Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 3360 del 5 marzo 2008 - Resoconto

OGGETTO N. 3360/XII - Interpellanza: "Interventi di privatizzazione della sanità valdostana".

Interpellanza

Richiamato il comma 7 dell'articolo 20 della legge regionale n. 32/2007 (legge finanziaria), con cui si autorizza, in deroga a quanto previsto dal Piano regionale per la Salute e il Benessere sociale 2006/2008, "la realizzazione e l'esercizio, nel distretto socio-sanitario n. 4, di una struttura sanitaria residenziale per la cura di patologie di interesse psichiatrico e di disturbi del comportamento alimentare", struttura che non prevede l'obbligo di convenzione per l'Azienda Usl della Valle d'Aosta;

Ricordato che, come risulta dalle informazioni fornite dall'Assessore alla Sanità nella competente commissione consiliare in sede di esame della proposta di legge sul bilancio:

- si tratta della struttura non utilizzata dell'ex colonia Olivetti di Brusson,

- la richiesta di utilizzo e trasformazione di tale struttura è pervenuta dalla Regione Piemonte e dalla Regione Lombardia,

- l'apertura di tale struttura rappresenta una grossa occasione per incrementare il livello occupazionale che in quelle zone è scarso;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore alla Sanità per sapere:

1) da quali organismi (pubblici o privati) delle Regioni Piemonte e Lombardia sono giunte le richieste di trasformazione e utilizzo dell'ex colonia Olivetti, a chi e in quale data;

2) quali saranno i futuri gestori di tale struttura (pubblici o privati), quali le figure professionali richieste e se esse possono essere reperite nella zona o in Valle;

3) se intende, dopo le autorizzazioni sia alla costruzione di una clinica riabilitativa in quel di Saint-Pierre, sia alla trasformazione dell'ex colonia dell'Olivetti a Brusson, continuare sulla via intrapresa della privatizzazione della sanità valdostana e, in questo caso, con quali progetti e con quali soggetti privati.

F.to: Squarzino Secondina - Bortot - Venturella

Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Qui vogliamo affrontare un tema di cui il Consiglio già si è occupato, e la stampa recentemente, e riguarda la clinica privata, l'ex colonia a Brusson, la Casa vacanze "Olivetti".

Partiamo da lontano: partiamo dal momento in cui già si esamina e si discute, poi si voterà in quest'aula la legge finanziaria. Il comma 7 dell'articolo 20 di tale legge diceva che era possibile, in deroga a quanto stabilito dal Piano sociosanitario, per la Regione autorizzare l'apertura di una struttura sanitaria residenziale per la cura di patologie di interesse psichiatrico, di disturbi del comportamento alimentare nel Distretto sociosanitario n. 4, e si diceva, in deroga a quanto previsto dal Piano sociosanitario, si può autorizzare questa apertura senza l'obbligo della convenzione per l'Azienda sanitaria. Un po' come dire: "noi non ci prendiamo alcuna responsabilità circa il fatto che aumentino in Valle dei posti che riguardino la cura di patologie di interesse psichiatrico e disturbi del comportamento alimentare, non rientrano nel nostro Piano sociosanitario, ma non ci opponiamo a questa scelta". Quando in commissione avevamo chiesto informazioni, discutendo questo comma, l'Assessore ci aveva detto che non solo dalla Regione Piemonte, ma soprattutto dalla Regione Lombardia erano emerse delle sollecitazioni per avere dei punti di riabilitazione psichiatrica di patologie inerenti disturbi del comportamento alimentare, e in questo senso erano arrivate sollecitazioni e richieste per acquisire una struttura non utilizzata dell'ex colonia "Olivetti" di Brusson, per cui era stato chiesto di autorizzare questo in deroga a ciò che era previsto dal Piano sociosanitario; quindi si parte da lontano: il 12 novembre 2007 si discuteva in commissione di questo problema.

Ora, recentemente abbiamo letto sulla stampa che i lavori di ristrutturazione di questa colonia sono in fase avanzata e sono curati dalla Cooperativa "Aosta servizi", società specializzata nella realizzazione di RSA, di cui è Presidente un certo signor Caprara, che nelle operazioni di acquisto della struttura ha investito 5,5 milioni di euro, e che la nuova struttura avrà 84 posti letto. Vogliamo capire alcune cose rispetto a questo tipo di operazione. Prima di tutto vorremmo capire, visto che l'Assessore ha detto che dalle Regioni Lombardia e Piemonte sono giunte sollecitazioni, chi sono questi soggetti: sono soggetti privati, sono soggetti pubblici, sono soggetti istituzionali e a quale livello istituzionale si collocano, per capire dove è emerso questo bisogno, chi è stato l'interlocutore che ha contattato la Regione e chi della Regione è stato contattato.

Seconda domanda: vorremmo capire meglio se l'Assessore sa qualcosa di più rispetto alla cooperativa che sta facendo questi lavori di ristrutturazione e che probabilmente saranno anche i futuri gestori di questa struttura residenziale, chi sono, se ha contezza di chi siano questi futuri gestori che già adesso strutturano la casa. Ho visto, dopo la presentazione della nostra interpellanza, che ci sono stati sulla stampa degli scambi di opinioni diverse sul reperimento o meno di risorse professionali in loco, per la gestione di questa casa. Volevamo poi capire, dal punto di vista politico, quale linea della sanità valdostana lei sta perseguendo, nel senso che con il suo Assessorato è iniziata una scelta all'inizio appena accennata, poi pian piano sempre più accentuata di introduzione della privatizzazione della sanità locale, quindi volevamo capire se oltre i progetti della clinica riabilitativa in quel di Saint-Pierre della trasformazione della ex colonia "Olivetti" di Brusson, ci sono altri progetti: quali, secondo quali modalità e in quali tempi.

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.

Fosson (UV) - Rispondo volentieri a questa interpellanza, perché è necessario fare chiarezza, anche se è un'interpellanza molto provocatoria, ma spero che ci sia almeno a fine legislatura un desiderio di correttezza di rapporti. Penso che il problema privato e pubblico non sia più un dualismo da demonizzare, in quanto non è la sanità valdostana che deve aprirsi a certe collaborazioni con il privato, ma tutta la sanità italiana, da sempre, ed è molto più spinta in altre Regioni rispetto alla nostra. Con il collega Bortot abbiamo spesso scherzato su questa inclinazione di una sanità piemontese, di un Assessore, di un partito di Sinistra verso questa che chiamo "una forma di collaborazione".

Di fronte a questa interpellanza un poco provocatoria mi sento sostenuto da una storia che mi vede sempre aver lavorato per la sanità pubblica; ho lavorato 26 anni come dipendente del pubblico come chirurgo, rinforzato anche da ampie dichiarazioni del Ministro Turco, che parla in vari punti - posso dare questa documentazione - di pari dignità fra pubblico e privato, qualora siano ben precisate le competenze e i sistemi di controllo, perché anche il pubblico deve essere controllato. L'importanza fra pubblico e privato è che vi siano delle sinergie, perché se ci fermiamo a dei vincoli ideologici, il partito dei "no", penso che chi ne soffrirà di più sia il paziente. I vincoli che vorrei avere in questo sono vincoli morali, di desiderio di curare bene la gente.

La sanità pubblica in Valle non avrà mai un futuro privato, ma distinguerei l'aspetto acuto dall'aspetto cronico; dico non avrà mai un futuro l'aspetto acuto di privato perché i nostri numeri e costi sono talmente elevati per una popolazione così esigua, che nessuno mai metterà delle sale operatorie in Valle! Altra cosa è il cronico, il paziente cronico, soprattutto riabilitativo, ha in tutte le parti d'Italia una possibilità di soluzione in queste sinergie, come ne abbiamo parlato spesso. Tra l'altro il Piemonte soprattutto ha un sistema di riabilitazione sempre convenzionato con il privato, l'amico Valpreda ha eseguito la riabilitazione quasi del tutto al "Fatebenefratelli" di Chivasso. Con il Presidente Caveri, quando abbiamo incontrato il Presidente Bresso, abbiamo parlato soprattutto di queste strutture private accreditate dal Piemonte, quindi diventate pubbliche proprio ai confini della Valle, per trovare con esse un rapporto che finora non è stato possibile.

Per quello che riguarda le due situazioni, Saint-Pierre e Brusson, sono due soluzioni con due realtà del tutto diverse, questo bisogna sottolinearlo; certo che anche sulla struttura di Brusson avremo delle responsabilità di controllo, perché è stata presentata un'autorizzazione con un piano imprenditoriale preciso, che abbiamo autorizzato. Autorizzato, come è stato detto, completamente al di fuori del nostro sistema sanitario, nel senso che in seguito a sollecitazioni di altre Regioni, ma soprattutto di sollecitazioni di questa realtà sanitaria, l'"Aosta servizi", Società cooperativa accreditata in Aosta, di riutilizzare una colonia "Olivetti" che era in fase di demolizione o comunque su cui potevano giungere delle speculazioni immobiliari, la possibilità di fare una struttura di riabilitazione psichiatrica - è quella che non era corretta, la prima lettera sulla stampa a cui ho voluto precisare - in ambiente montano, perché quell'ambiente sembra predisposto a curare questo tipo di patologie che ho descritto prima.

La Società "Aosta servizi" è una società privata, per cui non siamo noi che dobbiamo andare a vedere come potrà gestire questi posti di lavoro, se li utilizzerà con il pubblico o con dei privati, anche se a suffragio di questo dico che abbiamo due sollecitazioni scritte dalla Lombardia, o meglio, due sottolineature che in Lombardia esiste questo bisogno di residenzialità psichiatrica per queste patologie, che è una situazione nuova di riabilitazione psichiatrica a cui non basta la cura ambulatoriale, proprio in una moderna psichiatria e che vede l'elemento montano come determinante. Sono una esplicitazione dei fabbisogni di una grande struttura come la Fondazione "San Raffaele Monte Tabor" di Milano, struttura maggiormente esperta in questo piano di riabilitazione psichiatrica, che ha già una struttura in Milano, la quale non è però più sufficiente come risulta dal documento, e poi c'è una presentazione di fabbisogni di una grossa ASL di Como. Questo per quanto riguarda la Lombardia, oltre a degli accordi e degli incontri con gli Assessori, che sono frequenti, soprattutto con quello della Lombardia e con quello del Piemonte, in cui c'è un affronto dell'organizzazione della mobilità.

Per quanto riguarda il Piemonte, è un accordo di programma siglato con il precedente Assessore, che vede proprio un "affronto" della mobilità fra Piemonte e Val d'Aosta, nell'ottica di organizzare insieme i servizi. Recita, al punto e), pagina 10: "La valutazione di proposte avanzate dalla singola Regione riguardanti la ridefinizione del sistema di erogazione di servizi di ricovero ordinario tramite strutture pubbliche o private convenzionate". Con il Piemonte c'è stato il desiderio di governare - l'ho detto diverse volte, qui - i rapporti di mobilità e siccome c'è una mobilità necessaria per la cardiochirurgia verso il Piemonte, ci siamo offerti per una mobilità di riabilitazione, come è anche il problema di Saint-Pierre. Fra l'altro l'Assessore Artesio della Regione Piemonte mi ha convocato - sono uno dei relatori - il 28-29 marzo a un grande convegno a Torino sulla residenzialità in psichiatria; proprio la richiesta dell'Assessore è presentare questa realtà che non è una realtà nostra, ma la situazione della Val d'Aosta si presta molto bene per tutti i tipi di riabilitazione. Questo per quanto riguarda l'analisi dei fabbisogni delle altre Regioni.

Per quanto riguarda la società, intanto questa società ha acquisito un bene con un rapporto con il Comune di Brusson e ha presentato, a noi, un piano imprenditoriale - un documento che si può avere perché la nostra autorizzazione è avvenuta a seguito di questo - in cui si dice: "la struttura di Brusson accoglierà pazienti affetti da reazioni di adattamento, disfunzione psicosociale, nevrosi, disturbi della personalità e del controllo degli impulsi, disturbi organici, psicosi, disturbi mentali dell'infanzia, dipendenza da alcol, da gioco e da farmaci". È una società che gestirà un servizio di riabilitazione psichiatrica, non un servizio nosocomiale, è tutta un'altra cosa, non ci saranno delle sbarre o delle contenzioni, ma ci sarà una libertà di presenza, di passeggiate nei boschi, di una psichiatria riabilitativa che per queste patologie ha sempre più bisogno di un ricovero, come ormai è presente in tante altre Regioni italiane.

Dal punto di vista del personale la struttura assorbirà indicativamente 10 medici specialisti e questo è vero, in questi 5 anni nessuno dei giovani laureati in Valle ha chiesto una borsa di studio per entrare in psichiatria, infatti importiamo psichiatri. È una carenza di tutta l'Italia, ma spero che con questa offerta maggiore qualche studente valdostano si abbia. Poi tutte le altre figure sono presenti in Valle, 17 psicologi, educatori e terapisti, 25 operatori socioassistenziali e a questo riguardo partirà, a fine aprile, un corso per 25 operatori sociosanitari, sono gli "OSS", organizzato dalla Comunità montana come progetto europeo, e ancora 10 addetti alle pulizie e alle lavanderie, 8 alle cucine, 2 ai servizi amministrativi. Nel piano imprenditoriale si recita: "Evidentemente tale personale non potrà che essere reperito innanzitutto fra la popolazione valdostana, soprattutto per quanto riguarda le figure assistenziali e amministrative".

Per quel che riguarda la struttura di Saint-Pierre, questa è una struttura privata, ma che ha nella sua origine un convenzionamento con la realtà sanitaria valdostana. Mi permetto di dire che in questo momento avevamo un convenzionamento per la stessa realtà riabilitativa con una struttura privata fuori Valle, cioè i malati quando erano operati per la frattura del femore, venivano messi in ambulanza, percorrevano 300 km. per andare ad Albenga e le loro famiglie li seguivano... su questo non ho mai ricevuto un'interpellanza in 5 anni! Il nostro desiderio è trasportare questa convenzione con il privato presente ad Albenga in una situazione valdostana, dove l'ambiente penso sia favorevole per tutte le forme riabilitative, e a questo partecipa una struttura valdostana con una grossa struttura riabilitativa della Lombardia, che forse non ha nel suo territorio reperibili degli spazi o non è portata come la Valle d'Aosta, che è la "Humanitas".

Sono pertanto 2 strutture diverse, che hanno però in questa sinergia con il privato una possibilità per l'utente valdostano di trovare queste sinergie maggiori e una soluzione a questi problemi, che davano delle problematiche. Riabilitare il femore ad Albenga a un paziente che era stato operato qui non era sicuramente per una sanità moderna come volevamo noi; ma non si può dire che il privato convenzionato vada bene in Piemonte e non vada bene in Valle, altrimenti sono dei vincoli ideologici che non mi sembrano corretti per la buona salute del malato.

Penso - questa è la domanda più polemica, alla fine - che quanto si potrà fare di rapporto fra privato e pubblico in Valle sia sempre nell'aspetto cronico riabilitativo, perché la nostra Regione - come il Friuli o il Veneto - con le sue montagne ha una vocazione particolare nel fatto che il malato si riprenda sempre meglio. Certo che il nostro bacino di utenza è così piccolo che non possiamo farlo senza una sinergia con le grandi Regioni. Per il resto il momento dell'acuto va potenziato sempre più nell'aspetto pubblico; qui già il tentativo di accordi con il Piemonte per limitare le fughe, ma anche la creazione di servizi pubblici come la medicina sportiva che prima era a carico solo del privato, così l'ambulatorio di montagna, così aver previsto l'angioplastica che partirà, la radioterapia che ci renderà sempre più autosufficienti, penso che questo serva a migliorare la situazione della salute del paziente valdostano in queste sinergie, che, con la benedizione di un ministro serio come il Ministro Turco, si sono affermate in tutta Italia.

Termino dicendo che il pubblico chiama la sanità pubblica, chi vi ha lavorato tanto vede in questo momento una grossa difficoltà che dobbiamo superare insieme: che il pubblico costa il 30% in più del privato. Il Piemonte si è convenzionato per una pratica acuta come la cardiochirurgia, che è il massimo di quello che faceva una volta il pubblico e faceva solo bene, con la "S. Gaudenzio" di Novara, una struttura privata, ma il Piemonte... cioè proprio di fronte a dei costi così alti anche il pubblico piemontese si è convenzionato. Il pubblico ha però sicuramente delle risorse che il privato non ha: commemoreremo il dott. Umberto Parini il prossimo sabato... dei medici così, che nonostante un tumore e delle metastasi epatiche e ossee, con dei dolori, scendeva in sala operatoria dopo una flebo di calmanti, penso che queste realtà le abbia solo il pubblico, per cui il pubblico, soprattutto in Valle, potrà solo essere potenziato, soprattutto nella fase acuta.

Presidente - La parola alla consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Oggi l'Assessore ha cominciato ad adottare un tono da futuro Senatore, nel senso che dice: "mettiamoci d'accordo, finalmente, fine legislatura"... signor Presidente, non so se l'Assessore Cerise si diverte in questo modo a interloquire con me fuori microfono e a fare una serie di espressioni che non voglio qui ridire, che ce lo dica subito, così la prossima volta facciamo le interpellanze a 2 persone: all'Assessore di competenza, più i commenti dell'Assessore Cerise! Vedo che dappertutto si parla della festa della donna, io prendo questi commenti come un fiore di mimosa: vedo che la Giunta è capace di offrire tutto l'anno dei fiori di mimosa che sono fatti da osservazioni, critiche, insulti, e quant'altro. Ne prendo atto, e ringrazio; ciascuno offre quello che è in grado di offrire, ne prendo atto, mi spiace per loro, non per me!

Continuo il mio intervento: è vero, era un po' provocatoria la mia terza domanda, anche perché lei dice: "noi siamo per il pubblico e non per il privato, facciamo di tutto e di più", e sarà anche vero, ma nelle liste di attesa questo però non è! Se lei parla con le persone...

(interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)

... rispetto al problema del rapporto pubblico e privato, fra i servizi del pubblico e i servizi del privato, le faccio notare che per quanto riguarda le liste di attesa il discorso che lei fa non sta in piedi. Credo che la tendenza in Valle sia per la sanità pubblica, certo, è per questo che mi stupisco quando ci sono delle uscite verso il privato, ma chiederei una massima attenzione nei vari settori, anche per quanto riguarda le liste di attesa, perché se lei parla con le persone, dicono - quando hanno bisogno di una visita - che preferiscono andare da un privato, altrimenti devono aspettare mesi! Questa risposta che sistematicamente viene data sia per le visite, sia per esami diagnostici, credo che la dica lunga sul problema che la sanità pubblica in Valle deve fare ancora dei grossi sforzi, perché non è compito suo favorire i servizi privati al proprio interno.

Chiudo questa parentesi che riguarda la terza domanda, mentre rispetto alle prime due domande, è vero che sono diverse le 2 strutture, Saint-Pierre e Brusson: la prima è una struttura convenzionata, tra l'altro non solo per i 30 posti che garantiva Albenga, ma per 50 posti, quindi abbiamo aumentato. Poi vede, Assessore, io con lei non ho più presentato interpellanze su Albenga, ma al suo collega Vicquéry ne ho presentate così tante che... mi sono stufata!

Vicquéry (fuori microfono) - Finalmente lo dice!

Squarzino (Arc-VA) - Certo, ne ho presentate talmente tante all'Assessore Vicquéry, che non voglio ripresentarle... quando ho capito che quella era una questione chiusa, cosa dovevo fare... continuare a parlare di quello? Affrontavo altri argomenti! È chiaro che il problema non è a questo livello, solo per una precisazione perché è la seconda o terza volta che mi fa questa osservazione e volevo fare questa sottolineatura.

Riguardo alla questione di Brusson, quello che è l'argomento "clou" di questa interpellanza... perché abbiamo posto queste domande? Perché a quanto risulta, non c'è stata una richiesta esplicita, ma ci sono state delle lettere in cui Lombardia e Piemonte esprimevano i loro fabbisogni, e li esprimevano da parte della Lombardia il "San Raffaele" e da parte del Piemonte non si sa bene chi - degli accordi a parole con l'Assessore -, ma attenzione, l'accordo di rapporti sulla mobilità riguarda strutture convenzionate, ma lei ha detto - e il Consiglio ha approvato - che la struttura di Brusson non sarà convenzionata con l'USL della nostra Regione! Allora...

(interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)

... questo non è nell'accordo di mobilità fra la nostra Regione e il Piemonte; il Piemonte fa quello che vuole, non ha concordato con noi la convenzione su questo aspetto, perché nel momento in cui il Piemonte è convenzionato, è chiaro che anche l'USL della Valle d'Aosta sarà convenzionata...

(nuova interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)

... Assessore, le ho appena fatto un complimento: che si sta preparando a diventare un buon candidato Senatore e... adesso lei si smentisce? Io non interloquisco con lei quando lei parla, per piacere sia gentile...

Ultima questione: perché ho chiesto se conosceva i futuri gestori? Perché chi va a vedere cos'è questa "Aosta servizi", Società cooperativa, che ha questa grande capacità non solo di acquistare... io non so dove trovi questo capitale per cui ristruttura con l'investimento di 5,5 milioni di euro, perché questa è una società cooperativa che si è costituita l'11 settembre 2006, con un capitale sociale di 2.000 euro, e non c'è stato da allora alcun cambiamento per quanto riguarda non solo la sua costituzione, ma il suo capitale... Non c'è alcun documento ufficiale che dimostri che c'è stata un'evoluzione rispetto a questa società cooperativa. Lei mi deve spiegare come una società cooperativa, che si costituisce l'11 settembre 2006, con numero 2 soci, con capitale sociale 2.000 euro, sia in grado di avere 5,5 milioni di euro per la ristrutturazione e le competenze, la capacità per gestire una cosa del genere!

Lei autorizza che si apra una casa di cura, un istituto importante che farà grandi cose, non entro qui nel merito di cosa farà, ma lei autorizza questo e non si prende la briga di verificare; lei diceva: "il privato dobbiamo accettarlo, l'importante è la verifica dei requisiti e tutto il resto"! Lei che verifica ha fatto perché questa società cooperativa con 2 soci, capitale sociale 2.000 euro, sia in grado di avere 5,5 milioni di euro per ristrutturare e le competenze per poter gestire una struttura di oltre 80 posti? Questi elementi non ci sono, quindi le ricordo che se il pubblico vuole fare seriamente il suo lavoro, deve fare un lavoro serio di valutazione del privato... questo non è stato fatto e di questo, lei, deve rendere conto alla sanità valdostana!