Oggetto del Consiglio n. 71 del 15 febbraio 1979 - Verbale
OGGETTO N. 71/79 - Intervento finanziario della Regione a favore dell'Unione Sportiva Aosta - Sezione Calcio - per la partecipazione al campionato di calcio 1978/1979.
Il Consiglio di amministrazione della Sezione Calcio dell'Unione Sportiva Aosta ha presentato richiesta al fine di ottenere la concessione, da parte dell'Amministrazione regionale, di un contributo straordinario che consenta alla squadra di calcio di partecipare regolarmente al campionato 1978/1979 nel girone A della serie D, Lega semiprofessionisti.
Allegato alla richiesta è stato presentato il bilancio preventivo dal quale emerge un disavanzo complessivo di Lire 126.650.000 in quanto a fronte di una spesa complessiva di Lire 274.800.000 è prevista una entrata di Lire 148.150.000.
Per far fronte al disavanzo così accertato l'Unione Sportiva Aosta ha richiesto un contributo straordinario da parte della Regione in misura non inferiore a Lire 100.000.000.
Poiché per la partecipazione della squadra di calcio di cui si tratta all'analogo campionato di calcio 1977/1978 l'Amministrazione regionale concesse al predetto Sodalizio sportivo un contributo straordinario Lire 50.000.000, la Giunta regionale sottopone all'esame del Consiglio 1 proposta di concessione di un analogo contributo anche per la partecipazione al campionato di calcio dell'anno 1978/1979.
Allegati
(omissis)
Dolchi (P.C.I.) - Relatore l'Assessore al Turismo. La parola all'Assessore al Turismo, Ramera.
Ramera (D.C.) - Possiamo cominciare con una battuta: venti Consiglieri presenti, manca l'arbitro, trattandosi di calcio... Dunque, i Consiglieri hanno ricevuto una relazione, a cui è allegata una lettera piuttosto lunga del Presidente dell'Unione Sportiva Aosta ed una fotocopia che ricorda la storia di questa squadra.
Non è che io che abbia delle simpatie o delle antipatie, però mi sono trovato di fronte ad un problema che rischiava di investire tutto il mondo sportivo, in quanto l'attribuire all'Unione Sportiva Aosta una certa somma avrebbe messo in subbuglio tutto l'ambiente sportivo, tutte le Federazioni; pertanto ho voluto approfondire l'argomento. Dirò subito che la prima volta che, come Assessore al Turismo, ho ricevuto il primo bilancio preventivo dell'Unione Sportiva Aosta, mi sono sentito molto offeso, in quanto ritenevo che il Consiglio regionale, passato dall'aver dato prima 50 poi 55 milioni lo scorso anno, avesse messo in quadro la situazione finanziaria della Società. Invece così non era, per cui io oggi mi trovo di fronte a documenti diversi: un preventivo fornitomi precedentemente dall'Unione Sportiva Aosta che non ho portato con me, e un secondo preventivo, sul quale ho molti dubbi, che è quello riportato in relazione, e dal quale emerge che ci sarebbe una spesa complessiva di 274 milioni ed un'entrata prevista di 148 milioni. Invece nel bilancio preventivo presentatomi in precedenza c'era, credo, una spesa complessiva di 270, adesso non so se 74, come adesso, o 72, contro una spesa preventiva di 38 milioni, per cui ritenendo che una Società del genere, che aveva un disavanzo di 200 milioni, non avrebbe potuto reperirli, avevo suggerito alla stessa di retrocedere.
Ad un certo momento l'Aosta, per le nuove norme che regolano il calcio semiprofessionistico, doveva darsi una struttura societaria, per cui venne commissariata. Io ricevetti il Commissario assieme ad altri dirigenti, ai quali spiegai molto diligentemente come stava la situazione finanziaria della Regione, perché chiaramente un finanziamento di 100 milioni per me non sarebbe mai passato in quest'aula, a meno che il Consiglio lo avesse approvato, per carità, allora io mi sarei adeguato. Proposi quindi di stare molto al di sotto di quella somma e la Giunta avrebbe esaminato eventualmente cosa si poteva fare. Le mie furono parole al vento, perché mi ricordo che in sede di una Giunta mi arrivò una lettera con allegato il bilancio preventivo in cui mi si chiedevano da 90 a 110 milioni, più il mantenimento dell'area del campo sportivo. Mi sta anche bene che il prato si mantenga verde e, come leggo dalla lettera che avete anche a vostre mani, che si possono ospitare incontri amichevoli con squadre di serie A; non sono invece d'accordo quando mi si parla di migliaia di turisti che verrebbero per questo, perché non ci sarebbero migliaia di turisti neanche per la Coppa del Mondo maschile di sci nella quale noi, se non altro, abbiamo dei risultati non indifferenti anche dal punto di vista pubblicitario, figuriamoci per questo, non lo so perché l'Aosta è andata ad imbarcarsi in una spesa del genere! Per cui la Giunta, esaminate le cose, ha deciso di portare una proposta in Consiglio, per avere dal Consiglio un'indicazione su quello che deve essere il contributo all'Aosta.
Non va dimenticato che io devo anche, per forza di cose, porre all'attenzione del Consiglio che esiste anche un'altra squadra che non milita insieme all'Aosta, ma in categoria immediatamente inferiore, il Pont-Donnaz, il quale naturalmente ha chiesto a sua volta un contributo, per cui desidero che il Consiglio tenga conto che esiste anche il Pont-Donnaz che fa il campionato di promozione e che quindi naturalmente bisognerà dare un contributo anche a quest'ultimo, pur tenendo conto delle due diverse categorie.
Io potrei anche dire che ho finito, però, dato che sono anche stato criticato per non aver subito portato avanti certe istanze, occorrerà che il Consiglio regionale venga investito nel corso di quest'anno anche della legge dello sport. Ora, anche qui noi ci troviamo di fronte a fenomeni strani, per cui la nostra Valle da una parte ha 100 squadre di calcio - adesso mi si passi le 100, possono essere 95 -, per cui quasi quasi noi paghiamo non la pratica dello sport, paghiamo l'hobby di determinate persone che desiderano fare i dirigenti di una squadra, non dei ragazzi che vorrebbero praticare dello sport, perché io credo che in una Regione come la Valle d'Aosta, se ci fossero 10 Società serie sarebbero già tante, perché qui andremo poi a investire il problema dirigenziale e dei tecnici, perché ad un certo momento non è possibile che con 100 squadre di calcio, l'Aosta, o anche lo stesso Pont-Donnaz debbano andare a rifornirsi di elementi fuori Valle, no? E l'Aosta, ha addirittura una squadra di ragazzi fenomeno, che vince tutte le partite, ma, caso strano, è rifornita da chi? Dalla Juventus, e cose del genere, quindi non c'è nessun ragazzo valdostano! Se questo è fare formazione sportiva o pratica dello sport, io ritengo che sia doveroso da parte mia, ma anche investendo il Consiglio regionale, di rivedere tutta quella che è la legge dello sport! Occorre studiare dei parametri chiari e il Consiglio regionale deve fare delle scelte prioritarie su quelli che sono gli sports che devono essere finanziati. Perché non dimentichiamo che nella legge dello sport noi finanziano tutti, e per com'è la disciplina attuale, se io avessi il pallino dello sci nautico, metto su la Federazione dello sci nautico e la Regione mi deve pagare il finanziamento perché io vada a fare allenamento al lago di Viverone che è quello più vicino...beh, scherziamo allora! Qui si corre dietro all'hobby di chiunque, e allora si deve correre dietro a qualunque hobby...dico bene, amico Pedrini? Non solo alla numismatica, o alla filatelia, ma magari anche ad hobby più allegri, no?
La Giunta ha ritenuto di portare come proposta un contributo straordinario di 50 milioni a favore dell'Unione Sportiva Aosta. Il Consiglio è investito di questo problema; è investito altresì, dato che la cosa è giunta nelle more della presentazione dei documenti, anche di deliberare un contributo al Pont-Donnaz...io chiedo che dai vari banchi ci si esprima. So benissimo che questo è stato un argomento che in tutte le occasioni passate ha dato luogo a varie contraddizioni tra i gruppi, cioè si sono sempre formate maggioranze in senso orizzontale, anziché verticale; l'unica cosa di tutto questo documento che io ritengo valida è la previsione che l'Unione Sportiva Aosta, e questo, così come chiunque altro, attenda dei contributi dalla Regione, li debba avere all'inizio dell'attività sportiva. Questo lo ritengo logico per l'Aosta, lo ritengo logico per le varie Società sportive che i soldi li ricevono sempre, 5, 6, 7 mesi dopo, per cui vanno incontro ad interessi passivi, che poi gravano sugli ulteriori passivi di gestione, e questo è l'unico argomento che io ritengo valido di tutto questa documentazione che sta a vostre mani.
Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, è aperta la discussione. Ha chiesto la parola il Consigliere Minuzzo, poi si è iscritto il Consigliere De Grandis...ci sono altri? Consiglieri Pedrini, Riccarand. Ha la parola il Consigliere Minuzzo.
Minuzzo (P.S.D.I.) - Mah, indubbiamente devo dire che condivido gran parte della relazione fatta dall'Assessore. Non sono d'accordo però con l'esempio dello sci, quando l'Assessore dice che non c'è proporzione tra il contributo che al limite si va a dare all'Aosta Calcio e il contributo che si dà all'ASIVA. A questo proposito bisogna anche dire che i ragazzi che praticano lo sport del calcio, come parecchi altri sports, non sostengono certamente quelle spese che sostengono coloro che praticano lo sci, e questo è un discorso che vale per gli impianti di risalita, e via dicendo, quindi se nel contributo dato all'ASIVA in qualche modo si facesse rientrare anche un discorso degli impianti di risalita potrebbe trovarmi d'accordo il Presidente, perché noi vediamo che gli sciatori, gli atleti che fanno parte delle squadre agonistiche e che fanno parte dei vari Sci Club, devono pagarsi il giornaliero quando vanno a fare una gara, magari fanno l'abbonamento a Pila e li portano a fare le gare a Courmayeur o a Cervinia...è vero che questo è un discorso che non rientra in questo ambito, ma che penso dovremmo giustamente affrontare.
Mi lascia perplesso la lettera che è stata allegata alla proposta fatta dalla Giunta, anche perché non riesco a capire come mai sia stata firmata dal Signor Guglielminotti che, al momento della redazione di questa lettera, non era Presidente, non aveva nessun incarico in seno al Consiglio di Amministrazione dell'Aosta, per cui sarebbe stato, a mio avviso, molto più interessante che questa fosse stata scritta dall'allora Commissario Laurencet, dal momento che era stato nominato un Commissario per cercare di risolvere i problemi dell'Aosta, o che fosse stata fatta in data più vicina ad oggi che stiamo discutendo e cioè quando il Signor Guglielminotti è ritornato a ricoprire la carica di Presidente dell'Aosta. Questa lettera peraltro non è chiara, in quanto da una parte si dice che ci sono 70 milioni di entrate e 215 milioni di spese previste, mentre nella relazione, che penso sia stata fatta in base al bilancio che probabilmente l'U.S. Aosta ha presentato all'Assessore, si dice che le entrate sono di 148 milioni e le uscite sono di 274. Se noi andiamo a vedere bene, le entrate più o meno si avvicinano, mentre le spese sono alquanto differenti, per cui obiettivamente, come Consigliere regionale, se a questa relazione mi fosse stato allegato anche un documento in cui si prevedeva un bilancio dell'U.S. Aosta, una cosa fatta un po' più seriamente che non questa relazione, se ad esempio ci fosse stata una relazione programmatica su quello che intende fare l'Aosta in questi anni, certamente molti dei miei colleghi ed io avremmo avuto meno difficoltà a votare questi 50 milioni proposti dalla Giunta!
A mio avviso, peraltro, anche con questi 50 milioni all'Aosta non si risolve assolutamente niente, perché con il deficit che ha la Società probabilmente tale somma serve a coprire le spese interessi per i quattrini che hanno da pagare, per cui dico che sono soldi buttati via. Se poi noi andassimo a verificare tutti i contributi che ha avuto l'U.S. Aosta dal 1968 ad oggi, scopriremmo che di quattrini ne ha presi abbastanza e poi sembra - allora io non ero Consigliere - che nel 1972-1973, in quella stagione, fosse stato dato un finanziamento di 42 milioni circa come ultimo saldo favore dell'U.S. Aosta, a meno che non fossero cambiate certe cose nella conduzione di questa Società. Invece nel 1973-1974 ha avuto ancora 15 milioni, nel 1974-1975, 10 milioni, nel 1975-1976, 5 milioni, nel 1976-1977, 20 milioni, nel 1977-1978, 100 milioni.
Nonostante tutti questi contributi, però, l'Aosta non è mai riuscita a chiudere un bilancio in pareggio, e per di più è diminuito quello che è l'interesse verso l'Aosta di tutta la popolazione, di tutti questi ragazzini. Io ricordo che quando ero giovane e giocavo a pallone, per me sarebbe stato un sogno poter andare a giocare nell'Aosta, perché si vedeva l'Aosta come la squadra più qualificata del calcio valdostano, per cui era un onore poter arrivare a vestire la maglia rossonera, anche perché, entrando nel settore giovanile, si poteva ravvisare la possibilità di arrivare in prima squadra, cosa che certamente non succede adesso, perché un ragazzino, piuttosto che andare a giocare nell'U.S. Aosta nel settore giovanile va a giocare - faccio il nome di una squadra qualsiasi di terza categoria - nel Coumba Freida o nel Sant'Orso Gabetto, almeno ha la possibilità un domani di poter arrivare in prima squadra; invece, con la politica che sta portando avanti l'U.S. Aosta in questo momento, questa strada gli è preclusa perché abbiamo tutti i giocatori, dalla Berretti alla prima squadra, che sono giocatori che vengono dal vivaio di squadre di fuori Aosta, se non due undicesimi della prima squadra, che sono locali, gli altri sono infatti tutti giocatori della Juventus - come diceva l'Assessore - o di squadre fuori Regione.
L'Aosta non ha un settore giovanile che possa, diciamo così, svolgere una funzione sociale, che possa essere un vivaio per le altre squadre, anche perché l'Aosta, fino ad oggi, piuttosto che dare i suoi giocatori a squadre locali preferisce tenerli fermi per 5-6-7 mesi invece di cederli ad altre squadre minori in Valle d'Aosta, per cui penso che questo certamente non giochi a favore dell'attuale dirigenza dell'U.S. Aosta.
Dolchi (P.C.I.) - Vorrei pregare il Consigliere Minuzzo di interrompere un attimo, per richiamare il Consiglio e soprattutto i colleghi giornalisti che dovrebbero, credo, dimostrare in queste occasioni un certo senso di collaborazione. L'articolo 47 del Regolamento interno impone al Presidente di far rispettare le norme contenute nel Regolamento stesso, in particolare è previsto che "è fatto divieto ai giornalisti e al pubblico di introdurre nella tribuna apparecchi registratori, macchine fotografiche, salvo autorizzazione del Presidente del Consiglio". Ora, per quanto riguarda le macchine fotografiche e le riprese radiotelevisive la Presidenza del Consiglio, tenuto conto della necessità della massima divulgazione ed informazione, ha sempre autorizzato le riprese nell'ambito dell'adunanza nella sala consiliare. Per quanto riguarda le registrazioni, invece, non essendo ancora definito il problema della verbalizzazione, io sono costretto a richiamare i colleghi giornalisti e quanti altri, anche del pubblico, o del Consiglio stesso, si trovassero ad azionare apparecchi registratori, di voler evitare di farlo, altrimenti sarò costretto a fare intervenire gli uscieri per far rispettare questo articolo del Regolamento.
Mi rendo conto che proprio quando le decisioni sono importanti e le discussioni sono delicate ci possa essere la necessità di registrazioni, ma siccome poi le registrazioni sono anche usate parzialmente, con frasi staccate, e non costituiscono quindi l'atto pubblico che è il verbale, che è quello che il Consiglio e la sua Presidenza sono tenuti a fornire, mi vedo costretto a richiamare l'attenzione di tutti quanti sull'articolo 47 che va rispettato proprio nei momenti in cui le decisioni e la discussione non possono essere travisate per mezzo di registrazioni.
Quindi io invito gli uscieri a controllare che l'articolo 47, che io adesso ho letto, sia rispettato. Grazie. Può continuare il Consigliere Minuzzo.
Minuzzo (P.S.D.I.) - Grazie, Signor Presidente.
Come dicevo, se oltre tutto andiamo a verificare il dispendio finanziario che ha sostenuto l'U.S. Aosta, soprattutto dal 1972-1973 in avanti, il fatto di cambiare continuamente allenatori, di avere degli allenatori locali molto validi che hanno addirittura partecipato a corsi a Coverciano, indetti dalla Federazione per poi lasciarli disoccupati, il fatto di cambiare due allenatori in un anno e addirittura permettersi il lusso di stipendiare un general manager - neanche fosse una squadra di serie A! - e poi, per contro, constatare che non ha i soldi per comperare dei palloni al settore giovanile, ecco, penso che queste siano questioni che, come Consigliere regionale, indubbiamente devo valutare e tenere in massima considerazione.
A questo punto io proporrei, così, è un'idea che mi viene, che così mi sento di suggerire qui in Consiglio, se si crede effettivamente che l'U.S. Aosta abbia una funzione sociale soprattutto per i giovani e possa avere una funzione turistica, proporrei che il Consiglio regionale esaminasse seriamente la possibilità di un finanziamento pluriennale all'Aosta per consentirle una programmazione: è chiaro che questo finanziamento pluriennale verrebbe fatto con un accordo, con una specie di convenzione, chiamiamola come vogliamo, con l'U.S. Aosta che garantisca di fare certe cose in cambio di questi quattrini che la Regione le dà! A questo punto due o tre Consiglieri o qualche rappresentante del Consiglio regionale dovrebbe, a mio avviso, essere integrato nel Consiglio Direttivo dell'Aosta, al fine di controllare come vengano utilizzano tali finanziamenti. Questa è una proposta, per conoscere effettivamente qual è il bilancio dell'Aosta ed andare a verificare il programma, dopodiché si potrà votare una qualsiasi cifra che a quel punto, penso, sarà poi l'Assessore a proporre, perché chiaramente il votare 50 milioni, oggi, con questa relazione, è una cosa quanto mai difficoltosa. Per il momento ho terminato.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere De Grandis.
De Grandis (P.R.I.) - L'Assemblea generale sportiva il 29 gennaio 1979 è stata chiamata a discutere sulla ripartizione dei contributi regionali per l'anno 1979 alle Federazioni sportive e alle Società loro affiliate che partecipano all'attività agonistica in Valle d'Aosta. Il Comitato ristretto ha presentato un piano di ripartizione in base ai fondi destinati all'attività sportiva e inoltre ha avanzato richiesta all'Assessore al Turismo perché proponga di aumentare i fondi per lo sport di 30 milioni, come ha affermato poco fa l'Assessore Ramera. Si passerebbe cioè da 320 a 350, e di questi 350 milioni, 71 sono stati assegnati alla Federazioni Italiana Gioco Calcio, da erogare in gran parte alle Società sportive ad essa affiliate, il che significa 71 milioni per sostenere il gioco del calcio praticato da circa 2.000 giovani; questa, mi pare, è la logica che sta seguendo la Regione per incrementare il gioco del calcio a livello generale, per favorire la massima partecipazione, perché lo sport sia una questione di massa e non una questione di élite. Per contro ci troviamo di fronte ad una proposta di finanziamento di 50 milioni per l'Unione Sportiva Aosta nella quale - se non vado errato, se le mie informazioni non sono inesatte - militano tre giocatori valdostani. Quindi da 71 milioni per 2.000 ragazzi a 50 milioni per tre giocatori.
Ecco, c'è un'altra cosa che sorprende. Già l'anno scorso era stato dato all'Aosta Calcio un contributo di 50 milioni quando l'Aosta Calcio militava nel campionato di promozione, non nella serie D com'è attualmente. L'Assessore Ramera ha richiamato prima la squadra del Pont-Donnaz, che milita nel campionato di promozione...cosa diciamo al Pont-Donnaz? Che non gli diamo una lira? Che sono figli di madre di serie B? Questa è una domanda che ci dobbiamo porre, è un problema che dobbiamo affrontare. Bisogna, evidentemente, rivedere il concetto generale e fare rientrare il modo per finanziare l'U.S. Aosta, se la dobbiamo finanziare, in una logica che sia coerente ed in assonanza con i contributi che diamo a tutte le altre Società sportive della Valle. Potranno variare l'entità dei contributi a seconda delle circostanze, ma comunque deve rientrare tutto in un tipo di logica e non uscirne. Perciò se oggi noi decidiamo di dare questo contributo di 50 milioni all'Aosta Calcio, mettiamoci subito in mente che un contributo, se non di 50 milioni, ma un contributo cospicuo dovrà essere dato anche al Pont-Donnaz, che, tra l'altro, si sta facendo onore ed ha un discreto vivaio di giocatori che sono della Valle d'Aosta.
Ecco, c'è di più: non solo come aveva ricordato il Consigliere Minuzzo ci sono ben pochi giocatori valdostani nell'Aosta Calcio, ma anche le stesse squadre giovanili non si capisce bene perché non debbano essere formate da giovani della Valle d'Aosta anziché da giovani che vengono da fuori! Anche perché nascono e prosperano ad Aosta altre Società di calcio, che tra l'altro si difendono notevolmente bene, vedi la Sant'Orso Gabetto, vedi la Elter, e così via, e quindi evidentemente la possibilità di reperire giovani sul posto c'è...perché non li si cerca? Che tipo di politica sportiva si sta facendo nell'ambito dell'U.S. Aosta Calcio? È una domanda da porsi. Ho visto, nella relazione che è stata presentata dalla Società sportiva, far pesare notevolmente il fatto che è una questione di prestigio, la promozione turistica; io sono molto dubbioso su questi fatti, intanto perché non vedo come il prestigio della Regione debba essere affidato ad un pallone o a 11 piedi, ma anche sotto l'aspetto turistico-promozionale, 22 piedi, d'accordo...in genere giocano con uno solo, con l'altro corrono!
Ben diversa la questione dello slittino, o la questione della pista di bob, o la questione di una manifestazione di campionato del mondo, perché in quelle occasioni arrivano le televisioni nazionali, c'è la trasmissione in eurovisione, e quindi ecco che il nome della Valle d'Aosta viene portato insieme alla località turistica prescelta per i campionati, viene portato all'esterno della grossa campagna pubblicitaria che ci interessa, ma nel caso dell'Aosta Calcio non credo che quelli del Canavese siano sollecitati a venire passare le vacanze in Valle d'Aosta, d'estate! Sono talmente vicini che la Valle d'Aosta la raggiungono con un passo, ne sentono parlare comunque in mille altre maniere.
C'è il problema dello spettacolo, piuttosto, e qui dobbiamo chiederci se effettivamente Aosta ha diritto ad avere lo spettacolo del calcio, ed allora in quest'ottica possiamo anche valutare l'opportunità di andare incontro all'Unione Sportiva Aosta, però diciamo sinceramente che si tratta di uno spettacolo e non di promozione sportiva, che sono due cose nettamente diverse. Così come non ho capito perché la Società si sia presa in carico l'esercizio dello Stadio Puchoz, che grava per qualcosa come 70 milioni, c'è scritto nella relazione, mentre questo stadio di calcio poteva essere lasciato gestire tranquillamente dal Comune o dalla Regione, e queste spese non avrebbero gravato sull'Unione Sportiva. Ma c'è di più: evidentemente quel campo avrebbe potuto essere messo a disposizione di altre manifestazioni sportive, mentre oggi viene ridotto all'uso della sola Società sportiva Aosta Calcio.
Io mi riservo in un secondo tempo, a seconda di come andrà la discussione, di valutare attentamente eventuali altre proposte, anche se in linea di massima mi dico favorevole all'erogazione di questo contributo, purché sia una pezza al disastro economico dell'Aosta Calcio e con l'impegno che da questo momento si metta un punto e si riveda tutto il modo di erogare questi contributi, cioè si rientri nella logica regionale di promozione sportiva che ha un significato ben diverso che non quello di un'altra squadra di professionisti o semiprofessionisti che vengono da mezza Italia, ma non sono certamente valdostani.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Pedrini.
Pedrini (Ind. P.L.I.) - Signor Presidente, la ringrazio di avermi dato la parola, nello stesso tempo inizio dicendo che finalmente ho sentito alcune parole dette dall'Assessore Ramera che condivido pienamente, in tutta la sua relazione, perché impostano non soltanto il problema del calcio, ma direi tutti i problemi sotto un profilo ben chiaro al fine che la programmazione possa avere una visuale più chiara, più aperta e con dei risultati positivi.
Debbo dire con estrema franchezza che, contrariamente a qualche collega, io sono contento che questa relazione l'abbia fatta il Presidente Guglielminotti, perché ritengo sia una persona che ha dato all'Aosta parte di sé stesso, al fine di mantenere il nome dell'Aosta ad un certo livello. E per quanto mi riguarda, quando si tratta di tenere alto il nome della Valle o della nostra capitale non mi interessa, per me sta tutto bene. Non sto ad entrare nel merito degli altri sports, mi voglio fermare solo ed esclusivamente su questo.
Sia il Consigliere Minuzzo che il Consigliere De Grandis hanno detto alcune cose esatte che io condivido pienamente, e sono quelle appunto della programmazione, di un certo lavoro di preparazione, così come condivido in pieno quello che è il contributo al Pont-Donnaz, in quanto io vengo da quei paesi e quindi è logico che chieda un equo contributo anche per il Pont-Donnaz, ma direi che oggi dobbiamo fare veramente qualcosa, dobbiamo fare uscire da questa seduta un voto che possa chiarire il pensiero del Consiglio regionale.
E a questo punto io, con estrema franchezza, debbo dichiarare che siamo perfettamente d'accordo nel dare questo nuovo contributo all'Aosta, dicendo anche che per quanto riguarda il futuro bisognerà andare con i piedi di piombo, non basarsi più solo e solamente sulla Regione, perché la Regione non è la solita; e qui mi ripeto, è una frase ritrita, "la solita vacca da mungere". La Regione è un Ente che deve essere estremamente serio, specie nella distribuzione di quelli che sono i suoi fondi, e allora mi si dirà che nel 1972 era già stato fatto questo ragionamento, e che io ne sono stato uno dei fautori, ma credo veramente con quest'azione di mettere la parola "fine". Essendo passata di categoria la squadra, si è riproposto il problema, allora a questo punto mettiamo "il tacon al buso" (traduzione letterale dal dialetto veneto: "la toppa al buco"), come dicono i veneti, però sia chiaro che bisogna dire al Presidente Guglielminotti e al suo Direttivo: "Signori questa volta, visto che avete non l'acqua alla gola, ma l'acqua già quasi oltre la bocca, e vi manca l'aria, questa volta vi diamo ancora un po' di ossigeno per respirare, però sappiate che, a partire da adesso in poi, in base ad un dato programma che la Regione preparerà, noi vi daremo soltanto quel tot e su quel tot voi dovrete contare e non potrete chiedere una lira in più". Questo va fatto con estrema fermezza, con estrema chiarezza, per mettere il Direttivo dell'Aosta nelle condizioni di sapere con esattezza che cosa fa, a che cosa va incontro ed in modo che il Direttivo sappia che se tira fuori 100.000 lire in più, se le paga lui, non è più la Regione che paga. Questo mi sembra un discorso estremamente chiaro, estremamente pulito, estremamente corretto di fronte all'elargizione di un contributo pubblico.
Dolchi (P.C.I.) - Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand che ha facoltà di parlare.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - È abbastanza strana questa discussione su tale proposta della Giunta... L'Assessore al Turismo fa una relazione critica rispetto a tutta l'impostazione, non solo a quella sottesa a questa proposta, ma a tutta una politica sportiva, e poi, invece di concludere, come mi sembrerebbe logico, coerente, con il rifiuto di un ulteriore contributo all'U.S. Aosta, conclude di fatto il suo intervento con la riproposizione del documento in cui propone un finanziamento di 50 milioni! Il Consigliere De Grandis, analogamente, critica tutta la politica sportiva che è sottesa a tale proposta con delle argomentazioni che io condivido e poi dice che in linea di massima è comunque favorevole. Lo stesso dicasi per il Consigliere Pedrini, che critica la gestione dell'Aosta, e poi dice: "Comunque per questa volta diamo un contributo e poi in seguito non si darà più"!
Ecco, a mio avviso non c'è nessun elemento, né a livello di politica sportiva, né a livello di politica turistica, né a livello di prestigio del capoluogo della Regione Valle d'Aosta, che giustifichi questo ulteriore contributo per finanziare in modo preferenziale, in modo massiccio, l'Unione Sportiva Aosta, o comunque si chiami un'associazione di calcio, ad Aosta, per il semplice fatto di fare militare la squadra in quarta serie, cioè in un campionato di serie D.
Non ci sono motivi di prestigio, per quanto riguarda Aosta capoluogo regionale, perché secondo me - e penso sia una cosa evidente - ci sono ben altri campi in cui, a livello regionale e a livello cittadino, si può cercare una politica di prestigio: in campo culturale, in campo sanitario, in campo economico, in campo sociale, ci sono moltissimi ambiti in cui si può fare questo! A livello sportivo, poi, secondo me, questi contributi, questa politica di contributo dell'Unione Sportiva Aosta, e non solo all'U.S. Aosta, stanno ad indicare proprio una concezione dello sport che a mio avviso è negativa e va combattuta.
La logica dell'industria sportiva attualmente è che man mano che una squadra, soprattutto una squadra calcistica, partecipa ad un campionato superiore, sempre meno c'è la partecipazione degli atleti locali. Ogni passaggio di categoria significa una minor utilizzazione dei locali; il passaggio dell'Aosta dalla promozione alla quarta serie ha significato che quelli che erano già i pochi allievi valdostani che militavano nell'U.S. Aosta, siano ancora diminuiti. Il discorso poi diventa ancora più assurdo se, come sentivo prima, questa pratica si estende anche alla squadra giovanile.
Quindi man mano che si va avanti, diciamo così, da una categoria all'altra, si passa dallo sport come pratica attiva che dovrebbe anche significare espressione della persona, un qualcosa di creativo e di socializzante nello stesso tempo, allo sport come spettacolo. Uno sport-spettacolo in cui si cerca di attrarre degli spettatori, fra l'altro paganti, a vedere uno spettacolo che poi, a mio avviso, è di scadente qualità. Uno spettacolo che cerca di appagare gli spettatori, e che quindi, invece di concretizzarsi in una pratica sportiva diretta, si traduce in un impoverimento a livello sportivo, e questo soprattutto perché invece di finanziare uno sport attivo si vanno a sottrarre delle somme considerevoli, per attrezzature, campi sportivi, palestre: questo sì che formerebbe una pratica sportiva di massa, e non questa concezione dello sport visto esclusivamente come spettacolo! A livello turistico poi, mi pare che l'incidente partite di calcio, sia che si giochi in promozione o in quarta serie, o addirittura in serie C, mi pare del tutto irrisorio. L'affermazione che è contenuta nella relazione dell'U.S. Aosta, dice: "conviene dunque avere un'Aosta che incontri un Castellamonte, un Gozzano, come in passato, e un Sestri Levante, una Vogherese, come al presente, un Padova, o una Triestina, come potrebbe avvenire in futuro?"...ecco, un'affermazione di questo genere penso che sia del tutta ridicola, nel senso che se l'Aosta giochi contro la Vogherese, o giochi il Gozzano non cambia proprio niente a livello turistico in Valle d'Aosta. Non capisco dove si vuole arrivare con questo discorso! Quindi, in questo senso, secondo me a livello turistico non ha nessun significato.
Però c'è un fatto che comunque vorrei sottolineare, il discorso che faceva l'Assessore di finanziare di più quegli sports che danno maggiore pubblicità alla Valle d'Aosta, che a mio avviso non è giusto, nel senso che mi pare non indicare una linea politica corretta. Cioè, a mio avviso, non si può subordinare una politica sportiva ad una politica turistica. Un conto, diciamo così, è la finalità di una politica turistica, e deve servirsi di certi strumenti, un conto è invece la politica sportiva che deve avere altre responsabilità di educazione, di socializzazione, di salute anche fisica e di espressività, ma non può essere subordinata ad una politica turistica. Quindi sono d'accordo nel dire che, poiché nello sci abbiamo un David, un Bieler, allora diamo più soldi allo sci perché ci fa pubblicità. Questo è tutto un altro discorso.
Un'ultima conclusione, un'ultima osservazione: è chiaro che diventa difficile per la Giunta, per la Regione, negare il contributo all'U.S. Aosta quando contemporaneamente si continua a dare una serie di contributi per tutte quante le gare Interneige, le gare sciistiche, ciclistiche, di tutti i tipi. Ecco, però è anche vero, a mio avviso, che continuando con questa prassi non si finisce mai, per cui si dà il contributo al bob, e allora l'U.S. Aosta fa notare che come si è dato al bob bisogna darlo all'U.S. Aosta. Se si dà il contributo all'U.S. Aosta, allora c'è il Pont-Donnaz che fa osservare giustamente che, come lo si dà all'U.S. Aosta, bisogna darlo al Pont-Donnaz, poi dopo ci sarà il Pontey, eccetera, eccetera, cioè la cosa non finisce mai, è una catena che bisogna spezzare!
Quindi io mi rifiuto di votare a favore di questa proposta della Giunta, invece sono d'accordo con l'altra proposta dell'Assessore di approfondire il discorso, se vogliamo, sulla politica sportiva della Regione in Valle d'Aosta.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Io credo che vada fatta una premessa di carattere generale. Intanto per noi il modo con cui è stato presentato questo argomento è inaccettabile, non solo anomalo, nel senso che per noi la Giunta deve avere una posizione, deve inquadrare l'atteggiamento nei confronti di questo problema specifico del contributo all'U.S. Aosta nel quadro degli stanziamenti e degli interventi che la Giunta fa nel campo dello sport.
Ci sembra che questo metodo di lasciare le cose nel vago sia, così, un modo per lasciare decidere al Consiglio, una sorta di gioco dello scaricabarile piuttosto che il confronto serio che ci deve essere in un Consiglio regionale. Tra l'altro questo metodo viene, guarda caso, utilizzato quando si fa una discussione di questo tipo che, secondo me, non è assolutamente rilevante, mentre lo stesso metodo di confrontarsi con il Consiglio non viene poi usato quando si tratta di discutere magari del piano agricolo alimentare o di altri problemi grossi quali tutti conosciamo.
Per cui come metodo ci sembra sia sbagliato, intanto perché politicamente è meschino dover discutere per delle ore su argomenti di questa portata - spero che la discussione oggi finisca molto prima, visto che ci sono altre cose molto, molto più importanti - e, inoltre, una questione che mi sembra vada ribadita, è che la Giunta su queste cose deve avere una sua posizione e la deve poi confrontare con il Consiglio.
Rispetto al problema più in generale, io credo che se noi confondiamo questo intervento che oggi viene proposto nei confronti dell'U.S. Aosta, con gli interventi che la nostra Regione deve fare per lo sport, commettiamo un grosso errore, perché a nostro avviso il problema dello sviluppo della pratica sportiva, dell'espansione dei giovani che si dedicano alla pratica sportiva, ha poche attinenze con il problema che oggi ci troviamo di fronte. Esiste qui una legge sullo sport che secondo me funziona abbastanza bene, siamo comunque disposti anche a studiare dei nuovi parametri all'interno di quella legge per privilegiare alcune specialità sportive rispetto ad altre in termini di finanziamenti e perciò di invogliare la pratica, ma credo che non sia questo il problema. Di fatto quel provvedimento legislativo va incontro alla necessità di fare quello sport che è spontaneamente organizzato sul territorio; ecco, questa concezione dello sport, che sta dietro alle Società e alle Confederazioni sportive che beneficiano di quei provvedimenti, è la concezione dello sport che a noi va bene e che vogliamo sviluppare e rendere sempre più estesa...naturalmente questo si lega al problema delle infrastrutture, delle palestre, non stiamo qui a ripetere i discorsi che facciamo da diverso tempo. Diverso credo che debba essere l'atteggiamento - e su questo noi vorremmo che ci fosse una posizione della Giunta - rispetto a quelle altre manifestazioni che hanno dell'attinenza con lo sport, ma che più che altro sono delle manifestazioni di carattere spettacolare che hanno degli agganci appunto con lo spettacolo, con il turismo e con le cose che sono state dette. Noi finanziamo, è già stato ricordato in quest'aula, gare di sci, di slittino; finanziamo dei rally automobilistici fatti in alcune zone di montagna, finanziamo il giro ciclistico della Valle d'Aosta, e qui non credo che siano finanziamenti dati allo sport, ma che devono essere inquadrati in altro modo.
Il calcio credo si possa definire anche uno sport spettacolare, che ha un seguito, che è un seguito di massa, lo dobbiamo considerare obiettivamente. Io non sono assolutamente un appassionato di calcio, però credo dobbiamo porci di fronte a questo problema modo più oggettivo. Non possiamo neanche trascurare che dietro a queste manifestazioni crescono nuovi interessi, e crescono nuovi giovani che si dedicano a quell'attività sportiva, crescono perciò nuovi atleti, e via dicendo. In questo senso io credo che il problema vada visto con estrema lucidità e con estrema chiarezza. Qui è stata citata l'esperienza del Pont-Donnaz...io non voglio entrare nell'argomento, però so, perché ho seguito alcune fasi di quella Società, che è proprio la molla della categoria superiore a far sì che lì crescano vivai sempre più larghi, cresca la volontà, e cresca la voglia dei giovani di giocare al calcio. Di per sé questo non può essere considerato un aspetto negativo.
Dunque, rispetto alla questione che abbiamo di fronte, oggi io credo che sia sbagliato entrare nel merito della situazione finanziaria dell'U.S. Aosta, o meglio, peggio ancora, sulla politica sportiva che fa questa Società sportiva. Io credo sia compito della Regione collocarsi di fronte a questo fenomeno, che definirei più "spettacolare" che sportivo, in un altro modo, anche se poi qualcosa di sportivo c'è, perché dietro all'Aosta esistono comunque dei vivai. Io so che i vivai dell'Aosta, per criticabili che siano, hanno poi dato giocatori a tutte le altre squadre che ci sono in Valle d'Aosta, e questo è un fatto che è incontestabile.
Dicevo, non credo sia nostro compito entrare nel merito della politica sportiva dell'U.S. Aosta, ma sia compito della Regione di valutare l'opportunità o meno di dare un contributo a questa manifestazione di "sport-spettacolo", lo chiamerei in questo modo, e di definire il tipo di contributo finanziario che intende dare. Dunque io mi rifiuto di vedere un Consiglio regionale che discute su come ripianare i deficit di una Società. Credo che sia il modo più sbagliato. Noi lo abbiamo sempre sostenuto da questi banchi, anche dalla scorsa legislatura. Definiamo preventivamente, su questo sono d'accordo con il collega Pedrini, il contributo o meno che il Consiglio regionale, che la Regione intende dare a questa Società. Definiamo questi contributi in modo da non perdere ogni volta delle ore di dibattito su questi temi. E poi controlliamo...e già adesso mi risulta ci sia nei revisori nei conti un rappresentante della Regione...controlliamo che la gestione finanziaria sia per lo meno corretta sul piano contabile, perché credo che sia un compito che ci spetti e chiudiamo l'argomento. Io credo che questo debba essere l'atteggiamento del Consiglio regionale. Altrimenti rischiamo qui di fare delle discussioni che sono del tutto inutili. Credo sia necessario che, rispetto a questo problema, ci sia un pronunciamento, permettetemi, un pochino più preciso e univoco dalla Giunta che ha il compito, quando fa una relazione al Consiglio regionale e si tratta di spendere decine di milioni, di inquadrare queste decine di milioni nell'ambito della spesa che il Consiglio deve fare per il finanziamento di queste manifestazioni che sono sportivo-spettacolari.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Voyat.
Voyat (U.V.) - Sur ce point l'Union Valdôtaine laisse ses Conseillers libres de voter comme mieux ils croient, selon le débat et les propositions que le Conseil fera. C'est pour cela que je parlerai à titre personnel et j'expliquerai mon avis contraire et si je ferai des critiques, évidemment je suivrai le conseil de Riccarand, je ne voterai pas en faveur.
Pour donner une contribution, à mon avis, à une Société de sport, il faudrait au moins avoir quelques-unes des suivantes motivations: avant tout le sérieux dans l'Administration, chose qu'à mon avis, vu ces dernières années, l'Aoste n'a pas eu. Les requêtes sont continuelles de la part de la Société d'Aoste et servent uniquement à conduire une campagne d'achat trompée, ça peut le démontrer aussi le classement de l'Aoste dans le championnat; en plus, dépenser dizaines et dizaines de millions, comme disait déjà De Grandis pour gérer le Puchoz, quand on pourrait quand même le quitter...géré par la Commune d'Aoste, comme ça serait servi à d'autres Sociétés, payer plus du normal certains footballeurs et, pour ce que je sais, aussi leurs entraîneurs... Un autre facteur, je pense que ce serait la participation des jeunes valdôtains au sport. Moi je ne connais pas personnellement combien de jeunes valdôtains jouent dans les différentes équipes de jeunes dans la Société Aosta, peut-être un peu plus des différentes équipes de la "Polisportiva" de Sarre, comme peut-être aussi tant que le Pont-Donnaz.
Mais, comme je disais, certainement dans la série D les valdôtains sont très peux. Si nous voulons aussi considérer le fait économique et touristique, je ne crois pas que 10 ou 15 cars tous les quinze jours puisse être considérés un facteur touristique pour Aoste, ou pour la Vallée d'Aoste! Je suis de l'avis, personnellement, qu'aide mieux le tourisme en Vallée d'Aoste la contribution extrêmement critiquée dans cette Salle du Conseil de 60 millions à la piste de bob du Lac Bleu, ou la contribution - à mon avis insuffisante - à l'ASIVA, ou une quelconque contribution très modeste, aux différents Clubs de luge que nous avons et que nous donnent des champions du monde!
Si après on veut aussi considérer le facteur de la participation de la population à ce sport, en tels que spectateurs...je crois qu'il y a d'autres sports en Vallée d'Aoste qui ont une participation de la population, majeure! C'est pour cela que, évidemment, je voterai contre, et les autres Conseillers de l'U.V. feront selon leur avis.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Pollicini.
Pollicini (D.P.) - Mah, sono rimasto anch'io perplesso della relazione dell'Assessore Ramera, così come mi ha lasciato perplesso il modo di presentare questa proposta.
Non più tardi di ieri, nell'esaminare questi 250 grammi di delibere - ormai i numeri li abbiamo persi, è più facile individuarle dal peso - c'è stato chi ha sostenuto, giustamente, che c'è un'esagerazione da parte della Giunta nell'avvalersi del diritto di surrogazione del Consiglio, e quindi di sottoporre soltanto a ratifica cioè che è già stato deciso. E qui, in queste delibere, ci sono impegni di spesa di 50 e oltre milioni, eppure sono decisioni scelte, operate dalla Giunta. Ecco, ci domandiamo perché lo stesso sistema non lo si è usato con questa proposta di finanziamento all'Aosta. Allora i casi sono due: o la Giunta non era concorde, quindi era divisa su questa proposta, oppure - come ha dichiarato l'Assessore Ramera - questa Giunta, presa da un raptus democratico, ha voluto investire il Consiglio del problema. Beh, il principio ci piace, vorremmo che questa linea fosse seguita per tutte le proposte che invece vengono decise con delibere d'urgenza e poi ratificate in un secondo tempo dal Consiglio!
La realtà è che questo Consiglio nelle sue passate legislature, come in questa, non è mai riuscito a risolvere il nodo Aosta-Unione Calcio; non lo ha mai risolto e penso che neanche oggi lo risolverà. Su questo penso che nessuno si faccia delle illusioni. Non lo risolverà perché i buoni propositi li ha sempre promessi e li ha sempre dichiarati, ricordava prima il Consigliere Pedrini che già nel 1972 c'era stato quell'impegno a che fosse l'ultimo intervento della Regione a favore dell'Unione Sportiva Aosta, ma è stato l'ultimo intervento solo per quell'anno, perché poi sono succeduti gli altri interventi.
Vorrei farvi osservare che la legge di finanziamento dello sport del 1974 avrebbe dovuto essere soltanto la prima pietra di un mosaico che doveva regolamentare lo sport in Valle d'Aosta; in effetti a quella legge sul finanziamento sportivo doveva seguire una linea di politica sportiva della Regione, ma qui non c'è stata la seconda parte di quella prima impostazione che era quella della legge di finanziamento, per cui oggi è tutto lasciato così, alla mercé delle singole Federazioni, dei singoli Enti, delle singole Organizzazioni sportive. Qualcuno ha già richiamato, giustamente, l'attenzione sulla necessità di riflettere sulla finalità, ad esempio, della pista di bob e sull'opportunità di un suo finanziamento, su quello che può rendere, pubblicitariamente o meno, un tipo di pista che poi fra l'altro è contestata dai cugini di Cortina, tant'è vero che certe manifestazioni a livello nazionale, vengono in un certo qual modo rese difficili, proprio perché si vuol dimostrare che la pista di bob di Cortina è più efficiente, più idonea di quella di Cervinia; allora domandiamoci se val la pena di accollarci una spesa per venti giorni, per trenta giorni all'anno, di 50-60 e oltre milioni! Domandiamocele queste cose, ma tutto questo discorso si potrebbe fare nella misura in cui c'è una linea di politica sportiva da parte della Giunta, da parte del Consiglio.
Quindi andrebbe risolto il problema della gestione degli impianti, mentre la questione impianti è lasciata così, ai singoli Club, ai singoli Organismi senza controlli. Abbiamo anche il grosso problema della costruzione degli impianti, e anche qui non abbiamo deciso come vada impostata una politica di programmazione della costruzione degli impianti, perché altrimenti vengono a proliferare una serie di richieste, molte volte contradditorie, a volte rappresentano dei doppioni e altre volte rappresentano delle assurdità perché collocate in località non idonee a ospitare quel tipo di impianti sportivi; perché ogni campanile vuole avere tutto, oggi: vuole avere la palestra, vuole avere il campo sportivo, vuole avere il campo di a palla a volo, vuole avere la pista di sci, e via di questo passo!
Sarà opportuno anche in questo campo prendere una decisione nell'interesse di tutti, non dico della maggioranza, o della minoranza, sennò a questo punto saremmo assediati, o meglio sareste voi della maggioranza assediati dalle richieste a cui far fronte, perché io credo che se sulla questione dell'Aosta ci fosse la votazione segreta, certamente il risultato sarebbe diverso da come sarà nell'ipotesi che questa votazione sia per alzata di mano. Perché? Proprio per questo assedio, oggi è l'Aosta, domani è uno Sci Club, dopodomani il bob, dopodomani ancora la Società ciclistica, dopodomani ancora è il giro ciclistico, e via di questo passo!
Quindi, bisogna avere il coraggio di affrontare il problema, perché poi ne siamo vittime tutti, non soltanto la maggioranza, della qual cosa ne gioirei veramente, e allora diciamo che occorre dire che l'Unione Sportiva Aosta ha ragione in un punto: questa Società, per partecipare a un campionato, sia esso di Serie D o sia esso di propaganda, deve iscriversi in un certo periodo dell'anno, e questo è giusto, secondo me, doveroso; manchiamo noi, Regione, di avvisare l'Aosta, prima dell'iscrizione, di quale entità sarà il contributo, perché dire solo oggi che il contributo è dieci anziché venti o viceversa, quando sono stati presi degli impegni in funzione o di promesse verbali o di illusorie convinzioni, è un discorso che lascia tutti piuttosto in maniera insoddisfatta!
Bisogna avere il coraggio di dire se l'Aosta debba iscriversi al campionato entro giugno, dirle a maggio: "Aosta, a te diamo 10-100-2.000 miliardi", però dirlo a metà campionato diventa difficile, cioè è anche una responsabilità secondo me, non dico finanziaria, ma comunque sul piano politico e morale, nei confronti dell'Aosta; in tal modo questa sa quale passo deve fare, mentre sino ad oggi, evidentemente, c'era la speranza che giocando sull'amicizia dei Consiglieri, o sulla passione sportiva, giocando su quel dubbio che dire "no" può essere impopolare da una parte e magari popolare dall'altra, alla fine però giochiamo tutti nell'equivoco. Quindi, ecco, è un discorso che trova mancante la Regione, perché in fondo, dobbiamo dirlo in tempo, anche perché la Regione è presente, lo ha ricordato qualcuno, a livello di Collegio di Revisori dei conti, quindi la situazione economica e finanziaria della Società non si può ignorare, e allora la domanda che faccio adesso all'Assessore o al Presidente della Giunta è: perché, e con quale criterio, avete proposto 50 milioni, non 40 e non 60? Vorremmo saperlo, visto che avete voluto investire il Consiglio, e adesso voglio sapere che cosa risponde l'Assessore dopo aver sentito il Consiglio!
Il problema, Assessore Ramera, è che la Regione non sceglie la sua politica sportiva, non dice le cose che vuole, e io considero molte delle affermazioni fatte in ordine a quella che è l'impostazione data all'Unione Sportiva Aosta e la criticabilità oggettiva che si può dare, perché non si può giustificare una situazione di questo genere. È opportuno che la Regione dica le cose che vuole fare, ma le dica prima, e non dopo!
Quindi, quando noi abbiamo un tipo di proposta come questo provvedimento che è portato in maniera perlomeno strana, cioè una proposta che non è una proposta...allora io vorrei che l'Assessore Ramera formalizzasse una proposta; dopodiché ci pronunceremo.
Andrione (U.V.) - Se i miei conti sono esatti, è la diciassettesima volta che sento questo interessante dibattito, quindi mi scuserete se sarò particolarmente sintetico.
Allora, prima considerazione: non è che abbiamo voluto fare un confronto particolare su quanto si dovesse dare all'Aosta o una discussione di politica calcistica, ma, ammaestrati dall'esperienza, abbiamo voluto evitare le surenchères, anche se devo dare atto che questo Consiglio, evidentemente per la sparizione di numerosi Consiglieri in trappole elettorali varie, è decisamente molto meno calcistico di quello che l'ha preceduto! Il proposito era semplicemente quello di venire in Consiglio mettendo un plafond, cioè chiarendo che per quanto riguarda la Giunta, oltre 50 milioni, votiamo contro.
Quindi la discussione doveva essere una discussione imperniata sul fatto che sia bene o male, sia utile o inopportuno dare 50 milioni all'Unione Sportiva Aosta per il campionato di serie C...no, pardon, D, e che sarebbe, se il Consiglio fosse d'accordo, intenzione della Giunta di stabilire questo plafond, che sono 50 milioni, per i quattro anni successivi, lasciando i futuri Consigli decidere loro e magari con delibera d'urgenza, in tal modo il discorso è chiuso ed evitiamo inutili dibattiti, non solo, ma abbiamo preannunciato, per lo meno per questo arco di tempo, la nostra politica.
E il fatto che si sapesse che non si andrà oltre 50 milioni, basterebbe prendere gli atti dell'ultima discussione calcistica di questo Consiglio, durato - se ricordo bene - tre ore e mezza, e questo era stato detto, specificato, annunciato e ribadito; al tempo stesso vorremmo, anche se non è scritto, dire che stabiliamo più o meno lo stesso principio intorno alla dozzina di milioni per il Pont-Donnaz, cifra che sembra essere sufficiente alle necessità di quella valorosa squadra della Bassa Valle, con il che, perlomeno per l'aspetto quantitativo, avremmo chiuso l'argomento dei soldi da dare allo sport calcistico.
Per quanto riguarda invece la qualità, e cioè se si debba o meno fare un tipo di politica di questo genere, le discussioni, in Consiglio, si sono succedute, e ne è sempre risultato una specie di compromesso tra spettacolo e sport, per cui delle somme che erano destinate all'incentivazione della pratica sportiva da parte del più grande numero possibile di persone, e in particolare da parte dei giovani, sono state destinate invece a spettacoli il cui contenuto di base è l'esercizio di uno sport. Non innovando nella materia, continueremo in questa maniera dando tali contributi per questo tipo di spettacolo.
Personalmente, per esempio, non concordo con un'affermazione del Consigliere Tonino, in quanto sono contrario allo sport professionistico, non vedo l'utilità di chi si dedica a questo tipo di attività sotto il profilo professionale, anche perché, e mi scusi l'Assessore Ramera, per quanto possa essere tacciato sotto altri versi di campanilismo, non me ne importa niente che un valdostano vinca una gara di sci, anzi, perché proprio in questi giorni, leggendo un giornale, ho visto che quello svedese che credo si chiami Stenmark si lamentava di guadagnare meno - anche se guadagna molto! - di un altro svedese che invece gioca al tennis.
Non credo sia una questione nella quale si giochi al risparmio, e quindi non è una questione dei 40-50 milioni dei 20 o dei 10 o cose di questo genere.
Faval (U.V.) - Io vorrei fare una brevissima considerazione, una valutazione di costume, direi, e sarò molto breve, proprio perché non ritengo che il Consiglio regionale della Valle d'Aosta debba dedicare così tanto tempo alla discussione di un argomento come quello dell'Unione Sportiva Calcio Aosta.
E questo non per disprezzo di legge nei confronti dell'Unione Sportiva Calcio Aosta, quanto piuttosto per il fatto che in questo nostro Paese, quando si deve affrontare il discorso "calcio", questo diventa un problema di Stato, e la dimostrazione è che in questa occasione quasi tutti i gruppi presenti in Consiglio regionale hanno preso la parola e, pur criticando una certa politica condotta dalla predetta Unione Sportiva, si sono poi detti comunque più o meno d'accordo ad accordare il contributo richiesto.
Il fatto è che in effetti si tratta di un vero e proprio problema di costume, perché il calcio è un tabù, è un modello che ci viene imposto dai mass-media, dagli organi d'informazione; esiste attorno all'attività del calcio tutta una forma di idolatria nei confronti dei vari giocatori, ed è talmente vero che questo mito del calcio penetra nel tessuto sociale della nostra comunità che, per esempio, io che a casa non parlo di calcio, ho un figlio di sette anni che viene a casa e non fa altro che parlare di calcio, e questo per me è un fatto negativo, perché non fa altro che parlare di Bettega, Causio, o personaggi di questo genere, quando sarebbe molto più interessante parlare di altre cose!
Quindi è un fatto, un aspetto di costume negativo che io sottolineo. E d'altra parte se noi oggi siamo qui a perdere oltre un'ora e 40 minuti, perché da oltre un'ora e quaranta minuti il Consiglio regionale discute di queste cose, e questa mia annotazione la svolgo in italiano perché desidero che quella parte di pubblico così attento a questa discussione possa capirmi, se siamo costretti oggi a parlare di queste cose è in fondo per soddisfare, quel che io definirei la "libido calcis" di qualcuno, e sono pochi, perché in effetti se il calcio fosse così sentito in Valle d'Aosta, l'Unione Sportiva Calcio non si troverebbe ad avere i debiti che ha e dover chiedere i contributi che deve chiedere! E li chiede a chi? Li chiede ad un'Amministrazione pubblica che i suoi denari deve stare molto attenta a spendere, perché - faccio soltanto alcune annotazioni - nessuno qui ha parlato di come vengono pagati i giocatori dell'Aosta Calcio. A me risulta, per esempio, che un certo signor Rosato è pagato oltre 16 milioni all'anno, o almeno sedici milioni all'anno, questo quando nessun dipendente dell'Amministrazione regionale ai avvicina, ma neanche di poco, a questo stipendio, quando ovviamente i dipendenti dell'Amministrazione regionale hanno responsabilità ben diverse! L'allenatore pare abbia una remunerazione di almeno 12 milioni all'anno; i giocatori - come è stato riferito - appartengono normalmente a Società tipo Juventus, Milan, Torino, o analoghe formazioni calcistiche, non sportive, perché anche quella è una forma d'industria, ed è una delle poche che in Italia funziona veramente bene, secondo il detto romano "panem et circenses", evidentemente queste cose si apprezzano molto in questo Paese, salvo poi il fatto che i giovani valdostani vorrebbero dedicarsi più compiutamente a quest'attività...mi risulta siano maltrattati all'interno di questa Unione Sportiva Aosta. Si tratta poi di una squadra di semiprofessionisti, che è la cosa più deleteria.
Io sono d'accordo, per esempio, con il Presidente della Giunta, quando dice che il discorso dei professionisti dello sport è un discorso che non deve rientrare nelle preoccupazioni di politica dello sport della Regione Autonoma della Valle d'Aosta, ancor peggio quella dei semiprofessionisti perché a questi non si dà né uno sbocco professionale in attività diversa da quella del calcio, né tanto meno in quella del calcio, perché sappiamo come vanno a finire quei poveretti, e quindi a 25-27-30 anni si trovano senza essere dei calciatori affermati e quindi senza essersi assicurati il futuro ed avere una qualificazione professionale o aver appreso un mestiere per potersi inserire nella comunità.
Ho detto che volevo essere brevissimo, non cito altri appunti che avevo preso durante la discussione che ho sentito. Vorrei soltanto far notare una cosa: non cito la questione del turismo che verrebbe favorito o promosso dall'attività dell'Unione Sportiva Aosta, questo è assolutamente ridicolo, dico un'altra cosa invece che, secondo me, in Valle d'Aosta certe attività sportive, lo sci, per esempio, sia esso di fondo o di discesa, possono essere un momento di qualificazione professionale per dei giovani che poi in seguito potrebbero svolgere un'attività di maestro di sci in Valle d'Aosta con profitto, e quindi questo, lo sottolineo all'Assessore al Turismo perché ne prenda nota affinché si possa prendere in considerazione, sarebbe molto più utile, anche turisticamente. Segnalo inoltre, sia all'Assessore al Turismo che all'Assessore all'Agricoltura e Foreste, che sarebbe molto più utile istituire, finanziare, far funzionare una squadra di fondo del Corpo regionale forestale...questa sì che ci farebbe della pubblicità, della vera pubblicità in tutto il mondo!
Termino facendo una proposta concreta, che è questa: chiedo alla Giunta, nonostante la proposta che è stata fatta dal Presidente, se non sia il caso di rinviare l'esame approfondito e attento del bilancio dell'Aosta Calcio alla Commissione Turismo, la quale riferirà direttamente alla Giunta e quindi si riporterà il discorso in Consiglio, perché a me pare che, come è stato detto dal Capo Gruppo dell'Union Valdôtaine, noi parliamo a titolo personale, e quindi nel caso in cui...e questo non è un ricatto, chiaramente, esprimo solo in modo molto corretto e serio la mia opinione...nel caso in cui la proposta di rinviare all'esame alla Commissione Turismo il bilancio dell'Aosta Calcio non venisse accolta, io voterò contro.
Nebbia (P.S.I.) - Molto brevemente mi pare di poter sottoscrivere la proposta fatta in questo momento dal Consigliere Faval; in via subordinata, credo che la visione illustrata prima dal Presidente della Giunta possa essere anch'essa accettabile, considerando questo come sport-spettacolo, però condizionerei la concessione del contributo ad un maggiore controllo dell'attività dell'Associazione e ad una maggiore dedizione di quest'Associazione allo sport per i giovani.
Dolchi (P.C.I.) - Sono iscritti a parlare i colleghi Tonino e Salvadori.
Io vorrei però chiedere al Vice Presidente Faval se intende formalizzare la sua proposta, perché la formalizzazione della sua proposta interromperebbe la discussione, infatti la discussione può essere interrotta per il rinvio, su proposta di un Consigliere, all'esame della Commissione o della Giunta. Quindi se viene formalizzata io non darei più la parola né a Tonino, né a Salvadori, perché dovrei invece mettere in votazione la proposta del Vice Presidente Faval. La proposta del Vice Presidente Faval è di rinviare all'esame attento della Commissione Turismo il problema del bilancio dell'Unione Sportiva Aosta perché il tutto sia ripresentato all'esame del Consiglio. Mi sembra di aver interpretato in questo modo. Io voglio solo sapere se il Vice Presidente Faval formalizza questa proposta.
Faval (U.V.) - Scusatemi la battuta, io non mi formalizzo sul fatto che la discussione possa continuare, formalizzo la richiesta, però la discussione può anche continuare, anzi "deve" continuare, anche se teniamo conto che abbiamo già perso troppo tempo.
Dolchi (P.C.I.) - Teniamo anche conto che il Consiglio dovrebbe sospendere i suoi lavori alle ore 18,00; la formalizzazione della proposta fa chiedere al Consiglio che ci sia un oratore che parla a favore ed uno contro, e poi la messa ai voti della proposta del Vice Presidente Faval; solamente nel caso che questa venga respinta si continua la discussione.
Ramera (D.C.) - Io non avrei difficoltà ad accettare la proposta del Consigliere Faval, però vorrei farvi presente - come ben lui sa - che in Commissione Turismo giacciono taluni importanti problemi, tipo l'urbanistica e la delibera degli oneri di urbanizzazione, più il problema pubblicità, che hanno un'urgenza eccezionale. Vorrei aggiungere che siamo al mese di febbraio e se la proposta viene rinviata all'esame in Commissione andremo a dare la risposta tra un mese e mezzo, perché prima che sia fatta delibera, approvata, mandata, eccetera, ci vuole del tempo: il Consiglio decida qualcosa, io l'accetto anche la formalizzazione della richiesta, però non risolviamo il problema in tempi brevi, il che metterebbe l'Unione Sportiva Aosta in ulteriori difficoltà e riceveremmo poi delle critiche. È molto meglio dire di no o dire di sì e poi lasciare semmai alla Commissione Turismo un ulteriore esame di revisione della legge dello sport, anche per quanto riguarda una programmazione di "sport-spettacolo", come si è chiamata oggi una serie di manifestazioni che riguardano sci, ciclismo, calcio, in maniera che in sede di formulazione di bilancio si sappia cosa si spende.
Faval (U.V.) - L'Assessore Ramera ha perfettamente ragione quando dice che la Commissione Turismo deve esaminare dei problemi che certamente sono prioritari rispetto a quello dell'Aosta Calcio. Se a questo punto il Consiglio ritiene, invece di dare l'incarico alla Commissione Turismo, di darlo ad una Commissione, così, creata ad hoc, per l'esame del bilancio e dell'attività dell'Aosta Calcio, per me va bene lo stesso.
Se il Consiglio non lo accetta andiamo ai voti, per carità.
Dolchi (P.C.I.) - Allora l'Assessore Ramera si è manifestato contro la proposta.
Il Consigliere Pedrini aveva chiesto la parola per caldeggiare la proposta del Vice Presidente Faval.
Siamo allora sulla proposta del Vice Presidente Faval.
Allora, chi è d'accordo, in base all'articolo 51, al rinvio della proposta all'esame della Commissione o della Giunta, è invitato ad alzare la mano.
Allora formalizzo io la proposta se siete d'accordo, perché non ci siano malintesi la proposta è, ai sensi dell'articolo 51, la sospensione della discussione per demandare il problema all'esame di una Commissione speciale composta di cinque persone da nominare con decreto del Presidente del Consiglio, sentiti i Capi Gruppo. Così formalizzata va bene? Allora metto ai voti la proposta...no, mi spiace, sulle proposte d'interruzione non si discute! Chi è d'accordo sulla proposta che io ho formalizzato in questo modo interpretando il pensiero del Vice Presidente Faval è pregato di alzare la mano. Chi non è d'accordo? Per piacere, le mani! Chi si astiene?
Esito della votazione:
Presenti: trentuno
Votanti: ventisei
Maggioranza: sedici
Voti favorevoli: dodici
Voti contrari: quattordici
Astenuti: cinque (Andrione, Chabod, Clusaz, Ramera, Viglino)
Il Consiglio non approva e procede nella discussione sulla proposta come da allegato n. 35.
Aveva chiesto la parola il Consigliere Tonino, poi sono iscritti i Consiglieri Salvadori e Borbey.
Tonino (P.C.I.) - Mah, io credo che questa discussione debba essere chiusa in tempi brevi proprio per il discorso che ho fatto prima.
Noi siamo d'accordo sull'impostazione che ha dato il Presidente della Giunta e ci siamo anche opposti alla sospensione, proprio perché non crediamo sia utile oggi perdere ancora del tempo per andare ad analizzare dei bilanci rispetto ai quali - ripeto - noi non dovremmo al limite neanche entrare nel merito, perché il discorso che facciamo è quello più generale. E poi, guarda caso, qui dovremmo perdere ulteriore tempo, quando da altre parti spendiamo miliardi e non riusciamo neanche a controllare come vengono spesi. Io voglio fare alcune precisazioni nel dire che siamo d'accordo sull'impostazione che è stata illustrata dal Presidente della Giunta. Intanto il lasciare liberi, come è stato detto da parte di Voyat, i propri Consiglieri di votare secondo coscienza, se ho ben capito, dimostra, secondo me, un atteggiamento che è ipocrita e che tende poi, semplicemente, a spalleggiare delle responsabilità e delle decisioni che invece sono, nel suo complesso, di politica sportiva, turistica, e tutto quello che dicevamo prima.
Il problema politico non è come viene gestita la Società Sportiva Aosta, che è irrilevante, secondo me, sul piano politico, è invece un problema di politica di spesa della Regione. Dunque su questo aspetto dovrebbe esserci un atteggiamento e una posizione ben precisi, soprattutto da un Movimento, com'è l'Union Valdôtaine in Valle d'Aosta, che ha le responsabilità di un Movimento di maggioranza relativa e che ancora una volta ha dimostrato, su problemi di questo tipo, di non avere una sua politica sportiva, di non avere delle proposte in merito, a meno che le proposte non siano quelle di finanziare gli sport che ci danno i campioni del mondo, oppure gli sport in cui ci siano dei valdostani che fanno spettacolo! Io credo che questa sia proprio una visione dello sport che è contraria alla nostra.
Il problema del professionismo, per fare un esempio e richiamarmi a quello che diceva il Presidente della Giunta, è anche per noi un problema deteriore; però, attenzione a non mettere sullo stesso piano il problema del professionismo e dello sport rispetto a quello che è lo spettacolo e quelli che sono gli utenti dello spettacolo sportivo! In questo senso la posizione del Consigliere Faval è una posizione che è semplicemente aristocratica, nel senso che è un atteggiamento aristocratico dire che chi va a vedere la partita la domenica è uno stupido, o cose di questo tipo, mentre sono molto più furbi quelli che seguono o praticano le manifestazioni alpine! Non ci sono anche nello sci fenomeni d'idolatria come quelli tanto deprecati da Faval e presenti nel calcio? Ci sono anche nello sci, ci sono in tutti gli sports! Io non voglio entrare nel merito.
Secondo me la gente ha il diritto di divertirsi e di scegliere lo spettacolo che preferisce, che può essere quello di vedersi la partita di calcio, oppure di andare a vedere la "Bataille des reines", oppure di andarsi anche a vedere la gara di fondo e di sci. Credo che questo atteggiamento sia non solo strumentale, ma ipocrita, e denunci la mancanza di una scelta politica del Movimento di maggioranza relativa. Qui è uscito una volta, un po' come battuta, che sui problemi ci può essere l'atteggiamento, come diceva Chabod, "c'è chi gli piace, c'è chi non gli piace"...ecco, noi non possiamo essere soddisfatti del fatto che un Movimento che ha una tale percentuale, scusa Chabod, ti rubo una frase celebre, però non possiamo permetterci che un Movimento di questo tipo, su un problema di tale importanza abbia questo atteggiamento di "c'è chi gli piace, c'è chi non gli piace"! Dunque, questa era un precisazione che secondo noi andava fatta, nel momento in cui accettiamo le proposte che ha fatto il Presidente della Giunta.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Salvadori.
Salvadori (U.V.) - Come avete sentito e come ha giustamente sottolineato con un tono abbastanza pesante il Capo Gruppo del Partito Comunista, il nostro Capo Gruppo, diversamente dai principi del centralismo democratico che impediscono di pensare con la propria testa il più delle volte, su un problema che non è un problema di alta qualifica, come credo nel suo intervento Renato Faval aveva dimostrato, ha lasciato una certa libertà di giudizio ai vari Consiglieri e avete visto anche in queste votazioni l'interpretazione diversa che è stata data a questo discorso. Quindi non direi che si tratti di posizione ipocrita, direi che se Tonino vuole documentarsi vada a rileggersi i documenti dell'Union Valdôtaine sullo sport, penso che avrà ampio argomento di meditazione su quello che l'Union pensa a proposito dello sport e soprattutto della partecipazione sportiva che, per noi, è estremamente importante!
Chiuso il discorso polemico, direi, ieri, quando parlavamo di Aeroporto, qualcuno ha criticato un pochino l'Assessore Ramera di non conoscere bene i termini del problema e dovremmo fare lo stesso discorso anche per quanto riguarda il calcio; quindi io prima, parlando con l'amico De Grandis, proponevo un incontro di calcio fra maggioranza e minoranza, in maniera anche da valutare quali siano tutti i problemi tecnici, e così via, anche perché noi saremmo favoriti, con un Andrione e un Rolando in difesa creeremmo un nodo difensivo difficile da superare.
Ma per tornare al discorso del nodo: su questa faccenda dei 50 milioni si incunea un problema di fondo che rimane sempre fra quello che è il concetto della pratica sportiva, professionistica o dilettantistica, io ho già detto in sede di Commissione di Consulta sportiva che sono per la revisione di questa legge sullo sport, per l'aumento dei contributi che vengono dati a quelle Associazioni sportive che garantiscano il discorso fondamentale della partecipazione e della formazione.
Vorrei fare solo un esempio, l'Associazione Martze a pià , che l'anno scorso ha avuto una grande partecipazione di gente, dai ragazzini di otto anni a Oscar Zanin, che è un po' la bandiera di questo tipo di sport, ha preso l'anno scorso cinque milioni e quest'anno ha preso sette milioni e mezzo per disciplinare un'attività alla quale partecipano almeno 1.500 atleti, se non di più. Quindi io direi che dobbiamo rivedere questo tipo di contributo regionale per queste manifestazioni sportive a livello dilettantistico, perché dovrebbe essere questo il senso dello sport e quindi andare avanti su questo tipo di strada.
Per quanto riguarda invece lo sport professionistico, ha detto giustamente il Presidente Andrione che bisogna fissare dei criteri che ci permettano di definire dei termini molto precisi, per cui non venga fuori ogni anno il problema di quanto diamo all'Aosta, o di quanto diamo al Pont-Donnaz che arriva magari in promozione; bisogna che vi siano delle cifre chiare, in modo che una Società sappia cosa riesce ad avere dall'Ente pubblico per poter fare i suoi programmi, anche perché c'è un altro tipo di discorso che qui non è stato fatto oggi. Pollicini diceva che non esistono più i magnati in Valle d'Aosta, credo che magnati non ne siano mai esistiti, ma l'intervento privato, al di là dell'Ente pubblico, al di là della buona volontà di coloro che hanno gettato anche dei milioni per questo tipo di attività, cioè la Val Veny, la SITAV, tutte queste altre Società che sono interessate al discorso turistico, cosa fanno? Intervengono anche loro, quindi anche questi sono elementi che noi non conosciamo e che sarebbe stato interessante sapere.
La nostra proposta, che era stata portata avanti dal Vice Presidente Faval, di fare un ulteriore esame in sede di Commissione, veniva anche da questo tipo di discorso in cui, prima di tutto, qui la controparte non c'è. Abbiamo una lettera che, secondo Minuzzo, era stata fatta da uno che in quel momento non era Presidente, sono state fatte delle critiche violente, non tanto al bilancio, perché i conti sono perfetti, quadrano, certamente, è il tipo di gestione e il tipo di programma che la Società deve fare nel corso del tempo, che devono essere valutati e discussi.
Quindi la nostra proposta era quella di portare in Commissione Turismo o in un altro tipo di Commissione allargata alla presenza di rappresentanti di quelle altre due Società...e io qui voglio ribadire ancora il concetto del Pont-Donnaz che non deve essere dimenticato, perché come l'anno scorso sono stati dati dei soldi all'Aosta per fare il campionato di promozione, allora anche al Pont-Donnaz che quest'anno fa il campionato di promozione devono esser dati i contributi...
In linea alternativa è evidente che la proposta del Presidente può essere accettabile, la fissazione di un tetto di 50 milioni è un elemento estremamente chiaro, che risponde anche a quello che aveva detto Pollicini, e comunque io ripeto che, se non viene valutato anche il discorso del Pont-Donnaz, è chiaro che è un discorso che rimane troppo chiuso e riservato ad una sola scelta, e quindi dobbiamo avere il coraggio di fare anche l'altra.
Faval (U.V.) - Ho chiesto la parola per fatto personale, perché non tollero che nessun Consigliere possa esprimersi nei miei confronti così come si è espresso il Consigliere Tonino!
Non tollero che mi sia dia dell'aristocratico nell'accezione negativa e deteriore con la quale lui l'ha pronunciata - potrei tollerarlo se l'avesse intesa in senso etimologico -, né tanto meno tollero e posso tollerare, come Consigliere regionale, che mi sia dato dell'ipocrita quando esprimo il mio parere, perché questo che ho espresso è il mio parere e non il parere del mio Movimento, e capisco perfettamente che il Consigliere Tonino non sia abituato a considerare che all'interno del suo Gruppo ci possano esser delle divergenze relativamente ai problemi che vengono discussi!
Noi, invece, siamo per l'autonomia, siamo anche autonomisti e sappiamo dare la libertà quando questa è possibile, è necessaria ai componenti del nostro Gruppo. E aggiungo questo: che io ho espresso un parere mio personale relativamente al fatto che dal mio punto di vista il Consiglio regionale non deve incrementare e favorire l'espansione di manifestazioni deteriori, e ho parlato di "libido calcis", attribuendola non a chi va ad assistere alle partite di calcio, ma ai dirigenti dell'Unione Sportiva Aosta, voglio che di questo il Consigliere Tonino prenda buona nota e se non l'ha capito glielo ripeto e vada a leggersi i verbali quando saranno trascritti.
Pedrini (Ind. P.L.I.) - Signor Presidente, io vorrei sdrammatizzare un momentino le parole che il Consigliere Faval ha detto, non per difendere il Consigliere Tonino che non ne ha bisogno, ma almeno io ho inteso che non fosse una battuta contro, bensì che il Consigliere Tonino avesse fatto un appunto politico, il che è ben diverso da quella che era una constatazione solo sotto questo profilo. Almeno io l'ho inteso così e penso che sotto quel profilo, non passando magari la parola "ipocrita" che è stata detta, ma pur tuttavia mi sia concesso di dire con estrema franchezza che anch'io sono piuttosto rimasto scioccato dal fatto di vedere la Giunta così divisa su un problema che deve avere immediata soluzione. Evidentemente in caso contrario ho già detto che l'acqua dell'U.S. Aosta è sino al naso, ha superato la fase di labbra e quindi stasera si deve comunque prendere una decisione, o sì o no, non ha importanza, ma questa decisione dev'essere presa.
Io vorrei soltanto dire questo: lasciando ad ognuno giudicare quello che io dico: la Sardegna, Ente Regione, ha dato circa un miliardo al Cagliari, solo per mantenerlo in serie A, questa è una cosa che nessuno può smentire. Sono tutti deficienti anche i sardi? Non sono vicino a noi, ma guarda caso hanno una Regione Autonoma come la nostra. Ora, se è stato dato un significato a questa spesa è stato quello di mantenere una certa dirittura ed un certo cachet sul nome Cagliari che rappresentava il quel momento non Cagliari come città, ma Cagliari come Sardegna. Oggi l'Aosta, nel campo calcistico, checché se ne dica, anche se si vuol parlarne male, rappresenta non Aosta, ma la Valle d'Aosta, queste sono verità che tutti sanno...guardiamo soltanto che cosa succede adesso nella Regione Liguria dove c'è praticamente una situazione identica alla nostra e, anche lì, la Regione interviene.
Il punto, ripeto quello che ho detto prima, è questo: mettere veramente la parola "fine" a quelle che sono altre discussioni del genere e, così, facendo quella Commissione che Faval ha proposto, o la Commissione Turismo che, in accordo, studi il problema di mettere la parola "fine" a questa escalation di contributi, così come io non sono d'accordo per esempio con il Presidente della Giunta, quando mi dice: "a me non me ne frega niente di David"...no, abbiate pazienza! Io, quando apro i giornali e i quotidiani e leggo a nove colonne: "il valdostano David ha vinto", penso che 50 milioni di italiani per lo meno, lasciando da parte i più piccoli che non sanno leggere, vedano non il valdostano uomo, ma la Valle d'Aosta, che in mezzo alle sue nevi e alle sue montagne ha degli uomini che sanno vincere...questa è propaganda, questo è turismo, queste sono cose che veramente lasciano una traccia nell'animo di chi legge! Abbiate pazienza, nessuno può dirmi che questo non è vero! E allora? Allora qua c'è solo una cosa da dire: il problema è urgente, o sì, o no, usciamo dall'impasse.
Ripeto: io voterò a favore con la parola "fine" sull'argomento.
Borbey (D.C.) - Prima avevo un po' le idee chiare, adesso le ho completamente confuse!
Il Presidente della Giunta mi guarda di brutto, ma io ho il piacere di dire due cosette: nei cinque anni passati, dal 1973 al 1978, l'U.S. Aosta aveva in Consiglio regionale molti paladini, dal Commendator Pedrini, all'Avvocato Bondaz, al Consigliere Bordon, al Presidente del Consiglio Dolchi, a tutte quelle persone che sono state i fondatori dell'U.S. Aosta; adesso invece, proprio perché il Consiglio regionale si è rinnovato al 70%, il discorso è completamente cambiato.
Ora, io ritengo che sia un bene, forse prima la cosa era un po' troppo da una parte, adesso mi permetto di dire, secondo il mio modesto punto di vista, mi sembra che ci sia un po' troppo astio, delle prese di posizione che mi sembra non siano ponderate sufficientemente. Può anche darsi che la gestione dell'U.S. Aosta sia stata un po' allegra e rettifico, un po' "allegra" nel senso, almeno in questo passato anno, di voler fare troppo, cioè di dire: "acquistiamo, vediamo un po' se riusciamo a vincere questo campionato". Ebbene, hanno fatto un passo falso e le cose non sono andate in questo verso.
Nella passata legislatura io ero uno di quelli che si tirava indietro rispetto a questi paladini, ma oggi francamente mi sento invece di fare una parte in più verso l'U.S. Aosta...perché? Non concordo con il mio amico Assessore Ramera quando dice che i soldi che vengono spesi per il calcio in Valle d'Aosta sono a beneficio di quelli che vogliono interessarsi delle Società di calcio. Questo, mi scuserà Ramera, ma non lo accetto, perché vi prego tutti di entrare come dirigenti di alcune piccole Società, anche dell'U.S. Aosta, per vedere quali difficoltà ci sono, e state tranquilli che non è perché io sono ancora attualmente dirigente dell'U.S. Guido Saba, non è perché la Regione Valle d'Aosta dà il contributo per il calcio, che i dirigenti hanno soddisfazione! No! Questi dirigenti ad un certo punto mettono fuori di tasca loro i quattrini e logicamente in qualunque gestione, e nello sport soprattutto, purtroppo si fanno degli errori perché viene presa la mano, se uno è appassionato alcune volte va fuori dal binario e io ritengo che l'Aosta in questo ultimo anno sia uscita forse un po' troppo dal binario giusto.
Quindi la Giunta regionale ha presentato una sua proposta, non è vero che la Giunta regionale è spaccata in questo problema, abbiamo presentato una proposta in cui si dice: "massimo 50 milioni". Io concordo con il Presidente e dico che a me sta bene la somma di 50 milioni, perché se anche sono stati fatti degli errori, non è logico rimandare ancora questo problema che è urgente perché l'U.S. Aosta è a questo livello, come diceva il Commendator Pedrini, e forse se noi rimandiamo ancora questo problema andrà in promozione, non rimarrà nella serie B. Io dico: prendiamoci le nostre colpe, approviamo o bocciamo oggi questo provvedimento.
Mi permetto soltanto di dire ancora questo sullo sport in generale. Si dice: "basta ai soldi spesi in questa maniera, facciamo palestre", eccetera...tutto giusto, ma mi permetto di dire questo: sono dell'U.S. Guido Saba, noi gli allenamenti non li facciamo in palestra perché i ragazzi gli allenamenti li devono fare fuori...perché in palestra? Non li hanno mai fatti, penso che la popolazione valdostana sia sana, forse Borbey perché è magrolino...ma ad esempio nello sport del calcio non si fa allenamento in palestra, bisogna andare sul campo, anche se c'è la neve, si va e si fanno i giri di corsa ed il palleggio sulla neve. Questo è lo sport...ma cosa vogliamo, rintanarli tutti? Che impostazione vogliamo dare in Valle d'Aosta? Che per 50 metri bisogna portare i bambini a scuola? Che per fare dello sport bisogna portarli tutti in palestra? Questi bambini non possono più uscire all'aria aperta... Cosa vogliamo, farli diventare tutti paralitici?
Quindi io ritorno sul discorso di prima, guardiamoci in faccia tutti, prendiamoci le nostre colpe, l'U.S. Aosta può anche darsi che abbia fatto degli errori, però è un momento difficile, e di appassionati di calcio ce ne sono tanti. Io l'altro giorno sono stato alla cena dell'U.S. veterani Aosta, che sono i primi che sono arrabbiati con l'U.S. Aosta attuale, però sono ancora veterani dell'U.S. Aosta e c'erano 120 persone a quella cena, sono tutti degli appassionati del calcio e ce ne sono parecchi. Un'altra volta sono stato in un ristorante qui vicino in Via Festaz, non so se si chiama Les Gourmets, c'erano i patiti diciamo dell'Inter, Stradella in testa, il Presidente, quello che fa il pittore di Valtournenche, e c'erano 45 persone a cena che davano lavoro, hanno fatto una cena in un ristorante di Aosta, no?
Mi permetto ancora di dire una cosa sull'U.S. Aosta: 20 giorni fa c'era la neve, rischiavano di perdere due punti, perché il regolamento prevede questo se non sgombrano il campo, allora mi sono permesso di mandare un mio incaricato, ho mandato anche due o tre operai dei Lavori Pubblici, c'erano 22 persone a lavorare gratuitamente, a spalare la bellezza di 9.000 metri quadrati di terreno...questa gente qui ha la passione, ed io rimango sulla passione degli sportivi.
Io voto a favore.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta, per mozione d'ordine.
Andrione (U.V.) - Purtroppo era stato detto che il Consiglio sarebbe terminato alle diciotto per impegni del Presidente del Consiglio, del Vice Presidente del Consiglio e del Segretario ed io, in relazione a questa dichiarazione, ho preso degli appuntamenti e anche altri Assessori sono impegnati, quindi farei una mozione d'ordine con la quale chiederei che venga messa ai voti la proposta che ho fatto, e cioè di stabilire un contributo di 50 milioni per l'Unione Sportiva Aosta, 12 milioni per il Pont-Donnaz, con l'intesa che dette cifre costituiscano il plafond di intervento regionale per gli anni a venire di questa legislatura.
Ecco, il Consiglio, se il Presidente è d'accordo, dovrebbe essere chiamato a votare su questo, e mi riservo in separata sede di togliere ogni choc al Consigliere Pedrini e di parlare con il Consigliere Tonino circa il diritto al dissenso.
Dolchi (P.C.I.) - La richiesta del Presidente della Giunta pone il problema della chiusura della discussione e io chiedo se i Consiglieri che avevano chiesto la parola - Fosson, Clusaz e Mafrica - rinunciano per dichiarazione di voto.
L'aereo per una volta tanto è in orario; pertanto, per le dichiarazioni di voto, io ritengo che ci dovrà essere ancora un po' di tempo prima di giungere alla votazione. Pertanto il Presidente del Consiglio, il Segretario del Consiglio, il Vice Presidente Faval, per gli impegni che sono già stati annunciati ieri mattina, devono lasciare la seduta.
Il Vice Presidente Mappelli, assume la Presidenza e la funzione di Segretario viene assunta dal Consigliere Riccarand.
Ci sono dichiarazioni di voto? Io non posso togliere le dichiarazioni di voto. L'ordine del giorno continua. Il Consigliere Riccarand è il Consigliere più giovane dopo il Consigliere Carral che è assente per motivi di salute; pertanto io chiamo il Consigliere Riccarand, come Consigliere più giovane, ad assumere la funzione di Segretario del Consiglio, il Vice Presidente Mappelli assume la Presidenza del Consiglio stesso, mentre la rappresentanza della Presidenza del Consiglio, che si deve incontrare domani con le altre Presidenze del Consiglio, lascia la sala, vi saluta e vi augura ancora buon lavoro, anche perché l'ordine del giorno non è finito e ci sono altri...altri tre argomenti in discussione.
(voci in aula)
Si dà atto che dalle ore 18,25 presiede il Vice Presidente Mappelli.
Mappelli (D.C.) - Signori, vorrei sapere innanzitutto se il Consiglio è d'accordo sulla proposta del Presidente della Giunta, di modo che possiamo passare alla votazione, oppure si continua la discussione generale o le dichiarazioni di voto.
Il Consiglio si esprima.
La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Riguardo alla proposta del Presidente, non sono d' accordo di votare anche sul contributo al Pont-Donnaz, perché non era all'ordine del giorno e non ci pare corretto dal punto di vista formale questo voto.
Sono d'accordo invece che si voti sull'altra proposta che era all'ordine del giorno di 50 milioni, anche se io voterò contro, come ho già detto.
Andrione (U.V.) - Formalmente il Consigliere Riccarand ha ragione, voteremo il Pont-Donnaz alla prossima seduta del Consiglio.
Mappelli (D.C.) - Dichiarazioni di voto? Clusaz.
Clusaz (U.V.) - Io non rimango scioccato se un Partito o un Movimento lascia libere, diciamo così, le persone...si potrà dire che è un eccesso di democrazia, d'accordo, però non è sicuramente ipocrita lasciare liberi i Consiglieri, piuttosto può essere ipocrisia quella di chiedere votazione segreta quando non è espressamente richiesto, dal momento che nell'Union c'erano dei punti di vista differenti...io, ad esempio, voto a favore.
Mappelli (D.C.) - Altri che chiedono la parola? Il Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - Nel confermare quanto aveva già espresso prima il Consigliere Tonino, credo di dover sottolineare come esista a volte l'abitudine negativa di mettere sul personale questioni che invece noi poniamo a livello politico. Mi stupisce che si tiri ancora fuori questa vecchia storia dei cervelli all'ammasso o polemiche che possono essere fatte anche in altre sedi sul centralismo democratico. Noi troviamo che all'interno del Gruppo è razionale ed efficace discutere liberamente per vedere qual è l'opinione che prevale e farla sostenere poi da tutto il Gruppo.
Mi sembra che sia meno chiaro vedere dei Gruppi che su un problema esprimono posizioni differenti, ci sembra che sia anche non del tutto istruttivo per la gente vedere una Giunta che si contraddice nei diversi interventi, ma comunque questa è una questione di opinioni. Io torno a ripetere che noi abbiamo espresso una valutazione politica e ci sembra che qui esista la necessità non che tutti dicano la stessa cosa, ma che diversi gruppi esprimano delle opinioni politiche.
Qual è la nostra opinione politica? Non è certo quella di continuare a dare soldi in base alle richieste della Società Sportiva Aosta, è quella di considerare che questo tipo di "sport-spettacolo" è, a nostro avviso, un fatto che occorre tenere in considerazione e ribadisco quello che aveva detto Tonino, non si riferisce a nessuna persona in particolare, senza atteggiamenti che noi riteniamo aristocratici di giudicare gli sport o gli spettacoli che piacciono a masse estese di cittadini come spettacoli di livelli inferiori e per persone che hanno capacità di capire inferiori ad altri.
Noi riteniamo che si debba difendere la politica sportiva, però si debba anche tener conto senza eccessi di questi fattori. È una posizione politica, vi preghiamo di prenderla per quello che è.
Mappelli (D.C.) - Altri che chiedono la parola? La parola all'Assessore Ramera.
Ramera (D.C.) - Farò io la dichiarazione di voto per la Democrazia Cristiana, in quanto non ho avuto modo di replicare, e molto probabilmente la mia relazione iniziale che ha coinvolto, diciamo, lo sport in generale, ha dato adito ad interpretazioni varie. Per cui, nel dire che noi voteremo a favore della proposta dei 50 milioni, e mi spiace dover riportare un'altra volta i dodici milioni al Pont-Donnaz, devo però fare alcune precisazioni.
Nella mia relazione ho detto che sarà compito mio, della Giunta, della Commissione Turismo rivedere la legge sullo sport, perché una cosa è la pratica dello sport e una cosa è lo sport-spettacolo, per cui a un certo momento divideremo per bene le due cose in maniera che sia chiaro per tutti, e sia chiaro fin dall'inizio della propria attività sportiva. Ma perché dico questo? Perché mi sono permesso di fare alcuni accenni polemici nei confronti dell'U.S. Aosta, ma erano riferiti ad un certo modo di fare i dirigenti dello sport in Valle d'Aosta, perché coloro che fanno parte, come Consiglieri, dell'Assemblea sportiva, avranno avuto modo di vedere assemblee dello sport, codificate con legge del Consiglio regionale, semideserte ogni volta, e questo è indice di scarsa responsabilità da parte di coloro che pretendono poi di dirigere lo sport in Valle d'Aosta, e che sono poi invece presenti in massa, almeno da quanto ho saputo, il giorno della spartizione della torta. Ecco perché mi sono permesso la critica e mi sono permesso di dire che sarà cura dell'Assessorato, della Giunta di portare nelle Commissioni e al Consiglio regionale la revisione della legge, perché è stata dimostrata chiaramente un'insensibilità, non da parte dei ragazzi che vorrebbero fare dello sport, ma da parte di coloro che li dirigono in malo modo, quindi è bene che la Regione faccia delle scelte chiare, non solo per le manifestazioni che hanno carattere spettacolare e di propaganda, ma anche nella pratica dello sport.
Votando a favore ho voluto puntualizzare queste cose e avremo modo di discutere di sport e di politica sportiva da parte della Regione.
Mappelli (D.C.) - Altre dichiarazioni di voto?
Voyat (U.V.) - Io, come ho già detto, voterò contro, comunque voglio solo precisare alcune cose. È già stato detto che noi abbiamo le nostre linee politiche sullo sport e non abbiamo le nostre politiche sui contributi...
(voci in aula)
...comunque, volevo solo aggiungere qualcosa a quanto detto dal Consigliere Clusaz sul voto segreto richiesto da certi Gruppi quando non sono convinti e non sicuri di tenere compatto il loro stesso Gruppo. Ipocrisia vuole anche dire, certe volte, venire qui e criticare la Giunta perché prende certe decisioni e poi, quando altre volte democraticamente viene per discuterne in Consiglio, ecco che subito si dice che la Giunta dovrebbe fare questo e quell'altro!
Non accetto questa concezione d'ipocrisia, e poi termino, per il semplice fatto che quando qualcuno agisce in una certa maniera è democrazia, quando agisce qualcun altro nella stessa maniera è ipocrisia!
Berti (Art. e Comm. Vald.) - Voterò a favore di questo provvedimento.
Mappelli (D.C.) - Altri che desiderano la parola per dichiarazione di voto?
Allora si passa alla votazione.
Prima di votare il deliberato, pregherei il Consigliere Segretario di darne lettura.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - "Il Consiglio delibera di approvare la concessione a favore dell'Unione Sportiva-Aosta - Sezione Calcio - di un contributo straordinario di lire 50.000.000 per la partecipazione al campionato di calcio di Serie D - girone A - Lega semi professionisti per la stagione 1978-1979"; di delegare alla Giunta regionale l'adozione di ogni successivo provvedimento deliberativo necessario per l'esecuzione della presente deliberazione e per l'approvazione e la liquidazione della relativa spesa da imputare al capitolo 9355 della Parte Spesa del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1979 (Contributi e sussidi ad aziende di soggiorno, pro-loco, enti ed altri organismi pubblici e privati per attività nel settore del turismo e del tempo libero) che presenta la necessaria disponibilità".
Mappelli (D.C.) - Signori Consiglieri, pongo in votazione questo deliberato.
Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? Astenuti?
Esito della votazione:
Presenti: ventinove
Votanti: ventinove
Maggioranza: sedici
Favorevoli: ventisei
Contrari: tre
Il Consiglio approva.
Il Consiglio
Delibera
1) di approvare la concessione a favore dell'Unione Sportiva-Aosta - Sezione Calcio - di un contributo straordinario di Lire 50 milioni per la partecipazione al campionato di calcio di serie D - girone A - Lega semi professionisti - per la stagione 1978/1979;
2) di delegare alla Giunta regionale l'adozione di ogni successivo provvedimento deliberativo necessario per la esecuzione della presente deliberazione e per l'approvazione e la liquidazione della relativa spesa da imputare al Capitolo 9355 della Parte Spesa del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1979 (Contributi e sussidi ad aziende di soggiorno, pro-loco, enti ed altri organismi pubblici e privati per attività nel settore del turismo e del tempo libero), che presenta la necessaria disponibilità.
