Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2645 del 17 aprile 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 2645/XII - Problematiche concernenti le prestazioni sanitarie soggette a quota fissa di euro 10 per ricetta. (Interrogazione)

Interrogazione

Preso atto della Delibera di Giunta n. 817 del 30 marzo 2007, con cui, ai sensi della legge regionale n. 3/2007, vengono individuate le prestazioni per le quali è prevista la quota fissa per ricetta di € 10 da parte degli utenti non esenti, a partire dal 1° aprile;

Visto che, per la determinazione di tali esami, sono stati ripresi i criteri indicati in legge, e precisamente "le prestazioni a più alto costo e più elevato impatto tecnologico o organizzativo che hanno maggior rischio di inappropriatezza rispetto a protocolli terapeutici o all'evidenza scientifica";

Considerato che la Giunta ha sostanzialmente recepito le proposte avanzate dall'Azienda Usl;

Ritenuto opportuno avere informazioni circa le scelte fatte;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

L'Assessore alla Sanità per sapere:

1) se l'Assessorato è intervenuto, e come, nella scelta di tali esami;

2) quanti sono gli esami soggetti al pagamento del supplemento del ticket di € 10 per gli utenti non esenti;

3) quali strumenti sono stati messi in atto per informare gli utenti di queste nuove modalità di pagamento;

4) se, in queste prime settimane di applicazione di tale norma, si sono verificate difficoltà di applicazione, o sono emerse situazioni tali da suggerire eventuali correzioni prima della conclusione del periodo sperimentale previsto.

F.to: Squarzino Secondina - Bortot - Venturella

Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Fosson.

Fosson (UV) - La legge n. 3/2007 approvata all'unanimità da questo Consiglio prevedeva delle misure alternative all'applicazione dei 10 euro di ticket. Rispondo ai quesiti dell'interrogazione: se l'Assessorato è intervenuto, e come, nella scelta di tali esami. Certo, l'Assessorato è intervenuto intanto trasmettendo i criteri della legge, che erano l'eliminazione del mantenimento dei ticket per le prestazioni ad alto costo, elevato impatto tecnologico organizzativo e maggior rischio di inappropriatezza rispetto ai protocolli terapeutici o all'evidenza scientifica: questi concetti sono stati trasmessi all'USL che ha formulato una proposta tecnica. Tale proposta è stata rivista e discussa con l'Assessorato, il quale ha depennato diverse delle prestazioni previste da tali concetti con 2 criteri: il primo, non rendere particolarmente gravoso per l'utente l'applicazione del ticket, quindi ha provveduto ad eliminare diverse prestazioni. Ci ricordiamo com'è stata la discussione qui che, prendendo spunto dal "decreto mille proroghe", doveva mantenere l'equivalenza fra la spesa rientrata e la spesa di uscita. In particolare abbiamo depennato dall'elenco dell'azienda tutte le prestazioni che avevano un'importanza per quanto riguarda la prevenzione, infatti abbiamo tolto tutte le mammografie, anche quelle al di fuori degli "screening" normali e abbiamo tolto delle prestazioni semplici e non rischiose per la salute, come l'ecografia, per favorire l'utente.

Sul secondo punto confesso che non capisco bene la domanda: "quanti sono gli esami soggetti al pagamento del supplemento del ticket", se si riferisce all'elenco degli esami, come lei sa, è stata una delle prime ad avere l'elenco il 4 aprile di tutti gli esami che la Giunta aveva previsto mantenessero questa quota, quindi il numero è facilmente controllabile. Se invece si chiede quanti esami sono stati fatti in questi 15 giorni, credo che il tempo sia troppo breve per valutare ancora se c'è un aumento o una diminuzione.

"Quali strumenti sono stati messi in atto per informare gli utenti di queste nuove modalità di pagamento", accogliendo il suggerimento in Commissione della collega Squarzino, abbiamo messo in atto tutte le possibilità che avevamo di comunicare la variazione, il tipo degli esami sia con interviste radiofoniche, televisive, con opuscoli, è stata acquisita una pagina su alcuni giornali affinché la comunicazione fosse la più capillare possibile e lo è stata talmente che anche il settore del Piemonte, che è più vicino alla nostra Regione, lo ha saputo in fretta, tanto che gli utenti piemontesi si sono rivolti per le prestazioni al Poliambulatorio di Donnas in un modo significativo, perché non pagavano più i 10 euro: questo ha comportato in questi primi 15 giorni l'aumento del 30% delle prestazioni che il Poliambulatorio di Donnas effettua.

Infine, se ci sono state delle lamentele... penso che dopo 15 giorni sia presto per fare un bilancio di questo. Come si sa, siamo attenti al monitoraggio di questo... è chiaro che quanto appariva sul giornale oggi che il Governo fa marcia indietro rispetto alle Regioni, ossia integra per la metà quel quoziente economico che mancava per la copertura dei ticket portando i ticket a 5 € per tutte le prestazioni invece che per alcune... cambia il contesto nazionale... È sempre previsto che le altre Regioni facciano una legge alternativa con altre misure rispetto a quelle previste, ma la nostra è l'unica Regione che in questo momento con un cammino legislativo corretto ha eliminato per molte delle sue prestazioni i 10 €.

Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Ringrazio l'Assessore per le informazioni che ha fornito, direi che sono complessivamente soddisfatta delle risposte, è chiaro che è un processo che è iniziato si vedrà come portarlo avanti. Intanto lo ringrazio, non l'ho fatto nell'interrogazione, ma lo ringrazio perché mi ha consegnato tale documento prima ancora che fosse ufficializzato, quindi prendo atto di questa attenzione. Volevo utilizzare questo momento per sottolineare alcuni aspetti. Quando ho chiesto il numero, lei ha ragione, ha detto: "basta guardare quanti sono", io me li sono contati: sono quasi 120 gli esami che sono soggetti ad un ticket di 10 €...

(interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)

... io ne ho contati 119, non ho fatto fare il conto al mio collega matematico, adesso glielo faccio ricontrollare... comunque sono un centinaio e più. Perché volevo sottolineare questo aspetto? Perché nel leggere sia la deliberazione che gli annunci, la pubblicità, l'informazione che è stata fatta, nella deliberazione si dice: "individua la prestazione a più alto costo e a più elevato impatto tecnologico quali..." - segue elenco - "... tomografia computerizzata, risonanza magnetica, ecocardiografia, "eco doppler", elettromiografia, esami di medicina nucleare, endoscopie, mammografie, al di fuori del programma di "screening"..."

(nuova interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)

... nella deliberazione c'è ancora mammografia... io sto leggendo, Assessore, la deliberazione n. 817 del 30 marzo 2007, che è quella pubblicata, in cui si dice: "ritenuto necessario, tenuto conto delle indicazioni dell'USL della Valle d'Aosta, ai sensi della legge regionale n. 3/2007, individuare le prestazioni a più alto costo e più elevato impatto..." e le elenca, l'ultima è "... mammografie, al di fuori di programmi di "screening", per le quali mantenere la quota...", quindi è rimasto in deliberazione.

Dicevo, abbiamo un numero limitato di esami che nell'informazione agli utenti risulta ancora più ristretto, dice: "solo ad alcune prestazioni ad alto costo, ad elevato impatto tecnologico ed organizzativo" e fra queste: "eco doppler", scintigrafia, risonanza magnetica nucleare, la TAC e alcune altre, per cui l'impressione è che sia poca cosa, in realtà sono oltre 100 tipologie di esami, quindi forse varrebbe la pena di tarare meglio la tipologia di informazione. Soprattutto poi volevo sottolineare uno dei dubbi che avevamo rispetto all'incidenza che tali tipologie di esami potessero avere nella prevenzione, uno di questi dubbi lo abbiamo poi visto esplicitato proprio una decina di giorni dopo l'applicazione di tale ticket: è l'Associazione "Alice" che fa presente come le misure alternative al ticket sanitario rischiano di scoraggiare dal fare esami persone che sarebbero a rischio di ictus cerebrale e dice: "le persone che non possono essere esenti per età, meno di 65 anni, o per patologia, queste persone rinunciano a fare degli esami perché pagare 10 € aggiuntivi...", quindi, oltre a quelli che già ci devono essere, loro rinunciano. La domanda allora è: forse varrebbe la pena di verificare, anche con tutta una serie di categorie di utenti a rischio, quali sono gli esami necessari per la prevenzione e come questi vadano sottratti al pagamento del ticket. Ultima annotazione, che pongo come domanda: il fatto che a livello nazionale si diminuisca il ticket da 10 a 5euro, è il caso che anche noi adeguiamo il ticket alla nostra situazione?