenza del Presidente della Commissione Strazza che ha insistito fino all'ultimo per la costruzione in Bassa Valle di un ospedale e lo stesso Consigliere Pedrini, l'Assessore regionale alla Sanità Balestri, malgrado tutte queste prese di posizione si è poi pensato in seguito ad una mia mozione o interpellanza non ricordo bene che sarebbe stato opportuno accantonare l'idea di un ospedale in quanto comportava una certa difficoltà di reperimento di personale per cui si correva il pericolo di avere poi un ospedale non funzionante. Ho i miei dubbi che un ospedale in quella zona non poteva essere funzionale, non può essere funzionante se non si vuole che lo sia, se si pensa che l'ospedale debba diventare una fonte di reddito allora sì non può essere funzionante, ma se si pensa che deve essere un servizio sociale, se si pensa che i soldi sono spesi meglio nel sostenimento di un ospedale di altre inutili iniziative, spese, se si pensa che attorno alla Bassa Valle compresi i paesi limitrofi la nostra Regione ci sono circa 30.000 persone ebbene non so se è tutta da scontare l'ipotesi di un ospedale vero e proprio. Comunque a parte questo mio convincimento, si è passati dall'ospedale a una astanteria e va bene, il sottoscritto assieme ad altri Consiglieri presentiamo una nuova mozione per richiedere la costruzione di una astanteria con un numero di posti letto sufficiente per il fabbisogno della popolazione, naturalmente da questa ultima mozione è passato nuovamente un bel po' di tempo. Oggi come si dice, oggi non so ancora cosa dirà l'Assessore alla Sanità, ma comunque stando ad alcune indiscrezioni sembrerebbe che oggi si sia orientati verso un poliambulatorio e Pronto Soccorso per la Bassa Valle e qualcuno a tale proposito scherzosamente ha suggerito un contributo singolo per ogni cittadino per comperarsi una bicicletta da corsa per poter in caso di gravità arrivare più speditamente all'ospedale di Aosta. Ora, a parte questa battuta, io richiedo, volete fare qualcosa di concreto in ordine a questo problema tenuto conto che nulla è definitivamente da scartare, né l'ospedale vero e proprio, né una astanteria con un numero di posti letto sufficienti al fabbisogno di circa 30.000 persone.

Si hanno le idee chiare su ciò che si vuole fare? Se si ha le idee chiare, se si ha la volontà di affrontare l'intero problema nel suo complesso allora a me sembra che è ora di pensare di definire l'esatta ubicazione dove dovrà sorgere questa opera, tenere conto di tutti quei fattori che vanno dalla centralità in cui deve sorgere l'opera stesa, al clima che viene necessariamente richiesto per opere di questo genere per poi passare all'acquisto dei terreni necessari e a questo proposito dirò che se l'ubicazione dovrà tenere conto dei fattori che ho detto prima, cioè centralità, clima e accesso, l'opera non potrà che sorgere in quei terreni a disposizione, quindi niente 865 e queste cose, il Comune che ha già a disposizione il terreno per fare quest'opera. E quindi ci sarebbe solo più da passare alla progettazione dei lavori.

Ecco Signor Presidente e colleghi Consiglieri, questa mia illustrazione che ho voluto fare, un po' sconclusionata è comunque ancora una illustrazione che apre tutte le diverse prospettive: ospedale vero e proprio senza timore di dover spendere dei soldi proprio perché si tratta di un'opera di grande valore sociale oppure astanteria con un numero di posti letto necessari al fabbisogno di quella popolazione.

Per quanto riguarda invece un solo poliambulatorio ebbene io esprimo le mie riserve, in questo caso ci tocca il dovere di risentire tutti i rappresentanti della popolazione interessata e non decidere seduta stante senza tenere conto di ciò che le popolazioni richiedono. In definitiva... la mozione presentata dal sottoscritto e dai colleghi signora Siggia e Crétier tende a smuovere la Giunta ad agire nel senso della scelta dell'ubicazione dell'opera, nell'acquisto dei terreni necessari a seconda della scelta dell'ubicazione e della progettazione e costruzione dell'opera richiesta. Ad ogni modo, se esiste ancora quel Comitato tecnico della programmazione ospedaliera, se ha delle serie intenzioni di promuovere iniziative con il piede a terra e non campate in aria, questo Comitato - congiuntamente all'Assessore competente e alla Commissione consiliare alla Sanità, deve sentire il dovere di sentire i Sindaci della Bassa Valle e assieme cercare di risolvere il problema di modo che qualsiasi scelta venga fatta in ordine a queste opere ospedaliere e non sia una scelta che passa sopra la testa dei Sindaci e della popolazione, ma sia una scelta concertata con i Sindaci dei quelle località.

Personnettaz (D.P.) - Chi prende la parola?

Balestri (P.S.I.) - Io mi riallaccio all'ultima parte di quello che ha detto il Consigliere Tonino e ritengo che in questo problema - che è giusto - l'importante sia proprio, brevemente, non per andare in tempi lunghi, è lo studiare l'opera che è adatta per la cosa. Ecco.

Quindi è giusto che ci sia una riunione anche insieme ai Sindaci, della Commissione Sanità, della Programmazione ospedaliera o che, per vedere di studiare quale è più adatta al servizio, al funzionamento di questa opera in Bassa Valle, perché solo così veramente sarà utile.

Se si fa un'opera che poi non risponde alle esigenze o all'adattamento di quelle che sono le esigenze della Bassa Valle... di fare un'opera che poi non risponde in niente.

Questa mia proposta non è una proposta di rimando, è una proposta che si può anche attuare in breve tempo, ma l'attuazione ha la grande importanza di veramente studiare quale è l'opera più adatta.

Caveri (U.V.) - Il me semble que cette question devrait être considérée dans un plan plus général et plus approfondit et ce serait intéressant d'écouter l'avis du Docteur Chantel - pas tant comme Assesseur aux finances, mais comme médecin sur ce qu'il pense de l'aspect technique de cette question; sur l'utilité et sur l'opportunité d'une infirmerie.

Je disais - peut-être - on ne peut pas discuter aujourd'hui pendant qu'on discute de cette motion, mais il y a des problèmes très graves qui se posent dans cette matière médicale, dans la matière hospitalière. Parce que nous voyons que nos malades, en réalité, qu'ils soient de la haute ou de la moyenne ou de la Basse Vallée, en réalité ne trouvent pas des soins satisfaisants dans les hôpitaux dont nous disposons.

Ceux qui ont les moyens financiers vont dans les cliniques suisses ou dans les excellents hôpitaux cantonaux et universitaires de Lausanne ou de Genève et souvent on assiste à des opérations miraculeuses et à des soins et à des méthodes qui sont certainement supérieures.

Ceux qui n'ont pas de moyens financiers ils recourent, ils doivent recourir à certains instituts avec les conséquences que malheureusement on voit.

Et alors, il me semble qu'il peut être utile, je ne le sais pas, je ne suis pas compétent si une infirmière dans la Basse Vallée, puisse être utile ou non. Il y a des médecins dans ce Conseil, ce sont eux qui pourraient me le dire; peut-être une Commission de médecins spécialisés pourrait me donner des indications et nous illuminer.

Mais je pense que nous, Conseillers régionaux, un jour ou l'autre nous devons affronter le problème de l'assistance hospitalière. Parce que, en somme, nous savons très bien que dans l'hôpital régional d'Aoste manquent des outillages qui sont indispensables et il y a des gens qui meurent dans cet hôpital - et non, M. Dujany, vous faites un signe de scepticisme mais il y a des gens qui meurent simplement parce qu'il n'y a pas ces outillages, il n'y a pas ces instruments qui existent en d'autres pays, en d'autres hôpitaux.

De manière... mais, oui, mais quand on crève pour manque d'outillages, vous savez... c'est un argument très important pour celui qui va à l'autre monde et pour les familles, naturellement!

De manière que cet argument est destiné à devenir un des problèmes de fond de l'administration régionale, qu'il faudra un jour ou l'autre affronter d'une manière radicale, d'une manière systématique et pas seulement avec des propositions - qui peuvent être utiles, comme peut être utile, je ne le sais pas, cette proposition, mais il faut commencer à voir le problème dans son ensemble.

Chantel (P.S.I.) - Je veux répondre à la question qui a été posée. Maintenant, je peux préavertir qu'avec demain il y sera à l'hôpital un chirurgien chef qui provient de l'hôpital de Gênes et qui donne certaine tranquillité.

J'ajouterais que la Junte s'est tellement préoccupée de ce problème que, dans la dernière Junte, il y a eu une rencontre entre les administrateurs de l'hôpital et la Junte et on a posé les questions - non dernières celles de l'emploie de 200 millions que ce Conseil, à son temps, a alloué pour améliorer les conditions hospitalières.

Il y a des problèmes, sans doute, en certains cas, qui sont hors de notre possibilité, parce que malheureusement en Italie le Gouvernement n'a pas encore décidé sur la question des concours hospitaliers et alors, naturellement, le passage "a semplice chiamata, anche coi titoli, pubblica, non dà certe garanzie" pour lesquelles les personnes ils puissent accepter "d'amblé" de laisser la place qu'ils ont, s'ils ont un certain valeur et un certain poids pour venir a "finire" en un autre hôpital, où il n'y a pas des concours sûrs, des concours fixes.

Le Gouvernement, malheureusement - nous nous insistons comme médecins et comme fédération que d'une manière ou l'autre on en sorte de cette impasse.

Il y a 17.000 médecins en Italie, hospitaliers, qu'ils ne savent pas s'ils sont, de quoi y sont, des personnes qui, au présent, il y a presque deux ans ou quoi qu'ils sont en hôpital sans avoir aucune garantie, ni de place ni de carrière.

Et alors, naturellement, ça y appesantit le service hospitalier. Mais je crois que nous, ici à Aoste, tout doucement - et peut-être, à présent, avec un peu plus d'aplomb on réussira à résoudre une bonne partie des problèmes, parce que, sans doute, au moins pour le 90% des nécessités - parce qu'il y a encore un 10% qui demande des appareillages ou des personnalités qu'il n'y a une, deux ou trois en Europe, c'est pas qu'on peut les multiplier, vero, on puisse arriver au moins à faire front, d'une manière satisfaisante, au moins, au moins au 90% des nécessités.

Ça, pour ce qui regarde l'hôpital d'Aoste, et je peux dire qu'on a cédé et on porterait ça ici une partie de bréfotrophe qui est trop gros en rapport aux enfants qu'il y a dedans, cioè, un plan entier - je crois qu'entre janvier ou février il sera aussi un service prénatal pour les femmes qui ont des risques et des enfants qui peuvent avoir des risques à leur tour s'ils ne sont pas traités dans les premiers jours de vie avec des examens voulus.

Aussi ça seraient des choses réalisées, sans doute, dans les premiers mois du 1973. Il y aura aussi la possibilité de mettre un parti pour ce qui regarde - disons - la neurologie enfantile.

Naturellement vous parlez de la Basse Vallée. La Basse Vallée, moi je ne crois pas qu'on puisse valoriser un hôpital régional avec des efforts énormes, parce que, naturellement, si on veut trouver des personnes qui valent dans leur métier il faut avoir la possibilité aussi de donner un temps et, si possible, à plein temps, cioè sans clientèle privée, mais pour obtenir ces personnalités il faut aussi donner la possibilité d'avoir le quantitatif de travail et le travail.

Naturellement, je retiens qu'en Basse Vallée c'est nécessaire faire quelque chose. Non pas un hôpital. Un hôpital en Basse Vallée comme en quelqu'un autre endroit, veut dire un passif énorme, a part de trouver, puis, effectivement les personnes qui puissent et qui veuillent occuper les places.

Tandis qu'on pouvait très bien arriver à ça qui est nécessaire d'une astanteria pour pouvoir donner front à ces maladies urgentes et immédiates ou ces maladies qui se résolvent en 6 ou 7 jours. Il ne faut pas penser d'y pouvoir faire un double, parce que un double nous ne réussirons pas à le faire, parce que nous ne trouverons pas même les médecins-chefs qui nous viennent dans un petit hôpital qu'ils aient un certain aplomb et une certaine valeur.

C'est un autre problème qu'il faut tenir présent. Et alors, moi, je disais - c'est un avis personnel - commençons à faire quelque chose, qui soit un poli ambulatoire décent, qui soit un poli ambulatoire avec l'astanteria, cioè avec la possibilité de recouvrir pour ces 3-4-5-6-7 jours les malades immédiats. Le reste nous devons valoriser au maximum avec toutes les possibilités - disons comme ça - dans les nécessaires équipements, nous devons le faire. Mais nous ne pouvons pas faire dans deux endroits les mêmes choses.

Nous dépenserions centaines et centaines de millions sans obtenir un résultat. À Turin même, il y sera un cardio chirurgien.

On ne pourra pas porter la cardio chirurgie ou la chirurgie du cerveau de tous côtés. À un beau moment il y a certains malades qui doivent être envoyés dans certains centres.

Même le Gouvernement belge, quand a voulu faire quelque chose pour les tumeurs a fait un seul centre. Il est intervenu le Gouvernement, mais c'est un seul centre.

Parce que, quand on arrive à l'haute spécialisation on ne peut pas en faire 50. L'Auvergne c'est un seul centre. Le Gouvernement a donné le radium, a donné tout ça qui était nécessaire, mais il fait front à un centre dans toute la Belgique.

Alors, je répète: vous avez demandé mon opinion, mais l'opinion je vous la donne. Si on devait faire l'hôpital il doit rester un hôpital porté aux maximum de ça qu'on peut obtenir dans tous les champs, qui soit effectivement un hôpital régional et qui répond, dans les faits et le traitement des malades et dans les résultats - d'une manière particulière - à ça qu'on veut pour avoir un hôpital régional.

Naturellement, dans la basse Vallée, plus que d'une astanterie on ne pourra pas arriver, à ma manière de voir. Me déplait d'être été demander personnellement parce que ces réponses il aurait pu les donner tranquillement l'Assesseur Benzo, qui est intéressé dans ce travail.

Caveri (U.V.) - Je remercie l'Assesseur Chantel des explications qu'il a données, explications qui évidemment ne pouvaient être excessives pour la partie générale, parce que c'est un problème très complexe qui, évidemment, on ne peut pas traiter comme ça dans une séance du Conseil régional d'une façon superficielle, sans une préparation de notre part.

D'autre part, nous n'avons pas une préparation technique dans ce domaine.

Cependant je dois dire que ce qu'a dit le Docteur Chantel à propos de l'infirmerie de la basse Vallée, augmente nos perplexités et nos doutes - pour le moins je parle à titre personnel - mes perplexités et mes doutes, parce qu'il a dit, le Docteur Chantel que, si j'ai bien compris, que l'infirmerie dans la basse Vallée pourrait servir pour recouvrer des malades, pour hospitaliser des malades qui auraient des maladies d'une durée de 7-8 jours.

Mais alors je me demande s'il vaut la peine. Parce que, quelle sont les maladies? Alors ce serait une infirmerie qui pourrait servir pour la grippe ou pour quelque autre chose du genre.

Je pense aux victimes, à ceux qui pourraient être, demain, blessés dans les accidents de voiture. Est-ce qu'une infirmerie peut servir? Est-ce que ce n'est pas plus vite de les porter directement à l'hôpital d'Ivrée où il y a des médecins et où il y a un outillage qui peut être certainement plus utile pour un blessé que les soins d'un médecin générique dans une infirmerie?

Ce sont des doutes, ce sont des questions. Je vois que le Docteur Chantel fait des signes de dénégation. Je serais content d'entendre une réplique à cet égard.

En somme, on fait vite à dire il faut faire ceci dans la basse Vallée. Nous sommes tous d'accord qui faut faire quelque chose dans la basse Vallée. Mais il faut, quand même, avoir un minimum de sérieux et approfondir les problèmes et de voir si ce quelque chose qu'on propose de faire servira vraiment aux malades. Or, il me semble que dans la réponse du Docteur Chantel il y a des motifs qui ne diminuent pas, mais qui augmentent notre scepticisme.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola?

Manganoni (P.C.I.) - Io condivido pienamente l'intervento che ha fatto Tonino e che denuncia la disparità di trattamento fra i vari Comuni e fra le varie zone della Valle. La Bassa Valle ha 30.000 abitanti e 22 Comuni ed è sempre stata e continua ad essere la cenerentola della Valle d'Aosta. L'ha dimostrato Tonino con i dati che ha dato, l'abbiamo dimostrato tante volte in questa Amministrazione regionale, abbiamo sempre avuto delle promesse ma dei fatti mai; se facciamo eccezione per l'intervento di Arnaz, ad Arnaz per l'industrializzazione, che è stata una conseguenza grave della chiusura degli stabilimenti, perciò era il minimo che si poteva fare nella Bassa Valle.

Noi è da anni che denunciamo questa situazione, abbiamo citato, oltre ai dati che ha citato Tonino, ne abbiamo citati altri per dimostrare questa situazione della Bassa Valle e mai la Giunta ha potuto smentirla.

Ora lavoro lo deve cercare ad Ivrea, ricoveri ospedalieri dobbiamo andare ad Ivrea, Scuole medie superiori devi andare ad Ivrea, ma fa parte della Valle d'Aosta la Bassa Valle?

Perché questi devono andare ad Ivrea? Per venire ad Aosta ci vogliono, c'è un percorso di 40-50 km., per andare ad Ivrea ce ne sono 17, per venire ad Aosta ci sono delle gravi difficoltà di comunicazioni che invece non ci sono per Ivrea; naturalmente... (voce: l'autostrada) ...ma non tutti hanno la macchina!

Perché? Perché è logico che 17 km. È molto più facile percorrerli che 40 o 50, la ragione è lì, la ragione della distanza.

Ora stiamo trattando un problema specifico che è quello dell'ospedale, dell'astanteria, del pronto soccorso; è da sei anni, dico sei anni che in questo Consiglio si parla di ospedale, non ospedale, ospedale a Saint-Vincent, ospedale in Bassa Valle, astanteria, studi, bisogna studiare, esaminare, è da sei anni che si studia, che si esamina, che si fa niente! È da sei anni che la Basse Valle sta aspettando, e non si dica che la Bassa Valle non chiede perché non solo i Consiglieri regionali si sono fatti portavoce qui, ma c'è un numero rilevante di lettere, di decisioni, di ordini del giorno votati dai Sindaci della Bassa Valle sempre ignorati, e poi si continua a dire: ah bisogna rispettare le richieste, le volontà, i desideri, le autonomie dei Comuni; sì, ma di quali Comuni? Di alcuni Comuni, ma di altri si deve continuamente ignorarli, o sennò menare il can per l'aia, dicendo: sì, studieremo, esamineremo, sei anni che diciamo esamineremo, studieremo, e cosa abbiamo esaminato? Cosa abbiamo studiato?

Dice Chantel: una astanteria, bene allora facciamola, noi abbiamo una astanteria a La Thuile no? La Thuile non è una zona che ha 30.000 abitanti, abbiamo una astanteria a Valpelline, bene, sia molto chiaro, bene che ci sia una astanteria a Valpelline, astanteria pronto soccorso, scusami Chantel, io di questi termini non è che sia molto addentro, so che non sono degli ospedali, perché sono più piccoli, comunque c'è un medico, ci sono non so delle sale per medicamento, dei letti che so, va bene, fate qualcosa anche solo del genere, ma fate in Bassa Valle, 30.000 abitanti della Bassa Valle, ce ne sono non so nella zona di La Thuile, nella zona di Valpelline sono mica migliaia, no? Lì ci sono, non so definiscili tu, io non so astanteria, sbaglierò non so come si chiamano questi pronto soccorso, lì dove c'è il medico; nella Bassa Valle niente.

Ora vuole il Consiglio, la Giunta impegnarsi oggi a fare qualche cosa per la Bassa Valle? O continuiamo a dire esamineremo e ai sei anni ne aggiungeremo altre sei? E fra altri sei anni continueremo a dire, a discutere, a dire esamineremo, vedremo, studieremo, sentiremo, beh questo si tratta solo di menare il can per l'aia e dimostrare la cattiva volontà, o meglio la volontà di non fare niente.

Perché per molti altri problemi, quando c'è la volontà di fare non si perdono anni con le scuse di studieremo, vedremo, esamineremo, si parte e si fa; perché per la Bassa Valle questo non è possibile?

Ora io chiedo un impegno, cioè io mi associo a quanto ha detto Tonino, io non ho fatto altro che sostenere quanto giustamente ha denunciato Tonino per la situazione della Bassa Valle; però è tempo ed è l'ora che la Giunta si prenda degli impegni precisi, non le solite promesse e che realizzi.

Freppaz (U.V.) - Moi, dans mon modeste point de vue je vois aussi la nécessité d'une astanteria, d'une infirmerie, comme vous voulez l'appeler, en Basse Vallée. Cependant je me rappelle, l'infirmerie ne résout pas les problèmes encore; je me rappelle qu'un jour on a discuté de l'organisation des ambulances, alors il faudrait abbiner à cette infirmerie, à cet ambulatoire les ambulances dans les vallées latérales, autrement ça ne sert pas à grand-chose, parce que si nous nous n'arrivons à l'ambulatoire comme on disait tout à l'heure sans moyen de services, l'ambulatoire est une organisation d'urgence, alors il faut abbiner à cette infirmerie, à cet ambulatoire encore l'organisation des ambulances dans les vallées latérales.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora c'è l'Assessore Benzo - Assessore, c'è Tonino che vuole intervenire ancora, e allora diamo la parola a Tonino.

Tonino (P.C.I.) - Prima ancora di sentire ciò che dirà l'Assessore alla Sanità, debbo così rilevare che in questo Consiglio da qualche settore tutte le volte che si parla di problemi accennati in questa mozione, sono sei anni che se ne parla in questo Consiglio, c'è sempre il dubbio che queste cose che si richiedono non vadano a buon fine; c'è sempre così la preoccupazione della non funzionalità di ciò che si vuole fare.

Ebbene io dico una cosa: una Regione Valle d'Aosta con 110.000 abitanti, con un bilancio regionale che altre regioni se lo sognano, con una legge sulla riforma ospedaliera che naturalmente è ancora da venire, che prevede ogni 25.000 abitanti un ospedale, e io vi elenco che nella Bassa Valle ci sono, compresi naturalmente i comuni vicini del Canavese, Carema, Quincinetto e Settimo, ci sono 30.000 abitanti che potrebbero servirsi di quest'opera e non vedo perché continuano ad esserci delle titubanze.

Comunque io sono stato d'accordo anche sull'astanteria, sono d'accordo anche sull'astanteria, purché sia una astanteria che dia garanzia di funzionalità, non si venga qui sempre a menare, a dire delle cose che non stanno in piedi, perché tutte le volte che si parla dei problemi della Bassa Valle qualcuno entra dentro per dire che non è possibile, che bisogna esaminare, e poi non si fanno le cose.

Benzo (D.P.) - Ma io vorrei fare alcune considerazioni prima, di carattere generale, che mi nascono proprio dall'intervento approfondito del Consigliere Tonino che ha fatto una disamina generale dei problemi della zona della Bassa Valle, e per quanto è la mia conoscenza, 10 anni di Consiglio regionale dove devo dire che non ritengo che le Giunte regionali passate e presenti abbiano fatto delle così marcate differenziazioni fra le zone e i Comuni, lo faccio per una difesa generale.

Tonino (P.C.I.) - Non è una discriminazione volontaria, è un fatto.

Benzo (D.P.) - Comunque volevo dire che può darsi effettivamente che determinate condizioni particolari in certi settori che lei ha bene elencato abbiano finora non consentito una decisa e concreta realizzazione di opere che sono nell'interesse dei cittadini di quella zona, questo per la parte generale.

A me pare invece che quanto aveva detto il Consigliere Caveri rivestiva il vero problema di fondo, e cioè era una domanda che penso si pongano tutti i cittadini, l'assistenza ospedaliera rientra in un più ampio quadro dell'assistenza sanitaria in genere, quindi abbiamo dei problemi differenti, problemi di cui noi Regione, Consiglio regionale, dobbiamo dedicarci, che non possiamo certamente dimenticare, come dissi alcuni mesi or sono in occasione del bilancio, cioè noi abbiamo tutta una fascia nel settore della medicina preventiva, della medicina sociale, che già sviluppano certi settori della nostra amministrazione, vedi Consorzio Antitubercolare ed altri, che potrebbero essere potenziati e potrebbero portare un notevole contributo ad una parte produttiva.

Abbiamo poi tutta la fascia curativa e cioè la parte vera e propria dell'assistenza ospedaliera. Ora in questo settore logicamente anche qui penso che le Amministrazioni che si sono via via succedute, la nostra per ultima, non abbiano che ad un certo momento fatto quanto deve fare un oculato amministratore, e cioè vedere un po' quali sono i problemi più pressanti e dedicare a questi la massima, il massimo intervento, quindi ci siamo trovati di fronte all'Ente ospedaliero, cioè al grande ospedale regionale il quale ha la necessità sua di ristrutturazione generale; di potenziamento di certi servizi, di attrezzature, e appunto come già ampiamente ha detto il collega Assessore Chantel, in questo settore in piena coordinazione di intenti con l'Ente ospedaliero regionale si cercherà appunto di provvedere a far sì che questo ospedale regionale, l'ospedale regionale della nostra Regione sia in condizioni tali da non più, non dico permettere o consentire, da non facilitare più un certo esodo e verso le zone piemontesi e verso anche la Svizzera, alla ricerca forse di servizi, di prestazioni medico-sanitarie che quei cittadini che le ricercano ritengono di un livello differente, quanto meno più consono alla loro sicurezza di salute.

Quello è quanto noi desideriamo, auspichiamo, e penso che questa sia volontà non solo degli Amministratori ma di tutti coloro, tecnici, medici, che sono i diretti interessati al problema.

Per quanto concerne in effetti la globale impostazione nel campo dell'assistenza ospedaliera, se bene ricordate il Consiglio aveva già discusso in un'altra seduta, proprio in seguito ad una mozione, mi pare un'interpellanza del Consigliere Tonino, aveva già espresso una certa sua volontà e personalmente io avevo concordato sulla necessità, avevamo esaminato, sentiti i tecnici del settore, la possibilità di una costruzione in tale zona di un ospedale civile che, come dissi allora, presuppone quattro divisioni come minimo per costruire un ospedale civile, chirurgia, medicina, pediatria e ostetricia.

Ora il fatto che creava un ulteriore appesantimento della situazione era l'ospedale civile di St. Vincent; avete avuto notizia che il Comitato di Programmazione ospedaliera, nella sua ultima seduta, aveva appunto determinato la non costruzione di questo ospedale civile, a pochi chilometri della città di Aosta e aveva esaminato anche la possibilità di una trasformazione in un certo tipo di convalescenziario, ma anche lì non c'è stato un pieno accordo.

Mentre invece, come avevo preso impegno, portai anche in allora - ma non si è finita - la discussione proprio per l'esame di questo lungo problema dell'ospedale civile - il problema dell'astanteria a Pont-St. Martin.

E non confondiamo, qui, io, per quanto mi concerne, e non sono un tecnico del settore, ma per la veste che rivesto in questo momento di Assessore alla sanità, non confondiamo una astanteria con un pronto soccorso da un poliambulatorio, eh! Sarebbe bene che vi fosse spiegato più esattamente, dai signori medici qui presenti. Comunque è una cosa che, almeno penso che conosciamo anche noi personalmente, differente.

E quindi la necessità di un luogo di ricovero e di cura in questo settore - che voi stessi avete visto necessario - devo dire che anche i tecnici avevano detto che ciò era fattibile in quella zona, nella zona tra Pont-Saint-Martin e Donnaz, quindi nella Bassa Valle.

Ora, per scendere alla mozione particolare e al fatto particolare per arrivare, come diceva bene lei, in finale, a concretizzare le cose, affinché non si trascinino nel tempo, io le dico questo: la Giunta è pienamente d'accordo nell'accettare questa mozione che determinerà, se il Consiglio così vorrà, la volontà del Consiglio di agire in questo senso, in modo che l'Amministrazione regionale - ed è bene quanto è stato accennato prima dal Prof. Balestri - unitamente al Comitato di programmazione che è in fase adesso di ricostituzione perché la delibera dal Coordinamento è stata appena approvata e gli enti devono ancora trasmetterci, abbiamo fatto richiesta in questi giorni dopo l'approvazione della delibera i nuovi nominativi anche per altri che si devono sostituire perché sono cambiati in certi Enti, che ci sia una riunione congiunta del Comitato della programmazione, della Commissione sanità con l'Assessorato di modo da vedere, in una successiva riunione con i sindaci stessi della zona qual è, come diceva lei, l'ubicazione in cui dovrà sorgere questo tipo di presidio sanitario e poi gli adempimenti conseguenti, cioè l'acquisizione dei terreni stessi e poi la progettazione e l'appalto.

Per quanto mi concerne e da quanto ha potuto accertare a livello dei tecnici del settore, una astanteria in quel settore potrebbe avere una sua piena validità nell'interesse dei cittadini di quella zona e pertanto la Giunta è favorevole a votare questa mozione in quel senso.

Tonino (P.C.I.) - Così brevemente per dichiarazione di voto: io dall'ultimo intervento fatto dall'Assessore alla sanità sono abbastanza tranquillo, insomma del suo intervento fatto; quello che chiede però, perché proprio ricordando che ella era già d'accordo in una discussione avvenuta qui un anno e mezzo fa, era già d'accordo su questa falsariga è passato purtroppo un anno e mezzo, ora io sono d'accordo su quello che lei ha detto purché si porti a termine nel più breve tempo possibile, cioè reperimento dei terreni, prima vedere la collocazione, dove si deve collocare questa astanteria, ricordo che se si tiene conto della centralità, si tiene conto del clima, si tiene conto dell'accesso, ci sono dei comuni che hanno già i terreni disponibili per questo, quindi reperimento dei terreni e poi agire di conseguenza sulla progettazione degli impianti necessari.

Mappelli (D.C.) - Oramai questo è un discorso che ripete, che si ripete da tanti anni e orma che abbiamo un po' le tasche piene nel ripetere sempre le stesse cose; le grandi scoperte che sono venute fuori in questo dibattito e che ad un certo momento abbiamo sentito dire; vedere di studiare l'opera più adatta, dopo otto anni che si tende ad affrontare un certo tipo di problema, vi è ancora logicamente chi deve per studiare l'opera più adatta, e abbiamo subito sulla bilancia dall'altra parte, sull'altro piatto, una mozione alla quale vi è una delibera dove giustamente chiede di definire l'esatta ubicazione, l'acquisto dei terreni, progettazione e appalto, ma di che cosa? Questo è il discorso!

Il Comitato tecnico della programmazione ospedaliera, Ing. Benzo, che cosa ha detto in merito a questo problema? Cioè di fare che cosa? ... (voce: l'astanteria) ...Oh, meno male! Questo è il discorso, perché io avevo capito, può darsi che avessi capito male, che il Comitato tecnico non aveva avuto il tempo di definire questo problema, non si era espresso, questo è quanto avevo capito io.

Comunque io ritengo che evidentemente il Comitato tecnico della programmazione ospedaliera deve fare un programma, secondo il mio avviso, di quelle che sono le nostre necessita nella Valle d'Aosta, e sono su quella base evidentemente che noi dobbiamo impegnarci sul piano amministrativo e non viceversa.

Per quanto riguarda l'auspichiamo, come dice l'Assessore Benzo, auspichiamo che l'ospedale regionale sia attrezzato al fine, ecc. ecc., è un auspicio in ritardo di alcuni anni, perché ripeto, ritengo sia un problema doveroso che noi tutti ogni qualvolta veniamo sul problema sanitario sottolineiamo quelle che erano e sono le necessità dell'Ospedale Mauriziano di Aosta, perché evidentemente la gente purtroppo si ammala e muore e forse qualcuno dice, sottolinea per mancanza di certe strutture, di cui anche quelle della attrezzature.

Non è un mistero per nessuno che ad un certo momento nel 1971, nel mese di giugno, era venuta una richiesta da parte dell'allora Presidente Laurencet, dell'Ente ospedaliero, di attrezzatture di 56 milioni, evidentemente da parte della Giunta non vi è stata una risposta, né positiva né negativa.

Quest'anno abbiamo avuto in sede di bilancio, in sede di Commissione, una proposta per le attrezzature, anche qui di circa, era la proposta in bilancio di 50 milioni; la Commissione sanità evidentemente ha sottolineato una necessità ben più ampia del problema e l'Assessore la riportò in Giunta e venne poi riproposta di circa 200 milioni.

Ma questo sarebbe comunque solo una parte del problema, il problema globale delle necessità che noi abbiamo in Valle d'Aosta nel settore sanitario evidentemente è molto più ampio e non possiamo più continuare a rigettare, come abbiamo avuto modo di poter constatare in una riunione avvenuta coi sindacati, partiti, ecc., di palleggiare le eventuali responsabilità in questo senso; è un problema che tocca tutti noi direttamene e purtroppo dobbiamo prendere atto che questo l'hanno già detto, dobbiamo ripeterlo, evidentemente che chi ha certe necessità sanitarie ha delle possibilità economiche purtroppo, come dicevo prima, prende altre vie fuori di Aosta, ma i lavoratori, gente che evidentemente in base alla loro busta paga queste possibilità non ha, è nostro preciso dovere dare loro la possibilità di essere curati come i loro diritti esigono in Aosta, senza dover sobbarcarsi delle spese a volte onerose sia per le questioni sanitarie sia per gli eventuali familiari che devono spostarsi.

Dunque vedete che io ho voluto solo toccare appena una piccola parte di quello che è il grande problema, perché evidentemente che qui vi sarebbe da aprire un lungo discorso, cosa che non ritengo sia il caso in questo preciso momento, però ecco io desidererei proprio, indipendentemente da quella che è oggi in oggetto la discussione, chiederò un impegno morale, un impegno veramente fino in fondo di portare avanti assieme al Comitato tecnico della programmazione ospedaliera un programma, al fine di sapere una volta per tutte quelle che sono non solo le statistiche, io della programmazione ringrazio, è stato fatto sulla programmazione regionale uno studio approfondito, una inchiesta su quanto sono le necessità, ecc., per quanto riguarda la nostra popolazione, era una inchiesta quel volume che io ho ricevuto da parte della Commissione della programmazione, ma in base a questi dati della Commissione della programmazione regionale, avendo questa inchiesta, evidentemente il Comitato tecnico della programmazione ospedaliera deve dirci a tutti noi quelle che sono le necessità ospedaliere; allora noi ne verremmo fuori, perché se no così anche questa mozione può essere accettata come è accettata, ma evidentemente il problema della Bassa Valle se non si ha un quadro preciso di quello che sono le nostre volontà di garantire alla popolazione valdostana tutta l'attrezzatura ospedaliera e sanitaria, evidentemente anche questo rimarrà lì per un altro periodo e voilà, però il problema non sarà affrontato in quanto ci manca quello che è il quadro generale delle necessità e la volontà politica e amministrativa di portare avanti questo grosso problema della sanità pubblica in Valle d'Aosta.

Balestri (P.S.I.) - Io volevo fare una considerazione e una proposta all'Assessore: bisogna tenere presente, non ritorniamo su questi argomenti, che oggi la medicina è anche tecnicismo, quindi si va avanti a équipe, e non solo nelle branche chirurgiche ma anche nelle branche mediche e per questa valutazione che faremo nelle Commissioni io vorrei rivolgere una domanda all'Ingegnere se può procurarsele, non voglio farle perdere molto tempo, perché questi dati ci sono: quanti abitanti della Valle d'Aosta, quanti residenti vanno a curarsi fuori Valle d'Aosta? Sia in Svizzera e sia nelle altre sedi: Ivrea, Torino ecc., perché questi dati potrebbero essere molto importanti; se è possibile vedere anche su che tipo di malattia sono portati ad andare avanti, perché ci potrà anche determinare certi indirizzi.

Ora teniamo presente, io questo ragionamento lo faccio perché noi abbiamo un ospedale regionale che è regionale per modo di dire, in quanto gli ospedali regionali dovrebbero avere dall'A alla Z tutte le branche possibili, invece qui è regionale perché c'è la Regione, altrimenti non avrebbe requisiti per essere un ospedale regionale.

Ora dico dovremmo fare tutte queste valutazioni e questi dati che chiedo, e che ne discuteremo in Commissione, e per vedere fino a che punto siano possibili e non possibili certe cose, senza volermi prolungare ora, e quindi ritorno sul discorso che ho fatto prima, che per fare una valutazione giusta e per fare l'interesse della stessa popolazione bisogna fare una valutazione sul funzionamento, quello che sarà possibile che funzioni, perché altrimenti, insomma siamo i primi noi a saperlo, che certa gente se non avrà certi requisiti andrà a trovarseli altrove.

Chantel (P.S.I.) - Volevo rispondere prima all'Avv. Caveri, una astanteria ha ragione di esistere perché deve far fronte in modo particolare a tutte quelle necessità immediate e rapide, vero? Che si presentano volta per volta; è logico che una astanteria dovrà far fronte, ad esempio, a tutte le regioni traumatiche o a qualunque shock diciamo così del cervello; noi sappiamo benissimo che anche uno shock leggero va tenuto come minimo 48 ore in osservazione, di non lasciare andare il malato a casa che magari, come leggiamo sui giornali, ha fatto una partita di football, ha preso un colpo, è caduto, l'hanno lasciato andare e dopo due giorni è morto, non so se mi sto spiegando... (voce dell'Avv. Caveri) ...un momento, un momento, l'astanteria ha questo valore, però l'astanteria non può fare il doppione in tutte le specialità dell'ospedale, perché è logico che 40 chilometri, anche 50, con un servizio di ambulanza, tra parentesi le 4 nuove ambulanze fornite dall'Assessorato alla sanità alla Croce Rossa sono già dislocate, ce n'è già una a Verrès, sono già state dislocate, ambulanze con servizi se non bastano si moltiplicheranno, è logico questo; a Verrès c'è già, ma insomma non possiamo mica comprare venti ambulanze in un colpo solo prima di vedere quali sono le necessità e come va il servizio! Abbiamo incominciato a fare il primo passo, a dislocare quattro ambulanze nella Valle, e qui poi c'è troppa gente che dimentica una cosa, e ve la dico subito io: noi dobbiamo valorizzare a tutti i costi l'ospedale regionale perché il malato quando ha fiducia se ne frega di fare 50 o 60 km. di più purché trovi la fiducia e trovi chi lo cura! Allora questo più che le distanze e le necessità è proprio questo, prevedere... che richiedano l'urgenza sul posto e siamo perfettamente d'accordo e basta una astanteria col poliambulatorio e tutto quello che volete, non coi medici locali, con regolare primario-chirurgo, un regolare primario medico, ma non andare oltre a quello che sono le necessità in questo senso, dovremo valorizzare al massimo e portarlo al punto che deve essere portato come ospedale regionale perché col suo servizio attira la gente, perché quando io scelgo vado anche fino a Colonia se credo di andarci, non è più il chilometraggio che conta, è la possibilità di dati servizi fatti in un dato momento.

Ora per tanto che l'ospedale sia ancora carente e siamo tutti d'accordo, non bisogna dimenticare che abbiamo finalmente un reparto di pediatria che funziona alla pari di qualsiasi reparto di grandi ospedali, ma io non discuto è una necessità anche quella, un prematuro prima andava portato a Torino, oggi non è più portato a Torino, questo reparto funziona, siamo d'accordo, purtroppo in questo campo, proprio per la carenza di concorsi nazionali tutto diventa difficile e diventa difficile proprio per questa ragione.

Perciò come ci siamo augurati, e a Roma nella Confederazione dei Consigli nazionali, ci auguriamo ancora adesso, che l'attuale Governo si decida a fare una legge che riguarda questi concorsi ospedalieri, la faccia, la faccia buona, la faccia cattiva, ma la deve fare, perché fino ad oggi siamo ancora senza una legge che ci dia la possibilità di fare dei concorsi regolari, questa è l'unica verità e questo implica, naturalmente, sia dal lato amministrativo, sia dal lato tecnico, la carenza di uomini validi, validi nel senso di trovare il meglio, questa è la realtà.

Io ritengo che con la presenza adesso di un chirurgo di valore, almeno da dove ha lavorato fino adesso, dai titoli che ha, ecc. ecc., cominci a supplire questa mancanza che era ritenuta e che naturalmente almeno in questo campo avremo fatto un altro passo avanti; naturalmente la difficoltà non è così semplice, perché certe volte, è come quando si parlava dei medici scolastici, si sono fatti dei concorsi, li abbiamo fatti ancora con la Giunta Marcoz, però chi è venuto? Nessuno, non hanno preso parte ai concorsi. E allora naturalmente questo indica una difficoltà; la radiologia va migliorando, si è trovato un terzo radiologo, però mancano ancora dei tecnici, tre tecnici sono troppi pochi e altra difficoltà rientra proprio in quella di trovare i tecnici, perché nell'Ospedale non bastano i medici, in Svizzera, in certi reparti, ci sono quattro infermiere per ogni malato, col turno regolare, questa è la verità, ed è questa la ragione per cui i servizi funzionano meglio.

Io volevo dare queste spiegazioni, a Mappelli gli direi una sola cosa: non tiri a mano che ci sono otto anni che sono passati, ecc., otto anni c'eravate anche voi, lasciate perdere, queste cose ve ne potevate occupare allora, dice che sono otto anni, lei era ancora Assessore alla sanità quando è uscita fuori la riforma ospedaliera e quando è uscita fuori la riforma sanitaria, e allora? E allora dica che purtroppo le condizioni, le necessità stesse della Valle, la difficoltà di trovare personale, ecc., hanno in un certo qual modo ritardato la possibilità di arrivare ad una riforma, dica piuttosto questo! Lasci perdere, sono passati otto anni inizialmente! Perché se no le potrei rispondere che in questi otto anni li ha lasciati passare anche lei, Assessore Mappelli! Lasci perdere queste discussioni che non hanno nessun valore, cerchiamo di risolvere i problemi nel miglior modo possibile e il più rapidamente possibile adesso e lasciamo andare le cose arretrate che sono andate come sono andate e probabilmente per colpa o non per colpa di nessuno; perciò non andiamo a tirare a mano queste storielle, quelle non servono proprio a niente, stiamo nell'ambiente e nella discussione e cerchiamo dalla discussione del Consiglio di tirarne fuori qualcosa che ci dia la possibilità di risolvere i nostri problemi il più rapidamente possibile.

Bordon (D.C.) - Io vorrei riallacciarmi alle ultime parole di Chantel quando dice cerchiamo di portare avanti questo problema e di lasciare indietro quelli che sono gli otto anni, quello che è stato.

Io sono d'accordo su questa impostazione qui, soltanto dicevo fra me e me, mentre parlavo prima con un amico che era qui seduto, ad un certo momento ci si disamora anche di questa discussione, perché senza voler fare delle critiche a nessuno, io mi domando e mi dico: ma quante volte noi ci siamo già sentiti dire dall'esperienza di Chantel, che un ospedale, o dalla esperienza di Balestri, che un ospedale perché possa concorrere, competere con quelli svizzeri o con quelli di Torino deve avere una équipe, deve avere tutta una attrezzattura sua particolare, che deve avere dei macchinari, che non ci sono, perché dice bene il Dott. Chantel, avrei voglia di chiamarlo professore! Quando parla così, dice bene Chantel, quando ad un certo momento dice: non sono i 30 km. di distanza o i 25 o i 10 o i 50, la distanza non conta più niente con le autostrade, con le autoambulanze si arriva, io credo che conti molti la fiducia.

Allora io sono stupito soltanto di una cosa, è per questo che non volevo neanche prendere la parola perché innanzi tutto vi tedio, vista anche l'ora tarda, seconda cosa mi sembra che qui stiamo sempre soltanto pestando l'acqua in un mortaio, perché arrivati ad un certo momento noi abbiamo già sentito ripetere queste storie qui quattro o cinque volte, ne abbiamo preso conoscenza con interessa la prima, la seconda, la terza volta ma adesso basta, secondo me la mozione fatta in questo modo: la Bassa Valle, dice ad un certo momento abbiamo bisogno di risolvere un determinato problema; qui mi sembra che noi non abbiamo l'intenzione di dire alcune cose molto chiare, bisognerebbe dire allora, caro Chantel tu che sei il tecnico in materia con l'amico Benzo e Balestri, ecc., dovremmo dire: Signori un ospedale a Pont-Saint-Martin non può venire fuori per questi e questi motivi, allora l'abbiamo detto e siamo tutti d'accordo, quindi arrivati ad un certo momento che cosa si presenta? Ma si presenta o una astanteria o un poliambulatorio che io, come dicevo prima, non sono un competente come l'ha detto Manganoni, però adesso basta! Perché qui, ad un certo momento, continuiamo a pestare l'acqua in un mortaio! Qui continuiamo a parlare dell'ospedale, l'ospedale non lo si può fare, perché non si può fare? Per i motivi di prima, dell'équipe, dell'attrezzatura, di tutti gli accidenti che volete voi, quindi scartato questo argomento ad un certo momento si vada avanti e si dica che cosa vogliamo fare, perché qui si cade nel ridicolo, io vi chiedo scusa di queste mie espressioni che potrebbero anche non essere condivise da voi, ma ad un certo momento qui si presenta una mozione, la mozione viene fuori chiara nei suoi termini ecc. definire l'esatta ubicazione dove dovrà sorgere l'opera, conseguente affitto dei terreni necessari, progettazione e appalto, e tutto ad un momento, dopo aver discusso due ore si dice: signori bisogna studiare il problema di nuovo perché è giusto che lo si studi, perché, dice il buon Tonino, dopo aver letto tutta una relazione chilometrica, completa, dice Tonino perché si tratta di decidere: o ospedale o astanteria o poliambulatorio facendo le sue riserve sul poliambulatorio.

E allora signori, io penso che la Commissione sanità in questo momento potrebbe dire, attraverso la Giunta, attraverso tutto quello che volete voi, si ha da fare una astanteria, e basta con questo discorso, perché non che è che io voglia scoprire l'America, ma una certa protesta la si ha anche, si discute per un'ora e mezza, continuiamo a pestare, continuiamo a venire fuori, ad un certo momento il problema non si esamina; allora, oggi come oggi, questa mozione viene presa, ma già prima di discutere noi sapevamo già che si sarebbe arrivati alla conclusione: bisogna ancora studiarlo, perché? Perché effettivamente è così, e allora abbiate pazienza, ad un certo momento ritorniamo di nuovo con i piedi per terra e diciamo che cosa si deve fare e sia una cosa che vada avanti, perché è l'ora di finirla con questa storia, perché allora qui oggi l'hanno fatta loro, domani per farmi bello con la Bassa Valle facciamo anche noi una mozione e seguitiamo ad andare avanti a base di mozioni e non si combina un cavolo!

Questo è quanto io mi permettevo di dirvi.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora chiudiamo? Assessore.

Benzo (D.P.) - Si vede che quanto ho detto non è stato capito, la Giunta è favorevole all'approvazione di questa mozione in quanto, dopo aver sentito anche il parere dei tecnici, ecc., e la volontà del Consiglio, ritiene che quest'opera sia necessaria, una astanteria infermeria, astanteria... (voce del Consigliere Bordon) ...ma scusa Bordon, vuoi parlare? Parla, è soltanto che tu hai detto che... avanti parla, ti do la parola, perché non parli?

Bordon (D.C.) - Presidente, non sbuffo mica per questo! Arriviamo ad un certo punto siamo d'accordo, allora si deve portare avanti il problema dell'astanteria, io prego, a nome di tutti, penso, perché non è mica una cosa individuale, allora questo nostro Assessore alla Sanità ci dica: noi provvederemo ad uno studio per portare avanti una astanteria in un certo lasso di tempo, questo è un discorso serio, se poi tre mesi non saranno sufficienti o i due mesi, quelli previsti da lui, arriverà qui e dirà non ho trovato i terreni, dirà quello che può, perché non ha mica la bacchetta magica, ma questo è un discorso serio.

Quindi adesso si deve fare una astanteria e l'astanteria noi preghiamo l'assessore alla sanità, quindi tutta la Giunta, che ad un certo momento, in un certo lasso di tempo, ci porti una proposta concreta, questo secondo me porta avanti il problema, se no non andiamo avanti neanche adesso.

Montesano (P.S.D.I.) - Io devo dire, caro Bordon, l'Assessore ha detto di accogliere la mozione, mi sembra che sia - un attimo, per favore, lasciatemi almeno chiarire questa questione - l'Assessore ha risposto di accogliere la mozione, ha risposto Tonino che era soddisfatto, mi sembra che sia concluso così il dibattito su questa mozione.

Voglio soltanto controllare quante volte ha parlato l'Avv. Caveri, una volta, prego, perché altrimenti devo essere drastico adesso, poi Manganoni si meraviglia che le mozioni vengono rimandate, ne abbiamo fatte due, ce ne sono otto.

Caveri (U.V.) - Il mio intervento non è nemmeno un intervento, perché è soltanto una domanda. Io domando all'Assessore alla sanità, vorrei sapere, data la mia ignoranza in materia, vorrei sapere quale differenza passa tra astanteria, infermeria e ospedale, vorrei sapere questo, qualcuno mi spieghi che differenza passa tra ospedale, poliambulatorio, astanteria e infermeria, perché non ho le idee chiare. Prima di votare la mozione di Tonino voglio sapere che differenza passa tra queste cose, perché abbiamo tutti votato per un ospedale psico-medico-pedagogico, se non si faceva l'ospedale psico-medico-pedagogico crollava la volta dal cielo, attraverso 50.000 polemiche si sono comprati i terreni e i terreni sono sempre lì e l'ospedale psico-medico-pedagogico non esiste più, più nessuno ne parla, e quando abbiamo votato probabilmente nessuno di noi sapeva veramente cos'era un ospedale psico-medico-pedagogico; voi non avete votato? È perché lo sapevate che cos'era? Ma come siete intelligenti, però!

Benzo (D.P.) - Ma insomma, in linea di massima, perché mi pare di averlo già detto prima, anche se qui ci sono dei tecnici, dei medici che lo potrebbero con molta più precisione dire.

Però l'ospedale civile, un ospedale civile, cioè un luogo di cura dove si presuppone l'esistenza di quattro divisioni come minimo, una divisione chirurgica per le operazioni, una divisione medica, una divisione ostetrica e una divisione pediatrica, quindi lì c'è tutto un suo organico di medici, di équipes mediche che devono provvedere in questi settori, come minimo, questo per un ospedale civile, quindi presuppone anche l'esistenza di un ospedale di zona di un minimo di una trentina di medici, di personale medico oltre al personale para-medico.

Il poliambulatorio invece, effettua delle visite specialistiche, quindi non ha nulla a che vedere come luogo di cura, come luogo di cura invece la differenza fra astanteria e infermeria è abbastanza, cioè una infermeria è un luogo dove ad un certo momento il cittadino che ha appunto come diceva lei, vedevo che prima faceva il segno della ferita alla mano ecc., ha bisogno di cure immediate e quindi può essere collegato ad un pronto soccorso. L'astanteria è un qualcosa di più, perché è un luogo dove c'è anche la degenza. E abbisogna, può avere anche - è vero Prof. Balestri? - una équipe medica che, in effetti, cura, in luogo, questi malati. Quindi è già un piccolo ospedaletto. Ecco la differenza.

Non ha bisogno delle grandi divisioni, diciamo, di ostetricia, di pediatria, di medicina generale e di chirurgia, però presuppone l'esistenza di una équipe medica anche per il servizio di degenza. Quindi ha un certo numero di posti letto.

Ecco, questa è, in linea di massima, i signori medici possono confermare se è esatto quello che ho detto.

Montesano (P.S.D.I.) - Esatto, esatto.

Allora, il Consigliere Tonino ha proposta una piccola modifica, cioè al 4° rigo della parte di premessa, cancellare "l'infermeria" e lasciare soltanto "astanteria", come al primo punto della delibera "...definire l'esatta ubicazione dove potrà sorgere l'astanteria".

Ecco, modificata così la mozione, viene messa ai voti. Chi approva alzi la mano. Contrari? Astenuti. Il Consiglio approva.

Siamo alle ore 12,42. Il Consiglio non so se vuol continuare i lavori oppure... (voci: ma nooo...) ... (Personettaz: così poi non facciamo pomeriggio!) ...allora chiudiamo questa seduta e il Consiglio è convocato per le ore 16,30.

---

La seduta termina alle ore 16,43.