Oggetto del Consiglio n. 69 del 3 aprile 1947 - Verbale

OGGETTO N. 69/47 - PROGETTO DI STATUTO SPECIALE PER LA REGIONE "VALLE D'AOSTA". DISCUSSIONI VARIE.

Il Presidente Avv. Caveri riferisce brevemente sulla situazione politica generale determinatasi in relazione ai problemi dell'autonomia valdostana a seguito delle recenti dichiarazioni espresse contro i principi dell'autonomia da alcune influenti personalità politiche. Precisa che la situazione politica attuale è la seguente: di tutti i partiti due soli sono favorevoli al sistema delle autonomie regionali in tutto il territorio dello Stato; altri partiti sono favorevoli alla concessione dell'autonomia alle solo quattro Regioni: "Valle d'Aosta", "Alto Adige", "Sardegna" e "Sicilia"; altri partiti, infine, sono nettamente contrari all'autonomia delle quattro citate Regioni e delle rimanenti Regioni italiane. Comunica che, secondo informazioni pervenute da Roma, sembrerebbe che il principio delle autonomie Regionali sarà difficilmente approvato dall'Assemblea Costituente.

Il Presidente, Avv. Caveri, prega quindi l'On. Bordon di voler esporre la sua opinione in merito all'esito delle prossime discussioni all'Assemblea Costituente circa il problema delle autonomie Regionali.

L'On. Bordon accenna anzitutto alla procedura adottata dall'Assemblea Costituente per le discussioni sul progetto di Costituzione dello Stato: precisa che la discussione ha avuto inizio con l'esame generale del progetto di Costituzione; in seguito si è proceduto alla discussione e allo esame dei singoli articoli. Comunica di aver constatato, nel corso delle prime discussioni, che si sono pronunciate contro le autonomie Regionali le personalità che sempre si sono dimostrate nettamente contrarie alle autonomie. Cita, ad esempio, l'On. Nitti, che nel suo discorso si è pronunciato contro l'ordinamento regionale con un accenno particolare alla "Valle d'Aosta", e all'On. Einaudi, entrambe personalità di indiscutibile valore e prestigio, ma che hanno al loro seguito un gruppo ristretto di seguaci. Per quanto concerne l'On. Nitti, l'On. Bordon dichiara che era sua intenzione di controbatterne le argomentazioni antiautonomistiche, ma di non averlo potuto fare sino ad ora in quanto l'On. Terracini, Presidente della Costituente, non ha ritenuto opportuno, per ragioni procedurali, di autorizzarlo a prendere la parola. Precisa che l'ordinamento regionale è stato osteggiato non soltanto da parlamentari, ma anche da taluni giornalisti, i quali hanno sostenuto su vari giornali che l'autonomia infrangerebbe l'unità nazionale. Precisa, inoltre, che i partiti di sinistra, più che contro l'autonomia di alcune regioni, si sono pronunciati contro l'estensione dell'autonomia a tutte le Regioni. L'On. Bordon precisa che a suo parere il principio della autonomia è sinonimo di libertà; al riguardo fa presente che, in sede di Commissioni parlamentari con l'On. Lussu e Zuccarini sono stati fissati ampi poteri normativi non solo per le quattro citate Regioni ma per tutte le Regioni d'Italia. Rileva che, a parere suo, l'ordinamento regionale sarà approvato, in quanto dalle Commissioni dei dieci, dei trentotto e dei settantacinque, da tutti indistintamente i Commissari, ad eccezione di un comunista in dissidenza con i compagni, è stata approvata la riforma regionale e comunica che le questioni sollevate in sede di discussione in seno a tali Commissioni vertevano sulla forma e non già sulla sostanza, sulla latitudine dei poteri normativi da darsi all'Ente Regione e non già sull'opportunità della istituzione dell'Ente Regione.

Ritiene che le riserve e le prese di posizione contrarie siano originate dal timore che con la creazione della Regione, si cada nel federalismo; dichiara che gli Onorevoli Togliatti e Nenni sono contrari all'estensione dell'ordinamento Regionale a tutto il territorio nazionale, eccezione fatta però per le quattro Regioni (a cui forse se ne aggiungerà una quinta), e precisamente: per la "Valle d'Aosta", "l'Alto Adige", la "Sardegna" e la "Sicilia", riconosciute zone mistilingue o insulari, e per le quali la Commissione dei 75 ha previsto, nell'art. 108 del progetto di Costituzione dello Stato, non soltanto il riconoscimento dell'autonomia ma anche la concessione di Statuti speciali. E' stato già esaminato parte di un progetto di Statuto speciale per la Valle d'Aosta; lo Statuto speciale per la Sardegna è in elaborazione da parte di una Commissione, nominata dai sardi, della quale fanno parte anche sindaci dei Comuni Sardi; lo Statuto speciale per la Sicilia è già stato approvato con decreto già pubblicato; lo Statuto speciale per l'Alto Adige e il Trentino è in elaborazione. Comunica di aver conferito con il Presidente della Commissione dei 75 e di averlo informato che il Consiglio della Valle d'Aosta aveva elaborato un progetto di Statuto speciale che sarebbe stato presentato alla Commissione per l'esame e lo studio unitamente ai decreti istitutivi dell'autonomia in Valle d'Aosta del 7 settembre 1945, n. 545 n. 546. Fa quindi presente la necessità di provvedere, con urgenza, alla definitiva elaborazione del progetto di Statuto per la Valle da inviarsi ufficialmente al Presidente del Consiglio dei Ministri per l'esame e l'approvazione da parte dell'Assemblea Costituente.

Il Presidente Avv. Caveri comunica che il progetto di Statuto è stato già ultimato e trasmesso al Presidente del Consiglio dei Ministri.

L'On. Bordon fa rilevare che nella precedente riunione delli 3 marzo 1947 si era fatta riserva di riesaminare taluni articoli e, precisamente, gli articoli 5, 19 e 51. Il Presidente Avv. Caveri precisa che il Consiglio della Valle ha ritenuto di dover accelerare i tempi in quanto alcuni Consiglieri, avendo udito alla radio la notizia dell'imminente inizio della discussione sul capitolo quinto (relativo alle autonomie) del progetto di Costituzione, temevano che la Costituente procedesse alla discussione dei due decreti del 7 settembre 1945, n. 545 e n. 546 e sollecitavano la trasmissione urgente del progetto di Statuto speciale per la Valle d'Aosta.

L'On. Bordon fa rilevare che la preoccupazione manifestata dal Consiglio della Valle era fuori luogo in quanto è prematuro pensare all'imminente discussione del decreto precitato. Fa presente, comunque, che le intese erano che lo Statuto sarebbe stato ancora in taluni articoli riesaminato in Consiglio in sua presenza. Prende, comunque, atto che la discussione sul progetto dello Statuto speciale è da considerarsi chiusa in quanto il progetto è già stato inoltrato al Presidente del Consiglio dei Ministri, On. De Gasperi.

Su richiesta del Presidente Avv. Caveri, l'On. Bordon precisa che l'Assemblea Costituente passerà all'esame ed alla discussione delle autonomie Regionali (titolo quinto del progetto di Costituzione) solo dopo aver ultimata la discussione ed approvazione dei primi quattro titoli del progetto di Costituzione, per cui passerà ancora parecchio tempo prima che abbia inizio l'esame del progetto di Statuto speciale per la Valle d'Aosta.

Il Presidente Avv. Caveri comunica che potranno essere riesaminati tre articoli del progetto di Statuto e, precisamente, gli articoli 5, 19 e 51 (49 progetto attuale) e chiede all'On. Bordon se si senta in grado di sostenere l'Assemblea Costituente quanto stabilito negli altri 89 articoli del progetto di Statuto speciale.

L'On. Bordon dichiara che è necessario difendere alla Costituente tutto il progetto di Statuto, salvo la parte di esso che non ritiene sostenibile; richiamandosi in particolare all'articolo 19 del progetto di Statuto, concernente i poteri normativi, comunica, a titolo informativo, che nell'elaborazione del progetto di Costituzione dello Stato, in un primo tempo la Commissione dei 10 aveva suddiviso in due categorie i poteri normativi da darsi alle Regioni: cioè aveva previsto la potestà esclusiva e quella di integrazione, e che, successivamente, la Commissione dei 38 ha classificato i poteri normativi in tre categorie: 1) di potestà esclusiva; 2) di potestà concorrente con quella dello Stato; 3) di potestà di regolamentazione o di integrazione.

Fa presente, al riguardo, che, a quanto sembra, la Commissione che sta elaborando lo Statuto speciale per l'Alto Adige si sarebbe attenuta alla classificazione dei poteri normativi stabilita dalla Commissione dei 10 ed avrebbe, pertanto, previsto due sole categorie di potestà, la esclusiva e quella di integrazione. Propone, quindi, che analogamente siano mantenuti nella loro attuale stesura gli articoli 5 e 19 del progetto di Statuto, speciale per la Valle, pur riconoscendo che essi sono in contrasto con le disposizioni generali della Costituzione. Trattandosi, però, di uno Statuto speciale ritiene che il progetto di Statuto della Valle possa essere sottoposto così com'è all'esame dell'Assemblea Costituente.

Il Presidente Avv. Caveri e il Consigliere Avv. Torrione approvano le dichiarazioni dell'On. Bordon.

L'On. Bordon fa presente al Consiglio l'opportunità che, in analogia a quanto è stato fatto in Alto Adige, si proceda alla compilazione di un bilancio delle entrate e delle spese per conoscere se l'Ente Valle abbia una auto-sufficienza finanziaria ed, in caso contrario, per stabilire l'entità del contributo di integrazione da richiedersi allo Stato.

Il Presidente Avv. Caveri ed il Segretario Dr. Brero precisano che l'Amministrazione della Valle ha già provveduto in merito fin dal 1946 e che è già pronto il bilancio di previsione per l'esercizio 1947; a tal proposito, il Presidente Avv. Caveri fa presente al Consiglio che il contributo di lire 145.000.000 erogato dallo Stato alla Valle d'Aosta ad integrazione del bilancio 1946, costituisce, in effetti, non un contributo integrativo ma un'anticipazione sulle entrate incassate dallo Stato in Valle d'Aosta nel 1946, entrate che ammontano a più di 200.000.000 di lire, di cui lire 50 milioni incassate dal solo ufficio del Registro di Aosta.

L'On. Bordon comunica ancora che la Regione dell'Alto Adige rivendica a sé tutte le entrate agli effetti della auto-sufficienza, salvo richiedere il contributo dello Stato nel caso che il bilancio risulti egualmente deficitario e, propone, che analoga richiesta sia fatta dalla Valle d'Aosta.

Il Consigliere Ing. Binel prega l'On. Bordon di prendere contatto al riguardo con l'Assessore Ing. Fresia, il quale è già in possesso di tutti i dati occorrenti.

Il Presidente Avv. Caveri fa presente che l'Assessore alle Finanze, Ing. Fresia, si trova attualmente a Roma per alcune delicate e importanti questioni e che presto vi dovrebbe ritornare con un gruppo di persone delle quali sarebbe bene facesse parte anche l'On. Bordon; in quella occasione, si potrebbe richiedere a Roma il riconoscimento del principio di cui si tratta, già richiesto dall'Alto Adige. Il Consigliere Geom. Arbaney fa rilevare che l'Amministrazione della Valle è in condizioni di vantaggio nei confronti delle altre Regioni, in quanto con l'esperienza già acquisita in questi due anni e con i dati in possesso dell'Assessore alle Finanze Ing. Fresia è in grado di sostenere che la Regione può essere auto-sufficiente; l'On. Bordon prende atto, invitando, comunque, a completare la raccolta dei dati per il caso in cui si renda necessario di produrre documentazioni finanziarie. Passando quindi all'esame dell'art. 49 del progetto di Statuto che stabilisce l'appartenenza al demanio della Regione delle acque esistenti nel territorio della Valle, informa che l'Alto Adige non rivendica la proprietà delle acque, ma si riporta al progetto Innocenti, che prevede la concessione in uso delle acque per 99 anni. Assicura, comunque, che chiederà per la Valle d'Aosta la proprietà delle acque. Ricorda però che i Comuni della Valle d'Aosta hanno a suo tempo mosso causa contro lo Stato in merito alla questione delle acque e precisa che la Valle non può rivendicare più di quanto è stato a suo tempo richiesto dai Comuni. Dà quindi lettura di alcuni atti relativi alla causa che i Comuni hanno sostenuto per la rivendicazione delle acque. Riassume sostenendo che la Valle non può rivendicare la proprietà delle acque della Dora in quanto tale proprietà non è stata richiesta a suo tempo dai Comuni.

Il Consigliere Ing. Binel fa rilevare che la Valle deve rivendicare dallo Stato tutte le concessioni di acque non ancora definite. Prende quindi la parola il Consigliere Avv. Torrione, il quale fa presente che il problema delle acque va riveduto completamente, a prescindere dalle concessioni avute e da quelle non concesse; precisa che la Valle non deve accettare le transazioni imposte dal fascismo e cita, ad esempio, per la Città di Aosta, la legge del 1916, la legge del 1919; nonché la successiva legge Bonomi; ritiene che non possa farsi distinzione tra le acque della Dora e quelle del torrente Buthier, fra le acque concesse e le acque non concesse, in quanto unica è la materia; sostiene che occorra chiedere la proprietà di tutte le acque e non soltanto di parte di esse, e solo in un secondo momento, qualora cioè per disgraziata ipotesi, non si potesse ottenerne la proprietà, si dovrebbe allora richiederne la concessione in uso per 99 anni.

Fa quindi rilevare che, attualmente, il problema delle acque viene discusso presso il Consiglio della Valle fra persone che sono convinte della giustizia della causa, ma ritiene che ciò non sia sufficiente, e che occorra preparare un ambiente favorevole a Roma; all'uopo ritiene opportuno che il Consiglio della Valle preghi ufficialmente il Prof. Chabod di voler perorare la causa valdostana. Fa presente che il Prof. Chabod ha molte conoscenze fra le personalità politiche di Roma e che, a suo tempo, ha avuto molte promesse di aiuto da autorevoli personalità politiche, tra le quali si annoverano Saragat, Bonomi, ecc., ai quali sarà bene rammentare le promesse fatte a suo tempo alla Valle d'Aosta.

Per quanto concerne il progetto di Statuto speciale il Consigliere Avv. Torrione fa rilevare che, a prescindere dai principi e dalla sostanza che in esso sono stati enunciati, sarebbe stato bene di riesaminarlo, in quanto in esso si riscontrerebbero alcune ripetizioni. Accenna, quindi alla prefazione allo Statuto che, a suo parere avrebbe dovuto essere sottoscritta dagli Assessori, e nella quale si sarebbe dovuto dare maggiore rilievo all'unione di tutti i valdostani in un blocco unico, anzichè sviluppare particolari concernenti persone od associazioni. Rileva poi l'opportunità dell'invio al Presidente della Commissione dei 75 ed al Presidente della Costituente di un appello sottoscritto da tutti i sindaci e dalla popolazione, affinché a Roma si sappia che i valdostani sono concordi ed uniti. Ritiene, infine, che lo Statuto speciale della Valle debba costituire un allegato alla Costituzione della Repubblica.

Prende la parola il Consigliere Geom. Bionaz, il quale dichiara di concordare sull'opportunità che i valdostani siano uniti in un blocco unico per sostenere la richiesta di concessione dello Statuto; riferendosi poi all'opportunità, cui ha accennato il Consigliere Avv. Torrione, di interessare altre personalità oltre all'On. Bordon, in favore dell'autonomia valdostana, propone che si ricorra, oltre al Prof. Chabod, anche al Generale Chatrian con invito a perorare l'approvazione del progetto di Statuto speciale per la Valle d'Aosta. In merito al problema delle acque il Consigliere Geom. Bionaz fa presente che il fatto che i Comuni abbiano a suo tempo rivendicato soltanto la proprietà delle acque dei torrenti e non anche la proprietà delle acque della Dora, non possa essere motivo sufficiente per limitare ora la richiesta alla sola proprietà delle acque dei torrenti, e sostiene che è necessario rivendicare la proprietà di tutte le acque della Valle; quanto sopra anche perché nella richiesta per la concessione dell'autonomia alla Valle d'Aosta, inoltrata a suo tempo al Ministero degli Interni dal Comitato di Liberazione Piemontese e dal Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, è stata rivendicata la proprietà regionale di tutte le acque, ed, in seguito a tale richiesta, il Ministero ha incaricato dei tecnici di esaminare il problema. Pertanto ritiene che attualmente sia inopportuno e pericoloso rivendicare soltanto la proprietà delle acque dei torrenti; fa presente che non bisogna perdersi d'animo e ricorda al riguardo la questione della zona franca richiesta a suo tempo e fa presente che, secondo il liberale Brusio, tale richiesta era scoglio grave per la concessione della autonomia. Fa rilevare che l'autonomia è stata infine concessa, seppure in forma un po' ridotta, e così pure dicasi per la zona franca, per cui bisogna insistere nella rivendicazione della proprietà di tutte le acque al demanio regionale. Fa presente che trattasi in effetti di riconoscere anche a favore della Valle d'Aosta il principio della proprietà demaniale regionale delle acque, già testè riconosciute per legge alla Sicilia, Regione che, a differenza della Valle di Aosta, non ha titoli ufficiali o atti di affrancazione o di cessione da fare valere. Prende quindi la parola l'On. Bordon il quale dichiara di essere convinto della necessità di richiedere la proprietà di tutte le acque; ricorda però a titolo accademico, che non bisogna dimenticare, come già ha detto prima, che lo Statuto speciale per l'Alto Adige non affronta il problema delle proprietà delle acque ma si limita a chiedere la concessione delle acque per 99 anni; è vero, d'altra parte, che il principio della proprietà e demanialità regionali delle acque è stato ammesso per la Sicilia, per cui, eguale deroga dovrebbe essere concessa alla Valle d'Aosta. Circa le transazioni a suo tempo intervenute in sede di rivendicazione delle acque dei torrenti da parte dei Comuni della Valle, fa rilevare che prima delle transazioni ci furono delle trattative e che le richieste fatte dai Comuni in sede di causa molto diverse dalle condizioni risultanti nell'atto di transazione, non contemplano la rivendicazione della proprietà dei canali, ma sono limitate alla richiesta dell'utenza o dell'uso gratuiti; precisa che, in sede di transazione la Città di Aosta ha chiesto unicamente che "venga riconosciuta la perpetuità di tutte le utenze costituite a favore del Comune e l'esenzione del medesimo dal pagamento di qualsiasi canone presente e futuro".

Tale sarebbero le condizioni risultanti nell'atto di transazione, dichiara l'On. Bordon, condizioni che oggi bisogna respingere, ma sulle quali desidera richiamare la attenzione del Consiglio. Aggiunge ancora che nella causa fatta dai Comuni della Valle contro lo Stato si è chiesto solo la proprietà delle acque irrigue e non la proprietà della acque della Dora e dei suoi affluenti. Precisa, comunque, che la discussione viene fatta a titolo accademico, fra valdostani, ed assicura che a Roma propugnerà il riconoscimento della proprietà di tutte le acque. Il Consigliere Ing. Binel fa presente che se esiste la questione del precedente storico basata sul fatto che i Signori Sindaci hanno sottoscritto delle transazioni allora a ciò costretti dal prefetto fascista di Aosta, tale precedente è ormai in parte superato in seguito all'avvenuto riconoscimento dell'autonomia regionale alla Valle d'Aosta.

Il Consigliere Avv. Torrione precisa che il precedente storico cui accenna il Consigliere Ing. Binel non può essere portato in discussione, in quanto la Valle d'Aosta era allora legata ad una vigente legge, mentre oggi, invece, in sede politica, può essere richiesta e sostenuta la demanialità regionale di tutte le acque. Il Consigliere Avv. Chanu fa osservare che la richiesta dei Comuni era necessariamente limitata alla rivendicazione della proprietà delle acque che interessavano i singoli Comuni, che non avevano competenza a rivendicare la proprietà di tutte le acque della Valle. Tale richiesta avrebbe dovuto essere fatta dalla Regione, che però allora non era stata ancora costituita in Ente Autonomo. L'Assessore Avv. Page dichiara di concordare con i Consiglieri Avv. Torrione, Ing. Binel, Avv. Chanu e precisa che la transazione fra i Comuni e lo Stato essendo avvenuta sotto le pressioni politiche e con la violenza non può essere tenuta in considerazione alcuna. Aggiunge che, a differenza delle acque dell'Alto Adige, le acque della Valle d'Aosta sono state a suo tempo acquistate e pagate in oro dai Comuni della Valle, come risulta dai titoli ufficiali in loro possesso. Il Consigliere Geom. Bionaz esprime parere che il fatto che lo Stato abbia ritenuto opportuno addivenire ad una transazione con i Comuni sta a dimostrare che non era sicuro dell'esito favorevole nel caso di ricorso in Cassazione. Il Consigliere Geom. Arbaney fa presente che le acque costituiscono una ricchezza incalcolabile per la Valle d'Aosta, per cui bisogna insistere al massimo per ottenere la proprietà di tutte le acque, anche perché, solo in tale modo, l'Ente Valle potrebbe predisporre un piano organico per l'utilizzazione idroelettrica e agricola-irrigatoria di tutte le acque.

L'On. Bordon suggerisce l'opportunità di redigere un memoriale per ogni titolo dello Statuto, illustrante le ragioni particolari che giustificano la richiesta delle norme dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta; il Presidente Avv. Caveri assicura che disporrà in merito. Il Consigliere Ing. Binel fa rilevare di avere la netta impressione che esistano opposizioni da parte dei gruppi capitalistici delle Società contro il riconoscimento alla Valle della proprietà delle acque, opposizioni derivanti dal timore che tale riconoscimento possa pregiudicare in avvenire i loro interessi.

Prende quindi la parola il Presidente Avv. Caveri il quale si compiace che la discussione odierna in relazione al progetto di Statuto speciale per la Valle sia stata serena ed esauriente. Il Presidente Avv. Caveri dichiara inoltre che il Consiglio deve prendere atto con compiacimento del fatto che l'On. Bordon si è impegnato, nell'adunanza odierna, a difendere il progetto di Statuto, discusso ed approvato nelle varie riunioni del Consiglio; fa presente infatti che in seguito alle riserve espresse nella riunione delli 3 marzo u.sc. dall'On. Bordon e alle dichiarazioni dell'On. Bordon circa la sua impossibilità di sostenere il progetto di Statuto alla Costituente, i Consiglieri tutti avevano provato un senso di angoscia e di preoccupazione.

Rileva che, in relazione alle recenti prese di posizione antiautonomistiche da parte di note e influenti personalità parlamentari, il Consiglio non deve essere eccessivamente ottimista, in quanto i pericoli sono gravi e gli avversari numerosi e potenti. Cita, ad esempio, le recenti prese di posizione dell'On. Nitti e dell'On. Patrissi contro le autonomie regionali. Dichiara di aver constatato che in Italia domina oggi la paura; si ha infatti paura del comunismo, del federalismo, delle autonomie regionali ecc., il che costituisce un male. Riferisce che è necessario svolgere intensa attività propagandistica specialmente fuori della Valle, in quanto in Valle i valdostani, in generale, sono tutti d'accordo, specialmente dopo la presa di posizione di anti valdostani. Al riguardo fa presente di aver conferito ultimamente con il Direttore di un noto quotidiano di Torino e che a giorni conferirà con altri autonomisti per esaminare con loro il da farsi, in quanto ritiene non sufficiente pubblicare articoli sui vari giornali locali; occorre che si faccia propaganda sui giornali quotidiani di fuori Valle per controbattere i vari articoli contro le autonomie regionali pubblicati in questi ultimi tempi. Dichiara di concordare con il Consigliere Avv. Torrione circa l'inopportunità di esclusivismi di partito o di colore per quanto si riferisce all'Amm.ne Valle, trattandosi di una Amministrazione pubblica. Bisogna che tutti collaborino uniti in un blocco solo e che sia sempre maggiore il numero delle persone che lavorano a favore della Valle. Comunica al riguardo di aver scritto in data 28 marzo al Generale Chatrian, e di avergli esposta la situazione particolare della Valle in relazione alla evoluzione politica avvenuta in questi ultimi anni e di avergli inviato copia del progetto di Statuto speciale per la Valle d'Aosta. Riferendosi poi a quanto fatto presente dal Consigliere Geom. Bionaz in merito alla necessità di interessare, per l'approvazione dello Statuto, le persone che hanno cooperato alla elaborazione della legge 7/9/1945, comunica che l'Ing. Fresia, è appunto attualmente a Roma, fra l'altro, per prendere contatti con il Prof. Chabod e con altre personalità. Su richiest del Consigliere Avv. Torrione il Presidente Avv. Caveri assicura che è stato disposto per l'invio di una copia del progetto di Statuto al Prof. Chabod. Per quanto riguarda la riunione dei sindaci, suggerita dall'Avv. Torrione, fa presente che la Presidenza aveva già in animo di indire una riunione di tutti i sindaci per una presa di posizione e la redazione di una dichiarazione solenne di solidarietà con il Consiglio della Valle contro le note affermazioni antiautonomistiche di personalità influenti. Ritiene, inoltre, consigliabile di indire ad Aosta una riunione di notabili e di dirigenti dei vari partiti per dimostrare che tutti i valdostani, a qualsiasi partito appartengano, sono uniti e pensano allo stesso modo sui problemi dell'autonomia. Per quanto concerne il problema delle acque, il Presidente Avv. Caveri dichiara di prendere atto con compiacimento che l'On. Bordon sosterrà con tutte le sue forze la richiesta per il passaggio al demanio regionale della Valle della proprietà di tutte le acque; dichiara però di concordare con i vari Consiglieri sull'inopportunità di riportare in discussione alla Costituente la causa transatta fra Comuni e Stato, in quanto in allora gli avvocati hanno chiesto allo Stato ciò che era possibile chiedere secondo le allora vigenti leggi, mentre oggi la Valle non è più politicamente legata a quelle leggi. Il Presidente Avv. Caveri fa, inoltre, rilevare l'utilità della presa di contatto fra il Consiglio e l'On. Bordon, rappresentante della Valle alla Assemblea Costituente. Termina ringraziando l'On. Bordon per l'attività sin qui svolta nell'interesse della Valle d'Aosta.

Prende la parola l'On. Bordon il quale ringrazia il Presidente ed amico Caveri delle gentili parole avute a suo riguardo. Precisa che era sua intenzione di partecipare alle riunioni del Consiglio più frequentemente, ma di esserne stato impedito dagli impegni derivatigli dalla sua qualità di membro delle diverse Commissioni per la compilazione del progetto di Costituzione e dei progetti per le autonomie. Ritiene però di dover fare alcune precisazioni circa le dichiarazioni fatte dal Presidente Avv. Caveri in merito alle apprensioni dei Consiglieri nei suoi riguardi: dichiara anzitutto che difenderà con tutte le sue forze il progetto di Statuto speciale per la Valle d'Aosta, già inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la discussione alla Assemblea Costituente. Precisa però di avere fatto onestamente delle riserve personali nella riunione del 3 marzo 1947 in merito ai poteri normativi ed alla questione delle acque, riserve che dichiara di dover mantenere. Dichiara di concordare con il Presidente sull'inopportunità di richiamare l'attenzione della Costituente sulla causa transatta a suo tempo fra i Comuni e lo Stato in quanto in essa i Comuni si limitavano a rivendicare le utenze in forma perpetua. Fa rilevare che sarà molto difficile sostenere la proprietà delle acque in quanto il problema delle acque, come impostato nell'art. 49 del progetto di Statuto è in certo senso pregiudicato dalla transazione avvenuta nella quale i Comuni hanno riconosciuto che le acque sono pubbliche. Accenna, inoltre, il problema della nazionalizzazione delle acque che porterebbe come conseguenza il diritto di espropriazione. Precisa al Consiglio che le sue riserve personali sono fatte a titolo accademico in sede di riunione e di discussione. Assicura però che, come già dichiarato prima, difenderà con tutte le sue forze il progetto di Statuto, approvato dal Consiglio ed inviato al Capo del Governo e alla Costituente.

IL CONSIGLIO

prende favorevole atto.

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