Oggetto del Consiglio n. 143 del 20 dicembre 1950 - Verbale

OGGETTO N. 143/50 - RICHIESTA DI CHIARIMENTI IN MERITO AL PROGETTATO TRAFORO DEL M. BIANCO - (INTERPELLANZA DEL CONSIGLIERE REGIONALE SIG. MANGANON1 CLAUDIO).

Il Presidente, Avv. Dott. BONDAZ, dichiara aperta la discussione sulla seguente interpellanza del Consigliere Sig. Manganoni Claudio, concernente l'oggetto: "Richiesta di chiarimenti in merito al progettato traforo del M. Bianco", interpellanza di cui copia è stata trasmessa ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:

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Al Presidente del Consiglio regionale - AOSTA

e p.c.:

All'Assessore alle Finanze - AOSTA

Prego la S.V. di voler portare sull'ordine del giorno della prossima seduta la seguente interpellanza:

Già nel precedente Consiglio, l'Avv. Farinet, attualmente deputato, il conte Lora Totino e l'Assessore alle Finanze, presentarono al Consiglio dettagliate relazioni sul progettato traforo del Monte Bianco. A questo scopo, 1'Amministrazione regionale ha accantonato diverse centinaia di milioni e spesi diversi altri per viaggi, contatti, ricevimenti di personalità, ecc. La stampa nazionale ed estera e, particolarmente alcuni giornali locali, trattarono ampiamente il problema, assicurando l'inizio dei lavori entro un termine relativamente breve. Visto che la questione, di enorme importanza per la popolazione della Valle, è stata oggi messa in sordina dalla stampa, avvalorando così i dubbi dei valdostani che da svariati decenni si sentono promettere il traforo del Monte Bianco alla vigilia delle elezioni, prego l'Assessore interessato di voler mettere al corrente il Consiglio sulle reali possibilità che questo traforo avvenga, sulle azioni fino ad oggi sottoscritte, se giudica necessario che oltre 250 milioni rimangano immobilizzati per questo ipotetico traforo mentre potrebbero essere utilizzati per l'esecuzione di lavori pubblici in Valle.

Aosta, li 10 novembre 1950.

f.to Claudio Manganoni

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Il Consigliere Sig. MANGANONI illustra brevemente la surriportata interpellanza all'Assessore alle Finanze.

Rileva che il Deputato della Valle d'Aosta, On. Farinet, il quale, prima delle elezioni del nuovo Consiglio regionale, aveva fatto diverse relazioni in sede di adunanza del Consiglio sul progettato traforo del Monte Bianco, non ha, successivamente, più riferito nulla al riguardo.

Rileva che la questione del traforo del Bianco era già trattata fin dal 1890 ed esprime il timore che l'attuazione dell'importante opera sia ancora procrastinata per molti anni.

Chiede se la somma accantonata dal Consiglio regionale per il traforo del M. Bianco ammonti a lire 250 milioni - come da lui indicato nella interpellanza - o se, invece, tale somma ammonti a Lire 360 milioni.

Dopo aver dichiarato che i Consiglieri del Gruppo social-comunista sono accaniti sostenitori del traforo del M. Bianco, esprime il dubbio se - data la svalutazione della moneta, già in atto - convenga continuare a tenere immobilizzata la ingente somma accantonata per il traforo del M. Bianco.

Fa presente che, mentre con la somma accantonata si potrebbe, ad esempio, finanziare attualmente la costruzione di venti chilometri di strada, in futuro, in seguito alla prevedibile svalutazione della moneta, si potrà costruire, con la stessa somma, un minor numero di chilometri di strada.

Rileva la grave responsabilità del Consiglio regionale di fronte alla popolazione.

1'Assessore alle Finanze, Ing. FRESIA, rileva che anche recentemente i giornali hanno riferito sui passi fatti a Parigi dall'On. Farinet per il traforo del M. Bianco; dichiara che è suo intendimento rendere pure edotto il Consiglio dell'interessamento della Giunta per il traforo del Monte Bianco.

Precisa che la somma stanziata per il traforo del Monte Bianco ammonta a lire 255 milioni, con previsione di elevare lo stanziamento a 360 milioni, e ciò per le seguenti ragioni:

a) convenienza di essere su di un piede di parità con lo Stato Italiano, con la Francia e con la Svizzera, nel Consiglio di amministrazione della costruenda Società internazionale per il traforo del Monte Bianco;

b) convenienza di avere in bilancio uno stanziamento di fondi impegnati per il finanziamento di un'opera importante, quale il traforo del Monte Bianco, a giustificazione dell'eccedenza di cassa, notevole nel periodo attuale per le ragioni in precedenza già illustrate;

c) convenienza per la Regione Valle d'Aosta di entrare a far parte, con propri rappresentanti, del Consiglio di Amministrazione di una Società internazionale che svolgerà la sua principale attività in Valle d'Aosta;

d) convenienza, agli effetti delle trattative per il riparto delle entrate erariali, di poter dimostrare che la Regione contribuisce, con propri fondi, ad alleviare l'onere che, altrimenti, deriverebbe in più grave misura allo Stato italiano per il finanziamento della importante opera.

Precisa che l'intervento finanziario della Regione è stato particolarmente apprezzato anche presso l'Ispettorato Generale del bilancio dello Stato, ove é stato promesso di tenerne conto, almeno moralmente, nelle future trattative per il riparto delle entrate erariali, come indice di buona volontà e di collaborazione da parte della Regione.

Aggiunge che, se anche non potesse essere realizzato subito il traforo del M. Bianco, è tuttavia conveniente mantenere l'accantonamento dei fondi stanziati ed anzi, possibilmente, accrescerli in modo da poter far fronte agli impegni per la sottoscrizione del capitale azionario all'atto della costituzione della Società internazionale.

Informa che il Consiglio di Amministrazione della Società sarebbe formato di ventisette membri, dei quali nove svizzeri, nove francesi e nove italiani e, più esattamente, due rappresentanti del Governo italiano, due rappresentanti del Governo francese, due rappresentanti del Governo federale svizzero, due rappresentanti della Regione Valle d'Aosta e i rimanenti rappresentanti del capitale privato (italiano, francese e svizzero) e delle azioni privilegiate di apporto.

Comunica che, ultimamente, erano affiorate, da parte soprattutto del Comune di Torino, degli Enti economici torinesi e del complesso Fiat, tendenze favorevoli al traforo del Gran San Bernardo, per cui era necessario evitare che tali tendenze si consolidassero.

Riferisce che a tale scopo - e cioè per togliere ogni illusione sul traforo del Gran San Bernardo - ha accompagnato personalmente i rappresentanti della Società Fiat, fra i quali il prof. Vallata, ed il rappresentante del Comune di Torino, ad un convegno a Losanna e ad altro convegno a Ginevra con i rappresentanti dei due gruppi, soprattutto affinché essi potessero conoscere esattamente i punti di vista delle ferrovie federali svizzere e dello Stato Maggiore svizzero circa le possibilità di finanziamento e di attuazione del traforo del Gran San Bernardo.

Informa che i colloqui si sono svolti a un mese di distanza l'uno dall'altro e che la conclusione, quale risulta anche da documenti, è la seguente: le Ferrovie federali svizzere sono contrarie a qualsiasi traforo delle alpi svizzere, ma non possono evidentemente impedire quello delle alpi italo-francesi. Non esiste, d'altra parte, alcun impegno di finanziamento per il traforo del Gran San Bernardo. Rimane, quindi, escluso che le ferrovie federali svizzere appoggino il traforo del Gran San Bernardo. Di conseguenza, né la Fiat, né il Comune di Torino daranno il loro appoggio per il traforo del Gran San Bernardo.

Per quanto concerne la proposta del Consigliere Signor Manganoni, di investire la somma accantonata per il traforo del Monte Bianco nell'esecuzione di opere di pubblica utilità, in previsione di un'eventuale prossima svalutazione della moneta, fa presente che l'Amministrazione ha comperato terreni ed immobili e ne acquisterà altri; illustra le ragioni per le quali è stato temporaneamente investito denaro (temporanee giacenze di cassa) in Buoni del Tesoro, che fruttano un maggior interesse.

Fa presente che da parte della Giunta sarà esaminata la possibilità di eventuali altri investimenti temporanei di fondi già impegnati per i lavori e non ancora erogati.

Mr. l'Avt. CAVERI, Président de la Junte, rappelle que, contrairement à ce que Mr. le Conseiller Manganoni vient d'affirmer, il a été maintes fois relaté au Conseil sur la question du percement du Mont Blanc.

Se reportant, ensuite, à une déclaration faite par Mr. l'Ingénieur Fresia et aux communications qui ont été données dans la séance du 30 décembre 1949 (objet n. 164), il rappelle qu'il a participé, avec Mr. l'Assesseur des Finances, à une réunion qui a eu lieu à Genève, au cours de laquelle on a examiné et discuté le Statut et le Règlement de la future Compagnie, internationale du Mout Blanc.

II souligne le fait que le projet de ce tunnel est colossal et que, par conséquent, comme tous les projets de grande envergure, il a rencontré des obstacles et des difficultés qu'il ne retient pas devoir énumérer en ce moment.

Il fait allusion, cependant, à l'opposition qui a été soulevée par une personnalité politique française, qui a ses intérêts électoraux dans le Midi de la France, soit dans une Région qui ne pourrait être avantagée par le percement du Mont Blanc.

Il informe le Conseil qu'à l'état actuel ces difficultés sont tombées et que, d'après une nouvelle apprise récemment par la "Gazette de Lausanne", le Ministère de l'Intérieur français a fait savoir que le Gouvernement français s'est déclaré favorable au percement du Mont Blanc. Il ajoute que même à Turin les groupes financiers, qui ont tout fait pour empêcher ce percement, se sont ralliés à ceux qui sont favorables, s'étant rendus compte que le percement du Grand Saint Bernard est irréalisable.

Il conclut en relevant que l'interpellation de Mr. Manganoni tombe dans un moment où la question du percement fait un pas en avant, parce que tous ceux qui précédemment étaient contraires se sont déclarés favorables au percement du Mont Blanc.

Il est donc nécessaire, dit-il, que l'Administration continue de conserver ces fonds et, même, quelle tâche de les augmenter dans les exercices futurs.

Il Consigliere Sig. MANGANONI dichiara che con la sua interpellanza ha rivolto tre domande all'Assessore Ing. Fresia, e precisamente:

1) "ha pregato l'Assessore interessato di voler mettere al corrente il Consiglio sulle reali (e dichiara di insistere su questa parola) possibilità che questo traforo sia realizzato".

Precisa che non ha avuto risposta esauriente al riguardo, in quanto si è unicamente dichiarato che coloro i quali erano precedentemente ostili al traforo del Monte Bianco ora si sono dichiarati favorevoli.

2) "ha chiesto precisazioni sul capitale azionario fino ad oggi sottoscritto...".

Rileva che a tale domanda non è stata data esauriente risposta.

3) "ha chiesto se sia necessario e conveniente che oltre 250 milioni rimangano immobilizzati per questo ipotetico traforo mentre potrebbero essere utilizzati immediatamente per l'esecuzione di lavori pubblici in Valle".

Rileva che a questa domanda è stato risposto che si intende ulteriormente aumentare lo stanziamento per il traforo del M. Bianco e che l'Amministrazione investe fondi nell'acquisto di immobili e in buoni del Tesoro.

Ribadisce che é favorevole al traforo del Monte Bianco, in quanto la nuova grande via di comunicazione servirà ad affratellare i popoli confinanti. Esprime il timore che il traforo del Monte Bianca non sia di prossima attuazione e dichiara di preoccuparsi che questo traforo possa essere ulteriormente procrastinato. Si augura che non si tratti di una questione agitata solo ai fini della solita propaganda elettorale.

Dichiara di preoccuparsi anche della eventualità che i milioni stanziati ed accantonati per il M. Bianco possano rimanere immobilizzati per molto tempo ancora; nel qual caso sarebbe più conveniente fossero impegnati per il finanziamento di opere pubbliche, onde impiegare un maggior numero di disoccupati e di evitare il danno grave derivante da una eventuale prossima svalutazione monetaria.

L'Assessore alle Finanze Ing. FRESIA riferisce al Consiglio in merito al programma per il riparto del capitale azionario della costituenda Società internazionale del M. Bianco, per un importo complessivo di 70 milioni di franchi svizzeri.

Precisa che la Amministrazione regionale, per poter provvedere al finanziamento della spesa per l'acquisto delle azioni per l'importo di un miliardo di lire (6 milioni di franchi svizzeri), deve accantonare ogni anno una parte di detta somma, secondo le possibilità del bilancio regionale.

Richiamandosi a quanto affermato dal Consigliere Sig. Manganoni circa la eventualità di una svalutazione monetaria, rileva che la Giunta non ha mai proposto né intende proporre operazioni finanziarie sul tipo di quelle che possono effettuare le Banche, in quanto operazioni di tal genere non sono consentite, per legge, alle pubbliche Amministrazioni.

Precisa che l'Amministrazione regionale ha semplicemente investito in Buoni del Tesoro parte delle disponibilità - giacenze temporanee di cassa derivanti da fondi già impegnati dal Consiglio per l'esecuzione di opere di pubblica utilità e non ancora completamente erogati, in quanto la erogazione di tali fondi viene effettuata ratealmente secondo gli stati di avanzamento dei lavori in corso. Illustra la convenienza di tali temporanei investimenti, dai quali l'Amministrazione trae maggiori interessi di quanto non avrebbe dal Cassiere-Tesoriere regionale.

Su richiesta del Presidente del Consiglio, Avv. Dott. BONDAZ, il Consigliere sig. MANGANONI dichiara di non essere del tutto soddisfatto delle risposte e dei chiarimenti avuti in seguito alla sua interpellanza.

Il Consiglio prende atto.

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