Oggetto del Consiglio n. 101 del 28 febbraio 1979 - Verbale
OGGETTO N. 101/79 - Istituzione di una pinacoteca per la raccolta di opere d'arte. Approvazione di mozione.
Mozione
Il Consiglio regionale
Preso atto della assoluta mancanza di coordinamento nelle spese sostenute dalla Regione sul settore culturale e specificatamente nell'ambito delle mostre di pittori valdostani e delle relative pubblicazioni;
Constatata la dispersione, l'abbandono e l'incuria con cui viene conservato il patrimonio Artistico Valdostano e le opere del pittore Mus ne sono una testimonianza;
Impegna
la Giunta regionale ad istituire una Pinacoteca che possa raccogliere tutte le opere di proprietà di Enti pubblici, darne adeguato risalto e consentire agli artisti valdostani una valorizzazione delle loro opere con lo svolgimento di mostre e raccolte antologiche.
Distinti saluti.
Aosta, li 7.2.1979
F.to: Piero Minuzzo
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Minuzzo, presentatore della mozione.
Minuzzo (P.S.D.I.) - Da una recente, non ricordo bene se interpellanza o mozione del Consigliere De Grandis, mozione, nella risposta l'Assessore disse che ha trovato delle opere d'arte nei magazzini e nelle cantine della Regione, addirittura un quadro, di cui non ricordo più l'autore, che vale circa 50 milioni, questo collegato al fatto del 1usinghiero successo ottenuto dalla mostra del pittore Italo Mus questa estate che ha visto un grosso afflusso di persone. Tenuto conto che solo qui nel Palazzo regionale parecchie sono le opere d'arte sparse negli uffici, dicevo appunto creare una pinacoteca, con ingresso libero, in cui si possano raccogliere tutte queste opere d'arte a notevole valore affinché i cittadini valdostani possano vederle perché ritengo che queste opere di notevole valore possano essere viste da tutti i cittadini, parecchie sono negli uffici del palazzo regionale. Trovare quindi un locale e adibirlo a pinacoteca per tutte queste opere d'arte.
Dolchi (P.C.I.) - E' aperta la discussione, la parola al Presidente della Giunta Andrione, o c'è qualcun altro? La parola all'Assessore Ramera.
Ramera (D.C.) - Qui ci troviamo di nuovo di fronte ad una mozione come, sotto certi aspetti, quella precedente. Io ringrazio per l'apprezzamento per la mostra di Mus perché me ne sono occupato direttamente, ho avuto 40.000 presenze. E' stata forse proprio l'occasione del ritrovamento del famoso quadro di Carrà, che io sapevo esistente e che stava appeso ad un chiodo, che ho fatto restaurare e che oggi si trova nel mio ufficio, proprio per questi fatti, io diedi allora, come Assessore alle Finanze da cui dipende il demanio, ordine di fare un inventario generale di tutte le opere esistenti nel palazzo della Regione. Tutte le opere sono state fotografate, ed assicurate anche secondo una fascia di interesse regionale e di interesse nazionale.
Se si deve parlare di pinacoteca, è uno sfogo personale che io faccio e non so a chi dire grazie, io constato semplicemente che la Valle d'Aosta potrebbe avere la pinacoteca di arte moderna nazionale più importante del paese, purché si possa continuare con quella bella idea che era sorta subito dopo la guerra del premio Saint-Vincent di pittura. Premio Saint-Vincent di pittura che allora, io qui me ne sono segnati alcuni di corsa, aveva laureato come vincitori, e sono oggi naturalmente i più grandi artisti non solo italiani, ma anche molti di carattere internazionale quali De Pisis, Carrà, Morandi, De Grada, Casorati. Guttuso e molto probabilmente ne dimentico qualcuno. Caso vuole che in Regione dei famosi quadri del premio Saint-Vincent di pittura ne esistono soltanto due, il che mi stupisce, ma io non c'ero e anche se vivevo qui ero assente da questo consesso, quindi esistono, a mia memoria, un Carrà e un De Grada piuttosto brutto, ma è sempre un De Grada, acquistato allora. La SITAV, con una politica naturalmente privatistica, ma più intelligente possiede parecchi di quei quadri di premi Saint-Vincent.
L'aver interrotto il premio Saint-Vincent naturalmente ha costituito la privazione da parte della Regione e da parte anche di altre persone del momento utile per acquisire opere di enorme interesse per cui io non ho nessuna vergogna di dire che noi abbiamo perso il treno e la miglior occasione per avere la pinacoteca d'arte moderna più forte d'Italia.
Già quando si discuteva con il Casinò di Saint-Vincent di talune manifestazioni, avevo tentato di suggerire il ripristino di questa manifestazione, però oggi l'andazzo è mutato - mi si passi la parola - è mutato perché oggi esistono, proprio nel campo artistico della pittura, troppi falsi per cui è pericoloso andare ad imbarcarci in una manifestazione di questo genere, a meno che non si voglia veramente rinnovare tutto, con il lancio o la scoperta di nuovi artisti di interesse nazionale, o che abbiano già preso alcuni primi premi o che siano già stati segnalati.
La pinacoteca fa parte del medesimo discorso dei musei, 1'idea è ottima, però faccio presente che se non abbiamo locali disponibili e se non si renderanno disponibili al più presto noi rischiamo di immagazzinare continuamente opere di interesse artistico, o di interesse artistico-artigianale, chiamiamole così, come talune che stanno ancora rinchiuse nei magazzini generali e, proprio in occasione della conferenza stampa che ho fatto per il turismo alla Tour Fromage, mi sono accorto che sono immagazzinati un mucchio di pezzi che meriterebbero di avere giusto risalto ed essere posti all'attenzione del pubblico non solo valdostano ma anche del pubblico turistico che si muove nella nostra Regione.
Proprio mezz'ora fa il titolare di una saletta locale mi è venuto ad intrattenere sulla opportunità di lanciare un premio nazionale di pittura cosa che però ho visto nel giro di pochi minuti. Naturalmente il problema si pone per tutto quello che è di carattere culturale e artistico perché la sala piccola di Tour Fromage - non la prima dove si è svolta la mostra di Mus - dovrebbe diventare sede di mostre sempre diverse, mentre nell'altra, dove ho tenuto la conferenza, sarebbe 1'occasione per fare per esempio un piccolo museo etnografico invece avevo suggerito di usare, vado fuori dal seminato, il Foro romano, se non altro per l'esposizione dei reperti archeologici naturalmente di maggior peso, quelli più piccoli, invece, di tenerli in scantinati.
Tutto questo comporta un programma lavori, e soprattutto comporta una spesa, ma quando si tengono capitoli di spesa come "Manifestazioni di carattere turistico-culturale" con le cifre esigue che troviamo in bilancio non si può favorire un settore di importanza come questo. Io spero che il primo via venga dato questa estate con il termine dei lavori del castello Sarriod de la Tour, che dovrebbe diventare sede di mostra permanente e quindi consentire le varie attività turistiche, le varie attività culturali od artistiche ad avere una sede degna.
Comunque la pinacoteca, io non so cosa voglia dire "impegna la Giunta regionale ad istituire una Pinacoteca che possa raccogliere tutte le opere di proprietà di Enti pubblici, darne adeguato risalto e consentire agli artisti valdostani una valorizzazione delle loro opere con lo svolgimento di mostre e raccolte antologiche". Dico questo e, dato che sono sempre molto franco in quello che dico, bisognerebbe che mi si segnalassero chi sono, dato che io ne conosco talmente pochi che stanno in meno di una mano, quelli che veramente sono gli artisti locali.
E' prevista una grande mostra di Nex, soprattutto delle sue sete che ha già esposto sia a Venezia che a Trieste, se riuscirò a vincere la sua pigrizia mentale di artista vero, e poter presentare le sue sete nell'estate prossima proprio alla Tour Fromage con lo stesso successo che ha avuto Mus, dove. oltre 40.000 visitatori hanno visto questa mostra. Io sono convinto che anche la mostra di Nex, e prima ancora ci sarà una mostra dello scultore Nicoletta, che ha avuto enorme successo ultimamente a Roma, possa trovare sede anche lui nella Tour Fromage immediatamente nella prossima primavera e vedere quale sarà la possibilità di organizzare altre cose nel prosieguo dell'anno.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Noi siamo d'accordo sulla mozione anche se nelle premesse c'è scritto "Preso atto della assoluta mancanza di coordinamento nelle spese sostenute dalla Regione" io credo che sia il caso di aggiungere che qui manca una politica culturale della Regione e queste iniziative che vengono in Consiglio episodicamente, forse rischiano di alimentare una strada ancora un volta episodica di intervento in un campo che è così importante. Dunque credo che sia necessario che la Giunta si presenti con dei provvedimenti più organici, in questo senso il collegamento fra questa iniziativa e quelle già proposte, se non ricordo male dal Consigliere De Grandis relative ai musei, sono una cosa, secondo me, indispensabile, così come è indispensabile un programma delle iniziative culturali della Regione dal quale si capisca qual è la politica culturale della Regione. Io non credo che iniziative che si sono fatte anche nel passato, la stessa mostra di Mus, possano essere considerate un grosso fatto culturale, così come sono state fatte. In sostanza molto spesso dietro queste iniziative c'è più l'aspetto propagandistico che l'aspetto propriamente culturale.
Credo che lo sforzo che debba fare la Regione deve essere quello di fare un programma rispetto al quale si riesca a stabilire chi coinvolgere e quale può essere il coinvolgimento della popolazione valdostana, delle scuole e non soltanto vedere queste iniziative da un punto di vista turistico, il che naturalmente è anche giusto.
Sul problema degli acquisti anche qui è necessario che la Regione si dia un minimo di programma, ogni volta arriva in Consiglio una ratifica, o una delibera di acquisti, non si capisce perché anche in questo campo non si possa programmare l'acquisto di una serie di edifici.
Vorrei inoltre fare una domanda rispetto a questo problema. Se non ricordo male nel bilancio erano previsti 4 miliardi, da reperire attraverso l'art. 12 del nostro Statuto, per iniziative di carattere culturale approfitto dell'occasione per chiedere a che punto sono queste trattative, se questi 4 miliardi arriveranno oppure no. Comunque nella sostanza siamo d'accordo sulla mozione con tuttavia l'osservazione di vedere questo problema all'interno di un programma.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola? La parola al Consigliere Nebbia.
Nebbia (P.S.I.) - Anch'io esprimo il parere positivo nei confronti di questa mozione, pur concordando in linea di massima con quanto ha detto il Consigliere Tonino, perché in effetti ci troviamo di fronte ad un problema specifico che dovrebbe essere inquadrato nel più ampio campo culturale dell'espressione artistica della persona. Cioè questo è un aspetto particolare delle arti raffigurative e comprende non solo la pittura, ma anche altre espressioni, l'espressione artistica che si esprime con diverse manifestazioni letterarie, teatrali e simili, e che vediamo qui in Valle d'Aosta essere particolarmente carente. Certe espressioni, non solo le più recenti o le più moderne, tipo, l'espressione cinematografica ma molte altre sono piuttosto scarse e forse in un programma ampio, dovrebbero trovare un modo di sollecitazione di queste diverse espressioni. Quindi nell'esprimere il voto favorevole a questa mozione, solleciterei l'Assessore ad impegnarsi per presentare un programma che possa stimolare non solo l'opera degli artisti che per natura lo sono e che quindi non hanno, direi, necessità di stimolazione, ma per stimolare anche una conoscenza, una capacità critica nei confronti dell'arte. Conoscenza e capacità critica che io ritengo, oggi come oggi, decisamente scarsa nella nostra Regione. Quindi con questo annuncio il voto favorevole.
Dolchi (P.C.I.) - Qualcun altro che chiede la parola? Aveva chiesto la parola il Presidente della Giunta, la parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - L'argomento è difficile, se il Consigliere Minuzzo me lo consente racconterò un aneddoto, cioè una cosa vera.
Winckelmann lo scopritore di Pompei, aveva trovato un magnifico Ermes e ne aveva fatto una lirica descrizione, una pagina famosa che era stata comunicata con i mezzi di allora, evidentemente alla fine del XVII secolo, a tutti quanti, ricevendo complimenti ecc. Presto fu scoperto che l'Ermes in questione era stato fatto qualche giorno prima da un artigiano napoletano che si era divertito a prendere in giro l'illustrissimo studioso in materia che certamente è stato uno dei più grandi eruditi storici dell'arte. Questo per dire che se vi è un campo difficile è proprio quello dell'arte in genere e specialmente distinguere fra croste, che sono estremamente numerose in produzione comune, e quadri che meritino di essere esposti in una pinacoteca, perché la pinacoteca è già un museo specializzato. Personalmente, evidentemente dovrà essere approfondita la discussione, rimarrei fermo all'idea che è stata più volte avanzata di fare un tipo di museo, nel senso pieno della parola, dove collocare in modo didattico, valido, facilmente apprezzabile, non soltanto alcuni quadri, ma un insieme di cose che permettano un apprezzamento, e una conoscenza specifica del passato e del presente della Valle d'Aosta.
In questo senso si può, anzi si deve, partire dai numerosi reperti romani alcuni dei quali purtroppo sono stati traspostati anche in epoche non tanto lontane a Torino e con una esposizione di tipo semplice e didattico collocarli. I lavori sono finalmente iniziati nella cosiddetta Caserma Challant, abbiamo provveduto in questi anni, a parte alcuni errori gravi che sono stati fatti, ad accumulare il materiale per l'istituzione di questo museo, e qui bisogna tenere presente che la produzione artistica in genere valdostana anche del passato, comunque la si voglia definire, non è di una altezza tale da giustificare una esposizione tipo pinacoteca, specie in un paese come l'Italia dove pinacoteche abbondano direi a dei livelli eccezionali e dove solo ultimamente incominciano ad essere sufficientemente frequentate e meriterebbero certamente un altro impegno del Ministero dei Beni culturali.
Non vorrei ritornare su vecchie polemiche quindi direi che per quanto ci riguarda vorremmo che in questo museo, ve ne sono ormai diversi nel mondo, ho visitato recentemente un museo a Chartres in corso di allestimento in cui uniscono le differenti cose ed in cui un numero notevole di quadri, anche antichi che probabilmente non meriterebbero neppure di essere esposti, possono utilmente essere collocati a mo' di spiegazione e di percorso culturale di una certa epoca, unitamente agli oggetti che servivano alla vita di quell'epoca e, per quanto riguarda alcuni artisti particolari, più conosciuti, o di valore più grande potranno anche questi essere collocati utilmente in un museo di questo genere.
Mi sembrerebbe invece avere un significato differente, più specifico, quello dedicato alla pittura, e in questo senso, evidentemente, non possiamo rivolgerci soltanto a degli artisti valdostani e le nostre proprietà sono poco numerose, non credo che siano tali da giustificare un investimento in una pinacoteca.
Per quanto riguarda in genere la politica culturale della Regione, dando atto del fatto che questa politica è, purtroppo per condizioni anche ambientali, praticamente assente, volevo ricordare che la richiesta di fondi al Ministero dei Beni culturali era finalizzata ad un recupero di strutture esistenti sotto il profilo archeologico e artistico, quindi ad interventi in un certo numero di castelli minacciati, ad un recupero funzionale e moderno del forte di Bard che continua a degradarsi senza che riusciamo ad avere la minima risposta da parte del Ministero competente su quali usi intenda fare. Abbiamo messo una condizione, non più demanio militare se vuole essere trasferito alla Valle d'Aosta non può che essere trasferito con una somma di denaro congrua che copra per lo meno i 30/40 anni di manutenzione ordinaria, che non è mai stata fatta, tanto per specificare un caso notorio, i costi di intervento, Alder Tonino credo che sia un tecnico e conosce bene la zona, saranno elevatissimi.
In questo senso noi accettiamo di votare la mozione, ma con questa interpretazione; con l'intesa che la pinacoteca, per lo meno la raccolta dei quadri, sia inserita in un contesto più vasto di modo che quel museo, quel tipo di esposizione corrisponda a quella che effettivamente è la capacità e la possibilità di espressione della cultura locale e che non sia invece una questione molto ambiziosa che passerebbe, specie se si tratta di arte moderna perché non è facile abbordare l'arte moderna o quella modernissima, poi credo che ci siano problemi più gravi perché sovente si pongono problemi di incomprensione da collocare probabilmente sopra le teste della popolazione locale e rischieremmo di fare qualcosa di, non dico di inutile, perché non sono mai inutili, ma per lo meno di non corrispondente a quelle che sono le nostre necessità, le nostre capacità. Con queste precisazioni, con queste limitazioni, voteremo la mozione.
Per quanto riguarda le raccolte antologiche, confermo quanto diceva già Ramera, e cioè in primis, e questa è una esperienza personale, mai artisti viventi, è necessario aspettare sempre il post mortem, quando sono vivi sono dei piantagrane che non finiscono più, e più sono famosi, più sono grandi, più sono ottusi. Secondo, queste esposizioni dovrebbero avere luogo normalmente ed è difficile programmarle perché sono anche delle occasioni che si presentano alla Tour Fromage, che appunto abbiamo mantenuto a questo scopo, evitando di farne un primo piccolo museo archeologico di opere romane così era stato proposto. Ricordo che una mostra antologica che avevo richiesto ho poi dovuto rinunciarvi per ragioni di costi, è un impegno enorme. C'era a Roma in quell'epoca la raccolta antologica curata dal governo francese delle opere di Braque, avevo chiesto se era possibile esporne per lo meno una parte alla Tour Fromage come inaugurazione, il costo dell'assicurazione delle opere era di 600 milioni, quindi ad un certo momento bisogna anche volare secondo quelle che sono le nostre possibilità.
Dolchi (P.C.I.) - Non c'è più nessuno iscritto a parlare, la parola al Consigliere Minuzzo.
Minuzzo (P.S.D.I.) - Mi va bene l'illustrazione fatta dal Presidente e concordo sullo spirito della mozione.
Dolchi (P.C.I.) - Allora con le osservazioni che sono state fatte, e con l'illustrazione fatta dal Presidente della Giunta sullo spirito del testo che viene sottoposto al vostro voto, io propongo, per alzata di mano, l'approvazione del punto n. 27 all'ordine del giorno. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie, chi non è d'accordo? Chi si astiene?
Allora i presenti sono 27, i voti favorevoli sono 27, il Consiglio approva all'unanimità.
Con la trattazione di questo oggetto si chiudono i lavori del Consiglio il quale sarà convocato a domicilio. Le date concordate dalla Conferenza dei Capi Gruppo, le sapete già, sono il 14 e 15 marzo.
La seduta è tolta.
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L'adunanza termina alle ore 12,32.
