Oggetto del Consiglio n. 2705 del 16 maggio 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2705/XII - Disegno di legge: "Nuova disciplina dell'Institut valdôtain de l'artisanat de tradition (IVAT)".
Articolo 1
(Oggetto e finalità)
1. La presente legge disciplina i compiti ed il funzionamento dell'Institut valdôtain de l'artisanat de tradition (IVAT), istituito con legge regionale 10 aprile 1985, n. 10.
2. L'IVAT, ente strumentale della Regione, ha personalità giuridica di diritto pubblico e gode di autonomia organizzativa e contabile.
3. L'IVAT ha il compito di sviluppare e valorizzare l'artigianato valdostano di tradizione, come definito dall'articolo 2, comma 1, lettera a), della legge regionale 21 gennaio 2003, n. 2 (Tutela e valorizzazione dell'artigianato valdostano di tradizione), attraverso:
a) la ricerca storica e documentale;
b) lo studio e la divulgazione delle caratteristiche e delle tecniche utilizzate;
c) il recupero del patrimonio storico;
d) la tutela dei prodotti;
e) le attività inerenti alla formazione dei produttori;
f) la gestione di sedi museali o espositive;
g) la commercializzazione dei prodotti di artigianato, con le modalità di cui all'articolo 2;
h) l'organizzazione o la partecipazione ad iniziative promozionali;
i) ogni altra azione volta alla valorizzazione del patrimonio artigianale valdostano di tradizione.
Articolo 2
(Attività commerciale)
1. L'IVAT può commercializzare i prodotti di artigianato di tradizione riconducibili alle categorie di cui all'articolo 3 della l.r. 2/2003.
2. I prodotti di cui al comma 1 sono contrassegnati con un marchio di tutela registrato, le cui caratteristiche grafiche e le cui modalità d'uso sono approvate con deliberazione della Giunta regionale, su proposta del consiglio di amministrazione di cui all'articolo 5.
3. L'IVAT può inoltre commercializzare i prodotti di artigianato non di tradizione di cui all'articolo 7, comma 2, della l.r. 2/2003, previo parere conforme della commissione tecnica di cui all'articolo 8.
4. Al fine della loro commercializzazione, i prodotti di cui al comma 3 devono essere opportunamente differenziati dai prodotti di artigianato di tradizione.
Articolo 3
(Organi)
1. Sono organi dell'IVAT:
a) il presidente;
b) il consiglio di amministrazione;
c) l'organo di revisione contabile;
d) il direttore;
e) la commissione tecnica.
Articolo 4
(Presidente)
1. Il presidente del consiglio di amministrazione è il legale rappresentante dell'IVAT e lo rappresenta in giudizio previa autorizzazione ad agire o a resistere del consiglio di amministrazione. Il Presidente convoca e presiede le sedute del consiglio di amministrazione, ne stabilisce l'ordine del giorno e adotta, nei casi di urgenza, deliberazioni di competenza del consiglio di amministrazione, salvo riferirne, per la ratifica, alla prima riunione successiva. Gli atti non ratificati perdono efficacia dalla data di adozione.
2. In caso di assenza o impedimento temporaneo del presidente, le relative funzioni, limitatamente all'ordinaria amministrazione, sono svolte dal Consigliere delegato dal consiglio di amministrazione nella prima seduta di insediamento.
3. Al presidente spetta una indennità mensile determinata dalla Giunta regionale, con propria deliberazione, in misura comunque non superiore al 30 per cento dell'indennità di carica spettante ai consiglieri regionali.
Articolo 5
(Consiglio di amministrazione)
1. L'IVAT è retto da un consiglio di amministrazione nominato con decreto del Presidente della Regione.
2. Il consiglio di amministrazione è l'organo di indirizzo, di programmazione e di controllo. In particolare, esso definisce gli obiettivi e i programmi dell'IVAT, verificando la rispondenza dei risultati della gestione con gli indirizzi impartiti e gli obiettivi fissati.
3. Il consiglio di amministrazione svolge, in particolare, i seguenti compiti:
a) approva lo statuto;
b) esamina e approva i programmi annuali di attività;
c) delibera il bilancio preventivo e il conto consuntivo;
d) definisce la dotazione organica;
e) autorizza l'acquisto e l'alienazione di beni immobili;
f) approva il regolamento sulla finanza e sulla contabilità.
4. Il consiglio di amministrazione dura in carica quattro anni, decorrenti dalla data del decreto di nomina, ed è composto da:
a) due esperti in materia di artigianato valdostano di tradizione, designati dalla Giunta regionale con le modalità di cui alla legge regionale 10 aprile 1997, n. 11 (Disciplina delle nomine e delle designazioni di competenza regionale), di cui uno con funzioni di presidente, scelti tra i non iscritti nel registro dei produttori di artigianato di cui all'articolo 8 della l.r. 2/2003;
b) un rappresentante designato dall'Associazione scultori e intagliatori valdostani (ASIV) tra i produttori non professionali iscritti nella sezione del registro dei produttori di artigianato di cui all'articolo 8, comma 2, lettera a), della l.r. 2/2003;
c) due rappresentanti eletti dai produttori professionali iscritti nella sezione del registro dei produttori di artigianato di cui all'articolo 8, comma 2, lettera a), della l.r. 2/2003, non appartenenti alla stessa categoria produttiva prevalente.
5. Le modalità per l'elezione dei rappresentanti dei produttori professionali di cui al comma 4, lettera b), sono stabilite con deliberazione della Giunta regionale.
6. Ai componenti del consiglio di amministrazione spetta, oltre al rimborso delle spese di viaggio effettivamente sostenute, un gettone di presenza il cui ammontare è stabilito nel decreto di nomina, in misura comunque non superiore ad un ventesimo della diaria spettante ai consiglieri regionali.
7. Le funzioni di segretario del consiglio di amministrazione sono svolte dal direttore dell'IVAT.
8. Il consiglio di amministrazione si riunisce almeno due volte all'anno, su convocazione del presidente, nonché ogniqualvolta ne facciano richiesta almeno due dei suoi componenti. Le sedute sono valide con la partecipazione della maggioranza assoluta dei componenti. Le deliberazioni sono adottate con il voto favorevole della maggioranza dei presenti; in caso di parità, prevale il voto del presidente.
9. In caso di persistenti e gravi irregolarità o di mancato funzionamento del consiglio di amministrazione, il Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, ne dispone lo scioglimento e nomina un commissario che provvede alla gestione dell'IVAT, fino alla costituzione del nuovo consiglio di amministrazione.
10. La costituzione del nuovo consiglio di amministrazione deve avvenire nei sei mesi successivi alla nomina del commissario.
Articolo 6
(Organo di revisione contabile)
1. Il controllo sulla gestione amministrativa e contabile dell'IVAT spetta all'organo di revisione contabile. Esso può essere costituito in forma collegiale o monocratica. Lo statuto ne determina la composizione, la durata e le modalità di nomina.
2. I revisori dei conti devono essere scelti tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili e non possono assumere, presso l'IVAT o presso organismi ad esso collegati, rapporti di lavoro, di consulenza ovvero altri rapporti di natura patrimoniale che ne compromettano l'indipendenza.
3. Ai revisori dei conti spetta un'indennità annuale, nella misura stabilita con deliberazione della Giunta regionale.
Articolo 7
(Direttore)
1. Il direttore è responsabile del funzionamento complessivo dell'IVAT.
2. Per il conferimento dell'incarico di direttore dell'IVAT, trova applicazione l'articolo 62, comma 5, della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45 (Riforma dell'organizzazione dell'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta e revisione della disciplina del personale); l'incarico, di durata quadriennale, è conferito dal consiglio di amministrazione, su proposta del presidente.
3. Spettano al direttore tutti gli adempimenti che non siano altrimenti riservati agli altri organi dell'IVAT ed in particolare quelli correlati all'esercizio delle funzioni di cui agli articoli 5, 12 e 13 della l.r. 45/1995.
Articolo 8
(Commissione tecnica)
1. L'individuazione dei prodotti di artigianato di tradizione sui quali può essere apposto il marchio di cui all'articolo 2, comma 2, anche se non commercializzati direttamente dall'IVAT, è affidata ad una commissione tecnica, nominata con decreto del Presidente della Regione.
2. La commissione è composta da:
a) il Presidente dell'IVAT, che la presiede;
b) il direttore dell'IVAT, con funzioni di segretario;
c) tre esperti con competenze specifiche in materia di artigianato di tradizione, non iscritti nel registro di cui all'articolo 8 della l.r. 2/2003, designati dalla Giunta regionale, su proposta del consiglio di amministrazione.
3. Oltre a quanto previsto dal comma 1, alla commissione tecnica spetta:
a) il controllo sul corretto uso del marchio;
b) la verifica delle produzioni esposte in occasione di manifestazioni di artigianato di tradizione;
c) la consulenza nelle materie di specifica competenza.
4. Periodicamente, la commissione tecnica informa il consiglio di amministrazione sulla propria attività.
5. Ai componenti della commissione tecnica di cui al comma 2, lettera c), spetta un gettone di presenza in misura pari a quello spettante ai componenti del consiglio di amministrazione.
Articolo 9
(Statuto)
1. Salvo quanto espressamente previsto dalla presente legge, le ulteriori modalità di funzionamento dell'IVAT sono stabilite dallo statuto.
2. Lo statuto è approvato con il voto favorevole di almeno quattro dei componenti il consiglio di amministrazione ed è trasmesso alla struttura regionale competente in materia di artigianato di tradizione per le finalità di cui all'articolo 8 della legge regionale 21 gennaio 2003, n. 3 (Soppressione della Commissione regionale di controllo sugli atti degli enti locali. Disposizioni in materia di controllo preventivo di legittimità sugli atti di enti pubblici non economici dipendenti dalla Regione).
Articolo 10
(Stato giuridico ed economico del personale)
1. L'IVAT rientra tra gli enti di cui all'articolo 1, comma 1, della l.r. 45/1995; al personale dell'IVAT si applicano la disciplina e il trattamento economico previsti per il restante personale del comparto unico regionale.
2. La dotazione organica dell'IVAT è deliberata dal consiglio di amministrazione, su proposta del direttore, ed approvata dalla Giunta regionale. La dotazione organica dell'IVAT non può prevedere, in ogni caso, più di un posto di qualifica dirigenziale, riservato al direttore.
3. Il personale dell'IVAT è iscritto, dalla data di assunzione, agli istituti di previdenza ed assistenza previsti dalla normativa vigente per il personale dipendente da pubbliche amministrazioni.
Articolo 11
(Finanziamento)
1. L'IVAT provvede al proprio finanziamento attraverso:
a) il contributo regionale;
b) i proventi della sua attività;
c) le erogazioni di enti pubblici e di privati;
d) le rendite patrimoniali.
Articolo 12
(Disposizioni finanziarie)
1. L'onere derivante dall'applicazione dell'articolo 11, comma 1, lettera a), è determinato in annui euro 580.000 a decorrere dall'anno 2007.
2. L'onere di cui al comma 1 trova copertura, nello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2007 e di quello pluriennale per il triennio 2007/2009, nell'obiettivo programmatico 2.2.2.10. (Interventi promozionali per l'artigianato).
3. Al finanziamento dell'onere di cui al comma 1 si provvede, nell'ambito dell'obiettivo programmatico 2.2.2.10., mediante l'utilizzo per pari importo delle risorse iscritte al capitolo 47540 (Contributo all'Institut valdôtain de l'artisanat typique (IVAT)) del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2007 e di quello pluriennale per il triennio 2007/2009.
4. Per l'applicazione della presente legge, la Giunta regionale è autorizzata ad apportare, con propria deliberazione, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di bilancio, le occorrenti variazioni di bilancio.
Articolo 13
(Disposizioni transitorie)
1. La nomina dei nuovi organi, in conformità alle disposizioni di cui alla presente legge, è disposta entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge stessa.
2. Gli organi in essere alla data di entrata in vigore della presente legge restano in carica sino alla nomina dei nuovi organi ai sensi del comma 1 e, comunque, sino alla data del loro insediamento.
3. Il consiglio di amministrazione, nominato ai sensi del comma 1, approva lo statuto, conformandosi alle disposizioni di cui alla presente legge, entro sei mesi dal suo insediamento; nelle more dell'adozione, continua ad applicarsi lo statuto vigente alla data di entrata in vigore della presente legge.
4. Sino alla registrazione del marchio di cui all'articolo 2, comma 2, i prodotti commercializzati dall'IVAT continuano ad essere contrassegnati con il marchio in uso alla data di entrata in vigore della presente legge.
Articolo 14
(Abrogazioni)
1. Sono abrogate le seguenti leggi regionali:
a) 10 aprile 1985, n. 10 (Istituzione dell'Institut valdôtain de l'artisanat typique);
b) 23 febbraio 1993, n. 8 (Modificazioni alla legge regionale 10 aprile 1985, n. 10 concernente "Istituzione dell'Institut Valdôtain de L'Artisanat Typique");
c) 23 gennaio 1998, n. 5 (Modificazioni alla legge regionale 10 aprile 1985, n. 10 (Istituzione dell'Institut valdôtain de l'artisanat typique), già modificata dalla legge regionale 23 febbraio 1993, n. 8. Abrogazione della legge regionale 24 giugno 1992, n. 30).
Président - La parole au rapporteur, le Conseiller Lavoyer.
Lavoyer (FA) - Visto che è stata distribuita la relazione a tutti i colleghi, vi risparmio una lettura della stessa, mi limito a sottolineare gli aspetti qualificanti di questo disegno di legge che viene sottoposto all'esame del Consiglio.
L'artigianato è una delle attività proprie di tutte le realtà contadine e agro-pastorali; in Valle d'Aosta, in particolare, è un'importante fonte di reddito per molti operatori del settore. Inoltre, l'artigianato è un patrimonio culturale che da sempre caratterizza le tradizioni e la cultura della Valle d'Aosta. Anche dal punto di vista turistico l'artigianato tipico della nostra Regione è uno degli elementi che fanno parte di un'offerta turistica a tutto tondo, un'offerta turistica che deve caratterizzare tutti gli aspetti qualificanti della nostra Regione. Penso quindi che questo testo di legge sia molto importante, perché va nella direzione di riprendere le spinte che si erano perse con il disegno dell'IVAT, nato nel 1985 dalle ceneri dell'EVART e che cerca di rilanciare l'aspetto dello studio e della valorizzazione, della promozione di questo settore che recentemente con l'impostazione della legge vigente andava più nella direzione di un veicolo di commercializzazione dei prodotti.
Con questo provvedimento andiamo a definire meglio i compiti, che sono prevalentemente quelli che si vogliono rivalorizzare, che sono quelli della ricerca, dello studio e del recupero; non si tralascia l'aspetto commerciale, ma con questo disegno di legge l'aspetto commerciale viene caratterizzato dall'introduzione di un marchio di tutela della tipicità valdostana. L'altro aspetto importante di questo provvedimento sono i finanziamenti a carico della Regione, che sono rimasti invariati rispetto alla legge precedente; sono invece notevolmente ritoccati al ribasso i compensi degli organi di amministrazione, in linea con i principi di contenimento della spesa pubblica.
Ad oggi, prima del commissariamento, il "CdA" era composto da 3 membri, esperti di artigianato, e 2 membri eletti dai produttori tra i produttori stessi. Tenuto conto delle varie componenti del mondo dell'artigianato, anche a seguito delle numerose audizioni che sono state fatte in commissione e gli approfondimenti che sono stati fatti, abbiamo ritenuto opportuno dare peso a tutte queste sfaccettature di questo settore che sono i produttori professionali, quelli iscritti all'artigianato di tradizione; i produttori professionali iscritti al registro dei produttori per l'artigianato cosiddetto "equiparato"; i produttori non professionali, e soprattutto si è voluto tener conto dei compiti istituzionali che si vogliono affidare all'istituto: studio, valorizzazione, ricerca. In questo senso abbiamo previsto in questo disegno di legge, proposto dalla Giunta regionale e approvato dalle commissioni competenti, un "CdA" composto da 2 personalità di particolare esperienza in materia di artigianato, non produttori, tra cui viene scelto il Presidente - quindi una scelta al di sopra delle parti rispetto ai vari gruppi che compongono il settore dell'artigianato -, 1 produttore non professionale, nominato dall'ASIV, l'associazione che li rappresenta, 2 produttori professionali, eletti dai produttori stessi, tutto ciò in modo da garantire un equilibrio, con la presenza di tutti i "punti di vista" per assicurare a tutti un'adeguata rappresentatività. Su questa ipotesi è stato trovato un ampio consenso, sia per la composizione del "CdA", sia nel senso delle indicazioni dei futuri componenti e rappresentanti di categoria, sia per la composizione di tutte le istanze che si sono presentate nel corso delle audizioni in commissione.
Mi pare che il provvedimento che viene oggi portato all'approvazione del Consiglio sia frutto di un accordo ampio, in questo senso sottolineo il buon lavoro fatto dalla IV Commissione, in particolare dal Presidente Praduroux e dai commissari, un lavoro di approfondimento lungo che però ha trovato una sintesi in un ampio accordo, quindi invito il Consiglio a votare questo provvedimento che riteniamo sia molto importante per l'economia della nostra Regione.
Président - Je déclare ouverte la discussion générale.
La parole au co-rapporteur, le Conseiller Praduroux.
Praduroux (UV) - L'artigianato di tradizione è una parte della storia stessa della Valle d'Aosta; è quindi un pilastro importante della nostra cultura e contribuisce da sempre a contraddistinguere la nostra comunità alpina. È una componente che testimonia la peculiarità di una civiltà di montagna e di una cultura che è strettamente legata al territorio valdostano.
L'artigianato di tradizione è dunque un patrimonio prezioso della nostra realtà, che non rimane però fine a sé stesso, infatti ha la capacità di tradursi in uno strumento di trasmissione di antichi saperi e di modi di vivere. Per meglio capire la sua funzione di ponte fra il passato, il presente e il futuro è sufficiente pensare al successo delle fiere e degli eventi legati all'esposizione di prodotti artigianali e all'interesse che turisti e appassionati dimostrano verso tutto ciò che è autentico. I prodotti dell'artigianato di tradizione, oltre ad essere una testimonianza concreta per il grande pubblico, sono anche un efficace strumento di promozione per la Valle d'Aosta. Si crea così un rapporto diretto con altre componenti dell'offerta valdostana con una valenza turistica dell'artigianato di tradizione che contribuisce ad allargare le azioni di sostegno dell'economia valdostana. Un altro aspetto da sottolineare è legato alla presenza di un consistente movimento di persone, composto di artigianati professionisti e di hobbisti che dedicano tempo e passione alla realizzazione di prodotti artigianali frutto di ricerca e di laboriosità. Anche questa è un "atout" spendibile per valorizzare l'autenticità e l'originalità dei prodotti della tradizione valdostana, a maggior ragione in un contesto di mercato in cui l'offerta tende sempre più a puntare sulla concorrenza e sulla globalizzazione dei modelli.
L'artigianato valdostano è un vero e proprio mondo che non è rimasto cristallizzato, ma ha saputo cogliere l'evoluzione di molti fattori, un progredire favorito sia dagli interpreti principali ovvero gli artigiani, sia dai mezzi e dalle modalità di intervento e di sviluppo. Tra i settori strategici in cui l'IVAT è chiamata ad operare, vanno sottolineati quelli della tutela e della valorizzazione attraverso azioni mirate di ricerca storica, ma anche di formazione mettendo a disposizione lo studio e la documentazione relativi sia alle caratteristiche delle produzioni sia alle tecniche da impiegare. Il recupero del patrimonio storico, la formazione e la diffusione attraverso la gestione di sedi museali ed espositive sono altri aspetti importanti proprio per trasmettere il lavoro di ieri a chi oggi si avvicina all'artigianato.
Ulteriore aspetto rilevante nell'attività futura dell'IVAT è quello della promozione dell'artigianato tipico e dei prodotti realizzati dagli artigiani valdostani. Si tratta di un sostegno dell'immagine complessiva dell'artigianato tipico che interviene come elemento determinante, per sostenere a livello generale l'immagine complessiva della Valle d'Aosta. L'integrazione fra azioni promozionali per l'intero comparto turistico valdostano poggia proprio sulle produzioni peculiari, di cui l'artigianato di tradizione è una delle più significative. È un settore che ha una grossa visibilità, un grosso interesse popolare, ma anche riferimenti storico-culturali di grande rilievo. Una visibilità che deve poter contare su un marchio che deve essere, al tempo stesso, elemento di sostegno per la promozione dei prodotti dell'artigianato valdostano, ma anche garanzia di qualità e di provenienza. Un ulteriore passo in avanti contenuto in questa nuova disciplina normativa consentirà di sostenere, attraverso un apposito marchio, quei prodotti artigianali non tradizionali che sono comunque espressione della vitalità del settore artigianale valdostano. La diffusione del marchio consentirà di consolidare l'immagine dell'artigianato di tradizione al di fuori dei confini regionali, sia nell'ambito di eventi promozionali, di fiere e di eventi di settore per garantire visibilità presso componenti sempre più vaste di pubblico e di potenziali acquirenti, oltre a conferire trasparenza ai procedimenti produttivi tipici, perché certificati come autenticamente valdostani.
Si dà atto che, dalle ore 16,23, presiede il Vicepresidente Fiou.
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Durante l'esame in commissione abbiamo dedicato più sedute per approfondire le nostre conoscenze sul difficile funzionamento di questo istituto, dell'IVAT, e le varie audizioni si sono anche rivelate interessanti per persone che non sono addette ai lavori come noi, anche perché cerchiamo, con oggi, di dare una risposta legislativa al ruolo di un ente che è sempre stato più o meno controverso, al cui interno i vari amministratori che si sono succeduti non sempre hanno trovato una sintonia di intenti e altrettanto difficilmente sono riusciti a trovare una funzione coerente con le istanze provenienti dal variegato mondo dell'artigianato valdostano. Un mondo che si compone di professionisti, che sono rivolti all'artigianato di professione, professionisti del cosiddetto "ramo equiparato" e anche hobbisti, ed è questa seconda categoria che costituisce la massa numerica più importante degli artigiani. Non possiamo essere così sicuri che se questo disegno di legge sarà una risposta concreta ed efficace al futuro modello di IVAT che tutti quanti vogliamo, ma su questa unità di intenti non sempre c'è una visione altrettanto unitaria sul modello giusto, diciamo che il dibattito sul ruolo dell'ente è aperto da molto tempo e oggi si cerca di dare una risposta a questa ennesima fase commissariale che si è creata - come sappiamo - per dissapori all'interno dell'organo amministrativo.
Crediamo che l'artigianato valdostano debba avere una tutela complessiva e naturalmente ci rivolgiamo non solo agli hobbisti che per passione si avvicinano a questo settore artistico, ma ci riferiamo ai cosiddetti "professionisti". In particolare vorremmo sottolineare il ruolo di quei professionisti che fanno per attività primaria il lavoro di artigiani. Sono persone che hanno una loro partita IVA, hanno un'azienda vera e propria, si mettono sul mercato con tanto di impegno e di rischio e cercano di commercializzare e far penetrare in questo mercato i loro prodotti. Una delle sfide che si era proposto anche uno studio fatto 10 anni fa che diagnosticava la situazione dell'IVAT e cercava di formulare proposte di miglioramento, tendeva ad individuare delle linee guida fra le quali quella di dare una motivazione ulteriore ai componenti di questo aggregato umano che sono gli artigiani valdostani, e naturalmente creando uno snellimento burocratico da un lato, snellimento del "CdA", un direttore generale più flessibile nel compiere le scelte gestionali e naturalmente cercare di avviare, attraverso una gestione più privatistica dei negozi sul territorio, una commercializzazione vera e propria dei prodotti realizzati dai vari artigiani.
In linea di massima non abbiamo obiezioni sulla legge così strutturata, anche perché in commissione è stata approfondita con cognizione di causa e soprattutto ascoltando gli addetti ai lavori. Abbiamo proposto recentemente - e l'Assessore La Torre ne è consapevole - una mozione che ha riguardato la riorganizzazione dell'Atelier della Fiera di S. Orso, una mozione che è passata in chiusura di una recente seduta consiliare dopo una breve esposizione e un'accettazione senza alcuna obiezione da parte dell'Assessore. La mozione prendeva spunto da un disagio che serpeggia nel mondo degli artigiani, un disagio che talvolta affiora a livello superficiale e scaturisce in quelle difficoltà di rapporti che poi si traducono in gestioni che non possono procedere, rapporti personali che si sono avvelenati e i ricorsi a strumenti di ripiego come il commissariamento al quale la Regione è stata costretta qualche mese fa. Sono disagi che non devono essere ignorati, sono disagi che sono campanelli d'allarme.
Visto che lei, Assessore, ha presenziato ai lavori della commissione, noi diciamo che l'impostazione può anche essere accolta dal nostro gruppo, ma proporremo alcuni emendamenti che abbiamo formulato. Sono emendamenti che cercano di dare una maggiore dignità a certe definizioni che tendono a marginalizzare una parte di questa categoria di artigiani. Possiamo chiamarli tutti quanti "artigiani valdostani", perché le loro attività hanno sede in Valle d'Aosta; chiamarli "artigiani non di tradizione", alcuni, ci sembra quasi come dire: siete artigiani di serie "B" o "C"! Vorremmo dare una personalità effettiva a queste persone, che si cimentano anche con propri strumenti, con proprie aziende, nel produrre qualcosa che ha una sua tipicità unanimemente riconosciuta. Gli emendamenti che proponiamo vanno in questa direzione: il 1° comma dell'articolo 2 intenderemmo modificarlo aggiungendo l'aggettivo "valdostano", cioè IVAT può commercializzare i prodotti dell'artigianato di tradizione, sì, artigianato valdostano di tradizione, riprendendo anche una definizione puntuale che è stata inserita in una legge precedente, la n. 2/2003, e lo stesso discorso vale per il 3° comma dell'articolo 2 dove si parla più genericamente dell'IVAT che può inoltre commercializzare i prodotti di artigianato non di tradizione. Sappiamo cosa si riconduce a questa categoria, però chiamiamolo "artigianato valdostano", cioè abbiamo l'artigianato valdostano che è l'insieme, l'artigianato valdostano di tradizione è il sottoinsieme, quella nicchia di eccellenza che intendiamo promuovere per prima, ma senza disconoscere agli altri artigiani che le loro opere, i loro lavori, i loro prodotti rientrano in quella definizione che è riconosciuta anche dalla legge n. 2/2003 che possiamo chiamare "artigianato valdostano". L'emendamento n. 3 si inserisce nell'articolo 8, 2° comma punto c), dove 3 esperti su 5 della commissione tecnica devono avere competenze specifiche. La commissione ha individuato queste competenze specifiche solo negli artigianati di tradizione che rappresentano una piccola parte degli artigiani valdostani; chiederemmo che questi esperti vengano scelti in un alveo più allargato, ovvero coloro che sono competenti in materia di artigianato valdostano, quindi potremmo trovare delle competenze non solo negli artigiani di tradizione, ma anche nei cosiddetti "artigiani" che si occupano del settore equiparato o di settori di minore importanza.
Confidiamo nell'attenzione dell'Assessore e del Consiglio su queste nostre proposte e ci riserviamo di esprimere il voto che i singoli articoli emendati - oppure no - meritano.
Presidente - Se nessun altro chiede la parola, dichiaro chiusa la discussione generale. Prendiamo in esame l'articolato della legge, ovviamente nel nuovo testo proposto dalla IV Commissione.
La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, La Torre sull'articolo 1.
La Torre (FA) - Innanzitutto voglio ringraziare i membri delle commissioni e tutti quelli che hanno partecipato alla stesura di questa legge, su cui ci siamo confrontati e devo dire che sono emerse, alla fine, parecchie posizioni, ma che hanno saputo trovare in questa legge una sintesi significativa.
È vero, le cose che sono state dette negli interventi in parte sono vere. Innanzitutto l'IVAT nasce dalle ceneri dell'EVART e nasce su una normativa datata 1985, quindi una disciplina superata dai fatti e dall'evoluzione stessa dell'artigianato valdostano. Questa sottolineatura dell'invecchiamento di questa legge è rimarcata nel 2003 dall'entrata in vigore della legge n. 2/2003, "Tutela e valorizzazione dell'artigianato valdostano di tradizione", quindi era indispensabile arrivare alla stesura di una nuova legge e credo che il tentativo sia quello di dare un senso ulteriore a questa enorme energia che abbiamo nel tessuto dell'artigianato valdostano. Di fatto è una risorsa su cui dobbiamo puntare e cercare anche all'interno di questo settore di creare un ecosistema di imprese, che permetta agli artigiani di realizzare quella sinergia che li può rendere vincenti rispetto non solo a un mercato valdostano, ma verso mercati esterni alla Valle d'Aosta e conquistare spazi di commercializzazione; quindi, sì, l'IVAT deve essere il presidio della tradizione valdostana, ma deve essere anche uno strumento a servizio degli artigiani per cercare di imporre verso l'esterno la loro capacità di commercializzare un prodotto valdostano.
È evidente che il primo elemento su cui abbiamo dovuto muoverci è quello del dare la maggiore caratterizzazione possibile, la maggiore definizione possibile del valore della nostra tradizione: ecco perché abbiamo abolito il termine "tipico" per inserire il termine "di tradizione", per dare un significato più forte ai valori della nostra cultura. Tradizione cosa significa? Significa materiali, tecniche, forme, modelli, la nostra storia e la nostra cultura. I compiti sono quelli non solo della protezione di questa nostra storia, ma sono anche quelli di incentivare una commercializzazione che, a gran voce, ci viene richiesta dagli artigiani stessi, perché non dimentichiamo che molte famiglie valdostane vivono in questo ambito e quindi devono avere una possibilità reale di commercializzare questi prodotti. La legge nuova va quindi a rafforzare questi 2 concetti: tradizione e commercializzazione, e poi introduce alcune opportunità. Non dimentichiamo che la vecchia legge non consentiva l'istituzione di un museo, mentre stiamo procedendo a grandi passi e sicuramente potremo inaugurare a breve il museo di Fénis che diventa un presidio importante, che potrà essere un momento di rilancio turistico per quello che possono essere le nostre opportunità artigianali.
Dette queste cose - su cui ci siamo confrontati -, abbiamo sentito anche la necessità di introdurre un marchio di tutela, perché mai come adesso è necessario caratterizzare i prodotti in un mercato che è aggredito dalle imitazioni e da chi si improvvisa, quindi per qualche verso tradisce le origini di un prodotto, quindi mai come adesso è necessario introdurre un marchio di tutela che garantisce i nostri artigiani e garantisce i loro prodotti. In questo con la legge lo si fa e ci siamo trovati tutti d'accordo. Abbiamo dovuto fare anche qualche valutazione in merito all'Amministrazione, perché i problemi sono nati anche all'interno di una situazione di incomprensione fra le varie categorie, problemi di rappresentanza che ci sono stati, problemi di pesi all'interno delle varie categorie, e abbiamo ritenuto - con questo tipo di organizzazione che prevede la gestione attraverso 2 esperti non iscritti al registro dei produttori, 2 professionisti rete di produttori professionali delle varie categorie e dei produttori hobbisti - che in questo ci possa essere un equilibrio che dovrebbe consentire anche per il futuro un maggior confronto all'interno dell'IVAT stesso e quindi dovrebbe dare quella certezza di "governance" equilibrata. Crediamo che si debba puntare molto su questo ambito, quindi ci auguriamo che i fatti che sono accaduti non si ripetano più.
Colgo l'occasione per ringraziare il commissario Vagneur, che ha retto con grande capacità l'IVAT in questi ultimi mesi; questo è un riconoscimento pubblico che gli voglio fare anche per la sua discrezione. Credo che abbia svolto bene il suo compito di commissario, quindi oggi, nell'approvare questa legge, sicuramente apriamo una nuova fase che spero possa essere una fase di rilancio dell'IVAT, una fase di confronto all'interno delle varie categorie che permetterà alle fiere di Sant'Orso e non solo, ma anche all'esterno in altre occasioni, di veder crescere il nostro artigianato e di veder crescere all'interno del nostro artigianato delle aziende che possano diventare trainanti rispetto a un mercato che oggi ha delle attenzioni particolari verso dei settori di tradizione.
Non ci dobbiamo dimenticare poi dei settori dei mobilieri, che stanno crescendo, sono dei settori molto importanti. Anche su questo ambito stiamo avviando una serie di iniziative che permetteranno la riscoperta del mobile di tradizione valdostano, confrontandoci anche con l'università e con degli studi che possono portare l'attenzione su questo ambito, così come per quello che riguarda lo scambio con altre realtà regionali, stiamo assistendo ad esperimenti che vengono fatti, sto dialogando con la Calabria e abbiamo assistito ad un esperimento straordinario; hanno preso degli oggetti della tradizione, hanno contattato dei "designers" a livello mondiale e sono riusciti, attraverso questo connubio fra la tradizione e gli studi di "design", a ricreare gli stessi oggetti, addirittura riuscendo a proporli a livello internazionale, quindi uscendo dai confini italiani. Sono esperienze che nascono dall'artigianato di tradizione ed arrivano fino al "design" moderno, ma ad un mercato che realmente offre delle potenzialità di commercio.
Crediamo che con questa legge, con l'aiuto di tutti, si sia riusciti a predisporre una legge che possa dare delle opportunità al nostro settore, quindi per quel che riguarda gli emendamenti non sono particolarmente in difficoltà su quelli dove si vogliono inserire i prodotti di artigianato valdostano di tradizione. In fondo l'IVAT è l'Institut valdôtain de l'artisanat de tradition, è pleonastico, stiamo parlando di questo, non mi pare indispensabile, ma non sono contrario ad aggiungere questa dizione, anche se è un ripetere; per quel che mi riguarda su questi due passaggi non vedo particolari problemi. Invece, quando si fa il ragionamento sull'articolo 8, si parla degli esperti... c'è questa proposta di generalizzare la nomina degli esperti... 3 esperti in materia di artigianato di tradizione, dice la legge, invece qui si dice 3 esperti in materia di artigianato valdostano... su questo possiamo fare una sospensione... non vorrei che nel generalizzare si perdesse l'obiettivo, che è quello non di generalizzare, ma al contrario, di andare bene a definire un ambito. Eventualmente questo lo dico così, ma potrebbe essere il frutto di un confronto in una sospensione eventuale, se i 3 esperti in materia di artigianato di tradizione non fossero 3, ma fossero 2, se uno ne volesse aggiungere uno... sono dei ragionamenti che devono essere svolti in una pausa. Sono contrario a questa modifica personalmente, però siccome questa legge è stata il frutto di un confronto, non mi sottraggo ad una sospensione per discuterne.
Se devo dire il mio parere personale, sono favorevole ai primi 2 emendamenti e sono contrario all'emendamento sull'articolo 8, al comma 5.
Si dà atto che, dalle ore 16,35, riassume la presidenza il Presidente Perron.
Presidente - La parola al Consigliere Lavoyer.
Lavoyer (FA) - In merito al 3° emendamento si potrebbe eventualmente accogliere l'aggiunta del termine "valdostano", lasciando però la caratterizzazione della tradizione, perché nel testo originale ci sono 3 esperti con competenze specifiche in materia di artigianato di tradizione; si potrebbe aggiungere "in materia di artigianato valdostano di tradizione", in coerenza con l'accoglimento degli altri 2 emendamenti che vanno a specificare meglio questo aspetto.
Presidente - Ricordo che la discussione generale è chiusa, quindi la modifica degli emendamenti presentati non è concessa. Si può discutere, accettarli o respingerli; se ritenete una sospensione necessaria, nessuna difficoltà, ma non è più possibile modificare gli emendamenti presentati.
La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Assessore, non vorrei che ci fosse un fraintendimento. I nostri emendamenti muovono tutti dallo stesso presupposto; come le dicevo in fase di illustrazione, l'insieme è l'artigianato valdostano, la cui tutela è indifferenziata, noi dobbiamo differenziarlo, ma anche promuoverlo. Nell'ambito di questo insieme ci sono i sottoinsiemi, cioè i sottoinsiemi della qualità per eccellenza, del top della classifica che è rappresentato dall'artigianato di tradizione, dai cosiddetti "artisti" più blasonati che espongono nelle parti migliori della città di Aosta quando c'è la millenaria o c'è l'atelier estivo o invernale. Ci sono però anche artigiani del cosiddetto "settore equiparato", che sono coloro che producono in serie dei prodotti che comunque sono strettamente attinenti a quello che è l'artigianato locale, sono coloro che vivono, lavorano, le loro famiglie dipendono anche dall'attività che costoro organizzano quotidianamente e pagano le tasse su questa loro attività.
La parola "valdostano" va solo a dire che l'IVAT promuove artigianato valdostano nel suo insieme e noi con i primi 2 emendamenti vogliamo dire: evitiamo delle definizioni squalificanti come quella dell'artigianato non di tradizione, perché ci sono alcuni artigiani che si sentono un po' squalificati, sono gli artigiani di serie "B", eppure sono quelli che producono, lavorano, pagano le tasse e anche loro partecipano e hanno permesso in particolare all'atelier estivo di decollare. Lei si ricorderà che l'atelier è decollato grazie ai cosiddetti "professionisti dell'equiparato". Allora non dimentichiamo coloro che contribuiscono fattivamente alla crescita del nostro artigianato, coloro i cui prodotti poi finiscono nei vari negozi commerciali che sono dissipati sul territorio e quindi permettono anche al turista di acquisire una conoscenza della produzione tipica valdostana o di tradizione, se preferisce, ma anche di dare volume e importanza a questo piccolo mercato che dobbiamo potenziare e far crescere.
L'emendamento n. 3 si innesta nello stesso filone di ragionamento, ovvero i 3 esperti con competenze specifiche va bene che vengono scelti nell'ambito dell'artigianato di tradizione, ma possono anche essere scelti uno dei due - non mettiamo limiti numerici - al di fuori di questa nicchia dei top, potrebbe essere anche un rappresentante dell'equiparato; su 3 potrebbero essere 2 di tradizione e uno non di tradizione.
Senza nulla togliere alla fisionomia che è stata definita dalla commissione consiliare e quindi anche all'impronta politica che lei ha voluto dare a questa legge, credo che sostituendo la parola "di tradizione" con "valdostano" non si vada a negare nulla a nessuno e, anzi, si amplia quell'ambito all'interno del quale si possono individuare i 3 esperti con competenze specifiche che facciano parte autorevolmente di questo comitato tecnico. Di qui non credo che sia necessaria una sospensione, non si può neppure cambiare l'emendamento, perché non ci sono subemendamenti presentati; a questo punto o si accoglie senza riserve oppure non si accoglie. Con questo intervento forse ho spiegato meglio qual è l'intento che sostiene la nostra proposta emendativa.
Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, La Torre.
La Torre (FA) - Sicuramente l'intento è ragionevole, però sempre con la stessa disponibilità vediamo se riusciamo a trovare una soluzione. Vediamo però a cosa serve la commissione, altrimenti non si capisce di cosa stiamo parlando.
Il compito della commissione tecnica è quello di individuare i prodotti di artigianato di tradizione valdostana, sui quali poi deve essere apposto il marchio, quindi è evidente che se il compito è quello di individuare i prodotti della tradizione valdostana, diventa difficile inserire con tutta la dignità che può avere un esperto di equiparato, che ha tutta la dignità e fa parte infatti dell'IVAT, nella commissione che deve andare ad individuare quel prodotto che è titolato ad avere il marchio. È come chiedere ad un esperto di cavalli di andare a scegliere una mucca, è una cosa diversa... ha capito cosa voglio dire? È una commissione che ha il compito di individuare il prodotto della tradizione e nella commissione che ha il compito di individuare quel prodotto mettiamo un esperto di equiparato, che è un esperto e che ha tutti i titoli, ma è un esperto di equiparato, non della tradizione.
Tibaldi (CdL) - (fuori microfono) ... lasciamo aperta la porta...
La Torre (FA) - ... le aberrazioni della politica sono tante, lasciare aperta la porta vuol dire che magari poi ti trovi 3 esperti di equiparato e non ne trovi più uno di tradizione! Non so se capisce cosa voglio dire...
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Il voto sarà favorevole sull'articolo 1, così esaurisco subito la dichiarazione di voto.
Assessore, colgo l'occasione di questo spazio per darle un'ulteriore spiegazione del nostro ragionamento. Lei sa che l'IVAT è stata terreno di scontro più volte, auguriamoci che non lo sia ancora nel futuro, fra le varie categorie all'interno degli artigiani, professionisti di serie "A", professionisti equiparati o di serie "B", hobbisti. Per evitare che questa guerra perduri, se allarghiamo l'ambito entro il quale si può compiere la scelta ed evitiamo di legittimare solo la nicchia del top di questa gamma, un domani chi sceglierà potrà comunque scegliere sempre se vuole 3 esperti del massimo livello, però sarà anche legittimato, in forza di una norma che allarga questo ambito, di scegliere qualcuno che non appartenga magari agli artigiani valdostani di tradizione; quindi è un'opportunità in più che le concediamo con questo emendamento e non vogliamo togliere nulla all'impostazione che è stata definita dalla commissione. Se poi questa spiegazione viene letta in maniera differente, non si tratta di mettere un esperto di cavalli a valutare le mucche o viceversa; si tratta magari, se si fa un ragionamento di questo tipo, di quadrupedi, ci possono essere gli esperti di razze canine e gli esperti di cani che non sono di razza, ma sono bastardi. Noi cerchiamo di legittimare, visto che ci sono tanti esemplari che compongono il mondo dell'artigianato, e di ampliare questo alveo.
Se l'emendamento non viene colto non è un problema, lo sosterremo e ci rimetteremo alla volontà del Consiglio.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 1:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - All'articolo 2 vi sono gli emendamenti n. 1 e n. 2, che sono sostitutivi, del gruppo "La Casa delle Libertà". Se non vi sono interventi pongo in votazione l'emendamento n. 1, che recita:
Emendamento
Il primo comma dell'articolo 2 è così modificato:
"1. L'IVAT può commercializzare i prodotti dell'artigianato valdostano di tradizione riconducibili alle categorie di cui all'articolo 3 della l.r. 2/2003."
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 2 del gruppo "La Casa delle Libertà", che recita:
Emendamento
Il terzo comma dell'articolo 2 è così modificato:
"3. L'IVAT può inoltre commercializzare i prodotti dell'artigianato valdostano di cui all'articolo 7, comma 2, della l.r. 2/2003, previo parere conforme della commissione tecnica di cui all'articolo 8".
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 2 nel testo così emendato:
Articolo 2
(Attività commerciale)
1. L'IVAT può commercializzare i prodotti dell'artigianato valdostano di tradizione riconducibili alle categorie di cui all'articolo 3 della l.r. 2/2003.
2. I prodotti di cui al comma 1 sono contrassegnati con un marchio di tutela registrato, le cui caratteristiche grafiche e le cui modalità d'uso sono approvate con deliberazione della Giunta regionale, su proposta del consiglio di amministrazione di cui all'articolo 5.
3. L'IVAT può inoltre commercializzare i prodotti dell'artigianato valdostano di cui all'articolo 7, comma 2, della l.r. 2/2003, previo parere conforme della commissione tecnica di cui all'articolo 8.
4. Al fine della loro commercializzazione, i prodotti di cui al comma 3 devono essere opportunamente differenziati dai prodotti di artigianato di tradizione.
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 3:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 4:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - All'articolo 5 vi sono gli emendamenti n. 1, n. 2 e n. 3 della II Commissione.
Pongo in votazione l'emendamento n. 1, che recita:
Emendamento
Alla lettera a) del comma 4 dell'articolo 5 le parole "due esperti" sono sostituite dalle parole "due personalità di provata esperienza".
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 2 della II Commissione, che recita:
Emendamento
Alla lettera c) del comma 4 dell'articolo 5 le parole "lettera a)" sono sostituite dalle parole "lettere a) e b)".
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 3 della II Commissione, che recita:
Emendamento
Al comma 5 dell'articolo 5 le parole "lettera b)" sono sostituite dalle parole "lettera c)".
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 5 nel testo così emendato:
Articolo 5
(Consiglio di amministrazione)
1. L'IVAT è retto da un consiglio di amministrazione nominato con decreto del Presidente della Regione.
2. Il consiglio di amministrazione è l'organo di indirizzo, di programmazione e di controllo. In particolare, esso definisce gli obiettivi e i programmi dell'IVAT, verificando la rispondenza dei risultati della gestione con gli indirizzi impartiti e gli obiettivi fissati.
3. Il consiglio di amministrazione svolge, in particolare, i seguenti compiti:
a) approva lo statuto;
b) esamina e approva i programmi annuali di attività;
c) delibera il bilancio preventivo e il conto consuntivo;
d) definisce la dotazione organica;
e) autorizza l'acquisto e l'alienazione di beni immobili;
f) approva il regolamento sulla finanza e sulla contabilità.
4. Il consiglio di amministrazione dura in carica quattro anni, decorrenti dalla data del decreto di nomina, ed è composto da:
a) due personalità di provata esperienza in materia di artigianato valdostano di tradizione, designati dalla Giunta regionale con le modalità di cui alla legge regionale 10 aprile 1997, n. 11 (Disciplina delle nomine e delle designazioni di competenza regionale), di cui uno con funzioni di presidente, scelti tra i non iscritti nel registro dei produttori di artigianato di cui all'articolo 8 della l.r. 2/2003;
b) un rappresentante designato dall'Associazione scultori e intagliatori valdostani (ASIV) tra i produttori non professionali iscritti nella sezione del registro dei produttori di artigianato di cui all'articolo 8, comma 2, lettera a), della l.r. 2/2003;
c) due rappresentanti eletti dai produttori professionali iscritti nella sezione del registro dei produttori di artigianato di cui all'articolo 8, comma 2, lettere a) e b), della l.r. 2/2003, non appartenenti alla stessa categoria produttiva prevalente.
5. Le modalità per l'elezione dei rappresentanti dei produttori professionali di cui al comma 4, lettera c), sono stabilite con deliberazione della Giunta regionale.
6. Ai componenti del consiglio di amministrazione spetta, oltre al rimborso delle spese di viaggio effettivamente sostenute, un gettone di presenza il cui ammontare è stabilito nel decreto di nomina, in misura comunque non superiore ad un ventesimo della diaria spettante ai consiglieri regionali.
7. Le funzioni di segretario del consiglio di amministrazione sono svolte dal direttore dell'IVAT.
8. Il consiglio di amministrazione si riunisce almeno due volte all'anno, su convocazione del presidente, nonché ogniqualvolta ne facciano richiesta almeno due dei suoi componenti. Le sedute sono valide con la partecipazione della maggioranza assoluta dei componenti. Le deliberazioni sono adottate con il voto favorevole della maggioranza dei presenti; in caso di parità, prevale il voto del presidente.
9. In caso di persistenti e gravi irregolarità o di mancato funzionamento del consiglio di amministrazione, il Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, ne dispone lo scioglimento e nomina un commissario che provvede alla gestione dell'IVAT, fino alla costituzione del nuovo consiglio di amministrazione.
10. La costituzione del nuovo consiglio di amministrazione deve avvenire nei sei mesi successivi alla nomina del commissario.
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 6:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 7:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - All'articolo 8 vi è l'emendamento n. 3 del gruppo "La Casa delle Libertà", che recita:
Emendamento
Il secondo comma, punto c) dell'articolo 8 è così modificato:
"c) tre esperti con competenze specifiche in materia di artigianato valdostano, non iscritti nel registro di cui all'articolo 8 della l.r. 2/2003, designati dalla Giunta regionale, su proposta del consiglio di amministrazione."
Consiglieri presenti: 28
Votanti: 19
Favorevoli: 2
Contrari: 17
Astenuti: 9 (Bortot, Charles Teresa, Comé, Fontana Carmela, Lanièce, Salzone, Squarzino Secondina, Venturella, Viérin Marco)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 8:
Consiglieri presenti: 30
Votanti e favorevoli: 27
Astenuti: 3 (Frassy, Lattanzi, Tibaldi)
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 9:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 10:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 11:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 12:
Consiglieri presenti: 30
Votanti e favorevoli: 27
Astenuti: 3 (Frassy, Lattanzi, Tibaldi)
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 13:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 14:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Vi è l'emendamento del Presidente Caveri che aggiunge l'articolo 15; ne do lettura:
Emendamento
Dopo l'articolo 14 inserire il seguente articolo:
"Articolo 15
(Dichiarazione d'urgenza)
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.".
Lo pongo in votazione:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri, per dichiarazione di voto.
Sandri (GV-DS-PSE) - La disciplina che andiamo ad approvare non è un novità dal punto di vista strutturale, in quanto l'IVAT gode di una tradizione storica, così come sono storici alcuni problemi che sono stati in parte evidenziati oggi in particolare da "La Casa delle Libertà", che comunque restano dei temi su cui occorrerà mantenere aperto un confronto e trovare delle soluzioni, proprio perché questo organismo possa essere un motore di sviluppo e non diventi fonte di disaccordo o, peggio, un carrozzone inutile e costoso.
Ci sono due dati però sull'IVAT che vogliamo evidenziare, premesso che daremo voto favorevole, così come abbiamo approvato tutti gli articoli, anche alla legge nel suo complesso, ed è rispetto a due elementi che troviamo discutibili. Il primo è quello evidenziato dall'articolo 7, cioè si è fatta una scelta ancora una volta in questa Regione, e vogliamo evidenziarlo, non abbiamo motivo di pensare che ci siano delle particolari valutazioni al di sotto di questo, però il posto da direttore dell'IVAT, che anche per legge è l'unico dirigente di quella struttura, è un posto di nomina fiduciaria, articolo 62, comma 5, legge n. 45/1995. Questa è una cosa dubbia, perché un istituto di queste dimensioni in cui l'unico dirigente fiduciario, quindi soggetto allo "spoil system", non può dare una sufficiente garanzia di continuità nel tempo... poiché è chiaro che ogni 4 anni questo può saltare, quindi diventa un direttore per tutte le stagioni, nel senso: disponibile ad applicare le indicazioni che del presidente del momento, dalla Giunta del momento, dal proprio "CdA" del momento giungano, e diventa un punto di riferimento poco credibile e poco solido. Credo che questa sia l'evidenziazione di come l'articolo 62, comma 5, della legge n. 45/1995 deve essere abrogato. Anche in queste strutture dobbiamo avere il coraggio di mettere dei dirigenti che diano stabilità e continuità al progetto, poi capisco che al maggiorente del momento può far piacere piazzare questo o quell'altro, poi alla fine si vede che i direttori di nomina fiduciaria sono quelli che durano di più nel tempo, perché diventano degli "yes men" e molti politici valdostani godono particolarmente con gli "yes men" e quindi li confermano, tanto sanno bene che se la pensavano verde ieri, la possono pensare rosso oggi e giallo domani!
La seconda osservazione riguarda la cosiddetta "politica del doppio legame", per chi "mastica" un po' di psicologia è legata a questo atteggiamento che ogni tanto hanno i genitori ovviamente con i bambini piccoli, a cui dicono che è vietato fare una cosa, dopodiché li autorizzano a farla. Il bambino rimane sconcertato: come, non posso guardare la televisione dopo le 8 di sera, piango e mi fanno vedere la TV dopo le 8 di sera... Questo è un atteggiamento cosiddetto "a doppio legame", per cui c'è un legame di confusione fra l'adulto e il bambino. Qui stiamo facendo la stessa cosa con il sistema degli artigiani di tradizione in Valle d'Aosta, perché da una parte diciamo: "ma noi vogliamo assolutamente promuovere il tuo prodotto e renderlo di qualità", e qui annuncio l'ultimo pezzo del mio intervento, che sarà basato sulla qualità, vogliamo fare tutte queste cose, ma poi il capannone te lo affittiamo al 9%. Questo perché gli artigiani di tradizione rientrano in tutte quelle categorie di artigiani che sono state penalizzate dalla legge del 2004 per cui in tutta una serie di situazioni si ritrovano a dover pagare alla Regione autonoma Valle d'Aosta, tramite "Vallée d'Aoste Structure", degli affitti che sono esagerati. Allora noi facciamo tutte queste cose, investiamo 580mila euro per poi far chiudere questi artigiani, questo non è un comportamento coerente: da una parte ti do e dall'altra ti bastono! Credo che questo debba essere un problema da risolvere, credo che per gli artigiani di tradizione e gli artigiani di artigianato tipico si debbano trovare delle forme di aiuto che consentano di avere a disposizione delle superfici artigianali confacenti a dei prezzi, che secondo noi potevano essere quelli della legge del 1994 del mai abbastanza compianto compagno Mafrica, che identificava con il 2% il costo degli affitti con valutazioni di tipo patrimoniale e non di tipo reddituale per quanto riguarda l'affitto delle strutture.
Se poi si pensa che sicuramente delle posizioni sono state fatte verso altre categorie, credo che se vogliamo rilanciare un artigianato tipico di tradizione e aiutare questi artigiani che presidiano il territorio, questo sia un passaggio importante. Soprattutto perché - e chiudo - loro sono gli straordinari artefici della qualità del prodotto, perché alla fine chiamiamoli in una maniera o nell'altra, in questo senso non concordo con quanto detto dal Consigliere Tibaldi, l'importante è che la qualità rimanga alta, perché solo con la qualità si rimane competitivi. Credo che si debba avere una visione molto corretta, non dare margini a possibili furberie dal punto di vista della qualità, ma anche saper interpretare la qualità in forma innovativa. Sicuramente nel '700, quando qualcuno a Cremona si mise a fare dei violini, fu visto come un innovatore che faceva delle cose che non erano di tradizione, questo signore si chiamava Stradivari e oggi sapete cosa significa possedere uno "Stradivari"... sono degli strumenti ancora suonati oggi e costosissimi.
C'è sempre un fattore di modernità, ovviamente deve essere studiato, valutato e avere la capacità di acquisirli e di inserirli nel nostro artigianato tipico. Questa è una sfida di alto livello, l'importante è che ci garantiamo la qualità dei prodotti. Con la speranza che questo strumento, così come è stato proposto dall'Assessore, raggiunga questi obiettivi, proprio come voto di speranza che si attuino queste cose, daremo un voto positivo a questa legge.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Trovo strano, questa maggioranza e soprattutto il Governo fanno comunicati ogni piè sospinto, non siamo stati avvisati e non ho visto alcun comunicato, nel senso che è stato fatto un ulteriore passo avanti nell'entrata in maggioranza di "Forza Italia". L'Assessore ha accettato gli emendamenti, evidentemente la distinzione di tradizione valdostano... noi li abbiamo votati, ma in questo momento storico ci stava meglio... nel senso di divisione fra "tradizione" e "valdostano"... chiariva molto bene i concetti.
Siccome dopo la convenzione e le leggi elettorali abbiamo notato, oggi, un altro passo avanti nell'accettare gli emendamenti e nell'entrata organica di "Forza Italia" nella maggioranza, ne prendiamo atto, dico solo che potevate avvisarci! Nel merito della legge, anche noi voteremo la legge...
(voci dai banchi della maggioranza) - ... entrate in maggioranza! Bravi!
Bortot (Arc-VA) - ... volete mica che siamo da meno! C'è spazio, ci si allarga, ci si restringe, ci si allunga, nel senso che la distinzione precedente in questo momento storico chiariva meglio il concetto fra "tradizione" e "valdostano", perché in questo momento storico era necessario definirlo; poi nessuno è contro l'innovazione, quello che non è di tradizione oggi lo può diventare domani!
L'altra cosa che vogliamo rimarcare è un po' più di democrazia, i dirigenti del settore è così semplice che se li scelgano gli artigiani, oppure c'è questo concetto di delega nei confronti del Governo, allora il Governo sceglie il più bravo, il più autorevole e con quali criteri fa una consultazione popolare fra gli artigiani nel scegliere i dirigenti, oppure... ci sono altri criteri? E se sono altri, non siamo d'accordo, tanto per essere espliciti!
Nel merito, due osservazioni: la prima, è l'adeguamento dei locali che non sono a norma dal punto di vista sanitario, e l'altro non facciamo come il discorso della fontina, dove tutti conferiscono alla Cooperativa delle fontine, poi quando le fontine sono molto buone non si conferiscono più e ognuno se le vende per conto proprio, nel senso che gli artigiani conferiscono all'istituto, quando si fanno un nome non conferiscono più, c'è una dequalificazione dell'istituto e vendono per conto loro! Nella definizione delle convenzioni bisognerebbe, perlomeno nei contratti, vincolarli per alcuni anni, che perlomeno loro si impegnino a conferire non tutta la produzione, ma una parte di essa per un "tot" numero di anni, altrimenti siamo tutti capaci: mi faccio fare dalla Regione una bella pubblicità ai miei prodotti... quando poi sono sul mercato... sto sul mercato per conto mio! Allora insisto sul fatto che occorrerà stare attenti a questo problema nei contratti o nella convenzione con gli artigiani.
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Ringrazio anzitutto il Consiglio, l'Assessore La Torre e la Giunta per aver accolto 2 emendamenti su 3 di quelli che ha proposto il nostro gruppo. Ringrazio anche il gruppo dei "Verdi" che 2 di questi emendamenti li hanno votati positivamente, evidentemente hanno ravvisato qualche elemento di bontà nel contenuto degli stessi.
Mi permetto solo di annunciare, oltre al voto favorevole de "La Casa delle Libertà" alla proposta di legge, anche di voler evitare che certe interpretazioni autentiche di pensieri altrui vengano fatte in maniera disordinata: mi riferisco al collega Sandri, che ha attribuito al mio intervento una dichiarazione non a tutela, ma a scadimento della qualità dei prodotti artigianali, tutt'altro! Come sa il collega Sandri, il mondo dell'artigianato è variegato, si compone di diverse categorie, naturalmente tutte sono dignitose di tutela, tutte devono essere proiettate verso una crescita della qualità. Questo significa che non bisogna disconoscere che la maggior parte degli appartenenti agli artigiani valdostani non fa parte degli artigiani di qualità, altrimenti si conterebbero sulle dita di una mano! Il mondo dell'artigianato è variegato, è complesso ed è numericamente importante e la nostra attenzione va non solo alla qualità, ma anche alla crescita di queste persone che si sono cimentate - chi per hobby, chi per passione e chi per professione - nel voler proporre prodotti che siano sempre all'altezza della situazione e soprattutto siano appetibili ad un mercato sempre più esigente.
Presidente - La parola al Consigliere Ottoz.
Ottoz (UV) - Vorrei ricordare che quando Stradivari fece il suo primo violino, nel 1680 circa, quando aprì la bottega, Cremona già da 130 anni era ormai il centro mondiale dei liutai che si erano spostati lì da Brescia nel 1530; quindi non credo che Stradivari, pur avendo fatto dei violini assolutamente straordinari come peraltro quelli di Guarneri del Gesù, abbia inventato, ma che semplicemente abbia fatto meglio raffinato una grande tradizione cremonese che datava già da un secolo e mezzo!
Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, La Torre.
La Torre (FA) - Per ringraziare tutti i gruppi per il voto favorevole che hanno espresso nelle dichiarazioni di voto e poi per fare doverosamente alcune considerazioni sugli interventi che sono stati fatti per dichiarazione di voto. Credo che il buon senso abbia fatto sì che si accettassero gli emendamenti; voi conoscete la mia disponibilità quando gli emendamenti sono nell'interesse complessivo, non ci sono spiriti politici che animano i rapporti, ma buon senso che fa sì che si possano accettare.
L'osservazione che fa il Consigliere Sandri in merito al direttore merita una risposta. Darò una risposta personale: credo il contrario di quello che diceva lui, cioè che i direttori devono essere in pianta stabile, che una maggioranza debba assumersi delle responsabilità e che i direttori che vengono da essa nominati debbano assumersi delle responsabilità. Se dipendesse da me, per quel che riguarda tutte le partecipate della Regione, non solo non darei 4 anni ai direttori, ma 2, se non addirittura uno, se potessi, e ancorerei la loro funzione ai risultati che producono! Il problema sono infatti i risultati, non sono le nomine! Per quel che mi riguarda, pur sostenendo il discorso delle nomine, in questo caso quadriennali, sarebbe bastato anche il biennale, e vincolerei di volta in volta i direttori, quelli che vengono nominati dallo "spoil system" a dei risultati, perché questo li collega ad una responsabilità: una responsabilità della maggioranza e una responsabilità delle persone nominate. Vedo questo come un sistema che potrebbe permettere ai cittadini di leggere il lavoro che viene fatto, mentre oggi così diventa difficile capire le cose. Per quanto riguarda gli affitti, ha detto una cosa esagerata quando parla del 9%, però posso garantire che gli affitti sono un problema che stiamo affrontando in commissione, di cui parliamo con l'Assessore Marguerettaz; vogliamo creare le migliori condizioni per tutti, per gli artigiani, per i commercianti... per tutti, anche andando ad abbassare gli affitti. Purtroppo non abbiamo più quelle opportunità con il subentro della CE che c'erano con la "legge Mafrica", oggi dobbiamo trovare delle alternative, le stiamo cercando perché abbassare gli affitti può permettere di rilanciare certi settori.
Grazie, e concludo.
Presidente - Pongo in votazione la legge nel suo complesso:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 32
Il Consiglio approva all'unanimità.
