Oggetto del Consiglio n. 2509 del 21 febbraio 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2509/XII - Progetto per ridurre la dispersione degli uffici dell'Amministrazione regionale. (Interpellanza)
Interpellanza
Constatato che, malgrado l'opera di ricognizione degli immobili a disposizione dell'Amministrazione regionale effettuata dall'Assessorato competente, non è emersa alcuna volontà di dare una soluzione alla dispersione delle sedi dell'Amministrazione regionale, oltre 35 soltanto in Aosta e dintorni;
Preso atto che permangono delle aree di disagio lavorativo grave, al limite della normativa 626 per la sicurezza nei luoghi di lavoro, che necessitano di urgenti interventi perché i lavoratori in esse operanti possano disporre degli spazi e delle condizioni ambientali almeno sufficienti a consentire un'ordinaria attività;
Evidenziato che il DSI, al piano terreno della sede principale di P.zza Deffeyes, vede la presenza in 215 mq di oltre 40 operatori e che, anche per l'attività dei videoterminali, la ristrettezza dei locali comporta gravi disagi;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
la Giunta regionale per conoscere se intenda:
1) predisporre nel breve periodo un piano per l'ottimizzazione degli ambienti di lavoro della stessa Amministrazione;
2) predisporre un progetto di medio periodo per giungere a un compattamento delle sedi regionali, anche eventualmente attraverso la costruzione di un nuovo edificio da prevedere in accordo con la Città di Aosta;
3) dare ai lavoratori del DSI gli spazi lavorativi adeguati e ottimizzati al loro ruolo, strettamente connesso con la rete informatica dell'Amministrazione regionale;
4) attivare tutti gli spazi ancora disponibili in immobili a disposizione della Regione, per consentire il rispetto integrale ed ottimale della legge 626 per tutti i propri dipendenti.
F.to: Sandri - Fontana Carmela
Président - La parole au Conseiller Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Sarò molto rapido, perché mi sembra che l'interpellanza sia chiara. All'interno del famoso discorso che abbiamo portato avanti già da tempo sulla necessità di un'ottimizzazione della logistica della Regione - abbiamo 35 sedi, spendiamo un sacco di soldi per i collegamenti fra queste sedi, sia dal punto di vista fisico, sia dal punto di vista telematico e telefonico e vi è anche un problema dal punto di vista organizzativo per i dipendenti che si devono recare nei diversi posti -, all'interno di questo discorso è venuta fuori un'emergenza grave che avevo già segnalato: quella del DSI, in cui esiste una concentrazione di operatori in poco più di 200 metri quadri, si parla di oltre 40 operatori, ovviamente tutti con delle macchine che producono molto calore: i computer, e che sono al limite per quanto riguarda le condizioni della legge n. 626. È evidente che questi sono gli operatori fra i più importanti dal punto di vista tecnico dell'Amministrazione regionale e sarebbe opportuno ritrovare all'interno del Palazzo regionale degli spazi che siano ottimali e anche a misura d'uomo: questo si deve realizzare in tempi possibilmente brevi, in modo da consentire di risolvere questa situazione; d'altra parte, proprio per dare una risposta di più lungo periodo, chiediamo che intenzioni abbia il Governo per dare una risposta complessiva, perché mi sembra sia stata fatta una buona opera di ricognizione, ma non si conoscano le prospettive che ci si vogliono dare.
Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Questa interpellanza sembrerebbe far seguito a quella presentata a luglio, concernente i problemi di carattere logistico nelle sedi di lavoro della Regione e rispetto a questo vorrei ripercorrere sia il discorso generale, sia quello più specifico. Non è stato luglio 2006 il momento in cui ha preso avvio un'analisi delle emergenze logistiche, tanto che avevamo un documento già a maggio 2004, redatto dalle strutture dirigenziali in materia logistica e di patrimonio immobiliare, le quali avevano prodotto un "dossier" che era quello che era stato trasmesso al Consigliere Sandri. In quel documento vi erano state tutta una serie di segnalazioni da parte dei singoli dipartimenti dell'Amministrazione e conseguentemente si individuavano delle ipotesi di soluzione da porre in atto nel breve periodo: questo vuol dire che nel tempo si rilevano, poi c'è un'attività di attuazione che non è un'attività immediata, perché, al di là del fatto che qualcuno magari può semplificare ma, nel momento in cui si interviene sulla logistica, ci sono una serie di cose che devono essere messe a posto: impiantistica, collegamenti telefonici, collegamenti con tutte le reti che oggi come mai sono essenziali per il funzionamento dell'ufficio. Avere collegamenti "Internet" è come avere la luce elettrica, non si può fare a meno, oggi come oggi, se uno entra e non accende la luce, dice che non può entrare, ma non può entrare anche se non ha telefono o collegamenti "Internet".
Rispetto a quelle varie emergenze che erano state segnalate nel 2004, si può stimare che il 70% di quanto avevamo stabilito sia stato risolto, le elenco alcune di queste: l'attivazione di una nuova sede per la Direzione sanzioni amministrative; la delocalizzazione dell'Ufficio concorsi; la sistemazione di una sede, seppure provvisoria, per la "Chambre"; una delocalizzazione in sede idonea del Centro stampa regionale; l'assegnazione di un deposito in Corso Ivrea (DSI); trasferimento del Servizio ispettivo presso una nuova sede; l'assegnazione di nuovi spazi per gli archivi alla Sovrintendenza degli studi presso lo stadio...; la delocalizzazione dell'Ufficio tutela dell'ambiente nel Palazzo "Darbelley"; l'individuazione di una sede presso il Palazzo "Cogne" per la Direzione programmazione, valutazione investimenti con conseguente ottimizzazione degli spazi a disposizione del Dipartimento politiche strutturali e affari europei; l'accorpamento parziale delle strutture del Dipartimento agricoltura presso lo stabile "Le Torri"; il reperimento di un garage per il ricovero di mezzi dei vigili del fuoco; il reperimento di un deposito per la colonna mobile della Protezione civile. Le facevo questo inquadramento per capire quali erano le attività. Per alcune delle soluzioni non ancora attuate... è in corso di definizione la procedura per la locazione di nuovi locali per il Dipartimento politiche per l'impiego e per altre sono in fase di esecuzione i lavori di adeguamento, fra queste ultime è in una fase di ultimazione la definizione dei locali presso il Palazzo "Cogne", che allora erano stati individuati per la Direzione attività culturali che avrebbe dovuto dal 6° piano collocarsi nello stabilimento di Corso Battaglione. Non sto a ripercorrere tutti gli atti che avevano portato a questo ragionamento, tanto che avevamo in discussione una deliberazione per attuare tale discorso, stiamo facendo degli approfondimenti; l'Assessorato ha preso impegno di fare ancora una verifica per cui c'è un'alternativa dove o la Direzione attività culturali, che peraltro è già massicciamente presente in Corso Battaglione, si trasferisce, oppure in alternativa vengono delocalizzati altri uffici dell'Assessorato del 5° piano, in modo tale da liberare degli spazi equivalenti. Lì ci sono degli spazi equivalenti per 14 persone che sono quelle stesse del comparto del DSI che troverebbero poi spazio all'interno di questo discorso. Noi, quindi, stiamo parlando di 14 persone, nell'interpellanza lei fa un ragionamento numerico, mette persone e metri quadri, 215 persone e 40 metri quadri, è di tutta evidenza che non è una questione personale. Come lei ha ricordato, il DSI deve rimanere vicino agli elaboratori, noi per venerdì avremo o la soluzione predisposta, o una soluzione alternativa che verrà individuata in accordo con il collega Viérin.
Per quanto attiene la quarta domanda: "attivare tutti gli spazi ancora disponibili in immobili a disposizione della Regione, per consentire il rispetto integrale ed ottimale della legge 626..." e soprattutto la seconda domanda, ossia la nuova sede, stiamo portando avanti tutti quei progetti che attengono gli immobili regionali, alcuni dei quali hanno ancora delle fasi di difficoltà: uno per tutti Palazzo "Lostan", un palazzo enorme che nella nostra idea dovrebbe far parte della "Cittadella della cultura", quindi un luogo destinato o alla Sovrintendenza dei beni culturali, o a qualcosa che associ le attività dell'Amministrazione con un esempio di utilizzo di beni che hanno per le loro caratteristiche architettoniche dei significati particolari. Sicuramente per realizzare avremmo la necessità di individuare con queste varie soluzioni una soluzione aggiuntiva, che è una nuova costruzione - e qui sono d'accordo - da individuare insieme al Comune di Aosta, in modo da individuare viabilità, accesso, parcheggi, perché la collocazione di questo immobile, che può essere considerato un "immobile polmone" - mi riferisco a tutte le ristrutturazioni attinenti l'Assessorato del turismo, l'Assessorato dei lavori pubblici -, comporterà delle delocalizzazioni e queste delocalizzazioni con una "struttura polmone" potrebbero avvenire in modo adeguato. Noi dobbiamo fare questa attività concertativa con il Comune di Aosta ed individuare una sede con determinate caratteristiche. Non sono d'accordo per come sono organizzate le cose nel costruire un enorme palazzo regionale dove ci sia tutto dentro, perché creeremmo uno squilibrio generale per tutta la città di Aosta, quindi è preferibile avere dei poli, ad esempio il polo sanitario come avevamo individuato... dove c'è la Maternità che si trova nella zona ovest della città, nella zona est - ma non è neanche nel Comune di Aosta, è a Saint-Christophe - abbiamo l'area dell'agricoltura, abbiamo il centro che è per la Presidenza, per il Consiglio regionale, abbiamo la "Cittadella della cultura", che è composta da questi edifici di particolare pregio, avremmo quindi una logistica funzionale, ma allo stesso tempo distribuita in modo omogeneo sul tessuto urbano.
Si dà atto che dalle ore 11,59 presiede il Vicepresidente Lanièce.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Mi ritengo abbastanza soddisfatto della risposta dell'Assessore, sicuramente per quanto riguarda la futura collocazione della DSI, che mi sembra possa trovare, vista la presenza di 2 alternative, una soluzione degna e dignitosa per almeno 14 dipendenti all'interno del 6° piano, perché questo si andrà a fare. Mi rimane qualche perplessità non tanto sull'impostazione politica - che condivido - del futuro e dell'impostazione della logistica come la vede l'Assessore, ma per quanto riguarda qualche punto di riferimento. Penso che tutto il suo discorso sia corretto, ma con più attenzione per quanto riguarda i trasporti. L'asse dei trasporti in Valle d'Aosta dovrebbe essere sempre più la ferrovia, quindi trovare queste soluzioni ricompattate, ma non fare il casermone uso "Ceausescu" insomma, mi sembra di avere capito questo... lo condivido, ma utilizzare magari aree dismesse... se, ad esempio, interverremo sulla stazione ferroviaria come da progetto dell'Assessore Cerise, piuttosto che altre aree disponibili da "RFI" o nella "F8bis"... secondo me, lì qualcosa si potrebbe fare e si avrebbe il vantaggio che chi viene a lavorare potrebbe venire in treno senza avere il problema della macchina e trovarsi il posto di lavoro a poche centinaia di metri dal treno: questo migliorerebbe la qualità della vita dei lavoratori della Regione e la qualità della vita dei cittadini di Aosta.
