Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 121 del 4 ottobre 2008 - Resoconto

OGGETTO N. 121/XIII - Elezione del nuovo Assessore alla sanità, salute e politiche sociali.

Presidente - Credo che possiamo soprassedere sull'illustrazione delle ragioni per le quali oggi siamo qui, visto che la discussione si è svolta pochi giorni fa, se non brevemente per ricordare che nella seduta della scorsa tornata dei lavori all'ordine del giorno c'era l'elezione dell'Assessore alla sanità e politiche sociali. In questo senso si procedette ad una votazione sulla base di una proposta fatta dal Presidente della Regione, elezione che non dette la maggioranza assoluta dei voti; di conseguenza, la nomina dell'Assessore non ha potuto avere luogo. Sulla base di questo risultato e a seguito anche di una discussione nella quale si è anche svolto un confronto sulla base di una proposta fatta in termini di mozione d'ordine, si è pervenuti a prendere atto della circostanza; si è successivamente riunita la Conferenza dei Capigruppo, a seguito della quale si è determinato di riconvocare in seduta straordinaria il Consiglio regionale di oggi.

La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie, Presidente. Oggi la seduta straordinaria che è stata richiesta è legata all'elezione dell'Assessore alla sanità, tenendo conto che nella precedente riunione non ci sono stati i voti necessari. È già stato detto che nella legge - a differenza del sistema precedente che prevedeva la nomina degli Assessori individualmente - si prevede che l'elezione avvenga per tutti gli Assessori assieme. Questo ha portato nel Regolamento a non prevedere il caso che era molto frequente nelle precedenti legislature, che al momento dell'elezione dell'Assessore - credo che l'esperienza molti colleghi se la ricordino, anche qui sono presenti alcuni che hanno vissuto questo problema - non si raggiungesse in prima battuta il numero di voti necessario. In questo nuovo Regolamento non c'è la possibilità di ripetere subito il voto, quindi è stato necessario richiedere una seduta per fare questa votazione. Voglio ricordare che le motivazioni apportate nella seduta precedente, in cui si erano spiegate le ragioni alla base di questa scelta della maggioranza di proporre Albert Lanièce come Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, in attesa di avere la sentenza della Cassazione, erano legate a una serie di opportunità e di valutazioni che erano state esplicitate. Oggi queste motivazioni rimangono del tutto valide, quindi riproponiamo, per la carica di Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, la persona di Albert Lanièce.

Presidente - La parola alla Consigliera Fontana Carmela.

Fontana (PD) - Grazie, Presidente. Care colleghe e cari colleghi, trovarsi riuniti di sabato non è frequente, anzi, direi che è un evento straordinario. Da ricerche fatte, l'ultima volta è capitato più di 3 anni fa, il 30 luglio 2005, ma la straordinarietà del momento è legata anche al contenuto di questa seduta: la nomina dell'Assessore regionale alla salute, sanità e assistenza sociale. È straordinario che sia da nominare un Assessore ad oltre 4 mesi dalle elezioni e a 3 mesi dalla nomina del Presidente della Regione e della restante parte della Giunta. È straordinario che si debba nominare un Assessore, perché pochi giorni fa il candidato a tale carica indicata dal Presidente Rollandin è stato bocciato dalla sua stessa maggioranza.

Ci troviamo in un momento particolare ed è per questo che ho deciso di intervenire in questo dibattito. Voglio portare le riflessioni dei valdostani, della gente che lavora fuori di qua, studia, si impegna e in queste occasioni ci guarda con preoccupazione, forse anche con perplessità. Come si fa a non essere perplessi quando ci si trova a vicende come queste, in cui l'elezione di un Assessore è condizionata dalle lotte di potere intestine al partito di maggioranza del Consiglio Valle, partito che per storia e potere dovrebbe dimostrare più responsabilità di tutti nel gestire la Valle d'Aosta, al completo servizio dei suoi cittadini? Come si fa a non essere preoccupati quando un Presidente della Regione con il più ampio mandato popolare che si ricordi, viene messo in minoranza non solo dalla sua maggioranza, ma dal suo stesso partito?

Credo che questo Consiglio regionale, in particolare i partiti regionalisti che lo governano, debbano dimostrare più senso di responsabilità e più rigore morale. I segnali che vengono dai vostri banchi, cari colleghi della maggioranza, non sono confortanti; riproporre un candidato che oltre ad essere stato bocciato mercoledì scorso, è incompatibile con la carica di Consigliere regionale, non dimostra né saggezza, né rispetto istituzionale, ma ancora peggio è la palese sensazione che a voi, della salute dei cittadini valdostani, non ve ne importa nulla! In tutto il dibattito che abbiamo osservato in questi giorni non abbiamo mai sentito da qualcuno di voi la volontà di dare alla Valle d'Aosta un Assessore alla sanità, capace, in grado di riprendere in fretta il timone di una barca abbandonata da oltre sei mesi - cioè dall'elezione al Parlamento del Senatore Fosson - e non ci sembra che vada nella giusta direzione riproporre un nome che, bocciato pochi giorni fa dalla sua maggioranza, rischia di essere per l'intera legislatura un "mezzo Assessore", condizionato e controllato in qualunque iniziativa!

Ci si chiede: con che forza questo Assessore potrà presentarsi con provvedimenti complessi come il Piano sanitario regionale, o come riuscirà a far passare urgenti impegnativi come l'innalzamento e l'estensione del minimo vitale, un vero e proprio salvagente di cui, in questa situazione di crisi, un notevole numero di valdostani ha necessità? Per queste preoccupazioni, che sono le preoccupazioni della stragrande maggioranza dei valdostani, non condividiamo la scelta di proporre il candidato Assessore tecnico, ma proponiamo alla maggioranza e al suo Presidente di voler ragionare nei termini di dare all'Assessorato alla salute un responsabile politicamente in grado di gestire quella responsabilità, sulla base delle capacità e non degli opportunismi politici! Grazie per l'attenzione.

Presidente - La parola al Consigliere Zucchi.

Zucchi (PdL) - Inizialmente all'apertura di questo dibattito abbiamo pensato che era quasi pleonastico intervenire, dopo il dibattito avvenuto in questa settimana sull'argomento; in questo senso poteva essere anche accolto l'invito del Presidente Cerise, perché la nostra posizione è nota e io sono qui, oggi, a ribadirla.

Certo è che le dichiarazioni in apertura del Presidente Rollandin ci motivano ad adiuvandum ad intervenire, perché credo che ricondurre il tutto a un mero errore tecnico sia poco dignitoso anche della sua storia politica... se non altro due giorni fa aveva riconosciuto che si trattava anche di un problema politico... oggi, questo fatto, è passato inosservato! Credo quindi che quello che è successo due giorni fa non abbia nulla a che vedere con questioni tecniche, ma si tratta come ha detto bene la collega Fontana di una questione politica; pertanto il voto di oggi non potrà cancellare quelli che sono stati gli effetti.

La nostra posizione, come dicevo, è nota: alla luce di quanto è successo ritenevamo e riteniamo che fosse più prudente ragionare in termini di interim, anche se ci rendiamo conto che la vicenda è complessa. Non possiamo sottacere che si tratta di un argomento spinoso e la scelta poteva essere anche difficile, ma di fronte ad una "spada di Damocle" come quella di un giudizio in Cassazione... peraltro ci piacerebbe sapere se oggi, ma credo che tutti i Consiglieri vorrebbero sapere se finalmente questo ricorso è stato depositato, perché non vorremmo mai che questo ricorso, visti i termini, venisse depositato fra un mese o due mesi, quindi si andasse ancora alle "calende greche"... allo stato attuale, abbiamo una mera intenzione da parte dell'ex Assessore, magari oggi di nuovo Assessore tecnico, di voler proporre questo ricorso in Cassazione, ma non ne abbiamo la certezza. Siccome abbiamo avuto conto e la promessa solenne che, qualora il giudizio in Cassazione dovesse confermare questo giudizio della Corte d'Appello, avvenisse in forma negativa per Albert Lanièce, evidentemente verrebbe meno - secondo quelli che sono stati i proclami della maggioranza e i suoi, signor Presidente - la sua carica, questo comporterebbe dei seri problemi su tutto quello che lei, oggi, si appresta a far votare alla sua maggioranza, se la sua maggioranza oggi la sosterrà. Magari ci saranno stati degli errori tecnici, qualcuno magari non ha saputo mettere le croci nel modo giusto e noi ci chiediamo come questo sia stato possibile, perché veramente non essere in grado di mettere delle croci nel punto giusto, a questi livelli assembleari, ci sembra grossa! Mi sembra talmente palese il metodo di votazione, che arrivare a fare addirittura quattro errori, si va oltre il limite dell'immaginazione!

Resta il fatto che, al di là dell'astensione annunciata, ci sono stati due voti che oggi ci sarebbe piaciuto che lei, in qualche modo, avesse riconosciuto... quindi non ricondurre nella sua apertura solo un mero errore materiale, così come ha anche dichiarato alla stampa. A noi sarebbe piaciuto il riconoscimento di uno stato che è di malessere, che mi sembra sia indubitabile; quindi, signor Presidente, oggi lei potrà anche ottenere questo risultato perché magari qualcuno avrà capito come si vota in una scheda - "sì" o "no" nella crocetta giusta -, ma questo non cancella una brutta pagina e una brutta figura politica che lei e la sua maggioranza avete accusato due giorni fa!

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (VdAV-R) - Grazie, Presidente. Se fossimo a Napoli, qualcuno direbbe: "ca' nissuno è fesso", perché in un'Assemblea che normalmente si contraddistingue per la massima serietà, con qualche divertente boutade, s'intende, ma sempre con serietà di affermazioni, di contenuti, avere uno scadimento come quello che abbiamo quando si cerca di minimizzare oltre misura, facendo passare molte persone di quest'aula per delle persone incapaci, incompetenti e smemorate, questa non è una bella cosa!

Lo dico perché innanzitutto il Presidente ha esordito richiamando dei precedenti a delle votazioni che naturalmente ricordiamo molto bene, una in particolare esattamente di sei anni fa, nel corso della quale ci fu un errore evidente e si provvide a ripetere la votazione. La ricordo molto bene, ma ricordo molto bene che si alzarono i consiglieri interessati e dissero: "noi ci siamo sbagliati". Erano seduti su questo lato dell'aula e ammisero candidamente di avere scritto il nome del candidato invece di aver scritto "sì", perché c'era stata una votazione precedente di tipo diverso. Il Presidente dell'Assemblea non è qui oggi per confermarlo, ma annullò la votazione, a richiesta dei colleghi, perché c'era stato equivoco sulle modalità di votazione.

Il Presidente Cerise, invece, è uomo d'ordine, ha dato indicazioni molto precise nella seduta del 1° ottobre, si è espresso in modo molto chiaro e "casualmente" 4 colleghi hanno votato in modo distinto, tutti e quattro seguendo una precisa linea di pensiero. Non vorrei tornare su questi dettagli, ma sono stati oggetto di discussione in questi giorni; due hanno avuto invece quello che lei, Presidente, ha chiamato in questi giorni una "svista tecnica", tale da portarli a mettere sulla casellina del "no" il loro voto. È un "disguido tecnico" talmente forte... una corrente che ha "spostato" la mano così tanto da farla orientare così... Allora: un collega con molta trasparenza annuncia il proprio dissenso rispetto alla proposta, lo fa a viso aperto e dichiara la sua posizione, distinta, diversa da quella che lei ha sostenuto; altri due colleghi vedono trasportarsi la mano sul fronte opposto; quattro colleghi infine, che non avrebbero rettamente interpretato il messaggio che prescriveva di votare nella casella, si spostano ad una riga superiore e barrano una scritta... ma non giriamo intorno all'argomento!

C'è controllo del voto in quest'aula! Allora, siccome la vicenda non è nuova e ha preso dei contorni da farsa nel corso della scorsa legislatura al punto che alcuni consiglieri purtroppo sono stati un po' lo zimbello di una parte della comunità per il modo in cui esprimevano la loro adesione alla scelta di un candidato, con le iniziali puntate, non credo che sia rispettoso dell'intelligenza e della serietà dei nostri colleghi che hanno espresso il voto - non siamo fra quelli, perché ci siamo astenuti sulla scelta di questo Assessore - far passare questo come un errore tecnico! Si riconosca l'errore politico, non è la fine del mondo. Si riconosca un dissenso interno, non è la fine del mondo: fa parte della normalità della vita non essere tutti d'accordo! Farebbe, secondo noi, parte anche di un miglior vivere il consentire che anche i dissensi si potessero manifestare più tranquillamente; abbiamo sentito purtroppo una forte pressione sui nostri colleghi in questi giorni, vorremmo che il clima si rasserenasse, vorremmo che si dicesse tranquillamente che c'è stata una fase nella quale è stato dato un avvertimento al Presidente Rollandin, che è quello di rallentare il passo. Vorremmo che questo avvenisse in modo più pacato, lo crederemmo più fruttuoso per il nostro Consiglio e il nostro buon vivere.

Sulla scelta, abbiamo già detto la nostra opinione: noi dissentiamo su questa riconduzione, crediamo che sia una condizione precaria per l'Assessore, precaria perché lo presenta Lei stesso come sottoposto ad un'incertezza. La crediamo precaria anche perché, a fronte di una sentenza netta di ineleggibilità politica da Consigliere, potrebbero sorgere dei dubbi sulla legittimità della stessa rinomina da Assessore, ma questo non ci interessa in questo momento. Interessa invece la scelta tutta politica con l'obiezione che le è stata mossa in modo molto forte.

Prenda atto, Presidente, di questo: sicuramente lei avrà i numeri in questa elezione, i rappels à l'ordre sono stati abbastanza forti, tali da non lasciare più spazio al dissenso. Noi crediamo comunque che avrebbe fatto molto meglio a seguire il procedimento inverso, cioè a designare un altro Assessore sub condicione piuttosto e poi dire: "collega Lanièce, ti ha dato ragione la Cassazione, torna con tutti gli onori sugli scudi, intanto però mettiamo un tecnico vero della sanità, non un politico tecnico, per tenere questo Assessorato che la Giunta conosce bene per i trascorsi di chi la presiede, per il fatto che può essere seguita diversamente"... ma non diamo l'illusione di aver superato il tutto come un puro passaggio tecnico, che tale non è!

È un segnale politico, è un segnale molto netto. Chiediamo poi alla Presidenza del Consiglio la massima attenzione sulle modalità di voto, agli scrutatori che naturalmente faranno molto bene il loro lavoro e ai colleghi di non avere troppa fantasia.

La croce è un simbolo non solo cristiano, è un simbolo universale, la croce può essere di molti tipi: latina, greca, ortodossa, croce di Lorena, croce ugonotta... vi chiediamo di non sbizzarrirvi troppo, vi chiediamo solo di esprimere un voto sereno.

Grazie, Presidente Cerise, per voler assicurare la massima serietà nell'espletamento di questo passaggio.

Presidente - La parola al Consigliere Maquignaz.

Maquignaz (UV) - Grazie, Presidente. Ritengo necessario intervenire di nuovo, oggi; mi sembra un obbligo dover venire, qui, a dire di nuovo quello che ritengo sia necessario. Devo dire la verità, ero già in imbarazzo mercoledì per tutta questa situazione che si è verificata... oggi ci ritroviamo qui con un imbarazzo ancora più forte, e cercherò con poche parole di spiegarne il motivo. Voglio solo ricordare che non ho niente di personale con Albert Lanièce, è una questione di principio - l'ho già spiegato bene mercoledì - sulle questioni di fondo. Lanièce è stato dichiarato ineleggibile dalla Corte d'Appello di Torino; prendiamo atto di questa sentenza immediatamente esecutiva.

Rientriamo in Consiglio regionale, il Consigliere Prola ed io, c'è un nuovo Consiglio regionale, si vuole comunque "forzare" dicendo: "aspettiamo le cose definitive, chi lo sa cosa succederà"... noi prendiamo atto delle cose come sono oggi in politica. Si ripropone quindi Lanièce ad Assessore tecnico alla sanità, per cui già lì è un passaggio delicato, perlomeno discutibile. Mercoledì, Lanièce non passa nell'Assemblea, quindi Lanièce viene bocciato due volte: dalla Corte d'Appello di Torino perché ineleggibile e dall'Assemblea popolare valdostana in quanto l'Assemblea, con un voto politico, lo dichiara fuori dall'Assemblea stessa. Non basta! Non si è contenti, non si vuole prendere coscienza del voto politico di questa Assemblea; si va a dire che c'è stato un errore, qualcuno ha sbagliato a votare. Andremo forse... non so dove... allo Charaban, credo, perché qui sbagliano tutti a votare! Ci sono le elezioni, poi c'è qualcuno ineleggibile, poi si torna in Assemblea e si viene qui e Lanièce è di nuovo fuori, perché l'Assemblea lo boccia di nuovo perché... qualcuno sbaglia a mettere la croce in un quadrettino? Ma è questo che è il più bello di tutto... la barzelletta delle barzellette: che qualcuno avrebbe sbagliato a votare! Non so chi ci creda, non so in Val d'Aosta chi può credere a questa cosa, non lo so, siamo vicini alla commedia, "tragicommedia" come ha scritto qualcuno!

Mi sento per questo motivo in forte imbarazzo, in questa Assemblea, in questo momento: perché si viene ancora oggi a riproporre comunque chi è stato dichiarato ineleggibile dalla Corte d'Appello di Torino... chi, in questa Assemblea, mercoledì, con un voto chiaramente politico... poi è chiaro che in questi giorni probabilmente il "confessionale unionista" sarà riuscito a convincere tutti a votare bene, questo bisogna dirlo, perché se il voto oggi sarà diverso dall'altro giorno, evidentemente qualcosa è successo in questi giorni! Fra l'altro quello che voglio contestare in questa Assemblea è anche un'altra questione: quella di aver comunque voluto convocare in poco tempo così, su una questione così delicata, il Consiglio regionale: da mercoledì a sabato... neanche il tempo per prendere un po' di ossigeno, per respirare e capire cosa è successo! Tutti hanno capito cosa è successo, una votazione chiara, tanto che si è voluto correre a rivotare subito, oggi, senza ritrovarsi magari anche nell'Union Valdôtaine a riproporre il problema politico su una questione di tale portata, perché la votazione di mercoledì è stata una votazione politica! Non credo che sia un errore di qualcuno... legittimo pensarlo... magari qualcuno ha sbagliato, per carità! È quindi ancora più delicata la questione, anche nei confronti di Stella Alpina, di Fédération Autonomiste, non so... sui passaggi così grossi non ci si trova nei movimenti a fare una chiacchierata, perlomeno? No! Si forza: sabato si vota. Okay!

Allora capite bene che con queste mie motivazioni non posso che - se mercoledì mi sono astenuto pubblicamente, prendendomi le mie responsabilità fino in fondo, chiaramente, perché anche per questi motivi ho fatto politica fin da ragazzo, per prendermi "anche" delle responsabilità, ma soprattutto ho fatto sempre politica per i principi e per i valori di fondo -, ancora oggi, senza indugi e senza paure, non posso che astenermi di nuovo su questa vicenda, e credo mercoledì sarà un giorno che verrà ricordato per tanto tempo. Su questa motivazione di fondo, ancora una volta, dichiaro la mia astensione pubblica sulla votazione dell'Assessore Lanièce.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie, Presidente. Ho ascoltato con attenzione gli interventi dei colleghi e credo che con la consueta pacatezza siano state fatte delle osservazioni politiche sul significato del voto relativo alla proposta di Lanièce nella seduta scorsa. Quello che tengo a sottolineare è che, nel prendere atto di quella situazione, non ho nascosto che ci siano stati due voti mancanti della maggioranza, che quindi sono oggetto di riflessione, come c'è già stata e c'è all'interno della maggioranza su quello che è il significato: "mancano due voti". Nel contempo, ho voluto rappresentare il fatto che ci sono stati quattro voti, chiaramente espressi per il "sì", ma in modo difforme dalle indicazioni del Presidente, quindi è stata annullata la votazione...

(interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)

...è da ripetere, è stata annullata... comunque, se tecnicamente è corretto dire che la votazione non ha dato l'esito per votare, quindi non c'erano i numeri, è corretto così, è giusto, si ripete perché non aveva dato l'esito.

Volevo solo sottolineare un aspetto che mi dispiace molto, perché... che con un po' di ironia giustamente il Consigliere Louvin dica: come ci si viene a dire, qui, che i voti sul "sì" erano in effetti non dei voti sul "sì", ma erano una voglia di dissenso... la cosa mi stupisce un po' di più quando questo lo dice un collega, che oggi, qui, parla di dissenso riferito a questi quattro voti - voglio precisare - dove era chiaramente espressa la volontà del "sì", e alla sua presenza gli interessati hanno detto che avevano sbagliato (non qui, in aula, ma alla presenza del collega Maquignaz)... qui ci sono tutti i testimoni, tutti i colleghi dell'Union Valdôtaine, alla presenza dei quali è stato detto questo: è stato detto chiaramente! Allora, questa cosa mi disturba un po', perché il fatto di venire, qui, a dire: come si può far passare per così, "alla napoletana", un errore, qualcuno che non sa votare... ma allora abbiamo dato dell'imbecille a gente che non si sa comportare... L'errore è possibile, e questo è stato detto da parte di chi ha votato in modo difforme, non qui, in aula! Lo dico perché il Consigliere Louvin ha voluto ricordare che, in quell'occasione, sei anni fa, alcuni si sono alzati e hanno detto: "noi ci siamo sbagliati, quindi ripetiamo la votazione". Se qui, alla stessa occasione, si alzavano i Consiglieri e dicevano: "noi ci siamo sbagliati", la legge non prevedeva di rifare la votazione subito, non è previsto!

L'interpretazione la lascio a voi; io voglio solo esporre i fatti: quella non era una possibilità che c'era in aula. Allora, io non mi sottraggo al discorso politico, che è corretto, una riflessione giusta, ma non voglio neanche sottacere la verità, e la verità è quella che ho detto adesso: un conto sono i due voti mancanti, di cui ci siamo presi e ci prendiamo tutta la responsabilità politica; un conto sono i quattro voti espressi in modo difforme che, invece, hanno la loro paternità e sappiamo come è avvenuto. Vorrei quindi fare chiarezza su questo: nessuno vuole dare dell'imbecille a nessuno, c'è stato un errore!

Voglio sottolineare che anche ieri, quando si è fatta un'altra votazione per la Fondazione Sapegno, ci sono stati degli errori nel nome, ci sono stati anche da parte della minoranza. Allora, cosa dovrei dire? Che anche nella minoranza c'è un problema politico? Vedete voi! Questo per dire che bisogna anche...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...è una votazione come un'altra... vede che l'errore è possibile? Allora non è che siamo qui a dire che quando tocca alle file della maggioranza tutto questo è da interpretare come se fosse un chiaro segnale di... noi sappiamo anche leggere i segnali, non solo quelli stradali, sappiamo leggere i segnali che vengono "anche" dalla politica e su questo riflettiamo. Potete star tranquilli che su questo non manca la riflessione che è già stata fatta, non tanto per un rappel, ma per invitare ad esprimere ancora di più un discorso politico che è sano e sicuramente salutare.

Voglio ribadire poi un aspetto - credo che la collega Fontana abbia parlato di necessità di cucinare difficoltà interne - per cui riproponiamo Lanièce: se c'è un caso in cui gli organi dell'Union hanno votato all'unanimità, tranne due astensioni... in un consesso così credo che sia difficile ottenere dei risultati come quello, ma perché la motivazione che è stata portata era una motivazione che nel periodo... io capisco che ci sia la proposta come ad esempio è stata fatta dal PdL, di dire: "era meglio se tenevi tu l'interim". Io ho anche spiegato che francamente tenere l'interim per un periodo che può andare dai sei mesi... io mi auguro che sia il più breve possibile per chiudere questa partita, perché non ci siano più dubbi, non era ipotizzabile che per sei mesi si continuasse a fare questo! Queste sono le ragioni che mi hanno portato a dire che era meglio indicare l'Assessore.

La scelta di riproporre oggi il dr. Albert Lanièce alla carica di Assessore - che non ha nulla a che vedere con la sentenza, se non per il fatto che lui è decaduto da Consigliere e anche dalla carica di Assessore - è esattamente perché ci preoccupiamo della salute dei cittadini. Qui voglio tranquillizzare la collega Fontana: la nostra preoccupazione è proprio in tal senso e credo che sotto questo profilo abbiamo la possibilità di mettere lì una persona che sicuramente è capace, che professionalmente conosce, che è apprezzata, che ha tutte le competenze per svolgere questo ruolo senza perdere tempo, in cui è già stata, ha lavorato durante questi mesi; quindi la mia considerazione è: per la gente, al di là di questo dibattito - se ci fosse stato o non ci fosse stato - lui continua, se sarà votato oggi, a fare il lavoro che ha fatto nei primi mesi. Se invece - lo ribadisco - mettevamo con qualsiasi altra soluzione un nuovo Consigliere, si sarebbero dovuti trovare i meccanismi per entrare nel ruolo, come succede per tutti i novizi.

Credo pertanto che non ci sia alcuna sottovalutazione del ruolo dell'Assessorato alla sanità, salute e politiche sociali, anzi; se non mi sentivo di mantenere l'interim per questo periodo è proprio perché ritengo che lì ci debba andare qualcuno che si occupi a tempo pieno della programmazione, dei problemi sociali che molto spesso anche la collega Fontana ci ricorda con i suoi colleghi; ritengo quindi che ci sia l'esigenza di andare subito a dare continuità a questo tipo di lavoro. Penso che non ci sia sotto questo profilo alcuna voglia di minimizzare, né di sottovalutare le indicazioni che possono essere emerse e ribadisco che, per fortuna, in questo caso proponiamo un tecnico "vero" della sanità. Se dovessimo cercare un curriculum più attinente per svolgere questo lavoro di un tecnico vero della sanità, credo che non potremmo averlo se non nella figura di Albert Lanièce: è un medico, è stato all'interno dell'Ospedale, conosce il territorio, ha fatto questi tre mesi, è la persona che credo in questo momento possa... poi ve ne sono altri, non voglio mica dire che non ve ne siano altri... ma oggi credo che sia un vero tecnico della sanità. Facciamo pertanto una proposta che è di competenza, una proposta che è legata anche alla conoscenza specifica del settore sia ospedaliero, sia del territorio, cosa che da molte parti e molto spesso viene richiesta.

Per quanto ci riguarda, non possiamo che invitare a valutare nel modo giusto la proposta, sperando che sotto questo profilo ci sia al più presto la possibilità di avere certezza. Il ricorso nei tempi - che non sono mesi, perché viene in scadenza in questi giorni - verrà presentato, abbiamo la certezza che verrà presentato, quindi non ci sono problemi su questo; non abbiamo la certezza sull'esito, di questo ci scusiamo, magari qualcuno è più bravo di noi, noi no! Noi siamo qui ad aspettare ed è per questo che proponiamo il discorso di votare, oggi, Albert Lanièce all'Assessorato della sanità, salute e politiche sociali.

Presidente - La parola alla Consigliera Fontana Carmela, per fatto personale.

Fontana (PD) - Per fatto personale... solo per chiarire una questione con il Presidente. Noi non è che abbiamo qualcuno...

Presidente - ...non è fatto personale, abbia pazienza...

Fontana (PD) - ...va bene, un chiarimento. La nostra preoccupazione è questa: se l'Assessore tecnico avesse la funzione poi per tutta la legislatura, potrebbe anche andare bene... la preoccupazione che abbiamo noi, come tanti cittadini, è quella che se fra sei mesi la Cassazione lo boccia, questo Assessore va a casa e siamo punto e daccapo! Era solo questa la nostra preoccupazione, non per altri motivi. Grazie.

Presidente - Non ho capito bene la dichiarazione di voto...

Fontana (PD) - ...non era una dichiarazione di voto, era solo una risposta...

Presidente - La parola al Consigliere Donzel, per dichiarazione di voto.

Donzel (PD) - Credo che conseguentemente a quanto ha espresso il Capogruppo nella fase degli interventi, per quanto riguarda il Partito Democratico il voto sarà contrario, perché - senza entrare nel merito della questione ermeneutica che oggi si è svolta rispetto all'interpretazione del voto, che per nulla ci ha appassionato - credo che il metodo con cui si lavora nel Consiglio regionale sia spesso sostanza.

Era necessario, alla luce di quel tipo di votazione, - lo dico con chiarezza, non parlo mai di quello che devono fare gli altri partiti - che ci fosse il tempo di riflettere su quello che era successo, che noi potessimo convocare i nostri organi, ci si potesse confrontare e parlare; quindi non mi rivolgo sul cosa devono fare gli altri, sto pensando a cosa dobbiamo fare noi... Per noi era accaduto un fatto di una certa rilevanza politica, sarebbe stato importante rifletterci sopra e poterlo approfondire all'interno del nostro partito, dare comunicazione ai nostri aderenti di quanto stava avvenendo nell'aula del Consiglio regionale, al di là delle interpretazioni legittime o non legittime... era doveroso spiegare quanto stava succedendo!

Rispetto alla questione dell'urgenza, ribadiamo... spero che un giorno questo Consiglio regionale venga convocato d'urgenza sulla questione dei cassaintegrati della Tecdis, sia convocato d'urgenza sulla questione dei precari, sulla stabilizzazione del precariato, sulle imprese che sono in ginocchio, sugli allevatori che veramente stanno vivendo una situazione di difficoltà estrema: ci sono persone che non sanno neanche più come svolgere la loro attività... facciamo un Consiglio regionale d'urgenza, una volta, non sui problemi della politica, ma sui problemi dei cittadini! Questo lo sentiamo fortemente: ecco perché, secondo noi, il voto di oggi è quello che si chiama un "voto di fiducia", non è un voto sull'Assessore! Lei, Presidente, si è messo nella condizione di chiedere oggi alla maggioranza di votare, certo, su una questione che riguarda l'Assessore, ma questo di oggi è un voto di fiducia che lei chiede!

Abbiamo assolutamente giudicato sbagliato il fatto di collegare la scelta dell'Assessore tecnico Lanièce all'esito che avrà il risultato in Cassazione, questo è profondamente sbagliato politicamente per noi - ovviamente esprimo il parere del nostro gruppo -, perché affidare questo tipo di scelta vuol dire che si cerca comunque la legittimità di nuovo del voto, poiché dire che Lanièce riuscirà ad avere soddisfazione in Cassazione, vuol dire che è legittimato dal voto popolare, cosa che in questo momento non ha e quindi si cerca una sua legittimazione di nuovo rispetto al voto popolare. Oggi ci potrà essere certamente una vittoria di Borodino per lei, però vedrà sfidare le sue truppe sicuramente non contente di quello che è avvenuto e non sarà stato costruito nulla per aprire un dialogo vero fra tutte le forze del Consiglio regionale per dare risposta ai problemi dei cittadini.

Presidente - La parola al Consigliere Zucchi.

Zucchi (PdL) - È noto che il gruppo politico al quale appartengo sia garantista, quindi sia il primo a riconoscere che quando succedono fatti che hanno natura giudiziaria si debbano aspettare tutti i gradi di giudizio. Noi non possiamo invocare un atteggiamento a Roma e a livello locale dire esattamente il contrario secondo quelle che sono le convenienze. Talvolta capita in campi avversi piuttosto l'invocazione di certe norme che quando fanno comodo a Roma vanno bene, e quando invece non fanno comodo non vanno bene; quindi siamo coerenti e di fronte a questi fatti siamo garantisti.

Ho ascoltato con grande attenzione la replica del Presidente Rollandin e devo dire che il suo ragionamento, dal suo punto di vista, si può anche comprendere; però noi ci limitiamo a dire che pecca su un punto che riteniamo essenziale. Lei oggi si assume un rischio molto forte, perché lei rimane appeso a questa sentenza, ed è per questo motivo che chiedevamo l'interim: lei è una persona che ha dato dimostrazione di sopportare pesi di lavoro che potrebbero tranquillamente coprire 6-7 mesi, il tempo necessario per arrivare alla soluzione di questa vertenza, quindi crediamo che, anche per la sua abnegazione, questo fatto potesse essere possibile. È per quello che riteniamo che si tratti di un azzardo, un azzardo che qualora dovesse verificarsi, cioè la sentenza della Cassazione - lo dico magari traslando la mia professione, dal punto di vista assicurativo - lei si assume un rischio che io non quoterei. Io non quoterei questo rischio, credo che nessun assicuratore quoterebbe questo rischio, perché è talmente elevata la possibilità che in Cassazione venga confermata questa sentenza, per cui si assume veramente un rischio che espone, lei, a fare una brutta figura dal punto di vista politico e soprattutto i cittadini a sopportare quello che oggi lei paventa. Ecco perché è un prezzo alto, cioè di ricominciare tra 6-8 mesi tutto daccapo; ecco perché noi le abbiamo chiesto di fare uno sforzo e di assumere in questa fase l'interim: perché il rischio che lei vada incontro a questa duplice evenienza ci sembra troppo elevato!

Lei, oggi, si assume veramente la responsabilità di questa scelta, la chiede alla sua maggioranza... saranno problemi suoi nel caso in cui questo fatto dovesse accadere! Credo che sia un fatto indubitabile, pertanto lasciamo a lei questa responsabilità. Un consiglio: non faccia troppo appello sulla fortuna, perché certe volte la fortuna e l'azzardo rischiano di girare le spalle!

Presidente - Non ho capito la dichiarazione di voto.

Zucchi (PdL) - Ovviamente... eravamo contrari mercoledì... lo siamo anche oggi!

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (VdAV-R) - Anche il gruppo di Vallée d'Aoste Vive-Renouveau non ha cambiato opinione dall'ultima votazione, nonostante l'impegno del Presidente a cercare di argomentare, con difficoltà, lo capisco, perché non è una posizione agevole; anche l'esperienza non di poco conto su cui può contare in questi casi non può portare oltre certi risultati.

Le risposte che si attende la sanità valdostana non possono essere legate in questa Valle a una persona sola, pur con il rispetto e la considerazione dovuta sul piano professionale al dr. Lanièce, che conosciamo da tanti anni; crediamo che la Valle d'Aosta disponga anche di altre risorse. Cominciamo purtroppo ad avvertire sempre più spesso questa idea dell'ineluttabilità di certe scelte: dobbiamo mettere lui, perché c'è lui, perché non abbiamo altri.

La Val d'Aosta è più larga, in questo; non ha tantissimi abitanti, ma ha tante risorse a cui si può fare ricorso e il fatto di avere occupato per tre mesi un incarico di Assessore non credo che predestini a tempo indeterminato. È una scelta naturalmente, è una scelta che si può fare; ma qui era la scelta sbagliata, come è stato sottolineato, era la scelta politicamente sbagliata, era la scelta irriguardosa nei confronti della comunità: quella che non permette di ritrovare la tranquillità.

Ho ascoltato quanto diceva il collega Rigo la volta scorsa nel dibattito politico, della debolezza di questa posizione, dell'insufficiente energia che può profondere un Assessore "precario". Abbiamo parlato del precariato in questi giorni, ci sono stati incontri, c'è lavoro per tentare di arginare questo fenomeno e noi lo estendiamo invece all'interno dell'istituzione politica, creando la figura dell'"Assessore tecnico precario": questa è una figura doppiamente debole, una figura a cui noi non avremmo fatto ricorso. Per esprimere con molta chiarezza il nostro orientamento, il gruppo conferma che voterà "no" alla proposta di riconduzione dell'Assessore Albert Lanièce.

Presidente - Se non ci sono altri interventi, sulla base della proposta fatta dal Presidente della Giunta e in seguito a questo dibattito, invito l'Assemblea a votare il nuovo Assessore alla sanità, salute e politiche sociali. Non voglio essere frainteso, forse lo rileggo per me stesso, ma ricordo che l'elezione si effettua a scrutinio segreto, a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati, apponendo sulla casella posta sotto la dizione "sì/oui", "no/non", un segno. Qualsiasi altra indicazione riportata sulla scheda, porta...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...il Regolamento dice: "un segno" e io non posso esplicitare, perché io mi limito a dire quanto è scritto sul Regolamento, e il Regolamento non dice che bisogna fare qualcos'altro di specifico, dice "un segno", che deve essere contenuto nell'ambito di quella casella, così come dice che qualsiasi altra indicazione con il nominativo porta all'annullamento della scheda. Altro non ho da aggiungere, mi rimetto agli scrutatori. Io sono tenuto a riportare quanto è scritto nel Regolamento, tutto il resto è dietrologia e valutazioni che uno può fare, ma che a me non interessano.

(nuova interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...il "normalmente" non esiste, perché l'altro giorno abbiamo annullato delle schede sulla base del fatto che non erano conformi a quanto era scritto sul Regolamento. Oggi ho citato esattamente quello che è scritto sul Regolamento, né più né meno, come è mio dovere; quindi prego di distribuire le schede.

Louvin (fuori microfono) - ...chiedo la convocazione della Commissione per il Regolamento per l'interpretazione...

Presidente - ...ma assolutamente! Il Regolamento è chiaro, non capisco perché era chiaro l'altra volta che ci ha portato ad annullare delle schede e non deve essere chiaro questa volta, quando il Regolamento riporta chiaramente l'indicazione di un segno. Un segno significa un segno, punto e basta. Credo che più chiaro di così... non è che qui il Regolamento è a seconda delle votazioni o delle circostanze... per cortesia vogliamo procedere alla distribuzione delle schede?

La parola al Consigliere Segretario Tibaldi.

Tibaldi (PdL) - Presidente, chiedo un attimo di sospensione per riunire l'Ufficio di Presidenza in merito all'interpretazione di questo articolo, perché è vero che c'è scritto un segno nell'articolo 8bis, ma chiariamo che tipologia di segno vogliamo fare...

Presidente - ...eh no...

Tibaldi (PdL) - ...perché sennò da qui in avanti viene fuori una simbologia talmente estesa che tutto è possibile! Chiedo, in qualità di Segretario del Consiglio, ai colleghi dell'Ufficio di Presidenza e in primis al Presidente del Consiglio, cinque minuti di sospensione per creare modalità più certe e più trasparenti di votazione in quest'aula, perché è la prima volta - a mia memoria - che accade che la posizione di un segno può essere interpretata nel senso più esteso del termine. Stabiliamo che tipologia di segno... il Presidente rientra e ci dirà quale segno è stato deciso per tutti e naturalmente chi vuole si uniforma e chi non vuole non vota!

Chiederei cinque minuti di sospensione.

Presidente - Non ritengo di accogliere questa richiesta per il semplice fatto che abbiamo votato mercoledì scorso con una procedura e, sulla base di questa procedura, abbiamo annullato delle schede. Oggi ci troviamo nella stessa condizione e per una questione di correttezza "oggi" si continua a votare con lo stesso metodo, stante che è riportato specificamente nel Regolamento; dopodiché, se qualcuno mi pone una mozione d'ordine, si fa un intervento a favore ed uno contrario. Sulla base dell'indicazione del Consiglio prenderemo le opportune decisioni; altrimenti, secondo me, così come abbiamo votato l'altra volta in un certo modo e sulla base di questo abbiamo annullato delle schede, oggi si vota nello stesso modo, a termine di Regolamento. Se la cosa non sta bene, la Commissione del Regolamento avrà tempo di modificare il Regolamento e stabilire che il segno dovrà essere fatto in un certo modo, ma al momento attuale così è il Regolamento e così si vota!

Se c'è una mozione d'ordine, mi si esplicita la mozione d'ordine; dopodiché la metteremo ai voti nelle modalità previste da questa Assemblea.

La parola al Consigliere Segretario Tibaldi.

Tibaldi (PdL) - Vorrei ribadire, Presidente - prima non l'ho forse sufficientemente esplicitato, però mi pare che anche dal dibattito sia emerso - che se qui vogliamo garantire la segretezza del voto, dobbiamo uniformare questa modalità di espressione del voto, altrimenti il voto viene violato nella sua segretezza, non esisterà più voto segreto, anche se andiamo dietro in cabina, perché ogni segno diverso potrà essere accreditato a qualunque persona qui dentro!

Se il Regolamento per la prima volta nella storia di quest'aula viene interpretato nella maniera che lei sta dicendo oggi, è molto preoccupante: dobbiamo immediatamente convocare la Commissione del Regolamento e rimettere mano ad una norma, ad una parola che lascia un'interpretazione mostruosa per quanto riguarda l'esercizio del voto di ognuno di noi! Ribadisco: non è che si voglia fare ostruzionismo chiedendo cinque minuti di sospensione, oppure lei, con un po' di buon senso, stabilisca qual è il segno, se una croce, magari un quadrato o colorare il quadrato, dica lei quello che vogliamo fare... come ai bambini delle elementari... onde evitare di incorrere in errori come qualcuno ha detto che sono già accaduti la volta scorsa, e onde evitare di creare un precedente che diventerà abominevole se verrà oggi accolto e avallato per il futuro! Allora, Presidente, ribadisco se lei non vuole riunire l'Ufficio di Presidenza, stabilisca unilateralmente e con chiarezza che tipo di segno si vuole utilizzare per indicare il voto favorevole "sì" nei confronti della proposta dell'Assessore o il voto contrario "no" in caso di negazione di questa volontà. Per favore, lo faccia lei, senza convocare l'Ufficio di Presidenza, ma lo faccia in maniera chiara e netta!

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Presidente, vorrei sottolineare che tutto il dibattito si è svolto in maniera corretta, educata, che i toni sono assolutamente composti, che non è una richiesta strampalata, non è una richiesta che fa perdere alcun tempo ai lavori dell'aula... vorrei che ci riconoscesse la serietà con cui stiamo lavorando. Quello che chiediamo è un gesto di trasparenza e chiarezza che non ha l'obiettivo di alterare in alcun modo l'esito di questa votazione. I toni sono sempre... non capisco perché adesso ci sia un atteggiamento... non c'è stata una parola fuori da quella che è la più corretta e squisita educazione. Le si chiede solo di dirci che vada apposta una "X", più che una croce... su un segno...

Presidente - Vorrei richiamare - ma questo per dovuta informazione - che a questa determinazione la Commissione per il Regolamento ci è arrivata dopo un'ampia discussione e, se avete il buon gusto di andare a vedere gli atti di questa commissione, ci fu in quella sede qualcuno che propose che ci fosse un segno ben determinato e la commissione decise che questo non era necessario. Questo problema nessuno lo ha sollevato nella precedente seduta, dopo aver detto, io, esattamente le stesse cose; oggi ci troviamo nelle stesse condizioni e vengono fuori queste obiezioni... non capisco questo modo di comportarsi! Non voglio mettere in discussione la serietà di nessuno, ma se abbiamo votato in un modo l'altra volta e sulla base di queste modalità abbiamo annullato delle schede, questa volta si vota esattamente nello stesso modo. Se ci sono delle altre proposte, prego di fare una mozione d'ordine, dopodiché il Consiglio voterà e sulla base di questo procederemo alla votazione.

Per quanto riguarda la questione del Regolamento, la Commissione del Regolamento sarà, sulla base delle richieste dei Consiglieri, opportunamente investita della questione e si provvederà a modificare il Regolamento.

La parola al Consigliere Lattanzi.

Lattanzi (PdL) - Per mozione d'ordine. Tentiamo ancora con il buon senso e il rigore istituzionale.

Lei deve essere garante di quest'aula, Presidente, e della correttezza delle votazioni segrete di quest'aula. Lei ha ricevuto fra l'altro anche il nostro voto, come Presidente del Consiglio, proprio perché funga da garante. Lei ha appena sostenuto che l'altra volta non c'è stato alcun bisogno di specificare quale segno, visto che il Regolamento lo interpreta in maniera estensiva, ma io le ricordo che i voti che sono stati espressi, sono stati espressi con croci o "X", chiamiamoli come vogliamo, perché non c'era questa situazione che lei ha esplicitato. Siccome siamo in un passaggio delicato della correttezza istituzionale di quest'aula, siccome si adduce - fra le tante argomentazioni di questa convocazione straordinaria - il fatto che siamo qui perché qualcuno si è sbagliato, onde evitare l'errore chiedo che l'aula definisca che il simbolo con il quale si vota è la "X" sul quadratino per tutti! Che non ci siano puntini, crocette, sbaffetti, "U", "L", "0", perché così di identifica il voto! Lei è il garante della trasparenza della democrazia di quest'aula, quindi le chiediamo - se non lo vuol fare come le ha suggerito il collega Tibaldi - in maniera unilaterale, di dire a tutti: "mettete tutti la X", e così abbiamo risolto il problema; chiediamo con mozione d'ordine che venga messa al voto la modalità di votazione, esclusivamente con la "X" per tutti.

Presidente - Credo che la mozione d'ordine sia perfettamente accettabile, di conseguenza chiedo che qualcuno si esprima a favore e qualcuno in modo contrario.

La parola al Consigliere Louvin, a favore.

Louvin (VdAV-R) - Presidente, colleghi, è surreale quello che stiamo vivendo!

Torniamo tutti un secondo con i piedi per terra: si vota in modo civile, trasparente, chiaro. Nelle elezioni politiche in cui i nostri concittadini hanno votato, hanno fatto anche loro un segno, ma un segno preciso e definitivo; se un qualsiasi scrutatore in un seggio avesse trovato uno sbaffetto, ghirigori... lo avrebbe annullato!

Chiediamo solo, e in questo trovo che la proposta del collega Lattanzi sia di grande serietà, che sia identificato il tipo di segno. Siamo in pochi fra noi, ci conosciamo bene, facciamo almeno le cose in modo pulito e ordinato. Le votazioni devono assicurare la segretezza e libertà del voto, non ci devono essere ombre su questo, né dubbi sul fatto che questa Assemblea si è espressa con assoluta trasparenza. Non capiamo questa rigidità, questa paura di vedere crollare qualcosa se si chiede di usare una modalità ordinaria: se deve essere punto, sia punto; se deve essere croce, sia croce; scegliete voi, ma diteci come si vota! Interessa anche noi che voteremo "no", in modo che anche i nostri non siano riconoscibili e se qualcuno di noi deciderà di votare "sì", possa votare "sì" senza essere riconosciuto da nessuno! È una garanzia reciproca che ci diamo, maggioranza e opposizione... tutto qui.

La proposta mi pare degna di essere accolta. Grazie.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Il chiarimento richiesto nel merito di come va espresso il segno all'interno del quadratino, che sia una crocetta o una croce... non vorrei che adesso diventasse un segno di laicità o di religiosità, credo che almeno su questo usciamo dagli schemi, credo che non ci sia nessuno, in quest'aula, che abbia bisogno di ricorrere al riconoscimento del voto... il voto deve essere libero.

Ci sembrava che all'interno il fatto di mettere una crocetta o una "X" fosse indifferente, se a ulteriore garanzia va bene decidere che deve essere una "X", non vorrei che adesso dicessimo anche come deve essere la "X"... va bene la "X", io credo che non ci siano problemi particolari nell'accedere ad una richiesta, poi vedremo qual è il funzionamento, ci ritorneremo. Se questo è il punto del Consiglio, facciamo in modo che si discuta il meno possibile su questo... condivido che ci sono altri temi che meritano attenzione. Non abbiamo problemi ad accettare questo metodo.

Presidente - La parola al Consigliere Zucchi.

Zucchi (PdL) - Apprezziamo la posizione del Presidente che ha sgombrato ogni dubbio che stava aleggiando nell'aula e che ci aveva fatto preoccupare. Prendiamo atto. Una sola precisazione le chiedo, Presidente Cerise: siccome poc'anzi stavano cominciando ad essere distribuite le schede sui banchi, siccome lei stesso prima ha detto che si sarebbe votato come l'altra volta, le ricordo che l'altra volta abbiamo votato in cabina; visto che dobbiamo votare come l'altra volta, le chiedo di votare nella cabina.

Presidente - Colleghi, credo che sia necessario riepilogare la cosa in questi termini: allo stato attuale è stata posta la modalità di votazione nella casella in termini di mozione d'ordine. Abbiamo sentito una voce a favore e non ci sono state voci contrarie, anzi lo stesso Presidente della Regione ha proposto che questa poteva essere una modalità del tutto accettabile. Prendo atto di questo, ma allora devo ripetere una cosa che deve essere molto chiara. La votazione viene fatta in cabina, come è stato richiesto, e dovrà essere apposta una "X" - su questo bisogna essere chiari - avete chiesto che fosse messa una "X" e deve essere messa una "X" all'interno di questa casella sotto la dizione "oui" o "non". Vi ricordo che se non mettete la "X", la scheda è nulla. Che poi non ci siano equivoci, storie... non mettiamo in difficoltà gli scrutatori... la votazione dovrà avere questa tipologia.

Chiedo di fare l'appello.

Consiglieri presenti e votanti: 34

Schede valide: 34

Hanno riportato voti:

Sì/Oui: 22

No/Non: 12

Si dà atto che il Consigliere Maquignaz non partecipa alla votazione.

Presidente - A seguito di questo esito, proclamo eletto Assessore alla sanità, salute e politiche sociali il dr. Albert Lanièce, e lo invito a prendere posto sui banchi della Giunta.

Il Consiglio prende atto.