Oggetto del Consiglio n. 138 del 15 marzo 1979 - Verbale
OGGETTO N. 138/79 - Disegno di legge regionale concernente: "Approvazione del conto consuntivo della Regione per l'esercizio finanziario 1977".
L'anno millenovecentosettantanove, addì venticinque del mese di gennaio alle ore dodici, in Aosta, nel Palazzo sede dell'Amministrazione Regionale, si sono riuniti i sottoscritti Consiglieri regionali Dott. Dujany Cesare, Sig. Clusaz Roberto ed Ing. Fosson Augusto, per la stesura del verbale riguardante l'esame del conto consuntivo per l'esercizio finanziario 1° Gennaio 1977-31 dicembre 1977 della Regione Autonoma della Valle di Aosta, in esecuzione del mandato ricevuto dal Consiglio Regionale con deliberazione n. 396 del 4 ottobre 1978.
I Revisori
Vista la relazione dell'Assessore alle Finanze illustrante sia il rendiconto finanziario che quello patrimoniale dell'esercizio finanziario 1° gennaio 1977-31 dicembre 1977 della Regione Autonoma della Valle d'Aosta.
Esaminati, anche in varie sedute precedenti, gli atti e documenti presentati a corredo del conto consuntivo dell'esercizio finanziario 1° gennaio-31 dicembre 1977 redatto, per quanto si riferisce agli incassi e ai pagamenti, dalla Cassa di Risparmio di Torino, Tesoriere della Regione, e, per quanto si riferisce all'iscrizione dei residui passivi e attivi, dall'Assessorato alle Finanze della Regione in relazione agli impegni regolarmente assunti nel corso dell'esercizio;
Riscontrata la regolarità di tali atti e documenti;
Esaminato, in particolare, il conto del Tesoriere corredato dalle reversali di incasso e dai mandati di pagamento, con le relative documentazioni;
Considerato che per la compilazione del conto consuntivo per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1977-31 dicembre 1977 è stato seguito lo stesso criterio di classificazione delle entrate e delle spese, adottato per il bilancio di previsione dello stesso anno;
Constatato che gli ordinativi d'incasso riscossi corrispondono al totale delle riscossioni e che i pagamenti corrispondono all'ammontare dei mandati pagati, emessi in esecuzione dei relativi atti amministrativi e contabili;
Considerato che i mandati di pagamento sono regolarmente documentati anche per quanto si riferisce alle spese economali ed alle spese per pagamenti indiretti effettuati tramite l'economo regionale;
Visto l'elenco analitico dei residui attivi, con le indicazioni dei nominativi dei debitori, dell'oggetto e dell'ammontare dei loro debiti nonché dell'ammontare delle residue somme risultanti a credito della regione in base ai provvedimenti e agli atti dai quali risultano accertati i residui crediti;
Visto l'elenco analitico dei residui passivi, con l'indicazione dei nominativi dei creditori, dell'oggetto e dell'ammontare dei loro crediti, dei titoli di spesa per le quote rimaste insolute, nonché dei provvedimenti deliberativi e contabili con i quali furono assunti gli impegni;
Considerato che le entrate sono state accertate in misura adeguata alle previsioni ammesse e così pure le spese, che risultano impegnate entro i limiti degli stanziamenti complessivamente autorizzati;
Riscontrata l'esatta rispondenza delle variazioni patrimoniali manifestatesi nell'anno con le relative scritture contabili dell'esercizio stesso;
Propongono
Al Consiglio Regionale l'approvazione del conto consuntivo dell'esercizio finanziario 1° gennaio-31 dicembre 1977 nelle seguenti risultanze finali:
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SITUAZIONE PATRIMONIALE |
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ATTIVO |
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|
£. |
88.922.664.437 |
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|
PASSIVO |
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|
£. |
64.887.937.881 |
|
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-------------------- |
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|
ATTIVO NETTO PATRIMONIALE |
|
£. |
24.034.726.556 |
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SITUAZIONE DI CASSA E FINANZIARIA |
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- |
avanzo di cassa alla chiusura dell'esercizio 1976 |
|
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|
22.726.426.098 |
|
- |
riscossioni effettuate nell'esercizio |
in c/competenza |
78.225.517.224 |
|
|
|
|
|
in c/residui |
16.294.192.809 |
|
94.519.710.033 |
|
|
|
|
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-------------------- |
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|
|
totale |
£. |
117.246.136.131 |
|
- |
pagamenti effettuati nell'esercizio |
in c/competenza |
64.392.953.073 |
|
|
|
|
|
in c/residui |
27.799.889.095 |
|
92.192.842.168 |
|
|
|
|
|
|
-------------------- |
|
- |
avanzo di cassa alla chiusura dell'esercizio 1977 |
|
25.053.293.963 |
||
|
- |
ammontare dei residui attivi: |
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in conto competenza |
|
19.685.889.523 |
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in conto residui |
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21.341.781.028 |
|
41.027.670.551 |
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-------------------- |
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|
|
totale attivo |
|
66.080.964.514 |
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- |
ammontare dei residui passivi |
in c/competenza |
37.702.954.562 |
|
|
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|
in c/ residui |
23.551.874.668 |
|
61.254.829.230 |
|
|
|
|
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-------------------- |
|
- |
avanzo finanziario alla chiusura dell'esercizio 1977 |
|
4.826.135.284 |
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I REVISORI DEL CONTO
Dott. Dujany Cesare
Clusaz Roberto
Ing. Fosson Augusto
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Disegno di legge regionale n. 54
REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA
Legge regionale ___________________________ n. ______ : APPROVAZIONE DEL CONTO CONSUNTIVO DELLA REGIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1977.
Il Consiglio Regionale ha approvato;
Il Presidente della Giunta Regionale
PROMULGA
la seguente legge:
Articolo 1
APPROVAZIONE DEL CONTO CONSUNTIVO
SITUAZIONI: DI CASSA, FINANZIARIA E PATRIMONIALE
Il conto consuntivo della Regione Autonoma della Valle d'Aosta per l'esercizio finanziario 1977, revisionato dal Collegio dei Revisori dei Conti, è approvato nelle singole risultanze e nelle risultanze riassuntive finali del presente articolo e degli articoli successivi:
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SITUAZIONE DI CASSA |
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|
Fondo di cassa alla chiusura dell'esercizio 1976 |
£. |
22.726.426.098 |
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|
Riscossioni nell'esercizio 1977 |
£. |
94.519.710.033 |
||
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---------------------- |
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|
Totale delle riscossioni |
£. |
117.246.136.131 |
||
|
Pagamenti nell'esercizio 1977 |
£. |
92.192.842.168 |
||
|
|
|
---------------------- |
||
|
Fondo di cassa al 31 dicembre 1977 |
£. |
25.053.293.963 |
||
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============= |
||||
|
SITUAZIONE FINANZIARIA |
|
|
||
|
Fondo di cassa al 31 dicembre 1977 |
£. |
25.053.293.963 |
||
|
Residui attivi al 31 dicembre 1977 |
£. |
41.027.670.551 |
||
|
|
|
---------------------- |
||
|
Totale dell'attivo al 31 dicembre 1977 |
£. |
66.080.964.514 |
||
|
Residui passivi al 31 dicembre 1977 |
£. |
61.254.829.230 |
||
|
|
|
---------------------- |
||
|
Avanzo di amministrazione al 31 dicembre 1977 |
£. |
4.826.135.284 |
||
|
|
|
============= |
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|
SITUAZIONE PATRIMONIALE |
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|
Attivo netto di inventario al 31 dicembre 1976 |
£. |
22.333.925.545 |
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|
Variazioni attive nell'esercizio 1977 |
|
|
||
|
in aumento dell'attivo |
£. |
30.500.432.463 |
|
|
|
in diminuzione del passivo |
£. |
29.720.376.554 |
£. |
60.220.809.017 |
|
|
|
---------------------- |
||
|
Totale dell'attivo |
£. |
82.554.734.562 |
||
|
Variazioni passive dell'esercizio 1977 |
|
|
||
|
in diminuzione dell'attivo |
£. |
20.817.053.444 |
|
|
|
in aumento del passivo |
£. |
37.702.954.562 |
£. |
58.520.008.006 |
|
|
|
---------------------- |
||
|
Attivo netto di inventario al 31 dicembre 1977 |
£. |
24.034.726.556 |
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|
|
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============= |
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Articolo 2
GESTIONE DI COMPETENZA: ENTRATE
Le entrate tributarie, extra tributarie, per alienazione e ammortamento di beni patrimoniali, per rimborso di crediti e per accensione di prestiti della Regione, accertate nell'esercizio finanziario 1977 per la competenza propria dell'esercizio stesso, sono riassunte ed accertate in:
|
|
£. |
97.911.406.747 |
|
delle quali: |
|
|
|
riscosse |
£. |
78.225.517.224 |
|
|
|
---------------------- |
|
rimaste da riscuotere |
£. |
19.685.889.323 |
|
|
|
============= |
Articolo 3
GESTIONE DI COMPETENZA: SPESE
Le spese correnti, in conto capitale e per rimborso di prestiti della Regione, accertate nell'esercizio finanziario 1977 per la competenza propria dell'esercizio stesso, sono riassunte ed accertate in:
|
|
£. |
102.095.907.635 |
|
delle quali: |
|
|
|
pagate |
£. |
64.392.953.073 |
|
|
|
---------------------- |
|
rimaste da pagare |
£. |
37.702.954.562 |
|
|
|
============= |
Articolo 4
GESTIONE DI COMPETENZA: RIASSUNTO ENTRATE E SPESE
È approvato il seguente riassunto generale delle entrate e delle spese di competenza dell'esercizio finanziario 1977:
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ENTRATE |
£. |
97.911.406.747 |
|
SPESE |
£. |
102.095.907.635 |
|
|
|
---------------------- |
|
Disavanzo della gestione di competenza dell'esercizio 1977 |
£. |
4.184.500.888 |
|
|
|
============= |
Articolo 5
RESIDUI ATTIVI ALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO FINANZIARIO
I residui attivi accertati alla chiusura dell'esercizio finanziario 1977 sono riassunti ed approvati in complessive £. 38.299.756.772 come segue:
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Residui attivi iscritti in conto esercizi precedenti in carico all'inizio dell'esercizio |
£. |
38.299.756.772 |
|
Minori accertamenti in conto residui attivi degli esercizi precedenti |
£. |
663.782.935 |
|
|
|
---------------------- |
|
differenza |
£. |
37.635.973.837 |
|
Residui attivi riscossi |
£. |
16.294.192.809 |
|
|
|
---------------------- |
|
Residui attivi degli esercizi precedenti rimasti da riscuotere al 31.12.1977 |
£. |
21.341.781.028 |
|
Residui attivi accertati in conto esercizio 1977 (art. 2) |
£. |
19.685.889.523 |
|
|
|
---------------------- |
|
Totale residui attivi al 31.12.1977 |
£. |
41.027.670.551 |
|
|
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============= |
Articolo 6
RESIDUI PASSIVI ALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO FINANZIARIO
I residui passivi accertati alla chiusura dell'esercizio finanziario 1977 sono riassunti ed approvati in complessive £. 61.254.829.230 come segue:
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Residui passivi iscritti in conto esercizi precedenti in carico all'inizio dell'esercizio |
£. |
53.007.315.407 |
|
Residui passivi pagati |
£. |
27.799.889.095 |
|
|
|
---------------------- |
|
Differenza |
£. |
25.207.426.312 |
|
Residui passivi degli esercizi precedenti riconosciuti insussistenti |
£. |
1.655.551.644 |
|
|
|
---------------------- |
|
Residui passivi degli esercizi precedenti rimasti da pagare al 31.12.1977 |
£. |
23.551.874.668 |
|
Residui passivi accertati in conto esercizio 1977 (art. 3) |
£. |
37.702.954.562 |
|
|
|
---------------------- |
|
Totale residui passivi al 31.12.1977 |
£. |
61.254.829.230 |
|
|
|
============= |
Articolo 7
SITUAZIONE FINANZIARIA
È accertato ed approvato nell'ammontare di £. 4.826.135.284 l'avanzo di amministrazione alla chiusura dell'esercizio finanziario 1977, risultante come segue:
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Variazioni migliorative |
|
|
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|
Miglioramento della gestione dei residui passivi (art. 6) |
£. |
1.655.551.644 |
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|
Avanzo di esercizi precedenti |
£. |
8.018.867.463 |
|
|
|
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|
------------------ |
£. |
9.674.419.107 |
|
Variazioni peggiorative |
|
|
||
|
Peggioramento della gestione di competenza (art. 4) |
£. |
4.184.500.888 |
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|
|
Peggioramento della gestione dei residui attivi (art. 5) |
£. |
663.782.935 |
|
|
|
|
|
------------------ |
£. |
4.848.283.823 |
|
|
|
---------------------- |
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|
Avanzo di amministrazione alla chiusura dell'esercizio 1977 |
£. |
4.826.135.284 |
||
|
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Articolo 8
SITUAZIONE PATRIMONIALE
La consistenza patrimoniale alla data del 31 dicembre 1977 (art. 1) è approvata nelle seguenti risultanze riassuntive finali:
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ATTIVO |
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|
Beni immobili |
£. |
10.616.244.615 |
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Beni mobili |
£. |
3.830.512.774 |
|
|
|
Crediti diversi |
£. |
74.475.907.048 |
|
|
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|
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------------------- |
£. |
88.922.664.437 |
|
PASSIVO |
|
|
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|
Mutui passivi |
£. |
3.633.108.651 |
|
|
|
Debiti diversi |
£. |
61.254.829.230 |
|
|
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|
|
------------------- |
£. |
64.887.937.881 |
|
|
|
---------------------- |
||
|
Attivo netto di inventario al 31 dicembre 1977 |
£. |
24.034.726.556 |
||
|
|
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============= |
||
Articolo 9
Ai sensi dell'art. 5 della legge regionale 28 febbraio 1977, n. 15, sono convalidati i prelievi di complessive lire trecentoottomilioniseicentosessantacinquemila dal capitolo 2160 "Fondo di riserva per le spese impreviste, per far fronte a nuove e maggiori spese" come dai provvedimenti della Giunta Regionale n. 6663 e n. 6669 del 31 dicembre 1977.
La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.
Allegato
(omissis)
Dolchi (P.C.I.) - La parola all'Assessore alle Finanze, Filliétroz.
Filliétroz (U.V.P.) - ...presentano tutti i dati inerenti al conto consuntivo 1977, la relazione dell'Assessorato da cui si deduce che il bilancio di previsione del 1977 pareggiava nella somma di 94.890.000.000 e che con provvedimenti di variazione intervenuti nel corso della gestione ha pareggiato come determinazione previsioni finali: 111.342.067.915.
La relazione dei revisori dei conti, che è allegata, propone al Consiglio regionale l'approvazione del conto consuntivo dell'esercizio finanziario 1° gennaio-30 dicembre 1977, i seguenti risultati finali che praticamente sono quelli che vi ho letto, cioè: situazione patrimoniale all'attivo netto patrimoniale 24 miliardi e "rotti", e situazione di cassa e finanziaria con un avanzo finanziario alla chiusura dell'esercizio 1977 di 4.826.135.284.
Dolchi (P.C.I.) - È aperta la discussione generale. Come ha già accennato l'Assessore Filliétroz nella sua relazione, la Commissione Affari Generali e Finanze, in data 5 marzo, all'unanimità, ha espresso parere favorevole all'approvazione del conto consuntivo. Nessuno chiede la parola in sede di discussione generale?
La parola al Consigliere Dujany.
Dujany (D.P.) - Ma mi pare...vorrei chiedere scusa al Consiglio se qualcuno dei Consiglieri prende la parola in occasione dell'approvazione dei bilanci consuntivi, che mi pare non sia d'uso, e invece vorrei rompere così questa prassi, pur avendo fatto parte dei tre membri dei revisori dei conti, e pur avendo firmato la relazione dei revisori dei conti con gli altri due colleghi...ma ritengo che la funzione dei revisori prevista dalla legge sia una funzione talmente svuotata nella realtà attuale...ritengo invece più opportuno che il Consiglio si abitui a leggere meglio i bilanci consuntivi rispetto ai preventivi.
Noi siamo abituati a fare lunghissime discussioni il più delle volte vuote, in sede di previsione di bilancio, e mi pare che consideriamo il bilancio consuntivo come un atto amministrativo dovuto senza farne un minimo di analisi. Ed è per questo che ho voluto così fare...voglio fare alcune riflessioni non affrontando il bilancio consuntivo nel suo insieme, ma affrontando solo alcuni aspetti perché dovrebbero essere elementi di riflessione circa il funzionamento della Regione in alcuni settori. E affronterò tre aspetti molto semplici, cioè: qual è sul consuntivo del 1977 il rapporto fra spese di gestione e fra spese di investimenti; il secondo, la vertiginosa crescita del costo del personale; il terzo, un problema riguardante alcuni strumenti di credito che sono stati messi in atto in questi ultimi anni, fin dal 1973, che dopo un cinque, sei anni di vita, possono già esprimere in che modo sono stati gestiti, se hanno risposto alle finalità per cui sono stati istituiti o quali sono state naturalmente le conseguenze, secondo naturalmente il mio punto di vista.
Allora, brevemente, vorrei dire che il 1977 è un bilancio che si chiude con 102 miliardi circa di entrate: di questi 102 miliardi, 63 miliardi sono stati utilizzati per pagamenti di spese correnti e 38 miliardi circa, arrotondo, sono per spese in conto capitali e quindi d'investimento. Quindi circa un 64 percento del bilancio è andato a coprire le spese correnti e circa un 36 percento è andato a coprire le spese di investimento: questo credo che è un primo dato sostanziale.
Secondo elemento, il costo del personale: il costo del personale con un aumento di unità e, a causa probabilmente dell'inflazione e dell'aumento del costo della vita, ammonta a circa 8 miliardi, questo è il personale stretto regionale, senza tener conto di cantieri vari, eccetera, eccetera, e in più il costo del personale insegnante si avvicina ai 20 miliardi. L'aumento del costo del personale rispetto all'anno precedente è di circa un miliardo e mezzo, l'aumento del personale della scuola è di circa quattro miliardi e mezzo. Costo globale di stipendi così "dans les..." direi pagati dalla Regione, sono circa 28 miliardi, ma quello che è preoccupante è questo, direi questa crescita che mi pare abbastanza significativa di più di un miliardo e mezzo, il che vuol dire circa il 25 percento di aumento di costo rispetto all'anno precedente per il personale regionale e circa il 20 percento di costo per il personale della scuola nella sua globalità, fra corpo insegnante di tutte le specie ed il personale addetto alla scuola.
Fatte queste due brevissime osservazioni vorrei passare al terzo punto, che è il punto interessante: il problema dei fondi di rotazione e delle varie attività creditizie. Gli strumenti creditizi che hanno operato in questi ultimi anni in riferimento alla situazione industriale, agricola e turistica valdostana, sono la legge per i fondi di rotazione istituita nel 1973 ed altre leggi regionali che danno garanzie fideiussorie e contributi in conto interesse, acquisto di aree attrezzate date in affitto di favore, la formazione professionale finanziata dalla Comunità Europea, dal Ministero del Lavoro e dalla Regione. Questi sono, grosso modo, i vari strumenti che operano nella Regione.
Vediamo brevemente che cosa sono i fondi rotazione. Il fondo di rotazione nasce nel 1973 e voleva essere uno strumento per indirizzare l'attività privata nei vari settori produttivi, industria, turismo ed agricoltura, ed aveva lo scopo di mantenere la popolazione convenientemente distribuita sul territorio regionale, di ridurre le sperequazioni socio-economiche tra diverse zone interne della Regione, di far coesistere ed integrare le principali attività economiche sul territorio regionale attraverso l'utilizzo attuale e diversificato delle varie risorse regionali, quindi il problema del turismo con l'agricoltura, con l'industria. I criteri di attuazione erano i seguenti: subordinazione delle provvidenze a preventiva rispondenza delle caratteristiche produttive dimensionali di localizzazione e fiscali delle imprese con indirizzi programmatici della Regione, con precedenza per le imprese che in rapporto al capitale investito favoriscono una maggior occupazione, soprattutto femminile o un più alto valore aggiunto. Queste erano, direi, un po' le finalità, direi i sogni che si proponevano in Consiglio regionale quando questo ha approvato la legge dei fondi di rotazione.
Detto questo, credo che opportuno, a distanza di sei anni circa, fare un controllo politico, e direi che il bilancio consuntivo deve essere un momento non per fare un controllo burocratico, ma per fare un controllo politico sull'andamento di certe cose della Regione, per verificare se questo strumento del fondo di rotazione sia ancora valido, se ha saputo rispondere alle finalità che si era prefisso, e anche per valutare come è stato gestito dall'Amministrazione regionale. Quindi come funziona tale strumento, la costituzione del fondo di rotazione da parte della Regione, consiste nel destinare una somma di denaro del bilancio regionale per erogare mutui a tasso agevolato, a favore del turismo, alberghi e ricupero delle vecchie case d'interesse storico-ambientale, agricoltura ed industria. Apposite convenzioni con Istituti di Credito disciplinano i rapporti fra Regione e Banche, richiedendo in particolare che le stesse si assumano il rischio del buon andamento del mutuo con le relative garanzie. In sostanza la Regione teoricamente dovrebbe sempre introitare il denaro imprestato evitando dei "carrozzoni" pericolosi. Istituisce inoltre una commissione che tende a valorizzare ed a responsabilizzare i dirigenti di vari Assessorati, la quale ha il compito di fornire il parere qualificato tecnico e collegiale alla Giunta circa la compatibilità fra le richieste avanzate e le finalità delle leggi dei fondi di rotazione.
Che cosa è successo...che cosa è successo innanzitutto sul piano legislativo, che cosa è successo sul piano dei finanziamenti, che cosa è successo sul piano legislativo decisionale, sia attraverso deliberazioni, sia attraverso provvedimenti legislativi, sia attraverso regolamenti? Il Consiglio regionale ha approvato otto o nove provvedimenti successivi al fondo di rotazione, provvedimenti che alcuni rafforzano, direi, queste finalità, altri provvedimenti invece snaturano le finalità della legge, ecco, e di qui naturalmente nasce una prima considerazione, una serie di iniziative che tendono, direi, a modificare questo strumento senza avere obiettivi e senza naturalmente che sia controllato, direi da un Governo che si preoccupa di raggiungere certi obiettivi.
Ecco, cito ad esempio due leggi che sono state approvate dal Consiglio, d'altra parte dalla maggioranza, e le due leggi, per esempio che snaturano, introducono un criterio o forse anche all'unanimità, io non lo ricordo...ma comunque questo è un problema secondario, oggi non facciamo il processo a nessuno, facciamo un'analisi di uno strumento e verifichiamo naturalmente che cosa è avvenuto. Quindi due leggi introducono un criterio molto pericoloso, cioè la possibilità di concedere garanzie fideiussorie agli Istituti di Credito per debiti contratti dalle aziende che hanno richiesto mutuo agevolato. Questa linea, che riteniamo estremamente pericolosa, ha permesso alla maggioranza del Consiglio l'ipoteca, ad esempio su uno stabilimento acquistato di recente e la fideiussione a favore di un altro stabilimento, per cui c'è stato ad un certo momento a favore dell'industria direi una sovrapposizione di provvedimenti di favore, ed è quello che mi fa definire naturalmente la strada della "Regione assistenziale", che ha provocato la reazione dell'amico Borbey, il quale probabilmente non era sufficientemente informato in questa materia. Questa strada ritengo che sia pericolosa, poiché scardina il criterio delle garanzie e ci pone di fronte ad aziende il cui capitale di rischio diventa veramente ridicolo e la strada della "Regione assistenziale" è spalancata! Credo che questo sia anche contro la volontà di tutti i Consiglieri, e ricordo nel passato quando l'Union Valdôtaine, in varie occasioni, in questo Consiglio, reclamava il criterio delle garanzie, il criterio della responsabilizzazione ed il giusto rifiuto della "Regione assistenziale".
Altre considerazioni mi fanno pensare che vi sia ormai a livello politico la volontà di dare un colpo definitivo a questa legge, in quanto da alcuni anni i finanziamenti del fondo di rotazione avvengono solo attraverso partite di giro e non attraverso dei finanziamenti del fondo, creando le condizioni che i rientri dei mutui finanziari attraverso le partite di giro non ritornino al fondo, bensì nel bilancio regionale.
E qual è la situazione dei numeri? Nel 1977 il fondo di rotazione è alimentato con sei miliardi e quattrocento milioni attraverso un fondo di rotazione e con otto miliardi e trecento milioni finanziati da partite di giro. Più che partite di giro, direi, dai fondi del bilancio, chiamiamolo "partite di giro" perché sono soldi che sono stati imprestati dai residui di cassa e naturalmente sono stati anticipati per questa operazione ed all'atto della restituzione debbono tornare al bilancio, non vanno nel fondo di rotazione. L'altra considerazione è che nel bilancio preventivo del 1979 - e qui chiedo scusa se vado oltre -, nell'allegato F), sono stati stanziati quattrocento milioni per modificare la legge sui fondi di rotazione.
E vediamo un po' come sono stati distribuiti i fondi di rotazione. La finalità era un intervento equilibrato, oltre a quello che ho enunciato all'inizio sul piano delle quantità, un intervento equilibrato fra turismo, agricoltura ed industria: grosso modo il 30 percento della somma doveva essere indirizzata all'agricoltura, il 30 percento all'industria ed il 30 percento a favore del turismo, grosso modo il tipo di proporzione era questo. Vediamo che cosa è successo. Le somme stanziate in bilancio negli anni 1973, 1974, 1975, 1976 ed assegnate ai vari capi hanno destinato un miliardo e seicento milioni a favore dei villaggi turistici, un miliardo e 29 milioni a favore degli alberghi, un miliardo e novecento e venti milioni a favore dell'industria, 960 milioni a favore dell'agricoltura. Quindi il totale di questi stanziamenti globali fino al 1977 ammonta a sei miliardi e 400 milioni che è il globale dei fondi di rotazione. Poi però sono state autorizzate nel corso di questi ultimi anni sulle partite di giro, quindi senza il finanziamento del fondo di rotazione, altre somme di 355 milioni per i villaggi turistici, i due miliardi e mezzo a favore degli alberghi, i cinque miliardi a favore dell'industria ed i 500 milioni a favore dell'agricoltura, per un totale di otto miliardi e 400 milioni circa, che sono le somme che ho richiamato poco fa. Per cui il giro globale dei fondi di rotazione ammonta, oggi...chiamiamolo falsamente "fondo di rotazione" il giro globale, direi di fonti di credito che vanno a finanziare questi vari tipi di attività...ammonta, ad oggi, a 8 e 6 quattordici...a circa 14 miliardi e mezzo. Qual è, ci sono state, sono state deliberate, queste sono le somme stanziate, sono state promesse di mutuo deliberate dalla Giunta per 8 miliardi e 300 milioni, e otto miliardi e trecento milioni che incidono sulle partite di giro, il totale quindi è nell'ordine di 14 miliardi e mezzo circa. Una parte, per 1'80 percento, queste somme sono già state versate, anzi il 70 percento - per una somma di dieci miliardi - sono versate, e le altre sono ancora in corso di versamento.
Ecco, quello che mi pare significativo è questo aspetto che la grande vincitrice è l'industria, la grande perdente è l'agricoltura, chi sta in mezzo è il turismo, cioè in totale l'agricoltura ha avuto globalmente un miliardo 460 milioni. L'industria ha avuto circa sette miliardi, gli alberghi circa quattro miliardi, i villaggi circa due miliardi, quindi, mentre alberghi e turismo si sono contenuti in questo circa 30 percento che era l'andamento indicativo, l'agricoltura è stata la penalizzata, ci sono delle motivazioni anche diverse, non sono tutte da ricercarsi qui, cioè le motivazioni sono dovute anche al fatto direi di certi provvedimenti che hanno snaturato questo tipo di legge che doveva raggiungere certe finalità. Però i risultati venuti fuori sono che la vera vincitrice è stata l'industria. Ecco, di qui la definizione dello "Stato assistenziale".
Quindi direi, come conclusione, che è indubbio che, in una regione in cui manca un piano di sviluppo, proporre strumenti finanziari diventa estremamente problematico, e quando si va alla ricerca di denari per far fronte naturalmente alle situazioni di bilancio che sono sempre carenti come in ogni famiglia e come in ogni ente pubblico, il denaro rischia di essere negativo quando gli interventi non sono finalizzati. E se si vuole quindi invertire una tendenza che si concretizza con provvedimenti assistenziali e di tampone, è necessario rivedere e riproporre all'Amministrazione regionale...credo che la legge del fondo di rotazione sia ancora uno strumento insostituibile, però va rivisto e va perfezionato alla luce dell'esperienza di questi anni.
Per guanto riguarda invece l'intervento a favore - direi creditizio -, vorrei ancora citare un'altra fonte d'intervento che si è venuta realizzando in questi anni e che abbiamo sul fondo di rotazione che riscontriamo nel bilancio, e sono le garanzie fideiussorie ed i contributi in conto interessi. È da alcuni anni che l'Amministrazione regionale ha varato una serie di leggi riguardanti il credito e, guarda caso, senza ricordarsi che già esisteva la legge del fondo di rotazione attorno al quale avrebbero dovuto essere apportate una serie di modifiche e di adattamenti di altre leggi; invece, qui, si è partiti naturalmente per una strada autonoma, senza tener conto della strada già esistente. E, guarda caso, non c'era il fondo di rotazione a cui si sarebbe dovuto fare affluire ogni finanziamento riservato ai settori di intervento previsti dalla legge stessa, industria, alberghi e agricoltori...a dir la verità, la legge del fondo di rotazione all'origine escludeva artigiani e commercianti, però naturalmente avrebbe dovuto col tempo trovare un'assimilazione anche a favore di queste categorie, si sono fatti provvedimenti collaterali a parte e queste leggi...prevedono che cosa? alcune provvidenze, la Regione aderisce alle Confidi istituite dalle varie organizzazioni e presta per le stesse alle Banche garanzie fideiussorie, e inoltre interviene con il contributo per abbattere tasse d'interesse normalmente del 2 percento per i mutui o prestiti rilasciati alle aziende. Questi provvedimenti sono discutibili, in quanto riteniamo che il denaro pubblico vada utilizzato per orientarsi a finalità precise, sia rispetto ai singoli settori, sia rispetto al coordinamento dei vari interventi fra loro. Inoltre, i detti provvedimenti possono produrre dei gravi inconvenienti in una ripresa economica basata su scelte e criteri liberistici esasperati e con una visione parziale e corporativa dello sviluppo. Per esempio, credo che sia abbastanza facile dimostrare che, rispetto al settore commerciale, detti provvedimenti non potranno mai influire per un contenimento dei prezzi, in quanto questi finanziamenti pubblici non sono neppure in grado di favorire una politica associazionistica per tentare di ricostruire una serie di servizi in comune per approvvigionamenti, per tentare di non ulteriormente divaricare il rapporto fra il numero dei negozi e degli abitanti, la famosa questione di cui tanto si parla. Un altro fatto negativo è che l'ente pubblico con questi provvedimenti ha inteso contrattare direttamente con le associazioni interessate questi meccanismi di credito costruendo, da una parte, le immagini di una Regione elemosiniera ed assistenziale e, dall'altra, una Regione clientelare...basta ricordare alcune interviste rilasciate da responsabili della vita amministrativa regionale.
Accanto a tutti questi provvedimenti, a favore naturalmente di questi organi direi economici, ce n'è un terzo che risale già al 1970, ma dico: facciamo la panoramica globale per vedere qual è il costo del denaro e qual è il risultato! A partire dal 1970 l'Amministrazione regionale, in un quadro di profonda crisi di occupazione della Bassa Valle, aveva individuato l'acquisizione di aree ed infrastrutture industriali per poi cederle in affitto ad un prezzo di favore, il famoso "leasing"; il bilancio odierno è che l'Amministrazione regionale oggi è proprietaria di varie aziende: l'ex Sirca Davit, la SIV, la Brambilla Filatura, la Montecatini, la Ex Pollein Confezioni, la Maxel, la Centrale del latte, per le quali ha speso circa 6 miliardi per l'acquisto e la costruzione ed ha superato oramai il miliardo per la sistemazione e la ristrutturazione di tutto questo patrimonio. Alcuni di questi immobili acquistati sono ancora inutilizzati, come la Montecatini; mi pare invece che sia in corso di destinazione la Brambilla...per i quali, almeno la Montecatini, mi pare che non esistano ancora dei progetti precisi. Gli ultimi insediamenti, Fortuna West e l'INTEVA, in particolare, hanno posto una serie di interrogativi che mettono in discussione le scelte fatte tempo fa, in quanto una delle garanzie ritenute più importanti è il capitale di rischio investito, investito da parte delle aziende che per la maggior parte dei casi viene ad assottigliarsi in modo talmente drastico ponendo in condizioni le stesse di non essere neppure in grado di offrire le garanzie per un mutuo agevolato...dov'è la responsabilizzazione degli imprenditori in questa piccola Regione? Questo elemento, se aggiunto ad elevati costi di ristrutturazione e di manutenzione e la scarsa convertibilità di un settore ad altri eventuali, impone ormai una verifica definitiva del comportamento della Regione su questi investimenti e sui crediti agevolati.
Io non ho potuto fare l'analisi che avrebbe dovuto essere completata, cioè, di fronte a questi costi d'intervento da parte dell'Amministrazione regionale, quale è stata la contropartita occupazionale in quantità da questi ultimi dieci anni riferita ai dieci anni precedenti, però sarebbe interessante naturalmente poter confrontare tutti questi costi di una serie di miliardi, cosa hanno reso sul piano occupazionale naturalmente nella nostra Regione.
Ecco, mi pare che per concludere questa occasione dell'approvazione del bilancio 1977, al di là dei numeri, presenta delle caratteristiche che sono costanti e che sono, mi pare, una costanza di questi ultimi anni dell'Amministrazione. Crescita rapida delle spese correnti rispetto alle spese di investimento, crescita dei costi del personale delle amministrazioni pubbliche dovuto a dei motivi comprensibili e dovuto anche forse all'eccessivo aumento di personale. Una situazione di interventi creditizi assai confusa che si sovrappone, che si sono sovrapposti gli uni agli altri, per cui la Regione rischia di spalancare ogni giorno di più la strada alla politica assistenziale, e quindi rifiuta una politica di responsabilizzazione nei rapporti soprattutto dell'occupazione e dell'imprenditoria.
Dolchi (P.C.I.) - Altri colleghi che intendono prendere la parola in sede di discussione generale sull'approvazione del bilancio consuntivo del 1977? Nessun altro Consigliere intende prendere la parola? Allora consideriamo chiusa la discussione generale.
Diamo la parola all'Assessore alle Finanze, Filliétroz, per adesso...
Filliétroz (U.V.P.) - ...il rapporto tra spese correnti, spese di investimento e spese in conto capitale, ed il rapporto dell'aumento della spesa per il personale, bisogna dire che da anni quelli sono più o meno costanti per la Regione Valle d'Aosta: vorrei dire che è il 70 percento, qualche punto in più, qualche punto in meno, ed è il 40 percento, qualche punto in più, qualche punto in meno, per le spese in conto capitale, almeno così risulta dai bilanci degli ultimi 15 anni della Regione. Quindi praticamente la situazione finanziaria della Regione è questa, ed è una situazione che è stata costante; sarebbe magari bene che il Consiglio ad un certo momento...ma esaminare e cambiare, bisogna fare delle scelte, cioè si potrebbe portare nelle zone più depresse delle somme maggiori di investimento, però bisogna toglierle dalle altre, dagli altri settori, quindi...si farebbe un'opera di sviluppo portando nelle zone di investimento...però naturalmente dobbiamo vedere le conseguenze che possono essere anche molto dolorose del prelievo dagli altri settori, è una questione di scelta, sennò occorre dire che è una situazione generale. Io ho visto anche i bilanci di altre Regioni, è una situazione generale e c'è questo rapporto tra spese in conto di investimento e spese correnti, anzi direi ci sono le Regioni che hanno il rapporto delle spese correnti molto più alto in confronto alle spese di investimento del bilancio della Regione Valle d'Aosta.
Per quanto concerne il personale bisogna pensare che prossimamente probabilmente il Consiglio dovrà deliberare circa altri 3 miliardi di aumento, quindi quelle sono anche leggi statali, e non potremo fare altro, ecco.
Per quanto concerne poi i sintemi di intervento, vorrei dire due cose, ma brevemente, in quanto qui non è...prossimamente il Consiglio dovrà discutere su questi sistemi di intervento sui fondi di rotazione, su altri sistemi, perché dovremo pur decidere in che modo raggruppare, scegliere questi interventi, e sarà prossimamente; penso che in Giunta passerà venerdì prossimo e quindi sarà investito il Consiglio, quindi io non mi dilungo in questa discussione sulla scelta dei sistemi.
Vorrei però dire che c'è, oltre a quanto ha detto il Consigliere Dujany, c'è anche la legge del 1965 sull'edilizia popolare che aveva, dava un certo investimento di 2 miliardi, questo ultimo anno di 3 miliardi e mezzo; inoltre, gli investimenti in agricoltura non è che siano diminuiti, sono diminuiti come interventi ai sensi...con il sistema dei fondi di rotazione, ma in generale sono aumentati con altri sistemi di interventi.
Per i fondi di rotazione vorrei dire questo, che credo che sarà poi quello che sarà: il Consiglio sarà chiamato a discutere...cioè forse, se nel 1973 questa legge aveva una validità come indirizzo, come finalità, adesso viene a cadere per situazioni...per situazioni finanziarie nazionali e regionali, viene a cadere un po' questa validità, in quanto con l'aumento enorme, con la svalutazione enorme, con l'aumento enorme dell'inflazione che ci porta a recuperare dei denari della Regione investiti e dopo 10 anni a recuperarli con un valore almeno dimezzato, allora non è più economico, non è più anche finanziariamente valido questo sistema; ma, come dico, faremo prossimamente la discussione per le scelte. Ecco, volevo dire questo.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta, Andrione.
Andrione (U.V.) - Vorrei fare solo alcune brevissime chiose all'intervento di Dujany, che mi è sembrato unilaterale, cioè visto sotto un'ottica specifica in cui si giudica tutta la realtà, soltanto dal punto di vista della legge sui fondi di rotazione, non si tiene conto di una fenomenologia che è molto più vasta. Allora le chiose...perché direi che, come scelte ideali, molte delle cose dette da Dujany ci trovano consenzienti...però una prima osservazione: gli aumenti che Dujany ha letto nei costi e nelle spese della Regione, così come gli aumenti delle entrate, sono aumenti soltanto in termini di numeraria, perché in termini di valore di acquisto, ivi compreso il pagamento degli stipendi, vi è una diminuzione reale, non so se ho reso l'idea; mentre gli stipendi della Regione fra il 1970 ed il 1974 erano più o meno...con man mano che il tempo passa, come potere di acquisto diminuiscono, e lo stesso fenomeno si verifica per tutti gli altri settori per cui noi, dovendo fare dei lavori, sembriamo stanziare delle somme importanti, in realtà con quei soldi compriamo meno bene i servizi di quanto non potessimo comperarli, con minori somme...alcuni anni fa.
A questa constatazione bisogna aggiungerne un'altra, e cioè che quell'ottima legge dei fondi di rotazione, che è del 1973, aveva un difetto che continua a pesare oggi, e cioè che il finanziamento era insufficiente rispetto alle necessità, ma soprattutto rispetto alla creazione della rotazione, perché la previsione dei mutui è sempre molto lunga ed i rientri non erano sufficienti per alimentare un fondo che avrebbe dovuto essere praticamente autogestito e, di conseguenza, rispondere pienamente e da solo alle sue finalità, evitando - giustamente come è stato ricordato - la creazione di "carrozzoni" inutili, e sovente costosi. Ma vi è di più: con l'estendersi, e direi anzi con l'installarsi nel nostro Paese di una crisi cronica, i rapporti tra le differenti branche sono notevolmente cambiati dal 1973, e se in termini ancora una volta di numeraria Dujany ha ragione di dire che l'industria è la grande vincitrice dei fondi di rotazione, questo avviene perché in realtà l'industria è la più grande perdente di questo momento di crisi; mentre il turismo continua più o meno a tirare, mentre per l'agricoltura vi sono altre provvidenze, l'industria è ridotta nello stato in cui è adesso e viviamo ai limiti quotidiani di un collasso e di una crisi globale per l'industria in Valle d'Aosta. Avendo il Consiglio regionale...non entro negli argomenti specifici dei mezzi...ma avendo il Consiglio regionale - e qui credo all'unanimità - scelto come obiettivo il mantenimento dei livelli occupazionali, evidentemente il fondo di rotazione si è piegato a questa esigenza di fronte ad una crisi in cui i livelli occupazionali, se non ci fosse stato questo tipo di intervento, sarebbero precipitati a dei livelli estremamente bassi.
Mi permetta il Consigliere Dujany un esempio che è un esempio futuro: ieri abbiamo parlato a lungo di Cogne, del Comune di Cogne, e ci siamo impegnati, evidentemente nel limite del possibile e del ritrovamento di qualcuno che sia disposto a farlo, a cercare per Cogne una soluzione alternativa alla chiusura della miniera. Ebbene non esistono, purtroppo, "insulae fel?cis" nelle quali certi fenomeni nazionali non siano sentiti, e tutte le volte che noi parliamo - questo vale per chiunque con dei gruppi industriali - siamo messi in concorrenza con quella che è la politica industriale nazionale e con una precisa legislativa previsione di favore per il Mezzogiorno; fino a qualche tempo fa ci scontravamo soltanto con il Mezzogiorno - Dujany lo sa benissimo -, ma oggi ci scontriamo con il Piemonte e con la Lombardia, perché tutte le Regioni prevedono delle provvidenze specifiche per evitare o la chiusura o l'allontanamento di certe industrie. Ne consegue che, in un clima di questo genere nel quale noi non possiamo fare astrazione da quella che è una politica industriale nazionale, siamo obbligati ad arrivare a delle soluzioni nelle quali il capitale di rischio, che era già rarefatto nel 1973-1974, è praticamente scomparso, salvo alcuni investimenti di natura turistica dove effettivamente si trovano ancora, miracolosamente, dei capitali disposti ad essere investiti, ma per quanto riguarda l'industria, l'assistenzialità, criticabile, di cui ha parlato Dujany, della Regione Autonoma Valle d'Aosta, è ben piccola cosa rispetto all'assistenzialità nazionale.
Io non vorrei ricordare qui alcune cifre che sono note a tutti, ma quando la Finsider accumula 15.000 miliardi di debiti che vengono pagati come interessi e forse, di qui a poco, anche come capitale di contribuenti italiani, quando l'ENEL supera i 5.000 miliardi di indebitamento a breve, quando la Montedison-Montefibre è nello stato comatoso in cui si trova - e, anche qui, è capitale pubblico - qual è l'industriale, in questo momento, in Italia, che accetta di investire qualche lira in Valle d'Aosta alle condizioni che non siano concorrenziali con le condizioni che trova nel mercato nazionale? Non esistono questi tipi di benefattori, purtroppo, e quindi siamo costretti ad intervenire in questa maniera per salvare il salvabile in una situazione che sennò si sarebbe degradata in maniera vergognosa!
Dujany ha giustamente citato altri tipi di provvidenze che in realtà non sono dei leasing, ma sono dei contratti di affitto e verranno anche, i leasing, almeno ce ne sono alcuni in discussione...e vorrei sottolineare, per esempio, che la SIV è ancora in passivo, non per colpa della SIV che è un'ottima fabbrica e che funziona bene ed è diretta bene, ma per il semplice fatto che i cotonifici meridionali immettono sul mercato un'enorme quantità di cotone in cui una parte del costo è pagata da contribuenti italiani, ma non una parte piccola, parliamo di percentuali del 30-35 percento, per cui le nostre industrie si trovano di fronte a questa concorrenza sfalsata. Se la Pollein Confezioni è saltata potrebbe fare un telegramma di ringraziamento alla GEPI, ma...chi è che finanzia la GEPI, se non i contribuenti? E in questo ambito, vorrei dire che sia per l'INTEVA che per la Maxel è stata annunciata da parte delle due società l'intenzione di riacquistare, perché evidentemente oggi ci si colloca sul mercato soltanto quando si sa che un certo tipo di produzione ha un avvenire e tira, e vi sono gli ordini necessari; d'altra parte, la produzione può essere valida soltanto se a quel momento l'industriale accetta di correre quel minimo rischio. Di conseguenza, io concordo con Dujany nel senso di dire che la conclusione che dobbiamo tirare da questo insieme di cose è una visione precisa di una politica industriale da fare in Valle d'Aosta; però questa politica - lo ripeto - deve essere una politica concorrenziale con le provvidenze esistenti oggi, in Italia, negli stessi settori, sennò rischiamo di metterci in una posizione astrattamente e teoricamente valida, in una posizione che verrà pagata dalla Regione con una netta diminuzione dei livelli occupazionali.
Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri...La parola al Consigliere Dujany.
Dujany (D.P.) - Se permettete, solo brevemente direi che, se dobbiamo avere un momento di riflessione, più che rivolgerci alla politica industriale sarebbe bene rivolgersi alla politica occupazionale, la quale trova soluzione e attraverso l'industria, e attraverso altre attività imprenditoriali. Credo che però qui la Regione - non so, bisognerebbe approfondire meglio il problema - dovrebbe, più che tendere a creare degli strumenti creditizi stimolanti in concorrenza a quelli nazionali, dovrebbe vedere con un po' di fantasia di scoprire altri mezzi occupazionali che sono, direi, più conseguenti alla sua situazione reale, eccetera...cioè non cerchiamo la concorrenza con lo Stato a chi dà di più, ma cerchiamo invece, così - naturalmente è un grosso sforzo di fantasia, non facile - di trovare naturalmente quel tipo di soluzioni che siano diversificate, tenendo conto anche di una nostra realtà: realtà economica, realtà geografica, realtà territoriale, eccetera. Ecco, si potrebbe naturalmente affrontare successivamente questo problema.
Seconda osservazione: ecco, dove dico che lo Stato assistenziale è questo...tu, Andrione, hai citato la Maxel e naturalmente la SIV...qui la Regione si è computata in un modo...però dove io critico è nel momento in cui la Regione, in certe situazioni imprenditoriali, somma una serie di interventi fino addirittura a garantire il mutuo a tasso di interesse agevolato, oltre a dare lo stabilimento in affitto. No, insomma, direi questo duplice assistenzialismo che poi diventa un'ingiustizia all'interno stesso dell'industria e diventa un'ingiustizia nei riguardi delle altre categorie imprenditoriali, o artigianali, o piccole industrie, eccetera...ecco, questi interventi devono essere leggermente diversificati. Non confondiamo continuamente anche in un altro senso...mi pare che l'altro giorno tu l'abbia detto in una frase in merito ai trasporti scolastici, in una frase così: "non confondiamo il sociale con il gratuito"...mi pare che qui andiamo avanti molto spesso a confondere una cosa con l'altra!
L'esempio nazionale. Sappiamo che è negativo, teniamone conto, ma non cerchiamo di confrontarci e non cerchiamo naturalmente di corrergli dietro, cerchiamo di fare qualcosa di diverso e qualcosa di meglio. Ecco, credo che sia opportuno probabilmente che il Consiglio, col tempo, dopo queste brevissime riflessioni forse un po' superficiali e forse un po' settoriali, naturalmente ritorni su questo tema, il problema dell'occupazione in Valle d'Aosta, ma affrontato in termini seri ed in termini reali.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta, Andrione.
Andrione (U.V.) - Perché purtroppo c'è una questione di redditi individuali, quella è la tragedia, e se insistiamo per il part-time, e se insistiamo per un certo tipo di questione...proprio...
Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri richiamo ora la vostra attenzione sul fatto che sarebbe opportuno adesso passare all'esame del disegno di legge regionale n. 54, articolo per articolo. Ci sono obiezioni? Allora pongo alla vostra attenzione l'articolo l.
Articolo 1. C'è qualcuno che chiede la parola? Metto in approvazione, per alzata di mano, l'articolo 1 del disegno di legge n. 54. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?...Allora facciamo le dichiarazioni palesi e poi le dichiarazioni di voto prima della votazione segreta complessiva.
Esito della votazione:
Presenti: trenta
Votanti: ventisei
Maggioranza: sedici
Favorevoli: ventisei
Astenuti: quattro (il gruppo dei D.P.)
Il Consiglio approva.
Articolo 2. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?
Esito della votazione:
Presenti: trentatré
Votanti: ventinove
Favorevoli: ventinove
Astenuti: quattro (il gruppo dei D.P.)
Il Consiglio approva.
Articolo 3. Stesso risultato.
Articolo 4. Stesso risultato.
Articolo 5. Stesso risultato.
Articolo 6. Stesso risultato.
Articolo 7. Stesso risultato.
Articolo 8. Stesso risultato.
Articolo 9. Stesso risultato.
Per dichiarazione di voto, la parola al Consigliere Dujany.
Dujany (D.P.) - Per evitare equivoci e per spiegare il motivo della nostra astensione, cioè se l'approvazione del bilancio consuntivo è un'approvazione tecnica, naturalmente dovremmo votare a favore, soprattutto il sottoscritto, che è stato revisore dei conti e che ha firmato la revisione dei conti; quindi la nostra posizione di astensione dovrà essere considerata come valutazione politica, perché vuole esprimere un'esigenza di cambiare una linea politica in alternativa ad una politica del giorno per giorno che ho espresso in alcuni fatti e che ho detto in precedenza.
Dolchi (P.C.I.) - Altri Consiglieri che chiedono la parola per dichiarazione di voto? Non vi sono altre dichiarazioni di voto? Metto in approvazione la legge nel suo complesso, a scrutinio segreto.
VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO
Esito della votazione:
Presenti: trentadue
Votanti: ventotto
Maggioranza: diciassette
Favorevoli: venticinque
Contrari: tre
Astenuti: quattro (il gruppo dei D.P.)
Il Consiglio approva.
Il Consiglio approva il soprariportato disegno di legge n. 54.
Si passa alla trattazione del punto n. 39 dell'ordine del giorno.
