Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 146 del 22 ottobre 2008 - Resoconto

OGGETTO N. 146/XIII - Interpellanza: "Adozione di una direttiva per uniformare le procedure di acquisizione di beni e servizi da parte delle società partecipate dalla Regione".

Interpellanza

Premesso che le numerose società partecipate e controllate dalla Regione dispongono di ingenti risorse finanziarie e, per lo svolgimento della loro attività, necessitano sovente di avvalersi di beni e di servizi di altrettanta rilevanza economica;

Visto che non tutte le suddette società adottano le stesse metodologie per acquisire e perfezionare i propri rapporti commerciali e professionali, con particolare riguardo a questi ultimi;

Considerato che un'uniformità di procedure in tale campo sarebbe auspicabile sia per evitare disparità di trattamento, sia per raggiungere l'obiettivo di ottenere le migliori condizioni determinate dal libero mercato e dalla libera concorrenza;

ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

il Presidente della Regione e/o l'Assessore delegato per sapere:

1) se ritiene che venga adottata una direttiva nei confronti delle società partecipate e controllate dalla Regione volta ad uniformare le procedure di acquisizione di beni e servizi;

2) se ritiene che per particolari commesse aventi rilevanza economica straordinaria sia opportuno istituire appositi e supplementari controlli regionali atti a verificare il corretto svolgimento delle procedure.

F.to: Zucchi

Président - La parole au Conseiller Zucchi.

Zucchi (PdL) - Grazie, Presidente. A dire il vero avevo presentato volutamente in ordine diverso le due interpellanze, perché gli argomenti per certi versi sono legati uno con l'altro. Va bene, cambiando l'ordine degli addenti il risultato non dovrebbe cambiare, devo solo partire da ragionamenti diversi.

In II Commissione ho assistito all'audizione del dr. Cilea, Presidente di Finaosta, nel corso della quale abbiamo potuto - parlo soprattutto per i Consiglieri che, come me, sono alla prima legislatura - conoscere quali sono le importanze e le implicazioni che questa società riveste per il tessuto socioeconomico della nostra regione. Abbiamo quindi avuto il piacere di sentire... anche se le domande che sono state poste sono state tali e tante, per cui si è deciso di fare una riunione quasi apposita per dare modo al dr. Cilea di rispondere ai numerosi quesiti che i commissari hanno posto... perché abbiamo appreso, fra le poche cose che il dr. Cilea ha avuto modo di dire (per la verità ha fatto una relazione), che la società Finaosta controlla una quarantina di altre società a sua volta, quindi oltre alla Finaosta, essa stessa, che ha una funzione, ha in sottocontrollo una quarantina di società alcune delle quali sono veramente molto, ma "molto" importanti: una fra tutte è la CVA, ma a cascata molte altre, e queste società hanno tutte quante delle implicazioni molto rilevanti, sia dal punto di vista occupazionale, sia dal punto di vista delle ricadute che la nostra Regione ha.

Sono allora partito da questo presupposto, nella consapevolezza che Finaosta di fatto esercita un potere non trascurabile, per sottolineare il fatto che si può notare per certi versi - almeno questa è stata la mia impressione - una discrasia di comportamento in determinati ambiti, in cui queste società che sono controllate da Finaosta, in determinate occasioni per l'acquisizione di beni e servizi adottano delle metodologie differenti una dall'altra. Per "acquisizione di beni e servizi" ovviamente il mio interesse non è rivolto alle cose di piccolo cabotaggio; mi riferisco a degli interventi da parte di società che sono controllate come CVA, ma penso anche agli impianti di risalita, che non sono di poco conto. Possiamo pensare, ed ecco il punto che doveva essere discusso al punto n. 26 dell'ordine del giorno, all'investimento della società Monte Bianco, che non è di 100 lire, ma di 100 milioni di euro. Per le proprie dinamiche, per le proprie complessità, secondo il mio modo di vedere, si dovrebbero quindi determinare delle uniformità di trattamento quando si parla di appalti di questa natura e di questo impatto.

Lo scopo di questa interpellanza è proprio quello di conoscere... nella consapevolezza che non tutte le società adottano gli stessi metodi e pur conoscendo che le società che sono di fatto controllate e partecipate da Finaosta, godono di un regime di diritto privato (quindi giuridicamente potrebbero agire come un semplice soggetto privato e devono anche rispettare alcune norme in materia di aggiudicazione di appalti)... se non si ritiene che sarebbe buona cosa capire di mettere un ordinamento, anche se non è la Regione l'ente di cui si parla, ma è la Regione che di fatto controlla la Finaosta, la quale, a sua volta, controlla queste società... perché è lecito pensare che attraverso questo sistema, se si può da un lato uscire da rigidità e schematismi legati a delle pastoie burocratiche degli appalti, dall'altro lato si può anche pensare che attraverso questo giochino - e attraverso questo giochino che può comportare tante società - su determinati appalti di grande entità possono essere poste delle situazioni che non sono... non dico trasparenti, ma diciamo uniformi per tutti!

Chiedo quindi all'Assessore Lavoyer se ritiene che le società controllate e partecipate da Finaosta possano di fatto adottare delle metodologie di interventi uniformi in questa materia, per evitare che ci siano delle situazioni differenti, e se ritiene, di fronte a commesse di rilevanza economica, pur rispettando le autonomie date da un soggetto che può sulla carta legittimamente esercitare il diritto privato, compatibile ed auspicabile che la Regione ponga quanto meno delle direttive o ponga un indirizzo, affinché tutte le società adottino uno stesso metodo di comportamento.

Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances et au patrimoine, Lavoyer.

Lavoyer (FA) - Grazie, Presidente. Mi pare chiaro lo spirito e il contenuto, diciamo il carattere più politico che sta alla base di questa interpellanza, ma direi che per poter ragionare su questo tipo di problematica bisogna partire dalla normativa vigente e la normativa vigente prevede che le procedure di acquisizione di beni e servizi sono disciplinati dal decreto legislativo n. 163/2006, Codice dei contratti, che ha recepito quanto indicato nelle direttive 2004/17 e 2004/18 della CE, tutte direttive in materia di appalti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture. Le disposizioni in esse contenute si applicano, come previsto nell'articolo 1, comma 1 del decreto legislativo n. 163/2006, anche agli enti aggiudicatori fra cui sono annoverate anche le imprese pubbliche, ovvero come sottolineava prima l'interpellante, le società controllate dalla Regione, sia direttamente che indirettamente.

Il Codice dei contratti disciplina l'espletamento delle varie procedure ad evidenza pubblica da parte delle amministrazioni aggiudicatrici ed enti aggiudicatori nel rispetto dei principi sanciti a livello comunitario, fra cui quelli di parità di trattamento degli operatori: non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, pubblicità, nonché di tutela in generale della concorrenza. Questa ultima è materia di competenza legislativa esclusiva dello Stato, come previsto dall'articolo 117, comma 1, lett. e) della Costituzione, e questo lo voglio sottolineare a fronte della richiesta dell'interpellante perché, al di là del messaggio di tipo politico che può essere recepito (eventualmente in conclusione farò un ragionamento su questo), dal punto di vista strettamente legislativo e normativo la materia di per sé è già regolamentata e non può essere regolamentata in modo diverso dall'ente Regione. Infatti il Codice dei contratti ha inoltre previsto che le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano non possono emanare norme che prevedano, come si evince dal comma 3 del medesimo articolo 4 del "163/06", una disciplina diversa o difforme da quella presente nel codice in relazione a qualificazione e selezione dei concorrenti, procedure di affidamento, esclusi i profili di organizzazione amministrativa, criteri di aggiudicazione, subappalto, poteri di vigilanza sul mercato degli appalti affidati all'autorità per la vigilanza sui contratti pubblici dei lavori, servizi e forniture, attività di progettazione e piani di sicurezza, stipulazione ed esecuzione dei contratti, ivi compresi direzione dell'esecuzione e direzione dei lavori, contabilità e collaudo, ad eccezione dei profili di organizzazione e contabilità amministrativa, ed infine il contenzioso. Fatto questo ragionamento e partendo da questo caposaldo che è la normativa vigente, praticamente escludo la possibilità all'ente Regione di emanare una sua normativa diversa, anche se di tipo omogeneo, perché già c'è una normativa che dovrebbe essere, dal punto di vista pratico, applicata omogeneamente nel rispetto di queste regole.

Valutare quindi - vengo al secondo punto che ha più carattere di tipo politico - l'opportunità di istituire appositi e supplementari controlli regionali atti a verificare il corretto svolgimento delle procedure; allo stato delle cose, i controlli esercitati dalla Regione sulle società da essa partecipate vengono espletati per il tramite dei rappresentanti negli organi societari, sia di amministrazione che soprattutto di controllo, quindi sia il Collegio sindacale che i Consigli di amministrazione, organi societari che la medesima nomina o designa ai sensi della legge regionale n. 11/1997, recante disciplina delle nomine e delle designazioni di competenza regionale per quanto concerne le società partecipate direttamente. Detti soggetti sono tenuti, così come previsto dall'articolo 13, "Doveri inerenti al mandato", della sopraccitata legge regionale, ad inviare annualmente - o quando sia loro altrimenti richiesto - una relazione sull'attività svolta al Presidente del Consiglio regionale e al Presidente della Regione. Tali relazioni sono in seguito trasmesse per informazione alle commissioni consiliari competenti per materia. Anche nelle società partecipate indirettamente in gestione speciale di Finaosta vige il medesimo principio di controllo, effettuato attraverso la designazione a cura di Finaosta S.p.a. dei rappresentanti negli organi societari delle stesse.

Allora, pur capendo il problema sollevato dal collega Zucchi, che quindi sul piano politico - fatto salvo questo tipo di controllo - può essere fatta una ulteriore raccomandazione ai rappresentanti nelle varie società partecipate a vigilare, diciamo una raccomandazione ultronea, perché già dovrebbe essere il compito specifico di chi è nel Consiglio di amministrazione e nel Collegio sindacale... ma dal punto di vista politico possiamo capire che questa azione può essere fatta. Non possiamo certamente porre in essere azioni che potrebbero andare in conflitto con quanto previsto dal legislatore nazionale, contenuto nel Codice civile, che costituisce la norma di riferimento e fondamentale per il diritto societario.

Président - La parole au Conseiller Zucchi.

Zucchi (PdL) - Assessore, mi ritengo moderatamente soddisfatto della sua risposta ad una interpellanza che - come dice la parola - ha lo scopo di conoscere quelle che sono le normative. Lei ha fatto giustamente riferimento a normative che sono di fatto, se possiamo chiamarle così, "di ultima generazione", perché mentre lei parlava, faceva riferimento a normative tutte quante ultime: del 2004, del 2005 e del 2006. Lei sa altrettanto quanto me che nel passato... ben vengano queste normative, ben vengano queste discipline giuridiche che normano questo aspetto che, a mio avviso, prima era lacunoso, perché sapete che prima non c'era un atteggiamento del genere. Ripeto e rinnovo quindi la mia soddisfazione in merito a questa risposta, Assessore, con la preghiera - nella consapevolezza che non si possono emanare direttive perché una normativa di fatto c'è - che effettivamente queste normative dal momento che ci sono, vengano applicate e vengano fatte rispettare!