Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2416 del 11 gennaio 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 2416/XII - Ritiro della risoluzione: "Individuazione di soluzioni adeguate ed efficaci alla drammatica situazione delle aziende "Industrie Plastiche" e "Ex Balzano"".

Risoluzione

Vista la risoluzione del Consiglio regionale del 13 luglio u.s. approvata all'unanimità che impegnava la Giunta regionale e l'Assessore alle Attività Produttive a intervenire per trovare soluzioni alla drammatica situazione verificatasi all'azienda "Industrie Plastiche" di Issogne;

Constatato che ancora oggi i lavoratori sono senza lavoro e senza salario dal mese di maggio e non vedono prospettive di uscita dalla crisi dell'azienda né la possibilità di utilizzare ammortizzatori sociali;

Tenuto conto che una situazione simile sta coinvolgendo anche i lavoratori dell'"Ex Balzano" di Verrès in attesa delle decisioni del Curatore Fallimentare;

Il Consiglio regionale

Rinnova l'impegno

richiesto al Governo regionale e chiede allo stesso di individuare soluzioni adeguate ed efficaci e a riferire in tempi brevi alla Commissione consiliare competente le iniziative adottate.

F.to: Squarzino Secondina - Sandri - Bortot - Fiou - Venturella - Ferraris - Fontana Carmela

Presidente - La parola al Consigliere Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Questa risoluzione... credo che sia la 4a volta che arriva in aula, la 3a? C'era il rischio che diventasse la 4a... in sostanza, dà l'indicazione anche rispetto a quello che dirò dopo della poca attenzione che il Governo presta a queste situazioni di crisi, soprattutto ai dipendenti che ne pagano le conseguenze.

So che la situazione della "Balzano" è ancora più grave di quella delle "Industrie Plastiche"... Sulle "Industrie Plastiche" relaziono io, perché forse sono l'unico in grado di darvi una buona notizia: per l'intraprendenza dei dipendenti - soprattutto di una dipendente, questa signora ha riportato i proprietari dell'immobile, che avevano dato in gestione a un farabutto l'azienda, ad assumersi la responsabilità della gestione, credo che l'Assessore lo sappia - hanno riaperto i battenti, proprio in questi giorni stanno riassumendo i dipendenti che sono rimasti a casa senza avere né cassa integrazione, né disoccupazione, senza alcun ammortizzatore sociale, perché anche le organizzazioni sindacali hanno sbagliato le procedure per fare le domande rispetto agli ammortizzatori sociali.

Senza fare troppe polemiche, ma quando 15 persone non riescono a sufficienza a finire sui giornali, a fare sufficiente rumore, questo da un po' il polso della situazione... come in tutti gli ambienti il rischio è che i problemi vengano dimenticati e finiscano sotto il tappeto. In ogni caso, credo che per riparare, il Consiglio regionale, il Governo e l'Assessore, di fronte al piano industriale che presenteranno, debbano darci un occhio di riguardo, il che non vuol dire regalare dei soldi, vuol dire solo capire che quel tipo di azienda che ricicla rifiuti ha un avvenire, si possono fare dei nuovi investimenti, creare nuova occupazione e toglierci un po' di plastica dalle discariche. In questo senso sentiremo cosa pensa l'Assessore della risoluzione, vedremo se è ancora di attualità o se si può riformulare per i dipendenti della ex "Balzano".

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (GV-DS-PSE) - Purtroppo per la questione ex "Balzano", come sa l'Assessore competente, la situazione non è così rosea.

Cercherò di fare brevemente un "excursus". Dopo la nomina del curatore fallimentare, che purtroppo è un professionista di fuori Valle e anche questo ha reso le cose più complicate, siamo entrati in una fase abbastanza complicata di trattative; risultato finale è che l'unico imprenditore che ha sempre dimostrato di avere un mercato e delle capacità nella produzione di stampi per conto terzi, e che era intenzionato ad acquisire i macchinari per 800mila euro, se li è visti sfilare per 550mila, quindi 250mila in meno, da un commerciante di Rimini, che sicuramente non li lascerà nella sede di Champdepraz.

Il problema, qui, diventa capire come mai, con un'offerta così differente, il curatore fallimentare ha fatto questa scelta... saranno altri che daranno la risposta; però, in questo momento, abbiamo ancora qualche giorno di tempo a disposizione per non perdere tali macchinari, che sono fondamentali per tentare di mantenere in piedi 15 posti di lavoro. Fra l'altro, da notizie che ci arrivano dal sindacato - e chiederemo anche all'Assessore di avere l'opportunità di convocare i sindacati in tempi rapidissimi, oltre che gli imprenditori interessati, in modo da vedere se ci sono delle soluzioni - abbiamo appreso che dall'inizio della prossima settimana un acquirente cinese verrà a Champdepraz a visionare i macchinari per portarseli via. Credo che in un momento di questo genere sia importante non la valorizzazione dei macchinari come ferrivecchi o poco più, ma la valorizzazione di una capacità imprenditoriale e soprattutto della capacità professionale di questi lavoratori. Qui stiamo parlando non di lavoratori generici, ma di lavoratori che hanno un'alta professionalità, perché per fare gli stampi per conto terzi, farli bene, farne di tanti tipi diversi e adattarsi, ci vuole un'alta capacità; fra l'altro era interessante questo esperimento, perché questo imprenditore aveva già fatto delle iniziative affittando il ramo di azienda e aveva inserito 3 nuovi lavoratori che cominciassero a imparare il mestiere. Qui si perdono non solo 15 posti di lavoro, ma si perde anche una grossa professionalità nell'area della media Valle che - sappiamo - già interessata da grossi problemi.

Credo che l'Assessore regionale, tramite "Finaosta" e tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, possa venire incontro con delle forme di collaborazione, in modo che sia l'imprenditoria che si è resa disponibile, non a comprare e a portarsi via i macchinari, ma a rilevare i macchinari e a mantenere l'occupazione in bassa Valle, insieme alle maestranze possa essere messa in condizioni di riprendere in mano questo tipo di esperienza imprenditoriale. Mi fermo qui; auspico che su questo impianto si faccia una riflessione compatibilmente con la normativa europea, per vedere anche dal punto di vista degli affitti e di tutto il resto di mettere queste persone nelle condizioni di poter avviare la loro attività.

Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, La Torre.

La Torre (FA) - Evidentemente sono 2 casi diversi, seppure accomunati da uno stesso destino.

Per quel che riguarda le "Industrie Plastiche", credo che la nostra attenzione si sia misurata, avendo fatto insieme un percorso, costantemente nei fatti, ma il dramma è stato quello di trovarci in una situazione incredibile in cui una persona, che non definirei un imprenditore quanto un "faccendiere", in modo totalmente improprio ha chiuso lo stabilimento, fra l'altro uno stabilimento non di nostra proprietà, uno stabilimento che aveva una sua attività e che ha messo 16 operai in mezzo a una strada.

Il problema lo abbiamo affrontato con il Sindaco, attraverso tutti gli strumenti, i vari passaggi che ci sono stati hanno fatto sì che, coraggiosamente, una serie di azioni fatte dai lavoratori, abbiano portato alla riapertura dello stabilimento che sta riaprendo, sta procedendo con le riassunzioni. Nell'incontro che ho avuto con i lavoratori, ho dato loro le massime garanzie: nel momento stesso che avessero messo in piedi una struttura funzionante, ci saremmo rapportati a loro con la massima disponibilità, nel rispetto della trasparenza e delle leggi, ma con una completa volontà di sostenerli in quello che poteva essere un percorso imprenditoriale a cui loro avessero dato corso. Sotto quel punto di vista credo che il discorso delle "Industrie Plastiche" fortunatamente stia andando a buon fine e che la risoluzione sia superata.

Per quel che riguarda la "Balzano", condivido le cose che ha detto il collega Sandri in merito alla qualità del Cav. Sibilia e dell'operato che ha portato avanti; purtroppo il curatore fallimentare - che non è neanche valdostano, quindi c'è anche una certa difficoltà a interloquire - non è riuscito a trovare un accordo con il dr. Sibilia nella fase in cui ci siamo adoperati attraverso numerosi incontri, quindi non sono riusciti a fare quel passaggio di proprietà a cui accennava il collega Sandri e che verteva attorno a una cifra di circa 800mila euro. Si era partiti da 1 milione di euro, si era scesi a 800mila; poi, per una serie di motivazioni, la situazione non si era chiusa; oggi si verifica una cosa paradossale: che non si è chiusa a 800mila e alla fine il curatore fallimentare ha mandato all'asta per 550mila. Dico anche che questa "situazione paradossale" per qualche verso riserva un'opportunità al dr. Sibilia, che contatterò anche domani, quindi c'è il mio impegno non solo a seguire la questione, ma a fare in modo che questa fabbrica e tutta la sua professionalità e quello che ci gira attorno continui ad esistere e abbia delle opportunità per lavorare. C'è quindi un'opportunità data dal fatto che la procedura fallimentare consente di poter fare un'ulteriore offerta di rientro sull'offerta di assegnazione dell'asta: questo vuol dire che se il dr. Sibila riuscirà, da qui alla scadenza, a fare un'offerta superiore forse in 1/4, 1/5... penso che sia intorno ai 50mila euro, dovrebbe poter riprendere in mano la situazione. È a questo punto che noi, come per le "Industrie Plastiche", saremo a disposizione per costruire un "business plan" sulla professionalità che c'è dei lavoratori e sulla capacità del dr. Sibilia.

C'è pertanto l'impegno da parte mia di monitorare - ma lo sto facendo - sia le "Industrie Plastiche" che la "Balzano" e di portare in commissione eventualmente tutte le novità. Ecco che allora la risoluzione potrebbe essere ritirata, perché per le "Industrie Plastiche" è superato un discorso diverso; per la "Balzano" stiamo sui fatti, nel senso che se riusciamo attraverso questo intervento del dr. Sibilia di rientrare in gioco, garantisco che da parte della Regione ci sarà il supporto a questa azienda per riprendere un cammino e ridare un certo futuro a questi lavoratori, ma siamo condizionati dalla possibilità del dr. Sibilia di rilanciare, altrimenti contro il curatore fallimentare non possiamo metterci, perché il curatore fallimentare risponde al Tribunale e non alla Regione.

Presidente - La parola al Consigliere Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Solo una battuta: mi ricordo, un po' di tempo fa, quando siamo stati insieme con il Presidente Caveri e l'Assessore La Torre e il collega Bortot in sala Giunta per incontrare i lavoratori delle "Industrie Plastiche", la tenacia e il piglio della signora che teneva l'amministrazione. Una piccola battuta: sono queste le grandi capacità professionali! Questa è una dipendente che praticamente prende in mano da sola l'azienda, aiutata dai lavoratori, e si attiva in tutti i modi e riesce a ricontattare i vecchi proprietari, fa capire loro che è un'attività in forte espansione e in attivo, e riapre la fabbrica. Allora, una battuta, Presidente Caveri: altro che cercare i "manager"...

Caveri (UV) - (fuori microfono) ... dovrebbe fare il Consigliere regionale...

Venturella (Arc-VA) - ... dovrebbe fare l'amministratore delegato... può darsi che il casinò potrebbe risollevare la cosa... perché è donna, molto tenace, ha rimesso in piedi la fabbrica! Credo che una riflessione sul fatto che i lavoratori, se non umiliati dalle condizioni di lavoro, dalla politica, dagli stessi imprenditori, possano fare cose egregie... e non c'è bisogno di cercare grandi "manager" in giro per l'Italia!

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (GV-DS-PSE) - Devo dire che, pur non condividendo completamente le affermazioni fatte adesso dal Consigliere Venturella, sarebbero interessanti da discutere... però apprezzo ancora meno le battute che sono venute dai banchi del Governo! Comunque penso che si possa ritirare la risoluzione; intanto, perché mi sembra che per fortuna di tutti per le "Industrie Plastiche" la situazione si sia risolta nel modo che abbiamo sentito, e sulla "Balzano" abbiamo sentito degli impegni precisi dall'Assessore. Sappia l'Assessore che noi vogliamo avere un rendiconto delle telefonate che farà a Bruni, a Sibilia, al sindacato... praticamente un "resoconto stenografico", in modo da avere la certezza del suo impegno.

Presidente - La risoluzione è ritirata.

Il Consiglio prende atto, concordando.