Oggetto del Consiglio n. 2713 del 17 maggio 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2713/XII - Rigetto della proposta di legge: "Disposizioni urgenti per il rinnovo dei Consigli comunali di Arnad, Issime e Valsavarenche".
Articolo 1
(Rinnovo dei Consigli comunali di Arnad, Issime e Valsavarenche)
1. L'applicazione della legge regionale 9 febbraio 1995, n. 4 (Elezione diretta del sindaco, del vice sindaco e del Consiglio comunale), è sospesa limitatamente alle prime elezioni successive alla data di entrata in vigore della presente legge per il rinnovo dei Consigli comunali di Arnad, Issime e Valsavarenche.
2. Ai fini delle elezioni di cui al comma 1, si applicano le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570 (Testo unico delle leggi per la composizione e la elezione degli organi delle Amministrazioni comunali), nel testo vigente alla data di entrata in vigore della legge 25 marzo 1993, n. 81 (Elezione diretta del sindaco, del presidente della provincia, del consiglio comunale e del consiglio provinciale).
Articolo 2
(Dichiarazione d'urgenza)
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.
Presidente - La parola al relatore, Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Tenuto conto che in questi Comuni si voterà domenica, è palese che questa legge non ha alcuna possibilità di avere un qualche interesse dal punto di vista pratico, però ha un grande interesse dal punto di vista politico ed evidenzia come uno dei metodi della maggioranza di non affrontare i problemi è quello di trascinare le discussioni in commissione, in modo da portare fuori tempo massimo i provvedimenti.
M. Le Président, chères et chers collègues, le système des autonomie locales est un pilier fondamentale de notre Autonomie; en fait, on ne peut pas envisager un développement de notre système démocratique, ni une plus large participation populaire si, à partir des administrations communales, on ne réussit pas a rendre les rapports entre l'administration et la population les plus performants possibles.
La loi électorale n° 4 du 1995 "Elezioni diretta del Sindaco, del Vicesindaco e del Consiglio comunale" en fait n'as pas sorti le résultat qu'on espérait. Les énormes pouvoirs du Maire, la concentration des informations au niveau des Exécutifs et les rares et stériles réunion des Conseils communaux ont éloigné la démocratie de nos Maisons communales et coupé l'entente entre administration et population. Il y a une démonstration claire e nette de cette coupure: dans les 68 Communes qui ont voté pour le renouvellement des organes communaux en 2005, une (Aoste) a voté avec un système particulier de coalitions, 4 avec un choix entre 3 listes (Champdepraz, Champorcher, Saint-Christophe, Saint-Vincent), 45 présentaient 2 listes sur le bulletin de vote quand même un choix, mais il y en a bien 18 qui ont voté avec une seule liste, donc on y a voté sans possibilité de choix. Les 18 Communes sont: Sarre (4.241 habitants), Valtournenche (2.217 habitants), Cogne (1.507 habitants) Pollein (1.361 habitants), Gignod (1.239 habitants), Pré-Saint-Didier (928 habitants), Brusson (865 habitants), Arvier (849 habitants), Introd (558 habitants), Etroubles (451 habitants), Allein, Avise, Bard, Chamois, Doues, Emarèse, Fontainemore, Saint-Oyen. Comme on voit, il est plutôt incroyable et, en fait, injuste que 15.000 Valdôtains n'ont pu choisir et surtout que Sarre, qui est presque une ville de 5.000 habitants, il n'y a pas eu autre choix que voter le Maire indiqué par l'"Union Valdôtaine".
In pratica ci ritroviamo che una legge, che era partita con grandi speranze di aiutare un cittadino a sentirsi ancora più padrone del proprio voto attraverso l'elezione diretta del Sindaco, del Vicesindaco, si è rivelata un mezzo non adatto a quella situazione. La dimostrazione lo è proprio di questi 68 Comuni, che hanno votato nel 2005 e che a parte Aosta, che ha un sistema di coalizione, e 4 che hanno avuto la tripla lista (Champdepraz, Champorcher, Saint-Christophe, Saint-Vincent), e i 45 che hanno avuto un normale dibattito, ce ne sono stati 18 che hanno avuto una sola lista, per cui il cittadino ha potuto votare solo quello che passava il convento. La cosa grave è che fra questi 18 Comuni ce n'è uno che, all'epoca, aveva 4.241 abitanti, ma che forse nel 2010 sfiorerà i 5.000 (Sarre), ce ne sono parecchi altri per un totale di 15.000 abitanti.
La legge n. 4/1995 era stata pensata e proposta per consentire un maggiore potere di scelta da parte dei cittadini con l'elezione diretta del Sindaco, del Vicesindaco e con l'espressione di 2 preferenze fra i Consiglieri presenti in lista. Nella realtà, invece, la mancanza di liste contrapposte ha portato ad un'espropriazione del diritto di scelta da parte dei cittadini. In particolare, tenuto conto della straordinaria concentrazione di potere nelle mani dei Sindaci, o comunque nelle Giunte, la scelta elettorale è risultata spesso e volentieri una delega in bianco da parte dei cittadini al Sindaco, ma la beffa più grande è che, in effetti, la possibilità di scelta dei cittadini si è notevolmente ridotta rispetto alla legge n. 570/1960, la legge nazionale con cui si votava precedentemente. Con questa legge i cittadini, con le loro 12 preferenze, non indicavano soltanto un candidato più votato, che per vie naturali il Consiglio comunale eleggeva poi a Sindaco, ma valorizzava anche nelle differenti liste le persone più meritorie di svolgere la funzione di Consigliere comunale (metodo del "panachage"), in quanto potevano esprimere preferenze non solo nella lista scelta, ma anche nelle altre di minoranza.
Con il sistema elettorale regionale del 1995, invece il Sindaco è stato sistematicamente un prodotto di accordi partitici, nella maggior parte dei casi tutti all'interno del partito di maggioranza relativa, che spesso non solo ha condizionato la scelta, ma ha anche promosso all'incarico di Sindaco e di Vicesindaco personalità che in lista avrebbero raccolto pochi voti, costringendo le personalità di maggior spicco a rivestire il ruolo di porta acqua della lista. Si è arrivati anche a casi estremi, per cui lo stesso partito ha fatto la lista principale e anche la lista di opposizione, cioè ha gestito tutti e due gli elementi, quindi di nuovo portando a una carenza di democrazia, perché la possibilità di scegliere fra le due liste era una possibilità del tutto illusoria. Se si associa questo quadro all'innegabile fatto che il Presidente della Giunta e gli Assessori regionali hanno un forte potere di condizionamento - pensiamo solo ai trasferimenti finanziari e all'accettazione o meno di proposte FOSPI, piano lavori, eccetera - il sistema delle autonomie locali valdostano assomiglia in modo straordinario al sistema presente al tempo del ventennio fascista: agli ordini del Prefetto, che era il mandante del Governo e qui rappresentato dal Presidente della Giunta, i 74 Podestà attuavano un controllo del territorio tale da impedire qualunque possibilità di nascita e di crescita di alternative politiche.
Ovviamente oggi ci sono le dovute eccezioni: non possiamo non ricordare coalizioni comunali partecipate da più partiti, condivise con la popolazione, che hanno consentito l'elezione di Sindaci e Giunte assolutamente democratiche e pienamente coscienti delle responsabilità nei confronti dei propri amministrati. A questi coraggiosi amministratori va la nostra solidarietà, tanto più sentita quanto più siamo coscienti delle difficoltà che essi incontrano a Palazzo regionale.
Per tutte queste motivazioni noi abbiamo ritenuto opportuno presentare questa provocatoria proposta di legge, che riporta alle vecchie normative del 1960 la regolamentazione elettorale dei 3 Comuni chiamati alle urne in questa primavera. Tra l'altro, prendiamo atto che in uno di questi 3 Comuni, quindi nel 33% di questi Comuni, c'è una sola lista, il Comune di Eischeme-Issime. Certo, il problema non è risolvibile con un mero ritorno al passato; tuttavia quel sistema elettorale consentiva ai cittadini di poter determinare, anche al di là della volontà dei partiti, il candidato più gradito dalla popolazione alla carica di Sindaco e, insieme ad esso i candidati più meritori per comporre la Giunta ed i Consigli comunali, sia nella maggioranza che nell'opposizione. È indispensabile quindi porsi il problema, trovare un meccanismo sostanzialmente simile a quello, quantomeno per i Comuni fino a 3.000 abitanti, con l'accortezza di prevedere per quelli più piccoli, con meno di 300 abitanti, sistemi che garantiscano dal cosiddetto "controllo delle famiglie notabili".
La riforma elettorale degli Enti locali è essenziale, ma non sufficiente. Ad essa bisognerà associare una rivisitazione del cosiddetto "ente intermedio" - Comunità montana - che deve trovare una propria via, o diventa ente elettivo, eletto direttamente dalla popolazione, con le opportune garanzie democratiche e di partecipazione, o viene eliminato e sostituito con consorzi ed altre associazioni di comuni volontarie e su obiettivi specifici. La riforma più essenziale, tuttavia, è quella della divisione delle competenze e dei poteri tra Sindaco, Giunta e Consiglio: quest'ultimo appare del tutto deprivato della possibilità di esercitare un effettivo controllo sull'attività della Giunta, fatto negativo non solo per la stessa democrazia, ma anche per l'efficienza delle amministrazioni comunali, che non possono godere del fastidioso, ma indispensabile, apporto critico delle minoranze. Qui bisognerebbe aprire una parentesi sul problema dei Consiglieri di maggioranza, la difficoltà di fare le liste, per cui in molti Comuni c'è una lista sola, non è solo legata alla motivazione politica che dicevo prima, ma anche al fatto che questo meccanismo, demotivando il Consiglio comunale che può essere convocato anche solo un paio di volte all'anno per il bilancio e poco più, ovviamente se demotiva i Consiglieri di opposizione, ancora di più demotiva i Consiglieri di maggioranza, quindi la difficoltà è di andare a recuperare dei Consiglieri di maggioranza.
Questo progetto di legge pone numerosi e importanti problemi che sono comunque sul tavolo della politica valdostana e che, con la bocciatura dell'articolo 1, saranno solo soltanto formalmente rinviati grazie al comportamento di questa maggioranza, a metà tra uno struzzo con la testa nella sabbia e un condannato a morte che fa l'ennesimo ricorso alla Corte di giustizia. La verità è che, anche in questo caso, emerge la prepotente volontà di dominio incontrastato da parte dell'attuale dirigenza dell'"Union Valdôtaine" e la sua totale incapacità di relazione con chi ha opinioni diverse, proposte contrastanti, insomma con il diverso da sé. La storia è piena di esempi di sistemi politici gestiti in questo modo, assolutista e arrogante. Lascio a voi di scegliere quale sia più simile all'attuale sistema valdostano.
Permettetemi, tuttavia, di sottolineare come tutti gli esempi a cui avete potuto assimilare il regime unionista hanno avuto una stessa drammatica fine: quella di rientrare nel gran "calderone" dei periodi storici che tutti vogliono dimenticare il più in fretta possibile.
Presidente - La parola al Consigliere Cesal.
Cesal (UV) - Non avrei voluto intervenire in questo dibattito, in quanto non ritengo che l'argomento sia meritevole di attenzione, proprio nel momento in cui fra 2-3 giorni si svolgeranno le elezioni che riguardano i Comuni oggetto di questa proposta di legge.
Quando assisto a questi dibattiti in seno a questo organismo, che credo sia il massimo organismo di questa Regione, mi pare di assistere ad una commedia all'italiana e il comportamento del collega Sandri può essere sintetizzo nel "piove governo ladro!", perché ha la capacità di nascondere i suoi fallimenti, di cercare di coprire questi suoi fallimenti, di coprire questa sua incapacità di analizzare la situazione generale, quindi di essere interprete della volontà della popolazione, accusando l'"Union Valdôtaine". È una delle sue caratteristiche e parrebbe porsi come in alternativa a quello che lui definisce il "regime unionista". Dico molto francamente che se l'alternativa è questa, avremo ancora la possibilità di durare per tanti anni, perché francamente non credo che possa essere un'alternativa credibile in considerazione della mancanza di contenuti di ogni tipo di proposta, se non quella di cercare il sensazionalismo, la polemica a tutti i costi, o di sollevare dei polveroni che alla fine non hanno alcun costrutto positivo.
Vorrei utilizzare dei termini per chiudere questo mio intervento, che ha utilizzato il collega Sandri oggi... ridicolo: ecco, questa è una proposta ridicola, una proposta che è stata ridicolizzata da quanti sono intervenuti in audizione in I Commissione. Abbiamo richiesto su proposta del collega Sandri, abbiamo udito i Sindaci dei 3 Comuni interessati, ma non solo, i Sindaci hanno una posizione di privilegio da difendere, abbiamo chiesto anche di sentire i rappresentanti delle minoranze, perché riteniamo che la minoranza possa portare qualcosa di diverso, ma tutti si sono dissociati da questo genere di proposta. E la dissociazione che è andata a finire anche sui giornali è venuta da parte di un Sindaco che non si riconosce nell'"Union Valdôtaine", ma che è espressione proprio di quel movimento politico che il Consigliere Sandri dice di rappresentare in quest'aula, e che ha motivato la sua volontà di non ricandidarsi a seguito di queste polemiche. Se il Consigliere Sandri è incorso in un fallimento, se ne assuma la responsabiltà, non accusi gli altri e sancisca il suo fallimento e prenda atto di questa situazione, di questo "bluff" che ha voluto fare, perché il Consigliere Sandri spazia con le sue proposte da destra a sinistra, parlando di tutto e del contrario di tutto, arriva, propone, fa e disfà, e accusa sempre l'"Union Valdôtaine"!
Non so, sempre per riprendere una frase del Consigliere Sandri, se tutto questo ha una motivazione psichiatrica psicologica da ansia elettorale, ho la sensazione che quando parliamo di "motivazione psichiatrica psicologica da ansia elettorale", questo coinvolga soprattutto il collega Sandri, lo ha detto lui, non l'ho detto io, non mi sarei mai permesso di affermarlo in quest'aula, ma visto che è stato detto, credo che in questo tipo di comportamento vi si riconosca anche questa "ansia elettorale" che poi porta a delle confusioni mentali, un'altra espressione usata dallo stesso Sandri, stamani.
Una proposta di legge che ha perso quelli che erano i suoi proponenti, uno dei firmatari si è dissociato pubblicamente, inviando una lettera in tal senso. Un altro dei firmatari si è dissociato in sede di votazione in I Commissione; quindi se ci sono dei fallimenti, se ci sono delle accuse, qualcuno dovrebbe fare un minimo di autocritica e non dovrebbe cercare di venire, qui, a dare le proprie lezioni e cercare di dire che la colpa è sempre degli altri! Se confusione mentale c'è, se i sistemi politici gestiti in questo modo sono assolutisti e arroganti, dico: forse bisognerà prendere in considerazione le possibili alternative e ragionare di conseguenza!
Per cui evitiamo di essere ridicoli, evitiamo di prestarci a questo gioco, evitiamo di cercare delle finestre che ci danno quel minimo di notorietà, se vogliamo ragionare su queste problematiche siamo disposti a farlo nelle sedi opportune, ma senza farci dare delle lezioni da nessuno, perché non ne hanno i titoli; pertanto cerchiamo di rimanere al fatto concreto e di evitare di accusare gli altri. Sandri prenda atto del proprio fallimento, facendo un minimo di autocritica!
Presidente - La parola al Consigliere Ferraris.
Ferraris (PPD-VDA) - Intanto per esplicitare la mia posizione rispetto a questo disegno di legge che ho firmato e che voto, e vorrei spiegare le motivazioni. Diciotto Comuni di questa Regione hanno votato con una lista unica, quindi 1/4 dei cittadini che hanno votato in quei Comuni non hanno potuto scegliere fra opzioni diverse. Quando la lista è unica, si può votare quella lista o scegliere liberamente di astenersi, ma questo evidenzia un problema di applicazione della legge.
Va detto che la legge che è stata votata per l'elezione diretta dei Sindaci presenta dei limiti, la proposta di legge presentata aveva un intento provocatorio, cioè di dire al Consiglio che questo problema va affrontato ed è questo il motivo per cui ho firmato questa legge e oggi la voterò. Un conto però è la provocazione - questa la condivido -, altro conto è porre il problema in termini che invece non condivido, nel senso che là dove nella relazione si dice che: "il sistema delle autonomie locali valdostano assomiglia in modo straordinario al sistema presente al tempo del ventennio fascista, agli ordini del Prefetto, il nostro Presidente della Giunta, 74 Podestà attuano un controllo del territorio tale da impedire qualunque possibilità di nascita e di crescita di alternative politiche". Io non sono d'accordo su questo, perché innanzitutto è una frase offensiva dei cittadini che si sono espressi liberamente e non è certo questa mitigata poi dalle frasi successive che, sempre nello stesso testo, sono scritte ed è offensiva nei confronti dei Sindaci, dei Vicesindaci, degli Assessori e dei Consiglieri che non credo non si riconoscano in affermazioni di questo genere.
C'è un altro elemento che vorrei porre all'attenzione: la frase nella quale si dice che l'"Union Valdôtaine" ha una totale incapacità di relazione con opinioni diverse, con proposte contrastanti, insomma con il diverso da sé. Non sono per difendere l'"UV" che non è esente da colpe nella gestione della politica valdostana, magari qualche autocritica, caro Cesal, sarebbe anche utile sentirla in quest'aula, però vorrei fare un'ultima considerazione. Credo che i fustigatori dei costumi, soprattutto dei costumi pubblici, debbano essere caratterizzati da una condotta irreprensibile e da comportamenti e costumi pubblici sempre - non mi interessano i costumi privati - irreprensibili e coerenti.
Ritengo doveroso e opportuno che ci si relazioni con opinioni discordanti, che ci si relazioni con il diverso da sé, sicuramente è un segno di apertura politica e personale. Non riesco però a trovare una risposta ad un interrogativo: quale relazione ci sia fra accettare il diverso da sé, quindi un'affermazione di massima apertura, tolleranza e disponibilità, e assumere comportamenti quali quelli assunti dal mio ex Capogruppo, dalla sera al mattino togliere la delega a un Consigliere del suo gruppo - delega alla partecipazione alla Convenzione per la riforma dello Statuto - cosa che è stata fatta quando ero a tutti gli effetti componente del gruppo, "in modo assolutista e arrogante". Ho voluto usare le sue parole contenute nella relazione alla proposta di legge n. 154.
Ben vengano le relazioni di tolleranza e democrazia... sarebbe ancora meglio, però, essere coerenti con queste dichiarazioni! Con questo confermo il voto favorevole al disegno di legge per la coerenza nell'averlo firmato.
Presidente - La parola al Consigliere Ottoz.
Ottoz (UV) - È bello ogni tanto essere d'accordo con il Consigliere Sandri, quanto meno suddividendo il progetto di legge che propone tra l'analisi della situazione che ha fatto e quindi la sindrome che si sta verificando nei Comuni, e pur senza condividere assolutamente la terapia, cioè il contenuto della legge.
È fuori di dubbio, ne abbiamo discusso a lungo durante le lunghe riunioni per mettere a punto i testi faticosi delle 3 leggi elettorali, è emersa con chiarezza la necessità che - se non questo Consiglio - la prossima legislatura metta le mani a una modificazione radicale del sistema elettorale degli enti locali in Valle d'Aosta; in effetti i sintomi che il Consigliere Sandri ha denunciato, la mancanza di democraticità per certi versi, il fatto che portino troppo facilmente a liste uniche... sono fatti veri di una certa gravità sul piano democratico, quindi qualche misura dovrà essere presa e bisognerà ripensare a tutta la struttura, se sia ancora opportuna anche l'elezione diretta del Vicesindaco, se volendo rimanere sull'elezione diretta del Sindaco, si debbano prevedere come obbligatorie delle primarie per identificare i personaggi che poi devono andare in lista, sottraendoli in parte alle logiche di partito, oppure se tornare ai metodi precedenti che vedevano la nomina del Sindaco all'interno delle coalizioni elette in base alle maggioranze che si formavano, non ultimo fattore tenuto in conto quello del numero delle preferenze ottenute.
L'analisi e la sindrome effettivamente ci portano ad esaminare la necessità di mettere mano - non adesso, perché ad una settimana dal voto sarebbe ridicolo, e magari neanche nell'ultimo anno prima delle elezioni - al sistema elettorale degli enti locali, perché oggi in questo modo le cose nei Comuni non vanno come dovrebbero e come ha sottolineato il collega Sandri non solo nei Comuni piccoli, dove certe logiche sarebbero più comprensibili, ma anche in Comuni più grandi. Dopodiché il testo di legge è stato massacrato in commissione da maggioranza e opposizione dei 3 Comuni di cui si parla, quindi di questa legge penso che non si possa proprio fare nulla.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Vorrei fare una precisazione riguardo al fatto che credo di non essere né più furbo, né più scemo di altri, sono anche un po' sordo, ma non del tutto, quindi questa proposta di legge in I Commissione non è stata massacrata dai Sindaci e dalla minoranza, e poi preciso meglio... credo che il collega Sandri non abbia bisogno di difendersi dal violento attacco personale del collega Cesal. Violento attacco personale, perché per quanto riguarda l'andamento dei lavori della I Commissione i Sindaci e le minoranze hanno contestato il metodo di presentazione della proposta di legge alla vigilia delle elezioni e del rinnovo dei Consigli comunali di Arnad, Valsavarenche, Issime, che abbiamo adesso, tanto che la discussione si è protratta lungamente e tutti i Sindaci e le minoranze hanno riconosciuto "in toto" o in parte che i problemi posti da questo provocatorio disegno di legge sono reali, tanto che nel merito di questa proposta di legge il Consigliere Cesal non è entrato, in quanto i problemi posti, il livello di democrazia che esiste nei Consigli comunali dei nostri paesi è pari a zero.
Vi faccio un esempio: il Consiglio comunale di Nus ha votato a maggioranza un regolamento che prevede che la minoranza debba presentare le mozioni 2 mesi prima e questo è il livello di democrazia, mentre nel resto del mondo si parla di Consigli comunali partecipati, mentre hanno la pretesa di essere chiamate ad esprimersi le popolazioni sulle decisioni che vengono prese dalla politica e dagli organi istituzionali, non solo essere chiamati a votare ogni 5 anni, questo disegno di legge presenta una serie di problemi a cui bisogna mettere mano, se vogliamo tutelare la democrazia ed evitare che i cittadini nei nostri paesi diventino sudditi. Questo è il problema posto dal Consigliere Sandri, come perché in che modo lo ha posto, su questo abbiamo delle critiche da fare allo stesso Sandri e, proprio per il metodo con cui ha posto questi problemi, ci asterremo sul disegno di legge.
È evidente che il malessere nei paesi c'è e il sottoscritto aveva anche parlato che occorre definire una nuova legge di elezione dei Consigli comunali e insieme predisporre una bozza di Statuto quadro, dove i singoli Consigli comunali non abbiano l'autonomia a colpi di maggioranza di approvare Statuti, che sono la morte della democrazia, il congelamento del potere fine a sé stesso. Vediamo le modalità con cui vengono discussi i piani regolatori, i problemi dei singoli paesi all'interno dei Consigli comunali, vediamo quanta gente partecipa alle riunioni dei Consigli comunali, c'è va far venire la pelle d'oca, eppure i cittadini sono grandi e istruiti per poter partecipare. Evidentemente con l'attacco personale del Consigliere Cesal non si vuole entrare nel merito dei problemi posti, perché probabilmente a questa "Union Valdôtaine" va bene questo tipo di legge, ci mancherebbe altro! Siamo arrivati anche al Comune di Arnad, dove ci sono le elezioni domenica prossima e una componente politica andava in giro a minacciare i componenti di un'altra lista avversaria!
Ci sono stati uomini non appartenenti alla politica, uomini di potere - né Consiglieri, né Assessori, né Presidenti, né membri di organismi politici - che in quel paese sono calati a piedi giunti ricattando e minacciando, e con questi metodi di intervento quando siamo di fronte alle tornate elettorali o a scelte politiche, bisogna che sia la Regione, non la minoranza, a dire "basta" a questi metodi autoritari, dove si nominano persone ad esercitare un potere su "chi è con me" o "è contro di me"... se poi volete vi faccio anche i nomi, ma lo avete capito benissimo! Bisogna che le forze politiche facciano pulizia di questi personaggi che sono deleteri prima per loro stessi, poi per le istituzioni e poi per la democrazia, perché confondono il potere personale esercitato a casa loro con le istituzioni a loro disposizione e le persone diventano sudditi da minacciare se non ubbidiscono a questo tipo di intervento!
I problemi posti da questa legge servono per fare una discussione pacata, lontana da scadenze elettorali, sulle modalità che dobbiamo darci - sentendo tutti - per eleggere i nuovi Consigli comunali, se vogliamo che la popolazione partecipi in qualità di cittadini e non di sudditi, alle decisioni che riguardano le cose importanti dei propri paesi.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - Vorrei solo proporre 3 riflessioni su questa discussione: la prima è una riflessione concreta che parte dal presupposto che in questo momento è già al lavoro una commissione tecnica fra il Governo regionale e il CELVA, per offrire una serie di soluzioni tecniche che dovranno poi essere vagliate dal Consiglio, sulla possibilità di modifica dei sistemi di voto per le elezioni comunali; quindi non si può dire che in questo momento non ci siano azioni concrete per discutere di questo argomento.
La seconda questione, indirizzata ai presentatori della proposta di legge, è un invito a ritirare la proposta, perché sappiamo tutti che l'articolo 1 della proposta verrà rigettato dall'aula, ma immaginiamo che per un improvviso impazzimento l'aula decida di votare questo provvedimento, che è chiaramente incoerente con quanto sta avvenendo nei Comuni indicati dalla proposta di legge. Noi voteremo domenica e, se questa legge dovesse essere approvata, ci troveremmo di fronte a una situazione che renderebbe ridicola questa Assemblea. Ritengo che voi dobbiate, per rispetto all'Assemblea che ha discusso di questo argomento, ritirarla, perché se per caso ci fosse una situazione eccentrica, ci troveremmo, come Consiglio, ad aver votato una legge che finirebbe non si sa in quale dimenticatoio, essendo nata con ragioni di urgenza legate alle consultazioni elettorali per le comunali.
Una terza considerazione, rivolta anche al Presidente del Consiglio: io non credo, collega Sandri, che sia corretto da parte di un relatore presentare una relazione come lei ha fatto, lo dico a futura memoria e come anziano parlamentare, perché il relatore, per antonomasia, deve presentare i contenuti della legge. Lei è andato veramente molto al di là. Un conto sarebbe stato presentare la relazione e successivamente prendere la parola in aula per aggiungere tutti quegli elementi di pesantissima polemica politica... poi sono convinto che lei, peggio viene trattato in questa Assemblea, più si fa forte. Le polemiche politiche sono esattamente il contrario della criptonite per Nembo Kid, cioè lei oggi vuole fare una specie di San Sebastiano, dicendo: "tutti ce l'hanno con me", e questo credo che lei lo consideri l'elemento di forza della sua campagna elettorale per il 2008. Questa è una mia valutazione, posso farlo, lei ha detto che sono un duce, Pinochet... per fortuna ho dei precedenti familiari che mi consolano dal punto di vista della lotta alle dittature, per cui non credo di poter essere sospettato di mancanza di democrazia!
Chiedo che questa proposta venga ritirata, perché ci troviamo di fronte all'assurdo di una proposta di legge che, qualora approvata, ci renderebbe ridicoli con tutti.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Intanto devo fare un ringraziamento a tutti i colleghi che sono intervenuti, non pensavo a "tanta grazia San Antonio", veramente c'è stato un dibattito superiore in qualità e quantità a tutte le mie aspettative. Ringrazio particolarmente i colleghi firmatari di questa proposta di legge, per il supporto che mi è stato dato e che è stato annunciato per quanto riguarda il voto.
Dirò alcune questioni dal punto di vista pratico. Intanto rimando al mittente la questione del ritiro della legge; il Presidente si è dimenticato che questa legge entrerà in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione sul Bollettino ufficiale, occorreranno almeno 2-3 giorni, quindi sarebbe questa legge pubblicata lunedì o martedì ed entrerebbe in vigore il mercoledì successivo, quindi varrebbe per le prossime elezioni, perché avete tirato talmente in lungo i lavori in commissione, che siamo arrivati all'assurdo che questa legge può valere tranquillamente - non c'è nulla di ridicolo - varrà per le elezioni di Arnad e Issime e Valsavarenche del 2012...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
... però non è in discussione il risultato elettorale di sabato in nessuno dei 3 Comuni, quindi non abbiamo alcun problema.
Per quanto riguarda gli interventi sia dei colleghi Ferraris, Ottoz, Bortot, non posso che ringraziarli, perché hanno captato, al di là di un atteggiamento forse un po' aggressivo, l'obiettivo fondamentale, quello di attirare l'attenzione su una diagnostica che può trovarci tutti accomunati; poi le soluzioni ognuno darà le proprie, e forse ce ne saranno più di una, ma questo è un sistema che non può più andare avanti così. Il collega Ottoz ha fatto una proposta nella prossima legislatura... io dico: "chi ha tempo non aspetti tempo", ci si potrebbe mettere già a lavorare adesso, poiché nella prossima legislatura passeranno un paio di mesi perché si cominci a partire, siamo al 2009 e il 2010 è di nuovo tempo di elezioni. Allora si comincerà a dire: "voi fate questo sistema elettorale perché vi serve in questo senso o, viceversa, dall'altra parte".
Credo che i prossimi mesi potrebbero essere dei mesi in cui ci si mette a lavorare seriamente per questa cosa, ma credo che il Presidente Caveri abbia giocato alla Niccolai, giocatore del Cagliari degli anni '70 bravissimo nel fare gli autogoal, perché ha detto la cosa più simpatica del mondo. Dice: "non preoccupatevi, ci stiamo pensando noi, il Prefetto e il Potestà", cioè il CELVA e il Presidente della Regione, perché non è abbastanza sicuro che questa roba ci garantisca. Non preoccupatevi, le modifiche della "45" le facciamo noi, perché dire "CELVA" significa dire la stragrande maggioranza dei Sindaci dell'"Union Valdôtaine" che lo controllano e, sopra di loro, il Presidente della Regione, che li controlla e ne fa il suo...
(nuova interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
... anche l'anno scorso hanno deciso i cittadini, non si preoccupi! Credo che per quanto riguarda questa cosa, sia una valutazione che debba nascere dal Consiglio regionale e mi dispiace di non aver trovato un conforto nel collega Cesal che, al posto di intervenire sui contenuti al di là di un certo atteggiamento provocatorio, ma di guardare ai contenuti, è cascato in un contraddittorio provocatorio che non ha molto senso. Ma si faccia un esame di coscienza sul fatto che la I Commissione - che è uno dei tanti incarichi che lei ricopre - non si è fatta scrupolo di studiarsi in questi anni la riforma della "4/1995", anzi, di fronte a questo tentativo bizzarro di fare un intervento a gamba tesa, tirando fuori la vecchia legge del "panachage", l'unica risposta è un attacco in termini personali che si commenta da solo!
Penso che si possa invece fare molto di più, ma di certo non è dando delle versioni scorrette del lavoro di commissione. Ringrazio il collega Bortot, perché ha ricordato che in quelle audizioni sono emerse, malgrado il clima difficile, perplessità grosse sul funzionamento. Andate a vedere i Consigli comunali cosa significa; là dove ci sono dei Sindaci democratici, vecchio stile... io sono andato a seguire qualche Consiglio comunale ultimamente e devo dire che ho trovato dei Sindaci che hanno questo confronto con la minoranza molto forte e un coinvolgimento di tutta la maggioranza molto positivo, cito uno per tutti, quello di Gressoney-La-Trinité, ma... non sono mica tutti cosi! Anzi, lo stesso Presidente della I Commissione, qualche settimana fa, citando la sua bravura, diceva: "i Consigli comunali io in mezz'ora li chiudevo e via... pedalare!". Questa è la mentalità con cui ci troviamo a che fare; quindi benvenuto sarà il progetto del CELVA e del Presidente della Giunta e della sua Giunta, lo valuteremo, ma credo che il Consiglio dovrebbe farsi carico di questo impegno e portare avanti un lavoro di approfondimento molto forte, ma potrebbe essere anche il caso di fare un lavoro sul territorio, perché andare a parlare con la gente, con i Consiglieri comunali e con gli ex Sindaci, può essere un buon modo per imparare cos'è che non va in questo sistema e fatta la diagnosi, trovare la terapia giusta.
Pertanto ribadendo la necessità di arrivare al voto di questa legge e ribadendo il voto favorevole del nostro gruppo, ringrazio tutti i Consiglieri che sono intervenuti per aver permesso di fare un primo dibattito su questo tema, spero che non sia l'ultimo di questa legislatura e che tutti voi possiate portare il vostro contributo anche pubblico, oltre quello che è in privato, perché se c'è una cosa che dispiace è che nei colloqui che si hanno molte di queste perplessità che abbiamo espresso sono condivise. Bene ha fatto il collega a specificare che non è detto che con questo si identifichi lo stesso tipo di medicina, per cui si possono pensare anche altri tipi di provvedimenti, ma sarebbe opportuno che questo, che è uno dei cardini fondamentali dell'attività del Consiglio... il potere che abbiamo di indirizzo rispetto agli enti locali, ritorni nella sua sede naturale, che è il Consiglio regionale e, in fase preparatoria, la I Commissione.
Signor Presidente della I Commissione, mi permetta solo di fare questo apprezzamento: non sono di certo stato io a predisporre il provvedimento di legge sui referendum propositivi che tanto vi dà preoccupazione oggi. Credo che sui fallimenti, dal punto di vista della gestione delle leggi, credo che anche lei debba farsi una sana autocritica!
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 1 della proposta di legge, che ricordo è stata iscritta per decorrenza dei termini e che ha ricevuto parere negativo da parte del CPEL:
Consiglieri presenti: 27
Votanti: 21
Favorevoli: 3
Contrari: 18
Astenuti: 6 (Bortot, Frassy, Marguerettaz, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)
Il Consiglio non approva.
Presidente - In base all'articolo 77 comma 2 del Regolamento interno del Consiglio, visto che il primo articolo è stato respinto, si intende respinta l'intera proposta.
Il Consiglio respinge pertanto la proposta di legge n. 154.
