Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 3061 del 18 ottobre 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 3061/XII - Disegno di legge: "Disposizioni di riordino in materia di edilizia residenziale. Modificazioni alla legge regionale 8 ottobre 1973, n. 33".

CAPO I

DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 1

(Oggetto e finalità)

1. La Regione, considerando il diritto alla casa bene primario per tutta la comunità, promuove una serie coordinata di interventi di interesse generale e di carattere sociale, tesi a:

a) incrementare e riqualificare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica;

b) favorire il recupero o la costruzione di immobili da locare a canone convenzionato;

c) agevolare l'acquisizione della prima abitazione, con priorità per gli alloggi ricompresi in edifici esistenti, eventualmente da recuperare;

d) promuovere il recupero di centri e nuclei abitati di interesse storico e ambientale;

e) incentivare gli interventi finalizzati al risparmio energetico e all'uso di materiali da costruzione tipici del contesto ambientale;

f) sostenere finanziariamente i meno abbienti che abitano in locazione alloggi di proprietà pubblica o privata;

g) risolvere, anche con interventi straordinari, gravi e imprevedibili emergenze abitative presenti nei Comuni o espresse da particolari categorie sociali;

h) attivare iniziative di informazione e di studio sui fenomeni abitativi nella Regione;

i) attivare iniziative con i Comuni proprietari di alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) per giungere ad intese finalizzate alla riduzione dell'imposta comunale sugli immobili (ICI) relativamente al patrimonio dell'Azienda regionale per l'edilizia residenziale-Agence régionale pour le logement (ARER), istituita ai sensi della legge regionale 9 settembre 1999, n. 30.

2. Le politiche abitative regionali devono integrarsi con le iniziative promosse dai Comuni, singolarmente o in forma associata, in materia edilizia e di riqualificazione urbana e concorrono, prioritariamente, al recupero del patrimonio edilizio esistente, in particolare nei centri storici.

3. Gli interventi edilizi posti in essere in attuazione della presente legge perseguono obiettivi di qualità e di vivibilità dell'ambiente interno ed esterno all'abitazione, coerentemente con le finalità di contenimento dei costi di costruzione e di individuazione di soluzioni di architettura ecocompatibile e di risparmio energetico.

4. Al perseguimento delle finalità di cui alla presente legge, oltre alla Regione, concorrono, ciascuno nel proprio ambito di competenza, i seguenti soggetti:

a) l'ARER;

b) i Comuni, singolarmente o in forma associata;

c) le cooperative edilizie;

d) le imprese di costruzione;

e) i privati, singoli o associati;

f) gli altri enti pubblici interessati;

g) l'Unione piccoli proprietari immobiliari (UPPI) e gli altri sindacati di categoria.

Articolo 2

(Pianificazione regionale)

1. Gli indirizzi e i criteri programmatici finalizzati alla realizzazione delle politiche abitative regionali sono definiti nel piano triennale per l'edilizia residenziale, di seguito denominato piano triennale.

2. Il piano triennale, in armonia con gli altri strumenti della programmazione regionale, tiene conto delle finalità di cui all'articolo 1 e dei fabbisogni primari, espressi anche da particolari categorie sociali. Esso, in particolare:

a) stabilisce gli obiettivi generali del triennio e indica le azioni in cui si articola la politica abitativa regionale;

b) ripartisce in percentuale le risorse finanziarie non vincolate di cui all'articolo 5 tra le categorie di intervento di cui all'articolo 6, stabilendone le priorità, anche in relazione alla disponibilità di aree edificabili, di edifici da recuperare e di programmi organici di intervento presentati dai soggetti interessati;

c) tiene conto, prioritariamente, della necessità di recuperare, a fini abitativi, il patrimonio edilizio esistente, favorendo politiche integrate di riqualificazione urbana e del sistema delle infrastrutture, di miglioramento dei servizi e dell'accessibilità dei centri storici;

d) individua gli interventi e, in percentuale, le risorse finanziarie non vincolate da destinare a particolari categorie sociali, tra cui i diversamente abili, gli anziani, i giovani, i singoli con minori a carico, gli studenti universitari, i lavoratori stagionali, gli immigrati ed altri soggetti di volta in volta individuati in relazione a situazioni contingenti;

e) fatte salve le disposizioni previste nelle discipline regionali di settore, fissa l'entità delle agevolazioni finanziarie che possono essere assegnate per ciascuna categoria di intervento e indica i requisiti generali di ammissibilità alle agevolazioni;

f) attiva un sistema di incentivi rivolto ai Comuni che maggiormente concorrono al perseguimento delle finalità di cui alla presente legge;

g) individua la quota degli alloggi di edilizia residenziale pubblica da destinare all'emergenza abitativa e, in percentuale, le risorse non vincolate finalizzate al reperimento di soluzioni abitative per i casi di emergenza che non possono essere soddisfatti attraverso l'utilizzo del patrimonio di edilizia residenziale pubblica;

h) stabilisce i criteri per la partecipazione da parte dei Comuni al Fondo regionale per le politiche abitative, finanziata mediante trasferimenti con vincolo settoriale di destinazione ai sensi del titolo V della legge regionale 20 novembre 1995, n. 48 (Interventi regionali in materia di finanza locale).

3. Il piano triennale è approvato dal Consiglio regionale entro il 30 settembre dell'anno che precede il triennio di riferimento, su proposta della Giunta regionale, d'intesa con il Consiglio permanente degli enti locali e sentita la Consulta regionale della casa di cui all'articolo 20 della l.r. 30/1999.

4. Il piano triennale può essere aggiornato o modificato con le modalità previste per la sua approvazione.

Articolo 3

(Programmi operativi triennali)

1. Gli obiettivi generali del piano triennale sono attuati mediante programmi operativi triennali (POT), approvati dalla Giunta regionale entro il 28 febbraio del primo anno di riferimento, sentito il Consiglio permanente degli enti locali.

2. La Giunta regionale, in relazione ai contenuti del piano triennale e alle risorse finanziarie disponibili, fissa i tempi e le procedure per la raccolta delle proposte da parte dei soggetti di cui all'articolo 1, comma 4.

3. I POT, sulla base dei criteri predeterminati dal piano triennale e delle proposte pervenute, individuano gli interventi da finanziare; essi possono, inoltre, disporre l'eventuale variazione, nel limite massimo del 10 per cento, delle percentuali fissate ai sensi dell'articolo 2, comma 2, lettera b).

4. I POT possono essere aggiornati o modificati annualmente con le modalità previste per la loro approvazione.

Articolo 4

(Interventi straordinari)

1. In deroga a quanto previsto dagli articoli 2 e 3, la Regione provvede, in relazione alle disponibilità finanziarie, ad attuare interventi straordinari in materia di politica abitativa, promossi a livello statale o comunitario, che richiedono una programmazione delle risorse incompatibile, nei tempi, con le procedure ordinarie di programmazione previste dai predetti articoli.

Articolo 5

(Finanziamento del piano triennale. Istituzione del Fondo regionale per le politiche abitative)

1. Per finanziare gli interventi previsti dai POT, è istituito il Fondo regionale per le politiche abitative.

2. Il Fondo è alimentato da:

a) risorse dell'Unione europea finalizzate o connesse agli obiettivi di cui alla presente legge;

b) risorse statali attribuite a qualunque titolo alla Regione per le politiche abitative e per il sostegno alla locazione;

c) risorse regionali appositamente previste con la legge finanziaria;

d) una quota annua di partecipazione da parte dei Comuni, finanziata mediante trasferimento con vincolo settoriale di destinazione ai sensi del titolo V della l.r. 48/1995;

e) risorse derivanti dal 5 per cento dei canoni riscossi nell'anno precedente dagli enti locali proprietari di alloggi di edilizia residenziale pubblica;

f) eventuali risorse finanziarie aggiuntive dei Comuni e dell'ARER per le politiche abitative;

g) eventuali disponibilità finanziarie non utilizzate nell'esercizio precedente.

3. Nella definizione dei contenuti dei POT, la Giunta regionale tiene conto anche delle seguenti, ulteriori fonti di finanziamento:

a) le risorse derivanti dall'alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica di cui all'articolo 13 della legge regionale 4 settembre 1995, n. 40 (Norme regionali per la vendita del patrimonio di edilizia residenziale pubblica);

b) i rientri e le giacenze del fondo di rotazione di cui alla legge regionale 28 dicembre 1984, n. 76 (Costituzione di fondi di rotazione per la ripresa dell'industria edilizia);

c) i rientri e le giacenze del fondo di rotazione di cui alla legge regionale 8 ottobre 1973, n. 33 (Costituzione di fondi di rotazione regionali per la promozione di iniziative economiche nel territorio della Valle d'Aosta).

4. Ai fondi di rotazione di cui alle ll.rr. 76/1984 e 33/1973 non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 3 della legge regionale 8 gennaio 2001, n. 1 (Legge finanziaria per gli anni 2001/2003).

CAPO II

CATEGORIE DI INTERVENTO

Articolo 6

(Categorie di intervento)

1. Il piano triennale e i relativi POT individuano le risorse finanziarie da destinare alle seguenti categorie di intervento in materia di politica abitativa:

a) edilizia sovvenzionata;

b) edilizia convenzionata;

c) prima abitazione;

d) recupero del patrimonio edilizio esistente;

e) iniziative di sperimentazione;

f) concorso nella copertura della morosità;

g) sostegno alle locazioni;

h) interventi per categorie speciali di utenti;

i) emergenze abitative.

Articolo 7

(Edilizia sovvenzionata)

1. Al fine di soddisfare il fabbisogno abitativo dei meno abbienti, la Regione promuove ed incentiva l'attuazione di interventi diretti ad incrementare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica e a razionalizzarne l'utilizzo.

2. Gli interventi sono attuati dall'ARER attraverso l'acquisto, il recupero o la nuova costruzione.

3. I criteri generali per l'assegnazione, la determinazione dei canoni e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica restano disciplinati dalla legge regionale 4 settembre 1995, n. 39 (Normativa e criteri generali per l'assegnazione, la determinazione dei canoni e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica).

Articolo 8

(Edilizia convenzionata)

1. Al fine di favorire il soddisfacimento del fabbisogno abitativo primario, la Regione promuove ed incentiva l'attuazione di interventi di edilizia abitativa convenzionata.

2. Gli interventi regionali in materia di edilizia convenzionata restano disciplinati dalla legge regionale 28 febbraio 2003, n. 5 (Incentivi per la realizzazione di interventi di edilizia abitativa convenzionata).

Articolo 9

(Incremento della proprietà della prima abitazione)

1. La Regione, per favorire l'accesso alla proprietà della prima abitazione, prevede:

a) la concessione di mutui ad interesse agevolato a favore di persone fisiche;

b) la concessione di mutui ad interesse agevolato a favore di cooperative edilizie;

c) la concessione di eventuali mutui integrativi, nei limiti della disponibilità di bilancio, rispetto a quelli di cui alle lettere a) e b);

d) l'alienazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica in attuazione dei piani di vendita promossi dagli enti proprietari.

2. La concessione di mutui ad interesse agevolato a favore di persone fisiche resta disciplinata dalla l.r. 76/1984 e dal regolamento regionale 27 maggio 2002, n. 1 (Norme per la concessione di mutui ad interesse agevolato a favore di persone fisiche nel settore dell'edilizia residenziale. Abrogazione del regolamento regionale 25 agosto 1997, n. 3).

3. La concessione di mutui ad interesse agevolato a favore di cooperative edilizie resta disciplinata dalla legge regionale 28 novembre 1986, n. 56 (Norme per la concessione di finanziamenti agevolati a favore delle cooperative edilizie).

4. La Giunta regionale definisce, con propria deliberazione, le modalità, anche procedurali, per la concessione e l'erogazione dei mutui integrativi di cui al comma 1, lettera c).

5. La vendita degli alloggi di edilizia residenziale pubblica resta disciplinata dalla l.r. 40/1995.

Articolo 10

(Recupero del patrimonio edilizio esistente)

1. La Regione favorisce il recupero del patrimonio edilizio esistente finalizzato all'eliminazione del degrado edilizio, alla riqualificazione del tessuto urbanistico e al reinsediamento di nuclei familiari nelle strutture oggetto di intervento mediante la concessione di mutui a tasso agevolato.

2. La concessione dei mutui a tasso agevolato resta disciplinata dalla l.r. 33/1973, come modificata dal capo III della presente legge.

Articolo 11

(Iniziative di sperimentazione e disposizioni per il rendimento energetico in edilizia)

1. Gli interventi di cui all'articolo 1, comma 1, lettera e), sono destinati a promuovere l'impiego di materiali tipici della realtà valdostana e la realizzazione di opere innovative, a carattere sperimentale, perseguendo gli obiettivi della sicurezza, della qualità edilizia, tipologica e ambientale, dell'ecocompatibilità, del risparmio energetico e della bioedilizia.

2. Gli interventi possono riguardare anche progetti finalizzati a sperimentare nuove soluzioni costruttive o organizzative nella tipologia e nella fruizione degli spazi abitati, anche al fine di soddisfare i bisogni delle categorie sociali di cui all'articolo 2, comma 2, lettera d).

3. La Giunta regionale definisce, con propria deliberazione, i requisiti, i criteri e le modalità, anche procedimentali, per la concessione e l'erogazione delle agevolazioni finalizzate alla realizzazione degli interventi di cui al presente articolo.

4. Nelle more dell'adeguamento dei piani regolatori generali comunali ai sensi dell'articolo 13 della legge regionale 6 aprile 1998, n. 11 (Normativa urbanistica e di pianificazione territoriale della Valle d'Aosta), allo scopo di favorire l'aumento dell'efficienza energetica degli edifici, l'eventuale spessore dovuto a interventi di isolamento termico che, con le opportune certificazioni, dimostri il reale risparmio energetico è equiparato a volume tecnico non computabile ai fini edificatori e, laddove necessario, anche ai fini del rispetto del rapporto di copertura e dell'altezza massima degli edifici.

5. Le esclusioni di cui all'articolo 3, comma 3, lettera a), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 (Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia), sono estese ai fabbricati costruiti antecedentemente all'anno 1945 ricadenti nell'ambito della disciplina di cui agli articoli 136, comma 1, lettere a) e d), e 142 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137), e agli edifici classificati di pregio, documento e monumento dai piani regolatori generali comunali.

6. Sono comunque consentite misure atte a migliorare le prestazioni energetiche dei fabbricati inseriti negli ambiti sottoposti a salvaguardia e degli edifici classificati di pregio, documento e monumento dai piani regolatori generali comunali ai sensi dell'articolo 8 della legge regionale 10 giugno 1983, n. 56 (Misure urgenti per la tutela dei beni culturali), qualora ciò risulti compatibile rispetto alle esigenze di tutela storica e paesaggistica e gli interventi siano preventivamente autorizzati dalle strutture regionali competenti in materia di beni culturali e paesaggio.

Articolo 12

(Concorso nella copertura della morosità)

1. La programmazione regionale individua l'entità del concorso a favore degli enti proprietari di alloggi di edilizia residenziale pubblica a copertura della morosità nel pagamento del canone di locazione o di spese accessorie da parte dell'assegnatario, quando questi, pur resosi moroso, non possa essere privato dell'alloggio, ai sensi dell'articolo 38, comma 3, della l.r. 39/1995.

2. Gli enti proprietari devono effettuare opportuni accertamenti ed acquisire idonea documentazione attestante l'impossibilità o la grave difficoltà dell'assegnatario a regolarizzare la sua posizione debitoria.

3. La Giunta regionale definisce, con propria deliberazione, i criteri e le modalità di assegnazione delle risorse finalizzate al sostegno degli interventi di cui al presente articolo.

Articolo 13

(Sostegno alle locazioni)

1. Al fine di sostenere l'accesso alle abitazioni in locazione, possono essere concessi:

a) contributi, a favore dei meno abbienti, volti a ridurre la spesa sostenuta per il canone di locazione o le spese per i servizi accessori;

b) contributi, a favore degli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica, volti a ridurre la spesa sostenuta per i servizi accessori;

c) incentivi o contributi a favore di soggetti privati che concedano in locazione immobili di proprietà a soggetti aventi i requisiti per accedere ad alloggi di edilizia residenziale pubblica.

2. I contributi di cui al comma 1, lettera b), possono essere erogati anche tramite gli enti gestori del patrimonio immobiliare di edilizia residenziale pubblica:

a) agli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica collocati nell'area protetta e nell'area sociale di cui all'articolo 48, comma 1, lettere a) e b), della l.r. 39/1995, nel caso in cui l'ammontare annuo delle spese per i servizi accessori sia superiore, rispettivamente, al 5 e al 10 per cento del reddito annuo complessivo del nucleo familiare;

b) agli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica che, indipendentemente dall'area di collocazione, sono soggetti a programmi di mobilità ai sensi dell'articolo 31 della l.r. 39/1995, per il pagamento delle spese di trasloco.

3. I contributi di cui al comma 1, lettere a) e c), possono essere erogati tramite i Comuni, in forma singola o associata, o l'ARER, sulla base di apposite convenzioni.

4. I contributi non possono essere concessi ai richiedenti che abbiano ricevuto nel corso dell'anno provvidenze dirette alla copertura integrale degli oneri oggetto del sostegno di cui al presente articolo.

5. La revoca dei contributi è disposta quando sia accertata l'insussistenza dei requisiti cui è subordinata la concessione dei contributi. La revoca comporta il recupero del contributo erogato, maggiorato degli interessi legali.

6. Fermo restando quanto stabilito dall'articolo 11 della legge 9 dicembre 1998, n. 431 (Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo), la Giunta regionale definisce, con propria deliberazione, i requisiti, la misura, i criteri e le modalità, anche procedimentali, per la concessione e l'erogazione dei contributi o degli incentivi di cui al presente articolo.

Articolo 14

(Interventi per categorie speciali)

1. Il piano triennale stabilisce la tipologia degli interventi strutturali e finanziari che possono essere attuati a favore delle categorie sociali di cui all'articolo 2, comma 2, lettera d).

2. I POT individuano, per ciascuna categoria, i requisiti e i criteri per l'accesso alle agevolazioni, le condizioni di garanzia e di priorità e ogni eventuale ulteriore prescrizione per la realizzazione degli interventi.

Articolo 15

(Emergenze abitative)

1. La Regione, al fine di fronteggiare gravi, eccezionali ed imprevedibili emergenze abitative segnalate dai Comuni o da altri enti pubblici, promuove ed incentiva azioni aventi carattere straordinario, circoscritte a situazioni particolari alle quali non sia possibile dare risposta attraverso gli strumenti ordinari.

2. Le azioni di cui al comma 1 sono finalizzate a dare risposta temporanea a situazioni di emergenza abitativa derivate da:

a) disagio sociale o sanitario;

b) procedimenti di rilascio forzoso dell'abitazione che coinvolgono nuclei familiari economicamente e socialmente deboli.

3. Gli interventi relativi alle situazioni di emergenza abitativa, derivate da situazioni di disagio sociale o sanitario, devono essere coordinati con gli altri settori di competenza regionale o comunale; a tal fine, la Giunta regionale, con propria deliberazione, individua:

a) le forme e le modalità di presentazione dei progetti di recupero che si intendono mettere in atto e le modalità di controllo sull'attuazione degli stessi;

b) le modalità di pagamento degli oneri contrattuali, dei canoni di locazione e delle spese per i servizi accessori.

4. L'assegnazione degli alloggi destinati alle finalità di cui al comma 2 è disposta dal Sindaco del Comune nel cui territorio è ubicato l'alloggio, sulla base della valutazione di ammissibilità effettuata dalla Commissione di cui all'articolo 14 della l.r. 39/1995.

5. Le soluzioni abitative, eventualmente anche in deroga agli standard di adeguatezza previsti dalle disposizioni vigenti, devono essere ricercate, preferibilmente, da parte dei Comuni, nell'ambito territoriale di residenza del nucleo familiare coinvolto dalla situazione di emergenza, attraverso:

a) l'utilizzo di alloggi di edilizia residenziale pubblica appositamente riservati dal piano triennale;

b) la stipula, da parte dell'ARER per conto del Comune, di un contratto di locazione di un alloggio di proprietà privata, di categoria catastale compresa fra la A2 e la A4, con un proprietario privato, da subaffittare al beneficiario;

c) l'acquisizione della disponibilità di apposite strutture da destinare alla prima accoglienza.

6. Il Fondo regionale per le politiche abitative di cui all'articolo 5 concorre, nei limiti degli stanziamenti assegnati e nel rispetto delle percentuali di cui all'articolo 2, comma 2, lettera b), alla copertura degli oneri sostenuti dai Comuni e derivanti dal reperimento di soluzioni abitative da destinare a casi di emergenza che non possono essere soddisfatti attraverso l'utilizzo del patrimonio di edilizia residenziale pubblica.

7. La Giunta regionale definisce con propria deliberazione:

a) le condizioni che determinano l'emergenza abitativa;

b) le modalità di presentazione delle domande;

c) i criteri di priorità e le relative procedure per l'assegnazione degli alloggi ai soggetti inseriti nella graduatoria territoriale dell'emergenza abitativa;

d) i requisiti, i criteri e le modalità delle azioni utili ad attuare gli interventi di cui al presente articolo;

e) i requisiti, i criteri e le modalità, anche procedimentali, per l'attuazione delle misure di primo intervento nelle more dell'individuazione delle soluzioni abitative di cui al comma 5.

Articolo 16

(Mobilità straordinaria)

1. Gli enti gestori del patrimonio immobiliare di edilizia residenziale pubblica individuano una quota di alloggi da riservare alla mobilità straordinaria, utile ad affrontare esigenze derivanti da:

a) sgombero di unità abitative da recuperare;

b) attuazione di programmi di mobilità dell'utenza già adottati dagli enti gestori.

2. Gli enti gestori del patrimonio immobiliare di edilizia residenziale pubblica attuano la mobilità straordinaria sulla base delle domande pervenute e delle esigenze gestionali.

Articolo 17

(Qualità del processo edilizio)

1. La Regione promuove la qualità degli interventi edilizi assistiti da provvidenze pubbliche, con particolare riguardo alle fasi di programmazione, di progettazione e di esecuzione.

2. La Giunta regionale, con propria deliberazione, individua le linee-guida per definire e valutare la qualità del prodotto e del processo edilizio.

3. Le linee-guida individuano le esigenze da soddisfare e definiscono i requisiti tecnici e i livelli di prestazione da raggiungere, le modalità di verifica dei risultati conseguiti e le forme di certificazione della qualità del patrimonio edilizio.

Articolo 18

(Costi massimi di costruzione)

1. La Giunta regionale definisce, con propria deliberazione, i criteri di determinazione e i costi massimi ammissibili per la realizzazione di interventi di edilizia residenziale pubblica e i criteri di deroga a detti massimi.

CAPO III

MODIFICAZIONI ALLA LEGGE REGIONALE 8 OTTOBRE 1973, N. 33

Articolo 19

(Modificazioni all'articolo 2)

1. Al comma primo dell'articolo 2 della l.r. 33/1973, le parole: "per il recupero dei centri e nuclei abitati" sono sostituite dalle seguenti: "per il recupero di fabbricati situati nei centri e nuclei abitati".

2. Al comma secondo dell'articolo 2 della l.r. 33/1973, la parola: "singoli" è soppressa.

3. Al comma 3 dell'articolo 2 della l.r. 33/1973, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", ritenuti idonei ad eliminare il degrado edilizio e a favorire il riutilizzo a fini abitativi degli immobili oggetto dell'agevolazione.".

4. Il comma quarto dell'articolo 2 della l.r. 33/1973 è sostituito dal seguente:

"4. I mutui possono essere inoltre integrati per l'acquisto, da parte di uno o più comproprietari del fabbricato da recuperare, di altre quote, finalizzato all'attuazione di un intervento complessivo di recupero del fabbricato ai sensi del presente articolo.".

5. Il comma 7 dell'articolo 2 della l.r. 33/1973 è abrogato.

Articolo 20

(Modificazioni all'articolo 4)

1. L'articolo 4 della l.r. 33/1973 è sostituito dal seguente:

"Articolo 4

1. Possono ottenere le provvidenze di cui all'articolo 2 i seguenti soggetti, a condizione che si tratti di persone fisiche:

a) i proprietari degli immobili situati nelle zone di cui all'articolo 2, commi 1 e 2, residenti in Valle d'Aosta da almeno due anni;

b) i proprietari da almeno dieci anni, all'atto della presentazione della domanda, di immobili situati nelle zone di cui all'articolo 2, commi 1 e 2; nel caso in cui l'immobile sia stato acquisito per atto a causa di morte, l'acquisizione a tale titolo non interrompe il decorso del termine decennale utile ai fini della concessione del mutuo.".

Articolo 21

(Modificazioni all'articolo 5)

1. Il comma primo dell'articolo 5 della l.r. 33/1973 è sostituito dal seguente:

"1. I mutui possono essere concessi per una durata non inferiore a dieci e non superiore a venti anni.".

2. Il comma secondo dell'articolo 5 della l.r. 33/1973 è sostituito dal seguente:

"2. Il tasso di interesse annuo è pari al 40 per cento dell'ultimo tasso di riferimento dell'edilizia residenziale, vigente al momento della stipula del contratto, arrotondato al mezzo punto.".

3. Il comma terzo dell'articolo 5 della l.r. 33/1973 è sostituito dal seguente:

"3. Nei casi di cui all'articolo 2, comma 4, i mutui possono essere concessi fino al 70 per cento della spesa documentata di acquisto.".

4. Il comma quarto dell'articolo 5 della l.r. 33/1973 è sostituito dal seguente:

"4. Per gli interventi di recupero, in relazione alle risorse finanziarie disponibili, i mutui possono essere concessi nei seguenti limiti:

a) fino all'80 per cento della spesa ammissibile, per i fabbricati classificati come monumento o documento dagli strumenti urbanistici vigenti;

b) fino al 70 per cento della spesa ammissibile per i fabbricati classificati di pregio storico, culturale, architettonico o ambientale dagli strumenti urbanistici vigenti;

c) fino al 40 per cento della spesa ammissibile per i fabbricati classificati come edifici diroccati o altro e per i fabbricati non classificati.".

5. Il comma 5 dell'articolo 5 della l.r. 33/1973 è abrogato.

Articolo 22

(Sostituzione dell'articolo 18)

1. L'articolo 18 della l.r. 33/1973 è sostituito dal seguente:

"Articolo 18

1. Le domande dirette all'ottenimento delle provvidenze di cui al capo I sono inoltrate alla struttura regionale competente.

2. L'istruttoria consiste nell'accertamento della completezza e della regolarità delle domande presentate e della documentazione allegata e nell'accertamento della validità tecnica ed economica dell'intervento cui la domanda si riferisce.

3. Per l'accertamento della validità tecnica ed economica dell'intervento, il dirigente della struttura regionale competente indice apposita conferenza di servizi alla quale partecipano i dirigenti delle strutture regionali competenti in materia di beni architettonici, di beni paesaggistici e di urbanistica.

4. All'esito dell'istruttoria condotta ai sensi dei commi 2 e 3, la struttura regionale competente provvede a redigere apposita graduatoria delle domande ammesse alle provvidenze, ordinandole sulla base dei criteri di priorità stabiliti con deliberazione della Giunta regionale.

5. La deliberazione di cui al comma 4 è pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione.".

Articolo 23

(Modificazioni all'articolo 22)

1. Al primo e all'ultimo periodo del comma 1 dell'articolo 22 della l.r. 33/1973, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "pena la revoca del mutuo".

2. Il comma 6 dell'articolo 22 della l.r. 33/1973 è sostituito dal seguente:

"6. Nel caso in cui il recupero degli immobili non sia ultimato e le unità non risultino agibili ai sensi della normativa vigente entro quarantotto mesi dalla data di stipulazione del contratto preliminare di mutuo, la Giunta regionale dispone, con propria deliberazione, la revoca delle somme ancora da erogare e il mutuatario può, in alternativa, provvedere:

a) al rimborso delle somme erogate, maggiorate degli interessi calcolati al tasso vigente al momento dell'estinzione anticipata e maturati a decorrere dalla data dell'ultima rata di interessi corrisposta;

b) alla stipulazione del contratto definitivo di mutuo per un importo corrispondente alle somme erogate e al tasso d'interesse indicato nel contratto preliminare di mutuo; alla stipulazione del contratto definitivo deve in ogni caso provvedersi entro sei mesi dalla data di comunicazione dell'avvenuta adozione della deliberazione di revoca delle somme ancora da erogare, pena la revoca dell'intero mutuo.".

CAPO IV

DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 24

(Abrogazioni)

1. La legge regionale 26 maggio 1998, n. 36 (Norme per la costituzione e il funzionamento del Fondo regionale per l'abitazione), è abrogata.

2. Sono, inoltre, abrogate le seguenti disposizioni:

a) l'articolo 6 della legge regionale 11 giugno 1986, n. 26;

b) l'articolo 23 della l.r. 39/1995;

c) l'articolo 10 della legge regionale 26 maggio 1998, n. 35;

d) gli articoli 2 e 6 della legge regionale 30 aprile 1999, n. 8;

e) l'articolo 21 della legge regionale 3 gennaio 2000, n. 1;

f) gli articoli 34, comma 2, e 35, commi 2, 3, 4 e 5 della legge regionale 11 dicembre 2001, n. 38;

g) l'articolo 20 della legge regionale 16 luglio 2002, n. 14;

h) l'articolo 34 della legge regionale 15 dicembre 2003, n. 21;

i) gli articoli 31 e 32 della legge regionale 5 dicembre 2005, n. 31.

Articolo 25

(Disposizioni transitorie)

1. I procedimenti amministrativi pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge sono portati a compimento ai sensi delle disposizioni di cui all'articolo 24 e delle relative disposizioni applicative.

2. Al fine di assicurare che non vi sia soluzione di continuità nel passaggio dalla preesistente normativa a quella prevista dalla presente legge, nelle more dell'adozione degli atti di cui agli articoli 13, comma 6, e 15, commi 3 e 7, da parte della Giunta regionale, ai relativi procedimenti amministrativi avviati successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge continuano ad applicarsi le disposizioni di cui all'articolo 24 e le relative disposizioni applicative.

3. In sede di prima applicazione, il piano triennale è adottato, con le modalità di cui all'articolo 2, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.

4. Le disposizioni di cui al capo III della presente legge si applicano alle domande di agevolazione presentate, ai sensi del capo I della l.r. 33/1973, a far data dal 16 dicembre 2007. Le disposizioni di cui all'articolo 22 della l.r. 33/1973, come modificato dall'articolo 23, si applicano anche ai finanziamenti concessi e non ancora estinti alla data di entrata in vigore della presente legge.

Articolo 26

(Disposizioni finanziarie)

1. L'onere derivante dalla presente legge a carico del bilancio regionale è valutato complessivamente in euro 5.176.000, per l'anno 2008, e in euro 7.176.000 a decorrere dall'anno 2009.

2. L'onere di cui al comma 1 trova copertura nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2007/2009 nell'obiettivo programmatico 2.2.1.02. (Interventi per l'edilizia abitativa).

3. Al finanziamento dell'onere di cui al comma 1, si provvede nello stesso bilancio, mediante l'utilizzo delle risorse iscritte:

a) nell'obiettivo programmatico 3.1. (Fondi globali), al capitolo 69020 (Fondo globale per il finanziamento di spese di investimento), per annui euro 1.500.000 per gli anni 2008 e 2009 a valere sull'apposito accantonamento previsto al punto D.1.1. dell'allegato n. 1 ai bilanci stessi;

b) nell'obiettivo programmatico 2.2.1.02.:

1) al capitolo 61210 (Quota di partecipazione regionale al Fondo regionale per l'abitazione) per annui euro 500.000 per gli anni 2008 e 2009;

2) al capitolo 63515 (Contributi in conto capitale per interventi di edilizia abitativa convenzionata) per annui euro 1.550.000 per gli anni 2008 e 2009;

3) al capitolo 63500 (Contributi per la costruzione e la ricostruzione del manto di copertura dei tetti in lose di pietra) per euro 2.000.000 per l'anno 2009;

4) al capitolo 50850 (Oneri sui fondi assegnati dallo Stato per interventi nel settore dell'edilizia residenziale pubblica) per annui euro 1.376.000 per gli anni 2008 e 2009;

c) nell'obiettivo programmatico 2.1.1.02. (Trasferimenti con vincolo settoriale di destinazione) al capitolo 67117 (Quote di partecipazione degli enti locali al fondo regionale per l'abitazione) per annui euro 250.000 per gli anni 2008 e 2009.

4. A decorrere dall'anno 2010, l'eventuale onere annuo a carico della Regione è determinato con la legge finanziaria, ai sensi dell'articolo 19 della legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90 (Norme in materia di bilancio e di contabilità generale della Regione Autonoma Valle d'Aosta).

5. La Giunta regionale è autorizzata a disporre, con atto amministrativo, i prelievi dal Fondo regionale per le politiche abitative di cui all'articolo 5, al fine dell'iscrizione nei pertinenti capitoli della parte spesa del bilancio di previsione, istituiti ovvero da istituire.

6. Per l'applicazione della presente legge, la Giunta regionale è autorizzata ad apportare, con propria deliberazione, su proposta dell'assessore regionale competente in materia di bilancio, le occorrenti variazioni di bilancio.

Presidente - Riprendiamo i lavori. Siamo in sede di discussione generale del disegno di legge regionale n. 173. Informo che è stata presentata una nuova formulazione dell'emendamento dell'Assessore Cerise, che faccio distribuire.

La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.

Cerise (UV) - Solo per annunciare la rivisitazione di un emendamento che era già stato presentato, ma che si presentava in una forma che non dava la sufficiente chiarezza al problema; di conseguenza, per migliorare la comprensione del testo, è stato rivisto. L'emendamento è in distribuzione, rispetto al testo precedente dice:

"al fine di favorire, mediante l'utilizzo di materiali certificati, l'efficienza energetica e l'isolamento acustico degli edifici, lo spessore derivante da interventi di isolamento termico e acustico è equiparato al volume tecnico non computabile ai fini edificatori né del rispetto del rapporto di copertura e dell'altezza massima degli edifici".

Nella sostanza riprende l'emendamento presentato, ma lo migliora. Colgo l'occasione per ringraziare il collega Stacchetti per la fattiva collaborazione che ci ha dato a dirimere questa vicenda, che poteva avere delle angolature piuttosto di difficile interpretazione, tenendo conto che la materia è oggetto di diversa applicazione da parte dei singoli Comuni e come tale generare degli approcci diversificati. Mi riservo in sede di replica di fare le altre considerazioni.

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Con questo intervento vorrei anzitutto, a nome del gruppo "Arcobaleno", complimentarmi con l'intervento chiaro e lucido, in alcuni punti anche "tranchant", del collega Salzone. Proprio in III Commissione ci siamo ritrovati con il collega Salzone a condividere non tutti, chiaramente, gli argomenti di discussione. In III Commissione abbiamo audito le parti sociali, le organizzazioni sindacali e di categoria, naturalmente l'Assessore e i suoi tecnici, ma quello che non ci è piaciuto... mi permetta, collega Borre, di rispondere alla sua sollecitazione sulla presunta nostra scorrettezza per il fatto che in Commissione non avevamo presentato nessun emendamento, perché in Commissione avevamo detto altre cose. In Commissione avevamo detto che ci voleva una legge quadro, ci voleva più coraggio legislativo, amministrativo... e prendere in mano la situazione correttamente e pensare - si poteva fare -, attraverso un ripensamento nella pausa estiva e attraverso il lavoro questo autunno, di uscire a gennaio con una legge che finalmente desse risposte ai problemi della politica abitativa. Un discorso quindi di metodologia di lavoro, di come si è lavorato, quali leggi questo disegno di legge vorrebbe riordinare, si parte da una prima legge: la n. 11/1967 e si arriva alla legge n. 5/2003, ben 16 leggi da riorganizzare, leggi che saranno ancora vigenti, leggi che formano quasi in maniera archeologica una sovrapposizione che sarà resa più potente come spessore da questo disegno di legge regionale, ma in maniera non troppo organica e questo perché all'interno della stessa legge rende analoghi interventi sull'edilizia convenzionata ad esempio con gli interventi finanziari con i tetti in lose. Avevamo chiesto in Commissione di prendere in considerazione la materia in modo organico e completo, ma ci è stato risposto "picche", pensando che noi volevamo giocare al rinvio, comunque di ritardare il disegno di legge. Assolutamente non era questa la nostra intenzione, che era invece quella di andare ad individuare una legge quadro più organica. Avevamo citato in Commissione la legge quadro della Provincia di Trento, la legge sulla "Itea", l'avevamo portata in Commissione, ma non ci è stato risposto.

Il Presidente Borre ci chiede perché non abbiamo presentato gli emendamenti in Commissione: perché questa è una legge di difficile emendabilità. Era così difficile emendarla che all'interno della III Commissione... faccio un esempio, perché per puro caso oggi il Segretario della Commissione ci ha mandato via "e-mail" il verbale della III Commissione, mi pare sia il verbale del 17 settembre 2007. Un inciso. Vorrei ringraziare tutto lo "staff" della Presidenza del Consiglio, che ha seguito la proposta di evitare tutte le carte che girano, mettendo a disposizione in rete tutti i verbali, posso quindi anche citare i verbali, proprio su un problema sollevato dal collega Salzone in Commissione alla presenza della dirigente del settore, concernente la legge regionale n. 39, il problema dell'ISE, ISEU, ISEE. Avevamo convenuto tutti che vi era un problema per il calcolo e che occorreva modificare un articolo della legge regionale, ma ci si è accorti che la modifica del disegno di legge n. 173 poteva avere delle ripercussioni negative ad esempio sulla legge regionale n. 39, poteva essere in contrasto. Leggo il verbale, naturalmente è ufficioso, noi non lo abbiamo firmato, il Consigliere Salzone ringrazia la dirigente e dice: "Mi andrebbe anche bene in linea di principio inserire l'emendamento in questa maniera, senza citare la legge regionale n. 39, non riesco a capire però che ricaduta abbia; l'importante è che vi sia il concetto generale". Risponde il dirigente tecnico: "allora poi ci vorrà una modifica esplicita della legge regionale n. 39/1995, al momento è solo un'indicazione di principio". Ce lo avete detto in Commissione, collega Borre, lo ha ribadito oggi il collega Salzone: questa legge è una gran bella legge che indica dei principi. In una frase ricorrente l'Assessore Cerise credo che abbia iniziato il procedimento su questa legge regionale aprendo con i fumogeni, tanto fumo... ecco perché tale provvedimento è quasi come un castello molto traballante, per cui, se si toglieva un mattoncino da una parte, crollava una parete, se si aggiungeva un mattoncino dall'altra, la struttura si disequilibrava e crollava sull'altro lato; insomma una legge che voleva essere di riordino, ma che di riordino ha poco e vi erano quindi, Presidente Borre, tutta una serie di difficoltà ad emendare la legge.

Un altro punto che crediamo sia importantissimo è che questa legge non dà risposta, anzi cela il problema dei fondi a disposizione; non voglio stare qui a leggere il comunicato stampa di un nostro collega che, per giustificare il suo voto favorevole personale in Commissione, quasi come un salvagente alla maggioranza, si riferiva a finanziamenti a fondi che la legge regionale metteva in campo per risolvere il problema dell'edilizia abitativa, dell'emergenza abitativa, dei fondi alle cooperative, dei fondi per l'aiuto alle famiglie bisognose, per cui vi erano fondi per 7 milioni di euro. Crediamo che questo non corrisponda alla realtà, perché tale legge non fa altro che eseguire una somma algebrica attraverso una semplice operazione matematica fra i fondi già destinati con leggi di settore, quindi nessun fondo in più, anzi, Assessore Cerise, ancora peggio perché in un comma dell'articolo 2, quando si parla di pianificazione regionale e si dice che la pianificazione regionale sarà sviluppata in 3 anni con i famosi piani operativi triennali, all'articolo 2, comma 2, lettera c) si dice che gli indirizzi e i criteri programmatici dovranno tenere conto della necessità di recuperare a fini abitativi il patrimonio edilizio esistente - siamo d'accordo -, favorendo politiche integrate di riqualificazione urbana e del sistema delle infrastrutture, di miglioramento dei servizi e dell'accessibilità dei centri storici. Mi faccia capire, Assessore, ma con i soldi dell'edilizia residenziale ricostruiamo marciapiedi e strade? Per poi arrivare al nostro emendamento n. 12, che è chiaro che veniva bocciato dallo "staff" tecnico del nostro Assessore Marguerettaz, quando ce lo hanno comunicato con un sorriso benevolo. Certo, sapevamo che questo era un emendamento che non aveva copertura di spesa finanziaria, ma abbiamo indicato un principio e lo leggiamo anche per risvegliare il Consiglio su tali temi: al finanziamento del comma 1 di cui all'articolo 7, edilizia sovvenzionata, si provvede con finanziamenti integrativi in una misura non inferiore all'1% del bilancio regionale annuale a decorrere dal 2008: questo è un chiaro segnale per risolvere il problema della casa. Si destini l'1% del bilancio regionale per i problemi dell'emergenza abitativa, per i problemi che sappiamo essere principi, che sono il diritto alla casa delle popolazioni, delle istanze sociali che non hanno la possibilità di accedervi dal punto di vista economico in maniera autonoma; si destini, si faccia un provvedimento coraggioso, perché ha ragione il collega Salzone quando parla di celare la realtà, di fare attenzione che questa legge regionale, che vorrebbe risolvere qualche problema e invece non lo risolve... l'emergenza abitativa...

Mi pare che in questi anni l'allegoria di Benares: "io non vedo, io non sento, io è meglio che non parlo" sia attribuibile ai 3 responsabili da questi anni delle politiche abitative regionali: l'Assessore Cerise, il Presidente dell'ARER e il Sindaco di Aosta, quasi come a figurare l'Assessore Cerise "io non sento", infatti non ha sentito nulla di quello che si è detto in III Commissione o, meglio, non voleva sentire nulla di scomodo quando nelle audizioni categorie sociali e sindacali individuavano delle criticità della legge. Il Presidente dell'ARER, dott. Caracciolo, "non vede" che attorno a lui l'emergenza abitativa cresce, nonostante tutti i proclami dell'emergenza abitativa sconfitta, del fatto che si costruiranno 80 alloggi nel Quartiere Dora. Da quando ero in Comune di Aosta prima, e in Consiglio regionale oggi... degli 80 alloggi nel Quartiere Dora ne sento parlare da 6 anni, sono sempre i soliti! Non so se il collega Lattanzi si ricorda quando eravamo insieme, si parlava degli 80 alloggi ancora nel Quartiere Dora, sono sempre quelli del 1995 che si ripetono ogni anno! Naturalmente non si è arrivati al paradosso di tagliare il nastro 3 volte come l'Autostrada del sud, ma gli 80 alloggi sono quelli che, se si poteva avere il miracolo delle Nozze di Cana, potevano essere 860 e via dicendo, ma sono sempre quelli! Il terzo Signore di Benares, quello che "è meglio che non parlo", è il Sindaco di Aosta. Perché dico questo? Perché oggi abbiamo sentito, in Consiglio comunale avevamo già denunciato prima che ci sono quasi... pensavo che i numeri fossero 80, eravamo fermi a 81 alloggi non occupati, non perché con problemi, no, ma perché non messi mai nella disposizione dell'edilizia residenziale pubblica, 80 alloggi vuoti... sappiamo oggi dal collega Salzone che non sono 80, ma 100 e forse anche di più.

Un altro paradosso è quello della vendita degli alloggi di ERP, di cui abbiamo in questo Consiglio denunciato le storture per cui si compra un alloggio a una cifra "X", è stato acquistato nel 1998 quell'alloggio che è stato oggetto di dibattito in Consiglio, poi lo si rivende con un "escamotage" a 6-7 volte, un alloggio che prima era di edilizia residenziale pubblica. Paradossalmente si fanno accordi con privati per reperire sul libero mercato alloggi che dovremmo pagare o affittare dal libero mercato e intanto noi ne vendiamo. È chiaro che, per rispondere ai problemi dell'emergenza abitativa, ma anche non in emergenza abitativa perché il problema riguarda grandi strati sociali della popolazione, ci vuole un patrimonio di edilizia residenziale pubblica forte, e non che pian piano viene eroso dalle vendite o dai provvedimenti di vendita che in alcuni casi potrebbero essere per assegnatari con redditi molto alti.

Ancora un'osservazione sul disegno di legge: questo provvedimento non ha dato ordine alla differenza fra intervento e settore, ci dispiace, perché avevamo fatto delle osservazioni. Nell'articolo 6 le categorie di intervento mettono insieme edilizia sovvenzionata, convenzionata, agevolata con emergenza abitativa, mettono insieme il sostegno alle locazioni con il concorso nella copertura delle morosità. Non si risolve il problema della disparità di presenza nella nostra Regione di "zone bianche", dove in alcuni casi di ERP non se ne vuole parlare.

Abbiamo presentato una serie di emendamenti, perché crediamo sia indispensabile almeno discutere di tali cose, parlare delle ricadute che non avrà questa legge regionale, e del disordine che avrà, perché lo abbiamo apprezzato in Commissione, del fatto che questa legge regionale ha molti commi che ripetono commi delle altre leggi regionali che sono in vigore. Esprimiamo insomma, come molte categorie in Commissione hanno fatto, il nostro giudizio negativo su questo disegno di legge, si poteva lavorare e fare meglio.

Presidente - La parola al Consigliere Fiou.

Fiou (PPD-VDA) - Sono un po' affannato nel preparare un intervento a questo punto, perché stavo lavorando su un altro punto all'ordine del giorno: lavoro fin da ieri, e ne ho parlato anche con l'Assessore Marguerettaz, ad un intervento riguardante il "PREFIN". Volevo mettere in evidenza la debolezza delle motivazioni alla base dell'annullamento del "PREFIN", volevo dire qualcosa in proposito soprattutto per segnalare la fluidità della situazione politica che costringe questo Governo e la sua maggioranza a vivere alla giornata, a non cimentarsi con la prospettiva al di là degli appuntamenti elettorali. Oggi mi sono accorto che le occasioni per verificare la fluidità della situazione politica ormai ci vengono presentate ad ogni momento durante il dibattito, quando si evidenziano situazioni di incomprensione, quando non "bracci di ferro" anche all'interno della maggioranza stessa. È vero che ormai siamo in campagna elettorale, ciò che emerge però dalle varie "fibrillazioni" è che vi è un punto sul quale credo tutti dovremmo riflettere: è la quasi assoluta mancanza di strategie politiche che tendano a costruire una situazione politica più avanzata e più stabile, che permetta di affrontare gli appuntamenti che tale situazione propone, ma soprattutto gli impegnativi problemi che la Comunità valdostana pone, e questo lo dico non pensando solo alla maggioranza.

Ciò che è successo nella prima fase della discussione su questo punto è un episodio piuttosto pesante: abbiamo assistito alla presentazione della relazione ufficiale e direi di quella che è una controrelazione molto circostanziata, atta a scardinare tutto quanto contenuto sia nella relazione ufficiale, sia nella legge presentata dalla Giunta che mi pareva sostenuta dal resto della maggioranza; mi chiedo cosa vuol dire tutto questo. È forse la voglia di far saltare le alleanze su cui si regge l'attuale Governo regionale? Di fronte ad un intervento così pesante, uno potrebbe anche pensarlo. Oppure le difficoltà di rapporto fra le varie forze si ripresentano a più riprese, anche senza fare riferimento a quanto è avvenuto in preparazione alle elezioni comunali di Courmayeur, e si ripetono a cadenze abbastanza ravvicinate; oppure è solo una vendetta personale di qualcuno che vede di non essere ammesso a svolgere magari il desiderato ruolo su una materia, su cui vorrebbe contare in base ai suoi trascorsi - i riferimenti personali lo farebbero pensare -; oppure è una forzatura magari condivisa da tutto il gruppo "Stella Alpina", non soddisfatto dalle risposte che le altre forze alleate danno alle sue rivendicazioni e qui potrei continuare a farmene tante di domande di questo tipo. Sono convinto che le risposte non sia il caso che io le ricerchi oggi e che qualcun altro le ricerchi, penso che gli appuntamenti impegnativi ravvicinati ce le forniranno in maniera precisa. Dico che ce le forniranno anche se voglio risottolineare questo: non mi pare vi siano molte "chances" che tali risposte sciolgano i nodi di cosa succederà della Valle d'Aosta a valle dell'appuntamento dei referendum e di quello del 2008, su cui in termini progettuali vi sono dei grandissimi silenzi, mentre magari vi sono molti proclami distruttivi...

Voglio tornare alla legge in discussione. Questa situazione credo che metta in imbarazzo chiunque voglia affrontare l'argomento in termini costruttivi, perché rischia di passare come chi vuole fare da puntello dall'una o dall'altra parte. Mi sforzerò di perseguire la scelta che io e il mio collega Ferraris abbiamo fatto di porci in maniera critica sì rispetto alle proposte della maggioranza, ma con un atteggiamento costruttivo se non altro nei confronti della Comunità valdostana, a cui il provvedimento in oggetto è rivolto. Accantonando i momenti generali di confronto politico, rimandando soprattutto tali questioni al momento in cui il confronto politico generale ci permetterà di riflettere con più tranquillità e soprattutto ci permetterà di riflettere su cosa succederà dopo quello strappo che ci ha visti buttare fuori dalla maggioranza, strappo a cui le attuali forze che sostengono il Governo hanno fattivamente contribuito. Non li ritengo gli unici responsabili, ma a cui anche loro hanno contribuito per mere questioni di potere. Non tocca a me rispondere puntualmente alle questioni sollevate dal collega Salzone, mi guardo bene dal farlo, mi limito ad un giudizio molto generale della legge. È vero che tale provvedimento è un intervento parziale, come qualcuno ha già sottolineato: la materia dell'edilizia pubblica e dei problemi della casa meriterebbe un testo unico, ma chiederlo a questo punto credo sia velleitario. Siamo a fine percorso, abbiamo iniziato la campagna elettorale, siamo alle soglie di una votazione, i tempi per un testo generale che faccia un ragionamento complessivo su questa materia pur se importante... ritengo fazioso chiederlo in questo momento.

Considero un altro punto di debolezza quello di non aver preso in considerazione - ma sta nell'ambito del ragionamento generale - un'attenzione più puntuale, visto che parliamo di recuperi nella legge, nei confronti della questione dei recuperi dei centri storici; mi pare che altre realtà regionali abbiano cominciato a ragionare su interventi che favorirebbero in maniera più consistente questi recuperi, soprattutto guardando alle iniziative nei confronti delle parti in comune dei caseggiati, che favorirebbero una realtà come la nostra, dove la frammentazione alle volte è un ostacolo molto importante nei confronti di un recupero dei caseggiati stessi.

Fatte queste notazioni molto brevi di critica il nostro giudizio su tale legge è però un giudizio positivo, per cui io voterò - purtroppo da solo, perché il mio collega, per impegni personali importanti, non sarà presente oggi pomeriggio - questo provvedimento con convinzione, perché è un intervento che ha tutta una serie di indicazioni concrete, che vanno incontro ai problemi reali della casa e ai bisogni di chi anela ad avere degli aiuti quando è in difficoltà in proposito al tema casa.

Non voglio andare oltre, perché non vorrei essere scambiato per un Consigliere di maggioranza, però faccio ancora alcune osservazioni. Mi pare vi sia di questi tempi una certa vocazione a portare degli esempi particolari di situazioni di disagio per trarre delle indicazioni di carattere generale. Ho ascoltato attentamente quanto ha detto il Consigliere Salzone stamani e tutte le cifre che ha riportato, l'ho sentito riportare tantissime cifre relative a statistiche ISTAT del campo nazionale, ai dati della povertà... Da quanto mi risulta, per le cifre che ho letto relative alle ricerche locali per quanto riguarda la casa, non siamo in queste situazioni disastrate. Abbiamo il grosso problema di avere una presenza di case corposa, ma anche una presenza di case inutilizzate altrettanto corposa, quindi le soluzioni valdostane dovrebbero andare nella direzione - e questa legge mi pare che guardi proprio di favorire soluzioni di utilizzo del patrimonio edilizio esistente nella nostra Regione. Avevo richiamato la tendenza ad andare ad individuare la situazione di chi dorme dentro un'utilitaria perché non ha la casa, dell'anziano che ha una pensione da fame, del lavoratore precario... e nel cercare di esasperare queste situazioni facendole diventare casi generali, qualcuno tenta di richiamare soluzioni e quindi allocazione di risorse tutte in tali questioni settoriali, non mettendo mai le questioni settoriali tutte insieme per riuscire a governare tutti i processi... Sono infatti convinto, collega Salzone, che, se utilizzassimo solo la casa come settore di intervento di ammortizzatore sociale, che andremmo a facilitare molte situazioni di disagio e a risolverle tutte, ma dovremmo investire lì tutte le risorse a disposizione, senza andare a vedere le altre situazioni in cui dobbiamo destinare le risorse. Così come le rivendicazioni sulle pensioni o altre questioni portate a certi livelli di esasperazione riescono ad essere convincenti se ragioniamo sul solo settore, non lo sono più se dobbiamo governare i processi nel suo complesso e credo che forze di Governo debbano porsi il problema di un equilibrio di intervento. Vi è poi un altro aspetto: le risposte non devono guardare solo alla capacità di andare a risolvere un singolo problema, perché questo porta i singoli in qualsiasi momento di necessità a chiedere al pubblico di risolvere il proprio problema, il pubblico deve riuscire a dare una rete di garanzie equilibrate, ma che diventino anche di sollecitazione ai singoli di essere loro attori nel recupero della propria situazione di disagio. Non vado oltre, qualche spunto di riflessione l'ho messo in campo, ma quello che volevo sottolineare è che, pur riconoscendo a questa legge qualche margine di settorialità perché qualche pezzo non lo ha messo in conto, la stessa dà moltissime risposte concrete e importanti, se non la facessimo andare avanti, rimanderemmo nel tempo la soluzione di problemi importanti della popolazione valdostana.

Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.

Lattanzi (CdL) - Intanto ho ascoltato con attenzione l'ultimo intervento del collega Fiou, che per metà del suo intervento si è chiesto perché il gruppo "Stella Alpina" non vota a favore di questa cosa, se è un fatto personale o è un fatto politico - mettiti il cuore in pace, stai all'opposizione ancora un po', non scalpitare non hai opportunità almeno su tale argomento! -, mentre solo nella parte finale del suo intervento si è occupato di questa legge, concludendo con un'affermazione: se non mandassimo avanti tale legge, non si darebbe una risposta strutturale importante al concetto dell'emergenza casa in questa Regione. Siamo partiti esattamente da tale ultima considerazione, ma in forma di domanda: attraverso l'approvazione di tale legge daremo una risposta concreta al bisogno dell'emergenza casa in questa Regione? Da lì siamo partiti e, ammettendo una certa ignoranza sugli argomenti, perlomeno non potendo attingere alle culture che invece il collega Salzone ha stamani ben espresso nel suo intervento, la nostra impressione è che vi siano tante norme, tanta burocrazia e poco contenuto. L'impressione è che la struttura del disegno di legge sia ancora una volta una visione dirigistica del problema, lontana dalla realtà, da una realtà che sta modificandosi velocemente anche in Valle d'Aosta e che è vista dall'Amministrazione regionale più come un fastidio da risolvere e far sottacere che un problema da affrontare. Lo dico perché in tale disegno di legge si fa largo uso di terminologie come programmazione, pianificazione triennale, programmi operativi triennali, coordinamento dei disegni di legge, ma alla fine un testo unico su questa materia non c'è.

Questa materia rimarrà dopo l'approvazione di tale disegno di legge ancora una materia largamente spezzettata per responsabilità, per riconoscimento di chi deve, per responsabilità, affrontare il tema e dare una risposta a quei cittadini che hanno realmente bisogno: sul "realmente bisogno" aprirei una parentesi forse poco piacevole, perché si collega ad un'altra riflessione. Il Consigliere Salzone stamani ci ha dato un'illustrazione dei dati ISTAT, della povertà presunta o certificata; non so quanto sia vero quel dato, perché i dati sono fatti per essere letti e soprattutto interpretati, certamente il disagio è crescente dall'evento dell'euro, da quando 1.000 euro non sono più 1 milione di lire, da quando gli stipendi non riescono a far fronte alle esigenze di una povertà relativa. Sappiamo bene che c'è una povertà sostanziale: quelli che non arrivano a fine mese per il mangiare, cibo e calore, accanto alla quale c'è chi fatica ad arrivare a fine mese e non è contento perché non riesce a comprare la felpa a suo figlio da 200 euro della "Nike", quindi è un problema di percepito della povertà. In quei dati c'è molto di questi studi che vengono fatti con grandi campioni e, a mio avviso, con grande superficialità, mentre a volte abbiamo un contatto diretto con la realtà della povertà e sono quelli che ci vengono a trovare negli uffici con situazioni economiche disastrose, che ci vengono a chiedere di intervenire presso l'Assessorato, perché con lo stipendio non riescono a pagare l'affitto di 6-700 euro al mese, perché da poco magari è subentrata una separazione, che è il vero cataclisma della nostra Regione, in testa a tutte le graduatorie di separazioni. Si parla tanto della famiglia, ma in questa Regione abbiamo il record assoluto delle separazioni, che creano dei danni economici spaventosi che dobbiamo affrontare come singoli Consiglieri, ma credo che l'Assessore ne abbia una colonna infinita di problematiche da affrontare, di persone che, proprio per effetto di una separazione, vivono un disagio economico sia da parte del marito, che deve sostenere con i contributi, e a volte non riesce, i figli perché il giudice stabilisce giustamente delle quote, che sono insostenibili però per chi ha un reddito solo, sia per la moglie o la donna che si trova con i bambini da allevare e che non ha sufficienti risorse perché deve fare il part-time e con 750 euro al mese non si riesce a mantenere i figli, anche con l'aiuto del marito che a volte arriva, altre volte no, per cui ci sono i tribunali pieni di contenziosi. La vera criticità delle famiglie valdostane sull'emergenza casa deriva in gran parte da queste situazioni: perdita di lavoro o separazioni. Due grandi temi che non so se sono racchiusi in quelle analisi ISTAT, ma certamente sono presenti a noi perché le viviamo in maniera quotidiana. Quante siano le famiglie in Valle d'Aosta vittime di queste cose... sicuramente non sono le 62 che giustamente il collega Salzone faceva notare essere quelle ufficiali, perché le 62 le abbiamo viste noi singolarmente, diverse ognuno di noi per ambiti politici e per conoscenze; quindi questa ho il sospetto che non sia una legge che riesce a dare una risposta tempestiva importante. Da questa legge poi uno si aspetta di poter avere un punto fermo, un osservatorio per capire qual è il bene patrimoniale che la Regione ha attraverso le Comunità montane e i Comuni, qual è il bene che si può mettere a disposizione di tale esigenza. Non abbiamo un censimento dei patrimoni da mettere a disposizione, sappiamo di centinaia di alloggi vuoti, pubblici che non vengono assegnati per le più disparate motivazioni che si riconducono a una sola causa: la burocrazia! Che è imperante in questa Regione, nei Comuni e nelle Comunità montane, ed è un oggetto sociale disturbante della libertà e del quieto vivere in questa Regione. Con tale provvedimento non si va verso la sburocratizzazione, ma la sensazione è che la si aumenti, è che questa legge sia fatta da chi a Palazzo regionale pensa in termini burocratici e risolvere un problema, ma non dà risposte tempestive alla soluzione di tale problema, perché, quando si immagina di costruire e quindi la preoccupazione è quella di come razionalizzare gli investimenti di edilizia abitativa, è quella dell'impresa edile che deve pianificare le costruzioni da qui a 3 anni, facendo integrare esigenze di tipo diverso, non è la preoccupazione di chi dice: "ma a queste famiglie che sono in mezzo a una strada noi quando gli diamo la risposta, fra 3 anni?". Ammetto la genericità delle mie osservazioni, ma credo di poter essere scusato perché ho premesso che, non essendo un tuttologo, a tale settore mi sono approcciato come Consigliere, alla luce delle sollecitazioni che le vere povertà di questa Regione ci hanno segnalato.

Altra osservazione: questa poteva essere la legge che ci dava l'opportunità di regolamentare gli aiuti sia in termini di alloggi, sia in termini di contributi. A tale riguardo apro una parentesi: Assessore, in una precedente interpellanza avevo segnalato l'inopportunità etica, morale, politica di scrivere alle persone: "Grazie al mio interessamento e alla mia presentazione della sua domanda di contributi in Giunta, lei è beneficiato di un mio contributo che io le faccio arrivare", firmato Alberto Cerise. Le avevo sottolineato l'inopportunità di questa procedura, che invece non solo continua, ma addirittura è peggiorata con terminologie che sono veramente da "politburo", inaccettabili, sia sotto l'aspetto politico burocratico, sia etico morale! Non è accettabile che lei scriva alle persone, che già devono venire alla Regione, con il cappello in mano, con grande umiliazione a chiedere un contributo, che sappiamo essere un processo applicativo di una legge dove lei "c'entra come i fichi secchi", perché fanno tutto gli uffici dell'Amministrazione regionale, che lei porta in Giunta, perché li porta a mazzette alte così... e dopo lei manda la lettera rivendicando il merito del contributo di 200 euro sull'affitto che la persona riceve. È una cosa che ritengo disdicevole, non voglio usare altri termini, perlomeno non allineata ad una visione di correttezza ed onestà intellettuale che dovrebbe contraddistinguere un amministratore pubblico, che sa bene di non gestire risorse sue, ma risorse di un'intera Amministrazione regionale, destinate per effetto di una legge che regolamenta in termini amministrativi i processi di finanziamento. Non vi è nulla che lei possa fare se quelle famiglie non hanno i criteri per ricevere i contributi, quindi è inutile che lei continui a scrivere alle persone che è grazie al suo interessamento se hanno percepito il contributo, perché questo è disdicevole; non dico altro.

Poteva però essere questa legge un'occasione: quella di affrontare alcune "magagne" della legge n. 39, che regolamenta le assegnazioni degli alloggi e dei contributi. Tanto per essere chiari, le nuove povertà si rivolgono oggi a 2 aspetti: le povertà delle famiglie valdostane che ho detto prima dovute a mancanza di lavoro, o perché viene a mancare il posto di lavoro per mobilità, o perché in bassa valle si chiudono le aziende, o perché ci sono delle separazioni; la povertà dell'immigrazione, dove sta crescendo un disagio, perché molte delle famiglie valdostane non riescono ad avere i contributi che vanno quasi interamente destinati agli immigrati. È sufficiente essere residente da 24 mesi in Valle d'Aosta per beneficiare delle graduatorie sia nell'assegnazione degli alloggi che dei contributi per gli affitti e a questo prima o poi dovremo "metterci mano"; per quanto riguarda la mia parte politica, è inaccettabile! È inaccettabile che gli Italiani e i Valdostani che per 50 anni hanno costruito una ricchezza che permette loro di mantenere un ammortizzatore sociale che aiuti le famiglie valdostane nel momento di bisogno, pur comprendendo che la società valdostana ha anche bisogno dell'immigrazione... è inaccettabile che la gran parte di questi contributi vada a famiglie di extracomunitari che vengono qui con l'allargamento della famiglia, 7-8 persone senza reddito, che scalano le graduatorie dei contributi e "senza battere ciglio" si ritrovano con la casa, con il contributo e le famiglie valdostane in mezzo a una strada! Questo per la parte politica che rappresento lo sente come un bisogno forte, è una cosa su cui bisogna "mettere le mani" immediatamente! Intanto perché non è accettabile che la fatica che hanno fatto le famiglie valdostane per creare una ricchezza venga regalata a chi a questa Comunità ancora non ha dato nulla, comincino a dare qualcosa, si cerchino lavoro e con il loro stipendio affrontino l'affitto di una casa, comincino a diventare cittadini italiani e allora cominceremo a dargli degli aiuti, ma prima di quel momento non è, per quanto ci riguarda, accettabile. Era questa quindi una legge che poteva anche cominciare ad affrontare tale problema, che è veramente sentito, non chiacchiere, non organizzazione di piani triennali, di preoccupazioni di edilizia abitativa o di come stanziare i fondi.

Sui fondi "caliamo un velo pietoso", istituiamo un fondo unico, ma dove i soldi la Regione non ce ne mette per questa roba cerca di sfruttare le risorse di fuori, ma la domanda che dobbiamo farci è perché la Regione è in difficoltà ad affrontare investimenti di questo tipo. Lo è perché è in difficoltà negli investimenti in tutti i settori: economico, turistico, industriale, perché non ha più risorse per gli investimenti, quindi la risposta è molto semplice. È in difficoltà per gli investimenti, perché ormai la spesa corrente è al 70%, il restante della parte non corrente è vincolato. Manovre e flessibilità di bilancio per fare investimenti non ce ne sono, si cerca di fare un fondo unico dove si faranno convogliare i fondi nazionali e magari quelli europei, se ci mettiamo qualcosa, lo portiamo via ai Comuni, ma ormai le risorse della Regione, anche se sembra assurdo: 4mila miliardi, 2 miliardi di euro, non bastano! La macchina è talmente gigantesca, i piani di spesa corrente diretti e indiretti, regionali e pararegionali sono talmente grandi che non ci sono più manovre di bilancio per fare investimenti di un certo tipo, quindi anche l'Assessore competente deve andare a risicare i 20 milioni che fa passare come se fossero delle cifre spaventose che all'interno di un bilancio da 4mila miliardi sono poco meno dell'1%. "Non c'è tanta trippa per i gatti", si cerca di fare burocrazia quando non si possono affrontare i problemi reali, si cerca di costruire dei fondi di danaro quando si sa di non averli, si crea una cassa, ma nel cassetto poi i soldi non ci saranno e ciò ci fa dire che questa è un'occasione persa. È un'occasione persa perché non si è voluto affrontare in maniera strutturale il problema, perché abbiamo letto gli articoli e, cercando di immaginare l'applicazione di questa legge, non siamo riusciti ad immaginare come alla ragazza madre che ci ha visitato la settimana scorsa, con 2 figli, separata, le cambia la situazione. La risposta è: non cambia, questa è in mezzo a una strada e vi rimarrà per i prossimi 3 anni. Cosa avremmo dovuto fare per tirarla fuori dalla strada? Avemmo dovuto fare dei provvedimenti d'urgenza per modificare la legge attuale che non funziona, non costruire un altro "carrozzone" burocratico che non risolverà il problema del cittadino.

Per tali argomentazioni non possiamo condividere questo disegno di legge, né nella forma, ancora burocratica e ancora burocratese, ma neanche nella sostanza, perché con questa non cambierà per le persone che hanno bisogno assolutamente nulla, mentre rimarranno i privilegi per chi ancora in questa valle nulla ha fatto, ma la prima cosa che impara quando arriva in Italia è di andare al patronato del sindacato per capire come funziona la legge, per avere il sostentamento e un minuto dopo è a Palazzo regionale con un foglio che in mezzo italiano ci chiede: "Scusate, l'Ufficio per gli alloggi e gli aiuti...?", questo lo imparano subito appena vengono in Italia. Mio padre, quando è venuto in Valle d'Aosta, la prima cosa che ha imparato non è stato chiedere un contributo alla Regione, ma mettersi a lavorare ed è quello che ha fatto per allevare 3 figli.

Presidente - La parola al Consigliere Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Devo ammettere che sono 2 giorni che mi gira la testa, perché sono d'accordo con l'intervento del collega Salzone, in parte con quello del collega Lattanzi e non sono d'accordo con l'intervento del collega Fiou e voi capite che può esserci il rischio che a uno giri la testa...

Un'altra cosa è che mi sembra di essere su un'altalena, nel senso che, per quanto riguarda la casa, siamo in pieno regime di libera concorrenza e di mercato, perché non si costruiscono a sufficienza case di edilizia convenzionata, ma fra poco parleremo di una legge che con il mercato non ha niente da spartire perché tutela la corporazione dei maestri di sci. Anche qui una volta secondo delle opportunità politiche... c'è il "Movimento terra" in questo caso delle imprese, che fanno pressione sui sindaci e non ci sono mai le aree per l'edilizia convenzionata - poi do ragione al Consigliere Borre, il problema non è solo di aree, è di ristrutturazione di vecchie abitazioni -, mentre le aree per costruire per libero mercato a scapito delle aziende agricole... lì "andiamo a nozze"! Ecco perché c'è il "Movimento terra", che fa capo al movimento di maggioranza politica ed è questo che crea l'immobilismo, Consigliere Vicquéry, nel senso che "stelle filanti" stanno emergendo, in questa Regione per tutti stanno emergendo le contraddizioni! Abbiamo una fetta del bilancio sugli impianti a fune - ieri ne abbiamo parlato -, non abbiamo una fetta, se non delle miserie, sull'edilizia convenzionata e abbiamo fette incredibili di denaro su opere edili magari inutili dove non servono o sono controproducenti. Faccio un esempio: fra la statale di Quart e la Dora andando verso Nus c'era un'area agricola, in poco tempo sono state costruite 28 villette, evidentemente vi è una necessità di abitazioni che fa il pari con quanto ha detto il collega Salzone. C'è necessità di abitazioni per la fascia - fortunati loro! - di utenza che si può permettere di comprare questi alloggi, ma è una piccolissima fascia dell'emergenza abitativa che ci troviamo di fronte, lo ha detto bene il Consigliere Salzone, come pure il Consigliere Venturella. Ma pensiamo di sopperire all'emergenza abitativa con il libero mercato, lasciando invadere le aree agricole perché i sindaci fanno parte del movimento che fa parte del "Movimento terra", a scapito dell'agricoltura, quindi vediamo come si restringono le aree dell'agricoltura, a scapito della ristrutturazione dei villaggi e dei centri storici? È questa la politica del movimento di maggioranza? Se si proietta tale cosa fra una decina di anni, vorrei che traeste voi la conclusione di cosa farete voi della nostra terra! I dati sulla povertà: io non mi rendo conto... con un reddito pro capite che abbiamo, stiamo parlando di persone che non arrivano a fine mese e noi dobbiamo umiliarli stanziando un milione di euro, che dovrebbe essere un'emergenza, invece scopro che ormai si fa tutti gli anni, sull'emergenza abitativa! Abbiamo un sacco di Valdostani che devono venire in Regione a chiedere l'elemosina perché non arrivano alla fine del mese a pagare l'affitto... e non siamo capaci a far fronte a queste problematiche? Evidentemente non si vuole.

Abbiamo parlato ieri di nuova legge sulla montagna, attenzione, non sto "mescolando capra e cavoli", fa tutto il pari perché, se si parla di strategia, si scopre che, risanando nelle fasce collinari i centri abitati, escono fuori le abitazioni a prezzo convenzionato per chi è a basso reddito, esce fuori la possibilità di decentrare il lavoro, esce fuori la possibilità di integrare turismo e nuovi lavori e rivitalizzazione dei centri storici per costruire un pezzettino di un'alternativa alla crisi dello sci. Ecco dove bisogna mettere i soldi, ma non è che devo dirvelo io, dovreste essere voi ad arrivare qui con delle proposte strategiche, perché siete voi che avete la responsabilità per questi 30 anni di quel che succede in questa Regione! Noi diamo dei suggerimenti, vedo che "entrano da un orecchio e escono dall'altra parte", però non regge più il giochino di avere il partito dell'immobiliare e del "Movimento terra" e poi alle finali della "Bataille des reines" tutti in fila a premiare le mucche! Andate a vedere cosa pensa di voi la gente! È troppo comodo, quando ci sono le "Batailles des reines", mettersi in fila a fare le foto e poi permettere che il "Movimento terra" eroda tutte le aree agricole, per venire incontro agli interessi del "Movimento terra" che "fa a pugni" con l'agricoltura! E il "Movimento terra" costruisce non edilizia convenzionata, anzi facciamo una legge che va ad "ingrassare" questo "Movimento terra", perché andiamo a dare soldi alla gente che non riesce a pagare l'affitto alla fine del mese perché gli affitti del "Movimento terra" sono troppo alti! Se facciamo... i costi di costruzione... e non ci metto lì dentro il lavoro a nero di una buona fetta di imprese, perché non è giusto criminalizzarle tutte: da una parte, si fa lavorare in nero; dall'altra, i prezzi vanno alle stelle, si costruisce solo per una fascia di popolazione e il resto la si "lascia a piedi", ma questo che lo faccia un'impresa nel libero mercato, per quanto riguarda la sua attività, è più che sacrosanto, ma che la politica permetta ed incentivi questo a scapito dei bisogni di tante persone - ripeto: i dati vi sono stati dati stamani e oggi pomeriggio dal Consigliere Venturella - no! Diciamo meglio, altrimenti rischiamo che io mi scaldo, il Consigliere Salzone è stato più tranquillo... ma poi non vi sia nessuna efficacia di stesse cose dette in 2 modi diversi.

Un consiglio alla maggioranza: cominciate a "mettere le mani" su questi problemi, perché di comitati per l'abitazione il sottoscritto, assieme ad altri, ne ha già costituiti nei decenni precedenti, parliamo del '70 con l'occupazione di Palazzo Narbonne. È stato creato un "polmone" per quegli abitanti che sono andati provvisoriamente ad abitare nei condomini di Santa Rita in Corso Ivrea e da lì è nato il quartiere di Viale Europa. Indipendentemente dal sottoscritto, i comitati si possono costituire, poi, collega Fiou, non si venga a dire che sono marginali, che sono parziali, perché le giustificazioni non reggono, le persone si aggregano sui bisogni e non sulla demagogia del Consigliere Bortot o del Consigliere Salzone che non ne ha fatta, o di Ugo, o della Dina. La gente si aggrega in base ai bisogni e noi abbiamo le risorse economiche per far fronte a questi bisogni e come le utilizziamo? Ripeto: tale giochino non regge più! Se volete poi prendere questo come un consiglio va bene, se lo volete prendere come un intervento dell'opposizione, per cui "lasciamo perdere, vediamo che finisca in fretta perché abbiamo altri interessi di clientela da portare avanti", per carità!

Ho ancora un paio di cose da dire. Su questo do ragione al collega Lattanzi. Se guardate il capo I, articolo 1, punto n. 3, dice: "gli interventi edilizi posti in essere in attuazione della presente legge perseguono obiettivi di qualità e di vivibilità dell'ambiente interno ed esterno all'abitazione, coerentemente con le finalità di contenimento dei costi di costruzione e di individuazione di soluzioni di architettura ecocompatibile e di risparmio energetico". A una prima lettura superficiale non si può che essere d'accordo, ma c'è un piccolo particolare: che se si vuole risparmiare energia, gas, GPL e gasolio, nella casa bisogna investire di più, altrimenti buttiamo acqua in un secchio bucato; quindi anche chi ha scritto questa cosa... c'è una contraddizione, qui c'è un metodo vecchio di concepire la casa popolare come la casa che deve costare meno in assoluto, non tanto per creare disagio a chi ci va ad abitare, perché è un povero Cristo, gli diamo già una casa non può anche "romperci le balle", ci mancherebbe altro! C'è una contraddizioni in termini, ossia o noi investiamo seriamente non risparmiando soldi, ma facendo i lavori che sono necessari, il risparmio viene dopo, ma non sull'investimento per costruire le abitazioni e questa legge, oltre che non ci sono i soldi, nasce già per un verso molto vecchia.

Vi ho detto: il segnale è mandato, non è più possibile permettere che nei paesi vadano avanti speculazioni, vada avanti il partito immobiliare e ripeto che l'impresa ha diritto di fare il suo mestiere, ma, quando con la compiacenza dei sindaci si restringono le aree agricole invece di ristrutturare e non si costruisce edilizia convenzionata, vuol dire che il mercato va su e le abitazioni costano sempre più care, a discapito di chi ne ha bisogno e non se le può permettere. La Valle d'Aosta non è a disposizione del "Movimento terra", che si "ingrassa" molto in fretta, ma è la terra di tutta la popolazione e la Regione deve intervenire con l'edilizia convenzionata per riportare i prezzi al livello giusto. Se non c'è concorrenza - ma guardate se uno come me deve farvi la lezione sulla concorrenza - e le imprese costruiscono in regime di monopolio, non sarà chiedendolo per favore che diminuiscono il prezzo delle abitazioni se sono loro che hanno in mano il mercato, il mercato lo fa la domanda e l'offerta e l'offerta è tale rispetto a una fascia di domanda che è più che appetibile, salvo poi lasciar fuori il 90% della domanda proprio perché, nella misura in cui non c'è concorrenza, i prezzi si alzano e rimane fuori una grande fascia di popolazione che non ha i soldi per acquistarsi un'abitazione a quei costi. Non veniamo poi a piangere sull'abbandono della montagna. C'è qualche paese in questa Regione che è intervenuto per il recupero? Vediamo allora cosa è successo in questi paesi della nostra Regione, portiamo gli altri a vedere, andiamo ad incrementare tale fattore, ristrutturiamo e credo che con le ristrutturazioni gli impresari possono lavorare lo stesso, non erodiamo aree agricole e abbattiamo i costi di mercato delle abitazioni che sono all'inverosimile!

Si dà atto che dalle ore 16,52 assume la Presidenza il Presidente Perron.

Président - La parole au Conseiller Secrétaire Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Per dare un po' di dati che riguardano la lettura dei comunicati che la nostra Amministrazione periodicamente diffonde attraverso le agenzie di stampa. Ho fatto una piccola ricerca e cosa si diceva nel luglio 2005? Ci si riferiva allora ad "Emergenza senza fine" ("La Stampa"), si diceva che erano 745 le richieste d'aiuto, la metà circa arrivava dalle donne, quello che diceva il collega Lattanzi era stato suffragato nel 2005. Sempre nel 2005 ad ottobre un altro lancio di agenzia diceva che erano raddoppiate dal 2001 al 2005 le richieste di contributo per le spese di affitto. Il 3 luglio 2006 viene istituito dalla Regione, e l'Assessore Cerise ne dà contezza, un gruppo di lavoro per l'emergenza casa; viene spiegato nell'articolo poi cosa succede. Dopo neanche 10 giorni si dice che l'edilizia sovvenzionata era in affanno e il 20 luglio 2006 l'Assessore Cerise, sempre in un lancio di agenzia, afferma: "lavoriamo per superare l'emergenza casa, la Giunta regionale è consapevole che il settore dell'edilizia residenziale pubblica deve essere riformato per rispondere alle nuove esigenze sociale ed ovviare a quanto non è stato fatto in passato..." - chi c'era? Forse il gruppo "Rifondazione Comunista" al Consiglio regionale? - "... per questo ho elaborato un disegno di legge unico ed organico in materia di edilizia residenziale" ed è proprio quello che noi vi abbiamo chiesto e che ci avete negato! Il 31 - 11 giorni dopo - lei vola a Roma ed incontra il Ministro Ferrero, cosa gli chiede? Proprio perché i soldi non ce li ha, anzi non li vuole mettere, anzi li spende in altre cose... quanto costano in più le rotonde in Valle d'Aosta? Venti volte di più. L'agenzia di stampa dice: "Cerise sollecita risorse dal Governo centrale", ad un certo punto però "coup de foudre" il nostro Assessore è fulminato sulla via di Damasco da una visione e dice il 4 ottobre: "Casa, politiche regionali hanno sconfitto l'emergenza!". Lo ha detto lei ad ottobre 2006, ma com'è che qui parliamo ancora adesso di emergenza abitativa, di problemi? Infine il 9 ottobre 2006 - mi fermo qui perché l'elenco sarebbe impietoso per la Giunta -: "Ancora alloggi nel Quartiere Dora". Io ne ho sentito parlare nel 1993, 1994, 1995, ogni tanto spunta fuori la notizia che qualche Assessore all'ambiente, al territorio, ai lavori pubblici dice: "ci saranno 78 alloggi nel Quartiere Dora", sempre i soliti! Questo per dire che abbiamo chiesto un disegno organico, lo avevate annunciato e non lo avete fatto, avete dichiarato che le politiche regionali hanno sconfitto l'emergenza abitativa e non lo avete fatto; questi sono i risultati. Vi avevamo chiesto alcune cose e ce le avete negate, però i comunicati roboanti li avete fatti un anno fa. Non vi è la volontà di risolvere, anzi c'è la volontà di far discutere il Consiglio con provvedimenti che sono parziali, che non si pongono il problema in senso generale della questione.

Presidente - Se nessun altro chiede di intervenire, dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha chiesto la parola il Consigliere Borre.

Borre (UV) - Ringrazio i colleghi che sono intervenuti con interventi pacati, specie quello del collega Salzone.

Vorrei solo ricordare che non è stata fatta premura forse negli ultimi tempi per portare in votazione... perché questa legge risale a maggio, è stata portata in Commissione diverse volte, ci è stato chiesto di lavorarci sopra, ci siamo fermati quasi un mese e mezzo - agosto e metà settembre -, dopodiché proposte concrete di modifica della filosofia della legge non ne sono arrivate, ma le giustificazioni le accetto... chi mi dice: "il mio gruppo non poteva portare delle modifiche perché non si condivideva l'impostazione della legge", però me le vedo arrivare in Consiglio; se non erano interessanti in Commissione, non dovevano neanche esserlo qui. Il collega Salzone ha ricordato dei momenti che anch'io ho vissuto con lui, la legge n. 39... per me è stata una grossa vittoria quella di riuscire a cominciare a parlare anche nei Comuni limitrofi. È vero che non hanno dato risposta, ma abbiamo fatto sì che abbiano iniziato a parlarne. Gli altri fuori forse più sensibili hanno risposto, ma oggi con questa legge vengono chiamati tutti i Comuni a rispondere.

Mi dà la sensazione che la legge non sia stata approfondita articolo per articolo nei vostri interventi, perché si dice che è una legge di principi, ma, per fortuna, vi sono dei principi che poi portano anche degli obiettivi. Questa è la prima volta che si fa una programmazione con un piano triennale, quindi, se andate a leggere nella pianificazione tutti i principi e i fabbisogni primari, trovate le risposte ai problemi che avete sollevato, che dite che non esistono. Il discorso delle risorse: l'articolo 5, comma 2, lettera c), parla di risorse regionali che verranno destinate con la finanziaria in base al piano triennale, quindi non mettiamo delle risorse adesso che sono insufficienti, ma si farà un piano triennale e, in base ad esso, la Regione metterà i soldi che mancano, visto... se ci sono i versamenti degli altri enti.

Edilizia sovvenzionata: l'articolo 7 per rispondere ai meno abbienti, prevede la promozione di "interventi diretti ad incrementare il patrimonio di edilizia...", quindi con l'acquisto e con nuove costruzioni, con la ristrutturazione. Per favorire l'acquisto della prima abitazione... lo dicevano i Consiglieri Bortot e Salzone... è vero che c'è solo una fascia che può oggi acquistare e diventa sempre più piccola, perché oggi acquistare un alloggio è sempre più costoso e anche pericoloso visto quello che accade con i mutui; comunque l'articolo 9 con le lettere a), b) e c) risponde a questa richiesta. Per favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente, quindi opportunità di nuovi alloggi con riqualificazione nel tessuto urbanistico, perché la legge n. 6 non è stata cancellata da tale provvedimento, quindi la legge n. 6 dà dei contributi a chi ristruttura e affitta ad equo canone...

(interruzione del Consigliere Segretario Venturella, fuori microfono)

... quanti lo fanno... ma non è colpa nostra se il mercato non risponde. La legge è stata fatta, adesso abbiamo sentito nelle audizioni degli imprenditori che sono molto contenti di questa legge, ci auguriamo che altri rispondano. Forse sarà mancata l'informazione, avremo bisogno di dare più informazione su tale tipo di possibilità.

La massima attenzione al risparmio energetico... è un elemento di non poco conto, perché stiamo parlando tutti di risparmio energetico, quindi incentivare... il Consigliere Bortot diceva: "si vuole incentivare, ma non si mettono i soldi", questo non è vero perché si dice che la Giunta andrà a modificare i parametri di costo di costruzione, vuol dire che aumenteranno le possibilità di modifica dei costi di costruzione. Perché tutti non possono avere risposta nell'edilizia pubblica, articolo 13, e non possiamo pensare di avere più di metà del patrimonio abitativo edilizio vuoto, c'è una legge che dà la possibilità di affittare e quindi incentiva il proprietario, incentiva l'inquilino; mi sembra che sia una risposta non indifferente. Non penso che si possa dire che questa legge è insensibile all'emergenza. Per rispondere anche al collega Lattanzi, tale provvedimento distingue i momenti delle emergenze abitative, vi sono quelle contingenti dovute a cassa integrati e incidenti sul lavoro, ai divorzi che è il caso più eclatante, questi vengono affrontati con degli strumenti, poi vi sono le altre emergenze abitative che sono quelle sociali...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

... l'articolo 3... il fatto più importante che ritengo sia contenuto in questa legge è il coinvolgimento dei Comuni. Si cerca di andare verso quel passaggio culturale, se vogliamo, che il problema casa è di tutti i Comuni e della Regione insieme, quindi ci deve essere un momento di solidarietà e di partecipazione. I Comuni vengono chiamati a questo momento nel coinvolgimento del piano triennale, perché non devono essere solo sentiti... ma d'intesa con l'Amministrazione regionale per lavorare sul piano triennale.

Ritengo che forse leggendola più attentamente e senza volere a tutti i costi essere minoranza o maggioranza, si possa trovare in questa legge quegli obiettivi che da tempo ci prefiggevamo: dare una risposta alla politica della casa.

Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.

Cerise (UV) - Permettetemi di esprimere un ringraziamento a tutti coloro che sono intervenuti in tale dibattito, naturalmente un ringraziamento particolare ai membri della III Commissione per aver seguito con attenzione l'iter di questa legge, aver dato un contributo sostanziale alla sua comprensione, anche se poi il risultato pare non sia stato ottenuto, e anche per degli apporti significativi che ho percepito e che ho condiviso... sia per quanto riguarda le proposte di emendamento avanzate dal collega Salzone come dal collega Stacchetti.

Volevo enunciare quelli che ritengo essere i punti di forza di questa legge. Permettetemi di fare ancora una considerazione: con tale provvedimento raggiungiamo una tappa molto importante del nostro programma di maggioranza, diamo una risposta concreta al problema casa, che costituiva uno dei problemi più importanti del nostro programma di legislatura e che consideriamo un elemento di grande rilevanza sociale anche per questioni di equità e per fare in modo che questa Regione sia attenta a tutti gli strati sociali, perché una Regione che è considerata come una Regione di ampio benessere, anche in questo settore, deve dare una risposta in maniera tale che i cittadini possano accedere alla casa in maniera adeguata al contesto.

Per me oggi è un giorno molto importante, come lo è per la maggioranza, perché, contrariamente a tutte quelle affermazioni demolitorie di tale impianto, questa legge darà delle risposte significative ed efficaci.

Qualche considerazione merita poi fare, anche per sfatare certi miti, rispetto ad accuse che ho sentito rivolgere, alcune volte confuse, altre con atteggiamenti da "zombi". Va tutto bene nel dibattito politico, ma qualche annotazione volevo farla al riguardo. Ho apprezzato quell'azione di autopromozione che ha fatto il collega Salzone per la sua opera in tale settore: questo mi consentirà di aumentare la stima nei suoi confronti e di stimolarlo a dargli degli aiuti in questo senso. Volevo però far presente che io nel 2003 ho trovato una situazione più catastrofica di quella che qui è stata illustrata e vorrei al riguardo citare qualche dato. Qui si sono fatte una serie di elucubrazioni, ma dati pochi, si è fatto confusione qualche volta fra dati nazionali, regionali, a seconda di come veniva comodo e i punti di vista venivano incrociati più per generare una sorta di confusione e uno stato d'animo che mi è sembrato quasi patetico, più che portare un vero contributo alla discussione. Vi do un dato: fra il 1998 e il 2002 sono state accolte 75 domande di emergenza abitativa, dal 2003, quando ci siamo insediati noi, disattenti nei confronti della casa...., ad oggi sono state complessivamente accolte 122 domande, quasi il doppio di quando c'erano i grandi scienziati che si occupavano della casa, e c'erano Giunte che erano molto attente... In questo momento rimangono in graduatoria qualcosa come 51 nuclei familiari, di cui 37 ad Aosta. Vengo adesso da una riunione con alcuni sindaci, quei pochi casi che abbiamo in alta Valle verranno risolti e i 37 casi del Comune di Aosta sono già risolti con un accordo firmato dal Presidente della Regione, con il quale il Comune di Aosta metterà a disposizione qualcosa come 49 alloggi; quindi avremo già 12 alloggi già in grado di dare delle risposte a futuri 12 casi di emergenza abitativa. Può darsi che questa sia inefficienza, ma, secondo me, è programmazione, efficienza, disponibilità, anzi è pianificare le future esigenze, ma questo non è che un piccolo dato, perché volevo fare qualche piccola annotazione. È vero, collega Venturella, che lei ha sentito parlare tante volte degli 80 alloggi al Quartiere Dora, ma quegli alloggi, se nel 2004 questa Giunta non metteva a disposizione 5 milioni di euro, erano ancora lì da partire! Queste allora sono state risorse di tale Amministrazione che sono state destinate per fare qualcosa che era programmato, ma che non partiva mai.

Lei ha citato un mio incontro con il Ministro Ferrero: è stato uno degli incontri più deludenti non solo per me, per tutti i rappresentanti delle Regioni e vi risparmio cosa disse, perché quella sì fu veramente una cosa patetica, ma cosa andammo a dire con le altre Regioni al Ministro Ferrero? Andammo a dire che il sostegno all'affitto della legge n. 431 era completamente ignorato dallo Stato, in particolare da un Governo del Centro-Sinistra, tant'è che il buon Berlusconi, con tutti i suoi difetti, ci aveva messo più soldi di quanto non faceva il buon Ferrero che arrivò con la bandierina dei Palestinesi e anche perché nel 2000 per il sostegno all'affitto si spendeva, a fronte di un fabbisogno complessivo di 520mila euro, 365mila euro. Volete sapere a quanto siamo ad oggi, visto che siamo disattenti ai problemi della casa? Ve lo do io l'ultimo dato: a fronte di un bisogno complessivo di 1.904.000 euro, abbiamo dato 1.904.000 euro, il 100% delle esigenze! E questo succede in un'unica Regione d'Italia: la nostra! "Cattivi, brutti, incapaci, inefficienti, disattenti ai problemi della casa", ma questa è la verità, non sono "pistolotti demagogici" o discorsi sconclusionati, anche se appassionati, come quelli del Consigliere Bortot che - portate pazienza - non ho capito cosa ha voluto dire...

Bortot (fuori microfono) - ... non è la prima volta...

Cerise (UV) - ... farò dei corsi serali per interpretarti, ma la verità è questa; quindi 100%, potrei citarvi anno per anno, ma ve lo risparmio, era solo per dire che, se ci sono delle risposte che sono piene e totali, sono quelle che ha dato questa Giunta.

Un dato ancora per concludere tale nota di premessa: nel 2003 si è speso per la casa 31 milioni di euro, e sto parlando di una serie di interventi per prima casa: mutui prima casa, recupero centri storici e quant'altro. Oggi siamo a 10 milioni di più: questo vuol dire che ogni anno abbiamo incrementato gli investimenti per la casa di 2 milioni l'anno, naturalmente poco... 41 milioni di euro, collega Squarzino, ha capito bene? E abbiamo esaurito tutte le graduatorie di richieste di mutui prima casa, abbiamo esaurito tutte le richieste di ristrutturazione e restauro dei centri storici, naturalmente tutto questo non conta, ma tutto questo significa che alla quantità di domande si è data la totalità di risposte e il risultato è zero, non abbiamo "lasciato a piedi" nessuno: questo non è evidentemente importante, ma questi sono dati.

Quali sono allora i punti di forza di tale provvedimento? Intanto la perfetta coerenza con il programma di maggioranza, andatevelo a leggere: abbiamo detto che volevamo dare delle risposte coerenti con le necessità sul territorio e abbiamo fatto degli studi, peraltro recuperando e attivando l'ARER in un'azione che non ho trovato precedentemente, perché mi pare che fra Assessorato e ARER fra il 1998 e il 2003 il dialogo era inesistente, non lo dico io, lo dicono i miei uffici! Finalmente con l'ARER abbiamo trovato una capacità di risposta, gli abbiamo dato degli incarichi e loro ci hanno dato dei risultati. Può darsi che fosse così anche prima, non lo so...

(interruzione della Consigliera Squarzino Secondina, fuori microfono)

... nessuno me li ha chiesti, me li chieda e io glieli do. Lei non c'era neppure in Commissione, quindi non capisco cosa... quando mi sono stati chiesti, ho sempre fornito tutti i dati dall'A alla Z. Abbiamo fatto puntualmente una ricognizione sul territorio per quanto riguardava l'esigenza in termini di emergenza abitativa o in termini di alloggi e via dicendo, sulla base di questo abbiamo intavolato un discorso con i Comuni, altro punto di forza di tale disegno di legge. Premetto che tale provvedimento nasce, contrariamente a quanto dice qualcuno, con un tavolo di lavoro che vede riuniti Regione, Comuni, Comune di Aosta, ARER, Associazione di categoria per elaborare il disegno di legge; tutti fessi, incapaci, inutili? Mi pare non sia il caso di lasciarsi andare a valutazioni di questo tipo, perché non stiamo censurando l'operato del Governo regionale: stiamo censurando l'operato di un gruppo di lavoro che seriamente ha lavorato per un unico scopo, mettendo sul tavolo le varie esigenze, condividendo i propri bisogni con i bisogni degli altri e cercando delle soluzioni condivise. Vi è quindi una trattazione organica della materia, vi è un'introduzione della programmazione di settore con la partecipazione peraltro di tutti i soggetti coinvolti; l'intesa per esempio per l'approvazione del piano triennale che non mi pare una banalità, la Consulta che è chiamata in causa proprio per esprimere il proprio parere sul piano triennale, la costituzione di un unico fondo così banalizzato è invece un altro grande punto di forza, perché avere un fondo significa poter pilotare le risorse in funzione delle esigenze contingenti. Qualcuno stamani ha fatto riferimento a certe evenienze che sono quelle che possono colpire delle famiglie, coinvolte in processi di disoccupazione, di chiusura di una fabbrica o cose del genere: con cosa si possono affrontare queste situazioni se abbiamo dei fondi che sono già congelati e canalizzati? Si fa se abbiamo una specie di risorsa alla quale attingere per dare una risposta puntuale a quella emergenza e non una situazione di carattere generale. Tutta la disciplina dell'emergenza abitativa è completamente rivista e vi assicuro che l'emergenza abitativa è un flusso, nel senso che è una di quelle situazioni che non si risolve, perché, come tu hai risolto dei problemi, se ne affacciano altri, c'è un flusso continuo di queste problematiche.

Il vero problema - come qualcuno ha detto - è quello di disgiungere l'emergenza abitativa dai problemi di disagio sociale, l'ho detto altre volte; ecco perché ci vuole una stretta connessione fra quello che stiamo facendo ed è la ragione stessa del gruppo di lavoro, come uscire da tale meccanismo, perché questo è difficile, ossia attribuire a quella che è la casa da quello che è il problema... Alcuni casi, che sono stati riportati anche dalla cronaca giornalistica, non sono problemi di emergenza abitativa, sono problemi di disagio sociale e il problema della casa non risolve il problema contestuale in cui vivono! Il problema è più generale, è una situazione di disadattamento alla società che va affrontata con delle politiche sociali e poi anche con la casa, altrimenti quegli edifici diventano delle catacombe, diventano dei problemi.

Ancora: l'adeguamento alla normativa per favorire il risparmio energetico e anche la possibilità di avere dei progetti sperimentali; l'introduzione del concetto di categoria sociale, che peraltro è anche brutto sotto certi punti di vista, perché nessuno di noi vorrebbe essere inserito nell'ambito di una fascia sociale, ma tiene conto che ci sono delle categorie sociali che hanno bisogno di risposte per tale tipo di problemi, ma, se non le collochiamo in un certo ambito, rischiamo di fare confusione.

Vi è poi il sostegno alle locazioni: credo che questo sia un grandissimo ed importantissimo intervento, perché con degli interventi relativamente modesti, oggi siamo quasi a 2 milioni di euro, vediamo adesso la coda in Assessorato di persone che vengono a chiedere il sostegno all'affitto... ma, se non vi fosse questo sostegno all'affitto, avremmo delle code di persone che verrebbero a chiedere l'alloggio perché sfrattati, perché impossibilitati a pagare l'affitto! Attenzione, per poter dare questo aiuto, gli affitti devono essere trasparenti, deve essere tutto logico. Qualcuno ha detto - può essere vero e abbiamo cercato di fare dei monitoraggi - che questo potrebbe fare da volano per far lievitare gli affitti, ma allora o abbiamo a che fare con una società di disonesti, o cosa facciamo? Perché ad un certo punto quando il padrone di casa aumenta l'affitto, è vero che c'è una ricaduta negativa, d'altra parte lui pagherà più di tasse, per cui ci sono anche dei "do ut des". Noi abbiamo cercato di capire, ma abbiamo visto che questo nella sostanza non lo abbiamo poi così accertato, stiamo facendo ancora degli approfondimenti.

L'attualizzazione della legge n. 33... anche qui chi ha vissuto queste esperienze, parlo di professionisti, di gente come voi, di lamentele che ho ricevuto e di contenziosi che ho avuto in ufficio, peraltro con dei colleghi di Giunta questa differenza che c'era fra restauro e ristrutturazione che non si capiva dove finiva uno e cominciava l'altra, abbiamo cercato di perseguire insieme l'obiettivo con lucidità cercando di far cadere dei distinguo che erano artificiosi e sovente complicavano la procedura, quindi semplificazione. Naturalmente anche qui c'è la supervisione da parte della Sovrintendenza e abbiamo differenziato l'entità degli aiuti in funzione dell'essere o non essere un edificio di pregio.

Un altro punto di forza è che qui l'aiuto verso questi organismi che gestiscono tali alloggi per sostenere le difficoltà che hanno nei confronti della morosità, questa è una logica di sistema, nel senso che uno aiuta l'altro perché questo dà delle risposte, altrimenti, se non si incassano i soldi, loro vanno in crisi e anche questo è un elemento di supporto. Questa è una buona legge, è una legge che dà delle risposte, è una legge che onora gli impegni assunti da tale maggioranza e onora anche il lavoro della stessa, che la porta a termine in coerenza con gli impegni assunti.

Président - Nous pouvons passer à l'examen des articles Je rappelle que la IIIe Commission a exprimé son avis favorable à la majorité sur le nouveau texte, ainsi que la IIe, et également le CPEL. Il y a des amendements qui ont été présentés, que je vous ai déjà résumés. Je rappelle que nous votons sur le texte prédisposé par la IIIe Commission. A l'article 1er il y a l'amendement du collègue Borre, qui récite:

Emendamento

All'articolo 1, lettera i), del disegno di legge n. 173 sostituire al secondo alinea dopo "con i Comuni" la parola "proprietari di " con "sul cui territorio sono ubicati".

La parole au Conseiller Borre.

Borre (UV) - L'ho già illustrato nella relazione, perché non può essere nei Comuni che hanno alloggi di edilizia residenziale perché non pagano già l'ICI, ma Comuni in cui ci sono alloggi di edilizia residenziale, la differenza è solo quella. I Comuni proprietari di alloggi di edilizia residenziale non pagano già adesso l'ICI, solo per i Comuni in cui ci sono alloggi di edilizia residenziale.

Président - Je soumets au vote l'amendement du collègue Borre:

Conseillers présents et votants: 29

Pour: 29

Le Conseil approuve à l'unanimité.

Président - Je soumets au vote l'article 1er dans le texte ainsi amendé:

CAPO I

DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 1

(Oggetto e finalità)

1. La Regione, considerando il diritto alla casa bene primario per tutta la comunità, promuove una serie coordinata di interventi di interesse generale e di carattere sociale, tesi a:

a) incrementare e riqualificare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica;

b) favorire il recupero o la costruzione di immobili da locare a canone convenzionato;

c) agevolare l'acquisizione della prima abitazione, con priorità per gli alloggi ricompresi in edifici esistenti, eventualmente da recuperare;

d) promuovere il recupero di centri e nuclei abitati di interesse storico e ambientale;

e) incentivare gli interventi finalizzati al risparmio energetico e all'uso di materiali da costruzione tipici del contesto ambientale;

f) sostenere finanziariamente i meno abbienti che abitano in locazione alloggi di proprietà pubblica o privata;

g) risolvere, anche con interventi straordinari, gravi e imprevedibili emergenze abitative presenti nei Comuni o espresse da particolari categorie sociali;

h) attivare iniziative di informazione e di studio sui fenomeni abitativi nella Regione;

i) attivare iniziative con i Comuni sul cui territorio sono ubicati alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) per giungere ad intese finalizzate alla riduzione dell'imposta comunale sugli immobili (ICI) relativamente al patrimonio dell'Azienda regionale per l'edilizia residenziale-Agence régionale pour le logement (ARER), istituita ai sensi della legge regionale 9 settembre 1999, n. 30.

2. Le politiche abitative regionali devono integrarsi con le iniziative promosse dai Comuni, singolarmente o in forma associata, in materia edilizia e di riqualificazione urbana e concorrono, prioritariamente, al recupero del patrimonio edilizio esistente, in particolare nei centri storici.

3. Gli interventi edilizi posti in essere in attuazione della presente legge perseguono obiettivi di qualità e di vivibilità dell'ambiente interno ed esterno all'abitazione, coerentemente con le finalità di contenimento dei costi di costruzione e di individuazione di soluzioni di architettura ecocompatibile e di risparmio energetico.

4. Al perseguimento delle finalità di cui alla presente legge, oltre alla Regione, concorrono, ciascuno nel proprio ambito di competenza, i seguenti soggetti:

a) l'ARER;

b) i Comuni, singolarmente o in forma associata;

c) le cooperative edilizie;

d) le imprese di costruzione;

e) i privati, singoli o associati;

f) gli altri enti pubblici interessati;

g) l'Unione piccoli proprietari immobiliari (UPPI) e gli altri sindacati di categoria.

Conseillers présents: 29

Votants: 25

Pour: 25

Abstentions: 4 (Bortot, Fontana Carmela, Squarzino Secondina, Venturella)

Le Conseil approuve.

Président - Il y a l'amendement n° 1 du groupe "Arcobaleno", qui récite:

Emendamento

Dopo l'articolo 1 è inserito il seguente:

"Articolo 1bis

(Comitato per l'edilizia abitativa)

1. Presso la struttura regionale competente in materia di edilizia residenziale pubblica, di seguito denominata struttura competente, è istituito il Comitato per l'edilizia abitativa (CEA).

2. Al CEA spettano i seguenti compiti:

a) proporre alla Giunta regionale iniziative connesse con i piani pluriennali previsti dalla presente legge;

b) formulare pareri in ordine ai piani di cui alla lettera a) ed agli eventuali aggiornamenti;

c) promuovere attività di ricerca e di studio e quant'altro risulti d'interesse per il settore dell'edilizia abitativa.

3. Il CEA è composto da:

a) l'assessore regionale competente in materia di edilizia residenziale pubblica, con funzioni di presidente;

b) il dirigente della struttura competente, con funzioni di vicepresidente;

c) tre consiglieri designati dal Consiglio regionale, di cui uno appartenente alle minoranze;

d) un rappresentante dei lavoratori designato dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative;

e) un rappresentante delle organizzazioni degli imprenditori scelto fra tre nominativi indicati uno ciascuno dalle tre organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative;

f) due rappresentanti del Consiglio permanente degli enti locali (CPEL) di cui uno in rappresentanza del Comune di Aosta;

g) il presidente dell'ARER;

h) un rappresentante delle cooperative edilizie;

i) un rappresentante degli ordini e dei collegi professionali degli ingegneri, degli architetti, dei geometri, dei periti industriali e degli agronomi;

j) il direttore dell'ARER.

4. Le funzioni di segretario sono svolte da un funzionario della struttura competente.

5. Il CEA è nominato dalla Giunta regionale e resta in carica per la durata della legislatura. Qualora, entro il termine di trenta giorni dalla richiesta di designazione, gli enti e gli organismi interpellati non provvedano a designare i propri rappresentanti, il CEA è nominato dalla Giunta regionale prescindendo dai membri dei quali manchi la designazione, purché sia raggiunta la maggioranza dei componenti. La Giunta regionale provvede all'integrazione del CEA a seguito delle designazioni che siano effettuate oltre i termini di cui al presente comma.

6. Per ciascuno dei membri di cui al comma 3, lettere d), e), f), g), h) e i), gli enti o gli organismi interessati designano un membro supplente.

7. I membri supplenti partecipano alle sedute del comitato solo in caso di assenza o di impedimento del rispettivo membro titolare.

8. Il Presidente, ove lo ritenga opportuno, può di volta in volta invitare a partecipare alle riunioni del CEA, senza diritto di voto, tecnici ed esperti o rappresentanti di enti ed associazioni particolarmente interessati.

9. Le adunanze del comitato sono valide con la presenza della maggioranza dei suoi componenti e le relative deliberazioni sono valide se adottate con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto del presidente.

10. La partecipazione alle sedute del CEA è gratuita.".

La parole au Conseiller Secrétaire Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Questo emendamento è derivato dalle audizioni in Commissione, perché, nonostante ciò che dica l'Assessore Cerise sulla Consulta, crediamo che, proprio in virtù di quanto dice l'articolo 1, che detta precise finalità, che parla di iniziative e di programmi, che parlerà poi di pianificazione e programmi operativi, vorremmo che fosse istituito il Comitato per l'edilizia abitativa, naturalmente abolendo la Consulta che ha dato dimostrazione di un problema. In Commissione abbiamo audito i rappresentanti della Consulta che avevano, secondo l'Assessore Cerise, partecipato alla stesura di questo disegno di legge, che hanno presentato degli emendamenti. Non capiamo allora per quale strano meccanismo i componenti della Consulta hanno lavorato nella Consulta per l'elaborazione del disegno di legge e dopo pochi mesi sono gli stessi che presentano degli emendamenti, delle osservazioni, non solo le organizzazioni sindacali, ma anche le associazioni di categoria; ho qui tutti gli appunti di diverse associazioni di categoria. Cosa vorremmo? Questo è un emendamento che va nella direzione di fondare un Comitato per l'edilizia abitativa, di renderlo più snello e di pensare che tale Comitato per l'edilizia abitativa in definitiva entra nella pianificazione regionale, al fine di dare le indicazioni precise nel senso degli interventi da fare, indichi delle priorità e indichi dei finanziamenti. È un comitato formato da un rappresentante per ogni categoria, che potrebbe rappresentare una novità nel panorama delle diverse consulte, comitati che ogni tanto affollano la nostra Amministrazione.

Président - Je soumets au vote l'amendement n° 1 du groupe "Arcobaleno":

Conseillers présents: 29

Votants: 26

Pour: 4

Contre: 22

Abstentions: 3 (Fiou, Lattanzi, Tibaldi)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - A l'article 2 il y a les amendements n° 2, n° 3 et n° 4 du groupe "Arcobaleno".

La parole au Conseiller Secrétaire Venturella.

Venturella (Arc-VA) - L'emendamento n. 2 è in riferimento a ciò che si diceva prima, quando si parla di risorse di finanziamenti per l'edilizia residenziale abitativa, per la politica in generale dell'edilizia abitativa, invece, secondo noi, la lettera c), comma 2, articolo 2 dà la possibilità a chi volesse distrarre alcuni fondi di farlo dall'edilizia residenziale a degli interventi sul sistema delle infrastrutture: parlo di urbanizzazione primaria, di miglioramento dei servizi, di accessibilità dei centri storici... ma con i soldi per le politiche abitative si rifanno i marciapiedi e le strade? Ecco perché chiediamo che la lettera c) chiuda alla parola "favorendo politiche integrate di riqualificazione urbana" e che tutto il resto venga cassato.

Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.

Cerise (UV) - Mi sembra che nel fare questa osservazione non si tenga conto della realtà, nel senso che i fondi siano destinati al recupero dei centri storici "non ci piove"; la seconda parte del comma dice: "favorendo politiche integrate di...", cosa significa? Significa che, se non si favoriscono delle politiche integrate, si rischia di non avere il volano per fare gli interventi di ristrutturazione, perché è chiaro che, nel momento in cui tu promuovi il recupero dei centri storici, ma non hai l'accesso alla viabilità, non hai i servizi, rendi più difficile quell'intervento, mentre, quando si dice "favorendo politiche integrate di...", significa che l'intervento deve essere il motore per fare una riqualificazione e rendere vivibile tutto il contesto: questa è la logica!

Président - Je soumets au vote l'amendement n° 2 du groupe "Arcobaleno", qui récite:

Emendamento

Alla lettera c) del comma 2 dell'articolo 2 le parole "e del sistema delle infrastrutture, di miglioramento dei servizi e dell'accessibilità dei centri storici" sono soppresse.

Conseillers présents: 30

Votants: 27

Pour: 4

Contre: 23

Abstentions: 3 (Fiou, Lattanzi, Tibaldi)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - La parole au Conseiller Secrétaire Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Gli emendamenti n. 3 e n. 4 decadono perché erano in collegamento con "su proposta del CEA".

Presidente - Gli emendamenti n. 3 e n. 4 del gruppo "Arcobaleno" sono decaduti; ne do rispettivamente lettura per il verbale:

Emendamento

Alla lettera f) del comma 2 dell'articolo 2 sono aggiunte, infine, le parole "; a tale scopo sono destinate le risorse aggiuntive stabilite annualmente dalla Giunta regionale su proposta del CEA;".

Emendamento

Al comma 3 dell'articolo 2, le parole "sentita la Consulta regionale della casa di cui all'articolo 20 della l.r. 30/1999" sono sostituite dalle parole "sentito il CEA".

Pongo in votazione l'articolo 2:

Consiglieri presenti: 30

Votanti: 27

Favorevoli: 24

Contrari: 3

Astenuti: 3 (Fontana Carmela, Lattanzi, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Président - A l'article 3 il y a l'amendement n° 5 du groupe "Arcobaleno".

La parole au Conseiller Secrétaire Venturella.

Venturella (Arc-VA) - L'emendamento n. 5 fa riferimento ai programmi operativi triennali, non riusciamo a capire perché esiste una pianificazione triennale, che ci potrebbe andare bene... e invece come fatto in altri settori un conto è la pianificazione triennale, un altro è il programma operativo. Perché non lo possiamo fare annualmente, così potremmo destinare annualmente le risorse per quell'anno. Perché il programma operativo che è più esecutivo è anch'esso triennale? Non si potrebbe - il nostro emendamento va in questo senso - stabilire la pianificazione regionale che è in 3 anni e poi fare i programmi operativi annuali? Il nostro emendamento chiede di trasformare i POT in POA.

Président - La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Cerise.

Cerise (UV) - Il problema si lega al bilancio. Il bilancio di previsione è un bilancio triennale, di conseguenza tu fai il programma, la pianificazione la fai sulla base di un programma triennale e, siccome il bilancio di previsione è comunque triennale, ecco che... ma questo non impedisce che annualmente siano individuate le risorse.

Président - Je soumets au vote l'amendement n° 5 du groupe "Arcobaleno", qui récite:

Emendamento

All'articolo 3 e all'articolo 5 le parole "programmi operativi triennali (POT)" sono sostituite, ovunque ricorrano, dalle parole "programmi operativi annuali (POA)".

Conseillers présents: 30

Votants: 27

Pour: 4

Contre: 23

Abstentions: 3 (Fiou, Frassy, Tibaldi)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - Je soumets au vote l'article 3:

Conseillers présents: 28

Votants: 26

Pour: 22

Contre: 4

Abstentions: 2 (Frassy, Tibaldi)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 4:

Conseillers présents: 30

Votants: 23

Pour: 23

Abstentions: 7 (Bortot, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 5:

Conseillers présents: 30

Votants: 23

Pour: 23

Abstentions: 7 (Bortot, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Le Conseil approuve.

Presidente - All'articolo 6 vi è l'emendamento n. 6 del gruppo "Arcobaleno".

La parola al Consigliere Segretario Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Questo emendamento sostituisce l'articolo 6 del disegno di legge. Ancora in Commissione avevamo avuto dei dubbi, non solo io, ma anche autorevoli componenti la maggioranza sull'opportunità o non opportunità di non citare nelle categorie di intervento l'edilizia agevolata e sull'opportunità di citare il recupero del patrimonio edilizio esistente che più che una categoria è una tipologia. Vorrei far riferimento anche alla disciplina dell'articolo 31 della legge n. 457/1978, che prevede categorie di intervento molto specifiche, non per scendere in polemica, ma non ho capito come si fa a classificare come categorie ad esempio insieme all'edilizia convenzionata e sovvenzionata anche il recupero del patrimonio edilizio esistente; casomai il recupero è una tipologia che mi serve dei 2 tipi di categorie: questo glielo avevamo detto in Commissione, non siamo stati ascoltati, da qui l'emendamento. Come si fa a mettere sullo stesso piano per analogia o per omologazione le iniziative di sperimentazione con, ad esempio, l'edilizia convenzionata e sovvenzionata, che credo siano ormai nella loro... ossia crediamo che tale articolo 6 non faccia chiarezza, non riusciamo a capire come si possano mettere queste lettere dalla a) alla g); ho capito che sono settori in cui la Regione interviene con finanziamenti, ma come si fa a renderle omogenee dal punto di vista delle componenti intrinseche stesse delle categorie?

Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - "Ad adiuvandum". La mia domanda è: il recupero del patrimonio edilizio esistente quale finalità persegue? È una finalità di edilizia sovvenzionata, convenzionata, prima abitazione, sperimentazione? È diversa rispetto a queste o è all'interno? Voglio capire il recupero quale finalità della legge persegue, non è un recupero generico credo, ma deve essere finalizzato. A quale finalità è finalizzato tale recupero?

Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.

Cerise (UV) - Vorrei solo richiamare l'articolo 1 del provvedimento che è stato approvato: "... promuovere il recupero di centri e nuclei abitati di interesse storico e ambientale; incentivare gli interventi finalizzati al risparmio energetico e all'uso di materiali da costruzione tipici del contesto ambientale; sostenere finanziariamente i meno...", ma come no! Questi sono gli obiettivi, allora nelle finalità della legge ritroviamo che attraverso il recupero del patrimonio edilizio esistente si arriva anche a promuovere il recupero di centri e nuclei abitati di interesse storico e ambientale. Così come attraverso le iniziative di sperimentazione, che sono anche sollecitate e che possono anche essere finanziate come obiettivo... d'altra parte uno degli scopi della legge è quello di far ricorso a fonti energetiche alternative... comunque questo è il motivo per il quale noi le abbiamo messe e così rimangono.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 6 del gruppo "Arcobaleno", che recita:

Emendamento

L'articolo 6 è sostituito dal seguente:

"Articolo 6

(Settori di intervento)

1. Il piano triennale e i relativi POA individuano le risorse finanziarie da destinare ai seguenti settori di intervento in materia di politica abitativa:

a) edilizia sovvenzionata;

b) edilizia agevolata;

c) edilizia convenzionata;

d) prima abitazione;

e) concorso nella copertura della morosità;

f) sostegno alle locazioni;

g) interventi per categorie speciali di utenti;

h) emergenze abitative.".

Consiglieri presenti: 30

Votanti: 26

Favorevoli: 4

Contrari: 22

Astenuti: 4 (Fiou, Frassy, Lattanzi, Tibaldi)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 6:

Consiglieri presenti e votanti: 27

Favorevoli: 23

Contrari: 4

Il Consiglio approva.

Presidente - Emendamento n. 7 del gruppo "Arcobaleno".

La parola al Consigliere Segretario Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Proprio in riferimento all'emendamento prima e all'emendamento n. 7 che introduce l'articolo 6bis, ricordo che tutti questi interventi, ossia il fatto che non si distinguano categorie di intervento e gli interventi... sono normati già dal DPR n. 380/2001, che dice: "gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente sono così definiti: interventi di manutenzione ordinaria...", ossia credo che gli interventi così stabiliti... va bene, ormai lo avete approvato il vostro articolo 6, devono avere... ecco perché abbiamo introdotto l'articolo 6 bis, perché un conto sono i settori come il recupero... faccio un esempio, il settore è il recupero, ma la definizione degli interventi questa è già stata normata dal DPR n. 380: ecco perché si vedeva male la contemporanea presenza all'interno delle categorie anche del recupero. Credo che questa formulazione vada a "confondere le acque". La maggioranza è sovrana, quindi ci inchiniamo alle decisioni della maggioranza, ma crediamo che non si faccia chiarezza e si confondano categorie di intervento con settori di intervento. Credo che questo emendamento n. 7 sia intimamente collegato con l'emendamento n. 6 che è stato bocciato, e che per questo motivo decaduto.

Presidente - L'emendamento n. 7 del gruppo "Arcobaleno" è decaduto; ne do lettura per il verbale:

Emendamento

Dopo l'articolo 6 è inserito il seguente:

"Articolo 6bis

(Categorie d'intervento)

1. Per la realizzazione dei programmi relativi ai settori di cui all'articolo 6, comma 1, lettere a), b) e c), si fa riferimento alle categorie d'intervento di cui all'articolo 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457 (Norme per l'edilizia residenziale).".

All'articolo 7 vi è l'emendamento n. 8 del gruppo "Arcobaleno". Collega Venturella, vuole illustralo? Non ce n'è bisogno... è decaduto? L'emendamento n. 8 del gruppo "Arcobaleno" è decaduto; ne do lettura per il verbale:

Emendamento

Al comma 2 dell'articolo 7, le parole "l'acquisto, il recupero o la nuova costruzione" sono sostituite dalle parole "le categorie di intervento di cui all'articolo 6bis".

Pongo in votazione l'articolo 7:

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 7 (Bortot, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - Emendamento n. 9 del gruppo "Arcobaleno".

La parola al Consigliere Segretario Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Questo emendamento vuole introdurre categorie di intervento, chiamiamole come le chiama l'Assessore Cerise, perché, secondo noi, manca l'edilizia agevolata, ossia vi sono 3 tipi di edilizia: sovvenzionata, agevolata, convenzionata, perché manca, anche se non ha avuto un successo incredibile, l'agevolata?

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 9 del gruppo "Arcobaleno", che recita:

Emendamento

Dopo l'articolo 7 è inserito il seguente:

"Articolo 7bis

(Edilizia agevolata)

1. La concessione di mutui ad interesse agevolato a favore di cooperative edilizie resta disciplinata dalla legge regionale 28 novembre 1986, n. 56 (Norme per la concessione di finanziamenti agevolati a favore delle cooperative edilizie).".

Consiglieri presenti: 31

Votanti: 27

Favorevoli: 4

Contrari: 23

Astenuti: 4 (Fiou, Frassy, Lattanzi, Tibaldi)

Il Consiglio non approva.

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Venturella sull'articolo 8.

Venturella (Arc-VA) - Articolo 8, edilizia convenzionata, Assessore, rimane? Qui è scritto:

"1. Al fine di favorire il soddisfacimento del fabbisogno abitativo primario, la Regione promuove ed incentiva l'attuazione di interventi di edilizia abitativa convenziona.

2. Gli interventi regionali in materia di edilizia convenzionata restano disciplinati dalla legge regionale 28 febbraio 2003, n. 5 (Incentivi per la realizzazione di interventi di edilizia abitativa convenzionata).".

Questo rimane? Anche la legge regionale n. 56, concernente norme per la concessione di finanziamenti agevolati a favore delle cooperative edilizie, allora rimaneva... perché non è stato messo ed è stato messo questo?

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 8:

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 7 (Bortot, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - All'articolo 9 vi è l'emendamento n. 10 del gruppo "Arcobaleno". Collega Venturella, vuol presentarlo? Non c'è bisogno, è decaduto; ne do lettura per il verbale:

Emendamento

Il comma 3 dell'articolo 9 è soppresso.

Pongo in votazione l'articolo 9:

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 7 (Bortot, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 10:

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 7 (Bortot, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - All'articolo 11 vi è l'emendamento n. 1 dell'Assessore Cerise nella nuova formulazione, sul quale vi è un sub-emendamento presentato dal gruppo "Arcobaleno".

La parola al Consigliere Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Spero sia un problema di dimenticanza e non di contenuto, Assessore, perché l'isolamento acustico per l'efficienza energetica e lo spessore derivante da interventi di isolamento termico e acustico... aggiungere: "ivi comprese le serre solari" dovrebbe essere una questione formale. Chiediamo quindi all'Assessore che accolga questo sub-emendamento al suo emendamento.

Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.

Cerise (UV) - Credo che la proposta sia interessante, ma è la sede che non è opportuna, perché stiamo elaborando adesso un disegno di legge sul risparmio energetico e sul ricorso alle fonti energetiche alternative, quella proposta va messa lì e non qui.

Presidente - La parola al Consigliere Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Rileggo il suo emendamento, Assessore:

"Al fine di favorire, mediante l'utilizzo di materiali certificati, l'efficienza energetica e l'isolamento acustico degli edifici, lo spessore derivante da interventi di isolamento termico e acustico è equiparato a volume tecnico non computabile ai fini edificatori né del rispetto del rapporto di copertura e dell'altezza massima degli edifici".

Le serre solari è automatico che dovrebbero essere comprese in questo emendamento per la questione del volume. A casa mia faccio la serra solare e la faccio per assorbire calore, che è l'equivalente del "cappotto" che faccio per risparmiare le dispersioni: uno è in negativo e l'altro è in positivo.

Presidente - La parola al Consigliere Ottoz.

Ottoz (GM) - Siccome più volte ho posto il problema solo del secondo aspetto sollevato dal collega Bortot, prendo atto che non c'entra con questa legge e non ho nulla da eccepire in merito, ma mi auguro che vi sia l'impegno da parte della Giunta a recepire l'indicazione per la quale le serre addossate a scopo energetico, come definite fra l'altro da una direttiva nazionale, non costituiscono volumetria. Non so se l'Assessore sia in grado di esprimere un parere e prendere impegno di dare una risposta. Mi scuso con l'Assessore, ma siccome è un problema che ho sollevato altre volte e che alcuni Comuni hanno già recepito nei loro regolamenti edilizi, ma non è un fatto generalizzato in Valle per la neghittosità o reticenza o resistenza di alcuni Comuni, prendo atto che non c'entra con questa legge e mi auguro che sia un impegno del Governo quello di intervenire sui regolamenti edilizi con una norma generale che chiarisca tale punto una volta per tutte nell'interesse del risparmio energetico in questa Regione.

Presidente - La parola al Consigliere Stacchetti.

Stacchetti (SA) - Semplicemente per ringraziare l'Assessore Cerise, l'Assessore La Torre, il Presidente Borre e il Capogruppo dell'"Union", Vicquéry, perché su questo emendamento, fortemente voluto e insistito dal sottoscritto quale membro del gruppo "Stella Alpina", dopo alcune insistenze siamo riusciti a trovare un accordo sulla formulazione di un testo semplice che non si presti a dubbi di interpretazione, perché sempre più le leggi sono di difficile interpretazione. Ringrazio per questo impegno che siamo riusciti a concludere.

Presidente - La parola al Consigliere Borre.

Borre (UV) - Visto che il problema non è indifferente, chiederei un attimo di sospensione per ragionarci sopra e capire bene cosa vuol dire questo tipo di serra, perché non vorrei correre il rischio di dimenticare un elemento valido, oppure approvare qualcosa che poi crea problemi anche di struttura edilizia.

Presidente - Il Consiglio è sospeso per 10 minuti.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 18,24 alle ore 18,38.

Presidente - Siamo in condizioni di riprendere i lavori.

La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.

Cerise (UV) - Il mio intervento si rifà alla proposta emendativa di questo sub-emendamento presentato dal collega Bortot. Indubbiamente la sua proposta non è priva di fondamento presa in senso assoluto, quindi è un contributo del tutto apprezzabile. Il problema qui è che entriamo nell'ambito di una materia urbanistica e non solo che non può essere disciplinata con tale semplice aggiunta, perché entriamo in una sfera di competenza dei regolamenti edilizi, a loro volta collegati a una serie di vincoli. La proposta che vorrei fare al Consiglio è questa: non "sine die", ma lunedì posso impegnarmi a mettere in piedi un tavolo con il CELVA, perché i Comuni sono direttamente interessati a questa vicenda, e con il contributo della Sovrintendenza ai beni culturali e con il supporto dell'Ufficio urbanistico sollecitare i Comuni a recepire quella direttiva ministeriale che li sollecitava a realizzare tali serre addossate, in maniera che usciamo con una raccomandazione che non va a ledere le competenze dei Comuni, ma allo stesso tempo li sollecita a fare quello che chiede il collega Bortot, ma in un'ottica che è armonizzata con le norme urbanistiche e paesaggistiche di questa Regione.

Presidente - La parola al Consigliere Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Penso che questa impostazione sia accettabile e quindi ritiriamo l'emendamento. L'importante è che tutti gli uffici, senza accusare nessuno, facciano in fretta, perché abbiamo situazioni sparse per la valle dove questo rappresenta un problema e il rischio è che in certi casi venga considerato aumento di volumetria, il Comune non lo permetta e che venga meno il principio per cui si isola la casa per il risparmio energetico. Ben venga tale gruppo di lavoro che imposti meglio la questione, chiedo che l'Assessore ci riferisca poi in merito al gruppo.

Presidente - Do lettura, per il verbale, dell'emendamento presentato originariamente dall'Assessore Cerise, il cui testo recitava:

Emendamento

Il comma 4 dell'articolo 11 è sostituito dal seguente:

"4. Nelle more dell'adeguamento dei piani regolatori generali comunali ai sensi dell'articolo 13 della legge regionale 6 aprile 1998, n. 11 (Normativa urbanistica e di pianificazione territoriale della Valle d'Aosta), allo scopo di favorire l'aumento dell'efficienza energetica e dell'isolamento acustico degli edifici, l'eventuale spessore dovuto a interventi di isolamento termico e acustico che, con le opportune certificazioni, dimostri il reale risparmio energetico e l'incremento dell'isolamento acustico è equiparato a volume tecnico non computabile ai fini edificatori e, laddove necessario, anche ai fini del rispetto del rapporto di copertura e dell'altezza massima degli edifici.".

Do lettura della nuova formulazione dell'emendamento presentato dall'Assessore Cerise:

Emendamento

Il comma 4 dell'articolo 11 è sostituito dal seguente:

"4. Al fine di favorire, mediante l'utilizzo di materiali certificati, l'efficienza energetica e l'isolamento acustico degli edifici, lo spessore derivante da interventi di isolamento termico e acustico è equiparato a volume tecnico non computabile ai fini edificatori né del rispetto del rapporto di copertura e dell'altezza massima degli edifici.".

L'emendamento del gruppo "Arcobaleno", che era in correlazione con la nuova formulazione dell'emendamento dell'Assessore Cerise, è ritirato; ne do lettura per il verbale:

Emendamento

Dopo "termico e acustico" aggiungere: "ivi comprese le serre solari".

Metto in votazione la nuova formulazione dell'emendamento presentato dall'Assessore Cerise:

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 3 (Frassy, Lattanzi, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 11 nel testo così emendato:

Articolo 11

(Iniziative di sperimentazione e disposizioni per il rendimento energetico in edilizia)

1. Gli interventi di cui all'articolo 1, comma 1, lettera e), sono destinati a promuovere l'impiego di materiali tipici della realtà valdostana e la realizzazione di opere innovative, a carattere sperimentale, perseguendo gli obiettivi della sicurezza, della qualità edilizia, tipologica e ambientale, dell'ecocompatibilità, del risparmio energetico e della bioedilizia.

2. Gli interventi possono riguardare anche progetti finalizzati a sperimentare nuove soluzioni costruttive o organizzative nella tipologia e nella fruizione degli spazi abitati, anche al fine di soddisfare i bisogni delle categorie sociali di cui all'articolo 2, comma 2, lettera d).

3. La Giunta regionale definisce, con propria deliberazione, i requisiti, i criteri e le modalità, anche procedimentali, per la concessione e l'erogazione delle agevolazioni finalizzate alla realizzazione degli interventi di cui al presente articolo.

4. Al fine di favorire, mediante l'utilizzo di materiali certificati, l'efficienza energetica e l'isolamento acustico degli edifici, lo spessore derivante da interventi di isolamento termico e acustico è equiparato a volume tecnico non computabile ai fini edificatori né del rispetto del rapporto di copertura e dell'altezza massima degli edifici.

5. Le esclusioni di cui all'articolo 3, comma 3, lettera a), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 (Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia), sono estese ai fabbricati costruiti antecedentemente all'anno 1945 ricadenti nell'ambito della disciplina di cui agli articoli 136, comma 1, lettere a) e d), e 142 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137), e agli edifici classificati di pregio, documento e monumento dai piani regolatori generali comunali.

6. Sono comunque consentite misure atte a migliorare le prestazioni energetiche dei fabbricati inseriti negli ambiti sottoposti a salvaguardia e degli edifici classificati di pregio, documento e monumento dai piani regolatori generali comunali ai sensi dell'articolo 8 della legge regionale 10 giugno 1983, n. 56 (Misure urgenti per la tutela dei beni culturali), qualora ciò risulti compatibile rispetto alle esigenze di tutela storica e paesaggistica e gli interventi siano preventivamente autorizzati dalle strutture regionali competenti in materia di beni culturali e paesaggio.

Consiglieri presenti: 29

Votanti e favorevoli: 26

Astenuti: 3 (Frassy, Lattanzi, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 12:

Consiglieri presenti: 29

Votanti e favorevoli: 26

Astenuti: 3 (Frassy, Lattanzi, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina sull'articolo 13.

Squarzino (Arc-VA) - Volevo fare alcune osservazioni su questo articolo. I miei colleghi sono intervenuti in modo egregio su tutta la filosofia del disegno di legge e sulle sue problematiche, ma io volevo soffermarmi su tale misura. Mi sembra che un elemento che è emerso con molta forza oggi durante il dibattito è che mancano questi dati regionali, anche il collega Fiou diceva: "non possiamo fare riferimento solo a dati nazionali, dobbiamo fare riferimento ai dati regionali", per questo chiedevo: ma ci sono tali dati regionali, per cui tutti quelli della Commissione li hanno avuti, dati che riguardano i dati sull'edilizia agevolata, sovvenzionata, convenzionata, sul sostegno alle locazioni? Mi è stato detto che ci sono, però ho avuto fra le mani fin dallo scorso anno solo i dati relativi al sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione. Rispetto a tale problema, si dà una risposta immediata a chi ha bisogno, ma se non si interviene anche sugli altri settori in modo forte, questa diventa solo una voce che continua ad aumentare di anno in anno e non dà risposte reali, ma dà risposte al limite costose anche per il soggetto. Da questa indagine, fatta in base al Fondo per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione, relativamente al bando 2005, si verifica che le domande aumentano di anno in anno in modo non dico geometrico, ma aritmetico, quasi raddoppiando e questo vuol dire che il problema della povertà esiste se questi aumentano. In pochi anni dal 2000 al 2003 sono più che raddoppiati e dal 2000 al 2006 sono quasi triplicati, quindi il problema c'è e non è sufficiente risolverlo solo con il sostegno all'abitazione.

Seconda osservazione: se guardiamo al confronto che viene fatto dall'ARER fra quanto viene pagato dalla singola famiglia o dal singolo soggetto quando è assegnatario di un alloggio in edilizia sovvenzionata e poi vediamo quanto la stessa tipologia di edilizia... lo stesso soggetto prenderebbe come sostegno all'accesso all'abitazione, si vede che c'è una grossa diversità: questo vale per tutti i componenti. L'affitto medio mensile dei locatari ammessi al contributo affitti, quindi alloggi ARER, edilizia sovvenzionata, è molto meno del contributo che viene dato con l'assegno di sostegno mensile, che è inferiore a quello che effettivamente pagano; allora l'affitto mensile medio dei locatari ammessi a contributo affitti è - ripeto - molto inferiore. A questo punto possiamo dire che, se continuiamo ad andare solo a finanziare i contributi affitti, spendiamo quasi il doppio e le famiglie prendono di meno. Faccio 2 esempi: una famiglia di 1 componente e una di 6 componenti. La famiglia con un solo componente, se è in affitto, paga come affitto medio mensile ARER, 77 euro; se non è ARER paga come affitto medio mensile dei locatari 266 euro. È vero che loro ricevono un contributo di circa 132 euro, ma, di fatto, loro ne pagano 134, quasi il doppio di quanto pagherebbero se fossero assegnatari di alloggio ARER. La stessa cosa capita per 6 o più componenti, mi limito solo a questi 2 esempi, ma tutti gli altri sono uguali; una famiglia di 6 o più componenti, se è ad affitto mensile medio ARER, paga 141 euro, se è affitto medio come locazione, 335 euro. È vero che ha un contributo dal fondo sostegno di 132 euro, però lui ne paga ancora 204 a fronte dei 141 che avrebbe pagato se fosse stato alloggio ARER. Perché dico questo? Per dire che, se non si ha il quadro completo di tutti i dati e non si vedono bene tali confronti, rischiamo che diciamo con orgoglio, come dice l'Assessore: paghiamo tutti quelli che chiedono il sostegno all'accesso; certo e va bene, ma questa modalità non risolve il problema nel tempo, non solo, ma anche nel presente crea un'ingiustizia fra chi può accedere alle case di edilizia sovvenzionata e chi non può accedervi. In questo senso credo che avessero ragione i miei colleghi quando dicevano che manca un quadro chiaro e mancano delle scelte precise secondo la conoscenza della realtà. Ho solo voluto quindi soffermarmi su tale aspetto, perché mi sembrava chiaro come, cercando di dare una risposta settoriale all'emergenza abitativa solo con il sostegno all'affitto, in realtà poi non aiutiamo veramente queste persone.

Do ragione, purtroppo, al collega Lattanzi, vediamo che tali contributi diventano per il nostro Assessore un modo per farsi una propaganda spudorata, nel senso che l'Assessore non ricorda che il politico non è l'amministrativo, non è il dirigente che fa un atto amministrativo e comunica alla famiglia che ha avuto un contributo. Vi leggo solo questa lettera che è sintomatica:

"Al Signor Tal dei Tali, ho il piacere di comunicarle che la S.V. è stata inserita nell'elenco definitivo degli ammessi ai benefici del Fondo per il sostegno alle abitazioni in locazione, bando di concorso del 29 settembre 2006. In seguito al suo inserimento nel suddetto elenco, la Giunta regionale, su proposta del sottoscritto, con deliberazione n. 2305/2007 le ha riconosciuto un contributo di euro 2.485,60 relativo agli affitti corrisposti nel 2005. La informo che il suddetto contributo è in corso di liquidazione a suo favore. Colgo l'occasione per porgere distinti saluti. L'Assessore, dott. Alberto Cerise.".

Ritengo sia importante dare una risposta alle famiglie che hanno bisogno, ma credo che la risposta debba essere più tecnica amministrativa e non personale politica.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 13:

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 7 (Bortot, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 14:

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 7 (Bortot, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 15:

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 7 (Bortot, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 16:

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 7 (Bortot, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 17:

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 7 (Bortot, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 18:

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 7 (Bortot, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 19:

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 7 (Bortot, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 20:

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 7 (Bortot, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 21:

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 7 (Bortot, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 22:

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 7 (Bortot, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 23:

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 7 (Bortot, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - Emendamento n. 1 della collega Fontana.

La parola alla Consigliera Fontana Carmela.

Fontana (GV-DS-PSE) - Attraverso questo emendamento la nostra volontà è quella di aumentare da 70mila a 100mila euro il mutuo per la prima casa, in quanto riteniamo che la somma stabilita nell'articolo 4 del regolamento regionale del 2002 non sia più in linea con le reali esigenze dei cittadini.

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Solo per dichiarazione di voto. Il gruppo "Arcobaleno" voterà a favore di questo emendamento, perché crediamo sia in funzione delle esigenze di chi veramente si avvicina al mondo del mercato e della costruzione della prima casa.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 1 della collega Fontana Carmela, che recita:

Emendamento

Dopo l'articolo 23 è inserito il seguente Capo:

"CAPO III BIS

MODIFICAZIONE AL REGOLAMENTO REGIONALE 27 MAGGIO 2002, N. 1

Art. 23bis

(Modificazione all'articolo 4)

1. Alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 4 del regolam. reg. 1/2002 le parole "euro 70.000" sono sostituite dalle parole "euro 100.000"."

Consiglieri presenti: 30

Votanti e favorevoli: 5

Astenuti: 25 (Borre, Caveri, Cerise, Cesal, Comé, Fey, Fosson, Frassy, Isabellon, La Torre, Lanièce, Lattanzi, Lavoyer, Maquignaz, Marguerettaz, Ottoz, Pastoret, Perron, Praduroux, Rini, Tibaldi, Vicquéry, Viérin Adriana, Viérin Laurent, Viérin Marco)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Emendamento n. 2 della collega Fontana Carmela.

La parola alla Consigliera Fontana Carmela.

Fontana (GV-DS-PSE) - Dopo la trasformazione del vecchio Istituto Case popolari in Azienda regionale per l'edilizia residenziale l'ARER è diventato ente pubblico, economico e strumentale della Regione con autonomia imprenditoriale, patrimoniale e contabile. Il compito era quello di gestire i servizi di rilevanza economica e di operare anche sul mercato libero, pertanto la trasformazione in azienda speciale gli dà una connotazione più economica imprenditoriale. Oggi si può facilmente riconoscere che non sono stati raggiunti accordi con i privati, che non è stato predisposto e sottoscritto un contratto specifico per i dipendenti di tipo privatistico, che non si sono registrati accordi con tutti i Comuni in tema di gestione unitaria del patrimonio. Per tutti questi motivi riteniamo che l'ARER non deve essere più un'azienda bensì un'agenzia non economica.

Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.

Cerise (UV) - È un emendamento assolutamente inaccettabile, perché smentirebbe quello che abbiamo scritto nella legge che deve fare l'ARER. Se l'ARER non è mai riuscito a farlo, non è un motivo per cambiare la ragione sociale dell'ente, semmai è di creare le condizioni affinché possa fare le azioni che sono coerenti con la sua ragione sociale.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 2 della collega Fontana Carmela, che recita:

Emendamento

Dopo l'articolo 23bis è inserito il seguente Capo:

"CAPO IIITER

MODIFICAZIONE ALLA LEGGE REGIONALE 9 SETTEMBRE 1999, N. 30

Art. 23ter

(Modificazione all'articolo 2)

1. Al comma 2 dell'articolo 2 della l.r. 30/1999 la parola: "economico," è soppressa.".

Consiglieri presenti: 30

Votanti: 22

Favorevoli: 4

Contrari: 18

Astenuti: 8 (Comé, Frassy, Lanièce, Lattanzi, Ottoz, Praduroux, Tibaldi, Viérin Marco)

Il Consiglio non approva.

Presidente - All'articolo 24 vi è l'emendamento n. 11 del gruppo "Arcobaleno".

La parola al Consigliere Segretario Venturella.

Venturella (Arc-VA) - L'emendamento n. 11, che è in diretto collegamento con l'emendamento sul CEA, è decaduto, perché andava ad abrogare l'articolo che istituiva la Consulta.

Presidente - L'emendamento n. 11 del gruppo "Arcobaleno" è decaduto; ne do lettura per il verbale:

Emendamento

Dopo la lettera d) del comma 2 dell'articolo 24 è inserita la seguente:

"dbis) l'articolo 20 della legge regionale 9 settembre 1999, n. 30;".

Pongo in votazione l'articolo 24:

Consiglieri presenti: 30

Votanti e favorevoli: 23

Astenuti: 7 (Bortot, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 25:

Consiglieri presenti: 30

Votanti e favorevoli: 23

Astenuti: 7 (Bortot, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - All'articolo 26 vi è l'emendamento n. 12 del gruppo "Arcobaleno", che non ha copertura finanziaria come dice la nota dell'Assessorato delle finanze.

La parola al Consigliere Segretario Venturella.

Venturella (Arc-VA) - È già "morto"... di solito in geometria è "come volevasi dimostrare", non può il Coordinatore dell'Assessore Marguerettaz pensare, con una motivazione che, fra l'altro, non ho ben capito perché non c'è copertura di bilancio... perché questo emendamento è un emendamento che dà un segnale; certo che è un po' provocatorio e riprendo i contenuti delle sue risposte, Assessore Cerise. Quando lei dice che noi avevamo torto quando dicevamo della poca consistenza dei fondi, lei faceva riferimento a 1.900.000 euro di interventi diretti per il sostegno alle locazioni, facendo una somma algebrica: 1.900.000 richiesti, 1.900.000 dati, somma algebrica 0.

Quando poi lei faceva riferimento alla richiesta per il mutuo alla casa, diceva 2 milioni di euro in più all'anno arrivando da 31 a 41 in 5 anni, ma io credo che, lasciando per assodati finalmente una volta sola i 5 milioni di euro per la costruzione dei famosi 78 alloggi del Quartiere Dora, quello che crediamo che manchi è il fatto che non vi sono nuovi fondi, ossia non si investe verso la costituzione o, meglio, la ricostituzione di un forte patrimonio di edilizia residenziale pubblica, che va a risolvere non dico alla radice... perché non è vero, ma se noi con la legge n. 40 sulla vendita degli alloggi ERP, abbiamo ad esempio il Comune di Aosta che mi pare abbia perso su 900 alloggi circa 200 alloggi, una bella fetta, nel senso che non li ha venduti. Noi in Consiglio comunale avevamo richiesto questo: un alloggio venduto, un alloggio acquisito o recuperato per il patrimonio edilizio residenziale, perché non sono più nel patrimonio edilizio residenziale: questo è il problema! Non sono più messi a disposizione dei cittadini che veramente hanno bisogno!

Non mi può dire, Assessore, citando solo 2 tipi di intervento, che per tipologia sono molto settoriali e vanno a soddisfare le categorie... e poi bisogni contingenti come quello del sostegno alle locazioni, perché è vero che quelli potrebbero andare in emergenza abitativa, ma il problema è a monte: è quello di costruire, di avere un forte patrimonio di edilizia residenziale pubblica per evitare queste situazioni. Ecco perché il nostro emendamento era quello di dire che si spenda almeno l'1% del bilancio regionale annuale a decorrere dal 2008, e lo mettiamo a disposizione di tutto il Consiglio almeno come argomento di discussione, quindi più soldi all'edilizia sovvenzionata.

Si dà atto che dalle ore 19,05 presiede il Vicepresidente Lanièce.

Presidente - L'emendamento n. 12 del gruppo "Arcobaleno" non può essere messo in votazione visto che manca il parere dell'Assessorato; ne do lettura per il verbale:

Emendamento

Dopo il comma 1 dell'articolo 26 è inserito il seguente:

"1bis. Al finanziamento dell'onere di cui all'articolo 7 si provvede con finanziamenti integrativi in una misura non inferiore all'1 percento del bilancio regionale annuale a decorrere dall'anno 2008.".

Pongo in votazione l'articolo 26:

Consiglieri presenti: 28

Votanti e favorevoli: 22

Astenuti: 6 (Bortot, Fontana Carmela, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Venturella, per dichiarazione di voto.

Venturella (Arc-VA) - Nonostante la discussione in Consiglio sia andata come è andata, il confronto è stato serrato, noi avremmo voluto condividere questo progetto di legge se non avesse avuto il peccato originale della disposizione in materia di riordino in materia di edilizia residenziale, il riordino non vi è stato. Volevamo una legge più completa, volevamo una legge che sulle disposizioni finanziarie intervenisse in maniera più concreta, ripetiamo non vi sono soldi in più in questo disegno di legge, si interviene come si interveniva con interventi finanziari delle leggi di settore, non è cambiato nulla. Si fanno delle comparazioni, delle omologazioni fra provvedimenti che sono distanti anni luce, tetti in lose con edilizia sovvenzionata ad esempio. Non lo crediamo un disegno di legge organico, per questo motivo il nostro voto sarà di astensione, anche perché sono convinto, Assessore Cerise, che ci ritroveremo in III Commissione a discutere di alcuni articoli che saranno inapplicabili.

Presidente - Pongo in votazione il disegno di legge nel suo complesso:

Consiglieri presenti: 29

Votanti e favorevoli: 23

Astenuti: 6 (Bortot, Fontana Carmela, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.