Oggetto del Consiglio n. 134 del 22 ottobre 2008 - Resoconto
OGGETTO N. 134/XIII - Interrogazione: "Predisposizione di un piano per lo smaltimento dei rifiuti".
Interrogazione
Premesso che:
- la raccolta, la riduzione, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti sono problematiche che riguardano anche la nostra regione;
- sul finire della scorsa legislatura, la Giunta regionale aveva manifestato espressamente l'intenzione di costruire un termovalorizzatore in Valle d'Aosta;
- l'attuale Assessore regionale all'ambiente ha rinviato a settembre la predisposizione di un Piano in materia;
ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
il Presidente della Regione e/o l'Assessore delegato per sapere:
1) se si riconoscono negli intendimenti della Giunta precedente in merito alla costruzione di un termovalorizzatore in Valle d'Aosta e, soprattutto, se li confermano;
2) se il Piano di cui in premessa è stato predisposto: in caso affermativo, quali sono i tempi e le modalità d'azione e di precauzione, nonché se i principi e i contenuti si discostano dalla politica programmatoria del recente passato (XIIa legislatura).
F.to: Tibaldi - Lattanzi - Zucchi
Président - La parole à l'Assesseur au territoire et à l'environnement, Zublena Manuela.
Zublena (UV) - Grazie, Presidente. In relazione ai quesiti dell'interrogazione, fornisco questi elementi di risposta. Voglio precisare che, in attuazione di quanto stabilito dalle disposizioni nazionali in materia di gestione dei rifiuti - ed in particolare dell'articolo 6 del DPR 10 settembre 1982, n. 915 -, la Regione ha predisposto a suo tempo il suo primo Piano di gestione dei rifiuti, che è stato approvato nel 1989 e si compone da due volumi: il primo dedicato alla gestione dei rifiuti urbani; il secondo disciplina la gestione dei rifiuti speciali. Per aggiornare il piano del 1989 alle nuove disposizioni, in particolare al decreto legislativo n. 22/1997, e per adeguare anche la riorganizzazione dei servizi ai nuovi obiettivi fissati dalle direttive comunitarie, il Consiglio regionale ha provveduto nel 2003 ad approvare l'attuale Piano regionale di gestione dei rifiuti. Il Piano regionale vigente è composto da tre sezioni: sezione A, riguardante la gestione dei rifiuti urbani; sezione B, concernente i rifiuti speciali; sezione C, riportante il Piano regionale di bonifica delle aree contaminate e si compone poi di due allegati: l'allegato 1 riportante il Piano di gestione dei rifiuti prodotti dall'Azienda USL e l'allegato 2 riportante il Primo piano amianto.
Ad integrazione e perfezionamento del piano vigente, la Regione ha provveduto, al fine di dare piena attuazione alle disposizioni comunitarie in materia di riduzione dei rifiuti, riduzione dei rifiuti da imballaggio e di dismissione ed eliminazione di apparecchi contenenti PCB (Policloridfenili) e PCTT (Policlortrifenili), ad approvare ulteriori quattro programmi specifici, con atti ratificati dal Consiglio regionale nel 2003 e nel 2005, riguardanti la decontaminazione e/o smaltimento degli apparecchi non inventariati o non soggetti ad inventario contenenti questa tipologia di sostanze.
Con la legge regionale n. 31/2007, che ho citato prima in relazione all'istituzione dell'Osservatorio regionale sui rifiuti, la Regione si è data una disciplina organica dando continuità alle azioni e agli obiettivi avviati nel corso degli anni nell'ambito della gestione dei rifiuti, così come definiti dai piani e dai programmi approvati dalla Giunta e dal Consiglio regionale prima richiamati.
La legge n. 31/2007, all'articolo 5 in particolare, prevede un Piano regionale di gestione dei rifiuti, per il quale è previsto un aggiornamento con cadenza quinquennale. Si ricorda che il piano fra le varie finalità persegue anche l'obiettivo della riduzione della quantità di rifiuti prodotti, dell'effettivo recupero di materia ed energia e sostiene l'innovazione tecnologica. Nell'ambito quindi del processo di aggiornamento previsto dalla normativa regionale e soprattutto per tenere conto dell'evoluzione normativa che dal 2003 ha visto l'emanazione di importanti normative nazionali di recepimento di direttive comunitarie, la Regione ha avviato già nella precedente legislatura azioni propedeutiche alla revisione del piano regionale. In particolare modo sono stati oggetto di forte attenzione quegli obiettivi che hanno imposto un ridimensionamento dell'utilizzo della discarica come sistema dedicato allo smaltimento finale dei rifiuti. Questi nuovi obiettivi hanno spinto la Regione ad avviare uno studio comparativo dei diversi sistemi di trattamento dei rifiuti per l'individuazione di quello più idoneo da attuare in forma sostitutiva a quello attuale (che si basa sullo smaltimento in discarica del rifiuto indifferenziato). Ho già illustrato in due precedenti sedute del Consiglio... in particolare quella del 23, 24 luglio, e rimando alla risposta all'interpellanza dei Consiglieri Bertin e Morelli, in particolar per quanto riguarda il quesito n. 1, risposta che peraltro confermo. Voglio poi richiamare la risposta data in occasione dell'adunanza del Consiglio del 24, 25 settembre 2008, all'interrogazione dei colleghi Donzel, Rigo e Fontana Carmela per ribadire che sono state avviate con la collaborazione tecnica dell'Università di Padova e del Politecnico di Torino, a partire da metà settembre 2008, nuove indagini di caratterizzazione sul corpo di discarica al fine di completare il quadro conoscitivo. Le decisioni che la Regione assumerà dopo l'esame e l'approvazione di tale studio comparativo costituiranno il presupposto per l'aggiornamento del Piano di cui parliamo...
(interruzione del Consigliere Segretario Tibaldi, fuori microfono)
... era piuttosto articolata, quindi rimando... si sta operando nella direzione di quanto previsto dalla deliberazione del 20 marzo 2008 che approvava lo studio comparativo, quindi si sta dando attuazione a quegli approfondimenti che lì erano previsti attraverso l'approvazione di alcuni documenti di tipo tecnico. Le strutture dell'Assessorato hanno nel frattempo avviato le attività finalizzate all'aggiornamento di tutti i dati e delle informazioni inerenti alla gestione dei rifiuti, sia urbani, sia speciali, che costituiscono la "base dati" per l'aggiornamento del piano. Le fasi preliminari necessarie all'adeguamento del piano regionale quindi sono di fatto già avviate, invece l'adozione e l'approvazione del piano sono legate in termini di contenuti e di tempi a quelli di approvazione dei risultati e delle conclusioni a cui è arrivato lo studio comparativo sui sistemi di trattamento dei rifiuti da parte del Consiglio regionale, questo potrà avvenire una volta completate le indagini di approfondimento in corso. Richiamo e ricordo che lo studio comparativo sui sistemi di trattamento dei rifiuti è stato approvato dalla Giunta il 20 marzo 2008 con deliberazione n. 807...
Tibaldi (fuori microfono) - ... la seconda domanda?
Zublena (UV) - ... tutta la risposta è sul piano... ossia il piano sarà conseguente alle attività che ho illustrato.
Président - La parole au Conseiller Secrétaire Tibaldi.
Tibaldi (PdL) - Assessore Zublena, la ringraziamo per lo spunto didattico che ci ha dato, perché i primi 5 minuti della risposta li ha utilizzati per citare l'evoluzione normativa dal 1982 ad arrivare ad oggi, passando per la legge del 2007 che abbiamo vissuto anche in prima persona, quindi la ringraziamo per averci rinfrescato la memoria, ma sono passaggi che abbiamo assimilato, anche perché per fare un'interrogazione bisogna avere comunque un minimo di conoscenza del problema e poi fare un'istruttoria preventiva. Le vorremmo ricordare, non lo prenda come uno spunto polemico, che in questo momento lei sta svolgendo un ruolo amministrativo, politico, quindi, se ci sono domande di questo tipo, auspicheremmo delle risposte di tipo politico. L'excursus che ci ha fatto è un contorno di quella che poteva essere una risposta che è mancata - di questo ci rammarichiamo - a due quesiti che erano puntuali: il primo è se si riconosce negli intendimenti della Giunta precedente, la "Giunta Caveri", con l'allora Assessore Cerise, che in maniera molto chiara, quando approvarono quella deliberazione da lei citata del marzo 2008, dissero: "la Valle d'Aosta imbocca la strada del termovalorizzatore"; vi è tutta una serie di citazioni virgolettate sia dell'Assessore Cerise, sia del Presidente Caveri, che avevano individuato una scelta. Il Consiglio regionale poi ha temporeggiato, ma non è che abbia accantonato la questione, è ovvio che il nuovo Consiglio e soprattutto la nuova Giunta devono farci capire chiaramente se questa scelta viene confermata o no. Lei ha detto: "rinviamo a luglio", ma non può rinviare alla risposta di luglio, anche perché nel frattempo ha riempito i giornali con dichiarazioni dicendo: "a settembre vi porterò il piano"! La dichiarazione di luglio allora è assolutamente superata dall'estate e anche da quello che lei ha detto e anche qui ci sono delle affermazioni fatte da lei ai giornalisti, quindi divulgate a mezzo stampa: "entro settembre piano Zublena su termovalorizzatore". Il mese di settembre è trascorso, il termovalorizzatore è ancora una questione di studio, vorremmo ricordarle che è vero che ha voluto approfondirlo in maniera specifica e in prima persona con la sua funzione svolta all'ARPA, ma ad un certo punto la fase di studio termina e auspichiamo che vi sia il coraggio delle scelte e delle decisioni: termovalorizzatore sì, termovalorizzatore no, perché è inutile arricchire fior di studiosi o di esperti come è stato fatto anche in passato e, se lei fa un attimo una rassegna delle spese effettuate per incaricare esperti in materia, vede che le cifre sono cospicue e lei probabilmente lo sa. Dopo tutti questi studi e questi ausili che gli amministratori valdostani riescono ad acquisire con i soldi dei contribuenti è opportuno che abbiano il coraggio delle decisioni! La sua risposta non ci soddisfa affatto, perché testimonia che siete un po' lì nel vago, state "brancolando nel buio", non sapete se percorrere una strada, oppure se rimanere... perché sappiamo che la discarica fra qualche anno andrà ad esaurimento, non è più una soluzione di smaltimento dei rifiuti, ma è il tassello finale, è l'ultima tappa di un percorso che viene chiamato "ciclo integrato di smaltimento e trattamento rifiuti" e lei lo sa meglio di me. Mettere i rifiuti in discarica sotto terra o sotto il tappeto andava bene nel Medioevo, oggi ci sono dei sistemi che sono assolutamente innovativi ed è auspicabile che una Regione, che vuole essere innovativa come la nostra, abbia il coraggio non solo di approfondire con studi, ricerche, incarichi e consulenze, ma anche di intraprendere... se vuole intraprenderle, altrimenti ci dica chiaramente non le intraprendiamo perché... il perché io non lo so, lei si è incontrata con Lega Ambiente e con associazioni di diverso tipo, va bene, leggiamo sui giornali... ma ad un certo punto deve sciogliere le riserve con la sua Giunta. Che ne volete fare dei rifiuti in Valle d'Aosta?
Il "decreto Ronchi" del 1997 impone ad ogni Regione di avere la capacità di smaltire i propri rifiuti, la Campania è un esempio negativo, grazie al "Governo Berlusconi" una soluzione è intervenuta, non penso che la Valle d'Aosta arriverà a questi livelli, ma essa può guardare utilmente a Regioni all'avanguardia come l'Alto Adige, che crea adesso un secondo termovalorizzatore. È vero che il bacino di utenza è differente, è altrettanto vero che l'Assessore Cerise all'epoca e il Presidente Caveri fecero riferimento anche ad impianti di dimensione ridotta. Non è che voglia difendere le loro scelte, ma non ci siamo mai "nascosti dietro un dito" che il problema va risolto e va risolto con delle decisioni politiche; ad oggi non c'è ancora una decisione, eppure vi siete già insediati da 4 mesi...
