Oggetto del Consiglio n. 27 del 25 gennaio 1979 - Verbale

OGGETTO N. 27/79 - Ratifica di deliberazioni adottate dalla Giunta regionale in via d'urgenza.

Oggetto n. 6079 in data 1° dicembre 1978: Lavori di costruzione di una scuola materna ed asilo nido in località Prati Nuovi in Comune di Pont-Saint-Martin. Aggiudicazione dei lavori. Approvazione di spesa. Accertamento di entrata.

Oggetto n. 6123 in data 8 dicembre 1978: Concessione al Comune di Châtillon di un ulteriore contributo nelle spese di gestione del centro comprensoriale dei servizi sociali di base per l'anno 1978. Approvazione e liquidazione di spesa.

Oggetto n. 6169 in data 8 dicembre 1978: Liquidazione di spesa per danni alle colture in occasione di calamità naturali. Approvazione e finanziamento di spesa.

Oggetto n. 6263 in data 8 dicembre 1978: Concessione e liquidazione di un contributo di L. 4.683.000 al Comune di Verrès per acquisto di arredamento scolastico. Approvazione e finanziamento di spesa.

Oggetto n. 6264 in data 8 dicembre 1978: Istituzione di assegni di studio per studenti universitari frequentanti corsi di laurea in matematica, o in scienze matematiche, o in fisica o in matematica e fisica o in scienze fisiche e matematiche - Anno accademico 1978/1979 -. Approvazione ed impegno di spesa.

Oggetto n. 6444 in data 18 dicembre 1978: Concessione di contributo straordinario al Consorzio fidi tra gli artigiani della Valle d'Aosta. Approvazione e finanziamento di spesa.

Oggetto n. 1088 in data 17 marzo 1978: Concessione al Comune di Châtillon di un contributo nelle spese di gestione del centro comprensoriale dei servizi sociali di base. Approvazione e liquidazione di spesa.

Oggetto n. 6203 in data 8 dicembre 1978: Concessione di un contributo di Lire 5.280.000 al Comune di Verrès per le spese sostenute per il ripristino di opere danneggiate dal maltempo. Approvazione ed impegno di spesa.

Oggetto n. 6369 in data 18 dicembre 1978: Concessione di un contributo di Lire 3.500.000 al Comune di Nus per l'allacciamento dell'acquedotto comunale alle frazioni Plane e Clusaz. Approvazione e impegno di spesa.

Oggetto n. 6370 in data 18 dicembre 1978: Concessione di un contributo di Lire 8.370.000 al Comune di Verrès per il ripristino dell'acquedotto comunale. Approvazione ed impegno di spesa.

---

Oggetto n. 6079 in data 1° dicembre 1978:

Dolchi (P.C.I.) - Ha chiesto la parola il Consigliere Manganone.

Manganone (D.C.) - Con questa deliberazione di aggiudicazione definitiva dei lavori di costruzione della Scuola materna ed Asilo-nido di Pont-Saint-Martin mi pare che molte, anzi moltissime esigenze della popolazione scolastica del paese e dei paesi viciniori sono state soddisfatte.

La Giunta regionale aveva fatto delle scelte precise individuando la priorità dell'edilizia scolastica ed ora siamo giunti quasi alla fase finale di realizzazione. Pensiamo di poter dire di aver fatto molto, e possiamo e posso dimostrare che molte critiche rivolte alla Giunta, soprattutto rivolte alla mia persona di aver voluto discriminare il paese in cui abito erano false; le opere realizzate dimostrano l'infondatezza di tali critiche e il tempo, come al solito, è galantuomo, è sempre galantuomo in questo mondo pur così bello ma così avariato. Ma non è su questo punto che vorrei soffermarmi.

Vorrei relazionare brevemente sui lavori della Commissione esaminatrice composta da esperti in materia pedagogica, da esperti in materia sanitaria e da esperti in urbanistica e in edilizia. Devo dire che le sedute sono state molteplici e che i due progetti di offerte sono state valutate minuziosamente anche nei minimi dettagli, tant'è vero che la Commissione, al termine dei lavori, era orientata, se si poteva, su un ex aequo, cosa impossibile in un appalto-concorso in cui il fine ultimo era quello dell'aggiudicazione definitiva.

Orbene, visto che la progettazione classificata seconda, più bella sotto il profilo estetico, migliore sotto il profilo architettonico ed ambientale, buona anche sotto il profilo didattico e scolastico è quasi identica alla prima sotto il profilo economico, può essere acquisita al nostro patrimonio delle progettazioni regionali, perché secondo il mio modesto avviso sarebbe peccato in futuro non realizzare in altri Comuni un simile progetto.

La Commissione già allora, unanimemente, aveva proposto l'acquisizione di tutti gli elaborati della ditta perché utilissimi e da utilizzare prossimamente nei Comuni che abbisognano di queste attrezzature. Io chiedo alla Giunta, anzi raccomando alla Giunta di valutare attentamente questa possibilità che andrebbe a tutto vantaggio dell'Amministrazione regionale, ma soprattutto anche ai Comuni interessati. Grazie se mi si vorrà dare la risposta.

Dolchi (P.C.I.) - Altri Consiglieri chiedono la parola sull'argomento? Nessuno? La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - Accettiamo la raccomandazione del Consigliere Manganone, in relazione alle necessità di costruire asili-nido che si presentassero in altre zone della Regione e per cui sia possibile procedere direttamente senza ripetere l'appalto-concorso.

Dolchi (P.C.I.) - Metto in approvazione la ratifica della deliberazione in oggetto.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 23

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 6123 in data 8 dicembre 1978:

Dolchi (P.C.I.) - Metto in approvazione la ratifica della deliberazione in oggetto.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 25

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 6169 in data 8 dicembre 1978:

Dolchi (P.C.I.) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Un paio di cose colpiscono in questa delibera. Anzitutto l'argomentazione che c'è all'inizio della deliberazione in cui si dice: "l'Assessore all'Agricoltura e Foreste, Signor Marcoz, riferisce alla Giunta che, come già praticato in altre occasioni, si è rilevata...", ma non c'è nessun riferimento alle norme di legge, praticamente si fa riferimento ad una prassi che sembra si sia instaurata e, come tale, debba essere rispettata, non si capisce bene in base a quali principi e il secondo punto riguarda una grandinata che ha colpito i vigneti di Sarre-Chesallet nell'agosto del 1978.

Ecco, penso che venga spontaneo chiedersi se questa grandinata ha colpito soltanto quella zona, cioè se si è limitata ad una zona ben precisa oppure, come più probabile, ha colpito la zona circostante; vorrei conoscere, quindi, che tipo di iniziative ci sono da parte della Giunta regionale e dell'Assessorato rispetto alle zone danneggiate.

Il problema è, a mio avviso, di carattere generale, i danni alle colture per fenomeni atmosferici, per alluvioni, eccetera, nel corso del 1977-1978 sono stati numerosi e frequenti; ora mi pare che gli interventi della Regione rispetto a questi danni subiti dai contadini sono di carattere frammentario ed episodico, cito ad esempio i contadini che sono stati danneggiati dall'alluvione del 1977 e non sono mai stati indennizzati.

Chiedo con quale programmazione, con quale coordinamento si effettuano questi interventi, se esiste una programmazione oppure si seguono le richieste a seconda di chi le presenta, a seconda della conoscenza o meno che si ha di certi rappresentanti e con certi organismi.

Dolchi (P.C.I.) - La parola all'Assessore all'Agricoltura e Foreste, Marcoz.

Marcoz (U.V.) - Comincio col rispondere subito all'ultima domanda fatta dal Consigliere Riccarand. I danni avuti nell'anno 1977-1978 in campo agricolo sono stati notevoli e che i nostri contadini non abbiano avuto niente non è esatto, in quanto la Regione interviene o con un primo intervento poiché risistema la coltura resa inutile dall'alluvione, dalla grandinata, o da altre calamità naturali, oppure interviene con un contributo che corrisponde al cinquanta percento nel ripristino dell'attività che esisteva prima. Quindi nell'anno della grossa alluvione, 1977-1978, siamo intervenuti direttamente come Regione nel ripristino dei terreni, nella sistemazione dei terreni con un cinquanta percento che corrisponde al danno che ha avuto il contadino.

Nel caso specifico siamo intervenuti per la grandinata che ha interessato in Valle d'Aosta solamente la zona di Sarre nel mese di agosto. È un fatto atmosferico che non sono riuscito a spiegarmi...se poi Riccarand vorrà ricercarne le cause sarà libero di farlo.

Noi siamo intervenuti coi nostri uffici e con i nostri tecnici solamente per constatare il danno avvenuto nella zona di Sarre e solamente adesso a sottoporre questa deliberazione di Giunta del mese di dicembre alla ratifica del Consiglio regionale. Prima di liquidare il contributo di indennità ai produttori abbiamo voluto accertarci dell'entità del danno sopportato dai nostri contadini; si sa che quest'anno la produzione vitivinicola in Valle d'Aosta, come in tutto il resto d'Italia, ha avuto una produzione di qualità e non di quantità e, allora, se l'anno scorso un ettaro rendeva "X", quest'anno un ettaro ha reso parecchio di meno. Per tanti motivi tra cui quelli atmosferici, abbiamo tenuto presente questa resa inferiore e siamo intervenuti con un contributo del cinquanta percento circa come negli altri casi.

Dolchi (P.C.I.) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - L'affermazione dell'Assessore che riguarda i danni dell'alluvione del 1977 non corrisponde alla realtà, nel senso che i contadini che sono rimasti danneggiati dall'alluvione del 1977 non sono stati indennizzati e i loro danni sono stati appurati dalla Commissione speciale del Consiglio regionale, ma non sono mai stati indennizzati. Allo stesso modo c'è tutta una serie di terreni che non sono stati più sistemati; io stesso potrò, se vuole l'Assessore Marcoz, fargli vedere direttamente questi terreni che non sono mai stati sistemati.

Marcoz (U.V.) - La legge regionale prevede l'erogazione di un contributo del cinquanta percento a chi risistema i terreni.

Dolchi (P.C.I.) - Metto in approvazione la ratifica della deliberazione in oggetto.

Esito della votazione:

Presenti: 22

Votanti e favorevoli: 21

Astenuti: 1 (Riccarand)

Il Consiglio approva.

Oggetto n. 6263 in data 8 dicembre 1978:

Dolchi (P.C.I.) - Metto in approvazione la ratifica della deliberazione in oggetto.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 25

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 6264 in data 8 dicembre 1978:

Dolchi (P.C.I.) - Metto in approvazione la ratifica della deliberazione in oggetto.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 25

Il Consiglio approva all'unanimità.

Mi sembra doveroso informare il Consiglio che alcuni nostri colleghi mancano per ragioni inerenti al loro ufficio, in quanto stanno discutendo con una delegazione di imprenditori elettricisti che si trova nel Palazzo e che ha chiesto di incontrare i Capi Gruppo, e credo che anche il Presidente della Giunta si è assentato. Volevo fornire questo chiarimento per giustificare la temporanea assenza di alcuni colleghi. Procediamo.

Oggetto n. 6444 in data 16 dicembre 1978:

Dolchi (P.C.I.) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Pollicini.

Pollicini (D.P.) - Ho notato che senza avere incarichi di Giunta il collega Berti si è assentato, penso che non sia un caso che si sia assentato. Incomincio a dire subito che, per quanto ci riguarda, non voteremo questa ratifica, anche perché ci pare proprio che questo provvedimento di Giunta, questi 15 milioni - mi si scusi, ma è chiaro che è una valutazione politica - a noi sembrano quasi una cambiale che questa Giunta sta pagando al Consigliere Berti. Esiste un'Associazione Artigiani in Valle d'Aosta, ora si è costituita un'altra Associazione più nota come Associazione Artigiani di Berti, ma che ha una sigla U.I.A.V.A. (Unione Imprenditori Artigiani Valdostani Autonomi). C'è anche un giornale, mi si aggiunge, e una struttura elettorale ben congeniata perché il risultato lo si è visto, è stata in grado di portare un Consigliere in questa sala. Tutto questo non ci interessa, ci interessa invece il fatto che questo tipo di organizzazione para-elettorale, utilizzando la funzione che può avere un Consigliere qui, all'interno, venga a costare all'Amministrazione regionale 15 milioni, perché, io mi domando e domando alla Giunta ed in particolare all'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato, che senso ha dare un contributo straordinario all'U.I.A.V.A., cioè agli Artigiani di Berti e che senso ha dare un mandato di pagamento con quietanza del Presidente dell'U.I.A.V.A. che, all'epoca di questa delibera, e cioè 18 dicembre, era il Consigliere Berti, fra l'altro una cosa incompatibile oltretutto.

Ma a prescindere da questo aspetto di carattere puramente formale, rimare un fatto. Se ognuno dei 35 Consiglieri si fa la propria Associazione degli Artigiani, avremo qui il diritto, seguendo questa logica, di avere 35 contributi ad un Consorzio Fidi personale come quello di cui stiamo parlando, e la cosa ci pare abbastanza ridicola se non fosse seria! Allora noi diciamo che la Regione ha dato 30 milioni all'Associazione Artigiani Valle d'Aosta per abbattere di due punti i tassi bancari. A questa Confidi, cioè quella che ha avuto i 30 milioni, diciamo così l'Associazione ufficiale, possono accedere tutti gli artigiani iscritti all'Albo in Valle d'Aosta. Che senso ha, allora, proporci oggi un'altra Confidi che fa una convenzione con un'altra Banca? E anche questo discorso potrebbe essere interessante... La Confidi degli Industriali è stata fatta con l'Istituto San Paolo, le altre banche non sono potute entrare in questo contratto e allora gli artigiani per una, per quanto mi riguarda, incomprensibile bilancia di diritto e interesse, hanno fatto una convenzione con un Consorzio di banche esclusa la Banca San Paolo. Oggi la Banca San Paolo entra nell'ambito delle Associazioni Artigiane attraverso la Confidi di Berti. Allora io dico che se questi 15 milioni si hanno da dare agli artigiani, li si dia alla Confidi che già esiste e questo contribuirebbe ad abbattere di un ulteriore punto il tasso d'interesse. Visto che con i 30 milioni si abbatte di due punti, se la volontà della Giunta è di contribuire a ridurre i tassi d'interesse per gli artigiani così si abbatterebbe di tre punti, se invece siamo di fronte ad una cambiale che bisogna pagare a Berti, ebbene, questa cambiale la paghino gli altri e non la paghi la Regione, non la paghi l'Amministrazione regionale, la paghi chi ha promesso a Berti in relazione al suo appoggio a questa Giunta! Noi, certamente, una Confidi personale non la voteremo mai.

D'altra parte c'è un termine che mi lascia sospettoso, "contributo straordinario"...non servirà per caso a pagare, ad abbattere interessi che già sono stati fatti e con mutui contratti con questo Istituto e magari questo tipo di sanatoria a posteriori servirà a coprire impegni elettorali presi in epoche passate? È una domanda che mi faccio, in questo caso. Certo che non è possibile, secondo noi, arrivare in questo Consiglio e presentare un'ulteriore proposta per un'altra Confidi con un'altra banca per gli stessi scopi d'istituto per cui è già stata fatta una Confidi per l'artigianato che già funziona e a cui tutti gli iscritti all'Albo degli artigiani, nessuno escluso, possono accedere.

Noi siamo piuttosto perplessi di fronte a questo metodo "allegro" di condurre l'Amministrazione regionale e vorremmo proprio una risposta dall'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato, perché abbiamo parecchie perplessità e parecchi dubbi sulla legittimità di questa proposta di Giunta.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Bajocco.

Bajocco (P.C.I.) - Io sono d'accordo su quanto ha già espresso il Consigliere Pollicini nel suo intervento, ma la lettura della delibera presentata dalla Giunta mi ha fatto riflettere leggermente, mi ha fatto tornare indietro nel 1946, mi ha fatto ritornare all'anno in cui sono entrato in fabbrica. Allora il Sindacato era unico e in esso si lottava per le migliori conquiste; guarda caso, dopo, le forze di maggioranza che sono ancora oggi in Parlamento sono intervenute ed hanno spinto probabilmente per rompere il Movimento sindacale. Il Movimento operaio ha preso da quel momento una bastonata, ma ugualmente con la sua forza e con gli anni è riuscito a ricucire, oggi, quello che in quel momento la grande forza politica che comanda ancora oggi, la Democrazia Cristiana, aveva diviso Bajocco e Pollicini. Pollicini e Bajocco erano assieme in quel momento; poi, guarda caso, Pollicini per ragioni ideologiche è passato dall'altra parte, in quel neonato "Sindacato bianco", e Bajocco è rimasto da questa parte.

Mi preoccupa veramente questa Confidi al Consigliere Berti di 15 milioni. Questa maggioranza, in cui è vero che l'Union Valdôtaine ha nove Consiglieri e la Democrazia Cristiana ne ha sette e guarda caso fanno sedici, grazie al Repubblicano e al Socialdemocratico rimane a galla, rimane in piedi, ma teme che da un momento all'altro qualcuno di questi non li voti. Pedrini l'ha dimostrato mille volte che è disposto a dare il suo voto, a Berti bisogna dare un contentino di 15 milioni, a lui come Presidente dell'U.I.A.V.A., come Presidente della Confidi. Ecco perché ci lascia veramente preoccupati, ci preoccupano veramente queste cose e ci preoccupa veramente che questa maggioranza, ad una bassezza del genere, ad un livello del genere, percorra questa strada.

Diceva bene il Consigliere Pollicini: che vi è un'altra Associazione e questa maggioranza non deve dividere le Organizzazioni Sindacali, non deve dividere veramente le Associazioni artigiane, le deve unire; in questo modo, invece, le deve dividere per potersi mantenere la maggioranza.

Io sono pienamente d'accordo con quanto diceva Pollicini: questi 15 milioni per quale ragione non li arrotondiamo ai 30 milioni che nel settembre del 1977 sono stati dati all'altra Confidi dell'Associazione artigiani della Valle d'Aosta? Per questi artigiani, se crediamo a questa politica, se vogliamo venire loro incontro, non sono sufficienti 15 milioni, diamo loro pure i 30 milioni con un ribasso di quattro punti anche per questa categoria.

Ecco, noi Gruppo Comunista, non siamo d'accordo ad approvare una delibera del genere, e un'altra cosa che mi spaventa è quando leggo "in via d'urgenza" e poi si fa riferimento ad un atto del novembre 1977 e ad un accordo con la banca nel mese di aprile di quest'anno, per cui io non vedo l'urgenza in questa delibera!

C'è l'Istituto San Paolo che non è dentro veramente nella Confidi artigiani; bene, l'Amministrazione regionale veda piuttosto di fare inserire anche la Banca San Paolo nella Confidi Artigiani per un artigiano di Cogne che deve venire ad Aosta, alla Banca Commerciale di Aosta, se a Cogne non c'è una Banca Commerciale. Vediamo veramente, piuttosto di fare un passo in quella direzione, potenziamo veramente la Confidi già esistente, ma non scendiamo ad una tale bassezza!

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere De Grandis.

De Grandis (P.R.I.) - Prima di tutto vorrei pregare il Consigliere Bajocco, e questo non vuole essere un peccato di presunzione, di non mescolare il Partito Repubblicano nel gran numero degli altri Partiti. Il Partito Repubblicano, che si assume le sue responsabilità, se sbaglia criticatelo, ma fate in modo che il Partito Repubblicano non sia mescolato ad altri!

Sulla questione della deliberazione 6444, io vorrei ricordare al Consiglio che l'atto che conferisce il profilo legale, la qualifica di artigiano, è l'iscrizione all'Albo delle imprese artigiane. L'iscrizione alle Associazioni varie non hanno nessuna rilevanza, quindi a quella Confidi tra artigiani che è stata costituita in Valle d'Aosta possono accedere liberamente tutti gli artigiani che sono tali perché iscritti all'Albo regionale delle imprese artigiane. Chiunque può creare un'altra Confidi, ma bisogna valutare le opportunità che questa venga sovvenzionata dalla Regione, perché altrimenti si corrono dei grossi rischi. Io non credo che ci si possa impegnare come Giunta a riunire le varie Associazioni, la libertà di associazione c'è, va rispettata, ma non va favorito certamente lo spezzettamento. Intervenire invece in questi termini significa favorirlo, significa favorire il proliferare anche di Associazioni di comodo, perché esiste questo rischio come ha detto il Consigliere Pollicini, di far nascere quindi la domanda di altri sovvenzionamenti.

Un altro rischio che è molto grave, ed è già emerso nel dibattito di oggi, è quello di sentirsi rivolgere l'accusa di volere finanziare la campagna elettorale del Signor Berti. Questa è un'accusa grave, gravissima, io mi rifiuto di credere che la Giunta voglia assumersi l'onere di finanziare la campagna del Consigliere Berti, però il rischio che questa accusa venga mossa e che questa accusa venga creduta rispondente alla realtà del comportamento della Giunta è grave, è gravissimo, e questo va evitato.

Non si può discriminare tra Associazioni e Associazioni, anche questa è una realtà, ma in questo caso può esistere un'alternativa, che sia la Regione a gestire direttamente il Consorzio fidi per gli artigiani, altrimenti che cosa si fa quando non ci sono più Associazioni? Se poi il Signor Berti, così come faceva pensare l'intervento del Consigliere Pollicini, ha già ottenuto questa Confidi, ha già fatto ottenere agli artigiani associati alla sua Associazione i relativi mutui per cui si tratta adesso di abbattere interessi di mutui già concessi, vuol dire che il Signor Berti ha venduto la pelle dell'orso prima di averla nel sacco...non capisco proprio perché debba essere il Consiglio regionale a tappare i buchi che ha fatto il Signor Berti!

C'è un'altra preoccupazione: se questo si è verificato, negare questo contributo significa danneggiare tutti quegli artigiani che hanno già contratto il mutuo e che si trovano con gli interessi interi da pagare. Bene, io invito questi artigiani a rivalersi nei confronti di Berti, perché avendo loro venduto la pelle dell'orso prima di averlo catturato, evidentemente li ha ingannati...sul motivo per cui poi li abbia ingannati, sul fine che voleva raggiungere con questo inganno, io ci stendo sopra un velo pietoso, però rimane il fatto. Quindi sono costretto a votare contro questo tipo di deliberazione.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Segretario Minuzzo.

Minuzzo (P.S.D.I.) - Mi scuso con i colleghi Consiglieri se probabilmente ho fatto ritardare l'inizio della seduta, ma ero impegnato come Commissario della Commissione speciale per i rapporti con l'E.N.E.L.. C'è una manifestazione degli elettrici e necessariamente ho dovuto essere presente. Sono salito per intervenire su questa delibera di Giunta e poi lascerò nuovamente i lavori del Consiglio per seguire i lavori dell'assemblea che si sta svolgendo nella sala al piano terra.

Dico subito che non mi scandalizzo come il collega Pollicini per questo fatto. Questo mio intervento non vuol essere di critica verso questa Giunta, bensì vuol essere un intervento con delle motivazioni politiche ben precise. Guarda caso sono Consigliere, a differenza di De Grandis, della maggioranza, sono Presidente della Commissione Industria, Commercio e Artigianato e, come tale, con l'Assessore Chabod più volte ho avuto modo di scambiare punti vista nella politica che la Regione dovrebbe attuare nei confronti degli artigiani.

Una cosa che non riesco a concepire è questa: generalmente una delibera di Giunta - e lo dice anche il testo - viene fatta in via d'urgenza se c'è la necessità di un provvedimento urgente e non c'è il tempo materiale per la discussione in Consiglio a cui sarà sottoposto per ratifica successivamente. A quanto mi risulta, la Confidi U.I.A.V.A. già da parecchio tempo chiede questo contributo per l'abbattimento del tasso d'interesse presso l'Istituto San Paolo; ecco, io penso che forse sarebbe stato un pochino più corretto portare questo atto in discussione in Consiglio, di modo che fosse il Consiglio ad assumersi la responsabilità di creare il doppione di un organismo che è funzionante già da un anno e più.

Molte volte si e speculato sul fatto che alla Confidi, che è stata costituita nel novembre del 1977, non potessero aderire gli artigiani non iscritti ad una certa Associazione se non dopo il pagamento di 25.000 lire. Tanto per chiarire subito la cosa: chi aderisce al Confidi con la Banca, con l'Istituto Bancario San Paolo, anziché pagare 25.000 lire ne paga 30.000; poi, per meglio spiegare una volta per tutte questa questione delle 25.000 lire, leggo l'articolo 10 della convenzione fatta dalla Confidi Artigiani con gli Istituti di Credito Cassa di Risparmio di Torino, Banca Popolare di Novara e Banco Valdostano: "Presso gli Istituti bancari menzionati viene aperto un conto corrente fruttifero da intestarsi al Consorzio Confidi fra gli artigiani dell'Associazione Artigiani della Valle d'Aosta sul quale potranno disporre per le relative operazioni sia il Presidente che il Vice Presidente del Consiglio direttivo. Detto conto, che rappresenta il fondo rischi previsto dall'articolo 10 dello Statuto consorziale, verrà alimentato inizialmente da 1.000.000 di lire versato da ciascuno degli Enti aderenti a titolo di solidarietà, dagli Istituti bancari convenzionati e dall'Associazione Artigiani Valle d'Aosta. Successivamente, tutte le imprese che richiedono un affidamento dovranno versare una volta all'anno la somma di lire 25.000; saranno esonerate dai versamenti le Ditte aderenti all'Associazione Artigiani Valle d'Aosta in considerazione che detta Associazione dà già un proprio contributo di rilievo per il funzionamento del Consorzio". Poi l'articolo 10 prosegue dicendo che chi aderisce all'Associazione Artigiani Valle d'Aosta queste 25.000 lire non le paga perché è un servizio che l'Associazione presta ai propri associati; se poi andiamo a verificare, non sono più 25.000 lire ma solo 10.000, perché la tessera d'iscrizione all'Associazione Artigiani Valle d'Aosta costa 15.000 lire. Quindi, chiarita la questione delle 25.000 lire, siccome all'Assessore ebbi già modo di dire più volte che la Regione non dovrebbe polverizzare gli interventi nei vari settori, in questo caso avrebbe dovuto adoperarsi per cercare il modo di unire questi due Consorzi.

Sono d'accordo con il collega Bajocco quando dice che probabilmente c'è già stato un errore a monte quando la convenzione è stata stipulata solo con tre Istituti di credito operanti sulla piazza di Aosta, ed è stato lasciato fuori, guarda caso, l'Istituto Bancario San Paolo, che è l'Istituto di Credito che ha l'organizzazione più capillare nella nostra Regione, e va da sé che la maggior parte degli artigiani hanno un conto corrente aperto con l'Istituto Bancario San Paolo per praticità di operazioni. Non dimentichiamo che ce n'è ancora uno, c'è la Banca Commerciale, per cui potrebbe anche darsi che qualcuno apra una propria Confidi con la Banca Commerciale.

Quindi io sono contrario per le motivazioni che ho detto e per una questione politica, in quanto c'è una polverizzazione di interventi della Regione nei vari settori e penso che se desse 45 o 50 milioni ad un unico organismo, anziché dare separatamente 30 e 15 milioni, probabilmente il costo del denaro agli artigiani verrebbe a costare molto meno di quello che costa attualmente.

Io sarei stato d'accordo a votare questa delibera di Giunta se ci fossero state delle premesse, delle garanzie tangibili e valide che questo intervento serve ad abbattere l'interesse del 1978, ma siccome al momento attuale non c'è niente che provi che per il 1979 questi due organismi saranno unificati per cui non ci saranno più due interventi regionali in materia, non mi sento assolutamente d'accordo con quanto deliberato dalla Giunta.

Io propongo alla Giunta di sospendere questa delibera e all'Assessore competente, l'Assessore Chabod, di adoperarsi per concretizzare questo accordo con questi due organismi, dopodiché potrebbe riportare a mio avviso questa delibera in Consiglio, a condizione che sia stata trovata un'intesa fra questi due organismi che attualmente operano nella nostra Regione.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Cout.

Cout (P.C.I.) - Come molti hanno ricordato, esisteva già il Consorzio Confidi dell'Associazione Artigiani della Valle di Aosta, e caso mai si trattava di definire per bene la questione delle 25.000 lire e fare in modo che tutti gli artigiani potessero ottenere il finanziamento. Certamente il fine non era di peggiorare la situazione permettendo la costituzione di un altro Consorzio e aprendo la strada a tutti coloro che volessero costituire un Consorzio Confidi; mi chiedo infatti come si potrebbe a questo punto negare, come diceva già qualcuno prima di me, a qualsiasi Consigliere o a qualsiasi artigiano la possibilità di costituire un proprio Confidi, anche perché ci sono ancora delle banche, come ricordava Minuzzo, con cui poterli stipulare. Questo vorrebbe dire raddoppiare e triplicare eventualmente i finanziamenti della Regione nei Confronti delle Confidi e con questi spezzettamenti diminuire il loro potere contrattuale nei confronti delle banche.

Il problema, secondo noi, va senz'altro posto in termini molto diversi; direi che nello stesso momento in cui è necessario ricondurre ad un unico Consorzio fidi tutti gli artigiani e non solo gli iscritti ad un'Associazione, se esiste questo problema secondo me va chiarito, penso, è necessario, anche visti i buoni risultati che sono stati ottenuti dall'Associazione Confidi, cercare caso mai una forma migliore di garanzia che permetta un modo più democratico per accedere ai fidi ed un maggiore "peso contrattuale" - se così lo vogliamo chiamare - degli artigiani che possono diventare anche soggetti più attivi, e questo in particolar modo nei confronti delle banche.

Vorrei subito fare un'osservazione, su 3.500 artigiani in Valle d'Aosta solo la metà, o neanche, sono iscritti a un'Associazione e, anche senza pronunciarmi sul fatto delle 25 mila lire che bisogna versare se non si è iscritti all'Associazione Artigiani Valle d'Aosta, bisognerà vedere a questo punto che cosa capiterà tra queste due associazioni. Ci sarà una corsa agli iscritti e, secondo me, ci sarà una lotta ad abbassare questa quota per poter accedere ai fidi; penso che ci sia quindi un rischio serio, che è quello che invece di fornire un servizio per gli artigiani questo può diventare invece un gioco di potere eventualmente tra varie associazioni, anche perché poi chi decide all'interno di queste associazioni sono alcune persone e, in particolare modo, direi i componenti del direttivo (nel caso dell'Associazione della Confidi di Berti è poi composta da lui, dal Vice Presidente e da altre cinque persone). Tanto per chiarire quel che sto dicendo, il Consiglio direttivo è quello che decide sia la possibilità di accedere a questi fidi sia l'erogazione dei versamenti che è a giudizio dei Sindacati della Commissione. Su questo penso che si potrebbe eventualmente obiettare e, per garantire una maggiore democraticità, si potrebbe eventualmente allargare il direttivo. Però io ho i miei dubbi che gli artigiani siano sempre fatti salvi da possibili discriminazioni, se invece di un Consorzio per tutti gli artigiani, ce n'è più di uno, due come adesso, o più di due, se ne verranno costituiti degli altri.

Non vedo quindi il motivo per cui non si pensa di andare a costituire un solo Consorzio tra tutti gli artigiani che eviterebbe, e lo ripeto, interventi spezzettati della Regione e darebbe quindi un maggiore peso agli artigiani nei confronti delle banche. Il peso che è già abbastanza limitato, proprio per la forma del Consorzio degli artigiani nei confronti delle banche, secondo me è determinato dal fatto che questi consorzi non sono dotati di garanzie sufficienti e non ad una propria quota consortile, e questo perché vengono versate delle fideiussioni da parte dei soci di 250.000 lire l'una che possono essere aumentate a giudizio del direttivo, in rapporto al fido che viene prestato. Questo determina quindi il fatto che gli artigiani vengono relegati a soggetti passivi, cioè il rapporto tra Consiglio direttivo e le banche è diretto, decidono assieme a chi dare i finanziamenti, si vede come questi organismi lavorino di intesa, e siccome anche la banca partecipa al Consorzio con delle fideiussioni, in qualche modo può determinare abbastanza all'interno di questo Consorzio Confidi sulla scelta del fido e del beneficiario. Io direi quindi che, oltre ad essere contrari a queste forme di intervento spezzettate, dispersive, poco incisive, siamo anche convinti che deve essere e può essere rivista la forma di intervento, e questo sta all'iniziativa dell'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato che è indispensabile proprio in questo momento. Potrebbe eventualmente essere presa come spunto una cooperativa di garanzia come ad esempio nella Regione Piemonte, dove è stata costituita all'uopo una cooperativa di garanzia, dove i soci invece di garantire con delle fideiussioni, versano quote nominali di 10.000 lire che permettono al Consorzio Confidi di avere un fondo proprio sul quale basarsi per avere un rapporto diretto con le banche che può essere integrato sia dagli Enti pubblici, sia dalle banche, però è un fondo che rimane della cooperativa e non può quindi essere messo in discussione garantendo così un peso molto maggiore. Comunque penso che questa sia una proposta tutta da vedere e da discutere, direi proprio che siamo in attesa di un'iniziativa dell'Assessore in questo senso, perché la decisione che invece si sta per prendere in questo momento va proprio in senso opposto, a peggiorare le cose, proprio spezzettando e diminuendo questa capacità di contare da parte degli artigiani. Quindi direi che è necessario ricomporre i consorzi, aprirli a tutti gli artigiani, caso mai, e trovare forme migliorative in cui possano contare di più.

Poi quest'ultima considerazione, e cioè che Berti, che non è una forza politica, è riuscito a fare una sua lista e a farsi eleggere in Consiglio regionale: la Giunta, con questa regalia di milioni, ma soprattutto per una divisione che si provoca fra gli artigiani, gli dà una buona mano per aumentare la sua capacità di manovra all'interno della categoria, una buona possibilità di farsi un'ottima campagna elettorale, anche per il futuro. Diciamo che diventerà, quindi, se passa questo, e se Berti avrà la possibilità di proseguire sulla strada che ha intrapreso, un buon esempio per tutti gli altri manovratori di tutte le altre categorie.

Vorrei solo fare una domanda all'Assessore (più che altro una battuta): se per questo almeno c'è stata una contropartita, altrimenti direi che non ne vale la pena. Comunque vorrei chiedere come mai questo contributo a Berti non sia stato dato in periodo elettorale quando è stata costituita la Confidi, come per l'altra Associazione...forse qui sarebbe meglio chiederlo all'allora Assessore Di Stasi, o caso mai all'allora Assessore alle Finanze, Ramera.

Dolchi (P.C.I) - Non c'è più nessuno iscritto a parlare?

Cout (P.C.I.) - ...è solo questo, più che altro una battuta, se questa è una regalia, chiedevo solo se caso mai c'è stata una contropartita, che ne valga almeno la pena, da parte dell'Assessore o di chi...allora il contributo non è stato dato...

(interruzione dell'Assessore Ramera, fuori microfono)

Dolchi (P.C.I.) - Non c'è più nessuno iscritto a parlare? La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - La Regione, con legge regionale 16 giugno 1976, n. 23, quindi non molto antica, ha aderito al Consorzio Confidi fra l'Associazione Artigiani in Valle d'Aosta. Successivamente, e quindi nei mesi appena trascorsi, ha concesso al Consorzio una garanzia fideiussoria fino a 100 milioni e ha dato al Consorzio un contributo di 30 milioni per abbattere di due punti il tasso di interesse. Adesso, al di fuori di ogni legge, al di fuori di ogni norma di legge, concede un contributo ad un altro Consorzio di artigiani. Proseguendo di questo passo, come hanno già fatto notare i Consiglieri che sono intervenuti prima di me, si potranno creare ulteriori consorzi fra artigiani e, invece di un unico Consorzio fra industriali, albergatori, e commercianti, nasceranno due o tre consorzi, e la Regione in tutti i casi continuerà a dare contributi ai vari consorzi perché, evidentemente, se si accetta questa logica di creare dei consorzi per i fidi non penso che ci possano poi essere successivamente limitazioni!

Allora la Regione, a mio avviso, quando aderisce a un Consorzio fidi fra operatori economici, deve garantirsi sulla democraticità e sul carattere di funzionamento aperto di questo organismo. Se ci sono dei limiti, se ci sono degli aspetti che non funzionano, deve riuscire ad intervenire nel momento in cui aderisce. La Regione però evidentemente non può prima aderire ad un Consorzio e poi, nello stesso tempo, favorire la nascita di un altro Consorzio che ha le stesse finalità e che si muove in concorrenza con il Consorzio di cui la Regione fa parte integrante. Allora si tratta di una decisione che evidentemente a livello amministrativo è apparentemente assurda, cioè non ha nessuna giustificazione. La giustificazione non esiste invece a livello di sottogoverno. Se si guarda la data della deliberazione di Giunta, si vede che è del 16 dicembre, ed è esattamente due giorni dopo la discussione sul bilancio regionale. Questo non è un fatto casuale, chiaramente questa delibera di Giunta è il frutto del voto favorevole dato dal Consigliere Berti al bilancio di previsione per il 1979, non è spiegabile sotto nessun altro aspetto!

Ora, io ho sentito che alcuni dicono: "...ma questa è iniziativa del singolo Assessore...la responsabilità è dell'Assessore Chabod"...ora, questa delibera, come c'è scritto qui, è stata approvata all'unanimità di voti favorevoli con l'assenza soltanto del Consigliere Rollandin. Tutti gli altri hanno approvato questa delibera, quindi la responsabilità ricade su tutta quanta la Giunta; questa delibera, ed è una responsabilità, a mio avviso non riguarda un singolo provvedimento, ma è significativo di un metodo di governo, di un certo tipo di concepire l'Amministrazione al fine semplicemente di conservare il proprio potere, dando il contentino a colui che in un dato momento dà fastidio, oppure può essere utile.

Voterò contro questa delibera, un voto contro che è anche un voto di sfiducia rispetto al modo di governare di questa Giunta.

Dolchi (P.C.I.) - Non c'è più nessuno iscritto a parlare? La parola all'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato, Chabod.

Chabod (D.C.) - Incomincerei subito con Riccarand rispetto al voto favorevole di Berti al bilancio. Non è vero, tutti i giornali hanno scritto che Berti ha votato contro, quindi l'unico voto che mancava è il voto di Berti...non l'ho scritto io, l'hanno scritto tutti i giornali...proprio Riccarand!

Rispetto ai 100 milioni di fideiussione, Riccarand, abbiamo dato la fideiussione al Consorzio fidi che è quella stipulata con le tre banche, 50 milioni sono stati dati per il 1978, ed è tutto giusto.

Voglio dire poi a Cout...ecco, qui ci troviamo un po' in difficoltà io e Cout, perché noi due, quasi quasi, qui andiamo d'accordo. Su ciò che hai detto sul gioco di potere, di come cioè queste varie associazioni di artigiani si giocano tra di noi il potere, posso anche darti ragione, perché purtroppo è anche la verità. Se le Associazioni si mettessero d'accordo una buona volta, sarebbe una cosa fatta per sempre...

(interruzione del Consigliere Cout, fuori microfono)

...gioco di potere, hai detto... Lo diamo solo oggi il contributo, non lo abbiamo mai dato il contributo...dunque vedete che con Cout una volta tanto vado d'accordo! Pollicini e Bajocco divisi, uniti e poi divisi. Invece con Cout ci siamo uniti oggi proprio su questo, perché è un gioco di potere. Adesso scherzavo, purtroppo mi sono trovato con due Associazioni degli artigiani, l'U.I.A.V.A. e la vecchia Associazione. E cosa fa il povero Assessore che si trova tra l'incudine e il martello? Lo vorrei chiedere a voi che cosa si fa in questo senso! Io ho ricevuto un sacco di artigiani nel mio ufficio che appartenevano all'una e all'altra Associazione e anche molti artigiani che fanno parte dell'Associazione di Berti...non è che possa ammazzare gli artigiani che fanno parte dell'Associazione di Berti! Loro mi dicono di volere l'Istituto San Paolo perché, e questo l'hanno detto un po' tutti, anche l'amico Minuzzo, ha degli sportelli in varie parti della Regione e allora è molto più comodo, perché voi sapete che gli artigiani non possono venire tutti i giorni ad Aosta per fare operazioni agli sportelli. Purtroppo l'Istituto San Paolo ha gli sportelli un po' dappertutto...no, non purtroppo, chiedo scusa, ha gli sportelli un po' dappertutto e allora gli artigiani si rivolgono a questo Istituto. Sono venuti a pregarmi per questo, e qui però c'è una questione da sanare, ed è che queste due Associazioni facciano una Federazione, così ad un certo momento si metteranno d'accordo e noi daremo non alle Associazioni, ma agli artigiani, perché non dobbiamo dimenticare che non possiamo fare gli interessi degli uni o degli altri, qui sono in gioco gli interessi degli artigiani! Gli artigiani non possono soffrire, non possono subire le conseguenze dei litigi e dei disaccordi tra le due associazioni. Io sono d'accordo che Berti si è servito dell'Associazione per diventare Consigliere regionale, ma cosa volete, non è che si possa proibire ad un'altra persona di fare un'associazione. Lui è stato intelligente perché è riuscito, noi non abbiamo regalato niente, perché io penso che specialmente noi, della Democrazia Cristiana, abbiamo fatto la battaglia per noi, abbiamo fatto tutto quello che abbiamo potuto, e purtroppo non è che abbiamo raggiunto i risultati che volevamo perché avremmo potuto fare di più, dunque non è che abbiamo aiutato gli altri. Penso che nessuno abbia aiutato gli altri, perché, specialmente in questo Consiglio, nessuno aiuta nessuno. Ad ogni modo ho finito, non era una polemica, era solo per ribadire ciò che un po' tutti avevano detto.

Pollicini che dice? ...ho già risposto, le perplessità di Pollicini possono anche essere anche un po' le mie perplessità, ma d'altronde qui dobbiamo sanare questa situazione, e per sanarla noi abbiamo chiesto alle associazioni o di unirsi o di fare una Federazione. Quello che abbiamo dato, quello che la Giunta ha deliberato, per Berti è una sanatoria del 1978 e 1979, cioè una cosa fatta una volta per sempre, e poi noi abbiamo chiesto alle associazioni di mettersi d'accordo, altrimenti non potranno più esserci aiuti e chi ci rimette sono gli artigiani. Abbiamo chiesto...cos'hai detto Bajocco?...

(interruzione del Consigliere Bajocco, fuori microfono)

...l'altro giorno ho fatto una riunione con tutti i direttori di banca, amichevolmente, ho pregato anche loro di non mettere la Giunta in certe situazioni di difficoltà perché noi sappiamo benissimo che ogni banca cerca di tirare l'acqua al suo mulino, è logico questo. Ho pregato anche loro di non alimentare questa situazione, ma di mettersi d'accordo nell'interesse dei Valdostani e della Valle d'Aosta.

Abbiamo fatto questa delibera in sanatoria per liquidare una questione. Cito l'esempio dei commercianti che si sono messi d'accordo, e la questione è stata chiusa, hanno un'unica associazione ed è una cosa che penso che possa andare molto bene. Prego pertanto gli artigiani di giungere ad un'analoga soluzione; se questo non avverrà, metteranno la Giunta e lo stesso Consiglio in gravi difficoltà con il rischio che gli artigiani ci rimetteranno.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Nebbia, poi al Consigliere Pollicini.

Nebbia (P.S.I.) - Solo come dichiarazione di voto, poiché condivido buona parte delle critiche che sono state fatte a questa delibera in questa sede, e poiché da quello che ho sentito, dalle parole dell'Assessore, questa sarebbe una sanatoria senza che si abbia però alcuna contropartita di riunificazione delle due associazioni: voto contro a questa delibera.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Pollicini.

Pollicini (D.P.) - Solo per dire che quanto ha detto l'Assessore ha confermato tutti i dubbi che ho avanzato. Quando parla di "sanatoria", se capisco bene il significato del termine, vuol dire risanare una situazione che era prima ammalata, diamo un termine così, di carattere clinico. Cioè in effetti se quelle associazioni e quel Presidente hanno preso un impegno con i propri associati sull'abbattimento dei due punti dei tassi che vengono praticati dall'Istituto di cui si è fatto il nome, è un problema che riguarda quel Presidente, la sua associazione e i suoi associati, non deve essere la Giunta regionale a pagare un impegno proprio a sanatoria quando, di fatto, non ha nessuna responsabilità! Per cui confermo la perplessità di cui ho accennato prima.

Inoltre dico che non è neanche vero che il discorso delle due Associazioni discrimini una parte degli artigiani rispetto all'altra, perché tutti gli artigiani iscritti all'Albo possono accedere al Consorzio fidi, non vediamo due consorzi in concorrenza uno con l'altro, con banchi in concorrenza. Penso che se tutto questo va a spese degli associati, mi sta bene, ma che sia l'Ente pubblico, la Pubblica Amministrazione a pagare gli impegni presi da privati, questo noi non siamo disposti ad avallarlo!

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Minuzzo; siamo oramai, credo, in fase di dichiarazione di voto.

Minuzzo (P.S.D.I.) - Non finisce di stupirmi la pacatezza con cui...prego, Assessore...

Dolchi (P.C.I.) - La parola all'Assessore al Turismo, Antichità e Belle Arti, Ramera.

Ramera (D.C.) - No, dato che inavvertitamente sono stato chiamato in causa, e dato che queste Confidi sono state fatte dal sottoscritto, vorrei fare notare alcune inesattezze che sono state dette e che potrebbero essere motivo, se non chiarite, di un voto in un modo anziché in un altro, naturalmente al di là di valutare poi obiettivamente i fatti, ma semplicemente per posizioni contrapposte.

Si è detto da talune parti che questo sarebbe un "contentino", una regalia...ebbene, io vi posso dire innanzitutto che al momento in cui furono create le Confidi mi opposi in maniera chiara al frazionismo, tant'è vero che fui accusato, questa volta anziché da Le Travail, dal giornale dell'U.I.A.V.A. di essere contrario ad una parte degli artigiani della Valle d'Aosta, e questo proprio perché io desideravo mettere chiarezza in questa situazione finanziaria, in questa legge riguardante le Confidi.

Quindi partiamo innanzitutto da una situazione di fatto che anche quando si parla di sanatoria, si parla di sanare un fatto avvenuto nell'anno, non negli anni, in cui si è creata la Confidi. Come ripeto, io non sono mai stato favorevole, e quindi, quando il Consigliere Riccarand mi chiama in causa perché ho votato anch'io, mi prendo la mia parte di responsabilità morale, di disonesto per aver votato, d'accordo, ma l'ho fatto perché conoscevo abbastanza la materia e ritenevo che meritasse una sanatoria.

Quindi non è vero che si favorisca, io ad un certo momento ho votato in Giunta, dopo che ero stato sollecitato di incontrarmi proprio per mediare in questa situazione che stava diventando uno scontro tra associazioni e anche, soprattutto, uno scontro tra banche, per venire a capo di una situazione che andava non a favorire un'associazione anziché l'altra, ma andava semmai a sfavorire taluni artigiani che, in buona fede, incautamente avvicinati, non lo so, avevano iniziato la loro pratica di Confidi presso l'Istituto San Paolo e quindi ad un certo momento non rientravano in quella che era la legge della Confidi, perché la legge della Confidi per gli artigiani e i commercianti era fatta con un altro gruppo di banche. Questo merita anche un attimo di riflessione, perché naturalmente il Governo regionale non deve più ricadere, tanto è vero che l'ho detto, tutte le Confidi, tutte, quindi dall'industria all'artigianato, al commercio, agli alberghi, devono essere aperte a tutte le banche a e con una Confidi sola per ogni categoria, perché altrimenti andiamo appunto a premiare i frazionismi. Ma che cosa era accaduto a monte lo scorso anno, 1978, quando abbiamo fatto queste Confidi? Che l'Istituto San Paolo si era accaparrato la Confidi Industria, per cui ad un certo momento c'era veramente uno scontro tra le banche e quelle che erano escluse dalla Confidi Industria avevano portato avanti il discorso per questa Confidi Artigiani e Commercianti. Era logico ad un certo momento compensare le parti in causa sulla piazza affidando a questo altro gruppo di banche queste Confidi, riproponendoci però fin d'allora, e lo avevo detto sia agli uni che agli altri direttori di banca, che nel 1979, nel riproporre la legge della Confidi questa doveva essere aperta a tutte le banche per superare questo scontro, primo, di banche e, secondo, di associazione, nel caso specifico della Confidi artigiani.

Il fatto è quindi tecnico, non politico, perché immaginando che fosse un fatto politico, io avrei votato contro anche in Giunta, proprio per gli insulti che mi ero preso come Assessore alle Finanze per non aver favorito questo frazionismo a quel tempo, cioè questa primavera, un po' prima delle elezioni, quindi avrei avuto semmai l'interesse di favorirlo, mentre invece mi sono beccato quello che mi sono beccato. Però quando si parla di sanatoria, l'ho detto prima, si parla di sanare una situazione all'inizio perché tutte le Confidi hanno avuto un anno di esperienze durante il quale abbiamo valutato fattori positivi e negativi, e quelli negativi naturalmente devono scomparire, per cui l'unica possibilità che esiste per la Regione è di fare una Confidi per ogni categoria positiva che sia aperta a tutte le banche, e mi sono permesso, mi scusi il Consigliere Riccarand, di votare contro, cioè di votare a favore di questa delibera, dimostrando la mia...non so, connivenza, ecco, bravo...connivenza con questa U.I.A.V.A. da cui ho preso degli insulti, quindi vorrei sapere quale connivenza possa esservi! È stato semplicemente in considerazione, e l'ho già detto prima, di tutti quegli artigiani che nell'anno 1978, in buona fede o meno, o in qualunque modo siano stati essi avvicinati o...non dico la parola, portati all'Istituto San Paolo, forse in buona fede hanno aperto questo conto con l'Istituto San Paolo, che potevano essere danneggiati perché forse non a conoscenza della legge istitutiva della Confidi...altrimenti io avrei votato contro, dato che avevo istituito la Confidi in quel dato modo, non potevo a pochi mesi di distanza cambiare idea su un fatto del genere. Quindi, proprio in funzione di quegli artigiani (e questo l'ho detto prima della Giunta di dicembre), quando mi sono incontrato con le due associazioni, ho detto: nel 1979 la Confidi sarà unica e i meno devono andare dove ci sono i più, perché non si premiano certo i meno, non perché siamo meno perché a volte i meno possono essere anche più in certe situazioni, proprio perché l'Associazione Artigiani è una, e quindi gli altri devono confluire in quella Confidi.

Quindi una Confidi per ogni categoria...sì, per il 1979, l'ho detto, quindi questo gesto a sanatoria non è piaciuto...scusa, Pollicini, tu sai che sono abbastanza corretto in queste cose...ma no, io non pago nessuno, ma scherziamo mica...questo va a pagare gli interessi al San Paolo...ma no, se vogliamo fare polemica per fare polemica e scherzare, allora continuiamo anche qualche ora se vogliamo scherzare, e tu saprai benissimo...ma non parliamo degli assenti vuoi opportunamente o non opportunamente, non mi interessa, quindi non fa parte del mio Gruppo, né di questo Gruppo, questo andrebbe incontro anche a sanzioni diverse, è chiaro?

Lo devo ripetere per la quarta volta: questa è invece sanatoria proprio per quegli artigiani che, diciamo per bene l'avverbio, incautamente, sono andati ad aprire questo conto in un Istituto che non era regolamentato dalla legge istitutiva della Confidi. Per me questo vale, cioè di sanare questa situazione di questi artigiani, non è né regalia, né altro, perché se si devono dare delle regalie si danno attraverso contributi alle varie associazioni: calcio o atletica o la Coppa, queste sono regalie. Mentre invece queste sono per sanare l'abbattimento di interessi presso un Istituto che non era convenzionato, dopodiché se il Governo regionale non dovesse modificare le cose, sarei io il primo ad esprimere il mio parere contrario, come l'ho espresso al momento della legge istitutiva. Non ho favorito in quel momento il frazionismo e non lo favorisco nemmeno oggi, perché esigo che nel 1979, anno in cui siamo entrati oramai da 25 giorni, ritengo che il Governo regionale debba evitare e condannare qualunque frazionismo, quindi nessuno venga a dire che ognuno potrebbe farsi la propria Confidi, perché questo non verrebbe neanche preso in considerazione. Quattro sono le categorie produttive e quattro saranno le Confidi. Chi vuole adeguarsi si adegui, chi non vuole adeguarsi pagherà di propria persona.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Minuzzo.

Minuzzo (P.S.D.I.) - Riprendo, dal momento che sono stato interrotto dall'Assessore Ramera...volevo dire che continua a stupirmi la pacatezza con cui l'Assessore Chabod risponde ai vari interventi dei Consiglieri!

Mi preme qui far rilevare una cosa, che forse sono stato l'unico Consigliere che ha fatto una proposta concreta alla quale non ho avuto risposta, essendo Consigliere di maggioranza di questa cosa chiaramente dovrò interessare la Segreteria del mio Partito. Chiusa parentesi.

Io vorrei sapere, mi scusi il Presidente del Consiglio, vorrei sapere tecnicamente come pensa di risolvere il problema l'Assessore, in quanto se, come giustamente ha detto l'Assessore Ramera, ha votato a favore di questa delibera perché era una sanatoria e per non mettersi contro quegli artigiani che...e non ha detto la parola...da Berti, per il 1979...siccome l'altra convenzione scade al 31 dicembre 1979, ci sono già degli artigiani che - e non dico la parola - sono andati all'Istituto San Paolo ad aprire il conto per la nuova Confidi, dico nel 1980 avremo un'altra delibera di Giunta come sanatoria per quegli artigiani che hanno aperto il conto nel 1979.

Per i motivi per cui l'Assessore Ramera, in Giunta, ha votato a favore di questa delibera, io mi asterrò dalla votazione, solo per rispetto verso quegli artigiani che forse si sono fatti buggerare, e chiaramente non è giusto che questi paghino due punti in più degli altri artigiani il denaro per la loro Confidi. Vorrei qui interessare il Presidente del Consiglio per un fatto penso tecnico, in quanto la delibera qui dice: "di approvare la spesa di 15 milioni e di ordinare l'emissione del relativo mandato di pagamento con quietanza del Presidente dell'U.I.A.V.A.". A tutt'oggi il Presidente dell'U.I.A.V.A. è il Consigliere Berti, per cui non so se c'è una questione di incompatibilità, se può essere una questione personale per cui può essere richiesta la votazione segreta...ecco, vorrei che il Presidente del Consiglio mi spiegasse tecnicamente come verrà svolta questa votazione, in quanto il mandato viene fatto dal Presidente dell'U.I.A.V.A. che è il Consigliere Berti a tutt'oggi. Nello stesso tempo, rinnovo la proposta all'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato se non intenda sospendere per qualche giorno questa delibera di Giunta affinché possa convocare questi due Consorzi e ripresentare questa delibera in una prossima seduta del Consiglio con un documento che comprovi l'unificazione e l'accordo di questi due Consorzi.

Dolchi (P.C.I.) - Vogliamo procedere alla discussione? Siccome sono state fatte delle precise richieste...no, ma se la Giunta prende una posizione diversa per cui non si giunge ai voti, il Consigliere Cout, che ha chiesto la parola per dichiarazione di voto, non parla più.

La parola all'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato, Chabod.

Chabod (D.C.) - La Giunta non ha niente da nascondere, non ha niente da nascondere, Minuzzo! Noi possiamo, se il Consiglio è d'accordo, possiamo anche rimandare, non ha importanza, però non abbiamo niente da nascondere, decida il Consiglio.

Minuzzo (P.S.D.I.) - Non è che io abbia fatto delle accuse alla Giunta, io dico di portare al Consiglio della documentazione che comprovi che questi due Consorzi una volta per tutte si sono unificati.

Andrione (U.V.) - No, c'è una Federazione.

Minuzzo (P.S.D.I.) - Si faccia pure una Federazione, ma che ci sia però un documento che lo comprovi, sennò nel 1980 andremo a votare un'altra sanatoria, magari di 30 milioni, perché chiaramente le banche poi chiedono un maggior contributo per abbattere di due punti gli interessi.

Chabod (D.C.) - La Federazione non è che la possiamo fare noi, la dovete fare voi!

Minuzzo (P.S.D.I.) - No, ma l'Assessore è lei, quindi penso che sia lei che debba promuovere quell'iniziativa per far sì che non sussistano più queste situazioni...non posso essere io o il Consiglio a convocare le due Associazioni!

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - Ho annunciato personalmente agli uni e agli altri, fatto salvo il passato, che se non ci sarà la Federazione...quindi ampia libertà di associazione per chiunque in associazioni distinte e anche numerosissime...se non vi sarà la Federazione non vi sarà più da parte della Giunta regionale il finanziamento. Per quanti siano i poteri della Giunta regionale o del Consiglio regionale, non possiamo imporre, però possiamo evidentemente manovrare sull'arma del credito.

Per quanto riguarda la proposta di rinvio, ribadisco quanto diceva Chabod, e cioè che non abbiamo niente in contrario; pregherei il Consigliere di formalizzarla e di sottoporla alla votazione del Consiglio. Il problema tecnico è quello già illustrato diverse volte, e cioè del fatto che noi vogliamo trattare come Amministrazione regionale con una categoria, che nell'ambito di queste categorie vi è libertà di associazione. Quello che chiediamo è che vi sia un organismo comune che rispecchi questa libertà di associazione come minimo e che questo organismo comune sia l'unico che possa trattare con l'Amministrazione regionale; non mi sembra che sia una cosa impossibile, ne ho parlato agli uni e agli altri. Non mi sento interessato direttamente della questione, ma ho messo questa condizione: se questa Federazione non sarà formata...a me risultava che era già fatta, ma può darsi che siano informazioni errate...se non vi sarà questa Federazione non vi sarà dall'altro lato il finanziamento regionale.

Dolchi (P.C.I.) - Io, sinceramente, vorrei sapere esattamente se qualcuno formalizza le richieste. Siccome la Giunta chiede alla Presidenza del Consiglio che siano ratificate le deliberazioni adottate dalla Giunta in via d'urgenza, la Giunta può chiedere anche che alcune o una deliberazione, nel momento in cui viene posta in ratifica, sia rinviata e, con riserva, di ripresentarla per la ratifica...prima domanda.

Seconda domanda: non mi sembra che il Presidente pro tempore di un'associazione porti necessariamente, trattandosi di persona, alla votazione segreta, ovviamente è richiesta la sua assenza dal dibattito, trattandosi di interesse, trattandosi in questo caso - come si è visto chiaramente - di Consigliere interessato al dibattito. La votazione segreta è richiedibile da qualsiasi Consigliere purché siano cinque a richiederla e ha priorità su qualsiasi altro tipo di votazione; la richiesta di rinvio, oltre al ritiro da parte della Giunta della delibera sottoposta alla ratifica del Consiglio, può anche essere fatta da un Consigliere trattandosi di un oggetto come un altro iscritto all'ordine del giorno ed allora in questo caso, a mio avviso, si pronuncia il Consiglio, mentre se è la Giunta che la ritira non ha da pronunciarsi il Consiglio perché le ratifiche sono richieste dal Presidente della Giunta, il quale può anche richiedere che una deliberazione sia non ratificata in una determinata seduta e riportata in un'altra seduta ancora; questi credo i chiarimenti che mi erano stati richiesti.

Adesso avrei bisogno della formalizzazione di una proposta: o della proposta di rinvio, e se la proposta di rinvio viene da un Consigliere, o della richiesta di non procedere alla ratifica se mi viene da un membro della Giunta o, se nessuno formalizza queste proposte, si prosegue con la discussione, con le dichiarazioni di voto e la conclusione con il voto.

La parola al Consigliere Minuzzo.

Minuzzo (P.S.D.I.) - No, io ho fatto una proposta alla Giunta in quanto deve essere la Giunta che deve assumersi certe responsabilità, anche perché se la proposta viene approvata dal Consiglio su una proposta fatta dal Consigliere, ritengo che poi la responsabilità verso gli artigiani venga fatta ricadere sul Consigliere che l'ha proposta, mentre se questa proposta viene fatta dall'Assessore competente penso che anche il Consigliere abbia maggiore garanzia affinché l'Assessore competente si adoperi per sanare questa situazione. Questa è una mia posizione, poi l'Assessore può pensarla come vuole.

Quindi io non formalizzo la mia richiesta e, se la Giunta ritiene di andare ai voti, ribadisco la mia astensione per i motivi che ho accennato prima.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - Per forza di cose, avendo la Giunta richiesto la votazione non ritira la delibera, mi sembra che sarebbe contradditorio con il comportamento della Giunta.

Dolchi (P.C.I.) - Allora si procede con le dichiarazioni di voto. La parola al Consigliere Cout.

Cout (P.C.I.) - Abbiamo visto già qui, in Consiglio, che con questa delibera si è provocata una netta divisione, non solo tra i Consiglieri, ma tra gli artigiani che sono presenti in Consiglio; quindi penso che questo porterà senz'altro ad una divisione, ad una lotta anche tra gli artigiani, anche a livello politico, comunque avremo tra gli artigiani una divisione su queste cose e che partirà non appena verrà votato questo contributo a Berti.

Qui, secondo noi, bisognava fare una cosa diversa: bisognava partire prima con l'iniziativa dell'Assessore già di allora per dare agli artigiani invece che la possibilità di costituire diverse Confidi, la possibilità di darsi una forma più incisiva, di intervenire nei confronti delle banche e prima, infatti, facevo la proposta, caso mai, di vedere il contenuto di queste Confidi, la fideiussione o la quota pro-capite formando magari una cooperativa di garanzia quale quella che è stata ad esempio votata dalla Regione Piemonte su iniziativa della Giunta.

Questa era, e lo ripeto, l'iniziativa che doveva prendere la Giunta, iniziativa che doveva o in questo momento deve prendere l'Assessore e non si può lasciare agli artigiani questa decisione quando vediamo benissimo che al loro interno non c'era, almeno fino a questo momento, questa volontà, e...che cosa fa la Giunta? Se c'è un frazionista si premia questo frazionista...praticamente in questo momento si sta facendo questo. Penso quindi che non si possa parlare di moralizzazione, che non si possa parlare di sanatoria, caso mai questo è un aggravamento e per certi aspetti una cosa abbastanza vergognosa.

Io, a questo punto, per quanto riguarda la Federazione tra gli artigiani, insisterei per vedere se è possibile andare oltre questa forma di Federazione e lo dicevo già prima: su 3.500 artigiani la metà sono iscritti tra una e l'altra Associazione, mentre per l'altra metà non sono iscritti; io direi che la Giunta dovrebbe prendersi l'impegno di formare invece una Confidi, una Cooperativa e non una Federazione, tra tutti gli artigiani, che possano aderire in modo anche diverso e insistevo con quote pro-capite per formare un fondo della cooperativa di modo che col contributo regionale o dell'Istituto, degli istituti privati, si possa contare di più nei confronti delle banche. E qui ci deve essere l'iniziativa dell'Assessore, non possiamo demandare agli artigiani.

Termino appunto dicendo che, come Gruppo, noi certamente voteremo contro questo e, anzi, per tutta una serie di aspetti, per la delicatezza del problema, per il fatto che ricordava prima Minuzzo, il fatto che alla data della delibera di Giunta il Presidente dell'Associazione U.I.A.V.A. e Presidente della Confidi è un Consigliere, essendo appunto un fatto personale e abbastanza delicato, chiederei come Gruppo la votazione segreta e, eventualmente, se qualcun altro si associa.

Dolchi (P.C.I.) - La Presidenza ha bisogno dei nomi di cinque Consiglieri. Il Capo Gruppo o il Consigliere deve dirmi i nomi dei cinque Consiglieri che chiedono la votazione segreta.

Tonino (P.C.I.) - Dolchi, Carral, Bajocco, Mafrica, Tonino e Cout.

Dolchi (P.C.I.) - Altri per dichiarazione di voto? La parola al Consigliere Clusaz.

Clusaz (U.V.) - Beh, è chiaro che noi voteremo a favore, se non altro per solidarietà di corpo. Quello che non ho capito è il comportamento del Consigliere Minuzzo, mi scusi, è in senso buono, lei chiede in un primo tempo alla Giunta di ritirare la deliberazione...

Minuzzo (P.S.D.I.) - ...non di ritirarla...

Clusaz (U.V.) - ...di sospenderla, d'accordo, però non fa nessuna richiesta, in quanto vuole accattivarsi una parte degli artigiani, se ho capito bene...

Minuzzo (P.S.D.I.) - No, non è per accattivarmi, semmai per non farmi prendere in castagna, scusa!

Clusaz (U.V.) - D'accordo, perfettamente, allora è meglio che se la prenda la Giunta. Non vota contro per il medesimo motivo e si astiene. Ma mi sai dire che differenza passa tra il votare contro e astenersi? Almeno in quel caso se vuoi essere neutro dovresti uscire dall'aula, non cambia niente se ti astieni, se voti contro è sempre un voto contrario!

Dolchi (P.C.I.) - No, no, siamo alle dichiarazioni di voto, solo per dichiarazione di voto, non do più la parola a nessuno, se non per dichiarazione di voto.

Minuzzo (P.S.D.I.) - ...per fatto personale.

Dolchi (P.C.I.) - ...no, no, no, non era un fatto personale.

Minuzzo (P.S.D.I.) - ...come no?

Dolchi (P.C.I.) - Era un'interpretazione personale.

Minuzzo (P.S.D.I.) - Mi ha invitato ad uscire dall'aula per non assumermi delle responsabilità!

Dolchi (P.C.I.) - Alla prossima occasione, Consigliere Minuzzo. Nessuno più chiede la parola per dichiarazione di voto? La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Sì.

Dolchi (P.C.I.) - Deve dichiarare perché vota in un modo piuttosto che in un altro, motivandolo.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - C'è, nella discussione che si è svolta in quest'aula, una malafede che a mio avviso è chiarissima, nel senso che si è cercato di nascondere dietro parole come "sanatoria", come "ai problemi dei poveri artigiani che sono stati fregati da Berti", una realtà che invece è ben diversa e che è evidente a tutti quanti, che è stato semplicemente di premiare da parte della Giunta un appoggio che sistematicamente il Consigliere Berti dà a questa maggioranza, in particolare che si tratta di dare un premio al voto favorevole dato sul bilancio il 15 di dicembre, questa è la sostanza, tutto il resto sono evidentemente delle parole su cui Minuzzo può destreggiarsi con il suo opportunismo ma la sostanza rimane questa.

Dolchi (P.C.I.) - Nessun altro? Allora il Consiglio è chiamato alla votazione segreta ai sensi dell'articolo 67. Chi è d'accordo per la ratifica pallina bianca, chi è contrario pallina nera.

Si dà inizio alla votazione segreta.

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

Allora proclamo l'esito della votazione concernente l'oggetto n. 6444:

Presenti: 31

Votanti: 30

Maggioranza: 16

Favorevoli: 15

Contrari: 15

Astenuti: 1 (Minuzzo)

Il Consiglio non approva.

Dolchi (P.C.I.) - La parola all'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato, Chabod.

Chabod (D.C.) - Vuol dire che la riporteremo la prossima volta.

Oggetto n. 1088 in data 17 marzo 1978:

Dolchi (P.C.I.) - C'è qualcuno che chiede la parola? La parola al Consigliere Péaquin.

Péaquin (P.C.I.) - Volevo chiedere una spiegazione: abbiamo prima ratificato una delibera di Giunta sul medesimo argomento, una delibera del mese di dicembre di quest'anno, questa è una delibera invece di parecchio tempo prima, è una delibera del mese di marzo 1978; ecco, vorrei chiedere quali sono le spiegazioni, se è stata dimenticata...insomma, vorrei chiedere soprattutto, visto che si delibera in via d'urgenza il pagamento di 15 milioni al Comune di Châtillon, se qualcosa è già stato dato oppure non è stato dato ancora niente.

Dolchi (P.C.I.) - Ci sono altri per chiarimenti? Allora la risposta spetta all'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale, Rollandin.

Rollandin (U.V.) - Il primo a stupirmi sono stato io quando ho visto di dover ratificare questo in cui non c'entravo nulla...comunque, per quanto riguarda la prassi, a parte che è stata una dimenticanza, ci si è accorti di questo quando naturalmente è stata presentata l'altra delibera, cioè la delibera che è stata votata prima, con cui ci si impegnava a versare quel contributo come da convenzione dell'agosto 1972, in base alla quale c'era praticamente il nolo di questa casa dalle Suore, con naturalmente l'impegno di pagare le spese a presentazione di notule. Ora, questo è avvenuto già allora, cioè i 15 milioni che dovevano essere liquidati erano sulla stessa base con cui viene fatta adesso e in base alla stessa convenzione che prendeva in considerazione l'esame dei risultati della Commissione che a suo tempo aveva studiato la necessità di questo centro sociale a Châtillon.

Quindi il fatto che ci siano, purtroppo, come è stato giustamente sollevato, e volevo già dirlo prima, due delibere sullo stesso argomento, di cui una datata a quell'epoca, è stata una dimenticanza, la giustificazione è solo quella, purtroppo non ne ho colpa. Quando è stata presentata si è fatto notare che c'era ancora l'altra da ratificare, per cui è stata portata per legalizzare questa situazione; naturalmente i contributi sono versati...ecco, bisogna dirlo, una parte è stata versata in acconto, almeno a me risulta così...io non c'entro niente, ma risulta così.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Péaquin.

Péaquin (P.C.I.) - Ringrazio l'Assessore per la risposta che ha dato. Mi pare soltanto di dover sottolineare il momento pericoloso di questa azione perché la delibera dice "in via d'urgenza" e il contributo giustamente è stato dato al Comune di Châtillon, pertanto ne ha potuto usufruire, però la delibera dice "salvo ratifica del Consiglio". Io mi chiedo se il Consiglio...ci sono le elezioni di giugno di mezzo...se nel Consiglio la maggioranza fosse cambiata chi ne avrebbe risposto se il Consiglio non avesse ratificato? Sono situazioni che bisognerebbe cercare di evitare per quanto possibile...

Dolchi (P.C.I.) - La parola all'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale, Rollandin.

Rollandin (U.V.) - Vorrei solo aggiungere su questo che, anche cambiando il Consiglio, non è che ci fosse da modificare qualcosa; c'è una convenzione che ha una determinata durata per cui, in base a questa convenzione, in base agli impegni della convenzione, diventa quasi automatico, è nella prassi che venga passato come Giunta e poi portato in Consiglio, però rientra in base a questo accordo, quindi io non so...per dire "no" si dovrebbe riprendere in mano tutte la convenzione, non è che sulla presentazione di queste notule ci sia molto da dire, ecco, è per la convenzione che avviene in questo modo, per cui è una prassi; quindi non è che ci siano irregolarità, non è che con questo avrebbe potuto sconvolgere o stravolgere quella che è la situazione di fatto...ecco, solo quello vorrei chiarire.

Dolchi (P.C.I.) - Nessun altro? Allora metto in approvazione, per alzata di mano, la ratifica della delibera 1088. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 6203 in data 8 dicembre 1978:

Dolchi (P.C.I.) - Nessuno chiede la parola? Allora metto in approvazione la ratifica della deliberazione di Giunta 6203.

Esito della votazione:

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 25

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 6369 in data 18 dicembre 1978:

Dolchi (P.C.I.) - Nessuno chiede la parola? Allora metto in approvazione la ratifica.

Esito della votazione:

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 26

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 6370 in data 18 dicembre 1978:

Dolchi (P.C.I.) - C'è qualcuno che chiede la parola? Nessuno chiede la parola? Allora il Consiglio approva all'unanimità con lo stesso risultato (Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 26).

Il Consiglio delibera di ratificare le deliberazioni sopraindicate ad eccezione della deliberazione n. 6444 in data 18 settembre 1978.

Si passa alla trattazione del punto n. 11 dell'ordine del giorno.