Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 127 del 22 ottobre 2008 - Resoconto

OGGETTO N. 127/XIII - Interrogazione: "Convenzionamento con strutture ospedaliere situate nelle vicinanze della regione per interventi riabilitativi".

Interrogazione

Premesso che:

- numerosi pazienti valdostani, affetti da gravi patologie che necessitano di complessi interventi riabilitativi per il loro recupero e la rieducazione funzionale, sono stati ricoverati negli ultimi anni presso il Polo riabilitativo del Levante ligure dell'Ospedale S. Bartolomeo di Sarzana (La Spezia), gestito dalla Fondazione Don Gnocchi;

- le famiglie dei ricoverati incontrano gravi difficoltà nell'assistere i loro prossimi, sia per la distanza geografica dell'ospedale che per l'assenza in loco di una foresteria in grado di offrire loro accoglienza per periodi prolungati e senza costi eccessivi;

- avendo appreso, peraltro, dell'impossibilità di convenzionamento con questo stesso Ospedale per assicurarsi una riserva di posti letto, che vengono al momento accordati ai degenti valdostani solo in caso di disponibilità da accertarsi di volta in volta;

Appreso altresì dell'esistenza di strutture più vicine, già funzionanti o in corso di realizzazione, che potrebbero accogliere i lungodegenti, tra cui eventualmente anche quella in corso di edificazione nel Comune di Saint-Pierre;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interroga

l'Assessore alla Sanità per sapere:

1) se siano state individuate altre strutture più vicine rispetto a quella di Sarzana per l'accoglienza e le terapie dei lungodegenti affetti da gravi patologie, ed in particolare di quelli colpiti da gravi cerebrolesioni acquisite;

2) se ritiene possibile che siano attivati a breve convenzionamenti con altre strutture di più agevole e meno dispendiosa fruizione da parte dei pazienti valdostani e delle famiglie che li assistono;

3) se considera praticabile, e in che tempi, il convenzionamento con la costruenda clinica a finalità riabilitativa in corso di edificazione a Saint-Pierre.

F.to: Louvin

Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Lanièce Albert.

Lanièce A. - Grazie, Presidente. Per rispondere ai punti n. 1 e n. 2 dell'interrogazione del collega Louvin, mi preme sottolineare che, considerando la struttura di Sarzana, Ospedale San Bartolomeo, gestito dalla Fondazione Don Gnocchi, fra le più qualificate nel nord-ovest in materia di trattamento riabilitativo di terzo livello, ossia per disabilità maggiormente invalidanti, pazienti molto instabili post-traumi, si è consci delle difficoltà organizzative e dei disagi di cui i parenti dei pazienti ricoverati devono farsi carico in considerazione della distanza geografica della struttura. A tal fine già nel mese di luglio di quest'anno ho seguito personalmente tale problema in seguito alle lamentele delle famiglie e ho stimolato il Direttore della struttura di recupero e rieducazione funzionale, Direttore del Dipartimento di anestesiologia, a condurre una ricerca sulle strutture riabilitative presenti nel vicino Piemonte, individuando nella struttura di Alessandria, Ospedali civili Santi Antonio e Biagio, la soluzione più idonea a rispondere alle esigenze della nostra Regione. Si sottolinea però l'impossibilità ad addivenire a convenzioni formalizzate per espresso divieto della Regione Piemonte, dal momento che quest'ultima non dispone di posti letto sufficienti per trattamenti riabilitativi di terzo livello per i propri assistiti e in alcuni casi si deve ricorrere a strutture extraregionali. Ricordo che c'erano stati anche dei contatti con il CTO ed era stata esclusa la possibilità di riservare dei posti letto ai valdostani. La Regione Piemonte non è dunque nelle condizioni di poter concedere un convenzionamento fra l'Azienda USL Piemonte e l'Azienda USL Valle d'Aosta.

Per quanto riguarda il punto n. 3, ossia la costruenda struttura di Saint-Pierre, si segnala che è in fase di studio per il medio termine, l'ipotesi di rendere la Valle d'Aosta autosufficiente rispetto a tale problematica, anche esaminando la possibilità di creare dei posti dedicati presso la costruenda struttura privata di Saint-Pierre. A tale proposito si ritiene opportuno precisare che l'ISAV, Istituto sanitario valdostano S.p.a., ha presentato in data 19 febbraio 2007 tramite Franco Colombo, legale rappresentante della società citata, istanza di autorizzazione alla realizzazione di attività sanitaria adibita ad attività di riabilitazione funzionale residenziale ospedaliera. L'iter autorizzativo si è concluso con la deliberazione della Giunta regionale n. 1623 in data 15 giugno 2007 e il progetto esecutivo è stato presentato il 13 agosto 2007, il parere igienico-sanitario inerente al progetto è stato favorevole, come sapete, la struttura è già in costruzione. Volevo sottolineare che organizzare un servizio di riabilitazione di terzo livello è una cosa molto delicata, perché si tratta di pazienti altamente instabili, quindi bisogna garantire una vicinanza importante di strutture come la rianimazione e la neurochirurgia, quindi è una problematica molto delicata. Attualmente tre pazienti sono già stati inviati alla struttura di Alessandria, due sono in attesa, sempre fermo restando che la struttura di Sarzana sia a disposizione qualora vi sia necessità di posti.

Se mi permette il Presidente darei due notizie riguardo alla domanda del collega Zucchi per quanto concerne l'incidente di ieri, purtroppo i morti sono due, i feriti ventisei, quattro (i quattro meno gravi) sono stati trasferiti già ieri all'Ospedale di Ivrea; attualmente ventidue feriti sono tutti ricoverati e stabilizzati presso il nostro Ospedale. In questo senso devo sottolineare la grande efficacia del nostro sistema di emergenza e devo complimentarmi con tutti gli operatori che sono stati coinvolti.

Si dà atto che dalle ore 10,30 preside il Vicepresidente Lanièce André.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (VdAV-R) - Devo confessare di essere stato molto toccato da alcune situazioni che mi sono stare rappresentate di estremo disagio familiare in tali vicende, che riguardano il recupero e la rieducazione di persone che sono state colpite da queste gravi patologie, in particolare cerebrali. Sono quindi grato all'Assessore per i chiarimenti che ha dato e per quanto credo si stia onestamente facendo da parte dell'USL della Valle d'Aosta e da parte dell'Assessorato per andare in questa direzione di un riavvicinamento. L'identificazione della struttura di Alessandria mi pare essere in questo momento come soluzione ponte la più praticabile e condividiamo che si percorra tale strada, anche se in tutta onestà ci sfugge il perché non si possa negoziare efficacemente con la Regione Piemonte una situazione di riserva di posti almeno minima a favore di lungodegenti valdostani. A mia conoscenza non ci sono delle obiezioni di carattere normativo, ma è forse una politica che persegue la Regione Piemonte. In questo credo che si potrebbe andare oltre quanto è stato fatto finora ed insistere per conseguire tale risultato, certo che noi non abbiamo competenza tecnica per valutare quale sia la soluzione ottimale, ma bisogna trovare il punto di incontro rapidamente, per mettere anche sul piatto il fatto che la presenza delle famiglie accanto ai degenti ha un effetto sicuramente benefico. Lei ieri era in visita al nosocomio aostano con un esperto internazionale di problemi di impatto emotivo, del sorriso in merito a questi lungodegenti; abbiamo avuto testimonianza di persone fortemente toccate dal fatto di non poter stare con continuità o con adeguata frequenza vicino ai loro cari e anche dei riflessi negativi che questo ha sulla loro condizione di salute. Chiediamo quindi da parte della Giunta un impegno ulteriore e deciso, affinché, in attesa che si creino situazioni migliori in Valle d'Aosta, si possa consentire una degenza ravvicinata presso queste strutture, in particolare presso la struttura dei Santi Antonio e Biagio di Alessandria. Grazie.