Oggetto del Consiglio n. 97 del 16 marzo 1977 - Verbale

OGGETTO N. 97/77 - RELAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE CONSILIARE SPECIALE PER L'ACCERTAMENTO DELLA REALE SITUAZIONE FINANZIARIA DELLA SOCIETÀ ALPILA.

Il Vice Presidente CHABOD invita il presidente della Commissione speciale per l'accertamento della reale situazione finanziaria della Società ALPILA ad informare il Consiglio sui lavori della Commissione stessa, in riferimento alla sottoriportata relazione trasmessa in copia, con allegati, ai Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 24 e 25 febbraio 1977:

COMMISSIONE CONSILIARE PERMANENTE PER L'ACCERTAMENTO DELLA REALE SITUAZIONE FINANZIARIA DELLA SOCIETÀ ALPILA.

Prot. n.24/C Aosta, 2 febbraio 1977

Ill.mo Sig. PRESIDENTE

del Consiglio regionale

SEDE

OGGETTO: Richiesta di iscrizione di oggetto all'ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale.

Mi pregio comunicare che con la riunione in data odierna la Commissione consiliare speciale per l'accertamento della reale situazione finanziaria della Società ALPILA ha ultimato i propri lavori nell'ambito del mandato affidato dal Consiglio regionale con provvedimento n. 100 in data 29 marzo 1976.

La Commissione, insediatasi il 16 giugno 1976 ha svolto nel corso di numerose riunioni un interessante lavoro che viene sintetizzato nell'allegata relazione.

Al fine di assolvere completamente il mandato La prego di voler cortesemente iscrivere all'ordine del giorno dell'adunanza del Consiglio regionale per la seconda quindicina di febbraio c.a. il seguente oggetto sul quale riferirò personalmente: Relazione della Commissione consiliare speciale per l'accertamento della reale situazione finanziaria della Società ALPILA.

Ritengo opportuno che copia dell'allegata relazione venga trasmessa, unitamente all'ordine del giorno, a tutti i Consiglieri regionali. Con distinti saluti.

IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE SPECIALE

F.to: Léonard Tamone

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REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA

Presidenza del Consiglio

COMMISSIONE CONSILIARE SPECIALE PER L'ACCERTAMENTO DELLA REALE SITUAZIONE FINANZIARIA DELLA SOCIETÀ A.L.P.I.L.A.

Relazione della Commissione

Il Consiglio regionale, con provvedimento n. 100, in data 29 marzo 1976, approvava, all'unanimità, la seguente mozione:

"MOZIONE

Visto le rilevanti perdite di esercizio registrate dai bilanci consuntivi della S.p.A. ALPILA di cui la Regione è azionista;

Considerato il dovere degli Amministratori regionali di controllare la destinazione del denaro pubblico,

Il Consiglio regionale

DELIBERA

di nominare una Commissione della quale facciano parte anche i rappresentanti dell'opposizione con il compito di accertare:

1) la reale situazione finanziaria dell'ALPILA;

2) presentare una relazione al Consiglio entro tre mesi".

Successivamente con decreto del Presidente del Consiglio regionale n. 3, in data 3 giugno 1976, veniva costituita la Commissione, composta dai Consiglieri regionali:

1) CHABOD Guido in rappresentanza del Gruppo consiliare della D.C.

2) CHANU Giorgio in rappresentanza del Gruppo consiliare dei D.P.

3) TAMONE Leonardo in rappresentanza dei Gruppi consiliari dei Movimenti regionalisti

4) PARISI Giovambattista in rappresentanza del Gruppo consiliare del M.S.I.

5) MANGANONI Claudio in rappresentanza del Gruppo consiliare del P.C.I.

6) PEDRINI Ennio in rappresentanza del Gruppo consiliare del P.L.I.

7) MILANESIO Bruno in rappresentanza del Gruppo consiliare del P.S.I.

La Commissione si riuniva per il suo insediamento in data 16 giugno 1976 e venivano designati rispettivamente a Presidente: il Consigliere Leonardo TAMONE; a Vice Presidente: il Vice Presidente del Consiglio Guido CHABOD e a Segretario il Consigliere MANGANONI.

La Commissione teneva quindi una serie di riunioni:

- 30 giugno 1976: Esame generale del problema;

- 5 agosto 1976: Incontro della Commissione con il Presidente, Amministratore Delegato della Società ALPILA. Sopralluogo ai cantieri ALPILA;

- 27 agosto 1976: Orientamenti e indirizzi in ordine alle richieste da formulare per iscritto alla Società ALPILA;

- 16 settembre 1976: Esame della documentazione prodotta dalla Società ALPILA;

- 24 settembre 1976: Completamento dell'esame della documentazione prodotta dalla Società ALPILA;

- 15 ottobre 1976: Esame parziale di documenti richiesti dalla Commissione presso gli uffici della Società ALPILA;

- 5 novembre 1976: Ulteriore esame della situazione generale alla luce degli ultimi documenti;

- 17 novembre 1976: Esame, a seguito di autorizzazione del Consiglio di amministrazione Società ALPILA, dei documenti richiesti dalla Commissione presso gli Uffici della Società ALPILA.

Nelle riunioni della Commissione in data 5 e 27 agosto, 16 e 24 settembre e 15 ottobre il Consigliere Claudio MANGANONI, ammalato, è stato sostituito, su designazione del proprio Gruppo, dal Consigliere Franco CHINCHERE'.

La Commissione iniziava il suo lavoro richiedendo per iscritto una serie di documenti e in particolare:

1) i verbali dell'Assemblea e del Consiglio di amministrazione della Società ALPILA dal novembre 1975 a tutt'oggi;

2) il bilancio consuntivo della Società ALPILA relativo agli anni 1973-1974;

3) copia del capitolato d'appalto con la Ditta LICIS e le riserve della stessa;

4) copia dei verbali relativi alla transazione avvenuta tra la Ditta LICIS e la Società ALPILA;

5) copia dei contratti stipulati tra la Società ALPILA e le Ditte costruttrici;

6) copia delle lettere di dimissioni dei rappresentanti della Regione Valle d'Aosta in seno alla Società ALPILA.

Successivamente in data 30 agosto 1976 venivano richiesti i seguenti documenti:

1) copia delle relazioni accompagnatrici dei bilanci consuntivi per gli esercizi 1973 e 1974;

2) copia del bilancio consuntivo per l'esercizio 1975 e della relativa relazione;

3) copia del verbale della riunione dell'Assemblea del 29 luglio u.s.

Inoltre la Commissione richiedeva di aver ogni altra informazione per conoscere:

a) l'attuale e reale situazione finanziaria della Società;

b) i motivi finanziari e tecnici che hanno portato al ridimensionamento del capitale sociale e alla riduzione dei componenti il Consiglio di Amministrazione;

c) la data in cui le banche e la Società FIAT effettueranno la sottoscrizione di nuovo capitale sociale nonché l'ammontare delle rispettive quote.

La Società ALPILA trasmetteva, in tempi diversi, alla Commissione quanto richiesto, ad eccezione del punto 6) della prima richiesta poiché la Società riteneva opportuno richiedere preventivamente il consenso degli interessati, e della documentazione relativa alla ditta LICIS.

Al fine di superare le ragioni di riservatezza avanzate dalla Società ALPILA e nell'intento di ottenere una più ampia e dettagliata informazione, la Commissione accoglieva la proposta del Presidente della Società, successivamente approvata dal Consiglio di Amministrazione, di prendere visione presso la sede degli uffici della Società stessa della documentazione che non poteva essere consegnata alla Commissione, ossia:

1) il capitolato d'appalto della Società ALPILA con la ditta LICIS e le riserve della stessa;

2) gli atti relativi alla transazione avvenuta tra la ditta LICIS e la Società ALPILA;

3) il regime che regola attualmente le anticipazioni bancarie e gli eventuali tassi d'interesse;

4) la situazione degli ultimi cinque mesi afferente il giro finanziario della Società ALPILA;

5) le risultanze delle perizie relative alla rivalutazione dei terreni.

Per quanto riguarda il punto 5) la Società, con nota in data 20 ottobre 1976, confermava le ragioni ostative alla divulgazione della perizia estimativa del complesso patrimoniale della Società ALPILA, adducendo che il rendere di dominio pubblico tali valori avrebbe arrecato grave nocumento agli interessi della Società.

Su istanza dei Commissari il Presidente della Commissione provvedeva con lettera in data 2 luglio 1976 a richiedere al Presidente della Giunta quanto segue:

1) se la preconvenzione Regione-ALPILA-Comune di Gressan, approvata dal Consiglio regionale con provvedimento n. 113 in data 30.3.1976, era stata firmata dalle parti;

2) se, a seguito delle dimissioni, i due rappresentanti della Regione in seno all'ALPILA erano stati sostituiti.

In data 14.7.1976 il Presidente della Giunta rispondeva comunicando che la preconvenzione Regione-ALPILA-Comune di Gressan non era ancora stata firmata dalle parti e che i due rappresentanti dell'Amministrazione regionale in seno al Consiglio di Amministrazione della Società ALPILA non erano ancora stati designati. Nella riunione del 5 agosto 1976 il Presidente della Commissione informava i Commissari della risposta del Presidente della Giunta.

Va precisato che in data 28 aprile 1976, la Giunta regionale nominava quale rappresentante della Regione in seno al Consiglio di Amministrazione della Società ALPILA il Dr. Luciano Moussanet, con riserva di designare i restanti due membri di competenza regionale Con la successiva riduzione dei componenti il Consiglio di Amministrazione dell'ALPILA, il predetto rimane l'unico rappresentante della Regione in detta Società.

Considerato il ritardo con cui la Società ALPILA ottemperava alla consegna dei documenti causa le necessarie autorizzazioni del Consiglio di Amministrazione, il Presidente della Commissione informava, con nota in data 30 agosto 1976, il Presidente del Consiglio che i lavori della Commissione, indipendentemente dalla volontà dei Commissari, non avrebbero potuto essere ultimati entro i tre mesi stabiliti dal provvedimento consiliare per la presentazione della relazione al Consiglio.

La Commissione, visti i bilanci consuntivi nonché le relazioni del Collegio sindacale dell'ultimo triennio, e alla luce dei documenti forniti e di quelli esibiti dalla Società ALPILA, non rileva, per quanto risulta essere a sua conoscenza sul piano finanziario, che vi siano state da parte della stessa azioni fraudolente, manovre speculative, violazioni statutarie o trasgressioni di legge.

Posta tale premessa deve peraltro essere sottolineato come tutta l'operazione della Società ALPILA, di cui il 60% delle azioni è in mano pubblica, sia nata male e sia stata gestita contro la logica economica.

Va considerato che i primi studi per l'elaborazione del progetto di massima (concepiti come stazione unitaria) furono eseguiti a Chambéry dall'urbanista francese Chappis; indi gli studi proseguirono sotto la direzione dell'Ing. inglese Marshall e non furono più rivisti dall'Arch. Chappis.

Per procedere poi con maggiore speditezza al completamento dell'opera iniziata, e per "meglio affinare rapporti e prestazioni" dice una relazione del Consiglio di Amministrazione della Società, l'ALPILA stipulava una convenzione con la FIAT, Engeneering per l'esecuzione della progettazione esecutiva e della direzione dei lavori per il complesso edilizio di Pila.

Si sostiene inoltre da parte di esperti finanziari che l'operazione era già nata perdente, poiché non potevasi in quelle condizioni e sulla base dell'impostazione che era stata data realizzare il profitto del 4% ipotizzato dai promotori privati.

La Commissione rileva peraltro che da parte degli Enti pubblici non si è sempre operato con la sufficiente capacità decisionale che compete loro sia sotto il profilo statutario, sia sotto l'aspetto del controllo dell'andamento gestionale della Società.

Un principio di fisica elementare enuncia che ogni azione provoca una reazione eguale e contraria.

Per la Società ALPILA la reazione può localizzarsi in una prima parte in quattro punti, quasi concomitanti:

1) vertenza LICIS;

2) errori nei tempi di vendita degli alloggi; rescissioni di contratti;

3) elevato costo del denaro;

4) persistente svalutazione monetaria.

La Commissione si è particolarmente soffermata sulla questione LICIS che può essere così riassunta:

1) ALBERGO G5

In data 29.8.1972, con contratto (004 n. ordine interno), registrato ad Aosta il 5.9.1972 al n. 6798, Volume 220, l'ALPILA S.p.A. stipulava con la Ditta Rodec S.p.A. di Via Lamarmora, 77, Torino, un contratto per la costruzione delle opere murarie relative alla sola parte interrata di un complesso albergo-villaggio per un importo di L. 200 milioni.

Tempo di consegna previsto entro il 31.12.1972.

Con ordine n. 0019 in data 17.10.1973 l'ALPILA S.p.A. proponeva il completamento dei lavori relativi all'albergo-villaggio alla RODEC S.p.A. per un importo di L. 750.000.000.

Tempi di consegna previsti:

- struttura entro il 30.5.1974;

- camere del personale entro il 30.6.1974;

- opere di completamento entro il 30.11.1974.

In data 23.10.1973, l'ALPILA riconosceva alla Ditta RODEC S.p.A. una revisione prezzi di L. 223 milioni. Pertanto l'importo globale dei lavori sommava a L. 1.183.000.000 e concedeva le seguenti dilazioni nella tempistica di esecuzione:

- entro novembre 1973: tutti i solai sino a quota 51;

- entro aprile 1974: tutte le camere su strada, solaio a quota 54;

- entro maggio 1974: primo solaio camere del personale.

2) FABBRICATO G7

In data 24.10.1972, con contratto registrato ad Aosta al n. 7856, Volume 221, modello 2, l'ALPILA S.p.A. stipulava con la Ditta RODEC S.p.A. un contratto per la costruzione delle opere murarie di un complesso immobiliare, distinto con la sigla G7.

Importo del contratto: L.865 milioni.

Tempi di consegna previsti:

- 31.5.1973: ultimazione centrale termica e telefonica

- 30.9.1973: ultimazione strutture

- 30.6.1974: ultimazione opere di completamento.

In data 23.10.1973 l'ALPILA riconosceva alla Ditta RODEC una revisione prezzi per un importo concordato di L. 197 milioni. Pertanto l'importo globale dei lavori sommava a L. 1.062.000.000 e concedeva le seguenti dilazioni nella tempistica di esecuzione:

entro ottobre 1973: locali SIP - palestra

entro novembre 1973: muri, pilastri, strada e massicciata

entro maggio 1974: copertura strada dal G5 alla linea P-54-55

entro giugno 1974: autorimessa mM - camere dal G6 alla linea P-71-72 - completamento copertura strada

entro 15 luglio 1974: camere dalla linea P-71-72 alla P-54-55

entro 30 luglio 1974: autorimessa L

entro settembre 1974: ristorante e piscina

In data 17.12.1973, con atto notaio Astore di Torino, la RODEC S.p.A. veniva incorporata nella LICIS S.p.A., con sede in Torino, Largo Re Umberto, 98 bis.

Nel giugno 1974, l'Impresa LICIS S.p.A. iniziava tutta una serie di contestazioni che vertevano su:

1) il riconoscimento di maggiori oneri;

2) la mancata sollecita presentazione di progetti esecutivi;

3) le varianti effettuate in sede di progetto;

4) la difficoltà degli approvvigionamenti in materiali;

5) le prestazioni contrattuali non dovute;

6) l'impianto elettrico.

A tali contestazioni ALPILA rispondeva sostenendo:

1) l'inadeguatezza degli organici e l'insufficienza tecnico-organizzativa (dimostrata anche dalle frequenti sostituzioni dei responsabili di cantiere);

2) i notevoli ritardi nell'esecuzione dei lavori;

3) i notevoli danni derivati dallo slittamento dei tempi di esecuzione, anche in rapporto alle costruzioni adiacenti;

4) la ingiustificata richiesta degli adeguamenti prezzi.

La lite così determinata è sfociata, ad ultimo nella minacciata sospensione da parte della LICIS di tutte le opere con relativa chiusura del cantiere.

Poiché il rinvio della consegna degli appartamenti del fabbricato G7, e la mancata finitura del complesso alberghiero costituiva un immobilizzo gravissimo per la Società in quanto:

1) si escludeva la possibilità di ottenimento dei mutui promessi dagli Istituti di Credito;

2) veniva rinviata la consegna degli appartamenti di G7 con un irrealizzo finanziario gravissimo per mancato incasso di quanto dovuto dagli acquirenti;

3) l'immobilizzazione dell'albergo G5 costituiva altro gravissimo irrealizzo finanziario;

4) veniva ipotizzata una richiesta danni da parte degli acquirenti;

5) il tutto avrebbe determinato anche l'inosservanza di termini convenuti con la pubblica funzione.

Per tutte le sopracitate ragioni venne ritenuto necessario addivenire ad una transazione che fu stipulata in data 29 novembre 1974 e che comportava per la Società ALPILA il pagamento di L. 733.877.856 per fatture già emesse; e L. 256.122.144 per fatture da emettere per un totale di L. 990.000.000, IVA esclusa, per lavori eseguiti sui lotti G5 e G7 sino alla data della transazione stessa, mentre per la Società LICIS l'impegno consisteva nella riconsegna dell'area di cantiere alla Società ALPILA.

La Commissione, al riguardo, non può peraltro, sottacere il fatto che l'ingente esborso abbia provocato un certo squilibrio finanziario.

Un altro punto sul quale la Commissione si è pure soffermata è la questione relativa all'IPI.

La Società ALPILA affidava, come è noto, all'IPI (Istituto Piemontese Immobiliare) la vendita dei fabbricati costruiti, e in tal senso stipulava il 14 settembre 1972 un contratto che prevede una provvigione del 4% sul prezzo di vendita, mentre le spese di pubblicità e promozionali sono a carico dell'ALPILA e rappresentano l'1% sui ricavi lordi delle vendite.

L'Istituto Piemontese Immobiliare (nato da una scissione della Gabetti) è una Società privata che opera al di fuori di qualsiasi controllo da parte di Enti pubblici e la cui attività si esplica nell'impresa capitalistica tradizionale, vale a dire nelle regole delle leggi di mercato e nella logica del profitto.

La Commissione, nel considerare i vari aspetti del problema finanziario sulla base dei documenti esaminati, ha rilevato come la situazione esistente oggi, sia anche il risultato di una somma di errori e di cause all'inizio non prevedibili, comunque sopravvenute e sfavorevoli.

Tali errori possono configurarsi in una sopravalutazione dei vantaggi di tutta l'operazione (attesi soprattutto da parte degli azionisti privati), sia in valore unitario dell'operazione stessa che con riferimento alle possibilità singole di realizzo; in una sottovalutazione dei costi generali, nella non prevista impennata dei costi tecnici e finanziari, che dagli otto miliardi previsti nel 1972 sono passati oggi a 17 miliardi, e pari che non siano ancora sufficienti, oppure da una causa più sottile consistente in una erronea considerazione nel valutare gli elementi di incertezza, sempre peraltro esistenti in questo tipo di operazione (quali ad esempio la vendita di alloggi avvenuta in tempi sbagliati che comportò poi rescissioni di contratti).

A questi fattori negativi se ne debbono aggiungere altri che sono stati influenzati da circostanze all'inizio non prevedibili, comunque sopravvenute e sfavorevoli, pregiudicando seriamente l'andamento dei lavori del cantiere di Pila (si rammenta la questione LICIS) causando conseguentemente notevoli ritardi nelle vendite e nelle consegne di alloggi.

Tra queste ultime considerazioni, oltre all'elevato costo del denaro, si può citare, almeno così sostiene la Società, l'accollo di oneri impropri riguardanti il "coursive" e la galleria che collegano i due estremi dell'insediamento di La Gorraz per uno sviluppo di circa un chilometro ciascuno di un costo complessivo di un miliardo e mezzo nonché l'eccezionalità degli oneri infrastrutturali, quali la realizzazione delle reti elettriche e telefoniche primarie e relativi impianti serventi, attuate senza alcun concorso pubblico.

Per quanto riguarda i costi finanziari la punta massima è stata raggiunta nei mesi di giugno-settembre 1976 che ha registrato il 23,50% più 114 per i tassi debitori con la Cassa di Risparmio di Torino, assestandosi poi mediamente nel mese di ottobre u.s. sul 20%+ 1/8.

Per tutti questi fattori che influenzavano in negativo la Società, si imponeva quindi una operazione di tipo azionario che portasse alla riduzione del capitale sociale, soprattutto in considerazione del fatto che la perdita complessiva ascendeva al 31 marzo 1976 a L. 2.669.978.505, cioè superiore al terzo del capitale sociale. Occorreva che la Società ALPILA procedesse agli adempimenti di cui all'articolo 2446 del Codice Civile (Riduzione del capitale per perdite) proponendo la riduzione del capitale sociale da Lire 2.500.000.000 a L. 400.000.000 mediante riduzione del valore nominale delle 500.000 azioni da nominali Lire 5.000 a L. 800 utilizzando L. 2.100.000.000 a copertura delle perdite e di ricostruire contemporaneamente il capitale sociale aumentandolo da L. 400.000.000 a L. 3.000.000.000 mediante emissione alla pari di n. 3.250.000 azioni da L. 800 caduna, godimento 31 marzo 1975, riservate in opzione agli azionisti in ragione di 13 nuove azioni da Lire 800 per ogni due vecchie azioni del valore di Lire 800.

L'Assemblea Generale degli azionisti della Società ALPILA e il Collegio Sindacale approvavano tale proposta il 29 luglio 1976.

Per quanto concerne il nuovo capitale sociale l'Assemblea stabiliva che "potrà essere inoltre aumentato per deliberazione dell'Assemblea Generale anche mediante emissione di azioni di preferenza o privilegiate o aventi comunque diritti diversi da quelli delle precedenti azioni. La Società potrà altresì emettere obbligazioni secondo le norme ed entro i limiti previsti dalle leggi vigenti. Inoltre l'Assemblea potrà deliberare la riduzione del capitale anche per via di assegnazione ai singoli soci o gruppi di soci di determinate attività sociali o di azioni o quote di altre aziende nelle quali la Società avesse una compartecipazione".

Le quote di capitale rimaste inoptate saranno sottoscritte in parti uguali dalle tre banche socie (Banca Popolare di Novara, Cassa di Risparmio e Istituto S.Paolo) e dalla Fiat.

Dopo la riduzione del capitale sociale a Lire 400 milioni, la ripartizione delle azioni della Società ALPILA S.p,A. risulta essere la seguente:

REGIONE VALLE D'AOSTA azioni

107.712a L.800

86.169.600

% 2,8723

FIAT S.p.A.

88.443

70.754.400

2,3585

TORO assicurazioni

47.454

37.963.200

1,2654

VALTUR S.p.A.

47.454

37.963.200

1,2654

BANCA POPOLARE DI NOVARA

47.454

37.963.200

1,2654

CASSA DI RISPARMIO DI TORINO

47.454

37.963.200

1,2654

ISTITUTO SAN PAOLO DI TORINO

47.454

37.963.200

1,2654

CONDOTTE D'ACQUA S.p.A.

17.956

14.364.800

0,4788

Mr. FRAISSINET

14.200

11.360.000

0,3788

STIFA S.p.A.

13.600

10.880.000

0,3627

SIMER

10.000

8.000.000

0,2667

SUEZ

8.000

6.400.000

0,2133

Mr. MARSOT

2.800

2.240.000

0,0747

Mr. STEVENIN

19

15.200

0,0005

Per quanto concerne poi la sottoscrizione di capitale azionario della nostra Regione nella Società ALPILA essa risulta, in base all'impegno assunto, come segue:

Legge 18 agosto 1966 n. 9

L.

40.000.000

Legge 9 febbraio 1968 n. 2

L.

160.000.000

Legge 3 agosto 1971 n. 10

L. 100.000.000

TOTALE

L.

300.000.000

Deliberazione del Consiglio n.115, in data 31 marzo 1976 (in relazione alla deliberazione di Giunta n. 6060 in data 28.12.1973)

L. 238.560.000

TOTALE

L.

538.560.000

pari a 107.712 azioni - 21,54% del capitale azionario

Con la riduzione da L. 5.000 a L. 800 del valore di ogni singola azione, deliberata dall'Assemblea della Società ALPILA il 29 luglio 1976, il capitale azionario sottoscritto dalla Regione è ora di L. 86.169.600 pari al 2,87%.

Per quanto attiene al problema delle infrastrutture i fondi impegnati dall'Assessorato ai Lavori Pubblici, a' sensi della Convenzione ALPILA, ammontano:

Per fognature

La rete fognante è stata interamente costruita compreso l'impianto di depurazione.

Le somme stanziate dall'Amministrazione regionale per la realizzazione dell'opera ammontano a L. 130.423.440 così suddivise:

L. 42.000.000 per fognature

L. 88.423.440 per impianto di depurazione

L. 130.423.440 totale

Per acquedotti

Sono stati erogati al Comune di Gressan contributi regionali per L. 197.808.485.

Per strade

E' stata eseguita la pavimentazione in conglomerati bituminosi di un tratto di strada corrente sotto i fabbricati ALPILA. La spesa sostenuta dalla Regione è di L. 26.500.000

Totale: Lire 354.731.925

Inoltre, a questa cifra si deva aggiungere la somma di L. 45.200.000, versata quale acconto sull'importo complessivo di L.58.604.000 (IVA compresa) corrispondente al costo del progetto esecutivo per l'ampliamento della strada regionale Charvensod-Pila (per il tratto dal Km. 0 alla località Eaux-Froides), deliberato dalla Giunta regionale con provvedimento n. 5860 in data 29 novembre 1972, in esecuzione del punto 1) della convenzione Regione-ALPILA-Comune di Gressan del 1972.

Totale generale: L. 399.931.925

Emerge dunque che una siffatta pesante situazione finanziaria non è soltanto il risultato di difficoltà di carattere transitorio; essa appare viceversa risalire da cause più profonde (che stanno forse all'origine dell'operazione stessa e ad una iniziale cattiva amministrazione) che sono tali da prolungarsi ancora per ulteriori fasi.

Pertanto non sembra attualmente delinearsi una evoluzione positiva atta a sanare detta situazione se non interverranno nuovi apporti finanziari e criteri gestionali improntati ad un rigido realismo economico, che la situazione impone, nonché un più incisivo controllo da parte della mano pubblica.

La Società si trova in cattive acque ed ha bisogno di nuovi capitali per far fronte al completamento delle opere già iniziate, che non rispecchiano peraltro il programma originario che è stato abbandonato (sembra sia stata tra l'altro abbandonata l'idea della creazione di una stazione integrata).

Conseguentemente si è ridotto il piano relativo agli investimenti e ad ulteriori costruzioni: sebbene la Società ALPILA risulti essere proprietaria di un'area fabbricabile di 40.000 metri cubi, destinata alla costruzione di un albergo, su di essa pare che la Società non intenda più costruire, visti gli eccessivi costi finanziari e tecnici.

Non ci si può tuttavia esimere dal considerare che in passato si è operato da parte dell'azionista privato con una non incisiva volontà, con una non sufficiente capacità decisionale. Le banche trovavano assai comodo vivere, senza infamia e senza lode, trafficando su tassi iugulatori, salvo intervenire all'ultimo momento al salvataggio della Società.

Questo è forse dovuto al fatto che l'azionista privato, in particolare il capitale estero, si era accorto troppo tardi che l'operazione era nata perdente?

Dall'altra parte, l'Azionista pubblico manifestava in passato una certa inerzia e la contraddittorietà delle sue azioni non contribuiva di certo a dissipare quell'aureola di pessimismo che l'opinione pubblica nutriva nei confronti dell'ALPILA.

Per uscire dall'attuale "impasse" e per poter completare 1e opere iniziate, la Società ha bisogno, come già detto, di nuovi apporti finanziari, poiché la copertura tardiva della perdita di esercizio, sommate a Lire 2.669.978.505, e la ricostruzione del capitale sociale a tre miliardi da parte delle banche socie e della Fiat non risolve ancora la situazione se si considera che il presunto passivo della Società ALPILA, il reale passivo è noto a pochissimi e la Commissione non ne è venuta a conoscenza, si aggirerebbe sulla stima dì valutazioni non ufficiali sui 4-5 miliardi di lire.

D'altra parte il Presidente-Amministratore Delegato della Società ALPILA, nel corso di una riunione con la Commissione, ha dichiarato, in modo esplicito, che, per risolvere radicalmente e definitivamente l'attuale particolare situazione dell'ALPILA occorrerebbe portare il capitale sociale della Società stessa a Lire 10 miliardi.

Bisogna però considerare, a fronte di questi dati, la stima peritale asseverata del valore patrimoniale della Società, valutato (non come valore di bilancio) a 4 miliardi di lire, nonché la rivalutazione dei terreni (legge Visentini) per un importo di 570 milioni e portati all'attivo del bilancio approvato il 31 marzo 1976.

Per quanto riguarda la nuova bozza della convenzione tripartita, approvata dal Consiglio regionale in data 30 marzo 1976, essa non è operante poiché nessuna delle parti l'ha sottoscritta in quanto sono in attesa di conoscere le decisioni della Commissione Paritetica, incaricata, come è noto, di definire le nuove previsioni edificatorie, approvate con gli strumenti urbanistici in vigore, sui terreni di proprietà dell'ALPILA (Commissione prevista dalla citata nuova convenzione).

Per quanto riguarda poi la sottoscrizione del nuovo capitale sociale (tre miliardi) le banche sono tuttora in attesa dell'autorizzazione del Comitato Interministeriale per il Credito.

Per consentire alla Società di far fronte, nel frattempo, alle occorrenze finanziarie da parte delle predette banche socie e della FIAT, è già stato effettuato un anticipo di Lire 800 milioni ed altri ne seguiranno nelle more per l'ottenimento della approvazione di cui sopra, con un tasso di interesse agevolato del 5%.

La Commissione, sulla base delle indicazioni raccolte e dei documenti esaminati, accertata la pesante situazione finanziaria e il costante crescendo delle perdite di esercizio della Società stessa; considerato che nulla si può prevedere, senza un intervento finanziario che possa sanare la attuale situazione in cui versa la Società ALPILA; constatato che le discussioni hanno posto in evidenza, in modo inequivoco, considerazioni e indicazioni di fondo che si possono sintetizzare in una sostanziale convergenza di opinioni, ritiene opportuno che l'Amministrazione regionale non debba sottoscrivere ulteriori quote di capitale azionario nella Società ALPILA, ma debba invece ricercare senza dispersione di risorse, una soluzione a questa situazione, che sia da una parte adeguata ai problemi del caso e, dall'altra, che incontri i più larghi consensi, fattore decisivo questa per la sua attuazione.

Inoltre, sia pure con diversità di accenti ma in una valutazione sostanzialmente unanime, è emersa la necessità di esaminare più a fondo, con l'ausilio di esperti tecnico finanziari di alto livello, le eventuali possibili soluzioni, considerando che la Regione Autonoma della Valle d'Aosta, non dimentichiamolo, è stata la promotrice prima dell'operazione concernente lo sviluppo turistico della Conca di Pila e che approvava all'unanimità, il 7 aprile 1972, la prima convenzione tripartita, attualmente in vigore, alla quale le parti sono inadempienti.

La Commissione, considerato infine che si tratta di una scelta politica, della quale la stessa non è investita, è del parere che la scelta stessa vada conclusa soltanto da chi ne dovrà rispondere sul piano politico. In altre parole sia il Consiglio regionale a decidere se l'ALPILA S.p.A. debba proseguire nei suoi piani o essere posta dal Tribunale in liquidazione.

Il Presidente ringrazia infine tutti i colleghi Commissari, senza eccezione, per il valido contributo apportato ai lavori della Commissione, la quale con la presente relazione ha esaurito il suo mandato.

IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE

F.to: Léonard Tamone

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Elenco dei principali documenti acquisiti agli atti della Commissione.

Convenzione A LPILA-Regione-Comune di Gressan.

Statuto Società ALPILA.

Bilancio consuntivo e relazione anno 1974 ALPILA.

Relazione Collegio Sindacale e bilanci ALPILA 1973-1974-1975-1976.

Convenzione ALPILA e costruzione Impianti S.p,A, Fiat-Engineering.

7.4.1972

Deliberazione Consiglio regionale n. 87. Approvazione bozza Convenzione da stipulare tra Regione-ALPILA e Comune di Gressan.

29.3.1976

Deliberazione Consiglio n. 100 "Nomina Commissione"..

30.3.1976

Deliberazione Consiglio regionale n. 113

6.4.1976

Mozione Consiglio regionale C. Manganoni.

3.6.1976

Decreto nomina Commissione.

2.7.1976

Lettera prot. n. 100/C a ALPILA. Richiesta documenti

2.7.1976

Lettera prot. n.100/C a Presidente Giunta regionale

14.7.1976

Lettera prot. n. 2787/Gab. Presidente Giunta a Presidente Commissione.

15.7.1976

Lettera prot. n. MS/GB 385 ALPILA a Presidente Commissione.

29.7.1976

Bilancio ALPILA al 31.3.1976.

29.7.1976

Verbale Assemblea Società ALPILA.

30.7.1976

Lettera Capo Gruppo P.C.I. a Commissione.

30.8.1976

Lettera prot. n. 116/C Presidente Commissione a Presidente Consiglio.

2.9.1976

Lettera prot. n. MS/GB 511 ALPILA a Presidente Commissione (Trasmissione documenti, vertenza LICIS).

16.9.1976

Lettera prot. n. 123/C a ALPILA.

20.9.1976

Lettera ALPILA a Presidente Commissione (Trasmissione nuovo Statuto).

27.9.1976

Lettera prot. n. 125/C a ALPILA.

28.9.1976

Lettera prot. n. MS/EC 588 ALPILA a Presidente Commissione.

30.9.1976

Interpellanza D.P.

9.1.1976

Lettera prot. n. MS/GB 626 ALPILA a Presidente Commissione.

20.10.1976

Lettera prot. n. MS/EC 670 ALPILA a Presidente Commissione.

12.11.1976

Lettera prot. n. 769 ALPILA a Presidente Commissione.

25.11.1976

Fondi impegnati ai sensi Convenzione ALPILA a tutto 25.11.1976 dell'Assessorato Lavori Pubblici.

25.1.1977

Lettera Comune di Gressan (Oneri per urbanizzazione nel complesso Pila Ciel Bleu-Résidence)

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COMMISSIONE CONSILIARE SPECIALE PER L'ACCERTAMENTO DELLA REALE SITUAZIONE FINANZIARIA DELLA SOCIETÀ ALPILA.

Relazione integrativa del rappresentante del Gruppo Comunista

La relazione presentata dalla Commissione è approvabile nel suo complesso, considerato il suo contenuto che prospetta la preoccupante situazione finanziaria della Società.

Il Gruppo Consiliare del Partito comunista a mezzo del suo rappresentante sottoscritto, giudica però opportuno apportarvi alcune ulteriori considerazioni e precisamente:

a) pagina 6 ultimo comma

Pur non potendolo rilevare, non lo si può escludere. Effettivamente la speculazione potrebbe esistere dato che parte degli alloggi venduti dall'ALPILA a lire 350.00 al mq. sono stati rivenduti dagli acquirenti a L. 700/80.000 al mq. Non è stato possibile accertarne il numero visto che la Società ha giudicato non opportuno trasmetterci l'elenco.

b) Pagina 8, 9, 10, 11 - vertenza LICIS

Si rileva l'esosità e le ragioni speculative della LICIS che però fondava parte delle sue richieste su:

punto 2, pag. 11: mancata sollecita presentazione dei progetti esecutivi.

punto 3, pag. 11: varianti effettuate in sede di progetto.

Dette responsabilità sono da attribuirsi, in particolare, alla FIAT- Engeneering che otteneva dall'ALPILA:

"L'esecuzione della progettazione esecutiva e della direzione dei lavori per il complesso edilizio di Pila".

c) pagina 19 - Poss e Perché

La convenzione del 1972 prevede la partecipazione dell'ALPILA nella misura del 30% circa delle spese affrontate dalla Regione per la costruzione delle infrastrutture primarie.

Anche se detta partecipazione è irrisoria ed in violazione alla legge 765 del 6 agosto 1967 che, per le "lotizzazioni" prevede la spesa delle infrastrutture primarie a totale carico dei costruttori, gli insediamenti di Poss e Perché hanno ottenuto le licenze edilizie senza stipulare convenzioni di sorta per la partecipazione alle spese inerenti la costruzione delle infrastrutture.

Il 2 febbraio 1977 è pervenuto alla Commissione un elenco di spese richiesto dal Comune di Gressan sostenute e da sostenere dalla Società costruttrice di Poss ammontante a svariate centinaia di milioni.

Nulla risulta da parte del complesso di Perché.

d) Pagina 22, interessi sui prestiti bancari

Risulterebbe che attualmente le banche praticano l'interesse del 5% sui più recenti prestiti concessi all'ALPILA.

Giudichiamo tale tasso, per una Società nata con scopi speculativi, e ridotta in situazione fallimentare, assolutamente ingiustificato quando, per mutui o prestiti a privati ed a Enti pubblici gli interessi si aggirano dal 15 al 20%.

e) Pagina 23, sottoscrizione capitali e convenzione

Mentre si precisa che la Regione non deve sottoscrivere altre quote di capitale azionario, si accenna alla necessità di ricercare una soluzione a questa situazione. Affermiamo che la gestione fallimentare e l'incapacità imprenditoriale dell'ALPILA impongono alla Regione la rescissione della convenzione allo scopo di evitare altro sperpero di denaro pubblico avendo già sborsato oltre un miliardo di lire fra sottoscrizione di capitale costruzione delle infrastrutture primarie.

Comune di Gressan, convenzione Comune-ALPILA del 1970

Non ha ancora firmato la nuova convenzione approvata (a maggioranza) dal Consiglio regionale il 30 marzo 1976.

Giudichiamo inopportuno la firma da parte del Comune di Gressan, se prima non ottiene l'abrogazione o per lo meno la revisione della convenzione Gressan-ALPILA stipulata nel 1970 che accolla al Comune un ammontare di oneri insostenibili dal bilancio comunale.

"Iniziale cattiva amministrazione"

L'attuale disastrosa situazione finanziaria è la conseguenza dell'iniziale cattiva amministrazione, per cui parte degli amministratori hanno dimissionato.

Anche se la nuova amministrazione, dopo aver ridimensionato il numero eccessivo dei dipendenti, si sforza di rimediare agli errori passati, non si può sperare che riesca a risanare la disastrosa situazione ereditata con una dozzina di miliardi di debiti e circa 5 miliardi di passivo (cifre ufficiali, inferiori a quelle reali di oggi),

Gravi responsabilità gravano anche sugli amministratori nominati dalla Giunta regionale (tutti dimissionari) che non si sono avvalsi del "diritto di veto" e sempre hanno approvato tutte le proposte avanzate. (Ad eccezione del Dr. Lucat che in una seduta, quale rappresentante del Presidente della Giunta ed in cui si approvano rilevanti compensi degli Amministratori della Società, ha votato contro dette proposte che venivano approvate all'unanimità, da parte degli amministratori, quelli della Regione compresi),

Aosta, 8 febbraio 1977

F.to: Claudio Manganoni

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Il Consigliere TAMONE, quale Presidente della Commissione consiliare speciale per l'accertamento della reale situazione finanziaria della Società ALPILA riferisce al Consiglio sull'esito dei lavori della Commissione dando lettura di ampi stralci della relazione conclusiva, trasmessa in copia ai Consiglieri.

Pone in rilievo l'impegno costante di tutti i componenti della Commissione, che ha consentito di superare molte difficoltà, soprattutto riguardo ad una iniziale reticenza della Società ALPILA, mostratasi restia a rilasciare certe documentazioni che non fossero quelle ufficiali relative alla situazione finanziaria della Società per azioni.

Ricorda poi che la realizzazione, da parte dell'ALPILA, della stazione turistica di Pila, benché inizialmente abbia conseguito l'unanime approvazione del Consiglio regionale, presentava diversi limiti, dal momento che analoghe stazioni turistiche "integrate", realizzate in Francia, avevano mostrato i propri limiti. In proposito legge alcuni stralci di pubblicazioni francesi, risalenti agli anni 1970-1971, nelle quali si denunciava il fallimento delle stazioni cosiddette integrate.

Sottolinea quindi le cause che, a giudizio della Commissione, hanno provocato gli squilibri finanziari della Società ALPILA:

- l'ingente esborso di denaro a favore della S.p.A. LICIS, per la transazione relativa alla vertenza sui lavori di costruzione del complesso alberghiero denominato G5 e del fabbricato G7;

- gli errori nei tempi di vendita degli alloggi, vendita che l'ALPILA ha stranamente affidato ad un'altra Società, con conseguente perdita di denaro per rescissioni di contratto;

- l'elevato costo del denaro;

- infine la persistente svalutazione monetaria.

Conclude il suo intervento con l'augurio che il lavoro della Commissione possa contribuire a fare chiarezza sulle complesse e controverse vicende connesse con la realizzazione della stazione turistica di Pila.

Il Consigliere CHANU, nel riconoscere che i lavori della Commissione di cui in argomento sono stati caratterizzati da uno sforzo di buona volontà e di impegno, da parte di tutti i componenti, ritiene che sarebbe stato più opportuno svolgere una simile inchiesta con un certo anticipo, prima cioè del drastico abbattimento del capitale sociale da parte dell'ALPILA in modo da poter valutare attentamente la situazione ricorrendo, se del caso, al diritto di veto di cui potevano avvalersi i rappresentanti della Regione, dal momento che l'Amministrazione regionale aveva appena sottoscritto un cospicuo quantitativo di capitale azionario.

Quindi, pur convenendo sulla correttezza degli organi responsabili della Società ALPILA, fa osservare che gli stessi si sono rifiutati di fornire alcuni dati, quali, ad esempio, quelli relativi alla situazione patrimoniale della Società stessa, dati che avrebbero potuto essere di grande interesse nel quadro dell'indagine svolta.

Osserva poi che la gestione della Società ALPILA, finanziata in parte da capitale privato ed in parte da enti pubblici, ha presentato solo gli aspetti negativi derivanti da queste sue componenti, giungendo ad essere veramente antieconomica.

Ricorda in proposito quali aspetti negativi della gestione, l'affidamento dell'incarico di progettazione esecutiva e direzione lavori alla FIAT Engeneering, il fenomeno di parassitismo dell'I.P.I. (Società, probabilmente, costituita dalle componenti private dell'ALPILA) nella vendita degli alloggi, nonché gli altissimi tassi, al limite dell'usura, pagati per le anticipazioni di denaro.

Conclude esprimendo, a nome dei Democratici Popolari, un giudizio critico nei confronti della Società ALPILA, responsabile sia di una gestione finanziaria antieconomica, sia di comportamenti contrari alle disposizioni vigenti in materia di edificabilità nella zona di Pila.

Il Consigliere MANGANONI giudica favorevolmente il lavoro svolto dalla Commissione speciale per l'accertamento della reale situazione finanziaria della Società ALPILA, ma dichiara di aver ritenuto necessario, a nome del Gruppo comunista, formulare alcune precisazioni alla relazione della Commissione stessa, come risulta dalla relazione integrativa già inviata in copia ai Consiglieri.

Ribadisce che la Società ALPILA è sorta con scopi speculativi che, purtroppo, inizialmente, erano sfuggiti al Gruppo comunista il quale diede il proprio voto favorevole alla bozza di convenzione, risalente al 1972, tra ALPILA, Comune di Gressan e Regione.

Quindi enumera, illustrandole, alcune operazioni speculative, quali: la vendita iniziale degli alloggi a prezzi molto bassi; le esose rivendicazioni della ditta LICIS per i ritardi nelle progettazioni e per le variazioni apportate in corso d'opera, ed infine la mancata partecipazione alle spese per infrastrutture da parte dei privati costruttori dei complessi satelliti, con particolare riferimento a quello in località Perché.

Infine, dopo aver constatato che la Società ALPILA ha, in parte, posto rimedio a precedenti errori di gestione riducendo il numero eccessivo ed ingiustificato dei propri dipendenti, conclude richiamandosi alle considerazioni finali, svolte nella relazione della Commissione speciale, circa la necessità di una precisa presa di posizione del Consiglio regionale in merito al futuro della Società ALPILA.

Il Presidente della Giunta ANDRIONE fa osservare che la complessa vicenda dell'ALPILA va esaminata sotto un duplice aspetto:

- il problema finanziario del quale non ci si deve preoccupare soverchiamente sia perché la situazione è sì deficitaria, ma non fallimentare, sia perché la partecipazione azionaria della Regione è ormai minima;

- il problema urbanistico sul quale invece si dovrà quanto prima pronunciare il Consiglio, per stabilire, in relazione alle richieste della Società ALPILA e del Comune di Gressan, quali porzioni del territorio di Pila possano ancora essere edificate e con quali volumetrie.

Ritiene quindi opportuno che un'intera seduta, di una delle prossime adunanze consiliari, venga destinata al problema dell'ALPILA, in modo che dal dibattito possa emergere con chiarezza la volontà del Consiglio regionale.

Il Consigliere BONDAZ chiede se rispondano al vero le notizie di una richiesta di sostituzione del Presidente della Società ALPILA e del sequestro del fabbricato denominato G8.

Il Presidente della Giunta ANDRIONE comunica, in risposta, che, per quanto gli consta, sono sorti di recente dei contrasti in seno al Consiglio di Amministrazione della Società, ma non risulta che sia stata chiesta la sostituzione del Presidente.

Esclude poi che il fabbricato G8 sia stato posto sotto sequestro, anzi asserisce che tali immobili saranno posti in vendita allorché l'offerta di acquisto sarà sufficientemente rimunerativa.

Il Vice Presidente CHABOD, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola in merito, dichiara esaurito l'argomento.

Il Consiglio prende atto.

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