Oggetto del Consiglio n. 43 del 2 agosto 1951 - Verbale

OGGETTO N. 43/51 - VARIA. - LEGGE REGIONALE SULL'ORDINAMENTO DEI SERVIZI E SULLO STATO GIURIDICO ED ECONOMICO DEL PERSONALE DELL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE. - COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA, AVV. CAVERI.

II Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, richiamandosi alla legge regionale recante norme sull'ordinamento dei servizi e sullo stato giuridico ed economico del personale dell'Amministrazione regionale, dichiara guanto segue:

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"Prima di occuparmi della questione del Consiglio regionale di Sanità, reputo mio dovere di comunicare, al Consiglio che con lettera ricevuta in questi giorni scorsi, mentre già erano stati distribuiti gli allegati ai Consiglieri, la Segreteria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in. risposta a mia lettera con la quale chiedevo un colloquio al Presidente del Consiglio - fissa il colloquio stesso per i primi giorni di settembre.

La mia lettera era pervenuta alla Presidenza del Consiglio, proprio nel momento in cui si apriva la nota crisi ministeriale.

Nella lettera della Presidenza, si allude appunto all'impossibilità di trattare le nostre questioni regionali, mentre la crisi era ancora aperta.

Tra le principali questioni che dovranno essere chiarite, vi è la questione sulla quale vi ha intrattenuto il Presidente del Consiglio regionale, cioè l'impugnativa della Legge regionale 9 novembre 1950, riguardante il regolamento organico degli impiegati.

Nel febbraio scorso avevo chiesto alla segreteria della Camera dei deputati e alla segreteria del Senato se fosse stata depositata presso le Segreterie stesse l'impugnativa della legge regionale. La risposta è stata negativa, nessuna impugnativa è stata depositata, nè al Senato nè alla Camera.

Rimane quindi l'ipotesi di una impugnativa presso la Corte Costituzionale, che - come è noto - non é stata ancora costituita.

D'altra parte non risulta che vi sia stata una deliberazione del Consiglio dei Ministri.

Per questo e per altre notizie a mia conoscenza, non vi é ragione di ritenere che vi sia stata una presa di posizione da parte degli uomini politici responsabili.

Vi è stato dello zelo in certi uffici, i cui titolari sono stati cambiati per ragioni che non hanno nulla a che vedere con la questione di cui trattasi - con le questioni regionali.

Io voglio sperare che questa impugnativa, presentata d'altra parte quando i termini erano già scaduti, finirà per essere soggetta a revisione in senso favorevole alla Regione.

Vi sono state delle trattative in questi ultimi tempi. Ci è stato proposto di sopprimere ogni riferimento all'equiparazione dei nostri impiegati con quello della Amministrazione dello Stato e di lasciare immutati gli stipendi e le indennità di cui alla nostra tabella.

Sembra che tale proposta possa essere accettata, in quanto non pare che debba pregiudicare i nostri impiegati.

Anzi è noto come fosse stato sempre richiesto proprio dagli uffici ministeriali e dal precedente Presidente della Commissione di Coordinamento, di stabilire tale parificazione.

Vi è un altro punto, nel quale invece non vi è molto spazio per una trattativa: quello che si riferisce agli articoli 16 e 44, che riguarda l'assunzione nei limiti del possibile di personale in Valle e il titolo di preferenza ai residenti in Valle, a parità di condizione.

Tali articoli non contengono niente di più di quanto contiene l'articolo 38 dello Statuto.

Ora è chiaro che se tra lo Stato e la Regione si può e si deve trattare nello svolgersi dell'attività rivolta a provvedere ai vari problemi concreti, non è possibile, però di condurre la nostra buona volontà di trattare al di là di certi limiti, ed il limite invalicabile è proprio costituito dagli articoli dello Statuto e quindi anche dall'articolo 38.

Comunque io voglio sperare si possa arrivare ad una definizione e ad un accordo con gli uffici competenti, poiché se rimane acquisita e ferma la tabella con relativi stipendi e indennità può anche cadere quella equiparazione, che non da noi è stata chiesta.

Per quanto riguarda il secondo punto, la questione si limita ad un avverbio "possibilmente", per cui sarebbe assurdo che un irrigidimento da parte degli unici centrali su di una questione cosi modesta, ma che per noi si sostanzia nel rispetto di un prezioso articolo del nostro Statuto, dovesse drammatizzarsi in un conflitto fra lo Stato e la Regione.

Noi tutti della Giunta e del Consiglio desideriamo una definizione di tale questione, che valga a rendere più sereno il lavoro dei nostri impiegati e più sicura la loro posizione".

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Il Presidente della Giunta, Avv. CAVER1, precisa di aver dichiarato quanto sopra perchè tale comunicazione era stata posta all'ordine del giorno della prima adunanza della sessione ordinaria primaverile, adunanza alla quale non ha potuto partecipare a causa di indisposizione.

Il Presidente ff., Ing. PASQUALI, chiede se qualche Consigliere intenda prendere la parola in merito alle dichiarazioni fatte dal Presidente del-la Giunta, Avv. Caveri.

Il Consigliere Geom. G. NICCO dichiara che i Consiglieri del gruppo social-comunista, preso atto di quanto riferito dal Presidente della Giunta, Avv. Caveri in ordine alla Legge regionale sull'ordinamento dei servizi e sullo stato giuridico ed economico del personale dell'Amministrazione regionale, confidano ed augurano che ogni contrasto tra lo Stato e la Regione possa essere definitivamente appianato ed eliminato, in quanto è dovere dell'Amministrazione regionale di dare ai propri dipendenti la sicurezza dell'impiego ed il giusto trattamento che essi a buon diritto chiedono.

Il Consigliere Dott. DUJANY augura che, nel colloquio che il Presidente del Consiglio dei Ministri avrà con il Presidente della Giunta regionale, possa essere favorevolmente risolta la annosa questione del personale dell'Amministrazione regionale, rimanendo salvi i diritti sanciti dallo Statuto regionale.

Il Consiglio prende atto.

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