Oggetto del Consiglio n. 2632 del 5 aprile 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2632/XII - Ritiro della mozione: "Impegno a verificare la presenza di amianto negli immobili industriali della Regione".
Mozione
Ricordato che l'asbesto, o amianto, è sostanza cancerogena, nonché causa di malattie interstiziali polmonari, come l'asbestosi, e che la legislazione italiana prevede rigide norme in materia, nonché il riconoscimento dell'esposizione dei lavoratori sia ai fini della determinazione dell'anzianità lavorativa che ai fini pensionistici;
Sottolineata la necessità di verificare l'applicazione di tali direttive nazionali anche nelle costruzioni industriali di proprietà regionale, diretta o attraverso VDA Structure S.r.l., al fine di eliminare ogni possibile causa patogena e al fine di identificare le aree in cui le lavoratrici e i lavoratori sono stati esposti a tale materiale pericoloso;
Evidenziato che particolare attenzione occorre prestare allo stabilimento Cogne Acciai Speciali S.p.a. di Aosta, che pare presentare ancora coperture in Eternitâ, materiale edile con una forte componente d'asbesto, in vari reparti, tra cui il PRS e il TAF non riconosciuti tra i reparti a rischio per amianto sino ad oggi;
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Impegna
il Governo regionale:
1) a verificare attraverso VDA Structure e l'Arpa la composizione delle coperture degli immobili industriali regionali al fine di identificare quelli che presentano lastre di Eternitâ;
2) a predisporre tutti gli interventi necessari alla più rapida sostituzione degli stessi con nuove coperture inerti dal punto di vista sanitario;
3) ad attivarsi presso l'INAIL, la Cogne Acciai Speciali e Fintecna, al fine di riconoscere come aree esposte ad amianto tutte quelle aree industriali che abbiano avuto o abbiano ancora coperture in materiali a base di amianto, soprattutto se di superficie superiore a 10.000 mq, limite evidenziato come fonte di grave rischio da alcune sentenze della Magistratura e al fine di consentire la revisione dei curricula delle lavoratrici e dei lavoratori di tali reparti industriali;
4) a coordinarsi con la Cogne Acciai Speciali S.p.a. in modo che tutti questi interventi possano servire a un miglioramento degli edifici a disposizione di tale società e a una messa in sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori che vi operano.
F.to: Sandri - Fontana Carmela - Bortot - Squarzino Secondina - Venturella
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Mi permetta, Presidente, nella conduzione della seduta lei si è permesso di dare la parola al Presidente della Regione, che ha espresso delle valutazioni politiche che non c'entravano nulla con il rinvio... sul Segretario del mio partito in particolare e non mi ha dato la possibilità di replicare, comunque ci saranno altre occasioni per farlo.
Questa mozione parte da una triste constatazione: che l'asbesto o amianto - sono 2 termini che equivalgono alla stessa cosa -, un minerale che si trova diffusamente in natura e anche in Valle d'Aosta, è stato riconosciuto come sostanza cancerogena circa una quarantina di anni fa, attorno alla metà degli anni '60, in particolare come causa di tumori pleurici e peritoneali. Ora è diventato famoso in particolare il caso di una fabbrica di "eternit" in Provincia di Alessandria, che ha provocato negli anni un centinaio di morti proprio per questo tipo di patologie. Il problema qual è? È che oltre a queste patologie che cercherò di sintetizzare... in Valle d'Aosta fra l'altro c'è sempre aperto il problema di Emarèse con la sua miniera che è stata attiva fino agli inizi degli anni '50... c'è poi la patologia interstiziale: l'asbestosi, che, come la silicosi, è una malattia riconosciuta dall'INAIL e dalla legislazione italiana.
Abbiamo constatato che all'interno di "Vallée d'Aoste Structure"... prima si riferiva il nostro intervento, Assessore La Torre... qui si parla di strutture che sono nelle costruzioni vecchie della "Cogne", che risalgono ancora alla nazionale "Cogne" e non certamente alla "CAS" ma, quando fu acquisita tutta l'"area Cogne" dal Ministero del tesoro agli inizi degli anni '90, tutta questa parte di bonifica credo sia rientrata nell'accordo con la "CAS", per cui la "CAS" doveva fare la manutenzione straordinaria. Questo in parte è successo, in parte no, le motivazioni non le abbiamo ben capite, ma oggi pare che in alcuni reparti, fra cui il PRS e il treno a filo, vi siano ancora delle ampie aree coperte con asbesto, ossia amianto, ossia "eternit". La mozione allora impegnerebbe il Governo regionale a verificare questa situazione con "Vallée d'Aoste Structure", che è la proprietaria degli immobili, con l'ARPA per capire gli aspetti sanitari, poi a predisporre tutti gli interventi che non siano ancora stati fatti. Vi è poi un altro "addentellato" della questione che non è secondario: tenuto conto di alcune sentenze della Magistratura, che ha evidenziato come grandi superfici oltre i 10.000 metri quadri, come nel caso del PRS e del TAF, possono essere considerate come fonti di esposizione all'amianto per tutta una serie di motivazioni previdenziali, di verificare se c'è la configurazione di questa fattispecie nelle strutture della "Cogne".
Alla fine l'ultimo punto è quello di coordinarci con la "CAS", non si vuole entrare in conflitto con nessuno ma, in collaborazione con "Vallée d'Aoste Structure" e con la "CAS", riuscire a trovare una soluzione che metta in sicurezza le lavoratrici e i lavoratori e magari sia anche il "veicolo" per degli ammodernamenti degli immobili alla luce della legge che è stata approvata questo pomeriggio... ossia gli indirizzi strategici in applicazione della legge n. 10/2004 che abbiamo approvato questo pomeriggio.
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale.
La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, La Torre.
La Torre (FA) - Interverrò per una parte della mozione, in particolare tutto il riferimento all'"area Cogne". Siccome oggi ho espresso la mia opinione in merito agli interventi sull'amianto, ritengo indispensabile che si elimini l'amianto dove è possibile; in questo caso, parlando della struttura della "Cogne", mi sono attivato proprio in funzione di quegli accordi che erano stati sanciti dalla Regione alla "CAS". Innanzitutto va detto che io sto chiedendo alla "CAS" in prospettiva per iscritto l'impegno a intervenire sulla struttura industriale, comunque su tutta la struttura sia in termini di miglioramento qualitativo lavorativo, sia in termini di emissioni, sia in termini di impatto visivo, sia in termini di bonifica per quel che riguarda gli aspetti dell'amianto. Su questo ho attivato "Vallée d'Aoste Structure", che mi ha confermato che esistono ancora nello stabilimento alcune zone coperte con "eternit" - fra l'altro, alcune in sfibramento, quindi possiamo dire potenzialmente pericolose -, ma a questo riguardo le leggo la nota:
"Attualmente, sulla base di un programma richiesto da Vallée d'Aoste Structure e fornito dalla CAS, sono in corso risanamenti e rifacimenti completi delle coperture, sia della zona del TAF, a cui Vallée d'Aoste Structure farà fronte finanziariamente con le modalità previste contrattualmente. Il piano presentato da CAS prevede il rifacimento e messa in sicurezza di tutti i tetti in eternit presenti in stabilimento nell'arco di un triennio, quindi loro comunque devono portare avanti il programma con continuità, dimostrando l'operatività su questo programma.
In più sto cercando di far mettere per iscritto entro un mese documenti dove si possa anche verificare l'impegno della CAS a fare gli interventi che le ho detto: qualitativamente migliorare la fruibilità per i lavoratori e emissioni, impatto architettonico visivo, pulizie e altre cose. Non è un lavoro facile, perché l'imprenditore capisce queste esigenze, ma le vede anche come degli appesantimenti sul suo obiettivo che è quello imprenditoriale; però ci stiamo riuscendo".
Per gli altri punti passo la parola all'Assessore Cerise.
Si dà atto che dalle ore 19,15 riassume la Presidenza il Presidente Perron.
Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.
Cerise (UV) - Non potevo concludere questo Consiglio senza avere qualche piccolo dibattito con il collega Sandri, sarò un po' noioso, ma credo sia opportuno sulla questione dell'amianto, per la delicatezza del problema e le sue ricadute sulla salute, fare un quadro di com'è la problematica, al di là del caso specifico della "Cogne", sulla quale poi andremo a ricadere. Voglio ricordare come, ai sensi dell'articolo 20 del decreto n. 93/2001, è stato emanato dal Ministero dell'ambiente un regolamento per la realizzazione di una mappatura delle zone del territorio nazionale interessate dalla presenza di amianto, poi ci sono state altre disposizioni. Cosa abbiamo fatto a livello regionale? Intanto la Direzione ambiente dell'Assessorato ha ritenuto opportuno avvalersi della collaborazione dell'ARPA per le specifiche conoscenze e capacità tecniche in materia. L'ARPA Valle d'Aosta ha trasmesso al Direttore della Direzione ambiente, in data 16 ottobre 2006, un progetto, la mappatura delle aree del territorio regionale della Valle d'Aosta interessate dalla presenza di amianto. Questa proposta è stata fatta dalla Giunta regionale che, in data 17 novembre, ha dato un incarico all'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente per la realizzazione della mappatura ai sensi del decreto 18 marzo 2003, n. 101. Evidentemente la mappatura ha lo scopo di evidenziare tutti i siti nei quali è riscontrata la presenza di amianto, ovvero l'utilizzo di materiali che lo contengono, includendo nell'analisi i siti nei quali la presenza di amianto è dovuta a cause naturali. Sono state al momento avviate queste attività: la mappatura della presenza di amianto nelle cave di marmo verde, richiesta al fine di programmare le attività di sopralluogo... l'elenco degli edifici di proprietà regionale, l'elenco delle centrali idroelettriche di proprietà della "CVA", l'elenco degli edifici scolastici di ogni ordine e grado alla Sovrintendenza alla pubblica istruzione... "Trenitalia", indagini relativamente alla presenza di rivestimenti fonoisolanti nei vani corsa degli ascensori di alcuni condomini di Aosta. Abbiamo chiesto un incontro con i Responsabili del Dipartimento di prevenzione USL al fine di pianificare le indagini sulla presenza di amianto negli ambienti di lavoro, queste dovranno tenere conto anche dei casi accertati di malattie professionali che non voglio ricordare, le ha già citate il collega Sandri e confluiranno nel rapporto complessivo sulla presenza di amianto sul territorio regionale. in particolare riguardano la miniera di amianto di Emarèse e la presenza di amianto nelle discariche delle miniere di Cogne. Le azioni di mappatura della presenza di amianto sul territorio sono propedeutiche alla successiva fase di individuare le priorità di bonifica e la realizzazione delle stesse.
Per quanto riguarda lo stabilimento "Cogne" di Aosta, occorre distinguere i capannoni di proprietà regionale con le coperture in cemento amianto e la presenza di manufatti contenenti amianto dei vari reparti produttivi, quali isolanti termici e trattamenti termici; relativamente alle coperture in cemento amianto sarà effettuato un censimento per la valutazione dello stato di conservazione al fine di stabilire un ordine di priorità degli interventi di bonifica, cui faceva riferimento il collega La Torre. Per quanto riguarda invece la presenza di manufatti contenenti amianto nei reparti produttivi, è in atto già un piano di bonifica concordato fra la "CAS" e l'USL, che prevede la dismissione progressiva dell'amianto. Ricordo come in passato l'ARPA abbia fornito il supporto necessario tecnico al Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, effettuando alcune indagini ambientali, e qui salto perché sono tutte analisi di tipo puntuale che sono state fatte. Questo era per far presente che la questione è all'attenzione della politica, del Governo regionale, delle strutture dell'Amministrazione regionale. Ritengo pertanto che questa mozione possa essere servita a fare il punto sulla situazione e peraltro - non so se può servire a tranquillizzare - non dimentichiamoci che, trattandosi di ambienti di lavoro quelli nei quali sono presenti queste strutture contenenti dell'amianto, sono soggetti ad ispezioni e al controllo del Servizio di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro dell'USL della Valle d'Aosta, che non riscontra delle situazioni di incompatibilità. Vorrei dire - e questo non tanto in una posizione di opposizione, quanto per non creare degli allarmismi - che le coperture in "eternit" in quanto tali non costituiscono un pericolo e non vi è l'obbligo della loro dismissione. L'obbligo della loro dismissione si pone nel momento in cui queste presentano una situazione di degrado, questo comporta...
(interruzione della Consigliera Squarzino Secondina, fuori microfono)
... basta poco, però se questo non viene constatato... ripeto, non si tratta di tettoie che sono abbandonate o ignorate: sono tettoie che si situano all'interno dei luoghi di lavoro, per cui c'è un controllo ispettivo e comunque sia si tenga conto che su tutto questo è in atto tale programma di bonifica: questo lo dico non perché non condivida la volontà di cambiarle, di toglierle, perché se si tolgono, alla fine va meglio per tutti, ma non vorrei che alla fine si creasse la psicosi della tettoia in "eternit", perché non è così.
Chiederei quindi ai promotori della mozione di volerla ritirare, in considerazione di queste rassicurazioni e di questa attenzione che è stata dimostrata e in più, per quanto riguarda il terzo punto della mozione, vale a dire: "ad attivarsi presso l'INAIL, la Cogne Acciai Speciali e Fintecna, al fine di riconoscere come aree esposte ad amianto tutte quelle aree industriali...", mi permetto di sottolineare che non credo che questo sia il percorso giusto, perché abbiamo fatto alcune verifiche e ritengo che il percorso giusto passi per altre sedi, per un interessamento più ampio. Avevamo intenzione anche di attivare l'interessamento da parte dei nostri Parlamentari, per avere un coinvolgimento ed arrivare a una corretta definizione di tale questione, perché questo non credo sia il passaggio più opportuno per arrivare a risolvere il problema. Anche su questo c'è da parte del Governo regionale e del Presidente della Regione l'intenzione di fare i dovuti passi affinché ai lavoratori vengano riconosciuti i loro diritti, che sono poi le spettanze che sono previste dalle leggi che disciplinano questa materia.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Per mozione d'ordine. Anche a nome del gruppo "Arcobaleno", volevo chiedere di fare 5 minuti di sospensione, per poter eventualmente valutare il ritiro o meno della proposta e la disponibilità degli Assessori se si poteva fare un piccolo confronto per chiarire meglio alcuni passaggi che avevano presentato come documenti...
Presidente - Il consiglio è sospeso 10 minuti.
Si dà atto che dalle ore 19,28 alle ore 19,33 la seduta è sospesa.
Presidente - Riprendiamo i lavori. Chiedo se è stata raggiunta qualche forma di intesa.
La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.
Cerise (UV) - Nel corso di questo incontro sono stati forniti da parte dei promotori della mozione degli elementi di chiarimento, che consentiranno di meglio determinare l'azione dell'amministrazione regionale da parte della Giunta regionale, per fare gli opportuni passi nei confronti dell'INAIL, passi che saranno necessari per riconoscere, nei termini in cui ci potrebbero essere delle prospettive, l'esposizione di questi lavoratori alla presenza di amianto, tenuto conto di alcune indicazioni che ci sono state fornite. Il sottoscritto con il collega La Torre quindi si impegna a portare avanti questa iniziativa.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Solo per prendere atto con soddisfazione dell'impegno del Governo, rappresentato dai colleghi dell'Ambiente e delle Attività produttive di proseguire con forte attenzione su questo tema. Ritiriamo la mozione anche a nome dei colleghi del gruppo "Arcobaleno", che l'avevano firmata, rilevando che su questa questione dell'amianto è opportuna una forte mobilitazione.
È stata in passato fatta una grande evidenza sull'attività di un Giudice torinese, Guariniello, che proprio su questo tipo di pericolo che era stato sottovalutato aveva dimostrato la presenza di centinaia di casi. Credo allora che su questo tema non si possa scherzare; prendiamo atto che, da quanto detto dagli Assessori, vi è anche un impegno operativo a risolvere una serie di problemi, quindi c'è un monitoraggio dell'ARPA, ci sono interventi da parte di "Vallée d'Aoste Structure", credo che però potrebbero, a chiusura di questo tipo di valutazione, esternare anche all'Assessore alla sanità l'importanza di mantenere una forte attenzione epidemiologica sia sulle malattie, sia sui casi di morte, che potrebbero essere collegati all'asbesto o amianto.
Presidente - La mozione di cui al punto n. 45 è ritirata.
Il Consiglio prende atto, concordando.
