Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 3038 del 17 ottobre 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 3038/XII - Interpellanza: "Interventi per il superamento dello stato di crisi di numerose aziende della Regione".

Interpellanza

Richiamata l'interpellanza sulla crisi industriale nella nostra Regione, presentata dal nostro gruppo consiliare, nella riunione del Consiglio regionale del 19-20 settembre ultimo scorso, in cui si sollecitava il Governo a tenere costantemente informato il Consiglio regionale sulle iniziative dell'assessorato in merito a tale crisi;

Considerato che le risposte dell'Assessore alle Attività Produttive alla nostra interpellanza sono state generiche ed evasive, rispetto alle aziende chiuse o in difficoltà e che la crisi si è ulteriormente aggravata con la messa in Cassa Integrazione di quasi tutti i dipendenti della Olivetti Jet di Arnad per quattro settimane e con la messa in Cassa Integrazione Guadagni per tredici settimane a rotazione di operai della Cas (Cogne Acciai Speciali);

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

Il Presidente del Governo e l'Assessore alle Attività Produttive per conoscere:

1) se sono emersi fatti nuovi rispetto alla situazione di crisi della Set di Issogne, della Rossignol di Verrayes, la Sorgenti Monte Bianco di Morgex, nonché eventuali prospettive per l'ex stabilimento Tecdis di Châtillon;

2) quali fatti hanno portato alla Cassa Integrazione guadagni i dipendenti dello stabilimento Olivetti Jet di Arnad e della Cas di Aosta;

3) se si intende utilizzare il periodo di Cassa Integrazione per proporre attività formative, per innalzare i livelli professionali dei lavoratori;

4) se, a seguito dell'incarico affidato allo Studio Ambrosetti di Milano per l'elaborazione di un "piano strategico di posizionamento e sviluppo del territorio" per promuovere investimenti nella nostra Regione, sono già disponibili indicazioni o proposte.

F.to: Bortot

Presidente - Mi è pervenuta una richiesta di anticipare un punto, non credo vi siano difficoltà.

La parola al Consigliere Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Senza fare polemiche, sono un noto demagogo che giro tutta la Valle e soprattutto le aziende dove ci sono problemi, perché penso che sia il mio lavoro. Sono partito dalla "Quality Building" che è chiusa con uno sciopero ad oltranza, perché sembra che gli azionisti vogliano disimpegnarsi e quindi ci sono gravi problemi occupazionali e non so se si potrà riprendere l'attività, credo che risponderà l'Assessore, poi sono risalito alle ex industrie plastiche la "Montplast" che ha riaperto, ha investito, e ha grossi problemi di tipo amministrativo per quanto riguarda le autorizzazioni dei Vigili del fuoco e anche di tipo sanitario. Ora, questa azienda c'era, era aperta lo scorso anno, le autorizzazioni le ha avute. È vero che riaprendo occorrono le nuove autorizzazioni, ma nel frattempo si possono rilasciare le autorizzazioni in via provvisoria, perché il rischio è che il proprietario licenzi i 7 lavoratori, in quanto mancano queste autorizzazioni per riprendere l'attività, e poi le debba riassumere. Credo che - fermo restando che giustamente ogni struttura deve fare il proprio lavoro - con un po' di buona volontà si possano rilasciare... ad un'azienda che produceva un anno fa la stessa produzione ed erano state rilasciate le autorizzazioni... si possano rilasciare le nuove autorizzazioni anche in via provvisoria, perché non debba licenziare e disinvestire e quindi trovarci con un nuovo piccolo grande problema di cui possiamo farne a meno.

Torno indietro di 300 metri, dalla "Montplast" alla "SET": sono andato a vedere a che punto stanno le cose. C'è una procedura che sta andando avanti, mi sembra che i proprietari e i lavoratori stiano attenti a questa procedura, l'azienda ha fornito tutti i dati necessari, quindi il problema per noi sarà quello di accelerare i tempi. Poi vengo su e passo alla "Rossignol": oggi ne abbiamo 17, credo che la multinazionale... il cui nome non riesco a pronunciare... oggi decida di dismettere tutto l'apparato produttivo della "Rossignol". So che ci sono trattative sullo stabilimento e sulle produzioni con un'azienda valdostana, non faccio il nome per una questione di riservatezza, e ci sono buone possibilità, ma vorrei capire dall'Assessore se questa cosa è seguita, se è lasciata solo alle parti, se si è presa una decisione e qual è, e che prospettive si aprono per questa attività.

Veniamo al cosiddetto "fiore all'occhiello". Non sono potuto passare al forno industriale, mi sembra che l'attività vada avanti. Veniamo alla "CAS"... va tutto bene, Madama la Marchesa, ma ai primi sintomi di crisi 13 settimane di cassa integrazione a rotazione. Ai miei tempi quando mancava la corrente e c'era meno lavoro, noi venivamo messi a fare manutenzione, a tenere in ordine; invece, adesso, alle prime avvisaglie si scaricano sulla collettività i costi di una parte dei salari di questi lavoratori. Non credo che questo sia un corretto modo di agire di questa azienda, nonostante sia importantissima per l'economia della nostra Regione. A me sembra che il Governo regionale e il Consiglio nei confronti di questa azienda siano intervenuti in modo massiccio e se il ritorno da parte dell'azienda è del tipo che abbiamo discusso stamani, cioè alle prime avvisaglie di crisi si mettono in cassa integrazione i lavoratori, non mi sembra un bel modo di ricambiare i lavoratori e l'Amministrazione regionale che interviene massicciamente per una parte degli investimenti che si stanno attuando nello stabilimento!

Assistiamo ad una crisi abbastanza strisciante di tipo strategico del nostro comparto industriale; so che il Governo ci sta mettendo mano, l'altro Consiglio abbiamo approvato la legge sulla ricerca e lo sviluppo. Ho l'impressione che, dal punto di vista della volontà di intervenire si voglia intervenire, ma nei singoli casi che poi si riconducono a un filo conduttore, non si riesca a mordere sufficientemente la crisi della singola azienda per trovare delle soluzioni. Dal punto di vista strategico mi sembra che il ritorno degli investimenti che facciamo e delle strategie che abbiamo, questi ritorni e queste strategie siano a medio e lungo termine e fanno sì che si crei un buco nero fra la realtà delle aziende in crisi che rischiano di chiudere, e quello che è giusto fare, e i tempi che intercorrono.

L'interrogazione è rivolta all'Assessore per capire nuovamente se ci sono delle novità, se il Governo ha intenzione di "aggredire" queste situazioni di crisi nei dovuti modi, o se vengono lasciate al cosiddetto "mercato" dove si ricompongono e si scompongono; però, di fatto, chi ci rimette è chi ha bisogno di lavorare e chi ha bisogno del posto di lavoro.

Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, La Torre.

La Torre (FA) - Ci eravamo presi un impegno in Consiglio: quello di tenere costantemente informato il Consiglio sull'andamento delle situazioni di tensione nell'ambito industriale. Devo dire che il Consigliere Bortot, giustamente, non perde occasione per ricordarcelo e lo ascolto con simpatia perché mi fa le domande e, in parte, si dà delle risposte, quindi fa un lavoro utile, poiché facilita le mie risposte. Come lui nella sua interpellanza pone delle precise domande, cercherò di essere sintetico, ma preciso, nelle risposte.

Per quel che riguarda la "SET" di Issogne, come ha già detto lui, sono in corso le procedure, in questo momento stanno trattando con gli enti dello Stato per poter definire i rapporti di debito e, conseguentemente, per accedere alla procedura del 192 bis del nuovo Codice fallimentare, che permetterà all'azienda di essere assistita, come ci siamo impegnati di fare.

Per quel che riguarda la notizia che mi dà della società della plastica, non ero a conoscenza di questi problemi legati ad eventuali autorizzazioni, cercherò di farmene carico, di informarmi perché ci eravamo presi un impegno di seguirli, mi sembra stia funzionando, perché le aziende plastiche stanno lavorando, e credo che potremo fare attenzione alle autorizzazioni che devono essere concesse.

Lei ha citato la "Forno Vallée": questa situazione l'abbiamo tamponata, mi può dare atto che l'azienda sta lavorando e che abbiamo evitato un fallimento. Sono stati trovati dei partners di fuori Valle che stanno garantendo una continuità di produzione; sicuramente non possiamo essere entusiasti di questo, perché vorremmo una situazione più sana, ma stiamo cercando di trascinarli fuori da questa situazione di difficoltà.

Parliamo adesso dei casi più significativi, in questo caso in particolare parliamo della "Rossignol"... non posso che confermare quanto lei ha detto, con lo stesso riserbo, però. In questo momento la società americana sta dismettendo la produzione "Rossignol", ma abbiamo un imprenditore valdostano che non solo ha manifestato la sua volontà di intraprendere il rapporto con "Rossignol" e di subentrare, ma l'ha costruita con un confronto costante con la Regione, non è una cosa improvvisata. Lo stiamo seguendo nei suoi rapporti, fermo restando che il ruolo dell'imprenditore deve restare quello di chi pilota la situazione, mentre la Regione deve sostenerlo nelle sue scelte. Dai dati che ci risultano in questo momento la procedura è in corso, con anche delle prospettive favorevoli, ma per rispetto di questa situazione le dico solo questo: la cosa è sotto controllo, sono ottimista su questo.

Sulle "Sorgenti Monte Bianco" credo che si sia letto sui giornali quanto abbiamo fatto. Abbiamo convocato qui, con il Presidente Caveri, i responsabili delle "Sorgenti Monte Bianco", abbiamo intrapreso una trattativa anche dura nella fase iniziale con i sindacati, abbiamo ricondotto alla ragione l'impresa, anche loro avevano delle motivazioni che abbiamo cercato di capire, abbiamo trovato un'intesa, abbiamo riportato tutto all'interno di una cassa integrazione, ma soprattutto abbiamo buttato le basi per una prospettiva di possibili altre collaborazioni. Ci siamo presi degli impegni con il gruppo francese di andarli a trovare in Francia, di poter definire con loro una funzionalità migliore dello stabilimento, abbiamo pensato di incentivarli sotto un profilo del confronto sulla commercializzazione del prodotto in Italia; credo che, anche lì, abbiamo dimostrato di dare le risposte nei tempi e nei modi corretti.

Per quanto riguarda la "CAS", è vero, hanno avuto una reazione eccessiva, ma mi pare di aver letto sul giornale le dichiarazioni dell'azienda, dove facevano rientrare la cassa integrazione in un contenimento di una flessione di mercato in preparazione di un 2008 di rilancio, quindi una volontà di non caricare troppo lo stabilimento di produzione in un momento in cui la produzione va a rilento per problemi di livello internazionale. È un modo di prepararsi a un 2008 che sarà di prospettiva, con una cassa integrazione che non vuole essere l'indicatore di una società in crisi, ma solo di una società che si sta riorganizzando per affrontare il mercato in una maniera più aggressiva.

Gli elementi che invece potrebbero essere nuovi sono quelli riferiti alla "Quality Building". Lei non lo cita nell'interpellanza, ma io mi sento in dovere di dire che questa azienda era sotto osservazione, abbiamo avuto modo di incontrarci recentemente con gli azionisti e devo dire che la situazione è assolutamente negativa. Gli azionisti si sono fatti carico per molto tempo della società, che è valida e con una tecnologia moderna, ma che ha difficoltà a inserirsi sul mercato perché sono tecnologie nuove, che a volte non vengono recepite nei modi in cui dovrebbero, in quanto c'è sempre diffidenza nei confronti di questo tipo di novità, oltretutto una tecnologia legata al risparmio energetico importante. Gli azionisti si sono comportati in modo coraggioso, perché finora non c'è risultanza di mancanze nei confronti dei dipendenti o di mancanze di stipendi o versamenti, credo che abbiano onorato fino in fondo il loro impegno. Lo sciopero ad oltranza è stato "la goccia che ha fatto traboccare il vaso" da parte degli azionisti, che, dopo gli ennesimi sacrifici - questo è quanto mi hanno riferito loro - per mantenere le maestranze lo hanno vissuto come un abbandono da parte del personale di un obiettivo comune. Credo che purtroppo quell'azienda si avvii a un fallimento controllato, è in corso oggi un'assemblea degli azionisti e credo che l'esito sarà negativo.

Per quanto riguarda la "Olivetti"... qui bisogna fare un ragionamento particolare. È noto che Tronchetti Provera ha deciso di mettere in vendita il gruppo "Olivetti" nel suo complesso... credo sia un gruppo che oggi si aggiri sui 1.200 dipendenti. In questo gruppo purtroppo cade anche il nostro stabilimento di Arnad. Le informazioni che ho cercato di recuperare non sono ancora definitive, parlando anche con Assessori competenti di altre Regioni c'è preoccupazione, perché lo stabilimento di Agliè sembra quello destinato ad essere chiuso. Stiamo lavorando per fare in modo che eventuali compratori o chi si interfaccerà per la gestione della "Olivetti" non vada a penalizzare lo stabilimento di Arnad che occupa 320 dipendenti e su cui bisogna avere un'attenzione particolare, ma questo è concatenato a un percorso più ampio che è quello del passaggio di proprietà del gruppo "Olivetti". Questa è una situazione che mi preoccupa, perché accade che grossi gruppi passano di mano con una velocità difficile per noi da comprendere. È il caso della "Rossignol", è il caso della "Olivetti" e penso che ci siano altre situazioni che si stanno evolvendo e questo purtroppo ci fa comprendere quello che abbiamo sentito l'altro giorno al convegno con Montezemolo, quando si parlava di uscire dal localismo per andare verso la competitività. Dobbiamo cominciare a ragionare sulla potenzialità delle nostre aziende, cercare di capire che inserirsi in un panorama internazionale con grandi gruppi è sempre più difficile, quindi diventa fondamentale avere la capacità di sostenere le aziende locali.

Una delle osservazioni che venivano fatte da Montezemolo e da chi è intervenuto: e che dobbiamo prendere coscienza e puntare sulle aziende che hanno delle opportunità e su imprenditori che vogliono crescere, con classi lavoratrici che comprendono l'importanza del lavoro che svolgono. Credo che si prospetti per noi un momento di grande impegno per rilanciare la nostra Regione. È implicito che dicendo così della "Olivetti"... le voglio spiegare anche i motivi della cassa integrazione: un mercato in difficoltà, testine bianco e nero con sempre meno "audience" rispetto alle aspettative, problemi di smaltimento di magazzino.

Riferendomi alla sua quarta domanda e sul fatto che dobbiamo dare delle risposte in tempi brevi a questa situazione di cambiamenti che stanno arrivando dall'esterno, nel mese di luglio abbiamo iniziato a lavorare con la "Ambrosetti"; faccio presente che sono solo 3 mesi che stiamo lavorando, però, essendo già pronti, sarebbe opportuno che con il Presidente Praduroux convocassimo una riunione apposita, per presentare la bozza degli indirizzi strategici per il rilancio e poi, a distanza di altri 2 o 3 mesi, la bozza del piano Regionale di sviluppo industriale. Credo di aver risposto, ma le do anche, una informazione... sugli elementi strategici per iniziare a costruire il nostro rilancio, saremmo pronti, e se il Presidente Praduroux riterrà opportuno potremmo convocare una riunione in cui poter parlare di queste cose in modo approfondito.

Presidente - La parola al Consigliere Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Sono assolutamente d'accordo di predisporre le audizioni con l'agenzia "Ambrosetti" e con l'Assessore in IV Commissione; quindi, se il Presidente Praduroux poi provvede... però pensavo che l'Assessore facesse qualche anticipazione al Consiglio.

Una osservazione devo fargliela, però... quando lei mi dice che gli azionisti della "Quality Building" si sono fatti carico... insomma, questa azienda è nata un anno fa, ha presentato i suoi prodotti al Forte di Bard, eravamo presenti insieme, sono tutti prodotti che servono per il risparmio energetico, la coibentazione; farsi un piano strategico non vuol dire mettere su una azienda e l'anno dopo chiuderla perché il mercato non ha risposto! Secondo me si tratta di prevedere delle strategie e qui torniamo al nostro mercato interno per quell'azienda: se noi non mettiamo una benedetta volta mano alle normative che oggi sono di impedimento al risparmio energetico e a coibentare gli edifici, potremmo investire dei soldi, non sprecarli, perché ci ritornino in termini di risparmio energetico e riduzione delle emissioni, probabilmente... non so se sarebbe sufficiente il nostro mercato... ma sicuramente le avremmo dato una mano!

Ancora una volta mi rivolgo al Governo: occorre una normalizzazione di queste normative fra piani regolatori, Sovrintendenza, in modo che l'utente privato o pubblico sappia come regolarsi rispetto a questa normativa, non che ci siano degli intoppi che ritardino dei lavori o che il privato debba andare con approssimazione, perché quando insisto che si apre un mercato e il mercato c'è, e poi vediamo che una nostra azienda che ha investito in quel settore chiude, veramente sanguina il cuore, soprattutto per i lavoratori che perdono il posto di lavoro.

La cosa grave è invece la "Olivetti Jet", perché questa azienda fa testine per stampanti e per computer e ha una produzione che ormai è obsoleta, ne ha un'altra che è più avanzata, ma non credo che l'altra possa far lavorare tutte le 250 persone che sono occupate lì dentro, quindi dobbiamo fare molta attenzione agli acquisti e ai passaggi di mano, perché queste fabbriche ormai le aprono e le chiudono con tutte le problematiche di finanziamento. Non c'è più un imprenditore come potrebbe essere il caso della "Cogne", ma gli altri sono tutti passaggi di aziende sui mercati finanziari, dove si tira una matita e si cancella, indipendentemente da chi c'è dentro: l'attività, il lavoro, la famiglia, il posto, la sicurezza e le prospettive future. Anche lì far da regolatore a questo mercato, a metterci delle regole, non so come fare, però in qualche maniera dovremo intervenire, oppure si parte dal presupposto che il lavoro è garantito, se le aziende chiudono si va avanti, noi, con queste produzioni: questa è l'ultima cosa che volevo dire.

Chiederemmo che la commissione venga convocata al più presto, perché abbiamo problemi di tempo; insisto in questo Consiglio a dire che ci sono molte Regioni che si stanno piazzando con grossi investimenti, anche di denaro pubblico, sui comparti tecnologicamente avanzati e noi... siamo in ritardo! Alla fine ci troveremo che i pannelli solari fotovoltaici li faranno in tutto il mondo, meno che in Val d'Aosta! Sono stato ad un convegno sabato e domenica, a Milano, su: "Clima, ambiente, montagna e agricoltura"... ci sono cose interessantissime sui film per i pannelli fotovoltaici, dove si sta andando a sostituire il silicio, del quale ce n'è sempre meno ed è troppo caro, perché viene utilizzato per tutto il sistema informatico. Se andiamo a ficcare il naso lì e capiamo la direzione del settore, potremmo portarci a casa aziende che abbiano già magari delle sperimentazioni, delle lavorazioni che sicuramente hanno un grosso futuro. Noi insistiamo sulla necessità che il Governo ci metta maggior forza, maggiori risorse e maggior peso nel prestare attenzione a questi comparti.

Presidente - Vorrei informare il Consiglio degli emendamenti presentati alla Presidenza: sull'oggetto n. 38, disegno di legge n. 173, riguardante la legge di riordino in materia di edilizia residenziale, è stato presentato un emendamento dell'Assessore Cerise, un emendamento del collega Borre, 2 emendamenti della collega Fontana e 12 emendamenti del gruppo "Arcobaleno". Per quel che riguarda l'oggetto n. 38.1, disegno di legge n. 181, disciplina dei maestri di sci, un emendamento dell'Assessore Pastoret, 3 emendamenti del gruppo "Arcobaleno", 3 emendamenti del gruppo della "CdL". Sono state inoltre presentate: la relazione del collega Borre all'oggetto n. 38, la relazione del collega Ottoz all'oggetto n. 35 e la relazione del collega Rini all'oggetto n. 36. Tutto questo materiale vi sarà immediatamente distribuito.