Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 3285 del 6 febbraio 2008 - Resoconto

OGGETTO N. 3285/XII - Interrogazione: "Attuazione della direttiva europea relativa alla protezione degli animali negli allevamenti".

Interrogazione

Richiamati il D.Lgs. 1 settembre 1998, n. 331 "Attuazione della direttiva 97/2/CE relativa alle norme minime per la protezione dei vitelli" e il D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 146 "Attuazione della direttiva 98/58/CE relativa alla protezione degli animali negli allevamenti" che stabiliscono precise norme sul benessere degli animali e più specificatamente su quello dei vitelli da allevamento;

Appreso che l'A.R.E.V. (Association Régionale Éléveurs Valdôtains) in collaborazione con il Servizio Veterinario dell'USL, sta realizzando uno studio sul benessere dei vitelli nelle stalle valdostane;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interroga

l'Assessore competente per sapere:

1) quale rapporto di collaborazione è stato realizzato tra A.R.E.V. e Servizio Veterinario;

2) quali sono le metodologie di studio del progetto e quante stalle sono coinvolte;

3) quali sono le finalità del progetto stesso.

F.to: Venturella

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.

Fosson (UV) - È vero, è stata approvata una norma europea sull'allevamento dei vitelli, soprattutto contro un tipo di brutalità dell'allevamento che riguardava carni bianche, cioè vitelli.

Questa norma ha avuto una vita travagliata: prima doveva essere applicata per i grandi allevamenti, poi è stata recepita ed è attiva dal 1° gennaio 2008. È una norma sicuramente valida per tipi di allevamento in grandi industrie, soprattutto vitelli a carne bianca, in cui c'è un allevamento intensivo. Gli esperti e anche con l'"AREV", tutti i veterinari, sottolineano alcune difficoltà all'applicazione di questa legge da noi, perché intanto non esistono allevamenti di carne bianca intensiva in questo settore (non c'è il collega Bortot che conosce le stalle Cimberio, eccetera). Abbiamo delle difficoltà ad applicare una norma di questo tipo, perché non c'è questa tipologia di allevamenti, ma soprattutto perché i nostri vitelli, proprio perché vengono fatti pascolare, hanno una rusticità e una nevrilità particolare, per cui possono avere una marcata aggressività. La loro paura è, mettendoli in stalle, che questi si battaglino eccetera. Non solo, ma per la tipologia dei nostri allevamenti, il vitello di solito nasce fra novembre e dicembre e viene portato in alpeggio a maggio, e in alpeggio lei sa com'è la stalla: deve stare alla posta come stanno le mucche, quindi abituarlo a stare alla posta può essere un aiuto in questo tipo di allevamento che è tipico della Valle d'Aosta. Comunque mi sembra molto sensato quanto è stato deciso tra veterinari e "AREV", di fare uno studio sullo stato di benessere dei vitelli. Con l'Università di Torino (portiamo la delibera in questi giorni), su dati ematologici e dosando il cortisolo salivare, si verificheranno in 3-4 stalle 40 vitelli, e le 3-4 stalle sono scelte con tipologie diverse, a seconda del numero di vitelli. Presenteremo i dati in breve tempo, per vedere se questo tipo di allevamento proposto, in cui i vitelli sono liberi in un box, sia favorevole nella nostra tipologia o crei quei problemi che i veterinari sottolineano.

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Ringrazio l'Assessore per le risposte: cerco di vedere se ho capito bene. Esiste un rapporto di collaborazione fra "AREV", Università di Torino e servizio veterinario finalizzato a vedere se la direttiva europea e i decreti legislativi si possono applicare alle nostre stalle; le stalle coinvolte sono 4 per 40 vitelli.

Volevo solo fare alcuni inviti e osservazioni. Sicuramente abbiamo un sistema di allevamento diverso rispetto a quello di pianura, ma crediamo che il giusto adattamento delle direttive alla realtà dell'allevamento locale, se volete alla dimensione delle stalle stesse (dimensione delle aziende, modo di allevare, possibilità per queste bestie di essere monticate in alpeggio) debba essere apprezzato e applicato, senza però dimenticare che la direttiva europea parla di benessere animale. L'importante è non disequilibrare da una parte all'altra: è solo questa l'osservazione e questo il richiamo dell'interrogazione. La ringrazio per la risposta.