Oggetto del Consiglio n. 106 del 14 marzo 1973 - Resoconto
OGGETTO N. 106/73 - Disegno di legge regionale concernente: "Provvedimenti intesi a favorire la più ampia informazione sull'attività della Regione".
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Si dà atto che dalle ore 18,19 assume la presidenza il Vice Presidente FREPPAZ.
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Freppaz (U.V.) - La parola alla Vice Presidente Siggia.
Consigliere Dolchi.
Dolchi (P.C.I.) - Colleghi su queste due proposte di legge abbiamo già ampiamente discusso in una passata seduta del Consiglio regionale, quando avevamo poi concluso, decidendo di rinviare entrambe le proposte per realizzare se fosse stato possibile un testo unico secondo una proposta della Giunta o perlomeno di alcuni componenti della Giunta. L'allegato, l'ulteriore allegato proposto di emendamento, che ci è stata consegnata, mi fa e incontri informali che ci sono stati mi fa pensare che, cioè mi dà la certezza che non si è arrivati a un testo unico o perlomeno a una serie di emendamenti che fosse comprensiva di tutte e due le proposte di legge o perlomeno dei concetti fondamentali avanzati da tutte e due le nostre proposte.
Ecco, mi sembra, quindi, che gli emendamenti che ci sono stati consegnati e che riguardano solamente la legge all'ordine del giorno n. 21 tralascino volutamente qualsiasi proposta di variazione della legge messa all'ordine del giorno con il n. 22 e questo non già perché da parte della Giunta ci sia l'intenzione di approvare così com'è la legge all'oggetto n. 22 ma più logicamente perché questa legge non trova neanche sotto forma di emendamenti l'interesse della Giunta, e io vorrei allora per introdurre la discussione sull'oggetto n. 21, ricapitolare brevemente le considerazioni che ci avevano portato a queste proposte.
Prima di tutto la regolamentazione dell'informazione della attività regionale, informazione vuol dire partecipazione, partecipazione dei cittadini delle categorie vuol dire vita democratica, direi, che, se non siamo convinti di questo, sembrerebbe anche inutile fare dei convegni di carattere internazionale per riaffermare il valore della informazione, studiare a St. Vincent o ad Aosta come realizzare un'informazione sociale, una informazione democratica a livello mondiale, quando poi nel nostro piccolo, laddove possibile, questa informazione non realizziamo.
E, allo stato degli atti, come dicono gli Avvocati, al momento attuale, le strade, per quanto può interessare l'Amministrazione regionale, potrebbero essere due. La prima strada quella che abbiamo detto che poteva essere la migliore, su cui c'era stato anche un pronunciamento del collega Ramera la volta scorsa, ma che non mi sembra ancora la strada che, non dico l'unanimità, ma la maggioranza del Consiglio regionale vuole imboccare, la strada cioè del finanziamento della stampa mediante contributi alle testate che rispondono a determinati requisiti per la loro funzione politica e democratica che svolgono, ci ricordava il collega Ramera la volta scorsa, ci sono delle iniziative a livello nazionale per il finanziamento dei partiti. Ebbene, il finanziamento della stampa locale potrebbe essere un esperimento pilota da portarsi avanti in Valle d'Aosta ma mi sembra, anche stando con i piedi per terra, come si dice, che a questo non si è intenzionati ad arrivare.
Dicevo, quindi, orientamento prima strada quello del finanziamento della Stampa e del notiziario regionale per assolvere alla funzione della informazione. Voi tutti avete e ricevete i notiziari che tutte le Regioni oramai, tutte le Regioni oramai pubblicano più o meno settimanalmente, quindicinalmente o mensilmente per informare l'opinione pubblica della loro attività. Questa sarebbe la prima strada; cioè finanziamento coraggioso, chiaro, alle testate dei periodici locali e notiziario regionale per quello che è l'informazione dell'attività regionale.
Seconda strada, quella percorsa, che stiamo percorrendo, che l'Amministrazione regionale attualmente percorre in modo difficile, e cioè quella della pagina "Des nouvelles de l'Administration Régionale", che viene fatta pubblicare a pagamento dai periodici locali e che quindi è un contributo alle testate ed è anche un tipo di informazione.
Ecco la nostra proposta di legge proprio, dicevo, scartando la prima strada che era l'optimum per sceglierne un'altra sulla quale avrebbero potuto marciare, noi pensiamo e pensavamo di altri gruppi regionali, cioè una legge che migliorasse e modificasse l'attuale sistema e quindi noi chiedevamo con la proposta di legge, e mi sembra anche che gli emendamenti recepiscono questa nostra impostazione, chiedevamo la pagina periodica quindicinale proprio perché anche in questo modo, si potesse assolvere al contributo alle testate una pagina quindicinale che se non viene fornita dall'Amministrazione regionale viene lo stesso pagata dall'Amministrazione regionale. Una pagina diversa, è stato detto, anche qui la volta scorsa cioè non la pagina portavoce pubblicità del Presidente della Giunta e della Giunta, ma una pagina che gradatamente ma che con un certo sforzo redazionale si mettesse sulla strada di un'informazione obiettiva e ampia delle attività di tutta l'Amministrazione regionale, del Consiglio regionale.
Ecco, ritenevamo che con la proposta di legge che porta l'oggetto n. 21 si potessero affrontare questi obiettivi, realizzare questi obiettivi, modificare il contenuto della pagina, darne una periodicità, rivedere anche l'entità del contributo per i periodici che la pagina pubblica o che sono quei periodici che sono tenuti a soddisfare alla puntualità, alla immediata pubblicazione della pagina e non quattro mesi dopo, ad un minimo di tiratura.
Queste cose sono state anche discusse con l'Assemblea dei giornalisti, sono state anche approvate e portate avanti dagli editori, dai proprietari delle testate. Era, però, anche nostra convinzione che si potesse arrivare a questa modesta, ma comunque arrivare, a questa trasformazione della pagina, dando regolarità e nuova veste più ampia con la logica conseguenza della presentazione della seconda legge, cioè quella di creare gli strumenti necessari perché la legge n. 21 potesse poi avere una sua applicazione; infatti abbiamo dati statistici che lo confermano: la pubblicazione di sole 11 pagine nel 1972 quindi quasi la metà di una pagina, ogni 15 giorni, anzi meno ancora che una pagina al mese, una sola pagina nel corso del 1973. Ecco, se adesso che esiste questa aleatorietà nel rapporto pubblicazione pagamento pagina non si traduce in un danno nell'Amministrazione regionale, diventerebbe grave se diventasse grave proprio perché non si vuole scegliere la prima strada, diventerebbe grave se si dovesse pagare l'importo della pagina che poi non viene pubblicata perché non viene fornita.
Quindi, la seconda legge sulla scia di tante altre iniziative a livello regionale proprio per l'elevamento anche del contenuto di questa informazione da affidarsi a giornalisti e quindi in questo senso c'erano delle precise norme, io parlo anche brevemente della legge all'oggetto 22, noi ritenevamo che fosse indispensabile perché le pagine potessero essere fatte e quindi anche fatte in modo regolare.
Ci sembra che ci sia una notevole perplessità a portare avanti il discorso della seconda legge e si è detto l'altra volta anche per non solo l'indagine della legge stessa ma per gli innumerevoli compiti che verrebbero affidati all'Ufficio Stampa, all'Ufficio Pubbliche Relazioni, alla trasformazione dell'organico che si vorrebbe affrontare.
Noi riteniamo ancora di non aver presentato una legge rivoluzionaria in questo senso: si modificasse tutto e neanche ci siano inventate i compiti che dovrebbe avere l'Ufficio stampa nella nuova legge. Noi li ritroviamo, e non è colpa nostra, se questi compiti non vengono assolti e se il Presidente della Giunta e la Giunta non impongono all'Ufficio Stampa di assolverli, e non coprono l'organico, che è ancora scoperto il vecchio organico del 1966, per cui l'Ufficio Stampa non svolge, anche perché non può, questi compiti. Ebbene, fra le mansioni, fra le funzioni dei vari uffici, noi possiamo leggere tutta una serie di compiti che l'Ufficio Stampa ha attualmente, che ha dal 1966, che non svolge, che nessuno si sogna di fare svolgere, che sono anche poi recepiti dalla nostra legge.
Non voglio fare l'Avvocato difensore, un'arringa a difesa di una legge che mi sembra non incontri il consenso della maggioranza del Consiglio; vorrei solamente richiamare l'attenzione dei colleghi Consiglieri che hanno dato giudizi affrettati e negativi alla nostra proposta di legge, che si sbagliano quando credono che, dando questi giudizi negativi di potere far capo, di poter rivolgersi a delle nostra intenzioni di sovvertire l'ordine e la funzione e il complesso delle attività e dei servizi burocratici della Regione, perché non sanno o volutamente fanno finta di non sapere che molti di questi compiti già esistono dal 1966, proprio la Giunta dovrebbe fare in modo che il servizio funzionando assolvesse a tutti questi compiti. Non voglio tediarvi sono contenuti all'articolo 12 delle funzioni che devono avere i vari uffici e parla di servizio di relazione pubbliche, stampa, documentazione informativa, cinematografica, fonica per tutta l'Amministrazione regionale, rassegna della stampa locale italiana e estera, registrazione di emissioni radio-televisive, comunicazioni, interviste sull'attività della Giunta e del Consiglio regionale, cosa che non avviene regolarmente, redazione dei bollettini giornalieri dei notiziari periodici, pubblicazioni varie della Regione e quindi di tutto il complesso della attività regionale; e ivi comprese le minoranze e le opposizioni che, invece, dalla pagina sono regolarmente escluse.
Ma non voglio farne una polemica, si tratta ancora qui di vedere coordinamento di mostre di esposizione, congressi pubblicità, cerimonie, cosa che noi riprendevamo nella nostra legge che sono già scritte nel 1966 e che hanno provocato stupore in molti Assessori che nei corridoi hanno avuto occasione di parlarmi della mia legge come di questa legge come di un'iniziativa che fuori da quello che è l'ordinamento della Regione, anche se fosse fuori dall'ordinamento della Regione è chiaro che qualche cosa di nuovo bisogna fare se si vuole andare avanti, ma non è neanche qualche cosa di totalmente nuovo: nei documenti della Regione troviamo già scritte tutte queste cose, anche se non si fanno o si fanno in modo non corretto dal punto di vista democratico; le cose che lamentava il collega Andrione nella passata seduta e che noi stessi abbiamo avuto occasione di ribadire.
Mi sembra anche che, però, dalle parole del collega Pollicini nell'ultima seduta sappiamo che la Giunta è intenzionata a una modificazione di questa impostazione; è intenzionata che la pagina non sia più il bollettino pubblicitario della Giunta e del Presidente ma che sia una fonte di informazione della vita consiliare, ecco ci stupisce se c'è questa intenzione e questa volontà il fatto che si limita a proporre degli emendamenti e quindi eventualmente a confrontare le nostre idee solamente sulla prima proposta di legge, mentre viene decisamente ignorato e quindi respinta la seconda proposta, su cui comunque chiederemmo che il Consiglio si pronunci.
Io penso che diventerei monotono se continuassi ad argomentare e a portare ulteriori elementi di dettaglio a questi concetti che ho espresso, concetti di fondo, mi auguro che il dibattito consiliare della nostra legge, che può essere integrata e variata dagli emendamenti, che sono proposti, trovi il consenso del Consiglio, affermando quindi un principio di informazione diversa, nuova, democratica, stimolante, per una maggior partecipazione e che, eventualmente, il discorso della ristrutturazione degli strumenti chiamati a realizzare quest'informazione, anche se sarà chiuso oggi con un voto, con il voto sull'oggetto n. 22, non sia chiuso poi in avvenire al contributo aperto di tutti i gruppi in questo Consiglio.
Pollicini (D.P.) - Abbiamo avuto dalle due proposte del gruppo comunista quella relativa alla nuova forma di pagamento della pagina del notiziario regionale e a quella della ristrutturazione dell'Ufficio Stampa; una... un esame critico è stato da noi fatto, abbiamo notato ad esempio che la proposta per il finanziamento delle pagine regionali, proposta allegata all'oggetto n. 21 dell'ordine del giorno di oggi, proposta presentata dal Consigliere Dolchi e Siggia, non tiene conto di un fatto oggettivo e cioè quello, direi, che è fondamentale, non vorrei mi fosse sfuggito, di garantire la sopravvivenza di tutte le testate valide su un piano politico di informazione generale che con la loro legge era ancora legata all'uscita delle pagine come ha detto il Consigliere Dolchi sono stati di 11 nel '72, di 14-15 nel '71, di 11 nel '70 per cui è evidente che non poteva garantire la periodicità quindicinale. Ma, nella proposta di legge Dolchi-Siggia non si è ovviato a questa inconveniente, non è previsto, mentre negli emendamenti che noi proponiamo all'articolo 4 diciamo che "l'assegnazione dei contributi che verranno comunque corrisposti, anche in caso di mancata redazione del notiziario regionale, sarà revocata ecc. ecc....", cioè c'è un preciso impegno della disposizione di legge che, nel caso per carenze di qualsiasi genere l'Ufficio Stampa non fosse in grado di fornire nel notiziario comunque questo contratto fra Amministrazione regionale e editori dei giornali viene rispettato perché noi ci riserviamo una pagina ogni quindici giorni e quindi questa riserva che noi facciamo su una pagina la retribuiamo, se per colpa nostra non forniamo il notiziario regionale.
Quindi mi pare che una carenza e l'abbiamo corretta, l'altro discorso della oggettività dell'informazione la possiamo notare, all'articolo 5 della nostra proposta di emendamenti là dove si dice che "è istituita con decreto del Presidente della Giunta regionale una Commissione di consulenza e di verifica dei requisiti relativi ai provvedimenti di ci alla presente legge. La Commissione è formata dal Presidente della Giunta e da un suo delegato, da 3 Consiglieri regionali di cui 2 designati dalla minoranza, da un rappresentante locale dell'ordine dei giornalisti, da un rappresentante degli editori locali e dall'addetto relazioni esterne dell'ufficio Stampa della Regione".
Mi pare che abbiano quindi recepito le cose essenziali e anche quelle che forse per una semplice dimenticanza non sono state messe nella legge presentata dai Consiglieri Dolchi e Siggia.
Quindi, sotto questo aspetto, il discorso mi pare sufficientemente preciso per quanto concerne la parte del finanziamento dei giornali. Per quanto concerne invece la seconda legge, quella iscritta all'oggetto 22, e cioè sulla ristrutturazione dell'Ufficio Stampa, ci è parso opportuno che, a fine legislatura, non fosse, direi, molto conveniente preparare questa legge che poteva essere preparata in un certo modo e poteva poi essere attuata da, praticamente dalla Giunta o meglio dal Consiglio che succederà alle elezioni del 10 di giugno; quindi, ragioni di opportunità, ci hanno consigliato di lasciare cadere la seconda legge che riteniamo giusta, necessaria, indispensabile, però, ragione di opportunità, così siamo alla fine della legislatura, non ci pare corretto fare una legge che la maggioranza che verrà, quale essa sia, nel futuro dovrà vedere meglio con, direi, valutando tutte le opportunità che sono state evidenziate nella relazione che ha fatto Dolchi prima e d'altra parte tenendo anche conto che avrà davanti a sé cinque anni per poter espletare il suo mandato.
Andrione (U.V.) - Non starò a ripetere quanto ho già detto la volta scorsa in questa materia e per quanto riguarda questo progetto di legge credo di condividere una grossa parte delle argomentazioni che sono andate svolte dal Consigliere Dolchi in quanto mi sembra e può darsi che si la scadenza della legislatura che consigli un comportamento di questo genere, i sembra che questa legge si un po' un... con qualche miglioria del sistema vigente fino adesso. In realtà sarebbe stato meglio innovare, a nostro avviso, in questa materia, in maniera più profonda e arrivare effettivamente a un'informazione di natura politica amministrativa di alto livello e di livello consiliare. Forse questo non era possibile in corso di legislatura e si è arrivati a questa proposta di legge con degli emendamenti che sono stati illustrati testé dall'Assessore Pollicini.
In linea di massima possiamo concordare su questi emendamenti e sulla proposta di legge che viene fatta. Io mi permetto , però, di sollevare alcune perplessità e una perplessità riguarda proprio quell'articolo che è stato illustrato adesso dall'Assessore Pollicini e cioè può essere giusto se, in via eccezionale, la Regione paghi una pagina che non è stata fornita ai giornali in quanto si può configurare un contratto di somministrazione che prevede certi tipi di organizzazione e quindi ed è giusto pagarli; però, rendiamoci conto che questo deve essere assolutamente eccezionale, perché un sistema, un costume nel quale si paga un servizio che non è effettuato è un costume che a noi non piace e credo che non possa piacere a nessuno. Può avvenire.
Stabiliamo che venga pagato lo stesso, però che sia un impegno di tutto il Consiglio, in particolare di quella Commissione, che ciò avvenga in materia assolutamente straordinaria e, per finire, concordo con l'Assessore Pollicini... che tutta questa materia, anche noi siamo perplessi sulla seconda legge, lo abbiamo detto la volta scorsa, non sto a ripetere, che tutta questa materia sia affrontata con uno spirito nuovo dal prossimo Consiglio; si tratta di materia difficile, dove, evidentemente, dovranno essere fatte delle scelte coraggiose perché, a nostro avviso, continuare in questa materia rischia di diventare nocivo per la serietà e per il buon nome della Regione.
Pollicini (D.P.) - ... estremamente valida l'osservazione che ha fatto il Segretario Andrione, quando dice: attenzione che pagare comunque la pagina potrebbe essere indice di malcostume o comunque sperpero del denaro pubblico" ed è esatto, però, mi sembra che questo costituisca lo stimolo per la Giunta per far sì, evidentemente, di non cadere in questa grave mancanza che, indubbiamente, sarebbe imperdonabile per un vero e proprio spreco di pubblico denaro e di fornire tempestivamente e quindicinalmente la pagina ai giornali, avvalendosi degli strumenti di cui può avvalersi per mantenere fede agli impegni presi e per non sprecare denaro pubblico. Non c'è dubbio che questo costituisce uno stimolo, che la pagina deve uscire, io sono certo e le auguro perlomeno che non vi si capiti una sola occasione di pagare la pagina senza presentare il notiziario da pubblicare ai giornali e mi pare logico, concordiamo perfettamente su questo.
Tonino (P.S.I.U.P.) - Ma, io sono, sono andato poco fa nell'Ufficio Stampa per ritirare la fotografia della stratta di mano con il Presidente della repubblica e ho dovuto constatare che in quell'ufficio non certamente per colpa di chi ci lavora dentro, ma veramente c'è un caos completo in quell'ufficio, un cumulo di riviste, di giornali, di libri e tutte queste cose, per cui questa gente non si leva dai piedi nel modo in cui è messo l'ufficio oggi.
Noi riceviamo delle informazioni da tutte le Regioni a Statuto ordinario o quasi, diciamo almeno di più le più importanti, dove possiamo conoscere le idee dei vari Consiglieri sia della minoranza che della maggioranza, dove conosciamo le scelte che fanno alcune Regioni, dove conosciamo alcuni Convegni che portano avanti sulle informazioni sociali e su altri problemi; qui in Valle non è possibile fare questo noi in Valle d'Aosta non abbiamo un cittadino che possa essere in grado di conoscere quello che capita qui dentro, la Regione e se lo conosce lo conosce solo tramite la pagina della Regione che è espressione personalmente della Giunta e che non è espressione del Consiglio, quindi, a me pare, che le proposte del gruppo comunista di un'informazione molto più fatta perbene, una informazione molto più democratica in Valle d'Aosta sia una cosa estremamente necessaria.
Quindi io insisto perché la legge presentata dal gruppo comunista sia una legge che deve essere votata se vogliamo portare la Valle d'Aosta anche al livello che gli compete.
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Si dà atto che dalle ore 18,44 riassume la presidenza il Presidente MONTESANO.
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Montesano (P.S.D.I.) - Che chiede la parola? Nessun altro chiede la parola?
Allora si passa articolo per articolo. Ci sono dichiarazioni di voto?
Articolo 1 - Stiamo votando la legge: provvedimenti intesi a favorire la più ampia informazione dell'attività della Regione... (Voce - L'articolo 1 di cosa? Quale?) ...della prima legge.
Siggia (P.C.I.) - Ci sono due testi, Presidente. C'è un testo nostro e un testo della Giunta. Articolo 1 di quale testo?
Montesano (P.S.D.I.) - Non ce l'ho. Ah, è stato distribuito adesso.
Dunque, emendamenti alla proposta di legge dei Consiglieri Dolchi e Siggia sui provvedimenti intesi a favorire la più ampia informazione sull'attività della Regione.
Hanno tutti questi emendamenti?
Io vorrei che l'avessero un po'tutti. Chi prende l'incarico, a nome della Giunta, di illustrare questi emendamenti?
Consigliere Pollicini, ecco, se all'articolo 1 vuol proporre l'emendamento.
Pollicini (D.P.) - L'art. 1 verrebbe sostituito con questo, che è nel testo distribuito ai capi Gruppo.
"Allo scopo di assicurare l'informazione sull'attività della Regione, la Giunta regionale, previo parere della Commissione di cui all'art. 5 - quella che ho letto prima - è autorizzata a concedere contributi ai periodici locali, stampati con procedimento tipografico, per l'inserzione di un notiziario regionale".
Questo sarebbe l'emendamento all'art. 1 della legge Dolchi-Siggia. Sostituisce l'art. 1, ecco.
Montesano (P.S.D.I.) - I proponenti della legge hanno da aggiungere qualcosa?
Ci sono altre osservazioni? Allora, che approva alzi la mano. Contrari. Astenuti. Il Consiglio approva.
Articolo 2 - Assessore Pollicini.
Pollicini (D.P.) - Verrebbe sostituita da questo articolo "I contributi previsti dall'art. 1 sono concessi alle pubblicazioni regolarmente diffuse nella Regione aventi periodicità settimanale o quindicinale, un formato di 35x50 circa, una tiratura minima di 2.000 copie per numero e carattere politico, sindacale e culturale per il quale risultino incluse nel campo di applicazione dell'art. 1 della legge 1° agosto 1949 n. 482. Le pubblicazioni devono essere regolarmente iscritte nel registro stampa del Tribunale di Aosta oppure se registrate altrove debbono possedere caratteristiche e contenuti di interesse esclusivamente regionale valdostano. Tutti i requisiti di cui ai commi precedenti devono essere posseduti dai periodici ininterrottamente per almeno un anno prima della domanda.". Questo sostitutivo dell'articolo 2.
Andrione (U.V.) - Pongo una volta sola la domanda, ma vale per l'articolo 2 e vale per la tabella A, che è allegata, e io chiedo che cosa si intende per tiratura e quali sono i mezzi previsti per il controllo della tiratura, normalmente per i quotidiani di carattere nazionale e internazionale esistono degli istituti di controllo che hanno dei mezzi molto severi ma qui si dice "tiratura minima di 2.000 copie" se si intende tiratura tipografica io posso facilmente tirare 2.000 copie, mentre se si intende come tiratura l'indice di diffusione diventa un problema tutto differente.
Ora, dato che alla tabella dell'allegato A ci sono dei bare... differenti e cioè si dice tiratura da 2.000 a 3.500 copie 110.000 lire; da 3.501 a 5.000 130.000 lire, io faccio un esempio molta terra terra e, per esempio, sono proprietario della testata di un giornale che tira nel senso tipografico della parola 3.400 copie ho evidentemente interesse ad arrivare a 3.502 per non dare l'impressione di essere così meschino da fermarmi all'uno per fare il salto di qualità e mi sembra che allora sarebbe necessario che l'Assessore spiegasse che cosa intende per tiratura e quali mezzi ha la Commissione o la Giunta per controllare la tiratura, perché insomma una affermazione...
Pollicini (D.P.) - I mezzi per controllare e che cosa si intende per tiratura.
Per tiratura si intende il numero di copie stampate tipografiche. La Commissione ha i mezzi per controllare evidentemente chiedendo, verificando in tipografia perché non è sufficiente non so il bollettario di spedizione postale perché ci possono essere le vendite, le consegne a domicilio, le altre forme di consegna quindi per numero di copie si intende quelle stampate in tipografia. La Commissione ha la facoltà di verificare che siano rispettati i numeri denunciati attraverso ispezioni che possono essere fatte in tipografia o altre forme di controllo per garantire che non vi siano speculazioni o non ci sia evidentemente una denuncia sbagliata per dire un eufemismo.
Andrione (U.V.) - ... mi permetto ancora una precisazione, questo vuol dire che il periodo elettorale, quando tutti i periodici aumentano enormemente le loro pubblicazioni per distribuzioni gratuite ecc., tutti hanno diritto al supero delle 5.000 copie? Questo...
Dolchi (P.C.I.) - Ma, ecco, questo argomento si richiama all'articolo 4 della nostra proposta di legge, scusate se adesso stiamo un poco costretti a saltare da una parte all'altra, dove proprio preoccupati per le garanzie che deve avere l'Amministrazione regionale prevedevano una serie di controlli, molto aleatori se volete, ma che comunque mi sembra maggiormente, erano maggiormente precisati che non nelle proposte di emendamento e cioè una dichiarazione... della tipografia controfirmato dal Direttore del periodico, attestante il numero delle copie stampate, ma anche una dichiarazione dell'Ufficio postale, da cui risulti il numero delle copie spedite. È chiaro che uno può vendere un erto numero di copie all'edicola, anzi un numero esorbitante di copie alle edicole e spedirle poche, ma è chiaro che ci dovrebbe essere comunque una proporzione se uno spedisce 3.000 copie è abbastanza logico arguire che ne stampa 4.000 ma se uno ne spedisce solo 150 sarebbe difficile convincere l'Amministrazione regionale che ne vende altre 2.850 e ne tira quindi 3.000.
Ecco, ci sembrava che questo controllo potesse essere... e all'uopo si proponeva anche all'articolo 5, si proponeva anche all'articolo 6 che adesso diventerebbe articolo 5 delle proposte di emendamento un controllo sulla regolarità da parte di una Commissione.
Ecco, mi sembra che così considerando queste proposte di emendamento e la stessa iniziativa una ricerca, un tentativo di regolamentare sempre meglio questa materia, la presenza di una Commissione composta di interessati e di politici e di amministratori anche che quindi dovrebbero cautelare l'erogazione dei fondi da parte dell'Amministrazione regionale potrebbe essere il primo passo verso un maggior controllo e anche una ricerca di responsabilizzazione da parte delle stesse tipografie e degli stessi direttori perché si dice, perlomeno nella nostra si diceva e adesso non sono ancora arrivato a vedere se si dicono negli emendamenti ma mi sembra che dovrebbe essere ovvio che la pubblicazione che non soddisfa annualmente ai requisiti minimi di pubblicazione di regolarità e di tiratura non è più autorizzata, cioè la Giunta l'anno successivo non corrisponde più la pagina in pubblicazione.
Mi sembra quindi che così, se consideriamo questa fusione dei due testi e questa ricerca di un accordo, un primo passo verso poi una regolamentazione della materia, anche in seguito all'esperienza, si possa accettare la dizione dell'articolo 5 degli emendamenti che sostituisce il nostro articolo 6 e che sostituisce anche l'articolo 4 dove erano fissate le norme precise che si richiedeva di garanzia alla tipografia, alla posta per il controllo della tiratura.
Pollicini (D.P.) - Ma, guardi, diciamo così, l'articolo 4 della proposta Dolchi-Siggia, che non è stato recepito nella sua forma letterale, sostanzialmente, direi, che è stato recepito nella sostanza in quanto questa Commissione, ha questi compiti però noi non siamo contrari che sia recepito anche letteralmente per noi sta bene che sia aggiunto e con le richieste dei punti A, B, C, siano messi in corpo all'articolo 5 o in un altro punto in modo da avere le massime garanzie che non vi sia la possibilità di defraudare l'Amministrazione regionale, anzi io direi che la Giunta è perfettamente d'accordo l'ha fatto per un modo di sintetizzare soltanto il problema però sta bene se il Consiglio è d'accordo, la Giunta è d'accordo.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora l'articolo rimane... (Pollicini: l'aggiunta...) ...Modificato oppure no?
Pollicini (D.P.) - All'articolo 5 cioè... (Montesano: parliamo dell'articolo 2) ...Sta bene così.
Montesano (P.S.D.I.) - Sta bene così. Chi altri chiede la parola? Chi approva alzi la mano. Contrari. Astenuti.
Articolo 3
Pollicini (D.P.) - Ecco qui c'è un'altra sostituzione.
Art. 3 viene sostituito con questo: "Il notiziario regionale che verrà predisposto ogni 15 giorni ad eccezione del mese di agosto occuperà lo spazio di una pagina. I periodici sono tenti a rispettare la periodicità dichiarata e a pubblicare un notiziario entro il termine di 15 giorni dal ricevimento senza omissioni, errori o integrazioni.".
Montesano (P.S.D.I.) - Assessore Pollicini io desidero porle una domanda: cosa intende per il notiziario regionale? Cioè a dire, mi lasci finire, se il notiziario regionale si intende come attività della Giunta oppure questo notiziario regionale investe tutta l'attività della Regione, siccome la Regione ha degli organi responsabili che non si limitano a quelli
esecutivi, io desidero essere rassicurato che notiziario regionale non ricalchi quello che è la pagina attuale della regione, la quale pagina in sostanza è la pagina della giunta, cioè dell'organo esecutivo, non è questa Giunta che ha tirato fuori questa pagina è una cosa che si eredita da parecchi anni per arrivare alla mia proposta che notiziario regionale investa tutti i campi dell'attività della Regione e cioè il Consiglio regionale, le attività delle Commissioni, l'attività delle Commissioni speciali, le attività della Giunta ecc. Questo dovrebbe essere perché, attualmente, noi abbiamo assistito a una, diciamo, manifestazione di notizie da parte dell'organo esecutivo e questo per rifarci anche a un discorso che abbiamo fatto nei riguardi della RAI-TV, in cui l'accesso alla informazione deve essere aperto a tutti anche per rifarci al Congresso che l'Assessore Benzo ha promosso a St. Vincent sulla informazione sociale cioè la Società valdostana deve essere informata sulla attività degli organi della Regione sia esecutivo e sia legislativo come anche delle Commissioni consiliari o le Commissioni di Giunta.
Ecco attendo la Lei una spiegazione.
Pollicini (D.P.) - Concordiamo perfettamente sull'impostazione che Lei in questo momento ha illustrato che era stata anche fra l'atro recepita nel corso dell'ultima riunione sia dalle dichiarazioni dei proponenti sia dalle dichiarazioni che avevo fatto io a nome della Giunta.
Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi? Consigliere Dolchi.
Dolchi (P.C.I.) - L'articolo 3 sostituisce praticamente perché diventa articolo 4, quello che nel nostro articolo 3 era la tabella che fissava gli oneri, diciamo così, il contributo se vogliamo da parte dell'Amministrazione regionale... La nostra tabella prevedeva una serie di differenziazioni in base al numero delle pagine, la tabella che potremmo anche discutere quando esamineremo gli allegati ma vorrei premettere questo si limita a due o quattro pagine, come presentatori non abbiamo nessuna difficoltà noi stessi prevedevamo che le pagine non potevano essere degli inserti e cose di questo tipo.
Va bene, mi riservo però nell'esame degli allegati A e B di rivedere maggiormente il confronto sulle nostre proposte che, oltre a essere una regolamentazione della pagina e dei contributi, era anche una rivalutazione di questo contributo che risale ormai a dieci anni fa, mentre le spese di tipografia sono notevolmente aumentate.
Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi? Chi approva l'art. 3 proposto dalla Giunta alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.
Articolo 4 - Prego.
Pollicini (D.P.) - Dovrebbe essere sostituito da questo articolo "L'importo dei contributi dalla Amministrazione Regionale su presentazione di note mensile varie in rapporto alle caratteristiche della pubblicazione secondo le tabelle che fanno parte integrante della presente legge allegate sotto la lettera A per i settimanali e sotto la lettera B per i quindicinali.
L'assegnazione dei contributi che verranno comunque corrisposti anche in caso di mancata redazione del notiziario regionale, sarà revocata qualora vengano meno le caratteristiche della pubblicazione con i requisiti richiesti.
Ai periodici che a fine anno non abbiano pubblicato almeno 40 numeri per i settimanali o 20 numeri per i quindicinali, non sarà più trasmesso il notiziario regionale per la pubblicazione e non sarà più corrisposto il contributo regionale. Le modalità di esecuzione relative alle norme della presente legge all'assegnazione e alla liquidazione dei contributi e al controllo dei requisiti sono approvati con deliberazione della Giunta regionale.".
Montesano (P.S.D.I.) - Interventi? Consigliere Chamonin.
Chamonin (M.A.V.) - ...alcune precisazioni sulle tabelle che troviamo in allegato A, volevo chiedere questo e siccome il notiziario è quindicinale per le pubblicazioni settimanali verrà fuori quindi due volte lo stesso notiziario? Lo pubblica una volta sola ma il contributo, sì ma lo prende per ogni settimana questo contributo no? Ah!... (Pollicini: ogni volta che pubblica) ...per ogni volta che pubblica. Va bene.
Montesano (P.S.D.I.) - Altre osservazioni sull'articolo 4? Chi approva alzi la mano. Contrari. Astenuti. Il Consiglio approva.
Articolo 5.
Pollicini (D.P.) - Articolo 5, c'è una leggera variazione rispetto all'articolo che è apparso nella proposta di emendamenti che hanno in mano i capigruppo e riguarda il primo capoverso. Leggo l'ultima versione dell'articolo 5 "È istituita con decreto del Presidente della Giunta regionale una Commissione con compiti di consulenza e di verifica delle condizioni e dei requisiti richiesti per la applicazione dei provvedimenti di cui alla presente legge". Rimane fermo la parte, il secondo capoverso che è "La Commissione è formata dal Presidente della Giunta o da un suo delegato, da 3 Consiglieri regionali di cui 2 designati dalla minoranza, da un rappresentante locale dell'ordine dei giornalisti, da un rappresentate degli editori locali e dall'addetto alle relazioni esterne dell'Ufficio Stampa".
Bordon (D.C.) - Fino adesso tutto bene. Democraticamente perché non tutte le minoranze devono avere un rappresentante, supponiamo ci fossero 3 minoranze una non viene rappresentata e non può fare sentire la sua voce, cioè si deve servire delle altre due minoranze. Io darei un rappresentante a ogni minoranza, se è possibile, perché mi sembra più giusto, supponiamo che domano in questo Consiglio ci fossero 3 minoranze due entrano e l'atra sta fuori. Come fa a far sentire la sua voce? Deve servirsi delle due altre minoranze con le quali non ha niente a che... Però io non è che mi cristallizzi in questo, ma mi sembrava giusto, ognuno possa fare sentire la sua voce, siccome poi è tutta una informazione diversa da quella di prima, dove ognuno ha tendenza, è portato a far sentire quello che ha fatto in Consiglio, quindi nessuno meglio del rappresentante della minoranza stessa può essere il portavoce, ci sembrava fosse giusto di dargliene uno a ogni minoranza.
Montesano (P.S.D.I.) - Chi risponde alla proposta? Consigliere Dolchi.
Dolchi (P.C.I.) - No, noi abbiamo sempre sostenuto che nelle Commissioni dovessero essere rappresentate le minoranze; è chiaro che, se parlassimo di gruppi di minoranza, in questo caso ci troveremmo a fare una Commissione notevole perché in questo Consiglio ci sono otto gruppi e quindi, se facciamo il concetto di maggioranza e minoranza con rappresentazioni per gruppi, arriviamo a una Commissione molto ampia.
Vorrei dire che la proposta della Giunta che possiamo poi tenere come, come si dice? Come fatto importante prevede su tre Consiglieri due della minoranza ecco mi sembra che è un'impostazione abbastanza rivoluzionaria e forse perché è chiaro che c'è il Presidente della Giunta che ovviamente non sarà della minoranza ma sarà della maggioranza, però mi sembra che se non vogliamo allargare molto il numero proposto mi sembra giusto, se non vogliamo allargare il numero dei rappresentanti il fatto che su tre due siano della minoranza è un fatto abbastanza nuovo, innovatore, che possiamo senz'altro accertare.
Pollicini (D.P.) - Io penso che una Commissione che, se non sbaglio, è formata da sette persone, che è il numero classico delle Commissioni consiliari, non convenga allargarla molto di più, presumo che le garanzie per la minoranza siano sufficienti per cui io insisterei su questo tipo di formazione di Commissione.
Montesano (P.S.D.I.) - Poi a parte il fatto che, se ci si trova nella situazione come ci troviamo adesso, in cui tutti sono in minoranza... (Pollicini: appunto...) ...è vero... (Pollicini: va beh, questa è una ragione in più...) ...
Bordon (D.C.) - Veramente io non insisto perché non si tratta qui di fare il tiramolla; io quindi ritiro la mia proposta, vedremo in futuro che avrà ragione perché ha detto bene Dolchi, non si tratta di gruppi di minoranza le minoranze possono essere 4 o 5 io non posso farmi rappresentare da un altro ad ogni modo si vedrà in futuro se sarà il caso perché io ritengo che avremo necessità di questo perché avremo la discriminazione di alcuni gruppi di minoranza. Però... alla fine io credo lo stesso quindi per me va bene ugualmente.
Montesano (P.S.D.I.) - Altre osservazioni sull'art. 5? Chi approva alzi la mano. Contrari. Astenuti. Il Consiglio approva.
Articolo 6 - Assessore Pollicini.
Pollicini (D.P.) - ... da questo articolo, "La Giunta regionale è autorizzata a concedere a Cooperative di Giornalisti regolarmente costituiti in Valle d'Aosta, contributi per il pagamento degli interessi passivi relativi a mutui contratti per la realizzazione nella Regione di imprese editoriali e giornalistiche entro i limiti di spesa secondo le norme relative allo istituendo fondo regionale di rotazione da approvare con legge regionale".
Montesano (P.S.D.I.) - Osservazioni? Chi approva alzi la mano. Contrari. Astenuti. Il Consiglio approva.
Articolo 7
Pollicini (D.P.) - Verrebbe sostituito con questo: "Nella prima applicazione della presente legge i periodici che alla data del 1° gennaio 1973 erano ammessi a pubblicare il notiziario regionale secondo le precedenti modalità stabilite dalla Giunta regionale possono ottenere i contributi previsti dalla presente legge purché garantiscano una periodicità almeno quindicinale e una tiratura minima di 2.000 copie.
Nella prima applicazione della presente legge i suddetti periodici che abbiano un formato di circa 25-35 sono assimilati a periodici formato 35x50 per quanto concerne la concessione del contributo regionale.
Nella prima applicazione della presente legge per i periodici di informazione regionale valdostana stampati all'estero che siano rogano di associazioni mutualistiche culturali o assistenziali per gli emigrati può derogare il requisito della periodicità purché pubblichino almeno 12 numeri l'anno aventi una tiratura minima di 2.000 copie e garantiscano le inserzioni di tutti i notiziari trasmessi per i quali saranno concessi i contributi previsti nella tabella dell'allegato B ridotti del 20%; nel caso di numeri a sei pagine non è ammessa l'inserzione del notiziario nel foglio staccato".
Montesano (P.S.D.I.) - Osservazioni all'art. 7? Consigliere Chamonin.
Chamonin (M.A.V.) - Io volevo chiedere questo: cosa si intende con prima applicazione, cioè quelli che già esistono continuano a esistere nel formato attuale o devono poi adeguarsi in un dato periodo di tempo alle orme della legge?
Montesano (P.S.D.I.) - Assessore Pollicini... (Voce: solo il primo anno) ...Altri interventi?
Chi approva l'art. 7 alzi la mano - contrari? (Voce...) Allora ritorniamo un passo indietro.
Dolchi (P.C.I.) - Non capisco da dove deriva il fatto che sono assimilati per un anno.
Si fa la fotografia al 1° gennaio 1973 di tutti i periodici che hanno questo formato. Quelli vanno avanti per l'eternità con quei formati e con i contributi, se no la nostra tabella, a cui mi riferivo io non è più valida.
Ecco, non capisco la questione dell'anno... (Voce) ...nella "prima applicazione" vuol dire che, d'ora in avanti devono avere tutti quelle misure, chiaro? Devono pubblicare per un anno e avere tutte quelle caratteristiche per avere l'ammissione.
Questi, che attualmente hanno questi formati, continuano finché ritengono di avere questi formati perché la legge non è per un anno.
Andrione (U.V.) - ...una domanda più sottile e, direi, scabrosa. Se non era da prevedere che entro un ragionevole periodo i formati piccoli esistenti dovessero adeguarsi alla legge, cioè, tu parli di fotografia, può andare molto bene. Però, dopo un certo periodo di tempo, questa fotografia potrebbe dare luogo a delle ingiustizie, nel senso che c'è il formato piccolo che, per via d'una questione "ad origine" percepisce di più nei confronti del formato piccolo che ha avuto la disgrazia di nascere dopo... (Voce: No, non può più nascere) ...Sì, che può nascere.
Dolchi (P.C.I.) - Non voglio dire io quello che deve dire Pollicini, ma proprio per vedere... io in modo che Pollicini me lo confermi, in parole povere è questo: d'ora in avanti, articolo 2, tutti devono aver formato minimo 35-50, d'ora in avanti, e dopo che hanno pubblicato per almeno un anno e hanno corrisposto tutti i requisiti, potranno avere il contributo. Questo come norma? Da adesso in avanti? Cioè uno che vuole iniziare adesso la pubblicazione avrà il contributo dal marzo 1974, dopo che per un anno ha pubblicato un periodico con le misure 35-50. Quindi piccoli non ce ne saranno più in avvenire?
Per i piccoli che ci sono adesso - art. 7 - si stabilisce che sono assimilabili a quelli con due pagine del 35-50, in fondo è anche la verità, se noi abbiamo uno piccolo così che pubblica la pagina qui, se lo stampa in piedi davanti e dietro, e è poi lo stesso come spazio di tipografia. Ma siccome non è solamente una questione di spazio di pubblicazione, ma è anche un tipo oramai affermato di pubblicazione, mi sembra che lo spirito dell'art. 7 è "quelli che fino adesso... (Voce...) ...Non è che voglia fare la pubblicità alla Ville d'Aoste, ma dico, questo che è sempre, che esce così e che pubblica la pagina così, mi sembra che l'articolo 7 dica "continua ad essere così".
Quello che vorrà ottenere il contributo in avvenire dovrà invece pubblicare il giornale, così la pagina e così il testo del giornale, perché in fondo è questo che si tratta. La superficie è uguale.
Siccome prevediamo, mi sembra che lo preveda anche la tabella A) e la tabella B) che il contributo ce l'abbia un periodico a due facciate, quindi il problema non si pone perché il nuovo periodico, se vuole concorrere alla pubblicazione, come dice Chantel, tra un anno, con tutte queste norme, se vuol farlo solo di due facciate, lo fa in questo modo: uno in piedi da una parte e la pagina delle "nouvelles d'administration" dall'altra.
Però mi sembra - e vorrei essere confortato e confermato in questo senso - che l'articolo 7, che dovrebbe sostituire il nostro, che viene proposto dalla Giunta, è "per quei periodici che hanno oramai affermato nel tempo un loro formato piccolo", si mantiene il formato piccolo e la pagina viene, come è stato fatto sinora, pubblicata nell'interno del formato piccolo.
Che praticamente poi è il formato grosso piegato in due invece che in uno.
Ma questo non per un anno. Ecco, non ho capito bene la questione dell'anno.
Pollicini (D.P.) - Il discorso può essere visto così: questa legge mira anche a dare una nuova veste ai giornali, una nuova funzione, tutto sommato, che sia quella di un'informazione, la più ampia possibile ed è evidente che un giornale, di formato 25x35 in certe occasioni, che esce con dei grossi emblemi o con delle grosse fotografie, di fatto, di funzione giornalistica non ne ha per nulla; diventa soltanto una semplice e direi propria bolletta per l'esazione della quota regionale e basta poiché su un formato così piccola 25x35 è sufficiente un grosso emblema e una fotografia per riempire tutto.
Quindi funzioni informative quel giornale non ne ha pur pubblicando la pagina della Regione.
Quindi il concetto è questo: in effetti non vogliamo certamente favorire questo tipo di stampa, che stampa non è; rischia di essere una speculazione per avere i fondi regionali.
Però, poiché vi sono delle testate che escono in questo formato da anni e anni, non intendiamo neanche fare una discriminazione o far cambiare una veste tipografica che costerebbe evidentemente del denaro e forse anche sarebbe contrario a un certo rispetto di tradizioni di quel giornale, per cui per quei giornali che, alla data dell'entrata in vigore, hanno la pagina regionale ed hanno quel formato di 25x35 verrà riconosciuto nel tempo l'assimilazione nel formato 35x50.
I nuovi giornali, evidentemente, dovranno assoggettarsi alle norme della legge.
Chamonin (M.A.V.) - Quello che dava un po' di dubbio era l'interpretazione di questa frase "nella prima applicazione della presente legge".
Ora, se si trattava dell'anno che deve passare dal 1° gennaio 1973 al 1° gennaio 1974 si poteva mettere "nel primo anno di applicazione della presente legge i periodici, ecc. ecc."
Sennò non c'è nessun bisogno di mettere "nella prima applicazione della presente legge": si incomincia la frase in questo modo "i periodici, che alla data del 1° gennaio 1973 erano ammessi a pubblicare il notiziario regionale..." e si va avanti in questo modo. Senza mettere "nella prima applicazione della presente legge" che non vuol dire assolutamente niente in questo caso.
Perché corre lo stesso il discorso e mi pare più chiaro se l'articolo fosse scritto così: "i periodici che alla data del 1° gennaio 1973 erano ammessi a pubblicare un notiziario ecc. ecc.".
Secondo capoverso: "i suddetti periodici che abbiano un formato di circa 25x35, e avanti".
Terzo capoverso "i periodici di formazione regionale, ecc. Senza bisogno di ripetere sempre e di dire "nella prima applicazione della presente legge" che, in effetti, nessun ha capito che cosa voglia dire.
Pollicini (D.P.) - Che il discorso possa essere completato là dove si dice che per avere diritto, i nuovi giornali, alla pagina, devono pubblicare per un anno di seguito il loro giornale.
È evidente che, ecco il discorso dell'equivoco "anno", dove è uscito quello. È evidente che, nella prima applicazione non può che interessare e i giornali già, direi, che sono in pubblicazione, già in possesso della pagina regionale, cioè in questo concetto - prima applicazione perché gli altri la loro applicazione non la potranno avere che a un anno dalla pubblicazione dei loro nomi? numeri?
Chamonin (M.A.V.) - ... "i periodici che alla data del 1° gennaio 1973 erano ammessi a pubblicare il notiziario regionale, secondo le precedenti modalità stabilite dalla Giunta regionale possono ottenere i contributi previsti dalla presente legge purché garantiscano una periodicità" e sono esclusi da questo articolo quelli che devono ancora pubblicare per un anno per il riconoscimento. Non ne parla qui di quelli.
Andrione (U.V.) - Io accetto le lucide spiegazioni del Consigliere Dolchi, però, sovvenendomi così di famose battaglie che abbiamo avuto nel passato con Mons. Stevenin per l'obbrobrietà di certe testate, mi sembra che con questa norma, in funzione di un'eternità relativa, a queste leggi, i piccoli formati saranno molto appetibili e non è detto che non cambino - la testata rimane la stessa, il piccolo formato ha sempre diritto, in virtù di questo ad origine, alla pagine regionale, ma non è detto che cambino gli autori, oloro che riempiono la testata stessa.
Non so se mi sono spiegato. Perché allora conviene avere il giornaletto piccolo.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora, il secondo e terzo capoverso come va inteso?
Consigliere Chamonin vuole per favore ripetere?
Chamonin (M.A.V.) - È una mia interpretazione, questa. Non so se chi ha stilato l'articolo crede di metterlo così. Per me non ha nessuna importanza anche lasciarlo nella prima applicazione. Mi pareva più chiaro non mettere affatto "prima applicazione" nella presente legge.
Sono i presentatori che devono essere convinti di questo, eh, non io! ...(Voci)...
Montesano (P.S.D.I.) - Allora, Assessore Pollicini, cosa facciamo? ...(Voci)... D'accordo, allora tagliare via "nella prima applicazione della legge, al 1° secondo capoverso e al terzo capoverso.
Però mi sembra che il Consigliere aveva aggiunto... (Voce: niente) ...Allora, niente. Basta così. Allora l'articolo va ai voti con questo emendamento soppressivo. Chi è favorevole alzi la mano - Contrari? - Astenuti? Il Consiglio approva.
Articolo 8 - È l'imputazione di spesa, quindi.
(Pollicini legge l'articolo)
Montesano (P.S.D.I.) - Chi approva, ecc. - Il Consiglio approva.
L'articolo finale è quello solito, che non ha bisogno di essere letto.
Dolchi (P.C.I.) - Voglio dire che siamo contenti, approviamo l'art. 9 perché è l'unico che è rimasto uguale.
Montesano (P.S.D.I.) - Poi approviamo le tabelle.
Tabella A - Il Consiglio approva. No, scusate.
Dolchi (P.C.I.) - Avendo anticipato che la nostra iniziativa aveva due scopi: quello di regolamentare il contributo e la pagina, ma anche quello di promuovere un aggiornamento di questo contributo.
Ora, mentre questo si verifica sia nei settimanali che nei quindicinali per le pagine con formato maggiore, cioè con le 4 pagine e, sono d'accordo, non ridico quello che ha già detto il collega Pollicini in proposito, mi sembra che nella prima colonna, sia per i settimanali che per i quindicinali andiamo indietro, e abbastanza sensibilmente, nei confronti dell'attuale contributo e quindi, senza far perdere tempo sulle argomentazioni che ci potrebbero essere in proposito sui costi di tipografia, sul fatto che, se attualmente c'è un vantaggio a pubblicare la pagina con le nuove tariffe, non ci sarebbe più questo vantaggio, la proposta sarebbe:
Tabella A) - portare da 50 a 60 mila lire la prima cifra e da 70 a 80.000 la seconda, mantenendo invariato la cifra di 90.000 perché tutti sanno che una volta fatta la composizione l'aumento delle copie non incide più proporzionalmente sul prezzo.
E, nella tabella B) aumentare da 40 a 50.000 e da 60 a 70.000 rimanendo invariata la cifra di 80 mila. Questa è una proposta che mi sembra equa nei confronti del contributo passato che, in questo caso, verrebbe, per questo tipo di pubblicazioni, ad essere molto inferiore con questa legge di quanto non era prima nei confronti di questi periodici.
Chamonin (M.A.V.) - Riferendomi a quando diceva il Consigliere Dolchi adesso, notavamo che qui c'era più del doppio di contributo tra le due pagine e le 4 pagine o più. Invece, con la proposta Dolchi verrebbe ad avere meno del doppio cioè prima era da 50 a 110 adesso da 60 a 110. Rimarrebbero immutate le proposte per 4 o più.
Pollicini (D.P.) - Qui, a noi, è parso che questi parametri avessero un significato in quanto mirano a favorire, direi, a stimolare la più ampia funzione informativa del giornale. Cosa evidente che nel giornale a due pagien è decisamente inferiore a un giornale da 4 e più pagine.
Quindi aveva questa funzione, A questo mirava la differenza, cioè stimolare l'aumento della parte informativa per evitare che ci fossero, così, delle pagine, dei giornali di cui appunto una pagina della Regione, l'altra pagina limitata a poche notizie o a molte fotografie o a qualche caricatura.
Voleva stimolare l'ampliamento del formato del giornale, l'aumento delle pagine del giornale per questa funzione.
Sentiamo anche gli altri Gruppi. Questo parametro è stato fatto proprio in funzione di questo scopo.
Dolchi (P.C.I.) - Tutto l'equilibrio tiene conto anche di una presenza politica e di informazione che ha una certa caratteristica.
Ora, il concetto era: veniamo incontro a questa maggiore informazione. C'è una serie di testate che attualmente hanno 75 mila lire, per le quali noi, volendo agevolare l'informazione, gliene diamo solo 40. Ne rimettono 35 nei confronti dell'attuale situazione, oppure gliene diamo solo 50, mentre adesso ne prendono 75.
Ora, io sono d'accordo, in linea di principio, con quanto diceva Pollicini. Non aumentiamo a queste testate in proporzione come per le 4 pagine, per le cose dette da Pollicini, anche se per queste pubblicazioni c'è stato un aumento delle spese. Ecco, però è chiaro che dare tanto meno, ecco mi sembra venire in contrasto a quelli che sono stati un po' i principi che hanno ispirato e noi nel presentare la legge e voi nell'esaminarla e presentare le contro-proposte per gli emendamenti.
E è una questione anche vista in base ai costi tipografici che non porta un grosso beneficio in più. Porta comunque una riduzione. Facciamo che questa riduzione non sia talmente accentuata da soffocare quella informazione che con queste leggi invece vogliamo promuovere.
Montesano (P.S.D.I.) - Giunti a questo punto la Giunta deve esprimersi: se accoglie o no, perché devo mettere ai voti questo emendamento.
Pollicini (D.P.) - La Giunta ha invitato i Gruppi a pronunciarsi.
Montesano (P.S.D.I.) - Lei mantiene l'emendamento, allora lo mettiamo ai voti prima di mettere ai voti la tabella.
Pollicini (D.P.) - Vorrei fare una proposta e cioè: nell'allegato A) là dove c'è - pagine 2 - da 2000 a 3500 copie lire 50.000 portare a 60 mila e laddove c'è 3500-5000, 75.000 se non sbaglio come adesso.
Nell'allegato B) da 40 mila a 50 mila e, sotto, da 60 mila a 65 mila.
Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Dolchi accoglie questo?
Dolchi (P.C.I.) - Viene a mancare, diventa più conveniente allora, data la differenza che c'è, fare le 5.000 copie, proprio per evitare quelle cose. Perché, da un punto di vista tipografico per le 2 mila copie e giusto le 50.000, il costo; poi, per arrivare fino al plafond delle 5.000, sì c'è 20.000 lire di carta; poi, oltre le 5000, vedete, che io propongo non più uno scatto di 20 mila, ma solo più di 10 mila, perché lì è proprio solamente carta stampata.
Ecco, mi sembra che, dall'analisi più approfondita, se non vogliamo in questo caso far ridurre solo di 5 mila lire, che con i costi invece è una riduzione del 30%, se contiamo adesso mi sembra che togliendo su quelli che fanno da 3500 a 5000 copie già 5.000 lire su quello che prendono adesso, mi sembra
... no, per i settimanali, ma per i quindicinali, mi sembra che mantenerlo a 60 sia una cosa valida, proprio così per l'equilibrio delle pagine.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora la tabella A) va messa ai voti con le modifiche alla colonna due da 50.000 a 60.000 e da 70.000 a 75.000.
Chi approva?... Il Consiglio approva.
Tabella B) - modificato nella colonna 2, da 2000 a 3500 copie 50.000 e nel rigo susseguente 70.000.
Chi approva... Il Consiglio approva.
Si passa alla votazione a scrutinio segreto.
Risultato della votazione: presenti 20 - votanti 20 - favorevoli 18 - contrari 2. Il Consiglio approva.
Sono le 19,37 ed io proporrei al Consiglio di togliere la seduta e di rinviarla a domattina alle 9,30.
La seduta è tolta.
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La seduta termina alle ore 19,37.
