Oggetto del Consiglio n. 322 del 15 gennaio 2009 - Resoconto
OGGETTO N. 322/XIII - Approvazione di risoluzione: "Iniziative atte a sollecitare azioni ed interventi capaci di affrontare la drammatica situazione mediorientale".
Risoluzione
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Considerato che continua la guerra in Medio Oriente e che l'eco di ogni bomba che cade, sulla striscia di Gaza e di ogni razzo lanciato su Israele si sente forte e chiaro anche nell'attività della politica valdostana;
nell'affermare il diritto supremo dei due popoli israeliano e palestinese ad avere entrambi uno Stato, nel denunciare le responsabilità di Hamas e nel riconoscere il diritto di Israele a difendersi, nel richiedere che non si infligga alla popolazione civile altre inutili sofferenze e, soprattutto, nel sostenere la fine della guerra in atto nella striscia di Gaza per restituire la parola ad un processo di pace fondato sul negoziato e sul consenso di israeliani e palestinesi;
fa proprio l'appello della Comunità europea per un cessate il fuoco immediato e duraturo, per una condanna di tutte le violenze e le atrocità contro i civili e di tutti gli atti di terrorismo, per un'esortazione agli Stati membri del Consiglio delle Nazioni Unite ad intensificare gli sforzi per rimettere in moto il processo di pace;
ribadisce che la pace si può raggiungere solo se negoziata e condivisa, non c'è infatti soluzione militare al conflitto in Medio Oriente, ma solo una soluzione politica;
ribadisce inoltre che la Comunità internazionale deve lavorare perché la guerra si interrompa immediatamente, al di là delle diverse opinioni che si possono avere sulle cause che hanno portato all'attuale spirale di violenza, perché chi vuole la pace deve essere vicino alle ragioni degli uni, la tragedia dei palestinesi, e degli altri, i diritti del popolo israeliano;
condivide il fatto che la possibilità di arrivare alla pace richiede che tutti i protagonisti di questa crisi non rivendichino solo il proprio diritto, ma riconoscano anche il diritto dell'avversario;
riafferma che serve ottenere subito una tregua per spezzare una guerra che sta scavando, tra palestinesi e israeliani, un solco sempre più profondo di incomunicabilità, di odio, di negazione reciproca;
Invita
? il Governo italiano a:
a) proseguire in azioni finalizzate al raggiungimento di un immediato permanente cessate il fuoco che porti all'interruzione del lancio di razzi di Hamas su Israele e alla fine dell'azione militare di Israele a Gaza, inviare osservatori internazionali e una forza di pace per garantire il mantenimento e il rispetto della tregua;
b) organizzare iniziative umanitarie a favore della popolazione civile colpita dal conflitto in corso;
? i parlamentari valdostani a promuovere iniziative atte a sollecitare azioni ed interventi capaci di affrontare la drammatica situazione mediorientale;
indica
ai cittadini che vogliono impegnarsi sul fronte umanitario a fare riferimento e a dare il loro sostegno ai progetti di aiuto gestiti rispettivamente dalla Caritas e dall'Unicef.
F.to: Empereur - Salzone - Tibaldi - Carmela Fontana - Giuseppe Cerise - La Torre
Presidente - La parola al Consigliere Empereur.
Empereur (UV) - Grazie, Presidente. È consuetudine all'inizio dell'anno formularsi gli auguri e l'auspicio per ognuno di noi, per ogni cittadino, è quello di beneficiare di serenità e pace.
Purtroppo la realtà quotidiana ci pone di fronte a situazioni radicalmente diverse, fatte di tensioni, conflitti, atti terroristici, guerre e di conseguenza situazioni di incomunicabilità, di odio, di negazioni reciproche.
Dobbiamo anche dire che in questo mondo ormai davvero globalizzato, le notizie vengono veicolate rapidamente, sono notizie di ogni genere, sono tante e per certi aspetti troppe.
Tutto, per noi cittadini, diventa ormai routine; il rischio è quello dell'assuefazione, nel cittadino cresce a dismisura la distrazione, il disinteresse anche nei confronti dei grandi problemi. Tuttavia l'attenzione di noi cittadini aumenta, riprende, quando quelle notizie sono più vicine a noi o provengono da zone delicate o strategiche. Allora ci interroghiamo, approfondiamo le nostre conoscenze, ricerchiamo anche i motivi di certe situazioni soprattutto di guerra. Le risposte spesso sono riferite a problemi razziali, etnici, religiosi e soprattutto entriamo nel merito quando questa importante azione militare ha una ripercussione incidente sulla popolazione civile.
È normale che in un contesto di questo tipo ci debba essere un ruolo da parte delle istituzioni, il ruolo è quello di avere attenzione e di promuovere azioni immediate rivolte alla soluzione del problema o dei problemi.
La domanda che può sorgere spontanea è: qual è il ruolo delle istituzioni meno incidenti direttamente sul problema, come ad esempio la nostra?
Credo che esista da un lato il dovere di far sentire alta la propria voce verso gli stati centrali e verso le organizzazioni internazionali, dall'altro il dovere, altrettanto importante, di tenere alta la sensibilità e l'attenzione della popolazione verso temi così importanti, che spesso ci sembrano lontani almeno nello spazio, ma che hanno profondamente segnato anche la nostra storia.
Ecco le ragioni per le quali abbiamo ritenuto importante sottoporre all'attenzione del Consiglio questa risoluzione, che ha evidentemente come oggetto la guerra israelo-palestinese, che sottolinea il diritto di stato dei due popoli, che stigmatizza le responsabilità di Hamas, che sancisce il diritto di difesa di Israele, che fa riferimento alla pace e che, da questo punto di vista, riprende l'appello dell'Unione europea alla pace attraverso la condivisione e la negoziazione, alla pace attraverso un'importante azione politica e non esclusivamente militare, per il riconoscimento del diritto reciproco.
Questa risoluzione invita pertanto il Governo italiano a proseguire in azioni finalizzate al raggiungimento di un immediato e permanente cessate il fuoco, invita il Governo italiano ad organizzare iniziative umanitarie a favore della popolazione civile colpita dal conflitto in corso, invita i Parlamentari valdostani a promuovere iniziative atte a sollecitare azioni ed interventi capaci di affrontare la drammatica situazione mediorientale.
Rivolgendosi infine ai cittadini, la risoluzione sottolinea punti di riferimento importanti nell'ambito dell'organizzazione nazionale e internazionale come Caritas e Unicef.
Credo sia importante ringraziare i colleghi che hanno contributo a una condivisione sostanziale di questo tipo di documento e naturalmente, questo Consiglio, se lo vorrà condividere, nella sua interezza.
Président - La parole au Conseiller Giuseppe Cerise.
Cerise G. (VdAV-R) - Merci, M. le Président. Solo per dire che porteremo il nostro convinto sostegno a questa risoluzione, pur sapendo che andrà ad aggiungersi a quella marea di dichiarazioni di intenti che poi lasciano il tempo che trovano, non sarà certo questa risoluzione che può rimuovere questa problematica, purtroppo.
Ma credo che questa Assemblea non potesse esimersi dal far sentire la sua voce, voce di condanna, sulle corresponsabilità che coinvolgono quelle due fazioni in contesa e per la drammaticità di questo conflitto, che poi si ripercuote su larghe fasce della popolazione civile.
Vorrei ringraziare la sensibilità dei colleghi delle altre forze politiche, che hanno accolto il nostro invito di riformulare la prima parte della premessa, senza stravolgerne i contenuti, ma che permette nella sua lettura di sottolineare una sostanziale differenza fra popolo palestinese e Hamas. Purtroppo credo che non sia così nel pensare comune, troppe volte si fa un parallelo su questi problemi.
Di conseguenza porteremo il nostro convinto sostegno a questa iniziativa.
Président - La parole au Conseiller Salzone.
Salzone (SA-UdC-VdA) - Grazie, Presidente. Noi non abbiamo in genere una particolare predisposizione a discutere risoluzioni di così vasta portata, diciamo di portata internazionale, non perché l'argomento non ci interessi, anzi, ci appassiona sovente, ma il problema è che generalmente per trovare la quadra su risoluzioni di questo tipo si rischia di uscire con la cosiddetta aria fritta.
In realtà devo dire che abbiamo contribuito alla stesura di questa risoluzione perché, nonostante la nostra particolare vicinanza ad Israele - diciamolo con chiarezza - in questo particolare momento siamo con i civili, siamo con la gente che muore nella striscia di Gaza, sovente dove civili sono usati come scudo dei rifornimenti militari di Hamas.
La verità purtroppo è che questa pazzesca vicenda che pare non finire mai, è dettata dall'odio viscerale fra popoli che sono obbligati a coesistere in una striscia di terra in guerra permanente.
Per cercare le ragioni di questo conflitto, bisognerebbe andare indietro nel tempo per capire quello che accade in questo angolo esclusivo del mondo.
Crediamo che la risposta sia il fallimento dei famosi negoziati di Camp David nel 2000 e quelli di Taba del 2001, in cui il governo israeliano guidato da Barak era disposto a fare importanti concessioni allora, ma Arafat fu tanto sconsiderato da rifiutare quelle offerte.
Da allora anche la società israeliana, profondamente delusa, ha vissuto nella deriva di un duro radicalismo dove per la maggior parte della popolazione prevale la convinzione che con i palestinesi non sia possibile trovare accordi ragionevoli e che solo una politica basata sulla forza e sulla repressione potrà piegarla inducendola ad accettare alla fine una pace imposta.
E così la storia si ripete: il popolo palestinese non riconosce il diritto di esistere ad Israele. Un milione e mezzo di palestinesi radicalizzano e nutrono un sentimento di impotenza e di odio.
Rimane una situazione che vede la gente ridotta alla fame, ma capace di atti terroristici micidiali e bombardamenti con razzi in grado di colpire a 60 km di distanza la popolazione di Israele.
Se si aggiunge che dopo la morte di Arafat la vittoria elettorale ha portato Hamas al potere nella striscia di Gaza, che a sua volta non ha trovato massiccia adesione né al fanatismo integralista né alle azioni terroristiche ma neppure alla vergognosa corruzione dei dirigenti dell'Autorità palestinese, si può ben capire quanto la situazione permanga esplosiva.
C'è un altro passaggio della storia molto importante e più recente. Che può fare Israele, dopo il ritiro dagli insediamenti della striscia di Gaza del 2005, quando ritirò ben ventuno insediamenti di coloni dalla striscia stessa che si erano stabiliti lì da parecchio tempo?
In quel momento ha suscitato grandi speranze questo gesto, sembrava potesse dare impulso al processo di pace destinato a portare alla creazione di uno stato palestinese che coesistesse con Israele e fosse garanzia di una futura sicurezza.
Il sogno non avvenne, anzi, Hamas intensificò gli atti terroristici alla popolazione civile, palesando così in modo evidente una incapacità palestinese ad autogovernarsi.
La risposta è sotto gli occhi di tutti: un'altra operazione militare che al momento vede più di un migliaio di morti palestinesi, fra cui un gran numero di civili, di bambini innocenti.
Una risposta quella israeliana che produrrà l'effetto peggiore nella comunità palestinese, quello di rafforzare il fanatismo integralista di Hamas, che non consentirà, ancora una volta, di procedere a quel processo di pace che la comunità internazionale auspica ormai da troppo tempo.
Ci siamo chiesti più volte anche in questi giorni se fosse opportuno fare una scelta unilaterale a favore di Israele e ci siamo dati una risposta, ponendo un interrogativo: sino a quando un paese può sopportare che le sue città siano bersaglio di razzi terroristici lanciati dalle frontiere per giorni e mesi da un'organizzazione come quella di Hamas, che oltre a non riconoscere l'esistenza di Israele, non nasconde le sue intenzioni di distruggerla?
Président - La parole au Conseiller Rigo.
Rigo (PD) - Grazie, Presidente. Anche noi abbiamo contribuito alla stesura di questa risoluzione, l'abbiamo firmata e la voteremo convinti, perché questo documento è per noi importante, la nostra voce si aggiunge alle tante che in questi giorni si sono levate così da riuscire a raggiungere, un coro armonioso, per chiedere la pace è comunque importante.
Ma credo che questa risoluzione abbia anche, almeno noi le diamo, una valenza regionale. Le manifestazioni pro Palestina per il cessate il fuoco avvenute in questi giorni in tutto il continente, manifestazioni legittime, come abbiamo visto anche nella nostra città, quando non sconfinano nella violenza, sono state possibili in un'Europa costruita sui valori della tolleranza e della libertà.
L'entità di queste manifestazioni ci ricorda anche che il mondo arabo è parte del nostro mondo e della nostra città e che noi tutti abbiamo uno specifico interesse anche in Valle a contribuire il più rapidamente possibile al raffreddamento della crisi in atto e che dalle bombe si passi finalmente alle parole e agli atti di pace e di negoziazione, insomma al dialogo e al confronto.
Ecco perché ci sembra importante che, a diversi livelli e nell'assise più importante della Valle d'Aosta, ci sia la preoccupazione e l'invito che emergono con forza dalla risoluzione e per questo concordo con l'illustrazione del documento fatta dal collega Empereur.
Ma il documento di oggi vale anche in un'altra direzione, ovvero quella di una convivenza possibile. La diversità, viene qui riaffermato, non va brandita come un'arma ma va impiegata come strumento di arricchimento complessivo della società; per questo, secondo noi, questo ordine del giorno è appropriato e importante.
Président - La parole au Conseiller Secrétaire Tibaldi.
Tibaldi (PdL) - Solo per dire che la risoluzione è stata condivisa fin dal momento della sua stesura, di conseguenza siamo anche noi compartecipi dei contenuti. Abbiamo sottoscritto il documento e lo voteremo convintamente.
Président - Je soumets au vote la résolution:
Conseillers présents et votants: 31
Pour: 31
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Président - Chers collègues, nous avons achevé nos travaux, je vous rappelle puisque l'argument a été évoqué ici, que ce soir à 18 heures dans la petite salle du Palais, il y aura une rencontre sur la déclaration universelle des droits de l'homme. Votre présence est très agrée.
La séance est levée.
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La réunion se termine à 12 heures 24.
