Oggetto del Consiglio n. 2651 del 17 aprile 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2651/XII - Interventi finanziari per la realizzazione di opere di irrigazione agricola previste dal Piano di sviluppo rurale 2006. (Interrogazione)
Interrogazione
Premesso che:
- il Piano di Sviluppo Rurale 2000/2006 prevede, tra gli altri interventi, finanziamenti sia per la costruzione e manutenzione delle opere di irrigazione agricola sia per la realizzazione di monorotaie;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
Il Presidente della Regione e l'Assessore delegato per sapere:
1) l'ammontare dei contributi erogati per le opere di irrigazione agricola e gli ettari di terreni serviti da tali interventi;
2) se siano stati interamente spesi gli stanziamenti previsti nel Piano di Sviluppo Rurale per le opere di irrigazione o se vi siano dei residui;
3) se esista una valutazione o monitoraggio sulle eventuali ulteriori esigenze di infrastrutturazione in tale comparto o se comunque siano giacenti ulteriori istanze di finanziamento;
4) a quanto ammontano i contributi erogati per la realizzazione di monorotaie e quanti siano i km realizzati e gli ettari serviti.
F.to: Frassy - Tibaldi
Presidente - La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.
Isabellon (UV) - Il Piano di sviluppo rurale 2000-2006 si sta avviando alla conclusione. Siamo in fase di predisposizione del nuovo Piano di sviluppo rurale, e naturalmente, in attesa dell'approvazione di questo nuovo piano, è prorogato fino al 31 dicembre 2007 il vecchio piano sulla base di indicazioni comunitarie. Qui si tratta di fare il punto della situazione, da quello che emerge dalle domande; cercherò di rispondere ai quesiti secondo l'elenco prospettato.
Primo quesito: "l'ammontare dei contributi erogati per le opere di irrigazione agricola e gli ettari di terreni serviti da tali interventi". Qui va chiarito che il termine "opere di irrigazione agricola" è generico; esso comprende in realtà diverse tipologie di finanziamenti destinati anch'essi a beneficiari distinti fra di loro. Fra questi i più significativi sono rappresentati dai consorzi di miglioramento fondiario, i quali fra le varie funzioni che ricoprono istituzionalmente si occupano anche della gestione delle risorse idriche in agricoltura, attraverso la costruzione, la sistemazione e il riattamento di acquedotti rurali e di impianti di irrigazione interaziendali. Gli importi stanziati nel settennio 2000-2006 e che riguardano esclusivamente la realizzazione di opere irrigue ammontano ad oltre 63 milioni di euro. Va però evidenziato che la realizzazione di alcuni impianti di irrigazione a pioggia è confluita nei cosiddetti "interventi globali" e nei riordini fondiari, che nello stesso periodo hanno rispettivamente assorbito risorse per 41 e 25 milioni di euro. È tuttavia difficile indicare con precisione quanti di questi fondi siano stati destinati esclusivamente alla realizzazione di impianti di irrigazione, in quanto gli interventi globali e i riordini fondiari prevedono degli interventi che sono integrati fra di loro e hanno diverse sfaccettature per quel che riguarda le azioni intraprese. Agli interventi visti finora è necessario aggiungere inoltre quelli realizzati nell'ambito dei finanziamenti aziendali, ossia quelli richiesti dalle singole aziende, per un importo che si avvicina a 8 milioni di euro e che hanno consentito la realizzazione di impianti di irrigazione a goccia, attualmente molto apprezzati e proposti soprattutto per certe tipologie di irrigazione dei frutteti specializzati, dei vigneti, comunque le colture specializzate, a pioggia ed il rifacimento di "ru" e canali utilizzati per un'irrigazione aziendale a scorrimento in alcuni casi. Tali finanziamenti hanno contribuito a servire con impianti di irrigazione a pioggia oltre 1.300 ettari di superficie coltivata, a dotare circa 70 ettari di impianti di irrigazione a goccia, a realizzare oltre 300 km. tra condotte di adduzione, acquedotti rurali e canali a cielo aperto e infine a mettere in opera attività accessorie, quali derivazioni, vasche di accumulo, dissabbiatori, camere di manovra e unità di campo, sistemi di automazione degli impianti...
Seconda domanda: "se siano stati interamente spesi gli stanziamenti previsti nel Piano di sviluppo rurale per le opere di irrigazione o se vi siano dei residui"; qui si può affermare che ogni anno è stato impegnato quanto previsto in bilancio e non vi sono mai stati dei residui.
Terza domanda: "se esista una valutazione o monitoraggio sulle eventuali ulteriori esigenze di infrastrutturazione in tale comparto o se comunque siano giacenti ulteriori istanze di finanziamento", posso affermare che non esiste un vero e proprio monitoraggio, anche perché i finanziamenti riguardanti le risorse idriche non sono destinati ad interventi diretti da parte dell'Assessorato dell'agricoltura, ma sono utilizzati per soddisfare le richieste di finanziamento che provengono dai consorzi di miglioramento fondiario, ai quali la Regione attraverso la legge regionale n. 3/2001 - cui si fa riferimento anche per quanto riguarda la riorganizzazione territoriale dei consorzi - ha attribuito importanti funzioni nell'ambito della progettazione, realizzazione e gestione delle opere di miglioramento fondiario, nonché della progettazione, della realizzazione e della gestione di opere connesse a quelle di miglioramento fondiario, finalizzate alla valorizzazione delle produzioni e alla riduzione dei costi gestionali. In sostanza, sono i consorzi di miglioramento fondiario che verificano le reali esigenze di infrastrutturazione del territorio ed inoltre le richieste di contributo agli uffici competenti che fanno le dovute verifiche tecnico-economiche. A titolo di informazione, i consorzi di miglioramento fondiario attualmente sono dell'ordine di 180. Uno strumento che potrà essere utile per una futura programmazione degli interventi è rappresentato dal "SIGRIA", progetto in corso di attuazione e finanziato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali per il monitoraggio delle strutture irrigue del territorio e tendente ad evidenziare eventuali carenze infrastrutturali. Il tutto va rapportato e deve interagire con il Piano tutela delle acque, tenuto conto dei relativi indirizzi e delle priorità che lo stesso stabilisce; quindi è in atto anche soprattutto su certe situazioni particolari che possono identificare le situazioni tipo che abbiamo sul territorio... con gli uffici competenti dell'Assessorato dei lavori pubblici. Per quanto riguarda le istanze in attesa di finanziamento, va detto che, nonostante gli sforzi finanziari che ogni anno vengono compiuti, sono ancora innumerevoli le domande giacenti e in fase di istruttoria, esse ammontano infatti ad oltre 300, una media di 2 per consorzio di miglioramento fondiario per un importo presunto che supera i 60 milioni di euro. Queste sono domande preliminari che sono state presentate nel corso di questi anni, a cui non si è ancora potuto dare risposta, sulle quali per la maggior parte è stato espresso parere favorevole dai nostri uffici.
Infine, ultima domanda: "a quanto ammontano i contributi erogati per la realizzazione di monorotaie e quanti siano i km. realizzati e gli ettari serviti", questo è un settore di nicchia, in quanto nel corso della programmazione 2000-2006 sono stati finanziati 6 impianti di monorotaia per 3 milioni di euro e per una lunghezza complessiva di una decina di km.. Bisogna dire che tali infrastrutture, che costituiscono un'alternativa alla tradizionale viabilità rurale, sono in gran parte destinate al servizio di alpeggi di alta quota, solo una è stata realizzata al servizio di aziende di fondovalle a vocazione vitivinicola nella zona di Donnas. Gli ettari serviti complessivamente rappresentano un dato poco significativo, in quanto si tratta di superfici in prevalenza destinate a pascolo per quel che riguarda gli alpeggi e che ammontano a qualche centinaio di ettari. Si tratta di situazioni per le quali tecnicamente è stata valutata positiva l'alternativa della monorotaia in sostituzione della viabilità di tipo tradizionale sia per quel che riguarda i costi di investimento, sia per quel che riguarda l'impatto dal punto di vista ambientale, quando questo va ad interessare delle zone dove il raggiungimento con una normale viabilità potrebbe creare dei problemi non indifferenti anche dal punto di vista dei luoghi che si vanno ad interessare e con possibili situazioni di dissesto derivanti dalla realizzazione delle strade stesse e a volte dell'impossibilità di realizzarle.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Alcune considerazioni sulla risposta dell'Assessore e sulla filosofia del Piano di sviluppo rurale, che ci apprestiamo ad archiviare, e sulla filosofia del nuovo sessennio del prossimo piano, che dovrà entrare in vigore non appena verrà autorizzato dalla UE fra la fine di questo anno e l'inizio del prossimo. Abbiamo ascoltato con attenzione i dati fornitici e devo dire che non avevamo intenzione di sostituirci all'ISTAT per raccogliere dati statistici, nel senso che l'insieme di queste domande voleva essere un modo per capire qual era "lo stato dell'arte" al di fuori della filosofia dell'aiuto pubblico, sicuramente importante in questo settore, perché è un settore che senza gli aiuti pubblici difficilmente in un'economia montana avrebbe le forze per sopravvivere. Noi avevamo in parte condiviso i principi di quel piano di sviluppo finalizzati non all'aiuto fine a sé stesso, ma a un aiuto che doveva avere lo scopo produttivo, la verifica di un reddito minimo, ossia dei parametri che consentissero a certe situazioni di creare mercato. Quando leggiamo i dati che ci ha fornito... sono importanti gli aiuti nell'ambito dell'irrigazione perché fra quelli dichiarati e quelli che lei ha detto non si riesce a censire, penso che saremmo vicino a 100 milioni di euro - 63 + 8 + una parte che viene ritagliata in altri comparti si supera il "range" di 80-100 milioni di euro -; le superfici e le opere realizzate in questo sessennio apprendiamo però che sono pari a quelle già giacenti, pertanto il nuovo piano parte già con un residuo accumulato nel sessennio precedente...
(interruzione dell'Assessore Isabellon, fuori microfono)
... richiesto, ma lei ha detto anche per la maggior parte con parere già favorevole. La riflessione ulteriore è che, non esistendo monitoraggio, perché lei dice che sono i consorzi che verificano... e poi ci dà un altro dato importante: oggi abbiamo 180 consorzi, penso che 180 consorzi in una Regione come la nostra, che ha una marginalità dell'attività rurale, sono troppi rispetto a quelle azioni di incentivo per ridurre la frammentazione delle aree agricole, perciò abbiamo ancora un numero considerevole di consorzi. Non c'è una programmazione, perché ogni consorzio guarda al proprio campo. Sarebbe allora importante che vi fosse un qualche monitoraggio da parte dell'Ente Regione, anche perché qui credo che il suo collega Cerise abbia speso più di qualche parola recentemente sul problema dell'acqua o, meglio, della carenza dell'uso virtuoso e parsimonioso delle acque. In altre Regioni vengono utilizzate anche per gli usi irrigui ricircoli di acque che defluiscono dalle fognature dei centri urbani. Forse da noi può far sorridere un'ipotesi del genere, ma in un contesto virtuoso forse certe cose dovrebbero iniziare ad essere valutate, perciò aspettiamo di capire come verrà impostato il prossimo piano su questa materia, con l'auspicio che vi sia una maggiore attenzione alla programmazione, perché il rischio è che alla fine l'acqua finisca, i finanziamenti finiscano e alla fine si scopra che le aspettative e le esigenze del comparto sono ancora tante. Forse una maggiore attenzione sulla programmazione sarebbe opportuna.
