Oggetto del Consiglio n. 61 del 14 febbraio 1979 - Verbale

OGGETTO N. 61/79 - Ratifica di deliberazioni adottate dalla Giunta regionale in via d'urgenza.

Oggetto n. 5648 in data 17 novembre 1978: Affidamento familiare dei minori attualmente ospiti dell'Istituto regionale di assistenza all'infanzia. Approvazione e finanziamento di spesa.

Oggetto n. 5829 in data 24 novembre 1978: Concessione e liquidazione di contributi regionali a favore di Consorzi di miglioramento fondiario nelle spese inerenti la realizzazione di opere di miglioramento fondiario e di gestione e di esercizio per l'anno 1978.

Oggetto n. 5981 in data 1° dicembre 1978: Corsi sperimentali di scuola media per lavoratori - Anno scolastico 1977/78 - Finanziamento delle spese di gestione. Approvazione e liquidazione di spesa.

Oggetto n. 5997 in data 1° dicembre 1978: Approvazione della convenzione tra l'Amministrazione regionale e l'Aero-Club Valle d'Aosta per la proroga della concessione per la gestione dell'Aeroporto regionale di Aosta durante il periodo 1.1.1978-28.3.1989.

Oggetto n. 6231 in data 8 dicembre 1978: Concessione e liquidazione di un ulteriore contributo per la pubblicazione del 6° numero della rivista tecnico-giuridica "DEBATS ET PROPOS". Approvazione e finanziamento di spesa.

Oggetto n. 6437 in data 18 dicembre 1978: Concessione di un contributo di Lire 30.000.000 al Comitato organizzatore della fase nazionale dei giochi invernali della gioventù.

Oggetto n. 6461 in data 18 dicembre 1978: Concessione e liquidazione all'Istituto San Giovanni Bosco di Aosta di un contributo straordinario di Lire 2.000.000 nelle spese di riparazione dell'impianto di riscaldamento di un fabbricato adibito a colonia in Comune di Doues. Approvazione e finanziamento di spesa.

Oggetto n. 6537 in data 22 dicembre 1978: Concessione e liquidazione di un contributo di £. 5.620.000 al Comune di Villeneuve per la sistemazione dell'acquedotto intercomunale con Introd danneggiato dall'alluvione (sistemazione definitiva). Approvazione e liquidazione di spesa.

Oggetto n. 6540 in data 22 dicembre 1978: Concessione di un contributo di lire 7.000.000 al Comune di Saint-Marcel per il potenziamento dell'acquedotto comunale (serbatoio esistente - Faverge). Approvazione ed impegno di spesa.

Oggetto n. 6547 in data 22 dicembre 1978: Concessione e liquidazione di un contributo di £. 7.000.000 al Consorzio di miglioramento fondiario alta valle di Gressoney-La-Trinité per il potenziamento dell'acquedotto frazionale in località Ciaval. Approvazione e finanziamento di spesa.

Oggetto n. 6550 in data 22 dicembre 1978: Concessione e liquidazione di un contributo di £. 8.000.000 al Comune di Perloz nelle spese di costruzione della fognatura del capoluogo e Plan de Brun. Approvazione e finanziamento di spesa.

Oggetto n. 6568 in data 22 dicembre 1978: Esecuzione di impianti tecnici e dotazione di serramenti del Castello Sarriod de la Tour a Saint-Pierre. Approvazione ed impegno di spesa di Lire 50.000.000.

Oggetto n. 6573 in data 22 dicembre 1978: Concessione all'Aero-Club Valle d'Aosta di un ulteriore contributo di lire 25.000.000 per la gestione dell'Aeroporto regionale Corrado Gex.

Oggetto n. 6594 in data 22 dicembre 1978: Collocamento in aspettativa per motivi di famiglia, senza assegni, della dipendente Bianca Maria Magrassi.

Oggetto n. 6622 in data 22 dicembre 1978: Concessione e liquidazione al Comune di Gressoney-Saint-Jean di una seconda sovvenzione di £. 18.000.000 per il funzionamento della Scuola media legalmente riconosciuta per l'anno scolastico 1977/78. Approvazione e finanziamento di spesa.

Oggetto n. 6623 in data 22 dicembre 1978: Concessione e liquidazione al Comune di Ayas di una seconda sovvenzione di £. 16.700.000 per il funzionamento della Scuola media legalmente riconosciuta per l'anno scolastico 1977/78. Approvazione e finanziamento di spesa.

Oggetto n. 6632 in data 22 dicembre 1978: Istituzione di un servizio speciale di trasporto per gli alunni dell'istituto Tecnico Commerciale di Aosta - Anno scolastico 1978/1979. Approvazione ed impegno di spesa.

Oggetto n. 6637 in data 22 dicembre 1978: Concessione di contributi ai Comuni per il trasporto degli alunni della Scuola dell'obbligo e materna - Anno scolastico 1977/78 - Approvazione e liquidazione di spesa.

Oggetto n. 6638 in data 22 dicembre 1978: Concessione di assegni di studio a studenti universitari meritevoli appartenenti a nuclei familiari disagiati - Anno accademico 1978/79. Approvazione delle norme di attribuzione.

Oggetto n. 6647 in data 22 dicembre 1978: Concessione di contributo per la realizzazione di Musei ad Introd, Gignod, Torgnon. Approvazione ed impegno della spesa di lire 30.000.000.

Oggetto n. 6649 in data 22 dicembre 1978: Concessione e liquidazione al Comitato Valdostano Celebrazioni della Resistenza di un contributo straordinario per l'attività dell'anno 1978. Approvazione e finanziamento di spesa.

Oggetto n. 6677 in data 29 dicembre 1978: Concessione di un contributo alla Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta per l'attuazione di un programma di attività pubblicitaria in favore del formaggio "fontina" per l'anno 1978. Approvazione ed impegno di spesa.

Oggetto n. 6680 in data 29 dicembre 1978: Concessione e liquidazione di contributi ad agricoltori vari, nelle spese per la ricostituzione di scorte ed attrezzature distrutte da eventi calamitosi. Approvazione e finanziamento di spesa.

Oggetto n. 6703 in data 29 dicembre 1978: Concessione e liquidazione di un contributo di £. 2.600.000 al Comune di Pont-Saint-Martin per acquisto di arredamento scolastico. Approvazione e liquidazione di spesa.

Oggetto n. 6729 in data 29 dicembre 1978: Sistemazione idraulica del Torrente Prouves in Comune di Arnad nel tratto compreso tra la strada regionale sino a monte della frazione Ville. Appalto dei lavori a licitazione privata. Approvazione ed impegno di spesa.

Oggetto n. 6730 in data 29 dicembre 1978: Ripristino difese spondali del Torrente Prouves in Comune di Arnad, nel tratto compreso tra la strada regionale ed il ponte sulla strada statale 26. Appalto dei lavori a licitazione privata. Approvazione ed impegno di spesa.

Oggetto n. 42 in data 11 gennaio 1979: Concessione di una ulteriore somma di lire 5.000.000 al Comune di Verrès per le spese di gestione del servizio di trasporto infermi con autolettiga. Approvazione e finanziamento di spesa.

Oggetto n. 107 in data 12 gennaio 1979: Dott. Aldo Alborno. Collocamento a riposo domanda.

Oggetto n. 108 in data 12 gennaio 1979: Dott. Flaminio Fumagalli. Dimissioni volontarie dal posto.

Oggetto n. 178 in data 19 gennaio 1979: Concessione e liquidazione di un contributo di lire 7.000.000 alla Azienda Autonoma di Soggiorno di Cogne. Approvazione e finanziamento di spesa.

Oggetto n. 197 in data 19 gennaio 1979: Concessione di un contributo di lire 5.600.000 al Comune di Verrès per lavori di sistemazione straordinaria nell'edificio adibito a Scuole Medie. Approvazione ed impegno di spesa.

Oggetto n. 199 in data 19 gennaio 1979: Lavori di ultimazione delle opere murarie della Piscina coperta di Pré-Saint-Didier. Liquidazione all'Impresa appaltatrice Marcora & C., di Milano, del saldo sul compenso spettante per le revisioni dei prezzi contrattuali. Approvazione e finanziamento di spesa.

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Oggetto n. 5648 in data 17 novembre 1978:

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - La delibera, questa delibera di Giunta suscita da parte nostra numerose perplessità, cioè ci pare giusta la volontà di superare l'Istituto regionale di assistenza all'infanzia, però la soluzione adottata nel caso in questione non ci pare valida, quattro minori verrebbero affidati a due signore che si impegnano ad accogliere altri minori fino ad un numero massimo di cinque unità. La struttura che si crea è però un qualcosa di anomalo che sta a metà fra una struttura pubblica e una struttura privata. Una struttura pubblica, perché il finanziamento è regionale e l'iniziativa non ha carattere temporaneo ma permanente, come si ricava dal punto 3° della delibera che prevede che, nel caso che per motivi determinati non ci fossero i minori affidati, queste due signore debbano rimanere a disposizione comunque dell'Amministrazione regionale svolgendo regolarmente la loro attività. Una struttura privata, perché l'Ente regione si limita ad una generica supervisione su questa iniziativa e le due affidatarie non sono inserite in una équipe di zona che gestisce l'intero servizio sotto il profilo educativo e sociale, e quindi praticamente si gestiscono loro questo servizio con un rapporto che è legato alle strutture assistenziali e sociali della Regione.

Poi c'è un problema, diciamo così, di carattere contingente, nel senso che viene da chiedersi com'è possibile che queste due persone svolgano le loro mansioni educative dal momento che sono insegnanti entrambi a tempo pieno, e quindi non si capisce come dedicando gran parte della loro giornata all'insegnamento possano ospitare fino a cinque minori, oltre tutto tenendo presente che una di queste due persone ha già tre figli da, diciamo così, da allevare sostanzialmente. La conseguenza è che praticamente queste persone assumeranno - se non lo hanno già fatto - o un'inserviente o una collaboratrice familiare a cui verrà di fatto affidata l'assistenza di questi minori; oltre tutto mi pare che il punto 3° della delibera, che prevede un massimo di cinque minori affidati a queste famiglie, sia in contrasto con le norme per l'affidamento familiare del 1975, infatti l'articolo 4 di tali norme prevedeva: "Il numero dei bambini affidati presso la stessa famiglia non può essere superiore a due, eccezionalmente tre quando si tratta di minori tutti maggiori di 6 anni di età; se poi la famiglia è un focolare di educatori specializzati, il numero dei bambini potrà essere portato a cinque, tenuto però conto del numero degli eventuali bambini propri degli educatori al focolare". Allora, in questo caso non abbiamo né un focolare di educatori specializzati, perché appunto le affidatarie sono due insegnanti che svolgono attività di insegnante e quindi non svolgono attività specializzata in questo senso qui, e inoltre ci sono già tre bambini, quindi si crea una situazione che non capisco bene come possa funzionare.

Infine vorrei porre all'Assessore due domande: primo, alle persone indicate nella delibera viene concesso, per un numero massimo di cinque bambini, un sussidio annuo di 13 milioni con rate trimestrali anticipate, oltre alla quota di presenza giornaliera di 5.000 lire. Ecco, mi risulta che ad esempio alla comunità centro base di Santo Stefano, dove la Regione ha collocato già una quarantina di minori, sia data invece una somma notevolmente inferiore, vorrei capire come mai c'è questa differenza di trattamento.

Infine, un ultimo problema: mi chiedo come mai la Regione non ritenga di affidare questo servizio per l'assistenza ai minori ai Comuni e alle Comunità Montane, evidentemente attraverso dei finanziamenti che incentivino la creazione di comunità-alloggio e di centri base per minori e adolescenti.

De Grandis (P.R.I.) - Volevo chiedere alcuni chiarimenti all'Assessore alla Sanità, in particolare che cosa si è fatto in questo campo per informare la popolazione del problema dell'affidamento, visto che la legge tende ad affidare questi minori a famiglie in senso compiuto del termine, con presenza di padre e di madre, mentre qui siamo di fronte a un affidamento che riguarda una nubile ed una vedova a cui mancherebbe uno degli elementi fondamentali dell'affidamento familiare; a questo proposito gradirei sapere come si è giunti alla scelta degli affidatari, sulle cui capacità io ovviamente non mi esprimo. E ancora, che cosa si pensa di fare in futuro per il problema dell'affidamento, proprio per renderlo più comune alla popolazione e consentire alla Regione di fare delle scelte con una certa oculatezza, con una certa previdenza su quello che l'affidamento deve significare a favore del minore.

Questa scelta fatta dall'Assessore mi è sembrata un pochino affrettata e a questo proposito vorrei avere delle garanzie che riguardino la sorveglianza degli organi competenti su questa forma di affidamento, sorveglianza che d'altra parte è prevista dalla legge e che deve avvenire sia a livello sanitario che a livello sociale.

Pollicini (D.P.) - Mah! Siamo perplessi di fronte questa delibera, sappiamo che è stata sofferta anche dall'Assessore, nel senso che puntiglioso com'è l'ha voluta perseguire e ha raggiunto l'obiettivo di realizzarla, su questo non ho dubbi, ma certamente ha trovato parecchi ostacoli.

Innanzi tutto ho parecchie perplessità sul principio di privatizzare l'assistenza dei minori che non hanno possibilità di avere collocazione in nuclei familiari, anche perché rischia di diventare un'operazione di comodo - mi sia consentito il termine - per la Regione, che risolve il problema in maniera finanziaria. Ecco, la più semplice delle soluzioni è una soluzione di carattere finanziario, dopodiché tutto il resto, le responsabilità di controllare come vengono gestiti questi minori, salvo qualche visita delle assistenti sociali, rimane a carico degli affidatari. Mi accordo quindi anch'io con chi ha espresso i dubbi sulla sufficienza delle garanzie a prescindere dalle persone e condivido anche buona parte delle perplessità, delle osservazioni espresse dal Consigliere Riccarand.

Ecco, la Giunta ci propone appunto di votare questo tipo di soluzione privatizzata dell'assistenza ai minori, e parte dal presupposto che il numero dei minori è esiguo, sì, oggi lo è, e tutti vorremmo che fosse ancora più esiguo, ma non possiamo prevedere cosa possa essere in un domani la situazione, e se altri bambini, oltre i cinque che sono il limite previsto dalla convenzione con queste signore, si trovassero nelle condizioni di dover essere assistiti...ci verrebbe proposta un'ulteriore soluzione analoga?

Qui mi pare che manchi una visione complessiva del problema, anche tenendo presente che l'aspetto più importante è che la Regione aveva una sua struttura e non vorrei che la scelta fosse solo quella di carattere così "edilizio" - mi si passi questo termine - per rendere disponibile un certo tipo di locale da dedicare ad altre funzioni dell'Ente Ospedaliero. Mi domando però se abbiamo delle garanzie che questo tipo di convenzione rispetti quello che è l'interesse dei bambini, non lo so se questa impostazione dia al bambino la sensazione dell'ambiente familiare oppure non sia uno scaricare una responsabilità regionale, certamente pesante, certamente delicata e che quindi è meglio darla ad altri. Vorrei che l'Assessore ci illustrasse un po' meglio i motivi, le finalità esatte, perché così com'è mi sembra proprio - mi si consenta il termine - che si voglia "privatizzare l'affidamento dei minori" come fossero un'industria.

Dolchi (P.C.I.) - Prima di dare la parola all'Assessore alla Sanità, non c'è nessun altro che chiede la parola? La parola all'Assessore Rollandin.

Rollandin (U.V.) - Per risolvere questo problema avrò fatto perlomeno 20 riunioni, mi spiace di non avervi invitato tutti, pensavo che ognuno avesse almeno qualche parente o amico che fosse interessato a questo problema e che quindi gli avesse già dato tutte le delucidazioni possibili che comunque cercherò di riassumere adesso.

Il problema di liberare questi spazi era legato ad un fatto fondamentale, cioè quello di iniziare i lavori per la dialisi, tenendo anche presente che a questo proposito c'era un delibera del Consiglio che si impegnava a dare attuazione al problema della dialisi. Il tutto era però legato al problema di liberare questi spazi che dovevano essere ristrutturati, e quindi bisognava trovare una nuova sistemazione a questi quattro bambini. Il fatto di dire che qui si vuole "privatizzare" - mi riferisco alle parole del Consigliere Pollicini - non è proprio esatto: qui non si tratta né di ristrutturazione, né di turnover, né di problemi paragonabili a quelli della Cogne, qui si tratta di problemi sanitari che sono stati studiati e di un numero minimo di bambini a fronte di un numero elevatissimo di personale: tredici persone per quattro bambini. È vero che non è un problema di spesa, è vero che non bisogna guardare solo la lira, però gli obiettivi erano essenzialmente due: liberare questo spazio e dare una sistemazione a questi bambini che fosse diversa e migliore che non quella a cui erano sottoposti.

Vorrei far presente che il privatizzare può essere interpretato in due modi, perché passare all'ambiente familiare è molto più positivo e a questo proposito abbiamo interpellato tutti gli operatori sanitari e sociali che potevano essere interpellati e tutti hanno insistito sulla necessità di passare a questo affidamento familiare diciamolo "sui generis", perché chiaramente adesso nel chiamarlo "focolare di educatori specializzati" non vorrei ricalcare l'esempio di altre Regioni che cambiando la targa pensano di cambiano il contenuto. Il problema era trovare questa sistemazione, essendosi presentata l'opportunità di avere queste due persone che davano le massime assicurazioni circa lo stato dei bambini, si poneva un altro problema, quello del personale, che è stato affrontato, e si è risolto ricollocandolo in parte presso gli uffici in cui c'era posto, in parte presso altri servizi sociali. Ripeto, per quanto riguarda il problema dei bambini la situazione attuale è per loro la migliore di quelle attuabili, e su questo sono state date garanzie da parte di tutti gli operatori sanitari, e sono state fatte riunioni a fiume nelle quali sono intervenuti tutti quelli che potevano essere interessati.

Per quel che riguarda l'obiezione che era stata sollevata - poi entrerò nel merito della spesa - vorrei fare presente che il centro base non è una struttura di appoggio continuativa, ma è da sfruttare solo nei casi di malattie, per casi gravi, con una temporaneità ben precisa, cioè per periodi limitatissimi; noi naturalmente ci appoggiamo a queste strutture che già esistono, quindi non era a queste che volevamo destinare i nuovi spazi. L'obiettivo finale è quello di arrivare all'affidamento, quindi di smembrare questa struttura "sui generis", non di incrementare o di portare nuove strutture di questo tipo. Per quanto riguarda la spesa, visto che molte volte si dice: "è indifferente", vorrei fare presente che per la stessa struttura, a parte il personale, noi rimborsavamo all'Ospedale la bellezza di 37 milioni, ora i 13 milioni che sono stati messi come fissi per queste incombenze, per il fatto di mettere a disposizione la casa e tutto il resto da parte di queste due signore, rappresentano una riduzione notevole della spesa.

Per quanto riguarda la funzionalità, cioè come si organizzano all'interno, queste due signore hanno contattato una puericultrice, che ad oggi è la persona più adatta, penso, a valutare quelle che sono le normali incombenze di una conduzione familiare. Questo è un problema che noi ci eravamo premurati di approfondire e ci sono state date garanzie, quindi sotto questo profilo non ci sono problemi.

La parola "privatizzare", ripeto, mi sta bene se si intende affidamento familiare e non il trasferire una struttura che prima si chiamava brefotrofio in una casa. No, assolutamente, perché qui l'ambiente è totalmente diverso, già la conduzione stessa non è quella dettata dai turni di determinato personale che si occupa di questo come di un semplice rapporto di lavoro, ma diventa una conduzione familiare. Quindi si va nel senso che la legge prevede e, ripeto, su questo abbiamo avuto discussioni e chiarimenti a tutti i livelli; quindi di più io non so cosa si possa pretendere. È stato detto che si è andati un po' in fretta, ma la fretta a mio avviso è più che giustificata, perché sappiamo bene che quando si parla di dialisi, tutti si chiedono: " Ma come mai non si fa nulla?". Se era il caso quindi di dilungarsi lo lascio dire a voi, a mio avviso si era già perso troppo tempo. Faccio presente che anche a livello di strutturazione e di progetto si è già provveduto, si era studiato con i medici quale soluzione si poteva dare, in alternativa, per ristrutturare e per trasportare a livello dell'ex brefotrofio quella che era, diciamo, l'ala dell'attuale Ospedale che un domani dovrà essere poi l'ala destinata alla dialisi, e nel contempo si era cercato di studiare anche come poter trasportare gli attuali degenti nell'altra struttura, applicando anche in questo caso la legge 180 sui dimessi psichiatrici.

Dolchi (P.C.I.) - Colleghi, come già ha fatto la Giunta nel corso della sua votazione, nell'adottare questa deliberazione anche il Consiglio è chiamato, per votazione segreta ad esprimersi. Ci sono dichiarazioni di voto? La parola al Consigliere Pollicini e poi al Consigliere Péaquin.

Pollicini (D.P.) - Vorrei dichiarare che il nostro gruppo si astiene da questa votazione proprio perché non sono stati chiariti i dubbi che abbiamo avanzato e la replica dell'Assessore ci ha dato conferma, in effetti, che non è un vero e proprio affidamento familiare e ha fatto chiaramente capire che l'elemento principale che ha originato questa scelta è un problema di recupero di spazi per altre funzioni dell'Ente Ospedaliero. Se facciamo l'equazione spazio uguale bambini che vengono mandati in una particolare comunità, evidentemente per noi questo non è un elemento di giustificazione della scelta; pur rendendoci perfettamente conto dell'esigenza fondamentale di recuperare spazi per quelle altre funzioni (vedi dialisi, vedi applicazione legge 180) non siamo convinti che questa scelta sia stata operata con quella necessaria oculatezza nella ricerca del meglio per questi bambini, per cui noi dichiariamo di astenerci da questa votazione.

Péaquin (P.C.I.) - Noi teniamo conto di tutti i problemi che l'Assessore ci ha illustrato: necessità degli spazi al brefotrofio, necessità di creare lo spazio aperto di psichiatria, necessità di trovare lo spazio adatto al reparto di dialisi; ecco, ci rendiamo conto di tutte queste difficoltà e pertanto dell'urgenza di liberare questi locali e di conseguenza di affidare questi minori a delle persone.

Noi voteremo quindi a favore di questa delibera, però in via estremamente eccezionale, proprio perché teniamo conto di questi fatti urgentissimi che ci sono stati, anche se noi riteniamo che con questa delibera non sia stato rispettato pienamente quello che era previsto nell'altra delibera, quella del 7 agosto 1975, dove si diceva all'articolo 4 che i bambini affidati debbono essere due, oppure tre se superiori ai sei anni o cinque se la famiglia fornisca caratteristiche di educazione vera e propria. Ecco, non era in questo senso che si esprimeva la relazione fatta dall'allora Assessore De Vita che diceva: "si è riscontrato che in molti casi la situazione di carenza poteva essere risolta totalmente o in parte sfruttando la disponibilità della cerchia parentale o di quella di altri gruppi di famiglia idonei ad accogliere e a seguire i minori". La strada da seguire secondo noi è quella.

Ripeto: daremo il nostro voto favorevole in questa occasione proprio tenendo conto della situazione attuale e dell'urgenza.

Dolchi (P.C.I.) - Altri chiedono la parola per dichiarazione di voto?

La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Pur tenendo conto delle osservazioni fatte dall'Assessore sulla necessità ed urgenza di adottare tale iniziativa per reperire degli spazi per risolvere questo problema, la soluzione adottata non ci convince e, anzi, secondo noi presenta dei rischi.

Votiamo quindi contro questa delibera.

Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola per dichiarazione di voto?

La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - È una dichiarazione di voto favorevole, ma più che altro è una considerazione: il problema dei minori abbandonati potrebbe essere risolto molto rapidamente se venissero applicate in maniera meno burocratica le leggi sull'adozione e se non vi fossero delle speculazioni portate avanti sui bambini adottabili. Conosco dei casi, e spesso 9 anni non bastano per avere il decreto di adozione definitiva e questi fascicoli girano dalle Corti di Appello ai Tribunali per minorenni con un'enorme fame, proprio fame di famiglie che vorrebbero adottare e non hanno i minori adottabili.

Dolchi (P.C.I.) - L'Assessore Rollandin per dichiarazione di voto.

Rollandin (U.V.) - Io vorrei solo fare un chiarimento a proposito di quanto ha detto il Consigliere Pollicini: ribadirei che non è solo una questione di spazi, anzi direi che prioritaria era la questione di come si veniva a trovare il bambino in questa nuova situazione, e siccome era migliorativa in tutto e per tutto, a un certo punto quale alternativa rimaneva? Lasciarli lì, aspettare che venisse smantellato di per sé, cioè aspettare che la fila diminuisse progressivamente per sua natura? Ora, rispetto a questo noi abbiamo creduto opportuno di intervenire direttamente; ecco è tutto lì, quindi la questione prioritaria era quella della situazione dei bambini, non degli spazi.

Dolchi (P.C.I.) - L'Assessore Rollandin vota a favore. Ci sono altri che chiedono la parola? Si passa alla votazione segreta.

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

Esito della votazione:

Presenti: trenta

Votanti: ventisette

Maggioranza: sedici

Favorevoli: ventiquattro

Contrari: tre

Astenuti: tre (Dujany, Maquignaz, Pollicini)

Il Consiglio approva.

Oggetto n. 5829 in data 24 novembre 1978:

Dolchi (P.C.I.) - Nessuno chiede la parola? Metto in approvazione, per alzata di mano, la ratifica della deliberazione n. 5829. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: ventiquattro

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 5981 in data 1° dicembre 1978:

Cout (P.C.I.) - Vorrei solo fare una breve osservazione sul numero di delibere che vengono poste alla ratifica del Consiglio...mi viene in mente di quando il Consigliere Dujany aveva fatto un'osservazione al Presidente della Giunta su questo (e le delibere erano una ventina) e il Presidente della Giunta aveva dato assicurazione che sarebbero diminuite...a questo punto io suggerirei di non dare ulteriori assicurazioni, altrimenti la prossima volta ne avremo una cinquantina!

Sul fatto delle 150 ore avevamo già dato un contributo per quest'anno di 10 milioni, questo a copertura del deficit dell'anno scorso, ci rimaneva quella differenza di 5 milioni che invece di essere finanziati dalla Pubblica Istruzione era stata oggetto di una richiesta al Presidente della Giunta per quanto riguarda la gestione del centro (affitto, spese, telefono, parcheggio auto, mobili, arredi, eccetera)...volevo solo chiedere a che punto fosse tale delibera.

Dolchi (P.C.I.) - Altri? Allora metto in approvazione, per alzata di mano, la ratifica della deliberazione n. 5981.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: venticinque

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 5997 in data 1° dicembre 1978:

Salvadori (U.V.) - Dans cette Convention on dit: "L'Aero-Club si assume la responsabilità generale dell'apertura dell'Aeroporto al traffico aereo-turistico per voli nazionali ed internazionali". Alors je voudrais savoir de l'Assesseur si on peut continuer pour ce qui concerne la gestion de l'Aéroport régional étant donné que la Convention durera jusqu'à l'année 1989 et si on veut continuer avec le même système qu'on a adopté jusqu'à présent, ou si on a l'idée de modifier la structure de cet Aéroport pour l'utiliser d'une façon différente. On dit en outre: "L'Aero-Club presenterà ogni anno il resoconto consuntivo delle entrate e spese annuali e rendiconti semestrali delle entrate e delle spese". Je voudrais savoir si ce serait possible d'avoir soit le rapport, soit le discours de tous les six mois.

Dernière question: je voudrais connaître le nom du représentant de l'Administration régionale au sein d'un Comité du Conseil de direction de l'Aéro-Club. Evidemment la question fondamentale est la première, savoir qu'est-ce qu'on pense de faire de cet Aéroport.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Minuzzo, poi si sono iscritti i Consiglieri Tonino e Riccarand.

Minuzzo (P.S.D.I.) - Un quesito che volevo porre lo ha già posto il collega Salvadori; un'altra cosa che volevo chiedere a titolo informativo all'Assessore è se in questa Convenzione è previsto anche l'hangar che recentemente la Regione ha acquistato per Follioley.

Io ho molte perplessità a votare questa Convenzione e dirò subito il perché, io non so se al momento di stilare questa bozza di Convenzione l'Assessore ha avuto la compiacenza di recarsi all'Aeroporto e dico questo per un semplice motivo, perché a pagina 3 si dice, tra l'altro: "l'intero complesso rispondente alle vigenti norme di sicurezza e completo di tutte le infrastrutture richieste per il traffico aereo-turistico nazionale ed internazionale". Penso che attualmente l'Aeroporto della Valle d'Aosta non rispecchi assolutamente queste norme di sicurezza, infatti basta andare in qualsiasi ora del giorno all'Aeroporto per vedere gli autisti dei TIR che parcheggiano i loro mezzi all'Autoporto e che tranquillamente, belli belli, qualche volta come un branco di pecore, attraversano la pista dell'Aeroporto. Si sono fatti un passaggio nella rete, parecchi metri di cinta sono stati abbattuti, tra l'altro, per consentire il passaggio, quindi l'Aeroporto non rispetta certamente le norme di sicurezza e il giorno che dovesse succedere qualcosa in quell'Aeroporto non so a quali responsabilità andremmo incontro! Oltre tutto, siccome questa Convenzione è già scaduta nel 1977 - se non vado errato - ed è stata tacitamente prorogata fino ad oggi, chiedo se l'Aero-Club ha presentato, nel 1978 e per quest'anno, quel programma dettagliato delle attività e dei principali acquisti, investimenti, eccetera, che tra l'altro mi sembra fossero già previsti nella passata Convenzione.

Tonino (P.C.I.) - Le informazioni sono sostanzialmente queste, indubbiamente l'Aeroporto ha delle funzioni da un punto di vista turistico e un certo richiamo in tal senso lo svolge; i costi tuttavia che sono a carico della Regione, sulla base anche di questa Convenzione, sembrano essere abbastanza onerosi, in particolare al punto 2, quando si parla di tutta la manutenzione straordinaria e anche delle opere da rendere più funzionali, le attrezzature, tutto il problema dello sgombro della neve che è anche a carico della Regione, al punto 6, infine, il problema che la Regione contribuisce annualmente con un contributo e con aiuti e collaborazione di altro genere: manodopera, attrezzature, materiale, ha bisogno, a mio avviso - tutto questo esborso che fa la Regione - di una chiarificazione in termini quantitativi per capire se poi anche rispetto alla sua funzione turistica il bilancio è positivo; ecco, sono necessarie delle valutazioni di questo tipo. Inoltre il contributo che dà la Regione viene dato sulla base dei bilanci preventivi che fa l'Aero-Club qui è anche significativo capire in che modo la Regione interviene nella formazione del bilancio, se solo con la nomina del rappresentante nel Comitato direttivo, così come è previsto più avanti nella Convenzione, o se ogni volta nel momento in cui si approvano i bilanci preventivi si entra anche nel merito dell'importo massimo del contributo che dà la Regione. Ecco, credo che siano necessari questi elementi di chiarificazione.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Anch'io ho molte perplessità su questa delibera perché mi pare che questa Convenzione sia estremamente generica e lasci aperte un pochino tutte quante le strade, come già osservava il Consigliere Tonino; inoltre non è quantificato nella Convenzione l'ammontare del contributo regionale e allo stesso modo non sono definiti, secondo me, in modo sufficientemente preciso, i compiti e le finalità del l'Aero-Club, nel senso che c'è qualcosa nel punto 4°, però è estremamente generico.

Io volevo porre comunque due domande: la prima, quanto è costato alla Regione nel 1978 l'Aeroporto, sia per quanto riguarda le spese sostenute direttamente dalla Regione, sia per quanto riguarda le spese sostenute come contributo all'Aero-Club; la seconda, quale servizio, secondo la Giunta, rende l'Aeroporto alla comunità valdostana, visto che è sostenuto proprio attraverso i soldi della comunità valdostana.

Dolchi (P.C.I.) - Ci sono altri che chiedono la parola? Possiamo allora considerare chiuse le richieste di chiarimento. Diamo la parola all'Assessore al Turismo, la parola all'Assessore Ramera.

Ramera (D.C.) - Per fortuna che abbiamo tanti piloti, perché quello che dovrebbe pilotare è il più ignorante di tutti in materia! Io ho le stesse perplessità, lo dico a titolo personale e le ho sempre avute, comunque, per rispondere alle domande del Consigliere Salvadori, nella Convenzione si dice che "il programma delle attività viene presentato di volta in volta" e naturalmente gli uffici verificano se il programma è consono ai contributi dati dall'Assessorato, poi vedrete che c'è una delibera di concessione di un ulteriore contributo di 25 milioni, mentre io ho rifiutato un altro contributo che chiedevano per talune apparecchiature, in quanto tali apparecchiature erano una dotazione dell'Aero-Club e non dell'Aeroporto.

Il costo, praticamente con i 25 milioni della delibera che ci sarà, ammonta a 85 milioni, per quanto riguarda l'apporto, come chiede il Consigliere Riccarand, dell'Aeroporto per la comunità, potrei citare ad esempio l'aumento del lavoro per gli alberghi della zona di Aosta per l'arrivo di una serie di appassionati, soprattutto del volo a vela durante la primavera. Bisognerebbe in effetti poter quantificare anche questa presenza, in modo da sapere se effettivamente il servizio rende alla comunità, se non altro attraverso le infrastrutture turistiche. Costi elevati: i costi elevati, come vi ho detto, praticamente il contributo della Regione è di 85 milioni, è una scelta fatta penso 20 anni fa e credo che questa concessione vada a ricadere al termine della concessione dei terreni da parte dei Comuni di Quart e di Saint-Christophe, che scadono appunto il 28 marzo 1979.

Se oggi il Consiglio regionale volesse naturalmente modificare o mutare le cose, liberissimi di aprire una discussione, perché io non mi oppongo di certo, per quanto un domani, se quest'area venisse modificata, non ci sarebbe più una possibilità per la Regione Valle d'Aosta di trovarne una dello stesso genere; in un certo qual modo oggi l'Aeroporto svolge una funzione diciamo di "richiamo turistico", come abbiamo in varie località dell'altra parte delle Alpi, sia in Svizzera, a Sion, sia nella Savoia, per cui ritengo che l'area non possa essere così destinata improvvisamente ad altro uso. Semmai - e qui ci sarebbe tutto un lungo discorso - occorrerebbe valutare quale possa essere il miglior uso di questo strumento e, nello stesso tempo, capire cosa si possa fare per dare maggiore possibilità al volo aereo turistico e arrivare appunto ad un maggior numero di presenze in Valle d'Aosta.

Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri non c'è più nessuno iscritto a parlare? Consigliere Tonino, per dichiarazione di voto?

Secondo me non ci sono gli elementi per valutare se questa Convenzione è buona o non buona, se serve o non serve, dati non ce ne sono, valutazioni più serene non si possono fare. Credo che come metodo sia abbastanza sbagliato, ecco, queste che sono competenze del Consiglio dovrebbero avere un iter formativo un pochino più democratico, un pochino più valido, nel senso che sono sicuro che se questo problema fosse stato dibattuto in Commissione Turismo con le parti avrebbe potuto portare alla fine un risultato magari migliore. Io non so neanche con chi è stata stesa questa Convenzione, se è una Convenzione di parti oppure no, perché gli elementi non ci sono. Io non so se sia possibile o meno, però chiederei che questa discussione sia rinviata e che ci sia questo approfondimento...non credo che caschi il mondo se ritardiamo l'approvazione di una ventina di giorni o di un mese, del tempo necessario affinché noi, come Gruppo Comunista, possiamo dare una valutazione più obiettiva!

Ramera (D.C.) - Io sono d'accordo.

Dolchi (P.C.I.) - Allora la Presidenza chiede che il problema venga approfondito dalla Commissione Turismo. L'Assessore Ramera si farà poi parte diligente presso la Giunta per riproporlo alla discussione del Consiglio, o come ratifica di questa deliberazione di Giunta, o come provvedimento di iniziativa della Giunta.

Il Consiglio prende atto del rinvio.

Oggetto n. 6231 in data 8 dicembre 1978:

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - La Regione aveva già stanziato 5 milioni per il sesto numero della rivista Débats et propos e adesso vengono aggiunti altri 400.000 lire, qui si dice a titolo di contributo nella spesa e pubblicazione del sesto numero della rivista stessa. In realtà non si tratta di un contributo di 4 milioni, come ho fatto già rilevare in una discussione sui libri, ma di una copertura totale delle spese per la pubblicazione della rivista.

Vorrei sapere quante copie vengono stampate di questa rivista, visto che i costi sono tali da permettere di stampare in tutto 2.000 o 3.000 copie di un volume di circa 200 pagine; vorrei sapere inoltre perché questa rivista non viene posta in vendita ad un prezzo minimo, diciamo così, ad un prezzo politico, anche di 600 lire, ma in modo tale che si possa capire chi effettivamente è interessato, invece di mandarla così gratuitamente a tutti senza sapere se viene utilizzata, se serve o non serve. In terzo luogo, vorrei sapere perché la Regione non affida l'incarico ai suoi funzionari che collaborano a questa rivista affinché redigano un bollettino informativo, che non necessariamente deve avere una veste lussuosa e che verrebbe a costare certamente molto meno di quanto non costi questa rivista!

Dolchi (P.C.I.) - Vi sono altri Consiglieri che chiedono la parola? No? Risponde il Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - Si tratta di un debito che abbiamo ereditato, come Regione, da un'iniziativa di cinque anni fa, credo, e vi è un comitato di redazione che ha scelto - in questo do ragione al Consigliere Riccarand - una veste abbastanza lussuosa per questa rivista. Purtroppo l'aumento dei costi di tipografia è stato abbastanza sensibile, per cui si è passati da una spesa di circa 2 milioni al raddoppio della somma. Lo definiamo contributo, ma in effetti si paga l'intero costo di questa pubblicazione e in realtà il comitato di redazione lamenta la scarsità dei collaboratori o della collaborazione data a questa rivista che avrebbe dovuto essere, come dice il titolo stesso, una rivista di dibattiti regionali specialmente di dibattiti giuridici.

Nell'ultima conversazione che ho avuto con il comitato di redazione ho posto il problema se continuare o meno, e il comitato sarebbe dell'opinione di continuare ancora suscitando nuovi entusiasmi e nuove collaborazioni. Comunque è un problema da affrontare, perché effettivamente la rivista così com'è adesso rischia di essere una palestra estremamente limitata sulle questioni di diritto. Credo che ne abbiamo tirate 1.500 copie per il fatto che ne vengono distribuite molte, vengono mandate anche ai Comuni, non so invece se il servizio venga fatto anche per i Consiglieri regionali, però comunque la responsabilità è del comitato di redazione. Posso chiedere che venga messo in vendita un certo quantitativo di numeri ad un prezzo politico, finora appunto è stato fatto un servizio da parte del comitato di redazione che rientra nelle spese di invio a Comuni, Enti, uffici e persone che potrebbero essere interessate.

Io non sarei favorevole ad un bollettino regionale, anche perché vedo la triste sorte che hanno i bollettini che vengono pubblicati da altre Regioni, che si accumulano e vengono poi gettati come carta straccia; questa pubblicazione aveva un'ambizione superiore: quella di essere una rivista di un certo livello, capace di preparare, di proporre e di discutere. Se non dovessero svilupparsi i propositi che sono stati detti, e se non dovesse avvenire questa collaborazione, ivi compresa quella con i Consiglieri regionali, che è stata credo diverse volte sollecitata, bisognerà porsi il problema se continuare o meno a pubblicare. Per adesso evidentemente si tratta di rispettare un impegno preso da un Consiglio precedente.

Dolchi (P.C.I.) - Altri Consiglieri vogliono intervenire dopo i chiarimenti del Presidente della Giunta? Allora metto in approvazione, per alzata di mano, la ratifica della deliberazione 6231. Chi è d'accordo? Chi non è d'accordo? Astenuti?

Esito della votazione:

Presenti: ventisei

Votanti: ventisei

Favorevoli: venticinque

Contrari: uno

Il Consiglio approva.

Oggetto n. 6437 in data 18 dicembre 1978:

Dolchi (P.C.I.) - Qualcuno vuole prendere la parola? Metto in approvazione, per alzata di mano, la deliberazione n. 6437. Chi è d'accordo? Contrario? Astenuto?

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: ventisei

Il Consiglio approva all'unanimità.

Colleghi Consiglieri, mi è stato chiesto da parte di alcuni di voi se si potesse terminare la riunione prima delle ore 19,30, ritenete di continuare ancora o interrompiamo i lavori adesso? Allora continuiamo.

Oggetto n. 6461 in data 18 dicembre 1978:

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Questa delibera mi pare totalmente immotivata, si dice: "il Presidente Andrione rileva che l'impianto di riscaldamento sito in Comune di Doues è stato gravemente danneggiato da un improvviso e imprevedibile abbassamento della temperatura". A me sembra strano che a Doues sia imprevedibile l'abbassamento della temperatura, qui basterebbe fare un minimo di attenzione, ma a parte questo fatto, non riesco a capire per quale motivo si debba dare ad una struttura privata un contributo perché si è guastato l'impianto di riscaldamento! Allora ognuno di noi, anch'io a casa mia chiedo un contributo perché mi si è guastato l'impianto...

Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola? Metto in approvazione la deliberazione n. 6461. Chi è d'accordo? Contrario? Astenuto?

Esito della votazione:

Presenti: ventisei

Votanti: venti

Maggioranza: quattordici

Favorevoli: diciannove

Contrari: uno

Astenuti: sei (Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Péaquin, Tonino)

Il Consiglio approva.

Oggetto n. 6537 in data 22 dicembre 1978:

Dolchi (P.C.I.) - C'è qualcuno che vuole intervenire? Allora se nessuno chiede la parola metto in approvazione. Chi è d'accordo? Contrario? Astenuto?

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: ventisei

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 6540 in data 22 dicembre 1978:

Dolchi (P.C.I.) - Qualcuno chiede la parola? No. Stesso risultato.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: ventisei

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 6547 in data 22 dicembre 1978:

Dolchi (P.C.I.) - Nessuno chiede la parola? Chi è d'accordo? Contrario? Astenuto?

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: ventisette

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 6550 in data 22 dicembre 1978:

Dolchi (P.C.I.) - C'è qualcuno che chiede la parola? No?

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: ventisette

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 6568 in data 22 dicembre 1978:

Dolchi (P.C.I.) - Qualcuno intende intervenire? Nessuno? Metto in approvazione la ratifica della deliberazione n. 6568. Chi è d'accordo? Contrario? Astenuto?

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: ventinove

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 6573 in data 22 dicembre 1978:

Dolchi (P.C.I.) - Il Consiglio è d'accordo di rinviare questo argomento come è stato rinviato il precedente concernente l'Aeroporto? Allora la deliberazione n. 6573 viene rinviata alla Commissione consiliare competente come il precedente oggetto concernente l'Aeroporto di Aosta, con parere favorevole del Consiglio, come già si era espresso precedentemente.

Il Consiglio prende atto del rinvio.

Oggetto n. 6594 in data 22 dicembre 1978:

Dolchi (P.C.I.) - Qualcuno chiede la parola? Siccome il Consiglio è chiamato a votare sulla ratifica di questa deliberazione mediante votazione segreta, la Presidenza propone di concludere i lavori con la votazione.

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

Esito della votazione:

Presenti: ventinove

Votanti: ventinove

Maggioranza: quindici

Favorevoli: ventotto

Contrari: uno

Il Consiglio approva.

Il Consiglio

delibera

di ratificare le deliberazioni sopraindicate, ad eccezione delle deliberazioni n. 5997 in data 1° dicembre 1978 e n. 6573 in data 22 dicembre 1978, rinviate.

Colleghi Consiglieri, termina così la seduta di questo pomeriggio. I lavori riprendono domani mattina alle 9,20.

La seduta è tolta.

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La seduta termina alle ore 19,32.