Oggetto del Consiglio n. 23 del 25 gennaio 1979 - Verbale
OGGETTO N. 23/79 - Disciplina della materia riguardante la formazione, l'uso e la gestione delle piste di sci per discesa e fondo. (Interrogazione del Consigliere Nebbia)
Interrogazione
Il sottoscritto Consigliere regionale
Considerata la necessità di garantire l'uso delle piste di sci delle nostre località turistiche per poter migliorare l'offerta dei servizi turistici della nostra Regione;
Valutato inoltre che spesso possono venire lesi legittimi interessi dei proprietari delle aree attraversate dalle piste;
Visto che già in altre regioni sono state emanate apposite norme per regolamentare la materia;
Interroga
l'Assessore competente onde conoscere se è intenzione della Giunta presentare nel più breve tempo possibile un progetto di legge che regolamenti, nel pubblico e generale interesse, la complessa materia della formazione, uso e gestione delle piste di sci, per discesa e fondo.
Aosta 8 gennaio 1979
F.to: Giuseppe Nebbia
Dolchi (P.C.I.) - La parola all'Assessore al Turismo, Antichità e Belle Arti, Ramera.
Ramera (D.C.) - Io ringrazio innanzi tutto il Consigliere Nebbia di aver posto, anche se con una sola interrogazione, all'attenzione del Consiglio un argomento non solo di attualità, ma di grande importanza per la nostra Regione e che concerne appunto la disciplina dell'uso delle piste di sci per migliorare l'offerta della nostra Regione di servizi turistici e la necessità - egli dice - di regolamentare la materia visto che altre Regioni lo hanno già fatto.
Io dirò che a questo momento esiste semplicemente la legge regionale n. 36 del 16 maggio 1977, che si limita a regolamentare l'erogazione di contributi per la costruzione e la sistemazione di piste sciistiche.
Per affrontare la materia come desidera il Consigliere Nebbia, e che forse sarebbe più che logico (ritengo che sia impegno della Giunta di farlo in tempi diciamo piuttosto ristretti), occorre però tenere conto di tre ordini di problemi: il primo è la regolamentazione tecnica delle piste, il secondo la realizzazione, la classificazione e l'omologazione di piste agonistiche, e il terzo è la disciplina e l'inquadramento giuridico delle piste di sci.
Per il primo punto, cioè la regolamentazione, occorre individuare la classificazione per gradi di difficoltà e di segnaletica per tutte le stazioni di queste piste. Va detto a tale riguardo che l'argomento è già oggetto di discussione a livello sia nazionale che internazionale per adottare tipologie e indirizzi comuni per quanto riguarda la segnaletica che dovrebbe essere uguale per tutte le stazioni europee di sci. Quindi in questo momento non sarebbe opportuno adottare frettolosamente soluzioni unilaterali che potrebbero contrastare poi con gli indirizzi nazionali o internazionali e, nello stesso tempo, bisogna tenere conto che, se noi facessimo così frettolosamente una leggina al riguardo, dovremmo anche poi presupporre la concessione per gli esercenti di queste piste di notevoli contributi regionali.
La realizzazione, classificazione e omologazione delle piste agonistiche, indispensabili per l'effettuazione di gare nazionali e internazionali, è importantissima sotto il profilo della promozione e pubblicità turistica; è proprio in considerazione di questa importanza che, alla luce degli elevati costi connessi alla realizzazione di dette piste, può porsi l'esigenza di interventi finanziari regionali più massicci di quanto non avvenga per le piste ordinarie, anche se in parte risolvibili mediante la legge che è attualmente in vigore.
Sulla disciplina, che ritengo sia la parte che lo stesso Consigliere Nebbia ha giustamente sottolineato, e cioè quella in cui si dice: "valutato inoltre che spesso possono venire lesi legittimi interessi dei proprietari delle aree attraversate dalle piste", si tratta in particolare di stabilire, alla luce del carattere di pubblica utilità connesso alla natura infrastrutturale di dette piste, quali siano i limiti di godimento del diritto di proprietà dei terreni sui quali insistono le stesse piste. Ciò presuppone la definizione di una disciplina che assicuri comunque l'utilizzo a fini sciistici delle piste o mediante l'istituzione di servitù coattive di passaggio o, in alternativa, consentendo il ricorso ad esproprio per pubblica utilità. Sarà altresì necessario che detta disciplina preveda la possibilità di far consentire, anche coattivamente, con eventuale ricorso alla procedura dell'esproprio i lavori necessari alla sistemazione delle piste. Si ritiene opportuno far notare che la disciplina di cui al presente punto costituisce non solo l'aspetto più impegnativo, ma anche il presupposto logico di qualsiasi ulteriore intervento legislativo settoriale, anche per quanto concerne i precedenti punti 1 e 2 che abbiamo trattato prima.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Nebbia.
Nebbia (P.S.I.) - Ringrazio l'Assessore per le informazioni date, però non ho inteso se è intenzione della Giunta portare avanti questo discorso. I problemi illustrati sono questi e ce ne sono alcuni altri che avevo forse molto sinteticamente elencato nell'interrogazione quando parlavo di uso e modalità di gestione delle piste. Non ho sentito se la Giunta intende affrontare il problema, oppure se, una volta che sono state elencate queste cose...forse allora mi è sfuggito...e vorrei più o meno conoscere i tempi previsti in linea di larga massima.
Ramera (D.C.) - ...in tempi piuttosto stretti.
Nebbia (P.S.I.) - Va bene, grazie.
