Oggetto del Consiglio n. 2712 del 17 maggio 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2712/XII - Concessione ai sensi del paragrafo 4.4.3, lettera A.8 del piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta, approvato con delibera del Consiglio regionale n. 2206/X in data 23 ottobre 1996 e successive modificazioni, di proroghe del termine per l'effettuazione dei pagamenti di alcuni interventi, fino all'avvenuto collaudo degli interventi stessi.
Il Consiglio regionale
Vista la legge regionale 2 marzo 1992, n. 3, concernente "Interventi per la riqualificazione di Aosta quale moderno capoluogo regionale" che dispone l'erogazione di finanziamenti regionali al Comune di Aosta per la progettazione e realizzazione di interventi diretti a qualificare servizi e infrastrutture della città;
Vista la deliberazione del Consiglio regionale in data 24 ottobre 1996, n. 2006/X, concernente l'approvazione del "Piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta", ai sensi dell'art. 2, comma 3, della l.r. n. 3/1992;
Vista la deliberazione del Consiglio regionale in data 2 aprile 2003, n. 3141/XI concernente, tra l'altro, l'approvazione di modificazioni al Piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta, con la quale i programmi operativi 1996/1998 e 2000/2002 sono stati interrotti alla data del 31 dicembre 2002 e sono confluiti, per le opere e le relative spese non ancora completate o effettuate, unitamente alle opere ed ai finanziamenti del previsto programma operativo 2003/2004, in un unico programma operativo 2003/2008 di euro 49.548.450,00;
Vista, infine, la deliberazione del Consiglio regionale in data 13 gennaio 2005, n. 1078/XII, recante "Approvazione di modificazioni al Piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta" con la quale in particolare si è provveduto a: posticipare i termini di ultimazione di alcune opere al 31 dicembre 2008; rideterminare la tempistica di altre opere; prevedere l'esecuzione di impianti di illuminazione pubblica a completamento di alcuni investimenti; nonché a stralciare alcuni interventi e conseguentemente riallocare le risorse ad essi destinati ad altri la cui dotazione finanziaria risultava deficitaria;
Richiamate le proprie deliberazioni n. 4593 del 1° dicembre 2003 "Riallocazione di fondi e proroga dei termini sino al 31/12/2003 per il compimento della fase attuativa "fine lavori", a favore dell'intervento "manutenzione straordinaria degli edifici Filippini e Stura", ai sensi del paragrafo 4.3.1, del Piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta. L.R. n. 3 del 2 marzo 1992"; n. 1708 del 24 maggio 2004 "Proroga a sanatoria, dei termini per il compimento di alcune fasi attuative, ai sensi del paragrafo 4.3.1, del Piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta. L.R. n. 3 del 2 marzo 1992"; n. 1949 del 17 giugno 2005 "Approvazione della proroga dei termini per il compimento di alcune fasi attuative, ai sensi del paragrafo 4.3.1, del Piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta. L.R. n. 3 del 2 marzo 1992"; n. 4418 del 16 dicembre 2005 "Approvazione della proroga dei termini per il compimento di alcune fasi attuative, ai sensi del paragrafo 4.3.1, del Piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta. L.R. n. 3 del 2 marzo 1992"; n. 4079 in data 22 dicembre 2006 "Approvazione di modificazioni al Piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta. L.R. n. 3 del 2 marzo 1992, ai sensi del paragrafo 4.3.1, lett. b) del Piano medesimo, di cui alla DCR 2006/X del 24 ottobre 1996 e successive modificazioni";
Visto il paragrafo 4.4.3 del Piano decennale, così come da ultimo modificato con deliberazione del Consiglio regionale in data 2 aprile 2003, n. 3141/XI, e in particolare le lettere a.6 "non sono considerate finanziabili le spese non pagate dal Comune entro il termine dell'ultimo anno di programma" (dicembre 2008), a.6.b "il mancato rispetto dei termini di compimento delle varie fasi attuative... comporta l'automatico definanziamento delle successive fasi attuative" e a.8 "possono essere concesse dal Consiglio regionale e comunale, per ogni singolo intervento e su motivata richiesta del Comune, proroghe al termine di cui in a.6";
Tenuto conto che in data 26 gennaio 2007 il Comune di Aosta ha trasmesso copia della deliberazione n. 13 del 24 gennaio 2007 - pervenuta alla Direzione programmazione e valutazione investimenti in data 8 febbraio 2007 - con la quale il Consiglio comunale ha approvato, ai sensi del paragrafo 4.4.3, lett. a.8, la concessione della proroga al termine di effettuazione dei pagamenti degli interventi di seguito indicati, fino all'avvenuto collaudo degli interventi stessi:
1.1.4 Riqualificazione di via Sant'Anselmo (lotto B);
1.3.1 Manutenzione straordinaria Palazzo Municipale (6° lotto)
2.3.1 Sistemazione a parco urbano attrezzato area Roncas
2.3.2 Acquisizione e recupero della casa Deffeyes
3.1.2 4° lotto Quartiere Cogne
4.5.6 Costruzione di una rotonda in via Partigiani
4.5.7 Costruzione di un nuovo tronco stradale collegante via Adamello con via Parigi
4.5.8 Allargamento della strada della Rochère;
Preso atto che la proposta di proroga di cui al paragrafo precedente è stata sottoposta all'esame e positivamente valutata - in considerazione delle motivazioni addotte dal Comune e dell'impegno preso dal Comune medesimo di avviare gli interventi di cui si tratta nell'anno 2007 - dal Comitato di Sorveglianza, istituito ai sensi del punto 4.3 del Piano decennale, nella seduta del 19 dicembre 2006;
Ritenuto che la richiesta formulata dal Comune possa formare oggetto di approvazione da parte del Consiglio regionale;
Richiamata la propria deliberazione n. 4223 in data 29 dicembre 2006 concernente l'approvazione del bilancio di gestione, per il triennio 2007/2009, con attribuzione alle strutture dirigenziali di quote di bilancio e degli obiettivi gestionali correlati e di disposizioni applicative;
Visto il parere favorevole di legittimità rilasciato dal Direttore della Direzione programmazione e valutazione investimenti dell'Assessorato territorio, ambiente e opere pubbliche, ai sensi del combinato disposto degli articoli 13 - comma 1 lett. e) - e 59 - comma 2 - della legge regionale n. 45/1995, sulla presente proposta di deliberazione;
Visto il parere della III Commissione consiliare permanente;
Delibera
la concessione - ai sensi del paragrafo 4.4.3, lett. a.8, del Piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta, approvato con DCR n. 2006/X in data 24/10/1996, e successive modificazioni, - di proroghe del termine di effettuazione dei pagamenti degli interventi sotto indicati, fino ad avvenuto collaudo degli interventi stessi:
1.1.4 Riqualificazione di via Sant'Anselmo (lotto B);
1.3.1 Manutenzione straordinaria Palazzo Municipale (6° lotto)
2.3.1 Sistemazione a parco urbano attrezzato area Roncas
2.3.2 Acquisizione e recupero della casa Deffeyes
3.1.2 4° lotto Quartiere Cogne
4.5.6 Costruzione di una rotonda in via Partigiani
4.5.7 Costruzione di un nuovo tronco stradale collegante via Adamello con via Parigi
4.5.8 Allargamento della strada della Rochère.
Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.
Cerise (UV) - Con questo atto amministrativo si richiede al Consiglio regionale, così come è stato deliberato da parte del Consiglio comunale di Aosta, di poter per un certo numero di interventi, peraltro ben specificati nell'atto stesso, concedere una proroga per quanto riguarda il pagamento dei lavori, cosa che non può avvenire entro il 2008, stante lo stato di attuazione del piano. I lavori riguardano la riqualificazione di Via Sant'Anselmo, la manutenzione straordinaria del sesto lotto del palazzo municipale, la sistemazione a parco urbano attrezzato dell'area Roncas, l'acquisizione e il recupero della Casa Deffeyes, il quarto lotto del "Quartiere Cogne", la costruzione di una rotonda in Via Partigiani, la costruzione di un tronco stradale collegante Via Adamello con Via Parigi e allargamento della Strada della Rochère.
Tanto per fare un aggiornamento più complessivo ricordo come il lungo elenco delle opere che erano previste per "Aosta capoluogo" hanno avuto un livello di attuazione che è apprezzabile, ma per alcune si è dovuto procedere a una sorta di stralcio, perché comunque inattuabile nel periodo utile. Per queste opere l'attuazione è stata avviata ed è in una buona fase di realizzazione, tuttavia contrariamente a quanto previsto nella legge stessa, la realizzazione soprattutto per quanto riguarda gli aspetti del pagamento della realizzazione, non può avvenire nell'ambito del tempo previsto, cioè al 31 dicembre 2008, quindi si tratta di fare una deroga solo per quanto riguarda questo aspetto.
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale. La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Sicuramente questo non è un atto nuovo per questo Consiglio, non è un atto nuovo neppure per questa legislatura. L'Assessore Cerise, in maniera un po' notarile, ha cercato di individuare motivazioni di tipo tecnico, anche perché obiettivamente noi Amministrazione regionale in questa vicenda svolgiamo la funzione di ufficiali pagatori, nel senso che la definizione e la realizzazione di quei progetti competono alla Amministrazione comunale di Aosta o, come qualcuno stamani diceva, alla amministrazione della Città di Aosta.
Penso che qualche valutazione vada fatta, forse non diremo cose nuove, però penso che certe cose vadano evidenziate. Le opere per le quali si fa l'ennesimo slittamento non sono opere secondarie e l'ennesimo slittamento è la reiterazione di una serie di proroghe, perché non dimentichiamoci che la legge piano decennale portava la data del 1992, nel senso che le prospettive e le aspettative di allora erano, per un tempo relativamente ragionevole riferito ad una Amministrazione pubblica, ma molto lungo per un cittadino, di cambiare il volto ad Aosta e dargli quelle risposte che da tanto tempo la città attendeva.
Se oggi dovessimo andare a vedere come sono stati spesi questi soldi, avremmo delle difficoltà a dire che sono stati spesi in maniera soddisfacente rispetto alle aspettative del 1992, perché dovevano essere finanziamenti finalizzati a cambiare il volto della città di Aosta.
A me non sembra, da cittadino aostano prima ancora che da Consigliere regionale, di poter dire che la città di Aosta abbia cambiato volto. Dell'opera più importante per i suoi riflessi sul territorio e sulle esigenze della città - mi riferisco all'opera del "Quartiere Cogne" - penso che sia uno dei più grandi fallimenti di questa legge, di quelle che sono le presunte rivoluzioni urbanistiche che il Comune di Aosta ha cercato di pilotare negli ultimi venti anni. Un quartiere che aveva una sua filosofia a misura d'uomo, viali ampi, spazi per i parcheggi, spazi per i giochi, gli orti, aree verdi, è diventata una giungla di cortili chiusi, di sotterranei spesso mal frequentati, di strade a fondo cieco, di spiazzali sterrati, di orti ridimensionati. Sicuramente l'intervento - qui siamo alla proroga del quarto lotto - nel "Quartiere Cogne" di Aosta è uno degli esempi che rimarranno nella storia degli interventi che non bisogna fare.
Quando si interviene su un qualcosa di esistente, o lo si ripensa completamente oppure i tentativi di innestare situazioni nuove su un reticolato che funzionava hanno dimostrato di essere fallimentari. Era un quartiere operaio, era un quartiere che aveva una sua fisionomia geografica per i nuclei familiari che vi erano; è diventato per buona parte un quartiere pieno di casi marginali e di situazioni problematiche. Questo è l'ulteriore fallimento dal punto di vista sociale, Assessore Fosson, al di là del fallimento dal punto di vista urbanistico, della ristrutturazione del "Quartiere Cogne".
Non voglio dilungarmi a parlare dei singoli interventi, voglio solo evidenziare come qualcosa non funzioni. In questo caso l'Amministrazione regionale - qualcuno mi dirà - non ha grosse responsabilità, perché sta dando attuazione a una norma di legge, seppure finanziaria, che prevedeva determinati finanziamenti. Io dico che non è così, perché questa legge nasceva per dare delle risposte che oggi come oggi non sono state date dall'Amministrazione comunale, di conseguenza noi spesso valutiamo la risultanza di certe iniziative solo dal fatto che i soldi vengono spesi e non ci soffermiamo mai a verificare se il ritorno di quei soldi spesi sia un ritorno positivo o negativo; non ci preoccupiamo mai dell'aspetto gestionale delle opere pubbliche che vengono eseguite, non ci preoccupiamo mai dei risultati finali. Penso che la valutazione politica come ente pagatore bisognerebbe darla, Assessore. Lei ha fatto un intervento di tipo notarile, dicendo ci sono questi problemi, di conseguenza spostiamo per l'ennesima volta i tempi dei pagamenti e i tempi della realizzazione dei lavori, ma lo spirito della legge era quello di far spendere dei soldi o era quello di far spendere dei soldi con un obiettivo?
Quell'obiettivo siamo sicuri che sia stato conseguito? Noi abbiamo dei dubbi e devo dire che purtroppo questa filosofia non è nuova, perché come abbiamo speso in alcuni casi ingenti risorse come Amministrazione regionale, sul presupposto che arrivavano dalla Europa, alla fine i risultati finora non sono stati - mi riferisco all'area "Cogne" e all'"Espace Aosta" - all'altezza delle aspettative. Bisognerebbe iniziare a fare meno i ragionieri e invece esprimere quel ragionamento che appartiene alla politica, cioè fare delle valutazioni e dare delle indicazioni che poi i funzionari, gli amministrativi portino a compimento.
Cosa dobbiamo fare di fronte a un atto di questo genere che è la proroga già fatta nel 2003, la proroga già fatta nel 2002 e la proroga già fatta nel 2005? Sicuramente esprimiamo un giudizio fortemente negativo su questo modo di procedere con cui l'amministrazione della Città di Aosta gestisce denari pubblici.
Auspicherei che su questi aspetti anche coloro che fanno informazione, facessero degli approfondimenti su cosa significano questi soldi in termini di risultati, di opere pubbliche realizzate, di tempistiche. Penso che con gran parte dei colleghi qui presenti che hanno una certa frequentazione con la Città di Aosta - vuoi per percorsi politici, vuoi per le loro attività e le loro residenze - da quant'è che sentiamo parlare della costruzione del nuovo tronco per i collegamenti nord-sud, Via Adamello, Via Parigi; da quant'è che sentiamo parlare della riqualificazione di Via Sant'Anselmo? Sono operazioni che in qualsiasi amministrazione comunale vengono progettate e realizzate nel giro di due anni: qui sono passati 15 anni e non è accaduto assolutamente nulla!
Come Amministrazione regionale diamo la proroga, ma diamo anche un segnale politico, un segnale che non compete a chi sta all'opposizione di questa maggioranza, ma compete soprattutto a lei, Assessore, che ha i cordoni della spesa per quanto riguarda questa applicazione di una legge finanziaria. Mandate qualche segnale all'Amministrazione comunale, dite all'Amministrazione comunale della Città di Aosta che si può dare una proroga, se ne possono dare due, ma non si possono continuare a dare proroghe delle proroghe, perché vuol dire che questa Amministrazione della Città di Aosta è inadeguata! Non è un'Amministrazione che non ha i soldi da spendere. Su questo penso che l'Assessore alle finanze del Comune di Aosta dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza, perché non può spremere i suoi concittadini aumentando l'imposizione locale sostenendo che mancano le risorse, ma poi noi scopriamo che leggi finanziarie che dovevano essere terminate nei loro interventi nel 2002, nel 2007 hanno bisogno di proroghe che vanno oltre il 2008: questo è il dato inconcepibile! Non si può continuare a fare una politica fiscale e vessatoria, perché purtroppo il Comune di Aosta, dalla nuova maggioranza che si è costituita all'indomani delle elezioni comunali, ha iniziato ad utilizzare la leva fiscale come mai era stato fatto nei Comuni valdostani. Ha iniziato a manovrare sull'ICI, sulle varie tasse locali, e poi non riesce a spendere i soldi!
Avremmo avuto piacere che lei, Assessore, oggi nel portare questa deliberazione all'esame del Consiglio, avesse potuto dare più contenuto a questi riferimenti ermetici e inconcludenti dei motivi di questi ritardi, che non sono ritardi che si possono giustificare con una mezza paginetta nella quale sono riassunte cose difficilmente verificabili.
Il giudizio politico su questa ennesima proroga è totalmente negativo, perché negativo è il giudizio che diamo a questa Amministrazione comunale della Città di Aosta che ha dimostrato l'incapacità di gestire le risorse anche quando le risorse ci sono, e non solo non le gestisce perché non ha la capacità di programmare i lavori, ma quando le gestisce sarebbe meglio che non le gestisse. L'esempio del "Quartiere Cogne" è un esempio che chiunque di voi può verificare de visu e rendersi conto del disastro urbanistico e sociale che si è creato in quell'area. Dopodiché ognuno di noi ha una sua difficoltà e coscienza nel negare risorse e quindi il nostro sarà un voto di astensione, con un fortissimo giudizio politico negativo sull'operato dell'amministrazione al Comune di Aosta.
Presidente - La parola al Consigliere Salzone.
Salzone (SA) - Confesso di essere in imbarazzo a dover discutere di questo atto amministrativo, che come membro di maggioranza mi dovrebbe vedere assumere posizioni morbide, ma come lei immaginerà, Assessore, citando alcuni di questi rinvii, come feci quando ero alla opposizione, oggi le ribadirò le cose che le dissi allora. Il nostro imbarazzo deriva dal fatto che ancora quest'anno ci troviamo a dover discutere di rinvii su rinvii, senza avere motivazioni perlomeno plausibili. Leggendo la deliberazione del Comune di Aosta, si dice quali sono le cose che permettono di avere dei rinvii, fra questi: contenziosi, problemi che ci sono in sede di gara, ritrovamenti imprevisti nei lavori del centro storico, fallimento delle imprese, eventi naturali eccezionali, eccetera. A me pare di aver visto nella sua introduzione anche lei esprimere un po' di imbarazzo - non lo potrà nascondere - perché neanche il Comune di Aosta sarà contento di chiedere per l'ennesima volta un rinvio o una proroga dei pagamenti dei progetti che sono in corso.
Il mio intervento vuole cercare di capire qualcosa in più. Non citerò tutti i rinvii previsti che lei ha elencato, ma ritorno almeno sulla questione del quarto lotto del "Quartiere Cogne". Questo è un progetto che doveva avere corso già nel 1998, un progetto che non ha avuto alcun tipo di ostacolo, perché sono stati rasi al suolo gli alloggi vecchi, ed è stato fatto un piazzale ma la gente non aspetta altro che vengano costruiti questi 80 alloggi di edilizia economica popolare...
(interruzione dell'Assessore Cerise, fuori microfono)
...ma lì non hanno scavato, hanno fatto un parcheggio, fra l'altro un parcheggio sterrato pieno di masserizie, di cartacce, bruttissimo da vedersi, altro che il nostro piazzale a cui faceva riferimento stamani il Consigliere Bortot! Lì è veramente una schifezza!
La polemica più forte che ho avuto in questi anni l'ho avuta con il parroco dell'Immacolata, che un giorno riuscì a dire: sarebbe meglio non costruire alloggi, perché lì c'è bisogno di un parcheggio per i fedeli che devono andare a messa. Ho fatto una polemica probabilmente esagerata: il parroco dell'Immacolata è una persona gradevole, che però a mio avviso aveva detto una cosa non condivisibile e quindi ho cercato di spiegargli che forse era più importante costruire 80 alloggi, visto che c'è una esigenza abitativa!
Io credo che noi, che siamo deputati a concedere rinvii di pagamento di queste opere, dovremmo farci dire meglio dall'Amministrazione comunale se questi alloggi li vuole costruire oppure no, altrimenti l'anno prossimo ci troveremo a dire le stesse cose. Lo avevano detto nel 1998, lo hanno detto nel 2000, lo hanno ripetuto nel 2002, poi lo hanno detto nel 2004, fino al 2006, oggi siamo nel 2007: la risposta è sempre quella. Ora dobbiamo capirci! Non ci sono i soldi? C'è la volontà politica, oppure no? Quello che mi interessa oggi capire è se il Comune di Aosta ha la volontà politica di costruirli o no quegli alloggi, perché se vogliono fare dei garage sotto terra o il parcheggio per l'Immacolata, che ce lo dicano ma non ci prendano in giro e non si vada avanti con attese che non corrispondono alla realtà!
Al di là di questo aspetto - rischio di essere monotono con il discorso della casa - però visto che lei mi ha anche delegato a cercare di risolvere il problema della emergenza abitativa, io le dico che questo problema lo risolviamo tutti insieme se costruiamo delle case, se le ristrutturiamo, se facciamo dei programmi seri, se diamo delle risposte ai programmi che tutto sommato sono buoni: questo vuol dire dare delle risposte concrete sul territorio. Oggi invece, signor Presidente, forse vale la pena di cominciare a fare il punto sulla situazione del piano decennale di riqualificazione di "Aosta capoluogo".
"Aosta capoluogo" forse è nata anche su indicazione dell'ex Sindaco La Torre, che è stato promotore della riqualificazione di "Aosta capoluogo", proseguita poi dal collega Fiou, Sindaco di Aosta; entrambi con presupposti condivisi da tutti. Oggi Aosta è una città che richiede profonde trasformazioni, volte a far recuperare un equilibrio che consenta di toglierla da quel torpore che fa dire a qualcuno che è diventata ormai una sorta di dormitorio. Credo che Aosta abbia bisogno di una rivitalizzazione, in questi anni non ha fatto altro che assopire un po' tutto, dal commercio al turismo e via dicendo. Ieri abbiamo chiuso l'ultima discoteca ad Aosta, che ha dato per tanti anni movimento alla città e che l'ha resa una città anche notturna; oggi non è più così.
Dobbiamo, certo, capire che tipo di città vogliamo, ma credo che occorra un patto almeno sulle emergenze sociali, serve un progetto sulle nuove povertà. Sono argomenti che abbiamo citato troppo poche volte in Consiglio, ma che oggi con la trasformazione che ha avuto Aosta devono essere posti. Aosta che è situata al cuore della nostra Regione, che oltre ad essere il capoluogo è il centro amministrativo e politico ed è anche il crocevia urbanistico, è il centro dei servizi più importanti che gravano con riflessi diretti anche sui Comuni intorno alla città, e in relazione a questo fatto la funzione urbana viene ad interessare una superficie 25 volte più vasta di Aosta. Quando nacque il progetto di riqualificazione di Aosta, nacque sotto queste prospettive. Aosta è diventata un contenitore, per certi aspetti degradante, ma quando abbiamo detto per anni che Aosta è diventata un rifugio della emergenza abitativa dei Comuni della "Plaine" e che non c'era e non c'è mai stata sotto questo profilo la solidarietà di questi Comuni, cosa abbiamo detto sempre: abbiamo messo tutti lì e adesso abbiamo ottenuto di avere un intasamento sotto il profilo sociale e di povertà tale da metterci in difficoltà nel cercare delle soluzioni difficili da realizzare.
È con questi criteri che nel 1992 è nata la legge n. 3, che ha dato risposte anche importanti, ma occorre ora fare il punto della situazione, credo che lo dicano di tutti. Quando ne parlo con i colleghi politici, riscontro che c'è una volontà comune di "rivedere" Aosta e capire che tipo di Aosta vogliamo. Vogliamo una città turistica? Vogliamo una città tranquilla? Vogliamo una città di benessere? Credo che valga la pena discutere di questo e non credo che debba essere un problema solo del Consiglio comunale di Aosta, ma che tutti insieme - la vogliamo rivitalizzare, vogliamo un capoluogo che diventi un capoluogo europeo vero - dobbiamo soffermarci e fare una riflessione e vedere se ci sono le possibilità di un rilancio vero e proprio.
Credo anche che il comune di Aosta abbia il grande problema di una struttura ingessata e troppo burocratizzata. È una macchina che funziona lentamente, che è condizionata da una dirigenza ormai ingessata non sempre all'altezza e prevenuta nei confronti dei politici e quindi credo che ci siano dei problemi strutturali importanti, nel senso che non si trova più corrispondenza fra ciò che la politica richiede e ciò che l'amministrazione deve dare. Mancano ad esempio i tempi di realizzazione dei progetti più importanti.
Forse oggi ho detto in modo non troppo coordinato alcune delle cose che credo debbano essere sviluppate meglio da tutti, ma credo che sarà fondamentale in un futuro prossimo fermarsi e pensare a quale capoluogo vogliamo.
Presidente - Se non vi sono altre richieste di intervento, dichiaro chiusa la discussione generale. La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.
Cerise (UV) - Effettivamente sono stato molto stringato nella illustrazione di questa deliberazione, ma mi aspettavo che ci sarebbero state delle prese di posizioni peraltro del tutto comprensibili, almeno quella che viene da parte del collega Frassy, coerentemente a quello che aveva fatto in una precedente occasione.
Non ho preso le difese del Comune di Aosta, ma ho solo riportato le risultanze delle decisioni del comitato di sorveglianza. A questo punto però devo fare un approfondimento, che non va nella direzione di difendere l'operato del Comune di Aosta. Faccio una riflessione di carattere generale che porta a mettere in evidenza le debolezze intrinseche alla legge su "Aosta capoluogo" che, in rapporto a quello che era un programma di opere pubbliche così ben definito, cadenzato nei tempi, eccetera, non ha tenuto conto delle variabili intrinseche al fatto di intervenire in un contesto così complesso come può essere un Comune di una città romana, con una serie di difficoltà che sono di diverso tipo.
Sono stupito e anche spiazzato dall'intervento del collega Salzone. Non le dirò tutto, perché non vorrei trovarmi di fronte a un piagnisteo, ma quello che mi stupisce è che lei ha mandato ai rimboschimenti i suoi colleghi del Comune di Aosta...
(interruzione del Consigliere Salzone, fuori microfono)
...sì, apprezzo; se questa è la sua presa di posizione, la prendo in considerazione, ma una piccola lancia in favore del Comune di Aosta mi sento di doverla spezzare, perché quando si parla di interventi come quello relativo a Via Sant'Anselmo, per fare questo intervento ci sono voluti scavi archeologici, sondaggi, verifica di una serie di ipotesi. Si devono fare i conti con i commercianti, altrimenti c'è giustamente una sollevazione popolare: si chiude la via e ci sono una serie di prese di posizione... Il Comune che deve mettere in piedi un intervento, facendo i conti con tutte queste realtà, ha delle difficoltà.
Allora perché dico di una debolezza intrinseca nella legge? Perché oggi mai nessuno farebbe una legge in questo modo. Stiamo lavorando per la nuova "Aosta capoluogo" partendo da un ragionamento diverso: che ci sono delle scelte che interessano il Comune di Aosta e scelte che interessano l'Amministrazione regionale ed è difficile trovare una linea di demarcazione per dire qual è tutto interesse della Regione e qual è tutto interesse del Comune. In prospettiva cosa si deve fare? Ci si deve sedere attorno a un tavolo, vedere queste scelte sui progetti che sono strategici, condividerli in maniera che non ci sia più questa attitudine di dire: ah, la Regione ha imposto o il Comune ha imposto. Sono situazioni sgradevoli e dopo non si tratta di dire: questa roba la dobbiamo realizzare entro dieci o cinque anni, ma bisogna mettere in cantiere quello che si riesce a fare in tempi credibili, sulla base di una reale fattibilità attraverso delle procedure che coinvolgono le conferenze di servizi o strumenti più elastici. Altrimenti se ci si limita a dire: questo è l'elenco delle opere, si fa un programma da 150 miliardi e poi si dice che questo deve essere realizzato entro questo periodo, si va incontro a situazioni come queste.
Quindi la prima riserva ce l'ho circa questa sclerotizzazione del processo di attuazione delle opere, che era intrinseco alla legge su "Aosta capoluogo", cosa da non rifare nel futuro. Possiamo, poi, fare delle considerazioni, ma la cosa potremmo anche farla in casa nostra su certe inefficienze degli apparati. È, comunque, una sorta di alibi quello di dire che non si riesce a realizzare queste cose, perché abbiamo delle strutture insufficienti. Sono posizioni di comodo.
Sempre per spezzare una lancia in favore del Comune di Aosta, vorrei ricordare al Consiglio che opere ne sono state realizzate, alcune di una certa complessità, per delle cifre significative: sono 32 i milioni di euro che sono stati definitivamente realizzati. Inoltre abbiamo dovuto prendere atto che alcuni interventi che erano previsti in questo piano, si sono dovuti stralciare perché i tempi di realizzazione e la fattibilità stessa degli interventi sono risultati inadeguati o inopportuni. Questo ha due chiavi di lettura. La prima è di dire che si sono fatti gli approfondimenti e siamo arrivati alla conclusione che questi interventi è bene non realizzarli con queste caratteristiche: questo mi sembra un fatto positivo, che dimostra una capacità di tornare indietro su certe scelte. La seconda è quella di dire: "li avete stralciati, perché siete inefficienti e non avete avuto la capacità di realizzarli". Mi sento portato, almeno in linea generale, a condividere la prima delle due opzioni.
Per non ripetermi ulteriormente, faccio presente che prendo atto dei solleciti e delle critiche che sono state rivolte. Per dare una risposta al collega Frassy, sicuramente in sede di discussione con il Comune di Aosta abbiamo fatto presente le nostre riserve o preoccupazioni sullo stato di avanzamento di alcune opere: ci sono state delle giustificazioni, su alcune abbiamo convenuto, su altre abbiamo espresso il nostro dissenso, ma questo nell'ambito di un costruttivo dialogo fra enti, prima ancora che uno scambio di accuse o di responsabilità. Anche perché qualche ritardo del Comune di Aosta non dico sia dovuto alla Regione, ma pure le strutture regionali che sono preposte a presidiare gli interessi della collettività, come i reperti archeologici, hanno impedito o ostacolato la realizzazione del programma come era stato ideato.
Spero di portare al più presto una nuova legge regionale su "Aosta capoluogo", che vada a rimuovere questi ostacoli e che concepisca un rapporto tra Amministrazione regionale e Amministrazione comunale in una logica di tipo strategico utile per entrambi. Una logica meno ingessata e più fondata su una reale capacità di eseguire gli interventi, tenendo conto di reali esigenze, che nel tempo possono cambiare, quindi coniugando realizzazione delle opere, tempistica di realizzazione delle opere, risposta a delle esigenze reali, per evitare che si diano delle risposte in tempi diversi a esigenze che sono invece di tempi a loro volta diversi e spesso immediati.
Vi ringrazio. Chiedo che l'atto sia approvato per consentire al Comune di Aosta di dare un sollecito riscontro alla realizzazione delle opere programmate.
Presidente - La parola al Consigliere Venturella, per dichiarazione di voto.
Venturella (Arc-VA) - Piano decennale di Aosta: credo che nella intenzione degli amministratori di un tempo il progetto era "Aosta capitale" più che "Aosta capoluogo". Sono d'accordo con il Consigliere Frassy: di "capitale" ha poco, se non fosse il "capitale" che è stato speso per fare degli interventi. Mi ricordo ancora quando ero in Consiglio comunale: il primo intervento in programma è stata la strada per Vignole. Tutti alla fine dei lavori hanno convenuto che forse una così grande costruzione per la frazione Vignole era esagerata: muri di sostegno, di ripa e di contro ripa alti parecchi metri, illuminazione pubblica da stadio di calcio. Quella me la ricordo bene: è stato calcolato che, forse, le famiglie che lì abitavano stabilmente avrebbero potuto essere fornite non solo di un taxi a vita, ma ogni famiglia fornita di un "Defender 4x4", e forse si risparmiava ancora.
È chiaro che in alcuni casi le priorità avevano del paradossale. In alcuni casi vi è stato lo stralcio di alcuni progetti che erano strategici: ritorno sempre sul sottopasso che doveva collegare "F8" con il centro città, sul parcheggio "F8bis", sulla pista ciclabile, invece al punto 4.5.7, costruzione di un nuovo tronco stradale collegante Via Adamello con Via Parigi, questo è un collegamento strategico, che consentirà alla Giunta di ampliare ad est l'ospedale regionale, perché tutto il traffico che ora passa sulla direttrice nord sud, sarà concentrato in via Adamello.
Crediamo che troppe volte, più che una proroga del termine, veniva definito un aggiornamento del cronoprogramma e in Consiglio vi erano un serie di tabelle con vari colori, tempi di attuazione. Una bella tabella che voleva dire una cosa sola: in alcuni progetti grande disponibilità finanziaria, in altri stralcio. In definitiva, questa ennesima proroga è non solo lo specchio di ciò che capita al Comune di Aosta in quanto a incapacità di progettare, incapacità di spendere e di programmare, ma è anche lo specchio di un programma calato dall'alto.
Una piccola puntualizzazione. L'Assessore dice che non dovremmo mai più commettere l'errore di fare un lungo elenco di opere da fare in un determinato periodo di tempo, ma il piano triennale che lei ha presentato stamani non è forse un lungo elenco di opere che dobbiamo fare in tre anni? Crediamo che anche con queste contraddizioni, non solo di termini, questa deliberazione sia un ennesimo esempio di come la progettazione da una parte e dall'altra - Regione e Comune - sia almeno in questo caso assente.
Si dà atto che dalle ore 16,42 assume la presidenza il Presidente Perron.
Président - La parole au Conseiller Ottoz.
Ottoz (UV) - Anch'io per dichiarazione di voto. Non avevo chiesto la parola, ma dopo la replica dell'Assessore all'intervento di Frassy e di Salzone, vorrei fare alcune considerazioni.
La prima è che a questo punto non avrebbe senso da parte della maggioranza non votare a favore di questa deliberazione, che obbligatoriamente riporta cifre che non è stato possibile spendere finora e per le quali si rinnova l'impegno alla spesa e alla realizzazione delle opere connesse.
Le due posizioni che erano emerse nella prima parte del dibattito, quella di Frassy e in parte di Salzone e quella dell'Assessore, sono tutte condivisibili. I primi due hanno denunciato una certa situazione: Frassy l'ha denunciata facendo presente come le cose non vadano avanti, Salzone più per i temi che gli sono cari - l'edilizia abitativa - e in ogni caso facendo un discorso di civile denuncia di una situazione difficile. L'Assessore ha risposto in un modo idilliaco, dicendo che bisogna capire come Aosta sia una città romana. Cose di estremo buon senso, ma ritengo che in questi due tipi di intervento, a favore e contro, non si sia toccato il problema di fondo che è il funzionamento del Comune di Aosta, senza modificare il quale non si va da nessuna parte.
Per altre opere (gli impianti sportivi, perché mi sono più vicini, ma non solo) distinguiamo fra opere di interesse regionale e opere di interesse locale o intercomunale. È di tutta evidenza che essendo la Regione la più grossa azienda nella città di Aosta e il più grosso operatore economico sulla città di Aosta, che alimenta con il personale regionale tutta una economia di negozi, di mille attività che sono legate al gran numero di persone che lavorano nei vari uffici regionali, la Città di Aosta ha un preminente interesse regionale e un preminente interesse per la Regione. L'Assessore lo accennava, dicendo però che è difficile stabilire le linee di demarcazione, anche perché non bisogna invadere le aree di autonomia del Comune. Di solito questo problema si risolve utilizzando un istituto che è quello dell'accordo di programma: in Italia abbiamo fatto le "privatizzazioni all'amatriciana", il "federalismo alla Irpina", qui però abbiamo ribaltato facendo l'accordo di programma alla valdostana. Un accordo di programma interpretato, non come è stato inteso quando è stato istituito nelle norme nazionali, per accelerare, così come è stato applicato per la conferenza dei servizi: chi attorno a questo tavolo non è d'accordo, lo dica subito altrimenti taccia per sempre; la cosa si fa perché tutti gli attori sono presenti; l'accordo di programma dovrebbe superare tutte le autorizzazioni successive, quindi stretto l'accordo di programma si parte. Così dovrebbe funzionare secondo la legge un accordo di programma.
Non ho presente come funzionino le cose negli altri Comuni, ma so che ad Aosta l'accordo di programma è una roba che si firma, dopo di che su ogni passo successivo il Comune vuole riprendere in mano la sottoprocedura e vuole ridare il parere e ovviamente parte una situazione di difficile soluzione, perché nel Comune di Aosta succede di tutto. Ci sono non so quanti funzionari che fanno politica e ci sono i Consiglieri comunali che non possono fare i funzionari, per cui non funziona niente. Gli eletti sono bloccati dai funzionari che fanno la politica, applicando sistemi di interdizione che conosciamo perfettamente: influenzano anziché fare l'applicazione tecnica delle decisioni politiche, mettono di traverso la tecnica per far passare la loro scelta politica, mettendo così in grande difficoltà il Consiglio, la Giunta, la stessa opposizione in alcuni casi.
Parliamo allora di federalismo: se andiamo in Messico o negli Stati Uniti, ci sono gli stati federali, ma la capitale non è in uno stato federale, è uno stato a parte. In Messico si chiama "distrito federal", Città del Messico non è in nessuno stato, è il distrito federal. "Washington DC" vuol dire "district of Colombia": non è uno stato degli Stati Uniti, ma è il distretto governativo, quindi ha un regime particolare di rapporto con il Governo per il quale il Comune di Washington o il Comune di Città del Messico hanno compiti più limitati, perché c'è una suddivisione delle competenze. Questo in Valle d'Aosta non avviene, ma c'è una duplicazione di tutto e il risultato sono queste difficoltà ad andare avanti.
Mi auguro che venga risolto questo nodo degli accordi di programma con il Comune di Aosta, magari portando il problema in commissione e aprendo una conferenza politica sul tema. Una volta che gli accordi sono fatti e firmati, questo vorrà dire - come sentivo accennare - che i problemi urbanistici per loro natura sono risolti: benissimo, si procede alla approvazione precedente altrimenti non si firma l'accordo di programma. Bisogna far sì che una volta stretto un accordo il Comune di Aosta lo mantenga, altrimenti non andiamo da nessuna parte.
Nel 1956, in questo paese tanto vituperato che è l'Italia, fu approvata una legge che diceva che si faceva l'autostrada del Sole nel tratto Roma-Milano; nel 1964 fu inaugurata l'ultima tratta, Siena-Orte, perché in 8 anni si fece la progettazione, le gallerie, i viadotti, gli espropri, e dopo 8 anni si andava da Milano a Roma in 565 km. su quattro corsie. Non è possibile che in 8 anni qui non si riesca a fare un marciapiede.
Nel 1814 a Sondrio i vecchi capifamiglia si trovarono sotto l'albero e decisero di fare una strada per andare al colle che va in Val Venosta. Decisero di farlo: in 4 anni c'era la strada e non c'erano le gru, non c'era la dinamite, e il percorso è quello che si fa oggi per andare da Bormio a Malles di Venosta, e avevano solo pala, picco, sputo sulle mani, sudore! Non possiamo essere paralizzati su tutte le cose, perché alla fine parliamo sempre dei rapporti con il Comune di Aosta. Non è né giusto né generoso nei confronti del Comune di Aosta, ma qualche tipo di soluzione andrà trovata e la soluzione può essere solo politica.
Questo volevo dire su un problema che sennò quando lo trattiamo, trattiamo sempre con il convitato di pietra che non si presenta. Il problema è che nel Comune di Aosta i funzionari fanno politica e i politici sono impediti nel farla.
Si dà atto che dalle ore 16,50 presiede il Vicepresidente Lanièce.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Approfitto della dichiarazione di voto per fare un supplemento di ragionamento rispetto a quello che dicevo prima, nel senso che l'Assessore ha prima illustrato in maniera notarile, poi ha replicato facendo una difesa d'ufficio. Io sulle difese d'ufficio ho una mia visione professionale, nel senso che o uno ci crede e dà disponibilità per fare la difesa d'ufficio, oppure è bene che si astenga dal dare disponibilità a fare la difesa d'ufficio, perché escono delle cose indifendibili! E lei è caduto in questo equivoco, Assessore. Devo dire che il collega Ottoz ha fatto un'analisi lucidissima con una conclusione condivisibile, perché ha detto una cosa che nella sua banalità è la chiave di volta: la soluzione può essere solo politica. La politica serve a prendere le decisioni, serve a governare il paese o il Comune, oppure la politica è solo un costo. Vorremmo capire qual è la classe politica che governa; ma lo governa poi il Comune di Aosta? Abbiamo qualche dubbio.
Allora in maniera didattica, per tener desta l'attenzione su quello che è il problema della città di Aosta, il problema delle 650 famiglie che cercano una risposta alla domanda di abitazione, il problema delle persone che tutti i giorni prendono l'auto e rischiano l'esaurimento nervoso, il problema di dare risposta a quella città che, diceva qualcuno prima, una volta era turistica e notturna, e adesso non è più niente.
La legge regionale n. 3/1992 era titolata "riqualificazione di Aosta" e poi precisava qual era la riqualificazione, ovvero quale moderno capoluogo regionale. L'articolo n. 1 sulle finalità elencava in una serie di lettere gli obiettivi: "lettera a" valorizzare il patrimonio monumentale. L'Assessore Viérin, nella scorsa riunione del Consiglio, in maniera poco convinta, ci diceva che c'era questo incarico per la valorizzazione della cinta muraria e che saremmo arrivati dopo lo studio di fattibilità al preliminare, poi a un altro studio, poi forse al definitivo e forse poi avremmo fatto qualcosa. L'Assessore, però, non mi sembrava convinto della tempistica e soprattutto degli sbocchi. Domando, Assessore Cerise, quali interventi nell'ambito di questa legge il Comune ha gestito per la valorizzazione del patrimonio monumentale, al di là di quello che si è gestito come casa comunale, cioè la risistemazione in parte della facciata del palazzo comunale fatta con questi finanziamenti.
"Lettera b": tutela dell'ambiente, realizzazione di aree verdi. Mi domando, colleghi Verdi, dove sono state costruite dal 1992 ad oggi ad Aosta aree verdi. È nata l'area della "Grande Place" di Pollein senza leggi speciali, l'area di Gressan senza leggi speciali, con mille difficoltà si sta facendo quella che sarà il cortile di qualcuno che sta nella gola del Buthier, con l'autostrada che ci passa sopra. Questo sarà il massimo che riusciremo ad esprimere per realizzare la "lettera b".
La "lettera c" diceva rapida soluzione della emergenza abitativa, e il collega Salzone si è dilungato su un tema che lo ha lungamente appassionato, che riguarda la situazione del disagio abitativo. La conclusione è stata che la rapida soluzione non è stata né rapida né soluzione.
"Lettera d": costruire un centro regionale per lo spettacolo. Con il Presidente Caveri ne abbiamo discusso qualche mese fa e se si costruirà un centro nel Comune di Aosta, verrà fatto al di fuori di questi finanziamenti nell'area "Greenfield" per azione e finanziamento regionale.
"Lettera e": realizzazione di un sistema direzionale commerciale riqualificando il tessuto urbano a sud della città. L'unica cosa che mi viene in mente in questo contesto è l'ampliamento della "CIDAC", che sarà un fatto importante per l'economia di coloro che gestiscono questo grande centro commerciale, ma la riqualificazione dell'"F8", dell'"F8bis" e della Strada di Gronda che dovrebbe dare sbocco nell'area Cogne alla strettoia di Corso Lancieri la stiamo ancora aspettando.
"Lettera f": adeguare la dotazione di impianti sportivi. Il collega Ottoz ha fatto un breve cenno, ma significativo, alla problematica degli impianti sportivi. Il "Palaindoor" è stato realizzato con un altro accordo di programma e appartiene a un'altra storia.
"Lettera g": migliorare le infrastrutture per la mobilità. Al di là della "autostrada", che così chiamo, per Vignole, vorrei sapere quali infrastrutture dal 1992 ad oggi sono state realizzate per migliorare la viabilità e la mobilità urbana.
"Lettera h": insediare una sede per corsi a livello universitario. Correva l'anno 1992, non si pensava ancora di riuscire a concretizzare una Università della Valle d'Aosta; si concretizzò otto anni dopo ma anche qui per altra trafila e altri finanziamenti dipendenti dall'impegno della Amministrazione regionale.
Perché dicevo, Assessore, che la sua difesa di ufficio meritava un approfondimento? Perché è debole, perché rispetto a questi punti non c'è un intervento che abbia dato attuazione alle finalità della legge. Prescindendo dalle difficoltà operative non c'è un intervento, ma allora ha ragione il collega Ottoz: la risposta è politica! Se la risposta è politica, quella risposta la deve dare in primis chi governa, perché chi sta alla opposizione non avendo i numeri per governare, non può dare la risposta politica, può fare una contestazione politica.
Confido che dopo l'insieme delle considerazioni fatte - non ultima quella dell'Assessore Cerise, che a mezza voce ha detto: abbiamo avuto modo civilmente di dire ciò che non andava - ci sia una verifica sulla risposta politica che l'Amministrazione comunale sta dando e potrà dare alla città di Aosta. Abbiamo il convincimento che la risposta sia insufficiente e che questa risposta stia in una cultura politica che è ormai estranea alla società contemporanea, aostana e valdostana.
Auspichiamo che questo dibattito non rimanga fine a sé stesso a testimoniare una situazione di insoddisfazione e ci auguriamo di non doverlo replicare il prossimo anno, anche perché forse il prossimo anno non avremo tempo di occuparcene, dato che il Consiglio verrà sciolto, e forse perché la risposta fino al 2008 è stata data, perciò penso che di proroghe non ne parleremo più in questa legislatura. Se parleremo di una nuova legge, Assessore, il problema non sarà nello scrivere le norme, che sicuramente può essere un problema. Il problema è la risposta politica, non solo la risposta normativa, e la risposta politica penso spetti anche a quella forza politica che esprime il Sindaco, perché se il Sindaco diventa irresponsabile rispetto agli impegni, ai programmi, agli accordi di programma, alle aspettative della città allora ha ragione chi dalla sinistra "no global" dice che la politica è solo un costo. Se chi ricopre ruoli di indirizzo politico non è in grado di garantire le risultanze di quell'indirizzo politico, è bene che vada a casa!
Presidente - La parola al Consigliere Salzone.
Salzone (SA) - Intervengo anche se non ne avevo nessuna intenzione, ma siccome l'Assessore ha liquidato il mio intervento con una battuta legata al fatto che al Comune di Aosta c'è una maggioranza in cui noi siamo presenti, questo non l'ho mai disconosciuto, ma credo che si debba rispettare anche la mia onestà intellettuale che ha sempre sostenuto queste tesi sia da una parte dei banchi che dall'altra. La mia è una semplice ricerca di contributo che un Consigliere regionale deve dare, sia dalla maggioranza che dall'opposizione, quindi in questo spero non ci siano dubbi.
Ne approfitto per dire delle cose che ritengo di sostanza. Ho cercato di far rilevare il grande ritardo dei lavori degli 80 alloggi al "Quartiere Cogne", di porre il problema in modo diverso. Ho cercato di porre il problema politico vero, cioè ho posto una domanda: dobbiamo chiederci che tipo di Aosta vogliamo.
Aosta rispetto al 1992, quando è stato fatto il piano sulla riqualificazione di "Aosta capoluogo" è cambiata: vedi la forte influenza straniera, vedi l'invecchiamento degli abitanti, ma anche per un'altra serie di questioni. È mancato in questi anni un dibattito vero se vogliamo una Aosta turistica o una Aosta commerciale o una città dormitorio. Lo dico in modo provocatorio, ma la mia è una domanda che non cerca la polemica, cerca la soluzione e quando l'Assessore ci dice che è pronto a portare un nuovo piano di riqualificazione di "Aosta capoluogo"...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
...meglio ancora, nuova legge su "Aosta capitale". A me, però, pare opportuno fare un dibattito sulla domanda che ho posto prima ancora, cioè dobbiamo chiederci quale Aosta vogliamo e sulla base di quello si può elaborare un piano.
Non è che ritengo di essere depositario di chissà quale verità. So come vorrei Aosta, ma da libero cittadino ed è ovvio che bisogna tener conto della evoluzione che la città ha avuto e di quale sarà il futuro. Credo che una discussione serena vada fatta, ma non in concorrenza con Aosta, non l'ho mai detto. Come "Stella Alpina", nonostante la battuta che ha fatto lei, ne abbiamo discusso e abbiamo una nostra idea su Aosta, ma ci piacerebbe fare un dibattito sereno, armonizzato con il Comune di Aosta; non pretendiamo mica di dire noi ad Aosta cosa debbono fare...
(interruzione dell'Assessore Cerise, fuori microfono)
...ha liquidato il mio intervento con una battuta. Non voglio entrare in polemica con lei, ma se lei tutte le volte che io parlo, solo perché sono un rappresentante della maggioranza e a lei dà fastidio, a me questo non va bene, perché voglio svolgere il mio ruolo fino in fondo, dicendo le cose che ho sempre detto dal 2003 ad oggi. Mantengo le mie idee, ma sono idee condivise dal mio movimento.
Ripeto, mi scuso anche perché non è assolutamente una polemica, vuole essere un contributo costruttivo, ma credo che valga la pena fare un dibattito sereno. Mi sembra, poi, che anche le osservazioni fatte da un membro della maggioranza, Ottoz, che condivido... Non è che se il Consigliere Frassy dice delle cose non sono buone e se le dice il Consigliere Ottoz sono buone perché di maggioranza. Credo che sulla scelta di quale tipo di Aosta vogliamo, dobbiamo fare un dibattito sereno tutti insieme, tutto lì.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Non voteremo questa proroga, per quanto giustamente è emerso da questa nascita della nuova maggioranza costruttiva. Qualche giorno fa abbiamo assistito alla nascita dell'opposizione costruttiva, adesso abbiamo la nascita della maggioranza costruttiva: ben venga, perché credo che siano ruoli più seri rispetto a una maggioranza appiattita.
Perché siamo contrari a questa proroga? Perché è una proroga che ha due caratteristiche. La prima di sancire un fallimento, e non riprendo quanto detto da il Consigliere Salzone, lo potrei firmare, anzi fra un po' mi iscriverò a "Stella Alpina" se continua così... e credo che sia un fallimento nel senso letterale del termine, basta vedere gli anni e anni con cui i progetti di cui qui si parla sono stati progettati e sono lì che aspettano. Non ho idea di quando sia stato progettato il quarto lotto del "Quartiere Cogne", ma credo che sia più di 10 anni fa.
Soprattutto non voteremo la proroga perché questa legge non è la legge - o comunque gli effetti della legge - per qualificare Aosta come moderno capoluogo regionale. Questa è stata una legge che ha consentito alla Amministrazione regionale di occupare la città di Aosta manu militari e di poter utilizzare il territorio della città di Aosta, in cui l'"Union Valdôtaine" fra l'altro non ha mai raggiunto la maggioranza dei voti. Tutto sommato, quindi, ci si poteva anche permettere qualche lusso di qualche sgarbo, in modo da poter dire: qua visto che è la Regione, siamo noi! Questo è il modo con cui la Regione ha detto: sul resto della Valle decidono i Comuni, su Aosta decido io, per cui in Valle d'Aosta esistono due tipi di cittadini, quelli di "serie A" che vivono nei 73 Comuni non facenti parte della città di Aosta e i cittadini di Aosta che sono dei cittadini di "serie B", perché hanno la badante attraverso il piano di riqualificazione della città di Aosta.
Questo provvedimento consente solo di mantenere in piedi questo tipo di situazione. È una situazione insostenibile e lo sarà ancora di più, perché l'atteggiamento che abbiamo sentito è quello di farne un'altra con cui ancora più direttamente, senza più la vergogna di andare a cercare di coinvolgere la Città di Aosta, si decide. Per Aosta decideremo noi come e quando fare, per evitare che ci sia questo fastidio di una città che abbia la possibilità di evolvere rispetto ai propri desideri, alle proprie esigenze e soprattutto alle esigenze e ai desideri dei propri concittadini.
Se posso dire, non è un caso che a piccolo (nel senso politico del termine) Sindaco della Città di Aosta sia stato eletto un cittadino delle frazioni di Aosta, cioè c'è questo territorio che scende dalla montagna, occupa la città e impedisce che la città abbia una propria vita. La città si sta ribellando a questa imposizione, vuole una svolta sostanziale; la città l'avrà, che lo voglia la Regione o che non lo voglia, perché ormai la situazione è insostenibile e i vostri risultati credo che ne siano la dimostrazione.
Mi piacerebbe ascoltare non solo il parere della maggioranza costruttiva dell'opposizione, ma anche dell'opposizione costruttiva: non so se ne avremo il beneficio.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - C'è una bella espressione in francese, che viene usata anche per dei doppi sensi, che è andare à voile et à moteur, cioè caratteristica della barca che quando c'è il vento va a vela e quando non c'è il vento accende il motore. È l'atteggiamento ondivago che si può assumere nei confronti di una decisione del Governo regionale, che è frutto della conseguenza della considerazione che, fino a prova contraria, quel che conta nel rapporto fra le istituzioni è il livello democratico.
Al di là delle valutazioni, che potrebbero essere lunghe e approfondite sul futuro e sul destino della città di Aosta, sulle contraddizioni su cui io stesso nelle mie dichiarazioni pubbliche non sono mai stato tenero, credo che il percorso che ha portato alla discussione odierna e alla decisione assunta dal Governo regionale, che oggi va successivamente votata dal Consiglio, sia un percorso assolutamente pulito e coerente, nel segno del rispetto fra istituzioni.
Come è stato ricordato dall'Assessore Cerise, ci troviamo di fronte alla deliberazione del Consiglio del 24 gennaio 2007 n. 13, votata dal Consiglio comunale, e che si riflette oggi nelle decisioni che fra breve con il voto assumeremo. Questa deliberazione è stata votata da venti Consiglieri e ha avuto otto astenuti, Bich Enrico, Bionaz David, Fedi Giampaolo, Forcellati Clotilde, Morandi Iris, Nitri Elena, Vietti Mario e Viérin Ettore, su 28 Consiglieri presenti. È del tutto evidente che se oggi avessimo invertito i termini e ci fossimo presentati lancia in resta a contraddire questa richiesta del Comune di Aosta, chi va à voile et à moteur, avrebbe cambiato il proprio intervento dicendo che ci sarebbe stato da parte nostra chissà quale attentato alla democrazia nello snodo strategico dei rapporti fra l'autonomia comunale del principale ente locale della Valle d'Aosta, il Comune di Aosta, e l'atteggiamento vergognoso della Giunta che, disattendendo le decisioni democratiche del Consiglio comunale, si sarebbe posizionata in una logica contraddittoria.
Preso atto che ormai viviamo in mondi paralleli, per cui anche le maggioranze del Comune di Aosta assumono il colore cangiante a seconda dei gusti e del moltiplicarsi di logiche quasi correntizie, al di là delle posizioni personali, che non critico - non vorrei che il collega Salzone avesse dei dubbi che mi riferissi a lui, perché mi riferisco al collega Sandri. Il collega Sandri credo che sia un uomo in cammino, è sempre in cammino nell'aula del Consiglio ed è anche difficile reperirlo. Chiederò al Presidente del Consiglio di dotarlo di un "GPS", in modo che quando uno gli parla, possa reperirlo in aula, perché è un problema fisico, ogni tanto si mette anche alle spalle e con i suoi precedenti politici averlo alle spalle è sempre meglio evitarlo: bisognerebbe girare con un barattolino di vaselina in tasca per essere più tranquilli... Al di là della battutaccia, credo che il problema stia in un atteggiamento, collega Sandri, mi consenta di dirglielo con tutta la simpatia che provo nei confronti del suo movimentismo. Oggi ci troviamo di fronte a un documento del Comune di Aosta all'interno del quale il gruppo che lei rappresenta è corrispondente al gruppo del Comune di Aosta, dal punto di vista della semantica, cioè di essere "Gauche Valdôtaine"; ci troviamo qui però in una logica à voile et à moteur, in cui lei accende il suo motore e va in una direzione contraria all'atteggiamento che invece ci sembra essere rispettoso della democrazia.
Siamo contenti dei continui rinvii? Certo che no, tanto che discuteremo in maggioranza una proposta di modifica della vecchia legge per "Aosta capitale", perché esiste un problema di snodo e di credibilità: con i continui rinvii perde di credibilità il Comune, ma perde di credibilità anche l'Assemblea regionale ed il Governo.
Credo che non si possa che approvare questa decisione in quanto assolutamente coerente con una linea e con una passerella di rapporti fra noi e il Comune di Aosta.
Presidente - Vi sono gli emendamenti della III Commissione di cui do lettura:
Emendamento
Nel titolo e nel dispositivo le parole: "n. 2006/X in data 24/10/1996" sono sostituite dalle parole: "n. 2206/X in data 23/10/1996".
Emendamento
Nel secondo capoverso delle premesse le parole: "in data 24 ottobre 1996, n. 2006/X" sono sostituite dalle parole: "in data 23 ottobre 1996, n. 2206/X".
Pongo in votazione il testo così emendato:
Il Consiglio
Vista la legge regionale 2 marzo 1992, n. 3, concernente "Interventi per la riqualificazione di Aosta quale moderno capoluogo regionale" che dispone l'erogazione di finanziamenti regionali al Comune di Aosta per la progettazione e realizzazione di interventi diretti a qualificare servizi e infrastrutture della città;
Vista la propria deliberazione in data 23 ottobre 1996, n. 2206/X, concernente l'approvazione del "Piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta", ai sensi dell'articolo 2, comma 3, della l.r. n. 3/1992;
Vista la propria deliberazione in data 2 aprile 2003, n. 3141/XI concernente, tra l'altro, l'approvazione di modificazioni al Piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta, con la quale i programmi operativi 1996/1998 e 2000/2002 sono stati interrotti alla data del 31 dicembre 2002 e sono confluiti, per le opere e le relative spese non ancora completate o effettuate, unitamente alle opere ed ai finanziamenti del previsto programma operativo 2003/2004, in un unico programma operativo 2003/2008 di euro 49.548.450,00;
Vista, infine, la propria deliberazione in data 13 gennaio 2005, n. 1078/XII, recante "Approvazione di modificazioni al Piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta" con la quale in particolare si è provveduto a: posticipare i termini di ultimazione di alcune opere al 31 dicembre 2008; rideterminare la tempistica di altre opere; prevedere l'esecuzione di impianti di illuminazione pubblica a completamento di alcuni investimenti; nonché a stralciare alcuni interventi e conseguentemente riallocare le risorse ad essi destinati ad altri la cui dotazione finanziaria risultava deficitaria;
Richiamate le deliberazioni della Giunta regionale n. 4593 del 1° dicembre 2003 "Riallocazione di fondi e proroga dei termini sino al 31/12/2003 per il compimento della fase attuativa "fine lavori", a favore dell'intervento "manutenzione straordinaria degli edifici Filippini e Stura", ai sensi del paragrafo 4.3.1, del Piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta. L.R. n. 3 del 2 marzo 1992"; n. 1708 del 24 maggio 2004 "Proroga a sanatoria, dei termini per il compimento di alcune fasi attuative, ai sensi del paragrafo 4.3.1, del Piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta. L.R. n. 3 del 2 marzo 1992"; n. 1949 del 17 giugno 2005 "Approvazione della proroga dei termini per il compimento di alcune fasi attuative, ai sensi del paragrafo 4.3.1, del Piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta. L.R. n. 3 del 2 marzo 1992"; n. 4418 del 16 dicembre 2005 "Approvazione della proroga dei termini per il compimento di alcune fasi attuative, ai sensi del paragrafo 4.3.1, del Piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta. L.R. n. 3 del 2 marzo 1992"; n. 4079 in data 22 dicembre 2006 "Approvazione di modificazioni al Piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta. L.R. n. 3 del 2 marzo 1992, ai sensi del paragrafo 4.3.1, lettera b) del Piano medesimo, di cui alla delibera del Consiglio regionale n. 2206/X del 23 ottobre 1996 e successive modificazioni";
Visto il paragrafo 4.4.3 del Piano decennale, così come da ultimo modificato con propria deliberazione in data 2 aprile 2003, n. 3141/XI, e in particolare le lettere a.6 "non sono considerate finanziabili le spese non pagate dal Comune entro il termine dell'ultimo anno di programma" (dicembre 2008), a.6.b "il mancato rispetto dei termini di compimento delle varie fasi attuative... comporta l'automatico definanziamento delle successive fasi attuative" e a.8 "possono essere concesse dal Consiglio regionale e comunale, per ogni singolo intervento e su motivata richiesta del Comune, proroghe al termine di cui in a.6";
Tenuto conto che in data 26 gennaio 2007 il Comune di Aosta ha trasmesso copia della deliberazione n. 13 del 24 gennaio 2007 - pervenuta alla Direzione programmazione e valutazione investimenti in data 8 febbraio 2007 - con la quale il Consiglio comunale ha approvato, ai sensi del paragrafo 4.4.3, lettera a.8, la concessione della proroga al termine di effettuazione dei pagamenti degli interventi di seguito indicati, fino all'avvenuto collaudo degli interventi stessi:
1.1.4 Riqualificazione di via Sant Anselmo (lotto B);
1.3.1 Manutenzione straordinaria Palazzo Municipale (6° lotto)
2.3.1 Sistemazione a parco urbano attrezzato area Roncas
2.3.2 Acquisizione e recupero della casa Deffeyes
3.1.2 4° lotto Quartiere Cogne
4.5.6 Costruzione di una rotonda in via Partigiani
4.5.7 Costruzione di un nuovo tronco stradale collegante via Adamello con via Parigi
4.5.8 Allargamento della strada della Rochère;
Preso atto che la proposta di proroga di cui al paragrafo precedente è stata sottoposta all'esame e positivamente valutata - in considerazione delle motivazioni addotte dal Comune e dell'impegno preso dal Comune medesimo di avviare gli interventi di cui si tratta nell'anno 2007 - dal Comitato di Sorveglianza, istituito ai sensi del punto 4.3 del Piano decennale, nella seduta del 19 dicembre 2006;
Ritenuto che la richiesta formulata dal Comune possa formare oggetto di approvazione da parte del Consiglio regionale;
Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 4223 in data 29 dicembre 2006 concernente l'approvazione del bilancio di gestione, per il triennio 2007/2009, con attribuzione alle strutture dirigenziali di quote di bilancio e degli obiettivi gestionali correlati e di disposizioni applicative;
Visto il parere favorevole di legittimità rilasciato dal Direttore della Direzione programmazione e valutazione investimenti dell'Assessorato territorio, ambiente e opere pubbliche, ai sensi del combinato disposto degli articoli 13, comma 1, lettera e) e 59, comma 2, della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45,, sulla presente proposta di deliberazione;
Visto il parere della III Commissione consiliare permanente;
Con gli emendamenti della Commissione stessa;
Delibera
la concessione - ai sensi del paragrafo 4.4.3, lettera a.8, del Piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta, approvato con delibera del Consiglio regionale n. 2206/X in data 23/10/1996, e successive modificazioni, - di proroghe del termine di effettuazione dei pagamenti degli interventi sotto indicati, fino ad avvenuto collaudo degli interventi stessi:
1.1.4 Riqualificazione di via Sant Anselmo (lotto B);
1.3.1 Manutenzione straordinaria Palazzo Municipale (6° lotto)
2.3.1 Sistemazione a parco urbano attrezzato area Roncas
2.3.2 Acquisizione e recupero della casa Deffeyes
3.1.2 4° lotto Quartiere Cogne
4.5.6 Costruzione di una rotonda in via Partigiani
4.5.7 Costruzione di un nuovo tronco stradale collegante via Adamello con via Parigi
4.5.8 Allargamento della strada della Rochère.
Consiglieri presenti: 30
Votanti e favorevoli: 23
Astenuti: 7 (Bortot, Fontana Carmela, Frassy, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)
Il Consiglio approva.
