Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 88 del 28 febbraio 1973 - Resoconto

OGGETTO N. 88/73 - Rinvio della proposta di legge sull'informazione e il riordinamento dell'Ufficio stampa.

Andrione (U.V.) - Relatori i Consiglieri proponenti Dolchi e Siggia-Bianco.

Dolchi (P.C.I.) - ...

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Dolchi, io Le preavviso che sull'argomento susseguente, cioè il n. 30, manca il parere della Commissione Paritetica, però se Lei vuole anche accennare al secondo argomento può farlo, per poi arrivare a delle decisioni congiunte.

Dolchi (P.C.I.) - Sig. Presidente, colleghi Consiglieri, il problema è, secondo noi, delicato e importante e abbiamo notato che ha sollevato alcune polemiche già prima che le due proposte di legge, che sono al punto 29 e al punto 30 dell'ordine del giorno di oggi, arrivasse alla discussione in quest'aula, polemiche che ci hanno interessato in diverse sedi, da quelle dell'Associazione Giornalisti alla Commissione, a incontri con altri Consiglieri regionali, che però secondo me, sono su particolari, su dettagli, e sono perciò polemiche ingiustificate poiché non tengono conto della necessità di cambiare prima di tutto la mentalità e il modo di considerare l'informazione.

Non voglio dilungarmi molto, data anche l'ora tarda, e richiamo l'attenzione dei Consiglieri su alcune cose che ho già detto nelle relazioni scritte che accompagnano le leggi, e quindi concordo e accolgo l'invito del Presidente del Consiglio di inserire nella mia illustrazione della legge al punto 29 anche alcune considerazioni che riguardano il punto 30 e che è una proposta di legge strettamente legata e direi conseguente a quella n. 29.

Dicevo cambiare mentalità sull'informazione perché questa non può più essere limitata alla pubblicità delle iniziative del Presidente della Giunta, o alle iniziative degli Assessorati e degli Assessori, deve essere nel 1973 una informazione ampia, imparziale di tutta l'attività dell'Amministrazione regionale, di tutta l'attività amministrativa e legislativa del Consiglio regionale.

Direi che in questo settore le Regioni a Statuto ordinario, anche se certamente hanno maggiori mezzi e interessano milioni di abitanti, però le Regioni ordinarie ci hanno dato nei loro due anni di vita esempi ampi e concreti di questa nuova mentalità, di concepire e l'informazione dell'attività politica e legislativa delle iniziative del Consiglio regionale, dell'Amministrazione regionale e, come contro partita, a questa informazione la sollecitazione della partecipazione dei cittadini, delle organizzazioni dei lavoratori, di tutte le Associazioni che rappresentano categorie e settori economici.

Voi tutti, Capigruppo, colleghi Consiglieri ricevete le varie pubblicazioni che sono fatte dalle Regioni e vi cito, vi faccio solo vedere per chi non l'avesse visto, come ad esempio una Regione, questa è l'Emilia e Romagna, ma la Lombardia, il Lazio, la Toscana, la Campania, il Friuli-Venezia Giulia, hanno analoghe pubblicazioni, e ho preso questa perché si riferisce per esempio ad una legge che noi abbiamo discusso stamattina: la legge regionale per i criteri e la costruzione e la gestione degli Asili-nido.

Ebbene, la rivista di informazione della Regione come presenta la legge? La discussione, il dibattito e la conclusione? Presenta riportando la relazione di maggioranza e la relazione di minoranza, il dibattito con riassunti principali interventi con la loro qualificazione politica, le dichiarazioni di voto e le prese di posizione di tutti i Gruppi prima della votazione della legge, il testo definitivo votato.

Ecco integrato poi anche dal testo della legge statale n. 1044 a cui si riferisce la legge sugli Asili-nido.

Ecco, io mi domando se il dibattito che abbiamo avuto stamattina sullo stesso argomento, come Consiglio regionale della Valle d'Aosta, avrà non dico analoga presentazione come spazio sulla pagina delle "Nouvelles Valdôtaines de l'Administration régionale", ma se sarà data almeno notizia della posizione, degli interventi delle varie argomentazioni che hanno accompagnato la discussione e il voto su questa legge.

Allora ci sarebbe forse da fare questa considerazione: è indispensabile che per raggiungere questo nuovo tipo di informazione bisogna che l'Amministrazione regionale faccia delle pubblicazioni ad hoc, cioè che raggruppino vari importanti argomenti, direi che in via eccezionale, come per esempio è stato proposto dal collega Chincheré per quanto riguarda le Comunità Montane, in via eccezionale quando il Consiglio regionale adotta dei provvedimenti di notevole importanza, delle pubblicazioni speciali potrebbero essere pubblicata dall'Amministrazione regionale e diffuse.

Ma direi, proprio per la limitatezza geografica della nostra Regione, dei suoi abitanti, delle stesse organizzazioni che possono essere interessate, partecipi alla vita dell'Amministrazione regionale, direi che normalmente le pagine de "Nouvelles de l'Administration régionale" come propone la legge che noi abbiamo presentato possa essere sufficiente.

Quindi la nostra legge ripropone, malgrado la necessità di una più ampia, obiettiva e imparziale informazione, il mantenimento delle pagine dell'Amministrazione regionale, che devono però diventare regolari, quindicinali e assicurare quindi una, proprio per la loro regolarità, una informazione diversa e completa.

Da questo punto di vista quindi non c'è una grossa innovazione, ma il fatto che ci sia una legge che regolamenti questa materia è un dato positivo, noi riteniamo, primo per evitare che i periodici non ottemperino correttamente alla pubblicazione delle pagine, pubblicazione che avviene dietro pagamento da parte dell'Amministrazione regionale, e ne abbiamo avuto, basta leggere i periodici della Valle d'Aosta, molti esempi, pagine che vengono pubblicate con quattro mesi di ritardo, pagine che vengono pubblicate due o tre nello stesso numero del periodico, dopo una certa vacanza da parte del periodico stesso.

Quindi evitare che i periodici non ottemperino correttamente alla pubblicazione di una pagina pagata, quindi a tempo e nelle dovute maniere, e secondo: fare in modo che la Regione provveda puntualmente ad utilizzare questo strumento, che costa alla Regione, e quindi assicurare alla propria informazione quella tempestività e quella regolarità che ora manca.

Direi, e devo dire, anche se voi tutti lo sapete, devo dire che questo problema è stato anche, giustamente io ritengo, sollevato dagli editori dei periodici, dei periodici locali, sollevato dai giornalisti locali, professionisti e pubblicisti che danno la loro collaborazione, e che le loro proposte andavano oltre alla nostra proposta di legge, era una proposta avanzata sul piano democratico, cioè quella del diretto contributo all'editoria locale valdostana che assicurasse determinate garanzie senza ancoraggio a una pagina.

Come Gruppo e personalmente sono d'accordo su questa impostazione degli editori e dei giornalisti e ritengo che l'ideale sarebbe il contributo diretto all'editoria per mantenere ai periodici una assoluta libertà di espressione, ma mi sembra anche che sia opportuno fare un passo per volta e che sarebbe già positivo in questo Consiglio regionale raggiungere l'aggiornamento del prezzo, che risale a oltre 10 anni, e che quindi anche per l'aumento del costo della vita e la svalutazione della moneta non è più quello originario, assicurare quindi l'aggiornamento del prezzo e la regolarità della pagina.

Mi sembra che ciò darebbe già agli editori e agli stessi giornalisti una garanzia valida, valida per la regolarità del finanziamento e della pubblicazione, e quindi valida per gli editori che devono fare il proprio bilancio annuale di spesa.

La legge, come avete potuto vedere, cita anche alcune norme per quanto concerne i requisiti che i periodici devono avere per ottenere il contributo e la pubblicazione della pagina, e prevede anche alcune norme relative alla istituzione di controlli affinché questi requisiti siano garantiti da parte degli editori.

Devo anche dire che in occasione di una Assemblea dei giornalisti, dove si è discusso il testo della proposta, sono stati avanzati rilievi, consigli, emendamenti, direi anche preoccupazioni da parte di alcuni editori di mensili che adesso hanno la pagina e quindi il contributo, e che di fronte a questa legge si troverebbero esclusi da questo contributo.

Sono consigli ed emendamenti che mi riservo di illustrare, articolo per articolo, quando passeremo all'esame della legge.

Detto questo, molto brevemente, perché ci sarebbero tante altre cose da dire sul punto 29, direi stabilita categoricamente la periodicità, tanto è vero che si è sottinteso nella legge che se la Regione non prepara la pagina entro i 15 giorni paga ugualmente il contributo perché l'editore mantiene a disposizione della Regione lo spazio, ecco bisogna però fare in modo - e questo è il contenuto della seconda proposta di legge - bisogna fare in modo che l'Ufficio deve avere il tempo, i mezzi, gli strumenti per provvedere quindicinalmente alla pagina che soprattutto è una pagina diversa, completa dell'attività regionale.

Quindi, dicevo, questo è l'oggetto della legge seguente che io ritengo, la cui discussione io ritengo potrebbe, dovrebbe essere abbinata, perché sono strettamente connesse le due legge e i principi che le ispirano.

La proposta, direi, parte dal presupposto a cui accennavo all'inizio della mia illustrazione, e cioè, una diversa funzione dell'informazione e quindi un maggiore e diverso impegno per la redazione della pagina. Per fare ciò è necessario che anche l'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta, come tutti i Consigli regionali italiani, si adeguino e che ci siano dei giornalisti che siano in grado di assolvere a questi compiti; degli Amministratori che assicurino il servizio e direi che assicurino la continuità del servizio indipendentemente dai colori della maggioranza e della Giunta.

Noi riteniamo che nel 1973, anche per l'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta, sia giunto il momento che l'Ufficio Stampa, che l'informazione, che le relazioni esterne siano in servizio, un compito dell'Amministrazione e che abbiano quindi il trattamento degli altri servizi dell'Amministrazione regionale.

Dieri che mi sembrerebbe assurdo che il Medico regionale non fosse un laureato in medicina, che l'Ingegnere Capo dei LL.PP. non fosse un laureato in ingegneria; ebbene mi sembra che anche i responsabili, i dirigenti, quelli che contribuiscono all'attività dell'Ufficio Stampa siano dei giornalisti. Ecco, quindi, lo scopo della legge che tende a regolamentare l'attività di questi giornalisti nell'Ufficio Stampa mediante il contratto che i giornalisti hanno con i periodici, nell'espletamento delle loro attività professionali.

E concludo, perché anche su questo ci sarebbero molte altre cose da dire, ma nel dibattito sugli articoli potremmo approfondire, concludo dicendo che chi ha avuto occasione di avere contatti, di frequentare l'Ufficio, di ottenere dall'Ufficio Stampa documentazioni e anche in ultimo la fornitura di quel notiziario, di quegli articoli che vengono pubblicati e che interessano la Valle d'Aosta e che possono essere forniti in fotocopia ai Consiglieri regionali, avrà visto quale intenso lavoro gli attuali addetti all'Ufficio Stampa, dal Capo Ufficio a tutti i suoi collaboratori, devono svolgere e quanto impegno devono profondere per assolvere alle molteplici, e io dico, delicate mansioni quando si tratta di interpretare come Uffici Stampa con dei comunicati l'attività, il pensiero dell'Amministrazione regionale. Ma direi che se vogliamo richiedere a questo personale, a questo Ufficio, a questo e a un nuovo servizio, maggiori compiti e maggiore impegno, dobbiamo anche essere conseguenti alle decisioni che adottiamo, dobbiamo anche ristrutturare l'Ufficio, potenziarlo, in modo da renderlo adeguato a questi maggiori e delicati compiti che noi stessi a questo servizio vogliamo, riteniamo giusto richiedere.

Direi che è proprio in questo senso che la legge, la nostra proposta di legge, l'oggetto n. 30, che forse a qualcuno è sembrata un po' esageratamente lunga, perché ci sono tanti articoli che tendono a regolamentare con una certa precisione, soprattutto il rapporto fra giornalisti e Amministrazione. Ebbene, questa legge ha secondo noi questo senso, questo presupposto, può essere modificata. Il contributo dei Consiglieri è indispensabile perché si arrivi sia nell'una che nell'altra proposta a delle soluzioni positive e soddisfacenti. Mi sembra però che alla base di tutto deve esserci la convinzione del Consiglio che anche nell'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta un passo moderno, nuovo, deve essere fatto per quanto riguarda e l'informazione e di conseguenza la partecipazione dell'opinione pubblica alla vita regionale.

Siggia (P.C.I.) - Altri interventi? Risponde l'Assessore Pollicini.

Pollicini (D.P.) - Intervengo, dunque, la proposta, anzi le due proposte di legge presentate dal Gruppo Comunista per la stampa, mi pare che abbiano così necessità di avere un conglobamento perché trattano di un problema che non può essere scisso in due, cioè da una parte vi è il finanziamento attraverso la concessione della pagina redazionale della Regione e dall'altra vi è la ristrutturazione dell'Ufficio Stampa in modo che possa avvenire con regolarità questa redazione della pagina regionale.

Quindi, sotto questo aspetto, secondo me, ritengo giusto abbia fatto il Presidente del Consiglio a far sì che la discussione avvenga contemporaneamente all'oggetto n. 29 e all'oggetto n. 30.

A parte il fatto che io ritengo che qui sarebbe opportuno che ci fosse un'unica legge, perché, ripeto, la materia è la stessa, non è divisa una dall'altra, ma vediamola così suddivisa.

L'allegato n. 29, cioè la parte che si riferisce ai provvedimenti a favore della più ampia informazione sull'attività della Regione, parte da alcuni presupposti, mi pare abbastanza validi, e oggettivamente veri e cioè in effetti il discorso dei giornali locali, degli editori come Dolchi li ha chiamati, è un nome molto pomposo. Ricordo che qui, purtroppo, anzi fortunatamente, mi correggo, non vi sono né i Monti petroliferi né i fratelli Crespi, né gli Agnelli, ad avere dei quotidiani o dei giornali; qui gli editori sono così i Partiti e i Movimenti di vario genere, oppure Associazioni. Quindi tutta gente che per mantenere il giornale, innanzitutto molte volte rischia di mettere in crisi, magari il tipografo, oppure riesce comunque ad andare avanti, direi con molta fatica, in quanto è fuori dubbio che il costo della carta stampata è enormemente aumentato negli ultimi tempi. D'altra parte possibilità finanziarie non ne abbiamo perché vi sono i Crespi o gli Agnelli o i Monti, per cui è necessario, poi, per garantire la probabilità delle testate, la probabilità dell'informazione, quindi l'oggettività delle informazioni, dare uno strumento affinché coloro che hanno un ruolo di informazione nella Regione, cioè l'informazione di carattere politico o associativistico o di altro genere, possano avere se rispettano ole norme della legge, cioè la pubblicazione del notiziario della Regione, la possibilità di avere un concorso nelle spese.

Giustamente il relatore ha fatto rilevare che il costo dal, mi pare, dal 1967, non so se è esatto il termine o il 1963, della pagina è rimasto fermo, mentre evidentemente in questo frattempo il costo di stampa è aumentato di non so quante volte. Quindi sotto questo aspetto si rende necessario valutare l'opportunità anche di modificazione, è valido il concetto del relatore dell'impostazione anche della pagina regionale, del tipo di informazione attraverso una nuova impostazione. Lo ha illustrato e non è il caso di ripeterlo, le altre Regioni, vedi l'Emilia, vedi la Lombardia, io ho letto con piacere ad esempio la Regione Lombardia e le altre, che come figura, come impostazione, d'accordo la dimensione geografica, decisamente diversa, però come impostazione è indubbiamente una cosa che si può se non copiare per lo meno sotto alcuni aspetti poter seguire.

È chiaro che per far questo occorrono gli strumenti, e non sono certo distruttore della legge, anche perché a questo punto io voglio ricordare che ho partecipato, su delega della Giunta, al Convegno che è avvenuto a St. Vincent nel dicembre scorso dei Capi Ufficio Stampa delle 20 regioni italiane. Ebbene, in questo Convegno, primo Convegno in Italia, si sono dibattuti proprio questi tipi di problemi, cioè il tipo di formazione, di redazione del notiziari regionali, dei notiziari legislativi, dei notiziari relativi al lavoro del Consiglio, e non solo a quelli della Giunta, al lavoro dei Gruppi, non solo quelli della Giunta, ai lavori relativi alle minoranze, in una pluralità che desse appunto veramente un'informazione più oggettiva di quella che in effetti oggi è un Bollettino di maggioranza o di Giunta la pagina regionale, oggettivamente bisogna riconoscere questo.

Ebbene, vi sono delle Regioni notevolmente avanzate in questo campo, il Friuli-Venezia-Giulia, la Lombardia ha la sua legge, l'Emilia ha la sua legge, altre Regioni che non sto a ripetere. È stata l'Assemblea dei giornalisti valdostani a cui io sono stati invitato in quanto la Giunta aveva messo una bozza di legge per la stampa ed è stata sottoposta questa prima bozza di legge che poi è rimasta ferma, forse per altri comiti che aveva la Giunta, a questa Assemblea Generale dei Giornalisti valdostani che, in linea di massima, con alcune osservazioni che ha citato anche il Consigliere Dolchi, ha accettato.

Ebbene, oggi ci troviamo di fronte a queste due proposte. Io qui direi, ho circa, li ho segnati, una trentina di emendamenti da, non si spaventi Presidente del Consiglio, una trentina di emendamenti da proporre a queste due leggi, anche perché ritengo che sotto alcuni aspetti vi siano alcune modificazioni, direi, da farsi. Notevoli, più o meno direi, importanti, però indubbiamente questi - io mi sono segnato a fianco, queste modifiche -, io chiedo così, al Consiglio, se posso cominciare ad illustrare o se è opportuno che altri, come penso che sia anche giusto, prima prendano la parola con la discussione generale, dopodiché, si può entrare nell'esame degli emendamenti che evidentemente sono quelli che sono.

Siggia (P.C.I.) - Altri interventi? Consigliere Andrione.

Andrione (U.V.) - Parlo a titolo personale, esprimendo un convincimento che ho avuto già occasione di esprimere in altri tempi in Giunta, quando la pagina della Regione è stata istituita, e sono contrario sia alla legge di cui al punto n. 29 sia a quella di cui al punto n. 30 e non starò a parlarne a lungo per non cadere in apprezzamenti che potrebbero essere pesanti e polemici.

Per quanto riguarda la legge n. 29 all'ordine del giorno, e contrariamente anche a quanto pensano i miei amici dell'Union Valdôtaine, io sono stato colpito dalla relazione fatta dal proponente, Capogruppo Comunista, come se, come avviene nelle Regioni che egli ha citato, l'Ufficio Stampa dipendesse dalla Presidenza del Consiglio e relazionasse delle attività del Consiglio, mentre nella nostra Regione l'Ufficio Stampa dipende dalla Giunta. E forse sarà per pura coincidenza, questo non lo metto in dubbio, ma nel periodo 1963/1966 c'era una certa frequenza della fotografia dell'Avv. Caveri, nel periodo 1966/1969 una certa frequenza della fotografia dell'Avv. Bionaz e nel periodo successivo una certa frequenza prima del Rag. Bordon e poi del Dr. Dujany, magari sono coincidenze, ma la pagina della Regione, caso strano, sembra riflettere esclusivamente l'attività della Giunta, mentre il Consiglio è completamente ignorato.

Ora, in queste condizioni, mi sembra che sembra doveroso dire la verità e dire che per un tacito accordo tra Partiti e Movimenti si è trovata una maniera di finanziare le pubblicazioni di Partito e di Movimento, finanzio io le finanzi anche te.

La pagina della Regione è fatta in maniera tale che in certi casi è moralmente impossibile per chi è all'opposizione di decentemente pubblicare sul proprio periodico, a meno che non sia una testa particolare che dice: in pagina 1 una cosa e in pagina 2 dice un'altra. A pagina 1 è scritto: "Il Sig. Presidente della Giunta è un grande ..." e via dicendo, poi magari accuse di un certo tipo sostanziale e in pagina 2 si vede invece la celebrazione con incenso e mirra e altri prodotti onorifici dello stesso Presidente della Giunta.

Ora in queste condizioni questa è una legge, non dico ipocrita, perché sarebbe poco, sarebbe poco dire "ipocrita". Questa è una legge con la quale in realtà si vuole semplicemente stabilire un principio elemosiniere, un principio di "homône" per il quale si dà a ciascuno il piccolo denaro affinché abbia la bontà di tacere e di non rompere l'anima, e parlo di anima sono corretto vero? Editore come il Dr. Pedrini.

Ora, ripeto, in queste condizioni noi dobbiamo chiedere che se ci deve essere informazione, l'informazione per essere democratica deve essere a livello dell'organo in cui l'opposizione è rappresentata e che non ci sia quella strana coincidenza per il quale io non ho mai letto nomi di Ramera, come non ho letto nome di Dolchi, come, con mio grande rincrescimento, non ho mai trovato il mio nome nella pagina della Régione "Nouvelles de l'Administration Régionale" da qualche tempo a questa parte.

Questo tipo di informazione, scusatemi, fa ridere, non solo non è una informazione, ma è diseducativo perché con questo sistema si incentiva semplicemente un dato tipo di relazioni sociali che sono in realtà delle relazioni clientelari.

Per quanto riguarda la proposta di cui al n. 29 io ho finito.

Vorrei semplicemente dire, riprendendo alcune parole di quanto detto dal relatore proponente per il n. 30, che per me sembra strano, sembra strano sentire certi paragoni, si parla del Medico regionale, del Sovraintendente Antichità e Belle Arti e dell'Ingegnere Capo, ma questi sono pagati come funzionari regionali e non sono pagati come il Primario d'Ospedale o come Ingegnere Capo dell'Amministrazione dello Stato o con altre referenze, sono pagati perché sono nell'organico regionale, hanno un loro posto nell'organico regionale, e poi - e questo sia detto en passant - a me non piacciono le parole "in sede di prima applicazione" perché in sede di prima applicazione si possono fare quelle cose che normalmente il diritto, il buon senso e il buon gusto proibiscono, e quindi sulla legge di cui al n. 30 io preferisco non continuare perché credo che la discussione oggi sia prematura, ma se sarà necessario diremo a suo tempo e luogo quello che deve essere detto.

Montesano (P.S.D.I) - Altri che chiedono la parola? Consigliere Ramera.

Ramera (D.C) - Data l'ora non starò a ripetere certe cose che condivido, dette dagli oratori precedenti; vorrei però avere alcune informazioni perché la legge è un po' stringata.

All'articolo 2 c'è scritto i giornali, questo contributo chiamiamolo, questo contratto che viene dato ai giornali "espressione di Partiti e Movimenti aventi rappresentanti in Consiglio regionale oppure che assolvano periodicamente ad ampia informazione politico-sociale-culturale e cronachistica", prima di tutto chi darà poi questo parere a questi giornali di ampia informazione, ecc.? perché dico ha ragione Andrione che questa è una legge che in piccolo ricalca quella che in campo nazionale e dibattuta e attualmente all'esame dei Capigruppo alla Camera per il finanziamento dei Partiti, ma allora dovrebbe essere limitata alle forze politiche, ad un certo momento, perché poi l'entrare nel merito quali siano poi le pubblicazioni e chi lo stabilisce? Che abbiano questo merito?

"... pubblicazione quindicinale" e quindi vorrei sapere dal proponente quella tabella che c'è subito dietro, Dolchi, è per la pubblicazione quindicinale? La tabella? Viene aumentata del 40% per i settimanali.

Altra cosa che non ho capito è quell'articolo 7 per cui chiederei al Consigliere Dolchi di volerlo spiegare perché non si capisce che cosa sia questo articolo 7.

Qui si è fatta anche parecchia discussione e Dolchi ha portato, ha fatto bene di portare, il Bollettino delle Regioni. Ma io chiedo allora se noi facciamo, se noi facessimo il Bollettino delle, come le altre Regioni, automaticamente dovremmo e limitare la pagina, no? Automaticamente, perché se facciamo il Bollettino completo dell'attività regionale non ha più ragione di esistere la pagina nei vari giornali, non ha più ragione di esistere perché praticamente il Bollettino sarebbe una cosa completa mentre la pagina è una cosa incompleta.

E per di più c'è un fatto che mi richiamavo prima alla storia dei Partiti, perché con questa legge, parliamoci chiaro, ognuno in Valle d'Aosta può farsi il giornale personale.

Ho assistito anch'io alla riunione dell'Associazione Stampa, credo di essere, con Pedrini, il più vecchio iscritto dell'Associazione Stampa, ma praticamente ho notato una cosa, che praticamente siamo, non s, 30 e rotti, di cui 16 o 18 sono già Direttori, al che io in quella sede dicevo: "ma pensa agli altri 14 o 15 che non lo sono, si dovrebbero sentire sminuiti per cui almeno anche questi, io compreso, dovremmo avere almeno il nostro giornale", per cui la riunione dell'Associazione Stampa Valdostana sia una riunione di tutti i Direttori di giornale. Per questo che io vedo, questa legge leggermente lacunosa, deve essere precisa. Primo: la volontà del Consiglio qual è? Vogliamo fare un Bollettino come tutte le altre Regioni? Cosa che io chiedevo già, diciamo, una ventina di anni fa perlomeno, ma comunque vogliamo farlo? E allora se facciamo quello ben fatto, cadono le altre proposte.

In attesa di fare questo Bollettino, vogliamo continuare a fare queste pagine, ma allora bisogna stabilire a chi si dà, perché non è logico, dico, che ognuno abbia il proprio giornale, perché ad un dato momento è veramente diseducativo un'orgia simile di pubblicazioni in una Regione che ha 100.000 abitanti, per cui va a finire che ne scadono anche le pubblicazioni, per cui uno ad un dato momento, nella buca da lettere trova sei periodici, fa che prenderseli, li butta lì e non ne legge neppure uno.

Quindi ad un dato momento deve essere stabilito a chi si dà, perché non è precisa questa storia, per esempio chi decide di darlo agli altri, la Giunta? Benissimo, almeno che si sappia che è la Giunta che stabilisce questa cosa.

E al proponente richiedo, naturalmente, la spiegazione sull'articolo 7, che non ho capito dove voglia arrivare questo articolo 7.

Siggia (P.C.I.) - Io volevo rispondere al Consigliere Andrione, ma non c'è.

Ho ascoltato il suo intervento. Beh, direi che do ragione alle cose da lui sottolineate, ma forse, o Dolchi non è stato sufficientemente chiaro per ragioni di sinteticità e di tempo ha voluto abbreviare la relazione sui due progetti di legge da noi presentati, o non è stata chiara la relazione che era allegata a quel progetto di legge.

In realtà, il significato di presentare questo documento era proprio portato dalla necessità che noi ritenevamo di dover slegare l'Ufficio Stampa dalle dirette dipendenze della Giunta e crearne un organismo a disposizione, al servizio del Consiglio regionale. E direi che tutti gli atti dei Convegni ultimi tenuti dalle Regioni a Statuto Speciale e a Statuto Ordinario sottolineano l'esigenza, in una democrazia nuova, in una vita amministrativa diversa, che l'informazione sia un diritto del cittadino, ma una informazione che deve essere data in un modo, direi diverso da quello che si era inteso sino agli anni scorsi, perché doveva provenire da una attività consiliare.

Quando Dolchi vi leggeva nelle riviste che pervengono ai Consiglieri regionali valdostani da parte delle altre Regioni che ci sono elencate, le proposte di legge, ma con sottolineati gli interventi dei Consiglieri, beh, questo è il significato dell'informazione a cui il cittadino ha diritto di aspirare. Ecco, questo, prevede un organismo che evidentemente deve essere e nascere diverso.

E, i giornalisti, riuniti in un Convegno tenuto a St. Vincent, lo dicono e lo sottolineano, che ad un certo punto - e probabilmente è il caso della Regione Valdostana - com'erano nati gli Uffici Stampa, erano probabilmente nati un momento, probabilmente sbagliato, ma comunque in un clima che era quello che si vuole ricostruire in un modo totalmente diverso oggi.

Ecco, per cui non credo - e se Andrione segue la fine del mio discorso - che mi trova d'accordo la sua osservazione.

Direi, il desiderio - vado anche oltre: il diritto del cittadino di non vedere sempre effigiata la faccia del Presidente della Giunta a seconda di quale sia il Presidente e come cambia a seconda delle legislature, è un diritto validissimo.

Ecco, proprio una modifica di questo Servizio, che non deve essere legato ad una Giunta, ma deve essere a servizio del Consiglio regionale, ero lo scopo che ci aveva fatto ritenere opportuno presentare questi testi di legge per queste modifiche che riteniamo necessarie.

Andrione (U.V.) - C'era una modesta polemica fatta da questo testo (?), l'organico regionale non è modificato e quindi uno risponde.

Siggia (P.C.I.) - Sì, vabbeh.

Andrione (U.V.) - Eh, no, è qui il punto.

Pedrini (P.L.I.) - ... se volete che parli, io parlo, perché, insomma, è un problema che evidentemente conosco a fondo, è evidente, è un problema che conosco a fondo, non mi voglio mica nascondere dietro ad un dito. Ci mancherebbe altro!

Io dico che effettivamente io mi sono studiato e letto, contrariamente ad alcune volte in cui faccio il "mea culpa", mi cospargo il capo di cenere, ho letto con attenzione gli articoli, questa legge che se, in effetti viene a rispondere a quello che ha scritto qua, migliora moltissimo, diciamo dà un colpo di spugna proprio al passato, proprio per passare invece a nuova vita.

Il problema, secondo me, ed io qua mi richiamo all'intervento di Dolchi, e voglio essere brevissimo perché sono le h. 20, 31, è soltanto questo: che evidentemente, in quelle pagine che, dove si magnifica costantemente un Assessorato dopo l'altro, che si dice soltanto delle cose, venga, come bene ha detto tu, venga esposto il pensiero di ogni forza politica, di ciascuna forza politica, su ciascun argomento, di modo che la popolazione ha una informazione che non è soltanto un'informazione pagata da questa Giunta, per cui solo questa Giunta ha diritto di far sapere che cosa fa e che cosa pensa, bensì la popolazione ha anche il diritto di saper che cosa, la minoranza dice su certi argomenti e quindi farsi un'idea chiara su quello che è il diritto di informazione, che è primario, evidentemente da molti anni ormai a questa parte.

Per il resto io non volevo prendere la parola perché mi riservo, proprio articolo per articolo, di eventualmente portare quel modesto contributo che, se posso darlo, al fine di migliorare la legge. Grazie.

Dujany (D.P.) - È inutile sottolineare l'importanza dell'informazione e di sottolineare anche la carenza dell'informazione esistente in questa Amministrazione. Tutto questo dura oramai da parecchi anni ed è frutto di una certa impostazione data sin da parecchi anni or sono.

Il testo di legge tende, logicamente, a favorire maggiormente questa informazione che deve essere l'informazione di tutta l'Amministrazione regionale e del Consiglio e della Giunta.

Naturalmente deve essere una informazione a disposizione della popolazione per avere gli elementi validi nelle scelte future.

Queste proposte di questo genere sono state sollecitate da rappresentanti degli editori e dai rappresentanti dei giornalisti da parecchi mesi or sono e la Giunta stava studiando una proposta di legge che non ha potuto portare tempestivamente in quanto è sopraggiunta questa proposta dei Comunisti che è stata, mi pare, anche esaminata dalla Commissione.

Montesano (P.S.D.I) - No, no è per decorrenza di termini.

Dujany (D.P.) - Ah, è per decorrenza di termini, quindi ha preso la strada diretta del regolamento.

Montesano (P.S.D.I.) - Scorciatoia.

Dujany (D.P.) - Quindi, pur riconoscendo la validità e la necessità di rivedere il problema dell'informazione, io pregherei i presentatori della legge di volerla rinviare ad una successiva riunione in modo che la Giunta abbia la possibilità di poter presentare gli emendamenti opportunamente concordati e studiati in sede di Giunta, in modo da proporli in sede di discussione del Consiglio regionale e in modo che il provvedimento sia globale, tenendo conto naturalmente delle osservazioni fatte in questa sede, dai vari Consiglieri.

Pollicini (D.P.) - Io avevo fatto, secondo me, così, una proposta. Mi sembra che sia opportuno che gli oggetti n. 29 e 30 vengano conglobati in un unico oggetto, cioè in un'unica legge.

Montesano (P.S.D.I.) - Io volevo aggiungere anche, Consigliere Dolchi, che ci sono altre ragioni per rinviare questi due oggetti, cioè c'è, nel primo oggetto, la mancanza dell'imputazione di spesa, e sul secondo, manca il parere della Commissione Paritetica.

Io credo che può essere accolta la proposta del Presidente della Giunta in modo da unificare un pochino, in un dispositivo, unico, puro, emendare questo secondo le intenzioni che ha la Giunta.

Se il Consigliere Dolchi è d'accordo.

Dolchi (P.C.I.) - Prima di pronunciarmi vorrei fare due brevissime considerazioni:

1°) mi sembra che dobbiamo mantenere, e sono d'accordo con il collega Pollicini (resta?) implicitamente una risposta a Ramera. Se il Bollettino della Regione ha ragione di essere, sarà un problema da esaminarsi in prospettiva. Attualmente la pagina è anche una garanzia per la pluralità delle testate e quindi, non nascondiamocelo (?) un mezzo di finanziamento.

2°) Andrione, ha già detto Gianna Siggia, che il motivo della nostra presentazione è anche quello di modificare l'attuale impostazione della pagina, adeguandola a quella che è l'informazione, come viene fatta da tutte le altre Giunte regionali.

Per quanto riguarda la garanzia di questo, all'art. 34, noi prevediamo anche una Commissione che possa sovraintendere all'orientamento politico-amministrativo della ... (voci) ...ma io ti leggo il testo che è la risposta: "All'attività informativa dell'Ufficio Stampa, sovraintende per l'orientamento politico-amministrativo, un apposito Comitato, nominato con Decreto del Presidente della Giunta, composto da: Presidente della Giunta - o suo Delegato; dal Capo Ufficio Stampa e da quattro Consiglieri regionali di cui due designati dalla minoranza".

Andrione (U.V.) - ... Vota la maggioranza, per cui la minoranza è anche nel Comitato. E ti ringrazio molto per questa distinzione.

Dolchi (P.C.I.) - Ma è il controllo che può fare una Commissione.

Andrione (U.V.) - No, no, no, secondo me, se si vuole ...

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Andrione lasci finire, poi dopo...

Io volevo pregarla di questo, Consigliere Dolchi, di rispondere alle proposte della Giunta.

Dolchi (P.C.I.) - Io rispondo alla proposta della Giunta, ma siccome rispondo affermativamente alla proposta della Giunta e cioè che i proponenti delle due leggi comuniste e la Giunta, come proponente di emendamenti, si trovino prima della seduta del 14 marzo per vedere di concordare o un testo unico o degli emendamenti, mi sembra che, e i proponenti che sono chiamati a rivedere alcune loro posizioni e la Giunta, che dovrà fare degli emendamenti, tenga anche conto di quelle che sono state le opinioni espresse dal Consiglio.

E allora volevo, prima di giungere a questo consenso, dire al Consigliere Ramera che l'art. 2 mi sembra sufficientemente chiaro per dire che è la Giunta regionale della Valle d'Aosta che è autorizzata a stipulare con settimanali e quindicinali aventi tiratura minima, ecc., le convenzioni, e quindi è la Giunta che, sulla base della periodicità della tiratura e delle caratteristiche, giudica la necessità della Convenzione.

E, tanto per non far nomi, ecco, direi, il Corriere della Valle, non ha una rappresentanza politica in Consiglio regionale, eppure possiamo riconoscere che è un periodico regolare che assolte ad un'ampia informazione politico-sociale e cronachistica.

Tanto per non far nomi, mi sembra che in questo caso abbiamo centrato un esempio a cui si riferisce l'art. 2.

L'articolo 7 è un desiderio in prospettiva, ma che comunque potrebbe anche realizzarsi e noi riteniamo, i giornalisti ritengono, gli editori o perlomeno i proprietari delle testate, così come sono chiamati in Valle d'Aosta, ritengono che la costituzione di una eventuale cooperativa giornalistica per la produzione di periodici, quindi la stampa e la redazione di periodici dovrebbe usufruire di particolari agevolazioni, che è quella che noi indichiamo nell'art. 7, cioè di poter usufruire di mutui agevolati senza interesse da parte dell'Amministrazione regionale proprio perché svolgono una ... (voci...) per fare La tipografia e per fare in loco, ecc..

Ecco, quindi, detto questo, per puntualizzare le osservazioni che sono state fatte, come proponente - e penso di interpretare anche il pensiero del Gruppo e della collega Siggia, che con me ha sottoscritto queste due leggi -, noi siamo d'accordo di rinviare l'argomento alla seduta del 14 marzo in modo che, o con emendamenti a queste due leggi, o con un testo unico concordato, o rivedendo tutti gli emendamenti che possono essere fatti dalla Giunta, si arrivi ad un testo definitivo che sarà certamente mandato prima di tale seduta a tutti i Consiglieri.

Montesano (P.S.D.I.) -Va bene. Allora, il Consiglio è d'accordo nel rinviare questi argomenti con gli impegni presi dalle parti.