Oggetto del Consiglio n. 3174 del 20 dicembre 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 3174/XII - Approvazione del disciplinare regolante i rapporti tra la Casino de la Vallée S.p.a. e la Regione autonoma Valle d'Aosta, ai sensi dell'art. 10 della l.r. 30/11/2001, n. 36 recante costituzione di una società per azioni per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent. (Reiezione di un ordine del giorno e ritiro di altro ordine del giorno)
Il Consiglio
Richiamata la legge regionale 30 novembre 2001, n. 36 recante "Costituzione di una società per azioni per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent", che prevede, all'articolo 10, che i rapporti tra la Casino de la Vallée S.p.a. e la Regione autonoma Valle d'Aosta relativi alla gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent siano regolati da un apposito disciplinare;
Richiamato il Disciplinare per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent, attualmente in vigore, approvato, ai sensi della legge regionale n. 36/2001, dal Consiglio regionale con deliberazione n. 3176/XI del 14 aprile 2003, ed in particolare l'articolo 2, comma secondo, che recita: "Regione e Casino S.p.a. provvederanno, con cadenza triennale, a verificare di concerto l'attualità delle disposizioni del presente disciplinare, anche al fine di attivare la procedura per la loro eventuale modificazione.";
Preso atto che l'Amministrazione regionale e la Casino de la Vallée S.p.a. hanno proceduto a verificare di concerto l'attualità delle disposizioni del Disciplinare in vigore e che concordemente hanno elaborato una proposta di modificazione;
Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 4223 in data 29 dicembre 2006 concernente l'approvazione del bilancio di gestione, per il triennio 2007/2009, con attribuzione alle strutture dirigenziali di quote di bilancio e degli obiettivi gestionali correlati e di disposizioni applicative;
Visto il parere favorevole rilasciato dal Coordinatore del Dipartimento Bilancio, Finanze, Programmazione e Partecipazioni regionali, ai sensi del combinato disposto degli articoli 13, comma 1, lettera e) e 59, comma 2, della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, sulla legittimità della presente deliberazione;
Visto il parere della IV Commissione consiliare permanente;
Delibera
l'approvazione dell'allegato "Disciplinare per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent, ai sensi dell'articolo 10 della legge regionale 30 novembre 2001, n. 36 "Costituzione di una società per azioni per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent" che costituisce parte integrante della deliberazione.
DISCIPLINARE PER LA GESTIONE DELLA CASA DA GIOCO DI SAINT-VINCENT, AI SENSI DELL'ART. 10 DELLA LEGGE REGIONALE 30 NOVEMBRE 2001, N. 36 "COSTITUZIONE DI UNA SOCIETÀ PER AZIONI PER LA GESTIONE DELLA CASA DA GIOCO DI SAINT-VINCENT".
Articolo 1
Oggetto
In attuazione dell'art. 10 della legge regionale 30 novembre 2001, n. 36 "Costituzione di una Società per Azioni per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent", il presente disciplinare regola i rapporti per l'esercizio della Casa da gioco di Saint-Vincent tra la Regione Autonoma Valle d'Aosta (di seguito Regione) e la Casino de la Vallée S.p.a. (di seguito Casino S.p.a.), costituita in data 2 dicembre 2002, Registro Imprese e Partita IVA n. 01045790076 e operante ai sensi della l.r. 36/2001 e successiva modifica intervenuta, che agisce con la denominazione "Casino de la Vallée S.p.a.".
Articolo 2
Decorrenza e validità
Il presente disciplinare entra in vigore dal primo giorno del mese successivo alla sua sottoscrizione e ha validità fino al 31 dicembre 2020. La validità potrà essere prorogata da Regione con provvedimento da comunicare almeno un anno prima della scadenza alla Casino S.p.a..
Regione e Casino S.p.a. provvederanno, con cadenza triennale, a verificare di concerto l'attualità delle disposizioni del presente disciplinare, anche al fine di attivare la procedura per la loro eventuale modificazione.
Articolo 3
Modalità di esercizio della Casa da gioco
Casino S.p.a. è tenuta a gestire la Casa da gioco con decoro, serietà e correttezza, con particolare attenzione allo sviluppo delle risorse umane e professionali.
L'esercizio dei giochi (Roulette francese, Fairoulette, Trente et Quarante, Chemin de fer, Poker, Roulette americana, Black-Jack, Punto-Banco, Craps, Saint-Vincent poker e la sua variante denominata Cambio Carta, le varianti al gioco Poker Teresina denominate Texas Hold'em e Omaha Hight, Slot-Machines e altri giochi elettronici) ha luogo in Saint-Vincent nei locali della Casa da gioco.
L'eventuale utilizzo di altre strutture e l'introduzione di nuovi giochi dovranno essere preventivamente autorizzati dalla Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente.
Articolo 4
Gettoni
Le dotazioni di gettoni di valore, di colore e delle slots in uso presso la Casa da gioco sono fornite da Regione, che si riserva la facoltà di sostituirle per sopravvenuti motivi tecnici.
Casino S.p.a. è tenuta a custodire e ad utilizzare esclusivamente i gettoni di proprietà regionale e, al momento della scadenza del presente disciplinare, a restituire a Regione le dotazioni di gettoni complete o a corrispondere il valore nominale dei pezzi eventualmente mancanti.
Articolo 5
Affidamento di attività a terzi
Le attività di gioco devono essere esercitate direttamente da Casino S.p.a., che non può delegarle a terzi.
Le attività accessorie e complementari non collegate direttamente all'attività produttiva concernenti esercizi pubblici e commerciali o servizi al pubblico collaterali e di supporto alla gestione della Casa da gioco, escluso il cambio assegni di cui all'art. 6, possono, anche se svolte nei locali di pertinenza di quest'ultima, essere affidate a terzi, a seguito di preventiva informazione alla Regione.
Sono fatti salvi i contratti in essere alla data di entrata in vigore del presente disciplinare.
Articolo 6
Cambio assegni
Al fine di incrementare la produttività della Casa da gioco, Casino S.p.a., nel pieno rispetto delle leggi vigenti in materia, è tenuta a garantire, tramite il proprio ufficio cassa assegni ed a proprio rischio, la provvista di gettoni di gioco alla clientela, contro il rilascio di assegni di conto corrente o circolari.
Resta esclusa ogni partecipazione di Regione ai rischi e ai danni conseguenti a tali operazioni.
Articolo 7
Beni mobili
Casino S.p.a. provvede, a propria cura e spese, all'acquisto e alla gestione dei beni mobili, tra cui l'arredamento, le attrezzature e le slots.
Rimangono di proprietà della Regione i marchi, il sistema informativo, nelle sue componenti hardware e software, il know-how e le banche dati.
I beni di cui al precedente comma sono da Regione concessi in comodato a Casino S.p.a. per l'utilizzo esclusivo ed esigenze della gestione e non possono comunque essere da Casino S.p.a. concessi in uso a terzi, salvo specifica autorizzazione della Giunta regionale.
Del pari saranno di proprietà di Regione eventuali nuovi marchi registrati su richiesta di Casino S.p.a. o di Regione.
Relativamente al sistema informativo, l'aggiornamento, l'inserimento dei dati, la manutenzione ordinaria e straordinaria dello stesso, nonché le eventuali modifiche innovative di sviluppo degli elementi hardware e software, saranno a cura e spese di Casino S.p.a..
Sarà altresì a carico di Casino S.p.a. l'acquisto di qualsiasi hardware e software applicativo di base, fatto salvo l'obbligo di cui all'articolo 21 del presente disciplinare.
Nelle more della cessione dei beni mobili di proprietà della Regione a Casino S.p.a. sono fatte salve le cessioni in comodato attive alla data di entrata in vigore del presente disciplinare.
Articolo 8
Beni immobili
La Regione è proprietaria dei beni immobili che sono ceduti in comodato gratuito a Casino S.p.a., la quale è tenuta a mantenerli in costante e perfetta efficienza e ad assicurarne le migliori condizioni igieniche ed ambientali, sia per il pubblico che per il personale dipendente.
L'onere della custodia e della manutenzione ordinaria e straordinaria dei beni immobili, è a carico di Casino S.p.a., fatti salvi eventuali interventi rientranti nel Piano di sviluppo di cui all'articolo 14.
Entro tre mesi dalla chiusura di ciascun esercizio, Casino S.p.a. comunica alla Giunta regionale l'elenco delle manutenzioni straordinarie effettuate nell'anno precedente. Casino S.p.a. è obbligata ad effettuare tutte le manutenzioni straordinarie ritenute urgenti ed individuate con apposite deliberazioni della Giunta regionale.
Detti beni sono da Regione concessi in disponibilità a Casino S.p.a. per l'utilizzo esclusivo inerente ad esigenze della gestione e non possono comunque essere da Casino S.p.a. concessi in uso a terzi, salvo specifica autorizzazione della Giunta regionale.
Tali beni sono consegnati a Casino S.p.a. come individuati e descritti nell'inventario e nello stato di consistenza, redatti in contraddittorio fra le parti.
Regione, in accordo con Casino S.p.a., si riserva l'uso di adeguati locali necessari ai propri servizi. L'arredamento, la manutenzione ordinaria e straordinaria, l'attrezzatura e tutte le spese vive relative all'uso ed all'utilizzazione dei detti locali (telefono, energia, pulizia e ogni altro servizio) sono a carico di Casino S.p.a..
È a carico di Regione la polizza globale fabbricati degli immobili di proprietà regionale, anche a favore della Casino S.p.a. e con rinuncia alla surroga.
Sono a carico di Casino S.p.a. tutte le coperture assicurative connesse alla conduzione della Casa da gioco e di tutti i beni ad esse pertinenti, quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo: incendio, scoppi di gas, furti e rapine, responsabilità terzi e danni di qualsiasi natura.
Articolo 9
Proventi di gestione
Gli introiti lordi di gestione sono rappresentati dai proventi lordi di tutti i giochi in essere o di quelli che saranno eventualmente introdotti in seguito.
Dal conteggio dei proventi lordi sono esclusi i proventi degli ingressi, delle mance, dei proventi delle attività complementari ed accessorie, nonché delle entrate per spettacoli e trattenimenti comunque organizzati da Casino S.p.a., all'interno o fuori della Casa da gioco.
Casino S.p.a. versa le quote dei proventi di gioco di spettanza regionale alla tesoreria di Regione, con le modalità di cui al successivo articolo 10. Tali quote assumono, all'atto del versamento, natura di entrata di diritto pubblico.
Le orfanelle, cioè le vincite non ritirate dai giocatori, dopo annotazione su apposito registro, verranno incluse nei proventi del tavolo da gioco di pertinenza ed il 10% del loro ammontare sarà devoluto a titolo di mancia.
La stessa procedura sarà seguita per le poussettes, puntate non regolari effettuate dal giocatore dopo l'uscita del numero, quando non sia possibile l'individuazione del giocatore per la restituzione della puntata.
Nel caso si verificasse l'immissione in gioco di denaro e gettoni falsi o fuori corso, o si verificassero eventuali ammanchi di cassa, nessuna detrazione potrà essere operata sui proventi di spettanza di Regione, dovendosi intendere che il rischio e il conseguente danno ricadono unicamente ed interamente su Casino S.p.a..
I cosiddetti "pagamenti di favore" sono effettuati da Casino S.p.a. a proprio carico e non comportano detrazioni sui proventi di spettanza di Regione.
Articolo 10
Versamento
Le quote dei proventi lordi giornalieri dei giochi spettanti a Regione, raggruppati per dieci giorni sono comunicati a Regione, entro e non oltre i cinque giorni successivi alla scadenza del decimo giorno e sono versati, raggruppati per mese, entro e non oltre il quinto giorno del mese successivo.
Nel caso di ritardo nei pagamenti, Casino S.p.a. sarà tenuta a corrispondere a Regione, sugli importi pagati in ritardo, gli interessi, in ragione annua, commisurati al tasso ufficiale di sconto, maggiorato di 10 punti.
Trascorso il termine di 15 giorni senza che si sia provveduto al versamento dell'importo dovuto, la Regione costituirà in mora la Casino S.p.a. a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento e potrà avviare le procedure di cui all'art. 20.
I tassi di cui sopra saranno applicati con un limite massimo pari al tasso effettivo globale medio rilevato trimestralmente dalla Banca d'Italia su operazioni in conto corrente oltre Euro 5.200, maggiorato del 50%.
Articolo 11
Quota dei proventi spettanti a CASINO S.P.A.
Per le attività di cui al presente disciplinare, Casino S.p.a. trattiene una quota pari al 60% degli introiti lordi dei giochi.
Nel caso in cui i proventi complessivi dei giochi superino gli introiti della Casa da gioco dell'esercizio precedente, a Casino S.p.a. verrà riconosciuto, limitatamente all'esercizio in cui sia avvenuto il supero, un ulteriore 2% sui relativi maggiori proventi conseguiti.
Qualora, sul totale dei proventi di gioco annuali, l'incidenza dei proventi dei giochi "lavorati" (derivante dai proventi complessivi dei giochi, detratti quelli delle slot-machines e degli altri giochi elettronici) sia uguale o superiore al 50%, sui proventi dei giochi "lavorati" a Casino S.p.a. verrà riconosciuto:
- un ulteriore 2%, per un'incidenza dei giochi "lavorati" compresa tra il 50% e il 55% escluso;
- un ulteriore 3%, per un'incidenza dei giochi "lavorati" compresa tra il 55% e il 60% incluso;
- un ulteriore 4% per un'incidenza dei giochi "lavorati" superiore al 60%.
Le predette ulteriori quote non sono tra loro cumulabili e le somme relative saranno versate da Regione a Casino S.p.a entro il 31 gennaio dell'anno successivo.
Qualora, per cause importanti oggettivamente non imputabili alla Casino S.p.a., si dovesse riscontrare una diminuzione degli introiti annuali superiore al 10%, rispetto agli introiti della Casa da gioco dell'esercizio precedente, si procederà alla revisione delle clausole economiche del presente disciplinare.
Nel caso in cui le mance superino le percentuali sottoindicate dei ricavi generati da ognuno dei seguenti giochi:
Roulette francese, Fairoulette: 60%;
Chemin de fer: 30%;
Trente et Quarante: 5%;
Poker e le varianti al gioco Poker Teresina denominate Texas Hold'em e Omaha Hight: 20%;
Craps, Punto-Banco: 10%;
Roulette americana, Black-Jack: 35%;
Saint-Vincent poker: 9%.
Al termine di ciascun periodo semestrale dell'esercizio di Casino S.p.a., quest'ultima, nei 30 giorni successivi, corrisponderà a Regione il 40% degli importi eccedenti di sua spettanza. Con l'atto di autorizzazione per l'esercizio di nuovi giochi di cui all'articolo 3, comma 3, la Giunta regionale individuerà altresì, sentita Casino S.p.a., il rapporto percentuale mance/ricavi oltre il quale la Casino S.p.a. corrisponderà a Regione le quote di ripartizione previste relativamente al nuovo gioco.
Articolo 12
Manifestazioni e promozione
Al fine di promuovere le attività della Casa da gioco, Casino S.p.a. è tenuta a finanziare, destinando una percentuale non inferiore al 14% degli introiti di gioco come definiti dall'art. 9, comma 2, con riferimento ai dati dell'ultimo bilancio approvato dalla gestione della Casa da gioco, il calendario di manifestazioni finalizzate ad incentivare le presenze della clientela presso la Casa medesima e ad attivare ritorni di immagine e ricadute promozionali su Saint-Vincent e sulla Valle d'Aosta.
Il programma annuale delle manifestazioni, operativo ed economico, è predisposto da Casino S.p.a. di concerto con il "Comitato per la promozione e le manifestazioni", formato dal Presidente della Regione Autonoma Valle d'Aosta o da un suo delegato che lo presiede, da un amministratore di Casino S.p.a. o da un suo delegato e da un terzo componente in rappresentanza dei Comuni di Châtillon e di Saint-Vincent, entro e non oltre il 30 novembre l'anno precedente a quello di riferimento.
Tale programma dovrà evidenziare esplicitamente la quota di risorse destinata all'ospitalità esterna per permettere delle effettive ricadute sull'imprenditoria turistica e commerciale del comprensorio di Châtillon e Saint-Vincent.
Il funzionamento del Comitato è regolamentato attraverso apposito protocollo predisposto dal Comitato stesso entro 120 giorni dalla sottoscrizione del presente disciplinare ed approvato da Casino S.p.a. e dalla Giunta regionale.
Quanto stanziato nel bilancio regionale, alla data di entrata in vigore del presente disciplinare, e non ancora erogato, è corrisposto a Casino S.p.a. con l'impegno che sia destinato alla realizzazione del programma delle manifestazioni.
Articolo 13
Controlli
Casino S.p.a. assicurerà, con il più severo controllo, la regolarità dei giochi e dei relativi incassi.
Regione esercita, a mezzo del proprio servizio ispettivo, qualsiasi forma di controllo, sia in modo continuativo e sistematico, sia con interventi saltuari sui giochi, manifestazioni varie, ingressi, servizi ecc., con possibilità di accesso diretto e in tempo reale al sistema informativo della Casa da gioco secondo le modalità previste dall'apposito regolamento da approvarsi dal Consiglio regionale entro un anno dall'entrata in vigore del presente disciplinare. Nelle more continuerà ad applicarsi il vigente regolamento dei controlli approvato dal Consiglio regionale.
Casino S.p.a. provvederà a fornire in tempo reale informazioni, tabulati ed in particolare risultati di gestione, secondo le richieste del Direttore della Direzione regionale della Casa da gioco, assicurando nel contempo la più completa disponibilità delle strutture interne preposte al controllo di attività di gioco e al controllo amministrativo.
Nessun tavolo o gioco può essere aperto o chiuso senza la presenza di un rappresentante di Regione, nominato dal Presidente della Regione Autonoma Valle d'Aosta.
Casino S.p.a. è tenuta inoltre a:
a) trasmettere a Regione una sintesi trimestrale del reporting di Casino S.p.a. al fine di una completa conoscenza degli andamenti gestionali della stessa, ivi compresa la realizzazione del programma delle manifestazioni;
b) implementare ed utilizzare esclusivamente il sistema integrato di sicurezza, anche a mezzo di videosorveglianza, con particolare riferimento al controllo dei giochi ed al sistema denominato "online" per il controllo delle slot machines, adottando le più moderne tecnologie reperibili sul mercato. La Casino S.p.a terrà costantemente informato il servizio ispettivo regionale su eventuali anomalie del sistema integrato di sicurezza nonché sui progetti evolutivi del sistema in modo da tener conto delle eventuali osservazioni del servizio ispettivo.
Per quanto riguarda il sistema integrato di sicurezza, la sua realizzazione sarà messa in atto al solo fine di assicurare un controllo della regolarità dei giochi e comunque con esclusione della sorveglianza sull'attività del personale. Le modalità per l'accesso e l'utilizzo delle strutture di sorveglianza (sala monitor dei controlli di sicurezza), da parte del servizio di controllo regionale, saranno regolate da apposito protocollo, approvato dalla Giunta regionale, previa intesa con la Casino S.p.a. e sentita la Commissione consiliare competente, nel pieno rispetto delle disposizioni vigenti in materia, in specie dell'art. 4 della Legge 20 maggio 1970, n. 300, recante "Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento";
c) fornire quotidianamente, per gioco e per tavolo nel rispetto della normativa vigente in materia di lavoro, una dettagliata ed analitica contabilità delle mance, consentendo a Regione il controllo anche ai fini dell'applicazione dell'ultimo comma del precedente articolo 11.
Articolo 14
Piano di sviluppo
Il Consiglio regionale approva il Piano di sviluppo su proposta della Giunta regionale. Regione finanzia gli investimenti in esso previsti che verranno realizzati da Casino S.p.a. sulla base di uno schema contrattuale tipo approvato dalla Giunta regionale.
Quanto stanziato nel bilancio regionale, alla data di entrata in vigore del presente disciplinare, e non ancora erogato, è corrisposto a Casino S.p.a. a titolo di acconto per la realizzazione del Piano di sviluppo.
Articolo 15
Disciplina del personale
Casino S.p.a. si impegna a mantenere in servizio e a gestire tutto il personale dipendente in forza alla data dell'entrata in vigore del presente disciplinare, fatti salvi i casi di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo, di dimissioni, di risoluzioni consensuali o di contratti di lavoro a tempo determinato.
Casino S.p.a. amministra e gestisce il personale nel pieno rispetto delle leggi che regolano il rapporto di lavoro e dei contratti collettivi ed individuali di lavoro in essere.
Le nuove assunzioni saranno effettuate ai sensi della "Regolamentazione delle assunzioni del personale presso il Casino de la Vallée", approvata dal Consiglio regionale.
Per l'accesso alla qualifica di dirigente sono richiesti requisiti di specchiata moralità, nonché capacità ed esperienza di coordinamento di attività complesse e di gestione delle risorse umane.
Casino S.p.a. si impegna a garantire che il personale in organico sia rispondente sia sotto l'aspetto quantitativo che sotto quello delle competenze, ad una gestione efficace ed efficiente delle aree aziendali.
Articolo 16
Oneri fiscali
Gli oneri tributari, direttamente o indirettamente derivanti dal presente disciplinare, saranno a carico delle parti in conformità a quanto previsto dalle disposizioni di legge. Le spese di bollo, di registrazione ed accessorie, presenti e future, relative al presente disciplinare, sono poste a carico di Casino S.p.a..
Articolo 17
Forniture
Fermo restando il rispetto della normativa vigente, Casino S.p.a. dovrà dotarsi di un proprio regolamento relativo ai lavori e alle forniture di beni e servizi, che trasmetterà a Regione entro 60 giorni dalla sottoscrizione del presente disciplinare. Per i lavori e le forniture di beni e servizi, a parità di qualità e condizioni e ove consentito dalle leggi in materia, Casino S.p.a. si rivolgerà preferibilmente ad imprese aventi sede in Valle d'Aosta.
Articolo 18
Ingressi
Per l'ingresso nelle sale da gioco deve essere rilasciata una speciale tessera o titolo nominativi da Casino S.p.a., la quale ha la facoltà di ritirarli o di negarli, a suo insindacabile giudizio o su motivata richiesta del Direttore della Direzione regionale della Casa da gioco, del Capo Servizio Ispettivo, dell'Ufficio interno di P.S., delle Compagnie territoriali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.
L'ingresso alle sale da gioco e ai locali utilizzati per le operazioni comunque inerenti allo svolgimento delle attività di gioco è vietato ai minorenni, ai militari in divisa, alle persone dedite notoriamente all'esercizio professionale del gioco e alle persone che intendano svolgere operazioni di credito, fatta eccezione per gli Istituti di credito autorizzati, convenzionati con Casino S.p.a., per servizi all'interno della Casa da gioco, e comunque alle persone a cui è stato inibito l'ingresso.
Per quanto concerne i residenti in Valle d'Aosta si applicano le disposizioni assunte in merito dal Consiglio regionale.
Agli effetti della vigilanza delle Autorità governative, i locali adibiti al gioco sono considerati come pubblici.
Casino S.p.a. è responsabile in via diretta ed esclusiva verso le Autorità stesse di qualsiasi infrazione o irregolarità.
L'importo massimo del corrispettivo per l'ingresso alle sale da gioco sarà autorizzato dalla Giunta regionale.
Casino S.p.a. potrà rilasciare, anche su richiesta del Direttore della Casa da Gioco o del Capo Servizio Ispettivo, biglietti di ingresso omaggio a scopo promozionale.
Articolo 19
Apertura e orari
La Casa da gioco deve essere tenuta aperta e funzionante per tutto l'anno, fatta eccezione per il giorno di vigilia di Natale.
L'orario di funzionamento delle sale da gioco e dei servizi accessori è stabilito da Casino S.p.a., previa comunicazione a Regione.
Articolo 20
Decadenza e revoca della gestione
Regione potrà pronunciare la decadenza di Casino S.p.a. dalle facoltà di cui al presente disciplinare nei seguenti casi:
a) scioglimento, messa in liquidazione, fallimento o assoggettamento a procedura concorsuale equipollente di Casino S.p.a.;
b) inosservanza degli obblighi di cui all'art. 3 commi 1 e 3, all'art. 5, comma 1, all'art. 8, commi 1, 2 e 8, all'art. 10, comma 3, all'art. 13, comma 1 e all'art. 15, comma 3;
c) qualora, per qualsiasi motivo, esclusi i casi di forza maggiore debitamente comprovati, Casino S.p.a. sospenda la gestione dei giochi.
Nei casi di cui ai punti b) e c) Regione dovrà preventivamente comunicare a Casino S.p.a. l'avvio del procedimento di decadenza, indirizzando a Casino S.p.a una motivata contestazione scritta e assegnando alla medesima un termine non inferiore a 15 giorni per la presentazione di eventuali controdeduzioni e giustificazioni e di documenti. Con provvedimento adottato nei successivi 60 giorni, il Consiglio regionale dovrà decidere se pronunciare la decadenza di Casino S.p.a. dalla gestione della Casa da gioco, ovvero se accettare le giustificazioni presentate.
Nei casi di decadenza nessun indennizzo o compenso sarà dovuto a Casino S.p.a..
Regione si riserva, inoltre, il potere di revocare la gestione per sopravvenute ragioni ed esigenze di pubblico interesse ed in caso di sopravvenuti provvedimenti legislativi e/o amministrativi incompatibili con la gestione stessa.
Articolo 21
Cessazione della gestione
Nel caso di cessazione della gestione per qualsiasi motivo, Casino S.p.a dovrà provvedere immediatamente al rilascio e/o alla consegna e/o alla riconsegna a Regione, dietro sua semplice richiesta scritta, di tutti i beni concernenti l'attività di gioco e tutte le attività ad essa funzionalmente connesse.
Tra i beni di cui al comma 1, è incluso l'intero sistema integrato di sicurezza nonché l'intero sistema informativo, sia hardware sia software, know-how e le banche dati.
Per il prosieguo dell'attività, i beni di proprietà di Casino S.p.a., mobili e/o immobili, ritenuti dalla Regione funzionali alla gestione della Casa da gioco, saranno acquisiti al valore normale.
Casino S.p.a. dovrà, inoltre, prestare ogni assenso necessario per consentire a Regione, od al soggetto terzo da essa designato, la continuità dell'attività di gioco e il mantenimento del personale iscritto a libro matricola.
Casino S.p.a., a richiesta di Regione, sarà tenuta a proseguire la gestione per un periodo massimo di 6 mesi.
Regione ha in ogni caso diritto di esercitare la prelazione su qualsiasi cessione di beni immobili e di attrezzature di gioco che Casino S.p.a. intenda effettuare, in qualsiasi momento.
Articolo 22
Disposizioni transitorie
Eventuali proprietà immobiliari funzionali alla gestione della casa da gioco, di proprietà di Casino S.p.a. alla data di entrata in vigore del presente disciplinare, verranno acquistati dalla Regione.
Per le proprietà immobiliari in corso d'opera, il Casino S.p.a. è tenuto a terminare i lavori, preventivamente all'acquisto da parte della Regione.
Per l'anno 2007, la percentuale dei proventi di cui all'articolo 11 del presente disciplinare è rideterminata nel 57% e gli eventuali conguagli saranno trattenuti da Casino S.p.a. nei successivi versamenti.
Casino S.p.a. rinuncia a tutti i crediti nei confronti di Regione, maturati a titolo di rimborso spese, alla data di entrata in vigore del presente disciplinare, con esclusione dei crediti derivanti dall'applicazione della deliberazione della Giunta regionale n. 761/2007.
Président - Je rappelle que nous sommes en train de discuter l'objet n° 44.1 et que nous votons sur le nouveau texte de la Commission, que sur cet argument ont été déposés 2 ordres du jour qui vous ont été distribués et qu'on discutera tout de suite avant la votation et que sur le texte... dica collega Squarzino... no, rispettiamo la prassi che il Consiglio ha... grazie. Sono stati depositati 31 emendamenti da parte del "Partito Democratico", 14 da parte del gruppo "Arcobaleno", 22 da parte del gruppo "La Casa delle Libertà" e 2 emendamenti da parte dell'Assessore Marguerettaz.
La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Sarò brevissimo perché sull'efficacia della trasparenza dei giochi al Casinò ho già detto stamani. Noi sosteniamo che, nella misura in cui combattiamo fenomeni malavitosi all'interno della Casa da gioco, si crea maggior trasparenza ed è più facile che giocatori che hanno l'hobby del gioco si avvicinino molto di più, evidentemente grazie alla maggior trasparenza. Uno dei sistemi per rendere più efficace il gioco è quello dei gettoni non convertibili; in sostanza a chi cambia un assegno, a seconda del tipo di persona, viene dato un gettone non convertibile, può essere uguale agli altri con un "chip", dove attraverso questo tipo di gettoni si capisce il tipo di operazione che svolge all'interno del Casinò. Faccio un esempio: se un "porteur" porta dei clienti, prende la percentuale sull'assegno cambiato e poi questo giocatore non ha interesse a giocare, ma ad andare alla cassa e cambiare i gettoni, lasciando l'assegno da un'altra cassa... evidentemente queste operazioni non si possono più fare. Credo che vada nella direzione di migliorare la trasparenza, quindi chiediamo al Consiglio di far sì che vi sia una maggiore dotazione di tali gettoni non convertibili, ve ne sono, ma non sono sufficienti e non vengono utilizzati nel modo dovuto.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Come dichiarazione di voto, chiedo al Consiglio di esprimersi in modo contrario, perché si ritiene che questo meccanismo, seppure legittimo ed utilizzato, debba essere oggetto di un'organizzazione che prescinde da un'attività consiliare che ci vede entrare nel merito delle questioni dell'organizzazione del gioco; quindi chiedo di votare contro.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot, per dichiarazione di voto.
Bortot (Arc-VA) - Noi comunque sosteniamo tale ordine del giorno, ci dispiace per le dichiarazioni dell'Assessore, questa cosa noi è da anni e non è stata chiesta solo da noi e c'era tutto il tempo di introdurla. Evidentemente si vuole continuare come è stato fatto sinora, poi però non veniamo a dire che imputiamo al fumo o ad altri fattori non ben identificati il calo dei giocatori che frequentano Saint-Vincent, perché vi ripeto che per due soldi che ci mettiamo sporchi in tasca perdiamo un sacco di giocatori alla Casa da gioco, perché i due soldi che ci mettiamo in tasca sporchi, perché sono soldi riciclati... quando finiscono sui giornali finisce sui giornali tutto il Paese. L'ordine del giorno quindi lo votiamo e ognuno si prende le proprie responsabilità.
Presidente - Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 1 presentato dai Consiglieri Venturella, Bortot e Squarzino Secondina, che recita:
Ordine del giorno
Visto l'art. 4 del Disciplinare relativo alla Casa da gioco di Saint-Vincent licenziato dalla IV Commissione consiliare in data 13 dicembre 2007 in tema di "Gettoni";
Constatato che l'utilizzo dei "Gettoni non convertibili" ha diverse utilità:
1) controllo della partecipazione al gioco della clientela;
2) impossibilità di convertire gli assegni in contanti;
3) l'effettivo rendimento, in proventi lordi e mance della clientela d'élite, in specie quella procacciata;
Impegna
la Giunta regionale ad integrare la dotazione dei "Gettoni non convertibili" con un quantitativo adeguato all'operatività di cui sopra.
F.to: Venturella - Bortot - Squarzino Secondina
Consiglieri presenti: 29
Votanti: 20
Favorevoli: 4
Contrari: 16
Astenuti: 9 (Comé, Ferraris, Fiou, Frassy, Ottoz, Salzone, Stacchetti, Tibaldi, Viérin Marco)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot sull'ordine del giorno n. 2.
Bortot (Arc-VA) - Il controllo dei tavoli da gioco, non il controllo del gioco, ma il controllo del gioco tavolo per tavolo era già stato introdotto o si voleva introdurlo; poi c'è stato un ricorso al TAR da parte delle organizzazioni sindacali presentato il 23 giugno 2003. Dopo 2 anni di tempo la Regione non si è costituita contro questa impugnativa, è stato emesso dal TAR un decreto che dichiara perente il discorso indicato in epigrafe, di conseguenza non se n'è fatto di niente. Con questo ordine del giorno si vuole impegnare il Governo regionale nella misura in cui vengono introdotti i controlli tavolo per tavolo... qualora vi fosse una nuova impugnativa da parte delle organizzazioni sindacali del provvedimento che andremo a deliberare, vi sia un impegno del Consiglio nei confronti del Governo regionale a presentare istanza e a costituirsi in giudizio. Erano stati introdotti i gettoni non convertibili, è stato fatto un ricorso, questa introduzione era stata sospesa; a fronte del ricorso la Regione non si è costituita, il provvedimento è decaduto e i gettoni non convertibili non sono stati introdotti: questo è dovuto al fatto che la Regione non si è presentata entro i 2 anni previsti al TAR. Con tale ordine del giorno, se dovesse esserci lo stesso percorso, il Governo è impegnato a presentarsi.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Con tutta la simpatia, Consigliere Bortot, non ho capito una parola. Il secondo ordine del giorno non c'entra nulla con i gettoni non convertibili, era sulla conta delle mance, quindi probabilmente si è confuso fra i 2 ordini del giorno. Ha parlato della conta delle mance, dei gettoni non convertibili, abbia pazienza, non si è capito nulla. Tuttavia questo tipo di discorso... e non è la Regione che non si è presentata, ma sono i sindacati che non si sono presentati. Mi perdoni, Consigliere Bortot, chi le scrive gli ordini del giorno glieli spieghi. Rispetto a questo tipo di discorso, in questa sede abbiamo una situazione dove noi "mettiamo il carro davanti a buoi", nel senso che i sindacati, piuttosto che i lavoratori non hanno ancora presentato ricorso, diamo un ordine del giorno dove diciamo che ci costituiremo. Qui, se volevamo dare dei segnali da questo Consiglio di voler dialogare, tale ordine del giorno va nella direzione esattamente contraria. Qualora il Consiglio approvi un disciplinare che verrà impugnato, è ovvio e scontato che la Regione difenderà il disciplinare votato dal Consiglio. Domando quindi al Consigliere Bortot di ritirare tale ordine del giorno, se lo ritiene, altrimenti chiedo di votare contro.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot sull'ordine del giorno n. 2.
Bortot (Arc-VA) - Probabilmente mi sono confuso, era riferito alle mance e al controllo per tavolo, ma lei ha capito molto bene cosa ho inteso, anche se nel frattempo mi sono confuso; quindi o c'è questo impegno formale di costituirsi nell'evenienza da parte sua e quindi ritiriamo l'ordine del giorno...
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
... benissimo, l'ordine del giorno è ritirato.
Presidente - L'ordine del giorno n. 2 presentato dai Consiglieri Venturella, Bortot e Squarzino Secondina è stato ritirato.
Il Consiglio prende atto.
Presidente - Do lettura per il verbale dell'ordine del giorno n. 2:
Ordine del giorno
Il Consiglio regionale
Visto l'art. 13 del disciplinare approvato con delibera n. 31767/XI del 14 aprile del 2003, relativo alla Casa da Gioco di Saint-Vincent, che recita al V comma lettera C "fornire quotidianamente, per gioco e per tavolo, una dettagliata e analitica contabilità delle mance, consentendo a Regione il controllo anche ai fini dell'applicazione dell'ultimo comma del precedente articolo 11";
Visto lo stesso articolo e la stessa lettera nel testo licenziato dalla IV Commissione permanente il 13 dicembre 2007 che recita: "fornire quotidianamente, per gioco e per tavolo nel rispetto della normativa vigente in materia di lavoro, una dettagliata e analitica contabilità delle mance, consentendo a Regione il controllo anche ai fini dell'applicazione dell'ultimo comma del precedente articolo 11";
Considerato il contenuto del Decreto in data 15 giugno 2006 del Presidente del Tribunale Amministrativo regionale della Valle Aosta relativo al ricorso presentato dai dipendenti tecnici della Casa da Gioco di Saint-Vincent e dalle Organizzazioni sindacali avverso la dicitura "per tavolo" a causa della non costituzione in giudizio dell'Amministrazione regionale;
Constatato che il conteggio delle mance per tavolo alla casa da gioco non è stato effettuato, appunto in seguito al Decreto sopraccitato;
Accertato che il conteggio delle mance per tavolo ha una valenza anche al di là del controllo sulla regolarità del gioco, ad esempio sul ritorno degli investimenti in occasioni di manifestazioni mirate alla produzione;
Impegna
la Giunta regionale, nell'eventualità della presentazione di un ricorso similare, a costituirsi in giudizio.
F.to: Venturella - Bortot - Squarzino Secondina
Possiamo passare alla votazione dell'allegato, ricordo che votiamo il nuovo testo predisposto dalla IV Commissione, lo esamineremo come una legge, articolo per articolo, con relativi emendamenti, dopodiché vi sarà un esame complessivo.
La parola al Consigliere Lavoyer, sull'articolo 1.
Lavoyer (FA) - Solo per chiedere, a nome della maggioranza, una breve sospensione per esaminare gli emendamenti.
Presidente - Il Consiglio è sospeso per 10 minuti.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 15,55 alle ore 16,33.
Presidente - Possiamo riprendere i lavori.
Pongo in votazione l'articolo 1:
Consiglieri presenti: 31
Votanti e favorevoli: 26
Astenuti: 5 (Bortot, Frassy, Ottoz, Squarzino Secondina, Tibaldi)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 2 vi è l'emendamento n. 1 del gruppo "Arcobaleno".
La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Stamani abbiamo discusso dei pericoli che può creare un disciplinare di questo genere rispetto ad un'eventuale nuova gestione del Casinò. Vorremmo che tale verifica, che è prevista sul disciplinare, da triennale diventasse annuale.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Ritengo che questa metodologia di revisione annuale sia particolarmente onerosa, anche perché all'interno del disciplinare vi sono alcune autoregolamentazioni che possono essere effettuate. Per contro, collega Bortot, così anticipo un ragionamento, lei nell'emendamento n. 14 introduce un comma all'articolo 22 dove si dice: "Regione e Casinò S.p.a. provvederanno, nell'anno 2008, a verificare di concerto l'attualità delle disposizioni del presente disciplinare, anche al fine di attivare la procedura per la loro eventuale modificazione". Rispetto all'emendamento n. 14, ci sarebbe una disponibilità, ma nello scrivere "2008" scriviamo una cosa che è un poco priva di senso, perché non abbiamo neanche un anno di tempo per poter verificare, quindi, se tutto il Consiglio fosse d'accordo, perché non è possibile tecnicamente fare diversamente... l'emendamento n. 14... se scrivessimo "2009", ci sarebbe un anno, un esercizio, avremmo l'esercizio 2008, però dovrebbe essere un accordo di tutto il Consiglio perché tecnicamente gli emendamenti non sono sub-emendabili a discussione chiusa. In sostanza, ad introdurre l'automatismo annualmente siamo contrari, vi è l'altra disponibilità.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 1 del gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
All'art. 2, comma 2
Sostituire le parole "con cadenza triennale" con le parole "con cadenza annuale".
Consiglieri presenti: 32
Votanti: 28
Favorevoli: 5
Contrari: 23
Astenuti: 4 (Fiou, Frassy, Ottoz, Tibaldi)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 2:
Consiglieri presenti: 33
Votanti e favorevoli: 25
Astenuti: 8 (Bortot, Fontana Carmela, Frassy, Ottoz, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 3 vi sono gli emendamenti n. 1, n. 2 e n. 3 del gruppo "La Casa delle Libertà" e l'emendamento n. 1 del "Partito Democratico", che è simile all'emendamento n. 3 del gruppo "La Casa delle Libertà".
La parola al Vicepresidente Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - I primi 3 emendamenti del nostro gruppo vertono sull'articolo 3, in particolare l'emendamento n. 1 si innesta nel primo comma e specifica che sarebbe quanto mai necessario aggiungere alcune parole, ovvero va bene che la "Casinò S.p.a." è tenuta a gestire la Casa da gioco con "decoro, serietà e correttezza, con particolare attenzione allo sviluppo delle risorse umane e professionali", ma è altrettanto vero che deve essere osservato scrupolosamente anche l'adempimento degli obblighi legali, regolamentari, convenzionali. Vorrei citare a titolo di esempio un paio di norme che sono passate inosservate o, meglio, non hanno avuto alcuna ottemperanza nel disciplinare vigente: mi riferisco al regolamento dei controllo, l'aggiornamento di quel regolamento che porta la data del 1967 non è mai intervenuto nonostante il disciplinare vigente lo prevedesse in maniera esplicita; un'altra è la norma che riguarda il conteggio delle mance tavolo per tavolo. Sta bene allora fissare delle regole che stabiliscano i comportamenti reciproci fra le parti, ma sta altrettanto bene che venga sottolineata l'efficacia di tali regole e nella fattispecie ci teniamo ad evidenziarlo con questo periodo aggiuntivo che va a sommarsi a quanto già scritto nel 1° comma dell'articolo 3, ripeto: "con lo scrupoloso adempimento degli obblighi legali, regolamentari e convenzionali".
Il secondo emendamento riguarda il comma 3 dell'articolo 3, in particolare si chiede, come avverrà con altri emendamenti da noi proposti, che il Consiglio regionale torni ad essere, per quanto possibile, il "dominus" di una situazione che ha progressivamente perso nel corso degli anni, a scapito di una Giunta, che invece ha accentrato poteri e funzioni e ha spogliato, impoverito il ruolo del Consiglio regionale. Chiediamo con questo emendamento che sia il Consiglio regionale ad autorizzare l'eventuale utilizzo di altre strutture e l'introduzione di nuovi giochi presso il Casinò e non la Giunta regionale; quindi una competenza che torni nelle "mani" del Consiglio naturalmente sulla base degli equilibri di maggioranza ed opposizione, ma che sia questo Consesso ad avere voce in capitolo.
Il terzo emendamento è subordinato al secondo, ossia, se il secondo non venisse approvato, il terzo, pur mantenendo la funzione della Giunta, chiede che vi sia un'estensione di questa potestà con un previo parere favorevole della Commissione consiliare competente, ovvero la IV Commissione.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - La posizione è dal punto di vista di principio... sull'emendamento n. 1 assolutamente d'accordo rispetto al fatto che la legge vada osservata, è scritto nel disciplinare, nulla aggiunge e nulla inserisce rispetto agli obblighi, quindi riteniamo che l'emendamento n. 1 non vada accolto perché è pleonastico.
Sull'emendamento n. 2 e sul sub-emendamento n. 3 esprimiamo parere contrario, ma faccio solo rilevare che rispetto al disciplinare precedente... il Vicepresidente Tibaldi dice: "la Giunta ha concentrato su di sé dei poteri"... vi è stata una modifica dell'articolo 3, in cui, rispetto al precedente disciplinare, si aggiunge un passaggio in Commissione consiliare competente, quindi si introduce un obbligo di informativa nei confronti della Commissione competente. Andare ad introdurre pareri ed ulteriori rigidità quindi non credo che vada in tale direzione. Rispetto a questo faccio adesso una dichiarazione, non intervengo sugli altri, dove c'è l'introduzione di ulteriori passaggi, dove si richiede l'approvazione in Commissione consiliare... il parere è negativo.
Presidente - La parola al Vicepresidente Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Per dichiarazione di voto. Naturalmente il nostro voto sarà favorevole, sono emendamenti da noi presentati, però mi permetta, Assessore, di fare un'obiezione. È talmente pleonastico quello che abbiamo scritto che gli obblighi convenzionali sono stati regolarmente inosservati ed inadempiuti! Se fosse stato come dice lei, naturalmente non lo avremmo scritto; altri disciplinari, in particolare quello di Sanremo e anche quello di Venezia con una formulazione diversa riprendono questo concetto, che non è stato ritenuto pleonastico dagli estensori di quei formulari. Volevo farle notare che i 2 esempi che ho citato sono coerenti con la realtà dei fatti; lei non mi sembra che per argomentare il contrario abbia fatto esempi favorevoli alle sue osservazioni.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (PD) - Mi ha un po' stupito la liquidazione un po' superficialotta del "sentito il parere della Commissione consiliare competente" di tutti gli emendamenti che prevedono su questa dizione invece la sostituzione: "previo parere favorevole della Commissione consiliare permanente" o, ancora di più, "del Consiglio regionale", perché caso per caso possono avere valenza diversa; quindi, se quello è un orientamento, la inviterei a misurarlo articolo per articolo. Qui lo abbiamo messo, ma intanto "sentita la Commissione consiliare competente" è stata una conquista della Commissione, quindi un passo avanti lo abbiamo fatto, ma noi riproponiamo una maggiore forza e per quale motivo? Perché questa situazione è già capitata, qui si dice che l'introduzione di nuovi giochi deve essere preventivamente autorizzata ma, dato che i giochi sono autorizzati dal disciplinare, dal Consiglio regionale, logica vorrebbe che per nuovi giochi o nuove strutture in cui giocare fosse il Consiglio regionale ad essere l'organo decisore. Nel lavoro di Commissione invece cosa è venuto fuori? Che la Giunta ha autorizzato la Casa da gioco di costituire una società con un noto imprenditore, "Cogetech", che è un nostro concorrente perché ha un grosso investimento, gestisce un centinaio di migliaia di "slot machines" in Italia, quindi sono quelli che "ci fanno la forca". Abbiamo preso in appalto e potevamo farlo da soli senza nessun problema, potevamo partecipare come Casinò all'asta nazionale dei punti per le scommesse e per le scommesse via "internet", ci siamo dovuti alleare con loro non si capisce bene per cosa, comunque lo abbiamo fatto, autorizzazione della Giunta e il Consiglio non ne sapeva nulla. Ne abbiamo vinte 2 di concessioni: una in Valle, e logica dovrebbe dire che sarà a Saint-Vincent che si aprirà questa sala di scommesse, qui rientriamo, tutto sommato, in percorsi condivisibili o che hanno una loro logica, mentre un'altra sala verrà aperta in Provincia di Torino, a Noasca, a Carema o a Torino stessa! E lì finanziamo i nostri concorrenti, ma vogliamo che su queste cose si esprima - non dico il Consiglio regionale che abbiamo esagerato a chiedere questo - almeno la Commissione consiliare permanente, o è una cosa che il Consiglio non deve sapere? Di fronte a questa situazione, potremmo trovare che si vanno ad aprire altre strutture da altre parti, tra l'altro, strutture che avranno una bella insegna: "Casinò di Saint-Vincent, slot machines" e cose di questo genere, quindi diamo un marchio a qualcuno che per il 50% porterà gli utili da tutt'altra parte e faremo giocare dei nostri giocatori al posto che Saint-Vincent da altre parti! A furia di fare scelte di questo genere, senza il controllo del Consiglio regionale, si potrebbe arrivare anche a snaturare la stessa attività da gioco di Saint-Vincent, per cui riproponiamo l'emendamento: "previo parere favorevole della Commissione consiliare competente" ed invitiamo l'Assessore sugli altri punti su cui ci sarà questa dizione a confrontarsi specificatamente sul tema.
Presidente - La parola al Vicepresidente Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Chiederei se i colleghi delle opposizioni sono d'accordo, il voto segreto sugli emendamenti appena illustrati. Lo chiederei su quelli coincidenti fra il "Partito Democratico" e il nostro gruppo, quindi sul primo emendamento del nostro gruppo, sul secondo del nostro gruppo che coincide con quello del "Partito Democratico" e sul terzo possiamo evitarlo...
Presidente - ... no, è il suo terzo emendamento che corrisponde a quello del "Partito Democratico"...
Tibaldi (CdL) - ... allora correggo, primo e terzo, sul secondo possiamo fare la votazione normale.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 1 del gruppo "La Casa delle Libertà", che recita:
Emendamento
Al primo comma dell'articolo 3 aggiungere le parole: "e con lo scrupoloso adempimento degli obblighi legali, regolamentari e convenzionali".
Consiglieri presenti: 33
Votanti: 31
Favorevoli: 12
Contrari: 19
Astenuti: 2
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 2 del gruppo "La Casa delle Libertà", che recita:
Emendamento
Al comma 3 dell'articolo 3 sostituire le parole "Giunta regionale" con le parole "Consiglio regionale".
Consiglieri presenti: 34
Votanti: 32
Favorevoli: 9
Contrari: 23
Astenuti: 2 (Ferraris, Fiou)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 3 del gruppo "La Casa delle Libertà" insieme all'emendamento n. 1 del "Partito Democratico", che recitano rispettivamente:
Emendamento
Al comma 3 dell'articolo 3 sostituire le parole "sentita la" con le parole "previo parere favorevole della".
Emendamento
All'articolo 3, comma 3, le parole "sentita la" sono sostituite dalle parole "previo parere positivo della".
Consiglieri presenti: 34
Votanti: 32
Favorevoli: 13
Contrari: 19
Astenuti: 2
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 3:
Consiglieri presenti: 34
Votanti: 30
Favorevoli: 23
Contrari: 7
Astenuti: 4 (Ferraris, Fiou, Fontana Carmela, Sandri)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 4 vi sono gli emendamenti n. 2 e n. 3 del gruppo "Arcobaleno".
La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - L'articolo 4, gettoni, recita: "le dotazioni di gettoni di valore, di colore e delle slots...", dopo "gettoni di valore", introdurre "normali e non convertibili": questo per i motivi che avevo spiegato precedentemente.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Il parere è contrario per le motivazioni espresse poc'anzi.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (PD) - Sarò meno laconico d'innanzi. Sono 2 emendamenti molto importanti per cui farò un intervento unico, perché l'utilizzo dei gettoni non convertibili è l'unico strumento che una casa da gioco ha a disposizione per poter valutare l'attività di "marketing", non c'è nessun dubbio, ma soprattutto è l'unico presidio a livello di gioco al tavolo - ci sono altri presidi a livello di Ufficio fidi - che si ha per quanto riguarda un'arma, un presidio per limitare quanto più possibile tentativi di riciclaggio ai tavoli. È una procedura diffusissima in quasi tutti i casinò del mondo, credo che una riflessione su questo punto, al di là del voto che sarà adesso - comunque annunciamo che il nostro gruppo è favorevole agli emendamenti -, sia assolutamente necessario farla. La Casa da gioco avrebbe solo da guadagnare ad utilizzare i gettoni non convertibili, perché potrebbe tarare con più precisione tutti quegli emolumenti ai cosiddetti "procacciatori di affari", "procacciatori di clientela" che vengono abitualmente pagati un po' a "forfait", con dei metodi di valutazione che generalmente possono anche andare bene, però di certo non precisi quant'è invece l'utilizzo dei gettoni non convertibili. Per questo motivo invito ad una riflessione di lungo periodo su tale tema, che è assolutamente indispensabile.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 2 del gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
All'art. 4, comma 1
Dopo le parole "Le dotazioni di gettoni di valore," aggiungere: "normali e non convertibili".
Consiglieri presenti: 34
Votanti: 28
Favorevoli: 5
Contrari: 23
Astenuti: 6 (Ferraris, Fiou, Frassy, Lattanzi, Ottoz, Tibaldi)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot sull'emendamento n. 3.
Bortot (Arc-VA) - Questo emendamento... potrei fare una proposta, nel senso che, dopo l'intervento di stamattina e quello che ha detto adesso il collega Sandri, il Consiglio potrebbe almeno avere un ripensamento. Stiamo proponendo degli emendamenti per migliorare e potenziare la Casa da gioco, non per seppellirla. Non capisco il perché di questi rifiuti da parte del Consiglio regionale. Abbiamo appena finito con il collega Sandri di illustrare il motivo per cui è opportuno introdurre questi gettoni non convertibili, non si tratta di affossare la Casa da gioco, ma di rendere il gioco maggiormente trasparente. Non vedo nessun argomento per respingere tali emendamenti se non ubbidire nuovamente alle "lobby" interne al Casinò, che partono dal presupposto che nulla deve mutarsi in quella Casa da gioco, nonostante stia cambiando tutto il mondo e da questi presupposti partono per imporre tutti i dettati alla politica, alle organizzazioni sindacali, al Consiglio regionale.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Non vorrei dare l'impressione di chi non vuole accettare né un confronto, né un dialogo, perché qui vengono dette delle cose che non corrispondono alla verità. Nessuno di noi è contrario a priori all'uso né di gettoni non convertibili, né a procedure che presidiano meglio le sale da gioco; il problema è che lo svolgimento di un'attività nella sala da gioco non può essere oggetto di scelte di natura ideologica e questo discorso non può essere calato, abbia pazienza, come un machete in una norma che introduciamo in un Consiglio regionale con un emendamento, ma dovrà essere frutto di modalità condivise. Se facciamo una cosa del genere, me lo dice lei che non facciamo su un pasticcio, perché il confronto da un punto di vista procedurale su cose che lei propone lo ha fatto lei, ha verificato? No, lo ha dimostrato prima che non lo ha fatto. Se il ragionamento è sollecitare, mi posso far carico di inviare una sollecitazione affinché il Consiglio di amministrazione e le organizzazioni preposte prendano in esame la valorizzazione di questo strumento. L'emendamento come proposto è un emendamento da noi non accoglibile.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot, per dichiarazione di voto.
Bortot (Arc-VA) - Per dichiarazione di voto. Voteremo tale emendamento e non lo ritiriamo, perché queste sono competenze a carico del Consiglio regionale, il Consiglio di amministrazione del Casinò prende atto di come deve gestire la Casa da gioco, ma le direttive e le indicazioni devono essere a carico del Consiglio regionale.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (PD) - Volevo cogliere al volo la disponibilità dell'Assessore, ci asterremo su questo emendamento a patto che lui si impegni...
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
... la conoscenza della lettera non ci interessa, ci interessa che faccia gli atti pratici e, dato che lei sarà ancora per molti anni in quest'aula, vale anche per la prossima legislatura, perché questo, al di là di tutto, è un argomento molto importante e la sua disponibilità al dialogo credo sia un impegno che lei si è preso qui pubblicamente e che noi vogliamo sottolineare positivamente.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 3 del gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
All'art. 4, aggiungere il seguente comma 1bis:
"1bis. Casino S.p.a. è tenuta ad utilizzare i cosiddetti gettoni non convertibili per l'espletamento delle funzioni relative al cambio assegni.".
Consiglieri presenti: 34
Votanti: 26
Favorevoli: 3
Contrari: 23
Astenuti: 8 (Ferraris, Fiou, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Ottoz, Sandri, Tibaldi)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 4:
Consiglieri presenti: 34
Votanti e favorevoli: 27
Astenuti: 7 (Bortot, Frassy, Lattanzi, Ottoz, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 5 vi è l'emendamento n. 4 del gruppo "Arcobaleno" e l'emendamento n. 2 del "Partito Democratico".
La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Con questo emendamento vogliamo aggiungere al comma 1 che le attività da gioco devono essere esercitate direttamente da "Casinò S.p.a.", che non può delegarle a terzi. Nelle attività da gioco intendiamo compresa la conta dei biglietti ai tavoli da gioco alla chiusura dei tavoli, servizio che in questo momento è esternalizzato. Pensate un po', se voi avete un commercio, che la sera delegate a qualcuno la conta dei soldi che ci sono in cassa. Non c'è nessun motivo perché questo servizio, che fa parte delle attività da gioco previste all'articolo 5, debba essere dato all'esterno.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Rispetto a questo emendamento, il parere del Governo è contrario perché c'è un'attività organizzata e una specificità di lavoro che negli anni è stata organizzata in un certo modo e per una questione di natura ideologica andiamo ad introdurre una rigidità che non riteniamo di dover accogliere.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 4 del gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
All'art. 5, comma 1
Dopo le parole "Le attività di gioco" aggiungere: ", compresa la conta biglietti dei tavoli da gioco,".
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 29
Favorevoli: 5
Contrari: 24
Astenuti: 6 (Ferraris, Fiou, Frassy, Lattanzi, Ottoz, Tibaldi)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri sull'emendamento n. 2 del "Partito Democratico".
Sandri (PD) - "Gaudeamus igitur", lo ritiro per velocizzare i lavori.
Presidente - L'emendamento n. 2 del "Partito Democratico" è ritirato; ne do lettura per il verbale:
Emendamento
All'articolo 5, comma 3, le parole "in essere alla data di entrata in vigore del presente Disciplinare" sono sostituite dalle parole "in essere alla data del 30 novembre 2007".
Pongo in votazione l'articolo 5:
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 27
Favorevoli: 24
Contrari: 3
Astenuti: 8 (Ferraris, Fiou, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Ottoz, Sandri, Tibaldi)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 6 vi è l'emendamento n. 3 del "Partito Democratico", che recita:
Emendamento
All'articolo 6, comma 1, è aggiunta la seguente frase: "il limite massimo di affidamento del singolo cliente è dell'insieme della clientela viene determinato annualmente in accordo fra la Casinò S.p.a. e la Giunta regionale, mentre l'andamento settimanale degli affidamenti viene comunicato dalla Casinò S.p.a. al Capo del servizio ispettivo regionale.".
La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (PD) - Questo è un passaggio molto importante, perché qui poniamo l'attenzione sul limite massimo di affidamento del singolo cliente, ma anche dell'insieme della clientela, per cogliere una cosa è stata detta sia dal Consiglio di amministrazione della "Casinò S.p.a.", ma mi sembra anche dall'Assessore, che dice: "va bene, non abbiamo dei dati particolarmente brillanti negli incassi, ma tutto questo a fronte di affidamenti molto bassi, mentre a Venezia hanno l'affidamento facile e poi è chiaro che gli incassi aumentano, perché se tu dai 5 milioni di euro, questi se li giocano e portano degli incassi, ma i 5 milioni sono tuoi, quindi alla fin fine fai giocare con i tuoi soldi e questo non porta assolutamente niente". Credo che questo comportamento che ha attualmente la Casa da gioco sia positivo, chiedo con tale emendamento di chiarirlo come scelta definitiva nei rapporti fra Casa da gioco e Regione. Il limite massimo di affidamento per ciascuno quindi deve essere deciso concordemente fra Casinò e Giunta e l'andamento settimanale deve essere comunicato da "Casinò S.p.a." al Capo dei servizi ispettivi regionali, in modo da rendersi conto che non vi siano degli sforamenti esagerati in affidamenti. Oggi mi sembra che gli affidamenti medi siano sui 3-400mila euro, che è una quota molto bassa rispetto ai 130 milioni di euro, che è il giro di affari. È bene che si mantenga su queste posizioni, quindi chiedo che si valuti la possibilità di emendare il testo di Commissione.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Probabilmente non so se ho il testo giusto perché nella scrittura qui si dice: "il limite massimo di affidamento del singolo cliente è dell'insieme...", è una "e" perché non capivo. Lei è particolarmente attento, ho visto che ha fatto un emendamento dove mi mette una virgola nel testo, allora volevo sintonizzarmi con lei, ma non è semplice... impossibile... rispetto a questo, al di là degli scherzi, credo che il ragionamento sia molto pericoloso e molto difficile, Consigliere Sandri. Nel suo emendamento lei vorrebbe che annualmente la Giunta regionale si esprimesse sull'ammontare di affidamento e del singolo cliente e del monte clienti, abbia pazienza: come possiamo avere gli elementi per poter intervenire nel giudicare l'affidabilità di clienti del Casinò? Mi perdoni, anche rispetto a questo, il concetto di fido è un concetto molto particolare, perché l'attività della cassa assegni non è propriamente un'attività di affidamento, c'è solo un tetto che permette al giocatore di avere, da un lato, delle "fiches" e, dall'altro, consegnando degli assegni, quindi non è un vero e proprio affidamento. E non è un ragionamento che si fonda con i criteri di natura bancaria, ma lì ci sono dei criteri che sono particolari, nel senso che si guarda la coerenza e la storicità di ogni singolo cliente, il suo volume di gioco che porta a definire dei limiti. Capisco quindi da un lato la sua preoccupazione, ma investire la Giunta di un problema di questo tipo non ci vede favorevoli.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri, per dichiarazione di voto.
Sandri (PD) - Capisco che non vogliate prendervi tanto le vostre responsabilità, però lo fate già adesso perché, quando andate a dare le indicazioni di prospettiva alla "Casinò S.p.a.", quando andate in assemblea, gli dite cosa devono farsi degli obiettivi, ma l'obiettivo fatturato... produzione... è direttamente collegato con il problema degli affidamenti, lo dicevo prima, vi faccio degli esempi per capire. Arriva lì il grande giocatore della "Juventus", poniamo Del Piero, uno che ha grandi capacità... gli apriamo le porte, chiede 100mila euro di fido, possiamo anche darglieli, ma, se me ne chiede 500mila, io comincerei ad essere più prudente anche in un caso come questo, che è sicuramente persona affidabile. Non si sa mai nella vita, Del Piero ormai è a fine carriera, vi sono una serie di dati che non possono garantire troppo la questione. Se si arriva, come qualche anno fa, a dare 900 milioni, 450mila euro ad uno di quelli che attualmente è considerato uno degli esponenti più compromessi nell'inchiesta palermitana, era affidato a Saint-Vincent... allora mi chiedo... magari qualche dritta su questi argomenti la Giunta dovrebbe darla. Quando arrivano certe personalità che erano state cacciate dal Casinò, dalla Gestione straordinaria e dal primo anno della "Casinò S.p.a."... che poi, quando è stato fatto il "giro di walzer" dell'Assessore, questi giocatori sono rientrati e hanno continuato a prendere fidi, non più a quei livelli là, ma li hanno presi gli affidamenti! Allora queste persone sono rientrate nella Casa da gioco... su tali temi, Assessore, lei, proprio per le responsabilità che ha avuto, dovrebbe dare su questo emendamento parere positivo. Al di là dell'emendamento che in qualche modo è pleonastico, perché tali cose dovreste comunque farle, noi le abbiamo volute esplicitare, questa è una vostra responsabilità perché l'Ufficio fidi è uno dei "cuori" principali della Casa da gioco e da quello dipende la veridicità delle cifre che si forniscono in generale. Infatti se quest'anno da 125 milioni di incassi passiamo a 140 milioni di incasso, ma a fronte di questo esplodono i fidi, quell'aumento di incassi è totalmente fasullo; non lo abbiamo mai fatto in Valle: questo glielo ho riconosciuto precedentemente, questo potrebbe essere un buon modo per "metterlo nero su bianco", rimane il fatto che comunque siete tenuti a farlo.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 3 del "Partito Democratico" nel testo corretto, privo dell'errore ortografico fatto rilevare dall'Assessore Marguerettaz:
Emendamento
All'articolo 6, comma 1, è aggiunta la seguente frase: "il limite massimo di affidamento del singolo cliente e dell'insieme della clientela viene determinato annualmente in accordo fra la Casinò S.p.a. e la Giunta regionale, mentre l'andamento settimanale degli affidamenti viene comunicato dalla Casinò S.p.a. al Capo del servizio ispettivo regionale.".
Consiglieri presenti: 32
Votanti: 27
Favorevoli: 5
Contrari: 22
Astenuti: 5 (Ferraris, Fiou, Frassy, Ottoz, Tibaldi)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 6:
Consiglieri presenti: 33
Votanti e favorevoli: 24
Astenuti: 9 (Bortot, Ferraris, Fiou, Fontana Carmela, Ottoz, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 7 vi è l'emendamento n. 4 del gruppo "La Casa delle Libertà", l'emendamento n. 4 del "Partito Democratico" e l'emendamento n. 5 del gruppo "Arcobaleno", il cui testo corrisponde a quello dell'emendamento n. 5 del "Partito Democratico".
La parola al Vicepresidente Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Avendo effettuato nel corso di questa legislatura e forse anche in quella precedente alcune interrogazioni ed interpellanze sul regime dei beni mobili nella Casa da gioco, soprattutto sulla suddivisione dei beni mobili appartenenti alla Regione oppure all'azienda "Casinò", abbiamo potuto constatare con una relativa semplicità, purtroppo, che c'è un grande regime, ma di confusione... Sta bene mettere in maniera ordinata secondo formule precise e coerenti da un punto di vista linguistico i rispettivi impegni delle parti, ma sta di fatto che tuttora regna la confusione, l'inventario non è nemmeno stato concluso, i cespiti non si sa bene tutti a chi appartengano e soprattutto quali siano. Questa è una "deregulation" che arriva dal passato, come ha detto stamani l'Assessore Marguerettaz, possiamo condividerlo: c'è un fardello del passato che ci trasciniamo dietro e tutt'oggi è presente. Per evitare che tale semplicità, tale disinvoltura venga gestita secondo tali canoni, noi preferiamo - questa è la "ratio" dell'emendamento - che il Consiglio regionale torni in possesso delle sue funzioni e possa intervenire in caso di concessione in uso terzi dell'utilizzo dei beni che sono concessi in comodato alla "Casinò S.p.a.". Per questa ragione con l'emendamento presentato crediamo sia migliorativo sostituire la competenza della Giunta con quella del Consiglio regionale.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Credo che investire il Consiglio regionale per un'autorizzazione dell'utilizzo di beni mobili sia eccessivo, troppo rigido, quindi siamo per mantenere la nostra proposta, per questo motivo parere contrario.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 4 del gruppo "La Casa delle Libertà", che recita:
Emendamento
Al comma 3 dell'articolo 7 sostituire le parole "Giunta regionale" con le parole "Consiglio regionale".
Consiglieri presenti: 33
Votanti: 31
Favorevoli: 8
Contrari: 23
Astenuti: 2 (Ferraris, Fiou)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz sull'emendamento n. 4 del "Partito Democratico".
Marguerettaz (UV) - Se i 2 gruppi sono d'accordo, nelle 2 formulazioni l'emendamento n. 5 del "Partito Democratico" e l'emendamento n. 5 del gruppo "Arcobaleno" equivalgono e dicono: "sentita la Commissione...", mentre nell'emendamento n. 4 del "Partito Democratico" si dice "previo...", allora se riusciamo a convergere sui 2 ritirando quello...
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (PD) - Ritiro l'emendamento n. 4: "previo parere positivo...", mantengo l'emendamento n. 5: "sentita la Commissione consiliare competente".
Presidente - L'emendamento n. 4 del "Partito Democratico" viene ritirato; ne do lettura per il verbale:
Emendamento
All'articolo 7, comma 3, sono aggiunte le seguenti parole: "previo parere positivo della Commissione consiliare competente".
Il testo dell'emendamento n. 5 del gruppo "Arcobaleno" corrisponde a quello dell'emendamento n. 5 del "Partito Democratico"; do rispettivamente lettura degli emendamenti, che saranno oggetto di una votazione congiunta:
Emendamento
All'articolo 7, comma 3
Dopo le parole "della Giunta regionale" aggiungere: ", sentite le Commissioni consiliari competenti".
Emendamento
All'articolo 7, comma 3, sono aggiunte le seguenti parole: "sentita la Commissione consiliare competente".
(interruzione del Vicepresidente Tibaldi, fuori microfono)
Presidente - ... questo è vero... li considererei al singolare, se il Consiglio è d'accordo, la Presidenza farebbe la correzione formale. Va bene.
Pongo in votazione gli emendamenti:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 34
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 7 nel testo così emendato:
Articolo 7
Beni mobili
Casino S.p.a. provvede, a propria cura e spese, all'acquisto e alla gestione dei beni mobili, tra cui l'arredamento, le attrezzature e le slots.
Rimangono di proprietà della Regione i marchi, il sistema informativo, nelle sue componenti hardware e software, il know-how e le banche dati.
I beni di cui al precedente comma sono da Regione concessi in comodato a Casino S.p.a. per l'utilizzo esclusivo ed esigenze della gestione e non possono comunque essere da Casino S.p.a. concessi in uso a terzi, salvo specifica autorizzazione della Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente.
Del pari saranno di proprietà di Regione eventuali nuovi marchi registrati su richiesta di Casino S.p.a. o di Regione.
Relativamente al sistema informativo, l'aggiornamento, l'inserimento dei dati, la manutenzione ordinaria e straordinaria dello stesso, nonché le eventuali modifiche innovative di sviluppo degli elementi hardware e software, saranno a cura e spese di Casino S.p.a..
Sarà altresì a carico di Casino S.p.a. l'acquisto di qualsiasi hardware e software applicativo di base, fatto salvo l'obbligo di cui all'articolo 21 del presente disciplinare.
Nelle more della cessione dei beni mobili di proprietà della Regione a Casino S.p.a. sono fatte salve le cessioni in comodato attive alla data di entrata in vigore del presente disciplinare.
Consiglieri presenti: 34
Votanti e favorevoli: 31
Astenuti: 3 (Frassy, Ottoz, Tibaldi)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 8 vi sono gli emendamenti n. 5 e n. 6 del gruppo "La Casa delle Libertà". Pongo in votazione l'emendamento n. 5, che recita:
Emendamento
Al primo comma dell'articolo 8 sostituire le parole "ed ambientali" con le parole "e la più accogliente signorilità degli ambienti".
Consiglieri presenti: 33
Votanti: 31
Favorevoli: 8
Contrari: 23
Astenuti: 2 (Ferraris, Fiou)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 6 del gruppo "La Casa delle Libertà", che recita:
Emendamento
Al comma 3, primo periodo dell'articolo 8 sostituire le parole "Giunta regionale" con le parole "Consiglio regionale".
Consiglieri presenti: 33
Votanti: 31
Favorevoli: 8
Contrari: 23
Astenuti: 2 (Ferraris, Fiou)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 8:
Consiglieri presenti: 33
Votanti: 27
Favorevoli: 25
Contrari: 2
Astenuti: 6 (Bortot, Frassy, Ottoz, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 9 vi è l'emendamento n. 6 del gruppo "Arcobaleno" e l'emendamento n. 7 del gruppo "La Casa delle Libertà".
La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Partiamo semplicemente dal fatto che le entrate della Casa da gioco hanno natura tributaria ed esiste anche una contraddizione fra il comma 3 dell'articolo 9 che dice: "Casinò S.p.a. versa le quote dei proventi di gioco di spettanza regionale alla tesoreria..." e l'articolo 11 che recita: "Per le attività di cui al presente disciplinare, Casinò S.p.a. trattiene...". Evidentemente se è valido l'articolo 11, trattiene delle quote vuol dire che tutte sono in capo alla Regione e sono di natura tributaria; se invece "Casinò S.p.a." versa, evidentemente gli introiti sono in capo alla "Casinò S.p.a." e versa esclusivamente delle quote e solo queste sono di natura tributaria, evidentemente per noi per come la pensiamo sulle case da gioco riteniamo che tutte le entrate siano di natura tributaria.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Il Consigliere Bortot ha ragione nell'indicare una non coerenza fra l'articolo 11 e l'articolo 9, tant'è che, proprio per eliminare questo aspetto, nei 2 emendamenti che ho presentato ho voluto fare chiarezza, ripristinando la vecchia dizione che fino ad oggi non ci ha dato nessun tipo di problema, dunque armonizziamo con l'emendamento n. 1 che modifica l'articolo 11, raccordando i 2 discorsi: versa e versa; quindi, proprio in virtù di questo, parere contrario all'emendamento n. 6.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 6 del gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
Il comma 3 dell'articolo 9 è sostituito dal seguente:
"3. Casino S.p.a. versa i proventi di gestione come specificato all'articolo 10, comma 1, a Regione, con le modalità di cui al medesimo articolo. Regione è l'unica titolare delle entrate derivanti dalla gestione del gioco come specificate dal comma 1. Tali entrate hanno natura tributaria.".
Consiglieri presenti: 32
Votanti: 27
Favorevoli: 5
Contrari: 22
Astenuti: 5 (Ferraris, Fiou, Frassy, Ottoz, Tibaldi)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Vicepresidente Tibaldi sull'emendamento n. 7 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Tibaldi (CdL) - Vi sono delle vincite non ritirate dai giocatori che si chiamano "orfanelle" e che oggi, dopo essere annotate su apposito registro, vengono incluse nei proventi del tavolo di gioco e il 10% del loro ammontare viene devoluto a titolo di mancia. In tutti i casinò del mondo le "orfanelle" vengono accantonate e devolute a fini di assistenza e di beneficenza, noi pensiamo di importare questo grazioso costume anche presso il Casinò di Saint-Vincent e tale emendamento che vi proponiamo per estensione riguarda anche le "poussettes", puntate non regolari effettuate dal giocatore dopo l'uscita del numero. L'entità di queste puntate irregolari o di queste vincite non ritirate è infinitesimale rispetto al volume del giocato e dei proventi di gioco, ci sembra un'iniziativa di buon gusto che anche a Saint-Vincent si cominci a ragionare in termini di maggiore attenzione rispetto ad aspetti sociali, come peraltro avviene presso il Casinò di Venezia, dove una quota delle risorse dei proventi di gioco viene devoluta per educare giovani e meno giovani a non cadere nella patologia del gioco di azzardo. Proponiamo tale emendamento all'attenzione del Consiglio e lo sosteniamo.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Direi che la proposta del collega Tibaldi è interessante, il problema è che calandola anche questa in tale modo ci mettiamo a fare beneficenza con quello che oggi è un emolumento che viene riconosciuto ai lavoratori: questo credo sia un passaggio estremo e non rispettoso del giusto confronto che fino ad oggi c'è stato. Su tale argomento si potrà tornare in futuro all'interno di una negoziazione ma, oggi come oggi, introdurre questa beneficenza sulle spalle dei lavoratori ci pare non condivisibile, quindi parere contrario.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (PD) - Richiederei, se gli altri gruppi di opposizione sono d'accordo, la votazione a scrutinio segreto.
Presidente - La parola alla Consigliera Viérin Adriana, per mozione d'ordine.
Viérin A. (UV) - Ho chiesto la parola solo perché, visto l'atteggiamento provocatorio, non parteciperò al voto onde evitare ulteriori provocazioni future...
Presidente - Pongo in votazione, con procedura segreta, l'emendamento n. 7 del gruppo "La Casa delle Libertà", che recita:
Emendamento
Il comma 4 dell'articolo 9 è sostituito dal seguente:
"4. Le orfanelle, cioè le vincite non ritirate dai giocatori, dopo annotazione su apposito registro, saranno interamente devolute a finalità di assistenza e beneficenza.".
Consiglieri presenti e votanti: 32
Favorevoli: 14
Contrari: 18
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 9:
Consiglieri presenti: 34
Votanti: 27
Favorevoli: 24
Contrari: 3
Astenuti: 7 (Ferraris, Fiou, Fontana Carmela, Frassy, Ottoz, Sandri, Tibaldi)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 10 vi è l'emendamento n. 8 del gruppo "La Casa delle Libertà", l'emendamento n. 7 del gruppo "Arcobaleno" e l'emendamento n. 9 del gruppo "La Casa delle Libertà".
La parola al Vicepresidente Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - L'emendamento n. 8 prevede una ripartizione "fifty-fifty" dei proventi della Casa da gioco, fermi restando gli impegni in relazione al "marketing", alla promozione, alla manutenzione straordinaria degli immobili di proprietà regionale. Ci sembra quanto mai remunerativo per il Casinò beneficiare del 50% dei proventi ed è già una riduzione del 2% per la Regione...
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
... stiamo parlando dell'articolo 10, comma 1... è vero, è il vecchio testo, allora ne parliamo dopo. Assessore, la ringrazio, è l'intervento migliore che ha fatto in giornata!
Si dà atto che dalle ore 17,46 presiede il Vicepresidente Lanièce.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot sull'emendamento n. 7 del gruppo "Arcobaleno".
Bortot (Arc-VA) - Mi ricollego a quanto detto dal collega Sandri stamani, su quanto la Regione andrebbe a perdere accettando il posticipo dei versamenti delle decadi. Con questo emendamento vogliamo ripristinare un criterio che stabilisce che 5 giorni dalle decadi maturate il Casinò versa alla Regione, non stiamo parlando di spiccioli. Leggo l'articolo 10, il nuovo disciplinare proposto: "Le quote dei proventi lordi giornalieri dei giochi spettanti a Regione, raggruppati per 10 giorni sono comunicati a Regione, entro e non oltre i 5 giorni successivi alla scadenza del decimo giorno e sono versati, raggruppati per mese, entro e non oltre il quinto giorno del mese successivo", quindi la decade, 5 giorni per comunicare, si raggruppano le decadi e si hanno 5 giorni il mese successivo per versare. Nel nostro emendamento si dice: "Le quote dei proventi lordi giornalieri dei giochi spettanti a Regione, raggruppati per 10 giorni, saranno versati entro e non oltre i 5 giorni successivi alla scadenza del decimo giorno", la decade entro 5 giorni il versamento.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Abbiamo avuto modo di confrontarci in Commissione su questo argomento, ho avuto modo di dire che la Regione, avendo le sue disponibilità in tesoreria unica, non avrebbe nessun beneficio dal punto di vista degli interessi, essendo infruttifera, e a volte avere tale tipo di gestione amministrativa ci dà dei benefici. Ricordando tutta la discussione fatta in Commissione, esprimiamo parere contrario.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Per dichiarazione di voto. Chiederemmo il voto segreto su questo emendamento, ovviamente votandolo a favore....
Squarzino (fuori microfono)... non devi dirlo, è segreto!
Presidente - Qualcun altro appoggia queste richiesta? Il "Partito Democratico".
Pongo in votazione, con procedura segreta, l'emendamento n. 7 del gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
All'art. 10, sostituire il comma 1 nel modo seguente:
"1. Le quote dei proventi lordi giornalieri dei giochi spettanti a Regione, raggruppati per dieci giorni, saranno versati entro e non oltre i cinque giorni successivi alla scadenza del decimo giorno.".
Consiglieri presenti: 33
Votanti: 31
Favorevoli: 12
Contrari: 19
Astenuti: 2
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 10:
Consiglieri presenti: 33
Votanti: 31
Favorevoli: 23
Contrari: 8
Astenuti: 2 (Fontana Carmela, Sandri)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 11 vi sono i seguenti emendamenti: n. 1 dell'Assessore Marguerettaz, l'emendamento n. 8 del gruppo "La Casa delle Libertà", l'emendamento n. 8 del gruppo "Arcobaleno", gli emendamenti dal n. 6 al n. 18 del "Partito Democratico", l'emendamento n. 9 del gruppo "Arcobaleno", il cui testo corrisponde a quello dell'emendamento n. 9 del gruppo "La Casa delle Libertà", l'emendamento n. 10 del gruppo "Arcobaleno", il cui testo corrisponde a quello dell'emendamento n. 19 del "Partito Democratico", gli emendamenti n. 10 e n. 11 del gruppo "La Casa delle Libertà", il testo di quest'ultimo corrisponde a quello dell'emendamento n. 20 del "Partito Democratico" e l'emendamento n. 21 del "Partito Democratico".
La parola al Vicepresidente Tibaldi sull'emendamento n. 8 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Tibaldi (CdL) - L'addensamento di emendamenti su tale articolo ci fa capire che questa norma è importante. L'articolo 11 è un po' la chiave di tale atto amministrativo e naturalmente noi intendiamo intervenire per cercare di correggere tutta quella impalcatura che hanno messo in piedi il Presidente Caveri e l'Assessore Marguerettaz per andare a soccorso di una Casa da gioco che dovrebbe invece imparare a "camminare con le sue gambe". L'emendamento n. 8 consiglia di riportare ad equità il rapporto fra le parti e noi l'equità la intendiamo al 50%. Crediamo che il Casinò abbia a sufficienza come risorse il beneficio di una quota pari al 50% degli introiti lordi dei giochi, mentre l'altro 50% può essere attribuito alla Regione Valle d'Aosta. Questo è un articolo che consideriamo di fondamentale importanza, un articolo sul quale chiediamo di esprimerci in forma segreta.
Si dà atto che dalle ore 17,55 riassume la presidenza il Presidente Perron.
Presidente - Pongo in votazione, con procedura segreta, l'emendamento n. 8 del gruppo "La Casa delle Libertà" - che è relativo all'articolo 11 e non all'articolo 10 come scritto erroneamente in precedenza -, il quale recita:
Emendamento
Sostituire il primo comma dell'articolo 11 nel modo seguente:
"1. Per le attività di cui al presente disciplinare, Casino S.p.a. versa a Regione una quota pari al 50 percento degli introiti lordi dei giochi.".
Consiglieri presenti: 34
Votanti: 32
Favorevoli: 12
Contrari: 20
Astenuti: 2
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot sull'emendamento n. 8 del gruppo "Arcobaleno".
Bortot (Arc-VA) - Partiamo dal presupposto che la filosofia di revisione del disciplinare sia da respingere, nel senso che non interviene sulle cause oggettive e sull'attuale gestione, ma fotografa l'attuale gestione, l'incapacità ed incompetenza dell'attuale gestione e ci si "riparametra" sopra il disciplinare. Con questo emendamento chiediamo il ripristino della ripartizione delle vecchie quote: 48% e 60%.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 8 del gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
All'art. 11, comma 1
Sostituire le parole "pari al 60%" con le parole "pari al 48%".
Consiglieri presenti: 34
Votanti: 32
Favorevoli: 8
Contrari: 24
Astenuti: 2 (Ferraris, Fiou)
Il Consiglio non approva.
Presidente - L'emendamento n. 6 del "Partito Democratico" è decaduto; ne do lettura per il verbale:
Emendamento
All'articolo 11, comma 1, la cifra "60" è sostituita dalla cifra "50" e al comma 6 la cifra "40" è sostituita dalla cifra "50".
La parola al Consigliere Sandri sull'emendamento n. 7 del "Partito Democratico".
Sandri (PD) - L'emendamento n. 6 è decaduto perché era nel merito simile a quello del gruppo "La Casa delle Libertà", quindi, essendo stato bocciato l'emendamento, è decaduto anche quello.
Abbiamo presentato poi 8 emendamenti (dal n. 7 al n. 15) che a scalare riducono la quota spettante alla "Casinò" dal 60% al 51%, 52%, 53%, 54%, 55%, 56%, 57%, 58%, 59%; sembra un giochino da ragazzetti di asilo, ma devo dire che abbiamo cercato di porre tutte le varie possibilità per trovare la percentuale più corretta per attribuire alla "Casinò" ciò che le può essere utile per passare "a nuttata", ma senza andare al di là delle risorse che devono essere disponibili. Con i soldi che erano previsti dalla base del disciplinare, ossia prima del lavoro di Commissione, arrivavano alla "Casinò" circa 11,7 milioni di euro, adesso credo che siamo sui 10 milioni e rotti. Tenuto conto che il deficit detto dall'Assessore è 5,8 milioni di euro, credo che vi sia del margine per trovare una differenza, perché, come detto stamani, non è quello che garantisce il futuro, perché anche con il 60% ad un anno siamo di nuovo come prima. Il futuro viene garantito da scelte di tipo politico-strategico completamente diverse e mettere una percentuale più risicata obbliga il Consiglio di amministrazione ad un'efficienza che oggi un po' mollemente porta avanti, in quanto non ha nessun rendiconto da fare. Qui stiamo facendo un pagamento a piè di lista di quanto perso quest'anno, quindi è chiaro che non è questa la strada giusta. Come abbiamo fatto in Commissione e devo dire che l'Assessore è stato corretto, perché ha accettato il nostro emendamento a cascata, anche se solo di un punto per quanto riguarda la norma transitoria 2007, per cui dal 58% siamo passati al 57%, voglia l'Assessore scegliere una di queste percentuali e vedere se c'è la possibilità di trovare un accordo in materia.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - A proposito delle esortazioni, voglia il collega Sandri per una volta fare fiducia, nel senso che questa percentuale del 60-40 da lui stesso è stata definita non adeguata per un equilibrio economico e finanziario. Ora, rispetto a tale discorso, non credo che il ragionamento che abbiamo fatto sull'articolo 22 sulle norme transitorie abbia un significato, perché le norme transitorie servono per trovare un equilibrio nell'esercizio 2007 che è ben definito. Il 60% con gli oneri che gli abbiamo messo... e anche con i vincoli, perché c'è un vincolo che è identico all'anno precedente, ovvero di fare almeno un 14% di promozione e di manifestazioni, noi abbiamo la certezza che questo 60%, al di là della spiegazione matematica, è comunque un dato di forte tensione. Rispetto a questo, noi chiediamo al Consigliere Sandri di ritirare tali emendamenti, in modo da poterci misurare su un consuntivo e su una situazione effettiva, perché oggi dire 58%-59%, noi abbiamo fatto una simulazione che è di natura storica, quello che è accaduto nel passato, e abbiamo fatto una riproposizione, credo che vi siano tutti gli elementi per apprezzare una semplificazione amministrativa e ritenere congruo tale tipo di percentuale. Andare oggi a ridurre di un punto, 2 punti, non sposta nulla, ma crea solo un "pourparler" che è politico e non sostanziale. Chiedo un atto di buona volontà, che non è stato fatto con l'articolo 22, perché ho accettato una ridefinizione e poi mi sono trovato degli emendamenti soppressivi dei commi della norma transitoria.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (PD) - Gentilmente accolgo in gran parte il suggerimento dell'Assessore, per cui ritiro gli emendamenti n. 7, n. 8, n. 9, n. 10, n. 11, n. 12, n. 13 e n. 14; chiedo però la votazione sull'emendamento n. 15, che riduce al 59% visto che l'Assessore ha detto che l'uno o l'altro non cambia la questione; questo potrebbe essere un segno di una volontà di confronto con il Consiglio regionale e domando la votazione a scrutinio segreto.
Presidente - Gli emendamenti dal n. 7 al n. 14 del "Partito Democratico" sono ritirati; ne do lettura per il verbale:
Emendamento
All'articolo 11, comma 1, la cifra "60" è sostituita dalla cifra "51" e al comma 6 la cifra "40" è sostituita dalla cifra "49".
Emendamento
All'articolo 11, comma 1, la cifra "60" è sostituita dalla cifra "52" e al comma 6 la cifra "40" è sostituita dalla cifra "48".
Emendamento
All'articolo 11, comma 1, la cifra "60" è sostituita dalla cifra "53" e al comma 6 la cifra "40" è sostituita dalla cifra "47".
Emendamento
All'articolo 11, comma 1, la cifra "60" è sostituita dalla cifra "54" e al comma 6 la cifra "40" è sostituita dalla cifra "46".
Emendamento
All'articolo 11, comma 1, la cifra "60" è sostituita dalla cifra "55" e al comma 6 la cifra "40" è sostituita dalla cifra "45".
Emendamento
All'articolo 11, comma 1, la cifra "60" è sostituita dalla cifra "56" e al comma 6 la cifra "40" è sostituita dalla cifra "44".
Emendamento
All'articolo 11, comma 1, la cifra "60" è sostituita dalla cifra "57" e al comma 6 la cifra "40" è sostituita dalla cifra "43".
Emendamento
All'articolo 11, comma 1, la cifra "60" è sostituita dalla cifra "58" e al comma 6 la cifra "40" è sostituita dalla cifra "42".
Pongo in votazione, con procedura segreta, l'emendamento n. 15 del "Partito Democratico", che recita:
Emendamento
All'articolo 11, comma 1, la cifra "60" è sostituita dalla cifra "59" e al comma 6 la cifra "40" è sostituita dalla cifra "41".
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 14
Contrari: 19
Astenuti: 2
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Ottoz sull'emendamento n. 1 dell'Assessore Marguerettaz.
Ottoz (CdL) - Volevo sapere se è irrituale chiedere il voto segreto sull'emendamento proposto da un altro.
(interruzione del Vicepresidente Tibaldi, fuori microfono)
Presidente - Purché vi sia il numero necessario dei gruppi che lo richiedono... i colleghi sostengono...?
La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Poiché la votazione segreta generalmente è chiesta dalle opposizioni su delle votazioni che gli competono, non vorrei che vi fosse confusione: questo è un emendamento che propongo io su mandato di verifica fatto dalla Commissione per meglio definire una procedura. Rispetto a questo noi chiediamo la votazione segreta, ma chiediamo di votare a favore.
Presidente - Pongo in votazione, con procedura segreta, l'emendamento n. 1 dell'Assessore Marguerettaz, che recita:
Emendamento
All'Articolo 11 - Quota dei proventi spettanti a Casino S.p.a.
- La rubrica è sostituita con: "Quota dei proventi spettanti a Regione".
- Il comma 1 è sostituito con:
"1. Per le attività di cui al presente disciplinare, Casino S.p.a. versa a Regione una quota pari al 40% degli introiti lordi dei giochi.".
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 19
Contrari: 14
Astenuti: 2
Il Consiglio approva.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri sull'emendamento n. 16 del "Partito Democratico".
Sandri (PD) - Questo è un emendamento che avevamo posto in Commissione e che riproponiamo in aula perché si dice semplicemente che, quando i proventi complessivi dei giochi superano gli introiti alla Casa da gioco dell'esercizio precedente, alla "Casinò" verrà riconosciuto un ulteriore 2%. Questo aumento può essere anche del tutto fittizio perché basta un euro in più che viene recuperato attraverso una concessione di fidi straordinaria sotto le vacanze di Natale... che abbiamo una retrocessione di svariati milioni di euro alla Casa da gioco (2,5-3 milioni di euro circa). Ci sembra che la dizione sia molto general-generica e che si debba assolutamente trovare una dizione più precisa, in modo che sia un parametro di promozione di apprezzamento del lavoro del Casinò se aumentano i proventi per la Regione e non fittizi, ma al netto degli affidamenti, cosa che qui non viene citata. La troppo genericità di questo tipo di impegno che prende la Regione è un regalo che con il 60% di prima porta all'effettivo, come detto in Commissione da autorevoli esponenti, che stiamo dando il 65-66% alla Casa da gioco, invertendo la situazione che c'era ai tempi della tanto vituperata Gestione straordinaria.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Come detto in Commissione, si propende per il mantenimento dell'attuale norma, che non ha dato origine a questi problemi e alle situazioni che sono state descritte ora dal collega Sandri. Siamo per il mantenimento dell'attuale norma e quindi contrari all'emendamento.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 16 del "Partito Democratico", che recita:
Emendamento
All'articolo 11, il comma 2 è abrogato.
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 11
Contrari: 24
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri sull'emendamento n. 17 del "Partito Democratico".
Sandri (PD) - Su questo comma 3 abbiamo presentato 2 emendamenti: il primo abrogativo e il secondo limitativo (di fatto un sub-emendamento del primo), perché è un po' una questione teorica, nel senso che i giochi lavorati rappresentano dal 50% al 55% del fatturato, è possibile con un po' di buona fortuna che poi arrivino al 55-60%, o superino il 60%... credo sia una cosa pressoché impossibile. Tuttavia questo, rispetto alla discussione di cui prima, è uno di questi "escamotages" che rischia di dover far dare da Regione a Casa da gioco un'ulteriore percentuale di proventi che può arrivare fino al 4%, che è poco giustificata, perché? Perché rientra in una serie di problematiche legate a quanto dicevamo stamani, perché i giochi francesi è vero sono quelli che più illustrano il livello di qualità della Casa da gioco, ma è anche quello su cui un certo corporativismo delle maestranze comporta poi più problemi dal punto di vista gestionale e soprattutto per quanto riguarda la gestione dei proventi delle mance. Per cui non credo che sia alla fine così positivo per l'Amministrazione regionale e per il Casinò trovare un meccanismo di promozione di questo genere; ritengo sia di più puntando, come viene fatto per la sanità, su dei progetti obiettivo che diano non dei miglioramenti quantitativi, ma qualitativi del servizio, in termini di trasparenza, cortesia, servizio al cliente, buoni rapporti e collaborazione con il personale di controllo della Casa da gioco, pertanto ne chiediamo l'abrogazione o in sottordine il dimezzamento delle percentuali.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Il collega Sandri ha espresso una premessa che il ragionamento che ha fatto è un ragionamento teorico. Ad oggi l'attuale disciplinare con quella espressione non ha dato origine a nessun tipo di problema, quindi, mi perdoni, fra la teoria e la pratica noi preferiamo la pratica, quindi preferiamo mantenere l'espressione dell'attuale disciplinare.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 17 del "Partito Democratico", che recita:
Emendamento
All'articolo 11, il comma 3 è abrogato.
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 31
Favorevoli: 7
Contrari: 24
Astenuti: 4 (Frassy, Lattanzi, Ottoz, Tibaldi)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 18 del "Partito Democratico", che recita:
Emendamento
All'articolo 11, comma 3, la cifra 2 si è ridotta a 1, la cifra 3 si è ridotta a 2 e la cifra 4 si è ridotta a 3.
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 31
Favorevoli: 7
Contrari: 24
Astenuti: 4 (Frassy, Lattanzi, Ottoz, Tibaldi)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Emendamento n. 9 del gruppo "Arcobaleno", il cui testo corrisponde a quello dell'emendamento n. 9 del gruppo "La Casa delle Libertà".
La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Questa è un po' una "chicca", perché il comma 4 che vogliamo sopprimere recita...
Marguerettaz (fuori microfono) - ... è stato introdotto in Commissione...
Bortot (Arc-VA) - ... no, è stato migliorato in Commissione, ma per noi non è ancora sufficiente; recita: "Qualora, per cause importanti oggettivamente non imputabili alla Casinò S.p.a., si dovesse riscontrare..." - e qui è quello che è stato introdotto in Commissione - "... una diminuzione degli introiti annuali superiore al 10%, rispetto agli introiti della Casa da gioco dell'esercizio precedente, si procederà alla revisione delle clausole economiche del presente disciplinare". È stata tolta la percentuale del 5%, quindi c'è stato un miglioramento, ma il fatto che si lasci aperta la revisione delle clausole e si faccia appello "qualora, per cause importanti oggettivamente non imputabili alla Casinò S.p.a...." è troppo generico, lo vogliamo sopprimere, perché cosa significa? Che, se diminuiscono i giocatori per cause non imputabili alla Casa da gioco, automaticamente andiamo a rivedere nuovamente il disciplinare? Ma allora questi Signori che gestiscono cosa ci stanno a fare?
Presidente - La parola al Vicepresidente Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Questo articolo lo leggo perché è veramente singolare: "Qualora, per cause importanti oggettivamente non imputabili alla Casinò S.p.a., si dovesse riscontrare una diminuzione degli introiti annuali superiore al 10%, rispetto agli introiti della Casa da gioco dell'esercizio precedente, si procederà alla revisione delle clausole economiche del presente disciplinare.". Ora questo è il "comma materasso", perché permette agli amministratori di "dormire tranquilli e asciutti tanto la Regione assorbe tutto" direbbe un vecchio "slogan". Non è ammissibile che con una ripartizione di quote del 60%-40% come riviste, vi sia ancora questo comma che permetta la caduta morbida di un'amministrazione incapace o scellerata; noi proponiamo l'abrogazione. Rimane solo una strada: mandare a casa gli amministratori se non sono capaci di gestire la Casa da gioco o se hanno dimostrato di non ottenere i risultati che l'azionista si era prefissato. Che senso ha rivedere le clausole del disciplinare di un accordo convenzionale quando ci sono delle cause non imputabili alla "Casinò S.p.a."? Con quale criterio viene scelta la non imputabilità oggettiva di queste cause alla "Casinò S.p.a." e perché devono essere modificate? Su tale argomento che ci sembra di capitale importanza a prescindere dalla ripartizione delle quota chiediamo l'espressione attraverso voto segreto.
Presidente - Pongo in votazione in maniera congiunta, con procedura segreta, l'emendamento n. 9 del gruppo "Arcobaleno" e l'emendamento n. 9 del gruppo "La Casa delle Libertà"- che è relativo all'articolo 11 e non all'articolo 10 come scritto erroneamente in precedenza -, i cui testi corrispondono. Do rispettivamente lettura degli emendamenti in questione:
Emendamento
All'art. 11, il comma 4 è soppresso.
Emendamento
Abrogare il quarto comma dell'articolo 11.
Consiglieri presenti e votanti: 33
Favorevoli: 15
Contrari: 18
Il Consiglio non approva.
Presidente - Discutiamo ora l'emendamento n. 10 del gruppo "Arcobaleno" che discuterei congiuntamente con il n. 19 del "PD", sono 2 formulazioni diverse, ma il risultato è lo stesso.
La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Non si capisce perché la percentuale è uguale per 2 giochi completamente differenti, evidentemente vogliamo scorporarli... che venga assegnato un 10% nel "Black-Jack" come nel "Punto-Banco", ossia che venga assegnata una percentuale nel "Black-Jack" uguale al "Punto-Banco", che è esattamente quello che chiedono i colleghi del "Partito Democratico".
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Mi ero impegnato in Commissione a fare una verifica su questo discorso, perché i 2 giochi "Black-Jack" e "Punto-Banco" hanno delle similitudini anche nell'ambito della produzione delle mance, ma proprio per questo è stato associato alla "Roulette americana" nell'ambito della conta delle mance per poter avere una ripartizione delle mance fra lavoratori che lavorano in contesti diversi, ma che avrebbero dei trattamenti totalmente difformi. Questo tipo di logica quindi si riconduce ad una prassi, che è quella di considerare i 2 reparti allo stesso modo per poter fare il riparto delle mance fra i lavoratori. Ricordo che le mance sono una componente molto importante della retribuzione. Siamo quindi per il mantenimento della vecchia formulazione del disciplinare, che è stata fatta proprio per questo.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (PD) - Per le stesse motivazioni che ha dato l'Assessore credo sia importante cambiare, perché in questo momento lei ci ha detto che avalla che una serie di lavoratori possano utilizzare le mance di altri lavoratori, allora o questo vale per tutto il Casinò e le mance diventano un territorio comune di tutti, oppure si avallano delle prassi che sono gravissime dal punto di vista comportamentale! Questo è uno dei passaggi più delicati della Casa da gioco, lei sa bene che il "Black-Jack" è una di quelle aree in cui più facilmente partono gli scioperi corporativi, gli stati di agitazione, perché vanno a toccare tale meccanismo che li ha tutelati in tutti questi anni. In tale maniera tuteliamo un atteggiamento comportamentale corporativistico che c'è all'interno del Casinò; vogliamo cominciare a smantellare le corporazioni o siete schiavi e ricattati dalle corporazioni? Vogliamo dare un segnale che le corporazioni non "mettono i piedi in testa" al Consiglio regionale, che siano sindacalizzate o meno? Il segnale allora parte dal fatto che il "Black-Jack", che è un gioco per cui le mance non esistono, e si è messo il 10% prudenziale che se c'è qualche matto che passa di lì... allora lo mettiamo, non solo la "Roulette americana", perché la vittoria al massimo è 2-3 volte al massimo la posta, mentre alla "Roulette americana" è 36 volte la posta, quindi è un parametro di vincita del tutto diverso, è simile al "Punto-Banco", al "Trente et Quarante", al "Sette e mezzo" per chi conosce meglio i giochi di carte, ma non c'entra assolutamente niente e quindi è un avallo di pratiche del tutto corporative e che il Consiglio regionale dovrebbe cominciare a "metterci le mani sopra". Da questo punto di vista, se i colleghi dell'opposizione sono d'accordo, chiedo la votazione a scrutinio segreto.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Credo che nell'espressione poi si perda perché ho detto che avrei fatto una verifica, questa verifica dal punto di vista pratico ha dato dei risultati di un certo tipo, quindi, se ero disponibile a fare la verifica e non avevo nulla in contrario, oggi come oggi, andremmo a scardinare un sistema, quindi chiediamo di votare contro questo emendamento.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Si potrebbe anche mantenere questa dizione... condizioni di migliore favore per le persone che già ne usufruiscono e introdurre la percentuale differenziata per i nuovi impiegati: questa potrebbe essere una strada...
Squarzino (fuori microfono) - ... non si può più cambiare, dovevano pensarci prima...
Presidente - Pongo in votazione, con procedura segreta, l'emendamento n. 10 del gruppo "Arcobaleno" e l'emendamento n. 19 del "Partito Democratico"; ne do rispettivamente lettura:
Emendamento
Al comma 5 dell'art. 11 le parole "Roulette americana, Black-Jack: 35%" sono sostituite dalle parole: "Roulette americana: 35%, Black-Jack: 10%".
Emendamento
All'articolo 11, comma 5, la parola "Black-Jack" è spostata vicino alla parola "Punto-Banco".
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 31
Favorevoli: 13
Contrari: 18
Astenuti: 4
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri sull'emendamento n. 10 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Sandri (PD) - Ribadisco l'importanza di questo emendamento, con cui concorda il "Partito Democratico", perché affida non più alla Giunta, ma al Consiglio la potestà di esprimersi di individuare, sentita "Casinò S.p.a.", il rapporto percentuale mance-ricavi: questo è un rapporto fondamentale per il buon andamento della Casa da gioco, non è un caso che vi sono tutte le percentuali precedenti, proprio perché sono i parametri su cui si può valutare un andamento corretto del Casinò. Che tutto questo sia solo in mano alla Giunta e non al Consiglio lo riteniamo una "diminutio" e non un dato negativo, ma credo sia più importante che sia il Consiglio regionale che sul rapporto percentuale mance-ricavi vada ad intervenire, anche perché questo che conseguenze ha? Ha la conseguenza che la Regione deve avere più introiti per quanto riguarda il relativo gioco, quindi è un discorso essenziale anche per le questioni di bilancio della nostra Regione e una rilevanza che, secondo me, è sempre stata del Consiglio e dovrebbe ritornare ad esso.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (PD) - Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
Presidente - Pongo in votazione, con procedura segreta, l'emendamento n. 10 del gruppo "La Casa delle Libertà"; ne do lettura:
Emendamento
All'ultimo comma dell'articolo 11 sostituire le parole "Giunta regionale" con le parole "Consiglio regionale".
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 20
Contrari: 15
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 11 del gruppo "La Casa delle Libertà" e l'emendamento n. 20 del "Partito Democratico", i cui testi corrispondono; ne do rispettivamente lettura:
Emendamento
All'ultimo comma dell'articolo 11 dopo le parole "sentita Casinò S.p.a.", aggiungere le parole "e previo parere favorevole della Commissione consiliare competente".
Emendamento
All'articolo 11, comma 6, dopo le parole "la Giunta regionale" sono aggiunte le parole "previo parere positivo della Commissione consiliare competente".
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 11
Contrari: 24
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz sull'emendamento n. 21 del "Partito Democratico".
Marguerettaz (UV) - Parere favorevole.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 21 del "Partito Democratico", di cui do lettura:
Emendamento
All'articolo 11, comma 6, dopo le parole "la Giunta regionale" sono aggiunte le parole "sentita la Commissione consiliare competente".
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 34
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - La parola al Vicepresidente Tibaldi, per dichiarazione di voto sull'articolo 11.
Tibaldi (CdL) - Chiedo di votare con procedura segreta.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (fuori microfono) - ... il Governo si esprime favorevolmente...
Presidente - Pongo in votazione, con procedura segreta, l'articolo 11 nel testo così emendato:
Articolo 11
Quota dei proventi spettanti a Regione.
Per le attività di cui al presente disciplinare, Casino S.p.a. versa a Regione una quota pari al 40% degli introiti lordi dei giochi.
Nel caso in cui i proventi complessivi dei giochi superino gli introiti della Casa da gioco dell'esercizio precedente, a Casino S.p.a. verrà riconosciuto, limitatamente all'esercizio in cui sia avvenuto il supero, un ulteriore 2% sui relativi maggiori proventi conseguiti.
Qualora, sul totale dei proventi di gioco annuali, l'incidenza dei proventi dei giochi "lavorati" (derivante dai proventi complessivi dei giochi, detratti quelli delle slot-machines e degli altri giochi elettronici) sia uguale o superiore al 50%, sui proventi dei giochi "lavorati" a Casino S.p.a. verrà riconosciuto:
- un ulteriore 2%, per un'incidenza dei giochi "lavorati" compresa tra il 50% e il 55% escluso;
- un ulteriore 3%, per un'incidenza dei giochi "lavorati" compresa tra il 55% e il 60% incluso;
- un ulteriore 4% per un'incidenza dei giochi "lavorati" superiore al 60%.
Le predette ulteriori quote non sono tra loro cumulabili e le somme relative saranno versate da Regione a Casino S.p.a entro il 31 gennaio dell'anno successivo.
Qualora, per cause importanti oggettivamente non imputabili alla Casino S.p.a., si dovesse riscontrare una diminuzione degli introiti annuali superiore al 10%, rispetto agli introiti della Casa da gioco dell'esercizio precedente, si procederà alla revisione delle clausole economiche del presente disciplinare.
Nel caso in cui le mance superino le percentuali sottoindicate dei ricavi generati da ognuno dei seguenti giochi:
Roulette francese, Fairoulette: 60%;
Chemin de fer: 30%;
Trente et Quarante: 5%;
Poker e le varianti al gioco Poker Teresina denominate Texas Hold'em e Omaha Hight: 20%;
Craps, Punto-Banco: 10%;
Roulette americana, Black-Jack: 35%;
Saint-Vincent poker: 9%.
Al termine di ciascun periodo semestrale dell'esercizio di Casino S.p.a., quest'ultima, nei 30 giorni successivi, corrisponderà a Regione il 40% degli importi eccedenti di sua spettanza. Con l'atto di autorizzazione per l'esercizio di nuovi giochi di cui all'articolo 3, comma 3, il Consiglio regionale, sentita la Commissione consiliare competente, individuerà altresì, sentita Casino S.p.a., il rapporto percentuale mance/ricavi oltre il quale Casino S.p.a. corrisponderà a Regione le quote di ripartizione previste relativamente al nuovo gioco.
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 34
Favorevoli: 18
Contrari: 16
Astenuti: 1
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 12 vi sono gli emendamenti n. 12, n. 13 e n. 14 del gruppo "La Casa delle Libertà".
La parola al Vicepresidente Tibaldi sull'emendamento n. 12.
Tibaldi (CdL) - L'articolo 12 è un articolo altrettanto importante di quello precedente poiché costituisce lo strumento attraverso il quale l'azienda, a maggior ragione rispetto al passato, potrà agire per provvedere al rilancio della Casa da gioco. Le manifestazioni e la promozione sono pressoché completamente devolute alla sua competenza, salvo il fatto che rimane in vita grazie al meticoloso lavoro fatto in IV Commissione un comitato che è composto da un rappresentante della Regione, da un rappresentante dei Comuni di Châtillon e Saint-Vincent e da un rappresentante della Casa da gioco, che dovrà predisporre un programma e predisporre anche il protocollo che regolamenta il funzionamento del comitato. Con questo emendamento vorremmo attribuire alla competenza del Consiglio regionale l'approvazione di tale apposito protocollo, che viene predisposto dal comitato che così come ho detto è costituito e che deve intervenire entro 120 giorni dalla sottoscrizione del disciplinare in approvazione. Se i colleghi di minoranza sono d'accordo, mi permetto di chiedere il voto segreto anche su questo emendamento.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Parere contrario.
Presidente - Pongo in votazione, con procedura segreta, l'emendamento n. 12 del gruppo "La Casa delle Libertà"; ne do lettura:
Emendamento
Al comma 4 dell'articolo 12 sostituire le parole "dalla Giunta regionale" con le parole "dal Consiglio regionale".
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 32
Favorevoli: 14
Contrari: 18
Astenuti: 3
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Vicepresidente Tibaldi sull'emendamento n. 13 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Tibaldi (CdL) - Lo do per illustrato.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 13 del gruppo "La Casa delle Libertà"; ne do lettura:
Emendamento
Al comma 4 dell'articolo 12 dopo le parole "Giunta regionale", aggiungere le parole "previo parere favorevole della Commissione consiliare competente".
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 9
Contrari: 24
Astenuti: 2 (Ferraris, Fiou)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Vicepresidente Tibaldi sull'emendamento n. 14 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Tibaldi (CdL) - Non ci è dato conoscere - perché in particolare le spiegazioni che sono intervenute in Commissione non sono state esaurienti - perché quanto stanziato nel bilancio regionale alla data di entrata in vigore del presente disciplinare non ancora erogato debba essere corrisposto alla "Casinò S.p.a." con impegno che sia destinato alla realizzazione del programma delle manifestazioni; di conseguenza, chiediamo che venga abrogato questo comma e sul medesimo chiediamo voto in forma segreta.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Rispetto a questo comma, abbiamo spiegato che le manifestazioni di prestigio a volte hanno uno svolgimento che è a cavallo di anno, per evitare che tali somme vadano in economia, è previsto che quanto è stanziato sul bilancio regionale possa essere utilizzato nell'anno successivo proprio per quelle manifestazioni; quindi confermo parere negativo su questo emendamento.
Presidente - Pongo in votazione, con procedura segreta, l'emendamento n. 14 del gruppo "La Casa delle Libertà"; ne do lettura:
Emendamento
Abrogare il quinto comma dell'articolo 12.
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 32
Favorevoli: 11
Contrari: 21
Astenuti: 3
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 12:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 24
Contrari: 11
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 13 vi è l'emendamento n. 15 del gruppo "La Casa delle Libertà" e l'emendamento n. 22 del "Partito Democratico".
La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Sono favorevole all'emendamento del Consigliere Sandri e contrario all'emendamento del gruppo "La Casa delle Libertà".
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 15 del gruppo "La Casa delle Libertà"; ne do lettura:
Emendamento
Alla lettera b), comma 5, dell'articolo 13 sostituire le parole "sentita la" con le parole "previo parere favorevole della".
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 11
Contrari: 24
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 22 del "Partito Democratico"; ne do lettura:
Emendamento
All'articolo 13, comma 5, lett. c) dopo la parola "tavolo" è aggiunta una virgola.
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 35
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 13 nel testo così emendato:
Articolo 13
Controlli
Casino S.p.a. assicurerà, con il più severo controllo, la regolarità dei giochi e dei relativi incassi.
Regione esercita, a mezzo del proprio servizio ispettivo, qualsiasi forma di controllo, sia in modo continuativo e sistematico, sia con interventi saltuari sui giochi, manifestazioni varie, ingressi, servizi, ecc., con possibilità di accesso diretto e in tempo reale al sistema informativo della Casa da gioco secondo le modalità previste dall'apposito regolamento da approvarsi dal Consiglio regionale entro un anno dall'entrata in vigore del presente disciplinare. Nelle more continuerà ad applicarsi il vigente regolamento dei controlli approvato dal Consiglio regionale.
Casino S.p.a. provvederà a fornire in tempo reale informazioni, tabulati ed in particolare risultati di gestione, secondo le richieste del Direttore della Direzione regionale della Casa da gioco, assicurando nel contempo la più completa disponibilità delle strutture interne preposte al controllo di attività di gioco e al controllo amministrativo.
Nessun tavolo o gioco può essere aperto o chiuso senza la presenza di un rappresentante di Regione, nominato dal Presidente della Regione Autonoma Valle d'Aosta.
Casino S.p.a. è tenuta inoltre a:
a) trasmettere a Regione una sintesi trimestrale del reporting di Casino S.p.a. al fine di una completa conoscenza degli andamenti gestionali della stessa, ivi compresa la realizzazione del programma delle manifestazioni;
b) implementare ed utilizzare esclusivamente il sistema integrato di sicurezza, anche a mezzo di videosorveglianza, con particolare riferimento al controllo dei giochi ed al sistema denominato "online" per il controllo delle slot machines, adottando le più moderne tecnologie reperibili sul mercato. La Casino S.p.a terrà costantemente informato il servizio ispettivo regionale su eventuali anomalie del sistema integrato di sicurezza nonché sui progetti evolutivi del sistema in modo da tener conto delle eventuali osservazioni del servizio ispettivo.
Per quanto riguarda il sistema integrato di sicurezza, la sua realizzazione sarà messa in atto al solo fine di assicurare un controllo della regolarità dei giochi e comunque con esclusione della sorveglianza sull'attività del personale. Le modalità per l'accesso e l'utilizzo delle strutture di sorveglianza (sala monitor dei controlli di sicurezza), da parte del servizio di controllo regionale, saranno regolate da apposito protocollo, approvato dalla Giunta regionale, previa intesa con la Casino S.p.a. e sentita la Commissione consiliare competente, nel pieno rispetto delle disposizioni vigenti in materia, in specie dell'art. 4 della Legge 20 maggio 1970, n. 300, recante "Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento";
c) fornire quotidianamente, per gioco e per tavolo, nel rispetto della normativa vigente in materia di lavoro, una dettagliata ed analitica contabilità delle mance, consentendo a Regione il controllo anche ai fini dell'applicazione dell'ultimo comma del precedente articolo 11.
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 28
Contrari: 7
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 14 vi sono gli emendamenti n. 23 e n. 24 del "Partito Democratico".
La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (PD) - Volevo con questo emendamento fare una riflessione sul problema di quel trasferimento di somme non spese per quanto riguarda il piano di sviluppo che è stato approvato, a stralcio di quello presentato dalla "Casinò S.p.a.", dal Consiglio regionale un po' di tempo fa. In particolare da una parte far riflettere sulla necessità che, a fronte di queste spese che sono state fatte per andare avanti nel piano di sviluppo, il Consiglio regionale dovrebbe essere messo nella contezza di fare una riflessione sul piano di sviluppo. Da quando abbiamo approvato quel piano ad oggi è cambiato moltissimo: abbiamo acquisito la proprietà del "Billia", abbiamo acquisito una serie di immobili che facevano parte del cosiddetto "accerchiamento", quindi i parcheggi e tutta una serie di strutture che sono lì intorno, quel piano di sviluppo non ha più senso di esistere, nel senso che, per quanto fosse limitato alle prime 2 delle 5 parti che erano state presentate, ma certamente la prospettiva per quanto fosse stato vagamente ipotizzato... anche l'acquisizione del "Billia"... certamente con il senno di poi non è più in atto. Dare dei soldi quindi a fronte di investimenti che non si sa più se ha senso mantenere in piedi già di per sé potrebbe essere sufficiente come indicazione per non mandare i finanziamenti alla Casa da gioco.
Il secondo emendamento entra più nel merito, nel senso che specifica proporzionalmente alle spese già effettuate per lavori di manutenzione straordinaria, di nuova realizzazione, coerenti con tale piano. Questo emendamento consentirebbe una garanzia che i soldi investiti sono investiti su opere che rientrano in ordini che il Consiglio regionale aveva già dato. Volevo solo illustrarlo, se poi lei lo accoglie, mi fa ancora più piacere.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Chiedo al collega Sandri di ritirare l'emendamento n. 23, siamo favorevoli all'emendamento n. 24.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (PD) - Ritiro l'emendamento n. 23 e ringrazio per l'accoglimento dell'emendamento n. 24.
Presidente - L'emendamento n. 23 del "Partito Democratico" è ritirato; ne do lettura per il verbale:
Emendamento
All'articolo 14, il comma 2 è abrogato.
Pongo in votazione l'emendamento n. 24 del "Partito Democratico", che recita:
Emendamento
All'articolo 14, comma 2, sono aggiunte le seguenti parole: "proporzionalmente alle spese già effettuate per lavori di manutenzione straordinaria o di nuova realizzazione coerenti con tale piano".
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 35
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 14 nel testo così emendato:
Articolo 14
Piano di sviluppo
Il Consiglio regionale approva il Piano di sviluppo su proposta della Giunta regionale. Regione finanzia gli investimenti in esso previsti che verranno realizzati da Casino S.p.a. sulla base di uno schema contrattuale tipo approvato dalla Giunta regionale.
Quanto stanziato nel bilancio regionale, alla data di entrata in vigore del presente disciplinare, e non ancora erogato, è corrisposto a Casino S.p.a. a titolo di acconto per la realizzazione del Piano di sviluppo, proporzionalmente alle spese già effettuate per lavori di manutenzione straordinaria o di nuova realizzazione coerenti con tale piano.
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 31
Favorevoli: 28
Contrari: 3
Astenuti: 4 (Frassy, Lattanzi, Ottoz, Tibaldi)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 15 vi sono gli emendamenti n. 25 e n. 26 del "Partito Democratico".
La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (PD) - Diciamo che questi sono fra gli emendamenti più importanti che abbiamo preparato di tutta la legge, perché non toccano questioni finanziarie, non interveniamo sul riparto, non ci poniamo il problema delle percentuali, delle mance, del controllo... ma ci rifiutiamo di andare a scrivere, per decenza, che "per l'accesso alla qualifica di dirigente sono richiesti requisiti di specchiata moralità, nonché capacità ed esperienza di coordinamento di attività complesse e di gestione delle risorse umane". Tenuto conto di quanto detto già stamani, credo che almeno abbiamo la decenza di togliere queste cose... forse avremo la speranza che in futuro non si diano promozioni a persone coinvolte in attività giudiziarie o cose del genere... lo ritiriamo e così ci affidiamo al Consiglio di amministrazione della Casa da gioco, che rispetti tali principi, perché, nel momento in cui li abbiamo scritti, non li hanno rispettati, perché questo era scritto anche nelle versioni precedenti 1999, 2001, 2002, 2003... se questo è stato il risultato, credo sia bene prenderne atto.
Se non viene accettato l'emendamento, c'è il sub-emendamento che dice: "dopo la parola "moralità", sono aggiunte le parole: "ed in particolare non essere stato coinvolto a qualunque titolo in inchieste giudiziarie relative all'attività della Casa da gioco in Italia o all'estero"", perché è una tutela che il Consiglio regionale credo meriti poter avere.
Presidente - La parola al Vicepresidente Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Ci sentiamo di condividere in "toto" quanto appena sostenuto dal collega, sarebbe meglio, per decenza, evitare di scrivere delle formule che poi non vengono assolutamente osservate e rispettate, a maggior ragione se si pensa che in tutti questi anni le nomine di dirigenti, di funzionari, le promozioni, gli avanzamenti di carriera sono stati tutti decisi all'insegna di una logica partitocratica e strettamente fiduciaria di chi governa. Fra l'altro, mentre eravamo in Commissione impegnati in questi giorni si è consumato l'ennesimo delitto, ovvero recentemente, mentre cercavamo di trovare gli artifizi migliori e le formule migliori per cercare di dare una parvenza di dignità a questo documento, promozioni e avanzamenti di carriera sono stati effettuati nell'ambito della Casa da gioco. Senz'altro i criteri di specchiata moralità non sono stati tenuti in considerazione, ma semplicemente la logica della competenza è stata sostituita brutalmente con quella dell'appartenenza ad una corrente più favorevole, piuttosto che ad un'altra corrente. Ci sembra quindi offensivo del ruolo dei Consiglieri voler inserire una norma di questa portata quando si sa che verrà cestinata, perlomeno in senso metaforico, perché non verrà mai osservata.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Ovviamente su un argomento del genere ognuno è libero di pensarla come vuole, ma credo che entrambi gli emendamenti vadano nella direzione sbagliata: il primo emendamento perché va ad abrogare una norma già esistente che, di fatto, dava delle indicazioni; il secondo perché introduce un'incompatibilità con la funzione dirigenziale, se uno è coinvolto in un'inchiesta giudiziaria: non condannato, coinvolto. È sufficiente che qualcuno faccia una denuncia e sia coinvolto in un'inchiesta, questo non ha diritto; passiamo da un estremo all'altro, ossia in un caso togliamo qualsiasi norma di riferimento, nell'altro facciamo un salto in avanti dicendo che chiunque sia coinvolto in un'inchiesta diventa un appestato, poi potrà essere assolto e non avere nessun tipo di problema, ma diventa un appestato. Collega Sandri, a volte lei è un po' contraddittorio... quando attorno a tale tavolo abbiamo discusso su dei profili dei Consiglieri di amministrazione, lei ha detto che questi sono dei bravi commercialisti, dei bravi avvocati, ma non sono idonei a gestire una Casa da gioco e mi ha urlato: "perché per gestire una Casa da gioco ci vogliono dei biscazzieri". Andiamo a vedere i verbali e troveremo traccia di quello che dico, perché, rispetto a questo, bisognerà mantenere un certo profilo. Sono 2 emendamenti che giudico negativamente.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (PD) - Premesso che la parola "biscazziere" non esiste nel mio vocabolario, quindi la rimando al mittente, prendo atto che è vero, il secondo emendamento ha una dizione che potrebbe portare a delle interpretazioni sbagliate per cui lo ritiro, però sul primo emendamento chiedo la votazione a scrutinio segreto se qualche altro gruppo di opposizione mi dà l'appoggio.
Presidente - La parola al Consigliere Ottoz.
Ottoz (CdL) - Stavo consultando il dizionario "De Mauro", non ricordo se il collega Sandri abbia detto o no "biscazziere", può averlo detto o no, anche a me non sembra faccia parte del suo linguaggio usuale, ma sul dizionario si dice che "biscazziere è chi lavora nelle pubbliche sale da gioco". Fermo restando che una bisca è normalmente considerata una sala da gioco clandestina, "biscazziere" non è necessariamente un'espressione negativa o denigratoria, rientra nel contesto di cui parliamo, ancorché non sia una parola simpatica, ricordo però che si parlava di ben altro tipo di figure e di reati stamani quando il collega Sandri faceva riferimento a situazioni tipo associazione mafiosa e riciclaggio di capitali, se non erro, che mi sembrano ben altro che non l'attività di biscazziere. Eviterei i giochi dialettici sulle parole, diciamo che le parole vogliono dire quello che significano e in questo caso non avrei visto nulla di male nel caso così fosse stato detto. Mi incuriosisce - purtroppo, o, per fortuna, non faccio parte della IV Commissione - il primo comma dell'articolo 15, dove dopo aver sentito da ogni parte nel dibattito odierno e in quelli precedenti e per le notizie che ci giungono sul Casinò da ogni parte che ci sarebbero esuberi in numero consistente, mi chiedo quale fosse la necessità, salvo una "captatio benevolentiae" di tipo pre-elettorale, di andare a scrivere che la "Casinò" si impegna a mantenere in servizio tutto il personale. Non capisco che bisogno ci fosse di scrivere e come sarà successivamente interpretata in sede di eventuali tavoli di concertazione l'espressione: "Casinò S.p.a. si impegna a mantenere in servizio e a gestire tutto il personale...", quando dovrebbe impegnarsi a gestirlo in modo corretto, come dopo giustamente è scritto.
Vorrei ricordare all'Assessore che ha fatto riferimento al IV comma dicendo che dà delle indicazioni; esso non dà nessuna indicazione, stabilisce invece una norma perché dice - e il disciplinare ha forza regolamentare -: "Per l'accesso alla qualifica... sono richiesti requisiti di specchiata...", eccetera. Questa non è un'indicazione, è una norma cogente. Allora dobbiamo metterci d'accordo se quello che è scritto in tale disciplinare sarà successivamente cogente oppure no, altrimenti stiamo qui a fare niente. Se questa roba è un insieme di indicazioni, non stiamo neanche a votare palese, segreto, non ce ne frega niente; se invece questo è un documento di cui si presuppone una successiva seria responsabile applicazione nell'interesse della Regione e dei suoi cittadini, non chiamiamole indicazioni, chiamiamole norme. Nel IV° paragrafo in particolare si dice: "sono richiesti", questa è una norma, ritengo che lei, Assessore, sia al corrente delle nomine che sono state effettuate in questi giorni e lei è sicuramente in grado di correlarle con quello che è scritto al IV° paragrafo. È lei che ha la competenza del Casinò, se ne occupi lei, mi limito ad esprimere la mia opinione qui in Consiglio e a dire che non vorrei che tali nomine fossero state fatte prima che entri in vigore la norma per poter dire: "fotografiamo l'esistente e da adesso in avanti però ci mettiamo a posto". Vorrei sapere in che modo verrà esercitato il compito di vigilanza su quanto è stato fatto in questi giorni, alla luce di quello che sta scritto nel disciplinare e alla luce di quello che ha detto giustamente il collega Sandri, ossia che questo stava già scritto nel disciplinare precedente. Cos'era: una blanda indicazione, un piccolo suggerimento o era una norma anche prima? Quali sono quindi le misure che si intende adottare per l'eventuale non applicazione intervenuta nel frattempo di questa norma?
Tibaldi ( fuori microfono) - ... chiedo il voto segreto...
Presidente - L'emendamento n. 26 del "Partito Democratico" è ritirato; ne do lettura per il verbale:
Emendamento
All'articolo 15, comma 4, dopo la parola "moralità", sono aggiunte le parole: "ed in particolare non essere stato coinvolto a qualunque titolo in inchieste giudiziarie relative all'attività della Casa da gioco in Italia o all'estero".
Pongo in votazione, con procedura segreta, l'emendamento n. 25 del "Partito Democratico"; ne do lettura:
Emendamento
All'articolo 15, il comma 4 è abrogato.
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 32
Favorevoli: 14
Contrari: 18
Astenuti: 3
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 15:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 26
Contrari: 9
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 16:
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 27
Favorevoli: 24
Contrari: 3
Astenuti: 8 (Ferraris, Fiou, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Ottoz, Sandri, Tibaldi)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 17 vi sono gli emendamenti n. 16 e n. 17 del gruppo "La Casa delle Libertà".
La parola al Vicepresidente Tibaldi sull'emendamento n. 16.
Tibaldi (CdL) - Comincio con l'emendamento n. 17. Questo è un emendamento che va a tutela dell'imprenditorialità locale, senza creare condizioni di protezionismo peraltro, perché non siamo protezionisti, però "per i lavori e le forniture di beni e servizi, a parità di qualità e condizioni e ove consentito dalle leggi in materia..." - 3 requisiti che sono assolutamente invalicabili e che intendiamo rispettare - "... Casinò S.p.a. si rivolgerà preferibilmente ad imprese aventi sede in Valle d'Aosta". Fermi restando quei 3 requisiti di cui dicevo, chiediamo di cambiare l'avverbio "preferibilmente" con "prioritariamente"...
Marguerettaz (fuori microfono) - ... che differenza c'è, me la spiega...
Tibaldi (CdL) - ... "prioritariamente" è più efficace e profondo rispetto a "preferibilmente"; poi, se non volete prenderlo in considerazione, ne prendiamo atto.
L'emendamento n. 16 intende precisare la parola "Regione": "verrà trasmesso alla Regione entro 60 giorni dalla sottoscrizione del presente disciplinare il regolamento relativo alle forniture", allora la Regione in quale soggetto? Nella Giunta regionale indubbiamente, ma anche nella IV Commissione consiliare competente, quindi il nostro emendamento precisa quali sono gli organi destinatari di tale Regolamento.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 16 del gruppo "La Casa delle Libertà"; ne do lettura:
Emendamento
Al primo comma dell'articolo 17 sostituire le parole "a Regione" con le parole "alla Giunta regionale e alla Commissione consiliare competente".
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 9
Contrari: 24
Astenuti: 2 (Ferraris, Fiou)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 17 del gruppo "La Casa delle Libertà"; ne do lettura:
Emendamento
Al primo comma dell'articolo 17 sostituire la parola "preferibilmente" con la parola "prioritariamente".
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 9
Contrari: 24
Astenuti: 2 (Ferraris, Fiou)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 17:
Consiglieri presenti: 34
Votanti: 26
Favorevoli: 23
Contrari: 3
Astenuti: 8 (Ferraris, Fiou, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Ottoz, Sandri, Tibaldi)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 18 vi sono gli emendamenti n. 27, n. 28 e n. 29 del "Partito Democratico" e gli emendamenti n. 18 e n. 19 del gruppo "La Casa delle Libertà".
La parola al Consigliere Sandri sull'emendamento n. 27.
Sandri (PD) - Sarà una presentazione un po' complessa, quindi chiedo un po' di pazienza, nel senso che ne faccio un'unica, ma prenderò del tempo, perché sono 2 questioni abbastanza importanti: la prima è il problema dell'accesso dei Consiglieri regionali ai locali della Casa da gioco, nonché agli uffici della "Casinò S.p.a." con le stesse modalità previste per l'accesso agli uffici regionali, questo perché? Perché purtroppo, pur essendo la Casa da gioco una delle questioni più rilevanti che vi siano in Valle d'Aosta, anzi questo Consiglio regionale storicamente dal 1946 ad oggi ha sempre avuto questo argomento come dato principale, mi sembra che ultimamente sia venuta meno una consuetudine assestata da molto tempo: che i Consiglieri regionali potessero avere accesso alle sale da gioco del Casinò. Mi ricordo in particolare che nel marzo 1987 eravamo in piena Commissione "affaire Casinò", c'erano stati gli arresti, i controllori, tutta una serie di problemi legati a numerosi esponenti politici di rilievo della nostra Regione, una sera era stato segnalato al gruppo di allora "Nuova Sinistra della Valle d'Aosta"... e del "Partito Comunista"... che c'erano dei problemi sulla conta dei soldi, perché non veniva fatta in presenza del controllori regionali, ma solo da personale "SITAV". Ricordo che Demetrio Mafrica ed io ci demmo appuntamento alle 3,00 del mattino in Via XXVI Febbraio, prendemmo l'auto, ci fiondammo al Casinò alle 4,00 meno un quarto, abbiamo chiesto di entrare, gentilmente ci hanno accompagnato e abbiamo chiesto di poter assistere a quella conta. Quella fu l'ultima conta fatta senza i controllori della Regione, quindi c'era stata la testimonianza che "sono sempre gli occhi del padrone che ingrassano il cavallo". Dopo 20 anni invece, quando ero lontano dal Consiglio regionale per dei problemi di salute, mi è arrivata per posta una lettera che vi vorrei leggere. È stata inviata al Presidente Luciano Caveri e all'Assessore Marguerettaz, a Piazza Deffeyes, oggetto: visita del Consigliere regionale dott. Giovanni Sandri:
"La presente per comunicarvi che nel tardo pomeriggio di venerdì 28 settembre il Consigliere regionale dott. Giovanni Sandri si è recato presso l'Ufficio clienti, situato nella hall del Casinò. Dopo essersi presentato, ha interloquito con gli addetti in servizio: la Signora..., il Signor... si è trattato di una chiacchierata dal tono amichevole che si protratta per circa 40 minuti e che di tanto in tanto è stata interrotta per l'ingresso di clientela nell'ufficio o per l'arrivo di telefonate. Nel corso della chiacchierata il dott. Sandri ha chiesto chiarimenti in merito alle competenze e all'operatività dell'Ufficio clienti e si è informato sulle modalità con cui vengono scelti i ristoranti e le strutture alberghiere in cui i clienti VIP godono di ospitalità da parte della Casa da gioco. Ha inoltre chiesto..." - sto curiosone! - "... se, a seguito dell'acquisizione del complesso Grand Hôtel Billia, erano subentrati cambiamenti nelle modalità operative dell'ufficio e se la clientela era soddisfatta dello standard qualitativo offerto in generale dalla STV. Il dott. Sandri si è anche fatto illustrare le modalità di accesso della clientela alle sale giochi della Casino de la Vallée relativamente a promozioni e agevolazioni, parcheggi, guardaroba e abbonamenti..." - tutte cose che abbiamo discusso ieri e oggi - "... e si è fatto indicare il nominativo del Responsabile dell'ufficio... - casualmente anche oggi abbiamo parlato di queste persone - "... gli addetti all'ufficio hanno puntualmente ed esaurientemente risposto ai quesiti posti dal dott. Sandri, che li ha ringraziati anticipando la sua intenzione di tornare al Casino de la Vallée indicativamente nella giornata del venerdì prossimo, per incontrare il Responsabile dell'ufficio..." - poi è successo quello che è successo e non ci sono più andato - "... mentre il dott. Sandri si trovava all'Ufficio clienti, è transitato nella hall del Casinò il dott..." - tale dei tali - "... e si è verificato fra i 2 un breve scambio di battute..." - non c'è scritto che portavo le calze, che tipo di scarpe portavo, per fortuna, si sono attenuti solo agli incontri... - "... nel congedarsi il dott. Sandri ha infine richiamato l'obbligo, previsto dal disciplinare, in merito all'utilizzo di servizi alberghieri di ristrutturazione esterni per almeno il 30% del budget, riservato annualmente alle spese di ospitalità. Ha altresì manifestato soddisfazione per la scelta politica di acquisire il complesso Billia in un'ottica di sinergie future di miglioramento della qualità del servizio offerto alla clientela del Casinò".
Questa è roba da "Stasi", Repubblica democratica tedesca! Non so che uso sia stato fatto di questa cosa, ma che un Consigliere regionale che entra alla Casa da gioco e chiede di poter parlare con i controllori regionali e insieme ai controllori regionali si è fatto spiegare una serie di funzionamenti, poi è andato in un ufficio in cui ha chiesto gentilmente di entrare... non ho obbligato nessuno, non ho chiesto niente a nessuno, hanno voluto gentilmente ricevermi e darmi tali spiegazioni... e poi questo è il finale? Questa è la "Stasi", è la "Ddr"; credo che su tale tema si debba cambiare metodo, rispetto, perché nessuno va là con il fucile, nessuno va là con il microfono nascosto del registratore, si va a fare il nostro dovere di controllo di ciò che compete all'Amministrazione regionale! E se su questo c'è confusione, come pare che abbia valutato confusamente il Direttore centrale amministrativo dott. Luciano Natta, che ha firmato questa cosa che mi è arrivata in forma anonima, credo che il Consiglio regionale oggi debba esprimersi perché sia chiaro che negli uffici della Regione presenti alla "Casinò S.p.a."... perché vi sono gli uffici dei controllori regionali e lì abbiamo accesso... ma anche sulla Casa da gioco credo sia una prassi consolidata che se è messa in discussione... oggi merita che sia garantita ancora esplicitamente, per cui chiedo con coraggio di accettare questo nostro emendamento in modo che da adesso in avanti non vengano fuori più episodi di confusione di tale genere.
Per quanto riguarda gli altri 2 emendamenti, che sono differenziati solo per il "previo parere favorevole" in un caso e il "sentita la Commissione" in un altro, si affida alla Giunta regionale anche la possibilità di rendere gratuito il biglietto di entrate nel Casinò. So che è una battaglia che hanno cominciato prima altri gruppi, in particolare il gruppo "La Casa delle Libertà", ma credo sia una possibilità che debba essere data alla Giunta regionale, perché in futuro potrebbe essere una buona operazione di "marketing" fare questo tipo di scelta. Abbiamo quindi trovato 2 dizioni diverse, una delle due va comunque bene, per consentire alla Giunta regionale, in accordo con la Casa da gioco, di non far pagare l'entrata in tutto o in parte alla Casa da gioco.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Pensiamo che qualche considerazione vada fatta sull'illustrazione dell'emendamento del collega Sandri n. 27, ossia sulla possibilità di svolgere funzione di controllo in quel contesto che si chiama "Casinò", che è totalmente azienda pubblica e che sappiamo che è forse una delle aziende pubbliche dove maggiori sono le necessità di controllo. Penso che la maggioranza su questo emendamento, al di là del gioco dei bottoni con la votazione palese o segreta, abbia il dovere di esprimersi, perché ritengo che venga posta una questione che non è secondaria rispetto all'attività e la funzione di controllo che hanno i Consiglieri regionali. O il Casinò è un'entità importante nell'economia politica, finanziaria ed amministrativa di questa Regione, di conseguenza deve essere parte dei compiti di istituto dei Consiglieri regionali; oppure il Casinò è un'altra cosa. Penso che le cose che sono state lette ad illustrazione di tale emendamento siano di una gravità senza precedenti, nel senso che diventa incredibile che un Consigliere regionale sia oggetto di quella che non esiterei a definire una schedatura e sarebbe opportuno che nell'ambito di questa discussione, per rispetto al Consiglio regionale, fosse quanto meno in aula l'Assessore che mi sembra abbia delega...
Caveri (fuori microfono) - ... è andato ad urinare...
Frassy (CdL) - ... ho capito, Presidente, ma su questa vicenda penso sia doveroso che l'Esecutivo si esprima, perché sia il merito dell'emendamento, sia soprattutto la lettura che è stata data dal collega Sandri merita una qualche considerazione. Riteniamo che tale emendamento vada accolto non perché sia un emendamento che dia una visione politica di un colore piuttosto che di un altro, ma perché ribadisce una funzione politica di controllo di tutti e 35 i Consiglieri regionali, a prescindere dai ruoli di Giunta, di maggioranza e di opposizione! Non votare tale emendamento riteniamo che sia abdicare ad una parte delle proprie funzioni istituzionali e sia soprattutto abdicare ad un ruolo importantissimo che svolge il Casinò in questa Regione. Mi auguro che su tale emendamento vi possa essere un chiarimento, dopodiché una votazione che lo accolga. Il nostro gruppo esprime un giudizio positivo sull'emendamento n. 27 del "Partito Democratico".
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Intervengo a sostenere questo emendamento, parto dal presupposto che non solo è un diritto dei Consiglieri frequentare la Casa da gioco dal punto di vista che siamo anche i rappresentanti degli azionisti, ma dovrebbe essere anche un dovere. Racconto quello che è successo a me: da quando sono Consigliere, ho girato anche delle altre case da gioco, ho visto una maggiore professionalità e dignità da parte degli operatori e degli impiegati del Casinò di Saint-Vincent rispetto ad altri impiegati di altri casinò. Ho visto però il "privé" 2 volte vuoto con degli impiegati tecnici che aspettavano i clienti, a 5 metri di distanza tavoli pieni così di giocatori... per cui, se si potevano aprire altri tavoli, avremmo incassato di più, quindi c'è un problema di aggiustamento.
Ho visto anche, perché il controllore regionale che mi ha accompagnato ha voluto offrirmi da bere... volevo pagare ma lui ha insistito, ho accettato... mi sembra una cosa normale doversi recare alla cassa e farsi fare un buono per via dell'incompatibilità e problemi della "STV" con la "Casinò". Ora, finché lo fa con il Consigliere Bortot, ma non è molto piacevole che un Commissario debba andare a farsi fare un buono per offrire da bere ad un cliente o ad un Consigliere! Con il Consigliere Bortot non c'è nessun problema, ma per altri clienti la cosa potrebbe essere alquanto fastidiosa.
Altra cosa che ho visto al bar, ho chiesto: come mai tutto questo spazio quando al bar non c'è nessuno, non potremmo in quello spazio metterci dei tavoli da gioco? Mi hanno risposto che "STV" non è d'accordo, perché ritiene che quello spazio debba essere a sua disposizione e non della Casa da gioco. Capisco allora che, se si entra in un luogo dove ci sono persone che lavorano, ci possa essere un po' di fastidio, ma noi non entriamo nella casa privata di un nostro amico, al quale può dare fastidio che arriviamo e magari lui sta facendo gli affari suoi. Stiamo parlando della Casa da gioco, di proprietà dell'Amministrazione regionale che è stata data in gestione ad una società interamente di capitale pubblico.
Capisco uno che va lì, deve farsi accompagnare, ma burocratizzare e usare questi toni intimidatori nei confronti dei Consiglieri che svolgono un loro diritto-dovere evidentemente vuol dire che questo Signore è stato autorizzato o dal Consiglio di amministrazione, o non si sa bene da chi a scrivere in tale maniera. Quando affermiamo che non c'è collegialità nel Consiglio di amministrazione nel prendere le decisioni... e il Presidente Martini fa e disfa a suo piacimento e nomina quel Signore che ha firmato quella lettera... c'è qualcosa che non funziona. Quel Signore dà le dimissioni da quell'incarico, oppure le dà qualcun altro, perché il problema non è di per sé il contenzioso, che è abbastanza ridicolo, ma sono il tono e gli atteggiamenti intimidatori. Immagino qualsiasi altro Consigliere che non sia "navigato" come il Consigliere Sandri, se si permette di entrare al Casinò e andare a chiedere giustamente informazioni in tutti gli uffici laddove ritiene più opportuno chiedere informazioni... perché quello è un tono intimidatorio! A me con una lettera così dico: "ma cosa vado lì a rompere le scatole?", ma vengo meno alle mie prerogative di svolgere bene il mio ruolo di Consigliere regionale per controllare come funziona quell'azienda. Vorrei che nei panni del Consigliere Sandri vi fosse qualcun altro di voi meno con "il pelo sullo stomaco", nel senso migliore del termine, se si osa comportarsi in un altrettanto modo... ecco perché dobbiamo tutelare non tanto il Consigliere Sandri quanto ognuno di noi stessi, che possa avere diritto-dovere di accedere senza alcun atteggiamento intimidatorio né prima, né dopo, né durante.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - Una certa mozione degli affetti rispetto allo spirito di corpo di tutti noi Consiglieri regionali potrebbe anche fare effetto, ma figuratevi come funzionerebbe un'amministrazione se qualunque Consigliere regionale potesse entrare in qualunque ufficio dell'Amministrazione e interloquire con chiunque trovi dentro un ufficio. Saremmo di fronte all'anarchia, specie se quel Consigliere regionale avesse di tanto in tanto dei comportamenti balzani. Vi è una gerarchia delle fonti e questa dice che noi possiamo scrivere quel che vogliamo in tale disciplinare, ma vale l'"interna corporis" della Regione che è l'articolo 116, che dice: "le richieste di informazioni, notizie e visioni di atti..." - e questo vale anche per i dipendenti della "Casinò" - "... devono essere inoltrate solamente ai dipendenti delle qualifiche dirigenziali". Non è quindi che io entro nella "hall" del Casinò e vado dalla guardarobiera, mi fermo per 40 minuti, chiedo come va, come si sente e quale tipo di atteggiamento mentale abbia rispetto alle cose, o faccia le stesse cose con quelli dell'Ufficio Segretariato, ma io entro, chiedo di un dirigente e con lui ricostruisco quelle vicende che ritengo essere utili magari preavvertendo della mia visita, perché c'è anche una logica di cortesia e di comportamento urbano rispetto alle cose. Ripeto: già oggi è possibile fare quello che si vorrebbe qui chiedere, ma con delle logiche che sono logiche condivisibili, perché non vado da un cameriere a chiedere cosa ne pensa dei suoi superiori o dell'organizzazione del Casinò; vi sono dei dirigenti e, come avviene già oggi nell'Amministrazione quando, ai sensi dell'articolo 116, si chiedono informazioni, si chiedono a quelli che sono strutturati e deputati ad avere un rapporto con le persone che vanno a chiedere loro informazioni qualora fossero Consiglieri regionali, in un certo modo. Non si tratta quindi di seguire una deriva populistica, ma si tratta di applicare una norma che esiste già: l'articolo 116 del Regolamento.
Presidente - La parola al Consigliere Ottoz.
Ottoz (CdL) - Il Presidente sa l'affetto, la stima e l'amicizia che gli porto e posso anche essere d'accordo sul fatto che nell'avvicinarci ad aziende, o nel caso un'azienda importante come il Casinò, un Consigliere debba seguire un certo tipo di corretto protocollo. Voglio anche dire che va bene il regolamento, per quanto il Casinò non sia un ufficio, ma non è questo il problema; tale aspetto credo possa andare bene e che possa essere correttamente implementato. La cosa che mi preoccupa è che, siccome non sono un grande frequentatore del Casinò, ma mi è capitato di andarci molte volte, non vorrei che fossero arrivate una serie di lettere alla Regione di cui non so nulla solo perché nessun anonimo me le ha mandate!
La cosa che è estremamente fastidiosa e antipatica è che, a seguito di un comportamento del collega Sandri - sul quale non esprimo nessun giudizio né negativo, né positivo perché anche dal tono della lettera si è rivolto a queste persone in modo urbano e cortese -, sia partita la lettera. Il problema non è come ci si debba interfacciare con il Casinò o altri enti della Regione. Mi auguro che tutte le volte che vado al Casinò per un motivo o per l'altro non arrivi una lettera in qualche ufficio della Regione che dice che sono stato al Casinò, con chi ho parlato, cosa ho detto. Questo mi preoccuperebbe molto. Credo che la risposta del Presidente sia corretta, ma è la risposta ad una parte del problema, non al corpo principale del problema che è: che diritto ha un dirigente nel caso del Casinò di fare una relazione alla Regione su cosa ha fatto un Consigliere al Casinò? Perché forse questo dirigente ritiene che il Casinò abbia un compito di vigilanza e controllo sulla Regione, mentre invece è il contrario? Non è quindi il Casinò che deve vigilare e controllare la Regione, la Regione non è un Assessorato della "Finaosta", ma la Regione è la Regione e gli Assessorati sono gli Assessorati e la "Finaosta" è una società della Regione. Idem per il Casinò. In tale logica vorrei capire se è prassi comune oppure no, mi auguro che questo sia un episodio estemporaneo e malaugurato, che un Consigliere vada in modo assolutamente cortese e urbano in visita ad un ente pubblico, magari non rispettando protocolli che non conosce, e poi dopo questo origini una relazione sul suo comportamento della quale solo casualmente in quanto qualcuno gli ha in modo anonimo - neanche tanto simpatico... - fatto pervenire copia della lettera... e che dalla visita parta una relazione che arriva non so neanche tanto bene in quali uffici. Esiste nella Regione un ufficio che si occupa di ricevere le relazioni degli enti controllati dalla Regione su cosa vanno a fare i Consiglieri in questi enti? Perché la cosa è preoccupante sotto tale aspetto, per il resto è condivisibile quello che ha detto il Presidente. Non entro nel merito sul comportamento del collega Sandri in merito all'articolo 116, ma - ripeto - mi infastidirebbe moltissimo sapere che su di me o altri miei colleghi, quando vanno al Casinò, piuttosto che alla "Finaosta" o non so dove, parte una lettera che dice: "è venuta la collega Fontana, si è seduta, ha chiesto il caffè, poi lo voleva senza zucchero perché ha detto che lo zucchero le fa male, era visibilmente infastidita dalla temperatura perché si è tolta la sciarpa...", voglio dire, questa è la cosa che veramente mi preoccupa. Poi invece, sul comportamento da tenere, per carità...
Presidente - La parola al Consigliere Sandri, per dichiarazione di voto.
Sandri (PD) - Rileggerei l'articolo 116 per uso del Presidente e di tutti noi:
"I Consiglieri, fatto salvo il segreto d'ufficio e senza interferire con la regolarità dei servizi, hanno diritto di ottenere dall'Amministrazione regionale, dagli organi, dagli uffici e dagli enti o aziende da essa dipendenti, le informazioni utili all'esercizio del loro mandato. A tal fine hanno libero accesso agli uffici regionali...", nella Casa da gioco di Saint-Vincent esistono degli uffici regionali che sono gli uffici dei controllori regionali, lì abbiamo totalmente accesso indipendentemente da come vada a finire questo emendamento...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
... ho ascoltato con attenzione il suo intervento, la prego di non esprimere ulteriore disagio intervenendo su di me, ascolti che può essere sempre utile.
L'articolo 116 continua: "... le richieste di informazioni, notizie e visione di atti devono essere inoltrate solamente ai dipendenti delle qualifiche dirigenziali", questa è una cosa importante tanto che in quella occasione - come la "Stasi" ha potuto dimostrare - mi sono informato di chi era il dirigente, oltretutto, essendo la "Casinò S.p.a." un ente, ho chiesto cortesemente se mi potevano dare... e, se mi dicevano: "no", me ne andavo via. È già successo da altre parti, non creda il Presidente che noi abbiamo le porte aperte, ve ne dico solo una tanto per "divertissement": nei giorni scorsi ho inviato per "e-mail" una richiesta di informazioni ad un dirigente dell'Assessorato della sanità e servizi sociali, che ha preteso la carta stampata, per cui oggi ho dovuto mandare di là la richiesta in base all'articolo 116 su carta stampata. Qui c'è un problema dell'articolo 116, voglio dire... voglia di collaborare o meno, una risposta che per telefono si poteva avere in 30 secondi, che ci sta costando tempo, carta... Vogliamo aiutare i Consiglieri regionali a svolgere il loro lavoro o avete paura che si veda il lavoro che fate! Perché andare al Casinò è anzitutto vedere il disastro che c'è! È quello che dà fastidio! È chiaro che dei Consiglieri regionali sono comodi quelli che dal Casinò stanno molto lontano e danno fastidio quelli che vanno a vedere, perché vanno a vedere le cose che succedono! Gli emendamenti che abbiamo fatto qui oggi, la battaglia che abbiamo fatto in Commissione allora da dove viene? Dalla constatazione "de visu" delle cose, perché siamo andati là a vedere! Voi ci volete impedire questo! Credo sia vergognoso pensare in qualunque maniera di limitare tale diritto, noi abbiamo l'articolo 116 e, finché la Commissione Regolamento non lo modificherà, lo sfrutteremo fino in fondo, ma ritengo sia un insulto a tutti coloro che hanno portato avanti la bandiera dell'"Union Valdôtaine" in questi decenni e che questa prassi non solo l'hanno accettata, ma l'hanno anche praticata perché condividevano tali punti e parlo di tutti i Presidenti della Giunta e di tutti i rappresentanti di tale movimento dagli anni '70 ad oggi! Volete cambiare il metodo, ditelo!
Caveri (fuori microfono) - ... c'è l'articolo 116 e noi lo rispettiamo, ma cosa ti inventi...
Sandri (PD) - ... ditelo e lo dovete dire votando contro questo emendamento, allora ammettere esattamente, sappiamo chi siete! Credo però sia una contraddizione rispetto ad una storia di cui tutti possiamo essere orgogliosi e questo Consiglio regionale ha sempre rispettato il lavoro della maggioranza e dell'opposizione, un rispetto che è andato al di là del tempo indipendentemente dal ruolo. Sono prassi consolidate che devono essere difese da tutti, perché oggi vale per i Consiglieri Sandri, Bortot e Ottoz, ma domani può valere per qualcun altro, ma credo che questa sia la difesa delle nostre istituzioni, dell'autonomia della Valle d'Aosta!
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Credo che l'articolo 116 sia assolutamente in questo momento non messo in discussione, tanto che la lettera che è stata inviata dal Casinò, per tranquillizzare il Consigliere Ottoz, è stata trasmessa istantaneamente all'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale per poter verificare il mancato rispetto dell'articolo 116... l'esatto contrario, perché, se nell'articolo 116 è scritto che l'accesso è riservato negli uffici regionali - e, rispetto a questo, "nulla quaestio" -, il Consigliere Sandri può andare negli uffici del controllo regionale, sono uffici regionali, lì c'è la norma dell'articolo 116 precisa; per quanto attiene alle informazioni, deve attenersi all'articolo 116, non può entrare negli uffici. Voi immaginatevi un carosello di 35 persone che vanno negli uffici a chiedere tutti le informazioni, perché, dal punto di vista teorico, questo è quello che potrebbe accadere. Immaginiamo 35 Consiglieri regionali che possono entrare nelle sale, interloquire con chiunque, entrare nella cassa assegni o nell'Ufficio manifestazioni, possono andare di qui e di là. Ho capito che voi siete per questo discorso, così come potreste entrare nella sala macchine degli impianti di risalita, così come potreste entrare nel Tunnel del Monte Bianco e verificare tutte le attività, così come potreste entrare nelle sale operatorie, insomma potete fare di tutto! Quello che dice il Presidente è che l'articolo 116 ha voluto garantire tutta l'attività di controllo del Consigliere regionale, purché governata per il tramite dei dirigenti, che sono tenuti a darvi tutte le informazioni del caso, c'è scritto ed è previsto.
Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.
Lattanzi (CdL) - Presidente, sono allibito, questo Consiglio sta ascoltando cose inenarrabili! Ma voi siete fuori dalla realtà democratica e costituzionale di questo Paese, voi siete fuori di testa politicamente parlando! Vi state aggrappando ad un Regolamento per impedire a 35 compresi voi...
(l'Assessore Marguerettaz protesta energicamente, fuori microfono)
... io sto nel mio, siete voi che non siete nel vostro, perché mi risulta che lei nel Casinò ci va e ci viene e la fa da padrone, quindi non capisco perché lei stia impedendo agli altri Consiglieri di fare quello che può fare lei! Lei sta dicendo di non fare a noi quello che fa regolarmente lei, che è Consigliere come me, fino a prova contraria, quando entra in quel palazzo! Non capisco quindi questo aggrapparsi ai regolamenti, alle interpretazioni del Regolamento, l'articolo 116...?! Ma io sono un libero cittadino, primo; quella è una struttura pubblica, secondo; pagata con i nostri soldi, terzo, e sono stato eletto in questo Consiglio per fare quello che tutti i Consiglieri hanno il dovere, oltre che il diritto, di fare, che è accertarsi, informarsi sull'andamento della cosa pubblica, che - forse si è dimenticato - è pagata con denari pubblici, non privati! Senza con questo andare nelle sale operatorie, senza andare a disturbare il lavoro di nessuno! Ma cosa state inventandovi, ma siete impazziti! Volete tornare un attimo alla realtà? Ma tornate alla realtà per cortesia!
Presidente - Posso richiamare tutti, Consiglieri e Giunta, ad un linguaggio più consono?
Lattanzi (CdL) - ... sì ma è offensivo, non siamo al "KGB"! Voi avete un minimo di concetto di libertà democratica in questa Regione o dobbiamo chiedere il permesso di andare a vedere al Casinò come stanno lavorando e di chiedere alla guardarobiera come sta? Devo chiederlo a voi, devo fare una richiesta scritta secondo l'articolo 116 per andare a vedere al Casinò come lavorano? Trentacinque persone, non 350, che ci vanno una volta all'anno! Ma veramente siete fuori dalla realtà, datevi una "regolata", perché qui siamo a fare una battaglia di libertà e nessuno né con l'articolo 116, né senza l'articolo 116 ci vieterà di andare al Casinò, di andare a vedere gli impianti a fune come funzionano con i soldi pubblici e con i danari spesi dai cittadini, che voi state soltanto insieme a noi temporaneamente amministrando, temporaneamente! Non siamo disponibili a mettere in piedi uno stato di regime di polizia dove voi controllate quello che facciamo e i vostri servi, schiavi del regime, mandano le relazioni da "KGB", non siamo disponibili! Su questo c'è una battaglia che mi incateno qui dentro!
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Credo che la cosa stia diventando sempre peggio, mi rivolgo alla stampa. Il Direttore centrale amministrativo, dott. Luciano Natta, che è stato nominato dal Consiglio di amministrazione della "Casinò S.p.a.", scrive al Presidente della Regione e all'Assessore, vi rendete conto della gravità? E la domanda è: ma Caveri, Presidente, e Marguerettaz, Assessore, hanno risposto che questa lettera è irricevibile? E il dott. Ferina, Capo dei servizi dei controlli regionali, dov'era e cosa faceva e non era a lui che spettava segnalare eventualmente qualche inadempienza nei comportamenti del Consigliere Sandri? E non è stata mandata neppure per conoscenza al dott. Ferina? Vi rendete conto cosa ha fatto questo Signore? E a questo Signore non è stato neppure chiesto il motivo per cui ha scritto al Presidente e all'Assessore e l'Assessore e il Presidente non gli hanno risposto che questa lettera era irricevibile e che questo Signore deve dare le dimissioni perché va oltre le proprie competenze? Questo Signore è andato oltre il mandato che gli è stato conferito, lui non aveva nessuna autorizzazione né di fare il "KGB", né di controllare cosa faceva il Consigliere, né di scrivere al Presidente della Regione o all'Assessore, ma vi rendete conto? Se qualcuno doveva scrivere sui comportamenti del collega Sandri, questo era il Direttore dei controlli, dott. Ferina! Ma stiamo scherzando? E il Presidente della Regione e l'Assessore coprono, perché il collega Sandri tale lettera l'ha ricevuta in modo anonimo e loro hanno coperto il comportamento di questo Signore?
(breve scambio di battute fra l'Assessore Marguerettaz e il Presidente Perron, fuori microfono)
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - Sono stupefatto del tono. Non so se voi vi rendete conto: un Consigliere regionale va in visita al Casinò, parla con dei dipendenti che non sono dei dirigenti, la Casa da gioco invia al Presidente e all'Assessore una lettera dove descrive i fatti. Il Presidente e l'Assessore inviano la lettera all'Ufficio di Presidenza del Consiglio, ma cos'è gravissimo? Ma voglio dire, ho fatto il Parlamentare per 16 anni, potevo andare dovunque, l'unica cosa che mi era stata spiegata è che, quando entravo in una caserma, in un ospedale, in qualunque posto, dovevo chiedere del responsabile, non potevo andare a parlare con delle persone che non fossero i responsabili se non accompagnato dal responsabile! Andavo in carcere, potevo essere accompagnato dal Direttore, andavo all'Ufficio del registro dovevo essere accompagnato dal Direttore e da un dirigente, perché queste sono le regole del buon senso! Cosa faccio, domani vado dalla guardarobiera...
(interruzione del Consigliere Bortot, fuori microfono)
... ma quale atteggiamento, Consigliere Bortot! Ci siamo limitati ad inviare la lettera all'Ufficio di Presidenza del Consiglio, non siamo noi giudici dell'applicazione dell'articolo 116. Credo che si stia facendo una tempesta su una cosa inutile; fra l'altro, non è che il Consigliere Sandri l'ha ricevuta perché gliela ha data il "KGB" o la "CIA", noi l'abbiamo mandata all'Ufficio di Presidenza.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri, per fatto personale.
Sandri (PD) - Solo per informazione del Consiglio, io in quella occasione, come in tutte le occasioni in cui sono andato nella Casa da gioco, ho sempre chiesto il riferimento che era il Capo servizio - o suo facente funzione - dei controllori e ho sempre girato con il Capo servizio del controllo regionale o suo vice e non mi sono mai allontanato più di 2 metri da lui e anche in quella occasione c'era il controllore regionale, ho sempre girato con loro: questo per sua norma e regola. Anch'io sono andato in carcere, la prima volta il 25 dicembre 1986, ero diventato Consigliere regionale da 20 giorni e mi sembrava giusto andare a vedere come lavorassero le guardie penitenziarie in quel giorno particolare e da allora mi è capitato varie volte di andare lì o di andare in Ospedale, ho sempre rispettato questa norma che prima ha detto e su cui non possiamo che essere assolutamente d'accordo, ma, concordemente con quanto detto da altri, questo non c'entra nulla con quanto è oggetto di dibattimento che è tale emendamento su una garanzia di una prassi consolidata.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy, per dichiarazione di voto.
Frassy (CdL) - Vorrei tornare su un argomento che è stato approfondito, ma dove forse qualcuno finge di non capire, forse perché non è stata letta, anche se il collega Sandri ne ha dato lettura, la lettera firmata dal Direttore centrale amministrativo di una società che perde 5,8 milioni di euro. Tale società, nella persona del suo Direttore centrale amministrativo, non si preoccupa di informare, come sarebbe stato logico, la Presidenza del Consiglio regionale per evidenziare questa eventuale anomalia di una presenza ispettiva che poteva essere forse stata al di fuori delle procedure, ma scrive al Presidente della Regione, all'Assessore e non eccepisce nulla, ma fa una relazione dettagliata da spione! Questa è l'aberrazione!
Presidente, il problema è nella "forma mentis" di questo Signore, che fa la funzione tipica del satrapo, nel senso che non è che evidenzia il problema e dice: "qui c'è un'interferenza", no, fa la relazione dettagliata dicendo: "Presidente, provvedi tu perché io ti ho segnalato quello che dal nostro punto di vista è stata un'interferenza non dal punto di vista delle procedure, ma è stata un'interferenza sulla nostra gestione", è questo il fatto grave! Penso che, se è vero che l'articolo 116 potrebbe già essere applicato oggi, le dico, Presidente, che nell'articolo che avete approvato, il 15, al comma 4 avete messo l'espressione che non aveva bisogno di essere messa: "specchiata moralità", ma chi potrebbe immaginare di assumere un dirigente delinquente! Le cronache poi ci hanno detto che di dirigenti delinquenti ne sono stati assunti, ma chi potrebbe immaginare di voler assumere un dirigente delinquente; in maniera pleonastica, proprio perché c'è un "nervo" scoperto, l'Assessore ha ritenuto di precisare che il dirigente deve essere di specchiata moralità. Io allora vi domando: l'emendamento di cui stiamo discutendo richiama l'articolo 116, ma con una differenza, che non è detto che l'articolo 116 sia notoriamente conosciuto a tutta la Dirigenza della "Casinò S.p.a.", mentre il disciplinare che andiamo ad approvare necessariamente deve essere conosciuto da tutta la dirigenza, di conseguenza il combinato disposto della lettura dell'articolo 116, norma interna del Consiglio regionale, con il disciplinare che regolamenta i rapporti fra la "Casinò S.p.a." e il Consiglio regionale deve essere conosciuto e rispettato dai dirigenti della "Casinò S.p.a.". Penso perciò che quanto è scritto nell'emendamento sia il voler ribadire i contenuti dell'articolo 116, perché l'emendamento finisce: "... con le stesse modalità previste per l'accesso agli uffici regionali" e lei converrà con noi che le modalità sono quelle dell'articolo 116.
Il problema di fondo è di capire qual è la logica che ha fatto sì che questa maggioranza... perché la maggioranza ha una sua continuità rispetto a quella maggioranza che ha approvato la "Casinò S.p.a.", si è deciso di fare una s.p.a., se poi il Direttore centrale amministrativo, anziché rapportarsi con il suo Consiglio di amministrazione o con la Presidenza del Consiglio, perché è notorio che questa gestisce funzioni diverse da quelle dell'Esecutivo, fa una relazione di dettaglio, anziché evidenziare una distonia di rapporti... noi questo fatto lo giudichiamo in maniera molto negativa, perché è l'evidenza che i 5,8 milioni di deficit con cui la "Casinò S.p.a." si appresta a chiudere il bilancio 2007, salvo il "salvagente" che avete predisposto per evitare la solita ricapitalizzazione, sono frutto di una gestione politica e questa ne è la dimostrazione! È la dimostrazione che la "Casinò S.p.a." è la "testa di legno" dell'Assessorato delle finanze, di una parte della Giunta e di questo ve ne dovete assumere le responsabilità fino in fondo. Penso che al Sig. Natta dobbiamo essere grati se non altro di aver involontariamente smascherato il meccanismo che presiede al governo della "Casinò S.p.a.". Le dirò di più, Assessore: se non vi fosse stato questo meccanismo, non ci sarebbero stati neppure gli ordini di servizio datati 11 dicembre, 10 dicembre, 15 dicembre, fatti poco prima che venisse apportata la modifica all'articolo inerente al personale sul mantenimento degli "status" del personale in quel momento assunto e inquadrato alla "Casinò S.p.a.".Vi è stata la sistemazione politica delle persone che interessava sistemare e questo è vergognoso, perché una sistemazione politica fatta alla vigilia dell'approvazione di un atto amministrativo come questo è il frutto di una lottizzazione politica della quale prima o poi qualcuno verrà a chiedervi il conto.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Solo per riprendere un'osservazione del collega Bortot a cui il Presidente Caveri non ha risposto. Il collega Bortot ha fatto notare una cosa che ha ripreso in parte il collega Frassy, ossia chi scrive questa lettera, dott. Luciano Natta, in quanto Direttore centrale amministrativo è stato nominato da un Consiglio di amministrazione, quindi il suo referente è il Presidente del Consiglio di amministrazione. Come mai un Direttore centrale amministrativo, invece di riferirsi al proprio Consiglio di amministrazione, si riferisce al Presidente Caveri e all'Assessore Marguerettaz? Questa è la follia pura. È come se il direttore di alcuni settori di "Finaosta", se deve protestare contro un Consiglio regionale, scrivesse direttamente al Presidente Caveri o all'Assessore e non al proprio Presidente di "Finaosta"! Vi è proprio questo stravolgere i normali canali gerarchici! La cosa ancora più folle è che si accetta che all'interno del Casinò questa persona scavalchi ogni gerarchia e si rivolga direttamente al politico e poi ci si lamenta che il Consigliere non ha fatto la domandina per andare a chiedere, secondo la gerarchia dell'articolo 116, al dirigente le informazioni! Qui si rimprovera ad un Consigliere di non avere adempiuto ad una procedura che qui non è stata affatto seguita, ma che è stata accettata tranquillamente e questo dimostra ancora una volta che i responsabili di tale Casinò le persone che lavorano hanno riconosciuto chi sono i loro referenti: non sono il Presidente Martini e gli altri, ma sono il Presidente Caveri e l'Assessore Marguerettaz, quindi hanno saltato tutte le procedure e sono andati dal politico direttamente, ma questo è particolarmente grave! È grave: primo, perché non si è in grado di rispettare il proprio ruolo; secondo, perché si descrive una situazione che riguarda un Consigliere su cui non ci dovrebbe essere nessuna possibilità di intervento; terzo, il Sig. Natta dice platealmente che chi conta al Casinò è il Presidente Caveri e l'Assessore Marguerettaz, quindi è inutile che si rivolga al Presidente Martini, si rivolge direttamente a chi conta! Questa è la cosa grave che il collega Bortot ha cercato di riassumere con poche battute e a cui nessuno dal banco della Giunta ha risposto.
Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi, per il secondo intervento.
Lattanzi (CdL) - Per scusarmi con i colleghi Caveri e Marguerettaz per i toni che ho usato, perché non vorrei che si confondesse il giudizio che ho di loro personalmente, che è assolutamente positivo, a quello che invece è un atteggiamento che esprimo con forte preoccupazione rispetto a questa lettera che condanno fortemente. Vorrei che il Presidente e l'Assessore ribadissero in maniera molto chiara che quella forma di controllo dell'attività di Consigliere è da censurare, che i Consiglieri sono legittimati a controllare, fermo restando il farsi accompagnare dai dirigenti e da chi ha la responsabilità dei processi gestionali ed amministrativi delle aziende regionali, e hanno il diritto di poter fare la loro attività ispettiva. Voglio sentire queste parole dal Presidente, perché vorrei che uscissimo da tale situazione che è kafkiana.
Presidente - Grazie, collega, per le parole pacate.
La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - Vorrei tornare al merito della questione. Per i Consiglieri regionali che intendano andare in visita alla Casa da gioco quali regole si applicano? Si applicano le regole che sono certamente superiori nella gerarchia delle fonti di quanto possa essere il disciplinare del Casinò, che è l'articolo 116 del Regolamento, a cui nessuno può opporre qualunque tipo di veto, nessuno, se non chiedere il rispetto dei diversi commi dell'articolo 116, con la stessa logica con la quale, se uno entra nel mio ufficio, non può mettersi a disquisire, se non per un fatto umanitario, con la ragazza che mi fa da segretaria di 7° livello, ma chiede di interloquire con il Capo Gabinetto o suo Vice, ossia con un dirigente, caposervizio, direttore. Non mi sto riferendo ai dirigenti regionali, noi qui ci chiediamo: nel momento in cui vado in visita in una partecipata, vado a "Finaosta", di chi devo chiedere? Devo chiedere di un dirigente di "Finaosta", non vado a parlare entrando in un ufficio con qualunque persona, o mi faccio accompagnare da un dirigente che si occupa di partecipate...
(interruzione del Consigliere Lattanzi, fuori microfono)
... quello che le voglio dire è che qui "stiamo facendo una tempesta in un bicchiere d'acqua" di una cosa inesistente, oggi qualunque Consigliere regionale intenda andare al Casinò, ammesso che gli porti bene perché tutte le "vicende blitz" e "pre-blitz" hanno dimostrato che chi ci andava non ha avuto una vita brillantissima, è vero, chi legge gli atti di quegli anni si rende conto che non è che fosse brillantissima... ma, a parte gli scherzi, credo che oggi l'articolo 116 sia pienamente applicato, non vi è alcun dubbio e non è riscrivendolo nel disciplinare che cambiamo le cose, anzi scrivendolo nel disciplinare faremmo quasi venire il dubbio che nella gerarchia delle fonti, essendo il regolamento una "interna corporis", ossia votato esclusivamente da questo Consiglio, e avendo nella gerarchia delle fonti una valenza ancora più elevata, non c'è alcun dubbio che questo si applica. C'erano dei dubbi? Lo abbiamo rimesso a verbale? Credo che dubbi non ve ne fossero.
Presidente - La parola alla Consigliera Viérin Adriana.
Viérin A. (UV) - Moi j'aimerais revenir le plus rapidement possible à l'examen de l'acte en discussion, mais de part et d'autre je pense que chacun doit faire un pas en arrière. Mais il faut mettre en évidence une chose: le comportement de ce Dirigeant de la Maison de jeu, peut-être le vrai Dirigeant de la Maison de jeu, comme j'ai déjà eu l'occasion de le dire et vous le trouvez dans les procès-verbaux de la IVe Commission il y a un an et demi quand il a été nommé, un Dirigeant qui se transforme en petit informateur aux premières armes et qui oublie une chose - la chose grave est là -: il oublie que dans la Maison de jeu existe un service de contrôle, existe un dirigeant préposé à cet effet. Cela, à mon avis, est grave, je demande au Président et à l'Assesseur - et après j'estime qu'il faut aller vraiment de l'avant et continuer dans la discussion des articles - de sanctionner cette attitude qui nous éclaire, si on en avait besoin, de quelle est l'attitude du gérant vis-à-vis de l'Administration régionale et de cette Assemblée dans le cas spécifique. Nous ne pouvons pas passer sous silence cet épisode, parce qu'il est vrai est le seul épisode que nous connaissons, mais peut-être pas le seul qui a été pratiqué dernièrement au Casino, comme ailleurs.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri, per dichiarazione di voto, questa volta me lo consenta.
Sandri (PD) - Solo per chiedere se era possibile fare la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento n. 27, se qualche altro gruppo appoggia la mia richiesta.
Presidente - Altri gruppi appoggiano questa richiesta? Sì.
La parola alla Consigliera Viérin Adriana.
Viérin A. (UV) - Compte tenu de ce que je viens de dire et pour éviter tout malentendu, je ne participerai pas au vote.
Président - Je soumets au vote, avec procédure secrète, l'amendement n° 27 du "Partito Democratico", qui récite:
Emendamento
All'articolo 18, comma 3, è aggiunta la seguente frase: "i Consiglieri regionali hanno diritto all'accesso a tutti i locali della Casa da gioco, nonché agli uffici della Casino S.p.a., con le stesse modalità previste per l'accesso agli uffici regionali".
Conseillers présents: 34
Votants: 31
Pour: 13
Contre: 18
Abstentions: 3
Le Conseil n'approuve pas.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz, sull'emendamento n. 28 del "Partito Democratico".
Marguerettaz (UV) - Mi perdoni qui, nell'articolo 18, comma 6, credo sia il comma di cui si parla... lei ha motivato i suoi emendamenti introducendo la possibilità di prevedere un ingresso gratuito, le faccio presente che questa formulazione non impedisce al Consiglio di amministrazione... nel senso che introduce solo un tetto massimo sotto il quale fino allo zero è permesso tutto. Rispetto a tale discorso, quindi introduciamo un tetto massimo, dopodiché nell'ambito delle scelte aziendali si lascia la "Casinò" nella condizione di agire sul biglietto per poter fare le sue azioni commerciali, fin anche l'entrata gratuita. Siamo quindi contrari agli emendamenti.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (PD) - Credo che l'Assessore non abbia letto con attenzione quando si dice: "L'importo massimo del corrispettivo per l'ingresso alle sale da gioco...", vuol dire che corrispettivo deve esserci fosse anche...
Marguerettaz (fuori microfono) - ... importo massimo...
Sandri (PD) - ... quando si dice: "L'importo massimo del corrispettivo per l'ingresso alle sale da gioco sarà autorizzato dalla Giunta", vuol dire che ci deve essere un corrispettivo di qualunque genere. La dizione... andiamo nello stesso senso evidentemente: l'eventuale attivazione del corrispettivo, che ci garantisce il modo esplicito, dato che è eventuale l'attivazione, che ci può anche essere un non corrispettivo, che può essere per tutte le sale o solo per le "slots" o qualunque altra scelta si possa fare.
Sono disponibile a ritirare l'emendamento n. 28 se passa l'emendamento n. 29 che si intitola... la Commissione consiliare competente...
Marguerettaz (fuori microfono) - ... va bene.
Presidente - L'emendamento n. 28 del "Partito Democratico" è ritirato; ne do lettura per il verbale:
Emendamento
All'articolo 18, comma 6 è sostituito dal seguente:
"6. L'eventuale attivazione di un corrispettivo per l'ingresso alle sale da gioco e l'eventuale suo importo massimo sarà autorizzato dalla Giunta regionale previo parere favorevole della Commissione consiliare competente.".
Pongo in votazione l'emendamento n. 29 del "Partito Democratico", che recita:
Emendamento
All'articolo 18, comma 6 è sostituito dal seguente:
"6. L'eventuale attivazione di un corrispettivo per l'ingresso alle sale da gioco e l'eventuale suo importo massimo sarà autorizzato dalla Giunta regionale sentita la Commissione consiliare competente.".
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 35
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - La parola al Vicepresidente Tibaldi sugli emendamenti n. 18 e n. 19 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Tibaldi (CdL) - Poiché abbiamo condiviso l'approvazione di questo emendamento, ritiriamo sia l'emendamento n. 18, sia l'emendamento n. 19.
Presidente - Gli emendamenti n. 18 e n. 19 del gruppo "La Casa delle Libertà" sono ritirati; ne do lettura per il verbale:
Emendamento
Al comma 6 dell'articolo 18 sostituire le parole "Giunta regionale" con le parole "Consiglio regionale".
Emendamento
Al comma 6 dell'articolo 18 dopo le parole "Giunta regionale", aggiungere le parole: "previo parere favorevole della Commissione consiliare competente".
Pongo in votazione l'articolo 18 nel testo così emendato:
Articolo 18
Ingressi
Per l'ingresso nelle sale da gioco deve essere rilasciata una speciale tessera o titolo nominativi da Casino S.p.a., la quale ha la facoltà di ritirarli o di negarli, a suo insindacabile giudizio o su motivata richiesta del Direttore della Direzione regionale della Casa da gioco, del Capo Servizio Ispettivo, dell'Ufficio interno di P.S., delle Compagnie territoriali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.
L'ingresso alle sale da gioco e ai locali utilizzati per le operazioni comunque inerenti allo svolgimento delle attività di gioco è vietato ai minorenni, ai militari in divisa, alle persone dedite notoriamente all'esercizio professionale del gioco e alle persone che intendano svolgere operazioni di credito, fatta eccezione per gli Istituti di credito autorizzati, convenzionati con Casino S.p.a., per servizi all'interno della Casa da gioco, e comunque alle persone a cui è stato inibito l'ingresso.
Per quanto concerne i residenti in Valle d'Aosta si applicano le disposizioni assunte in merito dal Consiglio regionale.
Agli effetti della vigilanza delle Autorità governative, i locali adibiti al gioco sono considerati come pubblici.
Casino S.p.a. è responsabile in via diretta ed esclusiva verso le Autorità stesse di qualsiasi infrazione o irregolarità.
L'eventuale attivazione di un corrispettivo per l'ingresso alle sale da gioco e l'eventuale suo importo massimo sarà autorizzato dalla Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente.
Casino S.p.a. potrà rilasciare, anche su richiesta del Direttore della Casa da Gioco o del Capo Servizio Ispettivo, biglietti di ingresso omaggio a scopo promozionale.
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 27
Favorevoli: 24
Contrari: 3
Astenuti: 8 (Ferraris, Fiou, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Ottoz, Sandri, Tibaldi)
Il Consiglio approva.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri, per mozione d'ordine.
Sandri (PD) - Chiedo una breve interruzione dei lavori per valutare la sua prosecuzione, in quanto abbiamo superato abbondantemente le ore 20,00. Se vogliamo fare la seduta serale, avremo la possibilità di mangiare qualcosa, andare in bagno e fare queste cose, se invece si vuole proseguire, lo valutiamo insieme, ma 5 minuti di sospensione per una riunione dei Capigruppo credo siano utili.
Presidente - Mancando 3 articoli, davo per acquisito che andavamo fino alla fine, ma nessuna difficoltà per una breve sospensione del Consiglio e una riunione dei Capigruppo.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 20,26 alle ore 20,35.
Presidente - Il Consiglio è sospeso per un'ora, non ho presieduto io, mi sottraggo alla responsabilità. La somma Conferenza dei Presidenti ha deciso così, il Consiglio è riconvocato alle ore 21,30.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 20,36 alle ore 21,49 e che alla ripresa dei lavori presiede il Vicepresidente Lanièce.
Presidente - Riprendiamo i lavori.
La parola al Consigliere Frassy sull'articolo 19.
Frassy (CdL) - Noi sull'articolo 19 vogliamo complimentarci con l'Assessore Marguerettaz, vorremmo che egli potesse acquisire piena delega sugli ascensori che ormai sono indispensabili in ogni accesso. Il Forte di Bard, abbiamo appreso nella giornata di ieri, sta chiuso 10 giorni per la manutenzione degli ascensori e la formazione del personale; prendiamo piacevolmente atto invece che il Casinò, nonostante abbia parecchi ascensori, rimane aperto tutto l'anno con l'eccezione del giorno di vigilia del Natale. Ora il discorso si fa più serio: inviteremmo l'Assessore a verificare con la "Casinò S.p.a." una serie di problemi che riguardano effettivamente la gestione degli ascensori, potrà sembrare bizzarro questo mio riferimento, ma è reale, in quanto accade sovente che gli ascensori del complesso Casa da gioco rimangano bloccati per lungo tempo, con clienti chiusi dentro. Nonostante l'appalto esternalizzato, la tempistica è alquanto discutibile. La segnalazione è seria, invitiamo l'Assessore a considerarla seriamente; comunque penso che l'articolo 19 sia l'unico articolo sul quale votiamo a favore.
Si dà atto che dalle ore 21,51 riassume la presidenza il Presidente Perron.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 19:
Consiglieri presenti: 32
Votanti e favorevoli: 29
Astenuti: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 20 vi sono gli emendamenti n. 30 e n. 31 del "Partito Democratico" e l'emendamento n. 20 del gruppo "La Casa delle Libertà".
La parola al Consigliere Sandri sull'emendamento n. 30.
Sandri (PD) - Rapidamente, vorremmo aggiungere fra le cause per cui si può prevedere la decadenza e la revoca della gestione il fatto che siano chiusi in perdita 3 esercizi consecutivi, così come vorremmo prevedere come atto importante non solo che sia violata la regolarità dei giochi e dei relativi incassi, ma più specificatamente il riferimento all'articolo 13, commi 4 e 5, la trasmissione di dati alla Regione, la sintesi trimestrale, l'utilizzazione in esclusiva del sistema integrato di sicurezza, nonché il controllo per gioco e per tavolo nel rispetto della normativa vigente in materia di lavoro della conta delle mance, come possibile causa di revoca della gestione.
Presidente - La parola al Vicepresidente Tibaldi sull'emendamento n. 20 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Tibaldi (CdL) - Anche noi con l'emendamento prevediamo l'inserimento di un'altra causa di revoca o di decadenza della gestione, che consiste nell'aggiungere la seguente lettera: qualora venga "accertata sottrazione o occultamento degli incassi, tenuta presente la gravità dei fatti, imputabili a organismi di Casinò S.p.a....". Chiediamo che questa condizione costituisca un requisito per la decadenza e revoca della gestione. Ci sembra che tale punto non sia affatto trattato nei 3 precedenti a), b), c); pertanto, chiediamo che venga inserito il punto d) con l'emendamento n. 20.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - La posizione del Governo è una posizione che prevede il mantenimento dell'articolo vigente dell'attuale disciplinare, introdurre oggi una decadenza e una revoca della gestione su 3 esercizi in perdita è sicuramente una provocazione, perché abbiamo degli esercizi che, come ho avuto modo di dimostrare, chiudono in perdita non solo in Valle, ma in tutti i casinò italiani; quindi introdurre questo criterio vuol dire mettere a serio repentaglio qualora per 3 esercizi vi siano condizioni negative... che di fatto non capisco quale beneficio porti. Abbiamo tutti gli strumenti per valutare la gestione, e lo faremo, ma non è introducendo una rigidità di questo tipo che diamo un contributo al disciplinare o alle regole.
Per quanto attiene l'espressione dell'attuale articolo 20, abbiamo una forma residuale nella lettera c): "qualora, per qualsiasi motivo, esclusi i casi di forza maggiore debitamente comprovati, Casinò S.p.a. sospenda la gestione dei giochi". Prima ancora abbiamo "l'inosservanza degli obblighi di cui all'articolo 3, commi 1 e...", che sono tutte le regole; qui andare ad introdurre questo non so cosa possa produrre. Mi faccia capire, lei introduce una lettera d)... che, di fatto, è già sanzionato dal Codice penale perché si parla di sottrazione od occultamento, ma queste sono fattispecie penali riconducibili a delle persone, quindi, se intervenissimo sulle persone, andrebbe bene, ma perché sospendere la gestione e la "Casinò S.p.a."? Se vi fosse qualcuno che sottrae od occulta, interveniamo nei confronti di questa persona, "se c'è un disonesto, sospendiamo la gestione" mi sembra eccessivo. Sono per non accogliere tali emendamenti.
Presidente - La parola al Vicepresidente Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Ritiriamo l'emendamento n. 20.
Presidente - L'emendamento n. 20 del gruppo "La Casa delle Libertà" è ritirato; ne do lettura per il verbale:
Emendamento
Al primo comma dell'articolo 20 aggiungere la seguente lettera:
"d) accertata sottrazione o occultamento degli incassi, tenuta presente la gravità dei fatti, imputabili a organismi di Casinò S.p.a., rimanendo salva e impregiudicata ogni altra diversa ragione o azione da parte della Regione.".
Pongo in votazione l'emendamento n. 30 del "Partito Democratico", che recita:
Emendamento
All'articolo 20, comma 1, lett. a) sono aggiunte le seguenti parole: "o abbiano chiuso in perdita tre esercizi consecutivi".
Consiglieri presenti: 32
Votanti: 28
Favorevoli: 5
Contrari: 23
Astenuti: 4 (Frassy, Lattanzi, Ottoz, Tibaldi)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 31 del "Partito Democratico", che recita:
Emendamento
All'articolo 20, comma 1, lett. b) dopo le parole "all'art. 13, comma 1" sono sostituite dalle parole: "all'art. 13, commi 1, 4 e 5".
Consiglieri presenti: 32
Votanti: 28
Favorevoli: 5
Contrari: 23
Astenuti: 4 (Frassy, Lattanzi, Ottoz, Tibaldi)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 20:
Consiglieri presenti: 32
Votanti: 26
Favorevoli: 23
Contrari: 3
Astenuti: 6 (Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Ottoz, Sandri, Tibaldi)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 21 vi è l'emendamento n. 11 del gruppo "Arcobaleno".
La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Al comma 3, sia nel disciplinare presentato dalla Giunta, sia in quello migliorato dalla IV Commissione, si adoperano dei termini abbastanza generici, lo leggo: "Per il prosieguo dell'attività, i beni di proprietà di Casinò S.p.a., mobili e/o immobili, ritenuti dalla Regione funzionali alla gestione della Casa da gioco, saranno acquisiti al valore netto di libro": questa era la prima versione della Giunta, nella versione della IV Commissione si dice: "al valore normale"; tali termini sono per noi generici, per cui vorremmo che fosse aggiunto: "definito a seguito di perizia asseverata".
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Preferiamo mantenere la dizione "valore normale", perché il valore normale è riconducibile ad un valore di mercato, nel momento in cui lei chiede una perizia asseverata può trovarsi nella difficoltà di avere qualsiasi tipo di asseverazione e le faccio l'esempio. Noi abbiamo messo in vendita le "slot machines", sono arrivate delle offerte e, essendo le "slot machines" di proprietà dell'Amministrazione regionale, le offerte, essendo arrivate alla "Casinò S.p.a.", sono state girate. I nostri dirigenti responsabili rispetto a questo hanno detto: "come facciamo noi a vendere? Noi non abbiamo un valore di riferimento". Come fare allora a fare un'asseverazione su dei beni su cui nessun tecnico qui è in grado di dare un'asseverazione? I casinò sono solo 4, le "slots" non possono essere cedute sul territorio italiano se non a casinò che regolarmente svolgono l'attività, quindi ci troveremmo in difficoltà ad individuare il valore normale, che non è un valore definito da un'asta o da una valutazione pubblica, fatto salvo le regole di evidenza pubblica. Il valore normale è comunque un valore di riferimento e qualsiasi bene, essendo una società pubblica, deve essere ricondotto ad una massima trasparenza e quindi a delle gare di pubblica evidenza.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - L'Assessore non ci ha convinti perché penso che una "slot" o una casa abbia un valore di acquisto, poi vi sono gli ammortamenti se è un bene mobile e poi c'è l'obsolescenza, quindi credo che chiunque sia nel ramo sia in grado di fare una perizia asseverata per vendere quel bene. Valore normale vuol dire che vado lì, mi porto a casa delle macchine nuove che magari in Valle d'Aosta sono obsolete, perché c'è un nuovo gioco e le posso rivendere ad un valore normale da un'altra parte, quando, se avessero dovuto acquistarle nuove, le avrebbero pagate "l'ira di Dio"! Parliamo poi delle "slots", che è una cosa relativa; la cosa è riferita agli immobili, qualsiasi di noi che fa un mutuo deve avere una perizia asseverata. Senza farla troppo lunga, noi manteniamo l'emendamento.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (PD) - Per dichiarazione di voto. Non voteremo l'emendamento in oggetto in quanto la procedura nazionale del "decreto Bersani" indica questa dicitura per quanto riguarda una valutazione che corrisponda al valore di mercato, pertanto riteniamo che sia la dizione migliore...
Squarzino (fuori microfono) - ... ma non esiste un valore di mercato...
Sandri (PD) - ... per valore normale si intende quello.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 11 del gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
All'articolo 21, comma 3
Dopo le parole "valore normale" aggiungere: "definito a seguito di perizia asseverata".
Consiglieri presenti: 34
Votanti: 26
Favorevoli: 3
Contrari: 23
Astenuti: 8 (Ferraris, Fiou, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Ottoz, Sandri, Tibaldi)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 21:
Consiglieri presenti: 34
Votanti: 28
Favorevoli: 25
Contrari: 3
Astenuti: 6 (Ferraris, Fiou, Frassy, Lattanzi, Ottoz, Tibaldi)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 22 vi sono gli emendamenti n. 12 e n. 13 del gruppo "Arcobaleno", gli emendamenti n. 21 e n. 22 del gruppo "La Casa delle Libertà", l'emendamento n. 2 dell'Assessore Marguerettaz e l'emendamento n. 14 del gruppo "Arcobaleno".
La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Se il Presidente è d'accordo, li illustro insieme anche se trattano di 2 problemi diversi. Con l'emendamento n. 12 vogliamo sopprimere i commi 1 e 2. Il comma 1 recita: "Eventuali proprietà immobiliari funzionali alla gestione della Casa da gioco, di proprietà di "Casinò S.p.a." alla data di entrata in vigore del presente disciplinare, verranno acquistati dalla Regione". Tali proprietà sono di fatto di proprietà della Regione, è un modo elegante per finanziare la "Casinò S.p.a.", mentre addirittura modifichiamo le quote di riparto a proprio favore. Con questa ultima battuta ho illustrato anche l'emendamento ai commi 3 e 4... no, allora votiamo prima gli uni e poi gli altri.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 12 del gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
All'art. 22, i commi 1 e 2 sono soppressi.
Consiglieri presenti: 33
Votanti: 27
Favorevoli: 5
Contrari: 22
Astenuti: 6 (Ferraris, Fiou, Frassy, Lattanzi, Ottoz, Tibaldi)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri sull'emendamento n. 13 del gruppo "Arcobaleno".
Sandri (PD) - Questo emendamento di fatto dovrebbe essere "sottoposto" agli emendamenti n. 21 e n. 22 del gruppo "La Casa delle Libertà", in quanto fanno una suddivisione, c'è chi può essere d'accordo a sopprimere il comma 3 e chi a sopprimere il comma 4. Credo sia più semplice fare prima i 2 emendamenti del gruppo "La Casa delle Libertà"... e a quel punto decade quello del gruppo "Arcobaleno".
Presidente - È vero anche l'opposto, di solito mettiamo in votazione quello che più si discosta dal testo, decadendo o essendo bocciato l'emendamento n. 13, poi decadono gli altri 2.
La parola al Vicepresidente Tibaldi sull'emendamento n. 21 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Tibaldi (CdL) - Se il Consiglio è d'accordo, proporrei di seguire quanto indicato dal collega Sandri, noi scindiamo la questione e chiederemmo la votazione separata prima dei nostri 2 emendamenti...
Presidente - Sottolineo che l'emendamento più distante dal testo - ed è la procedura che seguiamo sempre - non è il vostro emendamento, ma il n. 13 del gruppo "Arcobaleno", comunque nessuna difficoltà da parte della Presidenza, quindi proseguiamo come viene chiesto.
Tibaldi (CdL) - ... se i colleghi del gruppo "Arcobaleno" non hanno obiezioni, altrimenti ci atteniamo alle regole.
Emendamento n. 21: l'articolo 22 è strutturato in maniera particolare, perché già il primo comma propone di riacquistare dal Casinò alcune proprietà immobiliari funzionali alla gestione, sostanzialmente propone alla Regione di riacquistare ciò che ha costruito il Casinò con i soldi della Regione e già questo sarebbe un controsenso, di cui si è discusso ampiamente in sede di IV Commissione, ma su tale comma non abbiamo fatto emendamenti, piuttosto ci siamo soffermati sugli ultimi 2. Visti nel combinato disposto si annullano un poco il 3° e 4° comma, perché con il primo c'è una norma di sanatoria per il bilancio 2007... ed è pesante, perché con i 9 punti percentuali che vengono gentilmente donati a "Casinò S.p.a." si permette di raggranellare quella somma necessaria per cercare di sanare un bilancio che si aggira sui 5,8 milioni di perdite nel 2007. Questa allora è la vera norma di sanatoria del Casinò, è la norma di attualità, contingente, è la norma che insieme a quella di prospettiva di cui all'articolo 11 costituisce il pilastro fondante di tale disciplinare ed è una norma che ha un forte significato politico. È una norma che permette di garantire da un lato la continuità di questa azienda, ma anche la continuità di una gestione fatta in tale maniera di questa azienda, una gestione che non è in linea con i nostri principi, i nostri criteri, secondo i quali dovrebbe invece essere gestita correttamente una società di quel tipo. Crediamo allora che non sia questa la strada da perseguire, perché non stimola alla crescita e allo sviluppo, ma incentiva all'indifferenza, al "sedersi" da parte degli Amministratori, a non affrontare in maniera efficiente ed efficace le problematiche di una Casa da gioco che si è avviata lungo una rotta di sicuro non ritorno. In Commissione questa percentuale del 58 è stata ridotta di un punto: siamo al 57%, sta di fatto che tale forbice è un grosso regalo che facciamo non solo alla "Casinò S.p.a.", ma a degli Amministratori che non meritano tutto questo rispetto. Le motivazioni non sto a ripercorrerle adesso, ci torneremo in sede di dichiarazione di voto, comunque chiediamo che sull'emendamento n. 21 vi sia una riflessione più approfondita anche da parte dei colleghi della maggioranza.
L'emendamento n. 22 lo illustro successivamente.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (PD) - Per chiedere su questo emendamento la votazione a scrutinio segreto se c'è l'appoggio di qualche altro gruppo di minoranza.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Volevo solo fare una considerazione: al di là degli Amministratori... questo articolo, qualora venisse emendato così come preposto - abbiamo avuto modo di dirlo in premessa e l'ho detto al collega Ottoz mentre mi poneva le questioni preliminari -, sarebbe il preludio della messa in liquidazione della società, perché il bilancio della società presenta una perdita attualmente di 5,8 milioni, qualora passasse la proposta fatta di soppressione di questo articolo, ci troveremmo con una società che non ha più il capitale sociale e quindi dovrebbe essere messa in liquidazione. Ovviamente avendo a cuore, al di là di ogni giudizio, il prosieguo dell'attività, invito seriamente a bocciare tale emendamento.
Presidente - La parola alla Consigliera Viérin Adriana.
Viérin A. (UV) - Pour ce qui est de l'article 22, j'avais proposé en Commission l'abrogation du 3e, ainsi que du 4e alinéa et ceci non pas pour faire tomber en faillite la Maison de jeu, mais uniquement pour un besoin de clarté. J'aurais franchement préféré garder une division nette entre les résultats réels de 2007 et la nécessaire, indispensable contribution pour rééquilibrer les comptes dans le futur immédiat. D'autant plus que l'effritement du tiers du capital social était connu par le Conseil d'administration déjà au début du mois d'octobre, donc, compte tenu également des prévisions faciles, on aurait pu imaginer tranquillement un autre parcours, surtout qu'il ne s'agissait sûrement pas d'une nouveauté. Depuis 1995 ce Conseil a voté régulièrement toutes les années une contribution extraordinaire destinée à rééquilibrer les comptes de la Maison de jeu. Il faut par ailleurs rappeler que, compte tenu du fait que, pour ce qui est des manifestations, la Région a déjà versé sa quote-part pour 2007, ce qui représente environ 7-8% ("dixit" l'Assesseur Marguerettaz) nous ne pouvons pas parler d'un pourcentage de 57%, mais de 65% en faveur de "Casinò S.p.a.".
L'Assesseur nous a expliqué en Commission, et l'a répété maintenant, qu'il était indispensable de prévoir l'alinéa 3 pour éviter que le Casino dépose son bilan, les réviseurs aux comptes pendant l'audition en IVe Commission nous ont présenté un cadre différent et ils nous ont permis de nous former une opinion différente, plusieurs d'entre nous sont convaincus qu'on aurait pu faire autrement. On a décidé de procéder à un rééquilibrage occulte, c'est un choix politique, c'est un choix que personnellement je n'arrive pas à partager, c'est pour cela que mon vote en IVe Commission a été un vote d'abstention, l'aurait été également ce soir, mais, compte tenu du fait qu'on a demandé un vote secret, je ne participerai pas à la votation de l'amendement.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Noi crediamo che questo comma sia veramente il più importante politicamente per l'Assessore, perché, come ricordava la collega Viérin, da tempo si sapeva delle perdite del Casinò e da tempo si sarebbe potuto intervenire nelle finanziarie per sanare, ripianare questa perdita. Perché non lo si è fatto? Vi è una domanda che da stamani mi arrovella e che probabilmente, proprio dalla risposta che lei ha dato sia stamani, sia stasera al collega Ottoz, è abbastanza chiara, ossia lei ha praticamente continuato a rinviare il ripiano delle perdite del disavanzo del Casinò fino all'ultimo per costringere il Coniglio a varare tali provvedimenti, con il presupposto che, se non passava questa norma transitoria, il Consiglio di amministrazione avrebbe dovuto chiudere e qualcuno doveva andarsene dal suo incarico... In tal modo ha costretto il Consiglio ad avallare anche un disciplinare che ha tutta una serie di elementi non condivisibili e che probabilmente il Consiglio non avrebbe accettato di discutere così in fretta se non vi fosse stato questo comma. Politicamente lei ha voluto portare tutta la discussione in modo tale da ricattare il Consiglio, la sua maggioranza, con la minaccia che il Consiglio di amministrazione, che tutta la società "Casinò" avrebbe avuto dei danni irrimediabili e che, se non passava questo disciplinare, ci sarebbe stato un danno enorme: questa è politicamente la scelta nefasta che lei ha fatto, Assessore, quindi voteremo convinti... non posso dire come voterò... eserciteremo in modo convinto il nostro voto con il voto segreto come è stato chiesto.
Presidente - La parola al Vicepresidente Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Certamente non facciamo mistero di come voteremo perché siamo i proponenti di questo emendamento, quindi penso non sia difficile capire che il nostro voto sarà favorevole, però vorrei aggiungere un paio di considerazioni a quanto è stato detto ed emerso dai colleghi intervenuti. Tale comma serve per salvare una situazione momentanea, anzi una situazione che si è deteriorata nel corso del 2007; non ha nulla a che vedere con la funzione convenzionale prospettica del futuro di un disciplinare. È una norma calata dall'alto, in particolare da una forte volontà politica che deve garantire e salvare sé stessa, perché non solo si salva una Casa da gioco con i suoi Amministratori, ma si salva anche la componente politica che altrimenti vedrebbe quello che era un suo gioiellino, o perlomeno un'ipotesi di tesoro sul quale pensava di costruire una fortuna anche politica elettorale, andare verso il dissesto.
Non potete utilizzare - mi rivolgo al Presidente Caveri e all'Assessore Marguerettaz - l'alibi del disciplinare per salvare voi stessi. I colleghi della maggioranza, votando secondo le indicazioni dell'Assessore, salvano soprattutto la sua persona e la Giunta del Presidente Caveri per evitare il dissesto contabile e societario e questo è un ragionamento che dovete fare. Un ragionamento che magari vi ha visto coesi inizialmente come maggioranza, di idealità politica che forse avete smarrito, ma vi vede anche complici in una scelta che ha un peso non indifferente non solo in termini di milioni di euro - perché questi 9 punti percentuali valgono oltre 10 milioni di euro e permettono di mettere una grossa toppa all'enorme "buco" di cui si è parlato prima di cena -, ma permettono di "pulirsi la faccia" all'Assessore e al Presidente che hanno raccolto "fango" per 4 anni e mezzo di gestione politica della Casa da gioco. È quindi un'elusione, è un utilizzo improprio di uno strumento convenzionale e questo è grave, perché in passato non è mai avvenuto, non è avvenuto nel 2003 con la revisione fatta da Louvin alla vigilia delle elezioni, non è avvenuto neppure durante l'epoca in cui il Presidente era Dino Viérin, che interveniva massicciamente quando si dovevano salvare le sorti del Casinò, ma non lo ha mai fatto con una modalità così spregiudicata. A noi questo spiace anche perché determinate segnalazioni tecniche che ci sono state fatte dai Sindaci in Commissione, non sono dell'altro ieri o di una settimana fa, ma portano la data del 30 settembre 2007, quando i Sindaci già registravano 3 milioni di sbilancio della "Casinò S.p.a." e già allora mettevano in mora il Consiglio di amministrazione dicendo che il capitale sociale era in fase di forte e conclamata erosione. La revisione del disciplinare, checché ve la siate coccolata per tutti questi mesi con i sindacati, con questo "tira e molla" che risale alla primavera scorsa, la utilizzate ora perché è divenuta ormai indifferibile, altrimenti all'assemblea del 27 andate in "braghe di tela" per dire agli Amministratori di prendere i libri e portarli in Via Ollietti. Ci sembra che questo comportamento scorretto non possa essere legittimato da un'assemblea, come è stato detto dalla collega Viérin, in particolare mi rivolgo ai colleghi di maggioranza che hanno dato fiducia ad una certa impostazione e che oggi si vedono defraudati di un loro mandato e che è stato utilizzato in modo improprio e spregiudicato.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - Non mi stupisco di certi toni e dell'accusa impropria di voler fare i prestigiatori. Certo ancora di più di fronte al voto segreto ognuno di noi è libero di fronte alla propria coscienza, per quel che mi riguarda, lo faccio con molta serenità nella difesa delle norme che sono state presentate. Va detto che il tentativo di trasformare questo voto in una specie di referendum o voto di fiducia sarebbe un grave errore, essendo la strada intrapresa qui logica e lineare. C'è chi ama l'effetto precipizio - e io credo che si possa essere anche attirati dal vuoto, è un gusto assolutamente legittimo -, noi no e credo che questo lo si debba dire senza essere accusati di elementi ricattatori, anzi devo dire, lo dimostra il lavoro di Commissione, che c'è stata mediazione e cesello e ritengo che questo lavoro sia stato basato su degli elementi di fiducia, perché la fiducia è una cosa importante.
Presidente - Pongo in votazione, con procedura segreta, l'emendamento n. 21 del gruppo "La Casa delle Libertà", che recita:
Emendamento
Abrogare il terzo comma dell'articolo 22.
Consiglieri presenti: 33
Votanti: 31
Favorevoli: 12
Contrari: 19
Astenuti: 2
Il Consiglio non approva.
Presidente - L'emendamento n. 13 del gruppo "Arcobaleno" è decaduto; ne do lettura per il verbale:
Emendamento
All'art. 22, i commi 3 e 4 sono soppressi.
Pongo in votazione l'emendamento n. 2 dell'Assessore Marguerettaz, che recita:
Emendamento
All'articolo 22 - Disposizioni transitorie - al comma 3, la cifra "57%" è sostituita con "43%".
Consiglieri presenti: 34
Votanti: 30
Favorevoli: 23
Contrari: 7
Astenuti: 4 (Ferraris, Fiou, Fontana Carmela, Sandri)
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 22 del gruppo "La Casa delle Libertà", che recita:
Emendamento
Abrogare il quarto comma dell'articolo 22.
Consiglieri presenti: 34
Votanti: 32
Favorevoli: 9
Contrari: 23
Astenuti: 2 (Ferraris, Fiou)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz, sull'emendamento n. 14 del gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
All'art. 22, aggiungere il seguente comma 5:
"5. Regione e Casino S.p.a. provvederanno, nell'anno 2008, a verificare di concerto l'attualità delle disposizioni del presente disciplinare, anche al fine di attivare la procedura per la loro eventuale modificazione.".
Marguerettaz (UV) - Avevamo proposto, analizzando il primo emendamento del gruppo "Arcobaleno", che l'emendamento n. 14, andando ad introdurre una norma che prevedeva la verifica di questo nuovo disciplinare... che andando a fare tali modifiche tecniche, necessitava di essere testato, introducendo "nell'anno 2009", anziché "nell'anno 2008", in modo da avere un esercizio su cui misurare la bontà delle norme introdotte. Se il Consiglio all'unanimità fosse d'accordo nel recepire "nell'anno 2009", ci sarebbe un'unità di intenti.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Noi siamo d'accordo perché l'emendamento recita che "Regione e Casinò S.p.a. provvederanno, nell'anno 2009...", evidentemente deve esserci un anno di decorso, quindi per noi va bene.
Presidente - Va bene per tutti quanto proposto? I gruppi concordano all'unanimità? Pongo in votazione l'emendamento n. 14 del gruppo "Arcobaleno", nel testo così modificato:
Emendamento
All'art. 22, aggiungere il seguente comma 5:
"5. Regione e Casino S.p.a. provvederanno, nell'anno 2009, a verificare di concerto l'attualità delle disposizioni del presente disciplinare, anche al fine di attivare la procedura per la loro eventuale modificazione.".
Consiglieri presenti: 34
Votanti e favorevoli: 30
Astenuti: 4 (Frassy, Lattanzi, Ottoz, Tibaldi)
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 22, nel testo così emendato:
Articolo 22
Disposizioni transitorie
Eventuali proprietà immobiliari funzionali alla gestione della Casa da gioco, di proprietà di Casino S.p.a. alla data di entrata in vigore del presente disciplinare, verranno acquistati dalla Regione.
Per le proprietà immobiliari in corso d'opera, Casino S.p.a. è tenuta a terminare i lavori, preventivamente all'acquisto da parte della Regione.
Per l'anno 2007, le percentuali dei proventi di cui all'articolo 11 del presente disciplinare è rideterminata nel 43% e gli eventuali conguagli saranno trattenuti da Casino S.p.a. nei successivi versamenti.
Casino S.p.a. rinuncia a tutti i crediti nei confronti di Regione, maturati a titolo di rimborso spese, alla data di entrata in vigore del presente disciplinare, con esclusione dei crediti derivanti dall'applicazione della deliberazione della Giunta regionale n. 761/2007.
Regione e Casino S.p.a. provvederanno, nell'anno 2009, a verificare di concerto l'attualità delle disposizioni del presente disciplinare, anche al fine di attivare la procedura per la loro eventuale modificazione.
Consiglieri presenti e votanti: 33
Favorevoli: 22
Contrari: 11
Il Consiglio approva.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot, per dichiarazione di voto.
Bortot (Arc-VA) - Credo che oggi la maggioranza e il Governo regionale abbiano scritto una "brutta pagina". Siamo andati a ratificare con questa modifica del disciplinare uno stato di cose esistente negativo, la maggioranza e il Governo, l'Assessore e il Presidente non sono riusciti a portare in quest'aula un solo parametro positivo legato alla gestione attuale della Casa da gioco, non un parametro positivo! Hanno fatto riferimento ad un miglioramento dei rapporti sindacali, con questo nuovo disciplinare ci troveremo credo... forse non si farà la prossima settimana perché è troppo evidente, ma si farà un ulteriore accordo per un gruppo di lavoratori e di persone per la Casa da gioco, dando una stura ad una serie di rivendicazioni. Rispetto al piano strategico che circola da mesi, questo Consiglio di amministrazione con il beneplacito del Governo non ha inserito una sola modifica che porti al miglioramento della gestione e ad un miglioramento dei conti della Casa da gioco, anzi è riuscito a costituire una società che ci farà da concorrente utilizzando i nostri marchi.
Potevamo venirne fuori, come ha accennato la collega Squarzino, con l'introduzione di una modifica di ripianamento o ricapitalizzazione del capitale sociale con la finanziaria, non si è voluto fare perché questo significava ripianare esclusivamente il deficit accumulato per quest'anno. Con tale norma invece si parlerà molto poco il prossimo anno di Casinò e ci troveremo con una situazione peggiorata, ovvero il nuovo Consiglio regionale si troverà con una situazione peggiorata. Questo è un disciplinare di marca elettorale, che ha molto a che fare con i voti, le preferenze, il tentativo di accaparrarsi i voti e vincere le elezioni, ma molto poco con gli interessi generali di questa Regione.
Lo abbiamo detto e lo hanno detto persone più autorevoli di me: si crea un precedente incredibile perché chiunque sostituisca questo Consiglio di amministrazione... che prima o poi deve essere sostituito perché non ha dato un segnale di capacità da quando è stato insediato, non lo si vuole delegittimare perché c'è la scadenza elettorale, ma dopo questo Consiglio di amministrazione va sostituito e chiunque arriva partirà da un dato di partenza super favorevole... che ha legittimato oggi la maggioranza, per non delegittimare un Consiglio di amministrazione e chi lo ha nominato a fronte della scadenza elettorale e questo è molto grave, è una "brutta pagina" per la nostra Regione.
Presidente - La parola al Vicepresidente Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Brevemente, crediamo che il dibattito che c'è stato in Commissione sia stato interessante e costruttivo, a prescindere dalle posizioni, perché tutti quanti hanno cercato di migliorare un testo che arrivava dalla Giunta e che aveva delle lacune, delle contraddizioni e necessitava forse di qualche ragionamento più profondo rispetto a quello che era stato licenziato dal secondo piano. Oggi anche le votazioni hanno messo in evidenza che comunque, al di là del risultato di cui la Giunta e la maggioranza potranno fregiarsi, c'è una doppia sconfitta: la prima sconfitta è quella dei cosiddetti "manager", un termine assolutamente inopportuno, li chiamiamo "manager" perché così sappiamo identificare chi sono. Queste persone che sono state nominate tempo fa, secondo un principio di spartizione politica, hanno dimostrato tutti i loro limiti. Oggi penso che in cuor loro sapranno che tale disciplinare è una sottoscrizione di una maggioranza e di un Governo alla loro incapacità manifesta, a fronte della quale non possono tirarsi indietro perché senza la "stampella" pubblica non sarebbero andati da nessuna parte.
La seconda sconfitta è quella della politica ed è una sconfitta che incassano il Presidente Caveri e l'Assessore Marguerettaz: primo, perché hanno aperto quel nuovo corso assolutamente fuorviante di un aiuto incondizionato e fuori misura a favore del Casinò, un aiuto che non ha precedenti non solo nella storia valdostana, ma in alcuna altra casa da gioco italiana. Siamo l'unica Regione che permette alla Casa da gioco regionale di mantenersi il 60% dei proventi, ma non in situazione florida che abbia una prospettiva non dico rosea, ma un lumicino, come diceva oggi l'Assessore, quanto in una prospettiva che è grigia, anzi molto fosca. Questo modello di sviluppo al contrario, ideato non sappiamo da chi, non consentirà alla Casa da gioco di risollevarsi. Ci permettiamo di essere pessimisti, Presidente, non perché abbiamo la vocazione di buttarci giù dal precipizio: ci permettiamo di esserlo perché, mentre lavoravamo alacremente e onestamente in Commissione per modificare qualche norma, voi - non sappiamo chi o come, ma possiamo capirne il perché - "consumavate" l'ennesima nomina fregandovene di tutto quello che vi accadeva intorno. Non avete neppure avuto il buon gusto di aspettare l'approvazione del disciplinare, ma nei confronti dei vostri Consiglieri, non nostri! Noi siamo Consiglieri di opposizione. Potevate almeno aspettare il 27 o 28 dicembre per "fare man bassa" con le vostre promozioni elettorali, con i vostri avanzamenti di carriera, invece di anticipare il tutto all'11 dicembre. Questo è uno "schiaffo" a voi, colleghi di maggioranza, che oggi vi prendete e silenziosi "porgete l'altra guancia", ma sono 4 anni e mezzo che "porgete la guancia", avete le guance un po' rosse... il Presidente Caveri ha un altro colore per altre ragioni, non perché gli "schiaffi" li prende, ma perché gli "schiaffi" li eroga, come eroga i milioni di euro a favore della "Casinò S.p.a.", voi avete preso una sequela di umiliazioni e oggi non è neppure l'ultima!
La sconfitta politica è segnata da un altro passaggio importante: l'articolo pilastro, che dovrebbe essere il "pilier d'angle", l'articolo 11 è passato per un voto! È un segnale forte, è un segnale che il Presidente, ma anche l'Assessore hanno compreso, naturalmente poi smentiranno perlomeno in apparenza quello che è stato un incasso amaro, ma è così! L'articolo 11 è passato per miracolo, altrimenti non solo il disciplinare crollava, ma andava a casa anche il Presidente Caveri con la sua Giunta. Penso che non sia una vittoria vostra, non è un successo del Presidente o dell'Assessore, non è un riconoscimento dell'impostazione politica infausta che loro 2 "in primis" hanno voluto dare alla gestione della Casa da gioco, è anche l'umiliazione di una pattuglia di Consiglieri di maggioranza che dando mano larga e generosità attraverso la loro fiducia a questa Giunta, alla fine si trovano beffati e danneggiati. Un danno anche per la Valle d'Aosta che vede ridotta con l'inizio del 2008 significativamente la quota di sua pertinenza, risorse che deriveranno dal Casinò saranno sempre più marginali e questo non felicita né noi, né immagino voi, né tanto meno la Comunità valdostana. Il nostro voto sarà decisamente contrario.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (PD) - Credo che la Giunta regionale quando ha predisposto questo disciplinare avesse un segreto obiettivo politico: quello di sanare una situazione, di mettere un punto fermo su una situazione difficile e delicata e trovare, attraverso le modifiche del disciplinare e delle sue varie parti, la soluzione per risolvere il problema emerso da qualche tempo, aggravatosi lo scorso anno e scoppiato nel settembre di quest'anno. Il risultato del dibattito in Commissione prima e in aula poi ha dimostrato che sono molti di più i punti interrogativi che sono emersi che non i punti fermi che sono stati messi e, se l'obiettivo politico era quello, certo è stato sbagliato in maniera totale. Il primo punto interrogativo che è emerso con forza è qual è il rapporto fra questo Assessore e la sua maggioranza, è un punto interrogativo grosso che non risolveremo stasera, né nelle prossime settimane, ma ci accompagnerà nei prossimi mesi. Questo Assessore, che è andato sotto su un emendamento su cui lui aveva dato parere contrario, che ha rischiato per un voto di non avere approvato l'articolo 11 e che ha dovuto in Commissione e in aula accettare numerose modifiche sostanziali, tanto che il disciplinare finale c'entra pochissimo con quello che lui aveva presentato. Vi chiederete allora voi della maggioranza qual è il vostro rapporto con lui. Esistono altri punti interrogativi inquietanti. È emerso un punto interrogativo importante nei rapporti fra Consiglio regionale e sindacati, non lo abbiamo certo risolto qui, lo abbiamo cominciato a delineare qui, ma è certo che è un altro punto interrogativo che ci seguirà nei prossimi tempi: i sindacati, quando parlano di Casinò, lo fanno in modo tale che non è compatibile con dei rapporti corretti e di collaborazione come succede in tanti altri settori. Vi è un atteggiamento nei confronti del Consiglio regionale che non va bene e che dovrà essere modificato. Interrogativi quindi su come sarà il rapporto nostro, Consiglio regionale, maggioranza e minoranza, e sindacati. Vi è poi un punto interrogativo sulla dirigenza del Casinò. È emerso dal dibattito che un Direttore di importanza rilevante del Casinò, per cui molti anche in questa aula si sono spesi per la sua assunzione, si è comportato in modo del tutto estraneo alla prassi e alle regole che si è dato il Consiglio regionale.
Su tale tema abbiamo aperto degli interrogativi che non risolviamo stasera, che risolveremo nelle prossime settimane, ma più inquietanti di quanto non ci fossero all'inizio del dibattito. Come è potuto succedere tutto ciò? Credo che si debba prendere atto di un errore abbastanza grave che è stato commesso: quando è emersa questa situazione, al posto di far partecipe la maggioranza, la Giunta, il Consiglio regionale, le forze politiche, l'Assessore alle finanze ha tentato di gestirla nella sua solitudine, come quei bambini che rovinano i pantaloni e fanno i giri per la città prima di arrivare a casa e poi arrivano alle 8,00 di sera quando bisogna rientrare e alla mamma bisogna dirlo che i pantaloni si sono strappati. Ma non era meglio il 5 ottobre, al posto di venire qui nelle risposte alle interpellanze e alle interrogazioni a dire: "abbiamo perso poco", "abbiamo guadagnato", dire: "ragazzi, qui c'è un problema che non sono nelle condizioni di risolvere da solo", ma non perché non lo possa fare, ma perché è un passaggio che deve coinvolgere tutti. Non lo vuole fare con l'opposizione? Lo avesse almeno fatto con la maggioranza, perché se quell'interrogativo con la maggioranza è venuto fuori, è perché lei con la sua maggioranza non ha saputo confrontarsi e forse neanche con la Giunta! Noi allora non possiamo che prendere atto di una situazione che si è degradata dall'inizio del dibattito del disciplinare in Commissione... e proseguita in questo Consiglio la situazione politica si è degradata e tutto ciò ha un nome e un cognome. Non possiamo però fermarci a questo, dobbiamo guardare avanti e per fare questo dobbiamo sapere che su ciò che succederà al Casinò siamo tutti responsabili, il voto che siamo chiamati ad esprimere chiederà a tutti di assumerci una responsabilità, chi voterà a favore, o astenuto, o contro si assumerà palesemente la responsabilità rispetto al futuro. Alcune cose saranno chiare: se passeranno i voti positivi, un dato è certo: abbiamo salvato il "soldato Ryan". Alla fine di tutta questa discussione siamo arrivati allo stesso concetto e chi avrà salvato il "soldato Ryan" avrà nome e cognome, ma noi dell'opposizione ci chiediamo: abbiamo salvato il Casinò e gli interessi della Regione? Noi pensiamo di no perché l'anno prossimo nel bilancio 2008, che qualcun altro valuterà, le entrate nette per la Regione saranno ancora minori di quelle di quest'anno e forse non raggiungeranno neppure 1/7 di quello che faceva la disgraziata Gestione straordinaria tanto vituperata e insultata. Per questo ci sentiamo nelle condizioni di non accettare tale disciplinare, di non voler condividere quella responsabilità, ma di voler condividere con gli altri gruppi di opposizione la responsabilità di dire che questo non è il bene della Valle d'Aosta e neppure il bene della "Casinò S.p.a." e di chi ci lavora; le persone che ci lavorano meritavano un disciplinare di altro livello, perché il loro posto di lavoro si garantisce se il Casinò è efficiente ed efficace, non se si pagano a piè di lista le spese giuste e meno di un'Amministrazione che non è stata in grado di dare le risposte che ci aspettavamo da loro.
Presidente - La parola al Consigliere Lavoyer.
Lavoyer (FA) - Per una brevissima dichiarazione di voto. Il voto della "Fédération Autonomiste" sarà un voto favorevole, che però si articola in 2 aspetti: il primo è più di carattere tecnico e chiaramente questo voto favorevole, se esaminato da tale punto di vista, è poco convinto perché non possiamo essere soddisfatti dei risultati di una gestione non certo esaltante. Come "Fédération Autonomiste" cerchiamo sempre di ragionare con la testa e non con l'istinto, che ci porterebbe invece a puntualizzare su tante scelte fatte ad inizio legislatura sul Casinò. L'altro aspetto è di tipo politico e in questo senso diamo un voto favorevole convinto, perché riteniamo che il Casinò sia un argomento troppo importante per diventare resa dei conti su questioni personali, non possiamo sacrificare sull'altare di comportamenti non sempre lineari nella maggioranza una risorsa così importante per la Regione. Anche noi preferiamo il senso di responsabilità alle spinte verso il precipizio, il vuoto, il caos, in questo senso raccogliamo convinti l'invito del Presidente della Regione a votare favorevolmente per tale provvedimento.
Presidente - La parola al Consigliere Viérin Marco.
Viérin M. (SA) - Su questo argomento molto delicato a nome del gruppo "Stella Alpina", voglio fare una dichiarazione di voto: noi tale disciplinare non lo vediamo come unico argomento che possa risolvere tutti i problemi del Casinò. Richiamo anche le parole del collega Sandri, che afferma che è l'atto più importante, noi non condividiamo, noi crediamo, come detto in passato, che i problemi siano ben altri... l'atto più importante riteniamo sia quello di capire una volta per tutte che tipo di Casinò vogliamo. Noi le nostre idee le abbiamo già elaborate in vari documenti ufficiali, come movimento; riconosciamo al Presidente Caveri che "qualcosa si muove", ma è ancora troppo poco. Concordiamo con il Presidente Caveri che il principale "cancro" - sono state le sue parole - è forse un regolamento di conti. Il nostro auspicio è che questo passaggio contribuisca ad un reale rilancio del Casinò e, proprio per un discorso di responsabilità, voteremo favorevolmente tale provvedimento, per evitare che questo regolamento di conti continui...
Presidente - La parola al Consigliere Ottoz.
Ottoz (CdL) - Credo che il regolamento di conti sia già avvenuto, quindi questo non è un problema. Fra l'altro, devo dire che l'abilità dell'Assessore ha tolto ai Consiglieri uscenti della maggioranza un problema e probabilmente ha evitato che si carichino di un problema i Consiglieri entranti l'anno prossimo: non avranno più il problema di dire fuori: "abbiamo perso dei soldi con il Casinò". Potranno dire: "da quando siamo diventati Consiglieri, finalmente il Casinò non perde più". Grazie ad una piccola modifica di finanza creativa all'articolo 21, abbiamo risolto il problema, il Casinò non può più perdere soldi. L'Assessore ha fatto un altro favore ai suoi Consiglieri di maggioranza: è quello di toglierli dalla difficoltà di dover valutare la sostanza del disciplinare. Vi va bene l'articolo 22? "Okay", altrimenti è colpa vostra se si chiude il Casinò. Così tutti si sono dimenticati di guardare a fondo tutto il disciplinare, che pure aveva fatto un percorso attento e sofferto nelle Commissioni. Credo quindi che l'operazione sia stata una buona operazione dal punto di vista dell'Assessore, che esce dicendo: "il Casinò quest'anno non avrà una perdita", nel senso che l'articolo 22 "s'en est occupé" e voi non avrete il problema di spiegare fuori perché la vostra maggioranza si è trovata una volta di più davanti ad una gestione non brillante del Casinò. Probabilmente non c'era altro da fare, la mossa a scacchi è stata abilissima, è un po' come quando, per evitare di fare l'appalto, si tira in lungo fino a quando si fa la scelta che si voleva fare comunque con un criterio d'urgenza. È stato utilizzato un criterio d'urgenza, questo non è un appalto, è un disciplinare molto importante per la Valle d'Aosta, mi auguro che qualcuno l'anno prossimo pensi a toglierlo, l'articolo 22, sperando che non serva più, perché, se dovrà essere efficace tutti gli anni, si fa presto a capire in quanti anni con il Casinò si arriverà al punto in cui non è che si perde al netto della "redevance" della Regione, ma si perde sul serio, poiché non ci sarebbe più "redevance" possibile. Non mi sembra una "bella pagina", forse era meglio ad ottobre dire: "il Casinò perde, si ricostituisce il capitale, si mette nella finanziaria quello che serve", che era lo stesso come costo, e si parte su altre basi, ma chi si trova con un disciplinare, si trova con uno strumento serio da seguire che lo responsabilizza, perché l'ultima cosa da dire è che l'articolo 22 è l'articolo della deresponsabilizzazione, chi chiunque gestisce dice: "alla fine c'è articolo 22". Per i contratti di assunzione c'era l'articolo 5, l'articolo 22 ha finalmente chiuso una storia di perdite del Casinò, il Casinò non perderà più.
Presidente - La parola alla Consigliera Viérin Adriana.
Viérin A. (UV) - On est vraiment au dernier acte. Il y a un mot qui est revenu plusieurs fois surtout aujourd'hui: "politica", politique. Je me demande si on partage tous le même sens du terme, car surtout aujourd'hui à plusieurs reprises j'ai l'impression qu'on interprète ce mot d'une façon un peu bizarre ou modifié génétiquement au cours du temps. Ils rentrent de plein droit dans la politique le clientélisme, les actions de "basse-cour" ou encore pire... là je dois citer mon collègue Viérin Marco lors de l'avant dernier Conseil, ce jour là gentiment il avait dit: "arrêtons de faire de la politique, passons aux choses sérieuses, parlons de façon franche et directe". Dans ce cas "politique" devient alors synonyme de perte de temps, de chamaillerie inutile, mais si nous, nous qui faisons de la politique, nous donnons à ce terme cette connotation, comment voulez-vous que les citoyens puissent encore nous faire confiance? Essayons donc de redonner à ce terme sa signification originale, qui, d'après le "Petit Robert", est - je lis -: "relatif à la cité, au gouvernement de l'Etat, à l'organisation et à l'exercice du pouvoir dans une société organisée".
Je reviens donc immédiatement à la société de laquelle nous discutons aujourd'hui: "Casinò S.p.a.". Quelqu'un a rappelé à plusieurs reprises aujourd'hui que les cahiers de charges des autres casinos italiens sont bien plus détaillés et plus contraignants pour les gérants que celui que cette Assemblée va adopter. Néanmoins l'Assesseur réclame plus de souplesse, plus de liberté pour le gérant dans le respect d'un prétendu esprit d'entreprise. Mais, M. Marguerettaz, imaginons l'hypothèse, vous êtes propriétaire d'une entreprise qui marche bien et, tout en gardant l'entière propriété de la même entreprise, vous décidez de la donner en gestion à un gérant tiers. Comment vous allez vous comporter? Vous continuez à déclamer les mêmes propos ou bien vous tâchez de vous garantir au maximum? De plus: dans le cas précis de cette société "Casinò S.p.a.", là où le Conseil d'administration décide ainsi - et nous on le lit dans les journaux, comme on l'apprend d'autres nouvelles par des lettres qui circulent dans cette salle aujourd'hui, (d'ailleurs l'opposition a un avantage parce qu'elle a les lettres avant la majorité, donc pour vous tranquilliser) - d'augmenter les rémunérations des Conseillers et du Président du même Conseil, sans pour autant augmenter l'engagement effectif sur le terrain... Je me pose donc des questions. A mon avis, on ne dirige pas une entreprise comme la Maison de jeu en travaillant "on line" ou en se limitant à passer une fois par semaine pour signer des documents ou en multipliant les comités stratégiques ou autre. De plus, si on partage l'objectif qui consiste à reporter la Maison de jeu aux fastes du passé, nous ne devrions peut-être pas céder le nom, le label "Casino de la Vallée" à une société comme "Cogetech" avec tout le respect pour celle-ci, mais qui a des objectifs de moindre envergure sur le plan de la qualité, nous risquons de voir un jour le label "Casino de la Vallée" sur la porte de n'importe quelle salle de paris, dans n'importe quel quartier dans n'importe quelle ville. J'ose imaginer que le Casino de Montecarlo n'aurait jamais cédé son label pour une opération pareille. Messieurs, arrêtons vraiment et surtout essayons, je l'ai déjà demandé maintes fois dans cette salle et ailleurs, au moins dans cette fin de législature de nous parler franchement, d'abandonner des méthodes et des modalités qui sûrement ne font pas honneur ni à cette Assemblée, ni à nos propre personnes, ni au mouvement auquel nous appartenons.
Pour ce qui est du document à l'examen, compte tenu des importantes modifications adoptées pendant les travaux de Commission et la profitable confrontation d'aujourd'hui je vais voter le nouveau cahier de charges, pour donner un ultérieur signal de bonne volonté et de responsabilité, mais sans conviction et surtout avec le sentiment que nous n'avons pas entamé aujourd'hui non plus le chemin qui doit mener la Maison de jeu sur des rivages plus ensoleillés. C'est notre devoir de le faire, vis-à-vis non seulement des employés de la Maison de jeu ou du territoire de Châtillon et de Saint-Vincent, mais également de toute la Communauté valdôtaine, puisque - il faut le rappeler - une quote-part importante des gains du Casino entre dans le budget de l'Administration régionale et donc de par-là devient patrimoine de tous les 125.000 Valdôtains.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - Poche e semplici parole per ringraziare, anche a nome del collega Marguerettaz, tutte le persone che sono intervenute in questa lunga giornata in cui abbiamo discusso del disciplinare. Credo che pensare, come qualcuno ha detto, che in questa maniera archiviamo da qui alla fine della legislatura il "problema Casinò", chi pensa questo sbaglia, perché il tema del Casinò è un argomento per nulla banale che intendiamo affrontare fino alla fine di tale legislatura. Lo dico a nome di questa maggioranza, che ha saputo affrontare tale passaggio su un tema complesso e direi che anche dalla discussione odierna ci sono venuti alcuni "ammaestramenti" direi anche alla luce della malizia di una serie di notizie, basta leggere l'ANSA di oggi, che non a caso sono uscite oggi. C'erano in corso delle azioni di disturbo, che si sono manifestate: le lettere di Tizio, le lettere di Sempronio, le nomine di Caio. Sono abituato ormai a leggere la realtà non come uno specchio deformato, ma pensando che alcuni elementi di casualità alla fine non sono così casuali, per cui credo che abbiamo fatto molto bene a mantenere i nervi saldi, è un pregio nei momenti complessi e complicati quando il cammino si fa difficile. Il tentativo ogni tanto è quello di trasformare la politica in "ordalia", che in tedesco significa giudizio di Dio, e ce n'erano 2: il giudizio del fuoco e il giudizio dell'acqua. Quello dell'acqua era bruttino, nel senso che ti mettevano un sasso al collo, ti buttavano nell'acqua, se riuscivi a spuntarla, voleva dire che il giudizio di Dio era stato positivo; l'altro era che ti mettevano in mano una barra incandescente, se alla fine del cammino che dovevi fare con questa barra le mani erano sane, voleva dire che il giudizio era stato propizio. Chi voleva trasformare questo voto in una specie di "ordalia" ha fatto male, credo che il problema del Casinò sia veramente non risolvibile in maniera banale, immaginando che dietro qualunque gesto o scelta o azione ci debba esclusivamente essere una furberia o un gioco di prestigio. Penso che nei prossimi mesi saremo nuovamente chiamati e non solo per una questione di bilancio, ma per una questione di contenuti delle prospettive della Casa da gioco, ad occuparci del Casinò, sapendo tutti che questa è una macchina da gioco importante per la realtà economica della Regione e che sarebbe assurdo da parte di chiunque di noi non rendersene conto.
Presidente - Pongo in votazione la deliberazione che regola i rapporti fra Casino de la Vallée e la Regione Valle d'Aosta con l'annesso disciplinare comprensivo degli emendamenti approvati nel corso della seduta odierna:
Il Consiglio
Richiamata la legge regionale 30 novembre 2001, n. 36 recante "Costituzione di una società per azioni per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent", che prevede, all'articolo 10, che i rapporti tra la Casino de la Vallée S.p.a. e la Regione autonoma Valle d'Aosta relativi alla gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent siano regolati da un apposito disciplinare;
Richiamato il Disciplinare per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent, attualmente in vigore, approvato, ai sensi della legge regionale n. 36/2001, dal Consiglio regionale con deliberazione n. 3176/XI del 14 aprile 2003, ed in particolare l'articolo 2, comma secondo, che recita: "Regione e Casino S.p.a. provvederanno, con cadenza triennale, a verificare di concerto l'attualità delle disposizioni del presente disciplinare, anche al fine di attivare la procedura per la loro eventuale modificazione.";
Preso atto che l'Amministrazione regionale e la Casino de la Vallée S.p.a. hanno proceduto a verificare di concerto l'attualità delle disposizioni del Disciplinare in vigore e che concordemente hanno elaborato una proposta di modificazione;
Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 4223 in data 29 dicembre 2006 concernente l'approvazione del bilancio di gestione, per il triennio 2007/2009, con attribuzione alle strutture dirigenziali di quote di bilancio e degli obiettivi gestionali correlati e di disposizioni applicative;
Visto il parere favorevole rilasciato dal Coordinatore del Dipartimento Bilancio, Finanze, Programmazione e Partecipazioni regionali, ai sensi del combinato disposto degli articoli 13, comma 1, lettera e) e 59, comma 2, della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, sulla legittimità della presente deliberazione;
Visto il parere della IV Commissione consiliare permanente;
Delibera
l'approvazione dell'allegato "Disciplinare per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent, ai sensi dell'articolo 10 della legge regionale 30 novembre 2001, n. 36 "Costituzione di una società per azioni per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent" che costituisce parte integrante della deliberazione.
DISCIPLINARE PER LA GESTIONE DELLA CASA DA GIOCO DI SAINT-VINCENT, AI SENSI DELL'ART. 10 DELLA LEGGE REGIONALE 30 NOVEMBRE 2001, N. 36 "COSTITUZIONE DI UNA SOCIETA' PER AZIONI PER LA GESTIONE DELLA CASA DA GIOCO DI SAINT-VINCENT".
Articolo 1
Oggetto
In attuazione dell'art. 10 della legge regionale 30 novembre 2001, n. 36 "Costituzione di una Società per Azioni per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent", il presente disciplinare regola i rapporti per l'esercizio della Casa da gioco di Saint-Vincent tra la Regione Autonoma Valle d'Aosta (di seguito Regione) e la Casino de la Vallée S.p.a. (di seguito Casino S.p.a.), costituita in data 2 dicembre 2002, Registro Imprese e Partita IVA n. 01045790076 e operante ai sensi della l.r. 36/2001 e successiva modifica intervenuta, che agisce con la denominazione "Casino de la Vallée S.p.a.".
Articolo 2
Decorrenza e validità
Il presente disciplinare entra in vigore dal primo giorno del mese successivo alla sua sottoscrizione e ha validità fino al 31 dicembre 2020. La validità potrà essere prorogata da Regione con provvedimento da comunicare almeno un anno prima della scadenza alla Casino S.p.a..
Regione e Casino S.p.a. provvederanno, con cadenza triennale, a verificare di concerto l'attualità delle disposizioni del presente disciplinare, anche al fine di attivare la procedura per la loro eventuale modificazione.
Articolo 3
Modalità di esercizio della Casa da gioco
Casino S.p.a. è tenuta a gestire la Casa da gioco con decoro, serietà e correttezza, con particolare attenzione allo sviluppo delle risorse umane e professionali.
L'esercizio dei giochi (Roulette francese, Fairoulette, Trente et Quarante, Chemin de fer, Poker, Roulette americana, Black-Jack, Punto-Banco, Craps, Saint-Vincent poker e la sua variante denominata Cambio Carta, le varianti al gioco Poker Teresina denominate Texas Hold'em e Omaha Hight, Slot-Machines e altri giochi elettronici) ha luogo in Saint-Vincent nei locali della Casa da gioco.
L'eventuale utilizzo di altre strutture e l'introduzione di nuovi giochi dovranno essere preventivamente autorizzati dalla Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente.
Articolo 4
Gettoni
Le dotazioni di gettoni di valore, di colore e delle slots in uso presso la Casa da gioco sono fornite da Regione, che si riserva la facoltà di sostituirle per sopravvenuti motivi tecnici.
Casino S.p.a. è tenuta a custodire e ad utilizzare esclusivamente i gettoni di proprietà regionale e, al momento della scadenza del presente disciplinare, a restituire a Regione le dotazioni di gettoni complete o a corrispondere il valore nominale dei pezzi eventualmente mancanti.
Articolo 5
Affidamento di attività a terzi
Le attività di gioco devono essere esercitate direttamente da Casino S.p.a., che non può delegarle a terzi.
Le attività accessorie e complementari non collegate direttamente all'attività produttiva concernenti esercizi pubblici e commerciali o servizi al pubblico collaterali e di supporto alla gestione della Casa da gioco, escluso il cambio assegni di cui all'art. 6, possono, anche se svolte nei locali di pertinenza di quest'ultima, essere affidate a terzi, a seguito di preventiva informazione alla Regione.
Sono fatti salvi i contratti in essere alla data di entrata in vigore del presente disciplinare.
Articolo 6
Cambio assegni
Al fine di incrementare la produttività della Casa da gioco, Casino S.p.a., nel pieno rispetto delle leggi vigenti in materia, è tenuta a garantire, tramite il proprio ufficio cassa assegni ed a proprio rischio, la provvista di gettoni di gioco alla clientela, contro il rilascio di assegni di conto corrente o circolari.
Resta esclusa ogni partecipazione di Regione ai rischi e ai danni conseguenti a tali operazioni.
Articolo 7
Beni mobili
Casino S.p.a. provvede, a propria cura e spese, all'acquisto e alla gestione dei beni mobili, tra cui l'arredamento, le attrezzature e le slots.
Rimangono di proprietà della Regione i marchi, il sistema informativo, nelle sue componenti hardware e software, il know-how e le banche dati.
I beni di cui al precedente comma sono da Regione concessi in comodato a Casino S.p.a. per l'utilizzo esclusivo ed esigenze della gestione e non possono comunque essere da Casino S.p.a. concessi in uso a terzi, salvo specifica autorizzazione della Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente.
Del pari saranno di proprietà di Regione eventuali nuovi marchi registrati su richiesta di Casino S.p.a. o di Regione.
Relativamente al sistema informativo, l'aggiornamento, l'inserimento dei dati, la manutenzione ordinaria e straordinaria dello stesso, nonché le eventuali modifiche innovative di sviluppo degli elementi hardware e software, saranno a cura e spese di Casino S.p.a..
Sarà altresì a carico di Casino S.p.a. l'acquisto di qualsiasi hardware e software applicativo di base, fatto salvo l'obbligo di cui all'articolo 21 del presente disciplinare.
Nelle more della cessione dei beni mobili di proprietà della Regione a Casino S.p.a. sono fatte salve le cessioni in comodato attive alla data di entrata in vigore del presente disciplinare.
Articolo 8
Beni immobili
La Regione è proprietaria dei beni immobili che sono ceduti in comodato gratuito a Casino S.p.a., la quale è tenuta a mantenerli in costante e perfetta efficienza e ad assicurarne le migliori condizioni igieniche ed ambientali, sia per il pubblico che per il personale dipendente.
L'onere della custodia e della manutenzione ordinaria e straordinaria dei beni immobili, è a carico di Casino S.p.a., fatti salvi eventuali interventi rientranti nel Piano di sviluppo di cui all'art. 14.
Entro tre mesi dalla chiusura di ciascun esercizio, Casino S.p.a. comunica alla Giunta regionale l'elenco delle manutenzioni straordinarie effettuate nell'anno precedente. Casino S.p.a. è obbligata ad effettuare tutte le manutenzioni straordinarie ritenute urgenti ed individuate con apposite deliberazioni della Giunta regionale.
Detti beni sono da Regione concessi in disponibilità a Casino S.p.a. per l'utilizzo esclusivo inerente ad esigenze della gestione e non possono comunque essere da Casino S.p.a. concessi in uso a terzi, salvo specifica autorizzazione della Giunta regionale.
Tali beni sono consegnati a Casino S.p.a. come individuati e descritti nell'inventario e nello stato di consistenza, redatti in contraddittorio fra le parti.
Regione, in accordo con Casino S.p.a., si riserva l'uso di adeguati locali necessari ai propri servizi. L'arredamento, la manutenzione ordinaria e straordinaria, l'attrezzatura e tutte le spese vive relative all'uso ed all'utilizzazione dei detti locali (telefono, energia, pulizia e ogni altro servizio) sono a carico di Casino S.p.a..
È a carico di Regione la polizza globale fabbricati degli immobili di proprietà regionale, anche a favore della Casino S.p.a. e con rinuncia alla surroga.
Sono a carico di Casino S.p.a. tutte le coperture assicurative connesse alla conduzione della Casa da gioco e di tutti i beni ad esse pertinenti, quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo: incendio, scoppi di gas, furti e rapine, responsabilità terzi e danni di qualsiasi natura.
Articolo 9
Proventi di gestione
Gli introiti lordi di gestione sono rappresentati dai proventi lordi di tutti i giochi in essere o di quelli che saranno eventualmente introdotti in seguito.
Dal conteggio dei proventi lordi sono esclusi i proventi degli ingressi, delle mance, dei proventi delle attività complementari ed accessorie, nonché delle entrate per spettacoli e trattenimenti comunque organizzati da Casino S.p.a., all'interno o fuori della Casa da gioco.
Casino S.p.a. versa le quote dei proventi di gioco di spettanza regionale alla tesoreria di Regione, con le modalità di cui al successivo art. 10. Tali quote assumono, all'atto del versamento, natura di entrata di diritto pubblico.
Le orfanelle, cioè le vincite non ritirate dai giocatori, dopo annotazione su apposito registro, verranno incluse nei proventi del tavolo da gioco di pertinenza ed il 10% del loro ammontare sarà devoluto a titolo di mancia.
La stessa procedura sarà seguita per le poussettes, puntate non regolari effettuate dal giocatore dopo l'uscita del numero, quando non sia possibile l'individuazione del giocatore per la restituzione della puntata.
Nel caso si verificasse l'immissione in gioco di denaro e gettoni falsi o fuori corso, o si verificassero eventuali ammanchi di cassa, nessuna detrazione potrà essere operata sui proventi di spettanza di Regione, dovendosi intendere che il rischio e il conseguente danno ricadono unicamente ed interamente su Casino S.p.a..
I cosiddetti "pagamenti di favore" sono effettuati da Casino S.p.a. a proprio carico e non comportano detrazioni sui proventi di spettanza di Regione.
Articolo 10
Versamento
Le quote dei proventi lordi giornalieri dei giochi spettanti a Regione, raggruppati per dieci giorni sono comunicati a Regione, entro e non oltre i cinque giorni successivi alla scadenza del decimo giorno e sono versati, raggruppati per mese, entro e non oltre il quinto giorno del mese successivo.
Nel caso di ritardo nei pagamenti, Casino S.p.a. sarà tenuta a corrispondere a Regione, sugli importi pagati in ritardo, gli interessi, in ragione annua, commisurati al tasso ufficiale di sconto, maggiorato di 10 punti.
Trascorso il termine di 15 giorni senza che si sia provveduto al versamento dell'importo dovuto, la Regione costituirà in mora la Casino S.p.a. a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento e potrà avviare le procedure di cui all'art. 20.
I tassi di cui sopra saranno applicati con un limite massimo pari al tasso effettivo globale medio rilevato trimestralmente dalla Banca d'Italia su operazioni in conto corrente oltre Euro 5.200, maggiorato del 50%.
Articolo 11
Quota dei proventi spettanti a Regione
Per le attività di cui al presente disciplinare, Casino S.p.a. versa a Regione una quota pari al 40% degli introiti lordi dei giochi.
Nel caso in cui i proventi complessivi dei giochi superino gli introiti della Casa da gioco dell'esercizio precedente, a Casino S.p.a. verrà riconosciuto, limitatamente all'esercizio in cui sia avvenuto il supero, un ulteriore 2% sui relativi maggiori proventi conseguiti.
Qualora, sul totale dei proventi di gioco annuali, l'incidenza dei proventi dei giochi "lavorati" (derivante dai proventi complessivi dei giochi, detratti quelli delle slot-machines e degli altri giochi elettronici) sia uguale o superiore al 50%, sui proventi dei giochi "lavorati" a Casino S.p.a. verrà riconosciuto:
- un ulteriore 2%, per un'incidenza dei giochi "lavorati" compresa tra il 50% e il 55% escluso;
- un ulteriore 3%, per un'incidenza dei giochi "lavorati" compresa tra il 55% e il 60% incluso;
- un ulteriore 4% per un'incidenza dei giochi "lavorati" superiore al 60%.
Le predette ulteriori quote non sono tra loro cumulabili e le somme relative saranno versate da Regione a Casino s.p.a entro il 31 gennaio dell'anno successivo.
Qualora, per cause importanti oggettivamente non imputabili alla Casino S.p.a., si dovesse riscontrare una diminuzione degli introiti annuali superiore al 10%, rispetto agli introiti della Casa da gioco dell'esercizio precedente, si procederà alla revisione delle clausole economiche del presente disciplinare.
Nel caso in cui le mance superino le percentuali sottoindicate dei ricavi generati da ognuno dei seguenti giochi:
Roulette francese, Fairoulette: 60%;
Chemin de fer: 30%;
Trente et Quarante: 5%;
Poker e le varianti al gioco Poker Teresina denominate Texas Hold'em e Omaha Hight: 20%;
Craps, Punto-Banco: 10%;
Roulette americana, Black-Jack: 35%;
Saint-Vincent poker: 9%.
Al termine di ciascun periodo semestrale dell'esercizio di Casino S.p.a., quest'ultima, nei 30 giorni successivi, corrisponderà a Regione il 40% degli importi eccedenti di sua spettanza. Con l'atto di autorizzazione per l'esercizio di nuovi giochi di cui all'articolo 3, comma 3, il Consiglio regionale, sentita la Commissione consiliare competente, individuerà altresì, sentita Casino S.p.a., il rapporto percentuale mance/ricavi oltre il quale Casino S.p.a. corrisponderà a Regione le quote di ripartizione previste relativamente al nuovo gioco.
Articolo 12
Manifestazioni e promozione
Al fine di promuovere le attività della Casa da gioco, Casino S.p.a. è tenuta a finanziare, destinando una percentuale non inferiore al 14% degli introiti di gioco come definiti dall'art. 9, comma 2, con riferimento ai dati dell'ultimo bilancio approvato dalla gestione della Casa da gioco, il calendario di manifestazioni finalizzate ad incentivare le presenze della clientela presso la Casa medesima e ad attivare ritorni di immagine e ricadute promozionali su Saint-Vincent e sulla Valle d'Aosta.
Il programma annuale delle manifestazioni, operativo ed economico, è predisposto da Casino S.p.a. di concerto con il "Comitato per la promozione e le manifestazioni", formato dal Presidente della Regione Autonoma Valle d'Aosta o da un suo delegato che lo presiede, da un amministratore di Casino S.p.a. o da un suo delegato e da un terzo componente in rappresentanza dei Comuni di Châtillon e di Saint-Vincent, entro e non oltre il 30 novembre l'anno precedente a quello di riferimento.
Tale programma dovrà evidenziare esplicitamente la quota di risorse destinata alla ospitalità esterna per permettere delle effettive ricadute sull'imprenditoria turistica e commerciale del comprensorio di Châtillon e Saint-Vincent.
Il funzionamento del Comitato è regolamentato attraverso apposito protocollo predisposto dal Comitato stesso entro 120 giorni dalla sottoscrizione del presente disciplinare ed approvato da Casino S.p.a. e dalla Giunta regionale.
Quanto stanziato nel bilancio regionale, alla data di entrata in vigore del presente disciplinare, e non ancora erogato, è corrisposto a Casino S.p.a. con l'impegno che sia destinato alla realizzazione del programma delle manifestazioni.
Articolo 13
Controlli
Casino S.p.a. assicurerà, con il più severo controllo, la regolarità dei giochi e dei relativi incassi.
Regione esercita, a mezzo del proprio servizio ispettivo, qualsiasi forma di controllo, sia in modo continuativo e sistematico, sia con interventi saltuari sui giochi, manifestazioni varie, ingressi, servizi, ecc., con possibilità di accesso diretto e in tempo reale al sistema informativo della Casa da gioco secondo le modalità previste dall'apposito regolamento da approvarsi dal Consiglio regionale entro un anno dall'entrata in vigore del presente disciplinare. Nelle more continuerà ad applicarsi il vigente regolamento dei controlli approvato dal Consiglio regionale.
Casino S.p.a. provvederà a fornire in tempo reale informazioni, tabulati ed in particolare risultati di gestione, secondo le richieste del Direttore della Direzione regionale della Casa da gioco, assicurando nel contempo la più completa disponibilità delle strutture interne preposte al controllo di attività di gioco e al controllo amministrativo.
Nessun tavolo o gioco può essere aperto o chiuso senza la presenza di un rappresentante di Regione, nominato dal Presidente della Regione Autonoma Valle d'Aosta.
Casino S.p.a. è tenuta inoltre a:
a) trasmettere a Regione una sintesi trimestrale del reporting di Casino S.p.a. al fine di una completa conoscenza degli andamenti gestionali della stessa, ivi compresa la realizzazione del programma delle manifestazioni;
b) implementare ed utilizzare esclusivamente il sistema integrato di sicurezza, anche a mezzo di videosorveglianza, con particolare riferimento al controllo dei giochi ed al sistema denominato "online" per il controllo delle slot machines, adottando le più moderne tecnologie reperibili sul mercato. La Casino S.p.a. terrà costantemente informato il servizio ispettivo regionale su eventuali anomalie del sistema integrato di sicurezza nonché sui progetti evolutivi del sistema in modo da tener conto delle eventuali osservazioni del servizio ispettivo.
Per quanto riguarda il sistema integrato di sicurezza, la sua realizzazione sarà messa in atto al solo fine di assicurare un controllo della regolarità dei giochi e comunque con esclusione della sorveglianza sull'attività del personale. Le modalità per l'accesso e l'utilizzo delle strutture di sorveglianza (sala monitor dei controlli di sicurezza), da parte del servizio di controllo regionale, saranno regolate da apposito protocollo, approvato dalla Giunta regionale, previa intesa con la Casino S.p.a. e sentita la Commissione consiliare competente, nel pieno rispetto delle disposizioni vigenti in materia, in specie dell'art. 4 della Legge 20 maggio 1970, n. 300, recante "Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento";
c) fornire quotidianamente, per gioco e per tavolo, nel rispetto della normativa vigente in materia di lavoro, una dettagliata ed analitica contabilità delle mance, consentendo a Regione il controllo anche ai fini dell'applicazione dell'ultimo comma del precedente articolo 11.
Articolo 14
Piano di sviluppo
Il Consiglio regionale approva il Piano di sviluppo su proposta della Giunta regionale. Regione finanzia gli investimenti in esso previsti che verranno realizzati da Casino S.p.a. sulla base di uno schema contrattuale tipo approvato dalla Giunta regionale.
Quanto stanziato nel bilancio regionale, alla data di entrata in vigore del presente disciplinare, e non ancora erogato, è corrisposto a Casino S.p.a. a titolo di acconto per la realizzazione del Piano di sviluppo, proporzionalmente alle spese già effettuate per lavori di manutenzione straordinaria o di nuova realizzazione coerenti con tale piano.
Articolo 15
Disciplina del personale
Casino S.p.a. si impegna a mantenere in servizio e a gestire tutto il personale dipendente in forza alla data dell'entrata in vigore del presente disciplinare, fatti salvi i casi di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo, di dimissioni, di risoluzioni consensuali o di contratti di lavoro a tempo determinato.
Casino S.p.a. amministra e gestisce il personale nel pieno rispetto delle leggi che regolano il rapporto di lavoro e dei contratti collettivi ed individuali di lavoro in essere.
Le nuove assunzioni saranno effettuate ai sensi della "Regolamentazione delle assunzioni del personale presso il Casino de la Vallée", approvata dal Consiglio regionale.
Per l'accesso alla qualifica di dirigente sono richiesti requisiti di specchiata moralità, nonché capacità ed esperienza di coordinamento di attività complesse e di gestione delle risorse umane.
Casino S.p.a. si impegna a garantire che il personale in organico sia rispondente, sia sotto l'aspetto quantitativo che sotto quello delle competenze, ad una gestione efficace ed efficiente delle aree aziendali.
Articolo 16
Oneri fiscali
Gli oneri tributari, direttamente o indirettamente derivanti dal presente disciplinare, saranno a carico delle parti in conformità a quanto previsto dalle disposizioni di legge. Le spese di bollo, di registrazione ed accessorie, presenti e future, relative al presente disciplinare, sono poste a carico di Casino S.p.a..
Articolo 17
Forniture
Fermo restando il rispetto della normativa vigente, Casino S.p.a. dovrà dotarsi di un proprio regolamento relativo ai lavori e alle forniture di beni e servizi, che trasmetterà a Regione entro 60 giorni dalla sottoscrizione del presente disciplinare. Per i lavori e le forniture di beni e servizi, a parità di qualità e condizioni e ove consentito dalle leggi in materia, Casino S.p.a. si rivolgerà preferibilmente ad imprese aventi sede in Valle d'Aosta.
Articolo 18
Ingressi
Per l'ingresso nelle sale da gioco deve essere rilasciata una speciale tessera o titolo nominativi da Casino S.p.a., la quale ha la facoltà di ritirarli o di negarli, a suo insindacabile giudizio o su motivata richiesta del Direttore della Direzione regionale della Casa da gioco, del Capo Servizio Ispettivo, dell'Ufficio interno di P.S., delle Compagnie territoriali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.
L'ingresso alle sale da gioco e ai locali utilizzati per le operazioni comunque inerenti allo svolgimento delle attività di gioco è vietato ai minorenni, ai militari in divisa, alle persone dedite notoriamente all'esercizio professionale del gioco e alle persone che intendano svolgere operazioni di credito, fatta eccezione per gli Istituti di credito autorizzati, convenzionati con Casino S.p.a., per servizi all'interno della Casa da gioco, e comunque alle persone a cui è stato inibito l'ingresso.
Per quanto concerne i residenti in Valle d'Aosta si applicano le disposizioni assunte in merito dal Consiglio regionale.
Agli effetti della vigilanza delle Autorità governative, i locali adibiti al gioco sono considerati come pubblici.
Casino S.p.a. è responsabile in via diretta ed esclusiva verso le Autorità stesse di qualsiasi infrazione o irregolarità.
L'eventuale attivazione di un corrispettivo per l'ingresso alle sale da gioco e l'eventuale suo importo massimo sarà autorizzato dalla Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente.
Casino S.p.a. potrà rilasciare, anche su richiesta del Direttore della Casa da Gioco o del Capo Servizio Ispettivo, biglietti di ingresso omaggio a scopo promozionale.
Articolo 19
Apertura e orari
La Casa da gioco deve essere tenuta aperta e funzionante per tutto l'anno, fatta eccezione per il giorno di vigilia di Natale.
L'orario di funzionamento delle sale da gioco e dei servizi accessori è stabilito da Casino S.p.a., previa comunicazione a Regione.
Articolo 20
Decadenza e revoca della gestione
Regione potrà pronunciare la decadenza di Casino S.p.a. dalle facoltà di cui al presente disciplinare nei seguenti casi:
a) scioglimento, messa in liquidazione, fallimento o assoggettamento a procedura concorsuale equipollente di Casino S.p.a.;
b) inosservanza degli obblighi di cui all'art. 3, commi 1 e 3, all'art. 5, comma 1, all'art. 8, commi 1, 2 e 8, all'art. 10, comma 3, all'art. 13, comma 1, e all'art. 15, comma 3;
c) qualora, per qualsiasi motivo, esclusi i casi di forza maggiore debitamente comprovati, Casino S.p.a. sospenda la gestione dei giochi.
Nei casi di cui alle lettere b) e c) Regione dovrà preventivamente comunicare a Casino S.p.a. l'avvio del procedimento di decadenza, indirizzando a Casino S.p.a una motivata contestazione scritta e assegnando alla medesima un termine non inferiore a 15 giorni per la presentazione di eventuali controdeduzioni e giustificazioni e di documenti. Con provvedimento adottato nei successivi 60 giorni, il Consiglio regionale dovrà decidere se pronunciare la decadenza di Casino S.p.a. dalla gestione della Casa da gioco, ovvero se accettare le giustificazioni presentate.
Nei casi di decadenza nessun indennizzo o compenso sarà dovuto a Casino S.p.a..
Regione si riserva, inoltre, il potere di revocare la gestione per sopravvenute ragioni ed esigenze di pubblico interesse ed in caso di sopravvenuti provvedimenti legislativi e/o amministrativi incompatibili con la gestione stessa.
Articolo 21
Cessazione della gestione
Nel caso di cessazione della gestione per qualsiasi motivo, Casino S.p.a dovrà provvedere immediatamente al rilascio e/o alla consegna e/o alla riconsegna a Regione, dietro sua semplice richiesta scritta, di tutti i beni concernenti l'attività di gioco e tutte le attività ad essa funzionalmente connesse.
Tra i beni di cui al comma 1, è incluso l'intero sistema integrato di sicurezza nonché l'intero sistema informativo, sia hardware sia software, know-how e le banche dati.
Per il prosieguo dell'attività, i beni di proprietà di Casino S.p.a., mobili e/o immobili, ritenuti dalla Regione funzionali alla gestione della Casa da gioco, saranno acquisiti al valore normale.
Casino S.p.a. dovrà, inoltre, prestare ogni assenso necessario per consentire a Regione, od al soggetto terzo da essa designato, la continuità dell'attività di gioco e il mantenimento del personale iscritto a libro matricola.
Casino S.p.a., a richiesta di Regione, sarà tenuta a proseguire la gestione per un periodo massimo di 6 mesi.
Regione ha in ogni caso diritto di esercitare la prelazione su qualsiasi cessione di beni immobili e di attrezzature di gioco che Casino S.p.a. intenda effettuare, in qualsiasi momento.
Articolo 22
Disposizioni transitorie
Eventuali proprietà immobiliari funzionali alla gestione della Casa da gioco, di proprietà di Casino S.p.a. alla data di entrata in vigore del presente disciplinare, verranno acquistati dalla Regione.
Per le proprietà immobiliari in corso d'opera, Casino S.p.a. è tenuta a terminare i lavori, preventivamente all'acquisto da parte della Regione.
Per l'anno 2007, la percentuale dei proventi di cui all'articolo 11 del presente disciplinare è rideterminata nel 43% e gli eventuali conguagli saranno trattenuti da Casino S.p.a. nei successivi versamenti.
Casino S.p.a. rinuncia a tutti i crediti nei confronti di Regione, maturati a titolo di rimborso spese, alla data di entrata in vigore del presente disciplinare, con esclusione dei crediti derivanti dall'applicazione della deliberazione della Giunta regionale n. 761/2007.
Regione e Casino S.p.a. provvederanno, nell'anno 2009, a verificare di concerto l'attualità delle disposizioni del presente disciplinare, anche al fine di attivare la procedura per la loro eventuale modificazione.
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 24
Contrari: 11
Il Consiglio approva.
