Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 3213 del 9 gennaio 2008 - Resoconto

OGGETTO N. 3213/XII - Interpellanza: "Aumento della media massima del passaggio di veicoli adibiti al trasporto merci nei trafori alpini della regione".

Interpellanza

Vista la proposta di definizione della media massima giornaliera di TIR autorizzata al passaggio sotto i trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo, che la Giunta intende proporre all'approvazione del Consiglio regionale;

Preso atto della volontà espressa dal Governo regionale di portare la "media massima giornaliera di veicoli adibiti al trasporto di merci di massa superiore a 7,5 tonnellate", da 1.050 a 1.600 veicoli attraverso il traforo del Monte Bianco;

Considerato che la proposta citata tende puramente e semplicemente ad adeguarsi al traffico esistente nel tunnel, senza mettere in discussione il costante superamento dei limiti precedentemente fissati dal Consiglio regionale e scegliendo pertanto di alzare i limiti di tollerabilità all'inquinamento, anziché risolvere il problema;

Considerato che, al traforo del Monte Bianco, al problema dell'aumento dei veicoli sono strettamente legate le condizioni di sicurezza, in ordine alle quali il servizio, da un anno ormai affidato ai privati, denota carenze e problemi;

Atteso che, dal documento di proposta della Giunta regionale, si rileva la possibilità "di eventuali superamenti della predetta soglia", legata alla valutazione dell'impatto prodotto da eventuali superiori flussi di traffico;

Rilevato che non si prevede nell'immediato di definire e attivare un sistema di contromisure in presenza di un sistematico superamento della soglia prevista;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

Il Presidente della Regione e l'Assessore competente per sapere:

1) se si ritiene semplicemente di affrontare e risolvere i problemi dell'inquinamento dell'aria, affidandosi al miglioramento del parco autoveicoli;

2) se, a giudizio dell'Amministrazione, la lotta all'inquinamento e per la riduzione del riscaldamento del clima, non presupponga una diversa e coraggiosa politica per l'organizzazione dei trasporti e per la messa in discussione di questo tipo di sviluppo;

3) se l'Amministrazione regionale non ritenga necessario stabilire un costante controllo del rapporto tra sviluppo del traffico e sicurezza nel tunnel del Monte Bianco;

4) se non ritiene opportuno prevedere almeno l'attuazione immediata di contromisure, in caso di superamento della soglia massima giornaliera.

F.to: Bortot - Squarzino Secondina - Venturella

Presidente - La parola al Consigliere Bortot.

Bortot (Arc-VA) - È vero che la giornata oggi del Presidente del Governo è pesante e che si appesantirà ulteriormente dato che andiamo a parlare dei "poids lourds", volevo fare alcuni riferimenti all'interpellanza. Il 2 ottobre si è riunito il Comitato regionale trasporti, in quella sede è stata fatta la proposta che la Regione ratifichi un passaggio di TIR di circa 1.500 giornalieri... almeno a 1.600, senza tener conto di una deliberazione votata all'unanimità di questo Consiglio regionale nel 2003 che vincolava i vari Governi a mantenere per questioni di sicurezza e di inquinamento non più di 1.100 TIR al giorno. Non si è voluto tener conto di questo, perché occorreva scontrarsi con le società di gestione del Tunnel del Monte Bianco. Il tutto è stato documentato da uno studio scientifico fornito dalla famosa "TBridge" che si occupa di Casinò e si occupa anche di passaggi dei TIR sotto il Monte Bianco e si occupa anche di inquinamento. Con questa ratifica andiamo ad aggravare ulteriormente una situazione, nel senso che il tipo di interventi effettuati per la sicurezza all'interno del tunnel si sa che non possono essere più di tanto, quindi era necessario mantenere quell'ordine di numeri. Per mantenere quell'ordine di numeri, occorrerebbe anche un atteggiamento positivo del Governo regionale che va nella direzione di ridurre i livelli d'inquinamento, che va anche nella direzione di evitare di trasportare merci da una parte all'altra del mondo, se non da una parte all'altra dell'Europa. Detto con uno "slogan" molto fortunato di Peppe Grillo, sarebbe meglio che: "invece di mandare a spasso i biscotti, facessimo viaggiare tramite posta elettronica le ricette dei biscotti". Non se n'è voluto tenere conto ed oggi ci troviamo con questo numero di passaggi, però, oltre al problema dell'inquinamento, abbiamo un'altra cosa.

Nel frattempo abbiamo privatizzato i servizi di sicurezza nel tunnel; ricordo che nel Consiglio del 19 settembre il Presidente si era molto arrabbiato con il sottoscritto perché io avevo fatto un'interpellanza sulla sicurezza, la qualità, la privatizzazione della stessa all'interno del tunnel con un peggioramento della qualità del servizio, gli avevo fatto pervenire una lettera su tutta una serie di problemi che esistono per quanto riguarda le modalità di lavoro di questi pompieri all'interno del tunnel sul problema della sicurezza. A seguito di quella lettera, il Presidente molto correttamente mi aveva fatto pervenire 15 giorni dopo una lettera della "GEIE-TMB", che erano intervenuti per cercare di "mettere mano" ad una serie di problematiche scritte in quella lettera dal sottoscritto autografata perché c'era il rischio che, se la firmava il diretto interessato, poi c'era il problema di interventi di tipo autoritario e repressivo.

Il problema è che noi, da una parte, accettiamo e ratifichiamo un aumento del passaggio dei TIR nel momento in cui però peggiorano le condizioni di sicurezza nel Traforo del Monte Bianco. Infatti, rispetto alla lettera che sollevava una serie di problemi e a dispetto dell'aumento del passaggio dei TIR, rimangono una serie di problemi, Presidente: vi è il problema degli esposimetri che non funzionano, il problema del cambio delle postazioni volanti che avvengono a traffico a doppio senso, il problema del veicolo adibito a recupero dei mezzi pesanti che hanno delle avarie nel tunnel, che avviene senza fermare il traffico, il problema di telecamera e poi le risparmio l'elenco. Vi è stato un netto miglioramento a seguito dell'intervento del Presidente: questo va riconosciuto; quello che non va bene è la ratifica da parte nostra del passaggio di un numero di TIR: 1.600 rispetto all'insufficienza e comunque al peggioramento dei livelli di sicurezza nel traforo. Con l'interpellanza solleviamo una serie di quesiti, vorremmo capire cosa ne pensa in qualità di Capo del Governo.

Si dà atto che dalle ore 18,15 riassume la presidenza il Presidente Perron.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.

Caveri (UV) - I colleghi del gruppo "Arcobaleno", in modo abbastanza irrituale, hanno proposto un'interpellanza concernente la proposta formulata dalla Giunta regionale al Consiglio, ex articolo 6 della legge regionale n. 20/1994, recante disposizioni in materia di trasporto merci... ed altre amenità. Dico "irrituale", perché, trattandosi di una proposta al Consiglio, questo avrà modo di analizzare, discutere, emendare, approvare o rigettare la proposta formulata dal Governo regionale e va aggiunto che tale proposta per il momento non è ancora stata esaminata. Proporre questa interpellanza oggi quindi non è altro che duplicare tutto quanto è già previsto che si faccia in Commissione e poi in aula seguendo l'iter normale dell'atto.

I colleghi interpellanti sono strenui sostenitori del brocardo latino "repetita iuvant..." siete per la prevenzione, molto bene, come il preservativo e, nonostante abbia la tentazione di rinviare a quel momento la risposta alle perplessità del gruppo "Arcobaleno", rispondo volentieri alle loro domande, tenuto conto che mi offrono l'occasione di segnalare alcune contraddizioni nelle quali sono caduti nella redazione di questa interpellanza: "in primis" aumento della media massima del passaggio dei veicoli adibiti al trasporto merci nei trafori alpini della regione. Evidentemente gli interpellanti, facendo riferimento alla risoluzione con cui nel 2002 il Consiglio aveva chiesto che, al fine della riapertura del Tunnel del Monte Bianco al traffico pesante venisse fissata una limitazione pari al 50% dei flussi giornalieri registrati prima dell'incidente del 24 marzo 1999, immaginano che tale richiesta sia stata accolta. A tale proposito mi viene da chiedere in quale atto il Consiglio regionale abbia mai fissato una soglia relativa al Tunnel del Gran San Bernardo dal momento che il titolo cita i trafori alpini della regione. Per non fare confusione, va ribadito come la proposta della Giunta sia per la prima volta formulata ai sensi di una legge regionale e che anche in questo caso per la prima volta spetta al Consiglio regionale non tanto chiedere, ossia non è un "cahier de doléances", bensì tocca definire una soglia massima per il transito dei mezzi pesanti sotto i 2 tunnel internazionali della valle.

Non basta, un'ulteriore contraddizione o dimenticanza dei Consiglieri "Arcobaleno": la soglia allora indicata dal Consiglio non era frutto esclusivo di logiche di natura ambientale, ma anche, soprattutto, da considerazioni legate alla sicurezza del tunnel. Analoghe considerazioni vengono sì richiamate dagli interpellanti, ma in maniera confusa e incongrua, infarcendole di considerazioni del tutto prive di fondamento, soprattutto quando affermano che il servizio di sicurezza interna presenterebbe carenze e problemi, ma su questo punto tornerà. I Consiglieri affermano che la proposta della Giunta tenderebbe ad adeguarsi ai flussi di traffico esistenti; ebbene, la fissazione della soglia giornaliera a 1.600 veicoli al giorno non tende ad adeguarsi ai flussi esistenti, ma deriva da studi scientifici condotti sulla base delle rilevazioni effettuate come prescritto dalla legge. In particolare negli studi "TBridge" e nella relazione redatta dalla sezione aria dell'ARPA viene indicato chiaramente come la predetta soglia sia compatibile con gli obiettivi di qualità dell'aria al 2010, che si rammenta per la Valle d'Aosta risultano essere più virtuosi rispetto alle soglie di legge determinate da un decreto ministeriale, che applica una direttiva comunitaria.

In merito alle 2 domande concernenti valutazioni di astratta politica ambientalista, priva di alcun reale e concreto fondamento, che si lanciano proclami volti a richiamare l'esigenza di non limitarsi ad una politica ambientale che faccia perno sul miglioramento del parco autoveicoli e ad affrontare invece una coraggiosa politica che rimetta in discussione l'attuale modello di sviluppo, risponderò succintamente perché più che domande queste sono delle affermazioni, degli "slogan" privi di reale e concreta sostanza. Per quanto riguarda le politiche ambientali della Regione, in particolare per quanto riguarda l'inquinamento atmosferico, il Consiglio ha approvato un piano aria, che invito i colleghi del gruppo "Arcobaleno" ad andare a rileggersi. Il miglioramento delle "performance" ambientali dei veicoli circolanti in valle peraltro è un fatto oggettivo, misurabile, concreto, non tenerne conto sarebbe da sciocchi.

Relativamente al nuovo modello di sviluppo, rispettoso dell'ambiente ed ecocompatibile, attendo con interesse che provengano proposte concrete e realizzabili da parte del gruppo "Arcobaleno", in merito, ad esempio, a come spostare le merci - ricordo l'opposizione alla linea ad alta capacità Torino/Lione espressa ripetutamente dai "Verdi" nazionali, che pure restano al Governo pur essendo contrari alla Torino/Lione -, come spostare le persone - siamo in attesa che "Star Trek" ci dica come funziona il teletrasporto -, come riscaldare le abitazioni, come eliminare i rifiuti - oggi pare che il vostro Ministro alla riunione dei Presidenti avesse le "orecchie particolarmente basse" di fronte a tutti i Presidenti di Destra e di Sinistra che gli hanno detto: "vogliamo i termovalorizzatori" - e mi fermo qui per non trasformare la risposta in un infinito elenco di questioni senza risposta.

Relativamente alla domanda che riguarda l'esigenza di stabilire un costante controllo del rapporto fra sviluppo del traffico e sicurezza del traforo, devo ricordare che esiste un regolamento di sicurezza basato sulla frequenza dei transiti, calcolati in ragione dell'interdistanza consentita. Questo quindi è un non argomento perché la soglia massima consentita per ragioni di sicurezza è ben al di sopra dei 1.600 "poids lourds", ma è di 5.760 veicoli al giorno, valore teorico massimo, presente - come il Consigliere Venturella che ridacchia sa perfettamente - in un decreto ministeriale francese, con il nostro 1.600 ci portiamo in una posizione molto più avanzata. Da notare inoltre che il suddetto regolamento di esercizio non fa differenze sulle tipologie di veicoli, dal momento che l'interdistanza deve essere rispettata da tutti i veicoli: auto o TIR che siano. La pretestuosità di questa argomentazione dunque esiste ed è accentuata dal fatto che i problemi peraltro risolti o in via di soluzione, di cui si è avuto notizia dalla stampa relativamente a "GSA", la titolare dei servizi di sicurezza interni del tunnel, sono di natura sindacale e non sono legati a deficit di sicurezza, come è stato provato dall'efficacia dell'intervento degli operatori nel corso di tutte le esercitazioni interne binazionali effettuate da quando il servizio è stato privatizzato.

Infine si chiede al Governo regionale se non si preveda l'attivazione di contromisure, nell'eventualità che si verifichino dei superamenti di soglie che verranno fissate dal Consiglio, è evidente che, nel momento in cui si fissa una soglia, è possibile che tale soglia sia superata. Va segnalato come sia la stessa legge regionale a prevederne la possibilità, parlando però di un superamento sistematico e non di un occasionale sforamento della soglia: questo anche perché non si sta parlando di valori assoluti giornalieri, ma di una media giornaliera il cui periodo non è definito dalla legge, una legge su cui il gruppo "Arcobaleno" non aveva espresso un voto contrario. È del tutto opportuno quindi verificare se tali superamenti avverranno, di quale entità e frequenza saranno e quali effetti sulla qualità dell'aria determineranno. La deliberazione di Giunta che ha fissato la soglia ha previsto che tale monitoraggio sia effettuato e sarà l'ARPA a dirci come farlo e quali possono essere le risposte migliori in caso di un effettivo deteriorarsi della qualità dell'aria, diversamente ci staremmo attrezzando per una guerra che magari non si dovrà mai combattere. Meglio è monitorare costantemente la situazione e, sulla base degli effetti osservati, prevedere delle contromisure ad "hoc" e non lanciarci in salti nel vuoto senza sapere ciò che ci attende davvero.

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Mi dispiace contraddirla, Presidente, ma lei sa bene che - parliamo prima di dati di passaggi di transiti - noi raccogliamo tutti i dati mensili che prima il suo ufficio e ora l'Assessorato dell'ambiente ci fornisce ogni mese, io le fornisco questo dato - non so se lei ne è a conoscenza -, ossia da giugno 2005 viene sistematicamente superata la soglia dei 1.500 TIR...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

... ho qui i dati, facciamo per una volta il percorso inverso: io le fornisco i dati di media mensile, calcolata sui giorni di apertura, premetto: non sui giorni di apertura effettiva, ma sul giorno commerciale, 30 giorni, o 31, o 28, per cui è da giugno 2005 che viene superato il "limite TBridge" di 1.500. Il fatto che si tenti di giocare al rialzo... questa è la sua propensione, quindi non 1.500 TIR come indicava "TBridge", ma 1.600, 100 TIR in più, ma quello che contestiamo è il fatto che non è vero che ARPA stabilisce che a 1.500 TIR va tutto bene, anzi dice esattamente il contrario, dice: "attenzione, il limite di 1.500 TIR è il limite massimo oltre al quale la situazione peggiora in maniera drastica, ma prima non è che migliori! Non è che 1.500 TIR, anche se "euro 9", migliorano la qualità dell'aria".

Parlando del suo riferimento alla situazione nazionale, lo sapevo che lei tirava fuori la nostra opposizione alla TAV! La informo, Presidente, che sulla Torino/Lione vi è il fatto che ora si passa alla riqualificazione della linea ferroviaria storica... lei sa bene che la capacità sarà di 30 milioni di tonnellate all'anno e sa bene, perché sorride, che ora la linea ferroviaria storica è sfruttata per circa 1/3: 10 milioni di tonnellate anno, per cui il problema della linea Torino/Lione, quella che lei, come l'altra linea Aosta/Martigny, tira sempre fuori, è un falso problema, perché cominciamo a trasportare 20 milioni di merci all'anno sulla linea ad alta capacità storica Torino/Lione...

(nuova interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

... 30 milioni di tonnellate all'anno, se non la dovessimo sfruttare tutta, sa bene che diventa una linea ad alta capacità. Il fatto che noi contestiamo in questa sua proposta di deliberazione al Consiglio, che, fra l'altro, andrà in discussione venerdì 11 in III Commissione... è questa sua propensione ad adeguarsi all'esistente, ma soprattutto questa sua propensione a celare, a dimenticare che dobbiamo avere un atteggiamento di prudenza e precauzione, perché è vero che, dal punto di vista delle polveri totali sospese, il valore medio di emissione di ogni TIR "Euro 4", "Euro 3" rispetto agli "Euro 0" o agli "Euro 1", è notevolmente migliorato, ma sappiamo bene che il problema non sono più le "PM 10", ma sono le polveri ultrafini, che hanno un diametro minore delle "PM 10": le "PM 5", le "PM 2,5", le "PM 1" e le "PM 0,1", che tutte le organizzazioni della sanità, OMS compresa, dicono: "attenzione, che vi è qualche problema che deve essere studiato". Assessore Fosson, è inutile che lei cerchi di fare battute, ma il fatto che lei si inalberi è fonte per me di estrema soddisfazione. Presidente Caveri, quindi rimandiamo al mittente tutte le accuse di pressappochismo e vedremo venerdì 11 di approfondire in Commissione questa proposta di deliberazione.

Presidente - La parola al Consigliere Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Potrei a questo punto fare una disquisizione su come la Regione potrebbe intervenire per ridurre le merci che circolano nella nostra regione, non solo, ma anche le merci che consumiamo. Cominciamo ad evitare imballaggi macroscopici perché fanno comodo ai supermercati, evitiamo - ci sono di mezzo anch'io - di mettere sul tavolo l'acqua "San Benedetto" quando in valle abbiamo dell'acqua buonissima. Credo che apra in questi giorni quella piccola azienda che ricicla la plastica ad Issogne, ritengo che dobbiamo fare un discorso con il Consorzio che raccoglie la plastica nella nostra Regione, che la esporta fuori valle e poi questa azienda la deve riacquistare e importare, reputo sia possibile farla arrivare direttamente all'azienda. Voglio dire che dovremo dare indicazioni, senza diventare dei moralisti, e prendere dei provvedimenti su piccole cose che dipendono non da una grande Regione quale siamo; per numero di abitanti siamo una piccola regione, ma si può cominciare nei rifugi ad evitare di somministrare le acque minerali, credo che tutti possiamo dotarci di depuratori e bere l'acqua, anche perché i nostri rifugi hanno dei finanziamenti superiori a quelli di altre Regioni e il fatto che somministrino acqua dei ruscelli, o dei nostri torrenti, o di ghiacciaio potrebbe rientrare in una serie di piccole attenzioni alle quali non prestiamo attenzione; da quel lato, in proporzione alle nostre dimensioni, facciamo la nostra piccola parte.

Sui livelli di inquinamento e la pericolosità è intervenuto il mio collega, io do al Presidente un'altra segnalazione: deve stare attento all'organico dell'azienda che gestisce la sicurezza nel tunnel, perché c'è un organico di fatto, in realtà sono sotto organico perché saltano i riposi e tutta una serie di cose, quindi dovremo evitare turni eccessivi per una questione di sicurezza. Dall'altra parte abbiamo un "turnover" dentro il tunnel e quindi c'è continuamente bisogno di aggiornamento, di corso professionale, di adeguamenti sulla formazione, c'è un "turnover" dentro la sicurezza del Traforo del Monte Bianco non indifferente, che porta ad una dequalificazione del livello di professionalità. Noi gliele diamo non tanto per giustificare, tanto noi, indipendentemente dalla sicurezza all'interno del Tunnel del Monte Bianco, siamo contrari all'aumento dei passaggi dei TIR, però c'è un'aggravante che è rappresentata dai dati che ho citato appena ora.