Oggetto del Consiglio n. 86 del 26 febbraio 1979 - Verbale
OGGETTO N. 86/79 - Concessione e liquidazione di un contributo alla Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta nelle spese concernenti gli interessi passivi derivanti da prestiti bancari contratti per la corresponsione di acconti ed anticipazioni agli agricoltori conferenti formaggio "Fontina" a tutto il 31 dicembre 1977. Approvazione e finanziamento di spesa.
La "Cooperativa Produttori Latte e Fontina" ha ripetutamente richiesto il rimborso degli interessi passivi sostenuti nell'anno 1977 per prestiti contratti presso Istituti Bancari (Istituto Bancario San Paolo di Torino, Istituto Federale di Credito Agrario) derivanti dalla corresponsione di acconti ed anticipazioni agli agricoltori soci della Cooperativa e conferenti formaggio "Fontina".
Gli interessi derivano dai citati prestiti destinati a coprire le spese di stagionatura del formaggio "Fontina" nonché a consentire una anticipazione ai Soci sui prodotti conferiti.
Con lettera del 3 gennaio 1979 la Cooperativa ha trasmesso un conteggio dettagliato dal quale risulta avere sostenuto una spesa, per gli interessi passivi di cui sopra, di complessive 165.702.606= relativamente all'anno 1977.
Si ritiene però che della somma sopraindicata soltanto £.120.000.000 derivino dalle somme utilizzate dalla Cooperativa per effettuare anticipazioni e acconti ai conferenti di prodotti caseari. Ciò in armonia con gli indirizzi finora adottati in campo regionale e nazionale che prevedono di limitare gli interventi alle sole anticipazioni e acconti ai Soci.
Si rileva ancora che a costituire gli interessi passivi e quindi il ricorso a prestiti bancari vi è anche la consuetudinaria dilazione commerciale nei pagamenti da parte degli acquirenti di formaggio "fontina", ciò che contribuisce ad aumentare la esposizione di considerevoli somme e quindi la necessità del ricorso al credito.
D'altra parte la Cooperativa praticando l'anticipazione di somme ai propri Soci per i prodotti conferiti adempie ad una delle fondamentali funzioni delle Cooperative. La successiva regolare immissione sul mercato nei momenti più favorevoli, contribuisce a sottrarre i singoli Soci dalle ben note speculazioni commerciali derivanti da forzate vendite stagionali dei prodotti agricoli.
A tutt'oggi la Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta ha ricevuto, a titolo di contributo nelle spese per gli interessi passivi su prestiti contratti, la somma complessiva di Lire 365.000.000= circa.
Premesso quanto sopra la Giunta regionale propone che il Consiglio regionale:
Visto l'articolo 8 della legge 27 ottobre 106, n. 910;
Visto l'articolo 15 della legge 10 aprile 1954, n. 125;
Visto il D.P.R. 30.10.1955, n. 1269;
Visto l'art. 1 del D.L.C.P.S. 23.12.1946, n. 532;
Visti gli artt. 2, 4, 51 dello Statuto Speciale della Valle d'Aosta - Legge costituzionale 26.2.1948, n. 4;
Deliberi
1°) di dare atto che il contributo da concedere alla Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta nelle spese per il pagamento degli interessi passivi afferenti l'anno 1977 può essere determinato in £. 120.000.000= tale contributo si intende comunque a saldo di ogni intervento in materia di interessi passivi a tutto i 31 dicembre 1977;
2°) di concedere e liquidare il contributo di cui al precedente capoverso alla Cooperativa stessa nella misura di £. 120.000.000= ordinando l'emissione del relativo mandato di pagamento con quietanza del Sig. Cesare ROSSET - Presidente pro-tempore della Cooperativa ed allo scopo espressamente delegato - e con imputazione al Capitolo 3910 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1979 ("Spese, contributi e premi ad Associazioni, Consorzi e Privati per la tutela e l'incremento dei prodotti tipici"), che presenta la necessaria disponibilità.
Dolchi (P.C.I.) - relatore l'Assessore all'Agricoltura e Foreste. La parola all'Assessore Marcoz.
Marcoz (U.V.) - Dalla relazione che i Consiglieri hanno sotto mano si vede la motivazione degli interessi passivi della Cooperativa. Devo solamente aggiungere che c'è stato un errore di battitura al 3° comma, cioè dai dati forniti dagli estratti conti delle banche gli interessi passivi nel corso dell'anno 1977 furono di 195.727.651 e quindi la cifra messa qui è stata erroneamente portata. Dei 195 milioni di interessi passivi abbiamo messo solamente 165 milioni a contributo in quanto sono quelli che riguardano le anticipazioni ai soci della cooperativa e quindi il deliberato di 120 milioni che rappresenta il 75% è quello che è messo giustamente nel deliberato.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Bajocco.
Bajocco (P.C.I.) - Nell'ultimo Consiglio regionale abbiamo ratificato un importo di 50 e più milioni per concessioni di contributi alla Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta per l'attuazione di un programma di attività pubblicitarie in favore del formaggio "fontina" nell'anno 1978. In quella occasione noi abbiamo votato la delibera, ma ci è sembrato, ci ha stupito vedere che nel programma del 1978, portato il 29 dicembre 1978, che in tre giorni la Cooperativa Fontine abbia speso 51 milioni, perché questo è il programma del 1978. Il fatto è che l'informazione, a mio avviso, dovrebbe farla l'Amministrazione regionale e non farla la Cooperativa Consorzio Fontine.
L'Amministrazione regionale ha dato al Consorzio Fontina 365 milioni circa, da quando è nata a oggi, sugli interessi passivi, il fatto è questo: gli interessi che vengono dati ai produttori, quell'acconto che viene dato a questi contadini che lavorano e portano il loro formaggio al Consorzio gli si da una cifra "x" e l'Amministrazione regionale, pur di venire incontro ai produttori, eroga questo interesse sugli interessi passivi. Noi vediamo qui che nel 1977 dobbiamo dare 120 milioni di interessi passivi, richiamiamo delle leggi nazionali, richiamiamo la legge del Piano Verde, c'è un errore di battitura, anziché il 1976 è 1966, la 910, richiamiamo così altre leggi statali, la prima legge che avevo accennato era quella su cui noi avevamo chiesto una Commissione di inchiesta sul problema dei contributi che erano stati dati senza finanziamento, senza legge, e le altre sono delle leggi statali; in più richiamiamo l'articolo 2 dello Statuto Speciale della Valle d'Aosta. È vero, la Valle d'Aosta ha potestà legislativa in merito, in più abbiamo l'art. 51 che dice: "Nelle materie attribuite alla competenza della Regione, fino a quando non sia diversamente disposto con leggi regionali, si applicano le leggi dello Stato" l'ultima legge dello Stato è quella del 1970, dal 1970 ad oggi vediamo che l'Amministrazione regionale, la Giunta, l'Assessore stesso non è riuscito a fare una legge regionale in questa direzione. E noi siamo stanchi e ve lo diciamo francamente che siamo stanchi del clientelismo che viene fatto in queste direzioni, vogliamo veramente che le cose siano regolamentate perché la gente sappia quello che prende senza ringraziare né l'Assessore Marcoz e né il Consigliere Bajocco.
Questo è un concetto, è una legge che viene fatta a livello regionale, il Consiglio la vota, il contadino ha diritto di prendere questo e questo gli viene dato, non fare come è stato fatto poco tempo fa, e penso che tutti abbiate letto "Le Travail", c'era un articolo su una legge artigianale, quando un artigiano si ammala cosa succede? Per diritto gli spetta il ricovero, gli spetta l'indennità giornaliera; i coltivatori diretti cosa hanno fatto? Appena hanno sotto mano questo caso inviano una lettera all'interessato dicendo: "grazie al mio interessamento vedrai che ti arriverà l'assegno di una cifra x, y"; ecco sono delle cose che non ci fanno onore, veramente non aiutano l'Amministrazione, non aiutano la Valle d'Aosta.
Sul problema degli interessi passivi che noi paghiamo al Consorzio, alla Cooperativa Fontine, l'altro giorno in una riunione dove vi erano i rappresentanti dei commercianti della Valle d'Aosta, di Aosta e di Verrès, dove c'era la COINOP di Verrès e la COINOP di Aosta, entrando nel merito di questa discussione hanno sollevato anche il problema della fontina e hanno detto: noi prendiamo la fontina alla Cooperativa Produttori Latte e Fontina, ma vorremmo fare un contratto per prendere una cifra "x" di forme; sono disponibili a prendere anche 1500 forme in un anno, pur di intervenire in merito al problema, e questa gente i soldi li darebbe immediatamente, anche in anticipo. Hanno anche detto che la rimanenza verrebbe data durante l'arco dell'anno, valutando anche un cinque per cento di aumento in base a quanto può costare la lira. C'è anche la COOP Italia che vorrebbe prendere la fontina alla Cooperativa, ma non la può prendere qui, nel penultimo Consiglio regionale, avevo accennato che la fontina la COOP Italia la prendeva da una Ditta tedesca, è vero, questa Ditta tedesca la prende attraverso il Consorzio Fontine e poi, guarda caso, la COOP Italia deve prenderla attraverso questa Ditta tedesca; ecco io dico per quale ragione dobbiamo passare attraverso diverse mani? Non è che facciamo gli interessi dei produttori, non facciamo l'interesse né dei produttori né facciamo l'interesse dei consumatori. Ecco questa, a mio avviso, è una strada che noi dobbiamo percorrere.
Un altro discorso; qualche giorno fa nei giornali abbiamo sentito che la Cooperativa Fontine inizierà quanto prima la costruzione di un grande magazzino che costerà due miliardi, tre miliardi. Guarda caso vi sono la FERA di Saint-Vincent, il Comune di Saint-Vincent, almeno a quanto mi risulta come indicazione del piano regolatore, non sarà più una zona industriale ma bensì daranno una indicazione come zona agricola, come zona artigianale; sono disposti a dare la FERA anche per questo servizio, se non è per questo servizio per altri servizi, ma la FERA esiste già. La Cooperativa Fontine esiste; io dico per quale ragione dobbiamo spendere miliardi che poi incidono in grande parte sul consumatore, perché il prezzo della fontina va alle stelle, ecco per quale ragione noi non dobbiamo tenere in considerazione un aspetto del genere? Perché, almeno da quanto ho capito, su una parte di questi soldi dovrà anche l'Amministrazione regionale venire incontro con più di quanto dato adesso. Così, su questi 120 milioni, l'Amministrazione regionale dà una fideiussione di due miliardi al Consorzio Fontine, oltre a questo vi sono altre leggi regionali che i produttori, i contadini possono attingere con dovute domande, vi sono due leggi regionali, che erogano altri soldi.
A mio avviso ci vuole una chiarezza su questo problema, è ora di dare un taglio diverso, è ora che l'Amministrazione regionale prenda a cuore i prodotti regionali, nel senso che oggi possiamo ancora mangiare, oggi possiamo ancora guardarli, non vorrei che un domani, andando avanti su questa strada, la classe operaia, i lavoratori, i meno abbienti, quella gente che è a reddito fisso con dei salari minimi, la fontina la guardino solo dalla vetrina, non vorrei. La fontina oggi è già salita a 5.400 lire, se andiamo avanti verso l'indirizzo del parmigiano che è a 10.000 lire il chilogrammo, è logico che invogliamo ad acquistare il sottoprodotto perché costa 7.000/6.000 lire, è logico che un domani noi invogliamo la gente a comperare il "fontal" e altre forme, dobbiamo cercare di far sì che la fontina abbia dei prezzi leggermente diversi.
Ecco, vorrei dire un'altra cosa, noi spendiamo decine e decine di milioni, in quale direzione? Vi sono decine, centinaia di consorzi nella nostra Valle, c'è il Consorzio Fontine, c'è la Centrale del Latte, ci sono i caseifici nelle varie zone della Valle, in tutti questi Consorzi c'è un Consiglio di Amministrazione, c'è della gente che deve essere pagata per il lavoro che fa, allora per quale ragione non vediamo di unificare tutto questo aspetto? Per quale ragione non si vede di costruire un ufficio unico perché oggi spendiamo decine e decine di milioni per pagare i vari ragionieri per quelle Cooperative, quando invece si potrebbe, con un ufficio unico, gestire tutti i Consorzi ed i caseifici che vi sono nella nostra Valle.
L'unica cosa, lo dicevo all'inizio, dobbiamo cambiare indirizzo, dobbiamo cambiare veramente indirizzo, non possiamo più rimanere come siamo oggi, la Giunta attuale non fa altro che fare una politica clientelare, l'ha adottata ieri, la conduce oggi e la conduce domani. L'Assessore è ora che si alzi leggermente da quella sedia e veda di elaborare qualche cosa, di studiare in un modo diverso, il clientelismo non lo aiuta, perché lo avrà aiutato nelle ultime elezioni, ma stia attento che le prossime elezioni sono vicine, e non si sa, perché il clientelismo paga fino ad un certo punto. Vi erano al-tre forze politiche che andavano avanti su quella strada, cerchiamo di cambiare tiro e indirizziamoci su una strada nuova che è quella che chiedono tutti i valdostani.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola? Siamo in sede di discussione generale, nessun altro chiede la parola? La parola all'Assessore Marcoz.
Marcoz (U.V.) - Dal discorso di Bajocco cerco di capire, evidentemente, quello che mi è utile e tralascio le polemiche perché non sono ancora vecchio di 8 anni di Assessorato quindi certe cose non posso né averle fatte e nemmeno averle a mio discapito.
Cominciamo con la politica clientelare in aiuto dei contadini, non mi sembra sia il modo di gestire, della Regione fino adesso, giovedì 1° aprile c'è la famosa riunione che avevo promesso il 1° marzo al Consiglio regionale tra la Cooperativa, l'Assessorato Industria e Commercio, l'Assessorato al Turismo e l'Assessorato all'Agricoltura e le varie associazioni sindacali per studiare questo problema sulla commercializzazione, sul problema della pubblicità, sul problema degli interessi passivi.
Non vedo come sia possibile, quello che diceva Bajocco, venire incontro, creando un ufficio unico di gestione per tutte le cooperative, i caseifici, le latterie turnarie in Valle d'Aosta. Sarei molto lieto se il Consigliere Bajocco mi desse qualche indicazione perché fino a lì non ci arrivo. Sui prezzi della fontina, Bajocco dice che ormai la fontina ha prezzi solamente per l'élite. Ma ben venuta la COINOP perché infatti la volta scorsa Bajocco aveva sollevato il problema della COINOP che vendeva la fontina a 4.180 lire, mentre i negozi di Aosta la vendono a 5.000 e rotti. Quindi ben vengano queste forme associative di commercializzazione che aiutano la Regione a dare mero soldi come interessi passivi, in questo caso qui vanno direttamente al contribuente.
Per quanto riguarda il magazzino della Cooperativa, come Regione, come Giunta regionale siamo preoccupati per come sono andate a finire le cose. È un progetto vecchio degli anni 1971/1972 con i vari rinvii da parte del FEOGA, da parte del Ministero, da parte della Regione, siamo arrivati che oggi come oggi ci costerà diversi miliardi. Non è detto che, i giornali scrivono quello che vogliono, la Giunta sia d'accordo, dovrà essere il Consiglio a pronunciarsi se il Consiglio regionale sarà d'accordo di dare questi famosi miliardi alla Cooperativa Produttori Latte e Fontina per questo magazzino. Perché il magazzino ha una validità in quanto produce e il costo di gestione dà una rendita efficiente, ma per esempio, come diceva Bajocco, prevedere di fare un magazzino di fontine alla Fera di Saint-Vincent è una cosa completamente assurda, diciamo fuori da ogni cognizione normale.
Quindi ben vengano, ben sono venuti i suggerimenti di Bajocco per quello che riguarda il problema di rivedere tutto sugli interessi passivi, sulla pubblicità, come dico, fra due giorni ci sarà questo incontro, ma io personalmente sono molto perplesso di continuare a legiferare, fare leggi nuove, perché così continueremo ad entrare in questo vizio, in questo caos di leggi in cui più nessuno capisce niente. Che ci sia una legge quadro unica sull'Agricoltura non lo metto in dubbio però andiamoci piano prima di fare certe cose. La volontà della Regione è sempre stata quella di arrivare direttamente a quei fondi spesa, fondi di tutti quanti, direttamente al produttore al coltivatore.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola? La parola al Consigliere Maquignaz e poi a Bajocco.
Maquignaz (D.P.) - Ma io mi permetto, brevemente, di dissentire da quanto il Consigliere Bajocco ha affermato. Ha detto che a suo avviso per agevolare il consumatore si dovrebbe diminuire il prezzo della fontina. Io non sono molto d'accordo in quanto diminuire il prezzo della fontina significa colpire e danneggiare direttamente colui che produce la fontina. Mi rendo conto che la fontina viene prodotta attraverso il lavoro di coloro che abitano nelle nostre valli. Il prezzo della fontina è direttamente subordinato al prezzo del latte e se noi diminuiamo il prezzo della fontina colpiamo direttamente il produttore che si trova automaticamente diminuito il prezzo del latte. Quindi non sono affatto d'accordo sul fatto che il prezzo della fontina debba essere, come politica generale della Regione, diminuito, o che la Regione debba fare della politica di diminuzione del prezzo sul mercato del nostro prodotto tipico locale.
Mi stupisce poi altamente il fatto che il gruppo comunista, da alcune volte, quando sente parlare di fontina, non so per quale motivo, ha dei grossi dubbi, quando lo stesso gruppo comunista, nell'ultima seduta consiliare, si è permesso di votare a favore di un contributo alla squadra di calcio di Aosta di ben 50 milioni e qui stiamo a discutere se pagare gli interessi passivi che vanno direttamente a favore di quelli che lavorano la terra in Valle d'Aosta quando poi dall'altra parte, per motivi molto più futili, non si discute sui 50 milioni che si danno alla squadra di calcio di Aosta. Quindi su questo fatto mi permetto di dissentire profondamente da questo tipo di impostazione del partito comunista che più volte, in un modo o nell'altro, non mostra un grande interesse ad agevolare e sostenere gli interessi degli agricoltori valdostani.
Ho notato altre volte che quando si tratta, a parte la squadra di calcio, dell'industria, problema che personalmente anch'io ho a cuore, il gruppo non ha questi problemi, non ha questi dubbi. Quindi come in alcuni settori i1 partito comunista sovente sostiene gli interessi dei lavoratori, vorrei fare presente una volta per tutte che anche quelli che lavorano la campagna sono lavoratori, e forse sono quelli più trascurati, forse perché non ci sono i sindacati, forse perché non c'è nessun gruppo organizzato, non c'è nessun partito che li appoggia in modo serio e qualificato.
Ecco, a parte questa premessa che forse è più un fatto personale che non di movimento, volevo entrare nel merito della delibera. Noi siamo d'accordo sul fatto che vengano dati questi 120 milioni, anzi a me questi 120 milioni sembrano un po' pochi in quanto si tratta di un contributo che va direttamente a favore degli agricoltori i quali sono coloro che direttamente producono la fontina. Io so che la cooperativa aveva richiesto la somma di, so che gli interessi passivi ammontavano a 165 milioni e quindi la somma di 120 milioni mi sembra un pochettino bassa. Tra l'altro qui in delibera si dice; "Si ritiene però che della somma sopra indicata soltanto120 milioni derivino dalle somme utilizzate dalla Cooperativa per effettuare anticipazioni e acconti ai conferenti di prodotti caseari" quando invece, a differenza di quanto detto nella delibera, la cooperativa aveva richiesto invece la somma di 165 milioni. Ora, mi rendo conto che la Regione ha dei grossi problemi, però io inviterei la Giunta a fare uno sforzo per aumentare questo contributo, appunto nella considerazione che questo contributo va direttamente a favore di coloro che lavorano la campagna in Valle d'Aosta. Quindi proporrei di aumentare il contributo da 120 milioni, se non a 165, arrivare .ameno a 140 milioni che mi pare sia stata la richiesta della Cooperativa Produttori Latte e Fontina.
Mi permetterei ancora, su questo invece sono d'accordo con quanto più volte ha affermato e ripetuto, e dichiarato il PCI che in questo settore ci debba essere una cooperazione. La cooperativa si trova nelle condizioni di dover fare delle anticipazioni per il prodotto conferito quando non sa ancora e non sa quale sarà il contributo regionale.
Per esempio, adesso stiamo liquidando il contributo del 1977, la Cooperativa si trova a dover programmare le anticipazioni per il 1978 e il 1979 e non sa ancora quale sarà il contributo regionale. Quindi io chiederei veramente che ci sia una legge quadro che disciplini tutti i contributi a favore dell'agricoltura e si preveda una programmazione in questo senso in modo che tutti i settori e tutti quelli che operano in questo campo abbiano la possibilità di fare, di programmare gli investimenti e i lavori che debbono essere fatti.
In particolare, quindi, per quanto riguarda questa delibera, io mi permetto di chiedere che questo contributo passi da 120 milioni a 140 milioni e che la Regione si pronunci anche per il 1979 perché se la Cooperativa non sa quale sarà il contributo erogato dalla Regione per il 1979, si ritroverà con gli stessi problemi che ha avuto già nel 1977, 1978 e nel 1979.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Minuzzo.
Minuzzo (P.S.D.I.) - Molto brevemente, per dire solo che non è la prima volta che la Regione fa degli interventi, a favore di consorzi o enti o cose del genere, in ritardo, per cui tutti gli interventi fatti dalla Regione non vengono fatti direttamente a favore dei produttori, come in questo caso. Questi, qui leggo 365 milioni di interessi, è il contributo della Regione dato alla Cooperativa Produttori Latte e Fontina, ma questi 365 milioni sono andati tutti agli Istituti di Credito.
Se questi 365 milioni la Regione avesse trovato il modo di stanziarli per i produttori, penso che sarebbe stato un discorso molto più serio, molto più valido. Adesso qui, ci troviamo a deliberare 120 milioni, premetto che non ho niente in contrario, però il fatto che questi .120 milioni sono per gli interessi al 31.12.1977, ci troveremo fra un po' a dover stanziare un'altra cifra per gli interessi del 1978, e avanti di questo passo.
Chiedo all'Assessore se non sia possibile, visto che questi quattrini bene o male li tiriamo fuori, anticiparli in modo che vadano direttamente ai produttori e non agli istituti di credito.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola prima di dare la parola al Consigliere Bajocco che l'ha chiesta per la seconda volta? Allora la parola al Consigliere Bajocco.
Bajocco (P.C.I.) - È un dovere, per respingere in un modo veramente, non voglio dire brutale, le affermazioni che ha fatto il Consigliere dei Democratici Popolari. Io vorrei che il Consigliere dei Democratici Popolari andasse a sfogliarsi tutte le delibere, non solo in questo consesso, ma anche in altri, se il Partito Comunista non ha sempre votato a favore a certe indicazioni; abbiamo votato si a favore dei 50 milioni per il calcio Aosta, abbiamo votato anche 50 milioni, nel Consiglio regionale precedente, per la pubblicità per la fontina, per il Consorzio Fontine; stamattina, diceva bene Dujany quando si parlava delle Aziende di Soggiorno, qui dobbiamo cercare di preparare un calendario, metterci al tavolo, studiare, elaborare, preparare qualche cosa da non lasciare in mano a pochi certi servizi, e su questa strada noi vogliamo che il problema di tutti questi interessi che vengono pagati, non solo per la fontina, ma bensì anche per altre cose, si arrivi alla formulazione di una legge quadro. Si raccolgano tutte quelle leggi che ci sono, se ne faccia un falò, se occorre, e poi si faccia una legge nuova, e si vada avanti con un indirizzo nuovo; non possiamo andare avanti sempre sulle strade vecchie. Volete scommettere che fra un anno saremo ancora qui a discutere per il 1978 gli interessi passivi, saremo ancora qui a discutere di questo problema e niente avremo fatto in questa direzione? Dobbiamo cercare di lavorare su questo terreno, non è che l'Assessore dice: "dammi delle indicazioni", permetti Assessore, sei tu là non io, sei tu che devi, con l'ufficio, programmare, vedere quello che bisogna fare.
L'altro concetto, che io condivido pienamente e non mi soffermo, su quanto diceva adesso Minuzzo, è logico che se gli interessi vadano direttamente al produttore, invece vanno ad arricchire le banche è questo che a me non garba, perché andassero ad arricchire il povero contadino, noi siamo sempre stati in difesa dei lavoratori dell'industria, siamo in difesa dei lavoratori dell'artigianato, siamo in difesa di tutti i lavoratori e in special modo dei contadini, in special modo di quella categoria che è disagiata. Non diciamo che il Partito Comunista è un po' di tempo che è contro perché prendere la parola su queste cose non vuol dire che siamo contro i contadini; io vorrei che altre forze politiche facessero quello che fa il Partito Comunista in questa direzione!
Il concetto poi è un altro, io dicevo la COINOP è andata, e mi auguro che l'Assessore verifichi queste cose, riveda veramente col Consorzio Fontine, ha fatto un contratto di 1500 forme, se prende 1500 forme il 50% lo paga subito, non come fanno sti disgraziati, questi poveri diavoli di contadini che le portano là e dopo quattro mesi prendono 2-3000 lire la fontina, quando il Consorzio Fontine ha trovato il mercato buono vende e prendono i soldi in quel momento; se queste Cooperative, tanto quella di Aosta quanto quelle in campo nazionale vanno là e fanno un contratto e prendono le 3.000, 5.000, 8.000 forme di fontina e le pagano il 50% subito, il 30-40% dilazionato, quello è il concetto! Quello è l'indirizzo veramente che noi dobbiamo seguire, non che si viene a dire che noi siamo contro i contadini!
Dolchi (P.C.I.) - Non ci sono più iscritti a parlare, ci sono altri? La parola al Consigliere Nebbia.
Nebbia (P.S.I.) - Solo per alcune considerazioni che mi sono venute in mente sentendo gli interventi di altri Consiglieri, che si sono riferiti ad iniziative della Cooperativa Produttori Latte e Fontina.
Io condivido molte delle osservazioni che sono state fatte circa gli eccessivi costi di questi interessi passivi che non dovrebbero essere a carico della Regione, non avvantaggiare le banche, ma caso mai avvantaggiare gli agricoltori.
Ho una preoccupazione di origine generale che riguarda non solamente la Cooperativa, questa Cooperativa, ma altre partecipazioni e altre serie di contributi che la Regione distribuisce. Ci troviamo molto spesso a coprire passività di altri enti o di altri organi, ci troviamo ad avere delle partecipazioni azionarie di diverso tipo, però molto spesso quando si distribuiscono questi fondi c'è anche un certo tipo di controllo da parte dell'Amministrazione regionale. Premetto che non sempre ritengo che questo controllo sia adeguato, però almeno formalmente l'Amministrazione regionale conosce, viene a conoscenza e controlla i bilanci dei diversi enti o organi cui partecipa finanziariamente.
Ho sentito parlare in precedenza, si è letto sui giornali di un magazzino che questa cooperativa dovrebbe costruire ora non vorrei, almeno da quello che ho sentito, che fra un anno o due venisse richiesta alla Regione la copertura di oneri notevoli dovuta alla costruzione di questo magazzino perché, se ben intendo da quanto c'è scritto sulla delibera, la Cooperativa Produttori Latte e Fontina paga degli interessi passivi oltre quelli che qui risultano, quindi ha degli scoperti bancari.
Non so se i finanziamenti per la costruzione di questo magazzino esistano tutti, se quelli che si ipotizzavano dal FEOGA ci siano e quindi non vorrei, se non discutendone preventivamente, che si richiedesse alla Regione una copertura successiva per errori che sono stati, o potrebbero essere stati fatti.
Quindi vorrei avere una assicurazione in questo senso dall'Assessore e mettere in guardia la Giunta da eccessive spese in questo senso.
Dolchi (P.C.I.) - Altri colleghi che chiedono la parola? Ecco, io vorrei essere ben sicuro che non ci sia più nessuno che chiede la parola perché considererei chiusa la discussione generale; ci sono obiezioni? C'è una proposta del Vice Presidente Maquignaz che sarà presa in esame dopo.
Allora è chiusa la discussione generale, la parola all'Assessore Marcoz.
Marcoz (U.V.) - Per quello che diceva prima il Consigliere Bajocco cercherò di appurare giovedì mattina con la Cooperativa per vedere se è possibile, se è vero quanto lui ha detto in questo Consiglio regionale; quindi ben venga questa soluzione, tutti sono d'accordo che è una soluzione ottima. Sentirò, c'è un Consiglio di amministrazione della Cooperativa Produttori Latte e Fontina che dovrà rendere conto, quindi chiederò a loro se veramente le cose stanno come il Consigliere Bajocco ha asserito in aula.
Per quanto riguarda Maquignaz, tu dici che si dovrebbe aumentare il contributo di 120 milioni. Prima ho detto che nella battitura della delibera c'è stato un errore, la richiesta degli interessi passivi era di 195 milioni, ammessi solo 165 per anticipo delle forme e quindi abbiamo concordato assieme al Presidente della Cooperativa e al Direttore il contributo di 120 milioni che corrisponde circa al 75%.
Questo, diciamo, è l'accordo preso assieme al Consiglio di Amministrazione della Cooperativa Produttori Latte e Fontina, quindi non ritengo; per l'anno 1977, di aumentare ulteriormente il contributo alla Cooperativa Pio duttori Latte e Fontina.
Per quello che riguarda, invece, Nebbia, la sua preoccupazione sull'ampliamento del magazzino della fontina, come ho detto precedentemente, tutto è ancora sospeso, vogliamo vederci chiaro prima come Giunta e poi il Consiglio regionale deciderà.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Mi sembra necessario dire che in questo campo non bisogna fare delle confusioni. Cioè noi abbiamo già una legge che prevede l'istituzione di una cooperativa delle fontine e questa legge ha fatto un tipo di scelta e cioè ha dato ai produttori di fontina, in relazione all'esistenza di un marchio nazionale, la possibilità di organizzarsi e di rispondere loro del loro prodotto.
La Regione successivamente è intervenuta mettendo a loro disposizione una fideiussione bancaria attraverso la quale possono essere fatti, non solo 2 o 3.000 lire di anticipo al momento del conferimento e il saldo viene fatto al momento in cui il prodotto è venduto. Successivamente, di fronte alla scelta degli interessi siamo intervenuti per pagarne una parte perché è indispensabile che una responsabilizzazione rimanga a carico della Cooperativa, parte degli interessi è provocato dall'enorme aumento dei tassi.
Ora, qui bisogna distinguere tra il prezzo della fontina, se preferite il prezzo della fontina al produttore e il prezzo al consumatore. Vanno tanto bene tutti i sistemi che possono abbattere i prezzi al consumatore, ma si tratta di tagliare fuori gli intermediari, e qui bisogna essere chiari, non mortificare il prezzo al produttore e perché questo? Perché la nostra battaglia è quella che si produca il più possibile fontina in Valle d'Aosta e ci sia il meno possibile di latte conferito per altri scopi. Se no, se non manteniamo questo, e questo spiega anche il perché i1 prezzo della fontina è in un certo senso, con questi interventi regionali, tenuto alto, se no noi spingeremmo i produttori ad evitare la fatica di fare la fontina a conferire il latte per altri usi, specialmente alimentare, vedasi la centrale del latte, e poi regolarmente il passivo è coperto dall'Amministrazione regionale a suon di centinaia di milioni. E la battaglia per la fontina non deve essere fatta sulla quantità, perché, per quanto possa essere prodotta con il marchio in Valle d'Aosta, non soddisferà la richiesta, deve essere fatta sulla qualità. E la qualità deve essere garantita in maniera tale che tutta la fontina prodotta deve essere venduta a dei prezzi vantaggiosi. Questo è il nostro obiettivo.
L'unica cosa che può essere fatta, nel sistema attuale, è cercare, in base alle ultime norme di attuazione - la 196 - di trasferire queste fideiussioni sul credito agrario, e quindi avere la possibilità di pagare degli interessi che sono un terzo di quelli previsti invece dalle banche normali. Questo è forse il punto sul quale si può avere un miglioramento della situazione attuale. Per quanto riguarda quanto diceva il Consigliere Nebbia, il magazzino delle fontine, e indirettamente anche Bajocco, deve essere fatto sotto terra perché deve essere refrigerato. Il progetto approvato dal FEOGA e finanziato dalla Regione per una parte attraverso dei prestiti fatti con il credito agrario con interessi prima di una certa data al 2%, dopo quella data al 4%. Il progetto che è andato all'appalto è stato giudicato in aumento con la piccola percentuale del 214%. Abbiamo bloccato il tutto e abbiamo richiesto alla cooperativa delle fontine di nominare il suo tecnico, noi ne nominiamo uno e facciamo la revisione del progetto perché se da un lato siamo favorevoli ad un investimento e la possibilità di avere il denaro ad un costo ragionevole, dall'altra parte vogliamo essere sicuri che questo progetto corrisponde precisamente agli scopi e non è faraonico, non è esagerato non ha altre indennità.
Qui il problema generale deve essere tenuto presente come problema di mercato, e se noi producessimo, Bajocco aveva fatto una allusione al parmigiano, se noi producessimo fontina a, non dico quotazioni del parmigiano, ma a quotazioni vicine, certamente esisterebbe una classe anche in Valle d'Aosta che potrebbe permettersi di pagare quella fontina, ma al tempo stesso avremmo risolto una parte grossa del problema dell'agricoltura in Valle d'Aosta. Il sistema vigente attualmente prevede di avere dei conferimenti per latte alimentare pagato alla stalla 286 lire al litro, è uno scoraggiamento e non ci vede d'accordo perché la produzione della fontina verrebbe fatta sempre con i soldi regionali. Ecco, dove noi dovremmo intervenire, abbiamo in corso delle conversazioni in questo senso.
Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri è chiusa la discussione generale, rimane, prima dell'approvazione della deliberazione una proposta che mi sembra che il Vice Presidente Maquignaz abbia formalizzato, vorrei sapere se insiste nella richiesta sulla variazione in aumento da 120 a 140 milioni dell'importo previsto come contributo. Ecco, chiederei al Vice Presidente Maquignaz, se intende mantenere la sua proposta per la votazione che ovviamente deve essere considerata un emendamento sostitutivo e quindi votato.
Maquignaz (D.P.) - Vorrei soltanto che l'Assessore chiarisse il punto dei 165.000.000, dei 190 milioni che non ho afferrato bene.
Marcoz (U.V.) - Sul deliberato, come dicevo prima, al terzo comma si dice: "con lettera del 3 gennaio...ecc. ecc." furono inviati i rendiconti delle banche per un totale complessivo di interessi passivi ammontanti a 195.727.151 di questi 195 milioni, discutendo con la Cooperativa, con il Consiglio di Amministrazione, abbiamo ritenuto che solamente 165 milioni, quelli messi qui in deliberato, fossero da addebitarsi alle anticipazioni e, diciamo, la differenza dei 30 milioni sono per i conti, per cose interne della Cooperativa che non interessano direttamente il produttore. Quindi su questi 165 milioni, concordati con la Cooperativa, diamo il 75% che rappresenta i 120 milioni. Questo è l'accordo fatto con la Cooperativa.
Dolchi (P.C.I.) - Allora la parola al Vice Presidente Maquignaz, per la questione dell'emendamento.
Maquignaz (D.P.) - Le mie informazioni non sono proprio in questo senso, comunque se l'Assessore ci dice questo io sono d'accordo su questa cifra.
Dolchi (P.C.I.) - Va bene, allora è considerato ritirato l'emendamento del Vice Presidente Maquignaz. Ci sono dichiarazioni di voto? Metto in approvazione, per alzata di mano, la deliberazione iscritta al punto n. 16 dell'ordine del giorno, chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie, chi non è d'accordo? Chi si astiene?
Esito della votazione:
Presenti: ventinove
Favorevoli: ventinove
Il Consiglio approva all'unanimità dei Consiglieri presenti e votanti.
Il Consiglio
Delibera
1°) di dare atto che il contributo da concedere alla Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta nelle spese per il pagamento degli interessi passivi afferenti l'anno 1977 può essere determinato in £. 120.000.000= tale contributo si intende comunque a saldo di ogni intervento in materia di interessi passivi a tutto i 31 dicembre 1977;
2°) di concedere e liquidare il contributo di cui al precedente capoverso alla Cooperativa stessa nella misura di £. 120.000.000= ordinando l'emissione del relativo mandato di pagamento con quietanza del Sig. Cesare ROSSET - Presidente pro-tempore della Cooperativa ed allo scopo espressamente delegato - e con imputazione al Capitolo 3910 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1979 ("Spese, contributi e premi ad Associazioni, Consorzi e Privati per la tutela e l'incremento dei prodotti tipici"), che presenta la necessaria disponibilità.
