Oggetto del Consiglio n. 2724 del 23 maggio 2007 - Resoconto
OBJET N° 2724/XII - Communications du Président de la Région.
Président - La parole au Président de la Région, Caveri.
Caveri (UV) - Je tiens d'abord à informer le Conseil que ce matin, lors de la séance du Gouvernement régional, on a approuvé une délibération dans laquelle on enlève les 10 euro comme ticket pour "prestazioni ambulatoriali aggiuntive". C'est la conséquence du décret qui a été approuvé par le Sénat de la République. Je rappelle que la Vallée d'Aoste avait été la première à enlever l'ensemble des mesures du ticket, qui avaient été approuvées par la loi de finances de l'Etat. L'Assesseur Fosson a donné, après l'approbation de cette délibération ce matin, l'indication à l'USL d'enlever le ticket à partir de lundi. Espérons que cette question, qui a été compliquée à l'origine par l'approbation de ce ticket et qui a été longuement contesté au Val d'Aoste soit finalement résolue.
Sono particolarmente lieto di poter comunicare al Consiglio regionale che nella giornata di ieri si è finalmente fissato un punto fermo nella questione della Caserma "Testafochi", che galleggiava, facendo navetta tra i tavoli del Ministero della difesa e della Regione da ormai 27 anni. La visita ad Aosta del Ministro Parisi ha consentito di sottoscrivere l'intesa che, ai sensi della norma di attuazione del 2000, disciplinava l'utilizzo per l'edilizia universitaria di beni immobili delle Forze armate.
I negoziati per addivenire all'intesa sul rilascio della "Testafochi" sono entrati in una fase cruciale a partire dal mese di dicembre del 2006, quando il Comandante del Centro Addestramento Alpino, Generale Petti, ha finalmente presentato informalmente alla Regione un progetto di massima che prevedeva il riordino delle strutture militari del centro. Da quel momento, il mio Gabinetto e quello del Ministro Parisi hanno preso in mano la questione, conducendo le trattative, senza perderne mai di vista l'evoluzione anche quando esse affrontavano questioni più eminentemente tecniche. Ringrazio in particolare il dr. Donati, il Capo di gabinetto, per aver seguito questa questione, ma anche la memoria storica, il dr. Limonet e anche l'ing. Freppa, che ha dato un sostegno amplissimo.
Alla fine, l'accelerata finale, con la chiusura sui contenuti dell'intesa che è avvenuta nella giornata del 17 maggio. Il contenuto dell'intesa, che dovrà essere dettagliato nei prossimi 12 mesi per il tramite di un Accordo di Programma Quadro (APQ), prevede il graduale rilascio della Caserma "Testafochi" alla Regione, sulla base di un piano di interventi di riorganizzazione e ristrutturazione delle altre infrastrutture militari presso le quali saranno trasferite le funzioni attualmente presenti in "Testafochi". Si tratta delle due caserme aostane "Ramires" e "Battisti" e dell'area di Pollein, che saranno oggetto di interventi di restauro e ammodernamento cui comparteciperà la Regione, d'intesa con i Comuni interessati.
Inutile sottolineare la soddisfazione per la chiusura di una vicenda che sembrava da tempo senza soluzione: l'operazione - della quale restano da sciogliere alcuni nodi eminentemente pratici, che troveranno la giusta sede di approfondimento nel corso della stesura dell'APQ - consentirà all'Università di poter disporre di un'unica sede e di poter finalmente sviluppare in piena autonomia la propria attività didattica. Non possiamo inoltre evitare di sottolineare l'importanza di una scelta localizzativa di questo genere, che sarà in grado, una volta portata a termine definitivamente la cessione e la trasformazione della caserma, di cambiare davvero il volto della città di Aosta.
Non vanno inoltre trascurati gli altri interventi di modernizzazione delle caserme. La logica è quella di consentire al Centro Addestramento Alpino di poter disporre di strutture idonee ad un moderno centro di formazione, con la previsione di spazi utilizzabili anche a beneficio della collettività di Aosta. Non possiamo dimenticare infatti l'importanza della "Scuola degli Alpini", non solo per mantenere un pezzo di storia valdostana, ma per farla vivere quotidianamente. Proprio ieri il Ministro Parisi, cui va la nostra riconoscenza personale, così come anche un ringraziamento va rivolto ai Parlamentari valdostani per aver seguito la vicenda, è rimasto impressionato dalla presenza di due ufficiali, un ufficiale egiziano e un ufficiale cileno, che sono la dimostrazione di come le forze armate di tutto il mondo considerino significativo l'apprendimento per il mondo della montagna, che passa attraverso le nostre montagne. Credo che si tratti di una pagina molto significativa e ne sono personalmente lieto. Devo dire che l'idea che maturò nel 2000, di prevedere una apposita norma di attuazione, si è dimostrata alla fine una scelta vincente.
Nei giorni scorsi dopo tutta una serie di incontri che c'erano stati, ho voluto fare il punto della situazione sulla questione amianto all'interno dello stabilimento "Cogne" con la dott.ssa Elvira Goglia, direttore dell'INAIL e il dr. Giampiero Gioannetti, responsabile del personale della "CAS". Vista la brevità delle comunicazioni e che ci sarà poi una mozione, avremo tempo di tornarci sopra. Ci tengo solo a ricordare che per quel che riguarda lo stabilimento Cogne, su 1.711 domande presentate, 1.193 sono state definite positivamente. Naturalmente questo ha portato, per i benefici pensionistici, all'ottenimento di vantaggi per circa 315 lavoratori, perché come sapete i vantaggi pensionistici derivano da una esposizione all'amianto di 10 anni. Su 438 definizioni negative, sono pervenuti circa 100 ricorsi in via amministrativa, di cui 40 sono stati accolti subito senza l'intervento dell'organo tecnico "INAIL".
Recentemente, la posizione lavorativa di un gruppo di 21 lavoratori del reparto officine meccaniche, reparto in cui è stato possibile il riconoscimento solo di alcune specifiche mansioni con esclusione delle altre, è stato oggetto di nuova certificazione prodotta dall'azienda. Tale certificazione attestava che l'attività realmente eseguita da ciascun lavoratore era caratterizzata da promiscuità e/o fungibilità con le mansioni ammesse a riconoscimento.
È stato richiesto il parere del "CONTARP" della direzione regionale del Piemonte, l'acronimo sta per Consulenza Tecnica per l'Accertamento del Rischio e Prevenzione. Gli esiti di tale parere, che sono recentissimi - 21 maggio - hanno consentito il riconoscimento di altri 10 lavoratori. Altri reparti come il "PRS" sono rimasti invece totalmente esclusi dal riconoscimento, in quanto il livello di esposizione all'amianto dell'intero stabilimento risulta essere molto distante dalle soglie stabilite dalla norma.
Si è anche in attesa della definizione della posizione di circa 30 lavoratori, in sede giudiziaria. Si tratta in particolare di lavoratori del treno di laminazione. Il tribunale ha stabilito la nomina di un "CTU", nella persona dell'ing. Lauria, che si recherà nello stabilimento il 4 giugno, e bisognerà ormai aspettare la determinazione della magistratura, per cui nel momento in cui si innesca un procedimento di questo genere immagino che il giudizio potrebbe avvenire in autunno.
Ho l'impressione che per sbloccare ulteriori situazioni, che non abbiano caratteristiche molto specifiche e personalizzate, si tratta di prendere contatto con il Ministro del lavoro Damiano, perché ho l'impressione che oggi ci sia bisogno di un tavolo tecnico politico, che possa consentire là dove è possibile di fare qualche passo in avanti.
Je termine avec une communication qui concerne la question de l'article 50 du Statut spécial, c'est-à-dire le célèbre processus de l'entente. On a discuté de ça lors de la dernière séance de la convention et je rappelle que le 6 août le Conseil régional avait approuvé une proposition de loi constitutionnelle, portant modification de l'article 50 du Statut spécial, c'est-à-dire le principe de l'entente. Cette proposition avait été déposée à la Chambre et confiée à la Commission des affaires constitutionnelles. On avait eu l'occasion d'en parler même avec M. Violante, qui est le Président de la Ie Commission, lors de sa visite officielle au Val d'Aoste. Le 21 décembre dernier, le Conseil régional s'est prononcé sur les projets de modification d'initiative parlementaire dudit Statut et a rendu un avis négatif sur le projet, en soulignant la validité de sa proposition. Cependant, la consultation des actes parlementaires nous a appris que la Commission a adopté un texte unifié des six propositions en examen, qui ne tient compte ni de la proposition du Conseil de la Vallée, ni des avis négatifs exprimés. D'ailleurs, ayant découvert l'échéance imminente du terme pour les amendements au texte susmentionné, j'ai envoyé une lettre aux Parlementaires de la Vallée d'Aoste et j'en ai parlé avec le Député Nicco, pour souligner cette nécessité de maintenir le texte tel qu'il avait été proposé par notre Conseil. Je précise dans la lettre, que j'ai envoyée pour information au Président du Conseil et au Président de la Ie Commission, que j'ignore les raisons pour lesquelles la volonté du Conseil a été ignorée et je souligne la nécessité de revenir avec intelligence de la part du Parlement sur la solution qui avait été envisagée par notre Conseil.
Je pense que cette question est tout à fait délicate, qui est étroitement liée aux procédures que nous sommes en train de suivre autour de la question de la convention et j'espère qu'il y aura la possibilité de trouver de la part de la Chambre des Députés une solution qui soit respectueuse de la position exprimée par notre Assemblée régionale.
Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Abbiamo ascoltato le comunicazioni del Presidente, in particolare volevamo intervenire sulla questione della Caserma "Testafochi". È una storia lunga, lo ha ricordato il Presidente, che ha avuto una accelerazione e poi con il Decreto legislativo n. 282/2000 che ha messo nelle norme di attuazione la questione, si sono succeduti i contatti da parte del Presidente Louvin e del Presidente Perrin e nel 2005 da parte dell'attuale Presidente Caveri, ma senza riuscire a giungere a una soluzione. Infatti l'allora Ministro della difesa, On. Martino, aveva assicurato il 7 settembre 2005 che entro Natale la questione sarebbe stata risolta, ma così non è stato.
Qual è stato il fatto nuovo che ha consentito di far fare un salto di qualità a tutta la questione? Credo che dobbiamo dircelo. Ci sono state l'anno scorso le elezioni politiche; i nostri candidati, Nicco e Perrin, hanno messo nel loro programma il trasferimento senza indugio alla Regione degli altri beni demaniali dello Stato e delle aree della Caserma "Testafochi" da destinare all'Università della Valle d'Aosta. Un impegno che il Governo Prodi aveva preso con i nostri parlamentari, tanto che ieri lo stesso Ministro della difesa ha detto, intervistato dal TG3: "abbiamo onorato un impegno preso con gli elettori". Non era più una questione di capi di Governo e del ministero di Roma, ma era un impegno preso da parte del Governo Prodi di fronte agli elettori e questo impegno è stato onorato. Certo, ci saranno stati gli apporti tecnici su cui il Presidente Caveri si è soffermato, ma se non ci fosse stata la volontà politica per portare avanti questo problema, saremmo ancora alla situazione del 2005.
Credo, quindi, che un ringraziamento forte vada dato prima alla popolazione valdostana che ha saputo scegliere i suoi rappresentanti al Parlamento, poi al Governo Prodi che ha ottemperato a un impegno serio che era stato sottoscritto, infine bisogna dare atto che quando - casualmente purtroppo - la volontà politica del Presidente Caveri coincide con la volontà del popolo valdostano, del benessere suo e dell'azione che fanno i parlamentari, le soluzioni vengono trovate. Quindi io dico che molte volte le soluzioni non vengono trovate, perché c'è discrasia fra chi rappresenta la Valle d'Aosta e il Governo valdostano, che ha difficoltà a entrare in sintonia con i programmi di governo che la popolazione valdostana ha accettato lo scorso anno.
Président - La parole au Conseiller Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Solo tre brevi osservazioni. È evidente come la necessità di ringraziare i funzionari, specificandoli anche per nome, sia la palese dimostrazione di come non ci sia ovviamente da ringraziare questa maggioranza per quanto riguarda la questione della Caserma "Testafochi" ma, come ben detto dalla collega Squarzino, la popolazione valdostana che ha saputo scegliere dei rappresentanti finalmente validi, che hanno saputo al Parlamento difendere i nostri interessi e portare a casa dei risultati...
(commenti dai banchi del gruppo "La Casa delle Libertà". Il Presidente del Consiglio richiama i Consiglieri al silenzio)
...grazie, Presidente, anche perché le sottolineature credo che siano una conferma di quanto stiamo dicendo.
Abbiamo fatto un buon lavoro e in questo senso mi permetto di citare anch'io Roberto Nicco e Carlo Perrin, due nostri ex colleghi, che hanno saputo portare a Roma una Valle d'Aosta credibile, convincente, che porta a casa dei risultati concreti. In questo senso penso che un ringraziamento particolare debba andare anche agli amici della "Margherita", perché nella trattativa hanno avuto un loro importante ruolo da svolgere.
Altre due piccole osservazioni per quanto riguarda la convenzione a cui ha accennato il Presidente. Era stato fatto un accordo politico per cui la presidenza avrebbe dovuto essere concordata con la minoranza; la presidenza non è stata concordata con la minoranza ma è stata imposta dalla maggioranza, come si usava con i popoli vassalli. Noi trarremo nelle prossime settimane delle considerazioni in quanto l'attuale presidenza della convenzione non rappresenta la minoranza consiliare, quanto meno non rappresenta la "Gauche Valdôtaine" "Democratici di Sinistra". Ci dispiace, però, prendere atto come il Presidente della Giunta non abbia ottemperato al comma 4, articolo 13 della legge sul referendum propositivo, quella che è andata a modificare la n. 19/2003 nel 2005, là dove dice che il Presidente della Regione con decreto da pubblicare sul Bollettino Ufficiale della Regione, entro i successivi 30 giorni dalla bocciatura in Consiglio regionale di una legge di iniziativa popolare o in mancanza di una legge che su conforme parere della commissione di cui all'articolo 40, avrebbe dovuto convocare il referendum propositivo sulla proposta di legge. Credo che questo sia un atto grave, di cui faremo fare le valutazioni in materia legale, in quanto non è stato rispettato un ordinamento della Regione Valle d'Aosta. È evidente come il parere della commissione, di cui poi al successivo comma 5, non può essere considerato come una possibilità di ritardo; il decreto doveva essere fatto entro il 18 maggio, siamo al 23 e non c'è. Le considerazioni finali le trarremo nelle sedi più opportune.
Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Semplicemente per riportare qualche elemento certo nell'ambito di questa discussione. Abbiamo assistito - credo che sia legittimo in ambito politico - a una serie di "consigli per gli acquisti", ma dopo che è finito "Carosello" sarebbe bene mettersi a leggere un documento, guardare le cose. Da un lato mi associo a quanto detto dal Presidente Caveri, nel senso che sul trasferimento della Caserma "Testafochi" tutte le parti hanno giocato un ruolo importante: il Governo regionale attuale, i governi regionali precedenti, l'esercito, i generali, ma tutti hanno esercitato un ruolo che ha messo sul tavolo le esigenze. Non vorrei che si ingenerasse nell'ambito della popolazione valdostana l'idea che abbiamo due "Babbi Natali" che vengono e ci regalano la Caserma "Testafochi", perché non è così.
Abbiamo siglato un documento con cui nei prossimi mesi verranno messi in evidenza tutta una serie di attività che graveranno sul bilancio regionale per svariati milioni di euro. Un particolare ringraziamento va all'Assessore Cerise e ai suoi dirigenti, che hanno presidiato, perché non c'è nulla, collega Squarzino, di quello che è scritto nell'ambito dello Statuto, non c'è un trasferimento gratuito, ma c'è una attività dove ci saranno milioni e milioni di euro che consentiranno da un lato di utilizzare un'area importante per l'università e dall'altro di rendere stabile l'organizzazione dell'esercito, per lo svolgimento di tutta una serie di attività.
Quindi non vorrei che nell'ambito dei "consigli per gli acquisti" ci fosse il "prendi tre e paghi zero". No, c'è un corretto rapporto fra istituzioni che nulla ha a che vedere con la campagna elettorale che state facendo.
Président - La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (CdL) - Brevemente sulla "Testafochi". Al di là delle enfasi che si sono alzate dai banchi della sinistra per il protocollo di intesa siglato ieri, vorrei richiamare l'attenzione del Presidente, degli Assessori e della maggioranza sui percorsi e i passi successivi, nel senso che il protocollo di intesa è un momento importante per progredire verso la definizione, l'acquisizione e l'utilizzazione dell'area, ma il percorso è lungo. Fintanto che non verrà sottoscritto l'accordo di programma quadro nulla accadrà, ma anche una volta sottoscritto tale accordo, il rilascio graduale implica dei tempi medio lunghi: al rilascio graduale subentreranno gli interventi graduali.
Penso che ci debba essere uno sforzo corale sull'argomento, perché penso che la città di Aosta meriti più di quello che ha avuto finora, non solo in termini di maggioranza politica, dai bilanci di certe grandi operazioni (area "Cogne", "Aosta capitale"), ma anche dal punto di vista dei risultati. Penso che sulla "Testafochi" ci debba essere un grande confronto fra le forze politiche che hanno poi il compito di operare le scelte.
Diceva il Presidente che c'è un progetto di fattibilità: inviterei la Giunta a portare all'esame delle commissioni competenti un primo confronto sulle ipotesi di riutilizzo e ristrutturazione di quell'area. Abbiamo tempo perché i tempi sono medio lunghi, non siamo prigionieri della fretta, c'è lo spazio per poter concertare una azione fra Amministrazione regionale, Amministrazione comunale, Università della Valle d'Aosta e dare una risposta che possa essere di qualità su un intervento importante, che occupa l'area cittadina, ma che va ben al di là del mero e limitato interesse della città di Aosta, per coinvolgere quanto meno la Regione, ma trattandosi di università sicuramente il coinvolgimento e gli interessi travalicano i confini regionali.
Sulla convenzione, penso che le affermazioni fatte dal collega Sandri meritino una riflessione. Abbiamo detto sia in aula sia in ambito della convenzione che la differenza fra questo tentativo - perché poi il risultato lo valuteremo nel momento in cui si concretizzerà - di riforma dello Statuto e i tentativi falliti (Louvin, "Commissione Nicco") riposa su un aspetto sostanziale, cioè non si è inteso procedere con una commissione meramente politica, ma una volta avviato l'iter - l'impulso politico era ovvio che competesse alla politica - si è creato un organismo allargato che coinvolge tutte le varie parti sociali. Siamo perplessi che il collega Sandri, Capogruppo di quello che rimane del gruppo dei "DS", venga a porre su un'argomento importante com'è la riforma dello Statuto, una questione di partito; la pretesa che la riforma dell'autonomia venga condizionata alle beghe di un partito - in crisi fra l'altro - ci sembra sorprendente e sconvolgente. Se questo è l'approccio con cui i "DS" si avvicinano alla riforma dello Statuto di autonomia, nutriamo più di qualche perplessità sul contributo fattivo che potrà provenire da quella forza politica.
La convenzione, una volta varata da quest'aula, è un organo che ha una sua autonomia e questa sua autonomia trova forza soprattutto in quella parte che va a completare il quadro politico, le forze sociali, le forze imprenditoriali e tutte le varie rappresentanze della società valdostana, di conseguenza non si possono fare i passi del gambero, uno avanti e due indietro. Ecco perché siamo convinti che la convenzione debba vivere di una vita propria con un proprio confronto, dove poi ovviamente il bilancio sarà politico, perché verrà riportata alla sede politica la proposta della convenzione. Però il nostro gruppo respinge qualsiasi tentativo passato o futuro di condizionare il cammino della convenzione a beghe di parte o peggio di partito.
Président - La parole au Conseiller Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Il mio intervento è per fare due brevi osservazioni.
La prima riguarda un fatto che è di fronte a tutti: che nel giro di 23 giorni (30 aprile - 22 maggio) sono stati chiusi due dossier da parte del Governo nazionale con i Parlamentari valdostani, due importantissimi dossier che riguardavano le Ferrovie dello stato e...
(risatine dai banchi della Giunta. Il Presidente del Consiglio invita tutti i Consiglieri, inclusi i membri della Giunta, a rispettare l'oratore che svolge il proprio intervento)
...varrebbe soprattutto per la Giunta un po' di rispetto, perché le idee possono essere anche opposte, ma il fatto che si abbiano queste risatine isteriche credo che sia proprio la dimostrazione di quanto dia fastidio che il Governo Prodi, con l'aiuto e l'apporto dei nostri due Parlamentari, abbia chiuso due importanti dossier, uno riguardo al futuro della ferrovia in Valle d'Aosta, il secondo un dossier che ormai durava da quasi 30 anni, quello della destinazione delle caserme.
Nel giro di neanche venti giorni sono venuti in Valle d'Aosta due Ministri del Governo: credo che sia forse una delle prime volte che capita nella storia valdostana. E questo è un fatto innegabile, checché ne dica l'Assessore Marguerettaz, che risponde ai Capigruppo Sandri e Squarzino con questioni che nulla hanno a che vedere con ciò che essi avevano affermato.
Ci pare strano che né il Presidente della Regione, né il Presidente del Consiglio non abbiano fatto nelle loro comunicazioni nessun riferimento al ricorso del Governo alla Corte costituzionale per uno dei commi della legge sulla ineleggibilità e incompatibilità, rispetto alla ineleggibilità per docenti. Non hanno comunicato nulla, o forse non siamo stati attenti; fra l'altro ricordo al Consiglio che proprio su questo comma, che avevamo definito esagerato nella passata seduta, quando è stata votata la legge sulla ineleggibilità, il Governo ha ritenuto di impugnare, perché gli esperti del Governo hanno ritenuto che questa fosse una norma anticostituzionale. È indicativo che nulla sia stato detto.
Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.
Lattanzi (CdL) - Non volevo intervenire perché il collega Sandri mi accusa di farlo solo sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio e della Giunta e poi di non partecipare attivamente alla opposizione dura e feroce a questa maggioranza, quindi ogni tanto mi sollecita ad essere più duro e cattivo.
No, io devo dire la verità: per una volta che voglio star zitto, vengo poi tirato in ballo da Sandri, quindi colgo l'occasione per dire quello che penso su questi due dossier ultradecennali, come li ha chiamati il collega Venturella, che - sembrerebbe - i due "Babbo Natale" hanno portato alla Valle d'Aosta. Venturella, tutta la Valle d'Aosta sa che non è così. Il massimo che sono riusciti a fare i nostri due Parlamentari è di sollecitare dei dossier che erano sotto l'aspetto burocratico più che maturi nei processi e che non andavano avanti perché erano gli uffici ministeriali che li frenavano: non le volontà politiche, ma i ministeri, i burocrati dei ministeri.
Io invece mi associo al ringraziamento che il Presidente Caveri ha fatto ai dirigenti degli assessorati regionali degli uffici competenti delle finanze, che hanno invece continuato a tenere aperto un dialogo fra dirigenti dei ministeri e della Regione per portare avanti due dossier, che andavano avanti da soli. Credimi, Venturella, fattene una ragione, ma gli unici motivi per cui abbiamo assistito al lavoro dei Parlamentari in questo ultimo anno, sono un paio di passaggi che vi ricordo. Il primo: la presenza dei Parlamentari si è evidenziata, perché hanno votato la legge finanziaria che ha aumentato le tasse ai cittadini, che ha messo in tasca al Presidente e al Governo un tesoro, cioè un avanzo di amministrazione che si sono ritrovato perché hanno tassato due volte i cittadini (una perché erano già stati tassati prima e si sono trovati una eredità di 30 miliardi di euro da spendere, l'altra perché con una manovra inutile da 27 miliardi di euro si sono portati a casa una risorsa economica che con i sindacati si stanno spartendo). Diciamocela tutta! Gli aumenti dei bolli, della benzina... li hanno approvati il Senatore Perrin e il Deputato Nicco: per questo si sono contraddistinti in questo primo anno di legislatura. Speriamo che tornino ad Aosta, che Prodi torni da dove è arrivato e che il paese possa avere un governo diverso. L'unica evidenza della presenza politica dei due Parlamentari non è né la "Testafochi" né la ferrovia, perché sono (proprio come la ferrovia) fermi, ma sono purtroppo stati presenti in Parlamento nelle votazioni di fiducia a un governo che ha fatto un serie di manovre, di cui i cittadini in questi giorni si stanno rendendo conto. Basta vedere qual è l'umore dei cittadini se dovessero andare a votare domattina. Siete ancora convinti che vincereste? Credo che anche in Valle d'Aosta vincereste, se l'Union Valdôtaine non si rende conto che contro di voi da sola continua a perdere; finché non si renderà conto di questo, voi potrete vincere in Val d'Aosta. Detto questo, non è che vince la Valle d'Aosta, vincete voi, mandate a casa qualcuno e poi la Valle d'Aosta si ritrova con tasse aumentate, il federalismo fiscale che mette in discussione 200 milioni di risorse della Regione autonoma e avanti di questo passo.
Una battuta, perché tu l'hai fatta. È vero che il Presidente del Consiglio non ha citato la ineleggibilità, perché non c'è comunicazione ufficiale, ma ci arriverà, quindi una battuta ci è dovuta visto che il collega Venturella l'ha citata: ti ricordo che anche qui il Governo Prodi si è contraddistinto per aver impugnato una legge che questo Consiglio autonomamente ha votato con 30 voti su 35.
Il Governo di centro sinistra si è contraddistinto ancora una volta, per essere entrato con due piedi dentro l'autonomia della Regione, con una legge regionale che ci siamo votati a stragrande maggioranza; quindi, evviva Prodi che impugna le leggi che tu, qui dentro, partecipi a votare.
Per quanto riguarda la ineleggibilità, come è avvenuta questa impugnativa? Vai a vedere il sito "Astrid" del signor Bassanini, dove ci sono le rilevanze del signor Louvin, che si è fatto gli affari suoi su questa impugnativa; il signor Bassanini è guarda caso marito della Lanzillotta, nonché Ministro di questa repubblica. Allora per favore non venite qui a farci lezioni di moralità, del bene della Valle! Voi le leggi della Valle le impugnate per affari vostri personali, i Perrin vanno a votare in Parlamento finanziarie, perché si sono dimenticati di chiedere il rimborso elettorale e hanno negoziato con il centro sinistra di poterlo avere, dando delle fiducie che sono vergognose. Per favore, gli interessi valdostani sono altra cosa!
Presidente - La parola al Consigliere Ottoz.
Ottoz (UV) - Su questo tema del ricorso, che è stato comunque tirato in ballo sia dalla opposizione di una parte che dell'altra, vorrei fare alcune considerazioni. Ritengo che sia molto importante che onde garantire la regolarità delle elezioni regionali dell'anno prossimo, tenuto conto della convergenza condivisa della legge sulla ineleggibilità e incompatibilità che abbiamo approvato due consigli fa, sia opportuno procedere in tempi brevissimi con un semplice strumento normativo di un articolo, abrogando la lettera s) del 1° comma e la lettera e) del 2° comma dell'articolo 2 della legge. Ritengo, infatti, che questo sia uno di quei casi rari, nei quali non sarebbe opportuno opporsi al ricorso del Governo, per garantire la regolarità delle elezioni dell'anno prossimo. Penso che difenderemmo meglio la nostra autonomia abrogando rapidamente quelle due lettere, lasciando perdere chi ritiene di ricorrere, senza impugnare davanti alla Corte costituzionale questo aspetto della legge, che riguarda esclusivamente i docenti universitari, che sono dopo la lobby della pasta e delle merendine in Italia, la lobby più potente del nostro paese e sicuramente nel nostro Governo. Basta fare l'elenco...
Evidentemente questa lobby non ha tenuto conto della particolarità della situazione valdostana, tanto che se ne ritrova traccia nella enunciazione del ricorso, dove si dice che la norma non è fondata da nessuna motivazione particolare. Motivazione che invece è stata lungamente discussa in sede di definizione della proposta di legge e di dibattito in aula, cioè che l'Università della Valle d'Aosta è l'unica in Italia in cui il rettore è di nomina politica e non di nomina accademica, come avviene in tutto il mondo, per cui era sembrato che alla pari con tutte le altre situazioni di tipo economico politico nominate dal Governo, anche un corpo di docenti universitari, che in questa valle ha una diretta derivazione di natura politica, fosse equiparato agli altri e dovesse essere considerato ineleggibile.
Vi ricordo, perché speculazioni su questa cosa se ne sono fatte di tutti i tipi, che la ineleggibilità non vuol dire che uno ha un marchio di ineleggibilità per tutta la vita, ma che deve rimuovere la sua ineleggibilità per potersi candidare. Quindi non viene leso nella sua possibilità di candidarsi. Vorrà dire che qualcuno che ha intenzione di candidarsi, potrà fare la campagna elettorale sia alla università che in giro per la valle. Ritengo che dovremmo procedere in tempi brevissimi ad approvare una legge di un articolo, che abroghi quei due punti, poi la questione potrà essere rivista successivamente allo svolgimento regolare delle elezioni del 2008.
Se mi permettete, una considerazione che non c'entra nulla ma, non posso chiedere due volte la parola. Non ho fatto l'alpino, sono stato fante per motivi sportivi, ma è mancato lunedì Angelo Todeschi che è stata una figura importante di questa comunità: è stato vicepresidente nazionale degli Alpini e importante imprenditore. Vorrei, quindi, senza stare a ripercorrere il suo curriculum, poiché era una persona a cui tutti volevamo bene, che il Consiglio esprimesse le sue condoglianze sentite alla famiglia che resta.
Président - La parole au Conseiller Ferraris.
Ferraris (PPD-VDA) - Per un modesto richiamo a un principio di realtà in relazione alla questione della Caserma "Testafochi". La Giunta ha giustamente rivendicato il ruolo che ha svolto, così come i rappresentanti della opposizione hanno rivendicato il ruolo svolto dai Parlamentari; credo che troppe rivendicazioni rischiano di evidenziare solo delle debolezze.
È successa una cosa normalissima: la Giunta ha istruito bene un dossier, lo ha portato a fondo e i Parlamentari hanno fatto il loro lavoro, che era quello di fare in modo che a livello nazionale un interesse generale della Valle d'Aosta andasse a termine. Tutto il resto è aria fritta.
Président - La parole au Président de la Région, Caveri.
Caveri (UV) - Ringrazio il Capogruppo Ferraris, perché ha rimarcato una cosa importante: le istituzioni non c'entrano con le elezioni. È degradante pensare che senza gli amici degli amici le istituzioni non dialoghino. Il Governo regionale deve dialogare con il Governo Prodi e il Governo Prodi deve dialogare con noi ed è chiaro che il ringraziamento, che ho fatto ieri non formale ai Parlamentari valdostani e che ho riaffermato oggi, è cosa diversa da un tentativo di unilateralità. Non ho cercato di portare la coperta dalla mia parte, lasciando scoperti i piedi dei Parlamentari, ma mi sia consentito anche che non capiti l'inverso, che il lavoro compiuto dal Governo regionale venga svilito rispetto a una specie di sine cura. Sarebbe curioso esistesse una specie di politica del rubinetto, per cui non siamo coerenti con il pensiero locale del Governo Prodi, con i fratelli Calì o chi diavolo deve essere, per cui dovremmo essere puniti per questo. Questa sarebbe una concezione delle istituzioni profondamente sbagliata. Comunque i successi hanno tanti papà e noi ne siamo contenti, perché vuol dire che abbiamo trovato un successo.
Per quel che riguarda la obiezione di Sandri, che con un tono ormai gravemente minaccioso interviene in Consiglio, credo che resterà negli annali come il Creso della politica valdostana, ma che non trasforma esattamente in oro gli oggetti che tocca. Vorrei rassicurarlo che saranno rispettate tutte le procedure del referendum: il 29 si riunirà la "Commissione dei saggi". È stata una loro scelta autonoma quella di riunirsi con una tempistica così avanzata e, dopo il loro parere, sicuramente si convocheranno i comizi referendari, a meno di decisioni diverse da parte loro.
Président - La parole au Conseiller Viérin Marco.
Viérin M. (SA) - Gli argomenti appena trattati sono importanti, credo molto più di tante interpellanze e interrogazioni iscritte all'ordine del giorno, quindi meritano il tempo che gli dedichiamo.
Ringrazio a nome del gruppo il collega Ferraris per il suo intervento, perché è lì il punto di partenza. Oggi abbiamo sentito degli interventi - mi scusino i colleghi Squarzino, Venturella e Sandri - che si basano, ad esempio quello della collega Squarzino, solo sul discorso degli slogan e nient'altro, dimenticando tutto quello che uno potrebbe dire su cosa non è stato fatto, anche in merito alle comunicazioni di oggi.
Il collega Venturella richiama due dossier, dimenticando tutti gli altri, uno sulle ferrovie e un altro sulle caserme, ricordando che è stato fatto tutto in 20 giorni; credo che qualsiasi persona che possiamo contattare all'esterno, sappia che temi del genere necessitano di mesi e mesi per la loro definizione. È merito, quindi, del passato Governo nazionale e di questo, come ha detto bene il Presidente Caveri, così come di questo Consiglio, della dirigenza regionale e di tutti coloro che vi hanno lavorato. Venire qui a dire certe cose, che in 20 giorni si sono risolti questi dossier, è venire qui a prendere in giro i valdostani.
Sul discorso di Sandri non voglio fare commenti, perché quando uno ringrazia una famiglia della Valle d'Aosta, credo che non si debba dire altro.
Voglio toccare l'aspetto che ci interessa maggiormente, un ragionamento che voglio lasciare in quest'aula perché il vero accordo lo si farà con l'accordo quadro. Voglio fare sin da subito un richiamo che è stato già recepito, ma che voglio riprecisare: sull'intesa si faccia un ragionamento, inerente il protocollo per il rilascio della Caserma "Testafochi" e sugli interventi per l'eliporto di Pollein, onde coinvolgere anche le due amministrazioni interessate. Mi sembra che il Presidente Caveri sia partito con il piede giusto avendo convocato i rispettivi sindaci e l'appello è che questo sistema di intesa (i momenti dell'accordo di programma da siglare nel prossimo futuro) venga mantenuto fra la Giunta e le due amministrazioni comunali.
È stato, invece, detto poco sull'articolo 50 dello Statuto, proprio dell'intesa. Perché collego queste due cose? Il Consiglio si è espresso per due volte, la prima sulla approvazione e la seconda sul parere negativo a certe modifiche; oggi ci troviamo con una Commissione affari costituzionali che non ha tenuto conto della volontà di questo Consiglio. Tutti, anche le forze di sinistra, mi pare abbiano detto che il principio della intesa è sostanziale per dare un vero senso alle modifiche statutarie, altrimenti rischieremmo di aprire la finestra e poi qualcun altro entrerebbe dalla porta. Se questa è la volontà del Governo nazionale, dobbiamo fare molta attenzione, perché è su queste cose che si capisce se il Governo attuale è vicino alle autonomie, e su queste cose ci pare che non ci sia nessuna vicinanza. C'è una vicinanza su altre, come la "Testafochi" - che condividiamo - perché i soldi non li hanno per metterli su certi investimenti e a loro interessa che la Regione metta qualche denaro. C'è stata un'accelerazione, perché altrimenti questo intervento per lo Stato non era possibile farlo; allora non prendiamoci in giro su queste cose.
Sul discorso della legge sulle incompatibilità e ineleggibilità, ci pare strano che l'impugnazione avvenga su tre testi così complessi, dove l'opposizione ha cantato vittoria perché lo stato ha impugnato, l'unica virgola che riguardava qualcuno. Se è così il lavoro che si vuole portare avanti sulle riforme istituzionali da parte di qualcuno, ne prendiamo atto. Ci fa sempre più piacere di essere giunti a fare un ragionamento complessivo e condiviso sulle regole del gioco che avremo in futuro, perché capiamo oggi che qualcuno queste regole le vuole affossare per delle inezie.
