Oggetto del Consiglio n. 3352 del 5 marzo 2008 - Resoconto
OGGETTO N. 3352/XII - Interrogazione: "Adozione di norme di conservazione delle zone di tutela speciale".
Interrogazione
Richiamati il Decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, e il Decreto del Ministero dell'Ambiente del 17 Ottobre 2007 sulle misure minime di conservazione per ZSC e ZPS;
Ricordato il contenuto dell'articolo 3 che al primo comma prevede per le Zone di Protezione Speciale l'adozione o l'adeguamento di apposite misure di conservazione o di eventuali Piani di gestione da parte delle Regioni e delle Province autonome;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interroga
l'Assessore competente per sapere:
1) se sono stati già predisposti gli atti amministrativi necessari all'adozione e all'adeguamento delle norme relative alle Zone di Protezione Speciale presenti nel territorio valdostano;
2) quali sono i criteri minimi uniformi per la definizione delle misure di conservazione in essi contenuti;
3) entro quanto tempo si ritiene possano essere portati all'approvazione dell'organo competente.
F.to: Venturella
Président - La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Isabellon.
Isabellon (UV) - In merito all'interrogazione in questione, primo quesito: "se sono stati già predisposti gli atti amministrativi necessari all'adozione e all'adeguamento delle norme relative alle Zone di Protezione Speciale presenti nel territorio valdostano"; per quel che riguarda l'adozione delle misure di conservazione per le zone di protezione speciale (ZPS) presenti sul territorio regionale, si ricorda che questa è disciplinata dall'articolo 4 della legge regionale n. 8/2007, recante "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi della Regione autonoma Valle d'Aosta derivanti dall'appartenenza dell'Italia alla Comunità Europea, attuazione delle Direttive 79/409, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, 92/43 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche, legge comunitaria 2007. L'articolo 4 prevede che le misure siano adottate dalla Giunta regionale sentita la commissione consiliare competente, i Comuni territorialmente interessati e gli enti gestori per i siti ricadenti all'interno delle aree protette.
Alla luce dell'emanazione del decreto del Ministero dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare del 17 ottobre 2007, gli uffici competenti hanno predisposto un documento tecnico concernente le misure di conservazione. Il documento recepisce in gran parte l'impostazione del decreto ministeriale, individua le tipologie ambientali presenti in Valle, attribuisce alle ZPS le relative tipologie, definisce le misure di conservazione da applicare in tutte le ZPS e quelle riferite alle singole ZPS. Il decreto ministeriale non lascia particolare spazio all'iniziativa regionale, in quanto indica una molteplicità di norme, di divieti e obblighi, spesso ridondanti e di difficile applicazione. Tuttavia si è cercato, per quanto possibile, di adattare le misure alla realtà valdostana, in particolare le caratteristiche ambientali, orografiche e climatiche della regione. Anche per quanto attiene ai criteri minimi uniformi per la definizione delle misure si è fatto riferimento a quelli contenuti nel decreto, non potendo comunque prescindere da quelli, se non per alcuni adattamenti.
Per quanto riguarda i tempi di approvazione, il documento è stato inviato ai soggetti previsti dalla legge regionale, Comuni, enti gestori delle aree protette; successivamente verrà sottoposto alla commissione consiliare competente come previsto. Una volta completata la fase di acquisizione dei pareri, si può ragionevolmente prevedere l'approvazione in tempi abbastanza brevi.
Président - La parole au Conseiller Secrétaire Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Lei, Assessore, praticamente non mi ha risposto. Avevo chiesto entro quanto tempo si ritiene possano essere portati all'approvazione dell'organo competente...
(interruzione dell'Assessore Isabellon, fuori microfono)
... ascolti, non può lei scaricare la responsabilità sulle commissioni; non so quanti disegni di legge stiamo valutando adesso in III Commissione, ma ce n'è uno ogni piè sospinto. Se gli Assessori in questi 5 anni hanno un po' dormicchiato non è colpa sicuramente della commissione consiliare, perché - faccio un esempio - abbiamo mediamente in seduta di commissione dai 3 ai 4 disegni di legge. Lei non mi può dire che dipende dalla commissione: no, dipende dall'Assessorato, da lei, Assessore Isabellon!
Quando le chiedo in quanto tempo si ritiene possano essere portati all'approvazione dell'organo competente, non mi può rispondere: "in tempi brevi", perché in tempi brevi dipende da quanto ognuno di noi intende "tempo breve". Per me tempo breve potrebbe essere nel giro di qualche settimana, per un altro potrebbe essere nel giro di qualche mese. Quando si parla di riduzione dei rifiuti, tempo breve per l'Assessore Cerise vuol dire 10 anni, cioè è tutto relativo!
Credo che nella sua risposta ci possano essere 2 osservazioni: "in primis" il ritardo, perché mi pare che la scadenza sulla presentazione di criteri minimi uniformi sia dei primi di febbraio, siamo a marzo, ci sarà ancora tutto l'iter procedurale e quindi credo che assommerà a circa 3-4 mesi il ritardo, se verrà approvato prima della fine della legislatura, altrimenti si andrà più in là. Mi preoccupa invece il contenuto della sua risposta... cosa vuol dire che la Regione nel documento di predisposizione sulle misure di conservazione e gli eventuali problemi di gestione ha applicato "in gran parte"? Credo che o si applica o non si applica; in gran parte, quando qualcuno utilizza questa locuzione, anche qua è tutto molto relativo, perché proprio questa forma labile di applicazione delle direttive ha fatto sì che in passato l'Italia fosse sotto giudizio della Corte di giustizia di Strasburgo tramite segnalazione della Commissione europea per anni, quando governava il Centro-Destra, ma non per responsabilità... anzi, non solo per responsabilità del Governo nazionale, ma anche per responsabilità dei Governi regionali che non applicavano le direttive.
La sua risposta, anche se globalmente, potrebbe soddisfare un superficiale uditore che potrebbe dire: "beh, lo stanno facendo"... personalmente mi preoccupa, sia per i tempi che per i contenuti.
